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martedì 25 febbraio 2025

Del Papa che dorme bene e dell’Italia che si è svegliata male


Non credo ai comunicati “il Papa ha riposato bene tutta la notte”, mi ricordano quelli sovietici quando uno dei leader era già andato da mesi e dicevano che andava tutto benone, non esitando a usare marionette di cartapesta a grandezza naturale e mosse da fili durante le parate militari. Ma io sono un tipo sospettoso di natura. Questo non vuol dire che non possa farcela, anzi! E poi dicono abbia aderenze in alto, quindi... Io spero che possa farcela, tra tutti i Papi è quello che mi è sembrato più moderato (penso a Giulio II, che mi ricorda Trump, eletto all’unanimità e desideroso di vendicarsi dei nemici una volta preso il potere, pur avendo detto di non volerlo fare) ed è sicuramente il papa più vicino alle mie posizioni, così come Marte è più vicino di Giove a me, ok, ma è sempre qualcosa. Vedo molte facce preoccupate, ma so che molti non lo sono, perché che ci crediate o no lì dentro è tutta una lotta per denaro, sesso e potere, esattamente come da qualsiasi altra parte; l’unica differenza è che dicono di parlare con un essere invisibile, non rispettano le regole che ci impongono e chiedono a noi i quattrini per vivere. Certo che è ingiusto che Dio sia eterno e non abbia nemmeno avuto inizio da quanto è eterno e invece il suo vice, sull’unico pianeta abitato dell’Universo (credici), quel mondo unico e irripetibile, attorno al quale gira ossequiosamente l’unico Sole (credici), debba mo -rire come uno di noi raggiunta una certa età: è un’azienda quella che non mi ha mai convinto, i manager non hanno abbastanza bonus e benefit… Dio è morto (notizia diffusa per primo da Nietzsche, un tizio tedesco dal nome impronunciabile, che non si è ancora capito come l’avesse avuta,e poi ripresa in Italia da tal Guccini) e anche il Papa non si sente tanto bene: a quanto stanno oggi le azioni del Vaticano a Wall Street, sempre in calo? Comunque per essere una teocrazia non è malvagia, in qualunque altro stato dittatoriale del mondo il boss avrebbe messo sul trono suo figlio, qui invece di Gesù si son perse le tracce dopo il famoso gioco di prestigio dei tre giorni (dicono ce l’abbia ancora su col padre, si sa come sono questi trentenni, adolescenti forever, anche se a me sta simpatico, del resto come può non esserlo uno che usava i suoi poteri da super eroe per trasformare l’acqua in vino?)) e sulla poltrona più ambita siede a turno un umano scelto da una votazione democratica, sia pure un filo  ristretta, al termine di riunioni fiume detti conclave durante le quali non si risparmiano quanto a barbecue e gradevolezze varie, a giudicare dalla periodiche fumate bianche e nere. La cosa buona è che il Papa ha snellito le procedure per il suo funerale e per l’omaggio alla bara, e questo va a suo merito, così come aver rinunciato in vita ad alcuni dei suoi privilegi e lussi: ma insomma, da una recente indagine sembra sempre che il suo stile di vita sia, anche se di poco, più confortevole di quello di un homeless di Rho. Va anche detto che ci vuol poco a essere amati quando succedi a un ratzinger. Avete mai visto l’albo d’oro dei Papi? Infinito, più lungo di quello della serie A, anche volendo risalire fino alle origini, prima del girone unico. E anche lì abbiamo polemiche e stupidate tipo gli scudetti di “cartone” (che ci fossero juventini già nei primi secoli d.C.?): vedi la famosa questione degli antipapi. La situazione in Italia è quindi, oggi, quanto meno critica, il 2025 si è presentato malissimo: Trump ce l’ha su con noi e finanzia i fascisti ovunque si annidino, Putin ci guarda male e sta sfogliano il catalogo primavera-estate dei paesi da invadere (i due vanno d’amore e d’accordo e già parlano di ribattezzare il Mediterraneo “Sea of ​​the US President's Summer Residence “), in più il Papa è grave e Sanremo è finito: davvero non so come possa andare peggio, anche se sicuramente lo scopriremo presto (ehi Mogol, non stressare: non è che posso scrivere tutte le volte lo scopriremo solo vivendo, eh! Datti pace). 

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sabato 2 settembre 2023

Sua Maestà il Caso


La vita è regolata dal Caso.
Non fatevi tutte quelle pippe mentali su karma, coincidenze, destino, premonizioni: è tutto frutto del Caso.
I buoni non vengono premiati e i cattivi non vengono puniti, SE NON PER CASO.
Il bene che fai non ti tornerà, il male non ti peggiorerà la vita. Se non per caso.
Al massimo, posso ammettere che se fai del bene puoi stimolare l’emulazione in qualcuno (ma non in tutti).
Ma poi, cosa è bene?
Per me è accogliere un migrante, per altri è girarsi dall’altra parte. Per alcuni è pregare Dio, per me aiutare un uomo.
Inutile attaccarsi ai pochi casi in cui succede che il buono vien premiato e il cattivo punito per autoconfermarsi le proprie idee bislacche: anche quei casi sono... casuali.
La notizia è sconvolgente, lo capisco: ecco perché qualcuno ha inventato le religioni.
Con il loro aiuto sopportiamo l’insopportabile e accettiamo l’inaccettabile, diamo un senso all’insensato. 
Capisco l’uomo: è un niente perso nel vuoto, da qualche parte deve aggrapparsi.
Beato chi riesce a ingannare il suo (compiacente) cervello, 

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mercoledì 29 marzo 2023

Analisi semiseria di alcuni comandamenti

(è un testo che io leggerei più volte, se non l'avessi già così magnificamente scritto)
(nel pezzo parlo anche direttamente con Dio -dandogli del tu, perché siamo gggiovani-, ma il mio psichiatra lo sa)
Esaurite le boiate sesquipedali (Esodo. 20,17: "Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" [prima di vederla non so come è messa, e quando la guardo se mi piace la cosa è immediata, come impedire a uno di visualizzare un elefante rosa nella mente se gli dici "non pensare a un elefante rosa!", su, Dio, un po' di sano realismo eh...]), boiate, dicevo, che mi sanno di psicopolizia o Minority Report, esaminiamo il comandamento number 9, un evergreen delle Tavole della Legge.
---Non desiderare la donna d'altri---
Non lo trovate un filino sessista?
Intanto non esiste il comandamento "non desiderare l'uomo d'altri", e passi (si fa per dire, stava dettando Dio, un po' di precisione la si potrebbe pure pretendere). Per fortuna il nono è messo prima del decimo, pare quindi che la donna non sia "roba" e conti più della stessa, è già qualcosa. Ma poi se leggo sempre l'Esodo mi cascano le braccia: "Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo": moglie e buoi dei paesi tuoi, insomma. Certo che Dio ha un senso altissimo del diritto di proprietà, il contrario di Carletto Marx.
Anche se non penso che l'ordine numerico rifletta un ordine di importanza, altrimenti saremmo messi malissimo, dato che santificare le feste (eh???) vien prima di non uccid3 -re: (è un kill3r spietato, ma la domenica si riposa e va a Messa, quindi prosciolto").
E poi quanto è bruttarella, eh Dio, quell'espressione "donna d'altri". Tu non ti vedi o hai una relazione con una donna, ma la possiedi, è tua, e se tu desideri la mia donna sei un peccatore e io ti vengo a cercare (non nel senso che intendeva Battiato, però). Dio, mi sa, ha fatto primarie non eccezionali, è un po' grezzo quando si esprime (detto con pardon, comunque oggi eviterò di uscire, caso mai decidesse di scagliare qualche fulmine avanzato).
Io (ecco l'hybris che ispira Mauro a sostituirsi a Dio al tavolo dello studio) avrei scritto: "Non insidiare una donna o un uomo se ha una relazione affettiva con altri, ufficiale o ufficiosa ma comunque da te conosciuta o, se ci provi, bricconcello, fermati se la persona che desideri manifesta irritazione" ma capisco che così Mosè non ci avrebbe capito nulla e ci avrebbe messo duemila anni per scolpire le tavole della legge (già Mosè era balbuziente, no so come se la cavasse sotto dettatura, e immagino con uno scalpello, mica con una penna a gel).
So perfettamente che in realtà i comandamenti sono più lunghi (Dio era prolisso?) e che sono stati ridotti per venire incontro alle facoltà mentali del fedele medio, appunto ridotte, ma mi piaceva giocarci.
So anche che secondo il Libro dell'Esodo nella Torah, queste leggi sarebbero state scritte sulle tavole di pietra «dal dito stesso di Dio» [anvedi che atto di forza, un filo vanaglorosio, ehi Dio è peccato, eh!]; ma secondo un'altra tradizione biblica, sono state scritte dallo stesso Mosè [nessuno ci vuol mettere la faccia, insomma: lo capisco...vabbè, dai lo prendo io il cerino, le ho scritte io, ma copiavo da Satana, solo che ho copiato male].
Wikipedia riferisce che "I moderni bibliologi discutono ancora oggi se Dio abbia comunicato i suoi dieci comandamenti direttamente al popolo d'Israele o se la notizia sia stata portata al popolo da Mosé": appena lo appuriamo, vi faremo sapere. Forse potremmo chiedere alla nota bibliologa Meloni, che di profeti che dividono le acque e NON prosciugano fiumi pare intendersi.
Il sesto mi fa spanciare. "Non commettere atti impuri". Dire non ti toccare o non fare sporcellerie pareva brutto. "Tieni le mani sul tavolo" non l'avrebbero capito tutti (se segui una religione non sei sveglissimo, eh!). Per atto impuro il Creatore intendeva, mi sa, l'adulterio (aridaje, ma c'hai la fissa, eh...: hai avuto brutte esperienze? Dai, su racconta, apriti...), però i preti vi ricomprendono anche le manovrine sospette in zona genitali, che del resto, secondo la nota Scuola di Francoforte, possono anche essere visti (i genitali, intendono) come un "giocattolo a costo zero che abbiamo sempre con noi [sic], pronto alla bisogna nei momenti di noia o quando NON c'è la pubblicità su rete4".
Dio comunque aveva una certa opinione di se stesso, lo dimostra il primo comandamento. Del resto, quando tutti dicono che hai creato l'Universo non puoi non montarti la testa...
 
 
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domenica 26 febbraio 2023

Mauro ed Eva


Se io fossi stato Adamo, se cioè nell’Eden ci fossero stati Eva e Mauro (Eva tutta ignuda yum yum yum sai che salti) di certo non avrei pensato alle mele, ma a ben altri frutti, tipo: l’albicocca! E accessori vari...
Ma al di là di questo (Adamo affetto da s3x addiciton che ciula giorno e notte e ci dà dentro come un cavallo col pepe al kulo, Eva che non può rifiutare anche perché sei l’unico masculo sul pianeta), se io fossi stato Adamo, preciso come sono, quando Eva mi propone di magnare la mela io le avrei detto: scordatelo e tieni le mani a posto, Il signor Dio (padrone di casa) ci ha messo qui in un Paradiso tutti ignudi e felici e se ti azzardi a dar retta a quel verme troppo cresciuto o a toccare il frutteto ti g0nfio di schi@ff0ni.
E la storia del mondo sarebbe cambiata del tutto, con Mauro al posto di quel mollaccione di Adamo: nessun peccato originale (ma de che, aho?), nessun partorirai con dolore, etc.
Riflettete e andate in pace.

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giovedì 24 giugno 2021

La Chiesa e le pecorelle tapine


Hanno addobbato le pareti di interi secoli col sangue degli innocenti, spalmandolo allegramente a piene mani, incuranti degli schizzi sulle tonache.
Hanno scatenato guerre su guerre in nome di un essere che non esiste e mai si sarebbe sognato,  se davvero esprimesse certi valori,  di spingere l’uomo ad alzare la mano contro un altro uomo.
Hanno bruciato donne spacciandole per streghe, studiosi bollandoli come eretici, menti liberi definendoli come infedeli.
Hanno accumulato spaventose ricchezze e per secoli regnato su ampi territori come i più biechi padroni.
Hanno sempre tenuto bordone ai peggiori e più sanguinari regimi criminali della storia, favorendo pure, in ultimo, la fuga dei maiali nazisti dall’Europa.
Adesso si limitano a voler dire la loro sulle leggi del Parlamento sovrano, a imporre (a spese nostre ma con docenti scelti da loro) l’insegnamento di uan tra le tante religioni possibili e fasulle nelle scuole italiane (alle primarie più ore di religione che di inglese), a incassare ogni anno un bel po’ di milioni e a risparmiarne altrettanti evitando di pagare le tasse su immobili spesso usati anche o solo per fini di lucro, ad appoggiare politicanti rozzi e meschini pur di ottenere quel che a loro preme. Inoltre seminano diffidenza e pregiudizi fra gli uomini, ne tarpano la crescita morale e intellettuale, zavorrano la società sulla strada del progresso e tollerano allegramente l’immensa piaga della pedofilia fra il clero, oltre a possedere immaginifiche ricchezze in tutto il mondo e a condurre vite lussuose e lussuoriose predicando povertà e castita per gli altri, le pecorelle tapine.
Signore e signori, la Chiesa di Roma.

(Non ci provate con la storia del prete di campagna che fa del bene: so anche io che molti preti fanno del bene, ma per fare del bene non occorre vestire la divisa di una istituzione che ne ha fatto di ogni e tuttora ha spesso posizioni antiumane. Il bene lo si fa da uomini, ad altri uomini.) 

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lunedì 10 maggio 2021

Il senso e la durata della vita


(7030 caratteri, 1412 parole, 8 minuti per leggerlo: forse è troppo, data la brevità della vita, vi capirò senz’altro; sarei ipocrita a non giustificare chi diserterà da questo istante e passerà oltre.)
—-

Se conoscessimo la data esatta della nostra morte ci sarebbe impossibile vivere? Forse sì, specialmente se fosse ravvicinata e se la conoscessimo d’improvviso già da adulti. 

Un cinquantenne che apprendesse di dover morire a 61 anni come affronterebbe il decennio che gli resta? Si ucciderebbe? Non riuscirebbe più a fare alcunché, sapendo che tutto sarebbe vano? Forse sì. Eppure è la nostra attuale condizione: dobbiamo morire con certezza, e potrebbe capitare tra due minuti, eppure andiamo avanti senza pensarci. Ogni giorno compiamo scelte che irridono la certezza della morte. Sarebbe dunque la certezza della data a renderci impossibile una vita serena? Non penso che sia del tutto vero.

Se tutti conoscessero la data finale già alla nascita, si abituerebbero alla cosa. Stai per partorire un bambino e sai che questo morirà a 5 anni: certo è straziante. Vivresti la vita in modo totalmente diverso, ma non sono convinto che non la vivresti, se questa cosa fosse normale e se valesse per tutti. Si tratterebbe di provare, dette così son solo chiacchiere, ne convengo. Mia madre ha 86 anni, non so quando morirà: supponiamo a 99. Alla nascita lo avrebbe saputo: sarebbe cresciuta con questo dato. Le avrebbe impedito di vivere? No, perché se ragioniamo sappiamo bene che dobbiamo morire e che molto ma molto probabilmente questo avverrà ben prima del secolo di vita. Se invece avesse saputo di dover morire a 26? Le cose sarebbero state diverse...
Il punto allora non è tanto il saperlo, ma il conoscerlo se è ravvicinato, il termine. Però... hai un figlio, sai che morirà a 5 anni. Sarebbero 5 anni strazianti? Sì, insopportabili. Ma se non lo sai e ti muore di botto a 5 anni, avrai comunque una vita piena di strazio, insopportabile, e fino alla tua morte. Ok, dice l’interlocutore: ma almeno avresti vissuto bene 5 anni, felice. Sì, è vero: ma solo perchè vittima di un’illusione, di un inganno, di un macigno invisibile sospeso sulla tua testa e pronto a colpirti. L’argomento, come si vede, è spinoso e difficile da sbrogliare.

C’è chi preferirebbe sapere la data rinunciando in cambio a qualche anno; chi assolutamente non vorrebbe saperla (la maggior parte).
Certo è che quel che ci fa vivere è la presunzione di essere immortali: un piccolo meccanismo della nostra mente che ci fa andare avanti come se non dovessimo mai morire, che ci impedisce di pensare all’ineluttabilità della morte. E’ per questo che facciamo continuamente progetti, stipuliamo mutui, mettiamo al mondo un figlio. Ed è anche per questo che siamo avidi, arroganti, egoisti. Quando si incrina quel meccanismo entriamo in crisi: non riusciamo più a vivere. Improvvisamente ci vediamo vivere. Scorgiamo con una nettezza inaudita la meschinità e la vanità del tutto. E siamo bloccati. Cadiamo preda della disperazione, della depressione. E magari ci uccidiamo. Se non ci uccidiamo, non viviamo più; al più, vegetiamo. Un po’ come, forse, se già a 15 anni sapessimo di dover morire con certezza a 40?

Di tutte le forme di vita che popolano questa sfera oblunga che gira silenziosa in un buio infinito e freddosiamo gli unici, noi esseri umani, a sapere che moriremo: solo, non sappiamo l’ora. Le altre forme di vita non sanno di dover morire. E non si pongono interrogativi sulla loro origine, sul senso del loro percorso di vita e sulla possibilità che esso termini.
Ecco perché sono esposte solo alla sofferenza, mentre noi siamo preda anche dell’infelicità. Noi sappiamo che la vita ci porterà dolore, sofferenza e morte, quindi soffriamo già prima di soffrire: siamo infelici. Sappiamo troppe cose per vivere con spensieratezza. Abbiamo paura di quel che conosciamo. Grazie a quel meccanismo di sopravvivenza, che noi non controlliamo, riusciamo comunque ad andare avanti, cavalcando un’illusione che ci facciamo sembrare vera, ma sotto sotto sentiamo sempre quella vaga inquietudine che basta un niente e diventa orrida disperazione e che comunque vena sempre di incertezza e di paura ogni attimo apparentemente felice della nostra esistenza piena di progetti, successi e ricordi. Se poi, come detto, il meccanismo si ingrippa, è la fine: diventi spettatore della tua vita, ne vieni spossessato, non hai più la ragione per muovere un muscolo. Capisci che tutto è vano e nulla ha senso, non riesci più a fare alcunchè: sei morto pur essendo vivo, con l’aggravante che vivi ancora e ti vedi farlo dal di fuori: una tortura unica e insopportabile. E ti trovi in mezzo a persone che sono come tu eri e che adesso per te è impossibile capire.

Siamo padroni della nostra vita? Sì. Non è un dono e se lo è ormai è nostro, come qualunque cosa, positiva o negativa, che ci venga donata. Ne siamo padroni ma non la dominimao del tutto, perché, come detto, essa è soggetta a una fine e non sappiamo quindi quanto durerà, e in quali condizioni la vivremo. Siamo padroni della nostra vita perché quello che siamo e che facciamo dipende da noi, non da un destino già scritto o da un dio. Quindi se sei un fallito, è colpa tua. Se non sei riuscito ad emergere come cantante, o a costruirti una famiglia, anche. Ovviamente tenuto conto delle cirocostanze (salute, sfortuna, cattiveria degli uomini, etc), che però non sono determinate da un’entità superiore e che non possono valere come scusa: sono frutto del Caso, che regola tutto e tutti influenza. Quel caso che ti fa morire a 3 anni di aneurisma o campare in buona salute fino a 100, quel caso che ti salva dalle ruote di un tir impazzito solo perché il vicino ti ha trattenuto a chiacchierare sulle scale trenta secondi. Quel caso che però non è una giustificazione perché, all’interno della cornice che ti è data, il quadro lo dipingi tu, e comunque è ... causale, e comunque non dipinge il quadro un’entità terza a te superiore. Siamo liberi. Siamo condannati in quanto liberi, perché siamo condannati alla libertà, à la Sartre. Nasciamo senza ragione, viviamo per debolezza, crepiamo per combinazione. E’ una visione che sembra darci libertà, invece ci mette sulle spalle un fardello pesantissimo.

Siamo padroni della nostra vita anche perché possiamo decidere di porvi fine in qualunque momento, ha detto più di uno. Possiamo conoscere il momento in cui moriremo, semplicemente decidendolo. Ed è vero. Molti lo fanno. Perché sono deboli, malati? Alcuni sì. Ma in generale chi lo fa non come conseguenza diretta di una malattia della mente lo fa consapevolmente, quindi si tratta di una scelta che dobbiamo rispettare e che, al contrario di quel che si pensa, richiede un coraggio formidabile, proprio perché deve vincere l’insopprimibile istinto alla vita che, nonostante tutto, arde dentro di noi e che, facendo appello molto spesso alla pura meterialità dell’esistenza, costituisce un richiamo irresistibile anche per chi è sull’orlo dell’abisso.

Quando sento parlare di senso della vita sorrido e mi prende l’angoscia. La vita non ha un senso. Dobbiamo essere noi a darglielo. E, davvero, non è facile, perché siamo mortali, siamo carne e ossa e pensiero, e quest’ultimo spazia libero, ha voglia di cielo,  mentre le prime due ci tengono ancorati quaggiù al nostro triste e finito cammino. Cercare un senso in questa esistenza vuol dire soffrire in maniera atroce: è come sta chi proprio un senso non riesce a darlo e quindi, come detto, lo cerca senza trovarlo, dato che non c’è. Non si tratta dell’esistenza o della non esistenza di un dio a scelta tra quelli a cui gli uomini hanno creduto o tuttora credono nelle varie civiltà e nella varie parti del mondo, la questione è più complessa. Credere in un dio creatore è certamente lecito ed è uno dei modi di dare un senso al tutto, ma è bene aver chiaro i termini della questione: questo dio esiste come esiste Superman, esiste certamente, ma perché lo abbiamo creato noi. Non penso che esista un sistema di valori superiore a cui dobbiamo riferirci o uniformarci. Questo vuol dire relativizzare la morale? Non so, può essere, e capisco che sia rischioso, ma l’alternativa è pura finzione: può essere utile per vivere, addirittura essenziale, ma resta una finzione.

Alla fine, ho più false certezze disvelate che nuove certezze, è vero. Ma è bene sgombrare il campo da quel che non serve, sperando di trovare un modo per guadare questo grande fiume, avendo ben chiaro in testa che siamo soli e che solo da noi, oltre che dal Caso a cui abbiamo dato nei secoli vari e vani nomi, dipende quel che faremo durante questa esperienza dalla durata non prevedibile. 


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mercoledì 22 aprile 2020

Ma quale Dio, ma quale Sfortuna

Una cosa, noto, digerite con fatica.
Che capitalismo sfrenato, distruzione dell’ambiente, inquinamento senza freni, delirio di onnipotenza , arroganza e miopia, egoismo e stupidità sono le cause principali di tutte le sciagure che stanno colpendo il genere umano.
Non Dio, che non serve per spiegare l’origine dell’Universo e che avrebbe comunque ben altro da fare che occuparsi delle lagne di 7 miliardi di formiche brulicanti su un sasso che gira.
Non la Sfortuna, che non esiste.
Non oscuri complotti di potenze maligne, partoriti da menti private del frutto del lavoro di neuroni funzionanti.
Non il Caso, o almeno: non del tutto.
#coronadays

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giovedì 9 aprile 2020

I più devoti

ALLA FINE I PIÙ DEVOTI sono i più disperati.
Chi non cerca la spiegazione di tutto e quindi di niente in una confessione religiosa è uno che ancora ci sta dentro, tutto sommato: con le sue difficoltà e incertezze, certo, ma anche con la capacità di andare avanti mantenendo i dubbi e le paure.
Chi si affida alle braccia di un Dio consolatore costruito su misura ha raggiunto un livello tale di disperazione da dover affidarsi a qualcosa di più grande e di apparentemente risolutivo.
Non sono individui da biasimare. Forse, da invidiare.

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mercoledì 1 aprile 2020

Sarò breve

Sarò breve.
1) Parole da schifoso OMOFOBO.
Provo pena per la tua lingua, costretta a servire neuroni bacati.
—-
Il Dio cattolico è un’invenzione dei parrucconi cattolici, non esiste. Tutte queste baggianate, tutte queste affermazioni criminali, sono invenzioni che nelle parole di Gesù (personaggio storico reale) non trovi nemmeno a cercarle col lanternino. Se esistesse un Dio così, omofobo etc, mi interesserebbe come le previsioni del tempo di sei anni fa.————
Perché l’arcicoso non viene perseguito penalmente?
E dare spazio a queste farneticazioni è orrido.

https://www.corrispondenzaromana.it/il-coronavirus-e-la-mano-di-dio-intervista-allarcivescovo-carlo-maria-vigano/

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giovedì 19 marzo 2020

Coerenza, ci vuole

Chi crede in un Dio, può essere preoccupato in questi giorni? SI’
Può esprimere il desiderio di rimandare il momento dell’incontro con Dio? Si’
Può essere teso, ansioso? SI’
Può temere il dolore? SI’
Può essere terrorizzato dalla prospettiva di morire? NO.
Altrimenti non crede, eh!
Dove sarebbe altrimenti la differenza tra gli atei, i senzadio, i peccatori impenitenti e chi crede?
Coerenza ci vuole.
Il che non vuol dire non poter provare normali sentimenti umani.
Ma terrorizzato dalla prospettiva di incontrare Dio nella vera vita, no...
E non aver fiducia nel Dio in cui si crede e che tutto regge e dirige, no...
#coronadays

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giovedì 20 febbraio 2020

Tu puoi credere in un dio

Tu puoi credere in un dio.
Io ti seguo con interesse. Dico davvero.
Ma, sappi, la sua esistenza non è necessaria per spiegare la nascita dell'Universo: questo dice la scienza. Un vero peccato, perché avrebbe spiegato tante cose. A cacchio, ma le avrebbe spiegate.
Ma tu puoi credere in un dio.
Sei libero di farlo e, ripeto, io ti supporto moralmente. Sono con te!
Le chiese mi piacciono: è storia, archiettura, pittura, scultura, paesaggio.
I riti mi affascinano. E' uno dei motivi per cui apprezzo la società inglese.
E puoi, per esempio, non mangiare carne di maiale, non bere. O non mangiare carne il venerdì. Ci vedrei pure bene un obbligo per i legumi il martedì: fanno bene.
O puoi andare a messa etc. O mandare tuo figlio a catechismo. E credere che il ragazzo di bianco vestito sia infallibile.
Certo, sarebbe logico che a pagare il tuo catechismo non fossi io...
(a proposito: in primaria 1h inglese, 2h religione: quando si dice aver capito tutto)
Ma non devi dire agli altri in cosa devono credere e cosa devono fare della loro vita.
Accontentati di uniformare la tua alla dottrina che ti ha rapito il cuore.
La religione è un fatto privato.
Esternamente a me basta che ti comporti eticamente.

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domenica 2 giugno 2019

Caro omofobo, sei nato perdente


Cara sentinella in piedi (col cervello seduto), caro cattolico o omofobo laico, caro Modenese o Italiano che ieri hai manifestato con altri tre gatti la mattina per "riparare" (i neuroni di chi discrimina? hai fallito), che in settimana hai vomitato nefandezze su giornali e web e che sempre e ovunque non manchi occasione per scendere in piazza a mostrare al mondo le tue lacune umane e culturali, caro leghista, caro fascista, caro nazista, caro suprematista di 'sta cippa, io non scendo in piazza per chiedere un favore, e non lo chiedo a te. Ti è chiaro il concetto o urge un disegnino?

Io scendo in piazza per rivendicare un diritto che mi spetta e che finora mi è stato negato da Stati vigliacchi fatto di vigliacchi, schiavi di impressionanti limiti mentali e di una confessione religiosa antiumana, e da persone come te che non perdono occasione per spruzzare il loro odio e la loro intolleranza sui fiori della vita, facendosi forza di dogmi farlocchi inventati da quattro scappati di casa e generalmente identificati col termine di "religione". Gesù non ha mai detto quel di cui tu cibi il tuo stanco cervello e se ti incontrasse ti prenderebbe a schiaffi dalla mattina alla sera, in un coro di angeli plaudenti.

E per rivendicare quello che mi spetta e che prima o poi, che ti piaccia o no, avrò, io scendo in piazza come diavolo mi pare, in giacca e cravatta o col birillo dipinto di rosso e in bella vista. Se tu scendi in piazza con la tua faccia e quelle idee da vomito che si rincorrono nel tuo cervello fra gli ampi spazi lasciati liberi dai radi neuroni affaticati, io potrò ben scendere in piazza con le tette al vento.
Vestito come un lappone o nudo come sono nato avrò sempre ragione e mi spetterà sempre quel diritto che tu non vuoi mi sia riconosciuto. "I diritti sono come il sole, se io mi abbronzo a te non tolgo nulla."
Perché il modo in cui mi vesto quando rivendico un diritto non inficia la mia rivendicazione. Io sono libero di chiedere quel che mi spetta saltando e ballando o sfilando muto e triste, vestito o nudo, a piedi o volando. Io non chiedo, io pretendo quel che tu hai e che spetta per diritto naturale anche a me. Sei tu il ladro, l'usurpatore, il violento, il cattivo. Pensa tu a dotarti di idee migliori, perché le idee sono il vestito dell'anima e tu, in questo campo, fai un po' schifo.

Noi non ci fermeremo mai, come non ci siamo fermati quando abbiamo dovuto combattere contro la schiavitù, la discriminazione razziale, il nazifascismo, l'oscurantismo. Noi combattiamo con la forza delle nostre semplici e meravigliose idee. Abbiamo vinto tutte le battaglie e vinceremo anche quelle ancora aperte. Perché tu e i tipi come te hanno la parola sconfitta tatuata in fronte. Siete perdenti, avete una visione delle cose del mondo che farebbe impallidire le nostre antenate scimmie.
Le vostre idee vi qualificano come appartenenti a stadi evolutivi nettamente inferiori: non è disprezzo, il nostro, badate bene. E' empatia, è compassione, è vicinanza.

Noi non vi odiamo, né vogliamo vendicarci. I violenti siete voi. Noi vi amiamo, come si ama il cretino che sbaglia e che, ahimè, è sempre un essere umano, quindi con diritti e doveri pari ai nostri.
Ma voi perderete. Avete già perso, siete sconfitti che camminate.
Noi camminiamo a testa alta, petto in fuori e cuore sereno, voi curvi e gravati dall'ombra umida e pesante di pregiudizi orribili e lacci mentali che tolgono ossigeno.

Nei vostri salotti avete il crocifisso, sul comodino i rosari, nel cuore una steppa, gli occhi due vetri, il sorriso una tagliola. Cianciate di amore e famiglia e seminate odio. Non sapete di cosa parlate. Smettete di andare a Messa e di pregare, state offendendo Dio, oppure venerandone uno sbagliato e malvagio che, una volta morti, vi mangerà.

Love & Peace
LGBT
L'omofobia è violenza, non è un'opinione.

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lunedì 6 maggio 2019

Satana esiste solo nei fumetti

Leggo oggi sul giornale di esorcisti, casi di possessione, acqua e sangue dai muri, oggetti che volano, etc.
Sarò chiaro: non ci credo.
O meglio: non credo che dietro a tutto questo ci sia il signor Satana, che non esiste.

Si parla di azioni bestiali compiute dagli uomini, giovani che si perdono: tutto vero. Pensiamo al bullismo, agli stupri, agli omicidi, alla mafia, al terrorismo: tutto vero. Condivido l’estrema preoccupazione. Ma non c’entra Satana, né c’entra la presunta assenza di Dio da quelle vite.

Il Male è dentro di noi. Non serve etichettarlo con nomi intriganti o personaggi curiosi dalla testa di capra e lo sguardo saettante. L’essere umano è egoista e ha sete di sangue; è avido e miope.

Tutto ha una spiegazione scientifica. Le molte cose che non ce l’hanno, ce l’avranno. La mente del’uomo è incredibile ma anche limitata e comunque la scoperta del mondo in cui viviamo è un’impresa lenta e faticosa, tuttora in corso.

In epoca preistorica il fulmine era il segno dell’ira di una potenza superiore: oggi sappiamo che è un fenomeno naturale spiegabile. Quello che oggi ci appare miracoloso è semplicemente non ancora spiegato.

Non è fatto di esaltazione del razionalismo o di aridità e materialismo l’approccio che mi spinge a scrivere questo: è il rigetto delle gabbie che soffocano il cervello dell’uomo. In primis, le religioni. Tutte.


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domenica 10 marzo 2019

Vescovi (e) parassiti

I vescovi si rileggano la Costituzione (artt. 1,36,38) e si occupino della loro missione, senza disprezzare chi è povero.
Inaudito.

I vescovi che danno dei parassiti ai poveri... questi qui il messaggio evangelico non hanno mai saputo che cosa è... mi sono sempre chiesto cosa ci stanno a fare perché la Chiesa è perfettamente inutile anzi dannosa e tradisce ogni giorno in maniera clamorosa il messaggio di Gesù a cui dice di ispirarsi.

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domenica 13 gennaio 2019

Mai più sesso

(testo non consigliato a suore e personcine troppo sensibili)

Io dal 2013 sono CIO, cattolico integralista oltranzista, quindi non faccio più sesso da sei anni, ormai. Mi restano droga e rock'n'roll, se non ricordo male. E' compresa anche roba psichedelica tipo Porta a Porta o i discorsi alla nazione del Renzi? Adesso mi informo, un uomo deve sapere come muoversi.

Un CIO non è un cattolico, sia chiaro. I cattolici son quelli che vanno alla Messa e poi votano fascista e schifano il migrante. O quelli che si sposano all'altare ma poi c'hanno l'amante o vanno a trans il sabato sera e al Family Day la domenica mattina assieme al Papi e ai cattodem. Strategie di vita troppo complicate, la mia religione (CIO) è molto più lineare, anche se molto più rigorosa.

E non lo farò mai più sino alla morte, sesso intendo, dovesse essa cogliermi perfino a 110 anni suonati. Eccomi, in tutta la mia tardiva ma convinta ed integrale castità.

Direte: quanto spreco!
Vi ringrazio e vi capisco, avete gusti ottimi, ma il credo in cui credo mi spinge a far così, o almeno.... credo!

E intendo proprio tutto, quando parlo di sesso, quindi non faccio e non farò mai più autoerotismo (vroom, vromm...), e non solo in auto, ma anche in bagno coi giornaletti. Quando mi lavo lo faccio a occhi chiusi e di fretta e ripetendo a voce alta i nomi dei sette nani, apposta per non cadere in tentazione nemmeno come conseguenza di innocuo sfregamento. E per strada non guardo le donne, e per non rischiare non guardo neppure gli uomini (ci sono certi giovinetti non male). Spesso vado a sbattere, infatti. Ma sbattere in senso buono, non capite male: non guardando nessuno, urto le persone.

Il sesso ha un solo fine: procreativo. Altrimenti il creatore si inalbera (termine appropriato, se ricordate cosa ha combinato per via di quel frutto dell'albero, appunto, della conoscenza, e per via della solita donna impicciona e del solito maschio facilmente manovrabile dal punto di vista ormonale). Non ha e non può avere altri scopi, per esempio ludico-ricreativo o sociale-compensativo. Nel mio credo, anche due attori di una pellicola porno possono girare le scene hot solo se prima si sono sposati e senza usare preservativi: altrimenti sono in peccato, e chi pecca va all'inferno, e se fa la spia non è figlio di mar... vabbè, mi son fatto prendere la mano... ma non in quel senso eh, l'ho detto chiaro che non mi tocco più, è una scelta religiosa la mia, mica ca..., ehm, cavoli. Rispettatemi.

Adesso vi spiego. Poiché l'unico fine lecito del sesso è quello procreativo, non intendendo procreare più (ho una certa età e anche un certo 740) è evidente che non potrò più giacere in seno biblico con mia moglie. E' logico. D'altra parte, la religione mi impedisce l'uso di qualsiasi mezzo atto ad impedire la concezione: dal guantino o condom o preservativo, ad altri metodi quali pillolette, spirali, etc. Anche il vecchio e sempre popolare sistema del mordi e fuggi (coitus interruptus - che no, non si riferisce a quando il postino suona -due volte, in genere- mentre voi e vostra moglie state a fare zum zum) è assolutamente peccaminoso, non si può disperdere il seme e voi capirete che ad un certo punto non è che si può gonfiare una gomma all'infinito senza mai dare un giro al fermino: si rischia lo scoppio. Spero che la metafora sia chiara. Restano i metodi tipo la temperatura basale, che mi pare efficace come l'oroscopo, e il famoso Ogino-Knaus, dal nome dei primi due dei diciotto figli dell'inventore, Ogino e Knaus (l'ultimo fu battezzato col nome di "ancoraunaltroporcaputt")...

Parimenti impossibile è la masturbazione (oddio, si potrà dire masturbazione su Facebook?), sempre per via del seme disperso. Cosa resta? L'amante, meglio se sterile o menopausata. Ma la religione si basa su una stretta monogamia, quindi anche questa soluzione è esclusa a priori. Come vedete, se siete sposati ma non volete più figli non vi restano che le serie tv, se credete nel credo in cui io credo di credere.

Adesso si pone un problema: o seguiamo tutti questa roba qui, e avremo il paradiso zeppo e l'inferno vuoto (in pratica ci ritroveremo tutti da San Pietro, al baretto del cielo, a parlare di Salvini, Renzi e Juve, sai che palle), saremo cioè tutti virtuosi, o non lo seguiamo, e avremo un popolo di fornicatori impazziti e traditori incalliti, per non dire sessuofobi, porci e affetti da sexual addiction, ma l'Inferno pieno.
La terza via sarebbe quella di far sesso e ogni nove mesi procreare. Ma il pianeta Terra non sarebbe in grado di reggere una follia simile. E nemmeno i conti corrente.

La situazione mi pare intricata. Non per me, che ho un credo. Almeno, credo. Oddio, dove l'ho messo??? Ma possibile... era qui un attimo fa... ah ecco, era nel taschino, accanto alle sigarette. Credevo di averlo perso. Perdere la fede, si sa, è un attimo: basta che ti lavi le mani in un lavabo senza tappo e ops!

Per voi, atei senzadio peccatori concubini e tendenzialmente porci nel senso del maiale, le cose vanno peggio: passerete tutta la vita a fare sesso con donne e uomini a scelta, divertendovi un mucchio, e poi finirete all'inferno, ma so che la cosa non vi tocca. Lo sapete vero che rischiate la cecità? Io dal 2013 ci vedo benissimo. Morirò a cent'anni con 10 decimi e un organo atrofizzato, ma assurgerò alla gloria dei cieli. Ehi, intendevo il cervello, che avete capito?

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domenica 11 marzo 2018

Scusi, può ripetere?

Spiace non essere d'accordo con #Zichichi ma francamente questa mattina sulla #Nazione ho letto un paio di cose che mi sembrano lunari...

La prima è che "la scienza non potrà mai scoprire cose in contrasto con la fede".
Mi chiedo innanzitutto quale fede, perché ce ne sono tantissime e spesso divergono fra di loro su punti cruciali... e poi quello che lo scienziato afferma non è vero perché la scienza ha scoperto numerose cose che contrastano con uno più fedi, nel corso dei secoli....
Rivolgo anche un pensiero di umana pietà a tutti quelli che, studiosi di varie discipline, sono stati emarginati, derisi, boicottati o sono stati costretti allo spergiuro o addirittura uccisi dalle istituzioni di una Chiesa nel corso dei secoli, solo per il fatto di aver sostenuto verità scientifiche del tempo che contrastavano con i testi sacri.

La seconda affermazione che non mi va giù è che gli atei dissentono ma non sono in grado di dimostrare che siamo figli del caos.
Beh può essere, senza dubbio, ma esattamente come la scienza non è (i più ottimisti direbbero: non è ancora) in grado di dimostrare che siamo figli di un dio...
Solo che se una o più persone affermano che esiste un dio che ha creato e governa tutto dovrebbero anche dimostrarlo altrimenti in assenza di dimostrazione scientifica rimaniamo fermi a che non esiste un dio...

Direi che questo è l'approccio giusto; sappiamo di non sapere tutto, col passare del tempo scopriamo sempre più cose che un tempo non conoscevamo ma non crediamo ciecamente da un punto di vista scientifico a una verità non dimostrata... al massimo possiamo crederci dal punto di vista della fede, e su questo non ho nulla da dire.
Per fede puoi credere a tutto, si tratta di credenze rispettabili, perlomeno fino a quando non c'è qualcuno che in base a queste credenze pretende di regolare non solo la propria vita privata ma anche quella degli altri, ma dal punto di vista scientifico questi ragionamenti non hanno senso: mi sembrano lunari per non dire assurdi.

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sabato 26 agosto 2017

Ciro e Dio

Tutto parte da un mio retweet, cioè da un tweet altrui che ho trovato divertente e ho inoltrato ai miei followers:

Retweeted Migrante in Piscina (@DarioBallini):
Ciro, 11 anni:"Senza i pompieri sarei morto"
Mamma di Ciro, molto più di 11 anni:"i miei figli salvati da Dio"
A volte salta una generazione


Un utente di FB che chiameremo A commenta:
A: In un'altra intervista ha detto che questa è la prova che Dio esiste... quindi anche lui ha attribuito la sua salvezza a Dio

(nota mia: è vero, in un'altra intervista dice: Ringrazio Dio per avermi salvato la vita. Questa è la prova che Dio esiste.)

Io: A undici anni e con una madre che la pensa così, direi che ci sta. Sottolineato quello che è ovvio e cioè che il tweet di "migrante in piscina" che io ho condiviso e quindi ritwittato è un tweet ironico (anche se fa riflettere ), devo dire comunque che, personalmente, non ho mai capito la posizione di chi attribuisce un evento positivo all'intervento di Dio senza chiedersi perché anziché intervenire positivamente sugli effetti di un evento negativo non abbia semplicemente evitato lo stesso...
Il discorso è sempre quello: l'uomo ha bisogno di credere in qualcosa di superiore per vincere l'angoscia della vita e la paura della morte e fino a che questa convinzione resta confinata nell'ambito della vita privata di chi la sposa a me può anche andar bene... è quando chi ha questa convinzione cerca di uniformare a forza la vita degli altri alla stessa che non mi va più bene... nel caso di Ciro, bambino che ha compiuto un'impresa straordinaria, possiamo tranquillamente perdonare tutto, sia la frase che ha detto prima sia quella che ha detto dopo sia qualsiasi cosa che dovesse dire... resta la grandezza di quello che ha fatto (specie se rapportata all'età), ma certo non si può dare peso eccessivo alle parole di un bambino di 11 anni che ancora deve formarsi e in ogni caso qui conta più l'atto. il Tweet, divertente e ben costruito, si basava su una dichiarazione di Ciro, il fatto che poi successivamente ne faccia altre ai fini della battuta non è granché rilevante... non è che stasera dobbiamo stabilire se è stato Dio a salvarlo o il pompiere o una qualche altra divinità... anche perché nel caso di un intervento superiore è una cosa che non si potrà dimostrare mai; quello che sicuramente è avvenuto è il salvataggio ad opera dei bravi pompieri.


A: Guardi che io ho solamente corretto quello che si voleva far credere su quel ragazzo... lui la pensa in un modo ma in questo tweet si vuol far credere diversamente... perché?
Comunque... dalla sua risposta vedo che non è né un credente né un lettore della Parola di Dio.
Giusto xké ha posto la giustificata domanda sul perché Dio non agisce sugli eventi... beh... nella Bibbia non è mai scritto che i credenti non avranno problemi, qualsiasi sia l'entità e la natura di questi, ma che nei problemi, nelle difficoltà, nelle tempeste, Dio sarà con colui che lo invoca e crede in lui.


A: Detto questo, onore ai pompieri, ma quei bambini non sono rimasti schiacciati da prima non x caso o fortuna...


Io: Difatti non era mia intenzione fare polemica, ma solo discutere del tutto pacificamente e ribadire che la prima dichiarazione di Ciro è stata quella e quindi è corretto scrivere su di essa un tweet divertente. il tweet non deve dimostrare chi ha salvato il bimbo, gioca solo su dichiarazioni di persone o fatti reali per strappare un sorriso a chi legge facendolo magari riflettere.. sul fatto di Dio io la vedo così: al di là di chi ha creato il mondo e su questo ognuno si può tenere la sua convinzione o Dio interviene nei fatti del mondo oppure dopo averlo creato non interviene e lascia a noi con libero arbitrio la possibilità di decidere della nostra vita; in questo secondo caso si spiegano tante cose, nel primo non si spiega perché uccidere persone innocenti con un terremoto vedi Amatrice e magari fra i 300 uccisi salvarne 2 o 3 qua e là con interventi miracolosi che per quanto mi riguarda miracolosi non sono. Se intervieni nelle cose del mondo intervieni con più logica (anche se qui ovviamente parliamo di logica umana e uno potrebbe subito dire che la logica divina segue altri percorsi) a meno che naturalmente non si voglia credere che chi viene ucciso in un terremoto o in una tragedia si sia in qualche modo meritato la punizione di Dio; questa sarebbe certamente una spiegazione un po' più fondata anche se per quanto mi riguarda del tutto illogica e assurda anche perché, soprattutto nel caso di eventi come terremoti, tsunami, eccetera mi sembra un colpire un tanto nel mucchio piuttosto che andare a vedere chi avrebbe peccato e merita una punizione e chi no.


A: Sempre giusto x chiarire biblicamente alcuni punti e non x vana polemica... ha detto bene, la logica divina è straordinariamente diversa da quella umana, e menomale aggiungo... come seconda cosa, intenzione di Dio non è punire, ma salvare, ma non carne ed ossa, ma prima di ogni cosa ANIME, e poi, può andare operare anche nella carne... quindi le persone che sono morte potrebbero già essere salvate, ma parlo della salvezza che più conta x un vero cristiano, la salvezza dell'anima.
Non possiamo sapere cosa c'era nel futuro di quelle persone... io mi fido di Dio! Ovviamente è una scelta personalissima.

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sabato 11 febbraio 2017

Orario di apertura delle chiese?

Non lo capirò mai, questo fatto che le chiese (cattoliche) chiudono come gli uffici. Accade da un decennio o due, una volta non era così. Adesso vai alle 9 e mezza di mattina, è chiusa; ci vai alle 14, è chiusa; alla sera chiude prima del ferramenta.
Che roba è?
Curano le anime (si fa per dire) o vendono brugole?
Non ho intenzione di diffondermi su questo tema, su cui ci sarebbe parecchio da dire.
Un luogo di rifugio, di accoglienza, di riparo spirituale può fare orario di ufficio?
E' una domanda molto simile a quella: ha senso un prete che non viva in (dignitosa) povertà?
OK, c'e' stato pure quel parroco che ha detto che piuttosto che accogliere immigrati avrebbe dato fuoco a tutto, e ci sono, lo so, Inquisizione, Pedofilia, Massacri a Go-Go, Omofobia, etc. Ma insomma, salviamo le forme, almeno!
Problemi di carenza di personale, dicono... e di sicurezza. Ok, ma non mi convince.
Bergoglio dice di dispiacersi quando "vedo orario nelle parrocchie, da talora a talora, poi non c'è porta aperta, non c'è prete, non c'è diacono, non c'è laico che riceva la gente".
E' un po' lo stesso discorso di chi fa il medico, l'insegnante o il poliziotto (lo so, gli ultimi due lavori pagati da fame) e pensa che sia un mestiere, il suo, come quello dell'imbianchino. No, è una missione. Sono due cose ben diverse. Se non hai motivazioni e le abbracci solo per campare (penso in particolare alle ultime due), siamo messi male, e difatti lo siamo.

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venerdì 20 gennaio 2017

Miracoli

Davvero sono nauseato da chi utilizza frasi del tipo "ritrovati vivi due bambini dopo 40 ore sotto la neve, miracolo!".

Se per miracolo si intende caso davvero bizzarro, coincidenza, colpo di fortuna non ho nulla da dire.

Se per miracolo si intende intervento divino, allora mi chiedo se qualcuno è in grado ogni tanto di usare un 10% delle sue capacità logiche.

Se Dio interviene (a proposito, quale Dio? Quello costruito dai cattolici, quello costruito dai musulmani, quello dei Geova, o cosa?) per salvare due bambini, perchè non ha fermato la valanga salvando così più di venti persone? E mille altri perché.

Davvero non ne posso più.


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sabato 20 agosto 2016

La prossima sarà l'estate del burkini

Le donne devono essere libere di scegliere se indossare il burkini o no, indipendentemente che lo scelgano per costrizione maschile o, come molte fanno, per aderenza a principi religiosi: ribadito che a me sembrano entrambe le ragioni risibili. Lo Stato non può proibire il burkini, Valls ha preso una decisione immensamente stupida: così facendo rinfocola le tensioni, accresce le discriminazioni e le separazioni culturali e, banalmente, impedisce a molte donne di andare al mare...
Opportunamente oggi Travaglio pubblica una foto che dimostra come i suoi parenti di inizio secolo indossassero al mare i burkini senza saperlo.
Io prevedo comunque che l'anno prossimo molte occidentali sceglieranno il burkini, per ragioni di moda. Lo ha inventato una musulmana, l'anno prossimo potrebbe sfondare.
Io allora non posso andare al mare vestito di tutto punto o sì? Un Hare Krishna cosa può fare?
Fra l'altro la religione cattolica proibirebbe il sesso fuori dal matrimonio (uso il condizionale perchè mi vien da ridere): come mai Valls non salta su a dire che questa costrizione è illiberale e obbliga parecchie persone a contenersi contro la loro volontà?
E cosa diciamo dei mariti che sono contrari a che la moglie metta il due pezzi o si trucchi troppo? Anche questa è costrizione... facciamo una legge che metta fuorilegge il costume intero e il trucco blando? E i padri che non vogliono che le figlie si vestano con la mini?
Da qualunque punto di vista la vedi, è una scelta immensamente stupida. Come ha fatto notare Padellaro (se non erro), ci sarebbe voluto più rigore nel controllo dei tir di gelati (sic) parcheggiati per 9 ore in zona vietata a Nizza (...), altro che divieto di andare al mare troppo vestiti! Nel frattempo i bimbi in Siria muoiono come mosche, ma l'Europa fa il suo: vieta il burkini, che non si dica che noi stiamo con le mani in mano di fronte alle tragedie del mondo.

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