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lunedì 23 aprile 2018

Un'estate fa

L'estate scorsa è stata l'ultima di svago al 100% per mia figlia, ma lei non lo sa.
Da questa che sta per arrivare, e a maggior ragione dalla successiva, non ci sarà più solo svago nei mesi estivi ma anche un minimo di studio.
Perché tre mesi di blackout totale fanno solo male.
Perché ci si diverte pure di più se si studia anche un minimo (quest'estate solo 1 oretta al giorno, sia chiaro: ma molto meglio di niente)
Perché la vita è imparare, e a quell'et+ i neuroni fanno più fatica a star fermi che a girare.

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domenica 22 aprile 2018

Alizée: colloquio genitori - insegnanti

In effetti quello di oggi è stato il primo colloquio ufficiale con gli insegnanti di mia figlia, perché per vari motivi fino ad ora vi erano stati magari anche numerosi contatti, ma sempre sporadici, sebbene continui, proficui e spesso propositivi, e comunque non ufficiali.

Qualche rilievo, certo, è emerso, su episodi peraltro noti e limitati nel numero e nella portata e soprattutto già metabolizzati e affrontati in opportune sedi e con confacenti modalità, ma globalmente mi è parso di ricavarne un giudizio più che positivo sulla piccola e, soprattutto, che poi è quello che più conta in questa fase, ne ho tratto la consapevolezza della rinnovata conferma di un reciproco clima positivo, propositivo, costruttivo, di collaborazione tra le parti in causa, vale a dire genitori di casa e genitori di scuola.

Un ambiente e un clima di questo tipo sono sicuramente il collante ideale che, miscelato con quello familiare, può dare buoni frutti nell'ottica della "costruzione" di una persona, perché poi alla fine l'educazione è questo: giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza, mattoncino dopo mattoncino cercare di fare di tuo figlio o di tua figlia una persona degna, che può guardare con fiducia al mondo, con la consapevolezza dei suoi limiti ma anche con la coscienza della sua non irrilevante dimensione, capace di muoversi esprimendo se stessa conformemente a un sistema di valori di cui andare fieri, e nel rispetto dei propri simili e del pianeta che ci ospita.

Certamente l'educazione non è un'equazione matematica, spesso capita che sforzi notevoli e appropriati non producano i risultati sperati, ma è indubbio che a fare le cose per bene non ci si pentirà mai; l'importante sarà certamente il risultato finale, ma anche la consapevolezza di avercela messa tutta, intendo da parte di tutti i soggetti coinvolti, genitori ed educatori esterni, per cercare di raggiungerlo.

Lo so, avrei semplicemente potuto scrivere: "Colloquio insegnanti - genitori per mia figlia: è andato tutto bene. Andiamo avanti" o avrei anche potuto non scrivere nulla. D'altro canto avrei potuto anche farci su un romanzo... questo mio resoconto mi sembra un giusto compromesso.
I social del resto hanno proprio questa funzione: quello di permettere a una persona di raccontare quello che succede nella sua vita, di descrivere la realtà, di esprimere la sua opinione sui fatti del mondo e di relazionarsi per quanto possibile con altri, attraverso i nuovi media.

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giovedì 19 aprile 2018

Lisergico Twitter


#twitter #articolo21 #denunce

Oggi ho toccato uno degli apici della mia esperienza su Twitter.

Ho trovato infatti chi mi ha accusato di cercare di far paura, cioè di intimidire, semplicemente perché avevo citato un articolo della Costituzione!
Preciso che si tratta dell'articolo 21 e preciso anche che queste stessa persona che ha detto che avrei cercato di intimidirla citando l'articolo poco prima mi aveva detto che stava pensando di denunciarmi... e naturalmente questo nella sua ottica non era un tentativo di farmi paura! E per completare dico anche che aveva detto che stava pensando di denunciarmi semplicemente perché io un'oretta prima avevo fatto un tweet in cui stigmatizzavo pesantemente il comportamento da troll tenuto da numerosi account sotto l'hashtag #senzadime nei giorni scorsi... cioè quanto di più reale e generico si possa dire su un fenomeno che comunque c'è stato e non certo un'accusa infondata, sanguinosa, gratuita e personale rivolta a una determinata e specifica persona.

Ecco perché parlo di apice.

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martedì 17 aprile 2018

Il genoano vive per noi

Il genoano, si sa, vive per noi. Ha un complesso di inferiorità notevole e riconosciuto. Soffre enormemente per le nostre vittorie, gioisce enormemente per le nostre sconfitte, laddove il comportamento potrebbe anche definirsi normale in fatto di rivalità calcistiche se non fosse appunto per quell'enormemente che è l'avverbio poi che definisce il tratto della patologia.

C'è stata una quindicina d'anni, di recente, in cui ha praticamente sofferto sempre, però anche gioito varie volte (chi vince tanto può capitare che perda anche tanto.. più finali giochi più puoi perderne, tanto per fare un esempio banale). Cosa più fastidioso, per il genoano dico, è che non si tratta di gioire "anche" per le sconfitte degli eterni rivali (saremmo noi, per loro...) ma di gioire "solo" per le sconfitte degli eterni rivali, visto che di una vittoria di un qualche rilievo in casa Genoa non si vende l'ombra da decenni e decenni, intendo tanto per dire qualcosa di più di una stracittadina strappata qua e là ogni tanto.

Ecco quindi che, se non riesce a batterci, cosa che capita di rado, o ad essere davanti in classifica, cosa che capita di rado anch'essa, deve cercare un pretesto ogni settimana... Questa settimana ho letto per esempio alcuni rossoblu ironizzare sul fatto che la Sampdoria incasserebbe troppi gol... Vorrei far notare che se è vero che la Samp ha preso 18 gol più del Genoa, è anche vero che ne ha segnato il doppio (in Serie A, a parte il Sassuolo, nessuno ha segnato meno del Genoa!) e forse questo è dovuto al fatto che mentre il Genoa adotta un sistema di gioco generalmente rinunciatario (leggi Fortino) la Sampdoria ha invece una propria identità di gioco propositiva che cerca di imporre su qualunque campo, a volte riuscendoci a volte no (tanto per fare alcuni esempio ci è riuscita, limitandoci agli incontri di livello, con il Milan e con la Juve all'andata e a Roma e anche per almeno un tempo ieri allo Stadium).

Entrando nel dettaglio, allo stato attuale solo tre squadre in Serie A hanno realizzato più marcature della Sampdoria, mentre per quanto riguarda le reti incassate siamo comunque nella linea mediana. Per completezza diciamo anche che al momento abbiamo 10 punti in più dei critici rivali, siamo stati sesti per mesi e mesi (ripeto: sesti) e siamo tuttora in corsa per un obiettivo europeo (difficile ma possibile), mentre il Genoa non è mai stato in corsa per nulla se non per un travaso di bile e quest'anno ha avuto come unico obiettivo (peraltro degno, sia chiaro) quello di salvarsi, cosa che è riuscita a fare abbastanza tranquillamente anche se a metà anno i patemi erano più di uno... Ora vediamo cosa si inventeranno la settimana prossima.

Ovviamente, deve essere chiaro, io sto parlando del genoano tipo, perché conosco genoani che non manifestano queste preoccupanti patologie; come del resto parlo anche del sampdoriano tipo perché, per quanto possa sembrare incredibile, anche fra i sampdoriani a qualcuno i neuroni non rispondono del tutto... Ma si sa: quando si parla di temi generali si va sempre per generalizzazioni; i casi particolari non possono interessarci, né nel bene né nel male.


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giovedì 12 aprile 2018

Note a margine di Real Madrid - Juventus 1-3

1) Il comportamento e le dichiarazioni di Buffon a caldo (e, cosa davvero assurda, a freddo) sono inaccettabili e meriterebbero una pesante sanzione. Da parte di chiunque, a maggior ragione da parte di un professionista navigato (probabilmente abituato sempre ad arbitraggi di un certo tipo, dicono in tanti, e penso che questi tanti intendano nel senso di arbitraggi generalmente non persecutori, per usare un eufemismo).
2) Le dichiarazioni di Agnelli sono inaccettabili.
3) Se esiste un sistema per cui il più potente è trattato meglio dagli arbitri, è lo stesso sistema di cui in Italia la Juve (e non solo) beneficia da sempre.
4) Un rigore, se è rigore, lo è al 1' come al 90'. Lo è se avviene nel bel mezzo di un match soporifero o se avviene un minuto dopo averne concesso un altro.
5) Chi sostiene: "un rigore al 90' e così decisivo per il passaggio del turno devi darlo solo se lo è e senza dubbi" può avere ragione, ma nel senso che sempre un rigore devi darlo se lo è e senza dubbi, perchè un rigore concesso cambia un match più di un rigore negato.
6) Lo avessero negato (o concesso) alla Juve, a parti inverse, quali sarebbero stati i commenti?
7) Si sa benissimo che, fino a quando la carriera di un arbitro dipenderà da quanto sono soddisfatti o scontenti di lui i club più potenti del calcio, certe decisioni saranno sempre inquinate dal condizionamento psicologico del direttore di gara (non parlo di corruzione -es: Calciopoli-, quello è un altro step).
8) Il Var serve, ma se continua a valere il punto 7, non a molto. E' un bel passo in avanti, ma da solo potrà poco. Ho già visto casi di rigori chiaramente inesistenti eppur fischiati senza che il Var dicesse nulla.
9) La Juve invoca il Var europeo, ma fino a ieri era nettamente ostile al Var italico.
10) Un difensore che compie un intervento come quello che fa Benatia sa che rischia tantissimo di provocare un rigore.
11) L'errore della Juve è stato lasciare questa opportunità al Real allo scadere, oltre a quello di aver perso male all'andata.
12) Il rigore, rivisto alla moviola ma soprattutto a velocità normale, c'è. L'arbitro vede le cose a velocità normale, ricordiamocelo, e vedere solo la moviola porta spesso fuori strada, vanno viste entrambe le modalità per poter giudicare bene. Non possiamo definirlo solare come se fosse stato una fucilata, ma si può dare benissimo. E' l'intervento di Benatia che è irruente, scorretto, eccessivo e tale da procurarsi facilmente guai. Non puoi entrare in quel modo e quel che prendi prendi mentre l'attaccante sta per concludere. Nel senso che Benatia rovina su Vazquez, non è vero che fa di tutto per evitarlo. Toccherà pure palla, e ammettiamo che il suo intento fosse quello di toccare solo la palla, ma soprattutto lo spinge, lo sposta, gli va addosso. Che Vazquez poi accentui può essere, ma non è rilevante se c'e' contatto a un metro dalla porta con Vazquez che ha appena stoppato la sfera di petto. IL colpo lo prende, basta poco per sbilanciarsi e non poter più concludere, che poi si cada o no. Devi intervenire in altro modo, o rassegnarti e sperare in San Buffon o nell'impappinamento di Vazquez. Se intervieni così, prendi palla e uomo (e probabilmentye prima l'uomo) e non va bene. Corri un rischio enorme, se ti danno rigore dovevi metterlo in conto. Il punto è che un rigore così, in un Juve-Catanzaro allo Stadium, sull'1-0 Juve, allo scadere, non lo avrebbero mai dato: la stortura è questa, non la decisione di ieri dell'arbitro.
13) In Europa il modo di arbitrare è diverso, in generale sono probabilmenmte meno bravi, certamente più severi e forse meno permalosi. Sui giochi di potere, ci sono in Europa e in Italia e ne ho già scritto ai punti 3 e 7.
14) Rigiocate pure il match e non fischiate il rigore, così si va ai supplementari. Ma io rivoglio allora la Coppa dei Campioni del 1991, e voglio evitare la famosa retrocessione "decisa" da un certo arbitro in quel di Bologna, con un rigore assurdo poi sconfessato, anni dopo, dallo stesso arbitro. E al mio conto mancano pure una Supercoppa d'Italia, una qualificazione Uefa, e un altro molto probabile scudetto. Forse è meglio per il bene di tutti se lasciamo le cose come stanno.


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domenica 8 aprile 2018

Impigliati nei tenaci lacciuoli del vecchio e del marcio

A questo punto, con un Pd diviso in diciotto parti, infantilmente ondivago, inaffidabile e ridicolmente ostaggio di Renzi finto dimissionario e dei suoi seguaci, e con una classe dirigente che si conferma imbarazzante, una delle peggiori di sempre in Italia; e con un Salvini giovane e forte e furbo ma che incredibilmente vuole rifare l'Italia tenendosi al piede la più impresentabile e vecchia e dannosa delle zavorre (Papi Delinquente), penso che al M5S possa convenire stare all'opposizione.

Visto che nessuno ci sta, visto che nessuno collabora in un fruttuoso confronto democratico e anzi tiene per mano delinquenti o si arrocca su posizioni da silo nido, e visto che Berlusconi e soprattutto il Pd hanno il terrore di un'altra batosta elettorale, ci provino Pd, il leghista e Papi bello a fare un governo con un'opposizione così oceanica e compatta...

Un Salvini coraggioso che si impegnasse su alcuni precisi punti di programma potrebbe risolvere la questione che sta consumando Mattarella; su Berlusconi non dico più nulla, per me era già non votabile nel 1994, capite bene come sto messo sul tema; quanto al Pd, non vedo guarigioni miracolose in così poco tempo per malattie così profonde sebbene comiche.

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sabato 31 marzo 2018

Ci sono curricula e ci sono lenzuola

Tu hai il tuo bel curriculum su LinkedIn: un curriculum normale, curato ma piuttosto base, certamente non al livello di quei curricula del tipo terza media, patente B, automunito, hobby: sport e cinema, esperienze di lavoro cameriere d'estate e dog-sitter... Ma, comunque, un curriculum del tutto normale e poco appariscente, con alcune esperienze di lavoro per nulla sorprendenti e vanamente impreziosito da un percorso universitario articolato e ricco di esami (ben riusciti) ma non completo e quindi inutile, perché poi alla fine quando si va a trasformare i discorsi in numeri quello che conta è se l'hai terminato o no, questo benedetto percorso, specialmente oggi che esiste la laurea breve che non si fa mancare più nessuno, e contano di più 15 esami con media voto bassa e laurea in saccoccia, sia pur triennale, che 21 esami con media altissima e laurea pesante vecchio stile mai vista se non in cartolina.

E poi ti imbatti nel peggior curriculum che tu possa incontrare... No, non sto parlando del CV di un Einstein, di uno Steve Jobs o di un manager di grande multinazionale dallo stipendio annuo superiore al PIL di molte nazioni del terzo mondo, ma del CV mostruoso di una persona che peraltro conosci bene e che vive nel tuo stesso quadrante territoriale, anche se, per via della sua indole e, come dire, come causa ed effetto allo stesso tempo del suo curriculum, è spesso in giro per il mondo, e non è un modo di dire...
Dicevo... ti capita la cosa peggiore perché fino a che ti imbatti nel curriculum del più grande manager di multinazionale di sempre o del genio del secolo puoi sempre restarne ammirato da un punto di vista lavorativo e professionale ma nello stesso modo in cui si è ammirati di fronte alle doti da arrampicamuri di uno Spiderman o a quelle di Superman più veloce della luce: non puoi competere, puoi solo raccogliere la mascella nel frattempo precipitata rasoterra, ma sapevi già fin dall'inizio che non ci sarebbe stata gara.

Si tratta, insomma, di un curriculum mostruoso e disumano ma non di un mito inarrivabile o di un personaggio di fantasia; si tratta del lenzuolo professionale di una persona reale e a te vicina, che ti saluta pure quando ti incontra, in genere... e che ti invita pure a casa sua. Non ho parlato, si badi, di un essere umano ma solo di un essere reale, quindi esistente perché, come ho già avuto modo di sottolineare in diversi miei scritti nel corso del tempo, quando si parla di lei ci si deve rassegnare al fatto che si sta parlando di una donna di natura semidivina, non saprei come altro definirla dovendo necessariamente porre uno stacco netto tra lei e buona parte delle altre donne e fra lei e la grandissima parte degli altri uomini. E' una forma di vita basata sul carbonio e su qualcos'altro di ignoto, riceve la spinta da inesauribili batterie di concezione extraterrestre, ha capacità organizzative e di calcolo pari a quelle di un super elaboratore a diecimila processori. Potremmo ipotizzare per lei financo origini aliene; di sicuro ha un ceppo di DNA diverso da quello della stragrande maggioranza dei comuni mortali e il perché lo trovate appunto nei post in cui ho abbondantemente cantato lei, le sue gesta, le sue immense capacità professionali e familiari e, in uno dei più recenti, anche la sua immaginifica dimora posta alle porte dell'Eden, là dove il cielo cede con grazia il passo all'infinito.

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mercoledì 28 marzo 2018

Anime giapponesi

Ché poi, tornando al post (su FB) in cui questa mattina parlavo del film di anime giapponesi "La forma della voce" (buono) che ho visto ieri sera a Carrara, c'è da dire che ti sembra di essere in un manga non tanto quando sei seduto sulla poltroncina del cinema a vedere il manga ma, piuttosto, quando esci dal cinema e ti butti fra la gente perché qui, come sapete, ci sono veramente tanti ragazzi e ragazze giapponesi... anche se mi pare di notare come vi sia poca interazione tra i connazionali e i nipponici, e questo mi dispiace: d'altra parte non è che io, anche se da sempre stimo il modo di vivere e di vedere le cose tipici del giapponese, posso trasformarmi in uno stalker... nonostante si favoleggi a proposito dell'esistenza di una bizzarra clausola nel mio matrimonio che tenderebbe ad escludere l'ipotesi di tradimento qualora questo fosse consumato con Alizée Jacotey,, con Michelle Branch o con una donna giapponese. Giusto per informarvi.

(Foto: Naoka Ueno)

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sabato 17 marzo 2018

I mantra dei renziani travolti dal voto

Ho letto oggi un'interessante risposta all'idiozia che i renziani ripetono da giorni ("gli elettori hanno deciso di farci stare all'opposizione").
Quindi chi è andato a votare PD domenica 4 marzo (che coraggio, a proposito...) lo ha fatto col proposito di non far vincere il Pd?
Oppure chi ha votato Pd sapeva già che il Pd si sarebbe fermato al 18 e rotti?
Bastano queste due osservazioni per certificare l'idiozia dell'affermazione che assieme a quell'altra ("l'ingovernabilità è figlia del No al referendum del 2016") i renziani (e spero solo loro, all'interno del Pd) ripetono da giorni come un mantra ossessivo.
La nostra è una repubblica democratica multipartitica e la legge elettorale (pessima e scritta dal Pd) è di fatto proporzionale. Questi (che, ripeto, l'hanno scritta e imposta con otto fiducie) ragionano ancora col maggioritario. Come affermato da Palombi, in una repubblica come la nostra e con una legge elettorale proporzionale chi si pone all'opposizione a priori, senza cercare di fornire il suo sincero apporto alla formazione di un governo, adotta un comportamento non solo certamente infantile, vendicativo e irresponsabile, ma anche eversivo. E nel 2013 il M5S non fece proprio per niente la stessa cosa (terzo mantra di chi falsifica la storia), e anche se l'avesse fatta (e non l'ha fatta), devi per forza ripetere un errore altrui?

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domenica 11 marzo 2018

Scusi, può ripetere?

Spiace non essere d'accordo con #Zichichi ma francamente questa mattina sulla #Nazione ho letto un paio di cose che mi sembrano lunari...

La prima è che "la scienza non potrà mai scoprire cose in contrasto con la fede".
Mi chiedo innanzitutto quale fede, perché ce ne sono tantissime e spesso divergono fra di loro su punti cruciali... e poi quello che lo scienziato afferma non è vero perché la scienza ha scoperto numerose cose che contrastano con uno più fedi, nel corso dei secoli....
Rivolgo anche un pensiero di umana pietà a tutti quelli che, studiosi di varie discipline, sono stati emarginati, derisi, boicottati o sono stati costretti allo spergiuro o addirittura uccisi dalle istituzioni di una Chiesa nel corso dei secoli, solo per il fatto di aver sostenuto verità scientifiche del tempo che contrastavano con i testi sacri.

La seconda affermazione che non mi va giù è che gli atei dissentono ma non sono in grado di dimostrare che siamo figli del caos.
Beh può essere, senza dubbio, ma esattamente come la scienza non è (i più ottimisti direbbero: non è ancora) in grado di dimostrare che siamo figli di un dio...
Solo che se una o più persone affermano che esiste un dio che ha creato e governa tutto dovrebbero anche dimostrarlo altrimenti in assenza di dimostrazione scientifica rimaniamo fermi a che non esiste un dio...

Direi che questo è l'approccio giusto; sappiamo di non sapere tutto, col passare del tempo scopriamo sempre più cose che un tempo non conoscevamo ma non crediamo ciecamente da un punto di vista scientifico a una verità non dimostrata... al massimo possiamo crederci dal punto di vista della fede, e su questo non ho nulla da dire.
Per fede puoi credere a tutto, si tratta di credenze rispettabili, perlomeno fino a quando non c'è qualcuno che in base a queste credenze pretende di regolare non solo la propria vita privata ma anche quella degli altri, ma dal punto di vista scientifico questi ragionamenti non hanno senso: mi sembrano lunari per non dire assurdi.

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sabato 10 marzo 2018

Situazioni lynchiane

Racconto questo episodio come piccolo e innocente esempio di una DERIVA più ampia.
Casa dei miei non è l'attico di Bertone, doverosa premessa. Se alzo la voce anche di poco mi si sente in tutta la casa, non necessitiamo di piccioni viaggiatori.
Questa mattina mamma mi chiede se voglio un caffè, dico di sì. Lo fa da dietro la porta chiusa (sono nel pensatoio).
Quando è pronto, per non alzare la voce dal piano di sotto (sono tre piccoli piani sfalzati), cosa che si fa abitualmente da decenni, decide di... telefonarmi. Dal fisso di casa al mio mobile.

Io guardo lo smartphone e per un secondo mi sembra di stare in un film di David Lynch (mi viene in mente Strade Perdute), o tipo io che mi chiamo al telefono, e il terrore mi paralizza. In quel decimo di secondo non mi è passata tutta la vita davanti (odio le pellicole in cui il protagonista ha sempre ragione) ma ho comunque cercato di far mente locale su dove mi trovassi in quell'istante, come quanto ti svegli dal sonno e pensi di essere a casa e invece sei in hotel. Poi ho realizzato e risposto.
Penso di non dover aggiungere altro.

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Le prime intemperanze di Alizée Doria Primavera

Prime intemperanze disciplinari della piccola (4 anni e mezzo) in ambiti differenti da quello familiare.
Due piccoli episodi per i quali ha attenuanti varie (oltre a quelle della giovine età e dell'inesperienza delle cose della vita) ma anche specifiche colpe, da quanto emerso dal racconto delle "Mamme di scuola" altrimenti definite Maestre e dall'"interrogatorio" cui l'ho sottoposta ieri, con modi garbati ma stringenti, MAIEUTICI direi. L'imputata, sebbene un filo reticente, ha ammesso le sue responsabilità senza accampare scuse, cercando solo di minimizzare l'accaduto. Verificheremo poi se ha vuotato interamente il sacco o se sul fondo ha lasciato i particolari più sgraditi.
Due episodi non rilevanti, certamente, quasi banali (non è che a 4 anni puoi sparare a uno eh, anche se negli States capita) ma io sono da sempre dell'idea che se si spegne un incendio quando ancora è piccolissimo si evitano danni peggiori e maggiori fatiche.

I piccoli hanno un bisogno fisiologico di provare ad eccedere le regole con sistematicità per verificare sul campo quali sono i limiti e quali le autorità; sta a noi confermare loro che hanno superato i primi e irritato le seconde. Senza far terra bruciata, specialmente ai primi giri, ma anche senza troppa accondiscendenza: un mix è l'ideale.

Vedremo se la mia ramanzina di ieri e il lavoro sottotraccia che svolgerò nei prossimi giorni riuscirà a spegnere il piccolo (e devo dire non del tutto inatteso, data la natura dei piccoli in genere) focolaio di insubordinazione.

Purtroppo c'e' chi è esuberante di suo e prende l'iniziativa grazie alla sua maggior sfacciataggine (che però mette al servizio di stupide disobbedienze invece che di proficui atteggiamenti ed apprendimenti) e chi segue l'esempio negativo a mo' di pecorone. Sono entrambi comportamenti sbagliati, anche se forse il secondo è più facilmente correggibile.

Occorre far capire qual è l'errore e quanto è grande la delusione che si provoca in chi crede ciecamente in te (come vedete, psicologia a piene mani), e far anche presente che se il pecorone smette di seguire il capo branco dopo un po' il capo branco cambia comportamenti, non vedendoli più premiati dall'adesione entusiasta e acritica dei compagni di goliardia.

Il futuro, come sempre, si incaricherà di dirci tutto quel che ancora non sappiamo.

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sabato 3 marzo 2018

Intenzioni di voto: atto finale

A poche ore dal voto sono sempre più orientato a concentrarmi sull'unica formazione che, fra quelle che possono rientrare nella mia ottica di voto, sarà in grado di incidere profondamente, se sostenuta dal consenso sperato, sul futuro di questo paese, da troppo tempo condannato ad essere una palude infestata da parassiti senza dignità.

La mia valutazione, anche se assume i suoi contorni definitivi solo negli ultimi giorni prima del voto come è del resto giusto o possibile, si basa in realtà su anni e anni di riflessioni e di osservazioni e non è certo frutto di un'impressione del momento o del fascino di una promessa elettorale buttata lì all'ultimo secondo da qualche politicante di lungo mestiere.
Altre volte ho dato anche o solo voti ideali, adesso è  giunto il momento di dare un voto ideale e pratico. Non solo quindi giocare bene per divertirsi, ma giocare bene, divertendosi, per fare la partita.

Mai presa in considerazione l'aberrante opzione dell'astensione o del voto nullo;
accantonate le opzioni minori (LiberiEUguali), non tanto per specifici difetti del programma presentato, quanto per la presenza di troppi personaggi compromessi con il recentissimo e pessimo passato di governo e per il rischio di una successiva e fatale attrazione verso il renzismo, nell'ottica di un ritorno a casa che potrebbe tentare e tenterà molti, del resto da casa allontanatisi tardivamente;
e ovviamente mai prese in considerazione le ipotesi macchiate di infezioni insuperabili come quelle del razzismo, del fascismo, della xenofobia, delle intolleranze o inquinate pesantemente dalla menzogna e dalla presenza di troppi personaggi compromessi con la giustizia, o non credibili per avere già dimostrato per anni e anni l'inconsistenza delle loro proposte e della caratura dei loro alfieri, restavano due possibilità sul piatto ragionato delle mie intenzioni elettorali, e adesso una vi regna incontrastata, come detto.

C'è una lista minore (PoterealPopolo) il cui programma apprezzo notevolmente e che da un punto di vista ideale corrisponde maggiormente a quello che io voglio, ma da un punto di vista tattico penso che sia giunto il momento di concentrare tutti gli sforzi sull'ammiraglia principale che In ogni caso fotografa con una notevole anche se non totale fedeltà il mio modo di vedere le cose: una formazione da anni in pista, che si è formata nel tempo una certa esperienza,  che ha mantenuto una notevolissima coerenza con i suoi principi e che merita la chance di poterci dare, dopo decenni di nulla, una chance. Non sono perfetti, nessuno lo è,  sono anche drammaticamente autolesionisti a volte, ma sono incontrovertibilmente e nettamente migliori dei tristi figuri che abitano il restante e desolante panorama ... odorano di pulito, e ancora di più per il tanfo su cui si stagliano. Sono i Cinquestelle.

È insomma Il momento delle grandi scelte. È il momento di provarci, consapevoli del fatto che una scelta è giusta se è meditata, fondata, coerente, logica e fedele ai valori della Costituzione,  indipendentemente dall'esito della gara elettorale. Chi vota bene non avrà nulla da rimproverarsi  comunque andrà.

Provare a cambiare le cose si può.

È il momento di esserci e di fare la Storia.



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mercoledì 21 febbraio 2018

Il razzista

Il razzista ha letto pochi libri. Ha visto pochi film e pochi di quelli buoni. Non si informa e se lo fa è solo sui gazzettini di parte. Pochi musei, pochi documentari. Arte e cultura non sono fra i suoi interessi prioritari. Non sa quasi niente di storia e quel che sa è propaganda ideologica e falsità. Ha spesso lacune di italiano. Gli riesce difficile formulare pensieri complessi o scrivere frasi articolate e di senso compiuto. Mantiene con difficoltà la concentrazione per più di tot secondi su un testo scritto. Va nel panico de deve scrivere più di due righe.

Ha ricevuto un'educazione sbagliata, o incompleta, o non ne ha ricevuto affatto. Non ha appreso le lezioni giuste o ha proprio saltate alcune. Ha avuto pessimi maestri, o sciatti, o nessuno che si preoccupasse di insegnargli la vita. Ha visto troppa tv e da solo. Nessuno ha parlato con lui per correggere via via la crescita di un'anima. Qualcuno ha perfino abusato di lui. Con lui sono stati più assenti che presenti, oppure ha ricevuto pessimi esempi dalla famiglia e/o dalle compagnie. Ha avuto bisogno di aiuto e si è ritrovato a solo. Ha conosciuto fin da piccolo la delinquenza e comunque sono a lui estranei i valori civici, anche se si riempe la bocca con la parola patria. Genitori che si sono occupati male e poco di lui, famiglie difficili, padre e madre forse razzisti, comunque poco solidali, chiusi, di visione e prospettive limitate. Non c'entrano le condizioni economiche, anche se non aiutano. A scuola non ha mai brillato, pensa male, quindi parla male e scrive male, a fatica. Le sue idee sono poche, ossessive, non ragionate, non spiegate o autoreferenziali e con questo tende a spiegare tutto della sua vita e del mondo.

Pensa che gli altri siano la causa dei suoi problemi, in particolare gli infelici e i poveri della Terra, quelli come lui. Insegue miti aberranti, coltiva il culto maniacale per personaggi della storia malvagi e negativi. Scuole difficili, classi troppo numerose, insegnanti che si limitavano al compitino o che non sono riusciti ad ottenere da lui granché nonostante gli sforzi. Non gli è stata insegnata fin da piccolo l'empatia. Non sa cosa vuol dire solidarietà. E' abituato ad usare la forza, pensa che le controversie si possano risolvere solo imponendo la legge del più forte. Non dà peso ai veri valori della vita. Non è abituato a manifestare le proprie emozioni e ha difficoltà a capire quelle degli altri. Non ha nessuna capacità di immedesimazione. Non ha visione globale. E' abituato a disprezzare il diverso. Pensa che la felicità possa essere piena anche se è circondata dall'infelicità altrui, o magari proprio per questo. Si muove bene in gruppo, in banda. E' un debole, un influenzabile e cade facilmente nella rete di quei pochi forti e capaci di influenzare, purtroppo con le loro idee marce. Tutto questo vale per il razzista e per il fascista. Il fascista è sempre razzista.

Non fate figli. Se li fate, sappiate che non è esattamente come decidere di prendere un cane, anche se per molti di voi ahimè un cane o un gatto valgono quanto un bambino. Se li fate, sappiate che si tratta di un'impresa titanica e mai finita. Possibile, ma estremamente impegnativa e non adatta ai discontinui, agli inaffidabili, ai poveri di spirito, agli amanti del tempo libero, ai dediti al culto di sé, agli egoisti, ai limitati, a chi non sa e non vuole sacrificarsi, a chi non ama la natura e il mondo e a chi non rispetta i suoi simili, a chi non odia la violenza. Se siete razzisti, se siete fascisti, se odiate il prossimo, se siete violenti, se avete pregiudizi, non riproducetevi. Farete un favore a voi e all'umanità tutta.

Noi non abbasseremo mai la guardia. Noi sappiamo di lottare per qualcosa di grande, voi ignorate di buttare la vostra vita per meschine miserie. Noi vinceremo, sempre, anche se con perdite. Voi avete perso già da quando siete nati. Voi siete nati sconfitti. La sconfitta è in voi, in quello in cui credete, in quelle idee che fanno marcire il cervello e inaridiscono il cuore. Non è colpa vostra, ma della società, della vostra famiglia, delle circostanze, della vita. E' colpa vostra, di quel che non avete dentro, di quanto siete gretti e meschini. Non avete saputo cogliere e nutrire l'umanità e la grandezza che è in ognuno di noi, non vi hanno aiutato a farlo, non avete voluto, non avevate nulla dentro di voi. Vegetate, non vivete. Siete esserei umani da un punto di vista biologico, ma è tutto.

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martedì 20 febbraio 2018

Sampierdarenese Andrea Doria

Abbiamo i Colori più belli del mondo.. una Città fantastica... una Tifoseria incredibile che trasmette Amore puro e che non si scoraggia mai... che ha saputo passare da decenni di onesta e dignitosa Serie A a un decennio ricco di trionfi incredibili a un periodo successivo inferiore per risultati, anche se non del tutto privo di soddisfazioni, senza mai cambiare atteggiamento, perché in realtà quello che noi seguiamo è quell'incredibile Maglia, quell'indescrivibile magia che si rinnova ogni volta sul rettangolo verde,, e non importa cosa c'è in palio perché a scendere in campo è sempre quella maglia, che rappresenta la nostra vita, la nostra passione, che è la nostra Terra, che è, non rappresenta ma è la nostra bellissima Città, il cui simbolo non a caso è cucito sulla Casacca all'altezza del Cuore... un Allenatore galattico​, tatticamente quasi un genio e umanamente un modello, abbiamo un Gioco!, siamo sportivi e corretti, tranne qualche rarissima e inevitabile sbavatura (che non è mai la regola e che comunque sappiamo riconoscere e punire e correggere, a differenza di altri), siamo i migliori frutti della Nobile Scuola Mantovani, Famiglia a cui saremo sempre eternamente grati per i Valori umani e sportivi che ci ha insegnato... ci indigniamo per le ingiustizie subite ma non le usiamo mai come comodi alibi e riusciamo comunque a superarne l'amarezza.. e poi siamo Blucerchiati quindi con il sole nel cuore, felici a prescindere.... quando vinciamo siamo felici, quando perdiamo siamo felici (anche se ovviamente è meglio vincere, ma non per favori ricevuti o perché nettamente più forti degli altri bensì dopo aver lottato ed espresso i nostri migliori valori), ma il nostro stato d'animo non cambia in funzione del risultato perché basta guardare quell'arcobaleno di colori per sorridere alla vita.

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sabato 17 febbraio 2018

Cum grano salis

Mi spiace che diate prove così manifeste e ripetute della vostra limitatezza di visione, per non dire di peggio.
La vicenda giudiziaria di una persona non deve e non può essere confusa con l'opportunità che questa persona gestisca la cosa pubblica. Parlare a questo proposito di attesa doverosa del terzo grado di giudizio, di presunzione di innocenza, di richieste forcaiole e simili è pura stupidaggine. Devo aspettare la Cassazione per sapere se Luca è pedofilo, è vero. Ma nel frattempo, pure in assenza di evidenze, se è sotto indagine o processo, mio figlio lo affido a un'altra persona: questo non vuol dire considerare Luca colpevole, vuol dire non giocare con la vita di mio figlio. Se poi vi sono pure evidenze del fatto che è pedofilo, non serve aspettare il processo per trattarlo da colpevole e impedirgli di avere a che fare coi bimbi: e questo non vuol dire essere forcaioli o colpevolizzare una persona prima della sentenza definitiva, vuol dire che io non sono scemo e se un video o un audio dimostra che tu sei pedofilo non devo aspettare sentenza per toglierti il saluto o peggio e per smettere di affidarti mio figlio, così come se in un video tu uccidi un passante per derubarlo non devo aspettare sentenza per considerarti un ladro assassino e girare al largo da te, indipendentemente da come finirà il processo, che comunque finirà fra anni e che potrebbe pure finire bene per te (prescrizione, attenuanti, errori giudiziari, non ammissibilità giuridica di prove reali, etc.)

Scendiamo più nel dettaglio perchè ogni giorno leggo commenti che richiederebbero pesanti dosi di psicofarmaci e che invece mi devo sciroppare senza doping.

Se un individuo (deputato, ministro, assessore, o anche solo candidato) viene indagato per reati non gravi tipo abuso di ufficio (o quei reati che sono un "normale" e possibile inciampo se si gestisce un determinato ufficio), e su denuncia di un avversario politico, è ovvio che se non vi sono evidenze occorre aspettare le decisioni della magistratura prima di chiederne la testa, altrimenti sarebbe troppo facile screditare e far fuori avversari politici scomodi.

Ma se un politico è coinvolto, a puro titolo di esempio, in intercettazioni in cui chiede una tangente, il politico deve sparire immediatamente, deve lasciare con effetto immediato ogni carica, anche se poniamo non fosse ancora nemmeno indagato e anche se, poniamo, quella tangente non avesse ancora intascato. Come vedete, vi sono paradossalmente casi in cui un avviso di garanzia e anche un processo in corso potrebbero non essere sufficienti per chiedere ragionevolmente le dimissioni di un politico e casi in cui questo dovrebbe sparire dalla circolazione anche in assenza di un avviso di garanzia: si chiama discernere, richiede un discreto funzionamento di un buon numero di neuroni, e assenza di partigianeria.

Sono i partiti che devono selezionare la classe dirigente, evitando come la peste i malfattori e d espellendo chi sgarra, e privilegiando le persone oneste. Oggi invece i partiti privilegiano i delinquenti, li candidano che già sono delinquenti, e se non lo sono e vengono colti sul fatto dopo, non li espellono, ma li coccolano, li difendono, li promuovono e permettono loro di continuare a gestire la cosa pubblica nonostante vi siano evidenze incontrovertibili che sono corrotti marci.

Vi sono due discorsi assolutamente diversi che spesso gli stolti confondono.
Primo discorso. Un conto è dire:Luca è indagato, o imputato, o addirittura condannato in primo grado, ma prima di poter dire che è colpevole in uno stato di diritto dobbiamo aspettare la sentenza di terzo grado. E' vero!
Ma, nonostante sia vero, sfido chiunque di voi, anche in assenza di prove evidenti, a continuare ad affidare suo figlio al vicino indagato o processato per pedofilia e farlo per tutti i 5 o più anni che ci vorranno per arrivare a sentenza... questo non vuol dire considerarlo colpevole, vuol dire che la sua funzione viene sospesa in via cautelativa in attesa di stabilire se è colpevole. Io posso ben affidare il figlio ad altri, senza metterlo a rischio, e allo stesso modo posso affidare la gestione del denaro e della cosa pubblica ad altri, incensurati e senza indagini sul capo, senza rischiare che per 5 anni tutto questo venga gestito da un possibile corrotto.
Secondo discorso. Un altro conto è invece dire: se esistono evidenze che è corrotto (es: un video!), costui deve abbandonare subito la gestione della cosa pubblica, prima ancora di un'indagine o di un processo, figurarsi se dobbiamo aspettare la sentenza. Perchè non possiamo affidare lo Stato a persone che potrebbero essere colpevoli. E perchè fare politica non è un obbligo ma un servizio e se c'e' un'ombra su di te un altro fa il servizio al posto tuo. La politica infatti non dovrebbe essere un affare per te, ma un servizio... se diventa un affare, al punto che non vuoi mollare la poltrona neppure se prove certe evidenziano che sei marcio, vuol dire che già non ci siamo. Ed è questo il punto a cui siamo in questo paese governato da decenni da perfetti e inutili buffoni, da corrotti e corruttori, bugiardi e intrallazzatori, piduisti e mafiosi, incompetenti e raccomandati, ignoranti e incapaci.

Prima di scrivere vi invito a ragionare.

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Essere comunisti

Condivido appieno questa affermazione di IVANO MARESCOTTI

Una curiosità: lei si definisce orgogliosamente comunista. Ma nel 2018 che vuol dire essere comunisti?

Innanzitutto, va precisato che il mio comunismo non ha niente a che vedere con lo stalinismo: l'Unione Sovietica negli anni 30-60 era molto più simile al fascismo* in Italia di quanto si pensi. Oggi, per me, essere comunista significa identificarsi con le lotte dei comunisti italiani nel secolo scorso. Sono cresciuto al suono di “viva il comunismo e la libertà”, due parole mai disgiunte una dall’altra. Significa semplicemente progettare una società anticapitalistica e provare ad organizzare le classi sociali più deboli e subalterne. Per mantenere una utopia necessaria e, per dirla con Luciana Castellina: “per non rinunciare a all’obbiettivo di coniugare libertà con uguaglianza, qualcosa che non è mai riuscito ad alcuna rivoluzione”. (fonte: MicroMega)

* quando parlo di fascismo che è il contrario della democrazia e non del comunismo e parlo esplicitamente di regimi fascisti seppur riverniciati di rosso, gli stolti sorridono.


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giovedì 15 febbraio 2018

In questo siete un mistero, ragazzi

Io capisco perfettamente se non votate M5S o Potere al Popolo, tanto per dirne due. Se vi informate sui tg nazionali e sui principali giornali e riviste e sui talk o programmi di intrattenimento vari, avete ragione: di Potere al Popolo non si parla mai, invece i pentastellati appaiono come inesperti, incapaci, disonesti come i nostri politici di lungo corso anzi di più, opportunisti, fascisti o comunisti ma insomma isti, brutti, ignoranti, etc. Non li voterei nemmeno io, se assumessi info tramite questi canali. Io però non uso questi canali per informarmi, appunto perchè vorrei informarmi e non drogarmi di menzogne. E quindi sono tutti e due fra i partiti o movimenti che potrei scegliere il 4 marzo.
Potreste informarvi meglio (cioè informarvi, in buona sostanza) ma magari non ne siete capaci, quindi vi capisco (non vi giustifico).
Se vi astenete nemmeno vi capisco, sia chiaro.
Quel che non capisco è come fate a votare per gli stessi corrotti, bugiardi, pregiudicati, incoerenti, imputati, indagati, pluriprescritti e mafiosi di sempre, che fra l'altro han già dato ampie prove di non saper governare e di fare i loro interessi e non i nostri. In questo siete un mistero, ragazzi.
#elezioni

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domenica 11 febbraio 2018

Intenzioni di voto

Al momento la mia idea politica in vista delle elezioni del 4 marzo (al momento: vale a dire se si votasse oggi pomeriggio) è questa.
Ribadisco che la legge elettorale è fatta male, concepita per favorire alcuni partiti a scapito di altri ed è stata approvata con forzature indegne di un paese democratico. Inoltre, sarà dichiarata incostituzionale come le due precedenti (o meglio: è incostituzionale, vedremo se sarà dichiarata tale), e ci consegnerà quindi un altro Parlamento illegittimo.

Detto questo, escludo astensione, scheda nulla e simili: è una scelta stupida che avvantaggia proprio i partiti che ritengo responsabili del degrado del mio paese; inoltre è sputare su chi è morto per poter avere questo diritto. Non votare è un vantaggio per i malfattori della politica, che hanno paura del voto di opinione e si basano sul voto di scambio e su propagande becere e fasulle.
A meno di candidarsi in prima persona (io non intendo farlo) è opportuno votare ed è consigliabile farlo per la soluzione che si pensa migliore o meno lontana dal proprio ideale (la "meno peggio"): è l'unico modo di incidere e di comportarsi da cittadini responsabili, tanto più che quello di voto è un diritto-dovere.

Escludo di dare il voto a corruttori, corrotti, bugiardi matricolati, razzisti, xenofobi, omofobi, intolleranti, a chi è dove si trova per palese raccomandazione di tipo clientelare o nepotistico, a chi è pregiudicato. specialmente se per reati gravi o comunque contro la Pubblica Amministrazione, a chi è anche solo indagato o condannato in primo grado per reati gravi per i quali esistano già evidenze (es: intercettazioni) chiarissime, e a chi ha già dato ampia e indiscutibile prova di non saper governare questo paese o di farlo principalmente per i propri interessi o quelli di amici e cricche. Escudo anche buffoni, saltimbanchi, mafiosi o amici della mafia.

Cosa resta? Poco, siamo d'accordo. Non poco come qualità, ma come quantità, come ampiezza di alternative.
Al momento restano Movimento 5 Stelle, Potere al Popolo, Liberi e Uguali e altre liste davvero piccole e che si conoscono pure poco (anche per colpa dei media, al 90% parziali, inaffidabili e servi), la maggioranza delle quali (non tutte!) sono o civetta o assurde o rientranti nei casi di esclusione citati prima.
AL momento (quindi sempre nell'ipotesi di voto oggi pomeriggio) la mia scelta e' 5 stelle, per tutta una serie di motivi (non solo quelli di esclusione citati) che chi mi legge su Facebook, Twitter e blog conosce. Ma seguo Liberi e Uguali e Potere al Popolo. Seguo la loro evoluzione. Al momento Potere al Popolo ha sbagliato poco; un difetto potrebbe essere la presumibile non rilevanza del suo risultato, anche se non è che si debba per forza votare per chi è accreditato di uno score in grado di incidere, in passato ho votato anch'io per formazioni minori, e convintamente, quindi la lotta è aperta. Quanto a Liberi e Uguali, dato fra il 5 e il 10% (e fra 5 e 10 c'e' una bella differenza), ne apprezzo linee programmatiche e leadership, mi piace pure Civati di Possibile, ma ha un grave difetto: ha al suo interno alcuni personaggi compromessi coi passati governi. che hanno votato leggi inaccettabili, e secondo me non dà sufficienti garanzie di voler essere, qualunque sarà il risultato, allergico a ritorni di fiamma con Renzi o con un Pd renziano, e questi due fattori per me sono invalidanti.

Poiché non si vota oggi pomeriggio, stiamo comunque a vedere. Ben sapendo che in ogni caso la prima metà del mio discorso è definitiva e indiscutibile. In pratica, se la giocano in tre, e due sono ad inseguire.


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sabato 3 febbraio 2018

Raggi: colpevole!


Oggi titoli di noto tg nazionale, edizione dell'ora di pranzo.. ben due sono dedicati ai #5telle ...
Uno per dire Vaccini: "Raggi contro il governo"....Da una parte la posizione del consiglio comunale capitolino che decide (saggiamente, a occhio) di non discriminare i bambini in base alla avvenuta o meno vaccinazione, dall'altro il governo che risponde, agitando la bacchetta, "non si scherza sulla pelle dei bambini", come se Raggi o i 5 Stelle amassero far male ai bambini o giocare con la loro salute.... Più che altro converrebbe e sarebbe carino fare analisi più mature, e distinguere fra l'indubbia utilità dei vaccini da un lato (pur con il rischio non infimo di reazioni avverse, le cui procedure di segnalazione sono applicate male e raramente) e, dall'altro, l'inopportunità di una legge fatta male e in fretta, che impone prima 12 poi 10 vaccini, con tempi ridicoli, e prevedendo all'inizio sanzioni assurde per chi non avesse rispettato l'obbligo, e pretende poi che tutta la procedura possa filare regolarmente con il pochissimo tempo a disposizione, il che ovviamente non è avvenuto.. Non parliamo poi dell'opacità che caratterizza a volte i rapporti tra chi parla di scienza, chi dà consigli, chi prende decisioni politiche e.. le industrie farmaceutiche, E non parliamo nemmeno dell'arroganza con la quale gli esperti spesso esprimono il loro punto di vista scientifico, confondendo l'aspetto medico con quello politico e cioè l'indubbia utilità del vaccino con gli immensi pasticci che i politici sono riusciti a fare muovendosi in modo grossolano e opaco, e pensando che un'imposizione dall'alto posso avere più effetti di campagne informative capillari e serie...non si riesce a capire che le persone non sono tutte idiote (anche se a giudicare dai risultati delle elezioni verrebbe generalmente da pensarlo) e amano i loro figli per cui si otterrebbero risultati sicuramente migliori informandole in maniera coscienziosa e completa, sia degli indubbi e grandissimi vantaggi dei vaccini, sia dei loro non inesistenti rischi, piuttosto che facendo leggi imposte dall'alto, frettolose, raffazzonate e che prevedono pure sanzioni lunari come quella della sospensione della patria potestà per chi non ottempera, sanzione poi eliminata vista la sua assoluta assurdità.

Secondo titolo... problemi in casa 5 stelle (aridaje) con le candidature... e qui c'è il riferimento al candidato che si dice viva in una casa dell' Ater in affitto a 7 euro, eccetera... Naturalmente non si fa mai riferimento al fatto che le liste degli altri partiti sono strapiene di transfughi, pregiudicati, indagati o a vario titolo impresentabili, nonché incapaci certificati (e dico certificati perché avendo già governato hanno già dato fornito prova indubbia della loro assoluta incapacità, che è quindi un'incapacità diversa da quella solo presunta degli eventuali futuri governanti a 5 stelle), ma si preferisce concentrare l'attenzione su singoli casi teoricamente problematici del Movimento, senza neppure rimarcare, fra l'altro, la fondamentale differenza per la quale nel caso degli altri partiti uno scandalo del genere non porta a nulla, mentre nel caso dei 5 Stelle porta automaticamente all'esclusione del cosiddetto impresentabile... Ma anche qui si tratterà forse di analisi troppo mature e profonde ed equilibrate ed imparziali per poterle pretendere dai media nazionali, e cioè da media che per una buona metà sono diretta emanazione di una delle parti in gioco e per l'altra metà sono completamente asservite, spesso pure auto-asservite, all'altra grande parte in gioco?

Ciliegina sulla torta la segnalazione di un amico che abita in una città governata da anni dagli orribili pentastellati (compiango davvero il mio amico Aldo) che mi dice che sempre al telegiornale di pranzo si fa riferimento alla morte di uno sfortunato senzatetto e, con un lungo giro di parole, lo si mette in collegamento, sia pure indirettamente, anche qui con la Raggi che, ormai è noto, possiamo tranquillamente considerare come la causa principale e a volte secondaria, diretta e a volte indiretta, di tutte le tragedie principali di questo paese e anche dei mali della nostra esistenza... In sintesi il discorso era: se il senzatetto muore è colpa del degrado, e su questo non ci sono dubbi, aggiungo io... e se a Roma c'è il degrado è colpa della Raggi (questo non so se lo ha detto il giornalista o se si riferiva al senso della posizione del PD nel consiglio comunale), quindi è evidente che la colpa della morte del senzatetto è una indiretta ma chiara emanazione delle responsabilità pentastellate.. In ogni caso tutto quello che avviene a Roma oggi è responsabilità della Raggi, certo, in quanto sindaco è così, volendo estremizzare... in un certo senso anche se piove è colpa,della Raggi, ma così come nei decenni precedenti era responsabilità dei governi di destra e di sinistra che si sono succeduti e che hanno prodotto scempi inenarrabili, sui quali la stampa non ha mai posto particolare attenzione... perché, occorre ricordare sempre questo fatto importantissimo, se i media avessero fatto nei decenni passati lo stesso coscienzioso lavoro (o anche una decima parte) che stanno, a volte (e cioè con particolare riferimento a 5 stelle), facendo oggi, Roma non sarebbe sicuramente arrivata a trovarsi nelle condizioni disastrose in cui si trova oggi, dalle quali certamente non è in grado di risollevarla in poco tempo un movimento nuovo, non compromesso col passato, volonteroso e con idee buone, con parecchi pregi e con diversi difetti (perché non sono tanti ma è innegabile che ci siano)... non lo sarebbe neppure se fosse formato da elementi di origine semi-divina... figurarsi così dato che parrebbe proprio che il M5S sia formato da... esseri umani.
Per il 4 marzo sono in attesa che si presenti agli elettori un partito di androidi, così finalmente non avremo più dubbi su chi votare... anche se a ben vedere un robot fa quello che gli dici e quindi anche qui si porrebbe il problema che a costruire gli androidi e a programmarli sarebbero sempre esseri umani.

Come vedete non se ne esce... il che non vuol dire che è meglio stare a casa il 4 marzo, perché sarebbe come, di fronte a un cinema in preda alle fiamme, decidere di continuare a stare seduti a guardare il film solo perché entrambe le uscite di sicurezza non ci convincono granché per la loro fattura architettonica. Una scelta va fatta e, se proprio non riusciamo a individuare l'uscita di sicurezza che più ci aggrada, forse, viste le fiamme, sarebbe il caso di inforcare e in fretta quella che meno ci dispiace...

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