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venerdì 27 marzo 2026

Come oggetti



Non di rado le donne sono trattate come oggetti: molto più spesso nei secoli passati, occorre essere sinceri. E gli schiavi. 

Ma, anche oggi, sono trattati come oggetti molte categorie di individui, indipendentemente dal sesso.

E con il beneplacito del sistema sociale, delle leggi, del modo di sentire comune: alla fine, è una vista come una cosa accettabile, o inevitabile. Come un temporale: occorre ripararsi e aspettare che passi.

Solo che non passa, può finire per un certo periodo di tempo per alcuni, poi tornare, ma non passa davvero mai. E soprattutto accettarlo o considerarlo inevitabile è folle.


E' trattato così, spesso ma non sempre, chi è in condizioni di inferiorità fisica: per esempio i malati gravi, i disabili. O gli anziani magari non più del tutto autosufficienti.

A volte anche i bambini, che invece, sebbene vadano educati con mano ferma, sono entità distinte fin dalla più tenerà età, e non nostre propaggini o materia del tutto informe o cose.

Anche chi è in condizioni di inferiorità o di difficoltà magari temporanea per questioni puramente amministrative, o chi è visto come "inferiore" per certe sue specifiche del tutto irrilevanti come la provenienza geografica, l'orientamento sessuale  simili. O chi è stato vittima di un rovescio di vario tipo e quindi è momentaneamente in uno stato di estrema fragilità.

E poi tutti noi quando dipendiamo da altri per ragioni economiche. E, è inutile precisarlo, la stragrande maggioranza delle persone dipende da altri per ragioni economiche. Tolte le persone benestanti o ricche, in pratica tutti.


Essere trattati da oggetti è esperienza sommamente spiacevole alla quale non ci si abitua mai, sebbene si dica spesso che l'uomo si abitua a tutto, cosa che in buona sostanza è comunque vera.

Significa non essere considerati persone come le altre, alla fine. Non di rado chi è il carnefice lo fa senza rendersi conto di quel che sta facendo in ogni preciso istante in cui lo fa: altrimenti, tranne il caso di alcuni sadici, non lo farebbe o cercherebbe di mitigare questo errato approccio nei confronti degli altri. Spesso è "colpa" di un'organizzazione o del sistema gerarchico o di potere in cui è inserito: egli stesso è trattato da oggetto da coloro dai quali dipende la sua sopravvivenza (quanto meno economica, che oggi poi coincide quasi interamente con la sopravvivenza tout court) e quindi non solo considera normale farlo a sua volta o non cercare di farlo il meno possibile, ma lo vede come una rivincita o come una normale gestione dei rapporti umani fra individui che occupano posizioni sociali o professionali distinte. Si tende insomma a spersonalizzare la questione, ad ammantarla di una veste professionale, a giustificarla dentro di sé, a normalizzarla, a considerarla inevitabile, quando invece resta una stortura impressionante e del tutto evitabile.


Nel mio cassetto ho diversi attrezzi. Possono servire a un uso domestico (privato) o professionale. Possiamo dunque parlare delle posate di una cucina, o degli utensili di un falegname. Questi attrezzi sono oggetti. Restano nel cassetto fino all'esatto momento in cui qualcuno sente la necessità di utlizzarli: è allora che diventano utili e vengono impiegati. Ma non dobbiamo certo preoccuparci dello stato in cui si trovano nei periodi più o meno lunghi in cui non vengono usati perché non utili a qualcosa, né dobbiamo farci scrupoli se decidiamo di impiegarli improvvisamente, senza quindi preavvisarli o addirittura richiedere un loro consenso all'uso. Parimenti, non avremo scrupoli a dismettere ed eventualmente sostituire quelli che non ci servono più o quelli che, a nostro insindacabile giudizio, abbiano perso, per via di un incidente o di semplice usura, la loro capacità di servire allo scopo.


Essere trattati da oggetti, specialmente quando questo potrebbe essere in tutto o in parte evitabile (praticamente sempre) è una esperienza degradante, che peggiora la qualità di una vita spesso già difficile per mille motivi interni ed esterni. Aumenta l'insicurezza, rende fragili, moltiplica lo stress, favorisce il nervosismo, l'insonnia, l'insorgere di patologie. Rende più probabile una diminuzione del rendimento materialmente inteso e dell'affidabilità personale e professionale, favorisce la nascita di sentimenti di rivalsa, di odio contro il mondo, di vendetta e comunque, senza arrivare a sfociare in episodi di violenza, di sentimenti di ostilità, di diffidenza, di chiusura. Si vive sempre sotto un cielo plumbeo, schiacciati dal peso avvertibile di una cappa di piombo che ci rende pesanti e spesso inutili a noi a egli altri. Ci si sente provvisori, mai realizzati, sempre in bilico su un crinale. Non si ha la possibilità di programmare un futuro per sua natura incerto. Ci si sente incompresi, svalutati o comunque mai correttamente giudicati, e spesso non se ne capisce la ragione, perché come ho detto spesso si tratta di comportamenti facilmente modificabili, da parte di chi li mette in atto. Sarebbe sufficiente mettere sempre il dato umano al primo posto, in ogni caso e data qualunque circostanza, prima di quelli prettamente materiali, perché ciascuno di noi non è una cosa e perché ciascuno di noi è poi l'elemento chiave nella realizzazione di moltissimi di quegli obiettivi pratici ai quali sacrifichiamo ottusamente ogni giorno le nostre qualità umane.


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(IMG: aggiustatutto it)

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giovedì 1 maggio 2025

Primo maggio dei caduti

Forse non avete capito. Quanti miliardi di milioni muove il sistema industriale, agricolo e commerciale italiano? Quanto denaro muove questo marcio e infestante sistema capitalistico italiano? Quanti milioni di milioni di profitto genera per pochi, al prezzo dei salari da fame o della disoccupazione quasi senza welfare per tantissimi? Quali e quanto immensi sono gli interessi in gioco?
E voi pensate che un migliaio di vittime l’anno siamo un’enormita? LO sono per chi è ancora un essere umano e sa quanto vale una singola vita.
Ma sono un prezzo ridicolo da pagare o da tollerare che chi ha il denaro anche in bocca è prontissimo ad affrontare e a considerare come inevitabile e irrilevante effetto collaterale della produzione di beni e servizi e della generazione di immensi e immeritati profitti, per giunta macchiati di sangue oltre che di corruzione ed evasione.
Ecco perché tutti si indignano e promettono sostanziali interventi volti a risolvere il problema, ma poi non fanno niente, e da decenni e decenni, anzi: rendono ancora meno stringenti i controlli e meno dure le pene.
Datevi una svegliata, un bel secchio d’acqua gelata in faccia potrebbe aiutarvi. 

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venerdì 2 giugno 2023

Il solito refrain


Confesso che sorrido sempre un po’ quando, in occasione di un femminicidio (mi adeguo alla maggioranza), sento dire che gli uomini andrebbero educati diversamente. Per non parlare della violenza omofoba, di cui ci scordiamo più volentieri. Mi vengono sempre in mente due o tre cose: 1) perché, adesso sono educati in qualche modo? 2) non è un problema di educazione degli uomini, è un problema ben più generale 3) non andrebbe educato diversamente anche chi uccide un uomo o un bambino, più persone o un animale? E chi ruba o distrugge l’ambiente naturale? 
Dire sempre questa frase annoia e, quel che più conta, non risolve nulla. Dà sempre l’idea dell’indignazione automatica, che scatta, fa la sua fiammata, dice le solite cose e poi passa. E tutto resta come prima, perché nessuno fa nulla e perché non son cose che si risolvono in due mesi o in due anni.
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Non penso che gli uomini oggi vengano educati peggio o meglio delle donne. Il punto è che tutti vengono educati poco e male, di sfuggita, da genitori perlopiù inadatti al ruolo e magari a loro volta frutto di educazioni rabberciate, da una scuola che ormai non esiste quasi più sia nella sua funzione formativa che in quella educativa, da una tv e da altri media (i social) che hanno preso il posto di famiglia e scuola e fanno danni ciclopici.
Viviamo in una società in cui regna l’ingiustizia, di tutti i tipi; la disonestà; l’importanza dell’apparire; i valori futili come la fama e il denaro; la cattiveria. Una società in cui ognuno si fa gli affari suoi e cerca di arraffare quanto più può, calpestando gli altri, se necessario. In cui non vi è rispetto per la vita umana in genere (poveri, migranti, malati, vecchi), anzi disprezzo assoluto per persone, animali e cose: perché quindi vi dovrebbe essere rispetto per una donna? Pensate davvero che facendo frequentare un corso di educazione sentimentale di trenta ore ai maschietti di quindici anni il mondo cambierebbe? Non diciamo eresie. In primaria tutti i bambini sono per la pace, per l’ambiente pulito, per la lotta alla fame nel mondo; tutti i bambini sono contro il razzismo e fanno bei disegni e bei temi. Tutti. Poi a quindici o sedici anni cominciano a comportarsi da adulti indegni e molti finiscono per diventare pessimi cittadini, esseri umani indegni, e per votare per partiti e politici indegni e portatori di idee disumane. Come mai?
Punto primo, non cambi il mondo con due misure e in due anni: sono processi complessi e di lungo periodo, incompatibili con la deriva che ci spinge da anni. La scuola è massacrata da decenni, poiché lo scopo è formare operai con salari da fame; la politica è il regno dei corrotti e non pensa al bene comune; la tv (concentrata nelle mani di pochi e al serviio esclusivo degli interessi di questi) non educa né forma , e non informa: sparge falsità e veleno nel cuore dei nostri giovani; non vi sono più esempi positivi, anzi il contrario: oggi fa strada chi peggio agisce. E’ una società malata, come può far crescere individui sani e retti? Giusto per via di qualche eccezione...
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Quindi si stava meglio una volta? Io dico di no. Semplicemente, era diverso. E di certo il mondo, nei secoli passati, non era meno violento o ingiusto. Una volta la donna era schiava del marito, e non vi era la possibilità del divorzio; nel rapporto a due un soggetto era il più forte e aveva più potere, anche sociale, e la cosa non era minimamente in discussione; per non parlare del delitto d’onore, dei matrimoni combinati (che in alcune culture sono la regola anche oggi), delle mille disparità di trattamento. Oggi le donne si stanno prendendo la rivincita e, essendo ahimè anch’esse dei semplici esseri umani, sbagliano quanto e come gli uomini, ma questo non basta a spiegare o a risolvere le cose. E’ solo cambiato un po’ l’equilibrio delle forze, ma l’ignoranza e la cattiveria che una volta informavano i rapporti umani ci sono anche oggi, con la differenza che allora magari schiavizzavi e discriminavi, oggi se non ti garba come vanno le cose uccidi. E’ una reazione diversa, ma sempre bestiale, e frutto sempre di educazioni sbagliate e di individui indegni. Sono cambiate le cose? Sì. Sono migliorate o sono peggiorate? Io non vedo progressi o grandi peggioramenti.
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Quindi non è possibile fare nulla? No, qualcosa si può fare. Come si potrebbe fare qualcosa per impedire che nonostante ogni anno si producano sul nostro pianeta alimenti per 12 miliardi di persone, una fetta considerevole dell’umanità (che in tutto è 8 miliardi) muoia di fame; o per impedire che vi siano guerre, catasfrofi ambientali, ingiustizie. Ma secondo voi si fa qualcosa? Forse sì... E’ abbastanza? Assolutamente no. Cambiano le cose? Ma quando mai? E vorreste cambiare voi le cose educando “meglio” gli uomini? Ma per favore....
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Ci vuole la volontà di cambiare; questa volontà deve essere di molti, se non di tutti, e soprattutto di chi ha in mano le leve del potere; e ci vogliono fatti concreti, e piani coerenti e congrui e di lungo periodo.
Non puoi toccare Caino, giusto? E Caino deve essere rieducato (la pena è rieducativa), e ha diritto a attenuanti, infermità o semi-infermità mentale, sconti di pena. E anche l’ergastolo è disumano, quindi poi, dopo aver ucciso senza motivo una donna, o un uomo, il nostro eroe, condannato a 16 anni, esce dopo averni scontati 9 o 10, e ha un lavoro e una nuova vita. La pena deve avere una funzione rieducativa, certo, ma anche punitiva e deterrente: secondo voi la fine che fanno gli omicidi spaventa qualcuno? L’uomo è una bestia, spesso non uccide anche per paura delle conseguenze, è triste dirlo ma è così. Ma di quali conseguenze parliamo? Ci sono terroristi con decine di morti  sulla coscienza che oggi scrivono libri, fanno conferenza, vanno in tv, guadagnano...
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Quindi ci vuole una scuola diversa, che non mandi i sedicenni a morire in fabbrica con l’alternanza scuola-lavoro; che formi in maniera completa e adeguata uomini e cittadini; che premi chi si impegna e penalizzi chi non si impegna; oggi essere bocciati in primaria è impossibile, in secondaria proibitivo; oggi non si danno i voti per non turbare gli alunni; non si comunica la classifica nei tornei sportivi dei piccoli per non istillare la competività (eh???), oggi si tollera tutto, quanto a disciplina, e i maestri sono spesso inadeguati, sempre mal pagati e sempre senza alcun potere, quindi di fatto quasi impossibilitati a svolgere un ruolo fattivo. Una scuola, certo, in cui si insegna più educazione civica e sentimentale e meno altre materie meno importanti o addirittura dannose; in cui vi è più disciplina e rispetto, delle regole e del prossimo. Un mondo diverso, in cui l’onestà e la solidarietà sono incentivate e premiate, e i comportamenti violenti e asociali puniti con ferocia. Un mondo in cui chi ruba soldi pubblici o deturpa l’ambiente e le cose di tutti  diventa un emarginato e viene messo all’indice e in cui chi uccide, e non vi è traccia di uno straccio di ragione (ammesso che vi possa essere una ragione -ma in alcuni casi si può intravedere), paga col bene che ha tolto, non con dieci anni di galera quando gli va male. E che galera, poi? Privazione della libertà e rieducazione? No, inferni sulla terra, cinque in cella, soprusi di ogni tipo, scarsa igiene, etc.
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In qualsiasi agglomerato umano (famiglia, associazione, azienda, comunità di vario tipo, società nel suo complesso) se non vi sono uguaglianza, giustizia, rispetto, meritocrazia, empatia, poche regole e chiare e uguali per tutti e punizioni feroci in caso di violazione delle stesse, non vi è futuro.
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Allora quando apprendiamo di un barbaro omicidio o femmincidio, o di guerre insulse, ingiustizia feroci, disuguaglianze sanguinose, dobbiamo fare spallucce? No di certo. Ma questa indignazione a comando che dopo poco sfuma mi ha stufato assai. Nella nostra vita siamo all’altezza dell’indignazione che manifestiamo ogni volta che succede un fattaccio di quelli citati?
—
Non basta educare i propri figli ai giusti valori e al rispetto della vita umana, se poi la società in cui crescono è come quella di oggi: è come cercare di svuotare il mare con un secchiello.
Ecco perché dico che non cambierà mai nulla.
Ecco perché quando accadono fatti come quelli di cui si discute in questi giorni non mi stupisco e non mi indigno più: non credo che l’umanità nel suo complesso possa farcela, a salvarsi dai suoi tragici difetti.
Cerco di fare il meglio, certo, in tutto. Ma so che non cambierò il mondo. Non ho più l’età per illudermi.
—


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domenica 26 marzo 2023

Io non dimentico




Mi ricorderò di tutto quello che mi fate o non mi fate.
Non avrò il tempo di rendervi la pariglia, probabilmente, perlomeno non a tutti e nella misura che sarebbe più equa: il Tempo corre e la Morte si sporge già un poco. Ma non è detto. Io sono un tipo che non dimentica, per me la vendetta, sebbene inutile a fini pratici, è un valore e io mantengo la stessa ferocia nel rivalermi sul colpevole anche dopo decenni. Per me il Tempo attenua il dolore, sbiadisce il ricordo, sfuma le asperità, ma non intacca il desiderio di farla pagare a chi lo merita: penso di essere stato chiaro.

Mi ricorderò di chi mi ha mentito (da Chiara -menzogna lieve ma evitabile- a tanti altri). 
Di chi mi ha tradito o diffamato (non pochi, forse la prima è stata una ingenua e già cattiva Alessia quand’ero ancora ampiamente minorenne).
Di chi ha rotto amicizie lunghe anni per ragioni futili dopo aver usato con me a piene mani superficialità e ingratitudine (ciao Federico). 
Di chi ha fatto promesse vuote e appena è riuscito a “sistemarsi” (anche grazie a un mio piccolo aiuto) mi ha cancellato dalla sua vita (ehi, Sara...). 
Di chi è sparito, così, semplicemente, perché si è stufato o perché fingeva.
Di chi si divertiva a usarmi come bersaglio fin quando non l’ho sepolt0 sotto una riga nera (Dino, e poi quel tale di quinta che si permetteva -io, matricola- di importunarmi, etc).
Di chi ho dovuto lasciare in mare aperto perché razzista o sostanzialmente idi0ta (Carmela, chi si rivede! Ehi, c’è pure Aldo!)
Di chi ha preferito troncare i rapporti con me per servilismo emotivo e assenza di indipendenza nei confronti di chi mi aveva fatto un torto (una bella S., l’unica che preferisco non citare nemmeno per nome, sarebbe troppo identificabile).
Di chi ha parlato alle mie spalle e mi ha usato per anni (ciao Paolo). 
Di chi mi ignora salvo quando servo (non pochi). 
Di chi si accorge di me solo quando sbaglio (non spesso, ma accade) e sottovaluta il mio apporto quotidiano (stesso discorso: F.)
Di chi non ha avuto fiducia in me (alcuni sono insospettabili, eppure sono colpevoli; una, in particolare, R., non sarà mai scusata, e mi è molto vicina, ma mi ha tolto una cosa non recuperabile). 
Di chi ti tratta come uno strumento, o come se fossi invisibile (di base, quasi tutti).
Di chi stravolge i ricordi e i fatti (una legione).
Di chi ti giudica, e non ha l’altezza per farlo (due legioni, fra cui due ingressi recenti, discretamente insospettabili).
Di chi non ti sta a sentire, e invece dovrebbe per gli impegni liberamente presi (argomento delicato). 
Di chi infrange i patti e manda all’aria tutto senza ragione, e lo ha già fatto nella sua vita (...).
Di chi cambia radicalmente e pretende di andarti comunque a genio.
E chissà quante fattispecie di sottosviluppati emotivi dimentico.

E andando avanti sarà sempre peggio, perché la vecchiaia è una malattia orrida e perché le persone invecchiando non migliorano, anzi: generalmente peggiorano, e figuratevi cosa accade quando già facevano schifo da giovani... E parallelamente tu diventi invisibile, sempre meno utile, sempre più da evitare, un rifiuto molesto.

Accetto la reciprocità, naturalmente: ricordatevi pure dei miei sgarbi e dei miei torti. Però trovatevi anche qualcos’altro da fare, perché ce ne sono stati pochi pochi... 

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mercoledì 22 marzo 2023

Il lavoro si paga, le persone non sono cose


Qui pare che il favore lo faccia chi ti offre la possibilità di un lavoro.
Mentre lo fa, SEMPRE, chi lo presta.
La forza lavoro prestata infatti è SEMPRE pagata meno di quel che vale, anche quando non a livello di schiavitù (il che accade comunque non di rado).
So bene che andare avanti è dura, a causa di concorrenza, tasse, burocrazia, crisi economica generale, costo del lavoro. Ma la risposta non può mai essere ridurre la sicurezza sul lavoro o pagare la forza lavoro meno di quel che vale; se la risposta è questa, dovresti chiudere e fare altro.
Presupponendo parità di serietà e professionalità da ambo le parti, questo è. 

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mercoledì 21 dicembre 2022

Poverini, si devono riposare

Sono contrario alla tattica di non dare compiti per le vacanze di Natale.
Si devono assegnare alcuni compiti, senza esagerare.
Ogni giorno feriale deve avere il suo compito. Il lavoro dello studente è studiare, imparare.
Il lavoro di noi tutti, a ben vedere.
E poi non è che durante l’anno in primaria e secondaria li amm@zzin0 di compiti, eh...
Del resto, sono contrario al 90% di come è organizzata la scuola degli ultimi decenni.
Oggi non si danno i voti per non traumatizzare, ma i giudizi. Un giudizio tu lo leggi e alla fine spesso non capisci se hai in casa Einstein o un somaro, Gandhi o un terrorista. Il voto è il voto, quello è: la matematica è precisa. L’ideale sarebbe dare i voti (che fanno media) e poi alla fine esprimere un giudizio.
So bene che se prendi 3 in matematica non vuol dire che come persona vali 3. Vuol dire che in quel compito hai fatto schifo e questo schifo è quantificabile con un 3/10. Non ci vedo nulla di male. Con un 9 al prossimo step ti porti sul 6.
Nei campionati giovanili di calcio non si rende nota la classifica, per non traumatizzare. Non è per senso dello sport, attenzione, perché poi fan giocare i migliori, per vincere, e non tutti... E’ per idi0zia.
Sono contrario a tutto questo.
Si cresce sempre per salti, cesure, shock. Senza difficoltà, curve strette, giudizi, delusioni, piccoli traumi non si cresce.
Ecco perché poi ci ritroviamo circondati da adulti solo di nome. 

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sabato 24 settembre 2022

Idee sulla scuola


Arrivi in quinta superiore e in teoria sai tutto di Lucy e piramidi ma quasi niente o niente di due guerre mondiali, fascismo, etc. 
L’ideale sarebbe, a scuola, fare bene tutta la storia, dall’ominide che prova a scendere dall’albero e a stare in piedi all’infido suino che, in combutta col baffetto merdoso, ha portato alla morte milioni di italiani nel ventennio, ma visto che non pare possibile, a questo punto a studiare la storia io partirei dall’800... e i primitivi li tratterei per ultimi. Perché sarebbe davvero l’unico modo per crescere cittadini informati e responsabili, in grado di fare scelte avvedute nel prosieguo della loro vita.

Allo stesso modo, andrebbero introdotte o potenziale materie come: educazione civica, educazione stradale e educazione sentimental-sessuale. Aumentando le ore o eliminando/riducendo alcune materie meno importanti o davvero inutili e illogiche a scuola, e perdendo meno tempo in cavolate durante l’anno. Avremmo persone migliori in assoluto e nelle relazioni con gli altri. Avremmo cittadini modello.

Inutile dire che un bimbo che nasce in Italia e completa primarie e secondarie dovrebbe avere la nazionalità automatica: nel caso, possiamo toglierla a quei politicanti che si oppongono dopo averli sottoposti a un esame base di italiano e Costituzione...

Mancano serietà, efficienza e disciplina a questa scuola. Ci vogliono insegnanti preparati, equilibrati e motivati, oltre che pagati meglio: programmi migliori, maggior disciplina, una revisione delle materie e dei programmi, come detto. E maggior potere a chi insegna (e maggior selezione, però): oggi i maestri e i professori sono autorità senza potere, come fanno? Alcuni sono straordinari (non pochi), alcuni carenti o proprio inadatti (non pochi pure questi).

Per i bimbi under 12 entrare a scuola alle 8 e quindi doversi svegliare alle 7 o prima è assurdo: occorrerebbe rimodulare gli orari e, come fanno in altri paese, armonizzarli con quelli degli uffici, delle fabbriche e dei negozi per migliorare anche la vita delle famiglie. Ridurre e di molto le vacanze estive, prevedendo soste più ampie durante l’anno, ma aumentando nel complesso i giorni totali di didattica nell’anno. Mensa gratuita per primarie e secondarie (ehi, basta combattere l’evasione, 190 miliardi son lì che ci aspettano), lavoro anche pomeridiano e di conseguenza compiti solo o quasi solo nei week end o durante le soste.

Scuola dell’infanzia che duri solo 2 anni anni, di cui il secondo di forte prescolarizzazione, inizio della primaria a 5 anni per tutti. 
Classi al massimo di 15-18 alunni. Una sola maestra... o è chiedere troppo? E che magari resti per l’intero ciclo...
Prioirtà all’integrazione, alla solidarietà e allo studio.

Duecento anni dopo che sarò morto, darò un’occhiata, ma so che non sarà cambiato nulla, perlomeno non in meglio.


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lunedì 14 febbraio 2022

Perché studiare

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Una vita passata a studiare può dare un colore diverso a una fine ingloriosa?
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Io ho studiato anni. Un bel ciclo di elementari vecchio stile, fatte bene nei ‘70, con una maestra (che ricordo con piacere) inflessibile e rigorosa, che ci ha davvero dato le famose “basi”.
Una normale scuola media (ma con un paio di professori sopra la... media), un liceo discretamente impegnativo (c’erano meno disordine e insubordinazione di quelle che intuisco oggi, forse anche meno incuria e minori distrazioni). E poi una scelta universitaria forse non felicissima (decidere a diciannove anni cosa farai a ventisette- ventotto è difficile) e esami come se piovesse, con voti molto buoni, anche se con ritmo sincopato (ho detto che non sono un enfant prodige).
E ho sempre studiato tanto, e con scrupolo, non solamente per sfangarla ma proprio per studiare, e ho sempre viaggiato su voti medio-alti.
Una sola insufficienza (lieve e con attenuanti) in vent’anni e rotti.

Molto intelligente? Direi proprio di no.
Grande memoria? Non banale, forse, ma grande davvero no.
Notevole adattabilità al mondo? Quasi zero (lo dicono i risultati odierni, del resto).
Semplicemente, non ero proprio “scemo” o pigro (ma nemmeno fanatico, purtroppo) e non ho mai preso in considerazione in tanti anni l’ipotesi di andare a scuola non preparato.

Si potrebbe dire che è stato comunque tempo perso quello dedicato allo studio, dato l’esito. Buttato nel cesso (anzi, gettato alle ortiche: devo far vedere che ho studiato).
In realtà non voglio contestare l’esito di un percorso, che resta meschino, da un punto di vista oggettivo, o pratico, ma dire che quello è stato tutto fuorché tempo perso.
Leggere e studiare non è mai tempo perso, lo penso anche ora che conosco la fine (modesta) del mio romanzo.
Sotto un ponte vivrò meglio, avendo studiato.
Lo so, ci ricordiamo ben poco di quel che abbiamo letto o studiato, è vero. La memoria umana ha limiti angusti e il tempo è un nemico potente. Ma ci ha comunque arricchito, ci ha cambiato quel che abbiamo letto, ha sedimentato qualcosa in noi, che non vediamo ma c’è e ci fa essere quel che siamo oggi.

Avrò disperazione e rimpianti più strutturati. Avrò esempi a cui rifarmi, storie non vissute che sentirò però mie o storie vissute ma capite più a fondo, esperienze da cui trarre conforto o ancora maggiore disperazione, chissà. Magari finirò per rubare libri e panini e non solo panini.
Certo, soffrirò di più (chi più sa, più soffre); ma saprò anche trovare un senso alla mia sofferenza, e anche il non trovarlo dopo averlo cercato mi renderà migliore, anche sotto un ponte al freddo e coi topi e gli scarafaggi ad insidiarmi o ad angustiarmi. Grazie ai miei studi, sarò più bravo anche a sentirmi vittima del sistema: non genericamente, ma in maniera strutturata e argomentata, quindi, come ho già detto, forse più disperante, ma anche più soddisfacente. 
Alla luce della luna leggere alcuni versi di quella poetessa polacca premio Nobel che mi piace parecchio, o qualche riga di un delittoecastigo prelevato da un bookcrossing, mi darà qualcosa, che allevierà il mio niente.

Soffrirò, certo, forse anche di più di chi non ha studiato, è normale, ma soffrirò, come dire, con maggiore consapevolezza. 
Insomma, più come un poeta gettato in un pozzo, che come una talpa finita in una trappola.

Magre soddisfazioni?
Forse sì.
Ma non mi resta molto altro, quindi faccio tesoro del poco che ho o credo di avere.
E, anche se forse mi sono espresso un po’ confusamente, penso di avervi fatto capire perché secondo me leggere e studiare può essere poco remunerativo ma non è mai tempo perduto. 

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domenica 19 settembre 2021

Più scienza e meno balle, grazie



Dal prossimo anno abolite religione (lo dico da una vita: è assurdo che io debba pagare perché il Papa possa insegnare le sue teorie ai bambini non figli miei nella scuola pubblica; se i genitori del bambino lo desiderano, lo mandano a catechismo e i soldi ce li mettono loro o il Papa, non io) e ginnastica (uno può fare sport nel tempo extrascolastico, no?) e riducete (purtroppo) materie minori (oppure aumentate le ore totale di scuola, o fate partire le primarie dai 4 anni, o riducete le perdite di tempo) MA aumentate per favore in termini assoluti e relativi le ore (e soprattutto la serietà con cui vengono fatte) di ITALIANO, MATEMATICA e SCIENZE perché di gente che non sa leggere, o non capisce quel che legge, non sa nulla di matematica e statistica, nemmeno la base (tipo la %) e non sa nulla di SCIENZA ne ho piene le tasche. Questa storia della pandemia ha evidenziato drammaticamente un problema del resto già esistente: l’ignoranza diffusa, mista ad arroganza. Gente che ha lacune enormi in tutto ci spiega il vaccino, i virus, le varianti e la pandemia, e non ha l’umiltà di affidarsi alla scienza e a gli esperti.

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giovedì 17 giugno 2021

Elogio del fare impresa

I nostri grandi (im)prenditori, dopo aver ereditato imperi colossali senza aver alzato un dito, succhiato il sangue da intere generazioni di operai trattati da schiavi, da oggetti o da carne da macello, aver evaso, eluso, frodato e violato tutte le leggi esistenti in materia di lavoro e tutela ambientale, dopo aver corrotto e aver beneficiato grazie a vili ricatti occupazionali di cospicui finanziamenti statali spesso a fondo perduto, dopo aver trasferito la sede in paradisi fiscali al di fuori del nostro Paese, adesso frignano come disperati per l’introduzione di un ridicolo reddito di cittadinanza che convince qualche disperato a non farsi segare le ossa in catena di montaggio per quattro spiccioli. Sono lacrime di coccodrillo, se guardate bene vedete ancora brillare i loro occhi a fessura di maiali adusi ad ingozzarsi e i loro sorrisi di plastica a forma di tagliola. 

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venerdì 11 giugno 2021

Grattare via il marcio


Sanità pubblica, di qualità e gratuita per tutti (modello Emergency).
Cittadinanza automatica dopo il primo ciclo di studi completo (primarie e secondarie).
Abolizione del divieto di peggiorare la pena in appello (mossa eccezionale per sveltire la giustizia).
Conferma dell’attuale regime di prescrizione.
Accoglienza dei migranti totale e accurata.
Lotta feroce al lavoro nero (lavori forzati).
Abolizione dei call center (non quelli di assistenza).
Assistenza totale e accurata per chi ha parenti disabili o malati gravi.
Abolizione della pubblicità in Rai e sulle strade; limiti pesanti a quella su tv e radio commerciali.
Pene durissime senza sconti per evasione, frodi fiscali e corruzione.
Incandidabilità definitiva per chi ha una condanna definitiva per corruzione e reati contro la PA, mafia o per reati particolarmente odiosi o socialmente pericolosi, etc.
Ergastolo duro e puro per i mafiosi che oltre a dissociarsi non collaborano fattivamente.
Limite massimo di 15 anni (anche non continuativi) per deputati e senatorie amministratori locali.
Abolizione totale dei vitalizi; pensione ai deputati solo dopo 15 anni ma in misura paragonabile a quella di qualisasi cittadino; stipendio da deputato ridotto del 50%, obbligo feroce di redicontazione spese.
Galera per chi solo si affilia a mafia e simili.
Pene durissime senza sconti per chi tarocca alimenti e rovina l’ambiente.
Pene durissime e daspo a vita per chi inquina lo sport.
Pene durissime per chi mette a rischio la vita altrui (es: risparmiando sulle spese di manutenzione delle infrastrutture).
Riduzione mmediata del 50% delle spese militari; mai più violazioni dell’art. 11.
Massicci investimenti nei comparti sanità, giustizia, scuola e ricerca, trasporti, tutela dell’ambiente, manutenzione di infrastrutture e immobili: solo così si ottiene l’equo e veloce processo, non salvando il culo ai potenti con la prescrizione.
Stop al cemento e alle grandi opere, tutte.
Decadenza immediata dalla carica di deputato/senatore per chi non fa almeno l’80% di presenze.
Decadenza immediata dalla carica di deputato/senatore per chi abbandona il partito con cui è stato eletto.
Applicazione severa delle leggi Scelba e Mancino e approvazione di legge analoga per reati omofobici e simili.
Arresto immediato per chi fa il saluto romano o inneggia pubblico a fascismo e nazismo.
Multe salatissime per chi imbratta monumenti, muri, deturpa arredi urbani e beni comuni, sporca e inquina, e non raccoglie le deiezioni dei cani (minimo 10mila euro a violazione).
Ritiro definitivo della patente per chi supera i limiti di velocità di oltre 50 km/h o commette infrazioni gravissime tipo inversione in autostrada.
Daspo internet di 5 anni per chi ripetutamente e scientemente produce e diffonde notizie false via internet (decide un giudice, non il provider).
Salario minimo a 15 euro; reddito di cittadinanza molto più corposo ed esteso, welfare più robusto; asili nido gratuiti per tutti; pene durissime per chi dichiara il falso; riduzione orario di lavoro; obiettivo finale reddito universale di base.
Preservativi distribuiti gratuitamente nelle scuole; assorbenti intimi gratuiti per le donne dal menarca alla menopausa; rimozione di medici, infermieri, farmacisti obiettori o novax.
Lotta durissima alke discriminazioni di qualsiasi tipo. Rimozione immediata dalla carica ricoperta e daspo a vita per quasiasi politico o amministratore che si renda autore di frasi chiaramente omofobe, razziste, misogine, xenofobe, adegutamente provate.
Patrimoniale feroce e tassa su successioni feroce oltre un certo (basso) livello).
AUmento della progressività della tassazione sul reddito.
Aumento forte della tassazione sul capitale, riduzione di quella sul lavoro.
Introduzione a scuola di educazione sessuale e educazione civica.
Tassa su multinazioni almeno al 40%.
Abolizione paradisi fiscali.
Abolizione ora di religione a scuola: chi vuole se la paga fuori scuola, come il karate.
Revisione dei Patti Lateranensi; riscossione Imu passato dalla Chiesa.
Severissima legge sul conflitto di interessi, in ogni campo.
Etc.
Etc.
Etc.
Ho dimenticato almeno 100 cose essenziali.
E’ un Paese da RIFARE da zero.
Il marcio va grattato via ma con l’acido, tanto è incistato e diffuso.

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giovedì 3 giugno 2021

Imprendi pure, ma fallo un po’ più in là, per favore


Bello, non basta aprire una partita iva per potersi definire imprenditore.
Intanto rispetta la legge e paga le tasse, altrimenti sei un prenditore.
Poi rispetta i tuoi dipendenti e la sicurezza sul lavoro.
E pagali in maniera adeguata alla forza lavoro che ti cedono.
E trattali come persone, non come capre o utensili. 
E concedi loro il meritato riposo, e premiali quando gli affari vanno meglio del previsto.
E non ostacolare l’attività sindacale e non cercare di mettere gli uni contro gli altri.
E non ricattarli.
Non risparmiare sulla loro pelle.
Riduci i tuoi profitti per pagare il giusto a chi lavora per te e per reinvestire in maniera adeguata.
E tratta bene i tuoi clienti e i tuoi fornitori. E non barare sulla qualità del prodotto. E non fare cartelli  e non pagare tangenti.
Dopo di questo ne parliamo.
Altrimenti sei solo un ladro, un furfante e un avido succhiasangue, una merdaccia e non uno “che dà lavoro a tante famiglie”. Uno schiavista e non un benefattore: l’unico beneficato sei tu, sulla pelle degli altri. 

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sabato 13 febbraio 2021

Giudizio o voto?

Io capisco che alle primarie (vecchie elementari) è come per i pulcini del calcio: non importa vincere, non conta la classifica, lo scopo è divertirsi e imparare a rispettare le regole dello sport (e della vita), e gli avversari (gli altri). Ho seguito per anni il calcio dei piccoli (grazie a un mito che adesso risiede in terra d’Ungheria) e concordo (anche se il fatto di non tenere la classifica mi è sempre parsa una inutile ipocrisia).

Ma un voto non traumatizza nessuno. Voglio dire, li lasciate per ore davanti alla Tv a vedere Amici, GF, talk politici, film violenti, tg di cacca o chicche simili; permettete che usino smartphone e social per ore, o Play e Wii varie, e poi vi preoccupate del presunto trauma di un voto?

Certo, un giudizio è inclusivo, un voto è secco.
Un giudizio sfuma e arrotonda, un voto ti fa il pelo.
Un giudizio dice tutto e niente, un voto inchioda la realtà sul tebellone dell’irrimediabilità.

Ma coi giudizi quel maiale pelato caro ai nostalgici che ci ha brutalizzato per vent’anni può anche essere descritto come un capo di stato un po’ accentratore e rissoso che ha fatto anche cose buone, e un serial killer un individuo che tende a ripetere sempre lo stesso sbaglio ma se si applica può migliorare.
Invece, 4 è 4, 7 è 7. E soprattutto 4+8=12:2=6, ecco recuperato l’inciampo.

Ok, i bimbi delle primarie (che però, non dimenticatelo, a 7 anni sono svegli quanto lo eravano noi 60’s a 12) vanno salvaguradati, ma allora perché non prevedere voto più giudizio (e non spegnere la tv)?

Esempio.

Cosa è meglio?
1) Luca Rossi Italiano 7
2) Luca Rossi Italiano discreta comprensione del testo, ma deve migliorare; espressione efficace, con qualche lacuna; si impegna molto, se continua ad applicarsi migliorerà sicuramente
3) Luca Rossi Italiano 7 ha però qualche lacuna da colmare nella lettura

Io al rigo 2 capisco poco, al rigo 1 ho un’immagine poco spiegata ma più chiara, al rigo 3 ho l’evidenza matematica e una spiegazione che me la dettaglia e mi fa capire meglio il valore di quel voto, cosa lo determina, cosa comunque non va e quali sono le prospettive.

E poi, che senso ha prevedere quattro livelli se lo sanno anche i muli che il primo livello è 5-6, il secondo 7, il terzo 7-8 e il quarto 9-10?
Mi paiono più che altro ipocrisia e confusione miscelati con sapienza. 

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domenica 27 settembre 2020

Rivoluzione!




Non puoi essere sereno se sai che c’è gente che non ha da mangiare. O un tetto sulla testa.
Pensa a quando piove, o fa freddo.
Tu sei al chiuso, al caldo.
C’è chi è al freddo e ha lo stomaco vuoto.
E’ malato e non può farsi visitare, non può assumere medicine.
Non riesce a farsi una doccia.
Non ha niente e soffre.
Non ha una speranza, un futuro, nulla.
Ha figli a cui non riesce a riempire la pancia.
E’ solo, contro tutto e tutti.
Pensaci.
Anche se tu stesso fatichi, ci pensi.
Anche se tu stesso fai i salti mortali per arrivare al 31, ci pensi.
Perché sei povero ma non sei una merd@.
Come quelli che nuotano nell’oro e affogano nel lusso.
Occorre combattere le ingiustizie, togliere a chi ha troppo per dare a chi non ha nulla.
RIVOLUZIONE!

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mercoledì 5 agosto 2020

Un branco di parassiti molesti ed ebeti

Decenni di:
-Scuola degradata (insegnanti non all’altezza e, quei pochi all’altezza, mortificati, pagati da fame e scoraggiati)
-Televisione che inquina il cervello e mortifica l’intelligenza, solleticando il peggio di ciascuno di noi
-berlusconismo, renzismo e leghismo che hanno ridotto la politica a un fango di cialtroni ladri e  spesso pregiudicati
-Capitalismo marcio e fallito che aliena l’individuo e lo rende arido come una distesa di segatura
-Disgregazione della famiglia (lavorano tutti e due perché anche la donna deve poter fare carriera o perché uno stipendio non basta) e conseguente abbandono dei figli a loro stessi e alla tv
-Corruzione, nepotismo, clientelismo, delinquenza, degrado morale
Hanno prodotto una generazione di amebe allo sguardo ebete che non capiscono il senso di un discorso di quattro righe, non sanno esprimersi in maniera compiuta, non hanno il minimo senso civico e la minima capacità critica, non sanno nulla del nostro passato e del nostro presente, non hanno valori, vivono solo per cose futili, sono pecore docili e manovrabili che sanno solo riempire di bugie e offese personali i social a cui dà loro accesso una connessione ormai alla portata di qualunque cretino. Non studiano, non leggono, non riflettono: mangiano, ruttano, evacuano ed esprimono in svariate modalità lo schifo che sono.
Una mandria di pecoroni dallo sguardo assente o stupido, con la bocca piena di luoghi comuni e offese, che ti sparano per uno sguardo, che calpestano il più debole, che vivono come neanche gli animali più turpi.
Un branco di parassiti molesti, veri e propri insulti al significato stesso di essere umano. 

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martedì 14 luglio 2020

Assunzione premio

(927 caratteri, 1 minuto e 10’)

Uno fa un bel gesto e in premio viene assunto.
Quante volte abbiamo letto notizie del genere?

In teoria non ci sarebbe nulla da dire. Un lavoro è tanta manna per chiunque, specialmente in questo mondo, di questi tempi. Se hai figli, e un mutuo da pagare. E specialmente se sei in difficoltà, o magari in un Paese non tuo. O hai un colore di pelle che non va per la maggiore.

Ma sotto sotto si nasconde l’idea sbagliata secondo la quale assumere una persona è farle un favore. Quando, a ben vedere, visto quanto è remunerata la forza lavoro (quasi niente) e quanto è precario oggi anche il contratto più indeterminato su piazza, il favore lo fa il lavoratore.

In un mondo giusto, non si dovrebbe poter dire che qualcuno fa un favore a qualcun altro.
In un mondo giusto, il manager non guadagnerebbe cifre che un lavoratore potrebbe incassare solo vivendo cento vite tutte passate a lavorare.
In un mondo giusto, il lavoro sarebbe remunerato il giusto.
E il giusto è molto più di quanto viene pagato oggi.
In un mondo giusto, sarebbe tassato più il reddito da capitale che il reddito da lavoro.
E il welfare sarebbe una cosa seria.


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venerdì 26 giugno 2020

Santa Azzolina non fa miracoli

Nel primo anno scolastico post Covid19 (vale a dire dopo la più grande emergenza che l’Italia abbia dovuto affrontare negli ultimi 75 anni) si chiede ad Azzolina di predisporre un piano INNOVATIVO (non ci siamo mai dovuti confrontare con simili problemi), efficace e che accontenti tutti (cosa notoriamente impossibile) e di risolvere nel contempo i giganteschi problemi della scuola che si trascinano da decenni e che nessun ministro prima di lei (non grillino, quindi competente, eh eh) è riuscito mai nemmeno lontanamente a fare. E tutto questo in 3-4 mesi.
Siccome si chiede una cosa folle, e non la si avrà, è legittimo attaccarla, e anche offenderla: è donna, è vero, e oggi non si potrebbe, ma è grillina, uno stato che si pone al di là del sesso e legittima le peggiori porcate dei peggiori media di questo Paese, immerso per tre quarti nel fango.

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lunedì 22 giugno 2020

L’avidità è miope

Affamate gli operai, sfruttate gli operatori dei call center, usate senza ritegno i contratti a termine, costringete al part time padri di famiglia, negate ferie e malattia, fate firmare in anticipo lettere di licenziamento in bianco, tiranneggiate il lavoratore, imponete orari ferrei a chi dovrebbe potersi gestire per legge, prendete per il collo le partite iva, licenziate non appena il mercato vi dice culo, ricorrete al nero, disponete delle persone come se fossero cose.

Poi le vostre cazzo di lavatrici, le vostre cazzo di auto, i vostri cazzo di profumi ve li comprate fra di voi, cavasangue idioti, prenditori senza arte nè parte, sanguisughe stataliste.

#AnalisiEconomica #VersioneDaSalottoPerBene



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mercoledì 15 gennaio 2020

Ignoranza e malafede


Salvini è a un livello preculturale, afferma Galimberti.
Quindi, dico io, se dice minchiate sulla “tesi” di Azzolina possiamo scusarlo. In effetti non aver studiato non è una colpa. Ma non aver studiato e chiedere di essere premier o sparare boiate su presunti plagi eccome se lo è.
Accantonato Salvini, che dire dei cosiddetti giornalisti e di Renzi che paragonano il caso Azzolina al caso Madia?
Che non sanno di cosa parlano o sono in malafede.
Spieghiamo loro che per il breve elaborato sull’attività di tirocinio non è richiesta né originalità né valore scientifico, che invece sono richiesti eccome per una tesi di dottorato? E che nel caso di Azzolina abbiamo 300 parole su 9000 non attribuite (perlopiù definizioni che è ovvio, agli addetti ai lavori, che sono tali e non sono frutto di lavoro originale dell’autore) e che nel caso Madia abbiamo 4.000 parole senza attribuzione, per 35 pagine su 94? E che qui invece si richiede sia originalità che rielaborazione?
Non servirebbe, sono ignoranti o in malafede.
E che dire di Renzi che paragona i due casi e accusa il Fatto di aver cavalcato il primo e ignorato il secondo, quando invece Travaglio parla diffusamente di entrambi e ne illustra l’imparagonabilità?
Del resto Renzi e Salvini sono simili, solo che ho l’impressione che Salvini in questo caso proprio non sappia cosa sta dicendo, mentre Renzi lo sa eccome.
Un consiglio a Salvini: taci.
Io di quasar non parlo.
Tu non parlare di tesi, elaborati di fine tirocinio etc. Per te sono come l’arabo per me.
Per chiudere, diciamo che nel caso Madia il plagio fu confermato alla commissione allo scopo istituita dalla Imt di Lucca che concluse che vi era però un’attenuante: in economia tutti copiano. Ditemi se non è roba da fantascienza.

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sabato 4 gennaio 2020

“Sorry We Missed You”, di Ken Loach

Non ve lo consiglio.
Chi è di destra, non lo capirà. O, se per un attimo avesse un risveglio neuronale, non gli piacerebbe.
Chi è di sinistra (meglio: comunista; meglio: marxista) ci sta male. E’ un film eccezionale, niente da dire. E Loach è molto più di un regista, da sempre. Ma è un film fastidioso, disturbante, angosciante.
Io non me ne vado mai prima della fine, ma dopo 20’ ho valutato l’uscita anticipata. Poi sono rimasto. Questo film ti colpisce, ti ferisce, ti fa male.
E’ un film che ti dà un pugno allo stomaco che ti lascia il segno per ore. E’ davvero opprimente.
Ma, è ovvio, così realistico, così ben pensato e così ben diretto che faccio i complimenti a Ken ma vi sconsiglio di rovinarvi la giornata.
Davvero, dopo tre ore ancora sto male.
—-

Una delle prima immagini che mi è venuta in mente dopo meno di mezz’ora di film è stata quella di una mucca condotta al macello. Una mucca che ancora non sa dove la stanno portando e si illude che tutto vada bene, e pensa di poterne uscire, che sia solo questione di impegno e di tempo.
Questa è la famiglia la cui storia Loach così bene ci racconta.
E’ la storia di moltissime famiglie.
Questo capitalismo è un sistema economico che distrugge l’uomo. E’ un cancro sociale, che fa vivere nel lusso poche decine di persone e uccide lentamente gli altri miliardi di abitanti di questo pianeta.
Ogni opzione deve essere contemplata per porre fine a questo scempio.
Ribellarsi a questa schiavitù moderna, mostrare i denti a questi vampiri che ti succhiano il sangue fino a lasciarti come un sacco vuoto in una discarica è un dovere, non solo una necessità.
Questo sistema è sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Tu vivi bene e hai i soldi anche in bocca perché centinaia di persone come te devono lavorare 12 ore al giorno per riuscire a malapena a mangiare.
Questo sistema finirà. E finirà male.
Un suggerimento, se posso interpretare Loach, è restare compatti. Se la famiglia non si disgrega c’e’ speranza.
Ma è davvero difficile che, date le circostanze, ciò non accada.
#SorryWeMissedYou

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Sorry We Missed You, by Ken Loach.
I don't recommend it.
Who has a right-wing view of worldly things, will not understand it. Or, if for a moment he had a neuronal awakening, he wouldn't like it.
Who has a left-wing view of worldly things (better: Who is communist; better: marxist) feel bad about it. It is an exceptional film, nothing to say. And Loach has always been much more than a director. But it's an annoying, disturbing, distressing film.
I never leave before the end, but after 20 minutes I have assessed the early exit. Then I stayed. This movie hits you, it hurts you, it really hurts you.
It is a film that punches you in the stomach and leaves your mark for hours. It is truly overwhelming.
But, of course, so realistic, so well thought out and so well directed that I congratulate Ken but I don't advise you to ruin your day.
Really, after three hours I'm still sick.

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