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giovedì 2 giugno 2022

Civiltà sepolte




Civiltà sepolte. 
Da sempre sono un grande mistero. Uno dei più grandi, secondo anche a quello degli oggetti volanti non identificati. La scienza da secoli si interroga su quesiti che fanno tremare i polsi, l’archeologia non sa che pesci prendere (anche perché l’archeologia non si occupa di pesca).

Civiltà sepolte.
Intanto: chi le ha sepolte? E poi, perché diavolo qualcuno le ha sepolte? Hobby? Vendetta? Complotto? Mutui non pagati? Voglia di darsi da fare in qualche modo? 
E quando le hanno sepolte? Tutte insieme? Sempre di febbraio? A caso? In un colpo solo, taaaaac! Oppure a più riprese, le cosiddette sepolture di civiltà a rate?
E queste civiltà, non hanno reagito? Si sono fatte sepol... sepulge... ehm, seppellire senza dire nulla? Come è possibile? Un mistero, appunto. O si sono sepolte da solo? Suicidio? Errore fatale?

Civiltà sepolte. Maya, Aztechi, Egizi, Canziani: tutti esempi che infittiscono il mistero. Come dite? I Canziani non esistono? E che ne sapete? Potrebbero essere sempre sepolti da qualche pare, magari nessuno li ha scoperti ancora.
Comunque è vero, i Canziani li ho inventati io, pensavo ai mitici Pooh.
Civiltà sepolte inventate da me: un secondo mistero, ancora più difficile da sbrogliare!

Civiltà sepolte. E chi le ha scoperte? Chi ha disseppellito queste civiltà ormai sepolte da secoli che non davano fastidio a nessuno? Chi si è permesso e perché? E poi: aveva i permessi per scavare? Licenze in regola, lavoratori a libro paga, tasse pagate? Aveva messo le protezioni di gomma agli spuntoni dei tralicci e le luci lampeggianti notturne con batterie a lunga durata? Queste civiltà ormai si erano rassegnate e qualcuno le ha disturbate, adesso chi le risarcisce?

Civiltà sepolte: è giusto disseppeller... ehm, tirarle fuori? Eticamente è un’azione di cui andar fieri? O è come intralciare il corso della storia? Perché chi scava non si fa gli affari propri e se trova qualcosa sta zitto e cambia zona? Mistero fittissimo.

Civiltà sepolte e disseppellitori di civiltà sepolte: seguiteci per emozionanti puntate. Quando la Natura pone domande angoscianti, noi ci giriamo dall’altra parte, angosciati. 


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AAA Riempio cantine





Sì, avete capito bene. Questo è il mio lavoro. Ho un’ape e riempio cantine. Chiamatemi se avete bisogno. Segnalatemi agli amici che potrebbero averne bisogno.
Come, ho sbagliato? Dovevo scrivere “svuoto cantine”? No, io riempio cantine.
E’ un ramo innovativo, ma in grande espansione. Siamo in pochi per ora e ci sono grandi possibilità. 
Se avete cantine mezze vuote e non volete far brutte figure con gli amici, se siete così poveri che non avete nemmeno le cianfrusaglie da stipare in cantina, se vi siete stufati di sentirvi dire “chissà quante cose hai in cantina eh! Sarai come me, che tengo tutto perché non si sa mai...” mentre invece voi non avete quasi nulla e siete terrorizzati all’idea che un amico possa chiedervi di dare un’occhiata, chiamatemi.
Io riempio cantine. Di cosa, direte. Ma di vecchie cose, materassi usati, libri polverosi, pentole scrostate, taniche unte e bisunte, gomme per innaffiare mezze marce e arrotolate alla bell’e meglio, bici arrugginite, scatoloni di vestiti diventati corti o stretti, improbabili bottiglie di vino o barattoli di conserve, giochi di bimbi quasi del tutto distrutti. Metto anche le ragnatele e annerisco un po’ i muri. Libero due o tre topi e impuzzolentisco l’ambiente.
Riempo cantine. Telefonate fiduciosi! Sappiamo fare bene il nostro lavoro, rimarrete soddisfatti.
Finalmente anche voi potrete dire: “eh, non ho più spazio, ho la cantina stracolma, non mi dire niente! Vuoi vedere?”
Prezzi modici.
Telefonte anche ore pranzo, tanto qui chi magna???
Chiedere di Gepi. Se risponde mia suocera, buttar giù e riprovare dopo due ore.

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mercoledì 29 dicembre 2021

Guida all’uso delle mascherine

Che cavolo, le cose basterebbe spiegarle, no? ——-Le FFP2 si indossano intanto due per volta, una sopra all’altra (ecco perché si chiamano così): si spiega la loro maggior efficacia. Inoltre le rosse sono più efficaci delle bianche: tengono lontani i fascisti e i virus non daltonici. Se hanno la valvola devono essere indossate 3 minuti circa prima del loro effettivo utilizzo: la valvola deve scaldarsi, come nelle vecchie radio. Quelle rosa stimolano i pettegolezzi, se siete uomini: da evitare. I pettegolezzi portano a maggiori fuoriuscite di droplet. Quelle gialle vi fanno sembrare già malati, quelle viola portano sfiga se andate a teatro, quelle verdi fluo vi rendono facili bersagli notturni per i cecchini novax insonni. La scienza ha una spiegazione per tutto. Le FFP3 sono meglio delle FFP2. Le FFP4 sono ancora meglio. Allo studio una FFP112Abarth, per i tipi ipocondriaci e dalla guida sportiva. Le mascherine chirurgiche solo se siete chirurghi o se siete aspiranti suicidi o se vi fidate degli altri (scusate la ripetizione). Le mascherine di comunità son buone per spannare il vetro dell’auto. Le maschere di Zorro a Carnevale. Sciarpe e foulard solo se siete tipi stilosi o se siete lombardi nell’inverno 2020. 


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martedì 15 dicembre 2020

Ma che ci fa adesso in Molise, Gianni?



Maestà, Maestà... la prego, è ora di firmare il decreto..
Ma di già? Ho appena pranzato, non si può fare dopo?
Eh no, è urgente...
Ok, forza, facciamo in fretta ché dopo ho la Barbara in Tv, poi la caccia alla volpe e stasera il burraco con quel demente del Re di Cazzonia.
Ok.
Partiamo, su.
Bene. Giani chiede una revisione dei dati.
Gianni? Gianni come? Chi è? Che vuole?
Il governatore della Toscana, Giani. Sa, Giani-Ceccardi...
Uh, mamma mia, Ceccardi! Uhm... quali dati?
Come quali dati, il colore della regione...
Ah sì. Tutti questo stanno a chiedermi da un mese, che noia.
Eh già. Quindi per la Toscana cosa facciamo?
Ah, ok. Toscana.... Toscana... Aspetta un minuto... (scartabella fra alcuni fogli unti e stropicciati)
...
... Ma io qui nell’elenco alla T ho solo Trentino... Sei sicuro?
Eh... sì.
Ah. Vabbè, l’aggiungo col lapis.
Ben fatto, Maestà.
Grazie.
Prego. Non c’e’ di che.
Ma Giani chi è?
Il governatore della Toscana.
Ah. No Trentino eh?
Eh no. Toscana. 
Vabbuono. Trentino-Toscana?
No, Maestà, solo Toscana.
Ah sì? Ok. Aggiunta. 
Bravo.
Grazie.
Prego.
Ci sta anche bene.
Cosa?
La Toscana.
Dove, Maestà?
Nell’elenco intendo, anche se c’è una macchia di sugo, sta accanto alla Sicilia, ci sta proprio bene, adoro la Sicilia!
Quindi cosa diciamo alla macchia di su.., ehm alla Toscana, Sire?
Ok, ok, adesso ci arrivo... uhm, sai cosa? Facciamolo arancio da giovedì. Ma sì, dai, mi sta simpatico dalla foto. E’uno figo!
Chi facciamo arancio?
Giani.
Ma come Giani! La Toscana, vuol dire.
Certo, la Toscana.
Ma Maestà eccellentissima, è già arancio...
E allora che vuole ‘sto Giani?
Ehm... è arancio dall’11 novembre. Si lamenta.
Non piace il colore? Davvero strano, è un colore così solare, e poi ricorda il calcio totale, gli arecrisna, e poi è il mio colore portafortuna, lo sapeva?
Ah, davvero? No, non sapevo.
Eh sì.
Grazie per avermi reso partecipe di un fatto così intimo, Eccellenza.
Prego.
Non c’e’ di che.
Quindi che vogliono?
Sono arancio da 35 giorni...
Che costanza, però, questo ehm...
Giani!
Ah sì, Gianni.
Giani...
Ok
Allora giallo dal 21! Passiamo ad altro. E’ accesa la TV?
Ma Maestà, non ha senso, il 21 poi scatta il divieto fra regioni.
Ah. E chi lo ha deciso questo blocco fra “regioni”, roba da matti?
Lei pochi giorni fa!
Ah certo, ottima decisione, lo dicevo io. E quindi?
E quindi se la Toscana va in giallo il 21, scatta subito il blocco...
E non si può, eh?
Eh.. direi di no!
Sicuro sicuro?
Sì...
Proprio sicuro sicuretto sicurissimo? (ride sghembo)
Maestà, la prego, si ricomponga. Certo.
Ah uhm... ok.
Allora che facciamo per la macchia di sugo (sorride)?
(Ridendo in modo malsano e sgangherato) Ahahahahaha, allora giallo dal 19, sarà contento.
Immagino di sì. Ma il 19 è sabato, poi la gente si accalca nei negozi per fare il cashback... Ci pensa a Firenze? 
Ma Firenze non è in Piemonte?
Ma no! E’ in Toscana, Sire. Cosa dice?
Ah ok, scusa. Ma Rignano dove sta?
Ehm... (cambiando discorso), allora cosa facciamo? Il 19 poi ci sarà il mondo in giro.
Già, hai ragione, il chescbek, allora facciamo giallo dal 20.
Ma il 21 c’è il blocc...
Uffa! Che due maroni porca vacca! Allora giallo dalle ore 18 del 19, va bene così?
Bene, Maestà, ma non si alteri.
Chi è questo Alteri, adesso? Cosa vuole?
No, dico, non si alteri per così poco, ehm, non si incazzi.
Ah ok. Tranquillo, è passato. La volpe lo sa che partiamo alle 16?
Penso di sì. 
Male, mai darle vantaggi!
Cambiamo l’ora?
Mah... ormai non si può, ho Pilates dopo...
Ah ok. Ora ci sarebbe da esaminare il caso del Molise.
Eh?
Il Molise.
Ma dillo al Ministro degli Esteri, no? Io c’ho da fare.
Il Molise, Maestà, il nostro Molise...
Ah, ok. Dunque (riprende i fogli in mano, un po’ scocciato)...vediamo un po’... G, H... I, L... M... Molise! Trovato! Questo l’ho beccato subito, eh! Ehi, è in Italia! Incredibile, ogni giorno se ne impara una, nella vita! Che vuole Giani qui?
No, Giani è governatore di Toscana, ricorda? Giani-Ceccardi, arancio dal 10 novembre...
Uh Ceccardi mamma mia! Ah già, Toscana. Giani.
Sì, Giani.
E che ci fa adesso Giani in Molase, scusa eh? Non c’e’ il divieto di spostamento dalle regioni arancio?
Molise, Maestà, non Molase. Ma di chi sta parlando?
Di Giani. Che ci fa adesso in Mulise?
Molise.
Ok. Molise
E allora? Che ci fa lì? C’ha i genitori anziani?
No. Giani infatti è in Toscana,non si è mosso. Ora parliamo del Molise.
Dobbiamo proprio? Non si può scegliere Attualità?
No, Maestà, adesso la domanda è su Geografia, spiace.
Almeno Costume o Scienza, in Scienza avevo 7!
No, è Geografia. Che cosa diciamo al Molise?
Uffa... Dunque che vuole il Molise? Che colore ha?
Giallo, Maestà Venerabile.
Ah, bene. E allora che minchia...?
Nulla, però vorrebbero un altro colore.
Eh? Son matti?
Ma no, non vogliono arancio o rosso, chiedono una cosa a righe, tipo verde-blu. Una roba che spacchi un po’, insomma.
Ohibò, non so se si può, a righe addirittura... ora chiamo i tecnici... e perché poi?
Mah, solo per essere notati di più, per passare meno inosservati, sa com’è...
Ma di chi parli? Del Molese? Ma se lo conoscono tutti, il Malise.
No, parlo del Molise, Maestà, del M-o-l-i-s-e.
Ah ok, certo, il Molise. E dove sta?
Ma come! Dove è da sempre.
Ah, ok, sarà così, non ne dubito, l’avevo detto che ero più forte su Attualità o Scienze. Dai, su, facciamo Scienze, sui castori so tutto e sull’atomo, poi...
No, ora dobbiamo rispondere al Molise.
Ok... che vogliono questi molisesi?
Molisani, Sire!
Certo, Molisani. Che cazzo vogliono?
Il colore, a righe... per farsi notare di più.
Ah già, il colore a righe! Ma pensa te. Ma se tutti sanno chi sono!
In verità nessuno sa chi sono, Maestà.
Insomma, a quanto mi dici, nessuno li considera, eh, questi molisesi...
Molisani.
Ok, Molisani. Ok, vedremo cosa si può fare per questa regione del Nord.
Sta al Sud.
Ah si? Meglio così. E si trova bene al Sud?
Non so, Maestà, semmai ora chiedo...
No, vabbè, lascia stare. Solo dì a Giani di tornare subito in Toscana, i genitori sono importanti, ma io non tollero eccezioni.
Ma Giani è sempre rimasto in Toscana.
E allora perchè chiede le righe per il Maluse? Di che si impiccia questo Gianni? Proprio vero che le foto a volte ingannano...
Giani, Maestà. E Molise. Lui non chiede nulla, le chiedeva il Molise le righe...
Ah, le chiedeva, quindi ora non le chiede più? Meno male...
No, le chiedeva nel senso che le chiede ancora...
Ah, ecco, mi pareva, certo sono insistenti questi fiorentini, eh? Decideranno i tecnici, così ho stabilito! Ora a chi tocca?
....
Allora? Cosa abbiamo ora?
Adesso c’e’ Sport.
Bene, qui son forte.
Allora.. chi vinse la Coppa del Mondo di calcio del 1982?
Questa la so, questa la so!! Evvai!
Bene, Maestà, son contento. 

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venerdì 11 dicembre 2020

Friburgo e Magdeburgo: due scuole di pensiero a...

FRIBURGO E MAGDEBURGO: DUE SCUOLE DI PENSIERO A CONFRONTO SULLO SPINOSO TEMA DELL’ASCOLTO E DEL FRAINTENDIMENTO

La prestigiosa scuola filosofica di Friburgo sostiene da sempre che se una persona, che definiremo con la lettera X, non ascolta quel che un’altra persona (che definiremo con la lettera Y) dice, vi sono buone probabilità che non capisca quello che Y voleva dire. Su richiesta, alcuni eminenti studiosi di questa scuola di pensiero hanno anche provato, come gesto di inusitata cortesia, a quantificare questa probabilità, stimandola approssimativamente del 95%, con un range di errore di +/- 1%.

La scuola di Magdeburgo, da sempre acerrima rivale della precedente (da tempo immemore a Magdeburgo si è soliti usare il termine “idioti totali” per riferirsi ai colleghi di Friburgo), ha però preso di petto la questione e, dopo attenta e puntuale riflessione, i suoi più autorevoli studiosi, punti nel vivo da cotanta sicumera accademica, hanno sostenuto che questa affermazione, lungi dall’essere del tutto provata, non può comunque portare a concludere che “è meglio in ogni caso ascoltare quel che un’altra persona ha da dire, se si vuole essere sicuri di riuscire a cogliere quello che dice”.
Sostengono infatti essi, e non senza un qualche fondamento, che ascoltare un’altra persona, rispetto all’ipotesi di non ascoltarla per niente, potrebbe in realtà essere addirittura controproducente, ai fini di una comprensione dell’altrui dire: ascoltando, infatti, vi è il rischio di capir male, di fraintendere, e quindi di dare vita a effetti certamente disdicevoli e forieri di possibili conseguenze negative sul piano dei rapporti personali e sociali.

Sconcertata da questa appuntita replica nel merito, la scuola di Friburgo (gli idioti totali, per capirci) si è presa un po’ di tempo per elaborare una risposta, e questo ha generato una certa soddisfazione in alcuni esponenti della scuola rivale (noti anche, nell’ambiente accademico, come “quei gran figli di buona donna”), del resto mascherata a fatica tra alcuni sghignazzi francamente poco educati e non raccomandabili in società.

Alla fine, Friburgo ha eccepito che il fraintendimento è sì sempre possibile, ma configura comunque solo uno dei possibili esiti (per giunta spesso parziale) di quella esperienza fondante che è l’ascoltare il detto dell’altro da noi, e non l’unico e inevitabile approdo; ché, anzi, la possibilità di capir male elementi essenziali del discorso ascoltato, certamente valutabile, non potrebbe comunque dirsi superiore al 20%. Inoltre, e qui è sempre Friburgo a parlare, nemmeno può dirsi che sia del tutto esclusa la possibilità di fraintendere nell’ipotesi di non ascolto del discorso dell’altra persona, perché sarebbe sempre possibile, pur non ascoltando per niente, immaginare che qualcosa sia stato detto, e proprio a noi, ricavandolo magari per esperienza dall’espressione interrogativa e già un tantino scazzata dell’oratore che ha cominciato a credersi ignorato a bella posta, quando magari egli non si rivolgeva invece a noi: e questo già potrebbe definirsi “fraintendimento”, ai sensi della definizione che di questo particolare vizio del rapporto dialettico dà il celebre dizionario Meregazzi nell’edizione più celebre, quella del 1911.

A questo punto si è inserita a sorpresa nella nobile discussione la meno accreditata scuola di Sofia che, coi metodi spicci a cui ci ha abituato da tempo (si pensi alla loro celebre definizione di vita come “istante palloso che intercorre tra la nascita e la dipartita”) ha creduto di porre un punto fermo alla questione sostenendo con arrogante sicurezza che “ascoltare o non ascoltare vale a poco quando vuoi comunque fare quello che ti pare”, il che ha lasciato basiti e un pochino scocciati i colleghi di Friburgo e di Magdeburgo, che hanno sempre mal digerito le elaborazioni di questa “accademia per dementi”, come sono soliti definirla in bagno quando si incontrano ai convegni.

Accantonata con disprezzo la sortita della scuola di Sofia, rimaneva comunque sul piatto la precisazione della scuola di Friburgo, che pareva difficilmente attaccabile. Di fronte a queste circostanziate e a ben vedere profondamente meditate controrepliche della scuola di Friburgo, alcuni esponenti della scuola di Magdeburgo, tenuto anche conto del fatto che discutendo e discutendo si era fatta una certa, hanno preferito rispondere ai colleghi facendo il gesto dell’ombrello (un paio di assistenti hanno corredato il tutto con due pernacchioni), e questo francamente non è una condotta garbata che un gentiluomo possa apprezzare nelle diatribe fra autorevoli studiosi.

Nella foto: Friburgo 




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martedì 10 novembre 2020

Lo scopo del Corona

Ho finalmente capito lo scopo del virus.
Ho avuto un flash stanotte alle 4:55.
Lo scopo è portarci a un lockdown durissimo durante le vacanze di Natale, di modo che non potremo festeggiare il cambio di anno e quindi finirà per essere prorogato questo 2020 di escrementizia natura. Un piano diabolico. Insomma, è come Trump: non vuole schiodare il culone dalla poltrona della stanza fatta a uovo, e le inventa tutte. No Party, No Capodanno e il primo di gennaio sarà 1/1/2020bis.

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mercoledì 8 gennaio 2020

Crazia 2020 (demo)


Sta per uscire il nuovo videogioco strategico-sociale per Pc e Playstation "CRAZIA 2020” (DEMO).

Oggi ho scaricato la versione DEMO di un nuovo gioco, CRAZIA 2009. Molto divertente, ho cercato di acquistare la versione full ma non si trova, sembra che esista solo questa. Funziona così: ci sono due palazzoni in cui ogni giorno entrano ed escono sui mille omuncoli, tutti o quasi tutti
con giacca e cravatta e accompagnati da altri ometti che in genere hanno una o due borse in mano o a tracolla; alcuni hanno un seguito più numeroso, composto da omaccioni più grandi e robusti che seguono o precedono a distanza i nostri personaggi. Camminano spediti, sembra sempre che abbiano un gran bel daffare, se qualcuno dei passanti rivolge loro la
parola tirano dritti a muso in su, se qualcuno urla qualcosa loro fan spallucce, se ricevono applausi un timido sorriso compare sui loro volti tirati di uomini impegnati. Molti di loro hanno facce ottuse e anonime, dalle quali traspare evidente la loro irrilevanza.

Trascorrono ore in questi palazzoni, seduti su
scranni di pelle a sonnecchiare, a bisticciare, a scrivere, a parlare con chissà chi al cellulare, a far soste al baretto, a leggere discorsi scritti da altri, a schiamazzare, fischiare e tirare cose in aria quando a parlare è uno di quelli vestito con colori diversi.
L’abilità del giocatore consiste nel non fare nulla di definitivo o decisivo dando però sempre l’impressione di salvare il mondo.
Gira molto denaro, ci si scambiano favori, l’intrallazzo è una delle armi più usate dai player. Lobby e corruzione spadroneggiano.

In questo gioco ci sono anche una decina di emittenti televisive, tutte farcite di sciempiaggini e tutte controllate da questi ometti o dai loro capi o dai loro amici: se ne servono per influenzare il popolo, l'altro grande protagonista di questo gioco di ruolo, pubblicizzando fino alla noia le
posizioni che condividono, demonizzando quelle che non approvano e gli ometti che le sostengono, cercando di addormentare il cervello dei telespettatori con programmazioni insulse e per imbecilli, per giunta
strapiene di spot pubblicitari insulsi pagati a prezzo d'oro da
imprenditori amici: in questo modo addomesticano gli elettori e li spingono a porre la fatidica X sul simbolo del gruppo in cui stanno ogniqualvolta ci sono le elezioni, uno degli eventi più rilevanti del game in questione.
Una delle tattiche più affidabili è quella usata dal capitano verde, consistente nel fare campagna elettorale permanente: i risultati al momento del voto saranno notevoli.
Non far niente dando l’impressione di poter fare tutto è la vera chiave del successo, unita a una notevole abilità di manipolazione del pubblico attraverso tv e social.

Quasi ogni sera, dopo cena, i più famosi tra loro si recano
negli studi di queste tv per accapigliarsi un po' in diretta, su temi di attualità: ne risultano dibattiti faziosi e caciare inverosimili che divertono e disgustano chi vi assiste, generando però una specie di invincibile dipendenza dal tubo catodico. Il giorno dopo i principali giornali e le principali riviste parlano di quel che è accaduto in tv il giorno prima ignorando i fatti e le notizie del mondo; se proprio devono
acennare a queste, danno più spazio ai commenti di questo o quel personaggio all'evento X piuttosto che all'evento in se stesso e a cercare di metterne in luce cause conseguenze e modalità.

Giunti al livello 7 di 10, la scenografia repentinamente cambia e diventa quella di una notte stellata.
Da lì in poi il gioco si fa violento e tutto da scoprire: il sistema di riferimento reagisce a questo cambio, è in gioco la sua sopravvivenza!
Le parole diventano ancora più cattive, la menzogna le abita ogni giorno, i contenuti spariscono e lasciano campo libero alle urla e alle fandonie, le tv e i giornali (i c.d media, uno dei principali attori del game) assumono ancora più rilevanza in questa opera generale di disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica.

Il finale è tutto da scrivere, vi consigliamo l’acquisto.
Di un libro...

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mercoledì 22 maggio 2019

Un suggerimento al premier

Un suggerimento al premier Conte, di cui apprezzo equilibrio e pazienza.
--------Creare nuovi ministeri / cambiare denominazione.-------
Priorità: come quella dei decreti sicurezza bis e famiglia, quindi nessuna (e quindi non dovrebbero nascere come decreti).

--Creare il Ministero Balconi e Cortei, ovviamente il dicastero va a un verde.
--Creare il Ministero Porti e Riporti (chiusi i primi, liberi i secondi): per chi ha l'ossessione delle migrazioni e/o della calivizie incipiente, tanto per parlare di due fenomeni inarrestabili, nessuno dei quali è un problema.
--Cambiare il nome al Ministero della Difesa in Ministero della Legittima Difesa.

Un cittadino.

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venerdì 18 gennaio 2019

Urge modifica regolamentare

Auspico una modifica al sistema di sanzioni previste in caso di comportamenti irriguardosi o simili a carico di allenatori e giocatori di calcio, in serie A.

Nel caso in cui simili condotte spiacevoli riguardino tesserati di società c.d. "big" (in sintesi: quelle dal budget sconfinato e che si aspettano di vincere sempre o 9 volte su 10) le pene andrebbero ridotte nella misura di un terzo.

Sono persone abituate a portarsi a casa i tre punti, quindi è lecito presumere che in caso di pareggio o, Dio non voglia, di sconfitta, il loro sistema nervoso possa essere meno capace di parare il colpo, in termini psicologici, rispetto ai players e allo staff tecnico di team che, giocando a uno sport, sono invece fisiologicamente preparati a vincere, perdere o pareggiare.

Sarebbe una mossa di equità.

E' opinione comune anche fra i medici, infatti, che è normale aspettarsi reazioni più violente e insolenti in caso di sconfitta, nei confronti di arbitro, avversari e media, da parte di coloro che per natura hanno la vittoria quasi scontata e sono comunque abituati a procedere in classifica con la tabellina del tre.

Non possiamo certo sperare che in simili soggetti vi sia la capacità di metabolizzare una sconfitta, sia pure giustamente maturata sul rettangolo verde: non possiamo chiedere a un gatto di risolvere un'equazione, dopotutto.


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lunedì 22 ottobre 2018

Novità editoriali: il nuovo breve saggio di Filomena Maria Assai

Filomena Maria Assai, calabrese di nascita e valdostana per passione ("adoro lo speck"), ci stupisce ancora una volta e ci costringe a parlare in questa rubrica letteraria della sua ultima opera, un volumetto di appena 88 pagine che condensa tanta saggezza e talento e che vi consigliamo caldamente, anche come regalo in vista delle prossime festività natalizie.
Anche questa volta la Assai affronta un argomento non comune e riesce a svilupparlo con le sue consuete originalità e profondità. Non fatevi sfuggire il prezioso pamphlet intitolato "L'inutilità delle previsioni del tempo per i carcerati", che uscirà a novembre: le prenotazioni hanno già fatto registrare un trend interessante.
La Assai, come è noto, ha compiuto importanti studi letterari. Prima il classico, poi una laurea in Filosofia e poi altre due lauree prese col 3X2 e, infine, un corso da riparatore tv frequentato via posta: "è stato soprattutto quest'ultimo a completare la mia formazione e a darmi la spinta a scrivere qualcosa per gli altri" avrebbe commentato la scrittrice tre anni fa, in occasione di un addio al celibato piuttosto vivace poi degenerato in "Riunione di Direzione di partito di centro-sinistra".
Ricordiamo che Filomena Assai ha pubblicato negli ultimi anni, sempre per i nostri tipi editoriali, due volumi ormai entrati, e a ragione, nel novero dei classici:
"Come liberarsi della schiavitù del calendario" e Rivalutazione delle ciambelle senza buco", che, lo ricordiamo per i più distratti, ha vinto il prestigioso premio Macosa nel 2010.

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mercoledì 6 luglio 2016

"E adesso, scusa, tu dove sta?"

Tu, sfruttata di call center, mi chiami per propormi internet su linea fissa. Sei una delle icone di questi tempi post capitalistici di merda che fanno tanto Jobs Act e partiti di sinistra che puzzano più di quelli di destra.
Ti dico che sto cercando casa: quando l'avrò, ci penserò. Anch'io come icona non sono da buttare.
Non molla. Mi dice:" e adesso, scusa, tu dove sta?"
Ok, vuole fare conversazione, sebbene sia un po' frenetica, stile macchinetta, più frenetica che affabile. E' della categoria: non mollo, te lo scordi, analizzo tua scusa e contrattacco.
Dico che sto da mia madre, temporaneamente, e che per qualche mese stavo in affitto, e magari ci torno, nell'attesa.
Lo squalo ha sentito l'odore del sangue, ma non ha capito che il corpo che sanguina è nell'altra vasca, non nella sua: capita quando sei pressata da superiori succhiasangue, perdi le misure ti dibatti a vuoto.
Tua madre ha linea fissa, mi dice. Io confermo: ce l'ha, sai com'è, è donna vecchio stampo. Lei dice: puo' fare lei internet, c'e' adesso offerta incredibile 15 euro tutto compreso (arriverà presto il giorno che ci pagheranno per navigare, fidatevi). Io ribatto: sono lì temporaneamente, sto cercando casa, lei nemmeno lo vuole, internet, mi pare che la cosa non abbia senso.
Per lei ce l'ha, difatti insiste. Il teatro dell'assurdo era robetta al confronto.
Tu puoi dire lei di offerta, incredibile 15 euro tutto incluso.
Io ribadisco: non ha senso, io fra poco me ne vado, a lei non interessa, che faccio, le mollo un contratto di uno o due anni? Non interessa a me fare questo, adesso sto cercando casa.
Insiste. Mi parla sopra. Io taglio dicendo guardi, la saluto, buon lavoro. Lei sta continuando a snocciolare con buona veemenza.
Ripeto i saluti e appendo.
Va bene insistere, è il segreto del buon venditore. Anche essere un po' noioso, sebbene con gli anziani possa parlarsi spesso di stalking più che di offerta commerciale. Ma perdere le misure no, è ridicolo e inaccettabile. Certo, tu cara non hai del tutto colpa: fai la cafona per vivere, perchè questa società non offre molto di più e comunque non ti paga per intero il valore del lavoro che presti. Ma sei tu che mi rompi le scatole, sebbene per conto di terzi. E chiami al mio cellulare un pomeriggio alle tre, magari quando io ho un problema, o più di uno, e non sono dell'umore, e con voce a macchinetta ti arrampichi sugli specchi e insisti.
Di solito quando dico che sto cercando casa salutano, alcuni fanno gli auguri (solidarietà fra morti di fame presumo). Questa no. Mi dispiace che non mi abbia salutato, ma non li sentiva i miei saluti: il movimento della lingua le disabilitava temporaneamente la funzione dell'ascolto.

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domenica 26 giugno 2016

Le civette sul comò

Ma la figlia del dottore e le civette adesso, con la nuova legge sulle unioni civili, possono sposarsi, ancorché non adottare?
Siamo sempre nel dubbio se il dottore si ammalò come conseguenza di questa bizzarra relazione sessuale fra la figlia e le civette (e su di un comò poi) o se per altri motivi; di certo, se già malato, non dovette fargli bene il venire a sapere che la figlia, per la quale probabilmente presumeva un futuro da dottoressa, si intratteneva in pratiche poco chiare e comunque lussuriose con non dico una ma ben tre civette (sesso di gruppo), non sembrando rilevante a questo punto se di civette o di scimmiette si trattasse, come paiono indicare versioni alternative della medesima filastrocca.

« Ambarabà ciccì coccò
tre scimmiette/civette sul comò
che facevano l'amore
con la figlia del dottore;
il dottore si ammalò:
ambarabà ciccì coccò! »

Ancora da chiarire poi è se "Ambarabà ciccì coccò" è una formula senza senso il cui scopo è solo quello di essere gioiosa e musicale introduzione e chiusa della filastrocca, al pari di "Cavallino arrì arrò", o se magari è tesa a riprodurre onomatopeicamente il rumore prodotto su un comò da queste bizzarra specie di ammucchiata tra la figlia di uno stimato professionista e tre civette di dubbia moralità.

Nulla di preciso può dirsi infine sulla figura materna di questa figlia ninfomane; forse anzi è proprio da ascrivere all'assenza di una figura di riferimento la china poco stimabile che codesta fanciulla pare prendere in tenerà età, approfittando, si presume, anche dell'infermità del padre che, unita alla mancanza della madre (forse morta o forse fuggita con un altro uomo), danno alla ragazza evidentemente diverse opportunità di intrattenersi in tutta libertà e nella stessa camera matrimoniale della casa con tre civette in atteggiamenti lascivi, senza curarsi che tali acrobazie possano venir scoperte da visitatori occasionali o dalla servitù, senza contare che non si hanno salde certezze riguardo alla maggiore o minore propensione alla riservatezza di codeste civette.

Non possiamo nemmeno avere certezze sul prosieguo della triste e pruriginosa vicenda: non sappiamo se il dottore, venuto a sapere dell'infoiamento della diletta figlia per queste bestioline porcelline, abbia ritenuto opportuno assumere provvedimenti o invece non ci sia riuscito per via del suo cagionevole stato di salute e magari abbia preferito non rendere pubblica la dolorosa vicenda (non è carino che mentre tu soffri tua figlia si sollazzi con civette e/o scimmiette sull'arredo di casa).

Di certo pare disdicevole il comportamento di codesta figlia che non solo trascura il padre infermo e i suoi doveri, ma si trastulla allegramente senza curarsi che il sentore di questo scandalo possa arrecare dispiacere o danno di immagine al dottore suo padre: se proprio si ha desiderio di farsi qualche civetta, si possono scegliere luoghi certamente più riservati oltre che comodi.

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domenica 8 novembre 2015

CRAZIA 2015 (versione DEMO)


Oggi ho scaricato la versione DEMO di un nuovo gioco, CRAZIA 2015. Molto divertente, ho cercato di acquistare la versione full ma non si trova, sembra che esista solo questa.
Funziona così: al centro di una grandissimo agglomerato urbano definito CAPITALE ci sono due palazzoni in cui ogni giorno entrano ed escono sui tre-quattrocento "personaggetti", tutti o quasi tutti con giacca e cravatta, generalmente accompagnati da altri ometti che in genere hanno una o due borse in mano o a tracolla. Alcuni hanno un seguito più numeroso, composto da omaccioni più grandi e robusti che seguono o precedono a distanza i nostri personaggi; generalmente questi ometti più grossi hanno auricolari e sguardi torvi, se non occhiali da sole. Spesso questi personaggetti arrivano a bordo di auto nere, blu o grigie definite rigorosamente AUTO BLU, munite di lampeggianti altrettanto blu. I personaggetti camminano spediti, sembra sempre che abbiano un gran bel daffare, se qualcuno dei passanti rivolge loro la parola tirano dritti a muso in su, se qualcuno urla qualcosa loro fan spallucce, se ricevono applausi un timido sorriso compare sui loro volti tirati di uomini impegnati; se è un giornalista a rivolgere domande, scappano, fanno orecchie da mercante, svicolano, a meno che non si tratti del pennivendolo leccaculo personale, una figura di cui il gioco CRAZIA è davvero pieno, nel settore denominato GIORNALETTISMO. Trascorrono ore in questi palazzoni, seduti su scranni di pelle a sonnecchiare, a bisticciare, a scrivere, a parlare con chissà chi al cellulare, a sfogliare tablet, a far soste alla buvette (la zona in cui consumano qualcosa di commestibile), a leggere discorsi scritti da altri, a schiamazzare, fischiare e tirare cose in aria quando a parlare è uno di quelli vestito con colori diversi da quello col quale vestono loro. Eh sì, perché entrati nei palazzoni i personaggetti indossano divise di colori diversi, e si siedono in settori diversi delle aule di discussione; salvo decidere, quando ritengono opportuno farlo, di cambiare in un amen casacca e settore: nel gioco questa opzione è definita COMPRAVENDITA.
In questo gioco ci sono anche una decina di emittenti televisive, use a diffondere per l'etere falsità costruite ad arte e scempiaggini estemporanee e tutte controllate da questi ometti o dai loro capi o dai loro amici: se ne servono per influenzare il POPOLO BUE, l'altro grande protagonista di questo gioco di ruolo, quello che alla fine potremmo definire il vero protagonista del gioco. Queste stazioncine televisive pubblicizzano fino alla noia le posizioni che gli ometti più potenti condividono, demonizzando quelle che non approvano e gli ometti che le sostengono, cercando di addormentare il cervello dei telespettatori con programmazioni insulse e per imbecilli, che cercano di solleticare gli istinti più bestiali del suddito, per giunta strapiene di spot pubblicitari idioti pagati a prezzo d'oro da imprenditori amici: in questo modo addomesticano gli elettori e li spingono a porre la fatidica X sul simbolo del gruppo al quale, in quel preciso istante, appartengono ogni volta in cui nel gioco ci sono le ELEZIONI, uno degli eventi più rilevanti del game in questione.
Esiste anche un'applicazione chiamata INTERNET, che sarebbe più utile al fine di raccogliere informazioni, ma il POPOLO pare non sapere come fare per usarla in modo produttivo, e del resto i personaggetti fanno in modo di renderla poco fruibile, sicché il divano la sera la fa da padrone e i cervelli, che in CRAZIA figurano tra le opzioni, si spengono subito. Quasi ogni sera, dopo cena, i più famosi tra questi personaggetti si recano negli studi di queste tv per accapigliarsi un po' lì in diretta, su temi di attualità: ne risultano dibattiti faziosi e caciare inverosimili che divertono e disgustano chi vi assiste, generando però una specie di invincibile dipendenza dal tubo catodico. Nei giorni successivi i principali giornali e le principali rviste parlano di quel che è accaduto in tv il giorno prima ignorando i fatti e le notizie del mondo; se proprio devono accennare a queste, danno più spazio ai commenti di questo o quel personaggio all'evento X piuttosto che all'evento X in se stesso e a cercare di metterne in luce cause, conseguenze e modalità.
Il capo di questi personaggetti è un signore, definito all'inglese PREMIER, che si è scelto da solo per ricoprire questo ruolo cruciale del gioco e che, assieme ad altri tre o quattro capi bastone, ha scelto tra il POPOLO i partecipanti alle sedute che si tengono nei due palazzoni. Ruoli minori sono quelli definiti come MAGISTRATI (definiti anche come TOGHE ROSSE, e INTELLETTUALI, i primi ridotti a controfigure da leggi sempre più pensate ad uso e consumo di chi intende violarle, i secondi costretti da una atavica mancanza di PALLE ad accodarsi al potente di turno, in questo simili alla CHIESA DI ROMA (disponibile come upgrade ma credetemi davvero essenziale per poter godere appieno dell'esperienza di CRAZIA 2015) che da una posizione defilata informa di sè tutti i gangli della società. Se avete ancora i vecchi giochi imperniati sulla obsoleta contrapposizione DESTRA - SINISTRA è ora di mettervi al passo coi tempi e provare la fantasmagorica esperienza di questo nuovo game sociale; qui destra e sinistra coincidono e rendono il plot ancora più intricato!
Vi consiglio di acquistarlo, affrettatevi. Quel che vi ho detto è nulla.

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mercoledì 30 settembre 2015

In cosa diavolo sarebbe diverso questo papa, scusa? (risp: PALLE)

(aggiornato 03.10.2015)

Ogni tanto, nei contesti più differenti, salta su uno e mi dice: questo papa (Bergoglio, quello che saluto' la folla la sera dell'elezione e che ha un accento carino) è diverso. Escludendo che sia gay, mi chiedo sempre in cosa sia diverso, forse nel fatto che è più abile mediaticamente dei predecessori (più abile di Ratzinger non ci vuol molto, eh).
Mah, dice, è più moderno, e' rivoluzionario, è profetico (queste due ultime cose le ha dette anche Scalfari ieri sera da Floris), lotta contro pedofilia e corruzione, "chi sono io per giudicare un omosessuale", etc.
PALLE.


Tutte le volte che sento affermazioni simili solo una parola occupa la mia mente, e direttamente in maiuscolo: PALLE.
Ora argomento un minimo, non mi piace essere così ermetico, per quanto chiaro.
Chiunque venga eletto papa e non sconfessi immediatamente, totalmente e incondizionatamente con pubblica dichiarazione tutte le numerosissime e indegne sconcezze ed efferatezze della storia della Chiesa Cattolica precedente la sua elezione (inclusi caccia alle streghe, inquisizione, giordano bruno, pedofilia, omofobia, corruzione, temporalismo etc), è come gli altri papi, nella sostanza. Può differire nella forma, ma della forma a noi ci importa nulla.
La Chiesa, in particolare, è contraria alle nozze gay e ha comportamenti e parole omofobe. Questo era, questo è. Quindi smettete di dire PALLE, s'il vous plait.
Poi una confessione religiosa può professare quel che vuole, anche idee inumane. Ma io ho il diritto di dirlo, e di dire che per colpa di questi qui il nostro paese quanto a diritti civili fa schifo, grazie anche ai politici merdoni e servi della chiesa che ci ritroviamo da sempre.
Tu hai diritto di dire che due omosessuali non possono fare sesso né sposarsi perchè Dio non vuole, io ho il diritto di dire che sono parole inumane e indegne e che stai pure mettendo in bocca a Dio boiate galattiche partorite dalla tua mente limitata.

L'ultima testimonianza (l'ultima di centomila):
Durante il viaggio negli Stati Uniti incontro tra Bergoglio e Kim Davis, la donna incarcerata per 5 giorni per non avere concesso la licenza per i matrimoni omosessuali.
Il Papa ha visto la signora Davis con il marito, l’ha elogiata - «stay strong», sii forte - e le ha regalato un rosario. Il Papa le ha chiesto, com’è suo costume, di pregare per lui. Sull’aereo che lo riportava a Roma, Francesco aveva difeso l’obiezione di coscienza dei funzionari pubblici. (corriere.it).
Quella tipa e' pluridivorziata, adesso ha il marito n.4, ma su questo il Papa non ha avuto nulla da dire. Gia' il fatto di averla incontrata è censurabile, il resto poi...
Ripeto: PALLE.
L'omofobia non è una malattia, è una piaga sociale immensa. E' uno dei più indegni e puzzolenti brand della merceologia umana che infesta il pianeta.
Qui parliamo di discriminazione, di violenza, di gente che per questo non vive, o si ammazza.
Smettetela di farvi infiniocchiare dal primo Berlusconi, Renzi o Bergoglio di turno che buca lo schermo.
CHi è omofobo non ha la mia stima, non è mio amico, non esiste per me.

(Spero che il Corriere si sia sbagliato)

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_30/papa-incontra-funzionaria-contro-nozze-gay-brava-continua-cosi-126b5fe6-6743-11e5-9bc4-2d55534839fc.shtml


Aggiornamento del 3 ottobre:

BERGOGLIO-DAVIS, E' TUTTA UNA COMICA
Padre Lombardi dice una cosa (http://www.huffingtonpost.it/2015/10/02/papa-francesco-kim-davis_n_8234736.html), peccato che l'avvocato dell'impiegata omofoba ne dica di molto diverse...
E poi cosa diamine vuol dire: "Il Papa non è quindi entrato nei dettagli della situazione della signora Davis e il suo incontro con lei non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione in tutti i suoi risvolti particolari e complessi"?
Allora, esagerando un po' come esempio, se incontri Hitler nel '45, gli stringi la mano, gli sorridi, gli dici stay strong, gli regali un rosario e non gli dici nulla delle efferatezze che sta compiendo in giro per l'Europa? (nota: non che la Chiesa si sia mai opposta in quegli anni, ANZI). Per una personalità pubblica fare un incontro pubblico non è MAI "non conoscere la situazione di chi incontri nei dettagli" o non avere un'opinione su di essi.
Il diritto all'obiezione di coscienza di un funzionario pubblico è un "diritto umano", fa intendere Bergoglio. Eh???? E il diritto di avere gli stessi diritti di tutti anche se ti sposi una persona del tuo stesso sesso cos'è? Escremento di vacca? E poi se hai di questi lacci mentali non fai il farmacista, l'impiegato pubblica o il dottore; vai a zappare la terra, o in catena di montaggio, o scrivi libri su un monte, insomma fai qualcosa nel quale la tua bella religione non si metta di traverso.
Comicissima poi la frenata sul fatto che il papa avrebbe, ohibò, mammasantissima, porcapaletta, incontrato anche due "GAY"... Sì, è vero, però, per come, ma... Fate ridere.
Ripeto: qualsiasi religione è, per me, malattia. E la Chiesa di Roma ha avuto e ha posizioni omofobe.
Sulla querelle Marino-Bergoglio, già che ci siamo: Marino ne sta facendo una via l'altra, ma Bergoglio, sull'aereo, poteva tranquillamente starsene zitto.
Ma come fa certa gente a pensare che possa esistere un Dio che avalla certe minchiate?


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martedì 29 settembre 2015

Ho ucciso mia nonna

Ieri ho ucciso mia nonna (motivo: mi stava sulle balle), ma oggi mi sono profondamente pentito: aveva una pensioncina così ben farcita, e dopotutto non era nemmeno troppo antipatica. Certo, protestava sempre parecchio quando gliene sgraffignavo via tre quarti a inizio mese per le mie spesucce -droga, birra, donnette, poker e auto, le solite cose insomma: le sue lamentele mi avevano stancato, spero possiate capirmi.
Mi hanno arrestato subito perché...


...oggi sono tornato a vedere cosa succedeva in casa della nonna, gironzolavo sospetto in giardino cercando di ripulire con un fazzoletto la serratura del cancello mentre i poliziotti stavano facendo le loro rilevazioni... e mi hanno fermato: ho confessato subito e ho collaborato con gli inquirenti (ho rivelato che le impronte sull'ascia erano proprio le mie, a loro non risultava ma mi hanno creduto). Signor giudice, io davvero non so come abbia potuto farlo, sarà che ero fatto di coca. Credetemi, non volevo!!! Cioè, voglio dire, con quella pensione, uno in grado di intendere e di volere l'avrebbe ammazzata? Al massimo gonfiata di botte ma non uccisa, non si secca la gallina dalle uova d'oro! Ai domiciliari adesso si sta benone, mi hanno messo qui dopo due notti in carcere un po' durette (non danno l'Europa League, roba da matti nel 2015), ora la sera scelgo io cosa vedere in tv, e basta con 'sto Gianni fai questo, Gianni fai quello, devi cercarti un lavoro, ma non è che ti droghi, etc. Tutti possono sbagliare, chi siete voi per giudicarmi, chi è senza peccato scagli la prima pietra, io ho avuto un'infanzia difficile, quella sera ero drogato e ubriaco, non trovavo lavoro (nemmeno lo cercavo) e avevo bisogno di grana, la nonna mi ha provocato impedendomi di girare sulla partita e non offrendomi un po' delle sue olive denocciolate del cacchio, ero confuso, avevo dormito poco la notte precedente, mi si era scheggiata un'unghia, avevo perso 20 euro alle slot del baretto sotto casa, mi ero macchiato di sugo la camicia presa al Lidl tre anni fa, ero stressato, avevo fame e mi è andata via la vista, pioveva forte e non avevo l'ombrello, la mia squadra aveva perso con un gol in fuorigioco al 94', insomma ho preso l'ascia per errore, credevo fosse il telecomando, davvero non volevo, chiedo di essere giudicato con clemenza, rieducato e reinserito in società, voglio un lavoro, una famiglia, un futuro, voglio che siano tutelati i miei diritti di soggetto che ha sbagliato. La società non può abbandonarmi. Forse è la volta che mi sistemo... La nonna me lo diceva sempre, dopotutto: ma Gianni, ormai hai 30 anni, quando metti la testa a posto e ti sistemi? Ecco, forse ora ce la faccio... fra 10 anni potro' anche uscire parecchie ore dal carcere e lavorero', magari sarò pure laureato, in carcere il tempo per farsi una cultura non manca. Ho deciso: metto la testa a posto! Per farcela, nonnetta cara, ho dovuto staccare di netto la tua... strana la vita!

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sabato 19 settembre 2015

Quanto faccio schifo io (Parte 1)

OVVERO: come una donna che mi conosce appena e con la quale non ho mai scambiato una parola che non fosse di lavoro possa arrivare in pochissimo tempo ad offendermi in maniera così globale, circostanziata, reiterata e livorosa. Tutta questione di intuito o ha avuto solo culo?


Parte 1
Abbiamo parlato per sei-sette minuti in tutto, nella nostra vita, divisi peraltro in due occasioni, sempre alla presenza di testimoni. Ho parlato molto di più col mio edicolante. E abbiamo parlato sempre di questioni di lavoro. Mi pare di non averle nemmeno mai stretto la mano, ma non ci giurerei (ci sono persone che ti fanno la radiografia già con la stretta di mano, a me invece basta guardarle, spesso).
Ci siamo scambiati alcune mail, sempre per questioni di lavoro (in tutto sette o otto mail, anche se lei per abitudine a una mia mail lunga risponde a pezzi inviandomi anche otto mail nel giro di dieci minuti), comprendendo anche le ultime in cui lei ha "sbroccato".
Mai parlato per telefono o su whatsapp, chat o simili. Non so di preciso dove abiti, quale sia il suo numero di cellulare, dove lavori. So di lei qualche dettaglio, per sentito dire, del tipo fa questo lavoro qua, odia o ama questo regista o questo cantante qua, è di questa religione qua (mamma mia).
Siamo entrati in contatto perche' conoscente di persona che conosco bene e, si badi bene, su suo impulso e per questioni professionali (es: sapete che la moglie o la sorella di un vostro amico vende tostapane e chiedete all'amico se vi fa avere un preventivo e un consiglio, questo è il quadro).
Fin qui nulla di strano, anzi il tutto è piuttosto banale e voi, se mi state leggendo provenendo da Facebook (quel social che non riusciamo a gestire con la tranquillità necessaria perché la vita reale ci disturba e ci toglie tempo), sarete a questo punto già passati al post sottostante, quello pubblicitario con la foto di una gran gnocca scollacciata e il testo ammiccante che vi dice "Guardate Martina cosa tiene sul tavolo del salotto, veramente scandaloso!" Come darvi torto?
Questa è la parte 1, quella meno interessante dopotutto. Ma chi è quel cretino che spara tute le cartucce al primo colpo? Se interessati, sapete dove trovarmi (per ora, poi forse in galera, non so mica...)

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domenica 22 giugno 2014

O chi mai l'avra' messa questa immunita'!!!!

"Fa discutere l’estensione dell’immunità ai futuri senatori, e quindi a sindaci, governatori e consiglieri regionali, tanto più se si pensa alle recenti vicende giudiziarie, che hanno riguardato governatori come Roberto Formigoni, Renata Polverini o Giuseppe Scopelliti, consiglieri regionali come Franco Fiorito o Filippo Penati, sindaci come Giorgio Orsoni o Gianni Alemanno." (http://www.huffingtonpost.it/)
"La richiesta dell’immunità non è una condizione messa da Forza Italia." (Boschi)
"Il Governo non la voleva, si può cambiare" (Boschi)
"Accordo con Fi? Calderoli: Non lo sapevano nemmeno." (Calderoli)
"Si può discutere, ma non è un aspetto centrale" (Boschi)

Sento una corposa aria di presa per il culo. Io non la volevo, io nemmeno lo sapevo, io nemmeno so cos'e', se proprio volete se ne parla e la togliamo, chi cavolo l'ha messa??? Sara' stato mica un fantasmino?

Non vi ci mando perche' gia' sapete dove andare. Se solo poteste evitare la presa per il culo, non sarebbe male. Resterebbero gli scempi, e' vero, ma insomma...

Una prece per la marea di gente che ha votato Renzi perche' e' il nuovo (ih ih). Senza offesa per il nuovo.

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sabato 24 maggio 2014

Col cavolo che aspetto la Cassazione

Travaglio oggi sul "Fatto" fa un esempio che io faccio da decenni per demolire il pensiero di Renzi in merito all'opportunita' di candidare indagati, rinviati a giudizio o addirittura condannati.
Secondo quel che dice Renzi non ha senso escludere chi riceve un avviso di garanzia o chi viene rinviato a giudizio o (udite udite) addirittura chi viene condannato in primo o secondo grado (come se i giudici indagassero o rinviassero a casaccio, non sulla base di indizi, indagini etc): secondo il Renzi dobbiamo aspettare la Cassazione (campa cavallo, e magari poi il ricorso alla corte europea e alla corte universale e infine a quella galattica di Star Trek). Quindi un politico probabilmente farabutto puo' continuare a malversare per otto-dieci anni. Questa e' una stronzata galattica.
Se il tuo vicino di casa fosse accusato di pedofilia, dice Travaglio, (o il maestro dell'asilo, aggiungo io) tu continueresti ad affidargli tuo figlio per dieci anni in attesa del terzo grado di giudizio? Direi che basta questa frase per demolire l'inconsistente posizione renziana.
Un conto e' dire che devo aspettare la Cassazione per dire che tizio e' un farabutto (prima posso pero' pensarlo), un conto e' dire che non voglio che tizio, sospettato di essere un farabutto, o addirittura sotto processo o perfino condannato, possa continuare a rappresentarmi e a gestire la cosa pubblica per un decennio.
Caro Renzi, la tua politica su questo punto e' uguale a quella marcia che ci ammorba da piu' di vent'anni. E questo e' un punto fondamentale, non e' un dettaglio: non vogliamo ladri, mafiosi, corruttori etc. nelle istituzioni. Chi viene indagato e' pregato di levare il culo dalla poltrona pubblica: avra' piu' tempo per difendersi dalla accuse, fra l'altro (e non godra' dei privilegi derivanti dalla sua carica per farla franca). E' cosi' difficile trovare persone con un cervello medio e la fedina immacolata, su 60 milioni di teste?
E pensare che c'e' chi vota Renzi perche' rappresenta il nuovo. Un democristiano riciclato che candida e nomina indagati e condannati e discute di riforme costituzionali con un pregiudicato...
Certa gente e' nata per farsi prendere per il culo vita natural durante. Sara' carenza di neuroni.

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venerdì 24 febbraio 2012

Il perseguitato e l'esagerata

Berlusconi (ricordate chi era?), in vena di iperboli cretine, afferma di essere il piu' perseguitato dai giudici "di tutto il sistema solare" (oltre che il miglior premier degli ultimi 150 anni naturalmente) e dice che il processo Mills è inventato e prescritto da tre anni. Primo: se stiamo a parlare di prescrizione è perchè lui stesso si è accorciato i termini a piacere, con qualche leggina ad hoc. Secondo: se sei innocente ti fai processare e lo dimostri, non cerchi di essere prescritto. Terzo: se è inventato, lo stabiliranno i giudici non lui. Il grande leader smanetta perchè incombe una possibile condanna per corruzione di testimone, è evidente.

Lucia Annunziata ha lasciato intendere di essere pronta a difendere Celentano anche se questi "avesse sostenuto che i gay sono da mandare al campo di sterminio". Ora, la Annunziata è una brava giornalista. Mi piace sebbene non mi trascini. Ok, era una frase paradossale. Ma per favore, evitiamo certe vaccate: se uno dice quella cosa, col cavolo che io difendo il suo diritto di dire quel che pensa. Allora anche le teorie di quel pazzo criminale di Hitler vanno benone, insegnamole al liceo...

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venerdì 10 febbraio 2012

Povia omofobo e il suo sosia gay

Anni fa scrissi gia' di Povia, quel tipo che canta e che arrivo' secondo a Sanremo con una canzoncina orecchiabile e omofoba ("Luca era gay"). Scrissi pure troppo di una persona che meritava due parole. Ora torno a scrivere perchè dopo qualche anno salta fuori la conferma che tutto quello che pensavo su di lui era vero: non che io abbia mai dubitato, sia chiaro, io quelli che hanno problemi sessuali e difficoltà a relazionarsi con i non eterosessuali e a parlare di loro li sento alla prima puzza senza sbagliare.

Povia è quello che disse di essere stato anche lui gay, per sette mesi. Poi, lasciava intendere, era guarito. Capite bene che uno che afferma queste minchiate andrebbe gia' accantonato di schianto: non c'è confronto possibile su nessun terreno.

Il fatto è che Povia in questi giorni ha scritto affermazioni volgari, razziste e omofobe sul suo profilo facebook; poi le ha rimosse; indi ha bellamente affermato che trattasi di un profilo falso che lo perseguita. A detta di alcuni navigatori un film gia' visto a casa Povia: alcuni hanno infatti salvato i commenti prima che sparissero come per magia...

Da repubblica.it:
"Adesso ho capito - ha scritto Povia - Che per caso fate tutti parte dell'Arcigay? Ma se siete nati così non è colpa mia. Prendetevela con i vostri genitori e con la musica di merda che ascoltate. Però se vi serve una mano ditelo eh, posso darvi qualche supposta di Eterox". Ma non è l'unico commento omofobo indirizzato contro gli utenti della sua pagina. "Per i tre sfigati che vengono a rompere, ho un pezzo rap da dedicarvi", scrive ancora Povia, che butta giù una volgare strofa con riferimenti alle parte anatomiche maschili e femminili e che si conclude con "se sei gay prenditela con te".

Vi risparmio il pezzo rap, più che essere omofobo fa schifo.

Altre perle del pensatore Povia:
"Per me che due gay o due lesbiche possano adottare un figlio non è affatto giusto. Il bambino chi chiamerà papà?", "Freud diceva che l'omosessualità è contro natura e chi vuole cambiare può cambiare", "gay non si nasce, ma lo si diventa in base a chi si frequenta", "se un individuo omosessuale vuole cambiare, ha diritto di farlo", "a un bambino che vede due uomini che si baciano non puoi dire che si tratta solo di due uomini che si vogliono bene, perché due che si vogliono bene non si baciano sulla bocca".

Che cosa dire? Nulla di più. Io sapevo bene chi è Povia, non mi sorprendo. O meglio: mi sorprendo sempre che possano esistere simili abissi di pensiero, ma questo è un altro discorso. Simili lacune umane e culturali, superati i venti, sono non sanabili.

Naturalmente può aver ragione Povia, c'è un impostore che gli tarocca il profilo facebook, magari è un suo sosia, ovviamente gay a differenza di lui che è guarito e che cerca di metterlo in cattiva luce perchè i gay, si sa, sono cattivissimi. Peccato per Povia ci siano decine di altre affermazioni a condannarlo, un vero peccato.

Avevo gia' parlato di Povia in questi post:

http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/06/oh-no-ancora-povia.html
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/01/luca-era-gay-poi-arrivata-lei.html
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/01/dottor-povia-lo-confesso-anchio-sono.html
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/02/pagelle-su-luca-era-gay-repubblicait.html
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/02/una-normalizzazione-eterosessuale.html

Quanta pubblicità gli ho fatto, eh? Ne ha bisogno.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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