Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * FONTI * ALIZEE *


.
Se trovi interessante quel che scrivo non sai cosa ti perdi su Twitter e Facebook.
Se non mi trovi interessante, lo accetto, ma hai un problema! :-)

giovedì 17 giugno 2021

Elogio del fare impresa

I nostri grandi (im)prenditori, dopo aver ereditato imperi colossali senza aver alzato un dito, succhiato il sangue da intere generazioni di operai trattati da schiavi, da oggetti o da carne da macello, aver evaso, eluso, frodato e violato tutte le leggi esistenti in materia di lavoro e tutela ambientale, dopo aver corrotto e aver beneficiato grazie a vili ricatti occupazionali di cospicui finanziamenti statali spesso a fondo perduto, dopo aver trasferito la sede in paradisi fiscali al di fuori del nostro Paese, adesso frignano come disperati per l’introduzione di un ridicolo reddito di cittadinanza che convince qualche disperato a non farsi segare le ossa in catena di montaggio per quattro spiccioli. Sono lacrime di coccodrillo, se guardate bene vedete ancora brillare i loro occhi a fessura di maiali adusi ad ingozzarsi e i loro sorrisi di plastica a forma di tagliola. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 16 giugno 2021

Video inopportuni

Non rendere pubblico il video del Mottarone non avrebbe senso: io come cittadino ho diritto di accedere a qualsiasi risorsa.
Farlo vedere al TG in pieno giorno è piuttosto idiota.
Vi devono essere canali protetti da ingressi autorizzati, per materiale di questo tipo. Vi deve essere un filtro anagrafico.
E se proprio lo vuoi mandare in tv, dovresti farlo in orario notturno.
E’ anche vero che la tv trasmette costantemente programmi e materiale che, da un punto di vista educativo o da quello del rispetto per le vittime di tragedie o reati, è del tutto paragonabile a questo video. 
E non vedo quasi mai grandi reazioni.
Si tratta quindi di aggiungere barbarie a barbarie. Il rispetto per la persona non c’era prima e non c’è ora.
Spero che le persone avvedute si guardino dal condividerlo sulle piattaforme pubbliche (altra cosa è mandarlo a un amico maggiorenne via messagiistica istantanea tipo Whatsapp, per quanto penso che l’amico possa trovarlo da solo, se gradisce visionarlo).
Evitiamo però di parlare di censura perché certuni non aspettano altro.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Destra e sinistra


A destra i candidati sindaco li scelgono a sorte, tanto quelli di destra li votano uguale. Se c’ha la rogna, meglio: lo votano con più fervore. Se è un cafone meglio: se ne parla di più. Se non c’ha un’idea è perfetto: così non è criticabile e una volta eletto può cambiarla. Se flirta col fascismo e che vuoi che sia: il fascismo non esiste più.

A sinistra invece ne scelgono tre, di candidati, dopo discussioni di settimane e primarie e secondarie; così disperdono i voti e passano da una vittoria probabile a una sconfitta sicura. E se per caso una sera sbaglia il cassonetto della differenziata, o viene fuori su un giornale (di destra) che da piccolo si scaccolava in classe, ne chiedono le dimissioni.

A destra se uno viene indagato è un martire; se viene condannato fa carriera; se è prescritto, è assolto. A sinistra se esce una chiacchiera è bruciato.

Inoltre quelli di sinistra votano o fanno politiche di destra (vedi il Microbo, destra camuffata da centrosinistra, JobsAct e porcate varie; vedi adesso che tutti votano le decisioni di destra del governo Draghi): quindi è normale che poi l’operaio disperato non sa che fare e si incapretta da solo con la Lega o con i fasci.

Ecco perché , anche se nel Paese prevale la sinistra, al voto, spesso, prevale la destra. Ecco perché partiti che si rifanno al fascio e manco dovrebbero esistere stanno al 20.

Non per vantarmi ma mi pare una riflessione forte, e fatta prima di pranzo, il che non è da sottovalutare.




autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 13 giugno 2021

Basta tolleranza



Oggi si perdona tutto a un diciottenne e anche a un quindicenne.
E invece no.
I quindicenni oggi fanno cose che alla mia epoca facevamo, e forse, a vent’anni.
Quindi occorre adeguare il sistema educativo.
Il permissivismo è un cancro. Il lassismo è comodo ma deleterio.
La frase “so’ ragazzi” sta bene in un film.
Questo, ovviamente, se non vogliamo ritrovarci tutti con sbandati o, peggio, delinquenti in casa. Oppure semplicemente con uomini di scarsa qualità.
Se all’età che hai la sera esci da solo, attui di fatto un comportamento da uomo, quindi quello che farai lo si dovrà giudicare e punire come se lo avesse commesso un uomo.
Non si possono fare cose da uomini e poi, quando si commettono assurdità, invocare la tenera età.
E’ ciò che fai di sbagliato (o di giusto) a definire la tua età e quindi la tua responsabilità e punibilità.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 11 giugno 2021

La vendetta per me non ha scadenza


(qualche istruzione utile per chi mi vuole utilizzare) 

Sono polemico ma non sono granché permaloso. Offendermi quindi non è facile, anche se mettendocisi d'impegno è naturalmente possibile...

Certo è che per offendermi devi avere doti non comuni. Perché i metodi più banali tipo quello di darmi dell'omosessuale o del terrone o di chiamare in causa mia madre, tanto per citare quelli più in voga fra i cervelli più semplici, con me non funzionano granché.
Anche se io sono di Genova e prevalentemente eterosessuale sentirmi dare del meridionale o del non etero non mi muove un pelo, e del resto eventuali discorsi su mia madre mi lasciano piuttosto indifferente perché li trovo da asilo. 

Se non è facile offendermi è praticamente impossibile sperare che il tempo attenui la mia voglia di rivalsa... per me infatti la vendetta è un piatto che si può servire molto caldo, caldo, tiepido, freddo o anche molto freddo: io sono capace di avere la stessa ferocia nel vendicarmi anche dopo decenni.

Quindi frequentarmi non è una cosa gravosa, essendo io discretamente generoso e disponibile, di indole tranquilla, per nulla pedante e molto poco invadente, e non permaloso.... ma se per caso hai intenzione di far del male e hai qualità neuronali non banali e riesci quindi a colpire nel segno, ti conviene poi nascondere te stesso e le tue generazioni future in un luogo sicuro.

Perché la vita prima o poi un'occasione per rifarti dei torti subiti te la dà quasi sempre; il fatto è che a volte te la dà di sfuggita o solo una volta e quindi se non sei veloce ad approfittarne poi non se ne fa più nulla.

Io sto sempre con gli occhi aperti.

Questo ovviamente non deve farvi credere che io abbia subito decine di torti nella mia vita e che abbia avuto storie molto tormentate... in realtà ho avuto una vita piuttosto lineare e ho subito pochissimi torti, e ancor meno ne ho fatti, ca va sans dire. Se poi ci limitiamo a quelli non banali devo dire che attualmente, se dovessi morire questa sera e mi chiedessero di fare un bilancio, sarei a credito solo in due casi fra quelli gravi e in altri tre o quattro fra quelli trascurabilissimi. E ho superato il mezzo secolo. 

Non fate come quel tale che una volta aveva chiesto la mia amicizia su Facebook e che poi ha deciso di togliermela dopo averla tirata un po' per le lunghe e che ogni volta che parlavo di un presunto screzio con un amico pensava che fosse un amico diverso, ehehe, e quindi alla fine mi aveva accusato di non andare d'accordo con nessuno, quando invece parlavo sempre della stessa persona! Per non prendere cantonate ci vuole attenzione e il tipo in questione non ne aveva moltissima.

Leggi tutto...

Grattare via il marcio


Sanità pubblica, di qualità e gratuita per tutti (modello Emergency).
Cittadinanza automatica dopo il primo ciclo di studi completo (primarie e secondarie).
Abolizione del divieto di peggiorare la pena in appello (mossa eccezionale per sveltire la giustizia).
Conferma dell’attuale regime di prescrizione.
Accoglienza dei migranti totale e accurata.
Lotta feroce al lavoro nero (lavori forzati).
Abolizione dei call center (non quelli di assistenza).
Assistenza totale e accurata per chi ha parenti disabili o malati gravi.
Abolizione della pubblicità in Rai e sulle strade; limiti pesanti a quella su tv e radio commerciali.
Pene durissime senza sconti per evasione, frodi fiscali e corruzione.
Incandidabilità definitiva per chi ha una condanna definitiva per corruzione e reati contro la PA, mafia o per reati particolarmente odiosi o socialmente pericolosi, etc.
Ergastolo duro e puro per i mafiosi che oltre a dissociarsi non collaborano fattivamente.
Limite massimo di 15 anni (anche non continuativi) per deputati e senatorie amministratori locali.
Abolizione totale dei vitalizi; pensione ai deputati solo dopo 15 anni ma in misura paragonabile a quella di qualisasi cittadino; stipendio da deputato ridotto del 50%, obbligo feroce di redicontazione spese.
Galera per chi solo si affilia a mafia e simili.
Pene durissime senza sconti per chi tarocca alimenti e rovina l’ambiente.
Pene durissime e daspo a vita per chi inquina lo sport.
Pene durissime per chi mette a rischio la vita altrui (es: risparmiando sulle spese di manutenzione delle infrastrutture).
Riduzione mmediata del 50% delle spese militari; mai più violazioni dell’art. 11.
Massicci investimenti nei comparti sanità, giustizia, scuola e ricerca, trasporti, tutela dell’ambiente, manutenzione di infrastrutture e immobili: solo così si ottiene l’equo e veloce processo, non salvando il culo ai potenti con la prescrizione.
Stop al cemento e alle grandi opere, tutte.
Decadenza immediata dalla carica di deputato/senatore per chi non fa almeno l’80% di presenze.
Decadenza immediata dalla carica di deputato/senatore per chi abbandona il partito con cui è stato eletto.
Applicazione severa delle leggi Scelba e Mancino e approvazione di legge analoga per reati omofobici e simili.
Arresto immediato per chi fa il saluto romano o inneggia pubblico a fascismo e nazismo.
Multe salatissime per chi imbratta monumenti, muri, deturpa arredi urbani e beni comuni, sporca e inquina, e non raccoglie le deiezioni dei cani (minimo 10mila euro a violazione).
Ritiro definitivo della patente per chi supera i limiti di velocità di oltre 50 km/h o commette infrazioni gravissime tipo inversione in autostrada.
Daspo internet di 5 anni per chi ripetutamente e scientemente produce e diffonde notizie false via internet (decide un giudice, non il provider).
Salario minimo a 15 euro; reddito di cittadinanza molto più corposo ed esteso, welfare più robusto; asili nido gratuiti per tutti; pene durissime per chi dichiara il falso; riduzione orario di lavoro; obiettivo finale reddito universale di base.
Preservativi distribuiti gratuitamente nelle scuole; assorbenti intimi gratuiti per le donne dal menarca alla menopausa; rimozione di medici, infermieri, farmacisti obiettori o novax.
Lotta durissima alke discriminazioni di qualsiasi tipo. Rimozione immediata dalla carica ricoperta e daspo a vita per quasiasi politico o amministratore che si renda autore di frasi chiaramente omofobe, razziste, misogine, xenofobe, adegutamente provate.
Patrimoniale feroce e tassa su successioni feroce oltre un certo (basso) livello).
AUmento della progressività della tassazione sul reddito.
Aumento forte della tassazione sul capitale, riduzione di quella sul lavoro.
Introduzione a scuola di educazione sessuale e educazione civica.
Tassa su multinazioni almeno al 40%.
Abolizione paradisi fiscali.
Abolizione ora di religione a scuola: chi vuole se la paga fuori scuola, come il karate.
Revisione dei Patti Lateranensi; riscossione Imu passato dalla Chiesa.
Severissima legge sul conflitto di interessi, in ogni campo.
Etc.
Etc.
Etc.
Ho dimenticato almeno 100 cose essenziali.
E’ un Paese da RIFARE da zero.
Il marcio va grattato via ma con l’acido, tanto è incistato e diffuso.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 10 giugno 2021

Io avevo un amico che non era un amico e che io pensavo fosse un amico

Io avevo un amico che non era un amico e che io pensavo fosse un amico e che poi ha cominciato a non comportarsi da amico e allora io mi sono un po’ alterato ma comunque poco e solo dopo molto tempo e molte angherie mi sono alterato perché non è che io con gli amici mi altero subito e lui ha subito detto, quasi come se non aspettasse altro, che non era più mio amico senza grandi riflessioni e quindi a ben vedere non solo aveva cominciato a comportarsi da non amico ma amico vero non lo era mai stato ero io che ci avevo creduto è che io son sempre troppo tollerante e generoso e comunque se sono amico prima di bruciare un’amicizia un tentativo lo faccio e soprattutto non la mando a monte senza provare a salvarla specialmente dopo che oggettivamente ho fatto cose tali da farla morire o perlomeno non la faccio saltare subito a meno che per me non significhi nulla e non abbia mai signifcato davvero nulla arido come sono e non la mando a monte perché d’improvviso comincio  a dare i numeri per una incipiente menopausa o magari perché chissà pensava che ci provassi con la moglie che vedevo una volta l’anno e sempre in sua presenza o con la cugina bona ok ma che ho visto una volta in 53 anni e poi insomma bona,  aveva solo due gran cosce e una gonna generosa che le faceva vedere con agio ma insomma e per farla breve non sopportava questo mio amico che non è stato a ben vedere mai mio amico per davvero non sopportava dicevo cosa pensavo e come scrivevo e come lo dicevo e diceva che ero egoista, io egoista, figurarsi, non sopportava me -che cattivo gusto aveva- ma si faceva piacere lo stesso e stranamente questa amicizia forse perché lo avevo confortato quando era solo e anche per ragioni meramente pratiche dato che io sono generoso e non mi doso solo che a un certo punto ha sbroccato magari ha pensato che da un punto di vista pratico poteva anche rinunciare a me e adesso dà la colpa a risibili ragione calcistiche quando la vera ragione è che a lui dell’amicizia nostra non gli è mai fregato niente, io per dire per un amico faccio cose grandi, tipo se adesso uno mi chiama che ha bisogno io parto subito; povero lui, ha buttato all’aria 25 lunghi anni di amicizia falsa a senso unico dimostrando che non ci teneva per niente che delusione per me sapere che stava in piedi una cosa a cui tenevo solo io,  e facendomi capire che la devo finire di dare la mia amicizia a gente che fa e dà sempre costantemente meno di me, uffa.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 8 giugno 2021

Profondissima pena


Dall'intervista di Floris a Conte ho ricavato la conferma di un mondo dell'informazione vergognoso ed imbarazzante.
Inaffidabile.
Indegno di una democrazia.

Domande insensate, capziose, che si accavallano e che impediscono con continue interruzioni a Conte di esprimere il suo pensiero. Provocazioni sciocche, risatine stupide. Ostilità, sottovalutazione, derisione per una persona onesta che ha fatto molto bene il suo lavoro e per un movimento onesto che ha segnato una svolta importante nella politica italiana e che tuttora, oltre a essere la forza parlamentare di gran lunga maggiore, resta l'alternativa nettamente migliore fra quelle votabili in caso di elezioni, per qualità morali e non solo.

Mi chiedo quali qualità abbia Floris come presentatore di talk politico e giornalista se non forse quella di non dire parolacce.
Uno spettacolo piuttosto meschino e miserevole, che sono sicuro fa ridere molti osservatori internazionali, e questo ovviamente non vale solo per Di martedì che, paradossalmente, è anche uno dei talk  meno impresentabili, anche se resta inaccettabile.
Una prestazione professionalmente scarsa. 

Dall'altra parte un uomo di statura notevole, educato e corretto, coerente e chiaro, che cerca comunque di esprimere il suo pensiero in un contesto in cui francamente tutto è costruito per non farglielo fare.

I discorsi sul premier non eletto e sulle votazioni che lo porteranno probabilmente a diventare leader dei 5 Stelle sono stati surreali... c'è voluto il professor Conte per ricordare la Costituzione anche a giornalisti che lavorano o sostengono il punto di vista di politici che l'hanno calpestata per anni... e forse avrebbe fatto meglio, Conte, a ricordare anche che Forza Italia non ha mai fatto un congresso e che Salvini dirige la Lega Ex Nird con soli 6000 voti.

Ma davvero tutto il programma è stato costruito per attaccare Conte, per sbertucciarlo, per cercare di presentarlo come avventuriero o come poca cosa o come opportunista buono per tutte le stagioni, per metterlo in difficoltà e non certo sui contenuti, e per impedirgli di esprimere un pensiero lineare.
Insomma, per metterlo in cattiva luce, una cosa che ovviamente non è riuscita, ma il fatto che ci si sia provato è disdicevole e, ripeto, dà un quadro molto illuminante dello stato dell'informazione in Italia.
E dimostra anche quanto sia temuto dalla casta Giuseppe Conte, che dalla casta è stato fatto fuori con viscide manovre il palazzo e che dalla casta è tuttora molto temuto per quello che potrà fare.

Davvero, che pena.
Che imbarazzo.
Che miseria di contenuti.
Che assenza di equilibrio, correttezza e professionalità.

Leggi tutto...

sabato 5 giugno 2021

Se provate a leggere un mio post al contrario troverete messaggi satanici



(Se lo leggete all’indritto, solo cazzate)

Se mi dite che scrivo troppi post, ok. Ma non posso spiare le vicine col binocolo tutto il giorno:  a volte escono e non tutte si fanno sempre la doccia.
Se mi dite che sono sempre prolisso non son d’accordo: scrivo moltissimi post che sono brevi o lapidari. E poi un post non ha regole. Può essere un aforisma o un racconto.
Se mi dite che scrivo molto bene capisco perché vi ho fra gli amici (frequento quasi solo alcolizzati).
Se mi dite che scrivo male avete ragione: difatti mi leggono in tre e nessuno mi pubblica: ma quel che scrivo sarà rivalutato da morto, funziona sempre così. Per questo voglio vaccinarmi.
Se a criticarmi è una persona che scrive bene accetto tutto (es. Sonia).
Se a criticarmi è una persona che scrive male (es: ... seee, col cavolo che faccio nomi, ci siete cascati) accetto le opinioni dei colleghi.
Se a criticarmi è chi non mi legge lo minaccio: gli invierò il mio post più lungo via messenger.
Lo so, dico cose banali e non faccio ridere: nella mia vita precedente ero ancora peggio,sbagliavo la punteggiatura e facevo cadere sempre tante mollette in strada quado stendevo il bucato.
La prof di Italiano al liceo diceva che ero troppo polemico (oggi dicono che sei divisivo).
La maestra di elementari che ero bravo ma che non ero un’aquila (era psicologia inversa, spero).
Ma tanto è una vita di passaggio. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 3 giugno 2021

Imprendi pure, ma fallo un po’ più in là, per favore


Bello, non basta aprire una partita iva per potersi definire imprenditore.
Intanto rispetta la legge e paga le tasse, altrimenti sei un prenditore.
Poi rispetta i tuoi dipendenti e la sicurezza sul lavoro.
E pagali in maniera adeguata alla forza lavoro che ti cedono.
E trattali come persone, non come capre o utensili. 
E concedi loro il meritato riposo, e premiali quando gli affari vanno meglio del previsto.
E non ostacolare l’attività sindacale e non cercare di mettere gli uni contro gli altri.
E non ricattarli.
Non risparmiare sulla loro pelle.
Riduci i tuoi profitti per pagare il giusto a chi lavora per te e per reinvestire in maniera adeguata.
E tratta bene i tuoi clienti e i tuoi fornitori. E non barare sulla qualità del prodotto. E non fare cartelli  e non pagare tangenti.
Dopo di questo ne parliamo.
Altrimenti sei solo un ladro, un furfante e un avido succhiasangue, una merdaccia e non uno “che dà lavoro a tante famiglie”. Uno schiavista e non un benefattore: l’unico beneficato sei tu, sulla pelle degli altri. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 2 giugno 2021

Salutava sempre

Una dose mi sta aspettando, chiusa nel suo frigo, in qualche studio medico.
Sa che è destinata a me e aspetta paziente il suo turno.
Non ha fretta, lei.

Era un brav’uomo, generoso, salutava sempre.
Disponibile, poliedrico, alcolista.
Aitante, mutante, mutande (no boxer).
Un vero talento. Sprecato (ché son tutti buoni a usarlo).
Goloso e permaloso, pessimista e artista, cuore e amore.
Pelato, con la pancia, presuntuoso.
Aveva un’esatta percezione di sè. Si credeva un dio in incognito.
Sessualmente devastante, ma non esercitava per modestia.
Setto nasale come i servizi segreti.
Guardava la tv senza accenderla.
Leggeva molto ma quasi mai quello che scriveva: non mi piace viziarmi con letteratura troppo alta, diceva.
Non ci provava mai con le donne: ci riusciva direttamente.
Aveva sogni, progetti, figlia piccola, moglie inconsolabile, madre disperata, fratello minore, stava per fare questo e quest’altro, aveva appena fatto questo e quest’altro, un amaro destino il suo, era così giovane, la vita è ingiusta, quale immane tragedia, cosa c’è per cena?
E’ morto per noi, per indicarci la via (vaccinatevi! Anzi, no!!!!!).
Non sbagliava mai, e se sbagliava era per voglia di qualcosa di diverso, ogni tanto.
Amava Dostoevskij, McEnroe e arrotondarsi le unghie. Odiava i fulmini e i ragni, non parliamo poi dei ragni fulminei.
Ha sostenuto decine di esami all’università, media voti spaventosa, ma ha rinunciato alla laurea come Sartre al Nobel: beau geste.
Aveva amici gay che però lo schifavano.
Adorava morire, ma solo come idea. Era idealista, minimalista, pacifista, comunista.
Gli piaceva il calcio, il football americano, il tennis e rubamazzetto.
Aveva un futuro spaventoso davanti: era quella massa informe e nera, tutta bruciacchiata.
Aveva cinque dita per mano e ci teneva.
Coi soldi non ci comprava la felicità, ma pane e prosciutto.
Gli dava fastidio l’idea di non poter dirigere il suo funerale.
Collezionava titoli di film porno e sextoy usati.
Ci aveva creduto davvero al teletrasporto e a una base lunare nel 1999.
Fece il servizio civile, si sposò con rito civile, penò parecchio sul codice civile.
Non usciva mai con donne sposate; per estrema coerenza, neppure con sua moglie.
Non mancherà a nessuno.
A proposito, chi cazzo era?


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 25 maggio 2021

A pezzi




L’Italia è da decenni governata da malfattori, spesso in combutta con mafia, camorra e vomiti assortiti: le poche persone perbene sono emarginate e neutralizzate.
Regnano corruzione, delinquenza, incompetenza, irresponsabilità, familismo, clientelismo, mafia, arroganza, disonestà.
Tutto è taroccato, falsificato. Tutti sono “furbi”. Tutte le regole sono aggirate.

Il cittadino medio, che già di suo è di scarsa qualità, è indotto a sbagliare le sue scelte elettorali e a non rendersi conto della situazione da un sistema dell’informazione mposto da scribacchini infami quasi completamente al servizio del potere e dei furfanti.

Ecco perché ponti e viadotti crollano. Ecco perché viene un terremoto e si scopre che una casa dello studente era fatta di sabbia. Ecco perché stiamo perdendo i pezzi e c’è da aver paura a muoversi  fare cose. 
Perché i nodi hanno il brutto vizio di venire al pettine, prima o poi.
Ed ecco perché tutto è sporco, dalla politica, al mondo dell’imprenditoria e del lavoro, allo sport, al calcio. Ed ecco perché siamo bigotti, omofobi, razzisti, in una parola bestie idiote, e nutriamo i nostri rari neuroni con ottusi pregiudizi, e ci ammazziamo come animali incarogniti.

Vedi a votare per anni perfetti imbecilli e delinquenti matricolati? A non fare leggi sui conflitti di interesse? A ribellarsi quando impongono una mascherina per salvarci la vita e non quando cercano di stuprare la Costituzione o si fanno 60 leggi ad personam? A scendere in piazza per una Coppa e non per il vitalizio di 5000 euro al mese corrisposto a un corrotto marcio che deve 47 milioni di euro allo Stato? A votare partiti pieni zeppi di ladri, di feccia, di fascisti? A votare partiti che fanno gli interessi del padrone e che hanno rubato sacchi di denaro pubblico?

Vedi cosa succede a depenalizzare i reati dei colleti bianchi e a mettere in prigione i poveracci per un po’ d’erba in tasca, a non rendere legali le droghe leggere ma a permettere e lucrare su tabacco e alcol, a non garantire pari diritti a tutti, a dicriminare i non etero, le donne, gli stranieri? A  intralciare la macchina della giustizia, togliere fondi a sicurezza, ambiente, ricerca, scuola, sanità? A permettere una tv volgare che solletica i nostri istinti peggiori e da cui cola pornografia sentimentale?

Abbiamo avuto un po’ di luce per due anni. Una timida ma nettissima inversione di tendenza, con qualche inciampo, ma con una tenace volontà che faceva ben sperare. Poi la lercia casta ha ripreso in mano la situazione, usando i soliti servi infidi e sciocchi che le strisciano ai piedi per raccogliere le briciole.

Aspettatevi il peggio, siamo solo all’inizio di questa lunga fine.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 24 maggio 2021

Noi amiamo stimare le persone stimabili



Per esempio Claudio Ranieri. Un uomo fantastico e un tecnico valido.
I suoi valori, quelli che ha coltivato tutta la vita, prima da calciatore e poi da allenatore, e quelli che ha coccolato in questo biennio sampdoriano, sono quelli della filosofia Samp targata Mantovani, la scuola alla quale io e molti come me siamo cresciuti, come sportivi e come uomini, ché le due cose non sono scisse.
Le coppe sono importanti, e noi sette sul caminetto le abbiamo, e francamente sono sette in più di quelle che mi sarei aspettato negli anni ‘70: ma per quanto mi riguarda, per quanto ci riguarda, sono niente senza quei valori che ci fanno sentire orgogliosi di una squadra di giocatori persone perbene, prima ancora che bravi a calciare una sfera di cuoio. Vincere senza abdicare ai propri valori è il nostro mantra, ed è quello che Paolo Mantovani ha realizzato nel decennio d’oro dei Quattro Colori.
—-
Abbiamo avuto tante persone perbene alla Samp, anche Giampaolo, Novellino... per non parlare di Boskov, Eriksson, Bersellini... e tanti giocatori che prima che calciatori erano uomini su cui fare affidamento, sportivi, corretti, buoni prima ancora che bravi. L’arroganza non ci appertiene. Non abbiamo media, né politici influenti a farci da balia. Non possediamo tv. Non controlliamo nessun mercato, non spendiamo centinaia di milioni che non abbiamo, come fanno tanti. Quello che abbiamo vinto ce lo siamo sudato, e molto abbiamo lasciato sul campo per via di ragioni che con lo sport non hanno nulla a che fare. Magari adesso abbiamo un presidente che non ci rappresenta, e difatti lo contestiamo senza sosta, ma sempre con ritegno, col ritegno dei veri genovesi.
—-
Noi a Samp siamo così: vincere è bello, ma ci sono alcune cose più importanti. Vincere senza tradirle è fantastico.
Siamo orgogliosi degli uomini fantastici he abbiamo avuto, per periodi più o meno lunghi.
—-
Vincere con l’inganno non ci piace. Ecco perchè quando accade (molto, ma molto di rado) che un arbitro si sbaglia a nostro favore, ci restiamo male.
Ci amareggiamo invece quando sbaglia (e accade non di rado) a nostro sfavore ma di quegli errori che fatichi a credere umani e quindi, ovviamente, scusabili. Ma in entrambi i casi non preferiremmo mai e poi mai vincere in quel modo là: non è roba per noi. Ma vedo che è roba per altri, che in simile fango sguazzano felici. Rispettiamo le felicità di plastica altrui, e i loro errori.
—-
(Foto: Boskov) 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

E’ stato bello

Il lockdown prima e le zone colorate e le restrizioni poi hanno ormai reso superfluo il contatto umano, che già Internet prima e i social dopo avevano reso opzionale.
La vita reale, che dalla comparsa dei primi uomini sulla Terra fino a trent’anni fa era l’unica alternativa quanto a mondi possibili, fatta eccezione per le droghe, è pian piano diventata quella cosa che ci distrae da facebook e, adesso, quella cosa che un tempo facevamo.
E’ meglio non vedersi. Non rischiamo il contagio. Non dobbiamo scambiarci frasi convenzionali. Non dobbiamo dissimulare. Non avremo quel senso di insoddisfazione tipico che ci prende sempre alla fine di un rendez-vous. Non vedremo i nostri amici invecchiare e, specchiandoci in loro, non ci vedremo invecchiare pure noi. Non dobbiamo fare bilanci o paragoni, provare invidia o esprimere superiorità. Non dobbiamo indossare maschere, fingerci allegri o soddisfatti, in pace con la vita quando invece, magari, siamo a un passo dal suicidio, senza lavoro e con problemi di salute.
Un messaggio su Whatsapp, una fugace mordicchiata su facebook o instagram, una foto, una emoticon (ce ne sono di così carine): è tutto. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 10 maggio 2021

Il senso e la durata della vita


(7030 caratteri, 1412 parole, 8 minuti per leggerlo: forse è troppo, data la brevità della vita, vi capirò senz’altro; sarei ipocrita a non giustificare chi diserterà da questo istante e passerà oltre.)
—-

Se conoscessimo la data esatta della nostra morte ci sarebbe impossibile vivere? Forse sì, specialmente se fosse ravvicinata e se la conoscessimo d’improvviso già da adulti. 

Un cinquantenne che apprendesse di dover morire a 61 anni come affronterebbe il decennio che gli resta? Si ucciderebbe? Non riuscirebbe più a fare alcunché, sapendo che tutto sarebbe vano? Forse sì. Eppure è la nostra attuale condizione: dobbiamo morire con certezza, e potrebbe capitare tra due minuti, eppure andiamo avanti senza pensarci. Ogni giorno compiamo scelte che irridono la certezza della morte. Sarebbe dunque la certezza della data a renderci impossibile una vita serena? Non penso che sia del tutto vero.

Se tutti conoscessero la data finale già alla nascita, si abituerebbero alla cosa. Stai per partorire un bambino e sai che questo morirà a 5 anni: certo è straziante. Vivresti la vita in modo totalmente diverso, ma non sono convinto che non la vivresti, se questa cosa fosse normale e se valesse per tutti. Si tratterebbe di provare, dette così son solo chiacchiere, ne convengo. Mia madre ha 86 anni, non so quando morirà: supponiamo a 99. Alla nascita lo avrebbe saputo: sarebbe cresciuta con questo dato. Le avrebbe impedito di vivere? No, perché se ragioniamo sappiamo bene che dobbiamo morire e che molto ma molto probabilmente questo avverrà ben prima del secolo di vita. Se invece avesse saputo di dover morire a 26? Le cose sarebbero state diverse...
Il punto allora non è tanto il saperlo, ma il conoscerlo se è ravvicinato, il termine. Però... hai un figlio, sai che morirà a 5 anni. Sarebbero 5 anni strazianti? Sì, insopportabili. Ma se non lo sai e ti muore di botto a 5 anni, avrai comunque una vita piena di strazio, insopportabile, e fino alla tua morte. Ok, dice l’interlocutore: ma almeno avresti vissuto bene 5 anni, felice. Sì, è vero: ma solo perchè vittima di un’illusione, di un inganno, di un macigno invisibile sospeso sulla tua testa e pronto a colpirti. L’argomento, come si vede, è spinoso e difficile da sbrogliare.

C’è chi preferirebbe sapere la data rinunciando in cambio a qualche anno; chi assolutamente non vorrebbe saperla (la maggior parte).
Certo è che quel che ci fa vivere è la presunzione di essere immortali: un piccolo meccanismo della nostra mente che ci fa andare avanti come se non dovessimo mai morire, che ci impedisce di pensare all’ineluttabilità della morte. E’ per questo che facciamo continuamente progetti, stipuliamo mutui, mettiamo al mondo un figlio. Ed è anche per questo che siamo avidi, arroganti, egoisti. Quando si incrina quel meccanismo entriamo in crisi: non riusciamo più a vivere. Improvvisamente ci vediamo vivere. Scorgiamo con una nettezza inaudita la meschinità e la vanità del tutto. E siamo bloccati. Cadiamo preda della disperazione, della depressione. E magari ci uccidiamo. Se non ci uccidiamo, non viviamo più; al più, vegetiamo. Un po’ come, forse, se già a 15 anni sapessimo di dover morire con certezza a 40?

Di tutte le forme di vita che popolano questa sfera oblunga che gira silenziosa in un buio infinito e freddosiamo gli unici, noi esseri umani, a sapere che moriremo: solo, non sappiamo l’ora. Le altre forme di vita non sanno di dover morire. E non si pongono interrogativi sulla loro origine, sul senso del loro percorso di vita e sulla possibilità che esso termini.
Ecco perché sono esposte solo alla sofferenza, mentre noi siamo preda anche dell’infelicità. Noi sappiamo che la vita ci porterà dolore, sofferenza e morte, quindi soffriamo già prima di soffrire: siamo infelici. Sappiamo troppe cose per vivere con spensieratezza. Abbiamo paura di quel che conosciamo. Grazie a quel meccanismo di sopravvivenza, che noi non controlliamo, riusciamo comunque ad andare avanti, cavalcando un’illusione che ci facciamo sembrare vera, ma sotto sotto sentiamo sempre quella vaga inquietudine che basta un niente e diventa orrida disperazione e che comunque vena sempre di incertezza e di paura ogni attimo apparentemente felice della nostra esistenza piena di progetti, successi e ricordi. Se poi, come detto, il meccanismo si ingrippa, è la fine: diventi spettatore della tua vita, ne vieni spossessato, non hai più la ragione per muovere un muscolo. Capisci che tutto è vano e nulla ha senso, non riesci più a fare alcunchè: sei morto pur essendo vivo, con l’aggravante che vivi ancora e ti vedi farlo dal di fuori: una tortura unica e insopportabile. E ti trovi in mezzo a persone che sono come tu eri e che adesso per te è impossibile capire.

Siamo padroni della nostra vita? Sì. Non è un dono e se lo è ormai è nostro, come qualunque cosa, positiva o negativa, che ci venga donata. Ne siamo padroni ma non la dominimao del tutto, perché, come detto, essa è soggetta a una fine e non sappiamo quindi quanto durerà, e in quali condizioni la vivremo. Siamo padroni della nostra vita perché quello che siamo e che facciamo dipende da noi, non da un destino già scritto o da un dio. Quindi se sei un fallito, è colpa tua. Se non sei riuscito ad emergere come cantante, o a costruirti una famiglia, anche. Ovviamente tenuto conto delle cirocostanze (salute, sfortuna, cattiveria degli uomini, etc), che però non sono determinate da un’entità superiore e che non possono valere come scusa: sono frutto del Caso, che regola tutto e tutti influenza. Quel caso che ti fa morire a 3 anni di aneurisma o campare in buona salute fino a 100, quel caso che ti salva dalle ruote di un tir impazzito solo perché il vicino ti ha trattenuto a chiacchierare sulle scale trenta secondi. Quel caso che però non è una giustificazione perché, all’interno della cornice che ti è data, il quadro lo dipingi tu, e comunque è ... causale, e comunque non dipinge il quadro un’entità terza a te superiore. Siamo liberi. Siamo condannati in quanto liberi, perché siamo condannati alla libertà, à la Sartre. Nasciamo senza ragione, viviamo per debolezza, crepiamo per combinazione. E’ una visione che sembra darci libertà, invece ci mette sulle spalle un fardello pesantissimo.

Siamo padroni della nostra vita anche perché possiamo decidere di porvi fine in qualunque momento, ha detto più di uno. Possiamo conoscere il momento in cui moriremo, semplicemente decidendolo. Ed è vero. Molti lo fanno. Perché sono deboli, malati? Alcuni sì. Ma in generale chi lo fa non come conseguenza diretta di una malattia della mente lo fa consapevolmente, quindi si tratta di una scelta che dobbiamo rispettare e che, al contrario di quel che si pensa, richiede un coraggio formidabile, proprio perché deve vincere l’insopprimibile istinto alla vita che, nonostante tutto, arde dentro di noi e che, facendo appello molto spesso alla pura meterialità dell’esistenza, costituisce un richiamo irresistibile anche per chi è sull’orlo dell’abisso.

Quando sento parlare di senso della vita sorrido e mi prende l’angoscia. La vita non ha un senso. Dobbiamo essere noi a darglielo. E, davvero, non è facile, perché siamo mortali, siamo carne e ossa e pensiero, e quest’ultimo spazia libero, ha voglia di cielo,  mentre le prime due ci tengono ancorati quaggiù al nostro triste e finito cammino. Cercare un senso in questa esistenza vuol dire soffrire in maniera atroce: è come sta chi proprio un senso non riesce a darlo e quindi, come detto, lo cerca senza trovarlo, dato che non c’è. Non si tratta dell’esistenza o della non esistenza di un dio a scelta tra quelli a cui gli uomini hanno creduto o tuttora credono nelle varie civiltà e nella varie parti del mondo, la questione è più complessa. Credere in un dio creatore è certamente lecito ed è uno dei modi di dare un senso al tutto, ma è bene aver chiaro i termini della questione: questo dio esiste come esiste Superman, esiste certamente, ma perché lo abbiamo creato noi. Non penso che esista un sistema di valori superiore a cui dobbiamo riferirci o uniformarci. Questo vuol dire relativizzare la morale? Non so, può essere, e capisco che sia rischioso, ma l’alternativa è pura finzione: può essere utile per vivere, addirittura essenziale, ma resta una finzione.

Alla fine, ho più false certezze disvelate che nuove certezze, è vero. Ma è bene sgombrare il campo da quel che non serve, sperando di trovare un modo per guadare questo grande fiume, avendo ben chiaro in testa che siamo soli e che solo da noi, oltre che dal Caso a cui abbiamo dato nei secoli vari e vani nomi, dipende quel che faremo durante questa esperienza dalla durata non prevedibile. 


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 2 maggio 2021

Fedez non è un eroe


Fedez non è un eroe.
Siete abituati a usare questa parola per un centravanti che fa tripletta o per un passante che soccorre un suo simile che si sente male, per un medico che fa il suo dovere, per un tizio che sventa una molestia sul bus, per un figlio che assiste il genitore malato: avete perso il significato delle parole. 
E nemmeno ha mostrato un particolare coraggio, in assoluto: ha reti resistenti, non ha fatto un salto nel vuoto.
La sua esibizione appare come fantastica solo perché viviamo in un mondo rivoltante; in terra di ciechi chi ha un occhio solo è già degno di rilievo. 
Ha fatto una bella cosa, ma non ha salvato il pianeta da una collisione mortale.

Fedez è un artista che fa cose che a molti neppure piacciono.
Fedez gode di una popolarità non meritata, o comunque difficilmente giustificabile in quelle dimensioni, come quella della moglie, addirittura metafisica.
Non sono un suo fan, non lo seguo.
E se quello che dice ha impatto, se la Rai osa censurarlo ma poi rinuncia e lo manda sul palco, se la Lega si indigna ma non troppo, è solo perché Fedez ha un seguito enorme e può muovere con un clic una fetta enorme di opinione pubblica, non perchè ieri sera (e in altre due o tre occasioni) ha espresso idee sublimi: cercate di capirlo, su, non è difficile.

Adesso è già cominciata la caccia allo scheletro nell’armadio di Fedez. Vi diranno che Fedez fa musica da schifo, che è straricco e spreca il denaro, che all’asilo si scaccolava, che al liceo attaccava le gomme da masticare sotto il banco, che sua moglie compra borsette da tremila euro, che in salotto ha un divano in pelle umana, che di notte diventa un vampiro e gira per Milano a caccia di colli da cui attingere sangue fresco, che lo ha fatto solo per acquisire ancora più popolarità, che sotto sotto progetta di buttarsi in politica prima o poi, vi ricorderanno la figuraccia del supermercato, e quella dell’elemosina fatta dalla limousine, e l’estrema inconsistenza del numero di follower, etc. Tutto vero, o verosimile, o falso ma credibile. Quelli che adesso cercheranno di screditare l’autore di una frase o di un’azione lo faranno per il solito fine: screditare l’atto o la frase, assieme a chi l’ha compiuto o pronunciata. Sono troppo limitati, culturalmente e come cervello, per capire che i due piani sono distinti, che se, per esempio, Salvini dicesse che oggi è domenica, la frase sarebbe vera anche se Salvini è un politicante pessimo.

Fedez può essere un uomo perfetto, o uno zozzone: ma quello che ha detto ieri resta sublime. E’ un concetto difficile da capire per quei decerebrati che discriminano le persone in base a religione, orientamento sessuale, colore della pelle.  Inoltre Fedez non campa di soldi pubblici e non ha colpe nello sfacelo di questo Paese: due differenze importanti rispetto al 70% dei politici che da oggi lo criticheranno o faranno finta di condividerne le posizioni. E non è razzista né omofobo: un indubbio pregio rispetto a coloro che critica.

Fedez ha detto quello che io, e per fortuna non solo io, penso dalla nascita. E anche io non avrei avuto problemi a dirlo su un palco, sebbene non sia avezzo ad esibirmi: al massimo ci avrei messo un minuto per sciogliermi. Anzi, essendo un perfetto sconosciuto, avrei calcato ancora di più la mano. A me non lo avrebbero fatto dire, però, perché le mie proteste dopo la censura si sarebbero perse nel vento. Fedez è una potenza, metterselo contro può essere rischioso. Grazie a questa sua potenza mediatica e “politica” ha potuto esprimere idee giuste che di solito non trovano visibilità: non lo trovo del tutto giusto, anche se di certo non è colpa sua, ma del sistema a cui la vice direttrice di RaiTre (quando si dimette?) avrebbe voluto ricondurlo prima del concertone del primo maggio.

Tutto questo per dire che in Italia il sistema dell’informazione è marcio al 90% e non ci voleva Fedez per capirlo; moltissimi (politici e cittadini semplici) sono razzisti e omofobi; moltissimi sono servi e ipocriti. Mancano un sacco di leggi che in altri Paesi sono cosa fatta da anni, mancano severe punizioni per chi sbaglia, c’è disuguaglianza e ingiustizia a piene mani e le istituzioni sono infestate da delinquenti; l’indebita influenza della Chiesa cattolica contribuisce in maniera notevole a frenarci.

E per ribadire che Fedez non è un eroe. E’ solo una persona che gode di popolarità notevole e che  a volte usa questa popolarità per affermare idee giuste: un atto nobile ma non eroico. Degno di nota, perché molti sono famosi ma non si espongono, o perché hanno anch’essi idee corrotte o perché hanno paura di rimetterci sul piano personale. Spero lo faccia ancora. E’ dunque meritevole e il suo discorso di ieri è ottimo, ma avrei preferito un Paese in cui anche a me fosse data questa chance, o ancora meglio: un Paese in cui non si dovesse più parlare nel 2021, di gay e etero, di donne e uomini, di neri e bianchi, di “gender” (qualsiasi cosa voglia dire) e di “famiglia tradizionale” (qualsiasi cosa voglia dire).

Restiamo molto lontani da un orizzonte di convivenza accettabile, Fedez o non Fedez. Dobbiamo far pulizia, cacciare a pedate dalle istituzioni pubbliche tutti quelli che rubano e veicolano idee sbagliate, seminando violenza (le parole sono i semi della violenza fisica), e dobbiamo emarginare, anche dalla nostra vita, tutti quelli che nelle parole e negli atti dimostrano di essere infettati da idee sbagliate, inumane: il macellaio all’angolo, il dentista, il collega, il cugino. Gli omofobi, i violenti, i razzisti devono essere emarginati, disattivati: un adulto razzista o cattomofobo non lo recuperi più, puoi solo renderlo il più possibile innocuo per gli altri. Dobbiamo istituire un lockdown personale attorno agli omofobi e ai razzisti che conosciamo. Solo se li emarginiamo possiamo salvarci e renderli inoffensivi, perchè gli omofobi e i seminatori d’odio portano le persone a fare del male o a farsi del male. Non chiedo una caccia alle streghe tipo MeToo: quella è barbarie che si usa per replicare a barbarie. Chiedo leggi eque e severe, punizioni esemplari. Non voglio rovinare la vita a una persona sulla base di una denuncia magari campata per aria, voglio impedire a persone grette, ignoranti e pericolose di decidere della mia vita e della vita dei miei figli e dei miei simili, sulla base di pregiudizi schifosi e di idee da vomito magari veicolate da religioni farlocche costruite sul nulla da uomini viziosi che predicano virtù: è ben diverso.

La strada da fare è lunghissima. Ma gli zozzoni lo sanno, che non molleremo mai.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Serie A

Parecchie cose servirebbero alla serie A per diventare un torneo appetibile, divertente, equilibrato, senza ombre (favoritismi, condizionamenti, difformità di giudizi, sospetti, opacità).
A cominciare da un bel tetto salariare (base fissa modesta, a fasce, e poi premio a punti), e poi un fair play finanziario rigoroso, il fallimento per chi fa troppi debiti, la galera senza sconti (e il daspo a vita) per chi trucca o cerca di truccare le partite, il daspo a vita per chi crea plusvalenze fittizie, un filtro all’ingresso per evitare l’arrivo di squali e profittatori, il rispetto delle regole anche formali (es: penalità a chi si assegna i trofei da solo), eliminazione di tutti i conflitti di interesse (male italico gravissimo in tutti settori), un sistema arbitrale indipendente in cui la carriera di un arbitro non dipenda dal gradimento che di lui hanno i grandi club, un var riformato e anche a richiesta, una distribuzione dei diritti tv all’inglese (la somma maggiore all’ultima in classifica), un limite numerico più stretto alle rose e un limite al numero di compravendite effettuabili nell’anno, una politica diversa sul settore giovanile, e poi (ma qui possiamo discutere) abolizione del mercato di gennaio, maggior semplicità nell’acquisto dei biglietti, maggior accorpamento dei match settimanali. E (obbligatoria) una nuova formula per la Coppa Italia, all’inglese: eliminazione diretta fin dal primo turno, coinvolte tutte le squadre di A, B e parecchie di C, turno unico in casa della più debole, si rigioca se finisce pari e questa volta sul campo dell’avversaria; non la pagliacciata degli ultimi anni, costruita apposta per far vincere la Coppa alle solite 3-4 squadre, giocando 3-4 partite appena.
La bellezza del campionato dipende soprattutto dall’equilibrio: un filotto di 9 scudetti Juve o di  5 Inter (prendendo in esame gli ultimi due filotti di rilievo) sono poco interessanti e certamente meno interessanti degli scudetti del 70 al Cagliari, 69 alla Fiore, 91 alla Samp, 85 al Verona.
La migliore réclame del calcio è uno scudetto a Genova, a Verona, a Leicester, non un dominio Juve o Bayern.
Il campionato è bello soprattutto perché c’è Pisa-Milan o Juve-Crotone, non perché c’e’ Inter-Milan o Juve-MIlan. E Sampdoria-Genoa, Bologna-Parma, Palermo-Udinese. Un torneo con le sole 6-7 più forti stuferebbe dopo sei mesi. Occorre fare in modo che tutti o quasi tutti possano ambire al titolo e che chi lo vince ci riesca soprattutto per meriti, non solo e semplicemente perché può spendere (buttar via9 in estate 250 milioni (a debito, quindi non suoi) anzichè 25.
Il tentativo della Superlega, illegale e vomitevole, è da rigettare anche perchè incentiva un sistema in cui si gioca non per divertirsi ma per far soldi. Quello che conta è allora vendere un prodotto e non godersi una partita; si guardano gli highlights e ci si annoia durante i match. Purtroppo i giovani sono così, sanno sempre meno di calcio, non sanno leggere un match, non lo guardano nemmeno: bastano le azioni di rilievo e i gol. E magari scommetterci su qualche euro. Sanno ben poco di tattica e non conoscono le dinamiche psicologiche di questo sport popolare e affascinante. Sono fruitori grezzi e ignoranti anche perché vengono educati male: se il livello si abbassa, la gente si adegua: E’ come con la programmazione televisiva, se non dai teatro ma i reality il pubblico si abbassa di livello e chiederà cose sempre più sconce.
Sarà dura fermare questa deriva che rovinerà questo sport.
Al di là di questo, la vittoria dell’Inter mi fa piacere, tralasciando alcune facce che non sopporto, perché interrompe un filotto che si era fatto noioso, per non dire altro. Voglio dire, io avrei preferito un titolo al Napoli, o all’Atalanta (sebbene non sopporti umanamente il suo tecnico) o al Sassuolo, ma mi accontento. E avrei preferito che all’inizio dell’anno ci fossero stati almeno 7-8 team in grado di arrivare fino in fondo in testa alla classifica. 
Resta invece sempre vero che in Italia, all’inizio di ogni anno, sono solo 3 o 4 al massimo le squadre che possono davvero vincere lo scudetto, a volte un paio. E’ troppo poco. Non è possibile che alcuni club possano investire centinaia di milioni (che spesso non hanno) e altri 15 o 30, o possano remunerare un singolo calciatore quanto un’altra squadra remunera l’intera rosa.
Il denaro è un mezzo, se diventa il mezzo, e mette in secondo piano tutto il resto, compresi gli irrinunciabili valori sportivi, e anche il fine, addio. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Una squadra che si vuole bene e che cerca sempre di sorridere



Io voglio una squadra che si comporta bene, che rispetta le regole, gli avversari e gli arbitri, che ama (riamatissima) i suoi sostenitori, la città, la regione, che si sostiene nelle difficoltà con generosità e altruismo, che gioca per divertirsi e per divertire e che prova con tutte le sue forze a vincere, senza però farsene una malattia: voglio giocatori che si vogliono bene. Voglio persone degne, prima ancora che bravi calciatori, persone che vestano la nostra casacca con onore e che ci facciano sentire orgogliosi di quei quattro magici colori. Uomini che ci diano qualcosa e a cui noi si riesca a dare qualcosa, e che quando ci lasciano portino un imperituro e dolce ricordo di noi e della nostra meravigliosa città.

Voglio comportamenti sobri e, anche se di protesta, pur sempre nei limiti, anche quando i giudici di gara prendono decisioni sbagliate (errare è umano), anche quando prendono decisioni sbagliate che è impossibile sbagliare e che ti fanno ribolllire il sangue per la rabbia di chi viene preso in giro e vede vanificati i suoi sforzi da fattori extracalcistici e che con lo sport non hanno nulla a che fare.
A volte il nervosismo ti prende, ma a noi capita di rado: anzi, protestiamo troppo poco, e alla fine il telecronista che si crede astuto e invece è solo ingenuo o prezzolato afferma: si vede che non era fallo, se il giocatore colpito non ha scatenato l’inferno. O si vede che è sampdoriano...

Certo, a volte sbrocchiamo anche noi. A volte in campo, a volte a livello dirigenziale sotto forma di lecita e corretta protesta ufficiale. Ma quando capita (di rado, e quando il vaso è ben colmo), è una notizia, e poi davvero noi non abbiamo il potere (politico o mediatico) di influenzare chicchessia con le sceneggiate e le proteste (e non vorremmo averlo), quindi casomai sarebbero sempre reazioni isteriche e proteste a caldo, mai tentativi truffaldini di far pressione sull’arbitro o di condizionare alcunché.

E, soprattutto, quando ci capita di sbagliare (ripeto: di rado), sappiamo di aver sbagliato, a differenza di altri che invece fanno dell’arroganza e dell’antisportività le cifre più luccicanti della loro ragione sociale, e sbraitano da una indubbia (e ingiusta) posizione di forza politica e mediatica (il che è pure un’aggravante).


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

E voi?



Vi sta sfuggendo una cosa.
Fedez non deve vergognarsi, è evidente.
I funzionari Rai sì, e parecchio, ma anche loro sono vasi di coccio: di più devono vergognarsi i politici da cui dipendono e da cui sono stati messi lì per fare ogni giorno il teatrino pro questo e contro quello, al fine di prendervi per il culo dopo avervi pure munto il canone.

E poi, che dire, si dovranno un poco vergognare gli autori di quelle ignobili frasi citate da Fedez sul palco? Quegli zozzoni che hanno osato dire quelle fetide cose? E quelli che in questi anni le hanno dette e non sono stati ricordati da Fedez?
Quelli che vanno al Family Day, invocano il rogo per i non etero e poi hanno avuto tre mogli, due amanti e passano il venerdì sera sul viale a caccia di amori diversi? Quelli che sono per la famiglia e poi mantengono un intero palazzo di sgualdrine da utilizzare nelle cene eleganti? Quelli che fanno sesso con donne e uomini come capita ma si indignano alla sola idea di eliminare assurde discriminazioni? E quelli che siedono in Parlamento ma sostengono ancora oggi, e senza vergognarsi, e senza che venga mai applicata la legge che pure esiste, le idee di chi gli omosessuali, i neri e gli ebrei li mandava a morire nelle camere a gas?

Abbiamo (avete) chiuso per troppo tempo gli occhi su un “partito” intriso di odio. E su altri che propugnano il più bieco fascismo. Presi come eravate a farvi fottere il cervello da giornali venduti e a far le pulci ai nuovi eletti, onesti e non compromessi, o ai giornalisti e ai giudici integerrimi. Lesti a cadere nella bieca trappola di questi tristi figuri dell’informazione e della politica, pronti a pensare che i vostri problemi fossero causati da quattro migranti disperati.

Hanno colpa questi zozzoni, certo, e chi dovrebbe denunciarli e invece censura le voci che lo fanno, ma non sapete quanta ne avete voi, di colpa, che disprezzate ogni giorno, al bar, in ufficio, a casa, sui social chi ha la pelle nera, chi ha fame, chi ama persone del suo sesso, chi migra per disperazione, e che da anni e anni e tuttora votate e sostenete queste vere e proprie macchine dell’odio, fra l’altro infarcite da incapaci e corrotti, da ignoranti e pregiudicati.

Fatevi pure schifo. 

——

Non mi sta simpatico, non sono un suo fan, pure sua moglie non mi ha tra i suoi estimatori/follower.
Ma, porca miseria, se ripenso a quello che ha fatto e detto negli ultimi mesi, in tre o quattro occasioni chiave, direi che Fedez è il candidato numero uno per fare il segretario di un ipotetico partito di sinistra, moderno e utile, dalla parte della povera gente, per i diritti, contro i privilegi e gli abusi.
Potremmo dire: ti rendi quindi conto di come siamo messi?
Diciamolo pure, ma non deve suonare come offesa a Fedez, che anche stasera sostengo al 100% (discorso al Concerto e pubblicazione della telefonata), semmai più come indubbia e amara constatazione dello stato comatoso della politica italiana, a parte qualche importante e recente eccezione.

——

Adesso però, venuto alla luce il marcio del sistema dell’informazione, con le tv che censurano e “normalizzano”  e i giornali che leccano avidamente i culi amici e infangano gli avversari, non mi direte che ci voleva Fedez per ricordarvi quali vergognose posizioni omofobe, razziste, xenofobe e violente (la violenza della parole è seme della violenza fisica) abbiano assunto i leghisti dalla nascita a oggi, e i fascisti da sempre, vero?
E non ci voleva mica il caso meschino della tentata censura di stasera per farvi capire come nove giornali e tv su dieci siano propalatori di falsità, servi sciocchi o pagliacci a libro paga?
Perché altrimenti dubiterò della vostra intelligenza.

——

La Rai, Radio Televisione Italiana, a cui tutti paghiamo il canone (in bolletta luce) per riceverne in cambio un mare di pubblicità insulsa e programmi che nel 90 per cento dei caso fanno schifo ai cani, ha fatto una figura di cacca epocale.
Negare di aver cercato di modificare il testo di Fedez per il discorso del Concerto del Primo Maggio è stato un autogol incredibile: forse qualcuno non sospettava che Fedez avrebbe imbracciato il cannone e deciso di pubblicare la telefonata negata.
“Si adegui al sistema”: che invito vergognoso.
La telefonata che Fedez ha ferocemente reso pubblica copre di vergogna la Rai agli occhi del mondo, mostrando cose che già si sapevano ma che erano sempre occulte.
Onore a Fedez, di cui non sono fan ma che ha mostrato, e non è la prima volta, idee nobili, coerenza e coraggio.
Una figura cosi’ meschina da ricordarmi quella che pochi giorni fa ha coperto di ignominia il gran capo capo del calcio italiano, il presidente pieno di debiti che tradisce la fiducia di colleghi e amici per farsi una leghetta privata dopo essersi autoletto tra i migliori del reame.
#Concertone #Superlega



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 29 aprile 2021

Un’altra vita



In un’altra vita sarò un giocatore di calcio, più precisamente ala destra (o come si dice oggi: esterno d’attacco): un giocatore bandiera, generoso affidabile, una furia sulla fascia.
In un’altra giovane padre di cinque figli, quattro femmine e poi un maschio.
E in un’altra scrittore affermato. E professore di liceo. E poi archivista.
In un’altra avrò la pelle scura scura, centrafrica puro, e i capelli rasta.
E in un’altra sarò straricco e mecenate.: una vita a far cose, per me e per gli altri.
In una brutto (per cambiare un po’...).
In una non perderò tempo a frequentare persone vane, le saprò riconoscere subito.
In una abiterò in un paese della campagna inglese, o in Scozia.
In una avrò un amico con cui poter parlare di un libro, con cui potermi vedere almeno una volta a settimana, perchè ogni tanto vedersi è importante: una bevutina, una chiacchierata. Una volta insieme allo stadio, o al cinema, o ad acquistare libri usati.
Si spera, in tutte, la salute.
Che l’amore sarà pure importante, e anche i soldi, ma senza la salute...
Spero di portarmi dietro solo le mie idee, molte delle quali sono top, e la mia visione del mondo, ma non tutti i tratti del mio carattere.
Ma naturalmente sono solo sogni, la vita è una, una brevissima parentesi tra due notti infinite: quella da cui vieni e quella in cui finisci.
Non resterà nulla di noi, tranne il ricordo in qualcuno, ma anche quello presto svanirà (o quel qualcuno o ancor prima il ricordo, inutile farsi illusioni).
La breve parentesi, e bizzarra, che stiamo vivendo, e che chiamiamo vita, ha un senso solo se noi glielo diamo: e darglielo è la cosa più difficile. E se ci dimentichiamo di essere fragilissimi e mortali: ma a questo, in genere, pensa già la nostra natura, che ci fa credere immortali.
Certe cose che vorrei in altre vite mi mancano parecchio, in questa, ahimè. E la cosa peggiore è che molte di esse so già che non potrò averle e quindi mai le avrò. Per fortuna una volta morto non ci penserò più.
A volte ci sembra di aver già visto un luogo, di aver già letto un libro, conosciuto una persona: i famosi déjà vu. Penso siano solo suggestioni, non abbiamo vissuto vite prima di questa, non ne vivremo dopo: sono solo desideri, sogni che abbiamo fatto, paure che abbiamo nascosto: materiale che l’inconscio la notte rimescola con gusto mentre dormiamo.
Alla fine, è inutile avere rimpianti: se vivi, è impossibile evitarli, quindi è sciocco (ma umano) tormentarsi. E’ una prima, la vita, e non abbiamo potuto provare, nè abbiamo potuto fare la generale: direttamente sul palco. 
Appena ci prenderemo gusto, cadremo: e sarà sempre troppo presto.
E se non ce lo prenderemo mai, o lo perderemo, ci sembrerà lentissima la fine. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...