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giovedì 9 aprile 2020

I più devoti

ALLA FINE I PIÙ DEVOTI sono i più disperati.
Chi non cerca la spiegazione di tutto e quindi di niente in una confessione religiosa è uno che ancora ci sta dentro, tutto sommato: con le sue difficoltà e incertezze, certo, ma anche con la capacità di andare avanti mantenendo i dubbi e le paure.
Chi si affida alle braccia di un Dio consolatore costruito su misura ha raggiunto un livello tale di disperazione da dover affidarsi a qualcosa di più grande e di apparentemente risolutivo.
Non sono individui da biasimare. Forse, da invidiare.

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Exit strategy

Fra pochi giorni “stare a casa” non potrà più essere la risposta unica.
Il Governo lo sa.
Senza vaccino, rischieremo sempre, tutti i giorni.
Quindi occorre cominciare a pensare a una strategia di uscita che consenta di minimizzare il rischio nei prossimi mesi.
E’ evidente che non si può restare fermi ancora molto a lungo.
Io personalmente aspetterei ancora il 20, tuttavia.
Ma poi è ovvio che, se continua così, stare a casa non potrà essere la sola strategia.
Per le scuole io la vedo così: non riaprirle più. Troppo rischio, pochi vantaggi (a differenza delle attività economiche). Chi ha l’esame: riaprire solo per l’esame (semplificato) a giugno inoltrato, o farlo online.
Sport vari: chiudere i tornei così, congelando.
Europeisti calcio: li hanno già spostati al 2021 (dopo discorsi allucinanti solo un mese fa).
Mascherine, distanza di 2-3 mt, concerti e manifestazioni ancora bloccati per un bel po’, e tanto culo.


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lunedì 6 aprile 2020

Gli ultimi son sempre più ultimi

UN PENSIERO A TUTTI QUELLI CHE campano (campavano):
vendendo fazzoletti di carta, accendini, calze e braccialetti;
chiedendo l’elemosina;
svolgendo lavoretti mal pagati in nero;
e che a volte non hanno nemmeno un tetto sotto il quale vivere questa orrida quarantena;
e che, ignorati sempre da tutti, ancor più oggi sono invisibili e saranno ignorati o quasi, come e più di noi fortunati, qualora dovessero avere problemi sanitari extra Covid-19.
#coronadays

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Inutile illudersi

INUTILE ILLUDERSI, non penso che ad uscire fra un mese si rischierà personalmente molto meno di quanto si rischi oggi.
Dovremo sempre fare code, avere la mascherina, evitare gli altri come appestati.
Fare la spesa resterà un’attività per gente tosta.
Dovremo evitare per prudenza stadi, teatri, manifestazioni, assemblee, feste, discoteche, spiagge. Si salveranno solo cinema, ristoranti e bar, mi sa, ma con le giuste distanze fra i clienti.
Molti non avranno più un lavoro e si aggiungeranno ai numerosi disoccupati di prima. Occorrerà pensare a qualcosa di molto più efficace del pur ottimo RDC, perché i posti di lavoro, ammesso di saperli creare, richiedono comunque anni prima di potersi appalesare.
Fino a quando non salterà fuori un vaccino (6 mesi se volete fare gli ottimisti, 10-12 i realisti, 18 i catastrofici) saremo sempre a rischio di impennate di ritorno della curva epidemica o di ammalarci. E, debellata questa, un’altra pandemia non tarderà, chi sa parla di 7-10 anni.
La Sanità italiana ha dimostrato quanto vale sul campo, dopo tanti discorsi sulla carta. E’ ottima quanto a professionalità e abnegazione, appena decente quanto a strutture, organizzazione, lungimiranza, preparazione a grandi emergenze, protocolli. Abbastanza scandalosa per uno dei Paesi più industrializzati, progrediti e ricchi del mondo. Il fatto che sia comunque migliore di quella di molti Paesi insospettabili ce l’ha fatta sempre sovrastimare. Messa alla prova con una pandemia, ha mostrato lacune pazzesche figlie di decenni di politica scellerata e corrotta.
E non penso che le cose cambieranno, soprattutto se fra pochi anni torneranno al potere i soliti figuri che hanno sbranato questo povero Paese.
Quindi, appena gli esperti lo riterranno opportuno, sarà comunque meglio ricominciare a vivere, mantenendo il distanziamento sociale: non sarà possibile, infatti, ricominciare a rischio zero, perché una situazione di rischio zero senza vaccino non si avrà mai, né a maggio né a luglio.
Questo non è allarmismo, è realismo.
Allarmismo è descrivere nei dettagli cosa prova uno che disperatamente lotta col Coronavirus, o come si muore da cani in casa senza aver avuto nemmeno un tampone dopo giorni di febbre altissima, o affermare che moriranno milioni di persone o che basta respirare per beccarlo.
#coronadays

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domenica 5 aprile 2020

Lo so, magnerò tranquillo



A che punto siamo sul discorso
-ASSORBENTI GRATIS alle donne post menarca e ante fine dei giochi 🙂 (per evitare abusi e furbette della rivendita, diciamo 250 pezzi / anno)
-Profilattici a costo politico (0,30 cad) e gratis nelle scuole superiori e nelle università
-Parcheggi degli ospedali gratis per i visitatori (diciamo 1h) e per i parenti che assistono (senza limite), questi ultimi muniti di tagliandino assegnato al momento del ricovero (max 3 tagliandi)
-Parcheggio gratis al pronto soccorso per chi accompagna un malato (tagliando assegnato al momento dell’accettazione) senza l’incubo di non saper dove lasciare l’auto e dilemma se beccarsi la multa o assistere l’infermo
-Tassa patrimoniale
-Obbligo per la Chiesa Cattiolica di pagare IMU su locali in cui fa profitto, arretrati inclusi?
-Destinazione 8 per mille e 5 per mille all’emergenza sanitaria, per il 2020?
-Taglio epocale delle spese militari
-Taglio secco per tav, ponti-sugli-stretti, etc?
?
Fatemi sapere, eh.
Lo so, magnerò tranquillo.


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venerdì 3 aprile 2020

Qualcosa funziona?

Tralasciando il fatto che molte cose funzionano a cane già in tempi normali (per esempio Internet, lento in generale e ancora oggetto misterioso in molti paesini), adesso che siamo tutti a casa e in fase di emergenza acuta, non c’e’ una cosa che funzioni bene, o quasi (I media per esempio vanno alla grande, il loro potente spargipanico e il loro versatile spalmacacca funzionano a pieni giri).

Ora, a funzionare bene quando tutto è calmo e bello son bravo anch’io, modestamente. E’ funzionare bene (o benino, o secondo standard accettabili) quando c’e’ crisi che ti dà la patente di servizio efficiente. Dicendola in altre parole, il buon marinaio si vede quando il mare è in tempesta.

La spesa online. Si va da un “zona non servita” a un “n.d.”. Quei pochi che lo fanno consegnano in 4-5 giorni... e spesso manca pure qualche prodotto, depennato all’ultimo perché non disponibile (e certo, se io ordino il 3 e il latte c’e’ e tu mi prepari il pacco il 7 ci sta che sia finito).
Mauro, cosa pretendi? Che consegnino la spesa in 1 giorno quando tutto va bene, e in 1 giorno quando tutto va male?
No. Ma da 1 a 5-6 direi che ce ne passa, se le consegne riguardano comunque un territorio di non molti km.
Poi dicono di andare al super una volta al mese.
Come no. Tutti hanno l’auto, tutti sono giovani, sani e forti, tutti hanno disponibilità di 300 euro sull’unghia.
Se ci fosse un servizio online a 3 giorni MAX, io lo userei. E altri pure. Non tutti, certo, ma i super sarebbero un po’ meno presi d’assalto.

Che dire poi di tutto il resto? Pandemia, ok. (E impreparazione vogliamo dirlo?) Ma qualsiasi altra cosa è stata mandata a putt*ne. Prega il tuo Dio di non romperti un braccio o di non aver bisogno di qualcosa o qualcuno in maniera urgente, perché oggi come oggi sarebbe quasi come beccare ‘sta merdaccia di virus che si ciba dei nostri polmoni.

Tutto non funziona più. Come mai? Ma per permettere all’Anti-Covid19 di funzionare alla grande. Ok, ragionevole. E l’Anti-Covid19 funziona alla grande? No, eh...

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Haterini da terrazzo e delatori da spiocino

Quelli che:
se vedono uno, da solo, camminare, magari pure con la mascherina, e nemmeno sanno dove sta andando e perché,
o se vedono un vecchietto sparuto e triste col suo cagnetto rachitico che allunga un po’ il giretto della disperazione prima di tornare solo come un cane (appunto) fra le sue quattro mura,
o se vedono una mamma col figlioletto che rivede il sole dopo un mese,
e si tratta sempre di persone che non hanno altri esseri umani nel raggio di 932 metri;
rosicano, borbottano, smaniano, fremono, sussultano, odiano , urlano, denunciano, stigmatizzano, postano, twittano, whatsappano, messengerizzano, girano un video, sbavano, schiumano e secernono bile in flaconi da un litro, esattamente che problemi hanno fra demenza conclamata, idiozia genetica e stupidaggine acuta?
#coronadays

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mercoledì 1 aprile 2020

Un buon Premier


Mi sento rappresentato bene da questo Premier.
Nemmeno ricordo da quanti decenni ciò non accadeva.
E penso che rappresenti nel mondo il nostro Paese in modo serio e nobile.
Sono contento di poter confermare nell’aprile del 2020 il giudizio positivo che di lui diedi nel settembre 2018, dopo averlo visto operare per soli tre mesi.
Ne apprezzo chiarezza, padronanza, correttezza, disponibilità, stile, dialettica, trasparenza, dedizione, rispetto del ruolo, della Costituzione e degli avversari politici. E’ perfettamente in grado, insomma, di reggere il timone.
Errare humanum est, ma quando non vi è malafede anzi grande senso del dovere, quando non vi è cialtronaggine anzi maestria e capacità, si accetta tutto, perché tutto viene fatto in buona fede per il bene del Paese e non per meschini interessi personali.

La sua intervista di stasera a Accordi & Disaccordi, sul Nove.
https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/videos/224226221990561/

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Sarò breve

Sarò breve.
1) Parole da schifoso OMOFOBO.
Provo pena per la tua lingua, costretta a servire neuroni bacati.
—-
Il Dio cattolico è un’invenzione dei parrucconi cattolici, non esiste. Tutte queste baggianate, tutte queste affermazioni criminali, sono invenzioni che nelle parole di Gesù (personaggio storico reale) non trovi nemmeno a cercarle col lanternino. Se esistesse un Dio così, omofobo etc, mi interesserebbe come le previsioni del tempo di sei anni fa.————
Perché l’arcicoso non viene perseguito penalmente?
E dare spazio a queste farneticazioni è orrido.

https://www.corrispondenzaromana.it/il-coronavirus-e-la-mano-di-dio-intervista-allarcivescovo-carlo-maria-vigano/

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Frasi ( parole) che mi hanno rigato l’apparato riproduttivo


(Selezione)
(Potete aggiungerne)
(Nota: alcune hanno anche un senso, qui si contesta il fatto che mi sono rotto le balle a sentirle ripetere ad ogni ora, non che siano idiote -molte lo sono; alcune hanno solo il torto di essere usate a sproposito, o di essere insopportabili in sé, figurati se ripetute a mo’ di mantra)

-Le misure saranno prorogate fino al 12 aprile, al 18 aprile, al 4 maggio, all’estate, a Halloween, a Natale, al 2023.
-Dopo, niente sarà più come prima (La politica sì)
-Ne usciremo migliori (Questa la adoro, basta crederci. Saremo sfibrati, impauriti, disoccupati, asociali, obesi, diffidenti, incarogniti. Come prima, insomma).
-La Natura si sta riprendendo i suoi spazi (Si tenga pronta).
-Non è certo adesso il momento abbassare la guardia e allentare le misure (taci, il nemico ci ascolta)
-Il picco ci sarà tra 7-10 giorni (Evergreen, va sempre bene)
-Si potrà passeggiare col proprio figlio nei pressi di casa (Definire “nei pressi”)
-Il Governo sta facendo gravi errori (ma se non piove!)
-Quasi nessuno rispetta le regole sugli spostamenti (il 95%)
-Quando esce la nuova autocertificazione?
-Appena parla Conte accendo la stampante
-Avanti così e dovrò uscire per acquistare un toner
-E’ un complotto della lobby delle cartucce per stampanti
-Stiamo facendo i tamponi a tutti (nemmeno a chi ha polmonite e 39,5, spesso)
-Il vino non è un bene essenziale (nemmeno il vibratore?)
-Le risposte degli esperti (spesso esperti di niente)
-Sì ma la Spagnola (ma quale? Ah, ok...), sì ma la peste, e Camus, Manzoni e Vattelapesca.
-Positivo il Tal dei Tali (vip): sta bene, in isolamento a casa. (Insomma, zero sintomi ma tampone immediato, siccome ha presenze in seria A o in TV)
-L’imprenditore che avrebbe potuto rifornirci per tempo di milioni di ventilatori/mascherine/tamponi e reagenti (barrare a scelta)
-Come ho sconfitto il virus
-Il numero di positivi è dieci volte superiore (mi voglio rovinare)
-Le polmoniti giravano già in ottobre in Italia
-Alimentazione: cosa mangiare in quarantena senza ingrassare (la bile)
-A Luglio sarà boom di divorzi
-A Natale sarà boom di nascite (insomma, appena nati hanno avranno già i genitori separati)
-Per il vaccino ci vorranno almeno 18 mesi (dirlo facendo la faccia seria)
-Scoperto un nuovo farmaco miracoloso contro il coronavirus in X (citare Paese estero a scelta tra quelli affidabili, per esempio Olanda o Usa)
-Ma sarà disponibile solo tra 6 mesi (che culo)
-Clicca qui per scaricare l’autocertificazione (ma quale?)
-Cento giochi da fare in casa
-Non siamo bloccati in casa, siamo al sicuro in casa
-La passeggiata si può rimandare, la spesa no( sono a dieta, posso fare un giretto?)
-State a casa
-C’e’ ancora troppa gente in giro (hater da terrazzo)
-E’ solo un raffreddore (facilone)
-E’ come la Spagnola, farà milioni di morti (allarmista)
-Non sterminerà l’Umanità (che culo)
-L’inquinamento è ai minimi (grazie al caz...)
-I genitori hanno scoperto di avere un figlio (LOL)
-Il Tale disse in data X che si sarebbe dovuto chiudere/aprire tutto (barrare a scelta)
-Il virus uccide solo gli anziani con patologie
-Il virus uccide tutti
-Dio ci ama (pensa se gli stavamo sulle balle:-)
-In molte persone provoca solo sintomi banali
-Se hai un fisico sano non hai granché da temere
-Può seccarti anche se sei giovane e sano
-Il virus risparmia le donne
-La mascherina chirurgica può essere utile
-La mascherina chirurgica è inutile
-E’ colpa dell’Uomo
-E’ colpa dei gay
-E’ una lezione della Natura
-Mantenete la distanza di 1 metro
-Mantenete la distanza di 3 metri (pare assodato che 2 metri non vanno bene)
-In Cina le misure hanno funzionato perché sono una dittatura e sparano a vista contro chi esce di casa
-I cinesi mangiano i topi vivi e si lavano poco (vedi che qualche punto in comune coi nostri amici cinesi lo abbiamo, dopotutto?)
-Lavatevi bene le mani
-Non datevi la mano (per alcuni: non datevi una mano)
-Non andate alle Poste se non avete problemi impellenti (hanno un bagno confortevole?)
-Aumentate le vendite di carne in scatola, alcol, pasta, latte, uova.
-Perché non posso comprare un quaderno a mio figlio al supermercato? (D’improvviso si scoprì studioso)
-Perché i Tabacchi sono aperti?
-Perché le librerie sono chiuse? (Da dove veniamo, chi siamo e dove stiamo andando?)
-E’ colpa del Governo cinese/dei migranti/Della Germania/dei cinesi mangiatopi/dei pipistrelli/della globalizzazione/dei laboratori di Wuhan/dei soldati americani/di chi non ha messo in quarantena i cinesi rientrati in Italia/dei comunisti/dei grillini/di Rocco Casalino/di Di Maio/di Conte/di Prodi/di Annibale/
-Come combattere l’ansia (a leggere questo titolo già mi sale)
-Lo Smartworking (lavorare in mutande facendo mille pause)
-La Didattica Online (questa incredibile scoperta)
-Internet quasi al collasso (strano, eh?)
-Come faremo con la Maturità?
-6 politico a tutti (Calma...)
-Come assegniamo lo scudetto? (Estrazioni del Lotto?)
-Gli effetti delle misure restrittive si vedranno tra non meno di 14 giorni (calcare la voce su “almeno” e dire il tutto con malcelato senso di superiorità)
-Dire di qualsiasi dato che è inaffidabile
-La curva dei decessi non deve impressionare, si riferisce ai contagi di 25 giorni fa (ai morti lo dici tu, di stare sereni?)
-E’ morto per o con il coronavirus? (o Di Con Su Per Tra Fra?)
-Cosa dice Gismondo? E Burioni? E cosa risponde Lopalco? E Rezza? Come Galli? Che ha detto Ricciardi?
-Le case per anziani sono dei veri e propri focolai
-Le ambulanze non accendono nemmeno più le sirene
-Ha colpito il Nord perché è più inquinato
-Ha colpito il Nord perché è più produttivo
-Chiudiamo tutto
-X non si ferma, laddove X è metropoli a caso
-Riapriamo tutto a Pasqua
-Ripariamo con gradualità
-Non se ne parla fino a maggio
-Il Governo teme le festività del 25 e del 1° maggio (un decreto per abolirle?)
-Immunità di gregge (pecoroni siam sempre stati, basta leggere i sondaggi elettorali)
-Ce la faremo
-Andrà tutto bene (benino, dai)
-L’Italia vincerà la battaglia (spezzeremo le reni)
-Supereremo anche questa (cavolo, abbiamo vinto 4 Mondiali)
-Asintomatico
-Virologo, Infettivologo
-Zona Rossa e Zona Arancione
-Lockdown e Lockdown 2
-Pandemia, epidemia (e mammamia)
-Coronavirus, Covid-19, Sars-Cov2
-Terapia intensiva, intubato, ventilatore, casco, contagiato, positivo, negativo, tampone, reagente, virus, zoonosi, test, Governatore, polmonite, influenza, raffreddore, contagio, peste, app, celle telefoniche, privacy, gps, comprovate esigenze lavorative, domicilio, situazione di necessità, Amazon, runner, jogging, cane a pisciare, spazzatura, mascherina, quarantena, isolamento, online, videochiamata, curva esponenziale, trend, spread, Mes, Coronabond, Ue, Trump, Johnson, Bolsonaro, Orban, Renzi, Salvini, Bertolaso, Fontana, Gallera, Zaia, Sgarbi, D’Urso, Giletti, Cairo, La7, Feltri, Sallusti, Belpietro, Draghi, Governissimo, Elezioni, Decreto, domiciliari.


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lunedì 30 marzo 2020

Occhi piccoli e cattivi



Avete notato i ricchi?

Sì, insomma, non parlo dei magnati. Parlo di chi sta bene, di chi non ha quelle economiche fra le sue preoccupazioni quotidiane. Di chi non fatica ad arrivare a fine mese e per i 18 anni del figlio scuce il macchinone nuovo di pacca senza pensarci due volte. Di chi non va tutte le mattine al lavoro, stipato nella metro, e rischia la salute e la vita per un tozzo di pane. Di chi non ha il banchetto al mercato e tutte le mattine allestisce e tutti i pomeriggi carica tutto nel furgone e riparte. Di chi è costretto a lavorare in nero, o distante da casa, o senza le minime condizioni di sicurezza, o sotto ricatto. Non parlo di questi, ma degli altri.
Di quelli che un sabato sera spendono quanto un poveraccio spende tutto il mese per la spesa. Di quelli che non pagano le tasse e hanno residenze fittizie o benefici illegittimi. Di quelli che buttano il denaro nel cesso e ciò nonostante si lamentano sempre.

Ebbene, hanno paura di beccare il virus.
E’ naturale.
Tutti abbiamo paura. E, se ci prende, abbiamo paura che degeneri, e che nessuno ci ricoveri, che nessuno ci salvi e che una morte orribile ci aspetti (morire soffocati è brutto).
Ma, ripeto, è naturale che sia così.
A meno che tu non sia miliardario o vip (e magari ti compri un ventilatore polmonare), ricco o povero rischi allo stesso modo: i soldi in quei frangenti contano poco, per contare devono essere davvero tanti. E anche se tanti potrebbero comunque non salvarti la pellaccia.

Ma al di là del rischio, in questa fase di attesa e di angoscia non soffrono più di tanto.
Sono costretti ai domiciliari in case confortevoli e ampie, quando non lussuose, con giardini e piscine. Non in appartamenti di 50 metri quadri con moglie e figli, a volte pure con parenti, in locali magari fatiscenti, in quartieri magari malfamati, in città magari pregne di veleni.
Possono ordinare beni senza limiti, avendo ampie disponibilità. Non hanno il conto corrente al limite o prepagate con su 100 euro.
Non rischiano di perdere il lavoro alla fine dell’emergenza o di rimanere a corto di liquidità (insomma, i soldi per fare la spesa).

Nonostante le circostanze della vita, le più varie, abbiano loro permesso di trovarsi in questa posizione privilegiata, della quale spesso nemmeno hanno contezza, i ricchi si chiudono in loro stessi. Non aiutano. Non donano. Lo fanno gli straricchi, a volte (di rado) ma molto spesso più per calcolo che per slancio. Loro, i ricchi di cui parliamo adesso, no.

Chi ha poco, spesso è generoso e empatico: le sofferenze provate sulla pelle ti fanno sentire quelle degli altri come se fossero le tue.
Chi ha tanto, è egoista e ti guarda con occhi piccoli e cattivi. Ha paura di perdere quello che ha, non solo la salute. Spesso sa di non averlo neppure meritato: sono i più cattivi e insensibili.

Certo, non vale per tutti: le generalizzazioni sono stupide.
Ma chi nella vita accumula e non condivide, chi sfrutta il lavoro altrui, chi vive di rendita senza muovere un dito, chi è abituato ad avanzare calpestando e senza guardarsi indietro, gli egoisti insomma, i senza scrupoli, durante un’emergenza non cambiano la loro natura; in genere si arroccano.


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domenica 29 marzo 2020

Questo fortissimo silenzio



Forse chi non ha mai riflettuto su cosa vuol dire essere preda della depressione può in un certo qual modo farsene un’idea in questo periodo di forzata reclusione domiciliare.
O chi ha sempre ritenuto, sotto sotto, che si tratti di malattie inventate, grazie alle quali una persona ci marcia e si fa i fatti suoi.
Adesso vi verrà in mente quel collega che si assentava dal lavoro per malattia e per lunghi periodi... o quel conoscente di cui non sapevate, alla fine, proprio un bel niente.

Forse chi a queste cose non ha mai pensato riesce a capire, adesso, quanto possa essere devastante per una persona depressa, e magari anche sola, la domenica, questa giornata che per molti di noi è svago e riposo. Una giornata che è un pungo in uno stomaco per chi è solo e/o depresso. Una giornata in apparenza felice che serba dentro di sé un piccolo carico di veleno amarissimo, per chi viene morso.

Allo stesso modo sono insostenibili le vacanze estive, quelle di Natale, di Pasqua, il Capodanno...
Le luci, l’aria di festa, la corsa agli acquisti, i pranzi coi parenti, i regali sospirati dai bambini, “dove lo passi quest’anno”, “cosa fai il 31”, le spiagge brulicanti di bagnanti, le serate al ristorante, la disco, i picnic, etc.
Una tortura quotidiana si dipana proprio nei periodi in cui noi siamo invece più spensierati, allegri, frenetici.

Guardate fuori dalla vostra finestra, oggi: strade deserte, lunghe file di automobili parcheggiate, nessun passante, nessuna voce, un autobus ogni mezz’ora, nastri di asfalto la cui unica funzione sembra ormai solo quella di riempire con un tono grigio uniforme lo spazio fra le case. Un silenzio irreale, totale, disturbante, che la domenica si fa fortissimo e straziante.
Ecco, questo è quello che prova un depresso, o una persona sola e infelice: ma lo prova sempre, dentro di sé; non solo la domenica di una quarantena imprevedibile solo due mesi fa, che ci angoscia e ci spaventa ma che riusciamo ad affrontare perché siamo in compagnia e perché abbiamo comunque voglia di vivere, di leggere un libro, di giocare coi figli, di cucinare una pizza, di fare una videochiamata.

E loro, i depressi, gli infelici, i soli, sono un esercito folto e silenzioso. Non li riconosci a vista: potrebbe essere l’uomo che è davanti a te alla cassa del supermarket, o la donna che incroci davanti al Tabacchi. O la commessa con cui scambi due chiacchiere di circostanza. Sono persone che si sono ammalate per sfortuna, o che la vita ha trattato male. A volte la vita, che con noi è stata buona o anche solo “neutra”, sa accanirsi contro una persona, se la prende di mira. Sono persone “normali” che sono finite nel gorgo per caso, o per la cattiveria di qualcuno, o sono persone con un problema che non sono mai riuscite a superare. D’un tratto si rompe qualcosa, magari non senti nemmeno il crack: ma da quel momento nulla è più come prima, diventi invisibile, e più provi ad uscirne più affoghi, come se fossi nelle sabbie mobili. La vita è bravissima a distruggerti.

Quando leggete di un suicidio, e a margine del fatto di cronaca qualcuno prova a fornirne una spiegazione, riflettete su questo. E provate a capire che non è umanamente possibile sapere fino in fondo i veri motivi che rendono la vita una tortura quotidiana per alcuni di noi, o che spingono qualcuno a decidere di farla finita.


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venerdì 27 marzo 2020

Il colpevole è noto



Il coronavirus è colpa dell’Uomo. Questo mi sembra chiaro, no?
Lo stesso Uomo che è così idiota da togliersi la sedia da sotto il culo da solo (ospedali chiusi, posti letto tagliati, scorte di mascherine e dpi vari scarse, protocolli sbiaditi, piani pandemici non aggiornati, preferenza politica accordata per decenni a “perfetti e inutili buffoni”). Lo stesso Uomo che deforesta, violenta tutto quel che vi è di violentabile in Natura al solo scopo di far soldi. Lo stesso Uomo che nega il cambiamento climatico che tra 20-30 anni comincerà ad avere effetti apocalittici. Lo stesso Uomo che crede in un essere mai visto ma dubita dei dati scientifici sullo stato del Pianeta. Lo stesso Uomo che tollera che pochi imbecilli con il muso da idioti abbiano i soldi anche nel sedere e che la stragrande maggioranza degli altri campino di stenti o muoiano di fame. Lo stesso Uomo che da decenni sta scientificamente distruggendo la Terra.
Pensare che dopo il Corona (che non ci sterminerà) qualcosa possa cambiare è stupido. Cambierà forse il nostro atteggiamento (meno contatti sociali, più paura, più considerazione per i piccoli piaceri quotidiani), ma non cambierà mai la dissennatezza che fa correre dietro al profitto, schiacciando ogni altra cosa

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mercoledì 25 marzo 2020

+17




E’ un lungo unico giorno iniziato il 9 marzo.
La festa delle donne non aveva mai avuto conseguenze così pesanti, prima di quest’anno!

Non esiste mattina o pomeriggio, sonno o veglia, festivo o feriale. Non esiste pre-partita o mixed zone, primo e secondo tempo, andata e ritorno. Non mi interessano i libri in uscita (posticipata), non esiste cinema e teatro, nessun caffé corretto sambuca al baretto, shopping, passeggiata, cazzeggio, ristorante o gelatino. Alla tv parlano solo di quello (e in maniera da vomito, per giunta). Non posso acquistare nemmeno un paio di mutande. Online ti danno tempi di consegna tipo “settembre 2024 ma di solito spediamo in 1324 giorni”. La tv non la accendo se non per qualche cartone animato. Del giornale, metà potrei buttarlo: do invece una letta veloce, giusto perché è un giornale serio. Tramonto e alba sono sovrapponibili, hanno solo il difetto di mantenersi a distanza di parecchie ore (prudenza?).
Il calendario ormai non serve più, io conto i giorni così: oggi è +17. (Per lombardi e altri addirittura tutto iniziò prima)

L’orologio mantiene una funzione minima, ne ho diversi, ne venderò la metà su Ebay, sperando che interessino agli abitanti di un altro pianeta... (chissà le spese di spedizione). Mi hanno anche stufato grafici, trend, percentuali e crescite. E gli esperti (pochi) e i medici showman e i cazzari che non sanno niente e parlano di tutto. I politici... o sono di nascita recente, quindi senza colpe, e si stanno muovendo benino (d’altra parte il compito è pazzesco) o mi ricordano con la loro faccia perché adesso siamo in questa situazione o sono sciacalli in edizione deluxe: i soliti, quelli che facevano così anche senza il virus.
Non mi rado, non mi taglio le unghie (adesso sono in cucina e sto digitando sulla testiera che è in sala), mi lavo il minimo sindacale per non attirare le mosche (dai, sto esagerando... non mi lavo proprio), ho le orecchie tappate e l’occhio a metà, sopravvivo cercando di non farmi notare (dal Covid).
Ieri hanno bussato, era lui, non ho risposto. Ha detto: tanto lo so che sei in casa, che lo siete tutti! Poi silenzio. Forse ripasserà.

Mangio pasta e carne a rotazione, capisco da quello se sono a pranzo o a cena, ma sto pensando di adottare il pasto unico a metà giornata stile cane: un’abbuffata veloce valida 24h.
Faccio lavare i piatti al gatto, ha una lingua abrasiva e pulente: tanto i gatti non attaccano il corona. Magari altre mille bestie, ma non quell’orrida palla con le punte.

Non ho la testa per leggere o scrivere, perlomeno non più di poco.
Ascolto il mio corpo, e sento rumori normali che mi sembrano sinistri, come quando scopri una crepa nelle piastrelle della vecchia cucina e invece stava lì da 30 anni.

Mi fa imbestialire il fatto che se io beccherò una polmonite dovrò fare giochi immani per farmi ricoverare e magari non ci riuscirò, mentre ai vip un semplice dubbio senza sintomi vale un tampone e un 38 il ricovero.
E’ vero che il Covid-19 colpisce indistintamente poveri e ricchi, ma come sempre il ricco ha più chances di farla franca.

La fine ci sarà, c’è sempre. Non è questo il punto.

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martedì 24 marzo 2020

Come passa il tempo



Giorno boh di quarantena. Non fidatevi: non sono mai quaranta giorni.
Attraverso il salotto scavalcando i cartoni di pizza e le bottiglie di birra vuote.

Un paio di mutande riposano ammucchiate sul divano, sembrano le mie, anche se un tempo erano bianche.
Una trentina di piatti incrostati di sugo e formaggio torreggiano nel lavello che sgocciola con regolare cattiveria, il tablet in standby da ieri pomeriggio, cerco le calze e le trovo appese al quadro dell’ingresso.
Il sole è alto nel cielo, e splende inutile e beffardo.
La persiana sbatte, un corvo rumoreggia, due cani lontani abbaiano in sincrono.
Ogni quattro ore circa passa un’auto, potrebbe anche essere la stessa.
Frammenti di anacardi sparsi qua e là importunano il mio piede nudo e ricco di arsura.

Odore di sottaceti ovunque, aria viziata, muri ormai neri, strani insetti verdi e blu a spasso per la casa: non hanno ali.
La tv accesa a volume zero da sempre continua imperterrita con la sua giostra di contagi e morti, curve ed esperti, polemiche e lacrime, tamponi e mascherine.
Il nuovo catarro invernale si affeziona parecchio e dopo un mese ancora non ti vuole lasciare del tutto: ho l’ovatta nelle orecchie.

Ho finito la carta igienica, sto usando il calendario a muro, divenuto improvvisamente un oggetto di arredamento di dubbio gusto e nessuna utilità: dopo, sarà la volta degli scontrini e delle fatture dal 2000 al 2010.
Il magro conto corrente mostra le ossa, ho speso fortune in food delivery e per stampare i moduli dell’autodichiarazione, giunti ormai alla duecentoseiesima versione.
A volte incontro un’altra forma sopravvivente, assomiglia a mia moglie ma non ho chiesto nulla per la stanchezza e per una mia innata discrezione. Forse figliammo anche, nell’Era preCovid, ma adesso non ricordo bene. A volte sento una voce giovane due stanze più in là, ma potrebbe essere il figlio di un vicino: qualcuno dovrebbe esserne rimasto.

I polmoni sono lusingati dall’importanza che la mia ansia attribuisce loro da qualche tempo. Giro per casa col dito nel saturimetro e il termometro sotto l’ascella, alla francese.
Ho iniziato dozzine di libri e finito nessuno, potrei gareggiare a un quiz sugli incipit.
Ho scritto due romanzi e tre saggi, o li ho scopiazzati, non ricordo davvero, sono in buona fede.
Oggi cambierò le lenzuola, sta per finire il mese ed è giorno di bucato. Le stenderò senza lavarle: ci sono lussi che al momento non posso permettermi, nella lavatrice metto le bucce della frutta e i fazzoletti di carta.

Stanotte ho sognato che ero in fila per fare la spesa: tre centinaia di persone, tutti con maschere antigas e larghe tute bianche con strani simboli gialli e neri. Poi mi sono svegliato, era solo un sogno. Mi ero addormentato in fila.
La pizzeria a due isolati è un vanto per il mio quartiere: ormai faccio solo uno squillo e tosto arrivano due capricciose e due würstel e prosciutto, quattro birre ghiacciate e un chilo di focaccia. Adesso cerco il telefono.

I miei titoli azionari, che sottoscrissi con lungimiranza due settimane prima dell’arrivo del Corona, adesso valgono quattro spicci ma se nel portafoglio titoli metto anche il valore dell’LDL compenso le perdite. Il fibrinogeno è stabile, in un’ottica di lungo periodo avrei potuto pensarci.
Ormai la spesa me la fa ogni sabato mattina un vecchietto rugoso che abita di fronte e che ha sconfitto il morbo: gli do ricca mancia, col patto che non mi racconti la sua stupida storia.
Amazon ha ripreso a spedire tutto, anche i sex toys.
Mi sono rimasti solo metà degli amici che avevo, e per fortuna era quello con cui me la intendevo di più. Miia madre, ormai quasi novantenne, dovrebbe trovarsi in un hotel di Phoenix Arizona (l’American Inn, mi pare), o a Massa, faccio confusione. Ho mai avuto una madre?

E’ inattivo da mesi l’abbonamento a YouPorn, la carta è scaduta, mi accontento dei clip gratuiti di pochi minuti, tanto più che non ho mai avuto tempi ragguardevoli. Non pago bollette da una vita ma luce acqua e gas ci sono ancora: immagino si tratti di una decisione dell’Esecutivo. Adesso, pare, governa un attempato industrialotto di Arcore, via Skype direttamente da Nizza. Il ministro degli Interni spara ai barconi, quello della Sanità gioca a burraco in attesa del bollettino serale.
Ho le unghie così lunghe che accendo la luce della cucina direttamente dal bagno.; almeno, spero che siano unghie.
La barba spesso mi si impiglia nella cerniera dei pantaloni, sapeste il dolore. Almeno, spero che sia barba.

Nel tinello da sei mesi è seduto un tale che non mi pare di conoscere, sembra straniero: ormai non puzza nemmeno più.
Questi tre anni di emergenza virus sono volati.


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lunedì 23 marzo 2020

Gianni Mura


Peccato, Gianni Mura. Mancherai. Mancherà la tua penna.
Una volta, molti anni fa, mi telefonò: voleva rispondere a una lettera che gli avevo scritto riguardo a un suo articolo.
Non poca fu la sorpresa di sentirlo al cellulare. Era tardo pomeriggio, mi pare autunno o inverno, ma adesso francamente i ricordi sono sbiaditi.
Parlammo un po’.
Anche questo denota la grandezza di un uomo: sei un campione, ma non lo fai pesare e ti comporti da persona.
Peccato. Ciao
—-
Img: Repubblica



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venerdì 20 marzo 2020

Invito inutile


Vi inviterei a non parlare sui social e su Whatsapp di contagiati, morti, orrore... Di età, patologie, sentito dire, etc. Odio questo flusso indistinto e continuo di morte e paura che si srotola sulle tv, sui social, sui cellulari. A meno che non siano notizie importanti (e VERIFICATE) che riguardano la nostra zona. E sapere che ieri i morti erano 4 e oggi son 6, per fare un esempio, non rientra fra queste. O a meno che non siano analisi e interviste a persone competenti che non si divertono a spargere paura ma che si esprimono in maniera professionale, neutra, oggettiva, medica. O a meno che non siano decisioni del Governo (ma dopo che son state prese, non prima. Per fare un esempio, già tutti dicono che gli iper staranno aperti meno ore e ci saranno limiti alla spesa, ma siccome ancora non è deciso non si dovrebbe parlarne, no? Detto fra noi, sarebbe un autogol pazzesco: creerebbe panico e code infinite, coi rischi del caso- Ecco, vedete? L'ho fatto! Ma almeno l'ho fatto sobriamente, senza aprire il megafono e senza buttare qua e là i semi dell'incertezza e della paura). Arrivo a dire che tollero di più le stupide critiche dell'Opposizione anzi che questo bollettino costante, anche se le prime, quando diffondono menzogne, sono atti di sciacallaggio vero e proprio. Ma mi fanno meno male, so da chi provengono.


E' un invito.


La ragione? Perché non serve a niente. Non aumenta di niente la probabilità di sfangarla. Anzi, la riduce. Più ansia, più stress, meno difese, più rischi.
Io vi invito a farlo, poi magari a volte sgarrerò pure io, ma di sciuro non mi vedrete fare post di panico.


Io, è vero, scrivo spesso del Corona, è impossibile non farlo, sta determinando le nostre vite e ipotecando il nostro futuro, ma sono o battute o analisi dei dati senza entrare nel dettaglio dell'orrore, o politica.
Non faccio allarmismo, non semino panico. Non metto su carta la mia ansia. Non la spargo, non la nutro, non la enfatizzo.
Non ne posso più di sentire da medici o anestesisti cosa può capitarci, nel dettaglio. Lo scopriremo se ci mancherà il respiro, ok? Che devo dire, che devo fare? E su.
Siamo sempre stati appesi a un filo ballerino, dal primo secondo della nostra vita. Adesso lo siamo un pochino di più, ma insomma.


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Vedo tanta ipocrisia e cattiveria


Di solito quasi tutti evadono. Non dico tutti perché non è vero, e poi molti non possono. Diciamo che la maggioranza di chi può lo fa. E posteggiano in doppia fila anche per prendere il giornale, buttano le cartacce per terra, non raccolgono le deiezioni canine, non pagano le fatture, si intestano beni o residenze in maniera fittizia per fregare il Fisco, lampeggiano agli automobilisti per avvisarli della presenza di un posto di blocco, rubano appena possono (provate a dimenticare un portafoglio o un cellulare per 30 secondi da qualche parte),barano per ottenere pensioni o redditi di cittadinanza non dovuti, brigano per farsi levare le multe, etc. Un popolo di evasori, trafficoni, disonesti, magna magna, pezzenti, egoisti. Di figure moralmente da vomito. Che in genere elegge una classe politica che li rappresenta benino.


Adesso sono tutti perfettini: controllano quante volte il conoscente va a far la spesa, lo segnalano anche se non sanno la ragione per la quale esce, postano sui social foto o video degli untori che "dovrebbero morire tutti" o che "ci faranno morire tutti", invocano l'intervento delle Forze dell'ordine (che adesso cercano e non fuggono), esigono il rispetto della legge. Adesso.


Naturalmente loro, questi giustizieri da quattro soldi, questi figuri che fino a ieri erano garantisti e volevano che tu considerassi innocente fino al novantesimo grado di giudizio anche un tizio sorpreso con le mani nella marmellata, questi sceriffi in mutande che urlano dai terrazzi e che se avessero un fucile sparerebbero al runner, loro sono in regola: hanno sempre rispettato le leggi, hanno sempre avuto alto senso civico, e adesso non escono mai di casa o lo fanno solo rispettando in maniera ferrea le regole e le misure di buon senso. Come no.

Buon senso e correttezza imporrebbero di segnalare solo i casi davvero sospetti, sulla base di qualcosa di più che un'impressione gestita da un malcelato senso di rivalsa o infettata da una sana cattiveria. Io ad esempio non lo faccio, e la ragione non è che non ho il terrazzo... Altrimenti si chiama delazione, ed è brutta,oltre che in grado di esporre a rischi chi se ne macchia.

E non mi dite che adesso si rischia la vita e prima no, perché se abbiamo una Sanità distrutta e pochi posti letto di TI una delle cause, la principale, è proprio quella descritta nel primo paragrafo. L'evasione, la disonestà, la corruzione, il mancato senso civico provocano danni alla collettività, causano povertà, disoccupazione, sofferenza e morti.


Il fatto è che siamo incoerenti, ipocriti, disonesti, egoisti e cattivi. E non è la "quarantena" che ci ha reso tali. I domiciliari acuiscono solo specifiche che sono in noi ben presenti e radicate.



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giovedì 19 marzo 2020

Coerenza, ci vuole

Chi crede in un Dio, può essere preoccupato in questi giorni? SI’
Può esprimere il desiderio di rimandare il momento dell’incontro con Dio? Si’
Può essere teso, ansioso? SI’
Può temere il dolore? SI’
Può essere terrorizzato dalla prospettiva di morire? NO.
Altrimenti non crede, eh!
Dove sarebbe altrimenti la differenza tra gli atei, i senzadio, i peccatori impenitenti e chi crede?
Coerenza ci vuole.
Il che non vuol dire non poter provare normali sentimenti umani.
Ma terrorizzato dalla prospettiva di incontrare Dio nella vera vita, no...
E non aver fiducia nel Dio in cui si crede e che tutto regge e dirige, no...
#coronadays

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martedì 17 marzo 2020

Provo a ragionare su alcune cose poco chiare


PROVO A FARE DUE RAGIONAMENTI SU ALCUNE COSE POCO CHIARE

Di tre cose non possiamo dubitare.
1- Il Coronavirus è più cattivo dell’influenza e si trasmette più velocemente
2- Chi lo becca, specie se ha altre patologie, se finisce all’ospedale lotta per 2-4 settimane e poi muore o ce la fa; mentre con l’influenza, se finisci all’ospedale, stai ricoverato 3-5 giorni e poi muori o ce la fai
3- Nei decenni scorsi miopia e corruzione della classe politica hanno decimato le nostre strutture sanitarie pubbliche (attualmente, tanto per dire, abbiamo 5000 posti di terapia intensiva contro i 28000 della Germania)

Di conseguenza:
A- Più persone si ammalano contemporaneamente, rispetto all’influenza e quindi ci vogliono più posti letto di TI
B-I posti occupati stanno occupati più a lungo
C- i posti sono pochi
E’ quindi questa la vera emergenza A+B+C, il fatto che tutti si ammalano nello stesso momento e i posti residui son pochi.
Non voglio dire che sia un problema da poco, anzi è grave (stante i punti 1,2,3). Ma non è questo che i media ci dicono.

Secondo me la vera emergenza non è la letalità in sé del corona. Non lo dico perché son medico, ma cerco di capire quel che indubbiamente non torna nei numeri che ci forniscono ogni giorno.
Cercherò di essere chiaro.

Non possiamo certo pensare che i nostri medici siano molto meno capaci dei medici tedeschi, francesi, spagnoli, etc. In realtà sono capaci quanto loro, probabilmente di più. E non posso certo pensare che, finora, abbia inciso la minor disponibilità di posti letto, sia perché siamo inferiori alla Germania ma sullo stesso piano di francesi e spagnoli, sia perché ancora non ho notizie di morti per abbandono di persone in gravi condizioni causa sovraccarico.
E mi rifiuto di pensare che il Covid-19 sia cattivissimo in Italia e bonaccione oltre confine: sarebbe un’ipotesi insensata.

E allora, di grazia, come è possibile che, a domenica 15.3, i dati siano questi?
(Positivi / Morti)
Italia 20.603 / 1809
Germania 5072 / 13
Francia 5400 / 120
Regno Unito 1140 / 21
Spagna 7753 / 288

Se in Germania ho un quarto dei nostri positivi, mi aspetterei un quarto dei nostri morti, comunque non 13. E via dicendo.

E’ evidente che:
1- il tasso di letalità in Italia è sovrastimato dal fatto che il denominatore (contagiati) non è esatto: ce ne sono molti di più.
2- noi contiamo i morti con criteri diversi da quelli usati da questi e altri Paesi. Non so dire quali siano i migliori, ma così non va.

Ho l’impressione che da noi finiscano nel computo dei morti tutti quelli che, già ricoverati o no, con altre patologie anche gravi o sanissimi, muoiono essendo positivi al coronavirus. Mentre negli altri Paesi probabilmente non solo han fatto un numero nettamente inferiore di tamponi ma contano come morti da Covid-19 solo chi muore da Covid-19, non chi già messo male sarebbe morto anche se colpito dalla classica influenza (che è una malattia seria e che in chi ha problemi può portare a conseguenze gravissime).

Infine mi son sempre chiesto come sia possibile che ogni sera si abbiano i dati sui morti da coronavirus. Così in fretta, voglio dire. Una causa di morte la si conosce solo dopo aver fatto l’autopsia: ecco che allora mettono dentro tutti quelli che muoiono nel giorno ed erano positivi.

Allora mi chiedo: perché non mi fate sapere anche, sempre per il periodo in cui sono morti questi 1809 sfortunati, quanti ne erano morti l’anno scorso in seguito a influenza, fossero essi malati o sanissimi? Perché se venisse fuori che questi sono 1300, io adesso potrei dire che il corona ha determinato 500 morti in più, e non 1809 a zero.

Cosa cambia, direte voi. Mah, non so. Io non guardo i tg, mi cresce l’ansia. Direi che se ti dicono che sono morte 50 persone su 20000 positivi è una cosa, se ti dicono che ne sono morte 1800 è un’altra.

Con questo non invito a sottovalutare il coronavirus: stressa il nostro sistema sanitario e questo è davvero un problema grave.
Ma, a pandemia finita, io so con chi prendermela per questo.
Solo, vorrei che, dato che non posso prendermela col virus, ci fosse più obiettività, uniformità e precisione sui dati dei morti. Perché è bene aver paura, ma creare panico porta solo guai.

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