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mercoledì 11 luglio 2018

Cosa sarei io?

COSA SAREI IO?

Ed eccoci al secondo tema: la presunzione di chi manco ti conosce e spara giudizi definitivi su di te. Adoro certi tizi, perché confermano le mie teorie poco lusinghiere sul genere umano.

Se in 50 anni di vita c'e' pure un nero che mi ha dato del razzista, voi capite bene che ci può stare davvero di tutto, quando si parla di persone che pensano di aver capito chi sei e si sibilanciano con affermazioni lunari. Ché dare del razzista a me è come dare del capellone all'arbitro Collina, ma tant'e'.
Ricordo che faceva sempre richieste assurde in negozio, e di conseguenza non ho quasi mai potuto accontentarlo: da lì il razzismo. Prova un po' tu a chiedere sempre in una libreria un libro introvabile da anni o in macelleria due chili di pasta, poi vediamo. Ma la gente è così: presuntuosa e tranchant.
Nel suo caso poi vi era anche la parziale attenuante che essendo nero sei sempre nel mirino dei cretini del razzismo (ce ne sono a migliaia), quindi ti senti sempre sotto accusa, e rischi di divenire paranoico. Tuttavia non lo giustifico del tutto, devi sempre distinguere. Saper distinguere è ciò che ci differenzia da un sasso.

Ma non mi interessa questo caso particolare, l'ho citato solo come esempio di quello che può arrivare a pensare la gente di te, e convinta di aver ragione! E, voglio dire, se tu dici che il tale personaggio è ladro, io posso crederti o no, mica lo conosco! Magari millanti, magari è vero: non si sa. Ma se dici che io sono razzista, diciamo che trattandosi di me medesimo io lo so, se quel che dici è vero o invenzione pura... e allora mi incavolo. Chiaro, no?

E così a volte è capitato che mi dessero del fascista (eh???), del giustizialista (non so cosa voglia dire, in tutta franchezza), financo del maschilista! (ahahahaha) magari solo perché evidenzio le contraddizioni di schiere di starlette che denunciano molestie sessuali vent'anni e dieci film dopo, anziché nell'immediato, o di donne che fanno dimettere certi figuri perché trent'anni prima sfiorarono il loro ginocchio a una cena.

Come ti muovi, sbagli. Se parli male delle religioni (voglio dire, ne parlerei pure bene, se sapessi cosa dirne di buono) sei un ateo bastardo, se critichi il Pd (avete presente sfondare una porta aperta?) sei un grillino di merd@, se critichi Papi sei un comunista manettaro, se dici che le Ong devono rispettare le leggi come tutti sei disumano, se sei per l'accoglienza sei un buonista del caxxo. Ok, ho capito l'antifona, tranquilli, ora date pure un po' d'acqua al vostro singolo neuroncino bello, su.

Alla fine io la lezione di Pirandello la conosco da decenni, non esiste un solo Mauro, ma un Mauro almeno per ogni persona che mi conosce. E non è vero che non giudichiamo le persone, ne abbiamo un'idea due secondi dopo averle viste per la prima volta; un'idea che poi si affina, o cambia, ma che esiste fin dall'inizio. Però ragazzi miei evitate di stressare l'apparato riproduttivo definendomi nei modi più stupidi, suvvia. Se io sono maschilista Landru era un tipo non violento.

E per gente che non mi conosce e giudica intendo pure quelli che hanno parlato come due ore in tutto nella vita, o hanno letto "qualcosa" di quel che scrivo e pensano di avermi capito. Nemmeno io mi sono ancora capito del tutto, quindi evitate figuracce, eddai!


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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martedì 10 luglio 2018

La Banca vince sempre

Il conto corrente è uno di quelli online nato apposta all'epoca per scoraggiare il cliente a presentarsi allo sportello (meno clienti allo sportello vuol dire meno lavoro e meno spese per la banca) e a questo scopo promosso e piazzato con canone di 3 euro circa, fra l'altro totalmente rimborsato nel caso in cui nel mese si faccia almeno un'operazione in internet.

Per anni tutto bene, più o meno.

Improvvisamente la banca decide che il canone deve aumentare di ben 0,75 eu al mese e decide, badate bene, che nel caso in cui si faccia la famosa operazione mensile in internet non verrà totalmente rimborsato ma comunque €1 graverà sul correntista. E tutto questo viene giustificato in base a un decreto legge che imporrebbe alle banche conferimenti maggiori allo scopo di garantire la stabilità del sistema creditizio, e stiamo parlando proprio di quelle banche che di recente sono state salvate dal governo con una marea di soldi pubblici, che avrebbero potuto essere utilizzati per altri e ben più nobili scopi, dopo che le stesse si erano messe nei guai da sole in seguito a gestioni assolutamente vergognose e dissennate.

È sempre valida la famosa frase di Brecht secondo la quale che cosa sarà mai rapinare una banca al paragone di fondarla?
Si prendono i tuoi soldi (li custodiscono), nel frattempo li usano spesso in maniera dissennata riconoscendoti un interesse pari a zero, anzi negativo cioè dissanguandoti con le spese annuali; poi però quando chiedi tu qualche soldo perché ne hai bisogno ti staccano tassi di interesse da paura e se tardi a rimborsare ti massacrano: questo sarebbe fare banca nel Duemila.

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lunedì 9 luglio 2018

Non sono un cavallo

Ho già scritto su questo tema, ma non è mai abbastanza.
In realtà sono due i temi che oggi mi solleticano la penna, ma partiamo dal primo, il che, come modo di procedere, conserva pur sempre intatta la sua bella validità.

C'e' chi usa i social per lavoro (farsi pubblicità), chi per curiosare a tempo perso nelle vite degli altri, chi per informarsi (?), chi per inoltrare qualche citazione e sporadicamente commentare interventi altrui (in genere però senza quasi mai esporsi troppo sui più diversi argomenti, o perchè avverte acuta la fatica di andare oltre le due righe o per prudenza). Poi c'e' anche chi lo usa per cercare l'anima gemella (i c.d. autolesionisti) o per molestare, offendere, o fare sexting, stalkeraggio e giochetti vari (i c.d. stron*i).

Io lo uso per tutte queste cose (tranne le ultime cinque e fatta eccezione per le parentesi), ma soprattutto per scrivere. Su tutto. Di tutti. Spesso avendo come ispirazione l'attualità e il flusso delle news, ma non necessariamente. Dicendo sempre come la penso, senza finzioni, e quindi rischiando parecchio (le brutte figure), perchè chi si espone sempre, e spesso repentinamente, dicendo la sua opinione, spesso su fatti ancora non sedimentati e non chiariti a sufficienza, rischia sempre.
Lo faccio volontariamente (mi piace e lo trovo utile esercizio) e ovviamente senza scopo di lucro. Lo facevo già prima di Facebook, Twitter e banda, sul mio blog: non sono un millennial né un generazione Z. E prima ancora scrivendo ai giornali o a me stesso.

Quello che molti non afferrano, o per distrazione o per spiacevoli lacune del kit neuronale in dotazione, è che se io parlo bene dei cavalli, non vuol dire che vendo cavalli, o che li addestro, o che io stesso sono un cavallo. E se parlo male delle religioni non vuol dire che sono un senza dio o che voglio offendere in maniera indiretta quelli che, miei amici di Facebook o lettori generici, dovessero essere cattolici o seguaci di altra religione. E se critico i vegani, non voglio offendere Piero, che è vegano. Se ho intenzione di dir qualcosa a Piero, scrivo direttamente a lui, non lo faccio indirettamente demolendo il proselitismo veganico.

In sintesi: se voglio mandare un messaggio a un tizio, non giro un film, non scrivo un libro, non faccio un post. Alzo la cornetta e lo chiamo.
Quindi leggetemi senza sentirvi presi di mira. D'altra parte, avendo qui e nella vita vera (?) amici integralisti e atei, vegani e carnivori, asessuati e ninfomani, tolleranti e razzisti, grassi e magri, belli e brutti, cattivi e buoni, ricchi e poveri, se mi preoccupassi sempre di poter ferire qualcuno non dovrei più scrivere su niente, e questo, francamente, non fa per me.

Qual è l'altro tema di oggi? A breve un altro post.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 7 luglio 2018

1,10

Ti consegnano la posta a giorni alterni se non più raramente... al negozio ti portano un pacco generalmente nell'unica ora di pausa pranzo... molte volte o non suonano al campanello o 10 secondi dopo averlo suonato sono già andati via (forse presumono che uno viva accanto al citofono) e il pacco te lo devi andare a ritirare alle Poste due giorni dopo facendo anche la tua bella coda... Però, per quanto riguarda gli aumenti, sono sempre all'avanguardia: adesso, dal 3 luglio per l'esattezza, per spedire una busta che contenga anche un solo foglio A4 non bisogna più spendere 0,95 euro ma 1,10 (che, lo ricordo, equivalgono a lire 2130) e per un tipo di spedizione che ci può mettere 2 giorni come 15, senza che tu possa reclamare perché hai spedito con posta prioritaria, che un tempo appunto era prioritaria ora è diventata la cenerentola del gruppo delle spedizioni, perché se vuoi spedire con una ragionevole certezza di tempi devi scegliere una spedizione ancora più costosa, per esempio una di quelle tracciate. Pertanto, come sottolineo sempre, a fronte di un servizio che non solo non migliora ma peggiora le tariffe continuano ad aumentare... mi sembra che non abbia alcun senso chiedere €1,10 per spedire un foglio di carta a 20 km di distanza, lo si può chiedere solo in un paese come il nostro in cui di fatto non esistono alternative.

PS: e ovviamente non hanno da venderti i francobolli da 15 cent con cui puoi integrare quelli che hai già a casa...

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mercoledì 4 luglio 2018

Di sana e robusta Costituzione

Guardando la tessera ANPI il pensiero va subito alla Costituzione della Repubblica Italiana, una cosa davvero bella...

Certo, perfettibile come tutte le cose umane, ma veramente di poco e con saggia delicatezza, con acume, con misura e maestria, con tocchi lievi ed appropriati, e sempre con grande capacità interpretative per restare dentro la logica che ha ispirato Coloro che l'hanno scritta e, nel caso, adeguare qualche termine o qualche enunciato al passare dei tempi. La Carta richiede poi non solo le giuste idee ma anche una lingua all'altezza dei nobili concetti che incarna: gli articoli richiedono periodi brevi e piani, parole appropriate e ben pesate: la forma, nella Costituzione, è essa stessa sostanza.

Per intenderci, non si sente assolutamente il bisogno di interventi di riforma sconsiderati, scomposti, violenti, illogici, potenzialmente anti-democratici e partoriti con poca cura e nessun lavoro di cesello da individui che non hanno nemmeno lontanamente le giuste competenze per occuparsi di questi temi, come quello che per fortuna il popolo italiano ha di recente rispedito al mittente. Come sottolineato prima, non si trattava solo di un disegno di riforma tecnicamente infondato, a tratti insensato e gravido di conseguenze problematiche, ma anche di una riscrittura assolutamente scadente e non all'altezza, verbosa, opaca, intricata, sciatta, prolissa, laddove idee nobili e universali da un lato e periodare chiaro, lineare, preciso e armonico dall'altro devono sempre andare di pari passo in questo documento fondativo del nostro essere società civile.

Spiace che negli ultimi anni la Costituzione sia stata disattesa proprio da coloro i quali dovrebbero esserne gli affidabili custodi a nome nostro, e quando dico questo mi riferisco sia a chi non ha posto in essere tutte le politiche necessarie al fine di dare piena attuazione ad alcuni articoli che ancora oggi sono lettera morta o comunque in gran parte disattesi, sia alle cariche istituzionali e ai rappresentanti del popolo sovrano che a volte l'hanno interpretata in maniera troppo estensiva, per adattarla alle discutibili esigenze del momento, tradendone clamorosamente lo spirito, violandola se non nella forma certamente nella sostanza.

Mi auguro che i partiti e le formazioni politiche attualmente al governo abbiano a cuore questa meravigliosa Carta, a differenza di quello che hanno fatto molti dei precedenti governi; rivolgo il mio auspicio sia alla Lega, un tempo "Nord", che in passato ha invece avallato parecchie decisioni che l'hanno tradita clamorosamente, sia al Movimento 5 Stelle, che non ha invece colpe pregresse, che della difesa della Costituzione e dei suoi irrinunciabili principi e valori ha sempre fatto una delle sue più splendide bandiere e che ora, che è chiamato da poche settimane alla prova dei fatti su base nazionale, dovrà dimostrare a tutti di essere in grado con azioni concrete di mantenere questa bellissima promessa, nonostante siano sempre forti, purtroppo, le spinte a snaturarne la natura per i più biechi fini.

Perché la Carta è il perimetro fondativo del nostro vivere Insieme, e ciascuno di noi deve averla a cuore, indipendentemente dalle idee politiche alle quali si sente più affine. Essere antifascisti oggi è implicito nell'essere democratici, liberali e laici; non è un'opinione o una scelta di campo, è un modo di essere, l'unico che può avere pieno titolo ad esistere in questo nostro disastrato ma amato Paese.

Il fascismo non è un'opinione, è un crimine, dal punto di vista umano prima ancora che dal punto di vista della legge. La Costituzione nasce proprio per renderne impossibile il ritorno ed ogni singola parola in essa custodita ne è recisa negazione.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 1 luglio 2018

Francamente, non vi stimo

[Premessa: se avete fretta, leggete questo testo un'altra volta; se invece vi spaventate di fronte a testi superiori alle 5 righe non leggete proprio quanto segue, vivrete felici o crederete di farlo, il che francamente è lo stesso; se siete omofobi, razzisti, fascisti, integralisti fanatici di una qualsiasi religione, o parte integrante di questo Paese corrotto e marcio, non leggetelo perché sarebbe davvero tempo perso, non che io ci tenga al tempo di un razzista o di un corrotto, eh, ma voglio essere corretto.]

Parlando francamente, un buon cittadino dovrebbe tifare per la riuscita del Progetto 5 Stelle, nato dal nulla una decina di anni fa e incredibilmente arrivato ad esprimere quello che è il primo partito del Paese da cinque anni, contando solo sulle proprie forze e sull'autofinanziamento.
Un buon cittadino dovrebbe tifare per la riuscita del Progetto 5 Stelle indipendentemente da quali partiti ha votato nelle elezioni del passato. Si tratta infatti dell'ultima speranza che il nostro Paese ha per cambiare. Se non l'ultima, ché il futuro non si può mai conoscere, certamente una speranza importante, fallita la quale non ve ne saranno più o non ve ne saranno altre per lungo tempo.

Chi invece sin dal primo giorno è pregiudizialmente contro il progetto 5 Stelle, o addirittura vomita odio, o più semplicemente non fa che evidenziarne i difetti (che ci sono, come in tutte le cose umane), facendo di ogni erba un fascio, confondendo travi con pagliuzze, casi singoli con metodi di gestione, credendo ai servi che infestano la stampa e la tv, senza prendere atto della notevole differenza positiva che lo caratterizza rispetto ai marci partiti tradizionali, per quanto mi riguarda non è un buon cittadino, ed è vittima di malafede o partigianeria, due grandi difetti. E qui parlo del singolo cittadino, non di tutto il sistema di potere radicato e marcio che vedendosi minacciato dall'avanzata di una forza nuova che parla di onestà e trasparenza fa muro e cerca in tutti i modi di resistere e di infangarla, usando tutti gli strumenti a sua disposizione, compresi i media servi.

Non importa se si è di destra o di sinistra, si tratta di prendere atto del fatto che i partiti che ci hanno governato negli ultimi trent'anni e più hanno fatto scempio del nostro Paese e sono intasati di corrotti, incapaci e a volte anche di mafiosi. Sono in politica da decenni e di politica vivono. Candidano indagati, rinviati o condannati come se fosse la cosa più naturale del mondo, non fanno dimettere i rinviati a giudizio e nemmeno i condannati. Delinquono abitualmente. Sono arroganti e bugiardi. Attaccano la magistratura e cercano di metterle la mordacchia. Attentano alla Costituzione. Occupano i media. Sperperano i soldi pubblici. Infangano l'articolo 54 della Costituzione. Pregiudicano il nostro futuro e quello dei nostri figli. Mentono. Manipolano la verità grazie al capillare controllo dei media. Umiliano il Parlamento e la Democrazia. Sguazzano nell'illegalità e nel malaffare. Sono nostri nemici. Sono nemici delle persone per bene, che lavorano e pagano le tasse, di quelli che non buttano le cartacce per terra e aiutano chi è in difficoltà. Tolta qualche eccezione, la situazione è questa.

I 5 Stelle sono sicuramente non espertissimi (nessuno lo è, all'inizio) e certamente poco "sgamati" politicamente (naif) quindi più soggetti a cadere in trappole di vario tipo ma hanno entusiasmo, volontà, spesso competenze non banali e facce nuove e pulite (non candidano chi ha problemi con la legge, e vorrei vedere); inoltre non hanno nessuna responsabilità per quanto accaduto in passato: non mi sembra poco. E' il Movimento che aspettavamo: persone comuni, come noi, neofiti della politica che si propongono di cambiare le cose e, poi, tornare nella società civile. Si sono dati regole che in un paese civile sarebbero normali ma che qui in Italia, stante la situazione, suonano come rivoluzionare: mandato massimo 10 anni, nessun candidato con la fedina penale sporca, nessuno spreco di denaro pubblico, autofinanziamento, allontanamento immediato di chi si macchia di reati di un certo tipo o di chi riporta condanne o anche di chi dovesse tenere comportamenti eticamente inaccettabili ma penalmente irrilevanti. Rispettano la Costituzione, non sprecano soldi pubblici anzi ne restituiscono a vagonate, cercano di esser il più possibile trasparenti. Ce la stanno mettendo tutta, insomma. Al di là di qualche inevitabile mela marcia, il sistema è sano e questo è quello che conta. Dall'altra parte invece, non solo parecchie mele sono marce, ma lo è tutto il cestino, il sistema insomma: ecco la differenza abissale che le vostre partigianeria e miopia politica non vi fanno cogliere.

Nessuno ha mai detto che fra i 5 Stelle nessuno infrangerà la legge, il solo pensarlo o prometterlo sarebbe da idioti al cubo, sarebbe come se io promettessi che una volta eletto riuscirò a farvi toccare la luna con un dito, sarebbe idiota prometterlo e più idiota ancora crederci: l'essere umano lo conosciamo, è fallibile e soggetto a tentazioni, e di furbetti ce ne sono pure fra i 5 Stelle, senza contare quelli che fiutando dove tra il vento si infiltrano per intrallazzare. Ma quello che conta è la diversa selezione della classe dirigente (non perfetta, ma eccezionale se paragonata a quella delle altre formazioni) e la diversa reazione di fronte a problemi giudiziari: nessun attacco alla magistratura, anzi pieno appoggio, e punizione immediata per chi la merita.
Sono anni luce distanti da questo sistema partitico corrotto. E' una differenza di intenzioni, di progetto, di obiettivo, oltre che di modus operandi. E sono differenze che non vengono certo oscurate dai singoli casi, che in casa 5 Stelle appunto per quanto si è detto sono tali, mentre nel resto del sistema sono la prassi tollerata, anzi incentivata.

Scendendo nel dettaglio, quando si deve individuare un manager o un tecnico a cui affidare un compito, studiare per bene il suo CV, esaminare la sua fedina penale, chiedere lumi con gli strumenti a disposizione sulle eventuali indagini in corso su di lui è quanto di meglio un cittadino possa chiedere a una persona che ha eletto, e questo i 5 Stelle (solo loro) fanno. Se poi chi ottiene un incarico si fa ubriacare dal potere e cade in tentazione, questo innanzitutto dimostra quanto è permeata di corruzione la società civile, dopo decenni di cattivi esempi della politica e poi, in seconda battuta, questo non si può certo imputare al Movimento, se la scelta, come ho detto, è ricaduta, in base a criteri oggettivi, su una persona che aveva fedina penale e CV in regola. Questo aspetto sembra sfuggire a molti, che si ostinano a dire, da anni, per creare un alibi alle loro scelte scellerate, che i 5 Stelle sono come gli altri. Non lo sono, perché non hanno colpe per gli scempi passati e perché cercano di agire in base a regole nuove e di grande valore. Io, e con me altri 10 milioni di persone, non abbiamo votato supereroi, ma persone pulite, forse poco esperte, che si danno regole nuove e belle e cercano di applicarle.
Non mi interessa se Piero ruba (spererei che non accada, ma non è il fatto centrale); mi interessa sapere come è stato scelto Piero e che fine fa adesso che si è scoperto che ruba.

Certo sono uomini, ma si sono dati regole diverse, quindi sono diversi dagli altri. Allo stesso modo, quello che conta non è se il singolo politico o il singolo tecnico verrà colto con le mani nel sacco (capiterà anche in casa 5 Stelle, in futuro, è evidente); quello che conta è se quella persona è stata messa lì sapendo che intrallazzava, o magari proprio perché corrotta o corruttibile, o perché parente o amico di, o per fare o restituire un favore o se invece è stata messa lì scegliendola in base a criteri oggettivi; e poi un'altra cosa che conta è la reazione del partito di fronte a un caso giudiziario. I partiti tradizionali, di fronte a un'indagine o a un'intercettazione scabrosa, generalmente attaccano la magistratura, parlano di giustizia a orologeria, difendono a priori l'indagato, che, notate bene, spesso aveva già pendenze giudiziarie quando è stato scelto, non lo fanno dimettere neppure se rinviato o condannato, lo premiano. E cercando in tutti i modi di rendere sempre più difficili le intercettazioni e di far funzionare male la giustizia, lesinando risorse e facendo riforme cervellotiche al posto di quelle che servirebbero: d'altra parte, chi delinque ha interesse a che la giustizia funzioni male, è comprensibile. E non parlo del delinquente naturale di Arcore, o meglio non solo di lui, ma di un sistema di partiti marcio nell'essenza. Sono sistemi diversissimi, ed è questo che rende il Movimento 5 Stelle un qualcosa di nuovo e una grande speranza per tutti.
Se non lo capite, avete dei limiti o siete in malafede, tertium non datur. E se vi offendete, peggio per voi. Io non sono iscritto ai 5 Stelle, non ho parenti fra i loro vertici, non sono pagato da loro (?). Sono un cittadino che davanti all'urna sceglie per il meglio. E ho una notevole capacità di critica e di analisi, non sono venuto giù con la piena.

Né ha rilevanza la voce secondo cui i 5 Stelle sarebbero meno istruiti o più creduloni o incompetenti dei politici che finora abbiamo dovuto tollerare. E' vero, alcuni dovrebbero studiare di più, ma come tutti i deputati del passato: avete presente le figure che facevano ogni volta che venivano intervistati a sorpresa con domande di cultura generale? I pentastellati hanno titoli di studio mediamente superiori ai candidati degli altri partiti (eh sì) e sono solo poco esperti, ma l'esperienza si fa col tempo, e d'altra parte se l'intollerabile schifo attuale ci spinge a cambiare è normale barattare onestà e pulizia con inesperienza. Basta poi pensare ai politici degli ultimi anni per capire come fra di loro vi siano stati oltre che delinquenti o persone in conflitto di interessi a volte macroscopico anche perfetti incapaci o autori di gaffes memorabili, per non parlare dei Cv imbarazzanti.
Anche il discorso della simpatia o dell'antipatia non ha valore, perché vale per il Movimento e per i partiti e non è certo rilevante nel momento in cui si deve scegliere quale futuro provare a dare al nostro Paese se un certo personaggio, all'interno di un partito, è simpatico o meno.

I 5 Stelle non usano soldi pubblici per farsi conoscere e non hanno media a favore (e meno male), anzi li hanno tutti contro, perlomeno 9 su 10, e quell'uno che resta fuori è neutrale (come dovrebbero essere tutti,) non a favore. Il fatto di avere tutto il mondo contro o quasi (potere politico costituito, potere finanziario, mediatico ecc) dovrebbe farvi venire qualche sospetto... Combattono tutti i giorni con una casta potentissima che non vede l'ora di eliminarli e che ha il dente avvelenato perché è stata estromessa dai giochi che contano. Siamo bombardati ogni giorno da megafoni mediatici che spargono fango sui 5 Stelle, inventando cose o esagerandole, e nascondendo le malefatte dei partiti tradizionali.
Hanno difetti (tutti li hanno, è impossibile votare una persona priva di difetti), hanno un codice etico perfettibile ma ce l'hanno ed è buono (gli altri partiti lo hanno e non lo seguono o non lo hanno proprio), a volte sbagliano, ma sempre in buona fede e comunque chi sbaglia paga, mentre prima veniva premiato addirittura. Ci stanno provando, con coerenza e serietà. Fino a quando il sistema sarà sano, le mele marce non avranno rilevanza (se buttate fuori subito il cestino non si guasta, e d'altra parte i vermi non si possono eliminare dalla natura, qualche mela si guasterà sempre) e la nostra fiducia in chi sta cercando di fare cose diverse sarà motivata. Ovviamente, è stupido aspettarsi miracoli in un anno o due, di fronte a problemi gravissimi, incancreniti e provocati da decenni di gestioni criminali della cosa pubblica: ci vorrà molto tempo. Teniamo poi conto che attualmente, non avendo il 51 ma il 32%, e stante la natura della nostra repubblica (democratica parlamentare) e della nostra legge elettorale (proporzionale, oltre che, diciamo incidentalmente, pessima e scritta e imposta da alcuni partiti per danneggiarne altri), i 5 Stelle stanno governando con la Lega, quindi non hanno le mani del tutto libere dai lacciuoli del pasato. D'altra parte era inevitabile, per quanto appena detto, cercare un accordo programmatico, che è cosa ben diversa da un'alleanza. Un accordo fra l'altro trasparente e a tutti noto, non come le alleanze sudicie e segrete del passato vedi per esempio il famigerato Nazareno.

Ecco perché dico che, non essendo i 5 Stelle né di destra né di sinistra (ma comunque più di sinistra, a leggere il loro programma), ed essendo il prodotto di una reazione popolare allo schifo imperante, e non avendo il loro programma nessuna traccia di razzismo o di altri tarli oggi così diffusi, chi non li sostiene o almeno non spera nel loro successo fa prevalere la sua partigianeria o i suoi interessi di bottega sull'evidente interesse nazionale e si dimostra davvero poca cosa. Poi, è chiaro, non tutto può piacere, ma qui si tratta di salvare un Paese e in ogni caso, a meno di non candidarsi in prima persona, votare e comportarsi da buon cittadino vuol dire scegliere l'offerta politica migliore, quella più vicina al bene del Paese, e questo io ho fatto il 4 marzo.

Non posso aspettare che nasca un partito di onesti al 100%, cioè di persone che oltre ad essere state oneste fin qui garantiscano che lo saranno fino alla morte, sarebbe utopico come aspettare che arrivi il Messia: moriremo prima. Quello che chiedo è un "partito" che si dia regole oneste e chiare, che insegua la trasparenza e la serietà, che emargini chi sbaglia, che non si affidi a chi già delinque come respira, che cerchi di gestire la cosa pubblica onorando il popolo sovrano e la Carta, tenendo lontano dal potere i delinquenti o emarginandoli appena ne emergano. Questo si può chiedere, questo io chiedo e questo il Movimento per ora dà.
Se poi i 5 Stelle fra dieci anni si rileveranno marci come i predecessori, bene: vorrà dire che sceglieremo altri, se nel frattempo saranno nate offerte politiche nuove. Altro non possiamo fare, d'altra parte: a meno di non imbracciare le armi, o ci si candida in prima persona, o ci si astiene (brutta cosa davvero) o si sceglie l'offerta politica migliore (o la meno schifosa, fate voi). E il 4 marzo, così come anche 5 anni prima, il Movimento era ed è tuttora l'offerta politica migliore fra quelle proposte, e per distacco.
Se io sono stato quasi ucciso da un chirurgo incapace e mascalzone, e adesso mi affido a un altro, e questo, supponiamo, non mi soddisfa, proverò ancora a cambiare, ma mai e dico mai mi affiderò di nuovo a quello che quasi mi ammazzava. Se invece mi soddisfa, ho cominciato a risolvere i miei problemi. Penso che questo esempio sia molto chiaro.

Perché se riusciranno a cambiare anche in parte questo Paese alla deriva, sarà un vantaggio enorme per tutti, non solo per chi li ha votati. Quando dico tutti intendo tutte le persone oneste, non i ladri o chi campa su privilegi e ruberie.
Io mi fido di chi non tiene al denaro al punto da resituirne, di chi si dà autonomamnente alcune regolette di gran pregio e cerca in tutti i modi di rispettarle, di chi, fresco e pulito anche se non navigato come i poco illustri predecessori, ce la sta mettendo tutta per fare qualcosa di buono, sapendo che in ogni caso dopo 10 anni al massimo dovrà tornare nella società civile e non potrà campare di politica tutta la vita.

Voi siete liberi di tifare contro il nostro Paese e il nostro futuro. Di dire che sono come gli altri. Di ingigantire gli incidenti di percorso (inevitabili), non capendo che sono comunque cambiate le impostazioni ed è questo che conta, solo questo!, non il singolo mascalzone che sempre ci sarà. Siete liberi di continuare a dar credito ai media servi, ai tg e ai giornali che abbiamo e che fanno davvero pena, per quanto sono poco obiettivi se non addirittura falsari matricolati. Di favoleggiare sulla poca democrazia dei 5 Stelle, voi che avete votato per partiti padronali e marci. Di pretendere che i 5 Stelle in due mesi o in due anni risolvano i gravissimi problemi ereditati frutto di trent'anni o più di sconci. Di continuare con la vostra miopia, quella che vi ha spinto a dare fiducia per decenni a perfetti incapaci e disonesti e che adesso misteriosamente vi impedisce di darla per qualche anno a questi nuovi attori della scena politica italiana, del tutto privi di colpe passate.

Francamente, non vi stimo, perché o siete poco informati e avete lacune culturali (e allora vi invito a informarvi meglio e a colmarle), o siete di parte e la vostra partigianeria offusca la capacità di giudizio, o siete parte attiva di questo sistema corrotto e quindi agite e parlate per interesse personale.

Francamente, non vi stimo. Perché siete parte del problema di questo Paese. Ci avete portato fin qua e adesso ci impedite di provare a cambiare. Create menzogne o credete con facilità a quelle create da altri. Non avete capacità critica e non fate nulla per acquisirla. Siete pecore passive, complici e inetti strumenti nelle mani di chi da decenni fa strame di questo Paese, della nostra vita, del nostro futuro, di chi ci avvelena il presente e ci nega un futuro. Siete biechi tifosi, non buoni cittadini. Pedine, non soggetti attivi. Non sapete distinguere, analizzare, soppesare, valutare. Non avete memoria. Siete anche e soprattutto voi il problema che ci sta soffocando.

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giovedì 28 giugno 2018

Il Caso batte un altro colpo



Li ho rivisti il 25 giugno 2018, dopo 17 anni quasi precisi, forse abbondanti. Una mattina come tante, anche se due uguali nella tua vita non le trovi.
Il Caso sa costruire bene le sue trame. Sa fare bene il suo sporco lavoro.

Parevano due mosche sorprese, più che intrappolate. Sorprese di esser finite su quella tela appiccicosa e fastidiosa. E' stato un momento intenso, che ho dominato. Una successione di istanti notevoli.
Credettero senza dubbio al figlio, al tempo, e si comportarono da succubi e da codardi, quest'ultimo vero marchio di fabbrica del casato.
Quel figlio egoista che hanno sempre idolatrato e mai ben educato. Quel figlio di tanto pregio apparente e nessun valore effettivo. Quell'essere immondo.

Immagino abbastanza bene i pensieri che devono aver fatto capolino nelle loro misere teste l'altro ieri, vedendomi. Lei, un po' invecchiata, lui meno. Stesso modo di fare. Lei, cinica premura, perfida sollecitudine, attivismo egoista apparentemente solidale. Lui, beffarda e presunta superiorità, lontananza emotiva, benevolo distacco superbo.

Il figlio, il pargolo prediletto, il predestinato viziato, l'eterno adolescente pochi neuroni e comunque più ormoni (ma non troppi nemmeno di questi), quel finto bulletto con le tasche piene di lire e lesto a impaurirsi di un'ombra, palloncino gonfiato che ruota intorno al suo ego, quel fonzie da quattro copeche su cui le due mosche hanno morbosamente investito tutto quel poco che sono e anche di più, lo rividi già (senza esser visto, ritengo) due o tre anni fa, in pubblico evento: acqua fresca. Era uguale a sempre, il vomito è sempre uguale nel tempo.
Quella volta il Caso volle solo scherzare; questa volta ha fatto un po' più sul serio, ha voluto divertirsi un tantinello, sempre senza soverchio impegno, comunque. Sua Maestà il Caso ha forse voluto assicurarsi di tenere la fiammella accesa dopo tanti anni di assenza di segnali: inutile premura, la mia arde flebile ma sicura e imperitura. Forse ha in serbo nuovi frutti, forse no. Anche se io penso che mi offrirà l'occasione di chiudere il cerchio; starà a me coglierla. Non sarà facile, dovrò essere ricettivo, veloce e cattivo. Garantisco solo l'ultimo punto: anche se la memoria non dimentica, l'età purtroppo avanza.

All'epoca ribattei perfido oltre ogni dire e segnai un punto, notevolissimo. Si impaurì molto e, da natura, rifiutò il confronto. Promisi poi cose che non manterrò, non ritengo doveroso omaggiare la correttezza oltre ogni dire dovendo trattare con scorretti seriali.
Non cercherò l'occasione, no: su questo mantengo fede all'impegno assunto; ma cercherò di cogliere l'assist del Caso allorquando dovesse spuntare luminoso e invitante dal flusso ignoto dell'avvenire: questo sì.



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domenica 17 giugno 2018

Un nuovo giorno

La luce giallognola che infila le mie persiane e ferisce il mio sonno mi sveglia all'alba.
Il peso livido delle nuvole mi preme sulla nuca, la testa leggermente piegata non riesce a star dritta, le tempie sono lì per scoppiare.
Sento l'insopportabile appiccicume del velo afoso che mi imprigiona nella sua ragnatela, sono mosca e lui è ragno.
Lui è il Giorno appena nato, che mi accoglie fra le sue braccia festose di ipocrita speranza.

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sabato 16 giugno 2018

Quanti amici


Questa mattina, spigolando nella posta, i soliti messaggi di persone care che non conosco ma che sembrano sapere tutto di me e si preoccupano per me.

Valentina mi informa che posso guadagnare anche 3000 euro al mese e senza muovermi da casa (dovrò confezionare dosi di droga? o uccidere vittime che loro mi spediranno direttamemte a domicilio?), Giovanni fa lo sborone e ne propone invece 3800 e sempre da casa (devono aver saputo che amo muovermi solo dal divano al cesso, altrimenti non si spiega come mai nessuno mi proponga qualcosa anche in un ufficio sotto casa), una tale Giada ci tiene a raccontarmi cosa le è successo ieri (poichè non ci siamo conosciuti, temo nulla di meraviglioso, baby), una certa Dr.ssa Laura T. è sicura di potermi garantire erezioni spettacolari (aspetto parametri più precisi per valutare), Luca si fa avanti perchè vorrebbe poter valutare la mia auto usata, Monia e un cognome straniero propongono strane pillolette magiche (sono già abbastanza impasticcato, sorry), una fantomatica IBL Banca mi chiede cortesemente se ho bisogno di un "piccolo" prestito (braccino corto eh?), Valentina B. si limita a mettere un bel "salve!:-)" nell'oggetto, Jessica ha perso 9 chili in una settimana e pare ne vada fiera (odio i tipi distratti), AppDocce mi parla di come trasformare la mia vasca in doccia, Alessia B titola "Dimmi una cosa..." (eh eh... sporcacciona!), una donna di cui faccio solo il cognome (Zazza) mi propone così, senza preavviso, energia sessuale senza limiti (vi giuro, Zazza e non Zozza), Eleonora chiede se la posso chiamare ("Chiamami...") e Elisa, infine, pare avermi allegato un video (uh uh) e mi raccomanda di guardarlo da solo, presumo voglia dire senza moglie intorno (si fa interessante).
Solo per dovere di cronaca eh. E perchè non si dica che non ho amici premurosi.

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mercoledì 23 maggio 2018

Dogman, di Matteo Garrone


Un film che fa star male. Non per la violenza, che c'e'. Ma perchè è dolorosamente e irrimediabilmente cupo, claustrofobico, senza speranza, senza una luce (forse la piccola figlia, ma una luce triste). Luoghi e anime desolati e desolanti, gli uni lo specchio delle altre. Periferia degradata, cemento, enormi pozzanghere e fango, pioggia e ancora pioggia, un cielo livido che illumina le cose del mondo di riflessi color piombo. Vite trascinate, sfigurate, buttate. Anime perse. Un malinteso senso dell'amicizia, un destino scritto, una cieca volontà di rovinarsi. Nella penombra si brancola. Non so se consigliarvelo, fa venir voglia di ammazzarsi, lì per lì.
Ma è grande cinema.
Da Oscar sparato, secondo me.


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martedì 22 maggio 2018

Le critiche di chi ha paura

Le critiche al governo M5S-Lega (quale governo? non esiste, eppure leggo critiche da venti giorni, e spesso da parte di chi per decenni ha governato così male che dovremmo chiedere i danni) rivelano il terrore della Casta che, già in astinenza da potere, teme un possibile governo non omogeneo ai precedenti.

Sebbene ne capisca la ragione, molte di queste critiche sono palesemente stupide. Per esempio quella che recita così: chi criticava premier non eletti o tecnici ora ne propone uno.
C'e' una piccola differenza, ma chi critica un governo non ancora nato in genere non è così fine come il coglierla richiederebbe, ahimè.

Negli anni passati le critiche erano rivolte alla decisione di, caduto un governo, metterne su un altro raffazzonato, non corrispondente alla volontà popolare, anzichè decidere come naturale di andare al voto, tanto più in presenza di un Parlamento che, delegittimato dalla Consulta, avrebbe dovuto sbrigare gli affari correnti e poi sciogliersi e che invece finiva per durare (e governare male, in aggiunta) cinque anni. Questi giochetti sono stati fatti più di una volta: tutto regolare, sia chiaro, ma abbastanza disgustoso. L'errore era quello di non consultare le urne ma costruire governi su misura, o governi comunque fossero, con improbabili alleanze (comunque non frutto di un'espressione popolare o addiritttura contrastanti con essa) con a capo persone spesso senza consenso; o concedere a Papi, in quel famoso dicembre, i mesi necessari per "fare la spesa" in Senato; o ignorare il boom dei 5S nel 2013 (Napolitano disse di conoscere un solo boom, quello economico dei '60) e formare un governo in contrasto con l'esito delle urne o comunque non aderente al più chiaro segnale da esse proveniente. E' tutto questo che si criticava, e a ragione, da più parti, non tanto il fatto che Renzi non fosse deputato o che Monti fosse stato nominato all'uopo senatore.

Poi, tornando all'oggi, c'e' da dire che Conte è sì figura terza, se Matterella lo nominerà, ma in una situazione in cui vi è un contratto (o accordo) e non un'alleanza tra due fazioni (resa obbligata dal comportamento inaccettabile del Pd) e comunque è figura che Di Maio aveva chiaramente previsto nella sua ipotetica squadra di ministri presentata agli elettori prima del voto (altra grande e bella novità targata 5S). Sono differenze notevoli, altro che lievi, a ben vedere.

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venerdì 18 maggio 2018

Furto a scuola (di nuovo)

Detto subito che a te che hai rubato questa notte il portatile (e il tablet, e chissà che altro) alla Scuola dell'Infanzia di Carrara -tu sai quale- auguro che lo stesso ti esploda improvvisamente in faccia provocando (solo a te) ferite non banali, però assolutamente e perfettamente guaribili (...in 250 giorni), faccio una breve riflessione o due.


Rubare è reato. Ma questo non basta. Anche nascondere persone di religione ebraica nel 1943 (e salvarli così dalla morte) era reato, eppure chi l'ha fatto si è dimostrato un vero uomo, sebbene abbia formalmente infranto le leggi dei maiali fascisti (mi scuso coi maiali per averli accostati al fascismo).
E' reato, quindi, ed è giusto che lo sia, ma se hai fame (davvero, eh, non se vuoi le sigarette o altre stupidate, e magari tuo figlio ha fame, più che te) e rubi a chi apparentemente ne ha, e ovviamente senza usare violenza, e quel poco per mangiare (non 3 miliardi), e magari prima di rubare chiedi, non mi sta bene lo stesso, è un'azione riprovevole, ma posso capirlo, umanamente, perchè quando hai un figlio e non hai il pane il mondo lo vedi in maniera diversa. Non posso giustificarlo, non perdonarlo, ma capirlo. Fermo restando che devi comunque essere punito, a meno che non sia giusto la scatoletta di tonno, via! E anche in questo caso, comunque, ti capisco, mi offro di aiutarti, ma se la vittima del furto ti vuole denunciare, può farlo, magari si rivela insensibile ma è nel giusto.
Ma se rubi per altri scopi sei un bastardo. E se rubi a poveri cristi o addirittura a enti assitenziali, scuole, ospedali etc sei un bastardo al cubo.
Da cui il mio augurio di cui sopra.

Ora, so bene che qualche mente fina potrebbe ricavare da questo mio post che 1) rubare si può, ma ai ricchi 2) se hai fame puoi rubare. Che dire? Non ho competenze in psichiatria (vivemdo in questo mondo ho esperienza, ma non competenza), per cui se uno capisce questo, da quel che ho scritto, non posso farci niente: io le scuole dell'obbligo le ho fatte tutte e bene.

Non mi soffermo sul fatto che, a causa dei politici inetti e ladri o tutte e due le cose che ci hanno governato, con rarissime e cortissime e parziali eccezioni, per quattro decenni o più, la situazione attuale è tale per cui le forze dell'ordine non hanno i mezzi per provvedere a tutto e quindi piccoli episodi di delinquenza come questo si ripetono e di fatto restano spessissimo impuniti (e anche la pena che si rischia fa piuttosto ridere). Ma quello, cari miei, dipende da come avete votato per quarant'anni: malissimo.

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giovedì 17 maggio 2018

Roberto Mancini c.t.

Roberto Mancini (Jesi, 1964), dopo anni e anni di delizie e di successi sulla riva a quattro colori del Bisagno, ci ha lasciato in un modo che poteva essere migliore, a voler essere perfezionisti. Forse si era stufato del fatto che, nonostante fosse un numero 10 inarrivabile (dal suo esordio in poi non vedo 10 italiani migliori di lui, al massimo paragonabili), non era mai considerato per il suo giusto valore: e infatti ciò accadde magicamente da quando cominciò a vestire maglie di club più "importanti", grazie al tristemente noto livello dei media italiani.
Al di là di questo, io lo conosco bene. E' stato, lui e altri, parte della mia vita per quindici lunghissimi anni. L'ho visto crescere come calciatore e come uomo. L'ho visto giocare decine e decine di volte, centinaia... Quante emozioni, quante partite, quante avventure. Qualche delusiione, tanti momenti magici, diversi trofei. E l'ho letto e ascoltato per anni, giorno dopo giorno. E quindi non ho dubbi nel dire che si tratta di un uomo di enorme valore: onesto, serio. Un vero uomo.
Come giocatore, ho già detto. Come tecnico ha vinto parecchio. Ma qui mi premeva parlare dell'uomo.
Mancini, poi, è blucerchiato dentro. E' Samp. E' nei nostri cuori in eterno. E pure nella storia di Genova. Lui e i suoi capricci di giovane calciatore. Lui e le sue magie. Lui e i suoi valori cristallini.

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mercoledì 16 maggio 2018

Ma quale record, Allegri?

Allegri afferma che la Juve ha vinto la coppa Italia senza subire gol.
Mi sta bene. Complimenti. Non è facile.
Parla poi di record e fa paragoni con gli anni passati.
E qui non mi sta bene.
Negli ultimi anni la Coppa Italia è cambiata parecchio (in un modo che io ritengo stupido, ma questo adesso non è rilevante).
Allora non puoi fare paragoni fra le diverse edizioni.
La Juve per portarsi a casa la coppa ha affrontato 4 (quattro) squadre. Ha giocato 5 (cinque) partite. No, dico, stiamo scherzando?
Un esempio a caso fra mille, uno che conosco meglio. Nel 1985 la Sampdoria ha vinto la sua prima Coppa Italia. Per farlo ha affrontato 9 squadre (non 4) e ha giocato 13 partite (non 5), e non perchè si era piazzata male in serie A l'anno prima, ma perchè la Coppa aveva ancora una griglia decente, una struttura con un qualche senso, non un tabellone ad uso delle tv e dei club grandi (cosa diversa dai grandi club). Alcune di queste 13 partite sono state giocate in estate a preparazione ancora approssimativa e quindi in una fase dell stagione in cui le differenze tra le squadre forti e quelle meno forti sono minori. Una volta era cosi', prima che snaturassero questa coppa in modo orrido. Adesso chi arriva nei primi otto posti della serie A l'anno prima (è successo pure a noi, ma io resto ovviamente contrario anche quando beneficio di questa formuletta) incontra 4 squadre e si porta a casa il titolo se è bravo, il secondo titolo più importante d'Italia.

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domenica 13 maggio 2018

C'erano giorni in cui Jean era preda di una sottile inquietudine

C'erano giorni in cui Jean era preda di una sottile inquietudine.
Ogni volta non sapeva prevedere quanto a lungo sarebbe durata, e ogni volta era totalmente indifeso e incapace di vincerla. Era una battaglia persa, e rendersene conto presto, quando si manifestava, risparmiava sofferenze ancora maggiori.


Tutto di solito prendeva le mosse da una giornata conclusa male, in maniera nervosa, alla quale seguiva una notte poco tranquilla, un sonno lungo ma disturbato, malato, che non si lasciava finire e che non dava riposo.
E al risveglio questa cappa di piombo a coprire la vita, queste ombre pesanti e semoventi ad oscurare il cielo, questo disagio a paralizzare la voglia di fare, per l'incombente e indistinta minaccia di qualcosa che non avrebbe saputo definire o spiegare ma che gli opprimeva l'anima, lo soffocava come se avesse avuto un groviglio di cotone in gola.
Gli mancava il fiato, tanto aveva la mente oscurata da foschi e indistinti presagi, ma così veri, così forti.

Non era tristezza o male di vivere, anche se di tristezza era venata; non era colpa del tempo, sebbene le previsioni volgessero al brutto. Non era precisa o indiretta conseguenza di qualcosa accaduto il giorno prima, e nemmeno del suo evitabile finale nervoso. Non avrebbe saputo davvero dire da cosa fosse originata, né era mai stato capace di prevederne l'arrivo. Ma, quando arrivava, dominava incontrastata e senza apparente fatica, e non restava che subirne gli effetti, passivamente, soffrendo in silenzio.

Una lieve agonia, sottile e lunga, che sembrava quasi volerti ricordare in maniera cinica e brutale che non avevi il controllo della tua vita, perlomeno non quando venivano a cadere gli artifici e gli stratagemmi che un cervello iperprotettivo si costruiva per rendere sopportabile o addirittura desiderabile il vagare su questo magma indistinto di spazio e tempo che siamo soliti chiamare vita.

Oggi era uno di quei giorni e per Jean, alle tre del pomeriggio, la misura era già colma.

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domenica 6 maggio 2018

Una scatola di biscotti senza biscotti

La democrazia è quella cosa che dovrebbe funzionare così:
- i candidati (meglio se senza problemi con la legge...) partono alla pari, senza conflitto di interessi, illustrano i loro programmi politici e chi prende più voti governa;
- i cittadini sono chiamati ad esprimere la loro opinione ogni volta che serve e la loro opinione è decisiva.
Vi pare democrazia, la nostra?

Da due mesi chi ha preso (molti) più voti degli altri cerca di formare un governo ma nessuno collabora: chi fa promesse che non mantiene, chi rifiuta proprio di sedersi a un tavolo. Eppure, fare trattative post voto, in un sistema proporzionale, non solo è lecito, ma è doveroso e obbligatorio. Non è un inciucio; l'inciucio si ha quando si mettono d'accordo due soggetti in disaccordo su tutto solo per spartirsi le poltrone (e qui invece l'accordo si sarebbe basato su un contratto di cose concrete da fare) o quando le trattative avvengono in modo poco chiaro e segreto (es: patto del Nazareno tra Pd e Fi). A molti manca l'ABC della politica.

Democrazia è il popolo (a cui appartiene la sovranità, ricordiamolo) che decide. In un comune si fa un referendum (online, meglio) su questioni come: con questo denaro costruiamo un asilo o un parco pubblico? E la maggioranza decide come impiegare i soldi pubblici.
Vi pare democrazia, la nostra?

Siamo chiamati alle urne di rado e, quando accade, abbiamo leggi elettorali che ci impediscono di scegliere i nostri rappresentanti, che sono nominati direttamente da quattro o cinque segretari di partito, che non rispondono di quel che fanno a noi cittadini ma ai citati segretari e che possono più volte cambiare casacca a seconda della convenienza.
Spesso quello che decidiamo col voto non trova applicazione: abbiamo premier e governi che non corrispondono a nessuna volontà popolare, abbiamo votato in referendum che sono stati sconfessati da leggi successive.

Ecco perchè quando si presenta alle elezioni una formazione politica di persone giovani, che non hanno mai governato, che non sono responsabili delle nefandezze di questi ultimi decenni, che hanno la fedina penale pulita e che si auto impongono due o tre regolette banali ma clamorose perchè ormai non più osservate da nessuno, moltissimi la votano (e la voterebbero anche più persone, se gli organi di informazione di questo paese fossero neutrali).

Naturalmente chi ha da anni le leve del potere in mano, ed è abituato ad esercitarlo non in nome del popolo sovrano e per il bene del Paese ma per i propri fini e a salvaguardia dei propri interessi, cercherà in tutti i modi di perpetuare lo status quo e di resistere in tutti modi, leciti e no, a questa ondata di rinnovamento.

E' una democrazia svuotata di senso, la nostra; come una scatola di biscotti senza biscotti. I biscotti se li sono mangiati quelli che avrebbero dovuto custodirli e farne buon uso a vantaggio di tutti.

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venerdì 4 maggio 2018

Sulla morte e altre scocciature



Ero un'ora fa nello studio della mia assicuratrice e ne ho approfittato per fare alcune domande su una delle mie polizze in essere; in particolare non ricordavo alcuni dettagli, per esempio se è previsto il pagamento di un risarcimento non solo nel caso di invalidità permanente derivante da infortunio o malattia ma anche nel caso di morte derivante da infortunio... e quindi giocoforza, come spesso mi accade in quelle circostanze, ho cominciato a parlare diffusamente e a fare varie ipotesi in merito a eventuali miei infortuni e/o morti, con la stessa naturalezza con la quale posso parlare dell'ultima giornata di campionato o dei programmi per il prossimo weekend. E non crediate che si tratti di una disinvoltura recitata e quindi finta; si tratta di una disinvoltura estremamente naturale, anche se non nego di giocare un po' su questa mia specifica, e tanto più quanto più mi accorgo di ingenerare imbarazzo o sconcerto nella persona alla quale sto parlando. Non tutti del resto sono così abituati come un assicuratore a parlare tutto il giorno di temi simili e anche alcuni assicuratori (devo dire che anche la mia non è esente) non riescono comunque a dissimulare del tutto lo sconcerto.

La mia naturalezza nel parlare di certi temi deriva, oltre che da un talento naturale sul quale per modestia non ritengo opportuno dilungarmi, anche dalla logica, banale e penso alla portata di tutti considerazione, in effetti suffragata dai fatti e anche dalla testimonianza di altri operatori del settore, secondo la quale, sebbene pochi siano così disinvolti come me nel parlare della propria morte, tuttavia sia quasi scientifico affermare che il parlare della propria morte non incrementa di un singolo spillo percentuale la probabilità che essa si possa verificare.
D'altra parte se vai da un assicuratore e decidi di stipulare un contratto di tale natura è evidente che devi affrontare l'argomento e sviscerarne anche gli aspetti più intimi. In pratica non sono superstizioso o, meglio, al di là di piccoli tic che occasionalmente posso avere anch'io, sicuramente non soffro di superstizione. Cioè, non è che la morte non mi faccia paura... parafrasando un noto autore potrei dire che semplicemente non vorrei esserci quando accadrà; facendo sfoggio di maggiore originalità direi che mi disturba alquanto l'idea di crepare, più che farmi paura... Insomma, mi scoccerebbe un po' morire, se devo dirla tutta. Ritengo che potrebbe rivelarsi una gran seccatura.

In ogni caso ho anche precisato alla mia stimata assicuratrice che è normale parlare di queste cose nel momento in cui si viene a stipulare un contratto di questo tipo o a chiedere informazioni su di esso: uno stipula un contratto di questo tipo proprio per cautelare se stesso o più frequentemente altre persone dal verificarsi di un determinato evento e, quindi, è evidente che deve sapere cosa sta firmando o cosa ha firmato e deve capire se quello che sta per ottenere è in linea con quello che desidera ottenere.

Alla fine, dopo un tre o quattro minuti di discorsi di questo tipo, di mie domande , di risposte della mia interlocutrice e di mie ulteriori domande, presumo alla presenza silenziosa di una persona che era nell'ufficio accanto (mi pare di averla intuita), non so se cliente o collega, e che non si è mai mostrata ma che si deve essere divertita parecchio, ho concluso dicendo che comunque potevo sicuramente essere ritenuto un buon cliente dalla compagnia assicuratrice in quanto non faccio incidenti con l'auto da decenni e non sono mai morto...

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mercoledì 2 maggio 2018

Situazione intricata, analisi semplice

C'e' una forza politica che, pur essendo da 5 anni la prima per voti ricevuti, non trova il modo di governare o co-governare. Sono i 5 Stelle.
La spiegazione è semplice, al di là delle pompose e farlocche analisi dei grandi editorialisti.

I due blocchi di potere principali (Berlusconi e Renzi, per brevità) da 5 anni collaborano ottimamente per raggiungere questo scopo e sono a capo di due formazioni ormai davvero ben poco distinguibili. Hanno governato insieme, hanno reciprocamente chiuso un occhio sulle numerose nefandezze compiute, hanno stretto patti sudici e segreti ("Nazareno"), hanno fatto strame dei diritti dei lavoratori, hanno fatto riforme elettorali e costituzionali pessime e pericolose (per fortuna bocciate, dal popolo o dalla Consulta)., hanno costruito a tavolino e imposto con otto voti di fiducia, e alla viglia delle elezioni, una legge elettorale pessima, incostituzionale e studiata scientificamente per danneggiare i 5 Stelle (e che se non li ha danneggiati è solo perchè è mancata la materia prima, i voti al PD e a FI..., ma ha garantito la voluta ingovernabilità -se non gioco io, non gioca nessuno) e, adesso, fanno ciascuno la propria parte per impedire la formazione di un governo che veda coinvolti i 5 Stelle, Berlusconi tenendo in pugno Salvini (con la intuibile minaccia delle giunte del Nord e con altri inconfessabili segreti), Renzi grazie alla feldeltà dei parlamentari che si è nominato da solo sputando sullo Statuto del suo stesso partito.

Come vedete, la complessa situazione politica attuale tanto complessa non è.

Adesso, se il Pd, dopo l'atteggiamento eversivo definito aventiniano dai giornaloni, non riuscirà nei prossimi giorni a riacquistare dignità e a porre come obiettivo principale della sua azione il bene del Paese, liberandosi di un finto dimissionario che ancora dirige il partito, le strade saranno due: intesa Pd-Centrodestra (del resto, il Pd attua da anni politiche di destra) o nuove elezioni. Al momento sembra impossibile che il Pd riesca ad abbandonare l'infantilismo di una classe dirigente pessima, incapace di riconoscere i propri errori e di prenderne atto lasciando libero il campo.

Nel primo caso (Pd-Centrodestra) sarà interessante vedere cosa combineranno, con una opposizione oceanica e compatta come quella pentastellata, e quanti altri elettori perderà il Pd per il fatto di mettersi a governare con Salvini, senza contare che nemmeno a Salvini porterà bene in termini elettoriali inciuciare con l'odiato Renzi.  Nel secondo caso, sia che si mantenga il risibile Rosatellum sia che si adotti una qualsiasi altra legge, i risultati delle urne saranno pressapoco quelli di oggi (5 Stelle in aumento o più o meno stabili, Salvini idem, Pd in discesa, Berlusconi poco distante da quanto vale oggi) e quindi si porrà tra pochi mesi l'esatta situazione intricata di oggi. Ergo, votare di nuovo non risolverà nulla: brucerà un sacco di soldi e posticiperà l'esigenza di affrontare i problemi.

Vi dicono che serve un governo in tempi brevi. Non credete a queste fandonie. Serve un buon governo.

La causa di questo stallo, lo ripeto, è la strategia perseguita da Renzi e da Berlusconi, che, come dire, non hanno fra i loro pensieri l'interesse del Paese. In una democrazia parlamentare con legge elettorale proporzionale tutti i partiti hanno l'obbligo morale di collaborare al fine di trovare un'intesa e dare un buon governo al Paese; chi si rifiuta pregiudizialmente di confrontarsi con chicchessia o chi persegue scopi personali mette in atto una condotta, di fatto, eversiva.


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martedì 1 maggio 2018

Napoli e Juve: una riflessione serena

La Juventus è più forte del Napoli, non vi sono dubbi, e in questo mio giudizio includo ovviamente l'aspetto tecnico, quello tattico, quello organizzativo e gestionale, la mentalità e l'abitudine a vincere, la compattezza del gruppo e la capacità di mantenere alta la concentrazione.

Il Napoli gioca meglio della Juventus. A tratti, molto meglio. Esprime un calcio più spettacolare, più scintillante, più divertente, più gioioso. Ha una maggiore identità di gioco.

La Juventus ha generalmente un atteggiamento arrogante e strafottente, fuori e dentro al campo e non brilla certo per sportività e modestia.

Il Napoli, ad eccezione di certe insensate e per fortuna rare ruvidezze di Sarri e di occasionali cadute di stile di De Laurentiis (che tuttavia non dispone dell'immenso potere di Agnelli) non ha questo atteggiamento.

Al di là di tutto la Juventus sta vincendo il suo ennesimo scudetto perché è più forte di tutti, in Italia, ed è più forte di tutti anche e soprattutto perché ha più denaro da investire di tutti, inutile negare l'evidenza. Con il budget del Chievo sarebbe esattamente dove staziona mediamente il Chievo o, al massimo, 10/15 punti più su. Vince più di tutti anche per il suo strapotere politico e mediatico e per il controllo globale e capillare che esercita sul calciomercato: sono evidenze innegabili.

Detto questo, e dati dunque alla Juve i grandi meriti che sicuramente le vanno riconosciuti. non posso non rilevare come si verifichino ogni anno, in numerosissime occasioni, episodi ed arbitraggi che lasciano davvero sconcertati e che, in un eccesso di ottimismo, possiamo definire incomprensibili per la scarsissima qualità dei direttori di gara che testimonierebbero; se poi abbandoniamo l'ottimismo è evidente che ricadiamo in ipotesi molto meno serene e molto più fosche, che richiamano sinistramente episodi orribili che hanno macchiato la storia recente del calcio italiano.

E in ogni caso è evidente che non si può andare avanti così, anche perché, sebbene la Juventus sia la squadra globalmente più forte, fino a ieri sera era appena un punto sopra la seconda classificata: quindi è evidente che sbavature anche minime nelle direzioni di gara, anche senza ipotizzare che esse non siano casuali, se ripetute e per certi versi inspiegabili sono assolutamente inaccettabili e sono perfettamente in grado di falsare l'esito di un campionato.

Urgono quindi interventi urgenti e strutturali che mirino ad incrementare la qualità (e l'indipendenza?) delle direzioni di gara, al fine di ridare credibilità al calcio italiano. La Var è un ottimo strumento ma, se gestito da vecchi sistemi di potere o con vecchie logiche, non è in grado di risolvere i problemi da me accennati: serve solo ad evitare errori casuali non voluti, mentre condizionamenti, conflitti di interesse o dinamiche peggiori la faranno sempre da padroni

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lunedì 30 aprile 2018

Mattarella chiede a Fico di sondare la disponibilità delle Winx

(E poi, come le incartate le uova?)

Leggi la carta straccia che nelle edicole vendono ben ripiegata e impilata con cura (d'ora in poi per brevità definita "quotidiani") e pensi: come devono essere imbecilli gli elettori del Movimento!
Se Di Maio cerca alleanze con la Lega, si rivoltano: non votiamo più i 5 Stelle, etc.
Se Di Maio cerca alleanze con il Pd, si rivoltano: non votiamo più i 5 Stelle, etc.
Se Di Maio cerca appoggi esterni dal Delinquente, si rivoltano: mai con Papi, facciamo la rivolta, etc.
Se Di Maio non riesce a trovare chi ci sta, è un incapace.
Se ci riesce, ha tradito il Movimento.

Ora, a parte Papi che, in effetti, in quanto delinquente naturale, pregiudicato, pluriprescritto, ancora coinvolto in diversi processi, incandidabile, è irragionevole anche solo prendere in considerazione, l'elettore medio 5 Stelle (come è dipinto dai quotidiani servi di regime) mi dovrebbe spiegare con chi dovrebbe cercare convergenze Di Maio, avendo il 32 e non il 51% ed essendo questa legge elettorale proporzionale e questo Stato una repubblica democratica parlamentare. Con Potere al Popolo? Magari, dico io, ma hanno numeri troppo bassi. Con LeU? Ok, ma anche qui numeri bassini e comunque una certa aria di Pd di riserva, tranne Civati e Grasso e pochi altri. Con i Barbapapà? Con le Winx?

E' evidente che l'elettore 5 Stelle è molto più intelligente di come viene dipinto dalla carta straccia inchiostrata di cui sopra. Ed è altrettanto evidente che in quel 32 per cento c'e' un certo numero di elettori che al prossimo giro cambieranno idea per un nonnulla, o che hanno votato Movimento solo perché schifano Renzi e se costui se ne va (davvero) magari rivotano Pd, etc... ma è una cosa che accade da sempre, anche nel 18 del Pd ci sono alcuni pavidi che han votato turandosi il naso e la bocca e anche negli anni passati c'era chi votava DC per non irritare Dio.

Quindi, a parte l'appoggio esterno del Mubarak, che mi pare una bestemmia, cercare alleanze con la Lega razzista di Salvini (che però non può smarcarsi dall'Utilizzatore finale) o col Pd simil ForzaItalia di Martina in cui ancora spadroneggia il finto dimissionario di Rignano è un dovere, prima ancora che una tattica legittima, giusta e... senza alternative.

Un giornale a settimana compratelo, in ogni caso: serve ad incartare le uova o a sopperire ad improvvise carenze di rotoli di carta da bagno.

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