Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * FONTI * ALIZEE *


.
Se trovi interessante quel che scrivo non sai cosa ti perdi su Twitter e Facebook.
Se non mi trovi interessante, lo accetto, ma hai un problema! :-)

giovedì 25 novembre 2021

Al circo di Lilli



Stasera a casa di Lilli non bastavano gli specchi...
Uno spettacolo che Orfei ti spiccia casa.
Il Circo in serata di gala, e tutto gratis!
Una delizia per palati fini, per amanti sfegatati del genere, per cultori del sottobosco politico più paludoso e titillevole.
Ho goduto di questa immensa pochezza preserale ostentata via etere al mondo, assaporandone ogni minima sfumatura, ogni vile dettaglio, dal taglio di capelli sbarazzino da primi film di pieraccioni esibito dal celebre senatore saudita al monte di lauti compensi per speech in inglese di grande spessore ceduti in giro per il mondo in cambio di forzieri pieni d'oro.

Ad officiare lo psichedelico rito una conduttrice non sempre impeccabile ad esser giusti e veri, ma che stasera si è guadagnata un buon due terzi di santità per non averlo sbattuto in strada a pedate all’ennesimo capriccio da sgarbi della scuola primaria, e due giornalisti sospesi fra lo stupore un poco atteso e la gaiezza spensierata e senza freni da spettacolo per bimbi: da un lato il Sommo Direttore, serafico e sardonico, pacato e misurato come una motosega ancora calda appoggiata allo steccato, imperturbabile come una sfinge e ruvido come carta vetrata del dodici, implacabile smerigliatore di infantilismi da menopausa, accusato dei peggiori reati del mondo (ci si meraviglia sia a piede libero, forse ha l’obbligo di firma?), e che le cose peggiori che ha detto su Renzi le ha lette nella mail a Renzi, e l’altro, che un tempo amicchiavo, adesso in forza al giornale padronale vicino ai deliri del renzismo più bieco, ma in questa sede stranamente appuntito contro cotanto pietoso dibattersi in teca dell’agnello fiorentino pronto al sacrificio mediatico.

Un arrampicarsi frenetico e iperattivo lungo le unte pareti di una gabbia trasparente come in preda a convulsioni, col contorno versione deluxe del solito set brilluccicoso di facce, faccine, faccette, ghirigori e ghiribizzi, mossette e sberleffi, frasette a metà, bronci improvvisi e occhiatacce da sotto, sguardi vitrei e somari, giravolte e zigozaghi, saltelli e versetti, divagazioni ciclopiche, fughe mondiali, svicolamenti da guinness, offese e fregnacce, smorfiette e nasi arricciati, occhietti sgranati e sguardi birichini, ripicche e cuoricini, asili mariuccia e musi lunghi, luoghi comuni e triti refrain, inversioni e retromarce, nongiocopiù e gnegné, scivolate riprese al volo prima dello schianto solo rimandato di poco, domande bellamente aggirate, vilipese e ignorate e cambi epocali di argomento (dai soldi del regime arabo ai vaccini, ottima parata in calcio d’angolo di Lilli), esaltazione dell’epoca d’oro renziana “vedi dati Istat” che tutti rimpiangiamo, strilli da verginella per il conto corrente prima esibito urbi et orbi e adesso orrendamente violato da toghe lercie e cattive, lezioni di etica stile Erode insegnante di sostegno, facciate sul muro specialità della casa, figure di cacca more solito, gran vittimismo apocalittico orwelliano (vi entreranno nei conti correnti), citazioni colte a vantare sapienza (Croce, che lei Lilli conoscerà meglio di me), accuse ai magistrati stile delinquentello di arcore (hackeraggio di stato), boria e arroganza a secchiate, pagliacceria assortita di finissimo pregio, sapiente mélange di svenevolezze e frecciatine, analisi puntuale della lorda fedina penale del noto malavitoso internazionale Travaglio, pissipissi baubau sulle indagini sue e dei familiari, elenco dei megamiliardi spillati al Fatto con decine di querele meritevoli di un Freud redivivio, mail rondoline con ipotesi “di scuola” inoltrate chissà perché ad amici di infanzia nonché fidati collaboratori (passi Carrai, e lui ha passato la mail), guanciotte cicciottelle e nervose (per il poco appeal sulle 25-44enni?), mood da bullo e piglio da Fonzie, e mancavano il giubbotto nero e le mai troppo rimpiante slide...: sciock bicousss.

Grazie, grazie agli Dei per avermi regalato questi interminabili e succosi minuti di puro ed estatico godimento mentre l’Italia del pallone, sull’altro canale, marchiata a fuoco sulla fronte come vitello pronto al macello dal suo augurio finale di noto portafortuna (forza Italia!), buttava alle ortiche o quasi con gli svizzeri il prossimo Mondiale, ma, alla fine, senza colpa,  stante il marchio di sfiga impresso in diretta dal talentuoso conferenziere.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 24 novembre 2021

Libertà




Non libero è chi non ha una casa.
Chi non ha un lavoro e non sa come mangiare.
Chi deve lavorare e spaccarsi la schiena per riempire il piatto e poco più.
Chi non riesce a sfamare suo figlio.
Chi è costretto a dormire in un cartone all’aperto.
Chi non sa dove farsi la doccia.
Non libero è chi non può fare tutto quello che gli altri possono fare e solo perché è immigrato da un altro Paese di questo mondo, o solo perché la sua pelle ha un colore diverso dal bianco o solo perché preferisce fare sesso con persone del suo sesso.
Non libero è chi prende 800 euro di pensione e deve pagare un affitto di 500.Non libero è l’orfano che marcisce nell’orfanotrofio e il disabile che nessuno aiuta e assiste.
Non libero è chi è malato terminale da anni e non può farsi staccare la spina.
Chi ha la possibilità di vaccinarsi contro un virus indisioso che ha fatto milioni di morti e milioni di malati (alcuni con ricadute pesanti e a lungo) non è privo di libertà. Ha una possibilità. Per sé e per i suoi simili.
E se non la coglie è perché non difetta di libertà, ma di neuroni.
Proprio quella mancanza che lo porta a parlare di parole di cui non conosce il significato, come LIBERTA’.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 16 novembre 2021

A distanza morale dovrà seguire distanza fisica (se sarà necessario)


Inviterei il governo dei Migliori (sic) a fare molta attenzione, perché sarebbe difficilmente digeribile penalizzare chi per due volte ha dato fiducia alla scienza, alla ragione, alla logica e al buon senso (e anche alle decisioni spesso assurde di quest'ultimo governo) e ha deciso di vaccinarsi, compiendo quindi un atto di grande responsabilità e sottoponendosi a un rischio per me minimo (però esistente) ma secondo i novax "estremo".

C'è un limite anche nei paesi burla come il nostro oltre il quale è meglio non andare nel prendere in giro chi rispetta le regole, chi si comporta in maniera civile e responsabile, premiando chi invece si comporta sempre come un puzzone asociale, menefreghista ed egoista.

La pace sociale non può prescindere dalla giustizia sociale.

Chi ha deciso di porsi al di fuori del contesto sociale con le sue scelte antiscientifiche, medievali, superstiziose e irragionevoli deve essere il primo a essere tenuto fuori fisicamente, per il periodo sufficiente, dalla stessa comunità dalla quale si è isolato moralmente decidendo di non vaccinarsi. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 2 novembre 2021

I poveri sono fastidiosi



I poveri sono oggettivamente fastidiosi.
Sviliscono l’arredo urbano, deprezzano case e quartieri, imbruttiscono le città, diffondono pessimismo e angoscia, mettono tristezza, creano sensi di colpa, danno un cattivo esempio alle giovani generazioni, ti fanno andare di traverso le ostriche.
Sono in grado di rovinarti la giornata.
Ti ricordano le cose brutte della vita.
Sporcano.

I barboni puzzano e dormono per strada avvolti in cartoni o stracci di fortuna, oppure occupano panchine che sarebbero destinate a onesti cittadini che pagano le tasse e aumentano il Pil.
Spesso hanno anche uno o due cani a rimorchio, e ti chiedi come mai, dato che non hanno nemmeno loro di che nutrirsi: come faranno a mantenere anche due cani?

A volte suonano strumenti musicali di dubbia fattura e ne escono melodie non proprio da sala concerto, oppure si mettono in ginocchio per farti pena e con cartelli scritti a mano e pieni di errori ortografici in cui riassumono le loro disgrazie (come se io non ne avessi, proprio stamane ho perso un’asta su Ebay) o ti comunicano di avere figli, e freddo e fame.

Ti fanno sentire inadeguato, colpevole o troppo fortunato, e tu sai che non è così, perché hai dimenticato di accendere il riscaldamento prima di uscire e quando tornerai troverai la casa fredda; inoltre hai appena pagato l’Imu ed è stata una bella botta, di questo passo finirai presto tutti i tremila euro di stipendio.

Disturbano lo shopping, infastidiscono i passanti, stimolano nei bambini domande fastidiose per gli adulti, alcuni delinquono pure per poter mangiare.

Mangiano e bevono per strada, si vestono in maniera pessima, hanno le unghie sporche, la barba e i capelli non curati, i denti cariati, lo sguardo perso, poche docce.

Tremano per il freddo e ti fanno venire i brividi: vuoi vedere che il cachemire che mi hanno venduto ieri non è vero cachemire?

E sono sempre a chiedere qualcosa, e tu devi individuarli da lontano ed evitarli, o se ti distrai far finta di avere fretta, accelerare il passo, o proprio fare il cafone e risponder male: ma sono loro che tirano fuori il peggio di te, oggi è giorno di festa e tu vuoi guastarmela.
E non capiscono che non ci si comporta così fra persone dabbene. In fin dei conti, se sei povero è colpa tua, non sei stato abbastanza studioso o non hai voglia di lavorare, e pretendi adesso che gli altri ti paghino pranzo, cena e magari anche un tetto: non funziona così, a me nessuno ha mai regalato nulla, perbacco!

I poveri dovrebbero abolirli, non aiutarli. Se stabilisci sussidi, percorsi agevolati, se li aiuti, li sfami e trovi loro un ricovero fai un’azione altamente diseducativa, io lo dico per i nostri figli, mica per noi adulti e vaccinati (non tutti, vaccinati): passerà l’idea che puoi non fare nulla tutta la vita e vivere alle spalle di chi si spacca la schiena tutto il giorno, e dove andremo a finire? Avremo le strade piene di pezzenti maleodoranti che ti molestano e ti chiedono le monetine, sarebbe la fine della società.
Dovrebbero portarli in periferia, in quartieri dedicati, magari lì potrebbero tirar su qualche baracca, usando i resti di una delle tante discariche abusive, e vivere di pesca e del buon cuore delle tante associazioni di volontariato e carità che purtroppo continuano ad operare incentivando così la pigrizia, il disfattismo e il disordine morale e sociale.

I poveri sono oggettivamente un problema che ci guasta la domenica e ci intristisce proprio quando siamo più felici e soddisfatti: nulla come un giovane mal vissuto che ti allunga la mano sotto il naso è capace di farti andare di traverso la lasagna o di incupirti prima dello spritz.
Urge trovare una soluzione, spero che ci governa prenda a cuore il problema che assilla le nostre città e mina le basi della civile convivenza.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 1 novembre 2021

Fra me e la Morte non c’è feeling


Non ho paura di morire (a meno che non si tratti di morte lenta e dolorosa, allora sì: ma è paura di soffrire, non di morire. Il dolore fa paura a tutti, il dolore è qualcosa di infernale. E’ molto peggio di una sconfitta sul terreno di casa, per dire).
Ma non accetterò mai la Morte, il suo modus operandi. Non accetterò mai questo sistema vita-morte: non mi piace. Lo so, adesso state sorridendo. Del resto, de gustibus...
State pensando: è scemo / sta recitando, del resto è scrittore / esagera per mestiere / già due sambuca prima di mezzodì?
Oppure avete già mollato: fiutate i pericoli a un miglio di distanza. Siete astuti.

Cosa ci guadagno a non accettare questo “sistema”? Nulla, anzi ci perdo: in tranquillità. E mi guasto la vita, la prima parte del binomio (quella più debole). Ma non decido di non accettarlo, il fatto è che non posso proprio, quindi inutile averne rimpianto.
E non ho (purtroppo) la limitatezza (o la ammirevole capacità) di accontentarmi di spiegazioni posticce laborate da altri (o magari da me stesso) che renderebbero sensato questo sistema, e quindi accettabile anche se sgradevole. Non riesco a nascondere un dubbio irrisolvibile con una soluzione ben confezionata ma solida come cartapesta e trasparente come velina.
E’ un pregio? O un difetto? In teoria un pregio; dovendo però vivere, un grave difetto, un’invalidante specifica.

Avrà il mio corpo, la Morte: questo è certo. Tutto intero, spero, e spero anche non “come nuovo”. Forse la mia anima (?).
Ma non la mia accettazione, mai.
So bene che la cosa non interessa a nessuno, tantomeno a voi o alla Morte (sì, la Morte mi legge, anche se non ha chiesto l’amicizia: è bastarda ma coerente).
Ma oggi non avevo citazioni carine, né ho scartato cioccolatini con la frasetta incorporata. E quindi è andata così. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...