Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * FONTI * ALIZEE *


.
Se trovi interessante quel che scrivo non sai cosa ti perdi su Twitter e Facebook.
Se non mi trovi interessante, lo accetto, ma hai un problema! :-)

Visualizzazione post con etichetta spettacoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spettacoli. Mostra tutti i post

venerdì 2 giugno 2023

Il solito refrain


Confesso che sorrido sempre un po’ quando, in occasione di un femminicidio (mi adeguo alla maggioranza), sento dire che gli uomini andrebbero educati diversamente. Per non parlare della violenza omofoba, di cui ci scordiamo più volentieri. Mi vengono sempre in mente due o tre cose: 1) perché, adesso sono educati in qualche modo? 2) non è un problema di educazione degli uomini, è un problema ben più generale 3) non andrebbe educato diversamente anche chi uccide un uomo o un bambino, più persone o un animale? E chi ruba o distrugge l’ambiente naturale? 
Dire sempre questa frase annoia e, quel che più conta, non risolve nulla. Dà sempre l’idea dell’indignazione automatica, che scatta, fa la sua fiammata, dice le solite cose e poi passa. E tutto resta come prima, perché nessuno fa nulla e perché non son cose che si risolvono in due mesi o in due anni.
Non penso che gli uomini oggi vengano educati peggio o meglio delle donne. Il punto è che tutti vengono educati poco e male, di sfuggita, da genitori perlopiù inadatti al ruolo e magari a loro volta frutto di educazioni rabberciate, da una scuola che ormai non esiste quasi più sia nella sua funzione formativa che in quella educativa, da una tv e da altri media (i social) che hanno preso il posto di famiglia e scuola e fanno danni ciclopici.
Viviamo in una società in cui regna l’ingiustizia, di tutti i tipi; la disonestà; l’importanza dell’apparire; i valori futili come la fama e il denaro; la cattiveria. Una società in cui ognuno si fa gli affari suoi e cerca di arraffare quanto più può, calpestando gli altri, se necessario. In cui non vi è rispetto per la vita umana in genere (poveri, migranti, malati, vecchi), anzi disprezzo assoluto per persone, animali e cose: perché quindi vi dovrebbe essere rispetto per una donna? Pensate davvero che facendo frequentare un corso di educazione sentimentale di trenta ore ai maschietti di quindici anni il mondo cambierebbe? Non diciamo eresie. In primaria tutti i bambini sono per la pace, per l’ambiente pulito, per la lotta alla fame nel mondo; tutti i bambini sono contro il razzismo e fanno bei disegni e bei temi. Tutti. Poi a quindici o sedici anni cominciano a comportarsi da adulti indegni e molti finiscono per diventare pessimi cittadini, esseri umani indegni, e per votare per partiti e politici indegni e portatori di idee disumane. Come mai?
Punto primo, non cambi il mondo con due misure e in due anni: sono processi complessi e di lungo periodo, incompatibili con la deriva che ci spinge da anni. La scuola è massacrata da decenni, poiché lo scopo è formare operai con salari da fame; la politica è il regno dei corrotti e non pensa al bene comune; la tv (concentrata nelle mani di pochi e al serviio esclusivo degli interessi di questi) non educa né forma , e non informa: sparge falsità e veleno nel cuore dei nostri giovani; non vi sono più esempi positivi, anzi il contrario: oggi fa strada chi peggio agisce. E’ una società malata, come può far crescere individui sani e retti? Giusto per via di qualche eccezione...
Quindi si stava meglio una volta? Io dico di no. Semplicemente, era diverso. E di certo il mondo, nei secoli passati, non era meno violento o ingiusto. Una volta la donna era schiava del marito, e non vi era la possibilità del divorzio; nel rapporto a due un soggetto era il più forte e aveva più potere, anche sociale, e la cosa non era minimamente in discussione; per non parlare del delitto d’onore, dei matrimoni combinati (che in alcune culture sono la regola anche oggi), delle mille disparità di trattamento. Oggi le donne si stanno prendendo la rivincita e, essendo ahimè anch’esse dei semplici esseri umani, sbagliano quanto e come gli uomini, ma questo non basta a spiegare o a risolvere le cose. E’ solo cambiato un po’ l’equilibrio delle forze, ma l’ignoranza e la cattiveria che una volta informavano i rapporti umani ci sono anche oggi, con la differenza che allora magari schiavizzavi e discriminavi, oggi se non ti garba come vanno le cose uccidi. E’ una reazione diversa, ma sempre bestiale, e frutto sempre di educazioni sbagliate e di individui indegni. Sono cambiate le cose? Sì. Sono migliorate o sono peggiorate? Io non vedo progressi o grandi peggioramenti.
Quindi non è possibile fare nulla? No, qualcosa si può fare. Come si potrebbe fare qualcosa per impedire che nonostante ogni anno si producano sul nostro pianeta alimenti per 12 miliardi di persone, una fetta considerevole dell’umanità (che in tutto è 8 miliardi) muoia di fame; o per impedire che vi siano guerre, catasfrofi ambientali, ingiustizie. Ma secondo voi si fa qualcosa? Forse sì... E’ abbastanza? Assolutamente no. Cambiano le cose? Ma quando mai? E vorreste cambiare voi le cose educando “meglio” gli uomini? Ma per favore....
Ci vuole la volontà di cambiare; questa volontà deve essere di molti, se non di tutti, e soprattutto di chi ha in mano le leve del potere; e ci vogliono fatti concreti, e piani coerenti e congrui e di lungo periodo.
Non puoi toccare Caino, giusto? E Caino deve essere rieducato (la pena è rieducativa), e ha diritto a attenuanti, infermità o semi-infermità mentale, sconti di pena. E anche l’ergastolo è disumano, quindi poi, dopo aver ucciso senza motivo una donna, o un uomo, il nostro eroe, condannato a 16 anni, esce dopo averni scontati 9 o 10, e ha un lavoro e una nuova vita. La pena deve avere una funzione rieducativa, certo, ma anche punitiva e deterrente: secondo voi la fine che fanno gli omicidi spaventa qualcuno? L’uomo è una bestia, spesso non uccide anche per paura delle conseguenze, è triste dirlo ma è così. Ma di quali conseguenze parliamo? Ci sono terroristi con decine di morti  sulla coscienza che oggi scrivono libri, fanno conferenza, vanno in tv, guadagnano...
Quindi ci vuole una scuola diversa, che non mandi i sedicenni a morire in fabbrica con l’alternanza scuola-lavoro; che formi in maniera completa e adeguata uomini e cittadini; che premi chi si impegna e penalizzi chi non si impegna; oggi essere bocciati in primaria è impossibile, in secondaria proibitivo; oggi non si danno i voti per non turbare gli alunni; non si comunica la classifica nei tornei sportivi dei piccoli per non istillare la competività (eh???), oggi si tollera tutto, quanto a disciplina, e i maestri sono spesso inadeguati, sempre mal pagati e sempre senza alcun potere, quindi di fatto quasi impossibilitati a svolgere un ruolo fattivo. Una scuola, certo, in cui si insegna più educazione civica e sentimentale e meno altre materie meno importanti o addirittura dannose; in cui vi è più disciplina e rispetto, delle regole e del prossimo. Un mondo diverso, in cui l’onestà e la solidarietà sono incentivate e premiate, e i comportamenti violenti e asociali puniti con ferocia. Un mondo in cui chi ruba soldi pubblici o deturpa l’ambiente e le cose di tutti  diventa un emarginato e viene messo all’indice e in cui chi uccide, e non vi è traccia di uno straccio di ragione (ammesso che vi possa essere una ragione -ma in alcuni casi si può intravedere), paga col bene che ha tolto, non con dieci anni di galera quando gli va male. E che galera, poi? Privazione della libertà e rieducazione? No, inferni sulla terra, cinque in cella, soprusi di ogni tipo, scarsa igiene, etc.
In qualsiasi agglomerato umano (famiglia, associazione, azienda, comunità di vario tipo, società nel suo complesso) se non vi sono uguaglianza, giustizia, rispetto, meritocrazia, empatia, poche regole e chiare e uguali per tutti e punizioni feroci in caso di violazione delle stesse, non vi è futuro.
Allora quando apprendiamo di un barbaro omicidio o femmincidio, o di guerre insulse, ingiustizia feroci, disuguaglianze sanguinose, dobbiamo fare spallucce? No di certo. Ma questa indignazione a comando che dopo poco sfuma mi ha stufato assai. Nella nostra vita siamo all’altezza dell’indignazione che manifestiamo ogni volta che succede un fattaccio di quelli citati?
Non basta educare i propri figli ai giusti valori e al rispetto della vita umana, se poi la società in cui crescono è come quella di oggi: è come cercare di svuotare il mare con un secchiello.
Ecco perché dico che non cambierà mai nulla.
Ecco perché quando accadono fatti come quelli di cui si discute in questi giorni non mi stupisco e non mi indigno più: non credo che l’umanità nel suo complesso possa farcela, a salvarsi dai suoi tragici difetti.
Cerco di fare il meglio, certo, in tutto. Ma so che non cambierò il mondo. Non ho più l’età per illudermi.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 5 gennaio 2022

Annunci moderni



(Ti vendono un sogno, ma tu acquisti un incubo)

Ora vanno di moda gli annunci immobiliari (anche sui social) in cui mettono cinque o sei foto dell’immobile in vendita: generalmente spettacolari. Scattate in condizioni di luce perfette da un fotografo con le strapalle e con macchine fotografiche da mezzo milione di euro. Magari è un trilocale, ma pare un nido perfetto, pulito, caldo, confortevole, accogliente, piccolo ma vivibilissimo, tutto nuovo! Sembra una piccolissima e imperdibile reggia.

Poi però ti dicono: arredi non inclusi, questa è solo un’ipotesi di progetto. Ah, vabbè.

E ti mettono anche le foto attuali dell’immobile dentro e fuori: sono onesti, va detto. Fuori, pare la Casa Dimenticata da Dio. Periferia squallida e livida, muri un po’ ammuffiti, cielo plumbero tipo Katrina in avvicinamento, giardinetto minuscolo con erbacce alte un metro e probabili metropoli di roditori assassini e di bisce velenose e incazzate, terrazze anguste, con piastrelle che erano già fuori moda nei ‘40 e disabitate da secoli con macchie di umido, foglie secche e sporcizia varia. Dentro, locali semivuoti, freddi e tristi, bui e angosciosi, al massimo un divanetto rosso scuro orrido schiacciato sulla parete e, davanti, due mobiletti che non toccheresti nemmeno con uno stecco; in generale pare una ex dépendance di manicomio con un corridoio in cui non sfigurerebbero le gemelline di Shining.

Un po’ come se io mi mettessi in vendita e per foto ci mettessi quelle di Paul Newman al mare in costume, sulla tavola da surf o al Casinò o quelle di Robert Redford in giacca e cravatta in un ristorante lussuoso a sorseggiare un brandy con la Bugatti parcheggiata fuori. 
Poi però preciso: le foto non sono le mie, è solo un progetto di come potrei diventare nel giro di qualche decennio se perdessi 40 chili, facessi palestra per 26 anni domeniche incluse e se mi modificassero pesantemente il 
Dna (magari con un vaccino a mRna...). 
E dopo pubblico le mie foto attuali: una via di mezzo fra un disagiato ex brigatista adesso anarcoide e antistato complottista novax e un homeless incattivito col mondo, barba di mezzo metro in cui hanno nidificato diverse specie di uccelli e di aracnidi, unghie sui 10 cm e con orlo nero d’ordinanza, pancia tipo globo terrestre, peli superflui ovunque, denti uno sì (giallo) e due no, capelli pochi e unti come le patatine fritte col doppio d’olio, maglia stracciata e macchiata in più punti con al centro raffigurata una mantide religiosa subito dopo un amplesso e con il muso ancora sporco di sangue e resti vari, orridi e troppo corti calzoni della tuta grigi tristezza rabberciati in due punti e di tre misure più larghi, smalto alle unghie dei piedi e pure sbrecciato, calzini bucatissimi bianco sporco e cortissimi e ciabatte della nonna con sopra il disegno di un panda rosa.

Poi metto il prezzo. 
E se mi chiedono: Uhm, ma è trattabile? Rispondo: fottiti!

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 6 febbraio 2020

Soldi buttati


E’ un bel mondo, è un bel Paese quello in cui al Conad il parcheggio è gratis e all’ospedale costa e pure salato.
E’ un bel mondo, è un bel Paese quello in cui gli ospiti illustri ricevono compensi assurdi per prendere parte a Sanremo, mentre dovrebbero andare gratis (vedi Lopez e Shakira al SuperBowl) per motivi intuibili.
E’ un bel mondo, è un bel Paese quello in cui la fidanzata di Ronaldo, per fare un giretto sul palco dell’Ariston e garantire la presenza del borioso Cr7 in platea, chiede (pare) 140mila euro, mentre gli orchestrali di seconda fila, quelli “precari”, se non erro per 5 serate di musica tireranno su 250 euro in tutto.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 10 gennaio 2018

Renzusconi

C'e' tutta una leva di giornalisti, scrittori, economisti, studiosi vari che ho conosciuto soprattutto sulle colonne del Fatto ma non solo e che negli ultimi anni sta crescendo e anche parecchio... penso a Daniela Ranieri, Andrea Scanzi, Stefano Feltri, Francesca Borri, Giorgio Meletti, Francesca Fornario, Marta Fana, per non parlare poi dei noti Gomez, Barbacetto, Fini, Travaglio...
Con riferimento ai primi, alcuni hanno mostrato progressi notevolissimi. Il fatto che sia d'accordo o meno con quanto di volta in volta da essi argomentato ovviamente non incide su questa mia valutazione: parlo di professionalità e di qualità della scrittura, di serietà, di capacità di fare il proprio lavoro e di coerenza.
Ieri ho assistito alla prima teatrale di "Renzusconi" di Scanzi, del quale non sempre condivido le posizioni ma di cui apprezzo stile e prosa, genialate comprese. Uno spettacolo godibile. Il solito Scanzi, dal graffio mai banale, mai superficiale, ma inferto sempre con sobria eleganza, e poggiato su solide basi letterarie, musicali, umane.
Per la scrittura di Ranieri poi... ho davvero una passione, e poi per Borri... Di recente noto "ascese velocissime" di Fana, Fornario e anche di Meletti, sempre tecnico.
Quanto al Fatto Quotidiano, che li ospita o li ha ospitati, è una scommesa vinta. A distanza di anni, ha mantenuto le promesse in pieno, e non erano promesse facili. Per chi come me si è abbonato addirittura alcuni mesi prima che nascesse (mi era bastata la garanzia umana detta anche Travaglio) è una soddisfazione. E' uno dei pochi baluardi della resistenza a questi mala tempora, un faro per chi non vuole perdere la bussola in questi mari agitati e brutti.
Di volta in volta, nel corso degli anni, è stato definito il giornale delle toghe o delle manette, e poi dei comunisti antiberlusconiani e adesso dei grillini anti-pd. Il punto è che un giornale indipendente fa scalpore e spiazza, tutto qui. Il futuro ci dirà, ma per adesso le cose stanno così, e brillano ancor di più per via del panorama desolante su cui si stagliano.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 30 luglio 2017

E Luca come sta?

Qualunque cosa POVIA dica su qualunque tema riesce sempre a dire la cosa piu' assurda, peggiore, banale, sbagliata, indifendibile, offensiva e ovviamente destinata a fare scandalo e, neanche a dirlo, a ottenere numerose condivisioni convinte.
Un metro à penser, e non e' un refuso o l'ennesimo scherzo del T9, ma proprio nel senso che in tutti questi chilometri di testi, di idee, di posizioni, di esternazioni che negli anni ci ha srotolato io al massimo ho trovato giusto un metro di cose sensate..., forse dette per errore.
A proposito, Luca come sta? Ha preso atto di essere bisessuale, o forse solo paraculo?
blog.mauroarcobaleno.it

Leggi tutto...

sabato 11 febbraio 2017

Sanremo 2017

Ho visto Sanremo a pezzi e bocconi; sommandoli, un'idea ce l'ho, parlo dei big (anche se di alcuni mi sfugge cosa li abbia già resi tali).
Mannoia e Turci su tutti: due carriere di grande rilevanza, addirittura notevolissima quella della Mannoia. Donne di spessore, bella voce, talento a bicchierate, contenuti, sicurezza e maestria ormai consolidate, presenza scenica straripante, non una macchia in tutto il percorso, serietà e talento, due belle canzoni quelle di Sanremo 2017.
Dopo, ma staccati, Meta, molto sottovalutato e gran bel testo e Samuel, che non deve dimostrare molto...
Poi: menzione per Gabbani, divertente, originale e non banale come appare e per Masini, anche qui testo da segnalare e bella coerenza. Non condivido le feroci critiche a Comello e Atzei.
Non mi esprimo su Conti (fa bene il suo, ma insomma) e De Filippi (mi astengo), nemmeno su siparietti tizio che non fa ferie in 40 anni di lavoro, come anno prima tizio che fa 45 figli (sorvolo). Crozza la prima sera col freno tirato, comunque sempre il numero 1 per distacco.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 6 ottobre 2016

Il posto al cinema

Sicuramente chi anni fa ha deciso di introdurre l'assegnazione obbligatoria dei posti al cinema avrà le sue ragioni, che potrebbero anche essere una legge italiana o europea: non lo so e non mi interessa. Trovo la cosa comunque stupida. C'e' chi è un po' sordo e vuole stare qualche fila più avanti; chi soffre gli alti volumi delle sale e vuole stare in fondo; chi preferisce una sedia laterale, chi centrale, etc. Dato che un film costa caro, spesso le sale sono sporche a causa della maleducazione degli spettatori e siamo pure costretti a sorbirci diversi minuti di pubblicità prima della proiezione, direi che farci scegliere il posto mi sembrerebbe il minimo. Non vedo davvero cosa ci sia di sbagliato, inadeguato, antico o pericoloso nel vecchio sistema, quello che è nato con l'uomo: chi prima arriva meglio alloggia, magari senza il vizio di occupare 10 posti con borse e maglie in attesa di fantomatici amici o parenti in ritardo, è ovvio. Se uno vuole un posto particolare, arriva 20 minuti prima; se non gli importa, arriva a filo: semplice, no?
Alle Poste o in situazioni simili il numerino per l'attesa ha un senso eccome: evita bisticci, tanto per dirne una (poco importa poi che il software che gestisce le precedenze segua una logica ingiusta e cretina). Al cinema la cosa del biglietto con fila e sedia non ha senso.
Ripeto: non vedo controindicazioni o effetti collaterali negativi nel vecchio sistema, ce è anche il più giusto: premia chi si muove prima, chi impegna tempo; punisce, si fa per dire, chi arriva sempre in ritardo.
Oggi in una sala di 100 posti capita spesso che le 7 persone presenti debbano stare appiccicate, senza poter scegliere il posto preferito e senza poter appoggiare sulla sedia accanto borsa, cappotto, e altro. Se la sala fosse piena capirei, ma così è assurdo. Senza contare che se ti capita davanti il capellone alto due metri e tu sei alto 1,50 puoi spostarti, col vecchio sistema... Basterebbe vendere i biglietti in numero pari alle sedie libere, per evitare problemi, tanto più che mentre anni fa potevi vedere il film tre volte, ora il biglietto vale per uno spettacolo e basta, quindi se venisse indicato sul biglietto non potrebbero esserci più persone che poltrone e in prima fila a dover stare col collo storto ci finirebbe chi lo merita cioè chi arriva per ultimo.
Purtroppo una delle peculiarità dell'essere umano, oltre a quella di complicare le cose semplici, è quella di modificare (generalmente male) le cose che funzionano, invece di concentrarsi su quel che va a rotoli. Ecco perché siamo messi come siamo.

-
(img: www punto torino-news24 punto it)

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 17 agosto 2012

Solidarietà alle Pussy Riot

Il processo alle Pussy Riot che si sta svolgendo in Russia è un processo politico tipico di un regime illiberale appoggiato dalla chiesa. Le accuse sono ridicole, le pene paventate assurde. Si tratta con evidenza della volgare repressione di un dissenso a Putin che giorno dopo giorno sta crescendo. Non possiamo che stigmatizzare tutto questo, convinti come siamo del fatto che la libertà d'espressione è sacra. Lodevole la fermezza con la quale le tre artiste stanno sopportando questa infamia.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 12 marzo 2010

Va' dove ti porta il clito (Daniele Luttazzi, a S.M.L.)

Questa sera ero fra chi ha assistito a "Va' dove ti porta il clito", spettacolo di Daniele Luttazzi a Santa Margherita Ligure (bel posto, bella gente). Ho fatto un bel po' di km per esserci, avevo acquistato i biglietti cinque mesi fa. Giretto sul lungomare, aperitivo al Sun Flower, cena veloce al Caffè del Porto. Acquistata una maglietta di quelle un po' così in un negozietto del centro. Ricaricato cellulare con un cinquantone e sbrigate altre quisquilie ordinarie. Fidanzata al seguito, con cappellino di lana stile Edie Brickell e stivaloni da cavallerizza con tacchi che si sentivano fino a Recco. Luttazzi in forma spaziale come d'abitudine, un fiume in piena che si mangia le parole e fa star male dal ridere. Pensare che un talento così (ottimo scrittore, fulminante satirico e incredibile cantante e autore di musica) sia emarginato dalle tv pubbliche e private e fatichi anche a trovare date per il suo tour fa venire il vomito. Ma d'altra parte questo non è forse il paese che relega i suoi migliori giornalisti (due su tutti: Travaglio e M. Fini) nell'oblio o quasi? E non è il paese governato da una cricca di inquisiti, pregiudicati, corrotti e corruttori, antidemocratici e nemici della costituzione? E non è qui che il diritto è ormai una burla, il rispetto delle regole sovversivo e la legge non è più uguale per tutti? Quindi non vale meravigliarsi. Occorre solo resistere, resistere, resistere!

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

Per tornare alla home page clicca qui.
Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail
Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

sabato 15 agosto 2009

"Se potessi mangiare un'idea", omaggio di Gioele Dix a Gaber

"Se potessi mangiare un'idea", ovvero Gioele Dix che racconta e canta Giorgo Gaber, con il valido contributo di Silvano Belfiore e Savino Cesario (pianoforte-tastiere e chitarre). Raccontare Gaber è un'impresa impossibile, data la complessità, la genialità e l'estrema e caleidoscopica poliedricità di questo fantastico e mai troppo riampianto artista che ci ha lasciato sei anni fa. Gaber fu autore, cantautore, commediografo, attore; libero pensatore; geniale osservatore. Mai banale, mai volgare, sempre profondo e divertente, filosofo giullare, specchio dei tempi e campanello della coscienza. Dotato di uno sguardo lucido e penetrante, di un'ironia dissacrante non comune e sempre garbata ma al contempo tremendamente affilata, di una capacità innata di trasmettere idee ed emozioni con una parola, con uno sguardo, con un solo movimento di quel corpo parlante che portava sul palco. Con Sandro Luperini realizzò qualcosa che oggi appare incredibile per qualità e sorprendente attualità. In questo spettacolo prodotto dalla Fondazione Giorgio Gaber Gioele Dix si muove con grande naturalezza e padronanza e per due orette ci fa rivivere Gaber, con fedele e partecipata capacità di trasmetterne il messaggio, perfino le sfumature. Gioele Dix adatta Gaber alle sue corde senza perdere l'essenza di Gaber e delle sue opere: si dimostra dunque artista completo e rigoroso. Scegliendo nella sterminata produzione discografica di Gaber, vengono riproposte solo alcune delle sue più significative canzoni, condite da monologhi sempre attuali e graffianti, che acuiscono la nostalgia di chi lo amò. E' palese la stessa ammirazione di Gioele Dix per l'amico a cui dedica questo omaggio. Unica nota stonata la brevità dello show: due ore scarse non sono poche, ma lasciano con la voglia ancora indomita e non sopita, nonostante un paio di bis. Che ne dici, Gioele, di abusare un po' di più della nostra pazienza? Non riceverai sbadigli o fischi, ma sentiti ringraziamenti, perchè Gaber non lo racconti nemmeno in due giorni, figurarsi in due ore.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

Per tornare alla home page clicca qui.
Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail

Leggi tutto...

domenica 18 gennaio 2009

Decameron di Luttazzi a Cascina (PI)

Ieri sera ho assistito con Moi a "Decameron", il monologo di Luttazzi, a Cascina (Città del Teatro). Due mesi per trovare i biglietti (telefonate ogni 5-7 giorni sempre vane, poi finalmente sono stati messi in vendita dall'organizzazione solo 7 giorni prima della data prevista per lo spettacolo), sala di 700 posti gremita. Andata con i R.E.M. di Monster a deliziarmi mentre guidavo (album di parecchi anni fa, ma certa musica non passa mai di moda), ritorno a cavallo di due giorni con una raccolta dei Clash (vedi parentesi precedente) acquistata il pomeriggio a Cascina in un negozietto che vende libri e audiovisivi usati oltre a noleggiare film. Moi preferiva il melodico, ma i Clash ieri sera ci stavano a misura. Giretto per Cascina, Corso Matteotti suggestiva con le luci della sera a illuminare i portici, monumento ai caduti imponente: prima volta a Cascina, piccola ma non male, centro storico off-limits per le auto, che rombano nel circuito esterno che circonda il corso principale, parcheggio non difficile da trovare. Pizza dal "Re della pizza", e poi lo spettacolo: eccezionale. Dunque, giornata perfetta.

Lo seguo da moltissimi anni ed è la quinta volta che assisto a un suo spettacolo dal vivo (Carrara, La Spezia, Genova, La Spezia, Cascina), quindi so bene quel che mi attende, ma ieri sera è stato, se possibile, più bravo di sempre. Due ore e rotti di verità assolute presentate in maniera che definire spassosissima non rende l'idea. E' stato incontenibile, esilarante, devastante. Preciso come un bisturi, distruttivo come uno tsunami. Un'orgia di comicità che fa riflettere mentre ti costringe a piegarti dalle risate. Un fiume in piena, un treno lanciato a velocità warp contro le ipocrisie del mondo moderno, contro questo governo che ci sta lobotomizzando col nostro entusiastico consenso, contro tutte le religioni e quella della Chiesa cattolica di Roma in particolare. Ora capiamo perché hanno censurato Decameron, anche se hanno voluto farci credere che fosse per l'innocua battuta su Ferrara: il Papa, in Italia, è intoccabile.

Luttazzi è la satira, Luttazzi è un uomo libero. Censurato più volte, cacciato più volte, osteggiato ed evitato da tutte le tv, non si piange addosso: va avanti per la sua strada, grazie al suo immenso talento di autore, di scrittore, di comico satirico, di cantante e di musicista, riempie i teatri, fa quel che sente e che deve, segue il suo cammino.

Sul suo sito così lo stesso Luttazzi definisce il suo "Decameron" (censurato da La7 per ragioni assurde dopo poche puntate, il processo è in corso): "Il monologo SATIRICO più FEROCE E divertente che abbiate mai visto! DUE ORE di risate efferate al cui confronto tutto il resto è comicità televisiva BLEAH. Liberate la vostra libido! Diffondete la buona novella! SPARGETE il seme!" E ha ragione!

Eravamo in 700 e senza timore di peccare di superbia possiamo dire di essere speciali. Perché assistere a uno show di Daniele Luttazzi senza sentirsi offesi o disgustati, e anzi divertendosi come matti, significa essere privi di pregiudizi, di condizionamenti, di lacci e lacciuoli quali possono essere ad esempio un fanatismo politico, una religione, un perbenismo bigotto travestito da buone maniere. Significa avere convinzioni precise, magari anche più incrollabili di quelle di un estremista, ma non aver chiuso ancora il cervello in una gabbia; essere dunque aperti al confronto e voler sapere la verità, tutta la verità, anche quella scomoda, anche quella che riguarda i nostri miti. Significa saper ancora ragionare con la propria testa, non accontentarsi di questa realtà disgustosa e desiderare ardentemente di vederla cambiare, di aiutare a cambiarla. Questo non vuol dire che coloro i quali erano fuori da quella sala (tutto il mondo meno 700, a occhio) siano idioti o schiavi di idee immutabili; vuol dire che chi c'era è diverso, come lo è chi lo segue altrove, chi lo legge, chi lo guarda in tv, chi lo studia sul blog, chi lo apprezza senza cadere nel trito giochetto di definirlo volgare solo perché non ha limiti come la fantasia.

Resistere è difficile, "mentre tutti intorno fanno rumore". Oggi, poi, resistere a questa decadenza morale e culturale tanto progressiva quanto inavvertibile ai più è quasi eroico. Rischi di passare per matto (o per comunista; ma non è la stessa cosa?), rischi di fare il noioso, ma la vera noia sarebbe osservare la cavità cranica di chi ti trova noioso solo perché ripeti sempre le solite... verità. Daniele Luttazzi è uno di quelli che ci aiuta a non mollare, a non consegnare le chiavi del nostro cervello a un esistente deprimente e senza speranza.

-"Ho 47 anni e ho capito una cosa: se la risposta é Cristo, la domanda é sbagliata!"
-"Veltroni arriva sempre un po' dopo, è come l'acqua calda quando apri il rubinetto, che non viene giù subito..."
-"Come va?? Bene? Per caso sapete qualcosa che io non so????"
-(mostrando una foto di Papa Ratzinger sorridente) "Riderei anch'io se la mia ditta non pagasse le tasse..."

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

Leggi tutto...