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Figlia mia studia, altrimenti diventi come i censori di FacciaLibro
Scrivo una battuta su FacciaLibro.
Faccialibro, un team di geni assoluti
sabato 26 novembre 2022
L’ ottusità mi innervosisce
La censura di FacciaLibro (inefficiente al limite del ridicolo, ma Marchino ha il braccino corto) mi ha di nuovo colpito e sebbene sia per pochissimi giorni la cosa mi sta innervosendo. Non sopporto l’ottusità di chi fattura milioni su milioni e poi ti blocca perché non capisce quello che hai scritto. Quanto alla possibilità di fare ricorso, è solo teorica: accettate sempre il loro verdetto, eviterete di perdere tempo, è come dialogare con un sasso poco istruito.
Questa volta avrei scritto un contenuto che istiga alla violenza.
Commentavo la notizia secondo cui abili truffatori ti chiamano al telefono, stanno zitti, tu rispondi Sì? (Oppure ti chiedono: lei è Paolo Rossi, tu rispondi Sì) e buttano giù, per poi usare questa tuo Sì registrato per farti in pratica sottoscrivere un contratto tramite accettazione telefonica.
Ho scritto che un tizio che fa una roba come questa andrebbe preso e gli andrebbe sbattuta la testa contro un muro fin quando il muro non si danneggia. Poi ho anche argomentato affermando che servirebbero pene maggiori di quelle attuali etc. Che FacciaLibro si sia preoccupato per i possibili danni al muro di terzi?
Del resto, ho aggiunto, puoi mettere sotto uno sulle strisce per distrazione, ma una roba così non la fai per distrazione: la progetti.
Non è istigazione alla violenza perché questi truffatori sono ignoti e imprendibili per il truffato, che quindi nemmeno volendo può saggiare la resistenza dei muri odierni. Non dico: dovete picchiare Tal dei Tali, né dico: dovete distruggere i negozi della tal catena (quella sarebbe istigazione). Ma vallo a spiegare ai censori di FacciaLibro che ha un controllo dei contenuti che riflette esattamente la somma che Marchino vi investe: quasi zero.
Ecco perché le decisioni prese sono 9 volte su 10 ingiuste, surreali, illogiche. Ecco perché i nazisti prosperano, i razzisti gozzovigliano, i vip fanno quello che vogliono e chi, cittadino comune, scrive che certi truffatori meriterebbero una lezione viene messo ai ceppi. Come chi pubblica una madre che allatta, per dire... la mammella non si deve far vedere!
martedì 22 novembre 2022
La censura da carnevale del social FacciaLibro
Il social peggio gestito al mondo (FacciaLibro) mi censura. E non è la prima volta. Tutte le volte avevano in comune le stesse specifiche: ero innocente e i censori hanno commesso una vaccata, magari dando retta a una segnalazione.
La logica è sempre quella: pressapochismo e idiozia, variamente miscelati. Le cause: le infime risorse che Marchino stanzia per un servizio serio di controllo dei contenuti, ammesso che debba esistere... Io sarei per la responsabilità personale: se scrivo qualcosa di poco legale sul muro dell’autogrill la colpa è mia, non dell’autogrill, che al limite può rimuovere la scritta per convenienza ma di certo non può infliggermi pene seduta stante (la giuria è formata dai cuochi e dai barman?) o quant’altro senza passare da un tribunale, né impedirmi l’ingresso nei locali per un mese.
Se gestisci gruppi neonazisti o pubblichi notizie false generalmente la sfanghi. Lo stesso se sei un politico e scrivi bestialità disumane o menzogne sanguinose (Twitter ha chiuso la porta in faccia al golpista pel di carota, ma in genere a un politico l’account non lo levi, più facile scalare l’Everest a mani nude con meteo avverso). O se crei account falsi per orchestrare shitstorm o campagne mediatiche truffaldine. Ma se pubblichi un’opera d’arte con un seno in bella mostra, sei censurato e punito come se avessi cercato di stracciare la Costituzione. Se metti la foto della moglie mentre allatta, sei trattato peggio di un terrorista, ma se pubblichi la foto della moglie che fa lo spogliarello per scherzo hai maggiori probabilità di passarla liscia. Per farla davvero franca, però, devi pubblicare la tua foto e il link ai tuoi filmini osé, allora sei a posto: ricevo richieste di amicizia di profili costruiti così almeno due o tre volte al mese. La stessa cosa se per caso parli di un tizio che si chiama Paolo Negro: questa parola basta per spedirti sulla forca, non viene mai fatto un controllo serio sul contenuto, sul contesto in cui è stato pubblicato, etc.
Oggi, commentando un post che era molto critico nei confronti del black friday e che ricordava che in Italia vi sono milioni di poveri che avrebbero bisogno di ben altro che di venerdì neri o di sconti (spesso farlocchi), ho scritto, storpiando appositamente black friday, “bl@ck sh*t” (qui camuffo perché non si sa mai). Naturalmente la censura è scattata (nel giro di quattro minuti quattro!) perché ha preso la mia espressione per razzismo e incitamento all’odio (pensava che parlassi dei neri).
Ripeto: una censura così è peggio che non averne. E’ l’idiozia al potere, la giustizia dei buffoni, il carnevale del diritto. Se ti arroghi il diritto di valutare quel che scrivo e di censurarlo se contrario alle leggi o ad altre norme che ti sei inventato (e già qui ci sarebbe da dirne, di cose), devi fare in modo di avere una struttura che sa valutare i contenuti, non che spara nel mucchio con la benda sugli occhi, ammazzando l’innocente e salvano il marcio. L’ingiustizia fatta sistema è peggio della legge del far west. Senza contare che quando provi a contestare ti respingono sempre come un muro di gomma, non c’è possibilità reale di contraddittorio.
Ma quando tutto quel che conta è solo il denaro, pretese di questo tipo sono utopia vera.
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Leggi tutto...venerdì 11 novembre 2022
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La nostra natura
mercoledì 28 settembre 2022
Premi qui, digita là, aggiorna questo
Apri un app sullo smartphone, ci vuole l'aggiornamento; apri un file sul pc, non te lo apre e devi aggiornare l'editor di testi; vai su qualunque sito e devi sempre, ottomila volte al giorno, accettare 'sta minchia fottuta dei cuchi, hai una banca (non come Fassino eh) e ogni tot anni cambia tutto, se la pappa un'altra, ti cambiano iban, bic, web banking e anche la mamma, se potessero, e per informarti ti mandano due file in 28+16 pagine: cos'è, un romanzo minore di Tolstoj? Chiami un numero al telefono, filippica di minuti su direttive, informative, privacy e boiate assortite, se ti interessa leggile sul sito www qualche cosa (come no, adesso corro), se ci vuoi scrivere scrivi a qualcosa chiocciola qualcos'altro, se acconsenti alla registrazione della chiamata premi 1 altrimenti 2, premi 3 se vuoi parlare con un operatore extra Italia, 4 se sei fascista o leghista e non vuoi, 7 se vuoi stare in piedi, 8 se ti siedi, 9 se ti sono già cascate, e poi scegli qui, digita là, sei il numero 34 in attesa, tempo medio di attesa 2 giorni. Avreste francamente rotto le scatole.
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