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martedì 7 novembre 2023

Appena so, vi dico


Quanti anni può un essere umano condurre una vita che non lo soddisfa se non in minima parte?

Escludiamo ovviamente il caso dei poveri individui che sono gravemente ammalati o coinvolti in guerre o che sono perseguitati, che vivono in contesti sociopolitici instabili o deteriorati o che rischiano di morire di fame, parliamo di individui che non hanno di questi problemi ma possono avere alcuni o molti di tutti gli altri.

E concentriamoci sul caso più difficile, quello di una persona che non sa, se non per sommi capi, come vorrebbe che andasse la sua vita, altrimenti sarebbe più facile: io voglio vivere in Canada e fare il guardaboschi e invece sto facendo il gelataio part time sottopagato a Rieti; posso sempre prendere il coraggio a due mani e partire.

Tralasciando come detto questi casi di chiare ambizioni non soddisfatte (non ancora), magari strampalate ma legittime, affrontiamo il caso più frequente: quello di chi ha un’idea vaga di quel che vorrebbe e di quel che non vorrebbe, e si trova a vivere proprio come non vorrebbe o comunque in un modo amorfo, che subisce per inerzia e rassegnazione.
Sono le situazioni più difficili e che è più difficile cambiare.
Anche perché il gelataio di Rieti può fare quel che sappiamo se non ha legami di nessun tipo con Rieti, in caso contrario è più arduo prendere il famoso coraggio a due mani.

Quanti anni, dicevamo. Ah, saperlo. 
Appena lo appuro, vi dico, non dubitate. 

(La casa del guardaboschi, Klimt, 1912)

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lunedì 6 novembre 2023

I sogni nei periodi difficili

Nei periodi difficili si fanno sogni brutti, disturbanti, molesti, dannosi.

Non quanto ti capita una tragedia o la tua vita affronta un momento critico o impegnativo: durante non succede quasi mai di fare brutti sogni, semmai si dorme male o non si dorme, in quel caso i sogni si fanno nei mesi e negli anni a venire (la morte di un parente, per esempio, o banalmente l’esame di maturità: quelle notti le dormivi o le passavi a studiare, o le dormivi male e poco, ma i sogni sopra son venuti anni dopo e ci sono tuttora; come il ricordo dei defunti, anche se l’esame è certamente poca cosa se paragonata a un decesso, sebbene sia non poco impattante).

Nei periodi difficili invece, quelli in cui ti infili come in un imbuto che piano piano si stringe, i sogni nascono e crescono e rendono il sonno inquieto, poco ristoratore, e i risvegli allucinanti o opachi: la realtà fatica, la mattina, a cacciarne via la venefica ombra che vorrebbe allungarsi anche su parte della veglia.

In questi sogni accadono le cose più spiacevoli, quelle che inconsciamente o consapevolmente hai sempre temuto. Saltano fuori amici e parenti che non vedi da anni, situazioni passate, a volte stravolte, il tutto in una miscela impazzita ma, illogicamente, logica.

In questi periodi in cui la vita è dura, il presente carico di ansia e i pensieri sul futuro insopportabili, anche il sonno ti viene a mancare, il sonno che riposa e ristora, che rigenera.
Non hai tregua né di notte né di giorno, anche se di giorno spesso le incombenze quotidiane o la multiforme realtà ti distolgono almeno parzialmente da alcuni pensieri fissi.

Sei come un topo che si sta addentrando in una trappola, già la pre-sente ma non può che avanzare. 

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sabato 4 novembre 2023

Meteo boys





Fino a due anni fa la gggente, al massimo, parlando di nuvole, ti diceva: ehi, “guarda come sono nere nere, adesso viene giù di tutto”. Oppure “aho, nun ce sta ‘na nuvola”. O ancora: “guarda quella, pare un elefante. E quella? Uguale uguale a un caz...”, ehm. Oltre al classico: “l’ha detto Bernacca”.
Adesso invece so’ tutti esperti. Tutti a parlare de nuvole a mensola, a baldacchino, a lasagna, a nido di rondine, a pene di criceto. E vai di duanbast, masse d’aria, raffica lineare, linea precipitativa, radar, fronte freddo, prefrontale, vusceped e balle varie. E se per caso te scappa detto tromba d’aria pare che hai detto ‘na parolaccia, se poi scrivi bomba d’acqua invece di nubifracico sei socialmente finito.
All’improvviso gente che prima apriva la finestra e diceva “va a piovere” disquisisce di minimi depressionari, cicloni e anticicloni, ostro, libeccio, prezzemolo e finocchio.
Ok, mi sta bene. Se uno studia e sa lo rispetto. Io non so un beato caxxo e difatti quando minaccia pioggia aggiorno il testamento, prego tutti gli dei esistenti, da Shiva a Ganesha, da Thor a Odino, da Persefone a Yahweh, senza far distinzione (credo in tutti) e poi mi rinchiudo in un bunker ordinato su Amazon (modello Armageddon) con scorte di cibo per due mesi.
Ma evitate di scassare le sacche scrotali con previsioni scatta-csanacs e di dirci ogni tre per due quanto è bello beccarsi sul muso un temporale che ti schiaccia il nas0 e te lo spo —stA sotto il ginocchio.
Img: Gratteri on Twitter 

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martedì 31 ottobre 2023

La guerra infinita

Israele-Palestina, questa roba triste esisteva già prima che nascessi. E’ triste e complessa, e io non ho la capacità di spiegarla bene (leggete Travaglio, lui ce l’ha).
Tuttavia alcune cose sono indiscutibili, alla luce soprattutto degli eventi degli ultimi anni.
1- Netagnau è, come Sputin, un criminale. Sta compiendo crimini di guerra. Mi ha sempre fatto ribrezzo. Perché non viene denunciato e ricercato? Quanti bambini innocenti deve uccidere ancora? Un bambino israeliano ucciso dalla feccia di Hamas quanti bimbi palestinesi vale?
2- Mi fanno schifo Hamas (sono luridi terroristi) e chi in Israele supporta Netagnau. Sono dalla parte dei Palestinesi che non supportano Hamas e degli Israeliani che non supportano Bibi the Killer.
3 - La Shoah non c’entra nulla, chi la tira dentro al discorso è un minchione.
4 - Che Israele abbia il diritto di esistere devo precisarlo? Davvero? Siete così idioti? Ok, ce l’ha. Come tutti. Come i Palestinesi che non supportano i terroristi.
5 - Hamas (feccia e ingiustificabile, autore di orrendi crimini, da eliminare) è stato supportato e aiutato per anni da Netagnau. Eh già...
6 - Qualsiasi nefandezza faccia Hamas (dai terroristi mi aspetto nefandezze) non giustifica nessuna nefandezza fatta da una democrazia quale Israele (da una democrazia non mi aspetto nefandezze).
7 - Nessuno, fra arabi e ebrei, ha mai voluto la pace; quei pochi che ci han provato sono stati uccisi da folli o dal Dio che ogni domenica pregate (più volentieri se d’inverno il prete accende le stufe).
8 - Bombardare un ospedale pieno di malati è folle anche se sotto l’ospedale ci fosse davvero una base di terroristi.
9 - Radere al suolo edifici civili (già abbattuti il 45% di quelli di Gaza) e massacrare 8000 civili per vendicarne 1400 è folle e criminale.
10- Uccidere 8000 persone a caso (perlopiù ragazzi e bimbi) per dare la caccia ai terroristi è criminale.
11 - Esistono diversi rapporti Onu che definiscono “apartheid” quello che Israele ha fatto e fa. Sono d’accordo con questa affermazione anche Francesca Albanese (relatrice Onu sui territori palestinesi occupati dal 2022), Amnesty International, Humans Right Watch, B’Tselem e Yesh Din (due organizzazioni umanitarie israeliane), diversi politici israeliani (Barak, Aloni, Sharid, Ben-Yair, Liel) e poi anche Desmond Tutu (Nobel per la Pace e uno che l’apartheid lo ha combattuto), Motlanthe, Mbete, Kasrils.
12 - Non è genocidio? Non ancora, semmai.  Non è pulizia etnica? Stiamo a vedere...
13 - Invitare i Gazawi a spostarsi a sud per poter bombardare il nord e poi bombardare anche il sud, come spossiamo definirlo?
14 - Israele ha il diritto di difendersi e anche quello di dare la caccia a chi compie crimini contro di esso, ma questo non vuol dire che può commettere abomini e violare le leggi internazionali. 
15 - Una guerra la fa uno Stato contro uno Stato, non contro terroristi luridi che infestano un altro Stato (che peraltro è occupato proprio dallo Stato che fa la guerra).
16 - Come afferma Albanese (ONU), Gaza è un territorio occupato: come altrimenti definire un territorio da cui non puoi uscire e in cui Israele controlla luce a acqua?
17 - La posizione uffiiale dell’Italia (che nemmeno vota una risoluzione che chiede il cessate il fuoco) fa schifo.
18 - Meloni non si azzardi più a offrire il nostro sostegno di popolo italiano a un governo di estrema destra che sta massacrando innocenti. Parli a nome personale. E si rilegga i suoi tweet pro Palestina di qualche tempo fa...
19 - Guteress (segretario generale Onu) ha fatto un discorso equilibrato e giustissimo. Chi lo contesta non sa leggere o è scemo o è in malafede.
20 - Chi in questi 19 punti vede una giustificazione di Hamas è un cretino integrale oppure un disonesto intellettuale conclamato. 

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sabato 28 ottobre 2023

Anche loro sono increduli

ll modo in cui trattate cani e gatti vi qualifica.
A volte come persone violente, perché chi fa del mal3 a un animale è un essere schifoso e può facilmente farne a un essere umano.
Ma molto spesso vi qualifica come idioti, perché trattate i cani e i gatti come persone e questo è segno di malattia.

Trattare bene un animale non vuole dire che un cane è un figlio, né che va trattato come una persona. 
Sono due cose diverse.
La prima è tpica delle persone perbene, che amano gli animali e ne gradiscono la compagnia e l’aiuto.
La seconda è tipica dei disturbati.
E, ahimè, questa seconda categoria è quella prevalente in Italia.
Chissà perché un figlio è sempre un barboncino e mai un ragno peloso largo trenta centimetri o un topo, eh?

Gli stessi cani e gatti non si spiegano questa cosa: li vedi, sono increduli. Non si capacitano del fatto che gli uomini insistano a trattarli come bambini (a volte meglio) né credono al fatto che la loro nerda sia raccolta dai padroni: ma stanno zitti, perché non vogliono rompere questo incantesimo che li fa razza padrona. Qualsiasi alieno dopo poche ore di osservazioni deciderebbe di trattare coi cani e coi gatti per questione inerenti alla Terra...

L’unico inconveniente che hanno cani e gatti, se vogliamo dirla tutta, è quando decidete di castrarli... O quando impedite a due cani che si incontrano per strada di socializzare o impedite al vostro cane, durante la passeggiata (che dovrebbe essere pensata per lui) di annusare dove preferisce, e lo tirate via in malo modo con la catena che siete soliti mettergli al collo. Un cane incontra una cagna e vorrebbe ingropparsela seduta stante, senza tante balle, ma deve rinunciare: non è vita... Per il resto, vivono da re.

Ora dovrei parlare dei milioni di euro che si spendono per i quadrupedi e dei bimbi che muoiono di fame (1 ogni 5 secondi): ma son cose che sotto sotto sapete... Se dovete aiutare un migrante, gli suggerite di tornare a casa; per un cane date via un rene.
Ripeto: questo non è voler bene a un cane. Questo è non essere stato presente il giorno in cui distribuivano i neuroni. 

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martedì 17 ottobre 2023

Non chiedo quel che so di non poter avere

Si sta avvicinando il Natale peggiore della mia vita. 
Sì, ok, c’è l’anno in cui è morto mio padre, ma quello è troppo facile, è fuori gara.
Sì, certo, mi lamento e non penso a chi adesso è in guerra, o all’ospedale, o su una sedia a rotelle, mentre io sono sano e vivo in un Paese che non è in guerra (o perlomeno: in una guerra di tipo tradizionale). Lo so, ma ragionando così, dato che, per quanto tu possa star male, esisterà sempre almeno una persona che sta peggio di te, possiamo chiudere con tutti i discorsi: ha senso?
Eliminate così le minchiate che di solito ti sparano contro quando inizi un discorso di questo tipo, arriviamo al nocciolo dlla questione.
Non posso esserne certo, ma queste sono le aspettative. 
Semplicemente, sarà il punto più basso degli ultimi anni, che a loro volta sono i più bassi di una vita: è dunque facile arrivare alla mia conclusione.
Ci arrivo senza fretta, senza squilli. Gradatamente, ma inesorabilmente, gradino dopo gradino ti accorgi di essere sceso per una scala molto lunga.
Se poi paragono gli ultimi tre anni, per dire, alla media di dieci anni a caso più vecchi anche solo di sei o sette anni fa, il confronto è impietoso. Si tratta di movimenti non impercettibili ma non vistosi, che però esaminati nel medio e nel complesso fanno impressione. Vedi il dislivello tutto insieme e ti rendi conto che non era solo una sensazione.
Di chi è la colpa? Del mondo infame, verrebbe da dire in questi casi. E probabilmente è così. Ma non puoi andare contro il mondo, o contro buona parte del mondo, quindi mi adatterò a dire che è colpa mia, che in questo mondo non so stare, che per questo mondo non son fatto: intima percezione che mi accompagna, a ben vedere, da sempre. E che potrebbe aver contribuito a far andare le cose per il verso sbagliato, certo (diamo il contentino allo psicologo dilettante di turno).
E’ una lenta scivolata. Da lontano sembro fermo: sono declini riservati, che non amano far chiasso. Ma se confronti due punti dopo un intervallo di tempo non minimo, capisci ogni cosa.
Perché non reagisci? Volere è potere. Se pensi di farcela, ce la farai. La vita è nelle tue mani. Sei tu che devi credere in te stesso. 
Di frasi così ne potrei citare almeno quattro volte tanto. Ognuna di esse è vera, quanto è falsa e inutile. Quando scivoli, non serve che qualcuno ti ricordi che se vuoi puoi fermarti, perché altrimenti non staresti scivolando.
Sto chiedendo aiuto con questo post? Francamente: no. Ma non perché sono superbo. Il fatto è che se ti salvi ti salvi da solo e quando affondi affondi e basta. E poi a nessuno importa niente di nessuno, questa è una cosa che molti di voi ancora faticano a capire. Quando dici che non potresti vivere senza una certa persona, non lo stai dicendo o sentendo perché vuoi a lei bene, ma perché pensi agli effetti che la sua scomparsa avrà su di te: sei sgomento non per lei, ma per te, per quanto soffrirai, per come cambierà la tua esistenza.
Gli oggetti che mi circondano (alcuni da una vita, è il caso di dirlo) e che il giorno della fine saluterò per sempre lasciandoli in mani pessime o nelle mani di nessuno (è la stessa cosa, senza di me saranno persi e io senza di loro) da qualche anno sono distanti. Ci guardiamo poco e male. Ci sono cose ferme da anni, progetti abortiti, percorsi ancora alle battute iniziali, idee che ormai si sono perse per strada. E’ tutto fermo, come se si fosse fermato il tempo, che invece si è messo a correre sempre di più.
E quel che si muove va male. A volte per interi giorni non vedo una cosa andare per il verso giusto, anche le più banali. E’ una cosa sconfortante che alla lunga diventa veramente insopportabile. Forse, se incontro solo auto in senso contrario, ho imboccato io il senso vietato...
E’ una sensazione strana: come essere alla deriva su un placido specchio d’acqua e con le mani legate.
I giornali non lo pubblicheranno mai, troppo lungo. Ne faranno un sunto, fatto male. Ma io non vedrò, quindi non soffrirò. Ho trovato una cosa positiva, finalmente.
Nulla ha più lo stesso colore di prima. Il calendario mi si sbriciola fra le dita. Navigo a vista, e con un solo occhio. 
Apparentemente sono quello di dieci anni fa, ma se la torre all’esterno è uguale, dentro manca poco al collasso e la polvere che farà sarà così tanta... Ma poi si poserà e tutto ricomincerà, senza la torre. Succede sempre così.
Presto gli scricchioli si faranno sentire e ne deturperanno un poco anche l’aspetto (sarà quando direte: da lui non me lo sarei aspettato, non è da lui, un tempo non gli sarebbe successo, e amenità simili), fino al botto.
In questi ultimi giri non ho la voglia di perdonare nessuno. Penso sempre male di quelli di cui pensavo male. Non finirò pacificato, sarebbe un’adulterazione. La lenta discesa a un certo punto farà una curva un po’ più stretta dopo la quale non vedi cosa c’è fin quando non l’hai superata.
Perché scrivo tutto questo?
E tu, perché lo leggi?
Torna a fare quello che stavi facendo.
So che non avrai sensi di colpa, tranquillo.
Dimenticami, so che ce la farai.

— autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

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martedì 10 ottobre 2023

Le consuete pagliacciate

FacciaLibro, il social gestito da Marchino Faccia Triste, quel social tristemente noto per avere un apparato censorio che a fronte di utili milionari costa due euro all’anno e che ragiona come un criceto sfavato e appena uscito da un’operazione al cervello fallita, mi comunica che ha eliminato un mio post di parecchi giorni fa (complimenti per la reattività). Motivo ufficiale: sicurezza informatica. Motivo reale: siete discretamente buffoni.
In quel post invitavo gli amici e non a leggere la poesia di un poeta e, nel caso fosse piaciuta, a votarla, e mettevo il link a un concorso di poesia.
Faccialibro prova a spiegarmi il motivo della decisione, ma lo fa in maniera tale che se avesse scritto in egizio ci avrei capito di più, e non è che io sia proprio venuto giù con la piena.
Velo pietoso taglia XXXL.
—-
L’apparato censorio di FacciaLibro funziona così. 
Supponiamo che Xyxx sia una parola brutta, indicante una dittatura e una ideologia antiumana che ha verniciato di rosso le pareti del secolo scorso (non la scrivo appunto per evitare che il criceto abbia una polluzione notturna). Se io scrivo “amo Xyxx” sono censurato, giustamente (giustamente si fa per dire, dato che Faccialibro, il social di Marchino Maglie Tutte Uguali e Scuse Tutte Sceme non è la polizia, quindi semmai dovrebbe limitarsi a denunciarmi, se pensa che vi siano gli estremi, dato che vigerebbe ancora l’art. 21, e ovviamente tutte le altre leggi, quelle per esempio che non vengono applicate nei confronti di alcuni governanti con busti annessi). Se io scrivo “considero feccia Xyxx” sono ugualmente censurato, perché ho citato quello parola. Se io scrivo “un mio amico dice che Xyxx è buono, ma lui è idiota al 100%” sono censurato, sempre perché ho scritto quella parola.
Il mio caso, poi, quello del link al concorso, fa ancora più pena.
Vostro Onore, è tutto.
—- 

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lunedì 11 settembre 2023

Il primo appuntamento fra un ovulo e uno spermatozozzo, romanzato da Mauro


(Come si intuisce, è un pezzo imperdibile)

Siamo solo spermatozozzi che ce l’hanno fatta, ragazzi: inutile che vi diate tante arie. Tu, che il sabato va in disco col gel nei capelli e 100 cavalli sotto il tuo sedere di asino, o tu che c’hai i soldi anche in bocca e ti vesti come un damerino, o tu che ti credi di sapere tutto solo perché sei circondato da imbecillotti tv-dipendenti: siete tutti spermatozozzi che ce l’hanno fatta, nulla di più. Bravi, bene, bis, ma insomma: è tutto.

E, nel mio caso, davvero non so come io abbia fatto a fine 1966 a vincere la gara avendo la meglio su tutti quei milioni di Immondi girini bianchi semitrasparenti che correvano assieme a me con la lingua sul petto e gli occhi di fuori verso l’ovulo da inchiappettare (ho studiato il concepimento per posta ed era un periodo in cui c’era spesso sciopero dei portalettere, per caso si vede?). 

Alla fine di quella che scientificamente parlando potremmo definire ciulata vengono sparati a getto nella “galleria” circa 300 MILIONI di spermatozozzi: la popolazione degli Stati Uniti, per darvi un’idea. Tutti stipati in quel cunicolo umidiccio e che ancora si contrae in preda agli spasmi. Tutti con in testa una sola idea: arrivare per primi, entrare nell’ovulo e poi finire a vagare all’Ikea la domenica pomeriggio con una moglie molesta o con un marito sfavato.

Alla fine di questa folle corsa, solo 200 sopravvissuti vedono l’ovulo, che intanto stava a fumarsi una siga davanti alla tv. Quindi su 300.000.000 di schizzetti solo 200 ce la fanno (0,00006666%), gli altri scoppiano prima, o prendono la tuba sbagliata (e addio, sulle rampe è proibito far retromarcia, devi andare fino al casello). Solo 200! I migliori! E se noi siamo i migliori, ti immagini che merdacce erano quei milioni di sfigati?

E poi magari arrivi in sede, stai già tirando fuori posate e tovagliolo e l’ovulo ancora non c’è, ha telefonato che c’è coda sulla A1 e tarderà. E lo spermino quanto può resistere vivo dentro quell’ambientaccio? Cinque giorni... dopo di che è fottuto. Cioè, impiega anche 40-50 minuti per fare quei 18 cm (vagina - cervice - roncobilaccio - utero - ovulo) e poi quando arriva non trova nessuno e si spara in bocca per la disperazione.

E’ normale, se sei uno spermatozozzo, che ti girino un po’ le balle se arrivi e l’ovulo non è in sede. Per arrivare hai fatto una fatica da bestia e hai dovuto correre più veloce di tutti e superare una sfilza di trappole. La prima è il muco cervicale, che tende a intrappolarti, anche se durante i giorni giusti è più accomodante. E poi, arrivato all’utero, hai un bivio davanti: tuba destra o sinistra, e non ci sono indicazioni. L’ovulo è o di qua o di là, se prendi la tuba sbagliata sei nella merd@. Hai dunque il 50% di probabilità di azzeccarla e la cosa strana è che solo 10mila spermini azzeccano la rampa giusta: va bene che un bel po’ s’erano persi per strada, ma questo vuol dire che oltre che scemi son pure sfigati... del resto, come si dice: fortunati in amore, sfortunati al gioco!

E poi le tube son strette e impervie, e quindi anche se hai imboccato la diramazione corretta molto probabilmente arranchi e gnafai ad arrivare fino in cima.

Se poi arrivi, c’è l’ovulo, ti freghi le mani (gli spermini hanno mani?) e provi a sfondare, magari ti accorgi che sei nato male. Infatti molti spermini hanno difetti che li rendono non capaci di aprire la membrana che protege l’ovulo, magari per la forma della loro testa -da cui il detto: ma che testa di caxxo!. Due ore di fatica per arrivar fin qui e poi c’ho la testa a pera e non ce la farò mai. Inoltre più la donna è agée più l’ovulo è spesso e fa resistenza, ‘sto gran fio.

Senza contare le trappole di altro tipo, un vero incubo per gli spermatozozzi: i contraccettivi di emergenza, come la pilola del giorno dopo che va a sanare la cavolata del giorno prima. Questi prodottini che i farmacisti obiettori non ti danno manco se preghi (...) in genere impediscono il rilascio dell’ovulo o lo ritardano, oppure se l’ovulo è già stato rilasciato e aspetta in sede con la famosa siga fra le labbra, impediscono la fecondazione o, successivamente, l’impianto (il metter radici).

Ecco perché anche se zompi come un coniglio erotomane non sempre avviene il concepimento; ma occhio, amico, perché durante il periodo fertile la probabilità di ritrovarti tu all’Ikea con un moccioso nell passeggino (prima di quando ci si ritroverà poi lui la generazione successiva) se non prendi protezioni è comunque del 10-30% circa.

Consideriamo poi che può andare storto qualcosa nel momento topico. Se il girino arrivato per secondo non si dà pace, non riconosce la vittoria altrui (il cosidetto spermatozozzo trumpiano) e ci prova pure lui (e ci prova, state sicuri) che succede? Può entrare in un ovulo in cui si è già accomodato lo spermino che ha vinto la gara? In genere no, perché la membrana dell’ovulo è una grande bag@sci@ e appena è entrato il primo ovulo, e quindi è avvenuta la fecondazione, si ispessisce fino a diventare quasi cemento... però 1 volta su 100 anche un altro ovulo passa, e adesso si hanno due galli in un pollaio! Risultato? In genere l’ovulo crepa.

A questo punto l’ovulo fecondato deve prendere atto della situazione e alzare il kulo dal divano: la pacchia è finita. Un girino spesso un po’ burino è entrato in casa e gira come se fosse il padrone: apre il frigo, sbriciola qua e là, lascia le mutande sporche in giro. L’ovulo comincia ad avanzare lungo la tuba verso l’utero, e dopo 6-10 giorni si impianta (mette radici nell’utero) e qui, se gli spermini erano di tua produzione, sei nei guai, amico caro!

Stasera ho beccato un sito che parlava di questi giochetti e mi è venuto in mente di romanzare un po’ la grande impresa che ciascuno di noi ha compiuto: per molti è la prima e ultima impresa della vita, o comunque la più grande. Forse, per tutti è la più grande, se ci pensate bene: sei uno sputo molliccio e appiciccoso, senza gambe né braccia, sei appena stato sparato a velocità Warp da un pisello dentro un tunnel buio e bagnato e devi compiere un’impresa colossale, percorrendo un percorso pieno di ostacoli e senza GPS, vincendo la concorrenza di milioni di avversari, le avversità, la sfortuna. 

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sabato 2 settembre 2023

Sua Maestà il Caso


La vita è regolata dal Caso.
Non fatevi tutte quelle pippe mentali su karma, coincidenze, destino, premonizioni: è tutto frutto del Caso.
I buoni non vengono premiati e i cattivi non vengono puniti, SE NON PER CASO.
Il bene che fai non ti tornerà, il male non ti peggiorerà la vita. Se non per caso.
Al massimo, posso ammettere che se fai del bene puoi stimolare l’emulazione in qualcuno (ma non in tutti).
Ma poi, cosa è bene?
Per me è accogliere un migrante, per altri è girarsi dall’altra parte. Per alcuni è pregare Dio, per me aiutare un uomo.
Inutile attaccarsi ai pochi casi in cui succede che il buono vien premiato e il cattivo punito per autoconfermarsi le proprie idee bislacche: anche quei casi sono... casuali.
La notizia è sconvolgente, lo capisco: ecco perché qualcuno ha inventato le religioni.
Con il loro aiuto sopportiamo l’insopportabile e accettiamo l’inaccettabile, diamo un senso all’insensato. 
Capisco l’uomo: è un niente perso nel vuoto, da qualche parte deve aggrapparsi.
Beato chi riesce a ingannare il suo (compiacente) cervello, 

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giovedì 24 agosto 2023

Bestialità sul sesso





(Son tutte inedite e tali resteranno)

Fa troppo caldo per fare all’ammore...
Quindi faremo solo viscido e appicicaticcio sesso bastardo!

La donna che sposate, e che da fidanzati era abbonata a Kamasutra mensile, dopo qualche anno di convivenza, di ballerine e di jeans, di ciabattine col peluche e di pigiamoni XL di flanella, diventa suora, e voi prete (nel senso che vi arrangiate in modi alternativi, non sempre esattamente legali).

La durata media di un rapporto sessuale, leggo su riviste specializzate,  è di 7 minuti. La notizia mi ha scioccato. Io in 7 minuti mi spoglio, faccio quei due preliminari essenziali per passar da gentiluomo, concludo, mi fumo un Havana, mi faccio la doccia, mi rivesto, do il bianco in salotto e cucino il cinghiale. Se avanza tempo, birretta.

La posizione del missionario è quella più adottata dal maschio italico. E’ la meno faticosa, la più immediata. E’ la strada sicura, quella sempre verde su Google Maps. Non richiede conoscenze specifiche o muscolatura di categoria. Monti su con un balzetto, effettui l’aggancio, zum zum e spruz. Insomma, parti e arrivi, ehm, cioè: vieni. Non si scappa. La donna la trova gradevole perché il soffitto di ogni casa rivela sempre strani disegni e linee bizzarre, ad osservarlo con attenzione; inoltre in quei fuggevoli istanti tanto temuti dai materassi compone a mente la lista della spesa, decide il menu della settimana e salva il mondo, il tutto mentre voi in quei 120 secondi di galoppata come se non ci fosse un domani vi date da fare come nemmeno Gion Uein. La posizione del missionario deve il suo nome al fatto che prima di poterla applicare devi pregare la donna per ore e ore.

Il Kamasutra consta di ben 54 posizioni: il missionario, la pecorina e altre 52 che la donna non vuole mai fare perché è tardi, un’altra volta, poi ti fai male, non c’hai più l’età. Si sconsiglia la pecorina se la donna è calva o ha i capelli troppo corti: è un fatto puramente tecnico.

Io dopo una ciulatina fumo. Ma solo se ci ho dato parecchio dentro, altrimenti l’attrito non è sufficiente.

Tolti i giorni in cui non se la sente, quelli in cui ha il preciclo, il ciclo, il dopo ciclo, il mal di testa e quelli in cui è tardi, son stanca, devo alzarmi presto, i vicini ci sentono, puzzi, sei troppo profumato, abbiamo finito incensi e candele, è freddo, è caldo, c’è troppa luce, c’è poca luce, l’abbiamo già fatto due volte quest’anno, oggi non è giornata, ma tu chi sei? e altre scuse, per il resto io ho una intensissima vita sessuale. Chiedete a Pornsex: son passato al livello Deluxe proprio quest’anno. Sopra ci sta solo il Club dei Maniaci.

Siccome mi sono stufato di dover fare la doccia prima e dopo, da qualche tempo faccio sesso solo sotto la doccia.

Una carota o un cetriolo che capiscono che li stai portando in camera da letto come si devono sentire?

Vuoi un rapporto anale o uno banale? 
Per me un crodino e due patatine, grazie.

Mai nessuna donna si è lamentata di come faccio sesso. Sarà per via del foglio che faccio firmare prima e nel quale si impegna a non sporgere reclamo (è scritto piccolo e in fondo).

Non importa averlo lungo, l’importante è saperlo usare. Se però ce l’hai lungo fa tutto lui e tu ti rilassi.

Non fate mai sesso con una donna che vi stima: perché rischiare di rovinarsi la reputazione?

Se ti fa l’occhiolino, valuta l’ipotesi del tic prima di levarti le mutande, specialmente se sei in un negozio.

Fare sesso alza i valori vitali e rende ottimisti.
Inoltre facilita il sonno. A meno che non arrivi un bebé.

Toglierlo prima non è un sistema contraccettivo; è un metodo per riempire la casa di pannolini. Quanto al metodo Ogino-Knaus, erano i nomi dei primi due figli del suo inventore. Il metodo della temperatura basale, di base, non serve a una minchia. Alla fine, il sistema più sicuro è guardare rete4: ti si ammoscia in cinque secondi.

Fare sesso, oggi, è sopravvalutato. Voglio dire, ma siamo matti? 20 euro per un’intervista? Ma chi credi di essere? 

Il mio sex appeal è letteralmente devastante. Ma le donne non lo sanno. Beata ignoranza! Informatevi, su, da brave.
Stasera ho fumato una sigaretta dopo aver visto una clip porno (sapete, quelle in cui predomina il color rosa o nero). E’ che non si deve perdere l’abitudine ai riti.
Far sesso dalle 4 alle 5 di mattina lo allunga di 1 cm in 2 anni: è una scoperta scientifica recente (Massachussets University).
(Chi dorme non piglia pesci e non aumenta il suo)
(Conosco un tale che soffriva di insonnia e di sexual addiction e ha dovuto fare un’operazione di riduzione).
Non è vero niente, ma vuoi mettere la soddisfazione di girare per la città e sentire i cigolii sfrenati di interi condomini all’alba?
Il letto è quel posto in cui, grosso modo, svolgi queste tre attività: dormire, ciulare, morire.
Che poi nel caso di certe donne potresti non riscontrare apprezzabili differenze.
PS: commento sessista ma approvato dalla Commissione Post Sessisti -è bastato fare gli occhi dolci-. Ehi, ma anche questa frase è sessista!
Il marito: ah.... vorrei morire godendo come sto facendo ora con te.
La moglie: insomma, prediligi le morti veloci...
Sto cercando di ingrassare il più possibile perché è anni che vorrei farmi fare un tatuaggio con i nomi di tutte le donne che ho sedotto e non c’è ancora abbastanza spazio: così dice il tatuatore.
In farmacia quando chiedevo i Durex e precisavo XL (non sto scherzando, raga, gli standard non mi entrano -questo è un dato sensibile, lo so, ma acconsento al trattamento) per non esagerare con la dottoressa o per evitare che credesse che la stavo perculando, aggiungevo sempre: è che li riuso e lavandoli poi si stringono.
SESSO FRA ANZIANI
Amore caro
Ti amo tanto 
Non sai quanto
Ma senza pillola blu
Non gliela fo più
Ho cent’anni suppergiù.
Ho tanti dvd porno ma alla fine quelli che guardo più spesso sono i video che mi faccio io quando zompo: il fatto è che, quanto ai film, amo i corti.
Non fare come l’ovulo: non premiare il più rapido, ma il più ricco.
L’evoluzione di una ovulazione è un’involuzione per la tua vita di viveur.
Se quando gli spermatozozzi si disputano il privilegio di molestare l’ovulo ci fosse il Var, le gravidanze durerebbero 11 mesi.
I gel lubrificanti anali li mettono a 30 euro per farti capire fin da subito a cosa stai andando incontro.
Lago di Garda, 24 agosto 2023. Il cane Chickie mangia il passaporto del futuro sposo, a rischio le nozze in Italia per una coppia americana.
E’ confermato che il cane è il miglior amico dell’uomo.

Img: Rep.

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martedì 22 agosto 2023

Buona la prima, si fa per dire

Vivere una seconda volta questa vita serbando memoria della prima sarebbe interessante. Si farebbero lo stesso molti errori, ma il gusto di evitarne alcuni clamorosi e di sfuggire a certi inciampi non avrebbe rivali.
Soprattutto la soddisfazione di allontanare a calci fin dal primo istante chi in questa vita ci ha sfruttato e consumato.
E’ un discorso classico da dopo cena, mezza bottiglia di vino o più che se ne è andata, 66 cl di birra ghiacciata e una caffettiera da tre: da lucido nemmeno avrei cominciato.
Questa vita non dà altre possibilità, possiamo rovinarcene solo una.
Per fortuna non ci ricorderemo di nulla e nessuno di noi, l’oblio è la fine che ci attende, è triste ma anche consolante: ben poche cose sono da ricordare e sarebbero comunque venate da un insopportabile rimpianto. 

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sabato 19 agosto 2023

Esperienze uniche


Io non invito quasi mai nessuno e in genere chi mi invita a pranzo o a cena una volta a casa sua poi non bissa (le eccezioni sono rarissime, anche se qualche coraggioso c’è), eppure so usare le posate, porto sempre un presente, mangio il giusto, non bevo (guido), so essere frizzante, apprezzo l’ospitalità, non sporco in terra né sulle suppellettili, non faccio confronti col sugo di mamma, non abuso del bagno, non guardo le gambe della padrona di casa, non bestemmio, non mi presento nudo o con le infradito, non molesto la servitù, non mi porto via l’argenteria, non dileggio i quadri e le sculture, non faccio ruttini o peggio, non mi rado o mi faccio le unghie fra una portata e l’altra “per guadagnar tempo”, dico sempre “esclusi i presenti” quando devo dire qualcosa di potenzialmente poco garbato, non passo in rassegna l’intera arcata dentaria con lo stuzzicadenti, non racconto la mia vita, non faccio la scarpetta, non emetto suoni quando sorbisco il brodo, non chiedo mille varianti ai piatti proposti, non mi soffio il naso col tovagliolo, non mi levo le scarpe, non parlo di cacca apposta per far passare l’appetito ai commensali, non chiedo tre volte lo stesso piatto, non fumo, non mi drogo, non faccio uso di fluoxetina o simili, non fingo attacchi epilettici per far ridere i bambini, non propongo per il dopocena strip poker o il gioco dei mimi, non me la tiro da scrittore o intellettuale, non metto in mostra il petto villoso o il capezzolo arzillo, non chiedo le ricette di quel che ho gustato, non orino nei vasi, non lascio le ditate sui vetri, non do calci al gatto che mi impela il calzone né al cane che si struscia le balle sulla mia sexy gamba, non libero il cardellino dalla gabbia per vedere l’effetto che fa, non bullizzo la vecchia rimba, non faccio le orecchie ai cataloghi d’arte sparsi qua e là in salotto a mo’ di ostentazione, non mi impossesso del telecomando per imporre a tutti il noto cult movie curdo con sottotitoli in polacco medievale, non cerco di vendere prodotti o servizi ai presenti, non frugo nelle borsette o nei soprabiti altrui, non ficco il naso nei comodini della camera da letto dei padroni di casa per cercare dildi o gel lubrificanti o qualche mutandina da odorare, non provo il materasso, non prendo in mano vasi Ming o cristallerie assortite facendo venire un attacco cardiaco a chi mi ha invitato, non mi piazzo sul divano fino alle tre di notte, non chiedo du’ spaghi a mezzanotte, non esibisco la mia cultura se giochiamo a quei giochi da tavolo in cui sapere la capitale del Burundi fa di te uno scienziato, non urlo, non rido sguaiatamente, non mi tiro fuori l’arnese sul terrazzo per scandalizzare i vicini guardoni, non faccio finta di avere malattie infettive.
Ma è giusto così, del resto io nella mia tana non faccio entrare quasi nessuno e chi, incauto, mi invita fa bene poi a rendere questa esperienza unica in tutti i sensi: sono un soggetto atipico. 

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giovedì 10 agosto 2023

Vivere è fingere





Fingono tutti. Anche voi.
Fingono gli estranei, per i quali comunque conti zero.
Fingono i parenti, per i quali spesso sei un inciampo obbligatorio.
Fingono gli amici, anche i migliori.
Non ti dicono mai quel che pensano davvero.

Semplicemente, i parenti e gli amici sono più cauti, più delicati. Fingono meglio perché non vogliono ferirti (troppo) e allora si impegnano di più di quel che fa un estraneo. Ma fingono pure loro.
Ti stimano poco ma non lo danno a vedere (o meglio: lo cogli sotto traccia se sei particolarmente ricettivo). Non condividono le tue scelte ma fingono di apprezzarle. Pensano che stai buttando la tua vita ma sono comprensivi. Ti ritengono un maiale però ti salutano con affetto (a volte un po’ plasticoso). E i peggiori parlano male di te alle tue spalle, spesso solo in famiglia, a volte anche con estranei.
Tu parli loro dei tuoi problemi lavorativi e loro pensano, sotto quello sguardo di grande ma finta partecipazione: è un incapace e non combinerà mai nulla. Tu parli della tua solitudine e loro pensano: e allora quella bionda con cui te la fai di nascosto? Guarda che ti ho visto eh, porco!

E’ penoso quando capisci che anche quell’amico, sotto sotto, non ti stima. O esce con te stasera anche se non aveva molta voglia. O quando una donna, che ti piace pure, fa un sorriso involontario che però ti dice alcune cose spiacevoli... Perché fingere è prassi, ma richiede un’applicazione; se manca, si apre una breccia e se sei veloce puoi vederci dentro molto bene e stare male

Anche tu fingi e, alla fine, anche io, anche se ho scritto questo post e anche se cerco (davvero) di fingere il meno possibile. Fingo perché sono sempre allegro e scherzoso e invece dovrei sparire da questo mondo. Perché parlo di futuro e so che non lo avrò, perlomeno di raccontabile. Perché fingo di avere un obiettivo, di essere ancora in strada, e tu non capisci che è falso, perché io fingo poche volte ma bene, perché so applicarmi. 

Fingo perché fingo di non accorgermi che fingi...

Alla fine è tutta una finzione, anche tra amanti o coniugi. Anche tra genitori e figli: sono molte le cose non dette, i segreti tenuti nascosti, le cose che non si confessano. Ci tradiamo tutti più volte al giorno. Io forse l’ho capito meglio di altri, quindi sto peggio.

Quando ti incontro e parlo, so se dici una cosa che non pensi del tutto. Capisco se mi disprezzi dietro quel sorriso. Intuisco se di me non ti importa nulla, bella morettina, mentre io per te farei sacrifici non comuni, in caso di bisogno, e mica per avere una ricompensa, ma solo perché lo sento. Ma tu dopo due secondi che mi hai salutato mi hai già cancellato dal tuo orizzonte sentimentale. E tu, amico di una vita, non mi cerchi più, del resto è fatale prendere prima o poi strade diverse, no? E tu che ti sei sposato o sposata adesso non esisti più per quelli che prima erano il tuo mondo.

Allora non è possibile avere un rapporto vero? E’ possibile, ma col tempo rischia di corrompersi. E comunque è raro averlo, e anche il più vero (o il meno fasullo) ha ombre. La prassi è quella che ho descritto.

Adesso vi saluto con affetto (e chissà se fingo).

E voi mi ricambierete con un sorriso falso, ma in realtà ve ne fregherete e direte quante boiate scrive questo, non ha proprio niente da fare. Oppure: chissà da dove le copia. O ancora: è presuntuoso e arrogante e ha due like per post. O: sa tutto lui, però non combina niente. O: con questo post vuol mandare un messaggio. O: quanto scrive, ed è noioso. 
Io dirò che non importa se alcuni mi detestano, mi basta poter scrivere e, di tanto in tanto, pubblicare qualcosa di quel che scrivo, e sapere di essere letto, non importa se il giudizio sarà positivo o negativo. E invece mi importa, sapere se apprezzate quel che scrivo, quindi un poco fingo, ma poco: perché alla fine scrivo anche se ho due like, lo faccio da anni, perché è poi abbastanza vero che quel che conta per me è scrivere, non essere osannato o mettere in fila i like degli amici (che, si sa, spesso sono troppo benevoli -non i miei, che non mettono nulla ma credetemi: alla fine è meglio così, non vorrei finire a scrivere perché cerco like...).

Ma il punto non è scrivere o avere appluasi, questo era un esempio. Del resto molti di voi li conosco solo sul web, e alcuni dal vivo ma poco, quindi cosa ci lega se non il fatto di leggerci e commentaci a vicenda? Il punto era la finzione, che informa di sé ogni rapporto umano.

(Img fabriziocaramagna com) 

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sabato 5 agosto 2023

Serenità

La Morte sa già quando io morirò: se ne ingoia migliaia ogni giorno ma non è mai sazia, è avida e infida e sa di vomito.
Il Tempo sa già quando non me ne darà più, gode a sparire d’improvviso, come gode a correre veloce quando sei sereno e a rallentare in maniera disgustosa quando sei nelle pene più atroci, ad aprirti in due quando nemmeno ci stai pensando e a tenerti per anni in un letto a vegetare quando gli va di scherzare.
il Caso sa già quando taglierà il mio filo con quelle sue forbici vigliacche dalla lama spuntata ma sufficiente per recidere un filo di vapore e di niente che tiene su tutto ma che sta su senza sapere come.
Io sono l’unico a non sapere quando tutto quello che sto facendo e pensando sparirà d’improvviso in un buco nero come il liquame delle fogne nel mare; quando sarà chiara l’estrema insensatezza del tutto e quando sarà evidente come la facile e comoda e utilissima illusione di chi non potendo ragionevolente giustificare questa vita ha deciso di declassarla in attesa di una vita migliore che sarebbe da venire non sia altro che un abile trucco per sfuggire alla disperazione e all’inerzia.
L’essere umano è sereno solo quando si dimentica di tutto questo: a ben vedere la serenità è un problema di memoria. 

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domenica 30 luglio 2023

Everything is fine

 

 
(ita-eng)
 
 
Dovunque mi giro vedo cose che non vorrei vedere.
Se ascolto, son cose che non vorrei sentire.
Se penso, son pensieri che non ho cercato.
In più è domenica (il giorno peggiore di tutti, da sempre) ed è quasi la fine di un mese e l'inizio di quello più falso (in cui per spregio sono nato, anche se quando stava morendo).
Il clima è compromesso, le persone sono ignobili, i ricordi pensoi, le speranze rami secchi e fiori marciti, gli occhi cattivi o assenti, i sorrisi falsi e il cielo mi guarda male; il futuro mi ricorda che presto mi verrà a trovare.
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Everywhere I turn I see things I don't want to see.
If I listen, things come to my ears that I don't want to hear.
If I think, I have thoughts that I have not sought.
And then it's Sunday (the worst day of all, ever) and it's almost the end of a month and the beginning of the most false one (the one in which, out of pure contempt, I was born, even if it was about to end).
The climate is compromised, the thread of life increasingly thin and shaky, the people are ignoble, the memories painful, the hopes dry branches and rotten flowers, the eyes of those who look at you are evil or absent, the smiles are false and the sky looks me bad; the future reminds me that he will visit me soon.
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(img: ohga it)
 
 
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L'anima è caduca

Alla fine non muori solo per incidente o malattia.
Muori perché con gli anni ti accorgi che non vale mai la pena, per niente e per nessuno.
Perché li vedi morire tutti, e vedi sopravvivere i peggiori.
Perchè il mondo infine riesce a convincerti che tutto è inutile e niente vale.
Perché non ne puoi più, di tutto.
E molti incidenti e molte malattie nascono proprio da questo, anche se non sembra.
Il corpo è caduco e l'anima è immortale, dicono.
Fidatevi: il corpo è caduco ma l'anima dopo un po' si stanca e quando accade il corpo si lascia andare.
L'anima è caduca più del corpo, e quel che più conta lo tiene su.



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lunedì 24 luglio 2023

Clima impossibile

Questo è un clima anti uomo.
Fra non molto questo pianeta sarà inospitale per noi.
Questo clima non permette di vivere, rende sofferte le giornate e spesso le notti, tira al limite la nostra mente e il nostro corpo, ci rende apatici o nervosissimi, ci uccide (60 mila morti l’anno nella sola Europa per il caldo). Non è arrivare a sera, è trascinarsi di giorno in giorno. 
I colpevoli di questa situazione, ormai grave e per come la vedo io irrimediabile, sono i ricchi. Già alcuni decenni fa gli studiosi mettevano in guardia e prevedevano effetti che oggi sono prassi. I ricchi e gli idioti che spargono menzogne e oscurano il lavoro degli scienziati, aiutati da media che cavalcano l’ignoranza e sono complici di chi per far profitto ha devastato l’ambiente in cui viviamo. I ricchi e i politici, che dei primi sono sempre servi ben remunerati.
La casa del ricco non crolla, tranquilli. E se crolla, ne ha altre cento.
Il ricco non soffre il caldo, condiziona l’aria, ha piscine, vive in una bolla.
Il ricco non sta pagando le conseguenze della sua miope e lurida avidità, e della corruzone che infetta il suo cuore. 
A pagare è sempre la povera gente.
Fino a quando questo pianeta ci sputerà fuori, come zecche, tutti, poveri e ricchi, innocenti e luridi colpevoli. 

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domenica 9 luglio 2023

Tutto quello che abbiamo costruito è in pericolo


Questi stanno smontando dall’interno la democrazia (già malata e danneggiata da decenni di malaffare e di eversori corrotti); lo stanno facendo piano piano, senza trovare grandi ostacoli, e lo stanno facendo con una convinzione e con un piano come mai a Berlusconi era venuto in mente e come mai gli era stato permesso di fare, anche negli anni più bui del suo governo peggiore. Ma allora vi erano media contro (anche se per partito preso, ma erano contro) e un’opinione pubblica un filo meno idiota.
La democrazia è in pericolo. L’indipendenza della magistratura è in pericolo. La Costituzione antifascista è in pericolo.
La Casta si sta riprendendo ogni cosa e vuole chiudere i conti: da oligarchia a dittatura.
Segnatevelo, vi tornerà utile per indicarmi quando saremo in fila per andare in galera o all’estero: potrete dire, eccolo, è uno di quelli che lo aveva detto anni prima. 

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venerdì 7 luglio 2023

La gelosia è una malattia




Stasera parliamo di gelosia, in particolare dell’uomo geloso, più in dettaglio ancora del marito geloso.
Un tipo di umano abbastanza ridicolo, anticipo già.
Io non sono mai stato geloso. Penso dipenda dalla mia sicurezza che in fatto di rapporti d’amore (si fa per dire) è imbattibile.
Se tu, donna che stai con me (che espressione antica, eh?), ti convinci a un certo punto che forse io non sono il migliore (ohibò), mi dispiaccio sinceramente e da un punto di vista umano per il tuo errore (clamoroso, ma ci sta) ma non penso certo che mostrandomi geloso, dando di matto o altro io possa farti cambiare idea.
Lo capirai da sola, forse. E, forse, troppo tardi.
E’ un TUO problema, baby.
Il marito geloso mi ha sempre fatto ridere.
Quanto al matrimonio, chi pensa che dopo sposati un uomo e una donna debbano rinunciare a frequentare i loro amici (di qualunque sesso) vedrà il suo matrimonio finir male, tranne eccezioni. O proseguire, ma tristemente.
Chi ha detto che io, uomo sposato, non posso frequentare un’amica? Chi ha detto che mia moglie non può avere un amico?
Chi ha detto che io non posso uscire coi miei amici?
Annullarsi nell’altro non è matrimonio, è psichiatria.
E’ facendo il geloso (rido) che impedirò a mia moglie di giacere (mi piace il linguaggio biblico) con un terzo? No. Anzi, facendo il geloso aumento pure la probabilità di perderla.
Ecco quindi che se io sono amico di una donna (magari perché lo ero da prima che si sposasse, oppure no) e il marito smanetta, mi fa solo pena.
Anche se a me quella donna piace molto ma per rispetto mi limito a godere della sua esistenza, senza forzare.
Perché se io voglio provarci con tua moglie, caro il mio, ci provo e basta, e dopo sono caxxi tuoi: se riesco. E se non riesco, non importa, partivo svantaggiato. Ma facendo il geloso, dio mio, mi faciliti il lavoro!!! Non lo capisci? Allora sei idiota.
Chi fa il geloso è gretto. Rovina rapporti umani, di amicizia o altro. Si dimostra idiota. Vive male. Fa vivere male. Aumenta la probabilità di perdere la persona a cui tiene.
Fammi capire, stupidotto: se a me piace tua moglie come persona, io dovrei cancellarla dalla lista delle mie amiche solo perché ha sposato te? O dovrei vederla solo in tua presenza? Su questo si basa il tuo “matrimonio”? Stai messo bene, allora.
Se vuole, tua moglie se la fa con me anche se tu monti la guardia. Pensi che io non sappia come farti fesso? O lei? Quindi non è se io la ho come amica che tu rischi di più, ma se tu la tratti come tua proprietà.
Quanto alle donne che si adattano a questo piattume e rinunciano alla loro vita, ai loro amici per accontentare o non irritare il genio che hanno sposato, beh.. mi dispiace per voi, non siete di qualità. Quando accade, provo una delusione fortissima.
E quello che chiedo agli altri io faccio, sia chiaro. Se uno ci prova con mia moglie io non mi arrabbio: come deve fare uno a sapere se il suo interesse è corrisposto? Provandoci, è giusto.  Può non sapere che mia moglie è sposata, o magari può essere  che lo è ma si sta separando o è infelice. Mi posso arrabbiare solo se insiste una volta che sa che è sposata e che mia moglie lo ha rimpallato, ma anche lì non lo faccio per marcare il territorio o per rivendicare il bestiame, ma semmai perché se insisti di fronte a un suo rifiuto vuol dire che stai molestando.
Insomma, mariti: se siete gelosi mi fate ridere. Dimostrare insicurezza e animo povero. Io preferisco che non lo siate, come non lo sono io, perchè preferisco evitare i conflitti. Ma se lo siete, sappiate che rendete le cose ancora più facili per me. A meno che non abbiate mogli succubi, è vero... nel qual caso forse potreste averla vinta: perché le donne così succubi alla fine potrebbero non interessarmi più. Chi brucia un’amicizia a cuor leggero per accontentare un marito paleozoico mi merita come amico?
(Immagine: stile it)

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lunedì 3 luglio 2023

Indiana Jones ha una vita troppo movimentata per me





Lo so, è la controparte del mio rapporto matrimoniale (per dirla “à la Veltronì”) che mette in giro indirettamente voci su di me, sul fatto che non voglio fare mai niente, etc. Frequento poche persone: non vi sono altre spiegazioni, l’indagine è facile. E poi, dettaglio non secondario, non è neppure vero.

Io, lo ammetto, la autorizzo a usare la frase scaccia importuni “è colpa di mio marito” (sottinteso: “che è un pazzo”) quando deve giustificare (meglio: quando sente di dover giustificare) agli altri scelte o comportamenti che per me sono ovvi e normali se non doverosi ma per lei no. Del resto, essendo doverosi, deve tenerli, quindi io cerco di raggiungere il risultato, non importa se ammettendo o favorendo che si dia, classicamente, la colpa al marito (che poi è una tattica evergreen presso il gentil sesso). Ma non l’ho mai autorizzata a dire quelle cose là, che non son mica vere e mi mettono in cattiva luce.

Voi direte: è gelosia. Se ti svaluta, meno occhi le altre ti mettono addosso. Uhm... la spiegazione in sé sarebbe ragionevole, ma nel nostro caso non regge: se fosse così dovrei invitarla a fare un esamino, perché la gelosia ora come ora sarebbe fuori posto come un nudista in un monastero, da parte sua (da parte mia mai avuto questa fobia). Quindi è altro, chissà. Forse è gelosia (sua) innata, inconscia.

Certo, trent’anni fa avevo più energie, più illusioni (poche di più), più salute (anche se per ora reggo, ma la chiave è tutta in quel “per ora”) e meno problemi di quelli attuali, che sono notevoli e che la controparte facilmente dimentica o sottovaluta. Non dimentica o sottovaluta per cattiveria (spero), ma per tendenza innata e deleteria (acclarata).

L’età non ancora marcia ma ormai ben lontana dall’essere in fiore e i problemi del momento contribuiscono all’umore e non ho mai visto uno a cui hanno appena seppellito un genitore o amputato un braccio aver voglia di uscire di continuo o di organizzare e di fare cose (ehi, sono solo due esempi, nell’ultimo mese l’unica mia tragedia è aver versato un bicchiere di prosecco sulla tovaglia -ma ci sono altri guai meno recenti che si prolungano). E poi, detto fra noi, se oggi tu desiderassi scampare all’attacco di un coccodrillo e domani conversare con un principe saudita forse avresti dovuto fare scelte diverse, qualche anno fa...

Ma da qui a dire che sarei pigro, senza voglia di far nulla, etc. (uso termini non suoi, non so cosa dice, ipotizzo) ce ne passa. Stanziale forse sì, ma è un’altra cosa. Diciamo che non sono vagabondo né uno che se per due ore non fa qualcosa (di mondano, si chiaro, perchè io la noia* non so cosa sia)  si sente mancare.
Ma poi, ripeto: andrebbe valutata la situazione attuale... ed è strano che non sappia valutarla proprio chi vi è immersa, come controparte.

Ma la vita è tutta un reticolo di misteri. E il tipo di rapporto di cui sopra è la réclame della vita.

Adesso che abbiamo accontentato il principe del guardonismo social, tale Marchino, e che vi siete un poco fatti gli affari miei, potete farvi un ghiacciolo o una birretta.

(*semmai la nausea sartriana)


Nota: nell’immagine le mie dimensioni sono falsate; io peso di più

(Immagine: pazienti it) 

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mercoledì 14 giugno 2023

Rutto nazionale

Rutto nazionale ———-Ma non perché abbiamo digerito i danni incalcolabili che quel tizio ha fatto al nostro Paese, alla nostra vita, al nostro futuro, no. E’ un rutto isterico. Da pancia vuota. Da gas. 
Vedete, se del fenomeno di Arcore mi ricordate tutto, in speciali tv lacrimosi e stucchevoli lunghi cinquanta ore, in inserti pieni di bava di quaranta pagine, quindi sia le cose buone (eh?) e le infamie, io vi sto pure a sentire. Se invece mi inventate solo cose buone, nascondete tutte le nefandezze, lo elevate a santo quando è delinquente, proclamate pure il lutto nazionale che non avete proclamato per Falcone, o Borsellino, o per un qualunque lavoratore morto sul lavoro o migrante morto in mare, allora nel torto siete voi. 
Lo so, siete i novax che adesso sparano caxxate su Papi: del resto la categoria del novax non è specifica, il novaxismo è la veste che indossa il boione durante una pandemia. Ma sotto c’è quello che nega il cambiamento climatico, quello che vota per farabutti e briganti, quello che guida come un maiale, quello che evade le tasse, quello che difende i dirigenti sportivi bari e corrotti. Siete sempre voi, cambiate solo distintivo.
Le vostre specifiche sono ignoranza crassa, mancanza di istruzione, pochi neuroni e tutti acciaccati, arroganza, ipocrisia, zero memoria storica, difficoltà ad articolare pensieri compiuti e a comprendere discorsi lunghi più di una riga e mezza. Siete un tipo universale ed eterno.
Io sono un fallito, ma i miei neuroni girano. Finirò sotto un ponte, ma non me la fai, non mi bevo le tue balle, non mi faccio fregare da buffoni e arraffoni, voi invece, che avete successo, denaro e vi vantate coma pavoni cerebrolesi, credete alle fole, ragionate come cactus e vi fate mettere nel sacco dal primo idiota trafficone che si presenta alla vostra porta. E siete pure convinti di avere un gran cervello: si chiama poraccitudine, la non consapevolezza della propria estrema limitatezza; ed è peggiore della sola estrema limitatezza. 

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lunedì 12 giugno 2023

Con me non provateci nemmeno

Io ho seguito tutto. Sin dal primo giorno. Ancor prima che entrasse nel calcio, rovinandolo. So tutto. Ricordo tutto. Con me non provateci nemmeno.
#B. 

Ragazzi, vi sento ipocriti o disinformati. Del resto i 20/30enni non sanno una fava di Papi. E i 40enni e over o l’hanno votato (bravicojoni) o hanno rimosso. Un uomo è morto. Non vado a ballare sulla sua tomba, perché io sono civile (lui no, finanziava chi uccideva, metteva bombe e scioglieva bimbi nell’acido). Ma quello che era da vivo, per me, è da morto. Esattamente. L’ipocrisia mettetevela dove sapete. E basta glorificare questo pessimo esempio di cittadino. Io rimpiango Kennedy, Strada, etc. Non evasori, frodatori, corruttori, finanziatori di mafia, bugiardi, etc. Dateci un taglio. Fate ridere i polli, ma solo quelli dementi. Ps: adesso leccarlo non serve più, svegliatevi! Dovete orientare le vostre lingue su nuove coordinate.

Il lutto nazionale proclamiamolo per chi, disperato, cerca di raggiungere le nostre coste dopo aver vissuto torture indicibili e finisce in fondo al mare perché non alziamo il culo per andare a salvarlo. Non per frodatori fiscali, finanziatori di mafia, ricchi immorali e dissoluti, delinquenti fatti e strafatti, pessimi cittadini, bugiardi e indegni. E’ uno schifo. Ed è un governo indegno.

La sua eredità, una corruzione morale devastante, una deriva politica, istituzionale inarrestabile, è viva. Ha distrutto le tv, il senso dello Stato, il calcio, la politica, il senso di appartenza, la solidarietà sociale. Il berlusconismo è una immensa e puzzolente piaga sociale, una malattia politica ed economica di proporzioni bibliche. Quello che ha toccato ha reso putrido. Il peggior Italiano di sempre, dal dopoguerra ad oggi, senza rivali. A seguire, chi lo ha favorito, aiutato, servito, leccato; chi ha violato la legge per salvarlo; chi lo ha difeso e idolatrato, raccontando menzogne in cambio di protezione o denaro; chi da lui si è fatto corrompere; chi ha sputato su Stato e popolo per agevolarlo: e sono in tanti, comprese le più alte cariche. E chi lo ha votato, non solo una volta (scelta idiota e ingenua) ma più volte (scelta inescusabile e complice; eversiva; anticostituzionale; antiItaliana).
Non voglio più sentir parlare di questo tizio.
Parliamo di chi si comporta da Uomo, di chi incarna i valori della Costituzione, di chi rispetta la legge e il prossimo, di chi agisce con onestà e per il bene comune. Di chi può dirsi essere umano degno.
La morte non cancella le infamie. La mia è coerenza e giustizia; la vostra, ignoranza, disinformazione, ipocrisia o servilismo.

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sabato 10 giugno 2023

Il Caso





Sfortuna e fortuna sono le arbitre della nostra vita. Ma sono solo due nomi che diamo, a seconda delle situazioni, a quello che è il vero Padrone delle nostre esistenze: il Caso.
Il perfetto, potentissimo, assoluto, orrido, malefico CASO.
Che colpisce, per l’appunto, a caso: senza una ragione, senza un filo conduttore, in un modo che pare democratico e invece è solo... casuale, quindi inspiegabile, inaccettabile, ingiusto, insopportabile.
Tutto quello che l’uomo si è inventato per nascondere questa atroce verità (destino, religioni, karma, etc) è solo favola, è solo spazzatura.
Consolatoria, quindi in molti casi utile: ma del tutto inconsistente.
E se lo capisci, per te la vita diventa una sofferenza vera.

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(Img: alassistenzalegale it)

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venerdì 2 giugno 2023

Il solito refrain


Confesso che sorrido sempre un po’ quando, in occasione di un femminicidio (mi adeguo alla maggioranza), sento dire che gli uomini andrebbero educati diversamente. Per non parlare della violenza omofoba, di cui ci scordiamo più volentieri. Mi vengono sempre in mente due o tre cose: 1) perché, adesso sono educati in qualche modo? 2) non è un problema di educazione degli uomini, è un problema ben più generale 3) non andrebbe educato diversamente anche chi uccide un uomo o un bambino, più persone o un animale? E chi ruba o distrugge l’ambiente naturale? 
Dire sempre questa frase annoia e, quel che più conta, non risolve nulla. Dà sempre l’idea dell’indignazione automatica, che scatta, fa la sua fiammata, dice le solite cose e poi passa. E tutto resta come prima, perché nessuno fa nulla e perché non son cose che si risolvono in due mesi o in due anni.
Non penso che gli uomini oggi vengano educati peggio o meglio delle donne. Il punto è che tutti vengono educati poco e male, di sfuggita, da genitori perlopiù inadatti al ruolo e magari a loro volta frutto di educazioni rabberciate, da una scuola che ormai non esiste quasi più sia nella sua funzione formativa che in quella educativa, da una tv e da altri media (i social) che hanno preso il posto di famiglia e scuola e fanno danni ciclopici.
Viviamo in una società in cui regna l’ingiustizia, di tutti i tipi; la disonestà; l’importanza dell’apparire; i valori futili come la fama e il denaro; la cattiveria. Una società in cui ognuno si fa gli affari suoi e cerca di arraffare quanto più può, calpestando gli altri, se necessario. In cui non vi è rispetto per la vita umana in genere (poveri, migranti, malati, vecchi), anzi disprezzo assoluto per persone, animali e cose: perché quindi vi dovrebbe essere rispetto per una donna? Pensate davvero che facendo frequentare un corso di educazione sentimentale di trenta ore ai maschietti di quindici anni il mondo cambierebbe? Non diciamo eresie. In primaria tutti i bambini sono per la pace, per l’ambiente pulito, per la lotta alla fame nel mondo; tutti i bambini sono contro il razzismo e fanno bei disegni e bei temi. Tutti. Poi a quindici o sedici anni cominciano a comportarsi da adulti indegni e molti finiscono per diventare pessimi cittadini, esseri umani indegni, e per votare per partiti e politici indegni e portatori di idee disumane. Come mai?
Punto primo, non cambi il mondo con due misure e in due anni: sono processi complessi e di lungo periodo, incompatibili con la deriva che ci spinge da anni. La scuola è massacrata da decenni, poiché lo scopo è formare operai con salari da fame; la politica è il regno dei corrotti e non pensa al bene comune; la tv (concentrata nelle mani di pochi e al serviio esclusivo degli interessi di questi) non educa né forma , e non informa: sparge falsità e veleno nel cuore dei nostri giovani; non vi sono più esempi positivi, anzi il contrario: oggi fa strada chi peggio agisce. E’ una società malata, come può far crescere individui sani e retti? Giusto per via di qualche eccezione...
Quindi si stava meglio una volta? Io dico di no. Semplicemente, era diverso. E di certo il mondo, nei secoli passati, non era meno violento o ingiusto. Una volta la donna era schiava del marito, e non vi era la possibilità del divorzio; nel rapporto a due un soggetto era il più forte e aveva più potere, anche sociale, e la cosa non era minimamente in discussione; per non parlare del delitto d’onore, dei matrimoni combinati (che in alcune culture sono la regola anche oggi), delle mille disparità di trattamento. Oggi le donne si stanno prendendo la rivincita e, essendo ahimè anch’esse dei semplici esseri umani, sbagliano quanto e come gli uomini, ma questo non basta a spiegare o a risolvere le cose. E’ solo cambiato un po’ l’equilibrio delle forze, ma l’ignoranza e la cattiveria che una volta informavano i rapporti umani ci sono anche oggi, con la differenza che allora magari schiavizzavi e discriminavi, oggi se non ti garba come vanno le cose uccidi. E’ una reazione diversa, ma sempre bestiale, e frutto sempre di educazioni sbagliate e di individui indegni. Sono cambiate le cose? Sì. Sono migliorate o sono peggiorate? Io non vedo progressi o grandi peggioramenti.
Quindi non è possibile fare nulla? No, qualcosa si può fare. Come si potrebbe fare qualcosa per impedire che nonostante ogni anno si producano sul nostro pianeta alimenti per 12 miliardi di persone, una fetta considerevole dell’umanità (che in tutto è 8 miliardi) muoia di fame; o per impedire che vi siano guerre, catasfrofi ambientali, ingiustizie. Ma secondo voi si fa qualcosa? Forse sì... E’ abbastanza? Assolutamente no. Cambiano le cose? Ma quando mai? E vorreste cambiare voi le cose educando “meglio” gli uomini? Ma per favore....
Ci vuole la volontà di cambiare; questa volontà deve essere di molti, se non di tutti, e soprattutto di chi ha in mano le leve del potere; e ci vogliono fatti concreti, e piani coerenti e congrui e di lungo periodo.
Non puoi toccare Caino, giusto? E Caino deve essere rieducato (la pena è rieducativa), e ha diritto a attenuanti, infermità o semi-infermità mentale, sconti di pena. E anche l’ergastolo è disumano, quindi poi, dopo aver ucciso senza motivo una donna, o un uomo, il nostro eroe, condannato a 16 anni, esce dopo averni scontati 9 o 10, e ha un lavoro e una nuova vita. La pena deve avere una funzione rieducativa, certo, ma anche punitiva e deterrente: secondo voi la fine che fanno gli omicidi spaventa qualcuno? L’uomo è una bestia, spesso non uccide anche per paura delle conseguenze, è triste dirlo ma è così. Ma di quali conseguenze parliamo? Ci sono terroristi con decine di morti  sulla coscienza che oggi scrivono libri, fanno conferenza, vanno in tv, guadagnano...
Quindi ci vuole una scuola diversa, che non mandi i sedicenni a morire in fabbrica con l’alternanza scuola-lavoro; che formi in maniera completa e adeguata uomini e cittadini; che premi chi si impegna e penalizzi chi non si impegna; oggi essere bocciati in primaria è impossibile, in secondaria proibitivo; oggi non si danno i voti per non turbare gli alunni; non si comunica la classifica nei tornei sportivi dei piccoli per non istillare la competività (eh???), oggi si tollera tutto, quanto a disciplina, e i maestri sono spesso inadeguati, sempre mal pagati e sempre senza alcun potere, quindi di fatto quasi impossibilitati a svolgere un ruolo fattivo. Una scuola, certo, in cui si insegna più educazione civica e sentimentale e meno altre materie meno importanti o addirittura dannose; in cui vi è più disciplina e rispetto, delle regole e del prossimo. Un mondo diverso, in cui l’onestà e la solidarietà sono incentivate e premiate, e i comportamenti violenti e asociali puniti con ferocia. Un mondo in cui chi ruba soldi pubblici o deturpa l’ambiente e le cose di tutti  diventa un emarginato e viene messo all’indice e in cui chi uccide, e non vi è traccia di uno straccio di ragione (ammesso che vi possa essere una ragione -ma in alcuni casi si può intravedere), paga col bene che ha tolto, non con dieci anni di galera quando gli va male. E che galera, poi? Privazione della libertà e rieducazione? No, inferni sulla terra, cinque in cella, soprusi di ogni tipo, scarsa igiene, etc.
In qualsiasi agglomerato umano (famiglia, associazione, azienda, comunità di vario tipo, società nel suo complesso) se non vi sono uguaglianza, giustizia, rispetto, meritocrazia, empatia, poche regole e chiare e uguali per tutti e punizioni feroci in caso di violazione delle stesse, non vi è futuro.
Allora quando apprendiamo di un barbaro omicidio o femmincidio, o di guerre insulse, ingiustizia feroci, disuguaglianze sanguinose, dobbiamo fare spallucce? No di certo. Ma questa indignazione a comando che dopo poco sfuma mi ha stufato assai. Nella nostra vita siamo all’altezza dell’indignazione che manifestiamo ogni volta che succede un fattaccio di quelli citati?
Non basta educare i propri figli ai giusti valori e al rispetto della vita umana, se poi la società in cui crescono è come quella di oggi: è come cercare di svuotare il mare con un secchiello.
Ecco perché dico che non cambierà mai nulla.
Ecco perché quando accadono fatti come quelli di cui si discute in questi giorni non mi stupisco e non mi indigno più: non credo che l’umanità nel suo complesso possa farcela, a salvarsi dai suoi tragici difetti.
Cerco di fare il meglio, certo, in tutto. Ma so che non cambierò il mondo. Non ho più l’età per illudermi.


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