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mercoledì 14 giugno 2023

Rutto nazionale

Rutto nazionale ———-Ma non perché abbiamo digerito i danni incalcolabili che quel tizio ha fatto al nostro Paese, alla nostra vita, al nostro futuro, no. E’ un rutto isterico. Da pancia vuota. Da gas. 
Vedete, se del fenomeno di Arcore mi ricordate tutto, in speciali tv lacrimosi e stucchevoli lunghi cinquanta ore, in inserti pieni di bava di quaranta pagine, quindi sia le cose buone (eh?) e le infamie, io vi sto pure a sentire. Se invece mi inventate solo cose buone, nascondete tutte le nefandezze, lo elevate a santo quando è delinquente, proclamate pure il lutto nazionale che non avete proclamato per Falcone, o Borsellino, o per un qualunque lavoratore morto sul lavoro o migrante morto in mare, allora nel torto siete voi. 
Lo so, siete i novax che adesso sparano caxxate su Papi: del resto la categoria del novax non è specifica, il novaxismo è la veste che indossa il boione durante una pandemia. Ma sotto c’è quello che nega il cambiamento climatico, quello che vota per farabutti e briganti, quello che guida come un maiale, quello che evade le tasse, quello che difende i dirigenti sportivi bari e corrotti. Siete sempre voi, cambiate solo distintivo.
Le vostre specifiche sono ignoranza crassa, mancanza di istruzione, pochi neuroni e tutti acciaccati, arroganza, ipocrisia, zero memoria storica, difficoltà ad articolare pensieri compiuti e a comprendere discorsi lunghi più di una riga e mezza. Siete un tipo universale ed eterno.
Io sono un fallito, ma i miei neuroni girano. Finirò sotto un ponte, ma non me la fai, non mi bevo le tue balle, non mi faccio fregare da buffoni e arraffoni, voi invece, che avete successo, denaro e vi vantate coma pavoni cerebrolesi, credete alle fole, ragionate come cactus e vi fate mettere nel sacco dal primo idiota trafficone che si presenta alla vostra porta. E siete pure convinti di avere un gran cervello: si chiama poraccitudine, la non consapevolezza della propria estrema limitatezza; ed è peggiore della sola estrema limitatezza. 

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sabato 26 novembre 2022

E’ in pericolo un nostro diritto fondamentale

La cittadina che, vedendo Renzi dialogare con un personaggio con la scorta nel parcheggio di un autogrill, filmò l’incontro e lo mandò a Report, che fatte le dovute e sacrosante verifiche lo mandò in onda, rischia il processo. Si tratta di una decisione vergognosa di alcuni pm che interpretano in maniera ridicola (e sbagliata) una modifica del codice penale mostruosa voluta anni fa dal governo Gentiloni (un capolavoro di governo, appoggiato da Renzi). Sarebbe una decisione contraria al diritto di cronaca e a diversi trattati europei sui diritti dell’uomo. Su Renzi non dico nulla, è noto cosa io pensi di lui: il peggio, da sempre. Se pensano di intimidire i cittadini, che così ci penseranno due volte prima di informare i media su fatti di pubblica rilevanza (ancora Renzi non ha detto cosa si dissero in quell’incontro, fra l’altro) si illudono: non tutti si impauriscono. Io, in quelle circostanze, farei anche domani quello che quell’insegnante ha fatto.

I giornalisti tacciono, da bravi conigli. Sono così idioti che non capiscono che ne va della libertà di tutti, la loro a informare, la nostra a sapere le cose. Ovviamente vi sono eccezioni: il Fatto ha dato la giusta importanza a questa notizia abnorme, Lillo ha scritto un pezzo fondamentale, Ranucci ha detto parole chiare.


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mercoledì 21 settembre 2022

Se mi chiami giornalista ti inseguo

Se mi chiami giornalista ti inseguo.
Oggi come oggi, è purtroppo sinonimo di leccakulo servo del potere e raccontapalle (e, spesso, pure in difficoltà con la lingua italiana e la logica). E’ un peccato, perché sarebbe un mestiere magnifico e socialmente uitilissimo. Ed è un peccato perché come sempre ci vanno di mezzo quei pochi che anche oggi lo sanno fare bene, e ce ne sono.
Mi viene in mente quello che ho visto in tv poche ore fa: a libro paga di un delinquente, squalo ammaestrato per buttarla in caciara, dire falsità, far confusione. Il contrario di quello che dovrebbe essere (indipendente e onesto intellettualmente) e fare (servire la verità e il lettore) un buon giornalista. Quando li vedo, lui e altri, ho i brividi e provo vergogna per loro: devono guadagnare parecchio, per non farsi schifo. 

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mercoledì 15 dicembre 2021

Il fine giustifica i mezzucci?


Anche se molti politici e molti media ci stanno facendo credere che dopo sei mesi e un giorno o addirittura, come ho sentito stamane, dopo tre mesi la protezione offerta dal virus cala in maniera drammatica, questo è falso.

È ovvio che forzano le cose per cercare di convincere le persone a fare il prima possibile la terza dose e per cercare anche di convincere a fare la terza dose quelli che inspiegabilmente dopo due non ne vorrebbero fare più, quindi il fine con cui distorcono queste informazioni tutto sommato è nobile, però resta sempre un modo di presentare le informazioni assolutamente distorto, perché, ribadito che il vaccino è importantissimo e che dobbiamo tutti fare la terza dose, o le prime due chi non le ha ancora fatte, è comunque assodato che la protezione offerta dal vaccino (e si parla di protezione dall'infezione, non dalla Ti o dalla morte) comincia a calare lentamente dopo il terzo mese fino ad arrivare intorno al 47% intorno al sesto dal 75 a cui era, e di certo non crolla dopo sei mesi e un giorno...
Inoltre non si rimarca mai troppo il fatto che a calare è appunto la protezione contro l'infezione, non quella contro le conseguenze gravi della stessa, e cioè ricovero, malattia grave, terapia intensiva o morte: questa infatti resta sempre molto alta, anche dopo sei mesi, soprattutto parlando degli under 80, quindi il fine con cui distorcono le informazioni può anche essere nobile rima rimane sempre una distorsione delle informazioni.

Occorre fare tutti la terza dose senza aspettare troppo, ma occorre anche rendersi conto che certi toni allarmistici sono assolutamente fuori luogo... del resto il governo attuale non può certo essere definito un buon governo, figurarsi se addirittura il migliore.

Anche questa fretta di vaccinare i bambini è al momento abbastanza ingiustificata... occorre Infatti prima attendere i risultati di trial più significativi, quelli attuali riguardano troppi pochi bambini.. quando vi saranno questi risultati e avremo anche visto come sono andate le cose in quei Paesi come Israele e Stati Uniti in cui si stanno vacvinando  bambini in gran numero, allora potremo trarre  conclusioni meno affrettate e più ragionevoli. 

Però l''impressione è quella che si voglia spingere sulla vaccinazione dei bambini per cercare di aumentare la copertura vaccinale globale e coprire così le mancanze di quei 7 milioni di adulti che, inspiegabilmente, non si sono vaccinati e che il governo non è riuscito, perlomeno in parte, a convincere, per evidente incapacità.

Infine ricordo che una buona protezione è offerta anche dalla condotta virtuosa del cittadino... se Infatti ciascuno di noi indossa la mascherina ffp2 in tutte le occasioni in cui ha contatti con altri, cura scrupolosamente l'igiene delle mani, cerca di convincere chi ha idee sbagliate sul vaccino e mantiene la distanza fisica di cautela, tutto questo aggiunto alla notevole protezione del vaccino crea uno schermo che comunque è in grado di rassicurarci abbastanza...
... al di là del fatto che la vita è sempre appesa a un filo per tutti e che per quanto noi possiamo stare attenti il virus può fregarci sempre, anche in quei pochi secondi o pochi minuti in cui molliamo la presa in 24 ore di attenzione. 

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mercoledì 27 ottobre 2021

Svegliatevi!





Io non guardo tg (nessuno), vespa, porro, giletti, giordano, del debbio, talk mattutini, pomeridiani, serali, rassegne stampa. Da anni. Neppure grandi fratelli, isole, amici, nemici, c’è posta per te e per me, talent, ballando con tuo nonno, show e giochetti.
Solo due o tre programmi di puro svago e decenti (es: deal with it, little big Italy) e qualche perla rara tipo Report. Eventi sportivi in diretta se possibile senza commenti audio di gente che si prostituisce per due spicci. Film, se possibile senza spot di merda.
Non ho sky né netflix. Niente serie.
Non compro giornali buoni per nettarsi le chiappe, inchiostrati da giornalisti venduti o costretti a mentire per vivere, di proprietà di grandi gruppi finanziari e industriali o direttamente di politici e partiti.
Non voto partiti che candidano avanzi di galera e che hanno responsabilità nell’aver distrutto questo Paese.
Non ho e non ho mai avuto tessere, tranne l’Anpi.
Eppure so tutto. Ho le idee molto chiare.
Riconosco un farabutto dall’odore, da uno sguardo, da una parola.
Non ho mai votato per i buffoni che adorate.
Non faccio sconti a fascisti, razzisti, omofobi.
Non scendo in piazza per minchiate.
Svegliatevi.
Siete sotto anestetico. Mi fate pena.
Anche io sono allo sbando, ma almeno ho il cervello libero.
Ci pagano due spicci per lavorare otto-dieci ore così la sera siamo così cotti che due tette e dormita sul divano. Ci mettono uno contro l’altro. E non ci facciamo domande, accettiamo tutto, abbiamo la catena al collo e la palla al piede. Produciamo profitto con le nostre braccia (se non crepiamo sul lavoro) per mantenere le escort e gli yacht a questi figli di buona donna, e in cambio un tozzo di pane e un calcio in culo appena la domanda cala.
—-

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sabato 2 ottobre 2021

Basta basta basta




Odio il meteo e chi fa le previsioni a caxxo, odio chi semina panico, chi parla per dare aria alla bocca, chi ti dice anche “allerta sole” ad agosto pur di fracassare le palle e odio chi le fa bene e ci azzecca quando sono pessime e odio chi le commenta, chi sa tutto lui, chi prevede morte certa e chi invoca tenporali come un coglio*ne, chi sta sempre a dire che serve acqua per l’agricoltura e chi appena piove si lamenta che piove troppo e quando fa caldo fa troppo caldo e se fa freddo oddio si muore, odio chi ti dice sempre nulla di che e poi muoiono persone e chi ti dice sempre che sarà tragedia, odio tutto questo, vent’anni fa uscivi di casa e non guardavi una minchia, non c’erano siti meteo, app e previsioni in tv ogni 15 minuti, la sera prima Bernacca (compianto) aveva detto la sua ma era dura capire qualcosa di diverso tra “più o meno bello” e “più o meno piove”, uscivi e come andava andava, ci stava che una volta su cento beccavi la sciacquata ma tornavi a casa vivo porcatro*a, a parte alcuni eventi piuttosto rari, adesso ogni volta è delirio, ogni volta è fine del mondo attesa e spesso pure si verifica, se ti va bene ti trovi la macchina distrutta dalla grandine, dieci alberi abbattuti in giardino o l’acqua in casa, se ti va male l’inferno in autostrada o un albero che ti uccide o anneghi in un sottopasso o fai la fine del topo nella tua casa di merd@ posta sotto il livello della strada perché non sei berlusconi; e continue allerte gialle ché poi invece vien giù il mondo, o arancio che non succede quasi nulla, e allerte di 32 ore quando il passaggio è uno e dura tre ore e lo si potrebbe circoscrivere. E i temporali che non si possono prevedere perché nascono in quindici minuri però come scassare le palle riuscite sempre a farlo e senza errori.
Basta, basta, basta. 
Fate schifo: voi che avete distrutto l’ambiente per riempirvi il portafoglio e distruggete la natura con la stessa tranquillità con la quale tollerate i morti sul lavoro, voi che avete i soldi anche in bocca e la merd@ nel cuore, voi che buttate le cartacce e i rifiuti per strada, voi che avere siti meteo per fare i milioni con i clic e la pubblicità, voi che parlate di tutto e non sapete nulla, voi che mettete allerte di 24-30 ore e chissà cosa c’è sotto magari basta scavare, voi che non pulite gli alvei e i tombini e non fate manutenzione agli alberi, voi che avete ridotto questo pianeta uno schifo e voi che negate il climate change perché siete a corto di neuroni.
Davvero, avete superato ogni limite, meritate odio, meritate il peggio.
E’ brutto, ma ormai è questione di sopravvivenza, si muore di allagamento, di fulmini, di vento ma anche di stress, eccome. E di corruzione, di balle, di incuria, di schifo umano.

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lunedì 12 luglio 2021

Da grande voglio fare il previsore del tempo



Da grande voglio fare il previsore del tempo (che è termine più specifico di meteorologo). 

Perché puoi sbagliare tranquillamente, anche più volte, e nessuno potrà davvero fartene una colpa. Il tempo, si sa, è non prevedibile per definizione, quindi sei come un portiere di calcio alla lotteria dei rigori o un colpevole marcio che in Italia fa appello alla sentenza di condanna di primo grado: puoi solo guadagnarci. Se la azzecchi, sei bravo; se la sbagli, il tempo è matto e tu hai fatto quello che è umanamente e scientificamente possibile. Ora poi, col climate change, nemmeno hanno bisogno di scuse: basta che allarghino le braccia.

Oggi tutti i siti (sia quelli per cretini che quelli seri) davano sole. O poco nuvoloso. E lattiginoso (“sole malato”). Adesso sta piovendo, tuoni in lontananza. Probabilmente niente di che, ma non mi pare sereno o poco nuvoloso. Ho un’idea diversa di sereno o poco nuvoloso, un’idea che non comprende acqua e di certo non comprende temporali sia pur lontani.

Per domani alcuni siti (quelli da milioni di clic) danno sole e nuvole, al massimo qualche goccetta. La Protezione Civile ha messo tre allerta: una discrepanza lieve, vero? I siti seri dicono pioggia localmente a sfondo temporalesco. I primi correggerano presto le loro iconcine: fanno sempre così, a poche ore dagli eventi si adeguano; non sono previsori del tempo, ma gente (per la precisione nerd) che si affaccia alla finestra e butta lì che fra tre ore pioverà, forse. Come puoi programmare una giornata consultando questi siti? Eppure hanno milioni di clic. I secondi, quelli seri, per domani magari la prendono, ma oggi l’acqua non l’hanno vista.

Dice: ma i temporali son difficili da prevedere, si formano in 15 minuti. Bene, allora non proviamoci nemmeno, ogni giorno mettiamo “sole a palla o, nel giro di 15 minuti, temporale fine di mondo”: sarebbe stupido, ma più coerente.

Siamo andati sulla Luna, mandiamo sonde su Marte e oltre, abbiamo inventato il telecomando per la tv e la minigonna eppure ancora siamo schiavi (e a volte vittime) dei temporali.

Lo so, sono un po’ generico e banale, confuso e approssimativo. Vuoi vedere che sono pronto per il mestiere? 
Comunque ho una scusante anch’io: sono meteoropatico. 

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mercoledì 16 giugno 2021

Video inopportuni

Non rendere pubblico il video del Mottarone non avrebbe senso: io come cittadino ho diritto di accedere a qualsiasi risorsa.
Farlo vedere al TG in pieno giorno è piuttosto idiota.
Vi devono essere canali protetti da ingressi autorizzati, per materiale di questo tipo. Vi deve essere un filtro anagrafico.
E se proprio lo vuoi mandare in tv, dovresti farlo in orario notturno.
E’ anche vero che la tv trasmette costantemente programmi e materiale che, da un punto di vista educativo o da quello del rispetto per le vittime di tragedie o reati, è del tutto paragonabile a questo video. 
E non vedo quasi mai grandi reazioni.
Si tratta quindi di aggiungere barbarie a barbarie. Il rispetto per la persona non c’era prima e non c’è ora.
Spero che le persone avvedute si guardino dal condividerlo sulle piattaforme pubbliche (altra cosa è mandarlo a un amico maggiorenne via messagiistica istantanea tipo Whatsapp, per quanto penso che l’amico possa trovarlo da solo, se gradisce visionarlo).
Evitiamo però di parlare di censura perché certuni non aspettano altro.

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domenica 2 maggio 2021

Fedez non è un eroe


Fedez non è un eroe.
Siete abituati a usare questa parola per un centravanti che fa tripletta o per un passante che soccorre un suo simile che si sente male, per un medico che fa il suo dovere, per un tizio che sventa una molestia sul bus, per un figlio che assiste il genitore malato: avete perso il significato delle parole. 
E nemmeno ha mostrato un particolare coraggio, in assoluto: ha reti resistenti, non ha fatto un salto nel vuoto.
La sua esibizione appare come fantastica solo perché viviamo in un mondo rivoltante; in terra di ciechi chi ha un occhio solo è già degno di rilievo. 
Ha fatto una bella cosa, ma non ha salvato il pianeta da una collisione mortale.

Fedez è un artista che fa cose che a molti neppure piacciono.
Fedez gode di una popolarità non meritata, o comunque difficilmente giustificabile in quelle dimensioni, come quella della moglie, addirittura metafisica.
Non sono un suo fan, non lo seguo.
E se quello che dice ha impatto, se la Rai osa censurarlo ma poi rinuncia e lo manda sul palco, se la Lega si indigna ma non troppo, è solo perché Fedez ha un seguito enorme e può muovere con un clic una fetta enorme di opinione pubblica, non perchè ieri sera (e in altre due o tre occasioni) ha espresso idee sublimi: cercate di capirlo, su, non è difficile.

Adesso è già cominciata la caccia allo scheletro nell’armadio di Fedez. Vi diranno che Fedez fa musica da schifo, che è straricco e spreca il denaro, che all’asilo si scaccolava, che al liceo attaccava le gomme da masticare sotto il banco, che sua moglie compra borsette da tremila euro, che in salotto ha un divano in pelle umana, che di notte diventa un vampiro e gira per Milano a caccia di colli da cui attingere sangue fresco, che lo ha fatto solo per acquisire ancora più popolarità, che sotto sotto progetta di buttarsi in politica prima o poi, vi ricorderanno la figuraccia del supermercato, e quella dell’elemosina fatta dalla limousine, e l’estrema inconsistenza del numero di follower, etc. Tutto vero, o verosimile, o falso ma credibile. Quelli che adesso cercheranno di screditare l’autore di una frase o di un’azione lo faranno per il solito fine: screditare l’atto o la frase, assieme a chi l’ha compiuto o pronunciata. Sono troppo limitati, culturalmente e come cervello, per capire che i due piani sono distinti, che se, per esempio, Salvini dicesse che oggi è domenica, la frase sarebbe vera anche se Salvini è un politicante pessimo.

Fedez può essere un uomo perfetto, o uno zozzone: ma quello che ha detto ieri resta sublime. E’ un concetto difficile da capire per quei decerebrati che discriminano le persone in base a religione, orientamento sessuale, colore della pelle.  Inoltre Fedez non campa di soldi pubblici e non ha colpe nello sfacelo di questo Paese: due differenze importanti rispetto al 70% dei politici che da oggi lo criticheranno o faranno finta di condividerne le posizioni. E non è razzista né omofobo: un indubbio pregio rispetto a coloro che critica.

Fedez ha detto quello che io, e per fortuna non solo io, penso dalla nascita. E anche io non avrei avuto problemi a dirlo su un palco, sebbene non sia avezzo ad esibirmi: al massimo ci avrei messo un minuto per sciogliermi. Anzi, essendo un perfetto sconosciuto, avrei calcato ancora di più la mano. A me non lo avrebbero fatto dire, però, perché le mie proteste dopo la censura si sarebbero perse nel vento. Fedez è una potenza, metterselo contro può essere rischioso. Grazie a questa sua potenza mediatica e “politica” ha potuto esprimere idee giuste che di solito non trovano visibilità: non lo trovo del tutto giusto, anche se di certo non è colpa sua, ma del sistema a cui la vice direttrice di RaiTre (quando si dimette?) avrebbe voluto ricondurlo prima del concertone del primo maggio.

Tutto questo per dire che in Italia il sistema dell’informazione è marcio al 90% e non ci voleva Fedez per capirlo; moltissimi (politici e cittadini semplici) sono razzisti e omofobi; moltissimi sono servi e ipocriti. Mancano un sacco di leggi che in altri Paesi sono cosa fatta da anni, mancano severe punizioni per chi sbaglia, c’è disuguaglianza e ingiustizia a piene mani e le istituzioni sono infestate da delinquenti; l’indebita influenza della Chiesa cattolica contribuisce in maniera notevole a frenarci.

E per ribadire che Fedez non è un eroe. E’ solo una persona che gode di popolarità notevole e che  a volte usa questa popolarità per affermare idee giuste: un atto nobile ma non eroico. Degno di nota, perché molti sono famosi ma non si espongono, o perché hanno anch’essi idee corrotte o perché hanno paura di rimetterci sul piano personale. Spero lo faccia ancora. E’ dunque meritevole e il suo discorso di ieri è ottimo, ma avrei preferito un Paese in cui anche a me fosse data questa chance, o ancora meglio: un Paese in cui non si dovesse più parlare nel 2021, di gay e etero, di donne e uomini, di neri e bianchi, di “gender” (qualsiasi cosa voglia dire) e di “famiglia tradizionale” (qualsiasi cosa voglia dire).

Restiamo molto lontani da un orizzonte di convivenza accettabile, Fedez o non Fedez. Dobbiamo far pulizia, cacciare a pedate dalle istituzioni pubbliche tutti quelli che rubano e veicolano idee sbagliate, seminando violenza (le parole sono i semi della violenza fisica), e dobbiamo emarginare, anche dalla nostra vita, tutti quelli che nelle parole e negli atti dimostrano di essere infettati da idee sbagliate, inumane: il macellaio all’angolo, il dentista, il collega, il cugino. Gli omofobi, i violenti, i razzisti devono essere emarginati, disattivati: un adulto razzista o cattomofobo non lo recuperi più, puoi solo renderlo il più possibile innocuo per gli altri. Dobbiamo istituire un lockdown personale attorno agli omofobi e ai razzisti che conosciamo. Solo se li emarginiamo possiamo salvarci e renderli inoffensivi, perchè gli omofobi e i seminatori d’odio portano le persone a fare del male o a farsi del male. Non chiedo una caccia alle streghe tipo MeToo: quella è barbarie che si usa per replicare a barbarie. Chiedo leggi eque e severe, punizioni esemplari. Non voglio rovinare la vita a una persona sulla base di una denuncia magari campata per aria, voglio impedire a persone grette, ignoranti e pericolose di decidere della mia vita e della vita dei miei figli e dei miei simili, sulla base di pregiudizi schifosi e di idee da vomito magari veicolate da religioni farlocche costruite sul nulla da uomini viziosi che predicano virtù: è ben diverso.

La strada da fare è lunghissima. Ma gli zozzoni lo sanno, che non molleremo mai.

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E voi?



Vi sta sfuggendo una cosa.
Fedez non deve vergognarsi, è evidente.
I funzionari Rai sì, e parecchio, ma anche loro sono vasi di coccio: di più devono vergognarsi i politici da cui dipendono e da cui sono stati messi lì per fare ogni giorno il teatrino pro questo e contro quello, al fine di prendervi per il culo dopo avervi pure munto il canone.

E poi, che dire, si dovranno un poco vergognare gli autori di quelle ignobili frasi citate da Fedez sul palco? Quegli zozzoni che hanno osato dire quelle fetide cose? E quelli che in questi anni le hanno dette e non sono stati ricordati da Fedez?
Quelli che vanno al Family Day, invocano il rogo per i non etero e poi hanno avuto tre mogli, due amanti e passano il venerdì sera sul viale a caccia di amori diversi? Quelli che sono per la famiglia e poi mantengono un intero palazzo di sgualdrine da utilizzare nelle cene eleganti? Quelli che fanno sesso con donne e uomini come capita ma si indignano alla sola idea di eliminare assurde discriminazioni? E quelli che siedono in Parlamento ma sostengono ancora oggi, e senza vergognarsi, e senza che venga mai applicata la legge che pure esiste, le idee di chi gli omosessuali, i neri e gli ebrei li mandava a morire nelle camere a gas?

Abbiamo (avete) chiuso per troppo tempo gli occhi su un “partito” intriso di odio. E su altri che propugnano il più bieco fascismo. Presi come eravate a farvi fottere il cervello da giornali venduti e a far le pulci ai nuovi eletti, onesti e non compromessi, o ai giornalisti e ai giudici integerrimi. Lesti a cadere nella bieca trappola di questi tristi figuri dell’informazione e della politica, pronti a pensare che i vostri problemi fossero causati da quattro migranti disperati.

Hanno colpa questi zozzoni, certo, e chi dovrebbe denunciarli e invece censura le voci che lo fanno, ma non sapete quanta ne avete voi, di colpa, che disprezzate ogni giorno, al bar, in ufficio, a casa, sui social chi ha la pelle nera, chi ha fame, chi ama persone del suo sesso, chi migra per disperazione, e che da anni e anni e tuttora votate e sostenete queste vere e proprie macchine dell’odio, fra l’altro infarcite da incapaci e corrotti, da ignoranti e pregiudicati.

Fatevi pure schifo. 

——

Non mi sta simpatico, non sono un suo fan, pure sua moglie non mi ha tra i suoi estimatori/follower.
Ma, porca miseria, se ripenso a quello che ha fatto e detto negli ultimi mesi, in tre o quattro occasioni chiave, direi che Fedez è il candidato numero uno per fare il segretario di un ipotetico partito di sinistra, moderno e utile, dalla parte della povera gente, per i diritti, contro i privilegi e gli abusi.
Potremmo dire: ti rendi quindi conto di come siamo messi?
Diciamolo pure, ma non deve suonare come offesa a Fedez, che anche stasera sostengo al 100% (discorso al Concerto e pubblicazione della telefonata), semmai più come indubbia e amara constatazione dello stato comatoso della politica italiana, a parte qualche importante e recente eccezione.

——

Adesso però, venuto alla luce il marcio del sistema dell’informazione, con le tv che censurano e “normalizzano”  e i giornali che leccano avidamente i culi amici e infangano gli avversari, non mi direte che ci voleva Fedez per ricordarvi quali vergognose posizioni omofobe, razziste, xenofobe e violente (la violenza della parole è seme della violenza fisica) abbiano assunto i leghisti dalla nascita a oggi, e i fascisti da sempre, vero?
E non ci voleva mica il caso meschino della tentata censura di stasera per farvi capire come nove giornali e tv su dieci siano propalatori di falsità, servi sciocchi o pagliacci a libro paga?
Perché altrimenti dubiterò della vostra intelligenza.

——

La Rai, Radio Televisione Italiana, a cui tutti paghiamo il canone (in bolletta luce) per riceverne in cambio un mare di pubblicità insulsa e programmi che nel 90 per cento dei caso fanno schifo ai cani, ha fatto una figura di cacca epocale.
Negare di aver cercato di modificare il testo di Fedez per il discorso del Concerto del Primo Maggio è stato un autogol incredibile: forse qualcuno non sospettava che Fedez avrebbe imbracciato il cannone e deciso di pubblicare la telefonata negata.
“Si adegui al sistema”: che invito vergognoso.
La telefonata che Fedez ha ferocemente reso pubblica copre di vergogna la Rai agli occhi del mondo, mostrando cose che già si sapevano ma che erano sempre occulte.
Onore a Fedez, di cui non sono fan ma che ha mostrato, e non è la prima volta, idee nobili, coerenza e coraggio.
Una figura cosi’ meschina da ricordarmi quella che pochi giorni fa ha coperto di ignominia il gran capo capo del calcio italiano, il presidente pieno di debiti che tradisce la fiducia di colleghi e amici per farsi una leghetta privata dopo essersi autoletto tra i migliori del reame.
#Concertone #Superlega



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giovedì 29 aprile 2021

Due pesi e due misure

(Avvertenza: questo post è formato da alcuni paragrafi ricchi di subordinate di diverso tipo e grado, variamente affastellate: se ne sconsiglia la lettura ai deboli di sintassi e alle animucce di parte).

Ricapitolando, il figlio di un noto politico che non ha incarichi pubblici remunerati è colpevole marcio, del reato per il quale è indagato, ancor prima della chiusura delle indagini, di un possibile o probabile rinvio a giudizio e di un processo e, sebbene il presunto reato sia assolutamente, oltre che ancora da provare al di là di ogni ragionevole dubbio, non politico e del tutto slegato dall’attività del genitore, peraltro pure estraneo ai fatti contestati (e per soprammercato garante di un movimento la cui visione politica ha appena partorito misure straordinarie a difesa di certi tipi particolarmente odiosi di violenza, vedi codice rosso) e (forse) compiuto da una persona che non è in politica e mai vi è stata, la questione è usata a fini politici per vergognose campagne di strumentalizzazione o per paragoni idioti al fine di vellicare gli istinti più bestiali dell’elettore italiota medio che ragiona coi piedi e vota con la pancia.

Viceversa, ogni qual volta un papà o una mamma (non un figlio, quindi) che fa politica e ha incarichi pubblici lautamente remunerati coi nostri quattrini, viene indagato, rinviato a giudizio, processato, condannato in primo e secondo grado, magari col corredo di prove abbastanza inoppugnabili quali intercettazioni, e magari è pure recidivo, si tratta invariabilmente di un innocente fino a prova contraria e, qualora la Cassazione (approdo obbligatorio, una delle tante storture italiche) ne confermasse la colpevolezza, di un persguitato politico, di una vittima della stampa giustizialista (termine di cui ignoro il significato) e dei magistrati toghe rosse, antropologicamente diversi dalla razza umana e adusi a indossare calzini sospetti.

Quotidiani di carta (straccia) ed emittenti televisive padronali, che si fanno paladini del più spinto garantismo ogni volta che un politico amico e corrotto viene condannato, al punto da sostenerne la ricandidatura o il ripristino di orribili vitalizi, o da affermare che il consenso politico val più della decisione dei giudici, nel caso di presunti reati politici di avversari solo indagati o ancora da giudicare, e addirittura nel caso dei presunti reati non politici di parenti di politici per hobby, gridano al mostro ed emettono sentenze anticipate, schiumando rabbia e aizzando la folla troglodita dei loro lettori abituali.

Questo è il garantismo prêt-à-porter dei servi sciocchi e degli imbrattacarte a libro paga, che di mestiere o leccano il culo per contratto al padrone editore o volontariamente si fanno servili nei confronti del politico influente al fine di ottenerne o mantenerne la benevolenza.

E’ del tutto probabile che questa mia riflessione irriti chi odia a morte una persona onesta e perbene che grazie al suo sacrificio personale ed economico e al suo intuito ha permesso di incanalare la sacrosanta rabbia sociale di cittadini umiliati da decenni di mala politica in un alveo ribelle ma istituzionale, scongiurando derive violente e fasciste e rendendo possibili per giunta alcuni risultati politici, sociale ed economici importanti e alcune leggi attese da decenni. Tuttavia la cosa mi lascia piuttosto indifferente, perché so di aver espresso un’opinione inattaccabile perché basata su fatti oggettivi e so anche che non tutti fra quelli che criticheranno avranno avuto il dono di aver capito quel che hanno letto e si apprestano a criticare.

Del resto la mia riflessione parte da un caso concreto ma esprime concetti generali che da quello si allontanano, e quindi non è influenzata, né potrebbe, dalla mia personale simpatia umana e stima ultradecennali per il citato padre né dalla mia vaga, forse immotivata, ma presente, antipatia a pelle per il citato figlio.

Preciso infine, sempre allo scopo di evitare noiose rimostranze fuori luogo, che il mio discorso non riguarda un certo video o certe recenti dichiarazioni, su cui ho espresso un chiaro giudizio in altra sede e che comunque, benché girato o espresse da un politico (sebbene per hobby), verte su un tema, come detto, assolutamente estraneo alla politica e, al di là di certe storture e di certe sgangheratezze criticabilissime, rientra nel diritto di espressione di un padre, esattamente come le dichiarazioni genitoriali della parte giudizialmente avversa.

Resta da dire che tutt’altra cosa, di cui non parlo in questa sede appunto perché estranea al tema trattato, è la necessità, spesso disattesa, che un politico, anche solo indagato per reati ancora presunti, di cui però già si subodora la fondatezza grazie a prove inoppugnabili quali intercettazioni o simili, senta il dovere etico di dimettersi, ancora prima di un rinvio a giudizio oppure, condannato per reati particolarmente gravi, senta la necessità di fare questo passo già dopo la condanna in primo grado. In attesa della Cassazione, chi manderebbe il proprio figlio a lezione presso un maestro condannato in primo grado per pedofilia o, solo indagato ma protagonista di intercettazioni illuminanti e incontrovertibili?  Ma qui parliamo di politici sospettati di reati connessi alla politica (es: intascare tangenti) o di parenti sospettati di reati connessi all’attività politica del politico in oggetto o da questa favoriti, non di reati “comuni” forse commessi da parenti dello stesso politico. Una differenza che non tutti sono in grado di capire: del resto, molti neppure capiscono la differenza tra etica e politica e quindi si vedono cadere il mento a terra quando io affermo che in certi casi un politico potrebbe restare in carica anche dopo un rinvio a giudizio (es: presunto reato -politico- non grave, denuncia da parte di avversario politico, mancanza di prove già definibili certe senza un dibattimento) oppure, paradossalmente, essere costretto da ragioni etiche (campa cavallo) a lasciare anche in presenza di una sola indagine (reato politico grave ancora presunto ma col corredo di prove chiare o confessioni o, per dire, atto non illegale o illegale ma prescritto ma eticamente inaccettabile). Sono differenze abissali, ma non avvertibili da tutti.

Il mio post è solo un’istantanea di una dialettica politica vile e meschina e di un sistema dell’informazione ormai quasi del tutto screditato. 

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mercoledì 28 aprile 2021

Luridi servi



I media, come fetidi avvoltoi col ghigno famelico e la bava alla bocca, girano in tondo da mesi intorno a un’indagine, al fine esclusivo di gettar fango su persone del tutto estranee ai fatti ma che sono scomode assai alla casta meschina e puzzolente che imprigiona il Paese da decenni e che sulla nostra pelle fa i suoi affari puzzolenti e volgari. 
Imbrattacarte senza dignità, trombe del potere senza alcuna credibilità, servi sciocchi e corrotti, scribacchini senza talento e senz’anima al soldo di sporchi maiali, immondi cani coprofagi, facce come il sedere aduse a scodinzolare ai piedi delle tavole dei signori per vivere delle luride briciole dei loro pasti verminosi, traditori del popolo, abietti bugiardi, ignobili cortigiani.
#QuelloParlante 


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mercoledì 31 marzo 2021

Credo ai credibili



La credibilià si costruisce giorno dopo giorno.
Non puoi riportarmi una notizia dicendo che l’hai letta su determinati giornali o l’hai sentita su determinati tg che raccontano palle a manetta e che moltissime volte hanno dato prova di nascondere o taroccare le notizie, oltre in molti casi a dipendere in maniera evidente da personaggi indegni o da centri di potere nemmeno tanto occulti.
Sarebbe come dire: “hai sentito che la Pinuccia se la fa col garzone del latte e anche col pastore della montagna? Me lo ha detto Gigi.” E poi Gigi è il ballista del paese.
Se invece Marta, la postina, mia amica, nota per la sua correttezza e riservatezza, mi dicesse: “pare che la Pinuccia si sia innamorata di Carletto, quello del latte, ma non dirlo in giro, non è poi così certo e non sta bene, e poi la Pinuccia è una che si infiamma facile”, io le crederei, perché è persona sincera e misurata.
Non è una questione politica o di una fazione contro l’altra.
E’ diverso.
Se Piero Angela mi dice una cosa sui vaccini, io gli credo ciecamente. Poi verifico, ma per abitudine mia.
Se me la dice Ganassa, parto dal presupposto che sia una emerita e sesquipedale cazzata, poi verifico per scrupolo perché una chance la si dà a tutti, anche ai recidivi. 
Non è fare discriminazioni. E’ fare distinzioni. Fra un ballista e un serio uomo di scienza. Fra un cazzaro e una persona seria. Fra uno che apre la bocca per arieggiare il locale e uno che quando parla ha prima collegato la bocca al cervello. E’ distinguere: un martello non è un pomodoro.
Quindi se una notizia me la riporta il Fatto, o il Manifesto, o Gabanelli, o Ranucci, o Lerner, o Biagi (pace all’anima sua), o Barbacetto, o Ranieri, o Iovene, o Iacona, o Woodward, o Chomski io tendenzialmente ci credo, pur verificando: perché si tratta di fonti credibili, che di rado sbagliano e mai ho beccato a mentire apposta. Se leggo certe cose su noti giornali buoni per il cesso (in caso di blocco del canale di Suez e conseguente carenza di carta igienica) o le sento da tg servi, per prima cosa dubito fortemente, pur verificando per scrupolo (a volte anche un bugiardo o un venduto può dirla giusta, per distrazione o perché in quel caso gli conviene).
Se Il Microbo o il Ganassa o un fascista affermano una cosa, io dubito a palla. Se la afferma Sanders, Bersani o Conte ci credo. Perchè i primi hanno mentito o sparato assurdità decine di volte, i secondi mai (e se a volte hanno sbagliato, si sono subito scusati).
Alla fine, non è difficile da capire.
Anche voi date retta all’edicolante affidabile che vi avvisa su un giro poco chiaro al terzo piano del palazzo di fronte (dove sta quella biondina...) e catalogate subito come boiata l’affermazione del noto cazzaro del paese su un presunto complotto galattico su covid e vaccini.
Perché stupirsi? E soprattutto perché, pur non dimenticando mai di verificare per conto mio (anche con Travaglio, per dire), perché dovrei credere a bugiardi e traditori e dubitare di seri e sinceri?
Img: FQ 

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venerdì 4 dicembre 2020

Cari meteorologi

(6468 caratteri, 7 minuti -ma solo se siete lenti e comunque Guerra e Pace è più lungo e fa ridere di meno) Le previsioni meteo sono un genere letterario. Purtroppo abbastanza angosciante e molesto, sicuramente uno di quelli che in libreria evito. Certo, si trattasse di matematica le cose sarebbero diverse: basterebbe dire io prevedo 4. Un altro direbbe per me è 6. E tu te ne faresti una ragione, Sapresti perlomeno che probabilmente sarà da 4 a 6, ma non 2 e non 8. Invece non è matematica, anche se i meteoesperti usano i “modelli”. Quando si prevede sole a palla, son quasi tutti d’accordo. Bella forza, dirai tu: se dal satellite e dai modelli non si vede nulla, cosa vuoi prevedere di diverso rispetto a cielo sereno e sole tutto il giorno? Vero. Ma anche qui ovviamente c’è chi non abbandona il suo talento alla Agatha Christie e vede una giornata di sole ma con possibili piovaschi a macchia di leopardo, oppure temporali ma sui crinali (qualcuno di vostra conoscenza abita su un crinale?). E poi ci sono i catastrofisti, quelli che per ogni clic incassano la monetina e che quindi devono acchiappare la tua attenzione anche in un giorno tranquillo: per questi il sole d’estate diventa un’allerta caldo eccessivo (ehi, ti puoi scottare, ti viene il tumore alla pelle e tanti anziani di caldo ci muoiono -aggiungo io: muoiono quelli che non guardano Italia 1 altrimenti saprebbero che occorre bere, non stare in poltrona sotto due plaid e non uscire fra le 11 e le 16). E poi puoi sempre dire “oggi sole ma clicca qui” (sulla gif della locusta) e guarda cosa ti riserva la settima prossima... Quando invece in giro c’è merd@ (mi scuso per i tecnicismi a volte eccessivi) tutti vedono qualcosa, e questo vuole innanzituto dire che gli oculisti e gli ottici sanno fare il loro lavoro. Ill punto è che vedono cose diverse (è comprensibile), a volte molto diverse (questo è meno comprensibile). Facciamo un esempio. Arriva una perturbazione discreta, tipicamente invernale. Per Piero si tratta di una giornata con pioggia debole e vento abbastanza forte (anche qui: devo attaccarmi a un palo con la colla a presa rapida o basta chiudere le imposte e ritirare la bandiera della squadra del cuore?) ma poi in serata e nottata ci sarà una intensificazione dei fenomeni (per Luca: decisa intensificazione, per Augusto piogge persistenti, insistenti, cumulati significativi specie sui monti, innalzamanto dei corsi d’acqua del reticolo minore -figurati se fosse stato il maggiore), che a tratti (un po’ sì un po’ o no o, come penso, su di te che hai culo no e su di me che sono sfigato sì?) potranno assumere (potranno, nemmeno è certo) carattere di rovescio o di temporale (per Augusto: breve temporale, per Luca temporali localmente forti, una formuletta magica, questo “localmente”, per il quale io prevederei almeno 10 anni di lavori forzati in Siberia, amena regione nella quale come è noto il clima è “localmente” di merd@). Il vento sarà forte sulla costa, poi diminuirà e poi ruoterà (par di stare al circo, pappa-para-para-pappa-para) e interesserà il litorale, con raffiche anche di 60-70 km/h (ma Augusto, che a questo punto è un poco stronzo, mette ben due bandierine e l’ultima volta, quando son dovuto andare a recuperare mia nonna , che si era affacciata alla finestra, alla foce del Magra, ne aveva messo una). Luca favoleggia di possibile grandine ma non specifica se di dimensioni piccole o stile palle da tennis (altre vole distingueva, quindi rimarrai nel dubbio sul tipo di sport fino all’ultimo: biglie o basket?). Il tutto interesserà prima la Lunigiana poi le Apuane, ma soprattutto accadrà sui monti, dopo avere però spazzolato per bene la costa: insomma, fate prima a dirci se esistono un paio di settori o di comuni in cui potremmo trasferirici giusto per quelle 24 ore, zone rosse e arancio permettendo, per salvare la ghirba. A proposito di colori, non contenti di quelli decisi dal dittatore sanitario (Conte) interviene poi l’Autorità Preposta, che mette le allerta meteo. Ieri per oggi la mette gialla, ma so già che sicuramente oggi per oggi salirà ad arancio (spesso è così): ma ieri non vedevi quel che vedi oggi? No, lo vedevi, ma mettere subito arancio pareva poco garbato, e l’educazione è tutto. Con l’arancio scatta la telefonata, che impaurisce gli anziani e uccide di ansia i meteoropatici: insomma se non li uccide il fumine o la piena, ci pensa l’allerta. E quante volte era arancio e addirittura si è affacciato il sole o non ce n’era nessuna ed è venuto un temporale di 15 minuti che ti ha staccato anche i baffi e annerito il culo? Eh, dicono, non ci si può far nulla, un temporale può formarsi in dieci minuti, è non-prevedibile per natura: potresti averne uno proprio ora in formazione nella credenza della cucina, fa’ attenzione quando prendi lo zucchero, oggi il caffè prendilo amaro, su. Soprattutto mi dà noia la vaghezza, voluta o involontaria cambia poco. Ecco perché a scuola preferisco il voto al giudizio (al massimo entrambi, ma non solo il giudizio). Col giudizio, un teppista che mette i mortaretti nella borsa della maestra, che le sbircia sempre la gonna e non apre il libro per sei mesi può diventare “un ragazzo esuberante tutto sommato simpatico che a volte esagera con lo spirito goliardico ma che deve solo applicarsi di più perché le doti le ha”; uno che si fa il mazzo tutto il giorno e sa a memoria anche la bibliografia dei libri di testo diventa “uno studente modello di gran rendimento ma, comunque, non è un’aquila e non deve montarsi la testa”. Inceve 9 è 9, 4 è 4. Un 4 non lo rimedi nemmeno con 300 “6” consecutivi (è tremendo, 300x6 + 4 : 301 = 5,9933355481) ma almeno è chiaro, ti toccherà studiare e prendere due 7. E comunque, al di là della media, il voto è chiarissimo, se poi lo si vuole precisare con un giudizio ben venga: un 4 “ragazzo incapace di apprendere alcunchè, si consiglia la zappa” è diverso da un 4 “difficoltà di apprendimento che però paiono risolvibili con maggiore applicazione nel secondo semestre e preventivo sequestro di mortaretti, oltre a un paio di calzoni per la docente”. Tornando al meteo, ok piove, ma perchè io se leggo Tizio scappo nel bunker, se leggo Caio mi preoccupo ma ci sto, se leggo Sempronio sorrido e dico “ma che sarà mai dopotutto? E’ inverno, raga...” Eppure il cielo è uno per tutti, va bene fare valutazioni diverse, ci sta, dopo tutto son previsioni e non certezze del tempo, ma Queste benedette previsioni non dovrebbero oscillare in un range che va dalla pioggia abbondante all’arrivo del Cavaliere della Morte. Almeno io la vedo così. Cosa potrebbe risolvere questa babele di meteoespertoni che ti mandano di traverso il pranzo e ti corrodono con l’ansia? Forse una maggiore preparazione, ma non solo: quelli che seguo io mi paiono preparati! Allora ci vorrebbe una maggiore uniformità nei termini usati e maggiore equilibrio. Gradirei se si gridasse al lupo se il lupo c’e’, non se si vede un’ombra in lontananza che potrebbe essere il lupo, ma più probabilmente è il gatto vecchio e pigro di mia nonna. Mai spaventare, ma informare con termini chiari e senza voglia di sensazionalismo o desiderio di tranquillizzare oltre il dovuto (odio anche chi ti dice non è nulla e poi ti ritrovi in un tendone della Protezione Civile mezzo nudo e zuppo come un biscotto nel latte). E maggior attitudine didattica, stai parlando a gente comune, la cui conoscenza in campo meteorologico si ferma a saper scegliere tra ombrellino da borsa, ombrello standard con o senza automatismo o ombrello da pastore al momento di uscir di casa, dopo aver aperto la finestra e detto: “ehi si sta aprendo” (e dopo dieci minuti arrivano i VVF), oppure “ohi ohi mi sa che va a brutto” (e dopo venti minuti devi prendere la crema solare anche per stare in salotto). Cari meteorologi, di “orologi” avete ben poco. Se poi muoriamo tutti d’ansia, chi vi legge? E chi farà clic sui bannerini procura monetine? autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

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mercoledì 7 ottobre 2020

Siete più scoraggianti che meschini



Non è possibile, un altro che mi posta articoli del tipo “rubava all’iper e percepiva il reddito di cittadinanza.”
Tipo: “Leggeva Kafka e uccideva le vecchiette” (Kafka fa male).
Sono quelli che l’immigrato prende 35 euro al giorno e vuole il wifi.
Sono quelli che ha difeso i nostri confini.
Sono quelli che ci rubano il lavoro e le donne.
Il pre-giudizio e l’ignoranza più crassa dei fatti stanno organizzando continui rave party nella vostra testa, da anni.
La tv e i politici di merd@ hanno ridotto il vostro cervello a un piccolo ammasso di neuroni affaticati e spompati.
Auguro a tutti quelli che votano mafiosi, corrotti, incapaci, razzisti, fascisti di pagare per quello che fanno.
Auguro a chi contesta i sussidi di finire sotto un ponte per qualche anno, per provare l’emozione.
Ragionate come criceti narcolettici ed effettuate le vostre scelte di vita sulla base di questi ragionamenti. Una betulla ha più raziocinio di voi (ehi, ci vuol poco!), e più dignità; un pesce rosso più memoria.
Un minuto di silenzio per la vostra inguaribile e profondissima scemenza.
Siete i peggiori nemici di voi stessi. Arrivereste ultimi anche correndo da soli. 

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venerdì 2 ottobre 2020

Editori molto impuri

In Italia gli editori sono generalmente imprenditori che i soldi li fanno con le costruzioni, la sanità, le auto, le tv, etc. E che acquistano un giornale non per far soldi (sono e restano in perdita, senza finanziamenti pubblici chiuderebbero domani) o per dare le notizie, ma per ben altri motivi: perché si possono usare come strumento di influenza e come clava, a difesa e a vantaggio dei loro affari privati.
Una campagna di stampa ben orchestrata può rovinarti (macchina del fango): hai quindi un notevole potere fra le mani. Oggi molti giornali si inventano di sana pianta le notizie, oppure ne enfatizzano alcune e ne nascondono altre.
Ecco perché nove giornali su dieci non sono affidabili: dicono quel che torna comodo al padrone, attaccano i nemici del padrone, etc. Non fanno informazione.
Se li leggi hai un racconto del mondo sbagliato, falso, parziale e quindi quando devi fare delle scelte (es: il voto) fai scelte pessime.
Insomma, non acquisto la carne del macellaio che mi ha appena assicurato sul suo quotidiano che la sua è la più buona della città. 

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domenica 26 luglio 2020

Non nascondere come la si pensa è cosa diversa dal...


NON NASCONDERE COME LA SI PENSA E’ COSA DIVERSA DAL RACCONTARE FROTTOLE E SPARGERE FANGO
(3556 caratteri, quasi 4 minuti)

A volte mi permetto di dare giudizi sulle pagine Facebook o sugli scritti altrui (intendo scritti di politica o di attualità, non di letteratura). E’ raro che lo faccia, ma a volte capita. Ci vado cauto, e quel che dico viene ben ponderato.
Quando dico che una pagina è credibile o no, pubblica notizia verificate o fake news, ha una visione smaccatemente di parte o no, mesta nel torbido o no, lo dico sulla base di fatti.
C’è chi fa post sulle presunte gaffe della Fedeli e non ha parlato di quella clamorosa del suo idolo politico (o parli di entrambe o, come sarebbe meglio, ignori entrambe). C’e’ chi dà al Di Maio del bibitaro (che è pure falso, oltre che idiota) e poi quando beccano uno dei suoi protetti con i conti esteri illegali parla del meteo o del piatto del giorno.
C’e’ chi si focalizza sul congiuntivo dell’avversario e non parla mai delle condanne dei suoi campioni.

Una pagina facebook, nel suo piccolo, è importante. Così come un blog, un account twitter o Instagram. Può fare politica legittimamente, diffondere notizie, veicolare opinioni, dare idee giuste, stimolare chi legge, innescare scintille positive, offrire solidarietà, stigmatizzare lo stigmatizzabile. Ma può anche contribuire a diffondere falsità, confondere le idee ed essere smaccatamente di parte, inventando pure cose, volendo però passare da imparziale. Questa seconda cosa non va bene. io non ho il potere o la voglia di fare alcunché, mi limito a denunciare la cosa.

Io non nascondo come la penso, chi apprezzo e chi disprezzo. Anzi, lo spiattello sempre. Ma evito che queste mie idee inquinino quel che racconto: i fatti sono sacri. Nascondere come la si pensa porta meno fastidi, ma priva di senso lo scrivere. Inoltre cerco sempre di evitare fake news (potrei pubblicarle solo per errore), meme idioti e di bassa lega, affermazioni razziste, omofobe, etc. Non accuso se non ho le prove o se qualcuno non le ha rese di pubblico dominio. Quando cito, indico sempre la fonte. Ecco perchè ho l’ambizione di fare una pagina che non nasconde la mia visione del mondo (e non vuole nasconderla) ma è equa e corretta. E quando leggi qualcosa sulla mia pagina non ti fa venire il dubbio: ma sarà vero? Perché già ho verificato io e, a meno di errori in buona fede, è vera.

Per fare un esempio, se oggi di un governatore 5stelle di una regione (fra l’altro non sono governatori, ma presidenti), dopo aver fatto di tutto nei mesi della pandemia, ed essersi già dimostrato incompetente e vago, si dicesse, con prove, che ha milioni e milioni su conti esteri, detenuti illegalmente per anni, e si parlasse anche di bonifici sospetti etc, ne chiederei le immediate dimissioni. Esattamente come faccio per quello leghista. Non è colpa mia se amando io chi si comporta bene, tendo a seguire chi si comporta bene (fin quando si comporta bene, attenzione: qui sta una differenza col fanatico): in questo modo è ovvio che tenderò ad avere sempre maggiori occasioni di critica a carico degli avversari di chi si comporta bene, è fisiologico.

Perchè io ho le mie idee, e apprezzo onesti e sinceri, e disprezzo disonesti e bugiardi, ma non sono così scorretto o scemo o ipocrita da fare figli e figliastri, o da piegare i fatti alla mia verità personale.
Questo non vuol dire fare di ogni erba un fascio o condannare le persone sulla base di voci, non sia mai.
Né vuol dire confondere reati gravi con bazzecole, avvisi di garanzia con condanne, o far passare inosservati fatti eticamente inaccettabili anche se penalmente irrilevanti. So distinguere, e bene.

Ma io controllo cosa fanno quelli che disprezzo, per poter dire perché li disprezzo. E controllo ferocemente quelli che apprezzo, per vedere se è il caso di continuare ad apprezzarli. Perché a me piace Grillo, per esempio, o Conte, ma se domani vien fuori che uccidono vecchiette per divertimento, li scarico a molla. Altri, invece, difendono gli indifendibili, e li difenderanno sempre qualunque cosa commettano, e anche se cambiano idea su tutto ogni due giorni. Oppure appena verrà beccato con le mani nel barattolo della marmellata uno di quelli che adorano, cercheranno subito di ricordarti che anche altri furono beccati in flagrante, non capendo che un ladro più un ladro fa due ladri e non zero. Questa non è informazione, è porcheria. Non è avere un’opinione, è essere servi di una cieca propaganda e aver perso del tutto lo spirito critico e la capacità di analisi del reale. E’ usare le idee fegli altri, non avere indipendenza intellettuale.


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martedì 23 giugno 2020

Fango su carta



Che l’informazione in Italia sia gestita da incompetenti al soldo di questo o di quello è noto.
Non si fa nulla per rimediare a questa vergogna, che da sola è causa di tanti problemi, anche insospettabili. E’ il classico caso di magagna risolvendo la quale andrebbero a posto molti altri tasselli, da soli.
Pensate solo a quello che è accaduto qualche giorno fa: il 95% dei giornali e dei media in genere ha pubblicato, senza fare una sola verifica (o decidendo di non farla) una notizia su Casaleggio Senior e sul M5S assolutamente falsa, basata su un documento che appare subito come taroccato. E, anzi, lo ha fatto spacciandola come vera, e nei giorni successivi ha cercato di contestualizzare la bufala, anziché cercare di individuarne gli autori.
Un giornalista non si comporta così. Un servo senza dignità sì.
Una notizia del genere avrebbe dovuto essere presentata senza clamori e mettendone in evidenza le palesi incongruenze, non strombazzandola per vera omettendo di analizzarne le specifiche.

Chi si informa male, pensa male e decide male. Non ha gli elementi corretti per poter decidere, gliene mancano alcuni e ne ha sottomano di fasulli: ecco quindi che le nostre vite risultano falsate, eterodirette.
Occorre agire per eliminare questo inquinamento delle idee, che ha conseguenze gravissime.
Non tutti sono in gradi di distinguere un giornale affidabile da uno che propala scientificamente fake news e il cui unico scopo è quello dis ervire una parte politica danneggiando in tutti mofi quella avversa. Non tutti sono in grado di accorgersi se una notizia è vera o fasulla.
Lo Stato deve agire nell’interesse di tutti e aprotezione dei più deboli, e questo vale nel campo della sanità, in quello dell’istruzione e in quello dell’informazione.






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mercoledì 17 giugno 2020

L’ennesima menzogna spacciata per notizia


Ogni tanto posto uno dei motivi per i quali da anni e anni non acquisto quotidiani se non il Fatto.
Ne ho postati già tanti...
Oggi un altro, dopo i mancati riferimenti alla situazione delle cliniche di Angelucci da parte dei giornali di proprietà di ... Angelucci (Tempo e Libero).

Dunque.
Il Fatto chiede un normale prestito bancario. Lo chiede perché, data la situazione post pandemia, teme ritardi nei pagamenti da parte dei debitori. E non può permettersi sbilanciamenti nei flussi di cassa. E’ un prestito chiesto a scopo precauzionale.
E’ un banale prestito, chiesto a Unicredit, come quello che chiedono migliaia di aziende.
E’ disciplinato da una legge del 1996, che lo fa garantire dal Medio Credito Centrale.
Essendo un prestito, fra l’altro, verrà restituito, come tutti i prestiti classici.

Sui giornali (Libero, Il Riformista, ll Giornale, Dagospia, Porro, Feltrini e perfino Lucia Annunziata) questa notizia diventa la solita fake news buona per attaccare un giornale (il Fatto) scomodo e in grandissima salute (recente boom di abbonamenti). Si dice che il Fatto ha ceduto e prende finanziamenti dallo Stato, o meglio: sfrutta l’aiuto di Stato del Decreto Liquidità. Ed e’ una balla evidente.
Stupisce che giornalisti seri si macchino di azioni così stupide. Stupisce meno che lo facciano certi giornali senza credibilità.

Il Fatto non ha mai preso e non prende finanziamenti pubblici, al contrario di altri giornali che, senza i nostri soldi, chiuderebbero in due ore, non avendo lettori sufficienti per stare in piedi. Radio Radicale vive di soldi pubblici, Fca prende prestiti garantiti dallo Stato e ha sede all’estero, e ha succhiato miliardi su miliardi allo Stato in questi decenni sotto forma di aiuti e ammortizzatori, Libero campa coi nostri soldi da 20 anni, etc.L’elenco dei giornali e delle aziende che campano coi soldi pubblici sarebbe molto lungo.
Il Fatto no, campa perché... c’e’ chi lo acquista.

Scusate se non butto denaro e non perdo tempo a leggere o ascoltare diffusori di palle professionisti o incauti veicolatori di fake news: oggi nessuno verifica più le notizie tranne i pochi giornalisti seri; molti le producono addirittura di sana pianta.

Ecco perché non do fiducia a chi non la merita, quindi al 90 e passa per cento di giornali e tv. Manipolano le notizie o se le inventano, e nascondono quelle scomode.

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mercoledì 13 maggio 2020

Ok i fake, ma anche voi..


Indubbiamente chi scrive cose false (fake) sui social è un delinquente o un idiota, a seconda dei casi.
Ma anche chi ci cade una bella revisionata forse dovrebbe farsela dare.
Perché 9 fake su 10 sono riconoscibili dopo 5 secondi, e sono proprio quelle in cui la stragrande maggioranza cade. La decima, essendo più complessa, spesso non viene nemmeno “capita”, quindi viene condivisa molto meno.
Il quadro è questo.
Cerchiamo di migliorarlo con la cornice...

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