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domenica 12 luglio 2009

Un "letto grande", in certi casi, è asssolutamente indispensabile

Sulla torbida vicenda dei festini (le "torte") organizzati nella residenza romana del nostro premier è stato detto molto. A parlarne spesso si corre il rischio di passare per fissati ma noi facciamo parte di quella corrente di pensiero che crede invece che una politica che nasconde comportamenti opposti a quelli che sostiene pubblicamente e che non sente il dovere di rispondere alle domande della stampa senza mentire o disprezzare chi quelle domande rivolge sia una politica di cui questo paese (nessun paese) ha bisogno e che anzi non risolverà mai i problemi reali del paese e del mondo, quello che poi dovrebbe essere il compito di un buon uomo politico.
Sembra siano addirittura diciannove le ragazze interrogate dalla magistratura (che ha scoperchiato questa storia per puro caso, indagando sulla sanità pugliese e su una brutta faccenda di appalti e tangenti). Il premier che prima nega tutto, poi ammette a pezzi e bocconi, ma dice che non sapeva che si trattava di escort (diverse ragazze mai viste prima accettano, dopo una cena di frizzi e lazzi, di passare tutte insieme la notte con me e io penso che sia per il mio fascino?), poi afferma che erano spie pagate dalla sinistra. Intanto gli interrogatori continuano e fioccano le testimonianze di chi la notte là l'ha passata davvero e, spesso, in camere piuttosto affollate. Quel che sembra emergere è il quadro di un premier che in preda ad improvvisi attacchi di voglia sessuale, non trovando forse un bagno in cui rinchiudersi con un giornaletto, telefona a un tizio (anche dieci volte al giorno: chi può essere così importante da ricevere dieci telefonate in un giorno dal premier di un paese del G8, se escludiamo la moglie o i figli?) e questi gli organizza su due piedi le serate (ragazze su ragazze, tutte vestite secondo precise disposizioni, cena con barzellette e musica e qualche discorso fintamente impegnato su temi di attualità giusto per dare un tono alla serata, filmini autocelebrativi, regalini per ciascuna, e poi la torta -così chiamano le orge). Questo è il quadro che emerge, noi ci limitiamo a riportarlo stupiti.

Ora voi direte: c'e' qualcosa di penalmente rilevante se si va a letto con una o più donne che di professione fanno le escort? No (a meno che, se diamo retta alla legge voluta dalla Carfagna, l'approccio non avvenga dal finestrino di un'auto, ma questo è un metodo da comuni mortali, ecco perchè è stato previsto come reato). Ed è reato accogliere decine di ragazze (tra cui una minorenne di sicuro) nella propria villa per una decina di giorni per i festeggiamenti di fine anno? Probabilmente no, anche se sul fatto della minorenne andrebbe fatta qualche indagine suppletiva. Ma noi non parliamo di questo: circostanze che vedono coinvolto a vario titolo il premier e in cui si può parlare di presunto reato già ve ne sono a decine, buon ultimo il caso Mills, paradigmatico in questo senso, per attaccarsi a comportamenti privati magari immorali ma probabilmente non illegali. Noi parliamo di un uomo che da anni sostiene i sacri valori Dio-Patria-Famiglia e su questi imposta la sua campagna elettorale e poi si fa organizzare, quando serve, festini con diverse ragazze mai viste prima o contatta telefonicamente (stando a quel che dicono alcuni testimoni) una minorenne napoletana mai sentita prima per riempirla di complimenti; che dà il suo sostegno a leggi che puniscono chi fa sesso con prostitute e chi sfrutta la prostituzione e poi fa quel che fa o quel che qualcuno organizza per lui.

In definitiva non ci interessa sapere cosa fa in privato il nostro premier più di quanto non ci interessi sapere se Valentino Rossi preferisce il gusto puffo o quello amarena quando va in gelateria, sono affari suoi, anche se fino a un certo punto; siamo infatti d'accordo con Rodotà quando scrive che "Un uomo politico non può mentire. Deve accettare la pubblicità di ogni sua attività quando questa serve per valutare la coerenza tra i valori proclamati e comportamenti tenuti" (Repubblica 10/7). A noi cittadini non preda di fanatismi o idolatrie interessa rimarcare la profonda discrepanza tra i comportamenti proclamati urbi et orbi come virtuosi, le leggi fatte approvare e il comportamento privato, oltre al solito vizio di non rispondere alle domande che gli vengono legittimamente rivolte dalla stampa o di rispondervi con versioni successive, in palese contraddizione tra loro o con la realtà dei fatti, via via correggendole a seconda di come tira il vento, insomma con ricostruzioni false e incomplete o con uscite estemporanee impossibili da provare ma adattissime per sviare l'attenzione da sé e spargere un po' di fango a casaccio (tipo la burla del complotto internazionale o delle escort pagate dalla sinistra).
Quando il premier sarà chiamato a pagare in termini politici per questa profonda, insanabile, gravissima e non superabile contraddizione? E' questo l'interrogativo fondamentale, non il fatto che Obama non gli abbia rinfacciato tutto ciò in universovisione in occasione del G8 appena terminato, come vorrebbero farci credere i soliti media ossequiosi.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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