mercoledì 14 giugno 2023
Rutto nazionale
sabato 26 novembre 2022
E’ in pericolo un nostro diritto fondamentale
La cittadina che, vedendo Renzi dialogare con un personaggio con la scorta nel parcheggio di un autogrill, filmò l’incontro e lo mandò a Report, che fatte le dovute e sacrosante verifiche lo mandò in onda, rischia il processo. Si tratta di una decisione vergognosa di alcuni pm che interpretano in maniera ridicola (e sbagliata) una modifica del codice penale mostruosa voluta anni fa dal governo Gentiloni (un capolavoro di governo, appoggiato da Renzi). Sarebbe una decisione contraria al diritto di cronaca e a diversi trattati europei sui diritti dell’uomo. Su Renzi non dico nulla, è noto cosa io pensi di lui: il peggio, da sempre. Se pensano di intimidire i cittadini, che così ci penseranno due volte prima di informare i media su fatti di pubblica rilevanza (ancora Renzi non ha detto cosa si dissero in quell’incontro, fra l’altro) si illudono: non tutti si impauriscono. Io, in quelle circostanze, farei anche domani quello che quell’insegnante ha fatto.
I giornalisti tacciono, da bravi conigli. Sono così idioti che non capiscono che ne va della libertà di tutti, la loro a informare, la nostra a sapere le cose. Ovviamente vi sono eccezioni: il Fatto ha dato la giusta importanza a questa notizia abnorme, Lillo ha scritto un pezzo fondamentale, Ranucci ha detto parole chiare.
mercoledì 21 settembre 2022
Se mi chiami giornalista ti inseguo
mercoledì 15 dicembre 2021
Il fine giustifica i mezzucci?
mercoledì 27 ottobre 2021
Svegliatevi!
sabato 2 ottobre 2021
Basta basta basta
lunedì 12 luglio 2021
Da grande voglio fare il previsore del tempo
mercoledì 16 giugno 2021
Video inopportuni
domenica 2 maggio 2021
Fedez non è un eroe
E voi?
giovedì 29 aprile 2021
Due pesi e due misure
mercoledì 28 aprile 2021
Luridi servi
mercoledì 31 marzo 2021
Credo ai credibili
venerdì 4 dicembre 2020
Cari meteorologi
mercoledì 7 ottobre 2020
Siete più scoraggianti che meschini
venerdì 2 ottobre 2020
Editori molto impuri
domenica 26 luglio 2020
Non nascondere come la si pensa è cosa diversa dal...
NON NASCONDERE COME LA SI PENSA E’ COSA DIVERSA DAL RACCONTARE FROTTOLE E SPARGERE FANGO
(3556 caratteri, quasi 4 minuti)
A volte mi permetto di dare giudizi sulle pagine Facebook o sugli scritti altrui (intendo scritti di politica o di attualità, non di letteratura). E’ raro che lo faccia, ma a volte capita. Ci vado cauto, e quel che dico viene ben ponderato.
Quando dico che una pagina è credibile o no, pubblica notizia verificate o fake news, ha una visione smaccatemente di parte o no, mesta nel torbido o no, lo dico sulla base di fatti.
C’è chi fa post sulle presunte gaffe della Fedeli e non ha parlato di quella clamorosa del suo idolo politico (o parli di entrambe o, come sarebbe meglio, ignori entrambe). C’e’ chi dà al Di Maio del bibitaro (che è pure falso, oltre che idiota) e poi quando beccano uno dei suoi protetti con i conti esteri illegali parla del meteo o del piatto del giorno.
C’e’ chi si focalizza sul congiuntivo dell’avversario e non parla mai delle condanne dei suoi campioni.
Una pagina facebook, nel suo piccolo, è importante. Così come un blog, un account twitter o Instagram. Può fare politica legittimamente, diffondere notizie, veicolare opinioni, dare idee giuste, stimolare chi legge, innescare scintille positive, offrire solidarietà, stigmatizzare lo stigmatizzabile. Ma può anche contribuire a diffondere falsità, confondere le idee ed essere smaccatamente di parte, inventando pure cose, volendo però passare da imparziale. Questa seconda cosa non va bene. io non ho il potere o la voglia di fare alcunché, mi limito a denunciare la cosa.
Io non nascondo come la penso, chi apprezzo e chi disprezzo. Anzi, lo spiattello sempre. Ma evito che queste mie idee inquinino quel che racconto: i fatti sono sacri. Nascondere come la si pensa porta meno fastidi, ma priva di senso lo scrivere. Inoltre cerco sempre di evitare fake news (potrei pubblicarle solo per errore), meme idioti e di bassa lega, affermazioni razziste, omofobe, etc. Non accuso se non ho le prove o se qualcuno non le ha rese di pubblico dominio. Quando cito, indico sempre la fonte. Ecco perchè ho l’ambizione di fare una pagina che non nasconde la mia visione del mondo (e non vuole nasconderla) ma è equa e corretta. E quando leggi qualcosa sulla mia pagina non ti fa venire il dubbio: ma sarà vero? Perché già ho verificato io e, a meno di errori in buona fede, è vera.
Per fare un esempio, se oggi di un governatore 5stelle di una regione (fra l’altro non sono governatori, ma presidenti), dopo aver fatto di tutto nei mesi della pandemia, ed essersi già dimostrato incompetente e vago, si dicesse, con prove, che ha milioni e milioni su conti esteri, detenuti illegalmente per anni, e si parlasse anche di bonifici sospetti etc, ne chiederei le immediate dimissioni. Esattamente come faccio per quello leghista. Non è colpa mia se amando io chi si comporta bene, tendo a seguire chi si comporta bene (fin quando si comporta bene, attenzione: qui sta una differenza col fanatico): in questo modo è ovvio che tenderò ad avere sempre maggiori occasioni di critica a carico degli avversari di chi si comporta bene, è fisiologico.
Perchè io ho le mie idee, e apprezzo onesti e sinceri, e disprezzo disonesti e bugiardi, ma non sono così scorretto o scemo o ipocrita da fare figli e figliastri, o da piegare i fatti alla mia verità personale.
Questo non vuol dire fare di ogni erba un fascio o condannare le persone sulla base di voci, non sia mai.
Né vuol dire confondere reati gravi con bazzecole, avvisi di garanzia con condanne, o far passare inosservati fatti eticamente inaccettabili anche se penalmente irrilevanti. So distinguere, e bene.
Ma io controllo cosa fanno quelli che disprezzo, per poter dire perché li disprezzo. E controllo ferocemente quelli che apprezzo, per vedere se è il caso di continuare ad apprezzarli. Perché a me piace Grillo, per esempio, o Conte, ma se domani vien fuori che uccidono vecchiette per divertimento, li scarico a molla. Altri, invece, difendono gli indifendibili, e li difenderanno sempre qualunque cosa commettano, e anche se cambiano idea su tutto ogni due giorni. Oppure appena verrà beccato con le mani nel barattolo della marmellata uno di quelli che adorano, cercheranno subito di ricordarti che anche altri furono beccati in flagrante, non capendo che un ladro più un ladro fa due ladri e non zero. Questa non è informazione, è porcheria. Non è avere un’opinione, è essere servi di una cieca propaganda e aver perso del tutto lo spirito critico e la capacità di analisi del reale. E’ usare le idee fegli altri, non avere indipendenza intellettuale.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.
martedì 23 giugno 2020
Fango su carta
Che l’informazione in Italia sia gestita da incompetenti al soldo di questo o di quello è noto.
Non si fa nulla per rimediare a questa vergogna, che da sola è causa di tanti problemi, anche insospettabili. E’ il classico caso di magagna risolvendo la quale andrebbero a posto molti altri tasselli, da soli.
Pensate solo a quello che è accaduto qualche giorno fa: il 95% dei giornali e dei media in genere ha pubblicato, senza fare una sola verifica (o decidendo di non farla) una notizia su Casaleggio Senior e sul M5S assolutamente falsa, basata su un documento che appare subito come taroccato. E, anzi, lo ha fatto spacciandola come vera, e nei giorni successivi ha cercato di contestualizzare la bufala, anziché cercare di individuarne gli autori.
Un giornalista non si comporta così. Un servo senza dignità sì.
Una notizia del genere avrebbe dovuto essere presentata senza clamori e mettendone in evidenza le palesi incongruenze, non strombazzandola per vera omettendo di analizzarne le specifiche.
Chi si informa male, pensa male e decide male. Non ha gli elementi corretti per poter decidere, gliene mancano alcuni e ne ha sottomano di fasulli: ecco quindi che le nostre vite risultano falsate, eterodirette.
Occorre agire per eliminare questo inquinamento delle idee, che ha conseguenze gravissime.
Non tutti sono in gradi di distinguere un giornale affidabile da uno che propala scientificamente fake news e il cui unico scopo è quello dis ervire una parte politica danneggiando in tutti mofi quella avversa. Non tutti sono in grado di accorgersi se una notizia è vera o fasulla.
Lo Stato deve agire nell’interesse di tutti e aprotezione dei più deboli, e questo vale nel campo della sanità, in quello dell’istruzione e in quello dell’informazione.
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mercoledì 17 giugno 2020
L’ennesima menzogna spacciata per notizia
Ogni tanto posto uno dei motivi per i quali da anni e anni non acquisto quotidiani se non il Fatto.
Ne ho postati già tanti...
Oggi un altro, dopo i mancati riferimenti alla situazione delle cliniche di Angelucci da parte dei giornali di proprietà di ... Angelucci (Tempo e Libero).
Dunque.
Il Fatto chiede un normale prestito bancario. Lo chiede perché, data la situazione post pandemia, teme ritardi nei pagamenti da parte dei debitori. E non può permettersi sbilanciamenti nei flussi di cassa. E’ un prestito chiesto a scopo precauzionale.
E’ un banale prestito, chiesto a Unicredit, come quello che chiedono migliaia di aziende.
E’ disciplinato da una legge del 1996, che lo fa garantire dal Medio Credito Centrale.
Essendo un prestito, fra l’altro, verrà restituito, come tutti i prestiti classici.
Sui giornali (Libero, Il Riformista, ll Giornale, Dagospia, Porro, Feltrini e perfino Lucia Annunziata) questa notizia diventa la solita fake news buona per attaccare un giornale (il Fatto) scomodo e in grandissima salute (recente boom di abbonamenti). Si dice che il Fatto ha ceduto e prende finanziamenti dallo Stato, o meglio: sfrutta l’aiuto di Stato del Decreto Liquidità. Ed e’ una balla evidente.
Stupisce che giornalisti seri si macchino di azioni così stupide. Stupisce meno che lo facciano certi giornali senza credibilità.
Il Fatto non ha mai preso e non prende finanziamenti pubblici, al contrario di altri giornali che, senza i nostri soldi, chiuderebbero in due ore, non avendo lettori sufficienti per stare in piedi. Radio Radicale vive di soldi pubblici, Fca prende prestiti garantiti dallo Stato e ha sede all’estero, e ha succhiato miliardi su miliardi allo Stato in questi decenni sotto forma di aiuti e ammortizzatori, Libero campa coi nostri soldi da 20 anni, etc.L’elenco dei giornali e delle aziende che campano coi soldi pubblici sarebbe molto lungo.
Il Fatto no, campa perché... c’e’ chi lo acquista.
Scusate se non butto denaro e non perdo tempo a leggere o ascoltare diffusori di palle professionisti o incauti veicolatori di fake news: oggi nessuno verifica più le notizie tranne i pochi giornalisti seri; molti le producono addirittura di sana pianta.
Ecco perché non do fiducia a chi non la merita, quindi al 90 e passa per cento di giornali e tv. Manipolano le notizie o se le inventano, e nascondono quelle scomode.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.
mercoledì 13 maggio 2020
Ok i fake, ma anche voi..
Indubbiamente chi scrive cose false (fake) sui social è un delinquente o un idiota, a seconda dei casi.
Ma anche chi ci cade una bella revisionata forse dovrebbe farsela dare.
Perché 9 fake su 10 sono riconoscibili dopo 5 secondi, e sono proprio quelle in cui la stragrande maggioranza cade. La decima, essendo più complessa, spesso non viene nemmeno “capita”, quindi viene condivisa molto meno.
Il quadro è questo.
Cerchiamo di migliorarlo con la cornice...
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