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giovedì 18 ottobre 2018

Con doni

Se ogni volta c'e' bisogno di afre un condono (e pure questa volta si fa, sebbene di impronta ben diversa dai soliti, anche se i #mediaservi si guardano bene dal rimarcarlo) sarà mica perchè ogni governo fallisce nell'impresa di far pagare le tasse, di stanare i furbi e di punire adeguatamente gli evasori? E se succede questo sarà mica perchè gli evasori votano? E alla fine c'entrerà anche qualcosa il fatto che siamo un popolo di delinquentelli e menefreghisti?
Almeno questa volta si parla di galera per gli evasori, un altro tratto distintivo della manovra in via di definizione.
Quindi prima di gettare la croce addosso a chi fa l'ennesimo condono, sia pure diverso, ragioniamo: se siamo a questo punto è colpa di chi c'era prima, e questo non è un dire "e allora il pd?" per lavarsene le mani, è una conclusione logica. Poi certo anche il pd avra' scontato i danni fatti da chi c'era prima, quindi lo stesso pd :-) e poi Papi bello, ma il mio ragionamento resta.

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mercoledì 17 ottobre 2018

E' stato molto bello

Cioè, roba da matti.... e questa è la dimostrazione che da quando sono su Facebook effettivamente non ho mai rimosso nessun amico...
Mi arriva un messaggio di Facebook in cui mi si dice con tono paternalistico e affettuoso ma non troppo, tipo schiaffo in canna, sembra che di recente tu abbia rimosso uno dei tuoi amici.... lui non potrà più vedere i tuoi post (ed effettivamente questa mi sembra una tragedia, condivido Il dispiacere di Zuckerberg - E poi comunque non è vero perché il 90% dei miei post sono pubblicati con la formula "a tutti", non voglio certo privare l'umanità della mia alta letteratura), comunque -aggiunge- stai tranquillo, l'amico non saprà mai che tu lo hai rimosso...
A parte il fatto che per non accorgersene mai dovrebbe proprio essere un deficiente integrale, vorrei far presente che in realtà io non avevo ancora rimosso nessuno e tutt'ora non ho rimosso nessuno... semplicemente ieri sera, mentre crollavo dal sonno, invece di sottoscrivere un mutuo a tassi da usuraio o di sposarmi on-line con una procace straniera a caccia di sistemazione, ho per errore aggiunto un'amicizia e, subito dopo, roba di 15 secondi, l'ho tolta (è stato un rapporto veloce ma molto soddisfacente)... Vallo a spiegare al colosso di Mark...

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domenica 14 ottobre 2018

Anniversario di fidanzamonio


Oggi è il nostro anniversario di matrimonio, per la precisione il
*sesto* . Ricordo incidentalmente che sei è il numero del diavolo e ricordo anche che si parla di crisi del settimo anno, quindi ci siamo: tutto torna.

Il primo di voi che oserà fare gli auguri per questa ricorrenza si vedrà recapitato un mio testo di 30 pagine e non divertente (sarà dura trovarlo, ma un mio testo non divertente da qualche parte dovrei averlo...) e sarà obbligato a leggerlo e a riassumerlo. Vorrei far notare che, a differenza di quanto accade in tutte le altre famiglie (e non è la sola cosa che accade qui "a differenza di quello che accade in tutte le altre famiglie"), sono stato io a ricordare a mia moglie che oggi è l'anniversario e non mia moglie a me, anzi lei sul momento nemmeno se lo ricordava ed era incredula... (Anch'io a volte, comunque, ripensando alla decisione di sposarmi, provo incredulità).
Se vi stupite, è perché non avete ancora capito bene come funziona in casa nostra. Questa ovviamente non è una colpa , anzi vi permette di vivere con maggiore serenità.

Quando poi lei ha detto: "guarda caso oggi è proprio sabato come il giorno in cui ci siamo sposati e, come allora, anche oggi è un giorno bellissimo" (lei intendeva dal punto di vista atmosferico) io prima mi sono trattenuto dal fare una battuta del tipo: "anche oggi è sabato? che combinazione astrale Incredibile, è quasi impossibile per un uomo osservarla due volte nella vita, che dici oggi se giochiamo al lotto i numeri relativi?", ho replicato: "beh il problema non sono tanto questi due giorni e cioè il 13 ottobre del 2012 e l 13 ottobre del 2018, quanto tutti quelli che ci sono stati in mezzo..."

Chiudo precisando che gli anni in realtà sarebbero 14 e non 6 perché ai sei di matrimonio andrebbero aggiunti di otto di fidanzamento, che a tutti gli effetti è un matrimonio senza la scocciatura dei parenti, e quindi siamo a 14... non so se dal punto di vista della cabala anche il 14 ha valenze negative ma comincio a sospettare di sì.

Certo di aver allietato anche oggi i miei lettori, saluto e passo ad altro.

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sabato 13 ottobre 2018

La vostra visione delle cose è curiosa. Peccato che poggi su assunti bacati.

Ci sono persone che sono convinte che sia sufficiente qualche tweet idiota o qualche gaffe per farmi e farci pentire del voto del 4 marzo e per farci rimpiangere decenni (sottolineo: decenni) di pessimo governo, miopia politica, incompetenza diffusa, mafia nelle Istituzioni, corruzione, evasione, nepotismo, attacchi alla Costituzione e alla Magistratura, leggi ad personam (sessanta), olgettine, rugby,  cene eleganti, media asserviti,  guerre travestite da missioni di pace, jobsact, buona scuola, favori ai grandi gruppi imprenditoriali e alle banche, tagli a scuola ricerca sanità giustizia e forze dell'ordine e, fra l'altro, anche tweet altrettanto idioti se non peggio e gaffe persino più clamorose.

Chi pensa che gli attuali governanti siano uguali a quelli che li hanno preceduti (e in un certo senso potrebbe avere anche, in parte, ragione, visto che Salvini non è certo un neofita e che la Lega ha governato per anni questo paese e tuttora governa regioni province e città), chi pensa,  dicevo, che non vi sia alcuna differenza fra i governanti di oggi e quelli degli anni e dei decenni precedenti ha un'opinione legittima che io trovo infondata, prematura e abbastanza ridicola e alla quale rispondo: beh ma allora, se sono tutti uguali, ladri e incompetenti allo stesso modo, lasciami variare ogni tanto, visto che la vita è bella perché varia...
Poi ci sono coloro che invece si rendono conto che, nonostante l'alleanza con la Lega (fastidiosa ma obbligata) c'è al governo una forza, un Movimento che ha alcune ottime idee, che si è confermato pochi mesi fa, dopo 5 anni e per la seconda volta, primo partito alla Camera in Italia, spendendo solo €800.000 di campagna elettorale nazionale e fra l'altro tutti provenienti da microdonazioni, che rinuncia a milioni di soldi pubblici, che non ha assolutamente responsabilità per lo stato comatoso in cui versa l'Italia da anni e che sta provando, sia pure con inciampi, ritardi, piccole gaffe a mantenere perlomeno alcune delle promesse fatte in campagna elettorale (ed è la prima volta da quando sono nato che un governo cerca di mantenere le promesse, ribadisco: cerca).

Per quanto mi riguarda, allo stato attuale, e al netto del razzismo di Salvini, che non nasce il 4 marzo o i primi di giugno ma c'è da 10 anni,  e di alcune piccole imperfezioni o mancate promesse dovute anche all'inesperienza di governo e alla coabitazione con la Lega, questo è più che sufficiente per comprendere come ci sia stato un taglio rispetto al passato e come il mio voto del 4 marzo sia stato sicuramente ben dato... poi il futuro, si sa, è nel grembo degli dei;  il passato purtroppo lo conosciamo bene, ed è da quello che siamo fuggiti ed è a quello che comunque non torneremo anche se dovesse andare male questa avventura... è bene quindi che coloro che ci hanno appena (mal)governato si mettano l'anima in pace.

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giovedì 4 ottobre 2018

Ciclo

Del ciclo (mestruale) si parla sempre sottovoce (ho le mie cose, ho mal di pancia, etc), guai poi a dire in pubblico a voce alta parole come mestruazioni, flusso, assorbenti. Oh my God! Per non dire di preservativo.
Al di là di questo ho riletto ieri su Mind una cosa che non ricordavo: fino al 1963 non era permesso alle donne di entrare in magistratura, e fino al '57 di diventare chirurgo. Lo sapevate?
E sapete perchè?
Perchè si ritenevano inaffidabili a causa della labilità emotiva di "quei giorni".
In un certo senso l'equivalente della situazione in cui tu rispondi a bischera e l'uomo ti dice: "ehi che c'hai? sei sotto ciclo?" e tu ti inc@zzi ancora di più (specie se lo sei).
Oggi queste concezioni obsolete sono state superate, ma state tranquilli che un imputato che venisse a sapere (non immagino come, in ogni caso) che il giudice donna è sotto scacco avrebbe un po' di paura in più :-)
Spesso si dice che fra preciclo, ciclo, post ciclo e balle varie una donna è nervosetta 29 giorni su 30, ma queste sono ingiurie!...

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domenica 30 settembre 2018

Fraintendimenti

In tutta franchezza ho fatto il callo alla possibilità che qualcuno possa offendersi per quello che dico o per quello che scrivo, e non perché io sia un individuo arrogante oppure un cafone o un individuo insensibile o un carro armato che si muove nell'animo degli altri con la stessa delicatezza di un elefante obeso in una cristalleria, no.
Semplicemente per il fatto che il fraintendimento è sempre possibile quando si dicono o si scrivono cose senza timori o infingimenti; l'unico modo per evitarlo sarebbe non dire e non scrivere nulla, oppure dire e scrivere solo ovvietà, fare affermazioni banali, scontate, sui social limitarsi a inoltrare i soliti aforismi o a postare le solite frasette del tipo "che freddo che fa oggi" o "buongiorno, caffè?", e comunque nemmeno in questo caso saremmo del tutto esenti da rischi perchè le capacità di fraintendimento degli esseri umani sono sorprendenti e, infine, tutte le volte che si è chiamati a prendere posizione su una questione, non sbilanciarsi mai, dando un colpo al cerchio e un colpo alla botte, "veltronianamente".
Intuirete già, forse, che non è materia per me.

Il rischio di non essere capiti, o di offendere l'interlocutore, aumenta esponenzialmente quando si fa dell'ironia e dell'intento dissacrante una cifra rilevante della propria scrittura; è evidente che, quando si ricorre all'ironia e si tende a dissacrare tutto quello che gli altri considerano (a torto o a ragione, ma quasi sempre con fanatismo) sacro, i rischi sono maggiori e il terreno su cui ci si muove è più accidentato, ma anche qui il fraintendimento è inevitabile anche qualora ci si muova in ogni caso appropriatamente e con cautela.

Ecco quindi che, in definitiva, se si vuole scrivere o dire quello che si pensa, o comunque esprimersi senza particolari freni e odiose autocensure, ma sempre, si intende, nel rispetto degli altri, si deve accettare questo rischio come inevitabile, come un aspetto facente parte del gioco. D'altra parte è la lezione pirandelliana; noi non siamo una sola persona ma tante persone, siamo quello che noi pensiamo di noi stessi ma siamo anche tante persone quante sono quelle che ci conoscono.

Certamente la soluzione migliore e quasi del tutto esente da rischi sarebbe quella, come detto, di non parlare o di parlare poco e senza squilli, ma sarebbe come dire che l'unico modo per non rischiare una frattura è non muoversi dalla poltrona... Francamente io, che non sono certamente un tipo molto sportivo nella vita, per quanto riguarda la scrittura adotto invece un'altra filosofia: scrivo e dico quel che penso, sempre col mio solito savoir faire, che reputo non proprio indifferente, e se qualcuno si offende me ne faccio una ragione.

Ho già scritto in passato su questo argomento post nei quali facevo notare come se io dico che amo i cavalli questo non vuol dire che sono un proprietario di cavalli o uno che cerca di vendere cavalli o un cavallo io stesso... e allo stesso modo se critico una manovra economica del governo che per esempio aumenti eccessivamente gli stanziamenti per la tutela degli animali domestici questo non vuol dire che necessariamente io sono una persona malvagia o un torturatore di gatti. Forse molti confondono l'essere diplomatici con l'essere supini, l'espressione di se stessi con l'arroganza e la coerenza e saldezza delle proprie posizioni con la litigiosità, e pensano che tutti quelli che parlano siano mossi sempre da un interesse specifico. Certamente questo può essere vero in moltissimi casi, ma non sempre. Non bisogna mai, nella vita, trascurare le eccezioni...

Nel mio caso l'unico interesse specifico è quello di scrivere, attività che mi dà piacere; capisco bene che
costituendo io un'eccezione possa finire per determinare diversi problemi nel giudizio che altri si formano su di me. Ma, davvero, è un problema che non mi riguarda perché, il giorno in cui mi riguardasse al punto da dover stare attento ad esprimere le mie opinioni, sarei sicuramente più amato e più compreso, ma non sarei me stesso.

Ecco quindi che, se a causa di uno di questi fraintendimenti, mi trovo impegnato in una discussione che non avevo preventivato o addirittura ho la percezione che possa essere messa a rischio un'amicizia, ebbene pur dispiacendomi non posso che trarne l'ovvia conclusione che a volte è necessario discutere per far capire alle altre persone
che non hanno capito niente di quello che pensavano di aver capito, del tema trattato e in definitiva di te come persona, e che, parlando in generale, se l'amicizia è tale da poter saltare per via di un fatto di questo tipo, forse non era propriamente quella che si può definire un'amicizia, sempre se, si capisce, vogliamo ancora dare alle parole il significato e il peso che hanno e non assecondare invece la tendenza, che sta prendendo piede negli ultimi anni, di stravolgere il senso delle parole e di usarle a sproposito.


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sabato 29 settembre 2018

Il Genoa è di Genova


Il Genoa non mi piace.

Ma detta così pare che io nutra un risentimento specifico, e questo non è vero.
Diciamo dunque meglio: è una delle quattromiladuecento squadre di calcio per le quali non faccio il tifo. Di queste quattromiladuecento, è l'unica di Genova, cioè della stessa città della squadra per cui invece faccio il tifo (espressione riduttiva).

Io come è noto sostengo la squadra dai quattro colori.
Che sia una squadra di Genova deriva dal fatto che io sono di Genova.
Che sia quella con più colori deriva da un destino benigno.

Tornando al Genoa, non mi piacciono i suoi due colori. Ma insomma, grosso modo sono pure quelli di Bologna, Cagliari e di tanti altri team italiani ed esteri. E non sopporto la tendenza che molti rossoblù hanno a sentirsi superiori, atteggiamento dettato da un altrettanto immotivato (ma esistente) complesso di inferiorità, originato dal fatto che da quando la Samp esiste come Samp-Doria, cioè dalla fusione tra Sampierdarenese e Andrea Doria del 12 agosto 1946, ha ottenuto risultati nettamente e indubitabilmente migliori, sia nelle stracittadine, che in Italia e in Europa.

Tralasciando però questa "spocchia" genoana, e la tendenza a dare eccessivo peso a scudetti certo esistenti e che io riconosco ma, in grande parte, non deve essere omesso, vinti giocando due partite due in un weekend, devo dire che non sento astio nei confronti del Genoa. E nemmeno avverto molto la rivalità, in questo aiutato forse dal fatto che non abitando più a Genova non sono immerso, in ufficio, al bar, per strada, nel clima da stracittadina permanente che là regna. Sono solo infastidito da certi atteggiamenti, tutto qua. A volte, molto infastidito.

Anzi, mi spingo oltre: se non ci fossero quella spocchia e quel fastidioso atteggiamento di molti genoani (non tutti), il Genoa sarebbe per me come quasi ogni altra squadra, tipo il Crotone o il Dortmund, ma meglio, perchè pur sempre genovese! Invece, così, un po' di fastidio c'e'.

Ma, come detto, e qui arriviamo al punto, il Genoa è una squadra di Genova, una delle due squadre più note e gloriose di Genova e della Liguria, 17 trofei in due (contando quelli più importanti)! Essendo di Genova, ed essendo sostenuta perlopiù da genovesi o liguri (la Liguria è una delle due o tre regioni in tutta Italia in cui non è al primo posto il tifo per la Juve), è ovvio che per me il Genoa è preferibile a Juve, Milan, Napoli, Inter ecc. Fra l'altro le prime due squadre citate si fanno odiare già da sole per altri e noti motivi. Mi pare superfluo precisarlo, ma so che molti sampdoriani, specie residenti a Genova, non la pensano così. Il fatto è che non tutti possono essere al mio livello e avere la mia stessa (e, al bando la modestia: eccezionale) concezione di vita e di sport, ovvio....

Concludendo, i genoani son cugini. Siamo tutti genovesi. Quindi siamo rivali, ci prendiamo per il sedere quando capita, ma siamo fra di noi. C'e' fratellanza.
Almeno, io la vedo così. E, attenzione: io sono sampdoriano nell'anima, il mio sangue non è rosso ma blucerchiato.
Tuttavia, Genoa è meglio di Juve, Milan, Napoli, Barcellona, etc.
Sampdoria, poi, è meglio di tutto.

Genova è Genova.
Poi c'e' la Sampdoria, il mio amore di sempre. La squadra che mi rappresenta, che rappresenta la mia città, la mia terra. Che mi ha conquistato da subito (1973) e che sempre amerò.
Non solo come squadra di calcio, sarebbe banale. E' molto di più, è evidente. Vi è un legame di terra, viscerale, oltre che radicato nell'infanzia. Riguarda emozioni ma anche valori che vengono veicolati. E poi quei quattro colori...

Era solo per dire che Genoa buuuu, anzi triplo buuuu, ma Genoa è di Genova ed è società sportiva che come noi non ha santi in paradiso, gioca per diverstirsi, conserva ancora molti sani valori di un tempo, deve remare contro tutto e contro tutti, ed è meglio eccome dei team citati qua e là nel mio post.

Quindi cugini merdacce, certo! Ma son genovesi, quindi anche cugini belli.

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immagine: www punto sportmain punto it
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giovedì 27 settembre 2018

Finta tremarella

Hanno cercato di stuprare la Carta. Per farlo hanno scatenato una campagna mediatica impressionante. Per fortuna sono stati respinti nettamente da un popolo una volta tanto partecipe e saggio.
All'epoca, però, gli stessi che oggi parlano di pericolo per la democrazia solo perché Salvini ogni giorno ne spara una, senza peraltro dar seguito ad alcunchè se non a minuzie, non si scaldarono più di tanto. Anzi, alcuni votarono pure SI al referendum.
C'era il pericolo di uno stravolgimento della Carta e di una trasformazione delle istituzioni e dello Stato in senso autoritario, ma nessuno di quelli che oggi scrive ogni due ore su Salvini mosse un pelo.
Questo significa non avere l'esatta percezione della realtà.
Oggi Salvini perlopiù chiacchiera, e comunque fa parte di un governo in cui è preponderante una forza che sta dalla parte della Costituzione e fornisce ampie garanzie democratiche. Anni fa la Lega governava assieme a un Delinquente Naturale che corrompeva a destra e a manca e si faceva le leggi su misura.
Ma nemmeno allora questi tizi che oggi sbraitano e fingono di tremare mossero un muscolo.
Fateci un favore, occupatevi di altro, ché il vostro giochino e quello dei media servi ha un po' stufato.
Salvini è lo stesso da dieci anni, dice le stesse cose. Unica differenza una volta ce l'aveva pure con i meridionali, oggi un po' meno. Per anni abbiamo tollerato la Lega perchè governava con Papi, i media erano servizievoli. Oggi, essendoci in pista i spaccaCasta, il governo è nemico, Salvini un pericolo pubblico e 9 giornali su 10 (cosa mai vista da quando son nato) pregiudizialmente contro.
L'informazione è marcia e inaffidabile. La Casta resiste. Non fa gli interessi del Paese; del resto, non li ha mai fatti.

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domenica 9 settembre 2018

Metoo e ragni morti

Corteggiare una donna, oggi, è pericoloso, dice.
Vero, con l'aria che tira. Con uomini costretti (?) a dimettersi perchè vent'anni fa sfiorarono il ginocchio di una tipa a una cena, che fa già ridere a dirlo.

Al di là però della barbarie altrimenti detta "metoo", un bel boomerang puritano e insensato che, partito da premesse sacrosante, è poi degenerato e adesso sta ammorbando l'aria delle società anglossassoni, è vero che se a volte le donne fanno le schizzinose (non tutti sono lord Brummel eh), spesso gli uomini quando corteggiano sono delicati e misurati come un elefante brillo che si aggiri in un negozio di cristalli.

La maggior parte sono rozzi e grezzi; quando va bene sono solo banali o insistenti, quando va male offensivi o molesti. D'altra parte gli uomini sono questi, e anche le donne non vengono da un altro pianeta: l'essere umano dà quel che può dare, cioè mediamente poco. Si tratta di trovare un equilibrio per poter convivere e relazionarci, nell'alveo del grande progetto di riproduzione della specie che ci comanda e agisce al di sopra delle nostre teste.

Certo che, rimanendo ai casi di banalità o stupidaggine, ed escludendo quelli di insistenza o molestia che condanniamo, se anzichè dire a una donna "ci siamo già visti da qualche parte" o "hai due occhi bellissimi" uno si applicasse un po' di più, magari si otterrebbero migliori risultati o quanto meno approcci più poetici e garbati. E' così difficile, se ci colpiscono gli occhi di una ragazza, uscirsene con una frase tipo "ma quanto cielo hanno messo nei tuoi occhi?". Non sarà Petrarca, ma andiamo già meglio, no?

Io poi adotto* la tattica del ragno morto, ma di questo si parlerà un'altra volta.
-
*adottavo (versione per mia moglie)


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martedì 4 settembre 2018

L'auto ed io

Per molti l'automobile è qualcosa di più di un auto.
Intendiamoci: io ci parlo, con l'auto dico, e siccome cambio macchina ogni 15 anni di media (adesso ho la stessa da più di 20 anni) ci instauro un rapporto che va ben al di là di quello freddo, impersonale e tecnico che dovrebbe esserci tra un essere fatto di carne e ossa e basato sul carbonio (e sull'alcol) e un oggetto di plastica e ferro che si ciba di carburante estratto dalla viscere della Terra. Fra di noi insomma, tra me e la mia auto, c'è di più, ben di più che fra me e il frullatore. L'auto ti accompagna per anni e anni, e ha in custodia la tua vita. E' una specie di seconda casa. E' una sorta di corazza. C'e' chi ci mangia (io no, e semmai con cautele assurde), chi ci dorme (capitato), chi ci legge (hai voglia!), chi si riproduce, financo. Chi la usa come furgone, chi come immodezzaio, chi come pied-à-terre.
Ma a tutto c'e' un limite.

C'è chi si identifica totalmente con l'auto. Chi la vuole potentissima, fighissima, costosissima. Grande, maestosa, oppure sportivissima. Chi in accessori e tuning spende migliaia di euro. Chi la porta a lavare due volte a settimana. Chi per un cambio gomme ci butta su mille euro. Chi la considera un'estensione della propria (disturbata) personalità, o un simbolo fallico (ce l'ho più lunga). Chi in casa sporca e devasta ma l'auto è come un santuario. Io, che pure ci parlo (il mio psichiatra prenda nota), non arrivo a queste vette di demenza. Una precisazione per lo specialista che mi ha in carico e che segue assiduamente i miei post: ci parlo spesso ma molte volte comunichiamo senza parlare, io e l'auto; insomma: ci capiamo al volo: è più grave?
Per me l'auto deve essere affidabile e sicura: sono le due specifiche essenziali. Vabbè, aggiungiamone una: non rossa e blu. Poi, se è carina, non guasta. Se non minaccia di aprirsi in due dalle vibrazioni appena fai i settanta, ancora meglio. Ma è tutto.
Per me l'auto non esprime la mia potenza sessuale (sulla quale non dico nulla perchè non mi piace gloriarmi, e poi c'e' sempre il doc che mi legge), né mi rappresenta più di tanto. E' un mezzo per spostarsi in sicurezza da un punto A a un punto B, e sottolineo in sicurezza. Avrete quindi già capito che la mia guida non è sciatta né banale, so sempre che quando si guida è come se si girasse con una pistola col cane alzato (bau).
Era solo per dirvi che forse dallo psichiatra dovreste andarci pure voi. Se volete vi do il numero del mio, è molto bravo. Con me ha fallito, ok, ma ho detto che è bravo, non che fa miracoli.
Ciao doc, ci vediamo domani alle 16.


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domenica 19 agosto 2018

La peste del profitto


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venerdì 17 agosto 2018

Meteo, lista dei cattivi

Odio tutti i fenomeni atmosferici ad eccezione di cielo sereno,poco nuvoloso,coperto senza precipitazioni,sole a palla,pioggia debole,brezza,rugiada.
Detesto-odio-aborro fulmini lampi saette tuoni pioggia temporali vento neve grandine nebbia gelicidio trombe d'aria etc.
#meteo

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giovedì 26 luglio 2018

Quando muore un uomo, muore un (piccolo) mondo


Sergio Marchionne è morto. Inaspettatamente.

A chi dispiace, chi esulta.
Chi lo considera uno che ha fatto solo il suo lavoro , e bene, venendo strapagato (quanto un uomo non dovrebbe mai essere: duemila volte il salario di un operaio, e poi i premi). Chi lo erge a campionissimo nazionale. Chi ne pensa ogni male. Chi pensa che sia giusto strapagare un manager, "e allora i calciatori?". Chi si indigna.

A me spiace perchè è morto un uomo e quindi non potrà più godersi un tramonto, una birra, il velluto di una pesca, un gol al 90' che ti dà i tre punti, il sorriso di un bambino, l'erba di un prato, l'ombra di un albero. Non potrà più respirare l'aria fresca di montagna, abbracciare con lo sguardo l'orizzonte, fare progetti, o sentire il sole sulla pelle. Non potrà più leggere Dostoevskij o ascoltare Čajkovskij. Non potrà più fare niente, e tralascio qui la posizione di chi crede che sia solo passato a un'altra vita: sto ai fatti oggettivi per come noi esseri umani, limitati, possiamo conoscerli coi nostri sensi e il nostro intelletto.
E mi spiace anche perchè qualcuno Marchionne amava e qualcuno amava Marchionne: chi viveva con lui, i parenti, gli amici, etc. E non lo avranno più.
Quando muore un uomo, muore un (piccolo) mondo.

Se devo giudicare il suo operato, non mi è mai piaciuto per niente. Sono sincero: per niente. Per quello che ha fatto, per come lo ha fatto. Che la sua azione sia stata gradita ai vertici per i quali lavorava non mi stupisce e non influenza il mio giudizio: è normale, se lavori bene (male per me), che quelli per cui lavori godano. Gli interessi in campo sono contrapposti, se gli uni sono molto contenti, è ovvio che dall'altra parte non vi possa che essere difficoltà e disperazione.

Perchè non se ne può più sia di tizi palesemente decerebrati che maledicono un morto o augurano la morte ai parenti di chi fa satira su un morto (la satira tratta di morte dai tempi di Aristofane), sia di quelli che esaltano chiunque, anche il peggiore degli uomini, se solo muore. In vita mia non ho mai sentito dire: è morto, ed era pessimo.

Vi sono due piani diversi. Un uomo che muore. E quel che ha fatto in vita.
I due piani sono distinti. Ed è bene dirla tutta, la propria opinione, sotto tutti e due gli aspetti.
Ma per distinguerli occorre avere intelligenza e sensibilità. E queste cose non le trovi all'iper.

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mercoledì 11 luglio 2018

Cosa sarei io?

COSA SAREI IO?

Ed eccoci al secondo tema: la presunzione di chi manco ti conosce e spara giudizi definitivi su di te. Adoro certi tizi, perché confermano le mie teorie poco lusinghiere sul genere umano.

Se in 50 anni di vita c'e' pure un nero che mi ha dato del razzista, voi capite bene che ci può stare davvero di tutto, quando si parla di persone che pensano di aver capito chi sei e si sibilanciano con affermazioni lunari. Ché dare del razzista a me è come dare del capellone all'arbitro Collina, ma tant'e'.
Ricordo che faceva sempre richieste assurde in negozio, e di conseguenza non ho quasi mai potuto accontentarlo: da lì il razzismo. Prova un po' tu a chiedere sempre in una libreria un libro introvabile da anni o in macelleria due chili di pasta, poi vediamo. Ma la gente è così: presuntuosa e tranchant.
Nel suo caso poi vi era anche la parziale attenuante che essendo nero sei sempre nel mirino dei cretini del razzismo (ce ne sono a migliaia), quindi ti senti sempre sotto accusa, e rischi di divenire paranoico. Tuttavia non lo giustifico del tutto, devi sempre distinguere. Saper distinguere è ciò che ci differenzia da un sasso.

Ma non mi interessa questo caso particolare, l'ho citato solo come esempio di quello che può arrivare a pensare la gente di te, e convinta di aver ragione! E, voglio dire, se tu dici che il tale personaggio è ladro, io posso crederti o no, mica lo conosco! Magari millanti, magari è vero: non si sa. Ma se dici che io sono razzista, diciamo che trattandosi di me medesimo io lo so, se quel che dici è vero o invenzione pura... e allora mi incavolo. Chiaro, no?

E così a volte è capitato che mi dessero del fascista (eh???), del giustizialista (non so cosa voglia dire, in tutta franchezza), financo del maschilista! (ahahahaha) magari solo perché evidenzio le contraddizioni di schiere di starlette che denunciano molestie sessuali vent'anni e dieci film dopo, anziché nell'immediato, o di donne che fanno dimettere certi figuri perché trent'anni prima sfiorarono il loro ginocchio a una cena.

Come ti muovi, sbagli. Se parli male delle religioni (voglio dire, ne parlerei pure bene, se sapessi cosa dirne di buono) sei un ateo bastardo, se critichi il Pd (avete presente sfondare una porta aperta?) sei un grillino di merd@, se critichi Papi sei un comunista manettaro, se dici che le Ong devono rispettare le leggi come tutti sei disumano, se sei per l'accoglienza sei un buonista del caxxo. Ok, ho capito l'antifona, tranquilli, ora date pure un po' d'acqua al vostro singolo neuroncino bello, su.

Alla fine io la lezione di Pirandello la conosco da decenni, non esiste un solo Mauro, ma un Mauro almeno per ogni persona che mi conosce. E non è vero che non giudichiamo le persone, ne abbiamo un'idea due secondi dopo averle viste per la prima volta; un'idea che poi si affina, o cambia, ma che esiste fin dall'inizio. Però ragazzi miei evitate di stressare l'apparato riproduttivo definendomi nei modi più stupidi, suvvia. Se io sono maschilista Landru era un tipo non violento.

E per gente che non mi conosce e giudica intendo pure quelli che hanno parlato come due ore in tutto nella vita, o hanno letto "qualcosa" di quel che scrivo e pensano di avermi capito. Nemmeno io mi sono ancora capito del tutto, quindi evitate figuracce, eddai!


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martedì 10 luglio 2018

La Banca vince sempre

Il conto corrente è uno di quelli online nato apposta all'epoca per scoraggiare il cliente a presentarsi allo sportello (meno clienti allo sportello vuol dire meno lavoro e meno spese per la banca) e a questo scopo promosso e piazzato con canone di 3 euro circa, fra l'altro totalmente rimborsato nel caso in cui nel mese si faccia almeno un'operazione in internet.

Per anni tutto bene, più o meno.

Improvvisamente la banca decide che il canone deve aumentare di ben 0,75 eu al mese e decide, badate bene, che nel caso in cui si faccia la famosa operazione mensile in internet non verrà totalmente rimborsato ma comunque €1 graverà sul correntista. E tutto questo viene giustificato in base a un decreto legge che imporrebbe alle banche conferimenti maggiori allo scopo di garantire la stabilità del sistema creditizio, e stiamo parlando proprio di quelle banche che di recente sono state salvate dal governo con una marea di soldi pubblici, che avrebbero potuto essere utilizzati per altri e ben più nobili scopi, dopo che le stesse si erano messe nei guai da sole in seguito a gestioni assolutamente vergognose e dissennate.

È sempre valida la famosa frase di Brecht secondo la quale che cosa sarà mai rapinare una banca al paragone di fondarla?
Si prendono i tuoi soldi (li custodiscono), nel frattempo li usano spesso in maniera dissennata riconoscendoti un interesse pari a zero, anzi negativo cioè dissanguandoti con le spese annuali; poi però quando chiedi tu qualche soldo perché ne hai bisogno ti staccano tassi di interesse da paura e se tardi a rimborsare ti massacrano: questo sarebbe fare banca nel Duemila.

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lunedì 9 luglio 2018

Non sono un cavallo

Ho già scritto su questo tema, ma non è mai abbastanza.
In realtà sono due i temi che oggi mi solleticano la penna, ma partiamo dal primo, il che, come modo di procedere, conserva pur sempre intatta la sua bella validità.

C'e' chi usa i social per lavoro (farsi pubblicità), chi per curiosare a tempo perso nelle vite degli altri, chi per informarsi (?), chi per inoltrare qualche citazione e sporadicamente commentare interventi altrui (in genere però senza quasi mai esporsi troppo sui più diversi argomenti, o perchè avverte acuta la fatica di andare oltre le due righe o per prudenza). Poi c'e' anche chi lo usa per cercare l'anima gemella (i c.d. autolesionisti) o per molestare, offendere, o fare sexting, stalkeraggio e giochetti vari (i c.d. stron*i).

Io lo uso per tutte queste cose (tranne le ultime cinque e fatta eccezione per le parentesi), ma soprattutto per scrivere. Su tutto. Di tutti. Spesso avendo come ispirazione l'attualità e il flusso delle news, ma non necessariamente. Dicendo sempre come la penso, senza finzioni, e quindi rischiando parecchio (le brutte figure), perchè chi si espone sempre, e spesso repentinamente, dicendo la sua opinione, spesso su fatti ancora non sedimentati e non chiariti a sufficienza, rischia sempre.
Lo faccio volontariamente (mi piace e lo trovo utile esercizio) e ovviamente senza scopo di lucro. Lo facevo già prima di Facebook, Twitter e banda, sul mio blog: non sono un millennial né un generazione Z. E prima ancora scrivendo ai giornali o a me stesso.

Quello che molti non afferrano, o per distrazione o per spiacevoli lacune del kit neuronale in dotazione, è che se io parlo bene dei cavalli, non vuol dire che vendo cavalli, o che li addestro, o che io stesso sono un cavallo. E se parlo male delle religioni non vuol dire che sono un senza dio o che voglio offendere in maniera indiretta quelli che, miei amici di Facebook o lettori generici, dovessero essere cattolici o seguaci di altra religione. E se critico i vegani, non voglio offendere Piero, che è vegano. Se ho intenzione di dir qualcosa a Piero, scrivo direttamente a lui, non lo faccio indirettamente demolendo il proselitismo veganico.

In sintesi: se voglio mandare un messaggio a un tizio, non giro un film, non scrivo un libro, non faccio un post. Alzo la cornetta e lo chiamo.
Quindi leggetemi senza sentirvi presi di mira. D'altra parte, avendo qui e nella vita vera (?) amici integralisti e atei, vegani e carnivori, asessuati e ninfomani, tolleranti e razzisti, grassi e magri, belli e brutti, cattivi e buoni, ricchi e poveri, se mi preoccupassi sempre di poter ferire qualcuno non dovrei più scrivere su niente, e questo, francamente, non fa per me.

Qual è l'altro tema di oggi? A breve un altro post.


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sabato 7 luglio 2018

1,10

Ti consegnano la posta a giorni alterni se non più raramente... al negozio ti portano un pacco generalmente nell'unica ora di pausa pranzo... molte volte o non suonano al campanello o 10 secondi dopo averlo suonato sono già andati via (forse presumono che uno viva accanto al citofono) e il pacco te lo devi andare a ritirare alle Poste due giorni dopo facendo anche la tua bella coda... Però, per quanto riguarda gli aumenti, sono sempre all'avanguardia: adesso, dal 3 luglio per l'esattezza, per spedire una busta che contenga anche un solo foglio A4 non bisogna più spendere 0,95 euro ma 1,10 (che, lo ricordo, equivalgono a lire 2130) e per un tipo di spedizione che ci può mettere 2 giorni come 15, senza che tu possa reclamare perché hai spedito con posta prioritaria, che un tempo appunto era prioritaria ora è diventata la cenerentola del gruppo delle spedizioni, perché se vuoi spedire con una ragionevole certezza di tempi devi scegliere una spedizione ancora più costosa, per esempio una di quelle tracciate. Pertanto, come sottolineo sempre, a fronte di un servizio che non solo non migliora ma peggiora le tariffe continuano ad aumentare... mi sembra che non abbia alcun senso chiedere €1,10 per spedire un foglio di carta a 20 km di distanza, lo si può chiedere solo in un paese come il nostro in cui di fatto non esistono alternative.

PS: e ovviamente non hanno da venderti i francobolli da 15 cent con cui puoi integrare quelli che hai già a casa...

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mercoledì 4 luglio 2018

Di sana e robusta Costituzione

Guardando la tessera ANPI il pensiero va subito alla Costituzione della Repubblica Italiana, una cosa davvero bella...

Certo, perfettibile come tutte le cose umane, ma veramente di poco e con saggia delicatezza, con acume, con misura e maestria, con tocchi lievi ed appropriati, e sempre con grande capacità interpretative per restare dentro la logica che ha ispirato Coloro che l'hanno scritta e, nel caso, adeguare qualche termine o qualche enunciato al passare dei tempi. La Carta richiede poi non solo le giuste idee ma anche una lingua all'altezza dei nobili concetti che incarna: gli articoli richiedono periodi brevi e piani, parole appropriate e ben pesate: la forma, nella Costituzione, è essa stessa sostanza.

Per intenderci, non si sente assolutamente il bisogno di interventi di riforma sconsiderati, scomposti, violenti, illogici, potenzialmente anti-democratici e partoriti con poca cura e nessun lavoro di cesello da individui che non hanno nemmeno lontanamente le giuste competenze per occuparsi di questi temi, come quello che per fortuna il popolo italiano ha di recente rispedito al mittente. Come sottolineato prima, non si trattava solo di un disegno di riforma tecnicamente infondato, a tratti insensato e gravido di conseguenze problematiche, ma anche di una riscrittura assolutamente scadente e non all'altezza, verbosa, opaca, intricata, sciatta, prolissa, laddove idee nobili e universali da un lato e periodare chiaro, lineare, preciso e armonico dall'altro devono sempre andare di pari passo in questo documento fondativo del nostro essere società civile.

Spiace che negli ultimi anni la Costituzione sia stata disattesa proprio da coloro i quali dovrebbero esserne gli affidabili custodi a nome nostro, e quando dico questo mi riferisco sia a chi non ha posto in essere tutte le politiche necessarie al fine di dare piena attuazione ad alcuni articoli che ancora oggi sono lettera morta o comunque in gran parte disattesi, sia alle cariche istituzionali e ai rappresentanti del popolo sovrano che a volte l'hanno interpretata in maniera troppo estensiva, per adattarla alle discutibili esigenze del momento, tradendone clamorosamente lo spirito, violandola se non nella forma certamente nella sostanza.

Mi auguro che i partiti e le formazioni politiche attualmente al governo abbiano a cuore questa meravigliosa Carta, a differenza di quello che hanno fatto molti dei precedenti governi; rivolgo il mio auspicio sia alla Lega, un tempo "Nord", che in passato ha invece avallato parecchie decisioni che l'hanno tradita clamorosamente, sia al Movimento 5 Stelle, che non ha invece colpe pregresse, che della difesa della Costituzione e dei suoi irrinunciabili principi e valori ha sempre fatto una delle sue più splendide bandiere e che ora, che è chiamato da poche settimane alla prova dei fatti su base nazionale, dovrà dimostrare a tutti di essere in grado con azioni concrete di mantenere questa bellissima promessa, nonostante siano sempre forti, purtroppo, le spinte a snaturarne la natura per i più biechi fini.

Perché la Carta è il perimetro fondativo del nostro vivere Insieme, e ciascuno di noi deve averla a cuore, indipendentemente dalle idee politiche alle quali si sente più affine. Essere antifascisti oggi è implicito nell'essere democratici, liberali e laici; non è un'opinione o una scelta di campo, è un modo di essere, l'unico che può avere pieno titolo ad esistere in questo nostro disastrato ma amato Paese.

Il fascismo non è un'opinione, è un crimine, dal punto di vista umano prima ancora che dal punto di vista della legge. La Costituzione nasce proprio per renderne impossibile il ritorno ed ogni singola parola in essa custodita ne è recisa negazione.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 1 luglio 2018

Francamente, non vi stimo

[Premessa: se avete fretta, leggete questo testo un'altra volta; se invece vi spaventate di fronte a testi superiori alle 5 righe non leggete proprio quanto segue, vivrete felici o crederete di farlo, il che francamente è lo stesso; se siete omofobi, razzisti, fascisti, integralisti fanatici di una qualsiasi religione, o parte integrante di questo Paese corrotto e marcio, non leggetelo perché sarebbe davvero tempo perso, non che io ci tenga al tempo di un razzista o di un corrotto, eh, ma voglio essere corretto.]

Parlando francamente, un buon cittadino dovrebbe tifare per la riuscita del Progetto 5 Stelle, nato dal nulla una decina di anni fa e incredibilmente arrivato ad esprimere quello che è il primo partito del Paese da cinque anni, contando solo sulle proprie forze e sull'autofinanziamento.
Un buon cittadino dovrebbe tifare per la riuscita del Progetto 5 Stelle indipendentemente da quali partiti ha votato nelle elezioni del passato. Si tratta infatti dell'ultima speranza che il nostro Paese ha per cambiare. Se non l'ultima, ché il futuro non si può mai conoscere, certamente una speranza importante, fallita la quale non ve ne saranno più o non ve ne saranno altre per lungo tempo.

Chi invece sin dal primo giorno è pregiudizialmente contro il progetto 5 Stelle, o addirittura vomita odio, o più semplicemente non fa che evidenziarne i difetti (che ci sono, come in tutte le cose umane), facendo di ogni erba un fascio, confondendo travi con pagliuzze, casi singoli con metodi di gestione, credendo ai servi che infestano la stampa e la tv, senza prendere atto della notevole differenza positiva che lo caratterizza rispetto ai marci partiti tradizionali, per quanto mi riguarda non è un buon cittadino, ed è vittima di malafede o partigianeria, due grandi difetti. E qui parlo del singolo cittadino, non di tutto il sistema di potere radicato e marcio che vedendosi minacciato dall'avanzata di una forza nuova che parla di onestà e trasparenza fa muro e cerca in tutti i modi di resistere e di infangarla, usando tutti gli strumenti a sua disposizione, compresi i media servi.

Non importa se si è di destra o di sinistra, si tratta di prendere atto del fatto che i partiti che ci hanno governato negli ultimi trent'anni e più hanno fatto scempio del nostro Paese e sono intasati di corrotti, incapaci e a volte anche di mafiosi. Sono in politica da decenni e di politica vivono. Candidano indagati, rinviati o condannati come se fosse la cosa più naturale del mondo, non fanno dimettere i rinviati a giudizio e nemmeno i condannati. Delinquono abitualmente. Sono arroganti e bugiardi. Attaccano la magistratura e cercano di metterle la mordacchia. Attentano alla Costituzione. Occupano i media. Sperperano i soldi pubblici. Infangano l'articolo 54 della Costituzione. Pregiudicano il nostro futuro e quello dei nostri figli. Mentono. Manipolano la verità grazie al capillare controllo dei media. Umiliano il Parlamento e la Democrazia. Sguazzano nell'illegalità e nel malaffare. Sono nostri nemici. Sono nemici delle persone per bene, che lavorano e pagano le tasse, di quelli che non buttano le cartacce per terra e aiutano chi è in difficoltà. Tolta qualche eccezione, la situazione è questa.

I 5 Stelle sono sicuramente non espertissimi (nessuno lo è, all'inizio) e certamente poco "sgamati" politicamente (naif) quindi più soggetti a cadere in trappole di vario tipo ma hanno entusiasmo, volontà, spesso competenze non banali e facce nuove e pulite (non candidano chi ha problemi con la legge, e vorrei vedere); inoltre non hanno nessuna responsabilità per quanto accaduto in passato: non mi sembra poco. E' il Movimento che aspettavamo: persone comuni, come noi, neofiti della politica che si propongono di cambiare le cose e, poi, tornare nella società civile. Si sono dati regole che in un paese civile sarebbero normali ma che qui in Italia, stante la situazione, suonano come rivoluzionare: mandato massimo 10 anni, nessun candidato con la fedina penale sporca, nessuno spreco di denaro pubblico, autofinanziamento, allontanamento immediato di chi si macchia di reati di un certo tipo o di chi riporta condanne o anche di chi dovesse tenere comportamenti eticamente inaccettabili ma penalmente irrilevanti. Rispettano la Costituzione, non sprecano soldi pubblici anzi ne restituiscono a vagonate, cercano di esser il più possibile trasparenti. Ce la stanno mettendo tutta, insomma. Al di là di qualche inevitabile mela marcia, il sistema è sano e questo è quello che conta. Dall'altra parte invece, non solo parecchie mele sono marce, ma lo è tutto il cestino, il sistema insomma: ecco la differenza abissale che le vostre partigianeria e miopia politica non vi fanno cogliere.

Nessuno ha mai detto che fra i 5 Stelle nessuno infrangerà la legge, il solo pensarlo o prometterlo sarebbe da idioti al cubo, sarebbe come se io promettessi che una volta eletto riuscirò a farvi toccare la luna con un dito, sarebbe idiota prometterlo e più idiota ancora crederci: l'essere umano lo conosciamo, è fallibile e soggetto a tentazioni, e di furbetti ce ne sono pure fra i 5 Stelle, senza contare quelli che fiutando dove tra il vento si infiltrano per intrallazzare. Ma quello che conta è la diversa selezione della classe dirigente (non perfetta, ma eccezionale se paragonata a quella delle altre formazioni) e la diversa reazione di fronte a problemi giudiziari: nessun attacco alla magistratura, anzi pieno appoggio, e punizione immediata per chi la merita.
Sono anni luce distanti da questo sistema partitico corrotto. E' una differenza di intenzioni, di progetto, di obiettivo, oltre che di modus operandi. E sono differenze che non vengono certo oscurate dai singoli casi, che in casa 5 Stelle appunto per quanto si è detto sono tali, mentre nel resto del sistema sono la prassi tollerata, anzi incentivata.

Scendendo nel dettaglio, quando si deve individuare un manager o un tecnico a cui affidare un compito, studiare per bene il suo CV, esaminare la sua fedina penale, chiedere lumi con gli strumenti a disposizione sulle eventuali indagini in corso su di lui è quanto di meglio un cittadino possa chiedere a una persona che ha eletto, e questo i 5 Stelle (solo loro) fanno. Se poi chi ottiene un incarico si fa ubriacare dal potere e cade in tentazione, questo innanzitutto dimostra quanto è permeata di corruzione la società civile, dopo decenni di cattivi esempi della politica e poi, in seconda battuta, questo non si può certo imputare al Movimento, se la scelta, come ho detto, è ricaduta, in base a criteri oggettivi, su una persona che aveva fedina penale e CV in regola. Questo aspetto sembra sfuggire a molti, che si ostinano a dire, da anni, per creare un alibi alle loro scelte scellerate, che i 5 Stelle sono come gli altri. Non lo sono, perché non hanno colpe per gli scempi passati e perché cercano di agire in base a regole nuove e di grande valore. Io, e con me altri 10 milioni di persone, non abbiamo votato supereroi, ma persone pulite, forse poco esperte, che si danno regole nuove e belle e cercano di applicarle.
Non mi interessa se Piero ruba (spererei che non accada, ma non è il fatto centrale); mi interessa sapere come è stato scelto Piero e che fine fa adesso che si è scoperto che ruba.

Certo sono uomini, ma si sono dati regole diverse, quindi sono diversi dagli altri. Allo stesso modo, quello che conta non è se il singolo politico o il singolo tecnico verrà colto con le mani nel sacco (capiterà anche in casa 5 Stelle, in futuro, è evidente); quello che conta è se quella persona è stata messa lì sapendo che intrallazzava, o magari proprio perché corrotta o corruttibile, o perché parente o amico di, o per fare o restituire un favore o se invece è stata messa lì scegliendola in base a criteri oggettivi; e poi un'altra cosa che conta è la reazione del partito di fronte a un caso giudiziario. I partiti tradizionali, di fronte a un'indagine o a un'intercettazione scabrosa, generalmente attaccano la magistratura, parlano di giustizia a orologeria, difendono a priori l'indagato, che, notate bene, spesso aveva già pendenze giudiziarie quando è stato scelto, non lo fanno dimettere neppure se rinviato o condannato, lo premiano. E cercando in tutti i modi di rendere sempre più difficili le intercettazioni e di far funzionare male la giustizia, lesinando risorse e facendo riforme cervellotiche al posto di quelle che servirebbero: d'altra parte, chi delinque ha interesse a che la giustizia funzioni male, è comprensibile. E non parlo del delinquente naturale di Arcore, o meglio non solo di lui, ma di un sistema di partiti marcio nell'essenza. Sono sistemi diversissimi, ed è questo che rende il Movimento 5 Stelle un qualcosa di nuovo e una grande speranza per tutti.
Se non lo capite, avete dei limiti o siete in malafede, tertium non datur. E se vi offendete, peggio per voi. Io non sono iscritto ai 5 Stelle, non ho parenti fra i loro vertici, non sono pagato da loro (?). Sono un cittadino che davanti all'urna sceglie per il meglio. E ho una notevole capacità di critica e di analisi, non sono venuto giù con la piena.

Né ha rilevanza la voce secondo cui i 5 Stelle sarebbero meno istruiti o più creduloni o incompetenti dei politici che finora abbiamo dovuto tollerare. E' vero, alcuni dovrebbero studiare di più, ma come tutti i deputati del passato: avete presente le figure che facevano ogni volta che venivano intervistati a sorpresa con domande di cultura generale? I pentastellati hanno titoli di studio mediamente superiori ai candidati degli altri partiti (eh sì) e sono solo poco esperti, ma l'esperienza si fa col tempo, e d'altra parte se l'intollerabile schifo attuale ci spinge a cambiare è normale barattare onestà e pulizia con inesperienza. Basta poi pensare ai politici degli ultimi anni per capire come fra di loro vi siano stati oltre che delinquenti o persone in conflitto di interessi a volte macroscopico anche perfetti incapaci o autori di gaffes memorabili, per non parlare dei Cv imbarazzanti.
Anche il discorso della simpatia o dell'antipatia non ha valore, perché vale per il Movimento e per i partiti e non è certo rilevante nel momento in cui si deve scegliere quale futuro provare a dare al nostro Paese se un certo personaggio, all'interno di un partito, è simpatico o meno.

I 5 Stelle non usano soldi pubblici per farsi conoscere e non hanno media a favore (e meno male), anzi li hanno tutti contro, perlomeno 9 su 10, e quell'uno che resta fuori è neutrale (come dovrebbero essere tutti,) non a favore. Il fatto di avere tutto il mondo contro o quasi (potere politico costituito, potere finanziario, mediatico ecc) dovrebbe farvi venire qualche sospetto... Combattono tutti i giorni con una casta potentissima che non vede l'ora di eliminarli e che ha il dente avvelenato perché è stata estromessa dai giochi che contano. Siamo bombardati ogni giorno da megafoni mediatici che spargono fango sui 5 Stelle, inventando cose o esagerandole, e nascondendo le malefatte dei partiti tradizionali.
Hanno difetti (tutti li hanno, è impossibile votare una persona priva di difetti), hanno un codice etico perfettibile ma ce l'hanno ed è buono (gli altri partiti lo hanno e non lo seguono o non lo hanno proprio), a volte sbagliano, ma sempre in buona fede e comunque chi sbaglia paga, mentre prima veniva premiato addirittura. Ci stanno provando, con coerenza e serietà. Fino a quando il sistema sarà sano, le mele marce non avranno rilevanza (se buttate fuori subito il cestino non si guasta, e d'altra parte i vermi non si possono eliminare dalla natura, qualche mela si guasterà sempre) e la nostra fiducia in chi sta cercando di fare cose diverse sarà motivata. Ovviamente, è stupido aspettarsi miracoli in un anno o due, di fronte a problemi gravissimi, incancreniti e provocati da decenni di gestioni criminali della cosa pubblica: ci vorrà molto tempo. Teniamo poi conto che attualmente, non avendo il 51 ma il 32%, e stante la natura della nostra repubblica (democratica parlamentare) e della nostra legge elettorale (proporzionale, oltre che, diciamo incidentalmente, pessima e scritta e imposta da alcuni partiti per danneggiarne altri), i 5 Stelle stanno governando con la Lega, quindi non hanno le mani del tutto libere dai lacciuoli del pasato. D'altra parte era inevitabile, per quanto appena detto, cercare un accordo programmatico, che è cosa ben diversa da un'alleanza. Un accordo fra l'altro trasparente e a tutti noto, non come le alleanze sudicie e segrete del passato vedi per esempio il famigerato Nazareno.

Ecco perché dico che, non essendo i 5 Stelle né di destra né di sinistra (ma comunque più di sinistra, a leggere il loro programma), ed essendo il prodotto di una reazione popolare allo schifo imperante, e non avendo il loro programma nessuna traccia di razzismo o di altri tarli oggi così diffusi, chi non li sostiene o almeno non spera nel loro successo fa prevalere la sua partigianeria o i suoi interessi di bottega sull'evidente interesse nazionale e si dimostra davvero poca cosa. Poi, è chiaro, non tutto può piacere, ma qui si tratta di salvare un Paese e in ogni caso, a meno di non candidarsi in prima persona, votare e comportarsi da buon cittadino vuol dire scegliere l'offerta politica migliore, quella più vicina al bene del Paese, e questo io ho fatto il 4 marzo.

Non posso aspettare che nasca un partito di onesti al 100%, cioè di persone che oltre ad essere state oneste fin qui garantiscano che lo saranno fino alla morte, sarebbe utopico come aspettare che arrivi il Messia: moriremo prima. Quello che chiedo è un "partito" che si dia regole oneste e chiare, che insegua la trasparenza e la serietà, che emargini chi sbaglia, che non si affidi a chi già delinque come respira, che cerchi di gestire la cosa pubblica onorando il popolo sovrano e la Carta, tenendo lontano dal potere i delinquenti o emarginandoli appena ne emergano. Questo si può chiedere, questo io chiedo e questo il Movimento per ora dà.
Se poi i 5 Stelle fra dieci anni si rileveranno marci come i predecessori, bene: vorrà dire che sceglieremo altri, se nel frattempo saranno nate offerte politiche nuove. Altro non possiamo fare, d'altra parte: a meno di non imbracciare le armi, o ci si candida in prima persona, o ci si astiene (brutta cosa davvero) o si sceglie l'offerta politica migliore (o la meno schifosa, fate voi). E il 4 marzo, così come anche 5 anni prima, il Movimento era ed è tuttora l'offerta politica migliore fra quelle proposte, e per distacco.
Se io sono stato quasi ucciso da un chirurgo incapace e mascalzone, e adesso mi affido a un altro, e questo, supponiamo, non mi soddisfa, proverò ancora a cambiare, ma mai e dico mai mi affiderò di nuovo a quello che quasi mi ammazzava. Se invece mi soddisfa, ho cominciato a risolvere i miei problemi. Penso che questo esempio sia molto chiaro.

Perché se riusciranno a cambiare anche in parte questo Paese alla deriva, sarà un vantaggio enorme per tutti, non solo per chi li ha votati. Quando dico tutti intendo tutte le persone oneste, non i ladri o chi campa su privilegi e ruberie.
Io mi fido di chi non tiene al denaro al punto da resituirne, di chi si dà autonomamnente alcune regolette di gran pregio e cerca in tutti i modi di rispettarle, di chi, fresco e pulito anche se non navigato come i poco illustri predecessori, ce la sta mettendo tutta per fare qualcosa di buono, sapendo che in ogni caso dopo 10 anni al massimo dovrà tornare nella società civile e non potrà campare di politica tutta la vita.

Voi siete liberi di tifare contro il nostro Paese e il nostro futuro. Di dire che sono come gli altri. Di ingigantire gli incidenti di percorso (inevitabili), non capendo che sono comunque cambiate le impostazioni ed è questo che conta, solo questo!, non il singolo mascalzone che sempre ci sarà. Siete liberi di continuare a dar credito ai media servi, ai tg e ai giornali che abbiamo e che fanno davvero pena, per quanto sono poco obiettivi se non addirittura falsari matricolati. Di favoleggiare sulla poca democrazia dei 5 Stelle, voi che avete votato per partiti padronali e marci. Di pretendere che i 5 Stelle in due mesi o in due anni risolvano i gravissimi problemi ereditati frutto di trent'anni o più di sconci. Di continuare con la vostra miopia, quella che vi ha spinto a dare fiducia per decenni a perfetti incapaci e disonesti e che adesso misteriosamente vi impedisce di darla per qualche anno a questi nuovi attori della scena politica italiana, del tutto privi di colpe passate.

Francamente, non vi stimo, perché o siete poco informati e avete lacune culturali (e allora vi invito a informarvi meglio e a colmarle), o siete di parte e la vostra partigianeria offusca la capacità di giudizio, o siete parte attiva di questo sistema corrotto e quindi agite e parlate per interesse personale.

Francamente, non vi stimo. Perché siete parte del problema di questo Paese. Ci avete portato fin qua e adesso ci impedite di provare a cambiare. Create menzogne o credete con facilità a quelle create da altri. Non avete capacità critica e non fate nulla per acquisirla. Siete pecore passive, complici e inetti strumenti nelle mani di chi da decenni fa strame di questo Paese, della nostra vita, del nostro futuro, di chi ci avvelena il presente e ci nega un futuro. Siete biechi tifosi, non buoni cittadini. Pedine, non soggetti attivi. Non sapete distinguere, analizzare, soppesare, valutare. Non avete memoria. Siete anche e soprattutto voi il problema che ci sta soffocando.

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giovedì 28 giugno 2018

Il Caso batte un altro colpo



Li ho rivisti il 25 giugno 2018, dopo 17 anni quasi precisi, forse abbondanti. Una mattina come tante, anche se due uguali nella tua vita non le trovi.
Il Caso sa costruire bene le sue trame. Sa fare bene il suo sporco lavoro.

Parevano due mosche sorprese, più che intrappolate. Sorprese di esser finite su quella tela appiccicosa e fastidiosa. E' stato un momento intenso, che ho dominato. Una successione di istanti notevoli.
Credettero senza dubbio al figlio, al tempo, e si comportarono da succubi e da codardi, quest'ultimo vero marchio di fabbrica del casato.
Quel figlio egoista che hanno sempre idolatrato e mai ben educato. Quel figlio di tanto pregio apparente e nessun valore effettivo. Quell'essere immondo.

Immagino abbastanza bene i pensieri che devono aver fatto capolino nelle loro misere teste l'altro ieri, vedendomi. Lei, un po' invecchiata, lui meno. Stesso modo di fare. Lei, cinica premura, perfida sollecitudine, attivismo egoista apparentemente solidale. Lui, beffarda e presunta superiorità, lontananza emotiva, benevolo distacco superbo.

Il figlio, il pargolo prediletto, il predestinato viziato, l'eterno adolescente pochi neuroni e comunque più ormoni (ma non troppi nemmeno di questi), quel finto bulletto con le tasche piene di lire e lesto a impaurirsi di un'ombra, palloncino gonfiato che ruota intorno al suo ego, quel fonzie da quattro copeche su cui le due mosche hanno morbosamente investito tutto quel poco che sono e anche di più, lo rividi già (senza esser visto, ritengo) due o tre anni fa, in pubblico evento: acqua fresca. Era uguale a sempre, il vomito è sempre uguale nel tempo.
Quella volta il Caso volle solo scherzare; questa volta ha fatto un po' più sul serio, ha voluto divertirsi un tantinello, sempre senza soverchio impegno, comunque. Sua Maestà il Caso ha forse voluto assicurarsi di tenere la fiammella accesa dopo tanti anni di assenza di segnali: inutile premura, la mia arde flebile ma sicura e imperitura. Forse ha in serbo nuovi frutti, forse no. Anche se io penso che mi offrirà l'occasione di chiudere il cerchio; starà a me coglierla. Non sarà facile, dovrò essere ricettivo, veloce e cattivo. Garantisco solo l'ultimo punto: anche se la memoria non dimentica, l'età purtroppo avanza.

All'epoca ribattei perfido oltre ogni dire e segnai un punto, notevolissimo. Si impaurì molto e, da natura, rifiutò il confronto. Promisi poi cose che non manterrò, non ritengo doveroso omaggiare la correttezza oltre ogni dire dovendo trattare con scorretti seriali.
Non cercherò l'occasione, no: su questo mantengo fede all'impegno assunto; ma cercherò di cogliere l'assist del Caso allorquando dovesse spuntare luminoso e invitante dal flusso ignoto dell'avvenire: questo sì.



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