Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * FONTI * ALIZEE *


.
Se trovi interessante quel che scrivo non sai cosa ti perdi su Twitter e Facebook.
Se non mi trovi interessante, lo accetto, ma hai un problema! :-)

Visualizzazione post con etichetta calcio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calcio. Mostra tutti i post

martedì 24 giugno 2025

Facciamo il punto e spieghiamola semplice (perché è semplice)

Dopo settimane di deliri in cui giornalisti, politici, tesserati, tifosi, idioti semplici hanno scritto cumuli di bugie, invenzioni, calunnie a danno della Unione Calcio Sampdoria (società calcistica fra le prime 7 in Italia, l’unica assieme ad altre cinque ad aver giocato una finale di Coppa dei Campioni, l’unica assieme ad altre sei a non essere mai andata in C, e con un palmares di 7 trofei principali) cosa resta? La loro immensa stupidità, la loro ignoranza, la loro malafede.
E spero qualche condanna.

Complotto salvasamp? Solo l’averlo pensato, di fronte ai fatti accaduti, denota che il cervello oggi è un optional.

Una società sportiva non paga nei primi mesi dell’anno due scadenze fiscali/previdenziali, o peggio: le paga con crediti fasulli, inesistenti, quindi con carta straccia. La pena prevista (piaccia o no, e a me non piace) è 4 punti.
In quanto tempo emerge questa irregolarità? Mesi. Perché? Lentezze burocratiche assurde, ma tipicamente italiche. Fra l’altro fummo vittime anche noi di una pena simile due anni fa (-2 punti) per aver pagato, attenzione, con denaro buono, le scadenze, ma con pochi giorni di ritardo…. Ma allora non ricordo polemiche o accuse, non ricordo voci su “complotti affossasamp”.

Tolti ovviamente 4 punti alla squadra colpevole della violazione (i colpevoli poi sarebbero semmai i dirigenti, non certo giocatori e tifosi), la classifica viene riscritta e la Samp, da retrocessa, accede ovviamente ai playout.
Non vedo nulla di strano, irregolare, sospetto. E’ tutto perfino scontato, banale.

Si fanno i playout (in condizioni disagevoli per Samp e Salernitana: sei settimane di inattività ufficiale, caldo enorme, giocatori in scadenza, etc.) e la Samp se li aggiudica giocando nettamente meglio e approcciandoli nettamente meglio da un punto di vista mentale. Quindi la Samp resta in B (non è ripescata, occhio: resta in B dopo regolare playout, è diverso).
Tutto il resto è fango.

Se qualcuno avesse voluto salvare la Samp (accontentiamo per un attimo i decerebrati di cui sopra) avrebbe potuto far molto meglio, per esempio:
1) non negare alla Samp, durante il torneo, il gol regolarissimo segnato al Brescia o alcuni rigori netti degli ultimi match; l’avrebbe salvata senza scandali, semplicemente applicando… equità! 2) allargare la B a 21 squadre senza far giocare i playout in piena estate. E invece si sono i fatti i playout, conseguenza diretta delle violazioni del Brescia, poi (attenzione: poi) fallito, e la Samp li ha vinti nettamente (2-0 e 2-0).

Che dire poi dei poveri genoani che festeggiano a inizio maggio la nostra “rovina” (facendosi ridere dietro da tutto il mondo, tolto qualche imbecille) e fanno un finto funerale senza assicurarsi che nella bara ci sia il morto? E he ancora oggi delirano di complotti del Palazzo per salvarci? Che sono buffoni e idioti. E che il loro conclamato, patologico, incancrenito complesso di inferiorità è (giustificabile e) gravissimo. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 23 maggio 2025

Varie di calcio, di politica, di donne che mi…

*VARIE DI CALCIO, DI POLITICA E DI DONNE CHE MI STIMAVANO ALLA GRANDISSIMA E POI…*

Contento che vinca il Napoli (però ribadisco: Conte MAI piaciuto, e non parlo di tattica) ma desiderei quel che desidero da decenni: un campionato regolare, senza ombre lunghe come una notte di sei mesi senza luna. E anche quest’anno non l’ho avuto, né in A né in B.
Ci credo che la Salernitana avrebbe voluto giocare il playout col Frosinone prima di sapere la sentenza sul caso Brescia: in questo modo avrebbe avuto la B assicurata, ehehehehe! O vincendo il playout, o anche… perdendolo, col Brescia poi condannato. Salernitani, non siamo tutti scemi qui sulle rive del Bisagno, eh!
Stasera gli juventini sono felici. La stupenda e miserevole e miserabile paranoia antinerazzurra, rinfocolata dallo schifo di Calciopoli (i cui autori sono venerati a Torino) è grave e vi rende provinciali. Per dire, è tipo quella dei bicolori genovesi (ma appunto loro sono provinciali, voi in teoria no…)
Far giocare un playout a metà o fine giugno, dopo un mese senza partite ufficiali, coi giocatori già mentalmente in vacanza o prossimi a scadenza, è una enorme boiata, sarebbe la conclusione falsata di un torneo falsato (dal caso Brescia e da altre cosucce).
Quel belinone di Trump (nonché complice del massa -cratore di bambini) la finisce di sparare minchiate al solo scopo di far guadagnare milioni in borsa ai suoi amici? E’ un reato. E lui è un idiota al cubo, vedi decisione su Harvard, nemmeno una scimmia acefala.
Capezzone definisce “politica” israeliana la barbara ucci -sione di 65/70 mila civili innocenti, tra cui 20mila bambini. Devo commentare? Non ho abbastaza soldi per reggere la causa eventuale di un deputato a 13mila/mese nostri.
A luglio mi definiva “una persona meritevole”, che aiuta tutti, sagace, ironico,  che regala calore, con cui è un piacere lavorare, che lascia “un solco nei nostri cuori”, che è “un’anima speciale” e neppure lui “sa quanto vale”, ed è un “collega d’oro, ciao e “grazie di tutto”!
A gennaio (mai visti nel frattempo) si convince che io ho fatto una cosa che NON ho fatto (spiace deluderla, ma se non l’ho fatta dire che l’ho fatta sarebbe mentire, e una persona così meritevole non può mentire) e non vuole sentir ragioni: accuse e offese. In pratica dimostra di non avere la minima fiducia in una persona che aveva definito come sopra.
Io, se pensassi quel po’ po’ di robetta su una persona, la starei a sentire e fra le mie paranoie (certe e nette) e le sue affermazioni opterei per queste ultime. C’est la vie, direbbe il poeta. Io penso altro.
La cosa peggiore della morte sarebbe sapere di essere morti. Sarebbe peggiore di tutto il resto, che già fa schifo assai.
Inviterei la Samp a denunciare il pres. del Brescia o quanto meno a valutare attentamente se ci sono gli estremi per farlo, perché se davvero oggi ha detto quello che ha detto, dopo aver ammesso nei giorni scorsi la storia dei crediti inesistenti, merita di pagarla. Le regole sono chiare e due anni fa ne abbiamo fatto le spese pure noi (e per un semplice ritardo, cosa molto meno grave). Non cerchi ridicole scuse e non inventi fandonie per salvarsi la faccia. Fra l’altro ce l’ha con noi da due anni, quindi è anche poco credibile.
— 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 4 maggio 2025

Piccola analisi a favore di chi, mio concittadino, non era…

*PICCOLA ANALISI A FAVORE DI CHI, MIO CONCITTADINO, NON ERA NATO (come me) E (a differenza di  me) PARLA SENZA AVER STUDIATO*

Io ho sempre riconosciuto i 9 scudetti assegnati al Genoa calcio (dei quali mi frega solo poco), chi sono per decidere io dei palmares altrui? Però dobbiamo capirci: chiamarli scudetti è fuorviante. Perché se si vuole essere onesti le cose bisogna dirle per intero, non solo la parte che più piace: troppo comodo.
Partite giocate dal Milan per laurearsi campione d’Italia nel 1987: TRENTA (otto mesi)
Partite giocate dalla Juve per laurearsi campione d’Italia nel 2019: TRENTOTTO (nove mesi).
Partite giocate dalla Sampdoria per laurearsi campione d’Italia nel 1991: TRENTAQUATTRO (otto mesi)
Partite giocate dall’Inter  per laurearsi campione d’Italia nel 2010: TRENTOTTO (nove mesi).
I campionati moderni durano da 30 a 38 giornate, in genere (8-9 mesi).

E veniamo al Genoa. Che vince 9 “scudetti” fra il 1898 e il 1924. Quando ancora non esiste la “serie A”, che nasce nel 1929. E quando ancora non si assegna quello che oggi chiamiamo “scudetto”.

Come li vince questi campionati il Genoa?

1898: giocando DUE PARTITE. Il campionato dura UN GIORNO (è un torneo quadrangolare).
1899: giocando UNA PARTITA (ripeto: UNA). Il campionato dura 14 giorni.
1900: giocando DUE PARTITE. Il torneo dura un mese e mezzo.
1902: giocando QUATTRO PARTITE. Il torneo dura un mese e mezzo.
1903: giocando UNA partita. Il torneo dura un mese e mezzo.
1904: giocando UNA partita . Il torneo dura tre settimane.
—-QUINDI FIN QUI il Genoa vince 6 “scudetti” giocando 11 partite in tutto… quando, come detto, nei campionati “moderni” ce ne vogliono da 180 a 228, di partite…—-
1915: settimo “scudetto”, ma pasticciaccio. Si giocano 21 partite, ma attenzione: campionato sospeso per la guerra, scudetto assegnato al Genoa a campionato non finito e quando l’esito del torneo era ancora incerto. Vi è il dubbio che fosse stato assegnato al Genoa solo il titolo di vincitore del Girone Nord. In ogni caso si dovevano ancora giocare partite decisive. Genoa dichiarato vincitore in quanto “favorito” per decisione postbellica della FIGC. Vi erano inoltre sospetti di conflitto di interesse mai chiariti. Quindi vinto non sul campo ma in seguito a decisione fantasiosa.
1923: giocando 28 partite. 
1924: giocando 24 partite. Solo quest’anno nasce lo “scudetto”. Piccola perla: la finale di andata della Lega Nord fu omologata (vittoria Genoa) nonostante l’invasione di campo di un tifoso del Genoa che stese con un pu -gno un giocatore del Bologna! Quella di ritorno a Bologna fu data persa a tavolino al Bologna per le “intemperenze del pubblico”…. (Si parlò di due pesi e due misure).

Conclusione.

Hai vinto 9 scudetti, ma i primi 6 li vinci giocando 11 partite (alla Sampdoria del 1985 furono necessarie 13 partite (nell’arco di diversi mesi) solo per vincere la sua prima Coppa Italia…).
Il settimo non lo vinci sul campo; per via della guerra ti viene assegnato a tavolino quando l’esito è incertissimo.
Gli altri 2, gli ultiimi 2, sono gli unici che assomigliano a campionati standard come durata (ma vedi pasticciaccio della finale col Bologna).

Quindi?
Son 9. Ma abbiamo visto come. Di campionati che si possano definire standard ed equiparare a quelli moderni (la serie A nasce nel 1929) ce ne sono solo 2. Gli altri assomigliano a tornei di una o due partite. 

Solo per precisare, eh. Perché le cose van dette per intero. Inutile dire poi che “voi avete vinto la Coppa delle Coppe che nemmeno esiste più”… Perché, il campionato non ha cambiato nome? Nessuna di quelle 9 cosette è campionato di serie A, se vogliamo dirla tutta… E perché, la Coppa Campioni esiste ancora? E comunque, quando esisteva, ed era la vera Coppa dei Campioni perché vi partecipavano solo i campioni nazionali, non come oggi, alla prima partecipazione siamo arrivati secondi! Consideriamo poi che la Samp vinse lo scudetto dopo 34 partite (non una o due o cinque…) in un torneo in cui vi erano i migliori giocatori d’Europa: il MIlan di Gullit, Rijkaard, Baresi, Maldini e Van Basten allenati da Sacchi, la Juve di Baggio, Tacconi, Casiraghi e Schillaci, l’Inter di Klinsmann, Zenga, Brehme, Trapattoni e Matthaus, il Napoli di Maradona, Careca, Alemao  e Zola. E non perse nessuna delle 12 partite interne ed esterne con Milan, Juve, Inter, Napoli, Roma, Lazio.

Se poi passiamo a considerare le partite giocate in Europa; le coppe nazionali ed europee vinte; il totale delle finali italiane ed europee giocate; gli anni giocati in A; i piazzamenti ottenuti in A; il numero di derby vinti allora è notte completa.

Sì, il Genoa rivendica un decimo scudetto (in maniera bizzarra, dato che accogliendo il ricorso si dovrebbe assegnare al Genoa l’accesso alla semifinale e non il titolo di quell’anno, se la logica ha ancora un senso)… ma noi pensiamo subito ai 4 scudetti dell’Andrea Doria (secondo alcuni 5) vinti, riconosciuti dalle autorità calcistiche e poi, anni dopo, per motivi politici, disconosciuti…

Le parole sono importanti, la storia ha valore, ma va raccontata bene, inutile far giochetti. Altrimenti si fa confusione. 9 scudetti ok ma almeno 6 tipo trofeo birra Moretti e 1 assegnato per simpatia.

Per quel che vale questa cosa eh. Perché noi avevamo prospettive un po’ più ampie della supremazia cittadina (comunque granitica da quando esistiamo) e difatti siamo arrivati un po’ più lontano. Far meglio dei rivali concittadini può far piacere, ma non è obiettivo esaustivo per noi.

Da notare che io ho citato solo fatti, non invenzioni o opinioni. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 2 maggio 2025

Prendiamola così


 
 
PRENDIAMOLA COSI'
(Riflessione per Doriani)
---
Se nel 1979 L'Arcangelo Gabriele fosse sceso ai piedi della Sud e ci avesse detto:
"Ho una bruttissima notizia, cari i miei turbolenti ragazzi: andrete in C nel giro di dodici mesi perché così vuole il Cielo e poi impiegherete qualche annetto -più del dovuto- a tornare in A, ma poi da quel momento avrete un Presidente-Papà che vi educherà e coccolerà nel miglior modo possibile, e farete parlare di voi in Italia ed Europa per decenni, giocherete 10 finali di cui 9 in soli 10 anni, vincerete, voi che in bacheca avete solo 4 Viareggio, 1 scudetto sfiorandone altri due, 4 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa d'Italia, una ventina di tornei estivi di cui alcuni prestigiosi e sei volte il titolo di capocanniere, e sarete anche vicecampioni d'Europa, continuando peraltro a mantenere il primato di vittorie nei derby e diffondendo ovunque gioia, sportività e simpatia.... ci state?
Cosa avremmo risposto? Io avrei firmato ovunque, anche sull'ala di Gabriele.
Ecco, ragazzi. Speriamo di sfangarla, ma se sarà C, prendiamola così.
Perché è un buon modo di prenderla. Perché noi sappiamo prendere anche le cose meno belle. Perché noi abbiamo i colori più belli del mondo, una filosofia sportiva unica, il ricordo di un Presidente quale mai nessuno ha avuto o avrà e anche, il che non è vitale ma aiuta, qualche bel trofeo serio da lucidare ogni tanto, vinto con le nostre sole forze, contro tutto e contro tutti, senza indebitarci.
--
Immagine: blucerchiando punto com
 
 
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 1 maggio 2025

Noi risaliremo, voi mai

Che i dirigenti abbiano colpe grandi è assodato, tornarci su è esercizio noioso sebbene necessario. Ci hanno preso per portarci in A in 1-2 anni, ci stanno portando in C, dopo una serie di errori non da poco, il più grande dei quali è stato, non capendo nulla di calcio, non affidarsi a chi ne sa; quando lo hanno fatto è stato, a occhio, troppo tardi. Questo errore è imperdonabile. Se non sai quel che fai, generalmente farai molto male; non ammetterlo, è arroganza, il cui prezzo noi ora paghiamo. La riconoscenza per averci salvato (dal fallimento e da cosa? Dalla D) non può influenzare il giudizio sull’operato deficitario di persone non competenti che ci stanno portando un gradino più su di quella D.

Detto questo, e citati per dovere i soliti 8-10 punti che ci hanno letteralmente scippato, e la sfortuna non banale che ci perseguita (infortuni e altro), restano gli allenatori e i giocatori, essendo i rifosi non solo gli assolti per definizione, ma i veri eroi e le vere vittime di questa situazione: noi meriteremmo di giocarci ogni anno lo scudetto, siamo qui a vedere una vittoria ogni sei mesi.

Gli allenatori sono stati tre prima degli attuali: nessuno ha fatto errori gravi, tutti hanno fatto errori e non molto di buono; è bastato per portarci dove siamo, però. Gli attuali sono troppo pure per noi, francamente, e sono qui per amore, stanno facendo di tutto: non potrò mai addebitare loro alcuna colpa. Saranno gli unici a uscirne a testa alta, assieme a noi tifosi e alla “maglia”, spesso non onorata, ma sempre fulgida.

I giocatori, alla fine, sono i colpevoli principali dello scarso rendimento tecnico, tattico e agonistico della squadra: perché nonostante una dirigenza che va a tentoni (sta imparando -poco e a nostre spese), allenatori solo normali, sfiga e solite direzioni di gara “calciopolosche” (possibile che in questo Paese di buffoni ne dobbiamo subire almeno una decina all’anno, poco più poco meno?), in campo, come si dice, vanno loro, e loro hanno mostrato limiti caratteriali, psicologici, motivazionali notevoli che li hanno portati a rendere molto meno di quello che avrebbero potuto perché se una cosa è certa è che come rosa non siamo da C nemmeno se sogni, ma una squadra non è la semplice sommatoria di undici o ventidue individui, è molto ma molto di più e noi, reduci da quindici anni d’oro zecchino, lo sappiamo bene.

Questi giocatori, questi allenatori (fatto salvo lo staff attuale) saranno sradicati dalla nostra memoria collettiva. Non ci saranno memories, fotografie, retrospettive su quello che hanno fatto, e sapete perché? Perché, ciascuno nel suo piccolo, e chi più e chi meno, non hanno dato tutto e questo, a Genova dai quattro colori, è gravissimo. Non esiste cosa peggiore, nessuna sconfita è peggiore di questo per noi. Spero che questo fatto sia chiaro, ma so che non lo capirete, cogliere la particolarità della nostra realtà non è per tutti.

Oggi, con i grigiorossi, piuttosto antipatici (Pickel non ha fatto che lamentarsi e non ha preso neppure un giallo per la sua permanente rottura di cogli0 -ni), con una telecronaca non assurda come spesso capitava fino ad alcune settimane fa ma nemmeno perfetta e con un arbitro (5,5) del tipo “imparziale ma di qualità rivedibile” (gli altri, nella mia classificazione scientifica di B, sono “quelli che arbitrano bene e hanno qualità” -rari- e “quelli che ti affossano con errori non spiegabili” -quindi non sono errori-, e di questi ce ne capitano sempre troppi, anche se la categoria più frequente è la prima che ho citato) abbiamo giocato un buon primo tempo davvero (bel gioco, bell’atteggiamento, 4 occasioni grandi a 1, si meritava di andare sul 2-0). Non ci siamo riusciti e nel secondo tempo abbiamo giocato poco, forse non ne avevamo più, senza però subire granché. Ma a noi adesso servono i punti a pacchetti di tre, quindi questo pareggio evita di condannarci stasera, forse, ma non sposta molto, se non vai a battere Catanzaro e Salerno.

Avessimo giocato così a Carrara (almeno come nel primo tempo odierno), per dirne una, avremmo vinto seccamente; ma non lo abbiamo fatto. Oggi sì, ma davanti c’era la Cremonese.

In verità, sulla carta, avremmo avuto e avremmo anche ora, tranquillamente (e sottolineo tranquillamente), la capacità tecnica e tattica, nonchè la forza morale di un ambiente paradisiaco per chi vuol giocare a calcio, per salvarci con agio (anzi, avremmo potuto puntare almeno ai playoff). Ma non riusciamo a tradurre questa potenzialità in eventi fattuali e abbiamo sopra elencato le colpe. Ce l’avremmo anche ora, perché possiamo tranquillamente  fare 5-6 punti nelle restanti tre. Ma in potenza, ecco il punto. Come accade non proprio di rado, retrocederà una squadra che se leggi i nomi dici che è una roba impossibile, ma ci è già successo anni fa, il calcio è così.
Lo stipendio arriva lo stesso, fare di undici uomini una squadra è una cosa non facile e ci vuole materiale umano predisposto a questo. Ma il materiale umano, e altre mille cose, non le ho scelte io. Io però non avrei il denaro per fare scelte, quindi occorre prendere quel che viene: la C, la demenza senile (presente anche e soprattutto nei giovani) dei complessati e patetici tifosi a due colori, i discorsi idioti di chi, giornalista o cazzaro comune, non sa quasi nulla di noi e pontificherà. Va bene così, ce la faremo. Dalla C risaliremo, è certo. Chi ci ha portato qui, invece (calciatori, allenatori, dirigenti, sistema arbitrale, un certo titolare di apparati filtranti e il delinquente non filtrato) da questo abisso morale non si toglierà mai. 
Come quel tale che si inventò un rigore a Bologna (lo ammise) e quello che si inventò una punizione a Londra (lo riconobbe); quei figuri che cambiarono il regolamento della qualificazione a un posto Uefa a campionato inoltrato per favorire una nota squadra bicolore; quei pagliacci che molte volte, in molte partite, ci hanno affossato di proposito per obbedire ai desideri degli squali di uno sport infetto; chi si è venduto (letteralmente e reo confesso) il derby pugliese e ci ha condannato alla B; chi è rimasto a guardare mentre trafficoni vari ci stavano spolpando e sarebbe dovuto intervenire per legge, o per amore e senso del dovere e nulla ha fatto.
Siete tutti coperti di fango, la faccia e il sedere, francamente indistinguibili. Noi no, al massimo saremo solo in C. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 7 aprile 2025

La più grande svolta romantica del calcio italiano




Astraendomi dalla situazione contingente, e senza voler fare previsioni, senza perdermi in entusiasmi infondati quanto al verdetto del campo, e senza cambiare il mio giudizio sull’operato di tutti i soggetti Samp in questi ultimi anni,  posso dire con certezza che, indipendentemente dall’esito del campionato, questa è e resterà LA PIU’ GRANDE SVOLTA ROMANTICA DEL CALCIO ITALIANO.
E poteva succedere solo a Sampdoria.
Che, come sappiamo, è specialista dell’amore.
In un calcio ormai irriconoscibile, malato, spento, dominato dai quattrini, una cosa incredibile.
Se devo pensare ad episodi di minor portata storica ma di uguale valore sentimentale penso alle scelte di vita di Gigi Riva e di Giancarlo Antognoni.
E… ovviamente, penso all’Europeo del 2020, l’unico mai dedicato a una intera città, a una intera tifoseria.
— 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Comunque vada è già una pagina di storia

Riportare a casa Lombardo, Mancini, Evani è un’idea buona che andava fatta molto prima. E cosa aspettiamo a coinvolgere gli ottimi Invernizzi, Lanna (eroe della rinascita), Salsano, Mannini, etc? 
SI parla di Evani in panca, Lombardo secondo, Mancini sr. Consigliere del Presidente, Mancini jr. Ds (di nuovo). Forse altri. 
Non so.
Di certo, se tornano, è che quello che sta accadendo in queste ore è una pagina di storia, indipendentemente dall’esito della stagione.
#Samp 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Marchiati a fuoco


22 match, 2 vittorie.
Dopo anni e anni (non è per dire, sono anni e anni) di fantasmi in campo, buffoni, incapaci o delinquenti dietro la scrivania. Di giornalisti nemici o venduti, di arbitri indecenti, di istituzioni cittadine nemiche, di imprenditori locali ignavi e senza pudore, di direttori sportivi pazzoidi, di giocatori mercenari, di avventurieri venuti qui a prenderci in giro.
Reazioni: anni fa uno schiaffetto; fischi sempre al 90’, in partita la Gradinata a sostenervi sempre senza se e senza ma. Pochi giorni fa due sas -setti contro il pullman da parte di qualche facinoroso imbecille (poco doriano).
Quindi città ideale: clima buono, atmosfera rilassata, amore incondizionato, tifoseria pazzesca, poche pressioni.

Ma:

Sanno che sono senza scuse, sanno che sono senza vergogna, sanno che hanno torto marcio e che stanno per consacrare la loro faccia all’impresa più schifosa di sempre.

Sarete ricordati come quelli che hanno mandato in C la Sampdoria, una società nata nel 1946, vincitrice di 7 trofei maggiori, 11 minori, e altre 6 volte finalista di coppe italiane/europee, protagonista di tanti e tanti anni di A onorevole, di un quarto posto clamoroso nei ‘60, di un decennio splendido culminato con lo scudetto vinto contro tutti e contro squadre imbottite dei migliori giocatori mondiali dell’epoca e con una Coppa dalle Grandi Orecchie scippata a pochi minuti dalla fine dei supplementari e vissuta come una favola fino alla serata di Wembley. Un club che si è costruito un nome in Italia e nel mondo; conosciutissimo e ammirato in Europa per il suo bel gioco degli ‘80 e dei ‘90, per le vittorie, la sportività, la simpatia, i colori. Una squadra che ha dato lustro a Genova, a secco di vittorie in campo calcistico da un secolo, e all’Italia. Di fatto, uno dei più importanti 7 club del campionato italiano, che è uno dei 3-4 tornei più importanti al mondo. Un club che ha visto tra le sue fila campioni di valore incredibile e un Presidente unico nella storia dello sport italiano. Una tifoseria se non unica assolutamente rara; corretta, paziente, innamorata, fantasiosa, colorata, gioiosa. 
Sanno che stanno per passare alla storia per aver fatto schifo non tanto come calciatori quanto come uomini. 
Hanno vergogna a farsi vedere e fanno bene. Incapaci di fare gruppo, di sacrificarsi, di applicarsi, di lottare, di metterci palle, cuore e grinta, di ripagare questo amore che abbiamo sempre dato. Ma capaci di incassare i quattrini (tanti) a fine mese. Incapaci di rappresentare una città come Genova, di vestire una maglia di questo livello.
Il punto è che le capacità tecniche per restare in B le hanno, mancano altre qualità; questo rende la cosa più grave.
Quindi, senza che nulla sia accaduto, loro “sanno” tutto questo e oggi nemmeno tornano a Genova.
Bene.
Buon ritiro….
(Ps: e se per caso vi salvaste, spero eviterete di partecipare ai nostri festeggiamenti).
——-
#AmoreEterno #QuattroColori #NoiCiSiamoECiSaremoVoiChiSiete? 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 31 marzo 2025

Noi ci saremo sempre

Sei anni che facciamo discretamente schifo e che ci affossanno quando proviamo a rialzarci. Sei anni che non onoriamo questa maglia unica. Un presidente che ha demolito la società, senza che nessuno fra quelli che avrebbero dovuto intervenisse, e che vi era entrato con la benedizione di sappiamo chi. Una retrocessione. Direzioni di gara indegne. Sfortuna e infortuni a pioggia. Campagne acquisti sballate. Mele marce a pacchetti. Un quasi fallimento. I paletti al mercato. Un cambio di allenatore ogni tre mesi, come i club guidati da ciechi o trafficoni. Adesso i playout o quasi. 2 vittorie in 21 match.
Eppure: quasi 25mila spettatori domenica e uno stadio vestito a festa, come se ci giocassimo lo scudetto.
Noi siamo e siamo sempre stati i migliori, una tifoseria da Champions. Una tifoseria modello in tutto il mondo. Che ha un amore infinito e una pazienza enorme (non infinita).
Noi rimarremo e c’eravamo, voi passate. Noi siamo la Samp, voi forse e, adesso, no.
Volete lasciare un segno decente su questa bandiera o essere ricordati come il punto più schifoso di una storia gloriosa?
Noi ci saremo sempre, Paolo vive in noi, i quattro colori sono più vivi che mai. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Di Samp e di calcio, di sport e di vita, di cuore e quattrini



Oggi conta solo la materia, lo spirituale è andato. Lotti anche o solo perché ti pagano, ma poi ti pagano lo stesso, e in misura abominevole, quindi? Certi valori o li hai dentro o un po’ di zeri in fila bastano e avanzano per far evaporare qualsiasi sentimento, specialmente se era già evanescente. Devi lottare per te stesso, per chi viene a vederti, per la città e la regione che rappresenti nel mondo. Perché fare le cose bene è l’unico modo di farle. Perché giocare a calcio non è un lavoro, è un divertimento, e devi ringraziare la buona sorte se puoi lavorare divertendoti e diventando milionario e riverito da tutti, oltre che mitizzato e sognato dai bambini. Ricordate Cerezo: era il primo a divertirsi, con la sfera fra i piedi, e si vedeva, e questo lo faceva automaticamente giocar bene, non solo perché aveva i piedi buoni e una ottima visione delle geometrie di campo, ma perché, divertendosi, aveva la testa leggera, il cuore puro e l’amore nel cuore, l’amore per la vita, per lo sport, per chi viene a vederti e ti sostiene e ti ama a prescindere. Non mi importa se sei un calciatore fenomenale o normale, o anche modesto. Io voglio uomini in campo: appassionati, corretti e pronti a dare l’anima. Il resto non mi interessa. Oggi c’è una discrepanza, un baratro enorme fra, da un lato, la maglia, quel che rappresenta, quel che vale per chi l’ha indossata in passato e per noi che siamo lì a tifare e a cantare, e, dall’altro,  chi la indossa. Salvo eccezioni (poche), è così. E non solo nello sport, non solo nel calcio (ormai sono uno squallido business amorale e per giunta spesso truccato). Più che il pericolo C, grave sportivamente parlando e reale, mi preoccupa e mi demoralizza tutto questo, perché dalla C si risale, da questo baratro morale no. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Confermo e rilancio


Faccio notare che dopo 30 minuti ho fotografato la partita e a inizio anno (vedi mio post) la stagione: confermo quello che scrissi, non occorreva essere maghi, solo saper ragionare. Non sono io che sono un genio, è che molti ragionano come orologi senza batteria oppure sono obnubilati dal tifo.

Alla fine, oggi, dopo un match dal risultato eccessivo ma perso giustamente per mano di un Frosinone in forma e determinato ma del tutto normale, credetemi: del tutto normale, per tacer anche dell’autorete e del rigore sbagliato, la squadra e il mister vanno piano piano (come del resto giocano eh) sotto la Sud che con tre o quattro fumogeni segna subito la linea oltre la quale non è desiderabile proseguire. Del resto vi sono match in cui in area entriamo una volta ogni morte di Papa, perchè voler entrarci ora a fine match? Saremmo anche stufi di pianti e scuse, è un film che vediamo da sei anni a dir poco, sempre uguale, e anche il film più bello alla fine diventa noioso, e questo nemmeno era bello, faceva già pena da subito. Bel gesto dello staff, certo, ma al punto in cui siamo apprezziamo giusto la decisione, non altro, meglio stare un po’ a distanza. Altrove, dopo 2 vittorie in 21 match, avrebbero raso al suolo ogni cosa nel giro di km già mesi fa (ho in mente certe piazze…), qui siamo ancora al punto in cui rispettosamente fischiamo al 90’ dopo aver incitato come matti una squadra di zombie per un’ora e mezza. Siamo una piazza civile, certo, ma ho l’impressione che si sia vicini al punto in cui anche il buono, preso per il sedere da ere, decide che è opportuno far qualcosa di meno, dicoamo così, “olimpico”.

E’ ovvio che in campo vanno i giocatori. E, tranne alcune eccezioni, giocano in maniera schifosa: non da giocatori di B e, spiace dirlo, spesso non da uomini. Perché puoi essere scarso (e noi non siamo da C) ma uomo devi esserlo. E devi fare gruppo, non scassarlo (e chi vuole intendere, intenda; e intenda pure chi ha scelto certi elementi buoni solo a far casino e poi ha lanciato accuse vaghe senza far nomi e ha fatto rivoluzioni in corso d’opera). E devi dare tutto, sempre, ovunque.
La mia lamentela non è quella, che so, di uno juventino, che pure ce l’ha su mica poco in questi mesi con giocatori, allenatore e dirigenti. Io non reclamo la mancanza di trofei. Io voglio altro, quello che ho sempre voluto, quello che non può mancare. Il trofeo per noi, per me, per chi vive di sport e non di affari, è opzionale. Altre cose sono essenziali e se mancano è giunta l’ora di farsi sentire. E qui mancano da troppo tempo, oltre ogni umana sopportazione.

E’ ovvio, per proseguire con le banalità, che i giocatori li allena, li gestisce, li valuta, li educa, li forma e li schiera l’allenatore: e siamo al terzo in otto mesi, e chissà che questi “geni” non ne sfornino un quarto in queste ore, il forno è stato acceso a lungo, non escluderei nulla: quando non sai che fare e fai male, finisci per fare tanto, per fare troppo, solo per far vedere che fai qualcosa.
E’ pacifico inoltre che la palla è rotonda ed esistono le autoreti, i pali, le traverse, la fortuna e la sfortuna, etc.
Per continuare, è risaputo che la stagione in cui, attenzione, ci va meglio subiamo sempre almeno 7-8 torti arbitrali clamorosi e inspiegabili, quindi inaccettabili, che ci rubano punti (non ce li sotraggono, ce li rubano).
E’ oggettivo che siamo stati perseguitati dagli infortuni e dalla sfortuna (dieci portieri convocati in otto mesi, di cui cinque impiegati: è record planetario o no?).
E’ evidente che paghiamo ancora i disastri immensi compiuti, nell’indifferenza generale (di chi lo ha messo lì e di chi per dovere avrebbe dovuto vigilare, vero Federazione etc) dal precedente proprietario, il peggiore mai avuto in tanti decenni.
Ma c’è un ma.
Ed è questo: quando tiri le somme di una, anzi due stagioni, queste responsabilità, che restano, sono superate da quelle di chi decide tutto, cioè i dirigenti e la proprietà.

Ebbene, se ci dimentichiamo del piccolo colpo di coda dell’anno scorso, breve e a questo punto direi abbastanza casuale, coi playoff presi all’ultimo e poi buttati subito nel water alla Favorita di fronte a un Palermo che quasi non ci credeva, in queste due stagioni abbiamo sempre lottato per non finire in C. E quest’anno, nel momento in cui scrivo, la probabilità di riuscirci è secondo me del 70%, che è tutto sommato una buona probabilità e forse troppo ottimista.

La dirigenza precedente ha demolito la società, non era incapace, o per lo meno non solo, era molto peggio e qualcosa di “diverso”, e la dirigenza precedente è subentrata a quella ancora precedente grazie all’attenta e avveduta e approfondita e benedetta analisi del soggetto subentrante da parte dei potenti e infallibili “filtri” della stessa, cioè di Garrone. E altro da dire non c’è, sapete tutto.

La dirigenza attuale non è nemmeno paragonabile alla precedente, chi la paragona non ha i neuroni a posto; la precedente può essere definita come aliena al mondo del calcio e ci ha lasciato con mille ombre e mille guai giudiziari (personali) e non. E sono stato basso.
Ma, in questi 22 mesi, questa nuova proprietà, accolta con grande fiducia come siamo usi fare noi a Genova dai quattro colori, questa proprietà e questa dirigenza, hanno dimostrato di non saper gestire una società di calcio. Al momento il giudizio è questo: non sono capaci, non c’è nulla da fare. Lo diventeranno? Non so. Vorrei non lo diventassero a spese nostre, come il meidico che a forza di mandare al creatore qualche paziente impara dagli errori e diventa poi un luminare.

Ad oggi, l’unico merito della nuova proprietà è averci salvato dal fallimento: ma per fare quello basta avere i quattrini. E la volontà di farlo, certo, ma se lo prendi per un investimento alla fine lo fai anche perché ti conviene, non dimentichiamolo: non è che il fondo che ci gestisce tifasse Samp, non mi risulta. O che ci abbia acquistato per perderci, che dite?

La riconoscenza per il salvataggio, enorme, non deve però e non può influire sul giudizio di quel che dopo il salvataggio fai.
La dirigenza si è dimostrata del tutto inesperta e incapace, dalla scelta dei dirigenti, a quella di allenatori e giocatori, per non parlare dell’inspiegabile cambio di tutto lo staff sanitario avvenuto all’inizio. Inesperta anche nella gestione dei rapporti con la squadra, nella gestione dello spogliatoio, nella scelta delle persone (ché i calciatori sono prima di tutto persone), nella gestione dei rapporti con i tifosi, con la stampa. Inesperta in tutto e arrogante nella misura in cui non ha ritenuto di doversi corcondare di persone esperte del settore, né all’inizio né in seguito, tranne Accardi che però è ancora all’inizio della carriera, deve ancora dimostrare quasi tutto nonostante un inizio positivo  e ha comunque sbagliato tantissimo anche lui.
Dirò di più: questa proprietà ha sbagliato talmente tanto che secondo me ha sbagliato anche nello sceglierci come oggetto di investimento: perchè se acquisti la Sampdoria e pensi sia possibile vivacchiare in B sfiorando la C, o gestirla come una bocciofila (con tutto il rispetto), vuol dire che non hai capito nulla fin dall’inizio, non hai capito quale società hai acquistato, di quale storia, di quale livello, di quale ambizione e di quale piazza.

Alla fine, se C sarà, per la gioia del sistema che non ci ha mai tollerato e che ci perseguita con precisione altalenante ma costante da almeno 6-7 anni, e per la gioia puerile dei concittadini complessati e frustrati per i quali provo sincera simpatia, la setssa che si prova con chi proprio non ci arriva, e che almeno vedranno forse pareggiare il loro record negativo della C (nella quale però loro finirino più volte e una, del tutto vergognosamente, non per aver giocato male, ma per aver imbrogliato), ma che restano sempre quelli che da quando la Sampdoria è nata inseguono e non vincono neppure a bocce la domenica mattina, uno potrebbe chiedersi: non sarebbe stato meglio fallire?
Certo, ragionare col senno di poi è esercizio facile. Fallendo, avremmo perso temporaneamente i colori e forse il simbolo e il nome. Avremmo dovuto ripartire dalla D (o, chissà, dalla C per meriti sportivi, anche se dubito perché noi non siamo fra i raccomandati). E quindi, ragionando per ipotesi, saremmo in C come minimo a inizio stagione 2025/6, cioè come ci ritroveremo ora… (o magari chissà avremmo potuto risalire in due anni in B, non so dire). E senza due anni come questi. Non so. Fallire è brutto, ma alla fine è una cosa che ti piomba addosso senza che tu abbia colpe, tu tifoso intendo.

Al di là di queste ipotesi fantasiose e difficili da gestire logicamete, resta il fatto che quando una persona comincia un nuovo lavoro e sa, si accorge di essere inesperto, se prima di farsi le os -sa non si fa aiutare da chi è navigato, si dimostra incapace e arrogante. E ci porterà alla rovina.

Ma per il resto, tutto bene, eh. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 16 febbraio 2025

Var fankulo

Questo Var ha funzionato un mese dalla sua introduzione. Poi il portiere di una squadra a righe e due colori smorti si è lamentato ed è finito tutto.
Se il Var non serve per annullare il gol dell’Inter (palla fuori di 6 km sul fondo) e per espellere chi si butta a terra senza essere toccato e provoca così il rosso per fallo di reazione (vedi oggi a Bolzano), allora è solo uno strumento in più in mano a chi decide le partite. Se non serve per chiarire chi simula e chi bara, e per salvare chi non ha sbagliato anche se sembrava che avesse sbagliato, allora è inutile. Siamo al paradosso che un fallo già chiaro in diretta e evidentissimo al primo replay non porta al rigore dopo il check, o viceversa. Le regole sono state scritte appositamente per depotenziarlo e per farne uno strumento in mano a chi vuole decidere i risultati o quanto meno indirizzarli. In pratica è un paravento in più, anche perché in Italia, stante una stampa serva, non si ha paura di sfiorare il ridicolo negando l’evidenza: all’estero dureresti tre secondi poi finiresti nel cesso. In Italia alcune squadre DEVONO vincere per poter avere le entrate e i diritti necessari a tener su il bilancio colmo di debiti. Tutto è corrotto. Guardate il football americano: non ci sono mai errori, al punto che quando ce n’è uno (è successo anni fa) ci sono scuse ufficiali; e non ci sono perché tutto è sottoposto a controllo. E così nel tennis, sport in cui è infatti normale che un arbitro spagnolo diriga uno spagnolo contro un francese. Il calcio italiano è marcio da decenni, economicamente non vale più nulla perché non è credibile, è solo sporchi affari, lo sport è un’altra cosa. La puzza si sente a km di distanza. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 14 gennaio 2025

Sogno o son desto?

Tutti questi fenomeni che quando giocano contro di noi si preparano sei mesi prima come se dovessero partire per la guerra o salvare la mamma… ehehe, che scene. Per carità, è legittimo, eh… super legittimo, anzi: ci si dovrebbe sempre preparare così, per rispetto di maglia, città, tifosi… Il punto è che non lo fanno quasi mai, ecco cosa rende ridicolo il fatto che lo facciano con noi… magari è meno legittimo, poi, quando, che so, la domenica dopo sbracano, e chissà, così facendo dan punti a chi concorre a un obiettivo con noi.

A volte son pure mezzi scappati di casa (come spesso di recente sembriamo noi, ok); non sempre, certo, ma a volte lo sono, scappati di casa che con noi danno pure quello che non hanno, come quando uno è debole ma se rischia di affogare trova energie che manco sapeva di avere… E poi quando giochiamo noi sugli spalti vengono anche gli ospiti del vicino camposanto, e i giocatori si spolmonano fino a morire sull’erba, molestano l’arbitro per 100 minuti, chiedendo falli per inciampi, protestando per la concessione di ciascun fallo contro anche se prima hanno quasi ucci -so uno dei nostri, chiedendo rigori a ogni minima caduta in area, anche quando scivolano da soli, e vaneggiano di complotti federali (in questo, come i bicolori della nostra città, davvero impagabili quanto a ridicolaggine nei commenti social o da bar), complotti, beninteso, orditi da eminenze grigie per “salvarci” (da cosa?), corrono come mai hanno corso in vita loro, l’allenatore sbraita di continuo come un ossesso e  rischia l’infarto, pare giocarsi la Champions, e poi dalla domenica dopo ricominciano a fare quel che fanno di solito, schifo ai cani, o comunque le solite partite giocate un po’ sì e un po’ no, solo se mi fa voglia, e se gli altri corrono e segnano io non ho voglia, ci pensiamo la prossima settimana, dai.

Non parlo di una partita in particolare, sia chiaro, ma di molte di quelle che abbiamo giocato in questo anno e mezzo. 
In questo, solo in questo, sono solidale con i bianconeri più famosi, che devono provare qualcosa di simile quasi ogni domenica!
Il nostro nome pesa, la nostra maglia pure, poco importa che al momento noi si sia molti livelli sotto quella gloria che entrambi richiamano alla mente. 

L’arbitro ci affossa con decisioni lunari che già al primo replay appaiono per quello che sono, idiote? Tutti zitti. Ma se sbaglia a nostro favore, è complotto mondiale per salvarci (da cosa?). Tutti aspettano i due match con noi con la bava alla bocca, sembra mangino carne cruda prima del match, ci odi -ano, se potessero ci massa -crerebbero. Ripeto, è legittimo, tutti dovremmo sempre dare il massimo (se noi lo avessimo fatto adesso saremmo a ridosso del vertice), ma siccome lo fai solo due volte l’anno è meno legittimo, diventa ridicolo, dai.

E di contrasto noi cosa facciamo? Andiamo in campo come se andassimo a un picnic con i nipoti e la zia settantenne, sfavati e rilassati, in calzoni corti (ehi, questo è vero!) e infradito, cosamene a me di questa partita, uh guarda, s’è fatto gol, ma guarda un po’, stai a vedere che tanto ce lo annulla, inutile esultare, aspettiamo… oh, hai visto, lo convalida, e vabbè, e che sarà mai un gol, tanto poi ci ripigliano e vedrai che si perde pure.

A volte mi pare di assistere a un sogno, e dei più sconclusionati, e invece è tutto vero, ed è solo la mia squadra in edizione ultimo lustro! 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 1 settembre 2024

Darsi forza


Sentire vicina una persona è una cosa formidabile.
Basta poco. Quel poco che a volte non c’è, per colpa della vita fra gli uomini, che ci fa credere, sbagliando, che non sia giusto dir sempre quello che si pensa e fare quello che ci si sente di fare, fregandosene di convenienze, opportunità, dubbi.
E per quel poco che non c’è alla fine pare che manchi tutto il resto, come un quadro formidabile chiuso nel magazzino di un museo: è come se non esistesse.
Ma per esporsi occorre fidarsi dell’altro.
E anche avere fiducia e godere della fiducia altrui è una cosa bellissima.
Entrambe le cose sono fragili e rare.
Sono cose che ci fanno sentire vivi e stare bene, che ci danno forza e fiducia. Ma basta poco per rovinarle, anche un dubbio.
Ecco perché la fiducia reciproca deve sempre essere più forte di ogni dubbio, e la convinzione di essere nel giusto più forte dei pregiudizi e delle idee malate di questi esseri che chiamamo simili e che spesso sono molto diversi da noi, e in grado di guastare quel poco di bello che, a guardar bene, si trova.

(Img it freepik com) 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 31 maggio 2023

30 maggio 2023, sera: LIBERI





autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 30 maggio 2023

Siete sporchi e sporchi resterete


E chi difende questi dirigenti non è un tifoso, è un complice morale dei bari.
—-

Quattro colossali illeciti (oltre a quello già costato dieci punti e svariati mesi di squalifica ai dirigenti, dichiarati colpevoli).
La violazione del dovere di lealtà sportiva: non esiste nulla di più grave nello sport. Nulla.
Quattro colossali illeciti, vergognosi, immondi, spaventosi, clamorosi, provatissimi, puzzolenti, messi in atto da una dirigenza che sa solo barare, che sa vincere solo con l’inganno, da una società che nella sua vita ha avuto mille scandali e mille processi, che ha una storia piena di sporcizia mai tirata via; quattro truffe colossali, degne di banditi professionisti, che verranno cancellati da una richiesta di patteggiamento (rei confessi: dopo tante manfrine, confermano quello che le indagini hanno provato senza alcun dubbio).
Si parla di due-tre punti di penalità (ahahahaha) e una multa, per una società che ha partecipato e vinto tornei ai quali senza la truffa non avrebbe potuto iscriversi. Interi campionati truccati. Scudetti che valgono come lo sterco, anzi meno, ché lo sterco concima, queste truffe rendono sterile ogni cosa che toccano. Due-tre punti per questi fenomeni che si vantano degli scudetti vinti senza nemmeno saperli contare e che vaneggiano di 9 scudetti di fila, e che in Europa non hanno mai vinto quasi niente, in rapporto alle possibilità, perché non hanno il trattamento che viene riservato loro, da sempre, in campo e fuori, qui in Italia da un sistema marcio, corrotto, colluso. Due-tre punti come il mancato rispetto di una scadenza (a chi paga in ritardo gli stipendi danno  quattro punti, questi hanno truccato interi bilanci e sono pure società quotata in Borsa). In pratica se la Samp non rispetta la scadenza del 30.5 per gli stipendi, prenderà 4 punti di penalizzazione nel prossimo campionato, più della Juve, una roba che fa ridere. Mancano le parole per definire questo abominio, questo trionfo dell’illegalità, della porcheria, del gioco sporco. Il calcio è finito.
Hanno di nuovo rubato scudetti, dopo Calciopoli. A questo punto ha davvero senso chiedersi per quanti della trentina e passa di titoli di cui si fregiano potremmo dire che non si è indagato e quindi non sono emersi illeciti. Hanno vinto barando, la serie dei 9 scudetti è falsa come Giuda, dovete nascondervi per la vergogna, fate ribrezzo, siete inaccettabili. Avete vinto sottraendo scudetti a chi li meritava. E come con Calciopoli, si esaminano solo due anni di un periodo molto più lungo e quindi con tutta probabilità marcio come i due anni esaminati; a differenza di Calciopoli, non si fa nemmeno finta di punire chi ha barato.
La retrocessione in  B sarebbe stata un regalo, questa società meritava di finire in C (una società meno potente sarebbe stata radiata). 
Spero che l’UEFA li estrometta dalle competizioni per diversi anni, ma in ogni caso quel che si profila in Italia è la dimostrazione che la serie A è marcia, assolutamente marcia, profondamente e irrimediabilmente marcia (del resto gli arbitraggi ce lo confermano ogni sette giorni): dominata da squali delinquenti che truffano e restano impuniti.
Se sarà così, il calcio in Italia è finito. Chiunque, potente, da domani potrà barare, truccare bilanci, creare soldi dove non ci sono, pulirsi il deretano con i regolamenti e le leggi, iscriversi con carte false ai campionati, rischiando nulla. E questi godono pure nel vincere col trucco, il bello è che barano, lo sanno e quando vincono barando sono felici: Freud ci sguazzerebbe. Fate schifo. Siete un esempio schifoso per chiunque ami lo sport, per i vostri figli, per tutti i bambini del mondo. Siete la rovina dello sport, insozzate ogni coaa che toccate.
Il sietema calcio e questa Juventus fanno schifo.
E tutti i tifosi che invece che prendersela coi loro dirigenti colpevoli marci continuano a parlare di complotto sono semplicemente dei sempliciotti  idioti e privi di qualsiasi valore sportivo, dei tapini che con lo sport non hanno nulla a che fare.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 29 maggio 2023

Ogni partita una festa sarà

“Ogni partita una festa sarà...”
Ditemi se non teniamo fede a questo principio!
Questa canzone è parte dei testi sacri e contiene molti principi fondanti dell’essere blucerchiato.
In questi giorni, in questi anni, dirsi doriani potrebbe essere difficile, ma non lo è per chi è doriano davvero: perché è proprio quest’anno che ci ha unito ancor di più, e mai, dico mai, in 56 anni mi sono nascosto, e quando si perdeva e quando si vinceva. Dirsi doriano è così bello: è un segno di grande valore e degno di rispetto, è sport puro e bello, è vita.
Rivendico la mia sampdorianità come sempre e più di sempre, son tempi duri ma non poi così tanto se dentro hai questo fuoco.
Proprio in queste ore si dice che sia in corso un incontro con chi, dopo aver avuto questo gioiello di società, col bilancio sano, una storia da favola e un pubblico incredibile, in regalo (pagò un euro, il tizio che aveva superato tutti i filtri del fenomeno), l’ha distrutta, portandola sull’orlo del fallimento, dopo aver creato immani voragini debitorie. Se avesse un briciolo di dignità, un tizio che ha ricevuto in regalo una società e l’ha distrutta ripagherebbe tutti i debiti, o quato meno chiederebbe scusa al mondo, umilmente, senza pretendere nulla e facendosi da parte. Invece costui insiste e chiede decine di milioni per salvarsi il kulo, e così facendo sta condannando diverse imprese al fallimento (i creditori) e una società sportiva che ha fatto la storia e che è nota in tutto il mondo al fallimento.
Non c’è partita fra noi e lui, fra noi e quelli che da mesi, da anni, stanno remando contro. Noi siamo il pulito, noi siamo la faccia buona e pulita del calcio. Comunque andrà, noi abbiamo già vinto e il marcio ha perso.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 9 maggio 2023

Anatomia di una retrocessione annunciata

Noi non “festeggiamo” la retrocessione come fecero altri un anno fa (devo ancora capire quel corteo). La retrocessione non si festeggia. Ma neppure ci suicidiamo o cadiamo in depressione: in un sampdoriano il sorriso è una condizione preliminare, e del resto la nostra maglia, con quella fascia orizzontale, ricorda proprio un sorriso, mescolato all’orgoglio di una città gloriosa il cui scudo portiamo sul cuore non a caso.

Però è un fatto che ogni domenica noi abbiamo cantato e cantiamo sempre e con grande gioia, anche se abbiamo vinto vincere in casa 1 partita in 12 mesi, e anche se abbiamo subito porcherie da tutti o quasi tutti negli ultimi anni, e anche se da Natale è ovvio che sarebbe stata B, sosteniamo la squadra sempre e comunque e in maniera commovente e quando possibile la seguiamo in buon numero: questo e altri dettagli incredibili (tipo la protesta condivisa coi giocatori del pre-Torino, o la protesta ben organizzata e motivata di Samp-Spezia) permettono di dire che siamo retrocessi a modo nostro, un modo blucerchiato: un modo del tutto particolare, non so se unico, ma di certo molto raro. A me questo basta, francamente. Non ho mai preteso risultati in vita mia, ma qualità morali e impegno; e so riconoscere le condizioni oggettivhe che incidono su una stagione.
La retrocessione è avvenuta per una serie di fattori. Qualsiasi squadra, nelle nostre condizioni iniziali e sottoposta all’azione di quei fattori, sarebbe retrocessa. Quindi siamo dispiaciuti, ma davvero era scritto. Non nel libro del destino, ma come conseguenza dei seguenti fattori:
-limiti tecnici della rosa e dello staff (peraltro causati anche dal punto che segue) e che derivano anche dalla gestione degli anni precedenti (pessima) e che di fatto ci hanno condannato a lottare dall’inizio per la permanenza;
-mancanza di denaro per la gestione ordinaria e per le campagne di rafforzamento organico, chiedere all’ex presidente;
-azioni e omissioni di un ex presidente che ha fatto di tutto, non mi interessa con quale fine, per distruggerci e impedire che fossimo ceduti ad acquirenti seri, con la complicità di soggetti vari, e qui mi fermo...;
-errore (grave e riconosciuto) di chi anni fa ha regalato la società (prezzo 1 euro) a quell’ex presidente;
-inerzia assoluta e colpevole delle istituzioni che sarebbero dovute intervenire avendone il potere e il preciso dovere e che nulla hanno fatto, se non per affossarci;
-sfortuna generica, infortuni;
-persecuzione arbitrale incredibile, specialmente nei primi mesi (quanto bastava a metterci in una condizione da cui era proibitivo risalire): coi 10 punti circa sottratti da decisioni che non si possono definire errori ce la saremmo giocata fino agli ultimi 90’. Non accetto contestazioni su questo, io parlo sulla base di fatti oggettivi reiterati e gravissimi, non sulla base di partigianeria o suggestioni da avvinazzati; probabilmente qualcuno voleva eliminare la grana Ferrero dalla serie A, invece di impedirla o risolverla come da suo preciso dovere, ma le ragioni di questo comportamento schifoso e contrario allo sport e alla legge non mi interessano. Giocar male è un diritto, aver sfortuna un’evenienza, subire torti uno schifo inaccettabile.
Detto con sincerità, la retrocessione, dati questi fattori, era certa da Natale, salvo miracoli in campo societario (sblocco delle trattative) o di altro tipo. Ed è davvero l’ultimo dei nostri problemi, adesso. Il principale è evitare il fallimento a cui ci sta portando l’ex presidente (scelto da sapete chi). Se ci riusciremo, sarà B e se l’acquirente sarà di nuovo una persona seria (come abbiamo sempre avuto sulla sedia di presidente, tranne una volta...) torneremo volando in A. Se non ci riusciremo, sarà D, perdita del titolo sportivo etc. E dovremo ripartire da un po’ più in basso.
Io sono pronto alla B e alla D. Alla prima di campionato, sarò là. Con tutta probabilità se sarà B, con certezza assoluta se sarà D.
Siamo in pista dal 1946 (prima eravamo Sampierdarenese e Andrea Doria). Siamo nati in una città in cui esisteva un’altra squadra piuttosto nota, che aveva collezionato diversi scudetti (anche se non pochi vinti in due giorni) e che regnava incontrastata pur non facendo nulla di che da decenni. E dal 1946 non abbiamo mai avuto rivali in città e in regione. Inoltre abbiamo giocato moltissimi campionati di A, qualcuno di B, nessuno di serie inferiori. Abbiamo un nome in Europa e in Italia. E abbiamo un palmares luccicante, che solo nel 1980 avremmo giudicato incredibile poter realizzare, che abbiamo ottenuto con le sole nostre forze (nessun potere mediatico o politico) e che abbiamo messo insieme, senza mai abdicare alla nostra correttezza, sportività simpatia e stile, in un decennio abbondante di successi italiani ed europei, giocando un numero di finali e semifinali notevolissimo e portando a casa sette trofei principali. E poi abbiamo la maglia più bella del mondo (per evidenza e come risultato di innumerevoli sondaggi tra i tifosi calcistici di tutto il pianeta) e una tifoseria unica. E, infine, abbiamo ricevuto gli insegnamenti di vita e di sport di un uomo eccezionale, un Presidente che non avremo mai più e che nessuno ha mai avuto e mai avrà. Siamo e saremo. La Sampdoria siamo noi, è tutte queste cose qua, non un ex presidente che ci sta uccidendo e ci tiene in ostaggio da anni, non una retrocessione.
A posto così. Ora stiamo alla finestra. Due mesi e certe facce di tolla spariranno per sempre, senza beccare un quattrino. Poi si ricomincerà. Non importa da dove, ma liberi.
Liberi da chi agisce per il male, liberi da chi roso dall’invidia e da un complesso di inferiorità cronico e devastante gode solo quando a noi qualcosa va male.
Aspettateci, perché torneremo presto. E saremo quelli di sempre.
La nostra storia non si cancella oggi, non si cancellerà mai. E ancora dobbiamo scriverne.
— 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 7 maggio 2023

Patologie


Festeggiano la promozione e pensano a noi, sfottono noi, irridono noi, offendono noi, raccontano balle su di noi al fine di giustificare le loro belinate attuali, augurano il peggio a noi... E offendono i morti o comunque fanno una fatica bestiale a dissociarsi da certi fatti vergognosi. Non pensano letteralmente ad altro, mai. Ci odiano, e la cosa è davvero ridicola ma anche curiosa. Siamo sempre nei loro pensieri, nei loro incubi. Esistono rapportandosi a noi. Ma chi li cerca? Boh.

Non sanno neppure godersi il momento (son così rari, poi), un po’ mi fanno pena, perché stasera avrebbe dovuto essere una sera in cui festeggiare alla grande, mangiare, bere, scherzare, godere, sognare l’anno prossimo una A magari meno faticata del solito tran tran bicolore, e non pensare a noi, e non sbavare come sempre rabbia, e non manifestare il solito astio e la solita invidia da repressi verso gli odiati cugini (che hanno la sola colpa di aver vinto infinitamente di più da quando esistono ehehehe). Si è anche dovuta chiudere SampCity e proteggerla per evitare vandalismi tipo quelli al Molo...

Ragazzi... ci vuole uno bravo, qua. I complessi di inferiorità non curati e ormai incancreniti e le ossessioni sono brutte bestie; se unite a maleducazione, assenza di sportività o peggio, la miscela è pericolosa. Come se io, vinto lo scudetto o la Coppa Coppe, avessi pensato a vandalizzare cose bicolori o a irriderli: manco mi passavano per la testa quando trionfavo in ogni dove, io festeggiavo alla grandissima e basta, chi se ne fotteva del Genoa, della Juve, dell’Inter o del Forlimpopoli di Sotto. Che miseria... Al massimo, ci sarà scappato un genoano cucù davanti alla tv: roba da paese, insomma, non questi deliri urbani da studio medico.

Ripeto: non mi preoccupa il singolo idiotone, di quelli ne abbiamo pure noi, purtroppo. E’ il clima che è diverso. Profondamente diverso. Da noi nella media c’è più goliardia, sfottò, menaggio; di là astio, odio, senso di rivalsa, cattiveria. Questi sono fatti.

Come sempre, invito i miei amici blucerchiati a sopportare con cristiana rassegnazione, non i festeggiamenti (legittimi, eppoi la promozione è meritata), ma questi deliri, queste meschinità, oscenità, vandalismi o semplici espressioni di disagi di varia tipologia e intensità. Reagire sarebbe sciocco davvero e non nelle nostre corde.

Festeggiate senza fracassare il belino, ce la fate? Mi sa di no. 

—-

Il risultato di una partita è un evento accidentale.
Il risultato di una stagione è un evento accidentale.
Questo amore è vita. Questo amore è tutto.
Inspiegabile e inspiegato, totalmente gratuito, sempre più forte, indistruttibile.
Ti spinge solo ad essere una persona migliore, allo stadio e nella vita.
Il mondo è qui, quel che c’è là fuori non conta.
Ignorate i corrotti, i ladri, chi ci ruba le partite e chi ci insozza i defunti, chi ci affossa e chi sta a guardare e ride, chi nemmeno quando festeggia riesce a non pensare a noi che siamo il suo incubo.
Ignorateli. Bastano questi quattro colori. Basta ritrovarsi ogni settimana tutti lì, a Marassi.
Paolo non c’è più, è vero. Dentro di noi però c’è.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 1 maggio 2023

L’ altra metà di Genova si sente inferiore dal 1946 (e sportivamente lo è).

Seguo il calcio o, meglio, amo la Samp dall’aprile del 1973 più o meno. Avevo cinque anni e otto mesi e dato l’inizio di tutto in quel mese perché ero disperato non potendo, quel giorno di aprile, andare allo stadio col babbo a vedere la Samp, causa influenza o raffreddore. E’ quindi evidente che ero tifoso da prima di quel giorno... Non sarebbe esagerato dire che sono blucerchiato dall’età di 5 anni. Era il 22 aprile del 1973, quel giorno la Samp ospitava il Cagliari, che vinse con un gol del Riva, che io mi persi.
In tutti questi anni la Samp ha fatto un po’ di B (poca), moltissima A con obiettivo salvezza o poco più, un decennio e più clamoroso, ricco di vittorie, finali e gloria, in Italia e in Europa, e poi di nuovo tanta A a mezza classifica, qualche anno di B e qualche anno di salvezze risicate. E soprattutto ha imposto uno stile unico.
In tutti questi anni (51) io:
-non ho mai perculato un genoano per via di una sua sconfitta o retrocessione o figura di merd@ (e di occasioni ce ne sarebbero state a decine), né in pubblico, né in privato, né a scuola né sul lavoro, né sui media o sui social;
-non sono mai (ripeto: mai) sceso in piazza per festeggiare una sconfitta o una retrocessione del Genoa, lo troverei inconcepibile; so che moltissimi lo fanno, sia doriani che genoani, accetto il menaggio (se misurato -e prendersela coi morti non lo è-) anche se non lo pratico, ma io davvero non riesco, non ho mai avuto come riferimento il Genoa (in questo mi ha aiutato diventare presto un esule) o come obiettivo quello di fare meglio del Genoa, figuriamoci un po’!;
-non ho mai augurato alcunché di negativo o positivo a nessun genoano;
-non di rado ho riconosciuto i meriti rossoblu, quando vi erano.
Questo non toglie che non digerisca per niente il loro modo di fare e il loro costante riferirsi a noi, conseguenza palese e nota di un fastidioso, mostruoso, atavico (e giustificato) complesso di inferiorità: del resto, da quando esistiamo, non vi è mai stato paragone, sia in termini di vittorie nella stracittadina, sia in termini di successi sportivi italiani ed europei, sia in termini di valori e filosofia (grazie in buona parte a Paolo Mantovani, ma non solo): questi sono fatti.
Se ci sono riuscito io, in 51 anni, perché alcuni idioti che conosco di persona o di vista o solo di fama non ci riescono? Forse perché difettano in neuroni.
Adesso il rossoblu difettato (categoria non esaustiva del popolo rossoblu, è ovvio, ma ben rapresentata numericamente) aspetta giugno per vederci retrocedere e magari per risalire in A e pensa che questa occasione possa essere una vendetta o un pareggio dei conti. Ignora che la loro retrocessione è stata in buona parte decisa (sportivamente) da noi (anche se non solo, è ovvio: si retrocede per tanti fattori), altro che Boselli, ehehehe, e che la nostra non è decisa da loro (che in A non sono), ma da ben altri fattori; e dimentica che non vi è nessun pareggio di conti, né vi potrà essere, essendo come detto le nostre storie sportive imparagonabili: la loro, specie dal 1946 (data della nostra nascita) è clamorosamente inferiore. A me spiace molto ricordarlo, lo faccio solo quando cerca di farmi la lezione il peggior allievo della classe. E questo non è perculare, è ricordare a chi molesta che sta facendo una figura meschina. In tutti questi anni abbiamo reso felici molti rossoblu, lo so, perché abbiamo vinto tanto ma anche perso diverse finali (è il destino di chi trionfa spesso, quello di non poter vincere tutto, e noi in quel decennio e più abbiamo giocato davvero tante finali) e vissuto qualche retocessione: dovrebbero ringraziarci. E’ dal 1937 (quindi 86 anni) da che non scendono in piazza per festeggiare una loro vittoria (se escludiamo un paio di trofei minori).
Forse falliremo pure e sarà serie D. Ma vai a spiegare tu al difettato che un conto è andare in serie C o peggio per demeriti sportivi (loro l’hanno fatto, per ben due volte fu C1) o per aver cercato di accomodare le partite (anche questo lo hanno fatto, e fu C1), un altro è andarci perché un pregiudicato da te contestato duramente da anni devasta la tua società nell’inerzia adegli organi di controllo.
Il complesso di inferiorità è una brutta bestia.
Noi, sebbene vi siano diverse squadre in Italia che hanno vito più di noi, non sappiamo però cosa sia, quindi è possibile esserne immuni, ehehehe.
Lo scopo di questo mio discorso? Dare dell’idi0ta a chi lo merita. Resta inteso che per me è id0ta chi si macchia delle stesse colpe anche se veste colori diversi e anche se veste i nostri (anche noi abbiamo qualche deficientello, è ovvio).
— 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...