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mercoledì 2 dicembre 2020

Tassare i più ricchi? E perché?


Tassare i più RICCHI?
Ohibò.
E perché? Per INVIDIA, eh?
Ma dico, siamo matti?

Ce l’abbiamo con loro perché sono ricchi. Sono stati bravi e si sono fatti strada nella vita, accumulando milioni di euro in immobili, titoli, denaro e aggeggi vari come yacht, gioielli e auto di lusso. E’ pura invidia, fra l’altro punita da Dio. Che poi nella maggior parte dei casi si tratti di masse di denaro ereditate senza merito o accumulate cavando il sangue a lavoratori è particolare irrilevante che solo gi invidiosi e i comunisti continuano a tirar fuori con la bava alla bocca e con davvero poco garbo.

E cosa sarebbe questa storia che chi ha di più deve pagare più tasse? Se fa così, poi finirà per aver di meno!
Io che ho una decina di milioni di euro in banca, sei ville, una dozzina di fondi, otto auto, due moto, titoli azionari per altri sei milioni e due hotel in Trentino, perché mai dovrei contribuire al sistema sanitario nazionale o all’illuminazione pubblica o alla scuola più di te che sei un morto di fame perché sei nato senza capacità e preferisci poltrire tutto il giorno sul divano intascandoti il reddito di cittadinanza e facilitazioni/esenzioni varie? Del resto, a me non serve la sanità pubblica: se sto male, caccio fuori i quattrini e mi curo dai privati. Né mi serve la scuola pubblica, che è per i cenciosi, o l’illuminazione stradale: i miei figli frequentano prestigiose scuole prvate internazionali, sono la futura classe dirigente di questo Paese, non il futuro pizzicagnolo o il futuro rider, e la mia Mercedes ha fari di potenza sufficiente, e così le mie ville e i locali che sono abituato a frequentare.

Dovete tassare ancora di più i poveri e quelli che son sempre morti di fame ma si credono chissà chi solo perché hanno una o due casette e qualche decina di migliaia di euro in banca. I poveri li trovate subito e sono tantissimi: quindi tassarli (meglio se alla fonte) è facile e garantisce subito introiti certi e rapidi. Tassare i ricchi, invece, oltre che insensato e sintomo di cattiveria e invidia sociale, è difficile: dove sono i ricchi? Come li trovate? Non ce ne sono, a giudicare dalle dichiarazioni dei redditi. E poi, son pochi: sai che gettito!  E poi i ricchi hanno tantissime spese, se sapeste quanto costa mantenere ville e barche di lusso e se conosceste le pretese della servitù non parlereste in questo modo, se li tassiamo vanno in difficoltà e l’economia ne risente subito. Oltre ai politici che, notoriamente, amiamo tenere per le palle. 

Alla fine, meglio prelevare ancora qualcosa dai salari, dagli stipendi e dalle pensioni, ed eliminare tutti questi sussidi che sono un vero spreco di risorse pubbliche e spingono i giovani a non lavorare.
Perché lavoro ce n’è, il punto è che ormai un lavoratore preferisce guardare le serie Tv a 500 euro al mese piuttosto che lavorare 10 ore al giorno, magari in nero, per 800! 
Andando avanti così questo Paese non ha futuro! 

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sabato 28 novembre 2020

La solidarietà


La SOLIDARIETA’ è una bestiolina infida e dalle molteplici sfacettature.
Tu aiuti una persona, supponiamo un collega. Per amore incondizionato nei confronti del genere umano, perché ti sta simpatico o perchè sotto sotto pensi: se domani fossi nei guai, potrei contare su di lui?
Tu aiuti uno sconosciuto (volontariato): sei una brava persona. Ma aiutare e rendersi utuili fa sentire indispensabili e fa stare meglio, è inevitabile.
Ti aiuti un bimbo africano a distanza: ma lo fai per amore vero o per liberarti la coscienza?
Non sto dicendo che se io aiuto una persona lo faccio solo per tornaconto (do ut des) o per poter dormire la notte.
Ma è indubbio che siamo un groviglio di emozioni, sensazioni, pensieri e retropensieri, manifesti e inconsci, così ingarbugliato che è davvero difficile poter districare la matassa, quando si vuole capire la reale motivazione che ci spinge ad agire, ed è davvero utopico pensare che spesso non si agisca per secondi fini magari non consapevoli.

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mercoledì 25 novembre 2020

Diego


Qualche errore lo ha fatto, qualche debolezza l’ha avuta, ma pensiamo ai calciatori di oggi: a vent’anni anni alcuni guadagnano già cifre iperboliche e perdono motivazioni, Diego non le ha mai perse. Si conciano da buffoni, si fanno novemila tatuaggi, il gioco è un aspetto secondario nelle loro vite di vip miliardari, di acrobati di moderato talento e nessun cuore.
Oggi molti cosiddetti grandi calciatori sono personaggi tecnicamente non alla sua altezza e persone arroganti e spesso poco sportive. Irriconoscenti e altezzosi, giocano solo per il denaro e non si attaccano a nessuna bandiera, a nessuna città. Maradona no, giocava per divertirsi e per divertire la sua gente. Era una persona buona e vera. Con i suoi difetti, certo. Che però non lo rendevano meno degno di ammirazione e amore.

Chi lo considera un “drogato” non conosce la sua storia, confonde la fine della sua epopea con la sua epopea. E’ un villano e un incompetente.
La droga che inguaiò Diego (fra l’altro in circostanze mai chiarite del tutto) non potenziava le prestazioni, semmai il contrario, e non era assunta nel prepartita, ma scioccamente nel tempo libero. Inoltre nessuna droga ti dà quel tocco di palla che definire divino è offendere, quella capacità di nasconderla agli avversari quasi fosse magia, quella maestria nel dare del tu a una sfera che sui piedi degli altri spesso scivolava via impazzita e ai suoi obbediva docile e fedele.

Maradona in campo e nella vita di spogliatoio era un esempio per tutti. Una persona di grande umanità e sportività, un uomo che sapeva fare cose da stropicciarsi gli occhi ma che è sempre rimasto umile. Ed era una persona generosa, coi piedi per terra, entusiasta e genuina. Ecco perché è sempre stato più vittima che carnefice, ha subito i colpi bassi di un sistema invidioso e di un mondo dell’informazione meschino e vile.

Tutto questo spiega perchè oggi lo rimpiange anche chi non ha mai tifato Barcelllona, Napoli o Argentina. Ecco perchè lo piange anche chi ha subito sconfitte e delusioni per colpa sua.
Perché era il calcio, era la gioia di giocare a palla, era un uomo vero che ci metteva il cuore e faceva sognare bambini e adulti.
Era il dio di un calcio che da anni non esiste più.

L’eterna questione “meglio Pelè o Maradona” è destinata a non avere risposta. Pelè giocava in un calcio molto diverso e non ha mai affrontato l’esame europeo, questi sono due dati oggettivi. Tuttavia, penso che avrebbe fatto grandi cose anche da noi e anche oggi.
Pelè era molto più completo, aveva il destro e il sinistro, era forte di testa, potente, veloce negli scatti e nei recuperi, faceva una vita da atleta, era molto prolifico. Giocava a fianco di grandi campioni e guidava nazionali stellari, anche per questo ha vinto molto.

Maradona era meno completo, meno atletico ma con maggiore reattività muscolare. Faceva una vita meno da atleta, ma aveva un controllo e un tocco di palla che si sarebbero detti soprannaturali, una magica capacità di nascondere la sfera e di fare con essa tutto quello che gli saltava in mente. Il suo piede era preciso come una mano, un pallone calciato da lui pareva telecomandato. Ha guidato nazionali meno forti e ha avuto una carriera meno lunga, anche per questo ha vinto meno. Tuttavia, a lui ho visto fare cose che nessuno mai, ecco perché se anche Pelè gli può essere considerato globalmente superiore, parlando di pura tecnica Maradona non è il numero due di nessuno.

E’ vero, non giocava già da anni. 
Ma ci mancherà da domani. 

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martedì 24 novembre 2020

Perché viviamo male


(1340 caratteri, 80 secondi)

La nostra vita è sempre appesa a un filo.
Lo è adesso, lo era anche prima del 20 febbraio 2020.
Lo è dal momento in cui vediamo la luce a quello in cui chiudiamo gli occhi per sempre.
Solo che siamo costruiti per non pensarci troppo, a questo fatto orribile della caducità della vita e della orribile morte che implacabile ci aspetta e ci potrebbe prendere con sé da un istante all’altro (io, devo dire, in questo sono un po’ difettoso). Siamo costruiti così perché altrimenti non riusciremmo a vivere, a fare progetti, a pensare a un domani: è comprensibile. L’illusione di essere eterni, che pare assurda ma dentro di noi, nei nostri e reconditi e intimi anditi, vive, è la chiave della nostra esistenza, la molla che ci fa saltare, l’energia che ci fa avanzare.

L’emergenza Covid, che ha complicato moltissimo le nostre vite terrere nove mesi fa, è disturbante perché ci costringe a vivere con questo monito (devi morire, capiterà sicuramente, non sai come, non sai quando, e ora come ora è più facile che ti capiti) sempre davanti agli occhi, rendendoci quindi difficile vivere, progettare, sperare. 
Per colpa del virus abbiamo sempre in mente quel pensiero orribile che, di norma, quelli costruiti bene (non io) riescono a nascondere in un angolo buio della mente per la maggior parte del tempo.

Ecco perché al normale dolore di vivere, alla normale ansia di tutti i giorni, si aggiunge questo insopportabile sebbene sottilissimo stato di inquietudine perenne, che proprio perché sottile e perenne ci taglia in due come fosse una lama, ora dopo ora, e ci avvelena tutto quel che facciamo, pensiamo, diciamo. 


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lunedì 23 novembre 2020

Chi si crede di essere Lucia Annibali?

Non mi interessa la sua storia, adesso.
So che è stata estremamente sfortunata. So che è una vittima.
So che chi l’ha sfregiata è un criminale bastardo. So che umanamente mertita tutta la nostra vicinanza.
Ma quello che è successo non c’entra nulla con la sua storia.

E’ inaccettabile che un onorevole (di Italia Viva -sic) usi il suo potere di influenza per far censurare una intervista. Se il suo potere di influenza ha invece agito senza la sua volontà, è intollerabile che lei non ne chieda espressamente la messa in onda.
La Rai non è sua, non decide lei quello che va in onda.
Non decide la Annibali cosa io devo vedere.
Non decide la Annibali se Leosini ha fatto un buon lavoro o no.
Non lo decide nessun politico.
Se qualcosa ti dà fastidio, denuncia.
Ma censurare (o avallare sollecite censure da parte di altri)  è inaccettabile. Tanto più se sei deputata.
Dopo l’episodio di Morra e la non cacciata di Corona per le assurde offese alla Berlinguer, questa è la terza cosa schifosa targata Rai degli ultimi tempi.
Io pago il canone per ‘sta merda qui di censure e veti?
Tutto ciò è inaccettabile e diminuisce la mia stima teorica (che poi non era stima, ma estrema vicinanza umana) nei suoi confronti, del resto già intaccata quando decise di unirsi al Bomba.
#Annibali #Leosini 

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giovedì 19 novembre 2020

Si intende anatomicamente, vero?

Io, bardato come durante una guerra batteriologica e tenendomi distante dieci metri da ogni forma vivente compresi muffa, alghe e cacche depositate sui marciapiedi dai quattrozampe pulciosi con padroni cialtroni, non posso passeggiare a 2 km da casa pena sanzione, ma i disagiati si accalcano per un paio di scarpe dozzinali a cui, se le trovi per strada, dai fuoco per pietà. 
Alcuni lo fanno non per soddisfare un senso del gusto da ospedale psichiatrico ma per rivenderle sul web a idioti totali (a cui andrebbe sospeso il diritto di voto) anche a dieci o cento volte il prezzo.
Miei simili si intende anatomicamente, vero? 

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martedì 17 novembre 2020

Ci stupiamo adesso?


Per anni i politici che ancora oggi molti di voi votano hanno omesso di dotare il Paese di una rete digitale all’altezza. E ora pretendi di fare la DAD? Ma va’ a ciapà i ratt.
La verità è che media inquinati e di parte, internet lento, scuola e giustizia senza risorse, sanità impoverita, salari da fame  servono a tenere al laccio i cittadini che devono preoccuparsi di mettere un piatto in tavola e non hanno la possibilità, il tempo e le energie per informarsi e pensare, e servono a chi vuole delinquere (compresi i politici) e a chi fa sanità privata.
Inutile raccontar palle. 

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Da un eccesso all’altro

Chi vuole il lockdown totale e lungo rispetta le norme base?
Chi vuole il lockdown totale e lungo ha di che vivere?
Sì, conosco la litania: se muori per il virus che ti frega del reddito?
Ma io vado oltre.

Il punto è che non credo molto alla coerenza e alla buona fede delle persone.
L’unico atteggiamento logico è valutare acriticamente gli effetti postivi di una zona rossa, e semmai accettarla di buon grado per periodi limitati, senza però smettere mai di vederla per quello che è: una grande disgrazia.
Alcuni di quelli che si mostrano indifferenti a limitazioni e zone rosse, spiace dirlo, non sono fini e acuti pensatori che hanno a cuore la salute dell’Umanità, ma sono persone che parlano per dare aria alla bocca e che in genere non hanno impegni particolari o problemi di reddito. Ho detto alcuni, attenzione.
Inoltre, altri (ho detto altri) fra quelli che sponsorizzano le chiusure non sempre rispettano quelle tre o quattro regolette che potrebbe evitare le chiusure. E, non di rado, hanno tutto da guadagnare da una chiusura prolungata.
Ecco perchè mi sale un po’ il nervosismo quando gente che, per situazione familiare o lavorativa, non accusa particolari scompensi da una zona rossa (oppure ci guadagna pure!) e passa la giornata a invocare lockdown universali e infiniti. Gradirei un composto silenzio. Anche perché la situazione normale è lavorare per vivere e essere danneggiati da una limitazione, non vivere di rendita e guadagnare da una situazione di emergenza.

Non prendere nessuna precauzione è folle.
Pensare di chiudere tutto per mesi fino a virus morto è folle.
Occorre trovare una via di mezzo.
Ma, purtroppo, occorre prendere atto che ci saranno malati e morti e che la nostra Sanità (il problema principale, altro che virus) è così per ragioni NOTE e non può essere upgradata a un livello anche solo di decenza in pochi mesi.
Quindi chiedere lockdown totali e lunghi è quasi sciocco quanto negare il virus o non mettere la mascherina.


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Cinque Stelle contro bettole

Forse non è chiaro.
I 5stelle perseguono l’onestà.
Questo non vuol dire che siano onesti 100 su 100: anche nel gruppo di amici di Gesù c’era uno stravagante, ricordate?
Il giorno in cui si presenterà un Movimento che dirà che nessuno sgarrerà mai, non lo voterò: non credo alle promesse impossibili, non guardo mica la tv, io.
Vuol dire che uno che sgarra viene sbattuto fuori, non difeso, promosso, candidato.
E’ un diverso atteggiamento nei confronti del Paese, dei cittadini, delle Istituzioni, delle leggi, della Magistratura.
Questa è la differenza abissale fra il Movimento e i Partiti. Poi ce ne sono molte altre.
Non la cogliete perchè siete abituati a decenni di ladri e farabutti, spesso pure incapaci e amedia che li esaltano e ne nascondono le cazzate. E ora avete onesti capaci, solo poco esperti all’inizio (è normale).
Poi certo, sono autolesionisti. Perché estromettere Appendino solo perché ha iscritto una posta di bilancio nell’anno sbagliato (senza ovviamente averne vantaggi personali), manovra fra l’altro approvata da organi di controllo, è un po’ da idioti.
Ma idioti per eccesso (idiota) di onestà. 

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lunedì 16 novembre 2020

Un mio vaccino, a breve

Ci avete fatto caso? Adesso tutti trovano un vaccino. Mi pare che si sia a tre fra tedeschi, americani e russi.
Tutti con percentuali di successo che nemmeno Orban alle ultime elezioni.
Prima ci volevano dai 7 ai 10 anni, solo con Ebola ci fu il miracolo (3 anni), adesso 9 mesi e te lo schiaffano sugli scaffali.
Uno si deve tenere a -80 gradi, quell’altro sta bene in frigo (2-8 gradi appena, accanto al prosciutto cotto).
Ora questi ultimi dicono che fino a pandemia in corso lo venderanno a prezzo di costo. Ok, però ricordiamo che tutti hanno ricevuto pesanti finanziamenti statali per trovarlo.
Ma poi, un vaccino, servirà? Basterà una dose? E se il corona muta? Ogni anno ce ne vorrà uno diverso come per l’influenza? E gli effetti collaterali? E chi non ha patologie ed è over 6 e under 65 potrà averlo prima del 2034? Son tutte domande legittime.
Adesso, guarda, vado in salotto e provo a farne uno pure io. Il mio, novità, avrà sapore di fragola e si potrà conservare al sole sul terrazzo. Tiè. 

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domenica 15 novembre 2020

Cosa è il calcio


Il tifoso è molto di più di un cliente.
Il calcio è molto più di uno sport.
Senza tifosi il calcio muore domani.
Il calcio non è vincere. Non è denaro o profitti. Non è sopraffare o umiliare. Non è prestigio. E’ cuore, è vita. E’ un gioco, è passione. E’ identità territoriale e familiare. E’ rispetto di se stessi, degli altri, delle regole condivise. E’ poesia. E’ qualcosa di semplice e di complesso al tempo stesso.

Io dalla mia società non ho mai preteso giocatori forti, coppe, etc.
Solo profonda onestà, profonda serietà, profondo amore per i colori.
Coerenza e rispetto, per gli avversari e per gli arbitri. Occhi puri, cuore sgombro, mente serena. Maglia sudata. Fratellanza, vero spirito di squadra. Ma anche amore per chi, quel giorno, veste colori diversi ma è come te e sta giocando con te a un bellissimo gioco.
Non mi piace un giocatore forte se non è anche serio e onesto.
Non voglio delinquenti o pezzi di sterco nella mia squadra solo perchè sanno dare bene i calci al pallone.

Tifo da 47 anni per una società sportiva che mi ha sempre accontentato in questo, tranne rare eccezioni. Una squadra che non sarà unica al mondo ma di certo è davvero sui generis. E questo sia per nascita sia per l’incredibile lavoro realizzato da Paolo Mantovani negli anni ‘80.
E’ la mancanza di questi valori l’unica cosa che potrebbe indurmi a farmi sentire, non certo una sconfitta maturata sul campo o una squadra tecnicamente non eccelsa.
I 4 colori che amo dalla nascita sono la squadra giusta per me anche per questo, non solo perché sono la squadra della mia terra e non solo perché mio padre era dei nostri.

Dopo una partita, dopo una vittoria o una sconfitta, dopo una gioia o una delusione sportiva, deve rimanerti sempre qualcosa dentro. Quello che c’era anche prima di giocare, quello che ci sarà sempre: una forte identità, e valori sani e forti. 
Chi sa vivere lo sport nel modo giusto, sa vivere nel modo giusto. Un buon sportivo è sempre un buon cittadino e una brava persona.

Un calciatore che sia anche un uomo lascerà sempre ricordi indelebili nel cuore di tutti quelli che, ragazzini o adulti, hanno tifato per lui, hanno apprezzato le sue giocate e la sua condotta, hanno sognato e gioito e hanno trovato il modo di consolarsi dopo una sconfitta. Pochi altri mestieri ti permettono di entrare in questo modo nel cuore di migliaia di persone e di migliorare la loro vita. E lascerà ricordi bellissimi anche in quelli che tifavano per squadre avversarie. Perché è giusto amare i propri e avversare gli altri, ma sempre con rispetto e sempre e solo sul rettangolo verde.

Grazie a tutti quegli uomini veri che sono stati calciatori veri. E un doppio grazie a quelli, fra questi, che hanno servito la maglia a 4 colori. 

Io parlo da sampdoriano ma, anche se non tutti gli ambienti sono uguali, queste mie parole valgono per tutti i veri sportivi, quale che siano i colori per cui tifano. Sono da poco in questo gruppo, spero di non aver violato qualche regola, magari pubblicando un post fuori tema come questo. 


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venerdì 13 novembre 2020

Hitler e il mio gatto

Amo la Natura.
Adoro gli Animali.
Ho solo una certa avversione fisica per ragni e altre specie, ma se costoro non mi importunano, io non importuno loro (vivi e lascia vivere).
Non ho nulla contro i proprietari (?) di animali, fatta eccezione per quelli che permettono loro di lordare le strade.
Tuttavia, considero qualsiasi essere umano prioritario rispetto a qualsiasi animale.

Faccio un esempio per chiarire.
Se in mare ci stanno il mio gatto e Hitler, ed entrambi stanno per annegare, io li salvo. 
Partendo da Hitler. 
Questo riduce di un filo la probabilità che riesca a salvare il mio gatto, ovvio, anche se poi nella maggior parte dei casi salvo entrambi.
Poi, è ovvio, a Hitler sputo in un occhio, lo consegno alle Autorità e mi aspetto che venga giustiziato dopo regolare e rapido processo.
Ma lo salvo prima del mio gatto.
Io ragiono così.
E penso che sia il solo modo giusto di ragionare. 

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L’amico della nipote di Mubarak

Legalmente potrebbe fare il deputato e anche il PdR. Ma eviterei, per ragioni ETICHE, di eleggere come Presidente un tizio che ha demolito l’Italia, ha finanziato per 20 anni la Mafia, si è fatto approvare più di 60 leggi ad personam, ha avuto innumerevoli processi, una condanna definitiva, nove prescrizioni (di cui alcune con riconoscimento della colpevolezza) e tuttora ha quattro processi in corso. 
Diciamo che come cittadino di questa Repubblica apprezzerei il fatto che si prendessero in esame candidature serie.
Grazie. 

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Una richiesta ai Vips

Vips, vi scongiuro: se vi ammalate e guarite (di solito guarite, non mi ricordo di vip morti per o con Covid), non ci dettagliate poi i singoli frammenti della vosra sofferenza. Grazie. Ad ansia stiamo già a posto così. E poi potrebbe aumentarci il nervosismo, per esempio per il fatto che a un vip il tampone vien fatto in poche ore e a noi in 5 giorni (e altri 5 per l’esito), o per il fatto che il Carota consiglia la candeggina ma poi si fa curare con anticorpi costosissimi, o per il fatto che i vip nostrani prima ci invitano a sputazzare su chiunque, a goderci la vita (la nostra però, non la loro) e a fregarcene delle misure di protezione, poi si ammalano e vengono curati come sceicchi, e guariscono e vanno in tv a raccontare la loro storia.
Grazie, vips.
#coronavirus 

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giovedì 12 novembre 2020

Sono incerto, o forse no

IO SONO PIUTTOSTO INCERTO su tutto.
Per decidere il colore di un maglione posso impiegare mezz’ora.
Al ristorante il menu mi impegna per moltissimi minuti e spesso richiamo il cameriere per comunicare varianti.
Per decidere se andare a una festa (mi si nota di più se... etc) anche due giorni.
Ogni mio atto del vivere quotidiano è sempre espressione di una scelta sofferta, soffertissima e anche quando rilasciata, mai del tutto intimamente condivisa.
Sono incerto su tutto. Trump è bello e bravo, no è un buffone. Conte è un premier ottimo, no è un dittatore sanitario. La stagione migliore è l’autunno, no è la primavera. Salvini è un incompetente pericoloso, no è un pericoloso incompetente.
Cambio sempre idea su tutto, nel giro anche di pochi minuti.
E’ che mi piacciono le idee, e voglio provarle TUTTE.
Anzi, ora che ci penso. Non è vero che sono incerto.
Sono molto sicuro di me, veloce nelle decisioni, ed efficace.
Di rado ho dubbi, e mai del tipo che ti bloccano per ore su inezie.
(Ma il Gannassa quello è, sia chiaro)
Oppure sono incerto? Sono sicuro di me o incerto? Devo pensarci. Vi farò sapere...
Ma no, sono, sono sicuro di non essere un tipo incerto. Oppure lo sono? 
Boh....
Non so, sono... incerto se dirmi sicuro o incerto. 
Di questo sono sicuro! 
Forse. 


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martedì 10 novembre 2020

“TRUMP” è il rumore che ha fatto cadendo

“TRUMP” E’ IL RUMORE CHE HA FATTO CADENDO
Davvero non capisco cosa abbia ingrippato i neuroni di chi, solitamente brillante, adesso considera Biden equivalente a Trump. Che così tanti mesi di ansia da Covid comincino a produrre i suoi effetti?
“Far lavorare una moglie è una cosa molto rischiosa.”
“Concedere a vostra moglie beni materiali ed eccessiva sicurezza è un terribile errore.”
“Se Hillary non riesce a soddisfare il marito, come può soddisfare l’America?”
“I messicani sono dei criminali, drogati e stupratori.”
“Quando torno a casa e la cena non è pronta vado su tutte le furie.”
Ecco alcune perle (grazie Scanzi) del buffone che contesta la sconfitta, che annunciava brogli già sei mesi fa, che mente come se non ci fosse un domani, che ha fatto il verso a un disabile, che ha diviso i fgli dai genitori al confine col Messico, che suggeriva di iniettarsi candeggina nelle vene per combattere il Covid, che si fa beffe del climate change, della scienza e della realtà dei fatti, che si è più volte rivelato omofobo, xenofobo, razzista, cafone. 


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Lo scopo del Corona

Ho finalmente capito lo scopo del virus.
Ho avuto un flash stanotte alle 4:55.
Lo scopo è portarci a un lockdown durissimo durante le vacanze di Natale, di modo che non potremo festeggiare il cambio di anno e quindi finirà per essere prorogato questo 2020 di escrementizia natura. Un piano diabolico. Insomma, è come Trump: non vuole schiodare il culone dalla poltrona della stanza fatta a uovo, e le inventa tutte. No Party, No Capodanno e il primo di gennaio sarà 1/1/2020bis.

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lunedì 9 novembre 2020

Biden!




Un bel discorso, se a braccio ancor più meritevole.
Una America che considera tutti gli uomini uguali e che non vuol lasciare nessuno indietro. Sembrano ovvietà, ma non lo sono.
Dite quel che volete, ma questa è una visione del tutto diversa da quella che ha contrassegnato questi torbidi quattro anni.
A Biden chiedo di convincermi coi fatti, Harris so che lo farà.
Spero anche nel fattivo operato di grandi persone come Sanders e Ocasio-Cortez, e tanti altri.
Ecco il video.
#biden 

Inoltre:
Un bel discorso, in particolare la seconda metà è molto significativa per capire cosa rappresenta Harris come vicepresidente e in cosa è già diversa una presidenza come questa da una come quella che stiamo per seppellire, al di là dei risultati che vedremo e che non sono tutto (ci sono i sottotitoli in inglese, basta attivarli).
Ecco il video.
#Harris

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lunedì 2 novembre 2020

Estinzione: via libera

Se ci sono imbecilli che credono che uccidere persone innocenti sparando a caso sulla folla o sui clienti di un bar significhi omaggiare un dio inventato e garantirsi la gloria eterna, davvero c’e’ poco da fare. Il cervello dell’uomo è capace di meraviglie e di sconcezze immani. Siamo geni e merde. 
Facendo la media, merde.
Estinzione: via libera.
Non meritiamo niente.
#attentati
#religione
#fanatismo 

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Votate quell’altro!


Perché gli uomini sono tutti uguali.
Perché le donne non vanno trattate come oggetti.
Perché l’ambiente è la nostra casa e va difeso.
Perché i bambini non vanno separati dai genitori.
Perché non si può morire come mosche per un presidente che si burla degli scienziati e non ostacola un virus.
Perché chi vuole costruire muri ha un muro nel cervello.
Perché l’America è sempre più violenta e divisa.
Perché è un bugiardo e un cafone.
Perché è scorretto e non ha rispetto.
Sparatelo nello spazio, votate quell’altro, vi prego.
Non è Sanders, ok. Ma Sanders c’è.
E’ Biden (occhio, eh: pronuncia Baiden con la e quasi muta).
Ma Biden contro Sciagura, vince Biden.
Forza Americani: vogliamo pensare che quattro anni fa avete fatto una caxxata. Una caxxata capita a tutti.
#Usa2020 


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