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venerdì 23 maggio 2025

Varie di calcio, di politica, di donne che mi…

*VARIE DI CALCIO, DI POLITICA E DI DONNE CHE MI STIMAVANO ALLA GRANDISSIMA E POI…*

Contento che vinca il Napoli (però ribadisco: Conte MAI piaciuto, e non parlo di tattica) ma desiderei quel che desidero da decenni: un campionato regolare, senza ombre lunghe come una notte di sei mesi senza luna. E anche quest’anno non l’ho avuto, né in A né in B.
Ci credo che la Salernitana avrebbe voluto giocare il playout col Frosinone prima di sapere la sentenza sul caso Brescia: in questo modo avrebbe avuto la B assicurata, ehehehehe! O vincendo il playout, o anche… perdendolo, col Brescia poi condannato. Salernitani, non siamo tutti scemi qui sulle rive del Bisagno, eh!
Stasera gli juventini sono felici. La stupenda e miserevole e miserabile paranoia antinerazzurra, rinfocolata dallo schifo di Calciopoli (i cui autori sono venerati a Torino) è grave e vi rende provinciali. Per dire, è tipo quella dei bicolori genovesi (ma appunto loro sono provinciali, voi in teoria no…)
Far giocare un playout a metà o fine giugno, dopo un mese senza partite ufficiali, coi giocatori già mentalmente in vacanza o prossimi a scadenza, è una enorme boiata, sarebbe la conclusione falsata di un torneo falsato (dal caso Brescia e da altre cosucce).
Quel belinone di Trump (nonché complice del massa -cratore di bambini) la finisce di sparare minchiate al solo scopo di far guadagnare milioni in borsa ai suoi amici? E’ un reato. E lui è un idiota al cubo, vedi decisione su Harvard, nemmeno una scimmia acefala.
Capezzone definisce “politica” israeliana la barbara ucci -sione di 65/70 mila civili innocenti, tra cui 20mila bambini. Devo commentare? Non ho abbastaza soldi per reggere la causa eventuale di un deputato a 13mila/mese nostri.
A luglio mi definiva “una persona meritevole”, che aiuta tutti, sagace, ironico,  che regala calore, con cui è un piacere lavorare, che lascia “un solco nei nostri cuori”, che è “un’anima speciale” e neppure lui “sa quanto vale”, ed è un “collega d’oro, ciao e “grazie di tutto”!
A gennaio (mai visti nel frattempo) si convince che io ho fatto una cosa che NON ho fatto (spiace deluderla, ma se non l’ho fatta dire che l’ho fatta sarebbe mentire, e una persona così meritevole non può mentire) e non vuole sentir ragioni: accuse e offese. In pratica dimostra di non avere la minima fiducia in una persona che aveva definito come sopra.
Io, se pensassi quel po’ po’ di robetta su una persona, la starei a sentire e fra le mie paranoie (certe e nette) e le sue affermazioni opterei per queste ultime. C’est la vie, direbbe il poeta. Io penso altro.
La cosa peggiore della morte sarebbe sapere di essere morti. Sarebbe peggiore di tutto il resto, che già fa schifo assai.
Inviterei la Samp a denunciare il pres. del Brescia o quanto meno a valutare attentamente se ci sono gli estremi per farlo, perché se davvero oggi ha detto quello che ha detto, dopo aver ammesso nei giorni scorsi la storia dei crediti inesistenti, merita di pagarla. Le regole sono chiare e due anni fa ne abbiamo fatto le spese pure noi (e per un semplice ritardo, cosa molto meno grave). Non cerchi ridicole scuse e non inventi fandonie per salvarsi la faccia. Fra l’altro ce l’ha con noi da due anni, quindi è anche poco credibile.
— 

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giovedì 1 maggio 2025

Primo maggio dei caduti

Forse non avete capito. Quanti miliardi di milioni muove il sistema industriale, agricolo e commerciale italiano? Quanto denaro muove questo marcio e infestante sistema capitalistico italiano? Quanti milioni di milioni di profitto genera per pochi, al prezzo dei salari da fame o della disoccupazione quasi senza welfare per tantissimi? Quali e quanto immensi sono gli interessi in gioco?
E voi pensate che un migliaio di vittime l’anno siamo un’enormita? LO sono per chi è ancora un essere umano e sa quanto vale una singola vita.
Ma sono un prezzo ridicolo da pagare o da tollerare che chi ha il denaro anche in bocca è prontissimo ad affrontare e a considerare come inevitabile e irrilevante effetto collaterale della produzione di beni e servizi e della generazione di immensi e immeritati profitti, per giunta macchiati di sangue oltre che di corruzione ed evasione.
Ecco perché tutti si indignano e promettono sostanziali interventi volti a risolvere il problema, ma poi non fanno niente, e da decenni e decenni, anzi: rendono ancora meno stringenti i controlli e meno dure le pene.
Datevi una svegliata, un bel secchio d’acqua gelata in faccia potrebbe aiutarvi. 

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martedì 25 febbraio 2025

Del Papa che dorme bene e dell’Italia che si è svegliata male


Non credo ai comunicati “il Papa ha riposato bene tutta la notte”, mi ricordano quelli sovietici quando uno dei leader era già andato da mesi e dicevano che andava tutto benone, non esitando a usare marionette di cartapesta a grandezza naturale e mosse da fili durante le parate militari. Ma io sono un tipo sospettoso di natura. Questo non vuol dire che non possa farcela, anzi! E poi dicono abbia aderenze in alto, quindi... Io spero che possa farcela, tra tutti i Papi è quello che mi è sembrato più moderato (penso a Giulio II, che mi ricorda Trump, eletto all’unanimità e desideroso di vendicarsi dei nemici una volta preso il potere, pur avendo detto di non volerlo fare) ed è sicuramente il papa più vicino alle mie posizioni, così come Marte è più vicino di Giove a me, ok, ma è sempre qualcosa. Vedo molte facce preoccupate, ma so che molti non lo sono, perché che ci crediate o no lì dentro è tutta una lotta per denaro, sesso e potere, esattamente come da qualsiasi altra parte; l’unica differenza è che dicono di parlare con un essere invisibile, non rispettano le regole che ci impongono e chiedono a noi i quattrini per vivere. Certo che è ingiusto che Dio sia eterno e non abbia nemmeno avuto inizio da quanto è eterno e invece il suo vice, sull’unico pianeta abitato dell’Universo (credici), quel mondo unico e irripetibile, attorno al quale gira ossequiosamente l’unico Sole (credici), debba mo -rire come uno di noi raggiunta una certa età: è un’azienda quella che non mi ha mai convinto, i manager non hanno abbastanza bonus e benefit… Dio è morto (notizia diffusa per primo da Nietzsche, un tizio tedesco dal nome impronunciabile, che non si è ancora capito come l’avesse avuta,e poi ripresa in Italia da tal Guccini) e anche il Papa non si sente tanto bene: a quanto stanno oggi le azioni del Vaticano a Wall Street, sempre in calo? Comunque per essere una teocrazia non è malvagia, in qualunque altro stato dittatoriale del mondo il boss avrebbe messo sul trono suo figlio, qui invece di Gesù si son perse le tracce dopo il famoso gioco di prestigio dei tre giorni (dicono ce l’abbia ancora su col padre, si sa come sono questi trentenni, adolescenti forever, anche se a me sta simpatico, del resto come può non esserlo uno che usava i suoi poteri da super eroe per trasformare l’acqua in vino?)) e sulla poltrona più ambita siede a turno un umano scelto da una votazione democratica, sia pure un filo  ristretta, al termine di riunioni fiume detti conclave durante le quali non si risparmiano quanto a barbecue e gradevolezze varie, a giudicare dalla periodiche fumate bianche e nere. La cosa buona è che il Papa ha snellito le procedure per il suo funerale e per l’omaggio alla bara, e questo va a suo merito, così come aver rinunciato in vita ad alcuni dei suoi privilegi e lussi: ma insomma, da una recente indagine sembra sempre che il suo stile di vita sia, anche se di poco, più confortevole di quello di un homeless di Rho. Va anche detto che ci vuol poco a essere amati quando succedi a un ratzinger. Avete mai visto l’albo d’oro dei Papi? Infinito, più lungo di quello della serie A, anche volendo risalire fino alle origini, prima del girone unico. E anche lì abbiamo polemiche e stupidate tipo gli scudetti di “cartone” (che ci fossero juventini già nei primi secoli d.C.?): vedi la famosa questione degli antipapi. La situazione in Italia è quindi, oggi, quanto meno critica, il 2025 si è presentato malissimo: Trump ce l’ha su con noi e finanzia i fascisti ovunque si annidino, Putin ci guarda male e sta sfogliano il catalogo primavera-estate dei paesi da invadere (i due vanno d’amore e d’accordo e già parlano di ribattezzare il Mediterraneo “Sea of ​​the US President's Summer Residence “), in più il Papa è grave e Sanremo è finito: davvero non so come possa andare peggio, anche se sicuramente lo scopriremo presto (ehi Mogol, non stressare: non è che posso scrivere tutte le volte lo scopriremo solo vivendo, eh! Datti pace). 

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sabato 1 febbraio 2025

Venduti

Con questa storia di fedez e ferragni state scartavetrando il b3lino da mesi. Di qua i tradimenti dei ricchi disagiati (e prima totti e blasy?), di là la premier che come un ossesso grida perché anch’ella è soggetta alla legge.
I giornalisti sono figure indegne ormai, subumani che si prostituiscono, che veicolano balle, nascondo verità, deformano le notizie, tacciono di fronte alle fandonie degli intervistati: questo vale per la maggior parte, certo, non per tutti: ma è una maggior parte molto ampia… Davvero, non mi viene in mente nessuna categoria più puzzolente e vile, più schifosa e squalificata, e più responsabile dello scempio di questo Paese. Ormai il termine giornalista è un’offesa, mi dispiace per quelli (ce ne sono, anche se pochi) che invece fanno il loro lavoro con onestà e indipendenza: andrebbe chiamati con un altro nome, oppure andrebbero definiti i primi in altro modo (servili adulatori e bugiardi a libro paga potrebbero andare come definizioni).
 
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sabato 18 gennaio 2025

La storia in pillole


I grandi prenditori italiani. E, tra questi, il più venerato di tutti, più ancora di Papi, perché “aveva classe”. 
Specialità: coi soldi dello Stato (cioè miei e tuoi), nemmeno prestati a tasso favorevole, ma proprio regalati (fondo perduto) sotto ricatto di metter per strada migliaia di famiglie, e col sangue della povera gente, succhiato via con avidità in cambio di quattro pagnotte e un panettone, hanno realizzato profitti enormi (vedi teoria del plusvalore) per decenni, intascandoselo beatamente. E senza mantenere le gernzie date in cambio del malloppo estorto.
Alla fine è tutta qua, la storia di questa grande famiglia di stocoso, per giunta scossa da segreti e scandali, tragedie e vergogne inconfessabili (tipo l’appoggio al fascismo), liti per motivi di denaro, etc. 

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mercoledì 1 gennaio 2025

Solo lamentele, ma qualcuno va a gonfie vele

Non leggo quasi mai post di persone che si dichiarano addirittura entusiaste dell’anno morente e impaurite che con quello entrante le cose possano peggiorare. Sempre il contrario: è andata maluccio, ma speriamo nel 2025, dobbiamo avere fiducia; quasi che il cambio di calendario possa avere effetti ulteriori oltre a quello di produrre carta da riciclare. Eppure a tanta gente va molto bene: chi evade le tasse, chi truffa, ruba e si fa corrompere, chi produce armi, le banche, le assicurazioni, chi fa “politica”, chi sfrutta la forza lavoro di povericristi precari e sottopagati, chi scatena guerre per avidità e sete di potere, chi vive succhiando il sangue di altri (caporalato, schiavismo, sfruttamento della prostituzione, scafisti, grandi “prenditori”): ecco, queste sono tutte categorie di veri e propri figli di buona donna a cui il 2024 ha sorriso, mentre altri sullo sfondo facevano e fanno la fame. Sono persone che vivono nel lusso proprio perché molti altri vivono di stenti e muoiono tra atroci sofferenze. Ma difficile che lo scrivano, a parte qualche montato che su Insta posta foto di vacanze da sogno, rolex e auto di lusso, con contorno di mignottone d’alto bordo: i veri vampiri stanno coperti, se la godono, e sotto sotto la notte, se non è il rimorso a non farli dormire (impossibile provare rimorsi se non si ha una coscienza), è la sottile ma sempre presente paura che un giorno d’improvviso tutto cambi, che lo schiavo si ribelli e nel sangue lo spedisca all’inferno, dove un posto sicuro già lo attende. Perché solo il giusto dorme sereno. 

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venerdì 29 novembre 2024

Mantenuto e incapace


Da alcuni anni non riesco a trovare scarpe (tipo stivaletti con fascia elastica laterale) che non imbarchino acqua dopo un inverno, pur pagandoli anche 60 euro.  La verità è che producete prodotti che fanno schif0. La verità è che fate schif0.
Mi imbatto su Youtube in tutorial che insegnano a fare le cose più diverse. Molti sono però fatti male, non si capisce niente, son troppo veloci o saltano passaggi. Ci vorrebbe un tutorial su come fare un buon tutorial.
13mila euro al mese per fare post idioti con la sua faccia che gode per notizie che spesso si inventa, stravolge o gonfia. Da 30 anni lo manteniamo. E’ un politico (si fa per dire) non inutile, peggio: dannoso e molesto. Se deve mettere una parola, è per dividere, seminare odio e zizzania. Cambia idea ogni tot mesi sugli stessi argomenti. Ciò nonostante, non ha mai avuto un’idea anche basica ma che fosse valida. E’ arrogante e nulla sa. Non gli affiderei nemmeno la gestione del mio cassetto di biancheria intima. Sì, è lui, quello che non ha mai lavorato.
I fascisti non sanno governare e schiac -ciano la tes- ta alla povera gente, lustrando con la lingua il deretano a ricchi e potenti. 
La stessa cosa che fa la finta sinistra, quella che per esempio vota nove volte su dieci con la destra, in Italia e in Europa, e poi demolisce i diritti dei lavoratori, si oppone a reddito di cittadinanza e salario minimo,  arma macellai e finanzia fabbricanti di morte. Ma c’è una differenza: a destra sono più ridicoli.
Non concepisco una vita degna di essere vissuta senza scrivere e leggere, a meno che tu non sia un’ameba.
I luridi signori della guerra americani ed europei adesso si occuperanno della ricostruzione di quel che le loro armi hanno distrutto (vite di migliaia di innocenti escluse).
Se non percepite l’abissale differenza tra i partiti che negli ultimi 40 anni, da posizioni di governo e di opposizione, ci hanno portato alla rovina, e i 5s, avete un problema serissimo.
Mai visto re abdicare volontariamente, privilegiati rinunciare ai privilegi, merdoni diventare samaritani, senza un passaggio vio -lento.
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giovedì 22 agosto 2024

Elogio del cane al contrario

Il cane sarà anche il miglior amico dell’uomo, ok (ma il cavallo? E il bue? La mucca? L’asino? Pensateci bene, pensate all’utilità per l’uomo nella storia), ma è il più acuto? Sì? Allora perché tutti i giorni quando arriva lo stesso postino che fa le stesse cose, o il corriere, o lo spazzino, salta, ringhia, si dimena, scanaglia, mostra i denti e la gola fino all’intestino, gratta sui cancelli, corre di qua e di là, vorrebbe ammazzarlo, etc? Per tenersi in forma? No. Sta facendo le feste? No. Perché è fedele (per istinto, quindi poco merito) e vivendo con noi alla lunga ci assomiglia e si adatta e sa farci compagnia e darci amore (quello che ci dà e quello che ci inventiamo, è normale), ma non brilla sempre per acume, fidatevi. Specie quelli piccoli come topi di fogna cresciuti bene. 

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sabato 28 ottobre 2023

Anche loro sono increduli

ll modo in cui trattate cani e gatti vi qualifica.
A volte come persone violente, perché chi fa del mal3 a un animale è un essere schifoso e può facilmente farne a un essere umano.
Ma molto spesso vi qualifica come idioti, perché trattate i cani e i gatti come persone e questo è segno di malattia.

Trattare bene un animale non vuole dire che un cane è un figlio, né che va trattato come una persona. 
Sono due cose diverse.
La prima è tpica delle persone perbene, che amano gli animali e ne gradiscono la compagnia e l’aiuto.
La seconda è tipica dei disturbati.
E, ahimè, questa seconda categoria è quella prevalente in Italia.
Chissà perché un figlio è sempre un barboncino e mai un ragno peloso largo trenta centimetri o un topo, eh?

Gli stessi cani e gatti non si spiegano questa cosa: li vedi, sono increduli. Non si capacitano del fatto che gli uomini insistano a trattarli come bambini (a volte meglio) né credono al fatto che la loro nerda sia raccolta dai padroni: ma stanno zitti, perché non vogliono rompere questo incantesimo che li fa razza padrona. Qualsiasi alieno dopo poche ore di osservazioni deciderebbe di trattare coi cani e coi gatti per questione inerenti alla Terra...

L’unico inconveniente che hanno cani e gatti, se vogliamo dirla tutta, è quando decidete di castrarli... O quando impedite a due cani che si incontrano per strada di socializzare o impedite al vostro cane, durante la passeggiata (che dovrebbe essere pensata per lui) di annusare dove preferisce, e lo tirate via in malo modo con la catena che siete soliti mettergli al collo. Un cane incontra una cagna e vorrebbe ingropparsela seduta stante, senza tante balle, ma deve rinunciare: non è vita... Per il resto, vivono da re.

Ora dovrei parlare dei milioni di euro che si spendono per i quadrupedi e dei bimbi che muoiono di fame (1 ogni 5 secondi): ma son cose che sotto sotto sapete... Se dovete aiutare un migrante, gli suggerite di tornare a casa; per un cane date via un rene.
Ripeto: questo non è voler bene a un cane. Questo è non essere stato presente il giorno in cui distribuivano i neuroni. 

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lunedì 24 luglio 2023

Clima impossibile

Questo è un clima anti uomo.
Fra non molto questo pianeta sarà inospitale per noi.
Questo clima non permette di vivere, rende sofferte le giornate e spesso le notti, tira al limite la nostra mente e il nostro corpo, ci rende apatici o nervosissimi, ci uccide (60 mila morti l’anno nella sola Europa per il caldo). Non è arrivare a sera, è trascinarsi di giorno in giorno. 
I colpevoli di questa situazione, ormai grave e per come la vedo io irrimediabile, sono i ricchi. Già alcuni decenni fa gli studiosi mettevano in guardia e prevedevano effetti che oggi sono prassi. I ricchi e gli idioti che spargono menzogne e oscurano il lavoro degli scienziati, aiutati da media che cavalcano l’ignoranza e sono complici di chi per far profitto ha devastato l’ambiente in cui viviamo. I ricchi e i politici, che dei primi sono sempre servi ben remunerati.
La casa del ricco non crolla, tranquilli. E se crolla, ne ha altre cento.
Il ricco non soffre il caldo, condiziona l’aria, ha piscine, vive in una bolla.
Il ricco non sta pagando le conseguenze della sua miope e lurida avidità, e della corruzone che infetta il suo cuore. 
A pagare è sempre la povera gente.
Fino a quando questo pianeta ci sputerà fuori, come zecche, tutti, poveri e ricchi, innocenti e luridi colpevoli. 

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venerdì 2 giugno 2023

Il solito refrain


Confesso che sorrido sempre un po’ quando, in occasione di un femminicidio (mi adeguo alla maggioranza), sento dire che gli uomini andrebbero educati diversamente. Per non parlare della violenza omofoba, di cui ci scordiamo più volentieri. Mi vengono sempre in mente due o tre cose: 1) perché, adesso sono educati in qualche modo? 2) non è un problema di educazione degli uomini, è un problema ben più generale 3) non andrebbe educato diversamente anche chi uccide un uomo o un bambino, più persone o un animale? E chi ruba o distrugge l’ambiente naturale? 
Dire sempre questa frase annoia e, quel che più conta, non risolve nulla. Dà sempre l’idea dell’indignazione automatica, che scatta, fa la sua fiammata, dice le solite cose e poi passa. E tutto resta come prima, perché nessuno fa nulla e perché non son cose che si risolvono in due mesi o in due anni.
Non penso che gli uomini oggi vengano educati peggio o meglio delle donne. Il punto è che tutti vengono educati poco e male, di sfuggita, da genitori perlopiù inadatti al ruolo e magari a loro volta frutto di educazioni rabberciate, da una scuola che ormai non esiste quasi più sia nella sua funzione formativa che in quella educativa, da una tv e da altri media (i social) che hanno preso il posto di famiglia e scuola e fanno danni ciclopici.
Viviamo in una società in cui regna l’ingiustizia, di tutti i tipi; la disonestà; l’importanza dell’apparire; i valori futili come la fama e il denaro; la cattiveria. Una società in cui ognuno si fa gli affari suoi e cerca di arraffare quanto più può, calpestando gli altri, se necessario. In cui non vi è rispetto per la vita umana in genere (poveri, migranti, malati, vecchi), anzi disprezzo assoluto per persone, animali e cose: perché quindi vi dovrebbe essere rispetto per una donna? Pensate davvero che facendo frequentare un corso di educazione sentimentale di trenta ore ai maschietti di quindici anni il mondo cambierebbe? Non diciamo eresie. In primaria tutti i bambini sono per la pace, per l’ambiente pulito, per la lotta alla fame nel mondo; tutti i bambini sono contro il razzismo e fanno bei disegni e bei temi. Tutti. Poi a quindici o sedici anni cominciano a comportarsi da adulti indegni e molti finiscono per diventare pessimi cittadini, esseri umani indegni, e per votare per partiti e politici indegni e portatori di idee disumane. Come mai?
Punto primo, non cambi il mondo con due misure e in due anni: sono processi complessi e di lungo periodo, incompatibili con la deriva che ci spinge da anni. La scuola è massacrata da decenni, poiché lo scopo è formare operai con salari da fame; la politica è il regno dei corrotti e non pensa al bene comune; la tv (concentrata nelle mani di pochi e al serviio esclusivo degli interessi di questi) non educa né forma , e non informa: sparge falsità e veleno nel cuore dei nostri giovani; non vi sono più esempi positivi, anzi il contrario: oggi fa strada chi peggio agisce. E’ una società malata, come può far crescere individui sani e retti? Giusto per via di qualche eccezione...
Quindi si stava meglio una volta? Io dico di no. Semplicemente, era diverso. E di certo il mondo, nei secoli passati, non era meno violento o ingiusto. Una volta la donna era schiava del marito, e non vi era la possibilità del divorzio; nel rapporto a due un soggetto era il più forte e aveva più potere, anche sociale, e la cosa non era minimamente in discussione; per non parlare del delitto d’onore, dei matrimoni combinati (che in alcune culture sono la regola anche oggi), delle mille disparità di trattamento. Oggi le donne si stanno prendendo la rivincita e, essendo ahimè anch’esse dei semplici esseri umani, sbagliano quanto e come gli uomini, ma questo non basta a spiegare o a risolvere le cose. E’ solo cambiato un po’ l’equilibrio delle forze, ma l’ignoranza e la cattiveria che una volta informavano i rapporti umani ci sono anche oggi, con la differenza che allora magari schiavizzavi e discriminavi, oggi se non ti garba come vanno le cose uccidi. E’ una reazione diversa, ma sempre bestiale, e frutto sempre di educazioni sbagliate e di individui indegni. Sono cambiate le cose? Sì. Sono migliorate o sono peggiorate? Io non vedo progressi o grandi peggioramenti.
Quindi non è possibile fare nulla? No, qualcosa si può fare. Come si potrebbe fare qualcosa per impedire che nonostante ogni anno si producano sul nostro pianeta alimenti per 12 miliardi di persone, una fetta considerevole dell’umanità (che in tutto è 8 miliardi) muoia di fame; o per impedire che vi siano guerre, catasfrofi ambientali, ingiustizie. Ma secondo voi si fa qualcosa? Forse sì... E’ abbastanza? Assolutamente no. Cambiano le cose? Ma quando mai? E vorreste cambiare voi le cose educando “meglio” gli uomini? Ma per favore....
Ci vuole la volontà di cambiare; questa volontà deve essere di molti, se non di tutti, e soprattutto di chi ha in mano le leve del potere; e ci vogliono fatti concreti, e piani coerenti e congrui e di lungo periodo.
Non puoi toccare Caino, giusto? E Caino deve essere rieducato (la pena è rieducativa), e ha diritto a attenuanti, infermità o semi-infermità mentale, sconti di pena. E anche l’ergastolo è disumano, quindi poi, dopo aver ucciso senza motivo una donna, o un uomo, il nostro eroe, condannato a 16 anni, esce dopo averni scontati 9 o 10, e ha un lavoro e una nuova vita. La pena deve avere una funzione rieducativa, certo, ma anche punitiva e deterrente: secondo voi la fine che fanno gli omicidi spaventa qualcuno? L’uomo è una bestia, spesso non uccide anche per paura delle conseguenze, è triste dirlo ma è così. Ma di quali conseguenze parliamo? Ci sono terroristi con decine di morti  sulla coscienza che oggi scrivono libri, fanno conferenza, vanno in tv, guadagnano...
Quindi ci vuole una scuola diversa, che non mandi i sedicenni a morire in fabbrica con l’alternanza scuola-lavoro; che formi in maniera completa e adeguata uomini e cittadini; che premi chi si impegna e penalizzi chi non si impegna; oggi essere bocciati in primaria è impossibile, in secondaria proibitivo; oggi non si danno i voti per non turbare gli alunni; non si comunica la classifica nei tornei sportivi dei piccoli per non istillare la competività (eh???), oggi si tollera tutto, quanto a disciplina, e i maestri sono spesso inadeguati, sempre mal pagati e sempre senza alcun potere, quindi di fatto quasi impossibilitati a svolgere un ruolo fattivo. Una scuola, certo, in cui si insegna più educazione civica e sentimentale e meno altre materie meno importanti o addirittura dannose; in cui vi è più disciplina e rispetto, delle regole e del prossimo. Un mondo diverso, in cui l’onestà e la solidarietà sono incentivate e premiate, e i comportamenti violenti e asociali puniti con ferocia. Un mondo in cui chi ruba soldi pubblici o deturpa l’ambiente e le cose di tutti  diventa un emarginato e viene messo all’indice e in cui chi uccide, e non vi è traccia di uno straccio di ragione (ammesso che vi possa essere una ragione -ma in alcuni casi si può intravedere), paga col bene che ha tolto, non con dieci anni di galera quando gli va male. E che galera, poi? Privazione della libertà e rieducazione? No, inferni sulla terra, cinque in cella, soprusi di ogni tipo, scarsa igiene, etc.
In qualsiasi agglomerato umano (famiglia, associazione, azienda, comunità di vario tipo, società nel suo complesso) se non vi sono uguaglianza, giustizia, rispetto, meritocrazia, empatia, poche regole e chiare e uguali per tutti e punizioni feroci in caso di violazione delle stesse, non vi è futuro.
Allora quando apprendiamo di un barbaro omicidio o femmincidio, o di guerre insulse, ingiustizia feroci, disuguaglianze sanguinose, dobbiamo fare spallucce? No di certo. Ma questa indignazione a comando che dopo poco sfuma mi ha stufato assai. Nella nostra vita siamo all’altezza dell’indignazione che manifestiamo ogni volta che succede un fattaccio di quelli citati?
Non basta educare i propri figli ai giusti valori e al rispetto della vita umana, se poi la società in cui crescono è come quella di oggi: è come cercare di svuotare il mare con un secchiello.
Ecco perché dico che non cambierà mai nulla.
Ecco perché quando accadono fatti come quelli di cui si discute in questi giorni non mi stupisco e non mi indigno più: non credo che l’umanità nel suo complesso possa farcela, a salvarsi dai suoi tragici difetti.
Cerco di fare il meglio, certo, in tutto. Ma so che non cambierò il mondo. Non ho più l’età per illudermi.


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mercoledì 24 maggio 2023

Siamo parvenze di uomini


 
 
 
Abbiamo perso la capacità di leggere nell'altro.
L'uomo primitivo o antico ci riusciva meglio: allora non vi erano tutte le sovrastrutture che oggi sostanziano la nostra ricca ma a ben vedere miserrima esistenza, e tutte le distrazioni e futilità che occupano buona parte delle nostre giornate avidamente consumando energie altrimenti impiegabili.
Al giorno d'oggi molte funzioni che un tempo dovevamo espletare noi vengono svolte per noi dalla tecnologia o favorite dal livello avanzato di organizzazione della società; inoltre a quei tempi era davvero una continua lotta per la sopravvivenza, dalla necessità quotidiana di procacciarsi del cibo senza rimanere vittima della preda o di competitori, alla necessità di evitare rischi di ogni genere (bestie per le quali l'uomo era possibile preda, malattie, burroni, fulmini, rivali per le più svariate ragioni, da quelle di predominio territoriale a quelle legate al possesso di una do-nna o di attrezzature e bestiame, ecc.). Ecco che quindi i nostri sensi erano notevolmente acuiti e davvero svolgevano un ruolo fondamentale per la sopravvivenza: un errore avrebbe potuto rivelarsi fatale. La stessa paura, un meccanismo utilissimo per salvare la pelle, oggi è vista solo come sinonimo di codardia e non come apparecchio "salvavita".
Oggi siamo delle parvenze di esseri umani. La forza fisica non è più necessaria per nulla, se non per svolgere lavori faticosi (che dovrebbero essere svolti proficuamente da macchine, se solo il progresso tecnologico fosse stato impiegato per migliorare la vita della popolazione e non, e in maniera spesso scandalosa, il tenore di vita di alcuni suoi membri): non serve per procacciarsi il cibo (è sugli scaffali dei supermercati o imbustato in sporte degradabili come la nostra umanità da solerti commessi, spesso addirittura recapitato -non di rado assieme a inutilità chiamate gadget tecnologici- al nostro domicilio da fattorini che per due lire attraversano il traffico della città con qualunque condizione meteo su trabiccoli insicuri), né per competere con rivali per qualsivoglia conquista (contano di più l'astuzia, i mezzi virtuali, il potere e il denaro); di fatto in palestra ci andiamo solo per salvaguardare la salute, altrimenti minata da un'eccessiva sedentarietà sconosciuta ai nostri antenati o per primeggiare con corpi scolpiti e poi, se del caso, opportunamente abbronzati e tatuati in punti strategici che lasceremo scoperti con studiate scelte di abbigliamento.
Né dobbiamo cacciare animali nella foresta per procurarci di che coprire il nostro corpo proteggendolo dal freddo e dagli agenti atmosferici o far legna per affrontare l'inverno (troviamo quanto serve già pronto nei negozi).
Oggi anche con un corpo poco robusto, poco prestante o addirittura denutrito o flaccido o obeso possiamo vivere egregiamente ed eventualmente proteggerci (anche se non oltre una certa misura) dalle conseguenze negative in termini di salute da una gestione scorretta della nostra attività fisica e della nostra alimentazione.
Oggi la differenza la fa la ricchezza materiale, un tempo la facevano la forza fisica e la capacità di procurarsi riparo e cibo: puoi vivere nel comfort più soddisfacente senza essere in grado di procurati direttamente nulla di quello che possiedi: è sufficiente acquistarlo.
La capacità di leggere nell'altro, dicevamo.
Oggi non riusciamo più a cogliere le sfumature dell'anima di chi ci sta di fronte, anche quando queste più che sfumature sono tratti marcati e difficilmente ignorabili, persi come siamo in pensieri che gravano come macigni sulla nostra misera vita sfiancata da disturbi evitabili (e che quindi ci rendono incapaci di interessarci di chi ci sta di fronte, incapaci o non interessati a farlo) o persi in pensieri e attività superflue e inutili che però attraggono tutta la nostra attenzione nei confronti del mondo esterno. Gli altri sono percepiti (o per estrema necessità -e si sa, l'estremo bisogno rende l'uomo insensibile ed ancora più egoista, quando non pericoloso- o per estrema superficialità) come un mezzo per ottenere qualcosa che ci serve per vivere o per soddisfare i nostri bisogni indotti e futili, o per evitare noie e pericoli, non come essere umano a sé stante e degno di attenzione e rispetto.
Voi direte: ma anche in epoche lontane la vita era gravata da macigni pesantissimi, per esempio quello di doversi davvero guadagnare la vita giorno dopo giorno, salvandosi nel contempo da tutta una serie di minacce letali, e anche quello di doversi garantire la protezione di qualcuno per cautelarsi dai soprusi dalle possibili azioni malevole di molti. Vero, ma allora l'uomo aveva la possibilità di affrontare questi macigni e di risolvere i problemi della sua esistenza, oggi è ingabbiato, molto spesso, in un sistema, che lo emargina e lo rende di fatto non solo invisibile ma anche incapace di emergere, di riscattarsi, di "farcela", perlomeno a vivere con dignità. Un tempo era possibile raggiungere uno stato di pienezza interiore e di comunione con gli altri e con l'ambiente, pur all'interno della cornice di una vita non del tutto libera e non assistita da quei diritti che oggi definiamo naturali; oggi sempre meno.
Non riusciamo più a capire se abbiamo di fronte un uomo disperato o sereno. Chiediamo "come va" all'amico, al conoscente che incrociamo (spesso nostro malgrado) per strada, e sotto sotto speriamo che risponda che "va tutto bene", o che "si va avanti anche perché indietro non si può", perché in caso contrario saremo costretti, in una certa misura, a chiedere le ragioni di una risposta così negativa e quel che è peggio a restare ad ascoltarla, fingendo partecipazione emotiva. Non solo non ci interessa sapere o intuire cosa pensa e cosa prova l'altro (perché siamo schiavi impegnati a salvarci la pelle o perché siamo esseri superficiali e viziati che non devono guadagnarsi la vita spaccandosi la schiena), ma spesso nemmeno ci interessa sapere se l'altro è malato o ha problemi gravi: esistiamo solo noi, gli altri sono puri mezzi, al pari di un'auto o di un cestino per la spazzatura.
Ma anche supponendo che qualcuno di noi, avendo serbato una residua dose di umanità, si interessi davvero a quello che accade intorno a sé e non solo in funzione di un possibile vantaggio o eliminazione di uno svantaggio, la capacità di capirsi è nel corso dei secoli scemata sempre più.
Ci sono persone disperate, in giro. Ci parli e non traspare nulla. La conversazione segue i canoni standard di un normale scambio di convenevoli tipico di quest'epoca. La persona ti sembra magari un po' triste ma potrebbe essere pure di carattere riservato, oppure angosciata da qualche incombenza pratica di poco conto o con una particolare fretta dettata dal frenetico ritmo della vita moderna. E invece è disperata, totalmente. Si aggira fra di noi e sembra come noi, ma è un morto che cammina. Potrebbe essere capace di azioni estreme, compresa quella di abbandonarsi. In ogni caso dà risposte formalmente corrette ma vuote alle tue domande di plastica: solo che le tue sono così perché sei insensibile e emotivamente inadeguato, le sue sono vuote perché la disperazione lo ha consumato e lo sta portando alla rovina: vorrebbe urlare, spaccare qualcosa o qualcuno, ma non lo fa, per abitudine, per una residua forma di rispetto della proprietà privata e dell’incolumità altrui, o forse non lo fa ancora. Non è più padrone della sua vita, ne è schiavo. Lentamente, si riduce fino a sparire il suo interesse per qualsiasi cosa, tutto gli appare inutile, grigio, vuoto di senso. Non fa più quasi nulla, non vede nessuno, non si interessa a niente, vegeta. L’esistenza diventa una pena continua e intollerabile, lo scorrere delle ore è veloce e straniante ma anche così lento da risultare una tortura insopportabile. I ricordi sono lame conficcate nel cuore, il futuro non esiste, il presente è una pesante croce da portare. Questo non accade a chi ha un problema di salute (mentale), non stiamo parlando di questo; accade a chi viene triturato da un sistema disumano che premia pochi senza merito per massa -crare i molti, che ti spossessa della tua vita, che ti rende impossibile soddisfare anche le più elementari esigenze, figurarsi qualche legittimo e moderato desiderio. E’ un meccanismo automatico e autorigenerante che nella sua avanzata fa cadere molti, che vengono semplicemente prima ignorati poi scartati dalla società, da quelli che godono e si sollazzano succhiando il sangue dalle vene della massa, a quelli che schiavi inconsapevoli o consapevoli strisciano ancora la catena per terra ma riescono tutto sommato a proseguire, fino a quelli come te che ormai non pensi altro che a te stesso, alla tua vita, ai tuoi problemi spesso di poco conto.
E così, persi e abbandonati, costretti a interagire con automi di carne e ossa che invece paiono ancora trarre profitto dal meccanismo disumano di cui sono rotelle più o meno grandi e importanti o che, sapendo di essere infimi ingranaggi, non possono comunque distogliere lo sguardo dalla strada, alla pari di animali da soma coi paraocchi, queste persone svuotate vagano per le strade, sono fra di noi, in mezzo a noi. Spesso sono persone che vediamo ogni giorno, o addirittura frequentiamo di quando in quando; un conoscente, un vicino, un parente. Non lo sospetteremmo mai e quando poi accade il fatto brutto o irreparabile siamo sinceramente stupiti (ma la sincerità non allieva la nostra inemendabile colpa).
Siamo essere poveri e meschini, animali da fatica e trattiamo gli altri come se fossero invisibili, o semplice strumenti per il nostro benessere. Quello che conta è il qui e l’ora; l’io. Il resto, se non utile, non conta.
E quando un giorno dovessimo fare noi quella fine, forse capiremmo.
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(img: from borgenproject)
 
 
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domenica 16 aprile 2023

Fatelo ogni tanto un giretto in un discount

Andare al discount ogni tanto vi farebbe capire come sta davvero questo Paese. Al discount lo vedi dalle facce, come sta. E molti spendono dai 5 ai 20 euro, e calibrano ogni prodotto, e per pagare non tirano fuori pezzi da 100.

Lo vedi dalle facce che aria tira. E da come la gente è vestita. Perfino da come si muove: è lenta, impacciata. Dà fastidio, anche perché gli spazi sono stretti. E’ insofferente, ma taciturna. E’ stanca. Senza luce negli occhi.
A capo chino. 
Lo capisci dal silenzio. Nessuna musica di sottofondo, solo qualche annuncio di servizio, e i clienti che non parlano quasi, e se lo fanno bisbigliano.
Anche i bimbi, perlomeno quello sopra i sei anni, sono più tranquilli del normale.
C’è rassegnazione sommessa.
Si devono fare i salti mortali anche per mettere qualcosa sotto i denti, ditemi se è vita. 

Non sei in un grande supermercato, non sei in un tempio del consumismo, in una di quelle grandi cattedrali tutte luci e musica in cui ogni giorno si officia il laido rito del consumo. Sei in un magazzino a caccia di qualcosa per sfamare te e i tuoi figli, in cerca di un paio di scarpe o di una felpa da 9 euro e 99. Non sei spensierato e felice come al centro commerciale, sei stravolto o disperato, e sai già che uscirai insoddisfatto. E a volte compri prosciutto che dal colore pare avere i minuti contati, e pizze surgelate dalle marche mai sentite che prima di infornarle ti fai il segno della croce, e bevande ignote dai nomi ricchi di consonanti, e attrezzi o vestiario che ti chiedi se valga la pena e sai bene che probabilmente non la vale ma il doppio in tasca non ce l’hai sicché se ti serve proprio lo compri, al massimo ti durerà meno... 
Mentre alcuni hanno l’oro anche fra le chiappe, e in bocca, sempre se li ipotizziamo distinguibili con agio.

E’ un Paese alla deriva economica e morale, da decenni. Ci governano buffoni e corrotti, il diritto è un carnevale, il sopruso la regola, il privilegio uno schiaff0 sulla faccia dei molti che sono alla cate -na. 
Nessuno si ribella perché siamo immigrati quindi cittadini di serie B, o vecchi, o malati, o stanchi e disillusi. 
E così non rotolano le te -ste che meriterebbe di rotolare tra rivoli di sangue, e la forbice tra chi vive una vita di lusso e chi marcisce nel fango si allarga ogni giorno di più. 

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sabato 11 marzo 2023

Riflessioni di scafista


Mi metto nei panni di uno scafista e tremo. Sono una brutta persona, pessima. Per denaro sfrutto la disperazione della povera gente, e spesso li mando pure all’inferno, solo per avidità e cattiveria. Non me ne frega niente da dove arrivano e dove vogliono andare, basta che paghino. Non mi interessa se sono uomini o donne, giovani o vecchi, sani o malati, bambini o adulti. Non mi interessa se fuggono dalla fame o dalla guerra, se sono perseguitati, se hanno subito torture. Non mi interessa neppure se arriveranno a destinazione sani e salvi (non facile, con le mie bagnarole). Una volta che ho incassato, io sono tranquillo, e spesso nemmeno li accompagno (son mica matto).
Ma al mondo di brutte persone ce ne sono tante: ai vertici (politici, bancari, finanziari) ci sono figuri in giacca e cravatta, e non vestiti di stracci come me, che condannano molte più persone di me ogni giorno, e con un clic. E che fanno profitti immensi, non le somme sia pur cospicue che io devo cercare di mettere insieme faticando sul campo e rischiando di persona (almeno questo me lo riconoscerete, spero).
Tuttavia non nego di essere un verme, un essere assolutamente schifoso.
Anche se io sfrutto disperati e poveracci che altri hanno creato. Lo so, potrei aiutarli, invece di affossarli; o fare il giardiniere, invece che quello che li manda su zattere per somme assurde e spesso li condanna. Ma ve l’ho detto che sono un verme, no?
Prima, a fare questo “lavoro”, rischiavo trent’anni in Italia, se acchiappato: è dura prendermi, so come muovermi, non ce l’ho scritto in faccia di essere scafista e chi bruta-lizz0 e taglie-ggi0 non testimonia contro di me, perché essendo indagato per immigrazione clandestina (ah, il mondo quanto mi fa ridere) può legalmente mentire (ah, l’Italia e la sua legislazione), e quindi non farà mai il mio nome per non rischiare, ehm... ritorsioni (sono vendicativo).
Adesso, dopo la stretta fascist@, rischio... trent’anni, come prima. Ma hanno detto che le cose cambieranno con un tono così feroce... poco importa che nulla cambi, di fatto.
Una cosa però non mi lascia dormire la notte, da due giorni: dove mi nasconderò, se questi hanno davvero intenzione di stanarmi cercando in tutto il “globo terracqueo”?
Ahahahahahahahah.
Che Paese assurdo, l’Italia.
Ciao, alla prossima. 

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martedì 7 marzo 2023

La Festa della Donna





Se non la festeggi, sei un essere insensibile, gretto, grezzo. Un maschio dei peggiori. Un potenziale padre padrone e marito padrone. Un immondo essere di sesso non femminile. Meriteresti il confino. Bleahh...

Se invece la festeggi sei un essere insensibile, gretto, grezzo. Un maschio dei peggiori. Un potenziale padre padrone e marito padrone. Un immondo essere di sesso non femminile. Meriteresti il confino. Bleahh...

Perché nel primo caso ignori il significato della ricorrenza (non banale) e dimostri di non rispettare la Donna.
E nel secondo caso fai il paraculo, ti fai i cavoli tuoi e tratti male le donne tutto l’anno e poi pensi di rimediare l’otto di marzo con un penoso mazzettino di mimosa da tre euro ché sono pure allergica e dovresti saperlo, vedi che non mi conosci e non t’importa di me? torno da mia madre!

Maschi, non se ne esce.
Consiglio di fingere un attacco cardiaco, funziona sempre.
Se non sapete fingere un malanno, dite che siete stati rapiti da una navicella spaziale e che gli alieni (verdi con due antenne, mi raccomando) vi hanno rilasciato dopo dieci ore di esperimenti medici che vi hanno devastato nel fisico e nel morale. 


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martedì 28 febbraio 2023

I gatti e la difficile arte di attraversare la strada


Ho sempre pensato che i gatti fossero sc3mi (oltre che egoisti, individualisti, asociali -insomma, come noi): dopo secoli di strade con carrozze, auto e ancor prima cavalli, attraversano ancora a caso, di fatto venendo spesso schiacci@ti o comunque fracass@ti.
Ho cambiato però idea, di recente,  sul fatto che attraversano a caso, correndo come pazzi, senza “guardare”.
Me l’ha fatta cambiare la frequenza con cui rischio di schiacciarne in strade molto poco frequentate: possibile attraversino così spesso quando passo io, se su quelle strade non passa nessuno per minuti e minuti?
Ho una nuova teoria.
Lo fanno essenzialmente (di passare di corsa a caso, senza guardare, tentando la sorte) per due motivi:
1) suicidio (il tasso dei suicidi è alto fra gli umani, perché dovrebbe essere basso fra i gatti che hanno una vita che manderebbe ai pazzi chiunque e che comunque hanno a che fare con gli umani?)
2) voglia di divertirsi, di provare un brivido per rompere la grigia monotonia della loro vita, di scommettere (tipo gli adolescenti sciroccati che si stendono sui bin@ri per noia o per farsi un tiktok o che impennano col motorino davanti a una manza per mancanza di neuroni e sovrabbondanza di ormoni).
Questa teoria mi pare più aderente alla realtà della precedente (“son sc3mi perché non hanno ancora imparato un’arte tutto sommato non difficile) ed è confermata dal fatto che alcuni gatti (pochi, eh) prima di attraversare “guardano”, non so se li avete mai notati.

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domenica 26 febbraio 2023

Meno ipocrisia



Meno ipocrisia.
Guardare non visti piace a tutti.
Essere visti a quasi tutti (sotto sotto, a tutti).
Essere lodati (anche senza motivo, per esempio come sei dimagrito In realtà hai preso 3 kg) piace a tutti.
Aiutare fa stare meglio anche chi aiuta.
Spettegolare è bello.
Fare il (finto) moralista aiuta a sentirsi meglio.


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Cutro è colpa nostra


La tragedia di Cutro (decine di morti fra cui moltissimi bambini) non rovina la nostra domenica: ravioli dovevavno essere e ravioli sono stati, chi aveva da fare qualcosa (una giratina fuori porta, una partita a carte, un po’ di s3sso) l’ha fatto, domani sarà un lunedì dei soliti, in attesa del venerdì per chi un lavoro (magari sottopagato) ce l’ha e anche per chi naviga nei quattrini e ciò nonostante si comporta da sanguisiga asociale. Il telegiornale, a chi ancora accende la tv a pranzo, ha cercato di rovinare la giornata ma relativamente, basta ignorare o premere off. Il Mediterraneo è un cimitero, i suoi fondali sono piastrellati da migliaia e migliaia di corpi di innocenti, che in questi anni hanno visto finire i loro miseri giorni in fondo a un mare (il mare nostro) che hanno affrontato su mezzi di fortuna, dopo aver pagato cifre indegne e aver subito torture disumane, per cercare con la forza della disperazione di dare a se stessi e ai loro cari una vita migliore.

La colpa del naufragio di oggi, e di tutti gli altri, non è degli scafisti (persone avide e indegne ci sono sempre state), né della fatalità (chi affronta il mare su mezzi di fortuna va incontro a rischi alti), o per lo meno queste sono solo concause. La colpa è precisamente delle strategie che l’Italia e l’Europa, tranne brevissime eccezioni subito abortite, seguono da decenni quanto al tema delle migrazioni. La colpa è di queste politiche miopi, razziste, egoiste, indegne, @ss@ssine. La colpa è di chi pensa di appartenere a una r@z-z@ superiore, di chi si crede migliore degli altri, di chi erige muri anziché costruire ponti, di chi si chiude in casa proteggendo i suoi aver spesso ottenuti con l’inganno e la truffa, anziché scendere in strada e porgere la mano a chi disperato non ha nulla e fugge dal nulla o dal male. 
E quindi la colpa è di tutti noi, o meglio di chi vota persone indegne a rappresentarci, di chi li rivota anche quando hanno mostrato al mondo che sono solo volgari truffatori e persone dall’anima marcia, di chi anziché raccontare la verità su giornali e in tv offre versioni di comodo per servilismo o dietro compensi o favori, tradendo la sua missione e il popolo; di chi, fra di noi, anche nel suo piccolo, nella sua vita, giorno dopo giorno, si comporta da avido maiale egoista e non da essere umano degno di questo nome.

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sabato 4 febbraio 2023

Vari modi per resistere a quella cosa che siamo soliti chiamare vita


(Se vi riconoscete in uno di questi profili, ahia)
 
 
C’è chi si butta sulla religione e non si perde un rito, oltre ad ammonire col ditino i cento peccatori che incontra ogni dì (siamo tutti peccatori, effettivi o in potenza o, al massimo, mancati).
C’è chi si dà al collezionismo: tappi di bottiglia, francobolli, vaccatine magnetiche per il frigo, farfalle (sempre utili per rimorchiare), mutandine stese ad asciugare (ehi, è furto!), stampe antiche, etc.
C’è chi si gonfia di serie tv consumando divani, divorando cibo spazzatura e sfiancando la bilancia.
C’è chi prende la deriva salutista: veganesimo, dieta stretta, palestra, corsetta, erbe e tisane, estratti e concentrati, semi e germogli, sveglia all’alba, yoga e meditazione.
C’è chi si incattivisce, dubita di tutti, diffida di ogni cosa, accumula odi0 e rabbia, si crede perseguitato e perseguito, vede ovunque complotti e trame oscure, diventa asociale.
C’è chi si butta sui porn0 e ci passa ore e ore, oggi non è come una volta che dovevi andare all’edicola della città vicina e chiedere il Sole 24 ore, Casaviva, Internazionale, Ricami & Uncinetto e... ma sì, dai, mi dia anche, già che ci siamo, “Orgasm0 plurimo”.. ah , è finito? Allora va bene “Calde liceali”, e puntualmente al ritorno incontravi lo zio o i vicini in libera uscita che ti chiedevano cosa hai comprato di bello? Sempre a leggere, eh, tu, diventerai un genio! (Che poi non era del tutto falso, dato che per far uscire il genio occorre sfregare la lampada e tu qualcosa, comunque, sfregavi con assiduità...); oggi con 20 euro di adsl al mese hai accesso a centinaia di video interessanti, e l’unico problema è l’attrito e le spese in creme e unguenti, oltre a certe conseguenze sulla muscolatura e a livello di indolenzimenti vari.
C’è chi si dà al bricolage: pur di non star fermo, ripara anche il funzionante e rivernicia l’infisso in buono stato, e ha sempre quell’entusiasmo eccessivo che la mattina urta i nervi e la sera manda ai pazzi chi gli sta vicino.
C’è chi cade in depressione, ha sempre la faccia pallida e lunga, il capello unto e spiegazzato, vive in pigiama o con la classica tutina da casa (grigio chiaro è il colore d’ordinanza del depresso), non si alza dal letto la mattina (e perché alzarsi?), ciondola, vegeta, ammuffisce, si fa straziare da pensieri bui e medita soluzioni definitive.
C’è chi cade nel tunnel della dr0ga e in genere di sostanze nocive che danno sollievo ma anche dipendenza, oltre che effetti a lungo termine incompatibili con la salute: anche il caffè o il fumo sono moderatamente o molto pericolosi, ma qui pensavo ad altro.
C’è chi diventa gattaro o gattara (son più le femmine): nulla di male nell’amare gli animali ma qui si parla di ben altro, siamo nel catalogo delle patologie; e tutto lo stipendio o la pensione vanno in crocchette e veterinari, con la felicità di decine di felini del quartiere del bengodi.
C’è chi accumula cose, di tutti i tipi, perché “non si sa mai: potrebbero servire”, e quindi anche maglie col buco, vecchi sacchetti, soprammobili rotti, elettrodomestici fusi (“per le parti di ricambio!”), ricordi e ricordini, biglietti da visita di ditte ormai fallite, scatole e scatolette, mollette e graffette, mappe stradali dei ‘60 e scontrini vecchi di tre lustri, etc.
C’è chi fa le raccolte punti di tutti i supermercati e si prende le tessere punti di tutti i negozi, financo del panettiere, perennemente a caccia di 3X2,omaggi, premi, sconti, facilitazioni, offerte, liquidazioni, fuoritutto, etc.
C’è chi decide di farsi tutto in casa: il pane, i dolci, la pizza, la marmellata, la salsa di pomodoro, conserve di ogni tipo, perfino olio e vino; spende il triplo, ma vuoi mettere la soddisfazione?
C’è chi vive sui social, posta tutto, commenta tutto, critica tutto, in genere travisando a manetta, e fa le cose solo per poterne dare riscontro al mondo, sfruculia avido e con la bava alla bocca nelle pagine e nei blog di parenti, conoscenti, amici e vicini di casa al fine di carpirne segreti, abitudini, passioni, orari, vezzi e vizi, e va al ristorante stellato solo per mettere su Instagram la foto del piatto prima di darci dentro, con hashtag tipo #oggivacosi #sulmare #giornoperme.
C’è chi spia i vicini dallo spioncino e tiene conto di tutto su un registro, “casomai gli inquirenti brancolassero nel buio”: è rientrato adesso, era solo, stava con una rossa, ha già fatto la spesa quattro volte questa settimana, da qualche giorno ha cambiato orari chissà cosa nasconde, aveva in mano un pacco enorme, rIceve buste strane, è uscito alle tre di notte, domenica scorsa la moglie era via tutto il giorno ma dalla camera da letto sentivo strani mugolii, sento strani versi la notte dei prefestivi, ieri urlavano e poi il silenzio, l’idraulico si è trattenuto troppo con la moglie per essersi occupato solo di un tubo (ehm...), so io cos’altro ha controllato, e gliel’avrà fatta la fattura?, etc.
C’è chi diffonde sospetto e odio al pc: trolla, diffama, semina zizzania, attacca, percula, fa r3v3nge p0rn vecchia maniera, per esempio scrivendo eh lo so io quella cosa fa il sabato, crea decine di account falsi, si insinua, mesta nel torbido, sparge a piene mani pregiudizi e falsità (“stanno per chiudere i sup3rm3rcati per un mese, fate presto”), distribuisce razz|smi e s3ssismi o instilla paura (“e chi ci dice che la pura @cqua di fonte non sia nociva e provochi l’herpes?” C’è uno studio del 1934 di tal Egidio Sparafole che a pagina 45 sembra sostenere che...”)
E infine c’è chi, sempre sull’onda di una situazione personale, lavorativa e/o familare non tranquilla (che è poi, attenzione, la condizione tipica di tutti i casi descritti), fa quel che sto facendo io in queste settimane, sempre in maniera inaspettata o clamorosamente compulsiva, è chiaro, e che non dirò cos’è (è meglio), ma credetemi: non è peggio di quello che ho elencato, anzi in molti casi è pure meglio e meno socialmente pericoloso.
Questo per dire che ognuno cerca di sfangarla come può, questa cosa qui che chiamiamo vita e che è sempre un bel ginepraio tortuoso e ricco di insidie; questo girotondo che ci porta sempre a sbattere fino all’ultimo colpo. Serve qualcosa per ingannarla, come il drappo che si agita* per un toro, o la carota intravista in lontananza per un coniglio o, più opportunamente, paraocchi e tranquillanti.
Ah... e c’è pure chi ti giudica sulla base di quello che fai senza sapere nulla di te!
* non è il colore rosso a far infuriare il toro, potrebbe anche essere di un altro colore, è il fatto che agitiamo vorticosamente un drappo a scatenarlo.
 
 
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domenica 25 dicembre 2022

Servili auguri di un Natale veloce


Potrei augurarvi un felice Natale, ma la felicità non esiste, un vero peccato.
Il Natale, invece, sì.
Fatevene una ragione.
Non litigate coi parenti, fate finta che abbiano qualche problema: chi litigherebbe con uno che ha problemi? Il vostro problema, invece, sono loro.
Non litigate con la moglie o col marito, il giorno di Natale deve essere diverso dagli altri.
Sbronzatevi, dopo due bicchieri il mondo è bello, dopo quattro un Paradiso, dopo sei state attenti a non battere la testa sullla ceramica del cesso.
Mangiate come se non ci fosse un domani. Che, fra l’altro, per molti non ci sarà (mettete le mani sul tavolo, non sta bene toccarsi il 25 dicembre).
Scartate i regali e ringraziate tutti, anche quello che vi ha regalato la cintura numero 97. Lo sapete che le cinture sono anche sex toy di indubbio pregio? Diversificate. Seguitemi per altri consigli su esperienze sessuali non convenzionali.
Non riciclate i regali, per errore, alla stessa persona che ve li ha fatti. Non fatelo nemmeno apposta. A Natale siamo tutti più buoni, quindi siamo m3rdacce light.
Dopo il terzo bicchiere non mandate assolutamente messaggi alle vostre e ai vostri ex. Dopo il quarto a nessuno.
Dite a nonna che la pasta è scotta e salatissima, giusto per farla preoccupare.
Prima di scuotere il panettone nel sacchetto con lo zucchero a velo, assicuratevi che il sacchetto sia integro...
Un pensiero di vicinanza agli amanti, i veri reietti dei giorni di festa. 
Non fate sesso a Natale ché Gesù vi vede e ci resta male. No, nemmeno i siti porno.
Forza e coraggio, tramonterà anche oggi, il sole.

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