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giovedì 18 gennaio 2018

A Londra 5 ore*

-Andare a Londra 5 ore è come entrare in un bordello "solo per dare un'occhiata".
-Andare a Londra 5 ore è come pulire il tegame delle lasagne (yuppie!) senza però avere la tua porzione che ti aspetta nel piatto.
-Andare a Londra 5 ore è come andare all'Oktober Fest solo per vedere quanti tipi di birra hanno.
-Andare a Londra 5 ore è come chiedere al fratello come va il derby al 5' e poi non poterne sapere più nulla per sempre.
-Andare a Londra 5 ore è come andare a Roma e il Papa non c'e', è in Uganda, ci spiace, se volete c'e' quello di riserva, Ratzinger, due minuti e leviamo la naftalina.
-Andare a Londra 5 ore è come acquistare un gratta e vinci e quando sei a un passo dal fare i 500mila e già il cuore è in pre-infarto e manca ancora una casellina da grattare un colpo di vento ti porta il tagliando nel fiume.
-Andare a Londra 5 ore è come leggere un giallo avvincente e dopo 789 pagine, quando stanno per dirti chi è l'assassino, ti accorgi che mancano dieci pagine, strappate da chissà chi.
-Andare a Londra 5 ore è come uscire di casa di fretta e accorgersi quando sei sui monti e senza campo che il tuo iphone sta all'1% e il tuo powerbank sul tavolo dello studio.
-Andare a Londra 5 ore è come quando ti portano davanti al cancello del Paradiso e poi dicono: scusi, ci dispiace, è stato un errore, la sua destinazione è l'Inferno.
-Andare a Londra 5 ore è comunque sempre meglio di andare 5 ore ad Avenza, o a Poggibonsi, o a Sarzana, ok. Puoi sempre dire: "ieri ero a Londra", con quel tono un po' così, da pirla montato, e il tuo amico tace, perché dovrebbe dire che ieri era a Tonfano tre ore e non pare bello.

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* queste sono le ore che ti restano se vai un giorno a Londra, tolto viaggio, attese all'aeroporto, procedure, trasferimento da aeroporto a Londra e ritorno, da casa a aeroporto e ritorno, pur partendo da casa alle 4 di notte e tornando la sera a mezzanotte.

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De Benedetti show

Questa sera Gruber ha offerto a De Benedetti la sua vetrina di Otto e Mezzo in esclusiva, senza contraddittorio. Mi sarei aspettato un Travaglio in studio, ma niente. Dico Travaglio per dire un giornalista serio e imparziale e che non ha paura di fare le domande e di contestare le menzogne, ma non c'era nessuno. Mi sarei aspettato una presentazione dell'ospite che ricordasse i suoi successi ma anche i suoi trascorsi giudiziari, quelli finiti bene e quelli finiti con prescrizioni o patteggiamenti, e quelli con condanne in primo grado, invece non ho visto nulla di simile.
Al di là di questo, Gruber due o tre domande da giornalista perfetta le ha pure fatte, devo riconoscerlo, in particolare all'inizio quando ha incalzato l'"Ingegnere" sulla telefonata col broker.
Se non lo avessi mai visto, stasera ne avrei ricavato, da cittadino, un'impressione pessima. Sapendo già diverse cose su di lui la delusione è stata invece attenuata e in parte sostituita dall'irritazione.


Riassumo l'intervento di De Benedetti:

1) ha fornito spiegazioni non convincenti sull'episodio da molti definito come insider trading e relativo alle banche popolari. La telefonata registrata (non sapeva che lo fosse) è un macigno, l'accenno che in essa si fa a Renzi e al decreto (parola usata dal broker) è inequivocabile e non giustificabile, infatti resta tale e quale anche dopo la puntata di stasera. Il nocciolo è il decreto: l'unico strumento che può garantire un repentino movimento delle quotazioni di borsa. Affermazioni come quella secondo cui della riforma delle popolari si sapeva da mesi sono dunque fumo negli occhi, il punto è venire a sapere che ci si muoverà a brevissimo e per decreto, è questa l'informazione di rilievo, semmai, inutile prendersi in giro. Quella secondo cui il broker non conoscerebbe la differenza tra un decreto e una proposta di legge è carina ma assurda: le scuse devono essere credibili, è la prima regola. La circostanza (non ripetuta stasera) secondo la quale se avesse avuto una soffiata avrebbe investito molto di più di 5 milioni dei 620 che aveva in Borsa in quei momenti lascia il tempo che trova: per quanto ne sappiamo questa operazione può essere la ciliegina di una torta grandissima, oppure no. E comunque sono 600.000 euro di guadagno in pochi giorni. L'aver hedgiato è anch'essa giustificazione non decisiva, potrebbe essere un alibi precostituito: non dico che sia così, non ho le prove, dico che non basta a rimuovere il macigno della telefonata, è troppo poco. Anche perchè fra una soffiata e il nulla c'e' un mondo, ma fra una soffiata e la certezza c'e' comunque un (esiguo) margine di incertezza, come in tutte le cose umane. D’altra parte le intercettazioni (o come in questo caso le registrazioni) sono apprezzate (o temute) proprio per questo: difficile rovesciarne il senso;

2) ha elencato con malcelata superbia le sue nobilissime e cospicue frequentazioni (incontri ai massimi livelli, colazioni con capi di stato, premier, etc) quasi come a dire (e lo ha anche detto): come mai accettavano i miei inviti a colazione o venivo da loro invitato? Non vedo cosa c'entri con il presunto insider trading. A un certo punto dice di volersi fermare, dice: non vorrei far la lista, non è carino: ma l’aveva già fatta;

3) ha offeso pesantemente diverse persone, anche gravemente: l'economista Zingales (ignorante, non vale nemmeno la pena di querelarlo), Scalfari (in pratica siamo arrivati a un filo dall’incapace di intendere e di volere, oltre ad altre quisquilie tipo vecchio ingrato, gli ho dato un pacco di miliardi pazzesco, deve solo stare zitto sui rapporti con me, etc), Di Maio (disastro come possibile premier, CV inadeguato, non sa neanche di cosa parla, dovremo scappare dall'Italia, impreparato, Cinque Stelle incompetenti, mi pare anche di aver colto la parola "poveraccio" ma non ne sono certo, il tutto con sicumera esorbitante e notevole disprezzo, per un giovane e incensurato candidato, per il primo partito d'Italia e per i milioni di persone che lo votano. Che il fatto di non aver ancora partecipato allo scempio di questo paese e non avere trascorsi giudiziari sia un grave difetto? Inoltre ha detto che voterà Renzi, e non mi pare siano scoppiate polemiche, mi riferisco a quelle seguite alla dichiarazione di voto per i 5 stelle di Orietta Berti che, a occhio, muove meno voti dell'Ingegnere; ah, quanto sarebbe bello che De Benedetti si ritrovasse il poveraccio come premier, eh?), il broker (non saprebbe distinguere tra un decreto e una proposta di legge, cosa che mia madre sa fare), Vegas (avrebbe agito per sue ragioni e non per ragioni oggettive), Calabresi (Don Abbondio).

Al di là di tutto, un atteggiamento di superiorità fastidioso, che io ho percepito netto e che magari altri non hanno colto, tipico di chi è chiamato, dalle vette della sua posizione, a rispondere di un'accusa terra terra e lo fa con fastidio solo per non umiliare la scarsa intelligenza di chi la muove, spargendo veleno a destra e sinistra, offrendo giustificazioni non solide, mostrando un sottile disprezzo per chi non è al suo livello di enorme imprenditore e finanziere ben introdotto ai massimi livelli.

Vorrei ricordare a De Benedetti che: 1) anche se non sono esperto di giochi finanziari ho come cittadino il diritto di ritenere, dopo essermi informato sui fatti da fonti attendibili, che il suo comportamento possa essere definito insider trading e di giudicare di conseguenza bizzarro il comportamento di una Procura che non indaga su di lui e su Renzi e anzi si muove con rapidità ad indagare sulla fuga di notizie; 2) potrei non ritenere del tutto opportuno alcune delle sue frequentazioni assidue, tipo quella coi vertici di Bankitalia e coi quattro ministri che erano il governo, come si evince dalla sue dichiarazioni; 3) che il voto è libero e gettare fango su un candidato che ancora non ha avuto la possibilità di governare il Paese, preferendone un altro che avrebbe un CV migliore (?) e che ha già dimostrato ampiamente di non essere in grado di farlo, sarà certamente configurabile come libera espressione di opinioni personali ma non è corretto e dà davvero una brutta impressione, anche perché, ripeto, non stiamo paragonando Di Maio a Churchill, ma a Renzi… Sarebbe auspicabile prendere atto del fatto che dopo decenni di scempio della cosa pubblica un cittadino responsabile possa decidere di dare la propria fiducia a persone nuove, oneste, per quanto inesperte, piuttosto che agli incapaci e farabutti di sempre, o a conclamati razzisti, o a tizi con la fedina penale nera come una notte senza luna.

Quanto a Gruber, io avrei afforntato anche il tema delle migliaia di risparmiatori sventrati: un bello sfondo a queste brillanti operazioni di borsa.

A mio parere una brutta prova in generale, un atteggiamento supponente e fastidioso, e nessuna risposta decisiva sul tema centrale della discussione: "E’ giusto che uno dei maggiori industriali del Paese, allora editore de La Repubblica e La Stampa, parli con il presidente del Consiglio di un provvedimento che sta per essere varato dal governo su un tema così delicato e realizzi un guadagno in Borsa acquistando i titoli proprio di 6 banche popolari?" (FQ). Per non parlare dell'altra domanda, e cioè se è giusto che, come emerge dalle parole registrate di De Benedetti, Renzi diffonda informazioni che sarebbe tenuto a mantenere segrete?


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mercoledì 10 gennaio 2018

Renzusconi

C'e' tutta una leva di giornalisti, scrittori, economisti, studiosi vari che ho conosciuto soprattutto sulle colonne del Fatto ma non solo e che negli ultimi anni sta crescendo e anche parecchio... penso a Daniela Ranieri, Andrea Scanzi, Stefano Feltri, Francesca Borri, Giorgio Meletti, Francesca Fornario, Marta Fana, per non parlare poi dei noti Gomez, Barbacetto, Fini, Travaglio...
Con riferimento ai primi, alcuni hanno mostrato progressi notevolissimi. Il fatto che sia d'accordo o meno con quanto di volta in volta da essi argomentato ovviamente non incide su questa mia valutazione: parlo di professionalità e di qualità della scrittura, di serietà, di capacità di fare il proprio lavoro e di coerenza.
Ieri ho assistito alla prima teatrale di "Renzusconi" di Scanzi, del quale non sempre condivido le posizioni ma di cui apprezzo stile e prosa, genialate comprese. Uno spettacolo godibile. Il solito Scanzi, dal graffio mai banale, mai superficiale, ma inferto sempre con sobria eleganza, e poggiato su solide basi letterarie, musicali, umane.
Per la scrittura di Ranieri poi... ho davvero una passione, e poi per Borri... Di recente noto "ascese velocissime" di Fana, Fornario e anche di Meletti, sempre tecnico.
Quanto al Fatto Quotidiano, che li ospita o li ha ospitati, è una scommesa vinta. A distanza di anni, ha mantenuto le promesse in pieno, e non erano promesse facili. Per chi come me si è abbonato addirittura alcuni mesi prima che nascesse (mi era bastata la garanzia umana detta anche Travaglio) è una soddisfazione. E' uno dei pochi baluardi della resistenza a questi mala tempora, un faro per chi non vuole perdere la bussola in questi mari agitati e brutti.
Di volta in volta, nel corso degli anni, è stato definito il giornale delle toghe o delle manette, e poi dei comunisti antiberlusconiani e adesso dei grillini anti-pd. Il punto è che un giornale indipendente fa scalpore e spiazza, tutto qui. Il futuro ci dirà, ma per adesso le cose stanno così, e brillano ancor di più per via del panorama desolante su cui si stagliano.

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domenica 31 dicembre 2017

Pensierino di fine anno

E' davvero brutto essere in un paese che non è il tuo e sentire diffidenza e ostilità immotivate intorno a te. Pensa un po' se capitasse a te, italiano, che ti fai una vacanza all'estero, e spesso ti comporti sguaiatamente, quasi fosse il padrone. Una sottile diffidenza che si legge negli sguardi, quando non è paura, disapprovazione, disgusto, ribrezzo. Quando non sfocia in aperta ostilità, offese, violenza.
Pensa se poi capitasse a te di dover emigrare a causa di una guerra, o di persecuzioni politiche, o della miseria, e se altrove fossi accolto così male. Anche noi abbiamo avuto dittature orribili, anche noi abbiamo conosciuto guerre disastrose e l'emigrazione economica.

Pensa a come si deve sentire uno straniero solo per il fatto di trovarsi in una nostra città. Magari sta cercando lavoro e, come molti, non lo trova. Più di tutti, perché è straniero. A differenza di noi, non ha una rete di relazioni a cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà, è solo e non conosce nulla del posto e delle usanze. Non sa dove e cosa mangiare, dove lavarsi, come curarsi, come ripararsi dal freddo. E d'inverno fa freddo, e viene buio presto. E le città non sono posti sicuri. Certo, ci sono organizzazioni di volontariato che si danno da fare, ma il problema è ben più vasto. Trova lavoro nero, quindi schiavismo e ricatti. Vuole trovare un riparo, ma se cerca un affitto riceve molti no sospetti. Al bar quasi lo ignorano, servono prima gli Italiani ben vestiti e ben rasati. Da certi locali lo cacciano. Chiede, e molti nemmeno lo considerano. Ha paura di farsi notare, magari non ha i documenti giusti, quei documenti che noi pretendiamo che un altro essere umano abbia per avere il diritto di stare dove noi stiamo, spesso senza meritarlo e senza doverli elemosinare. Perchè spesso è la burocrazia ad umiliarlo, non solo il singolo passante egoista e spaventato dai tg servi del regime o l'esercente razzista ed esasperato da un mondo ingiusto.
Se chiede un aiuto, è guardato con disprezzo, quando non gli si dà la caccia con apposite ordinanze. Se ottiene qualcosa, è il classico immigrato che ci ruba case e lavoro; se non ottiene nulla, è uno scansafatiche che pretende di campare sulle nostre spalle.
Se succede qualcosa di spiacevole, è il primo ad essere sospettato.
Nessuno lo tratta con gentilezza, nemmeno quel sorriso sincero e senza impegno che riserviamo al bambino del vicino o all'edicolante che ci passa il giornale: solo sguardi duri, chiusi, diffidenti.

Torna a casa tua. Trovati un lavoro.

La povertà imbarazza, irrita, sporca, rovina l'estetica delle città fasciate dalle luci del Natale e percorse dal via vai degli acquirenti. Ci guasta il pranzo. La pelle scura poi fa paura, ci sentiamo sotto assedio, anche se il numero di immigrati in un anno è ridicolo da quanto è basso.

Diciamo: non rispettano la legge. E ci dimentichiamo che il nostro paese ha una giustizia che funziona male e leggi fatte male, e questo per colpa di chi ci governa, che ha tutto l'interesse a che la giustizia non giri a dovere, percè spesso è il primo a violarla.

Diamo noi lavoro nero, evadiamo noi le tasse, freghiamo lo Stato e quindi tutti i nostri connazionali ogni volta che possiamo. Ce ne freghiamo delle leggi, e pretendiamo che in questo paese burla gli immigrati siano gli unici a rispettarle. In un paese serio nessuno verrebbe per delinquere, perchè sarebbe conscio del rischio; e molti, se in cerca di lavoro, verrebbero e passerebbero oltre, dato che qui non ce n'e', se non ci fosse la tollerata piaga del nero. Alla fine, se attiriamo, oltre a tante brave persone perseguitate o semplicemente desiderose di migliorare la propria vita e quella dei loro cari, anche diversi delinquenti, è perchè il delinquente agisce come una ditta: opera sul mercato più favorevole. E perché chi muore di fame accetta anche di lavorare 10 ore al giorno per 10 euro, se l'aternativa è il nulla. E' l'abisso dei diritti.

Siamo stati tutti migranti: veniamo tutti dall'Africa Centrale, ci siamo mossi da lì 60 mila anni fa. Ed avevamo tutti la pelle nera. Tutti gli uomini hanno pari diritti, un senegalese ha lo stesso diritto di passeggiare in piazza San Marco o di cercare aiuto o lavoro a Padova di un veneziano o di un padovano (che magari è residente ma non paga le tasse). E se taluni sistemi politici o religiosi non riconoscono la reciprocità, e nei loro paesi ci trattano da bestie, questa non pare una buona ragione per non essere noi i soli a comportarci civilmente.

Nel mondo le risorse sono distribuite in modo sommamente ingiusto. Pochi individui detengono la stragrande parte della richhezza, e generalmente l'hanno ottenuta versando sangue innocente, facendo soprusi e abusi, violando le leggi, uccidendo. Una piccola parte di mondo ha sfruttato per secoli la parte restante. Davvero pensavate che questa situazione non avrebbe presentato prima o poi il conto? Le risorse, nel mondo, sarebbero più che sufficienti a garantire un'esistenza più che dignitosa a tutti, invece moltissimi muoiono addirittura per la mancanza di cibo, mentre altri soffrono di patologie dovute al suo consumo eccessivo. Persone coi soldi anche in bocca, e persone che vivono con un dollaro al giorno e muoiono per malattie ormai da noi debellate da secoli.

Pensate a come è brutto essere guardati male, con diffidenza, con ostilità, trattati male, emarginati, ignorati, umiliati, derisi, solo per quello che siete (magari di pelle nera, o stranieri), o per il posto in cui siete nati, e non per una cosa specifica che voi avete fatto.
Se il vicino domattina vi guardasse male, voi gli chiedereste conto, e se lui dicesse che vi guarda male perchè ieri sera avete rigato voi la sua vettura, voi vi discolpereste, se innocenti, e tornereste amici, dopo aver provato l'orribile sensazione di essere considerati colpevoli di una colpa che non avete commesso.

Queste persone invisibili, che incontriamo ogni giorno, si sentono sempre colpevoli senza aver fatto nulla, ma solo per come sono, solo per la loro origine o condizione economica.Si sentono colpevoli perché tutti le trattano da colpevoli, da immondi rifiuti.

E nel 2018 non cambierà nulla, perchè siete in grande parte razzisti ed egoisti e votate per farvi rappresentare da incapaci corrotti, razzisti ed egoisti come voi.
Perché il mondo lo cambi se tu nel tuo piccolo da domani cambi, e forse.
In caso contrario, non cambierà mai niente, anzi: andrà tutto sempre peggio.

Fino a quando non toccherà, speriamo di no, a voi, essere l'anello debole di questa orribile catena.


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giovedì 21 dicembre 2017

Un re penoso

Vittorio Emanuele III è stato un re indegno e schifoso... il suo "regno" è stato costellato di errori, omissioni e azioni turpi... a lui si devono le leggi razziali, l'ascesa di mussolini... tutte le nefandezze che si sono avute durante il ventennio fra cui i più di 4000 oppositori condannati dal tribunale fascista (di cui una quarantina a morte), la deportazione degli ebrei e poi le guerre in cui ci ha coinvolto con i tantissimi morti, il fatto abbia abbandonato baracca e burattini per scappare come un codardo a Brindisi nel momento in cui c'era più bisogno di lui, il fatto di aver tollerato la marcia su Roma, la presa del potere da parte di quel gran maiale, le persecuzioni che si sono avute durante quegli anni bui e l'annullamento del ruolo del Parlamento, l'asservimento della stampa...ma ignorante come è l'Italia pensa che la polemica sulla salma del re sia pretestuosa e irrilevante, mentre è fondamentale... siamo un paese che non ha saputo conservare la memoria delle atrocità avvenute alcuni decenni fa e che quindi sarà probabilmente condannato a riviverlo come ricorda oggi il #Cassinis sul Secolo decimonono. Oltre a questi fatti abbiamo anche poi un elemento come Berlusconi ("delinquente naturale") che anni fa disse che mussolini non era stato proprio un dittatore... (sic) e abbiamo inoltre quei gruppuscoli di neofascisti, tanto ridicoli quanto pericolosi, che si richiamano ai simboli e alle teorie deliranti di un'ideologia nazifascista abominevole e anti-umana e che anziché combattere oggi applicando le leggi esistenti ci limitiamo a sopportare derubricando il tutto a folklore, con ciò commettendo un altro gravissimo errore.

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domenica 17 dicembre 2017

Che poi io il 14 ho festeggiato

Che poi io il 14 ho festeggiato, per l'eliminazione dalla Coppa Italia del 13. E no, non mi sono partiti i neuroni.
Il fatto e' che alcune cose non sono andate per il verso giusto, e' vero: il fatto di essere stati eliminati, per esempio. Il fatto di aver cominciato a giocare dopo 20 minuti e non da subito. Il fatto di essere stati imprecisi e sfortunati (due pali e altre occasioni). Il fatto di non aver schierato da subito tutti i titolari (scelte societaria che non approvo), l'errore tecnico di Murru e quello di Regini, i due rigori dati un po' cosi', specialmente il primo che ha visto solo l'arbitro e qualche fiorentino ottimista.
Ma tante cose sono andate benissimo: abbiamo sviluppato, nei restanti 70 minuti, il nostro gioco in maniera mirabile, abbiamo giocato meglio dei viola, avremmo meritato di vincere senza ombra di dubbio e invece abbiamo perso a causa di due rigori, uno dei quali al 91'.E abbiamo avuto la forza di recuperare due volte il risultato, pur giocando fuori casa.
E poi, aspetto mai secondario per me, oltre a uscire a testa alta dal rettangolo verde in virtu' del gioco espresso (tolti i primi 20 eh (nei quali comunque la Fiorentina è stata sulle sue, dopo il gol lampo), ci siamo comportati da squadra, siamo stati corretti e sportivi, abbiamo rispettato avversari e arbitro, anche se alcune decisioni sono state francamente penalizzanti per noi. Abbiamo onorato insomma la casacca che indossiamo, che non dimentichiamo reca al centro, sul cuore, lo stemma di Genova.
Pertanto, pur dispiaciuto per aver dovuto abbandonare una competizione che tante volte in passato ci ha visto assoluti protagonisti e trionfatori, pur conscio del fatto che questo torneo e' stato anni fa strutturato in modo da facilitare la vittoria finale di una delle 3 o 4 squadre piu- ricche della serie A, e pur sapendo bene che certi errori di concentrazione e tecnici andrebbero evitati, non ho potuto davvero esimermi dal festeggiare con due paste e un bicchierino. Perche' la nostra bandiera ha sventolato fiera. Poi certo, avessimo vinto, avremmo avuto tutto questo e anche la qualificazione, i miei neuroni ancora ci arrivano a capirlo. Tuttavia, vincere comportandosi male o disonorando i colori societari avrebbero rovinato il gusto della vittoria, ecco perche' per me certi valori vengono prima del risultato, se poi arriva pure quello meglio. Ragiono così perché sono blucerchiato è dna. Ma nelle possibilita' di un giocatore non c'e' quella di decidere il risultato, che dipende da molti fattori. E fino a quando un match terminera' con un 1, una X o un 2, non mi stupiro' piu' di tanto...
Ecco perche' il motto "vincere e' l'unica cosa che conta" in casa Samp e' alieno come un pesce su un albero. Come amava dire il nostro amato presidente Mantovani, che ha formato ai sani valori sportivi intere generazioni di tifosi, "siamo attrezzati per vincere, ma non a qualunque costo"... e come disse Vialli il giorno dello scudetto del '91 "abbiamo dimostrato che si puo' vincere anche da galantuomini, solo bisogna aspettare un po' di piu'".

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martedì 12 dicembre 2017

Che mondo...

Io non so se ha ragione l'azienda (i lavoratori stanno in un Eden) o i lavoratori (schiavismo legalizzato). Cioè lo so, ma qui affermo convintamente che non lo so, non lavoro lì, come potrei saperlo?...
Di certo, allargando il discorso a molte aziende, e a tutti i colossi, ogni volta che su internet o in un negozio trovi prezzi assurdamente bassi, spese di trasporto nulle, orari bulgari, non puoi non sapere che dietro tutto questo non c'è un imprenditore che si riduce il profitto per venire incontro alle esigenze del cliente ma un poveraccio che viene trattato come una bestia da soma e che sputa sangue tutto il giorno per quattro soldi, senza tutele e senza diritti. E tutto questo grazie non solo all'avidità del capitale ma anche all'ipocrisia di un potere asservito alle logiche barbare della grande industria e a partiti di sinistra che di sinistra hanno solo il nome e che sono pure peggiori dei padroni delle ferriere a cui lisciano il pelo e di cui sono i docili cani da salotto.



http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/12/05/news/mondo-convenienza-ma-a-quale-prezzo-l-altro-lato-del-colosso-del-mobile-1.315499?ref=RHRR-BE&refresh_ce



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lunedì 27 novembre 2017

La follia delle tessere

Questo fatto che al supermercato, alle casse, fanno storie se non hai la carta punti fisica ma hai la sua foto sullo smartphone deve finire perché è davvero assurda.
Il Conad sostiene che la tessera è personale e non cedibile e quindi devi averla fisicamente con te, ma che io sappia non fanno un controllo sull'identità del possessore... non mi hanno mai chiesto la patente o la carta d'identità alla cassa, cosicché se io posso presentarmi con quella di mia moglie o con una tessera raccattata per strada non vedo perché non posso presentarmi con la foto fatta da me della mia tessera... non penso che alle cassiere possa scocciare di passare il lettore di codice a barre su una foto che, del resto, generalmente viene acquisita bene anche senza app, come conferma la mia esperienza personale alle casse fai da te dell'Esselunga.
All'Esselunga dicono che non vogliono la foto ma devi scaricare la app... io mi chiedo dove stia la differenza. Mi hanno detto: perché così sei registrato.... ma se non mi chiedi chi sono non potrei avere la tessera di un altro in ogni caso? e poi perché alle casse fai da te io con la foto passo e il lettore di codice a barre me la prende e alle casse invece, con la cassiera o il cassiere, dovrei scaricare una app?
Tutti questi esercizi commerciali grandi e piccoli che rilasciano tessere fedeltà per la raccolta punti o che permettono, come nel caso dell' Esselunga per esempio, di ottenere sconti sui prodotti che compri in quel momento se solo ce l'hai, devono capire che non è più l'epoca di rilasciare per ogni cosa una tessera perché le persone non possono girare con un portafoglio con 72 tessere. Quindi o accettano le foto delle stesse tramite smartphone senza dover scaricare inutili app che appesantiscono il telefono e che chissà se poi funzionano bene o non creano anche problemi, oppure quando io mi registro mi danno un codice che io dovrò poi dire quando mi presento e, se vogliono essere sicuri che sia io, controlleranno che il nome che a loro risulta associato a quel codice sia quello della patente che io esibisco, tanto quella ce l'ho sempre dietro. Ripeto: non si può girare con 100 tessere, da quelle per la spesa a quella per il solarium, la videoteca, il pizzicagnolo, la libreria etc. Per non parlare di bancomat, carta di credito, documento di identità, codice fiscale, etc. Soprattutto gli uomini ma anche le donne che, anche se hanno una borsa capiente, magari ci vogliono tenere altro... E' proprio una questione metodologica sbagliata e non si tratta qui di impedire agli esercizi commerciali e ai grandi supermercati di raccogliere i nostri dati e di giocarci perché già lo fanno: tu sei già iscritto nell momento in cui hai una tessera, quindi è proprio un metodo sbagliato che va corretto ma, come spesso accade in Italia, i metodi sbagliati spesso si portano avanti per decenni fino a quando non viene un'idea a uno per puro caso o magari per un altro scopo.
Stessa cosa si potrebbe dire per i documenti d'identità, il codice fiscale e la patente... a ogni cittadino al momento della nascita dovrebbe essere rilasciato un solo codice... quando si viene fermati per i più svariati motivi o si deve svolgere una pratica presso un ufficio pubblico basterebbe dire quel codice, magari stampato su un unico documento d'identità facilmente portabile e che non si scolora dopo pochi mesi come accade -mi dicono- alla patente, e in base a quel codice in qualunque ufficio dello Stato o un poliziotto che ti ferma per strada sarebbe in grado di raggiungere telematicamente una tua scheda in cui c'è scritto tutto di te: nome, cognome, residenza, nazionalità, se hai la patente, se hai pagato il bollo, l'assicurazione, se sei un delinquente.
Sarebbe troppo logico, lo so. Invece in ogni ufficio in cui ti presenti ogni volta che devi compilare un modulo devi sempre scrivere la solita litania di nome cognome residenza codice fiscale e dichiarazioni varie ...quando dovrebbero essere invece loro, i funzionari, comunicando fra i vari uffici, a sapere tutto di te in un secondo non appena ti presenti.
Infine aggiungiamoci pure il fatto che le app indicate generalmente funzionano male. Risultano perlopiù inutili quando non dannose.
Semplicità: regola aurea spesso ignorata. Non parliamo poi della modifica del valore dei punti in casa Esselunga: una cosa meschina. Una cosa così non la decidi, meglio abolire del tutto la tessera allora.

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venerdì 24 novembre 2017

Per i miracoli si stanno attrezzando

Mi incuriosiscono sempre, per non dire di peggio, tutte quelle persone, soprattutto nei piccoli ma anche nei grandi comuni, che sono stati governati per anni, se non per decenni e decenni, da amministrazioni assolutamente inefficienti, per non dire spesso corrotte, incuranti dell'interesse pubblico e incistate in un sistema di potere vergognoso -e nonostante questo il popolo non ha mai avuto la forza e la determinazione di rovesciarle con regolari elezionI, tanto è vero che sono sempre stati votati gli stessi​- e ora dopo appena qualche mese, o un anno in alcuni casi, di governo 5 Stelle contestano, pretendono miracoli... (con i media servi che ovviamente riprendono il tutto e sparano pateticamente il video in prima pagina... gli stessi media che quando invece un esponente dei classici partiti e partitini viene raggiunto da un avviso di garanzia o processato e condannato -e questo accade quasi quotidianamente, anche se ovviamente voi che per lo più usufruite di questi media non ve ne accorgete- dicono la notizia a denti stretti cercando di nasconderla il più possibile). Forse non è chiaro che nemmeno con una rivoluzione avvengono i miracoli, e in questo modo, portando ai posti di comando persone nuove con programmi nuovi, ci vogliono comunque anni e anni, anche ammesso che ci sia la buona volontà di fare qualcosa, per vedere risultati concreti, perché la situazione attuale che in alcuni casi è veramente schifosa è il frutto cosciente, consapevole di anni, di decenni di sistematico malgoverno e quando erediti macerie non è che in sei mesi o in un anno o due puoi tirare su palazzoni moderni e funzionanti da quelle macerie, materiali e morali... quindi ci vuole tanta pazienza... tanto per dire, in un comune, se dopo 5 anni di cambiamento di amministrazione, si noteranno dei segni tangibili di arresto del peggioramento e di lieve miglioramento, soprattutto segni di inversione di tendenza sarà già un grandissimo risultato... ma vallo a far capire a quelli che contestano per contestare... come a Roma, dove se la prendono con Grillo per l'emergenza abitativa... (e Grillo, contestato per strada, si ferma, argomenta pacato, invita a un confronto riservato: una grande prova di maturità). Innanzitutto te la devi prendere con Raggi, semmai... e poi la devi lasciar lavorare perché, ripeto, quando erediti macerie non è che in un secondo puoi fare i miracoli come mago Merlino.
Penso anche a quei piccoli comuni in cui per decenni si è sopportato di tutto confidando magari nel favore occasionale del potente di turno e tutte le volte che c'erano le elezioni si continuava a votare per le stesse impresentabili facce e, ora che sono cambiate le cose, si pretende in pochi mesi quello che nemmeno più si sperava di ottenere dagli altri in anni e anni. Ci vuole calma, ci vuole pazienza, non ci vuole malafede e soprattutto dobbiamo riconoscere che se siamo in questa situazione è anche perché abbiamo continuato a votare persone che non sarebbero state degne nemmeno di amministrare, non dico un condominio, ma la biancheria di casa.

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venerdì 17 novembre 2017

Il concetto di "impresentabile" e i giochetti di Renzi

Questa mattina alle 8,30 ho commentato un post di Renzi. A volte mi è capitato.
Stamane mi ha innervosito quel che ho letto.
A pranzo ho poi visto che anche Travaglio ha avuto da ridire sullo stesso post. Non ho copiato Travaglio (ancora non l'avevo letto) e, son sicuro (...), lui non ha copiato me!

Il post e' questo:
https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/posts/10155416461459915?comment_id=147248705905128¬if_id=1510905592515461¬if_t=like

Il passo incriminato e' questo:
Renzi: "Ieri un candidato siciliano alle Regionali è stato arrestato.
Non lo avete letto con enfasi nei social o sul sacro blog perché è un candidato grillino. Già, avete letto bene: era in lista con il Movimento Cinque Stelle. A parti invertite si sarebbe già alzato l'urlo: Impresentabili! Onestà!
Noi siamo orgogliosi di non pubblicare le numerose foto di questo signore con Di Maio e di Battista. E per noi quel cittadino - di cui neanche facciamo il nome per rispetto alla sua famiglia - è innocente. Siamo garantisti, sempre, noi.
Peccato che i grandi opinionisti non diano spazio e attenzione alla contraddizione di questa cultura barbara del Movimento 5 Stelle che grida allo scandalo per un avviso di garanzia degli avversari e minimizza sulle indagini per omicidio colposo o per falso quando toccano i propri amministratori.
(...)"

Il mio commento:
"Francamente, è un post senza senso. Basato su una mistificazione, volontaria o no non mi interessa, comunque molto grave. Impresentabile è chi ha già problemi con la giustizia e nonostante questo viene clamorosamente candidato da un partito.. e tutti i partiti lo hanno fatto molte volte, anche alle ultime elezioni siciliane (non i 5s)...chi invece viene candidato pur risultando a quel momento del tutto pulito e poi successivamente viene indagato non è affatto un impresentabile ma si tratta di un infortunio che può sempre accadere a tutti, anche a quelle formazioni come il Movimento che candidano solo i presentabili e a cui comunque si ovvia, quando ne ricorrono gli estremi, allontanandolo dalle cariche pubbliche (cosa che i partiti non fanno)... confondere quindi gli impresentabili che già hanno un problema con la giustizia prima di essere candidati e che nonostante questo vengono candidati con chi invece prima non ha alcun problema e poi può averne dopo è un gravissimo errore ed è l'assunto su cui si basa il post che quindi non ha senso. Parlare poi di media favorevoli ai 5s è lunare: il 90% è schierato pregiudizialmente contro. Le notizie degli avvisi ai politici Pd finiscono sempre in ...esima pagina, un avviso a un 5s prende la prima pagina di giornali e tg. È troppo chiedere post basati su fatti reali? Dico questo da cittadino semplice, molto attento a tutto, senza alcuna tessera tranne quelle Esselunga, Conad e Aci. Non risponderò a repliche offensive ma solo a repliche che dimostrino infondatezza di quanto ho detto sulla differenza tra impresentabile candidato ugualmente e candidato presentabile che dopo le elezioni si scopre indagato e, se del caso, viene subito allontanato da gestione cosa pubblica. Quindi, mi sa che non risponderò. Cordialità e ossequi."

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lunedì 13 novembre 2017

Italia-Svezia, o trionfo (ma de che?) o dramma (vero)

Ventura è uomo serio e un valido allenatore. Come selezionatore non so, fare il selezionatore è enormemente diverso. Che poi non riesca a cavare il meglio dalla Nazionale è un fatto, ma diverso.
Anche a me non piacciono tutte le scelte e le convocazioni. Penso a quasi nessuno, specie ora che si va male...
In ogni caso, benchè questa Nazionale mi entusiasmi come un ferragosto passato in sala d'attesa al Pronto Soccorso, stasera vediamo di stroncare questi ammirevoli svedesi. Mica per altro eh, ma per come siamo messi (stato terminale) il calcio è droga essenziale per non sentire troppo dolore e un giugno col Mondiale in tivù senza l'Italia sarebbe una mazzata non da poco per questa burletta di Paese sull'orlo del baratro. Insomma, non togliamo gli antidolorifici a chi sta messo già male di suo. Poi è evidente si uscirà a metà cammino o giù di lì, ma la festa sarà salva. Nemmeno andare, sai che magone? Già me li vedo, tutti coi musi lunghi, a fingere di interessarsi di tennis o atletica, e a svalutare il Mondiale stile volpe e uva (però che livello scarso eh? certo non è più il Mondiale di una volta eh? etc)

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domenica 12 novembre 2017

Che fare?

Può capitare che mi chiedano sui social e allora tu cosa proponi in favore degli anziani? (O del nostro disastrato paese in generale...)-
Può capitare che io risponda. E che poi reincolli qua.

Già rispettare la Costituzione sarebbe sufficiente... punto di partenza imprescindibile fuori da incarichi pubblici i buffoni e i condannati -o anche solo indagati se per reati gravi e supportati da evidenze, tipo intercettazioni- (art 54), tassazione davvero progressiva (art 53), legge severa sui conflitti di interesse, abolizione della prescrizione per determinati reati E comunque sua interruzione perlomeno al momento del rinvio a giudizio, riforma della Giustizia che snellisca le procedure e riduca drasticamente i ricorsi in appello prevedendo che in secondo grado la pena possa non solo essere mantenuta o ridotta ma anche aumentata.. e poi lotta feroce a corruzione e evasione; stop a grandi opere pubbliche; investimenti per cura territorio e patrimonio edilizio esistente; riduzione drastica spese militari; revisione patti lateranensi; aumento drastico quota pil destinata a scuola, magistratura, forze dell'ordine; informazione sottratta al giogo dei partiti; jobsact nel cesso; aumento tasse sul capitale e diminuzione tasse sul reddito, in maniera netta per chi guadagna sotto i 1000 eu; reddito di base; massiccio piano di investimenti sul fronte delle energie rinnovabili del turismo e come detto della cura del territorio e dell'edilizio. Le risorse per fare tutto questo si trovano Se si cominciano come detto a ridurre le spese militari ad eliminare gli enti inutili e gli sprechi e a combattere in maniera feroce l'evasione Inoltre servirebbe anche un inasprimento delle pene per Chi commette reati contro la pubblica amministrazione e che comunque comportano un danno termini di denaro pubblico. Queste sono misure di carattere generale di cui potrebbero beneficiare tutti e quindi anche gli anziani; oltre al reddito di base sarebbe Certamente utile prevedere anche un innalzamento del livello minimo delle pensioni e anche rivedere pesantemente la legge Fornero e simili Perché la scusa che utilizzano un po' tutti e cioè quella che non ci sono risorse sufficienti e quindi bisogna tirare la cinghia e prendere quello che viene è valida solo se non metti in atto le misure necessarie e alcune le ho anche elencate per tirare fuori i soldi da dove ci sono e vengono usati male oppure finiscono nei torbidi rivoli come detto dell'inutilità della corruzione degli sprechi.
Non abbiamo certamente bisogno di dittatori come Putin o Erdogan o di regimi o di pericoli pubblici come Trump.. quello che servirebbe sarebbe una democrazia laica e più giusta con una migliore distribuzione del reddito con pene severe e certe che non escludono però salvaguardia dei diritti di ciascuno di noi e ovviamente anche liberarsi dal giogo della Chiesa il che ci consentirebbe di eliminare la vergognosa limitazione dei diritti di cui soffrono alcune persone estendendo gli stessi a tutte le categorie non facendo più differenze meschine fra le persone in base al loro orientamento sessuale o peggio...per non parlare poi della legge sul fine vita sul testamento biologico sul fatto di dover agevolare le adozioni eccetera In pratica sono talmente tanti i settori a cui bisognerebbe mettere mano che verrebbe quasi la tentazione di dire che se l'Italia fosse un prodotto guasto potrebbe valere la pena di buttarlo via E comprarne uno nuovo anziché ripararlo.. Siccome però non si può fare è chiaro che bisogna rimboccarsi le maniche... Ma, come detto, condizione imprescindibile è allontanare dalla gestione della cosa pubblica tutti i ladri e corrotti e corruttori i Buffoni gli incapaci quelli che sono lì solo per avvantaggiarsi personalmente o che ci sono arrivati solo in base a conoscenze o in virtù di leggi elettorali eversive he anziché prevedere l'elezione hanno previsto una nomina dall'alto.

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sabato 4 novembre 2017

Sono missioni, non sono mestieri

Non tutti i lavori sono uguali. Non parlo di fatica o di pericolosità, è evidente che fare il cavatore è estremamente rischioso, fare il commesso molto meno; e che stare alla catena di montaggio è alienante, molto meno (anzi per niente) vendere libri.
Non parlo nemmeno di remunerazione. E' palese che se ti spacchi la schiena sotto il sole per dieci ore guadagnerai quanto (per es.) un dermatologo in mezz'ora. O che se lavori otto ore con fatica tirerai generalmente su meno di chi con un clic sposta capitali da un investimento a un altro, venendo pure tassato di meno (e questo è il capolavoro dello Stato).
Parlo di altro. Nemmeno dell'importanza, è evidente che il lavoro del muratore o quello del pediatra sono più importanti di quello di casellante autostradale, intendo socialmente. L'importanza ovviamente non c'entra nulla con la dignità, tutti i lavori hanno pari dignità, se non intaccano la dignità altrui (ad essere intaccata oggi è semmai la dignità del lavoratore, per ragioni che ben conosciamo).
Quel che qui voglio dire è che fare il medico, l'infermiere, l'insegnante, tanto per citarne tre, è diverso dal fare il vigile o l'agente di viaggi.
I tre mestieri citati (e alcuni altri) non sono mestieri, sono missioni. Sarebbe dunque auspicabile che non li esercitasse chi preferisce un orario di lavoro definito e poche responsabilità importanti. Non si può sentire del tal dottore che dopo le 19 non esiste più; ai miei tempi, se davvero necessario, veniva a casa pure alle 3 di notte di una domenica. Sono missioni perchè richiedono pazienza, elasticità, disponibilità, umanità ed empatia fuori dal comune. Chi si sente poco portato può sempre fare altro; oggi invece molti intraprendono questa strada senza averne le doti, che d'altra parte non vengono testate in sede di abilitazione. Sono mestieri importanti (nel caso del medico poi addirittura vitali) perchè riguardano la persona, la sua salute fisica e mentale e le sue educazione, formazione e crescita, che sono alcune delle cose più importanti, una volta messa in sicurezza la sopravvivenza fisica.

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domenica 29 ottobre 2017

Votare

Non volendo candidarmi io, e non credendo certo che un essere umano solo perché si candida per le 5 stelle sia immune da abusi o disonestà, e volendo comunque votare, per rispetto di chi per l'esercizio di un voto ha versato il suo sangue combattendo con i cavalieri del Male, nonostante gli inetti che si candidano e i ladri che vivacchiano come parassiti avvinghiati alle Istituzioni e nonostante una legge elettorale incostituzionale e indegna e di parte, ne concludo che voterò per chi si dà due o tre regolette stringenti che dovrebbero essere la norma di un paese democratico e sono invece un lusso e per chi allontana dalla gestione dello Stato chi sbaglia, e non chi nega l'evidenza, arruola o coccola malfattori, continua a stipendiarli coi nostri soldi per tutti gli anni di un processo quando già esistono evidenze solari tipo un'intercettazione, una dichiarazione bugiarda (una, non mille), un comportamento privato incompatibile con l'art. 54., etc.. Con tutta la modestia possibile, mi sembra un ragionamento inattaccabile.

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lunedì 23 ottobre 2017

Che te lo dico a Var?

Montella ce l'ha col Var, la Juve tace solo perchè ne ha fatti 6, questa è la mia forte impressione.
Strano che non ce l'abbiano col Var Crotone o Chievo, eh?
A parte le battute (ma mica tanto), è ovvio che anche il Var può sbagliare: a decidere è sempre un arbitro.
Solo che questo "arbitro" aggiunto puo' rivedere l'azione, quindi gli errori sono sicuramente minori rispetto a un mondo senza Var, e già questo direi che può bastare, specie se si limano ancora un po' i tempi e si perfezionano sincronismi e protocolli.
E' chiaro che va perfezionato (riduzione dei tempi e secondo me estensione dell'ambito; io sarei pure per interruzione cronometro in caso di barella, sostituzione, rigore), ma la strada e' questa.
Almeno evitiamo errori stupidi, manteniamo quelli difficili da evitare, forse, o almeno una parte, ma è un progresso.
O, se volete vederla dal lato di chi non ha ancora digerito Calciopoli, evitiamo che chi vuole fare il furbo lo possa fare su espisodi facilmente smascherabili in tv.
In tutti i casi, non è peggio di prima. Anzi, è un po' meglio.
Chi si lamenta forse stava meglio prima, e questo introduce cattivi pensieri. E lo dico io che a Udine per esempio non ho di certo apprezzato il Var.
I giocatori, infine, che, dopo un responso Var, si fanno ammonire per proteste manifestano stupidità e andrebbero multati dalla loro società.
#var #seriea

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domenica 22 ottobre 2017

Questione di cifre

Due mail fra tante,ieri: guadagna 13000 euro in 24 ore esatte (che poi, se anche fossero 25, voglio dire, non avrei obiezioni) e elimina il 71% delle rughe in 48 ore (mi spiace, a me serve eliminarne il 76%).
Dal che si evince che eliminare tre quarti di rughe richiede il doppo di tempo di metter su 13mila euro. Oltre al fatto che il mondo è pieno zeppo di cretini e rompipalle.

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Sim Sala Bim

Su una sim che ho da febbraio e che uso quasi esclusivamente per ricevere ed eccezionalmente per rari telefonate o sms noto una progressiva e quasi impercettibile erosione del credito, peraltro modesto, su di essa mantenuto. Chiamo #Tim e scopro che da marzo (e francamente non ho ricevuto alcuna comunicazione) Tim ha deciso di imperio di attribuirmi un profilo a pagamento (avrà visto la foto di Moi di quest'estate accanto a uno yacht, peraltro di ignoti?), vale a dire un profilo per il quale spendi 0,49 euro a settimana (2 euretti ogni 28 giorni, già che parliamo di giochetti) e li spendi in ogni caso, anche se non fai telefonate o sms: basta che respiri, anzi anche no. Stupito per questo fatto chiedo se esiste un profilo non a pagamento, quello classico vecchio ricaricabile: hai un credito e lo consumi solo se lo usi. Mi viene risposto che esiste certamente. Evito di chiedere allora perché non mi sia stato attribuito di default e chiedo, sapendo già la risposta: posso dunque passare a quel profilo? Certo che sì, l'operazione avrà un costo di €3. Lo faccio. Morale: come spillare prima quasi €8 all'ignaro titolare di SIM e poi €3 e vivere felici.
#Tim che solo casualmente ha pronuncia non diversissima da Team.


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lunedì 2 ottobre 2017

La borsa non è un gioco

Alle 12 e rotti di oggi mi squilla lo smartphone, è un numero di Torino. Non conosco nessuno a Torino, anche la mia agendina delle ragazze non ha numeri con lo 011 (a proposito, devo rimediare:-). Rispondo.

Con una parlata non fluida (eufemismo) un italiano di giovane età mi dice che ha chiamato per mettermi a parte di un'opportunità (quale onore, peso io, ma non fateci caso, sono prevenuto, polemico e un po' verboso), mi chiede se conosco la ditta "ZZZ" (adesso non la ricordo neppure) che fa trading online e, infine, se posso parlare un minuto.
Fra me e me ho subito pensato: eccome, se io mi impegno riesco a parlare anche due ore di fila, ma bisogna vedere di cosa e con chi.

Dico che non la conosco, questa ditta, e che essendo solo al banco non posso parlare. Ciò nonostante, mi chiede se so che cos'e' il trading on line. Preciso che lo so ma non sarei interessato, mi chiede di nuovo che cos'e' e io, con sofferta pazienza, rispondo: giocare in borsa col pc, compravendita di azioni e di migliaia di altri titoli e prodotti finanziari, scopo di lucro.

"La sua definizione è corretta (wow), ma ha fatto un errore". Ohibò, penso io, stai a vedere che dire scopo di lucro è poco fine. L'errore è che non è un gioco, afferma (sic): chi gioca è quello che poi perde i soldi, è una cosa seria invece. Così mi dice. Non batto ciglio, o forse sì: le ciglia, si sa, vanno per conto loro. Non sono per nulla turbato per il mio errore, ma non lo do a vedere: sono orgoglioso.

Appurato che il tizio non ha colto il senso dell'espressione "giocare in borsa" (che è più vecchia di me), ribadisco che comunque non sarei interessato, e preciso che comunque non intendevo dire che è un gioco, è l'espressione che è prorpio quella (l'istinto del maestro in me riaffiora sempre).
Insiste un po', mi dice se puo' richiamare in un altro momento. Dico che in teoria potrebbe, ma io non sarei interessato (terza volta). Dice che mi richiamerà. Di questo tizio, oltre alla scioltezza verbale, pari a quella di un grammofono con la puntina spappolata, adoro il fatto che ti sta a sentire.
Ti consiglio, amico, di mascherare il numero o cambiare distretto telefonico.

Adesso ti importunano anche sul cellulare, e anche se non sono i classici operatori di telefonia. Proprio quelli che vendono illegalmente il tuo numero a cani e porci. Per lucro.

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domenica 1 ottobre 2017

Morire di fame o morire di vita

"Se uno ha voglia di lavorare, il lavoro lo trova sempre"
Una frase in apparenza logica, scontata, bella. Che ti fa sentire bene quando la pronunci. Un buon cittadino, un ottimo padre di famiglia, un gran lavoratore, un contribuente modello, un elettore responsabile.
Contro i pelandroni, le sanguisughe, gli spostati, quelli che pretendono di campare senza alzare un dito, i figli dei fiori, gli alternativi, i figli di papà, i vittimisti, gli immigrati.
E invece è proprio questa frase che incentiva lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Perché il lavoro è tale se adeguatamente remunerato e tutelato. Se non lede la dignità dell'uomo. Se rispetta il lavoratore in quanto uomo. Il lavoro nobilita l'uomo se è nobilitante, altrimenti lo insozza. Perché non è vero che qualunque lavoro a qualsiasi condizione è meglio di non lavorare.
Lavorare per pochi spiccioli, senza ferie, malattie, diritti sindacali, con contratti a termine che non ti permettono di programmare un futuro, o addirittura in nero, non è lavorare. E' essere schiavi. Anche se la differenza è tra mangiare un panino o avere la pancia vuota. Perché in realtà la differenza è tra morire di fame e morire di vita.
E chi ti tratta così è uno schiavista, un aguzzino che beve il tuo sangue e divora la tua carne, che ti ruba l'anima, che ti considera una cosa, una risorsa (le cosiddette risorse umane, il buon vecchio "personale"), un'attrezzatura da usare fin quando conviene e da buttare nel cesso non appena il rendimento non è più lo stesso o la produzione richiede altro, sempre nella logica di aumentare il profitto senza un limite. Sono i grandi (im)prenditori. E' la logica del produci-consuma-crepa, la perversa escalation di un progresso e di una produzione senza limiti, di uno sviluppo che bada alla quantità e non alla qualità, la quantità dei prodotti e non la qualità della vita.
Se uno ha voglia di lavorare lo trova sempre vuol dire che pur di lavorare devi accettare qualsiasi condizione, anche due euro l'ora senza diritti e a casa dalla sera alla mattina, e bocca chiusa e licenziamento in arrivo se ti ammali o se sei incinta o se, magari, non assecondi le avances del superiore o non avalli le sue mascalzonate.
Ecco perché quella frase non mi piace. Non è un atto di accusa contro il pelandrone, è un alleato prezioso del padrone delle ferriere, del capitalista assetato di sangue, del boss coi soldi pure in bocca che ti paga come una bestia e ti secca con un colpo il primo giorno che zoppichi.
Le ragioni del mercato giustificano qualsiasi abominio. La Mano Invisibile di Smith è un'invenzione, un mercato senza regole è una giungla e nella giungla il più forte prospera e gli altri muoiono.
L'egoismo umano non porta al bene comune, porta al bene di pochi e al massacro dei tanti.
Se tutti accettano tutto, tu dovrai accettare tutto pur di non crepare di fame. Sei uno schiavo moderno: il salariato, il lavoratore a termine, il collaboratore occasionale, il voucherista, il nero. Devi sempre essere reperibile, per un tozzo di pane. Sei una forchetta che io uso quando ho la carne nel piatto e dimentico quando non è ora di pranzo o quando non mi servi perché mangio la pizza con le mani. Sei un utensile, non sei più un uomo. Sei la tua forza lavoro, e nemmeno te la pagano il giusto. Non hai sentimenti, esigenze, desideri. Non hai una vita, non hai diritto a un futuro. Se non rientri più nei piani aziendali o se il mercato si contrae un pochino sei il primo anello a saltare, mentre il profitto è l'ultimo. Il profitto non remunera solo il rischio di impresa (che per le grandi imprese è inesistente, dato che c'e' sempre dietro la rete della mamma Stato), ma gonfia fino a scoppiare, come rane ingorde, pochi avidi ometti. Non esisti come uomo, ma solo come fornitore di mano d'opera. Sei un numero, e spesso finisci in sovrannumero, diventi un esodato, un licenziato, un dismesso, un delocalizzato, un cassintegrato, un part time involontario, un demansionato. Un rifiuto. E tutte queste vergognose e abominevoli sconcezze avvengono sull'altare del Jobsact e di tutte quelle innumerevoli leggi che politici imbelli, incapaci, incompetenti, corrotti hanno confezionato per compiacere il potere industriale e finanziario che foraggia illecitamente le loro vite di indegni rappresentanti del popolo italiano, anzi: di indegni, col quasi generale plauso o il complice silenzio di chi i lavoratori dovrebbe difendere.

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Mia nonna scrutava il cielo dalla finestra

C'è un sito meteo che va per la maggiore, sapete tutti qual è. Non serve a niente ma lo guardate tutti (vabbè​, come i tg). È come la finestra, ti dice cosa sta succedendo in questo momento (nowcasting), e spesso pure male , non quello che (forse) accadrà (forecast). E questo perché, mentre su quel sito (e alcuni gemelli sempre molto frequentati) le analisi testuali generali sono frutto di analisi e interpretazioni umane, le schede delle singole località, con le loro belle iconcine del sole, delle nuvole e delle saette, sono la pura trasposizione di immagini satellitari e/o modelli senza la essenziale interpretazione umana. Ma continuate pure eh.

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