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giovedì 25 novembre 2021

Al circo di Lilli



Stasera a casa di Lilli non bastavano gli specchi...
Uno spettacolo che Orfei ti spiccia casa.
Il Circo in serata di gala, e tutto gratis!
Una delizia per palati fini, per amanti sfegatati del genere, per cultori del sottobosco politico più paludoso e titillevole.
Ho goduto di questa immensa pochezza preserale ostentata via etere al mondo, assaporandone ogni minima sfumatura, ogni vile dettaglio, dal taglio di capelli sbarazzino da primi film di pieraccioni esibito dal celebre senatore saudita al monte di lauti compensi per speech in inglese di grande spessore ceduti in giro per il mondo in cambio di forzieri pieni d'oro.

Ad officiare lo psichedelico rito una conduttrice non sempre impeccabile ad esser giusti e veri, ma che stasera si è guadagnata un buon due terzi di santità per non averlo sbattuto in strada a pedate all’ennesimo capriccio da sgarbi della scuola primaria, e due giornalisti sospesi fra lo stupore un poco atteso e la gaiezza spensierata e senza freni da spettacolo per bimbi: da un lato il Sommo Direttore, serafico e sardonico, pacato e misurato come una motosega ancora calda appoggiata allo steccato, imperturbabile come una sfinge e ruvido come carta vetrata del dodici, implacabile smerigliatore di infantilismi da menopausa, accusato dei peggiori reati del mondo (ci si meraviglia sia a piede libero, forse ha l’obbligo di firma?), e che le cose peggiori che ha detto su Renzi le ha lette nella mail a Renzi, e l’altro, che un tempo amicchiavo, adesso in forza al giornale padronale vicino ai deliri del renzismo più bieco, ma in questa sede stranamente appuntito contro cotanto pietoso dibattersi in teca dell’agnello fiorentino pronto al sacrificio mediatico.

Un arrampicarsi frenetico e iperattivo lungo le unte pareti di una gabbia trasparente come in preda a convulsioni, col contorno versione deluxe del solito set brilluccicoso di facce, faccine, faccette, ghirigori e ghiribizzi, mossette e sberleffi, frasette a metà, bronci improvvisi e occhiatacce da sotto, sguardi vitrei e somari, giravolte e zigozaghi, saltelli e versetti, divagazioni ciclopiche, fughe mondiali, svicolamenti da guinness, offese e fregnacce, smorfiette e nasi arricciati, occhietti sgranati e sguardi birichini, ripicche e cuoricini, asili mariuccia e musi lunghi, luoghi comuni e triti refrain, inversioni e retromarce, nongiocopiù e gnegné, scivolate riprese al volo prima dello schianto solo rimandato di poco, domande bellamente aggirate, vilipese e ignorate e cambi epocali di argomento (dai soldi del regime arabo ai vaccini, ottima parata in calcio d’angolo di Lilli), esaltazione dell’epoca d’oro renziana “vedi dati Istat” che tutti rimpiangiamo, strilli da verginella per il conto corrente prima esibito urbi et orbi e adesso orrendamente violato da toghe lercie e cattive, lezioni di etica stile Erode insegnante di sostegno, facciate sul muro specialità della casa, figure di cacca more solito, gran vittimismo apocalittico orwelliano (vi entreranno nei conti correnti), citazioni colte a vantare sapienza (Croce, che lei Lilli conoscerà meglio di me), accuse ai magistrati stile delinquentello di arcore (hackeraggio di stato), boria e arroganza a secchiate, pagliacceria assortita di finissimo pregio, sapiente mélange di svenevolezze e frecciatine, analisi puntuale della lorda fedina penale del noto malavitoso internazionale Travaglio, pissipissi baubau sulle indagini sue e dei familiari, elenco dei megamiliardi spillati al Fatto con decine di querele meritevoli di un Freud redivivio, mail rondoline con ipotesi “di scuola” inoltrate chissà perché ad amici di infanzia nonché fidati collaboratori (passi Carrai, e lui ha passato la mail), guanciotte cicciottelle e nervose (per il poco appeal sulle 25-44enni?), mood da bullo e piglio da Fonzie, e mancavano il giubbotto nero e le mai troppo rimpiante slide...: sciock bicousss.

Grazie, grazie agli Dei per avermi regalato questi interminabili e succosi minuti di puro ed estatico godimento mentre l’Italia del pallone, sull’altro canale, marchiata a fuoco sulla fronte come vitello pronto al macello dal suo augurio finale di noto portafortuna (forza Italia!), buttava alle ortiche o quasi con gli svizzeri il prossimo Mondiale, ma, alla fine, senza colpa,  stante il marchio di sfiga impresso in diretta dal talentuoso conferenziere.



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mercoledì 18 dicembre 2019

Dolce Remi


Dolce Remi
Piccolo come sei
Per il mondo tu vai
[e già qui c’e’ qualcosa che non va... è piccolo e gira da solo per il mondo?]

Suona Remi
La tua arpa e poi
[enfant prodige? X Factor?]
Ballare fai
La scimmietta e il cane
[sfruttamento di animali, spettacolo non autorizzato, accattonaggio]

Forza Remi
Di casa non ne hai
[e nessuno interviene? Il Comune, i servizi sociali, un volontario... Comunque nessuna casa uguale niente tasse e niente rogne]
Ma tre amici ce li hai
[allegria, hai risolto i tuoi problemi, non hai un soldo, sei solo al mondo, dormi per terra, ma hai tre amici, e a carico se non erro]

Vivi tu con fantasia
[beh se manca pure quella che ti resta?]
Salti su il primo treno e via
[senza pagare il biglietto o cosa?]
Tu lo sai un grillo cos’è
[un genio, proprio]
Sogni però di andare in città
[tutti che vogliono lasciare il caos cittadino e andare in campagna e lui niente, pur di fare il bastian contrario... ]

Quattro voi, che compagnia
[eravamo quattro amici al bar]
Senza cena però che allegria
[certo, campi di allegria, vedi stanotte come dormi allegro con la pancia vuota]
Tu non hai un tetto su te
[e dai, rincara la dose, a che serve ricordarglielo sempre?]
Basta però un ponte per voi
[come no, al gelo si sta benone]

Dolce Remi
Racconta come fai
Ad esser così sempre buono e allegro
[si drogherà]
Dicci Remi dimmi se anche tu
Hai paura del buio
[sì, adesso con tutti i casini che ha vedi un po’ se ha paura del buio]

Vieni Remi
Fermati a casa mia
[era ora, due ore a cianciare e quello al freddo, finalmente ti sei deciso]
Qui troverai
Pastasciutta e un letto
[la base, insomma: non c’hai nulla e hai beccato un morto di fame]

Caldo Remi
dimmi che bravo sarai
[due minuti che lo ospiti e già gli righi le palle]
Porta gli amici con te...
[sì tanto questa casa è un albergo, su, anche gli amici dai]

Quattro voi, che compagnia
Senza cena però che allegria
[ma come, non si era detto pastasciutta e letto? Prendi per il sedere?]
Tu non hai un tetto su te
[mi ospiti e non hai un tetto?]
Basta però un ponte per voi
[ma basterà a te, porco demonio!]

Suona Remi
La tua arpa e poi
[canta che ti passa.... è piccolo e suona l’arpa, come fa a sorreggerla?]
Ballare fai
La scimmietta e il cane
[saltano per non sentire il freddo, non illuderti]

Forza Remi
Di casa non ne hai
Ma tre amici ce li hai
[che culo!]

—-
Il testo della sigla di questo indimenticabile cartone è di Luigi Albertelli, fra parentesi quadre i miei deliri.

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sabato 21 settembre 2019

Il sorrisetto del Vespa

Ne ho sentito parlar male da persone di cui mi fido, come la Lucarelli o il Tommasi. Tuttavia ho deciso di vederla pure io. Per scriverne devo vederla. Parlo dell’intervista di Vespa a Lucia Panigalli, la donna scampata a un femminicidio e tuttora sotto scacco per colpa di una legge non adeguata.

Ebbene, si tratta di un’intervista vergognosa. Essendo Vespa un giornalista esperto (che non ho mai apprezzato), si esclude l’inesperienza.
Battute stupide, affermazioni indelicate o fuori luogo. Tono leggero, come se si stesse parlando di uno scherzo fra amici.
Parole spesso pronunciate con un sorrisino idiota stampato in faccia.
Con un modo di fare assolutamente non appropriato al tema, Vespa fa quasi tutto quello che un buon giornalista non farebbe mai. Quello che un uomo rispettoso non farebbe mai.

“Lei ricorda in maniera nitida l’aggressione, vero?”, domanda rivolta a una donna massacrata dal suo ex che non la uccide per pura fatalità e che da allora vive nel terrore (costui ha provato ad organizzare il suo omicidio dal carcere e adesso è libero e abita 10 km). Come potrebbe non ricordare con nitidezza?

“Rispetto a tante altre donne, lei è fortunata.” (Ad essere viva)

“Però se avesse voluta ucciderla, l’avrebbe uccisa”. Eh??? Ma se dopo i primi due violentissimi colpi alla base del collo e all’occhio la lama si è staccata dall’impugnatura... E poi le ha sbattuto la testa sul selciato, e le ha sferrato diversi calci in testa, mentre lei era a terra... Se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe fatto.... roba da pazzi.

“Si era messo d’accordo per fare una certa azione ai suoi danni” (ucciderla) , sempre detto col sorriso: ma perché ridi?

“A differenza di tante altre donne, lei è protetta”

“Beh, 18 mesi sono un bel flirtino, però...”

“Abbiamo le foto... eh, certo che l’aveva ridotta piuttosto male...”

“Finché morte non ci separi...” battutina idiota sempre detta col sorriso idiota

E durante il racconto di quei drammatici momenti si atteggia, si agita sulla poltrona e si guarda in giro, comunica a occhi con chi è dietro la telecamera... Non dà minimamente peso a quello che sta sentendo, che non è il racconto di una scampagnata, o perlomeno: dimostra nei fatti di non dare peso.

Nel bel mezzo del racconto dell’aggressione, lancia gli spot...

Alla fine: “signora speriamo che la situazione si calmi in qualche modo...” sempre col sorriso idiota sulla faccia.

La tratta come una ragazzina, o come una che esagera e ha paura della sua ombra...

Dov’e’ il talento di quello che molti incensano come un grande giornalista?
Ma per favore... Una sconcezza inenarrabile.
E pure pagato coi nostri soldi.
Andrebbe sospeso sei mesi come minimo.

Che schifo di intervista.

Giudico l’intervista inadeguata, sbagliata nei toni e nelle parole, dilettantesca, irriguardosa, offensiva. Indegna di una qualunque trasmissione, figuriamoci di una trasmissione televisiva pubblica. Una prestazione da 2 che merita una punizione dura.

Le affermazioni di Vespa dopo il casino suscitato da questa schifezza mi fanno ridere.

Sulle performance della sua carriera, meglio se non mi esprimo.

---ù
img: pixabay

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giovedì 6 ottobre 2016

Renzi cosa?

Io davvero non capisco come si possa sostenere che Renzi ha vinto il confronto con Zagrebelsky officiante Mentana. Chi lo fa è in malafede o ha simpatie personali per uno dei due contendenti; oppure, terzo caso, non è in grado di capire di quel che si discute (e sono tanti). Io l'ho vista con estrema attenzione per imparare, e la sto riguardando, perché da Zagrebelsky si impara, perché sa. E Zagrebelsky, pur essendo sicuramente poco televisivo e meno mediatico di Renzi, ha studiato molto bene la materia, la insegna, sa spiegarla, ha fatto una prestazione eccezionale. E' stato misurato, preciso, didattico e molto paziente. Renzi ha annaspato dal primo all'ultimo minuto. Ha avuto solo una fortuna: che Zagrebelsky è erudito ma poco scaltro dal punto di vista dei confronti "politici" o "politico-televisivi"; se fosse stato scaltro, avrebbe potuto distruggere Renzi, mettendolo all'angolo diverse volte, invece ha preferito servire la verità più che ridicolizzare un avversario che invece non ha perso occasione per prenderlo bonariamente in giro e disturbarlo, dal basso della sua incompetenza costituzionale. Renzi ha svicolato, ha cambiato argomento, si è arrampicato sugli specchi, ha fatto una pessima figura, ma televisivamente anche chi non sa nulla o ha torto può apparire smart, perché mentire è questione di due secondi, per smentire ci vuole di più; raccontare balle è facile, per smontarle ci vuole tempo; una battutina sciocca fa molto più effetto di un ragionamento fondato.

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lunedì 9 maggio 2016

Il politico da Fazio, che strazio...

Un po' penosa l'intervista (?) di Fabio Fazio a Renzi. Se non confuti le boiate propagandistiche di chi ti sta davanti, non contesti le palesi inesattezze, e non gli chiedi nemmeno una cosuccia scomoda non fai un'intervista, fai uno spot. Con Di Maio Fazio aveva mostrato le unghie, con Renzi il registro è cambiato. Quando un politico si sottopone volentieri alle domande di un giornalista, è già un bell'indizio che quel giornalista non sa fare il giornalista. La stessa sensazione l'ho provata con Dell'Utri dala Bignardi, con Renzi su canale 5 il pomeriggio, e tante altre volte a Che tempo che fa.
Si limitasse ad invitare cantanti, scrittori, filosofi, attori, studiosi, Fazio sarebbe un grande e il suo spettacolo godibilissimo (magari un po' meno Volo e Marzullo, grazie). Quando invita un politico, il vomito è inevitabile. Davvero uno spettacolo indecoroso. Peccato, è conterraneo, tifiamo per la stessa squadra, è simpatico e bravo. D'altra parte se cambiasse tono farebbe la fine di Rossi Luttazzi Guzzanti Fo Travaglio Massimo Fini e, prossimamente, Giannini...


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venerdì 1 febbraio 2013

Un saluto agli idioti dell'omofobia

Baci omosessuali in uno spot: scoppia la polemica - Cinque coppie colte nel momento di scambiarsi un bacio. Si tratta di due anziani, un uomo e una donna e due coppie gay, protagonisti dello spot di Althea, azienda produttrice di sughi. La pubblicità è andata in onda a dicembre sulle reti generaliste solo dopo le 23, aprendo sul web un dibattito tra favorevoli e contrari all'utilizzo di coppie omosessuali come testimonial di prodotti di consumo generalmente pubblicizzati da immagini di famiglie tradizionali. L'azienda ha spiegato: "Vogliamo solo raccontare l'amore, che può avere molte forme: non ha genere e non ha età. L’amore è sempre uguale". (fonte: web)
Anche i "contrari all'utilizzo di coppie omosessuali come testimonial di prodotti di consumo" (utilizzo? sono persone o cose?) sono sempre uguali: idioti razza pura, omofobi, limitati.
"Solo dopo le 23"... uh uh, che rischio avremmo corso a mandarle in onda alle 20! Pericolo scampato.
2013 e ancora si parla di 'ste robe...
Un caro saluto a tutti gli irrecuperabili idioti di cui sopra.

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sabato 12 gennaio 2013

Viale del tramonto

Dice: Berlusconi ha guadagnato il 2% dalla sua performance a Servizio Pubblico. Non mi meraviglio, non ha abbandonato lo studio, non ha fatto i capricci come da Giletti, era bello impomatato e impastato, non ha raccontato piu' dell'abituale decina di consuete balle e le due figuracce fatte (quella della pulizia della sedia e quella del foglio anonimo che equipara condannette civili di un non candidato a gravi processi e condanne penali di un ex premier e candidato) sono tipiche sue quindi lo avvantaggiano piu' che danneggiarlo. Quanto al fatto di aver vinto il duello, non sono d'accordo perche' all'occhio di un elettore maturo appare evidente come sia stato messo all'angolo diverse volte e come si sia reso ridicolo in almeno tre occasioni (all'occhio di un elettore basico ha vinto, ma l'elettore basico il voto gia' glielo dava prima), ne' concordo sul fatto che fosse un duello, perche' se avesse voluto Travaglio lo avrebbe fatto fuggire dopo 5 minuti con due domandine come dico io, ma lo scopo di Santoro e' fare informazione libera e fare share (obiettivi raggiunti) non far perdere punti a un tipo che non e' suo competitor.
Io piuttosto mi chiedo come un cittadino ragionevole possa decidere di affidare il paese ancora una volta a lui (ammesso che sia mai stato ragionevole dargli fiducia, cosa che io non ammetto); davvero non capisco, mi sembrano chiari casi da psichiatria civica. Liberi di votarlo, diamine, ma come io sono libero di camminare a testa in giu' e con un gatto vivo fra i denti: posso farlo, ma tu puoi pensare che io sia matto. Non che votare il PD, la Lega, Casini sia molto meglio: infatti un cittadino ragionevole nel 2013, la pensi di destra o di sinistra, non vota per nessuno di questi qui. E anche astenersi, benche' comprensibile, mi pare dannoso. Ergo, non saro' d'accordo con almeno l'85% del popolo votante a fine febbraio. Dice: ma tu chi voti? Sto cercando una formazione che non sia cosi' vomitevole, son sicuro che il meno peggio lo trovo, non e' difficile vista la situazione. E' finita l'era del voto dato all'idea anche se gli uomini che la incarnano fanno schifo: adesso fanno schifo pure le idee che questi qui dicono di seguire mentre sono impegnati a mangiare il nostro pane; non riescono nemmeno piu' ad avere idee (che non seguiranno) all'altezza.

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sabato 12 maggio 2012

I gol di Pablito e i tiracci di Fazio

Sabato 5 maggio 2012 Paolo Rossi (Pablito) è stato ospite a Che tempo che fa, trasmissione che seguo sempre. Vogliamo tutti bene a Rossi, quel mondiale anche per me è indimenticabile, dopo l'82 mai

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domenica 19 febbraio 2012

Poetesse sconosciute, vallette bone e stormir di tonache

Cominciamo subito dalle canzoni di Sanremo 2012: che vinca Emma l'urlatrice, Noemi la colorata o Arisa che ci fa non importa, sono tutte canzoni carine. I migliori per me sono però Eugenio Finardi (http://www.youtube.com/watch?v=EYBTZFy-Jl4), Chiara Civello (http://www.youtube.com/watch?v=OjMD2VS4J6c), Samuele Bersani (http://www.youtube.com/watch?v=0YRmXfnWhHQ) e ovviamente Patti Smith!
Guardate un po' Chiara Civello qui: http://www.youtube.com/watch?v=OvnNNcAGeWU&feature=related
Meritava di più Celeste Gaia (http://www.youtube.com/watch?v=wgeYw4JvIg8). Interessante quel che dice qui: http://www.musicroom.it/articolo/celeste-gaia-a-sanremo-2012-carlo-e-un-sogno-video-intervista/31781/

Ivanka la ceka è bellina, ballicchia, ma sappiamo tutti perchè è sul palco di Sanremo: serviva una valletta bona, altre qualità non sono richieste, meno parla meglio è, inutile far finta di dimenticarlo; se sta bene a voi donne, sta bene pure a noi. Per il prossimo anno propongo come conduttori Victoria Cabello (sa fare il suo mestiere) e Amanda Lear (padronanza scenica e ironia inarrivabili); come comici Luca e Paolo (Luca -anche se è genoano...- è nato per stare sul palco). Stop. Niente orpelli femminili. Quattro serate e non cinque, 20 cantanti e non 14 (meno spazio alle balle dunque), più tempo dedicato ai giovani (magari evitiamo di pescarli all'asilo, a 15 anni uno può ancora studiare e crescere, il suo tempo, se ha talento, verrà), meccanismi di voto più affidabili. Se poi vuol tornare Celentano e devolvere ancora in beneficenza il suo compenso, ok: dice quel che pensa, questo basta, peggio per chi si risente. E per favore cachet moderati, cavolo, è Sanremo, non è la diretta della fine del mondo.

E' morta Wislava Szymborska, una dei miei poeti preferiti. Ho molte sue raccolte di poesie da anni, un link a "Foglietto illustrativo" è presente pure sul blog (http://www.kore.it/caffe/poesia/tranquillante.html). Fino a ieri è stata ignorata, per non dire irrisa quando ha vinto il Nobel (e chi è questa?). Ora sono state vendute 30mila copie in pochi giorni del libro presentato da Saviano a casa Fazio e tutti o quasi tutti si sono scomodati a glorificarla. Insomma, il solito italico meccanismo: prima leggevi Vespa e Volo e la sera sbavavi davanti a reality e isole varie, adesso te la tiri da appassionato di poesia che la sere legge la Szymborska in poltrona degustando un buon brandy.

Prima la RAI annuncia Celentano e gli accorda piena libertà espressiva (la normalità in Italia veste sempre da evento). In questo modo organizza un battage pubblicitario da paura (arriva il molleggiato, chissà cosa dirà) che riempe le casse. Poi quando Celentano fa quel che deve (esprimere il suo pensiero) i dirigenti Rai, impauriti dal primo stormir di tonaca (vescovile) si indignano e straparlano. Ma stessero zitti. E che dire dei media? Due tipi fischiano Celentano (è loro diritto farlo) e subito il tutto diventa "Celentano contestato". Certi giornali andrebbero chiusi, dice Celentano... ma non solo quelli che lui cita, anche altri che paghiamo noi coi nostri soldi e che spargono palle H24. Chiusi o non finanziati da noi o presentati per quel che sono e non per altro. Quando si dice andrebbero chiusi si intende se continuano così, qui nessuno vuol chiudere nulla, ci pensava già il premier precedente a chiudere programmi tv e a far saltare direttori di quotidiano sgraditi, do you remember that? Questo sollevarsi d'indignazione clericale mi fa sbellicare.

La serata migliore, fra le cinque sanremesi, è stata quella degli ospiti stranieri. Se inviti il talento, avrai una serata di livello assoluto, è matematico. L'esibizione di Patti Smith vale dieci Sanremo: quando uno c'è, come artista, c'è, non c'è niente da fare (http://www.youtube.com/watch?v=vZQKcb040x0). Voce da brividi, canzone immortale, presenza scenica che definire magnetica è poco. Poi dalla sera dopo siamo tornati alla nostra normalità. Ottima figura dei Marlene Kuntz. Giuro, fra un invito a cena di Belen, Canalis o Smith, accetterei quello della Smith, senza offesa eh: molto più femminile, intrigante, luminosa. Quanto a Belen, caruccia certo, e poi quell'accento mezzo argentino che fa almeno il 50% della sua fortuna, ma insomma, se ti devi ridurre alla farfallina vuol dire che stai messa male; qunto alla Canalis, caruccia pure lei, ma se a questo punto della tua carriera, dopo quel che hai fatto in Italia, e Hollywood, e Clooney, e balle varie, ancora sei palesemente tesa quando sali sul palco, forse non è il lavoro per te, sorry. Guarda Bizzarri, guarda la Lear, guarda la Cabello: naturali, padrone della scena, in una parola: a loro agio (anche se la Cabello di recente urlicchia un po' troppo).

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 4 settembre 2010

Lo zampino...

(aggiornato 5 set 2010 ore 12.00)


Potrei dire che la RAI (di tutto di più; in particolare: di tutto) stasera ha fatto l'ennesima figura di merda planetaria, mandando in onda uno spot al momento di un calcio d'angolo e mancando così il gol dell'1-1 (complimenti al regista, un vero genio). E lo dico. Aggiungo anche che il quartetto che ha commentato la partita (Quartetto Tetra, per la depressione che ispira coi commenti sempre negativi e per la sfiga che probabilmente potrebbe anche portare) ha fatto schifo, mentre la Nazionale, pur con una difesa da registrare e con alcune carenze psicologiche da colmare, ha giocato benino e ha vinto, che poi questo serviva, a Tallin. Tornando al Quartetto Tetra, cominciamo col dire che impiegare cinque uomini (pagati dai contribuenti) e di questi mandarne addirittura tre all'estero, più cameramen vari etc, per commentare una partita è una vaccata: due sarebbero gia' troppi. Quando poi devi pure sopportare commenti superficiali, insulsi e rancorosi, affermazioni ridicole e pressapochismi in quantità industriale che più che sottolineare e impreziosire la visione dell'evento disturbano e irritano chi ascolta ti accorgi che la misura è colma. Non insisterò sul fatto che la cronaca è discontinua, piena di errori e di piccole bestialità (Palombo definito come uno che corre e dà quantità, manco fosse un mediano vecchio tipo con torace a quattro ante e piedi a ferro da stiro: ma questi lo vedono giocare due volte all'anno o cosa?). Non insisterò su questo fatto perchè è palese. Mi preme osservare invece una delle tante incomprensibili assurdità di questo quartetto: l'atteggiamento prevenuto nei confronti di questa nuova nazionale di Prandelli (nostalgici del Lippi-so-tutto-io?), nella quale niente va bene, niente funziona, tutto va male e andrà peggio, etc. e la sottile, inspiegabile, ridicola, bambinesca ostilità nei confronti di Cassano, che penso abbia il torto ai loro occhi di non giocare nel Milan nell'Inter o nella Juve. Cassano ha giocato un primo tempo non soddisfacente, a sentire certi soloni; deve essere stimolato, ci aspettiamo di più da lui e menate varie e poi, quando l'Italia sta per naufragare drammaticamente in Estonia, il genio barese (che nel primo tempo si è impegnato alla morte servendo diversi palloni interessanti e sfiorando pure il gol) estrae dal cilindro due colpi di magia (vedi gazzetta dello sport) e ci fa vincere la partita: gol di testa e immenso assist di tacco a Bonucci per il raddoppio. Non solo ci fa vincere la partita, ma zittisce i commenti idioti e prevenuti che fin lì avevano inquinato la cronaca. Dossena che dice che Cassano ha messo lo zampino in entrambi i gol sfiora il metafisico (ma siamo scemi o cosa? Uno segna di testa e poi fa un assist di tacco che gli Estoni ancora adesso si chiedono cos'era e così facendo "mette lo zampino"?), Gentili descrive il primo gol (che nessuno ha visto in diretta) come se la palla picchiasse addosso a Cassano... E che dire di Collovati che si distingue sempre per la benevolenza che ha per i cugini blucerchiati (quando parla di sampdoriani i suoi giudizi da inspiegabili diventano spiegabilissimi) e di Mazzocchi che si fa notare come d'abitudine per gli occhiali più che per il resto? Del regista abbiamo detto.
Il fatto è che ora abbiamo un ct normale ("Cassano è un esempio per tutti" ha detto a fine match); chi commenta sta invece sulla luna, crede di saper tutto e invece fa la figura di chi nulla vede e nulla sa. Non ci vuole un fenomeno, basterebbero due occhi e zero pregiudizi.
Insomma: soldi del canone buttati nel cesso.
E' troppo chiedere una cronaca competente, appassionata, imparziale, scevra di personalismi, cazzate, rancoretti da asilo nido? E una regia che non ceffi i gol? Sembra che sia pretendere troppo, ahimè.

5 set 2010, ore 12:00
Non sono il solo ad aver avuto questa impressione....
http://www.tuttomercatoweb.com/sampdoria/?action=read&idnet=c2FtcGRvcmlhbmV3cy5uZXQtMTM0OTI (Pedulla' su TMW e su datasport)

(nella foto: l'inarrivabile Quartetto Cetra)

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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mercoledì 9 settembre 2009

Ore 20: sketch super spinti, ma col bollino verde

(aggiornato 11.09.2009 ore 22:30)

Fa discutere la nuova sit-com trasmessa da Italia 1, protagoniste Alessia Marcuzzi, quella del bifidus, e Debora Villa, ex Camera Cafè, Iene, etc. Sul sito Mediaset leggiamo: "Alessia Marcuzzi e Debora Villa accendono i riflettori sui loro complessi, mettono alla berlina i limiti del sesso opposto e si prendono gioco della società e delle sue contraddizioni, attingendo spesso al vissuto quotidiano." Altrove però si trovano alcune clip un po' più esplicative e si legge, un po' più chiaramente: "La Marcuzzi come non l'avete mai vista". E io mi aspettavo, che so, lei che dopo il Grande Bordello conduce un programma serio, invece avevo equivocato.

Ho visto qualche promo e qualche scena. "Così fan tutte" e', come annunciato, una sit-com basata sul sesso. Allegra, divertente, pruriginosa. Per gli amanti del genere (e di Alessia), una chicca imperdibile. Per gli altri tranquillamente perdibile, oppure godibile se avete cinque minuti di tempo da ammazzare (se sono dieci leggete un libro). Alcune trovate spassose, altre solo volgari: il confine è labile, quindi lo si passa di continuo se non si è super bravi. Alcune scene ben fatte, altre scontate. Alessia provocante e carina: è un parametro di giudizio? Ma non è questo il punto.

Il punto è che trasmetterlo alle ore 20 è una scelta (voluta e) totalmente IDIOTA.

Certo, non è da ieri che abbiamo una tv bugiarda, irrispettosa dei diritti dei più piccoli, piena di pubblicità come una fogna lo è di cacca, povera di contenuti e di qualità, becera, fastidiosa, inutile, che punta allo stomaco e più giù, ignorando il cervello. Di questo quadro fa parte a pieno titolo non tanto la sit-com, che in un altro orario potrebbe pure fare la sua limitata figura, quanto la decisione di trasmettere all'ora di cena una produzione non adatta ai bambini.

Naturalmente chi sa educare un figlio non avrà avuto problemi, dato che sa bene che la tv, quando si ha un figlio, è bene che lavori di rado.


aggiornamento:

Roma, 11 settembre 2009 - Sequenze troppo "spinte" per non provocare polemiche. Per questo, "Così fan tutte" - la nuova sketch comedy di Italia 1 in onda il venerdì, protagonista Alessia Marcuzzi - passa dalla prima alla seconda serata, ovvero si allontana dalla fascia protetta. "Sono abituato ad ascoltare con attenzione le considerazioni che provengono dai telespettatori e dalle fonti istituzionali - spiega il direttore di rete, Luca Tiraboschi - anche in questo caso sarò attento a quanto suggeritomi. Accoglierò quindi l'invito a ricollocare la sit-com lontano dalla fascia protetta, ribadendo la qualità del prodotto e la straordinaria interpretazione di Alessia Marcuzzi e Debora Villa". (repubblica.it)

Tiraboschi, ribadisci un po' la qualità di quel che vuoi. Resta il fatto che hai commesso un'idiozia, e in noi resta il sospetto che lo scopo sia stato quello di fare un po' di chiasso per tirare la volata alla sit-com. Se come direttore di rete hai bisogno della logica reazione di genitori e persone di buon senso per capire che un prodotto come quello non va dato in pasto ai bimbi, vuol dire che hai sbagliato lavoro.
"Accoglierò quindi l'invito".... mah. Tiraboschi, hai mai sentito parlare del "codice Tv e minori"? Non è un invito, è un codice che va rispettato e che tu hai violato in maniera plateale.

"...sono certa che Mediaset, azienda eticamente sensibile, troverà una soluzione." (A. Mussolini). Eticamente cosa?

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 7 giugno 2009

Pier Silvio Berlusconi risponde a Mike Bongiorno

Leggete qui la lettera (subito pubblicata dal Corriere, http://www.corriere.it/spettacoli/09_giugno_07/piersilvio_4fc648ec-533b-11de-b645-00144f02aabc.shtml) con la quale Pier Silvio Berlusconi risponde oggi a Mike Bongiorno che lo ha indicato come "causa" del suo allontonamento da Mediaset.

Ora, io non voglio dimenticare che stiamo parlando da un lato di un immane colosso quale Mediaset e dall'altro del re dei presentatori che comunque ha guadagnato e guadagna barcate di quattrini, di un grande, instancabile e serissimo professionista che però non ha l'incubo della terza e della quarta settimana, né scordo che c'è gente che lavora 10-12 ore al dì magari rovinandosi la salute o senza contributi e di euro ne tira su 1500 al mese, con due figli a carico.

Fatti questi distinguo pesanti come macigni, e ricordando che comunque Mike ha indubitabilmente "fatto" la tivù commerciale insieme a Berlusconi, ha dato tutto e di più a Canale 5 e alla Fininvest o a Mediaset (per il nome fate voi, io non ci ho mai capito niente con 'ste aziende che controllano aziende che a loro volta sono controllate e partecipate da altre aziende che cambiano nome che sono holding ecc.) e ha compiuto una scelta (quella di lasciare la Rai) che all'epoca appariva come suicida e rammentando pure che Berlusconi (Silvio, questa volta), col quale si è sentito tutti i giorni per decenni, improvvisamente non ha risposto alle sue telefonate per cinque mesi (lo ha detto lo stesso Mike) e rammentando infine la profonda e sincera amarezza con la quale Mike stesso ha raccontato in modo accorato il modo poco carino e riconoscente con il quale è stato messo improvvisamente da parte sia sul piano del lavoro (scelta non del tutto comprensibile ma legittima) che su quello dei rapporti personali (scelta inspiegabile, e difatti lui non se lo spiegava... voglio dire, e qui faccio io il maligno: se c'è una festa di compleanno lui va:-), ma una risposta alle telefonate dell'amico e strettissimo collaboratore di una vita no), una cosa però va detta, dopo tutti questi distinguo, premesse e promemoria. E cioè che la risposta di Pier Silvio Berlusconi non dice mica nulla, a mio (sindacabile) parere.

Nel dettaglio (ma perchè proprio oggi che è domenica vado a fare l'analisi grammaticale della lettera di P. Berlusconi? Mah... mi ha colpito, diciamo così. E dire che stavo per chiudere il pc e andare a pranzo):

"splendido settantenne": superfluo riferimento all'età, bruttino anzi;

"...che ti compensavamo con generosità": lo sappiamo, ribadirlo è fuori luogo, è superfluo e cattivello, tutti in quel mondo sono strapagati con secchiate di soldi, ben oltre i meriti oggettivi, solo in virtù degli standard irreali di un mercato irreale;

"Anche a costo, in assenza di programmi giusti, di essere costretti a tenerti in panchina. Qualche mese fa ci siamo chiesti: ma è giusto? Non sarebbe meglio svincolare Mike, lasciandolo lavorare anche per altri, e per il 2009 negoziare volta per volta singole prestazioni alla sua altezza? Mike merita un programma di prestigio, un programma che faccia ascolti: quando lo troveremo o quando lui ce lo proporrà accendiamo le luci dello studio e si parte.": belle parole ma non vi ricordano quelle che il vostro datore di lavoro vi ha detto poco prima di scaricarvi per strada dall'oggi al domani con una famiglia sulle spalle o quelle che un plastico selezionatore vi ha rivolto due secondi prima di accendersi un cubano col vostro bel curriculum?;

"Tutto questo ti è stato spiegato in modo trasparente.": ok, ne prendiamo atto, evidentemente Mike non ha capito; lui però si lamentava piuttosto dell'aspetto personale, oltre che della mancanza di preavviso;

"Ed ecco perché, caro Mike, nessuno ti ha consegnato targhe ricordo, nessuno ha organizzato tristi cerimonie degli addii con brindisi e regalo": mah... deboluccia come giustificazione, dopo cinque mesi di silenzio che solo un torto grave da parte di Mike avrebbe potuto giustificare (e torto non c'è stato, perchè Mike ha detto che non c'è stato e nessuno ha smentito); se poi le cerimonie sono tristi, aboliamole tutte, no?

"Ora sei un professionista libero, con la tua storia impareggiabile. Potrai lavorare per noi ma potrai anche non farlo se non ti va.": cavolo, proprio come potrei fare io...

"Non hai obblighi. Nemmeno quello della riconoscenza.": Che senso ha dirlo, dopo che proprio Mike ha rivolto lo stesso appunto all'ex datore di lavoro? Non ha nessun senso, appunto.

A mio parere ci facevano più bella figura a scrivere una roba tipo "si tratta di una legittima ma sofferta scelta aziendale che non intacca la nostra profondissima stima e riconoscenza per l'artista, collaboratore e co-fondatore e soprattutto per l'uomo, e ci scusiamo sinceramente se siamo stati poco cortesi o riconoscenti, davvero non volevamo"... questa lettera invece non dice nulla e secondo me peggiora pure le cose, ma io non so, non ho mai conosciuto Mike, nè i Berlusconi.

Sempre fermo restando che non è che approvi tutto quel che Mike ha fatto/detto in questi decenni di notevolissima carriera e sempre puntualizzando che si parla di un lavoratore licenziato ma atipico, non di un metalmeccanico in cassa integrazione o di un precario lasciato improvvisamente a terra a zero euro senza nemmeno la cassa, sia chiaro. Ma certe dinamiche valgono sempre, dopotutto.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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giovedì 12 marzo 2009

Il regime mediatico-aziendale

Martedì 10 marzo 2009 - Un pò sul serio, per dare un'altra bella spallata ad una democrazia traballante e vilipesa e che, nella sua visione del mondo, rappresenta solo un fastidioso ostacolo che sempre si frappone ostinato fra i suoi personali desideri e l'attuazione a nostre spese degli stessi, un pò per gioco, allo scopo di distogliere l'attenzione dei media, del resto in buona parte asserviti ai suoi voleri, e del popolo, che tele-obbediente lo ha votato, dai reali problemi che assillano il paese, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (PDL), riuscendo non si sa bene come a trattenersi dal ridere, ha proposto che d'ora in poi, in Parlamento, a votare siano solo i capigruppo: dieci persone o poco più, insomma, invece che tutti i deputati. Da destra e da sinistra, passati quei cinque-dieci minuti in cui anche i più scafati fra gli squali dell'establishment avevano interpretato l'ennesima uscita come la solita buffonata di scarso peso e forte impatto, si levano ben presto voci di indignata protesta a difesa della Costituzione e di quel poco di democratico che ancora permane qua e là in istituzioni violentate giorno dopo giorno da deputati nominati non eletti e che dunque non rappresentano nessuno e tantomeno noi elettori: Fini, presidente della Camera dei Deputati, forse più stupito che schifato, per tener fede al suo nuovo corso di uomo politico moderato e garante di tutti, risponde che la proposta cadrà nel vuoto; Franceschini (PD) afferma di essere indeciso se ridere o se piangere e, sarcastico quanto serve, ribatte che il prossimo passo potrebbe essere quello di prevedere un unico tasto per le votazioni nell'ufficio di Berlusconi (a proposito, Franceschini giorno dopo giorno ci sta facendo capire cosa non stava facendo Veltroni). I grandi dittatori del passato si lasciano andare, dal profondo silenzio delle loro tombe, a grandi ululati di approvazione e di sincera ammirazione per un uomo che, senza apparire come tale, ne sta facendo impallidire il ricordo di tiranni: se solo avessero avuto anche loro idee simili a questa...
In effetti, dato che all'interno della maggioranza non c'è quasi più dialettica (c'è mai stata?) e che, del resto, il governo, forte dei suoi numeri e della sua spiccata vocazione antidemocratica, approva a testa bassa tutto quel che vuole senza sentire il bisogno di discuterne prima con l'altra metà del paese, e anzi rigettandone sprezzante a priori le idee e le obiezioni, e ricorrendo spesso ai decreti legge che di fatto esautorano il Parlamento svilendone le funzioni, potremmo fare di meglio: licenziamo i deputati e chiudiamo le Camere, risparmiando così un bel po' di quattrini, e lasciamo decidere tutto a Berlusconi, che quindici anni fa è miracolosamente sceso in campo per noi, per salvarci dalla terribile minaccia comunista che stava prendendo corpo sulle macerie di Tangentopoli. Silvio Berlusconi, statista di grande rilievo e prossimo Presidente della Repubblica, imprenditore di enorme successo, vero prototipo dell'uomo che si è fatto da solo e da solo ha costruito un impero che dà da mangiare a migliaia di persone (spingendone alla fame altri milioni, ma questi sono dettagli), spesso perseguitato da machiavellici e vendicativi giudici di sinistra, vittima di attacchi gratuiti e di sentenze politiche, Silvio Berlusconi, dicevamo, investito di una così grande responsabilità quale quella di unico e sapiente utilizzatore del tasto rosso delle votazioni parlamentari ("provvedimento numero 12995, votanti 1, astenuti 0, a favore 1, contrari 0, lo studio di Berlusconi...ops, pardon , la camera approva") di sicuro saprà decidere sempre per il meglio in ogni campo, garantendoci un futuro di benessere e prosperità, consigliato anche dai suoi avvocati, segretari e consiglieri che poi, mensilmente, provvederanno ad elencare brevemente le nuove leggi entrate in vigore con brevi spazi informativi durante le pause del Grande Fratello, che noi puntualmente perderemo, impegnati come saremo nella pausa pipì. Così facendo eviteremo le tipiche ed inutili lungaggini che paralizzano la vita del paese con la scusa della "democrazia" (le discussioni in aula, l'ostruzionismo, gli emendamenti, le perdite di tempo di interminabili votazioni, le fastidiose voci contrarie, le pacifiche manifestazioni di popolo, le grandi battaglie civili e ideali, gli scioperi in difesa dei diritti dei lavoratori) e Berlusconi avrà campo libero, ops... volevamo dire più tempo per occuparsi anche del Milan e delle altre sue innumerevoli attività. Un governo aziendale per un paese più efficiente, è questa la soluzione che ci farà uscire dalla crisi più forti di prima (quale crisi, a proposito?). Dopo le nuove misure restrittive nell'ambito della disciplina degli scioperi, dopo l'ennesimo tentativo (questa volta targato Carlucci) di mettere il bavaglio all'unico media libero rimasto (Internet), facendoci peraltro ridere dietro da tre quarti di mondo (quello libero e civile), dopo l'inaudito e sovversivo tentativo di annullare con un decreto legge d'urgenza una sentenza passata in giudicato (caso Englaro), dopo i frequenti e poi regolarmente smentiti attacchi alla Carta Costituzionale, alla Magistratura, al Presidente della Repubblica e a chiunque osi levare una sia pur timida voce contraria a una qualsiasi delle decisioni di questo illuminato governo o cerchi, unico fra tanti, di far rispettare le leggi vigenti, ecco quindi balzare agli onori della cronaca un altro affondo antidemocratico e anticostituzionale portato avanti da un uomo che in questi quindici anni non ha mai perso occasione per dimostrarci quanto poco rispetto nutra per le istituzioni e per la democrazia e che, vero e proprio caso unico al mondo, si è impossessato a poco a poco dei bastoni del potere pur essendo titolare di un conflitto di interessi gigantesco ed irrisolvibile, facendo leva su un vasto consenso mediatico carpito grazie all'utilizzo sistematico di preponderanti mezzi di manipolazione della pubblica opinione e sfruttando scientificamente tutte le debolezze di un sistema e di un paese ancora formalmente democratici ma, di fatto, già avviati verso un tramonto plutocratico e assolutista, che vede la morte progressiva ed inesorabile di tutti i principali diritti civili conquistati in secoli di lotte e di sacrifici e ora sacrificati sull'altare di un capitalismo senza regole, in cui il più forte sbrana l'indifeso, e di un bipartitismo imperfetto che dal vecchio consiociativismo ci sta in pratica conducendo verso una innovativa e mortale forma di democrazia liberticida e non rappresentativa: il regime mediatico-aziendale. Questa nuova forma di governo nasconde, sotto una rassicurante ma livida crosta di democratico consenso, i lati più oscuri e più inconfessabili di un regime che probabilmente non manderà a morte gli oppositori ma, forse, solo perchè ne avrà dapprima ucciso la coscienza e lo spirito critico, isolando del resto, per il tramite di leggi liberticide e medievali, gli irriducibili liberi pensatori, e che forse non si trasformerà mai apertamente in dittatura, ma solo perchè riesce così bene ad ottenerne tutti i vantaggi e a svilupparne tutti i tratti riuscendo nel contempo a mantenere una parvenza di democrazia rappresentativa. Quella della democrazia che è ancora ben salda e del fatto che non si può parlare di regime perchè così si fa il gioco di Berlusconi è una trita favola alla quale ormai nemmeno i più ingenui fra i bambini riescono a credere, sotto l'onda incalzante di eventi che parlano fin troppo chiaro da soli alle orecchie di chi, ancora non del tutto reso ottuso dalla tv e dall'informazione telecomandata, riesce sempre a coglierne la gravità e ad indignarsi a ribellarsi di fronte all'avanzata di questo schifo che tutto travolgerà e assimilerà, rendendo estraneo o perfettamente conforme tutto quello che gli si parerà davanti.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 21 febbraio 2009

Una normalizzazione eterosessuale inquietante

Le interviste rilasciate da Povia (prima e dopo l'inizio del Festival) tolgono i pochi dubbi che gli ingenui potevano ancora avere cercando di interpretare la sua canzone con benevolenza e provando a concentrarsi sul motivetto accattivante mettendo in secondo piano le parole. Le sue idee in generale (su politica, società, ecc.) trasudano pressapochismo e disimpegno, quelle in materia di sessualità confusione e razzismo. Non vogliamo infierire più di tanto, per noi Povia un piccolo problema ce l'ha e di questo siamo sinceramente dispiaciuti: è sessualmente confuso; se curato, però, può guarire. Naturalmente si tratta della nostra personale opinione.
Con la scusa di raccontare l'esperienza personale di un ragazzo ascoltato durante un viaggio in treno veicola un messaggio viscido e subdolo: la gente, alla fine, ragiona per slogan, come quelli che Povia mostra a fine canzone, quindi, al di là delle peraltro scarse articolazioni del testo, il messaggio che passa è che gay = infelicità, che si può guarire e che si può raggiungere la serenità solo con una donna.
Quanto alla rappresentazione che ha allestito per questa serata (venerdì) al Festival di Sanremo, con i due sposini e con il messaggio senza senso "serenità meglio che felicità", si tratta di una vergognosa e strumentale pagliacciata: spia inequivocabile di una visione della vita parziale, omofobica, da condannare e, soprattutto, tristissima.
Condivido appieno il giudizio che ho letto questa sera su http://sanremo.temi.kataweb.it/2009/02/20/povia-con-il-disegnatore-alessandro-matta/#comments:
"Povia, il tanto vituperato Povia, che non avevo mai sentito. Capisco che Povia è il paese reale: lui e i suoi cartelli, i suoi teatrini, le sue provocazioni strumentali. Il brano è di gran lunga irrilevante rispetto al testo e l’intenzione (riuscita) di creare casino prevale. Una normalizzazione eterosessuale inquietante. (Voto: 3)" (Clausi).
Puo' anche vincere il Festival, Povia, o vendere pile di dischi. Anzi ce lo auguriamo, perché ce lo aspettiamo. Il nostro giudizio non cambia: è intonato, ma le sue idee ci fanno ribrezzo e non avranno mai cittadinanza nel mondo giusto che sognamo.

Quanto alle battute da caserma che Bonolis e Laurenti utilizzano come riempitivo fra una canzone e l'altra, che dire? Brutte, tristi, un po' trite. Una va bene, due pure, quando si insiste vuol dire che si tocca un dente che duole o che si è carenti di fantasia. Gli autori del Festival rivendicano la loro libertà di prendere in giro chiunque, quindi anche i gay. "Anche", appunto.

Rivolgo adesso un invito a tutti coloro che, nati con un orientamento sessuale diverso da quello eterosessuale, vivono con estrema difficoltà la loro condizione naturale a causa della stupidità e della cattiveria di persone e istituzioni ricolme di pregiudizi e sono costretti, giorno dopo giorno, a fare i conti con un clima di ostilità aperta o sottile che avvelena l'esistenza o che costringe i più deboli a vivere nascondendo la loro reale natura, oltre al fatto davvero scandaloso di non vedersi riconosciuti ancora oggi nel 2009 un bel pacchetto di diritti civili tranquillamente riconosciuti a tutti gli altri ed invece negati per legge di Stato a chi eterosessuale non è. L'invito è a resistere, a non dare importanza a cose che non ne hanno benchè il clamore che le circonda possa far pensare il contrario (la posizione della Chiesa, le opinioni di certi politicanti, le canzonette stupide), a manifestare sempre, senza paura, senza esitazioni,in ogni momento della loro vita, a casa come sul lavoro, la loro natura, senza vergognarsi di nulla, a testa alta, perchè davvero non c'è nulla di cui doversi vergognare. A doversi vergognare sono coloro che nutrono i loro miseri cuori con simili meschinità e si credono in diritto di rovinare la vita del prossimo in virtù di una superiorità che è solo un'illusione della loro triste e povera mente.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 15 febbraio 2009

Paolo e il milione

Paolo Bonolis reagisce così al polverone sollevato dalla notizia del suo compenso (un milione di euro per un anno di direzione artistica del Festival): c'è "la volontà di delegittimare quella che può essere, e altro non è, che un'occasione di serenità, disimpegno, meraviglia per molti". "...si crea sempre, ma quest'anno noto con una particolare acrimonia, da parte di non so quali persone che portano dentro delle infelicità, la volontà di delegittimare un'occasione di serenità. C'è la voglia di veder tutto intristito, brutto e si usa allora qualsiasi stratagemma, anche questo mio ultimo del compenso."
No, Bonolis, non andiamo troppo lontano: il fatto è che un milione di euro di denaro della TV pubblica per il Festival di Sanremo e per la direzione artistica di un anno era e resta uno sproposito assurdo. Forse chi guadagna abitualmente cifre superiori non avverte tanto la dimensione della cosa, ma ti assicuro che gli altri ci riescono ancora.
Aggiunge Bonolis: "E' un'offerta che mi è stata fatta - sottolinea - e ho accettato."
Ok, difatti non si sta dicendo che hai violato qualche regola, o che non avresti dovuto accettarla, proprio no, e nemmeno vogliamo metterla sul piano della presunta immoralità di certi compensi; diciamo solo che è una cifra spropositata in assoluto e addirittura vergognosa se rapportata alla realtà del paese. Ce l'abbiamo con chi ti ha fatto quell'offerta, usando i nostri soldi, non con te che l'hai accettata (chi di noi non avrebbe accettato?), l'importante è che non esageri nel giustificarla ("questo è il mercato", "è uguale a quella degli anni passati"), perché è e resta spropositata per la realtà in cui viviamo, anche se può risultare giustificata nell'ottica distorta del mercato dello spettacolo, che però, lo sappiamo, è fuori dalla realtà.
E infine: "Niente di trascendentale, anche perché e la medesima degli anni precedenti. Solo che quest'anno torna utile sviluppare il discorso, come se il problema fosse questo e non altri".
A parte il fatto che è "trascendentale", allora siccome i vertici Rai, non contenti di utilizzare canone e sponsor per fornirci un'informazione che disinforma e una programmazione complessivamente di scarso livello, buttano via ogni anno una barcata di soldi per conduttore e ospiti della città dei fiori, noi dovremo stare zitti sempre perché il conduttore di turno quell'anno può eccepire che gli altri anni si è stati zitti o che non è giusto rovinare la festa a lui quando potremo rovinarla a qualcun altro l'anno dopo? Via, siamo seri. La cifra è assurda e merita il polverone che si è tirata dietro, anche se, lo sappiamo bene sia noi che te, Bonolis, solo di polvere si tratta: siamo in Italia, ancora qualche giorno e staremo già parlando d'altro, magari delle boiate musicate di Povia e delle manifestazioni "gaie" già previste.
Che poi ci sia qualcuno che ne approfitta per regolare qualche conto personale con te, come si evince da quel che dichiari, può essere, e che qualcuno ci metta acrimonia personale laddove ci vorrebbe solo fredda analisi di una vergognosa distorsione è probabile, ma che ci vuoi fare, coi tuoi nemici personali te la devi vedere tu, chi non ne ha?, tanto più che ti avrebbero attaccato su qualsiasi cosa, appunto perché te l'hanno giurata a priori: gli sciacalli ci sono ovunque (anche ad Annozero, a sentire Gasparri...), a noi questo non interessa. A noi interessa che la Rai butta via i nostri soldi ricompensando il lavoro di un direttore artistico e di alcuni ospiti con cifre pazzesche. Chi prende queste decisioni dovrebbe vergognarsi e rendere pubblico conto di quel che fa, dato che amministra la Rai e non la sua azienda privata (nel qual caso potremmo parlare di cifra immorale ma dovremmo fermarci lì).
E poi, a dirla tutta, io sono convinto che tu non possa essere così ingenuo da aver risposto sovrappensiero alla domanda di quella ragazza: sapevi bene che si sarebbe scatenato un putiferio, ma le polemiche giovano al Festival e all'audience (Povia, per es.), un Festival senza le polemiche sulle esclusioni, sulle rivalità tra cantanti, sul verdetto delle giurie, sull'abito di questa o di quella, sul testo di questo o di quello, sui compensi al conduttore o al super-ospite non è un Festival. Avresti potuto rispondere, sorridendo: "te lo dico dopo la premiazione"; in questo modo avresti preservato la serenità a cui tieni tanto, invece hai buttato là quel milione che ha fatto da miccia: per alcuni onestà, per altri calcolo, di certo non si poteva non immaginare cosa ne sarebbe seguito.
E infine respingiamo i prevedibili discorsi di chi presto dirà che alla fine saranno più i soldi entrati in cassa che quelli usciti e che quindi l'operazione nel suo complesso ha un senso perché si chiude con un saldo positivo. Potrà avere un senso economico ma è tutto: mi spiegate cosa importa a me che la Rai ci guadagni bene con questo Festival (ma siamo sicuri che ci guadagni, a proposito?) quando poi i proventi vengono spesi durante l'anno per distribuire milioni su milioni ad impreparati concorrenti di idioti giochi a premi, per allestire spettacoli di livello culturale prossimo allo zero, per produrre fiction tutte uguali, con trame prevedibili come le tabelline, recitate da attori che tranne qualche eccezione recitano in modo tale da far venire il sospetto di essere stati segnalati pure loro dal potente di turno e che sembrano progettate apposta per raccogliere sponsor, telegiornali che manipolano i fatti e li confondono artatamente con le opinioni, palinsesti che ripetono sempre gli stessi film di facile presa ma di impalpabile spessore, ignorando il vero cinema, il teatro, la musica classica, la divulgazione scientifica, gli approfondimenti tematici, in una parola tradendo quella che dovrebbe essere la missione di una televisione pubblica non più schiava dei dati di ascolto? Senza contare che i soldi potranno anche metterli gli sponsor ma alla fine a pagare siamo sempre noi: sia perché quel denaro viene usato in un modo discutibile anziché in modi socialmente più produttivi, sia perché il costo della pubblicità lo subiamo sempre noi e in termini di sovrapprezzo sul costo dei prodotti che andiamo a comprare e in termini di invasione di spot imbecilli e disturbanti nella nostra vita. Secondo voi hanno invitato la De Filippi a Sanremo per motivi puramente artistici o perché con lei si sposta a Sanremo anche tutto il target di Amici che può così essere bersagliato da spot chirurgici cesellati con astuzia dai famelici guru della pubblicità? Finiamola di cadere nei tranelli, che poi sono sempre quelli: prima o poi dovremo imparare a riconoscerli e ad evitarli....
Il milione resterà dov'e', nelle tasche del direttore artistico; Povia ci insegnerà come evitare che nostro figlio giochi con le bambole anziché coi soldatini e più tardi se la faccia coi ragazzi anziché con le ragazze o che nostra figlia si fissi sull'amica del cuore anziché sul bulletto della classe; al Dopofestival sarà tutto uno scannarsi e un insultarsi a vicenda; il verdetto della gara disgusterà i palati fini e indignerà i fanatici fan di questo o quel cantante, commuovendo nel contempo i più deboli di cuore; per una settimana questo nostro disastrato paese sembrerà non avere problemi di sorta mentre invece è sull'orlo di un baratro senza fondo e i politici potranno rifiatare magari approfittandone per progettare qualche altra prova tecnica di golpe; il mitico Festival della canzonetta che tutto il mondo ci invidia sarà ancora una volta un enorme successo e tutti i peccati saranno lavati nell'acqua santa di questa irrinunciabile orgia nazionalpopolare che ci unisce e ci fa sentire italiani come davanti alla tivi' quando gioca l'Italì.

In ultimo vorrei far notare due cose interessanti.
La prima è che ormai (Berlusconi docet) chiunque venga accusato di aver fatto qualcosa di irregolare o di sconveniente o anche solamente di non opportuno non risponde quasi mai sul merito della questione con argomentazioni fondate ma preferisce affermare, subito o molto presto, che qualcuno ha interesse a gettare fango contro di lui: in pratica sposta l'attenzione dal fatto contestato al presunto interesse che una o più persone avrebbero a contestarlo; poco dopo nessuno si ricorda più se Bonolis prende un milione o se Berlusconi si è tirato fuori dal processo Mills, ma tutti (giornali, tv, opinione pubblica che dai primi due è plasmata) ragionano solo sul fatto se vi sia o no un complotto. Sono passati i tempi in cui se mi accusano di qualcosa io rispondo per giustificarmi od eventualmente per dimostrare di non averla commessa senza tirare in ballo presunti nemici che agiscono nell'ombra o la stampa al servizio di qualche potente ostile: chi è celebre sa bene che come contropartita deve sopportare di essere sempre sotto la luce dei riflettori o discusso; se volevi fare il solitario prendevi i voti e comunque non salivi su un palco.
Il secondo aspetto è che in ogni caso, per quanto possa essere grande e apparentemente insopportabile lo scandalo che può scoppiare (dal milione di euro a Bonolis a fatti ben più gravi e nemmeno paragonabili come gli stupri a catena, il tentativo del governo di cancellare sentenze definitive della magistratura, casi di corruzione che colpiscono intere giunte di grandi città, ecc.) dopo un'iniziale levata di scudi e il solito immancabile polverone politico-mediatico che cortocircuita facendo scintille capaci di illuminare una notte senza luna, piano piano tutto torna a placarsi, del fatto non si parla più, forse si farà un processo e fra dieci anni, al terzo grado, i colpevoli, già riabilitati del resto agli occhi del pubblico dopo appena qualche mese, generalmente se la caveranno con poco.

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giovedì 12 febbraio 2009

"La morale e' sempre quella"

6 novembre 2004: un concorrente del Grande Fratello (Guido) si lascia scappare qualche bestemmia dopo essere stato punito dalla redazione; per questo motivo viene espulso dal programma. Stessa sorte era toccata a Roberto, espulso dalla "Fattoria" l'anno prima per identico motivo.
19 gennaio 2009: una concorrente del Grande Fratello (Federica) pronuncia frasi stupide, razziste e omofobiche in diretta ("La natura è dettata da Dio, se fossero tutti froci sarebbe una disgrazia colossale, una tragedia disumana"), dimostrando successivamente ignoranza (non sa cosa vuol dire omofobia) e ipocrisia (le giustificazioni non reggono, si sente il rumore dell'arrampicata sugli specchi). Non viene espulsa.
5 febbraio 2009: una concorrente del Grande Fratello (sempre Federica) nel corso di un lite scaglia un bicchiere verso un altro concorrente. Viene espulsa.
Morale: se lanci bicchieri o ti scappa una bestemmia sei ingiustificabile; se discrimini e offendi milioni di persone te la cavi alla grande. E la reazione della Marcuzzi rimarrà nella storia, grazie Alessia.
Come morale preferivo "fai merenda con Girella".

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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venerdì 16 gennaio 2009

Santoro, i post fantasma e la stupida guerra

Ieri sera c'era Santoro in tivù (Annozero), ho ascoltato Travaglio (i suoi dieci minuti valgono più di cento tg) poi ho spento perché dovevo lavorare al pc. Spigolando qua e là passano le dieci e apprendo, dai commenti postati a getto continuo sul blog di Beppe Grillo (da molti usato come chat, in effetti), che ad Annozero è successa una gran baraonda, che Lucia Annunziata ha litigato con Santoro dopo di che se n'e' pure andata e leggo post su post che definiscono Travaglio e la stessa Annunziata con epiteti ingiuriosi solo perché non così filopalestinesi come ieri si è (legittimamente) rivelata la linea editoriale del programma. Oggi poi divertimento puro, con Petruccioli, Fini (terza carica dello Stato, ci pensate?), ambasciatore israeliano (davvero in questo momento non ha altri pensieri che la tv?) e un bel po' di altre personalità che dicono la loro e generalmente spalano un po' di fango su Santoro, reo, come sempre gli capita, di essere un po' troppo libero nel presentare un'opinione: è comprensibile, siamo abituati ai burattini catodici, quindi ogni volta che ci imbattiamo in uno che non è attaccato a nessun filo rimaniamo sconcertati, e lo dice uno che, pur apprezzando le qualità professionali di Santoro, non gli ha mai risparmiato critiche e di certo non lo apprezza acriticamente ed integralmente.
Allora invio un messaggio pure io (messaggio "non certificato", dato che non sono iscritto ma devo ogni volta spiattellare i miei dati), poi lavoricchio ancora un po', mi faccio la solita dormitina sul "qwerty" e infine spengo tutto e vado a letto. Stamane cerco il mio post e non lo trovo. E' la seconda volta che mi capita in pochi mesi, due volte su due se contiamo le ultime volte: censurato? Non so, mi sembra così stupido, sia perché obiettivamente nulla da censurare ho scritto, sia perché censurare in genere è stupido, e poi proprio a casa Grillo... un po' come bestemmiare in chiesa. Allora scrivo un secondo post per far presente la cosa, rispondono in due, una per dirmi che anche a lei capita sempre, un altro per dirmi che probabilmente mi sto sbagliando (cosa che non escludo). Stasera rifaccio la solita ricerca e trovo due post, quindi anche il primo che non trovavo... Mah, che dire: ho il sospetto, come la volta precedente, corroborato dalle lamentele di molti sulla gestione un po' così del blog; tuttavia non ho la certezza e il post c'e'...
Ora, direte voi, dicci almeno cosa avevi scritto, dopo averci fatto due scatole così sulle tue avventure notturne in giro per il web. Ecco qui:

"Vedo stasera un gran fiorire di post in cui passa l'equazione: travaglio e annunziata espongono le ragioni di israele = travaglio e annunziata persone di merda, che fanno schifo, ecc. Vi rendete conto di quanto siete ottusi e illiberali? Chi nega le ragioni di Israele o il suo diritto ad esistere non ha titolo per parlare della questione, si squalifica da solo. Vedere le cose da una sola angolazione è comodo ma poco produttivo, per capire occorre invece tutto sapere, tutto vedere. Accetterò il grido "Palestina libera" solo quando accompagnato da un altro grido: "Israele libero". Negare le nefandezze di Hamas squalifica l'enfasi che ponete su quelle israeliane, toglie ogni credibilità ai vostri assunti, peccato per voi e peccato per la persa occasione di una sana ed equilibrata analisi dei fatti." (postato su http://www.beppegrillo.it/2009/01/minerva_1.html#page_3 at 15.01.09 23:24)

Il succo della storia qual è? Magari non c'e', non so. Oppure è sentire Fini che sculaccia Santoro anziché occuparsi di cose più adatte ai suoi incarichi istituzionali, la meglio società che sputacchia sul presentatore mangia-bambini bramando come sempre di poter chiudere il programma in un pozzo e buttar via la chiave (gli stessi che trovano il TG4 obiettivo), i filopalestinesi che non capiscono che anche di fronte ad evidenti crimini di guerra israeliani continuare a negare il diritto di Israele a esistere e a difendersi e continuare a nascondere le cattive azioni dei palestinesi non giova né alla loro causa né alla possibilità di una pacata e ragionevole discussione, vedersi bannato su un sito che dovrebbe usare ben altra politica e poi avere la sensazione che il messaggio era lì ma tu non l'hai visto perché il motore di ricerca del tuo browser era, diciamo così, brillo...

Su Israele e Gaza ritorneremo a parlare, nel frattempo la guerra infuria e come tutte le guerre (penso che siano in assoluto una delle manifestazioni più lampanti della stupidità, della sete di sangue e della miopia del genere umano) porta morte e distruzione senza risolvere davvero un bel niente che non si potesse risolvere con un bel po' di funerali in meno. Senza contare che di guerre o guerriglie in corso ce ne sono circa 26 nel mondo, attualmente, ma i tg parlano solo di Gaza perché è quella più à la page e perché, ça va sans dire, noi abbiamo un'informazione seria, indipendente, equilibrata.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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venerdì 28 novembre 2008

L'isola della vergogna

All'"Isola dei famosi" (reality becero, sia chiaro quel che ne pensiamo) vince Vladimir Luxuria ovvero Wladimiro Guadagno, attore e politico italiano, sempre definito come "transgender" (mentre per fare un esempio Bruno Vespa non viene mai definito giornalista e scrittore eterosessuale, ma tant'è).
Di Luxuria ricordo che Marco Travaglio, in "Se li conosci li eviti", ediz. Chiarelettere, l'ha inclusa fra i soli 20 parlamentari che hanno ben meritato nella passata legislatura e ha scritto di lei: "Guadagno Vladimir «Luxuria» (Prc). Entrata in Parlamento con la fama di drag queen e dunque trattata come un fenomeno da baraccone nel Paese più ipocrita del mondo, ha saputo farsi valere, evitando di fossilizzarsi sulla materia della diversità, ma combattendo, in Parlamento e in televisione, per i diritti di tutti, con una competenza che chi vive di pregiudizi non avrebbe mai sospettato, ma che molti hanno dovuto riconoscerle, tardivamente, anche negli ambienti più lontani da lei". Questo non toglie che la scelta di prendere parte a quel reality mi era parsa e tuttora mi pare come discutibilissima.

Non ci soffermeremo sulla estrema irrilevanza o sulla estrema rilevanza di questa vittoria (propendiamo per la prima, comunque), ma su alcune delle reazioni che ha scatenato nel mondo politico italiano, sempre pronto a commentare qualsiasi cosa, dallo scoppio di una guerra a una lite di cortile, e sempre con la stessa serietà, prosopopea e sconcertante autoreferenzialità.

"Poi ci si sorprende se elettori di sinistra migrano verso destra" (Franco Monaco, PD, a sorprendere è come ragiona certa sinistra…)
"Sono contenta per la vittoria di Vladimir" (Alessandra Mussolini, quella di "meglio fascisti che froci")
"Vladimir come Obama? È un po' esagerato e fatecelo dire. (...) [Ma] con Vladimir all'Isola si rompe il tabù dell'eterosessualità a tutti i costi" (Liberazione, sull'onda dell'entusiasmo)
"La sua vittoria certifica la morte della sinistra comunista" (Pier Ferdinando Casini, UDC, ma che domanda gli hanno fatto?)
"Che la tv pubblica erga ad eroina un trans è scandaloso. Più che Isola dei famosi, l'Isola della vergogna" (Maurizio Ronconi, UDC, raro esempio di tolleranza)
"Ben venga la vittoria che dimostra come da parte degli italiani non ci sia nessuna discriminazione come non c'è mai stata da parte mia. Ma mi preoccupa che un programma così sia diventato lo show di punta della tv pubblica." (Elisabetta Gardini, Forza Italia, nota per la "lite sui cessi in Parlamento" con Vladimir e che ora si preoccupa per il bassissimo livello della programmazione televisiva italiana degli ultimi vent'anni)
Un «fenomeno da baraccone» in una «trasmissione schifosa» che «veicola messaggi subliminali ai giovani» inducendoli ad una «insana trasgressione». (Marco Pellegrini, Luca Talice -capogruppo leghista al consiglio comunale di Seregno, Milano- e Roberto Maggi, conduttori del martedì sera di Radio Padania Libera, devo aggiungere qualcosa?)

Morale: di fronte all'imbecillità di alcune di queste dichiarazioni par proprio vero che gli Italiani, come afferma Luxuria, siano "più avanti dei politici" che li rappresentano: ma soprattutto perché questi ultimi sono davvero impresentabili per inadeguatezza, lacune umane e culturali, inciviltà. Se Casini e Monaco emettono sentenze scombiccherate e davvero incomprensibili, se i leghisti ci confermano i loro spaventosi limiti, se alcuni fingono entusiasmo, Ronconi, beh... chi fa un'uscita simile mi pare più marziano che umano: io mi vergognerei a morte, se avessi solo pensato quel che lui ha detto.

E lasciatecelo dire: Vladimir Luxuria ha vinto perché è stata se stessa e tutto sommato normale, per niente trasgressiva, anzi conformista, quasi "eterosessuale"!, e pia custode del focolare domestico. La sua vittoria, significativa ma come detto irrilevante (ragazzi, è un reality...è una delle peggiori assurdità di questa tv che ci frigge il cervello) non dimostra un bel niente sulla presunta maturità degli Italiani, così come la vittoria della Mendez al concorso di Miss Italia di qualche anno fa non ha reso gli Italiani meno razzisti di quanto sono oggi. Il razzismo, i pregiudizi si respirano per strada e, credetemi, se ne sente ancora l'odore, e sempre piu’ forte: questa vittoria non dice nulla da questo punto di vista, restiamo (restate) razzisti e pieni di pregiudizi come lo eravamo (eravate) ieri.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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mercoledì 26 novembre 2008

Basta con i toni di grigio

Su "Il Secolo XIX" di oggi la lettera del giorno è quella di tale Giovanelli che, accanto a critiche sacrosante sulla scarsa qualità della programmazione della RAI e sulla sostanziale inefficacia dell'azione della Commissione di Vigilanza, fa alcune affermazioni che mi trovano in completo disaccordo: afferma fra le altre cose che Leoluca Orlando non sarebbe stato adatto a ricoprire l'incarico di presidente della Commissione per via di certe sue affermazioni passate su giudici, marescialli e sull'attuale governo (opinioni che farebbero di lui un personaggio "nebuloso") e che l'opposizione doveva quindi proporre sin da subito l'"ottimo Zavoli". Il direttore del giornale (Vaccari) nel rispondere a Giovanelli afferma che la nomina del presidente spetta all'opposizione ma non la si può fare "a dispetto della maggioranza" (insomma, chi deve decidere?); che la candidatura di Orlando è stata sostenuta da Veltroni solo per non arrivare alla rottura con Di Pietro; che non ha senso proporre "un candidato che divide" mentre invece avrebbe senso "cercare un candidato che unisce, pur nel rispetto delle pregorative". Ho scritto pertanto quel che segue.



Gentile Direttore,

ho letto con attenzione la lettera del giorno di oggi 26/11 a firma di Gian Paolo Giovanelli e la sua risposta e ovviamente ne condivido le acute critiche alla programmazione Rai, all'inefficacia della Commissione di Vigilanza e alla gerontocrazia che ci governa. Ma non condivido nella maniera più assoluta la voglia di praticare buonismo e consociativismo a tutti i costi che sottende sottilmente ad entrambi gli interventi, questa ricerca costante dei toni di grigio, dei compromessi e delle soluzioni condivise in un'epoca in cui coloro che occupano gli scranni del Parlamento (senza peraltro esservi stati eletti) non hanno invece mezze misure e pensano solo agli interessi loro e ad arraffare il più possibile, mentre il Paese affonda inesorabilmente in una crisi culturale ed economica spaventosa. Non sono un amante dello scontro a tutti i costi ma chi, per diletto o per lavoro, si trova ad osservare la realtà italiana dovrebbe ormai aver capito che quel che in America potrebbe essere un sano ed apprezzabile tentativo di smussare le asprezze del confronto politico e di cercare punti di contatto per il supremo bene del Paese in Italia è invece attualmente una tattica inutile e dannosa per lo stesso Paese, imbottigliato in una tragica situazione di immobilità senza via d'uscita e dominato da personalismi ed egoismi ignoti alla cultura anglosassone e capaci di rendere fine a se stessa questa politica dell'accordo bipartisan. Il mio ragionamento non si riferisce al peraltro squallido episodio del "pizzino" di Omnibus di pochi giorni fa ma ha un respiro molto più ampio. In questa fase è bene quindi dire sempre e comunque le cose come stanno a costo di essere asciutti, prediligere il bianco e il nero a costo di tralasciare qualche sfumatura: si perderà qualcosa in precisione, ma si avrà il vantaggio di incidere in modo molto più deciso e profittevole sulla realtà che ci circonda.

Passando al caso in esame, la nomina della Vigilanza spetta per prassi all'opposizione quindi è indifferente che il nome proposto piaccia o no al governo; una riserva si potrebbe avere (eccome!) se venisse proposto un condannato, anche se questo titolo di demerito non sembra costituire, oggi come oggi, un ostacolo all'acquisizione di cariche politiche, semmai un vantaggio. Il nome di Orlando dunque sarebbe andato benissimo, se non si fosse scontrato con l’abituale arroganza del governo in carica; definirlo il prodotto della volontà di Veltroni di non rompere con l'IDV o bollarlo come inadatto a ricoprire cariche istituzionali per via di certe opinioni espresse in passato non ha senso: nel parlamento italiano siedono decine e decine di persone che per fedina penale o per affermazioni e azioni degli ultimi quindici anni sarebbero da definire, loro sì, del tutto inadatti a ricoprire incarichi istituzionali e che invece li ricoprono con buona pace di tutti, e che vedono anzi fondare il proprio prestigio proprio sulla loro incompetenza, inadeguatezza e mancanza di trasparenza, per non parlare dello scarso rispetto delle istituzioni o delle inquietanti venature di latente razzismo che a volte manifestano con i loro comportamenti.

Una democrazia sana prevede come è noto sofisticati contrappesi tra poteri e contropoteri proprio al fine di garantire i diritti di tutti e il rispetto delle leggi; far buon viso a cattivo gioco di fronte al tentativo, in atto da anni, di mettere la mordacchia a chi dovrebbe vigilare e di disattivare nella sostanza la funzione di controllo di organi ormai solo formalmente ancora operanti, o sottovalutare la portata di questo tentativo, significa accompagnare seraficamente mano nella mano questo nostro Paese lungo la china di una sempre più spiccata oligarchia di pochi privilegiati che, dietro l'apparenza di una democrazia formale, nella sostanza gestiscono biecamente il potere per meri interessi personali o di gruppo. Quando poi a patire di questa sonnolenta e complice accettazione dell'inaccettabile quotidiano sono anche i mezzi di comunicazione di massa (o molti fra di essi), proprio quegli organi cioè che per natura dovrebbero svolgere la funzione di cani da guardia della democrazia al servizio della verità, lo sconforto di chi non si vuole rassegnare allo status quo si fa ancora più acuto e il cittadino resta davvero senza alcuna difesa che non sia la dignitosa ma inefficace indignazione personale.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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