Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * FONTI * ALIZEE *


.
Se trovi interessante quel che scrivo non sai cosa ti perdi su Twitter e Facebook.
Se non mi trovi interessante, lo accetto, ma hai un problema! :-)

Visualizzazione post con etichetta calcio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calcio. Mostra tutti i post

lunedì 1 dicembre 2025

Questo hobby non fa per voi


Il punto non è aver perso: questa è una cosa che facciamo abitualmente da anni, da quando ci guidano persone che non sanno quel che fanno (adesso) o che lo sapevano ma non era per noi che lo facevano (prima).
Il punto è che ieri la partita a Spezia l'avresti potuta vincere facile se solo avessi un minimo di pericolosità in fase offensiva. Perché noi abbiamo fatto abbastanza schifo, ma lo Spezia, anche se pare incredibile, ha fatto peggio.
E quindi noi creiamo poco o niente e non facciamo gol, gli avversari poco o niente e lo fanno. 
La colpa di chi è? Di chi va in campo, certo. E di chi allena. Ma se in questi anni son passati di qua trecento giocatori e tutti o quasi han fatto pena e/o hanno reso al 30% delle loro possibilità, forse vuole dire che il pesce puzza dalla testa.
E difatti questa dirigenza attuale, che ha ripagato quasi tutto il debito creato dalla precedente, e che quindi ha il merito di aver onorato le scadenze, è totalmente incompetente e così arrogante da non capirlo. Un po' come se io pensassi di poter affrescare una chiesa. Io personalmente la critico da aprile del primo anno, più o meno... Chi mi frequenta lo sa. E' indifendibile, è tre anni che fanno errori su errori e si fanno sentire ogni morte di Papa. Spero che vendano questo prezioso giocattolo che hanno salvato economicamente (grazie) ma che stanno finendo di demolire sportivamente, dopo che altri avevano pensato bene di provare a demolirlo economicamente. Spero che capiscano che quello che per loro è una frazione minima del loro patrimonio, un piccolo asset, una bagatella con cui baloccarsi,  per noi è cuore, storia e orgoglio. Spero che si rendano conto che hanno un'auto e pure di valore ma non hanno la patente.
Oggi acquistano società di calcio persone strapiene di denaro ma incapaci di gestire società di calcio. Magari hanno altre doti, ma non quella che serve. E nemmeno se ne rendono conto, quindi non delegano a competenti. Il risultato secondo voi può essere positivo? Siamo ostaggio da anni e anni di proprietà che, per una ragione o per l'altra, stanno demolendo la Samp.

Leggi tutto...

Un solo protagonista assoluto


In questi lunghi anni di proprietà indecenti o inadeguate (11 anni, e di certo non parlo dell'ottimo Lanna) noi a Genova abbiamo sopportato di tutto, da giocatori inadeguati a dirigenti incapaci o peggio, da partite indecenti a sconfitte in serie, da parole vuote a campagne acquisti vergognose, da un quasi fallimento a una retrocessione e un'altra evitata per un soffio, da annate senza senso a sconfitte contro straccioni; da 6-7 anni poi non facciamo che perdere con chiunque, regaliamo il giorno di gloria anche a chi è straccione di fatto o nell'anima e dopo aver vinto si esalta come se avesse battuto la Sampd'oro. 
Le nostre statistiche degli ultimi anni sono così assurde che paiono false. Mi chiedo come sia stato possibile retrocedere solo 1 volta in 7 anni (no, l'anno scorso non siamo retrocessi né siamo stati ripescati; se lo pensi sei un represso bicolore e/o granata e/o un novax calcistico). Quest'anno stessa solfa... Se non cambia qualcosa forse porteremo quell' 1 a 2, chissà.
Ebbene, questi 7 o 11 anni hanno però solo un protagonista assoluto: la tifoseria. Che fosse una tifoseria innamorata, fedele, paziente e tranquilla, forgiata da papà Mantovani e ai suoi valori sempre fedele, già si sapeva, ma questi lunghi anni lo hanno clamorosamente confermato: in tante altre piazze sarebbe scoppiato l'inferno per molto meno. Noi no, facciamo pure il record di abbonamenti pochi mesi fa... Certo, adesso è contestazione dura, ma alla proprietà. E comunque in questi anni ci siamo confermati eccezionali, quasi unici. Una magra consolazione? Non so. Però è più importante come sei e cosa fai, piuttosto che quante partite vinci.

Leggi tutto...

mercoledì 12 novembre 2025

Lenta parabola ma inesorabile

Purtroppo non esiste un organo di controllo né una legge che impedisca di diventare proprietario di una società sportiva a uno che intende usare il denaro di quella società per sanare i suoi debiti pregressi. Cioè: la legge esiste, ma la sua esistenza non impedisce che quel che configura come reato accada senza problemi. Né a uno che, pieno di soldi, sia un assoluto incompetente relativamente al settore in cui ha investito e non sappia di esserlo (cialtrone) e quindi distrugga involontariamente la medesima società senza turbarsi se ciò comporta un esborso monetario notevole ma irrilevante rispetto al suo patrimonio complessivo, tanto da poter definire questa attività un semplice hobby nel paniere delle sue attività lavorative e non. Poi c'è una città e c'è una tifoseria, una delle più corrette e appassionate, che sono ostaggio da tantissimi anni di personaggi come questi. E c'è una storia vilipesa e infangata e uno schifo che pare non avere fine. Tutto questo sullo sfondo di un panorama calcistico italiano governato da dinosauri e dominato da squali e di una controparte cittadina che, se possibile, ha da molto più tempo un destino ancora più miserabile e senza alcun senso e prospettiva ma non perde occasione per gioire delle disgrazie altrui, non avendo mai conosciuto il sapore della gioia per un proprio successo.
Non c'è niente di peggio di un incompetente che sia così arrogante da non sapersi incompetente e quindi bisognoso di essere affiancato da chi se ne intende.
Purtroppo non vedo vie di uscita, anche perché in Italia mancano imprenditori seri che vogliano affrontare una sana sfida nel settore sportivo, anche in nome dell'amore per una terra o per una bandiera: solo mezze cartucce che comunque non riuscirebbero mai a mettersi d'accordo.
Dopo così tanti anni, questi ancora parlano: i dirigenti di algoritmi e di strategie a lungo termine; gli allenatori di motivazioni e lavoro; i calciatori di momento difficile e voglia di rifarsi per "regalare una soddisfazione ai sostenitori". A un certo punto sarebbe opportuno smetterla di cianciare e di cominciare a fare i fatti; se non si è in grado di farli, sarebbe dignitoso sparire. Le chiacchiere ormai hanno fatto il loro tempo. Non servono più i cambi di allenatore, l'ingaggio di vecchie glorie (che in genere sono di enorme valore e meriterebbero ben altri scenari) al solo scopo di placare i tifosi, i ritiri "per ritrovarsi". Se chi dirige è un incompetente assoluto e chi gioca ha valori tecnici, tattici, agonostici e atletici e umani solo medi o a volte addirittura carenti e fa parte di una rosa assemblata senza denaro e con poco criterio, e chi allena spesso è carente pure lui oppure, se dotato, non è comunque figlio di Dio, il destino è scritto.
Detto del peccato originale (cialtroneria), e senza dimenticare la sfortuna e la persecuzione di arbitraggi spesso indecenti, resta da dire ancora una cosa: alla fine la palla è rotonda e sta a chi va in campo metterci il cuore e i polmoni, ma qui manca tutto.
 
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 24 giugno 2025

Facciamo il punto e spieghiamola semplice (perché è semplice)

Dopo settimane di deliri in cui giornalisti, politici, tesserati, tifosi, idioti semplici hanno scritto cumuli di bugie, invenzioni, calunnie a danno della Unione Calcio Sampdoria (società calcistica fra le prime 7 in Italia, l’unica assieme ad altre cinque ad aver giocato una finale di Coppa dei Campioni, l’unica assieme ad altre sei a non essere mai andata in C, e con un palmares di 7 trofei principali) cosa resta? La loro immensa stupidità, la loro ignoranza, la loro malafede.
E spero qualche condanna.

Complotto salvasamp? Solo l’averlo pensato, di fronte ai fatti accaduti, denota che il cervello oggi è un optional.

Una società sportiva non paga nei primi mesi dell’anno due scadenze fiscali/previdenziali, o peggio: le paga con crediti fasulli, inesistenti, quindi con carta straccia. La pena prevista (piaccia o no, e a me non piace) è 4 punti.
In quanto tempo emerge questa irregolarità? Mesi. Perché? Lentezze burocratiche assurde, ma tipicamente italiche. Fra l’altro fummo vittime anche noi di una pena simile due anni fa (-2 punti) per aver pagato, attenzione, con denaro buono, le scadenze, ma con pochi giorni di ritardo…. Ma allora non ricordo polemiche o accuse, non ricordo voci su “complotti affossasamp”.

Tolti ovviamente 4 punti alla squadra colpevole della violazione (i colpevoli poi sarebbero semmai i dirigenti, non certo giocatori e tifosi), la classifica viene riscritta e la Samp, da retrocessa, accede ovviamente ai playout.
Non vedo nulla di strano, irregolare, sospetto. E’ tutto perfino scontato, banale.

Si fanno i playout (in condizioni disagevoli per Samp e Salernitana: sei settimane di inattività ufficiale, caldo enorme, giocatori in scadenza, etc.) e la Samp se li aggiudica giocando nettamente meglio e approcciandoli nettamente meglio da un punto di vista mentale. Quindi la Samp resta in B (non è ripescata, occhio: resta in B dopo regolare playout, è diverso).
Tutto il resto è fango.

Se qualcuno avesse voluto salvare la Samp (accontentiamo per un attimo i decerebrati di cui sopra) avrebbe potuto far molto meglio, per esempio:
1) non negare alla Samp, durante il torneo, il gol regolarissimo segnato al Brescia o alcuni rigori netti degli ultimi match; l’avrebbe salvata senza scandali, semplicemente applicando… equità! 2) allargare la B a 21 squadre senza far giocare i playout in piena estate. E invece si sono i fatti i playout, conseguenza diretta delle violazioni del Brescia, poi (attenzione: poi) fallito, e la Samp li ha vinti nettamente (2-0 e 2-0).

Che dire poi dei poveri genoani che festeggiano a inizio maggio la nostra “rovina” (facendosi ridere dietro da tutto il mondo, tolto qualche imbecille) e fanno un finto funerale senza assicurarsi che nella bara ci sia il morto? E he ancora oggi delirano di complotti del Palazzo per salvarci? Che sono buffoni e idioti. E che il loro conclamato, patologico, incancrenito complesso di inferiorità è (giustificabile e) gravissimo. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 23 maggio 2025

Varie di calcio, di politica, di donne che mi…

—
*VARIE DI CALCIO, DI POLITICA E DI DONNE CHE MI STIMAVANO ALLA GRANDISSIMA E POI…*

Contento che vinca il Napoli (però ribadisco: Conte MAI piaciuto, e non parlo di tattica) ma desiderei quel che desidero da decenni: un campionato regolare, senza ombre lunghe come una notte di sei mesi senza luna. E anche quest’anno non l’ho avuto, né in A né in B.
—
Ci credo che la Salernitana avrebbe voluto giocare il playout col Frosinone prima di sapere la sentenza sul caso Brescia: in questo modo avrebbe avuto la B assicurata, ehehehehe! O vincendo il playout, o anche… perdendolo, col Brescia poi condannato. Salernitani, non siamo tutti scemi qui sulle rive del Bisagno, eh!
—
Stasera gli juventini sono felici. La stupenda e miserevole e miserabile paranoia antinerazzurra, rinfocolata dallo schifo di Calciopoli (i cui autori sono venerati a Torino) è grave e vi rende provinciali. Per dire, è tipo quella dei bicolori genovesi (ma appunto loro sono provinciali, voi in teoria no…)
—
Far giocare un playout a metà o fine giugno, dopo un mese senza partite ufficiali, coi giocatori già mentalmente in vacanza o prossimi a scadenza, è una enorme boiata, sarebbe la conclusione falsata di un torneo falsato (dal caso Brescia e da altre cosucce).
—
Quel belinone di Trump (nonché complice del massa -cratore di bambini) la finisce di sparare minchiate al solo scopo di far guadagnare milioni in borsa ai suoi amici? E’ un reato. E lui è un idiota al cubo, vedi decisione su Harvard, nemmeno una scimmia acefala.
—
Capezzone definisce “politica” israeliana la barbara ucci -sione di 65/70 mila civili innocenti, tra cui 20mila bambini. Devo commentare? Non ho abbastaza soldi per reggere la causa eventuale di un deputato a 13mila/mese nostri.
—
A luglio mi definiva “una persona meritevole”, che aiuta tutti, sagace, ironico,  che regala calore, con cui è un piacere lavorare, che lascia “un solco nei nostri cuori”, che è “un’anima speciale” e neppure lui “sa quanto vale”, ed è un “collega d’oro, ciao e “grazie di tutto”!
A gennaio (mai visti nel frattempo) si convince che io ho fatto una cosa che NON ho fatto (spiace deluderla, ma se non l’ho fatta dire che l’ho fatta sarebbe mentire, e una persona così meritevole non può mentire) e non vuole sentir ragioni: accuse e offese. In pratica dimostra di non avere la minima fiducia in una persona che aveva definito come sopra.
Io, se pensassi quel po’ po’ di robetta su una persona, la starei a sentire e fra le mie paranoie (certe e nette) e le sue affermazioni opterei per queste ultime. C’est la vie, direbbe il poeta. Io penso altro.
—
La cosa peggiore della morte sarebbe sapere di essere morti. Sarebbe peggiore di tutto il resto, che già fa schifo assai.
—
Inviterei la Samp a denunciare il pres. del Brescia o quanto meno a valutare attentamente se ci sono gli estremi per farlo, perché se davvero oggi ha detto quello che ha detto, dopo aver ammesso nei giorni scorsi la storia dei crediti inesistenti, merita di pagarla. Le regole sono chiare e due anni fa ne abbiamo fatto le spese pure noi (e per un semplice ritardo, cosa molto meno grave). Non cerchi ridicole scuse e non inventi fandonie per salvarsi la faccia. Fra l’altro ce l’ha con noi da due anni, quindi è anche poco credibile.
— 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 4 maggio 2025

Piccola analisi a favore di chi, mio concittadino, non era…

—
*PICCOLA ANALISI A FAVORE DI CHI, MIO CONCITTADINO, NON ERA NATO (come me) E (a differenza di  me) PARLA SENZA AVER STUDIATO*

Io ho sempre riconosciuto i 9 scudetti assegnati al Genoa calcio (dei quali mi frega solo poco), chi sono per decidere io dei palmares altrui? Però dobbiamo capirci: chiamarli scudetti è fuorviante. Perché se si vuole essere onesti le cose bisogna dirle per intero, non solo la parte che più piace: troppo comodo.
—
Partite giocate dal Milan per laurearsi campione d’Italia nel 1987: TRENTA (otto mesi)
Partite giocate dalla Juve per laurearsi campione d’Italia nel 2019: TRENTOTTO (nove mesi).
Partite giocate dalla Sampdoria per laurearsi campione d’Italia nel 1991: TRENTAQUATTRO (otto mesi)
Partite giocate dall’Inter  per laurearsi campione d’Italia nel 2010: TRENTOTTO (nove mesi).
I campionati moderni durano da 30 a 38 giornate, in genere (8-9 mesi).

E veniamo al Genoa. Che vince 9 “scudetti” fra il 1898 e il 1924. Quando ancora non esiste la “serie A”, che nasce nel 1929. E quando ancora non si assegna quello che oggi chiamiamo “scudetto”.

Come li vince questi campionati il Genoa?

1898: giocando DUE PARTITE. Il campionato dura UN GIORNO (è un torneo quadrangolare).
1899: giocando UNA PARTITA (ripeto: UNA). Il campionato dura 14 giorni.
1900: giocando DUE PARTITE. Il torneo dura un mese e mezzo.
1902: giocando QUATTRO PARTITE. Il torneo dura un mese e mezzo.
1903: giocando UNA partita. Il torneo dura un mese e mezzo.
1904: giocando UNA partita . Il torneo dura tre settimane.
—-QUINDI FIN QUI il Genoa vince 6 “scudetti” giocando 11 partite in tutto… quando, come detto, nei campionati “moderni” ce ne vogliono da 180 a 228, di partite…—-
1915: settimo “scudetto”, ma pasticciaccio. Si giocano 21 partite, ma attenzione: campionato sospeso per la guerra, scudetto assegnato al Genoa a campionato non finito e quando l’esito del torneo era ancora incerto. Vi è il dubbio che fosse stato assegnato al Genoa solo il titolo di vincitore del Girone Nord. In ogni caso si dovevano ancora giocare partite decisive. Genoa dichiarato vincitore in quanto “favorito” per decisione postbellica della FIGC. Vi erano inoltre sospetti di conflitto di interesse mai chiariti. Quindi vinto non sul campo ma in seguito a decisione fantasiosa.
1923: giocando 28 partite. 
1924: giocando 24 partite. Solo quest’anno nasce lo “scudetto”. Piccola perla: la finale di andata della Lega Nord fu omologata (vittoria Genoa) nonostante l’invasione di campo di un tifoso del Genoa che stese con un pu -gno un giocatore del Bologna! Quella di ritorno a Bologna fu data persa a tavolino al Bologna per le “intemperenze del pubblico”…. (Si parlò di due pesi e due misure).

Conclusione.

Hai vinto 9 scudetti, ma i primi 6 li vinci giocando 11 partite (alla Sampdoria del 1985 furono necessarie 13 partite (nell’arco di diversi mesi) solo per vincere la sua prima Coppa Italia…).
Il settimo non lo vinci sul campo; per via della guerra ti viene assegnato a tavolino quando l’esito è incertissimo.
Gli altri 2, gli ultiimi 2, sono gli unici che assomigliano a campionati standard come durata (ma vedi pasticciaccio della finale col Bologna).

Quindi?
Son 9. Ma abbiamo visto come. Di campionati che si possano definire standard ed equiparare a quelli moderni (la serie A nasce nel 1929) ce ne sono solo 2. Gli altri assomigliano a tornei di una o due partite. 

Solo per precisare, eh. Perché le cose van dette per intero. Inutile dire poi che “voi avete vinto la Coppa delle Coppe che nemmeno esiste più”… Perché, il campionato non ha cambiato nome? Nessuna di quelle 9 cosette è campionato di serie A, se vogliamo dirla tutta… E perché, la Coppa Campioni esiste ancora? E comunque, quando esisteva, ed era la vera Coppa dei Campioni perché vi partecipavano solo i campioni nazionali, non come oggi, alla prima partecipazione siamo arrivati secondi! Consideriamo poi che la Samp vinse lo scudetto dopo 34 partite (non una o due o cinque…) in un torneo in cui vi erano i migliori giocatori d’Europa: il MIlan di Gullit, Rijkaard, Baresi, Maldini e Van Basten allenati da Sacchi, la Juve di Baggio, Tacconi, Casiraghi e Schillaci, l’Inter di Klinsmann, Zenga, Brehme, Trapattoni e Matthaus, il Napoli di Maradona, Careca, Alemao  e Zola. E non perse nessuna delle 12 partite interne ed esterne con Milan, Juve, Inter, Napoli, Roma, Lazio.

Se poi passiamo a considerare le partite giocate in Europa; le coppe nazionali ed europee vinte; il totale delle finali italiane ed europee giocate; gli anni giocati in A; i piazzamenti ottenuti in A; il numero di derby vinti allora è notte completa.

Sì, il Genoa rivendica un decimo scudetto (in maniera bizzarra, dato che accogliendo il ricorso si dovrebbe assegnare al Genoa l’accesso alla semifinale e non il titolo di quell’anno, se la logica ha ancora un senso)… ma noi pensiamo subito ai 4 scudetti dell’Andrea Doria (secondo alcuni 5) vinti, riconosciuti dalle autorità calcistiche e poi, anni dopo, per motivi politici, disconosciuti…

Le parole sono importanti, la storia ha valore, ma va raccontata bene, inutile far giochetti. Altrimenti si fa confusione. 9 scudetti ok ma almeno 6 tipo trofeo birra Moretti e 1 assegnato per simpatia.

Per quel che vale questa cosa eh. Perché noi avevamo prospettive un po’ più ampie della supremazia cittadina (comunque granitica da quando esistiamo) e difatti siamo arrivati un po’ più lontano. Far meglio dei rivali concittadini può far piacere, ma non è obiettivo esaustivo per noi.

Da notare che io ho citato solo fatti, non invenzioni o opinioni. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 2 maggio 2025

Prendiamola così


 
 
PRENDIAMOLA COSI'
(Riflessione per Doriani)
---
Se nel 1979 L'Arcangelo Gabriele fosse sceso ai piedi della Sud e ci avesse detto:
"Ho una bruttissima notizia, cari i miei turbolenti ragazzi: andrete in C nel giro di dodici mesi perché così vuole il Cielo e poi impiegherete qualche annetto -più del dovuto- a tornare in A, ma poi da quel momento avrete un Presidente-Papà che vi educherà e coccolerà nel miglior modo possibile, e farete parlare di voi in Italia ed Europa per decenni, giocherete 10 finali di cui 9 in soli 10 anni, vincerete, voi che in bacheca avete solo 4 Viareggio, 1 scudetto sfiorandone altri due, 4 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa d'Italia, una ventina di tornei estivi di cui alcuni prestigiosi e sei volte il titolo di capocanniere, e sarete anche vicecampioni d'Europa, continuando peraltro a mantenere il primato di vittorie nei derby e diffondendo ovunque gioia, sportività e simpatia.... ci state?
Cosa avremmo risposto? Io avrei firmato ovunque, anche sull'ala di Gabriele.
Ecco, ragazzi. Speriamo di sfangarla, ma se sarà C, prendiamola così.
Perché è un buon modo di prenderla. Perché noi sappiamo prendere anche le cose meno belle. Perché noi abbiamo i colori più belli del mondo, una filosofia sportiva unica, il ricordo di un Presidente quale mai nessuno ha avuto o avrà e anche, il che non è vitale ma aiuta, qualche bel trofeo serio da lucidare ogni tanto, vinto con le nostre sole forze, contro tutto e contro tutti, senza indebitarci.
--
Immagine: blucerchiando punto com
 
 
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 1 maggio 2025

Noi risaliremo, voi mai

Che i dirigenti abbiano colpe grandi è assodato, tornarci su è esercizio noioso sebbene necessario. Ci hanno preso per portarci in A in 1-2 anni, ci stanno portando in C, dopo una serie di errori non da poco, il più grande dei quali è stato, non capendo nulla di calcio, non affidarsi a chi ne sa; quando lo hanno fatto è stato, a occhio, troppo tardi. Questo errore è imperdonabile. Se non sai quel che fai, generalmente farai molto male; non ammetterlo, è arroganza, il cui prezzo noi ora paghiamo. La riconoscenza per averci salvato (dal fallimento e da cosa? Dalla D) non può influenzare il giudizio sull’operato deficitario di persone non competenti che ci stanno portando un gradino più su di quella D.

Detto questo, e citati per dovere i soliti 8-10 punti che ci hanno letteralmente scippato, e la sfortuna non banale che ci perseguita (infortuni e altro), restano gli allenatori e i giocatori, essendo i rifosi non solo gli assolti per definizione, ma i veri eroi e le vere vittime di questa situazione: noi meriteremmo di giocarci ogni anno lo scudetto, siamo qui a vedere una vittoria ogni sei mesi.

Gli allenatori sono stati tre prima degli attuali: nessuno ha fatto errori gravi, tutti hanno fatto errori e non molto di buono; è bastato per portarci dove siamo, però. Gli attuali sono troppo pure per noi, francamente, e sono qui per amore, stanno facendo di tutto: non potrò mai addebitare loro alcuna colpa. Saranno gli unici a uscirne a testa alta, assieme a noi tifosi e alla “maglia”, spesso non onorata, ma sempre fulgida.

I giocatori, alla fine, sono i colpevoli principali dello scarso rendimento tecnico, tattico e agonistico della squadra: perché nonostante una dirigenza che va a tentoni (sta imparando -poco e a nostre spese), allenatori solo normali, sfiga e solite direzioni di gara “calciopolosche” (possibile che in questo Paese di buffoni ne dobbiamo subire almeno una decina all’anno, poco più poco meno?), in campo, come si dice, vanno loro, e loro hanno mostrato limiti caratteriali, psicologici, motivazionali notevoli che li hanno portati a rendere molto meno di quello che avrebbero potuto perché se una cosa è certa è che come rosa non siamo da C nemmeno se sogni, ma una squadra non è la semplice sommatoria di undici o ventidue individui, è molto ma molto di più e noi, reduci da quindici anni d’oro zecchino, lo sappiamo bene.

Questi giocatori, questi allenatori (fatto salvo lo staff attuale) saranno sradicati dalla nostra memoria collettiva. Non ci saranno memories, fotografie, retrospettive su quello che hanno fatto, e sapete perché? Perché, ciascuno nel suo piccolo, e chi più e chi meno, non hanno dato tutto e questo, a Genova dai quattro colori, è gravissimo. Non esiste cosa peggiore, nessuna sconfita è peggiore di questo per noi. Spero che questo fatto sia chiaro, ma so che non lo capirete, cogliere la particolarità della nostra realtà non è per tutti.

Oggi, con i grigiorossi, piuttosto antipatici (Pickel non ha fatto che lamentarsi e non ha preso neppure un giallo per la sua permanente rottura di cogli0 -ni), con una telecronaca non assurda come spesso capitava fino ad alcune settimane fa ma nemmeno perfetta e con un arbitro (5,5) del tipo “imparziale ma di qualità rivedibile” (gli altri, nella mia classificazione scientifica di B, sono “quelli che arbitrano bene e hanno qualità” -rari- e “quelli che ti affossano con errori non spiegabili” -quindi non sono errori-, e di questi ce ne capitano sempre troppi, anche se la categoria più frequente è la prima che ho citato) abbiamo giocato un buon primo tempo davvero (bel gioco, bell’atteggiamento, 4 occasioni grandi a 1, si meritava di andare sul 2-0). Non ci siamo riusciti e nel secondo tempo abbiamo giocato poco, forse non ne avevamo più, senza però subire granché. Ma a noi adesso servono i punti a pacchetti di tre, quindi questo pareggio evita di condannarci stasera, forse, ma non sposta molto, se non vai a battere Catanzaro e Salerno.

Avessimo giocato così a Carrara (almeno come nel primo tempo odierno), per dirne una, avremmo vinto seccamente; ma non lo abbiamo fatto. Oggi sì, ma davanti c’era la Cremonese.

In verità, sulla carta, avremmo avuto e avremmo anche ora, tranquillamente (e sottolineo tranquillamente), la capacità tecnica e tattica, nonchè la forza morale di un ambiente paradisiaco per chi vuol giocare a calcio, per salvarci con agio (anzi, avremmo potuto puntare almeno ai playoff). Ma non riusciamo a tradurre questa potenzialità in eventi fattuali e abbiamo sopra elencato le colpe. Ce l’avremmo anche ora, perché possiamo tranquillamente  fare 5-6 punti nelle restanti tre. Ma in potenza, ecco il punto. Come accade non proprio di rado, retrocederà una squadra che se leggi i nomi dici che è una roba impossibile, ma ci è già successo anni fa, il calcio è così.
Lo stipendio arriva lo stesso, fare di undici uomini una squadra è una cosa non facile e ci vuole materiale umano predisposto a questo. Ma il materiale umano, e altre mille cose, non le ho scelte io. Io però non avrei il denaro per fare scelte, quindi occorre prendere quel che viene: la C, la demenza senile (presente anche e soprattutto nei giovani) dei complessati e patetici tifosi a due colori, i discorsi idioti di chi, giornalista o cazzaro comune, non sa quasi nulla di noi e pontificherà. Va bene così, ce la faremo. Dalla C risaliremo, è certo. Chi ci ha portato qui, invece (calciatori, allenatori, dirigenti, sistema arbitrale, un certo titolare di apparati filtranti e il delinquente non filtrato) da questo abisso morale non si toglierà mai. 
Come quel tale che si inventò un rigore a Bologna (lo ammise) e quello che si inventò una punizione a Londra (lo riconobbe); quei figuri che cambiarono il regolamento della qualificazione a un posto Uefa a campionato inoltrato per favorire una nota squadra bicolore; quei pagliacci che molte volte, in molte partite, ci hanno affossato di proposito per obbedire ai desideri degli squali di uno sport infetto; chi si è venduto (letteralmente e reo confesso) il derby pugliese e ci ha condannato alla B; chi è rimasto a guardare mentre trafficoni vari ci stavano spolpando e sarebbe dovuto intervenire per legge, o per amore e senso del dovere e nulla ha fatto.
Siete tutti coperti di fango, la faccia e il sedere, francamente indistinguibili. Noi no, al massimo saremo solo in C. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 7 aprile 2025

La più grande svolta romantica del calcio italiano




Astraendomi dalla situazione contingente, e senza voler fare previsioni, senza perdermi in entusiasmi infondati quanto al verdetto del campo, e senza cambiare il mio giudizio sull’operato di tutti i soggetti Samp in questi ultimi anni,  posso dire con certezza che, indipendentemente dall’esito del campionato, questa è e resterà LA PIU’ GRANDE SVOLTA ROMANTICA DEL CALCIO ITALIANO.
E poteva succedere solo a Sampdoria.
Che, come sappiamo, è specialista dell’amore.
In un calcio ormai irriconoscibile, malato, spento, dominato dai quattrini, una cosa incredibile.
—
Se devo pensare ad episodi di minor portata storica ma di uguale valore sentimentale penso alle scelte di vita di Gigi Riva e di Giancarlo Antognoni.
E… ovviamente, penso all’Europeo del 2020, l’unico mai dedicato a una intera città, a una intera tifoseria.
— 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Comunque vada è già una pagina di storia

Riportare a casa Lombardo, Mancini, Evani è un’idea buona che andava fatta molto prima. E cosa aspettiamo a coinvolgere gli ottimi Invernizzi, Lanna (eroe della rinascita), Salsano, Mannini, etc? 
SI parla di Evani in panca, Lombardo secondo, Mancini sr. Consigliere del Presidente, Mancini jr. Ds (di nuovo). Forse altri. 
Non so.
Di certo, se tornano, è che quello che sta accadendo in queste ore è una pagina di storia, indipendentemente dall’esito della stagione.
#Samp 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Marchiati a fuoco


22 match, 2 vittorie.
Dopo anni e anni (non è per dire, sono anni e anni) di fantasmi in campo, buffoni, incapaci o delinquenti dietro la scrivania. Di giornalisti nemici o venduti, di arbitri indecenti, di istituzioni cittadine nemiche, di imprenditori locali ignavi e senza pudore, di direttori sportivi pazzoidi, di giocatori mercenari, di avventurieri venuti qui a prenderci in giro.
Reazioni: anni fa uno schiaffetto; fischi sempre al 90’, in partita la Gradinata a sostenervi sempre senza se e senza ma. Pochi giorni fa due sas -setti contro il pullman da parte di qualche facinoroso imbecille (poco doriano).
Quindi città ideale: clima buono, atmosfera rilassata, amore incondizionato, tifoseria pazzesca, poche pressioni.

Ma:

Sanno che sono senza scuse, sanno che sono senza vergogna, sanno che hanno torto marcio e che stanno per consacrare la loro faccia all’impresa più schifosa di sempre.

Sarete ricordati come quelli che hanno mandato in C la Sampdoria, una società nata nel 1946, vincitrice di 7 trofei maggiori, 11 minori, e altre 6 volte finalista di coppe italiane/europee, protagonista di tanti e tanti anni di A onorevole, di un quarto posto clamoroso nei ‘60, di un decennio splendido culminato con lo scudetto vinto contro tutti e contro squadre imbottite dei migliori giocatori mondiali dell’epoca e con una Coppa dalle Grandi Orecchie scippata a pochi minuti dalla fine dei supplementari e vissuta come una favola fino alla serata di Wembley. Un club che si è costruito un nome in Italia e nel mondo; conosciutissimo e ammirato in Europa per il suo bel gioco degli ‘80 e dei ‘90, per le vittorie, la sportività, la simpatia, i colori. Una squadra che ha dato lustro a Genova, a secco di vittorie in campo calcistico da un secolo, e all’Italia. Di fatto, uno dei più importanti 7 club del campionato italiano, che è uno dei 3-4 tornei più importanti al mondo. Un club che ha visto tra le sue fila campioni di valore incredibile e un Presidente unico nella storia dello sport italiano. Una tifoseria se non unica assolutamente rara; corretta, paziente, innamorata, fantasiosa, colorata, gioiosa. 
Sanno che stanno per passare alla storia per aver fatto schifo non tanto come calciatori quanto come uomini. 
Hanno vergogna a farsi vedere e fanno bene. Incapaci di fare gruppo, di sacrificarsi, di applicarsi, di lottare, di metterci palle, cuore e grinta, di ripagare questo amore che abbiamo sempre dato. Ma capaci di incassare i quattrini (tanti) a fine mese. Incapaci di rappresentare una città come Genova, di vestire una maglia di questo livello.
Il punto è che le capacità tecniche per restare in B le hanno, mancano altre qualità; questo rende la cosa più grave.
Quindi, senza che nulla sia accaduto, loro “sanno” tutto questo e oggi nemmeno tornano a Genova.
Bene.
Buon ritiro….
(Ps: e se per caso vi salvaste, spero eviterete di partecipare ai nostri festeggiamenti).
——-
#AmoreEterno #QuattroColori #NoiCiSiamoECiSaremoVoiChiSiete? 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 31 marzo 2025

Noi ci saremo sempre

Sei anni che facciamo discretamente schifo e che ci affossanno quando proviamo a rialzarci. Sei anni che non onoriamo questa maglia unica. Un presidente che ha demolito la società, senza che nessuno fra quelli che avrebbero dovuto intervenisse, e che vi era entrato con la benedizione di sappiamo chi. Una retrocessione. Direzioni di gara indegne. Sfortuna e infortuni a pioggia. Campagne acquisti sballate. Mele marce a pacchetti. Un quasi fallimento. I paletti al mercato. Un cambio di allenatore ogni tre mesi, come i club guidati da ciechi o trafficoni. Adesso i playout o quasi. 2 vittorie in 21 match.
Eppure: quasi 25mila spettatori domenica e uno stadio vestito a festa, come se ci giocassimo lo scudetto.
Noi siamo e siamo sempre stati i migliori, una tifoseria da Champions. Una tifoseria modello in tutto il mondo. Che ha un amore infinito e una pazienza enorme (non infinita).
Noi rimarremo e c’eravamo, voi passate. Noi siamo la Samp, voi forse e, adesso, no.
Volete lasciare un segno decente su questa bandiera o essere ricordati come il punto più schifoso di una storia gloriosa?
Noi ci saremo sempre, Paolo vive in noi, i quattro colori sono più vivi che mai. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Di Samp e di calcio, di sport e di vita, di cuore e quattrini



Oggi conta solo la materia, lo spirituale è andato. Lotti anche o solo perché ti pagano, ma poi ti pagano lo stesso, e in misura abominevole, quindi? Certi valori o li hai dentro o un po’ di zeri in fila bastano e avanzano per far evaporare qualsiasi sentimento, specialmente se era già evanescente. Devi lottare per te stesso, per chi viene a vederti, per la città e la regione che rappresenti nel mondo. Perché fare le cose bene è l’unico modo di farle. Perché giocare a calcio non è un lavoro, è un divertimento, e devi ringraziare la buona sorte se puoi lavorare divertendoti e diventando milionario e riverito da tutti, oltre che mitizzato e sognato dai bambini. Ricordate Cerezo: era il primo a divertirsi, con la sfera fra i piedi, e si vedeva, e questo lo faceva automaticamente giocar bene, non solo perché aveva i piedi buoni e una ottima visione delle geometrie di campo, ma perché, divertendosi, aveva la testa leggera, il cuore puro e l’amore nel cuore, l’amore per la vita, per lo sport, per chi viene a vederti e ti sostiene e ti ama a prescindere. Non mi importa se sei un calciatore fenomenale o normale, o anche modesto. Io voglio uomini in campo: appassionati, corretti e pronti a dare l’anima. Il resto non mi interessa. Oggi c’è una discrepanza, un baratro enorme fra, da un lato, la maglia, quel che rappresenta, quel che vale per chi l’ha indossata in passato e per noi che siamo lì a tifare e a cantare, e, dall’altro,  chi la indossa. Salvo eccezioni (poche), è così. E non solo nello sport, non solo nel calcio (ormai sono uno squallido business amorale e per giunta spesso truccato). Più che il pericolo C, grave sportivamente parlando e reale, mi preoccupa e mi demoralizza tutto questo, perché dalla C si risale, da questo baratro morale no. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Confermo e rilancio


Faccio notare che dopo 30 minuti ho fotografato la partita e a inizio anno (vedi mio post) la stagione: confermo quello che scrissi, non occorreva essere maghi, solo saper ragionare. Non sono io che sono un genio, è che molti ragionano come orologi senza batteria oppure sono obnubilati dal tifo.

Alla fine, oggi, dopo un match dal risultato eccessivo ma perso giustamente per mano di un Frosinone in forma e determinato ma del tutto normale, credetemi: del tutto normale, per tacer anche dell’autorete e del rigore sbagliato, la squadra e il mister vanno piano piano (come del resto giocano eh) sotto la Sud che con tre o quattro fumogeni segna subito la linea oltre la quale non è desiderabile proseguire. Del resto vi sono match in cui in area entriamo una volta ogni morte di Papa, perchè voler entrarci ora a fine match? Saremmo anche stufi di pianti e scuse, è un film che vediamo da sei anni a dir poco, sempre uguale, e anche il film più bello alla fine diventa noioso, e questo nemmeno era bello, faceva già pena da subito. Bel gesto dello staff, certo, ma al punto in cui siamo apprezziamo giusto la decisione, non altro, meglio stare un po’ a distanza. Altrove, dopo 2 vittorie in 21 match, avrebbero raso al suolo ogni cosa nel giro di km già mesi fa (ho in mente certe piazze…), qui siamo ancora al punto in cui rispettosamente fischiamo al 90’ dopo aver incitato come matti una squadra di zombie per un’ora e mezza. Siamo una piazza civile, certo, ma ho l’impressione che si sia vicini al punto in cui anche il buono, preso per il sedere da ere, decide che è opportuno far qualcosa di meno, dicoamo così, “olimpico”.

E’ ovvio che in campo vanno i giocatori. E, tranne alcune eccezioni, giocano in maniera schifosa: non da giocatori di B e, spiace dirlo, spesso non da uomini. Perché puoi essere scarso (e noi non siamo da C) ma uomo devi esserlo. E devi fare gruppo, non scassarlo (e chi vuole intendere, intenda; e intenda pure chi ha scelto certi elementi buoni solo a far casino e poi ha lanciato accuse vaghe senza far nomi e ha fatto rivoluzioni in corso d’opera). E devi dare tutto, sempre, ovunque.
La mia lamentela non è quella, che so, di uno juventino, che pure ce l’ha su mica poco in questi mesi con giocatori, allenatore e dirigenti. Io non reclamo la mancanza di trofei. Io voglio altro, quello che ho sempre voluto, quello che non può mancare. Il trofeo per noi, per me, per chi vive di sport e non di affari, è opzionale. Altre cose sono essenziali e se mancano è giunta l’ora di farsi sentire. E qui mancano da troppo tempo, oltre ogni umana sopportazione.

E’ ovvio, per proseguire con le banalità, che i giocatori li allena, li gestisce, li valuta, li educa, li forma e li schiera l’allenatore: e siamo al terzo in otto mesi, e chissà che questi “geni” non ne sfornino un quarto in queste ore, il forno è stato acceso a lungo, non escluderei nulla: quando non sai che fare e fai male, finisci per fare tanto, per fare troppo, solo per far vedere che fai qualcosa.
E’ pacifico inoltre che la palla è rotonda ed esistono le autoreti, i pali, le traverse, la fortuna e la sfortuna, etc.
Per continuare, è risaputo che la stagione in cui, attenzione, ci va meglio subiamo sempre almeno 7-8 torti arbitrali clamorosi e inspiegabili, quindi inaccettabili, che ci rubano punti (non ce li sotraggono, ce li rubano).
E’ oggettivo che siamo stati perseguitati dagli infortuni e dalla sfortuna (dieci portieri convocati in otto mesi, di cui cinque impiegati: è record planetario o no?).
E’ evidente che paghiamo ancora i disastri immensi compiuti, nell’indifferenza generale (di chi lo ha messo lì e di chi per dovere avrebbe dovuto vigilare, vero Federazione etc) dal precedente proprietario, il peggiore mai avuto in tanti decenni.
Ma c’è un ma.
Ed è questo: quando tiri le somme di una, anzi due stagioni, queste responsabilità, che restano, sono superate da quelle di chi decide tutto, cioè i dirigenti e la proprietà.

Ebbene, se ci dimentichiamo del piccolo colpo di coda dell’anno scorso, breve e a questo punto direi abbastanza casuale, coi playoff presi all’ultimo e poi buttati subito nel water alla Favorita di fronte a un Palermo che quasi non ci credeva, in queste due stagioni abbiamo sempre lottato per non finire in C. E quest’anno, nel momento in cui scrivo, la probabilità di riuscirci è secondo me del 70%, che è tutto sommato una buona probabilità e forse troppo ottimista.

La dirigenza precedente ha demolito la società, non era incapace, o per lo meno non solo, era molto peggio e qualcosa di “diverso”, e la dirigenza precedente è subentrata a quella ancora precedente grazie all’attenta e avveduta e approfondita e benedetta analisi del soggetto subentrante da parte dei potenti e infallibili “filtri” della stessa, cioè di Garrone. E altro da dire non c’è, sapete tutto.

La dirigenza attuale non è nemmeno paragonabile alla precedente, chi la paragona non ha i neuroni a posto; la precedente può essere definita come aliena al mondo del calcio e ci ha lasciato con mille ombre e mille guai giudiziari (personali) e non. E sono stato basso.
Ma, in questi 22 mesi, questa nuova proprietà, accolta con grande fiducia come siamo usi fare noi a Genova dai quattro colori, questa proprietà e questa dirigenza, hanno dimostrato di non saper gestire una società di calcio. Al momento il giudizio è questo: non sono capaci, non c’è nulla da fare. Lo diventeranno? Non so. Vorrei non lo diventassero a spese nostre, come il meidico che a forza di mandare al creatore qualche paziente impara dagli errori e diventa poi un luminare.

Ad oggi, l’unico merito della nuova proprietà è averci salvato dal fallimento: ma per fare quello basta avere i quattrini. E la volontà di farlo, certo, ma se lo prendi per un investimento alla fine lo fai anche perché ti conviene, non dimentichiamolo: non è che il fondo che ci gestisce tifasse Samp, non mi risulta. O che ci abbia acquistato per perderci, che dite?

La riconoscenza per il salvataggio, enorme, non deve però e non può influire sul giudizio di quel che dopo il salvataggio fai.
La dirigenza si è dimostrata del tutto inesperta e incapace, dalla scelta dei dirigenti, a quella di allenatori e giocatori, per non parlare dell’inspiegabile cambio di tutto lo staff sanitario avvenuto all’inizio. Inesperta anche nella gestione dei rapporti con la squadra, nella gestione dello spogliatoio, nella scelta delle persone (ché i calciatori sono prima di tutto persone), nella gestione dei rapporti con i tifosi, con la stampa. Inesperta in tutto e arrogante nella misura in cui non ha ritenuto di doversi corcondare di persone esperte del settore, né all’inizio né in seguito, tranne Accardi che però è ancora all’inizio della carriera, deve ancora dimostrare quasi tutto nonostante un inizio positivo  e ha comunque sbagliato tantissimo anche lui.
Dirò di più: questa proprietà ha sbagliato talmente tanto che secondo me ha sbagliato anche nello sceglierci come oggetto di investimento: perchè se acquisti la Sampdoria e pensi sia possibile vivacchiare in B sfiorando la C, o gestirla come una bocciofila (con tutto il rispetto), vuol dire che non hai capito nulla fin dall’inizio, non hai capito quale società hai acquistato, di quale storia, di quale livello, di quale ambizione e di quale piazza.

Alla fine, se C sarà, per la gioia del sistema che non ci ha mai tollerato e che ci perseguita con precisione altalenante ma costante da almeno 6-7 anni, e per la gioia puerile dei concittadini complessati e frustrati per i quali provo sincera simpatia, la setssa che si prova con chi proprio non ci arriva, e che almeno vedranno forse pareggiare il loro record negativo della C (nella quale però loro finirino più volte e una, del tutto vergognosamente, non per aver giocato male, ma per aver imbrogliato), ma che restano sempre quelli che da quando la Sampdoria è nata inseguono e non vincono neppure a bocce la domenica mattina, uno potrebbe chiedersi: non sarebbe stato meglio fallire?
Certo, ragionare col senno di poi è esercizio facile. Fallendo, avremmo perso temporaneamente i colori e forse il simbolo e il nome. Avremmo dovuto ripartire dalla D (o, chissà, dalla C per meriti sportivi, anche se dubito perché noi non siamo fra i raccomandati). E quindi, ragionando per ipotesi, saremmo in C come minimo a inizio stagione 2025/6, cioè come ci ritroveremo ora… (o magari chissà avremmo potuto risalire in due anni in B, non so dire). E senza due anni come questi. Non so. Fallire è brutto, ma alla fine è una cosa che ti piomba addosso senza che tu abbia colpe, tu tifoso intendo.

Al di là di queste ipotesi fantasiose e difficili da gestire logicamete, resta il fatto che quando una persona comincia un nuovo lavoro e sa, si accorge di essere inesperto, se prima di farsi le os -sa non si fa aiutare da chi è navigato, si dimostra incapace e arrogante. E ci porterà alla rovina.

Ma per il resto, tutto bene, eh. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 16 febbraio 2025

Var fankulo

Questo Var ha funzionato un mese dalla sua introduzione. Poi il portiere di una squadra a righe e due colori smorti si è lamentato ed è finito tutto.
Se il Var non serve per annullare il gol dell’Inter (palla fuori di 6 km sul fondo) e per espellere chi si butta a terra senza essere toccato e provoca così il rosso per fallo di reazione (vedi oggi a Bolzano), allora è solo uno strumento in più in mano a chi decide le partite. Se non serve per chiarire chi simula e chi bara, e per salvare chi non ha sbagliato anche se sembrava che avesse sbagliato, allora è inutile. Siamo al paradosso che un fallo già chiaro in diretta e evidentissimo al primo replay non porta al rigore dopo il check, o viceversa. Le regole sono state scritte appositamente per depotenziarlo e per farne uno strumento in mano a chi vuole decidere i risultati o quanto meno indirizzarli. In pratica è un paravento in più, anche perché in Italia, stante una stampa serva, non si ha paura di sfiorare il ridicolo negando l’evidenza: all’estero dureresti tre secondi poi finiresti nel cesso. In Italia alcune squadre DEVONO vincere per poter avere le entrate e i diritti necessari a tener su il bilancio colmo di debiti. Tutto è corrotto. Guardate il football americano: non ci sono mai errori, al punto che quando ce n’è uno (è successo anni fa) ci sono scuse ufficiali; e non ci sono perché tutto è sottoposto a controllo. E così nel tennis, sport in cui è infatti normale che un arbitro spagnolo diriga uno spagnolo contro un francese. Il calcio italiano è marcio da decenni, economicamente non vale più nulla perché non è credibile, è solo sporchi affari, lo sport è un’altra cosa. La puzza si sente a km di distanza. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 14 gennaio 2025

Sogno o son desto?

Tutti questi fenomeni che quando giocano contro di noi si preparano sei mesi prima come se dovessero partire per la guerra o salvare la mamma… ehehe, che scene. Per carità, è legittimo, eh… super legittimo, anzi: ci si dovrebbe sempre preparare così, per rispetto di maglia, città, tifosi… Il punto è che non lo fanno quasi mai, ecco cosa rende ridicolo il fatto che lo facciano con noi… magari è meno legittimo, poi, quando, che so, la domenica dopo sbracano, e chissà, così facendo dan punti a chi concorre a un obiettivo con noi.

A volte son pure mezzi scappati di casa (come spesso di recente sembriamo noi, ok); non sempre, certo, ma a volte lo sono, scappati di casa che con noi danno pure quello che non hanno, come quando uno è debole ma se rischia di affogare trova energie che manco sapeva di avere… E poi quando giochiamo noi sugli spalti vengono anche gli ospiti del vicino camposanto, e i giocatori si spolmonano fino a morire sull’erba, molestano l’arbitro per 100 minuti, chiedendo falli per inciampi, protestando per la concessione di ciascun fallo contro anche se prima hanno quasi ucci -so uno dei nostri, chiedendo rigori a ogni minima caduta in area, anche quando scivolano da soli, e vaneggiano di complotti federali (in questo, come i bicolori della nostra città, davvero impagabili quanto a ridicolaggine nei commenti social o da bar), complotti, beninteso, orditi da eminenze grigie per “salvarci” (da cosa?), corrono come mai hanno corso in vita loro, l’allenatore sbraita di continuo come un ossesso e  rischia l’infarto, pare giocarsi la Champions, e poi dalla domenica dopo ricominciano a fare quel che fanno di solito, schifo ai cani, o comunque le solite partite giocate un po’ sì e un po’ no, solo se mi fa voglia, e se gli altri corrono e segnano io non ho voglia, ci pensiamo la prossima settimana, dai.

Non parlo di una partita in particolare, sia chiaro, ma di molte di quelle che abbiamo giocato in questo anno e mezzo. 
In questo, solo in questo, sono solidale con i bianconeri più famosi, che devono provare qualcosa di simile quasi ogni domenica!
Il nostro nome pesa, la nostra maglia pure, poco importa che al momento noi si sia molti livelli sotto quella gloria che entrambi richiamano alla mente. 

L’arbitro ci affossa con decisioni lunari che già al primo replay appaiono per quello che sono, idiote? Tutti zitti. Ma se sbaglia a nostro favore, è complotto mondiale per salvarci (da cosa?). Tutti aspettano i due match con noi con la bava alla bocca, sembra mangino carne cruda prima del match, ci odi -ano, se potessero ci massa -crerebbero. Ripeto, è legittimo, tutti dovremmo sempre dare il massimo (se noi lo avessimo fatto adesso saremmo a ridosso del vertice), ma siccome lo fai solo due volte l’anno è meno legittimo, diventa ridicolo, dai.

E di contrasto noi cosa facciamo? Andiamo in campo come se andassimo a un picnic con i nipoti e la zia settantenne, sfavati e rilassati, in calzoni corti (ehi, questo è vero!) e infradito, cosamene a me di questa partita, uh guarda, s’è fatto gol, ma guarda un po’, stai a vedere che tanto ce lo annulla, inutile esultare, aspettiamo… oh, hai visto, lo convalida, e vabbè, e che sarà mai un gol, tanto poi ci ripigliano e vedrai che si perde pure.

A volte mi pare di assistere a un sogno, e dei più sconclusionati, e invece è tutto vero, ed è solo la mia squadra in edizione ultimo lustro! 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 1 settembre 2024

Darsi forza


Sentire vicina una persona è una cosa formidabile.
Basta poco. Quel poco che a volte non c’è, per colpa della vita fra gli uomini, che ci fa credere, sbagliando, che non sia giusto dir sempre quello che si pensa e fare quello che ci si sente di fare, fregandosene di convenienze, opportunità, dubbi.
E per quel poco che non c’è alla fine pare che manchi tutto il resto, come un quadro formidabile chiuso nel magazzino di un museo: è come se non esistesse.
Ma per esporsi occorre fidarsi dell’altro.
E anche avere fiducia e godere della fiducia altrui è una cosa bellissima.
Entrambe le cose sono fragili e rare.
Sono cose che ci fanno sentire vivi e stare bene, che ci danno forza e fiducia. Ma basta poco per rovinarle, anche un dubbio.
Ecco perché la fiducia reciproca deve sempre essere più forte di ogni dubbio, e la convinzione di essere nel giusto più forte dei pregiudizi e delle idee malate di questi esseri che chiamamo simili e che spesso sono molto diversi da noi, e in grado di guastare quel poco di bello che, a guardar bene, si trova.

—
—
(Img it freepik com) 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 31 maggio 2023

30 maggio 2023, sera: LIBERI





autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 30 maggio 2023

Siete sporchi e sporchi resterete


E chi difende questi dirigenti non è un tifoso, è un complice morale dei bari.
—-

Quattro colossali illeciti (oltre a quello già costato dieci punti e svariati mesi di squalifica ai dirigenti, dichiarati colpevoli).
La violazione del dovere di lealtà sportiva: non esiste nulla di più grave nello sport. Nulla.
Quattro colossali illeciti, vergognosi, immondi, spaventosi, clamorosi, provatissimi, puzzolenti, messi in atto da una dirigenza che sa solo barare, che sa vincere solo con l’inganno, da una società che nella sua vita ha avuto mille scandali e mille processi, che ha una storia piena di sporcizia mai tirata via; quattro truffe colossali, degne di banditi professionisti, che verranno cancellati da una richiesta di patteggiamento (rei confessi: dopo tante manfrine, confermano quello che le indagini hanno provato senza alcun dubbio).
Si parla di due-tre punti di penalità (ahahahaha) e una multa, per una società che ha partecipato e vinto tornei ai quali senza la truffa non avrebbe potuto iscriversi. Interi campionati truccati. Scudetti che valgono come lo sterco, anzi meno, ché lo sterco concima, queste truffe rendono sterile ogni cosa che toccano. Due-tre punti per questi fenomeni che si vantano degli scudetti vinti senza nemmeno saperli contare e che vaneggiano di 9 scudetti di fila, e che in Europa non hanno mai vinto quasi niente, in rapporto alle possibilità, perché non hanno il trattamento che viene riservato loro, da sempre, in campo e fuori, qui in Italia da un sistema marcio, corrotto, colluso. Due-tre punti come il mancato rispetto di una scadenza (a chi paga in ritardo gli stipendi danno  quattro punti, questi hanno truccato interi bilanci e sono pure società quotata in Borsa). In pratica se la Samp non rispetta la scadenza del 30.5 per gli stipendi, prenderà 4 punti di penalizzazione nel prossimo campionato, più della Juve, una roba che fa ridere. Mancano le parole per definire questo abominio, questo trionfo dell’illegalità, della porcheria, del gioco sporco. Il calcio è finito.
Hanno di nuovo rubato scudetti, dopo Calciopoli. A questo punto ha davvero senso chiedersi per quanti della trentina e passa di titoli di cui si fregiano potremmo dire che non si è indagato e quindi non sono emersi illeciti. Hanno vinto barando, la serie dei 9 scudetti è falsa come Giuda, dovete nascondervi per la vergogna, fate ribrezzo, siete inaccettabili. Avete vinto sottraendo scudetti a chi li meritava. E come con Calciopoli, si esaminano solo due anni di un periodo molto più lungo e quindi con tutta probabilità marcio come i due anni esaminati; a differenza di Calciopoli, non si fa nemmeno finta di punire chi ha barato.
La retrocessione in  B sarebbe stata un regalo, questa società meritava di finire in C (una società meno potente sarebbe stata radiata). 
Spero che l’UEFA li estrometta dalle competizioni per diversi anni, ma in ogni caso quel che si profila in Italia è la dimostrazione che la serie A è marcia, assolutamente marcia, profondamente e irrimediabilmente marcia (del resto gli arbitraggi ce lo confermano ogni sette giorni): dominata da squali delinquenti che truffano e restano impuniti.
Se sarà così, il calcio in Italia è finito. Chiunque, potente, da domani potrà barare, truccare bilanci, creare soldi dove non ci sono, pulirsi il deretano con i regolamenti e le leggi, iscriversi con carte false ai campionati, rischiando nulla. E questi godono pure nel vincere col trucco, il bello è che barano, lo sanno e quando vincono barando sono felici: Freud ci sguazzerebbe. Fate schifo. Siete un esempio schifoso per chiunque ami lo sport, per i vostri figli, per tutti i bambini del mondo. Siete la rovina dello sport, insozzate ogni coaa che toccate.
Il sietema calcio e questa Juventus fanno schifo.
E tutti i tifosi che invece che prendersela coi loro dirigenti colpevoli marci continuano a parlare di complotto sono semplicemente dei sempliciotti  idioti e privi di qualsiasi valore sportivo, dei tapini che con lo sport non hanno nulla a che fare.
—



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 29 maggio 2023

Ogni partita una festa sarà

“Ogni partita una festa sarà...”
Ditemi se non teniamo fede a questo principio!
Questa canzone è parte dei testi sacri e contiene molti principi fondanti dell’essere blucerchiato.
In questi giorni, in questi anni, dirsi doriani potrebbe essere difficile, ma non lo è per chi è doriano davvero: perché è proprio quest’anno che ci ha unito ancor di più, e mai, dico mai, in 56 anni mi sono nascosto, e quando si perdeva e quando si vinceva. Dirsi doriano è così bello: è un segno di grande valore e degno di rispetto, è sport puro e bello, è vita.
Rivendico la mia sampdorianità come sempre e più di sempre, son tempi duri ma non poi così tanto se dentro hai questo fuoco.
Proprio in queste ore si dice che sia in corso un incontro con chi, dopo aver avuto questo gioiello di società, col bilancio sano, una storia da favola e un pubblico incredibile, in regalo (pagò un euro, il tizio che aveva superato tutti i filtri del fenomeno), l’ha distrutta, portandola sull’orlo del fallimento, dopo aver creato immani voragini debitorie. Se avesse un briciolo di dignità, un tizio che ha ricevuto in regalo una società e l’ha distrutta ripagherebbe tutti i debiti, o quato meno chiederebbe scusa al mondo, umilmente, senza pretendere nulla e facendosi da parte. Invece costui insiste e chiede decine di milioni per salvarsi il kulo, e così facendo sta condannando diverse imprese al fallimento (i creditori) e una società sportiva che ha fatto la storia e che è nota in tutto il mondo al fallimento.
Non c’è partita fra noi e lui, fra noi e quelli che da mesi, da anni, stanno remando contro. Noi siamo il pulito, noi siamo la faccia buona e pulita del calcio. Comunque andrà, noi abbiamo già vinto e il marcio ha perso.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...