Berlusconi, via la legge su Salò: "Repubblichini e partigiani non sono la stessa cosa". Il premier: “Non sapevamo [plurale maiestatis?] che fosse stato presentato questo disegno di legge. Sarà certamente ritirato".
Ok, meglio tardi che mai. Ma evitiamo frasi tipo "non sapevo", sono prese in giro belle e buone. Primo: un premier deve saperle, queste cose, e se non le sa la colpa è sua (avesse solo questa...). Secondo, se n'e' parlato talmente tanto (il ddl ha scatenato parecchie polemiche) che la bugia è proprio stupida.
Ecco un'illuminante intervento letto oggi su "Lo chef consiglia", di Andrea Camilleri e Saverio Lodato, L'Unità. Esprime davvero bene quel che penso e merita la citazione:
(...) "Per Silvio Berlusconi, Resistenza, 25 aprile, Costituzione, non sono il frutto di un movimento di popolo che ci liberò dal nazifascismo. Ma solo la faccia di una medaglia. L’altra faccia, e lo ha detto ieri dopo aver reso omaggio all’ Altare della Patria, è rappresentata dai repubblichini di Salò: «Coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era persa». Una causa «persa», non una causa «sbagliata». Le parole sono pietre, diceva Carlo Levi.
Berlusconi, con il 25 aprile, ci sta come i cavoli a merenda, ha scritto Michele Serra. E continua a darne prova con la frase da Lei citata, caro Lodato. Combattere per una causa che si sa persa, può anche essere sacrosanto, come ci ha spesso dimostrato la Storia. Combattere per una causa non solo sbagliata, ma che va contro i principi dell’umanità, è comunque disonorante."
(...)
In Italia, come dire, abbiamo la tendenza a dimenticare tutto. Mai sentito parlare di presunta supremazia di una razza, leggi razziali, deportazioni, rastrellamenti, eccidi, ecc.? Quell'ideale era marcio nelle fondamenta, chi lo ha sposato è ben diverso da chi lo ha combattuto a prezzo della vita. Non c'entra nulla la pietà per i morti, col 25 aprile.
Dice bene Beppe Grillo: "La Resistenza e il fascismo sono due cose diverse. Lo sa anche un bambino. La Resistenza è stata fatta CONTRO il fascismo, CONTRO le leggi razziali, CONTRO il nazismo. Celebrare i caduti di entrambi può forse essere un atto umanitario, ma non nel giorno della Resistenza. E' come ricordare i nazisti nel giorno della Shoah insieme ai milioni di ebrei morti nei campi di concentamento."
Riascolta "Auschwit" di Francesco Guccini
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
lunedì 27 aprile 2009
Non nel giorno della Resistenza
venerdì 28 novembre 2008
Paese mio che stai sulla collina
"Che sarà": un testo che ci fa pensare a tutti i migranti che abbandonano il loro paese e spesso i loro cari per cercare un futuro migliore o a volte solo per seguire un'illusione.
Ti spinge a partire la miserevole condizione in cui ti trovi e il desiderio di migliorare la tua posizione, garantendo di che vivere a moglie e figli; la situazione del paese in cui vivi, incapace di garantirti un futuro degno di questo nome eppure indissolubilmente legato al tuo cuore; la voglia di cambiare abitudini e modo di vita, di alzare gli occhi al cielo sotto altre latitudini; il bisogno di dare una svolta alla tua esistenza e di metterti alla prova; l'illusione di poter risolvere i tuoi drammi esistenziali e di riuscire a lasciarti alla spalle i tuoi tormenti, che invece ti seguono ovunque; il gusto di conoscere nuove terre e nuovi volti. Parti con la tua storia passata, con i tuoi talenti e i tuoi difetti, con le tue speranze e con la morte nel cuore; parti perché vuoi raggiungere quella luce lontana che vedi lontana davanti a te e che ti chiama a sé, che chiama a sé chi non vuole e non sa rassegnarsi e vuole cercare qualcosa di diverso, qualcosa di più bello. A volte poi l'amara realtà ti fa crollare le illusioni e ti accorgi di aver peggiorato la tua vita; ti senti solo, non accettato, schivato, disprezzato; vorresti darti da fare ma quel che trovi sono solo rifiuti, silenzi o biechi tentativi di prenderti per il collo; sei additato da tutti e chi ti aiuta spesso lo fa più per pietà che per solidarietà; sei dipinto come la radice di tutti i mali della società in cui ti trovi, come la causa della sua decadenza. I sospetti ti danno la caccia ovunque, la diffidenza è negli occhi di chi ti guarda. A volte la fame ti spinge ad umiliarti oltre ogni limite, a volte ti costringe a rubare e a delinquere; a volte parti già con l'obiettivo di delinquere e per questo scegli i paesi in cui il diritto assomiglia più a un carnevale.
Quale che sia la ragione che ti spinge a partire, anche la più turpe, lasciarti alle spalle il tuo paese non è mai facile.
Sono parole che ci fanno pensare anche alla caducità della vita e all'imprevedibilità che governa il cammino su questa Terra di ciascuno di noi, che siamo sì artefici del nostro destino ma anche pedine nelle mani del Caso. Che ci fanno pensare a quanto sia stupido giudicare un uomo dalla sua origine o dal colore della sua pelle.
"Che sarà", scritta da Jimmi Fontana, RCA, portata al successo nel 1971 al Festival di Sanremo da José Montserrate Feliciano Garcia, cantante e chitarrista portoricano, cieco dalla nascita.
Che sara'
Paese mio che stai sulla collina/disteso come un vecchio addormentato/la noia l'abbandono il niente son la tua malattia/paese mio ti lascio io vado via/che sarà che sarà che sarà/che sarà della mia vita chi lo sa/so far tutto o forse niente/da domani si vedrà/e sarà sarà quel che sarà/ Gli amici miei son quasi tutti via/e gli altri partiranno dopo me/peccato perché stavo bene in loro compagnia/ma tutto passa tutto se ne va/che sarà che sarà che sarà/che sarà della mia vita chi lo sa/con me porto la chitarra/e se la notte piangerò/una nenia di paese suonerò/ Amore mio ti bacio sulla bocca/che fu la fonte del mio primo amore/ti do l'appuntamento/come e quando non lo so/ma so soltanto che ritornerò/che sarà che sarà che sarà/che sarà della mia vita chi lo sa/con me porto la chitarra/e se la notte piangerò/una nenia di paese suonerò/che sarà che sarà che sarà/che sarà della mia vita chi lo sa/so far tutto o forse niente/da domani si vedrà/e sarà sarà quel che sarà
(Il testo e la musica sono di proprietà degli autori, Fontana e Migliacci)
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
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