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domenica 21 febbraio 2010

Una cosa normale

Un giudice (Tagliavento, voto 7), una sera d'inverno, fa, inaspettatamente, una cosa normale (ma che accade di rado):arbitra una partita di calcio fra due squadre (Inter, voto 3 e Samp, voto 7) come se fossero due squadre da trattare allo stesso modo, a cui applicare in ugual misura il regolamento del gioco. E, per caso, prende una serie di decisioni clamorose ma tutte esatte, come rivelano i replay. Quello che dovrebbe essere la norma, in un mondo ideale, diventa uno scandalo e fa letteralmente perdere la testa ai giocatori, all'allenatore e ai dirigenti della squadra di casa (Inter) che si comportano in modo antisportivo e vergognoso, tanto da far dire che se Tagliavento non avesse usato buon senso e non avesse capito il "momento" degli interisti avrebbe dovuto tirare fuori almeno altri due rossi (Eto' che si butta e ringhia all'arbitro, Milito su Palombo). E che dire di Mourinho (che sportivo mai è stato) che, sentendosi vittima di inesistenti ingiustizie, ride, si dispera, irride, esaspera gli animi, mima il gesto delle manette (voto 0) e viene graziato?
Spiace sempre vedere come giocatori di squadre non avezze ad arbitraggi imparziali quando affrontano squadre medie o piccole (Juve, Inter, Milan, etc) perdano la testa letteralmente quando vengono casualmente danneggiati da errori arbitrali o, come è il caso di stasera, vengano semplicemente arbitrati in maniera equa. Per team come la Sampdoria o il Parma è normale restare in 9 dopo 30 minuti se si commettono un chiaro fallo da rosso (avendo già un giallo carico) e due falli da giallo, quando accade ai cosiddetti big è il finimondo, l'ingiustizia dei complotti, la disperazione degli impotenti.
Prima della vittoria, per me, contano impegno e sportività. Avessero fatto tutto questo i giocatori della mia squadra (un indegno can-can per decisioni sacrosante, per giunta), sarei rimasto delusissimo e indignato.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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