Io sono sconosciuto. Non penso che sappiano chi sono più di trecento persone, tolti i parenti (te li dà Dio, a parte la moglie, i suoceri e i cognati) e gli amici (merce rara da questa parti). Ho detto duecento ma non saprei, forse sono di meno, forse sono quattrocento, ma siamo lì. E ci metto però anche chi sa solo il mio nome e quale giornale compro o poco di più, tipo il mio edicolante di fiducia, o chi si ricorda di me perché son bello e scelgo sempre crema e limone, e chi magari mi ha conosciuto alle elementari e non mi frequenta più da cinque decenni, e chi non sa nulla di me tipo la moglie, come è prassi. Ok, dai, facciamo 1500, includendo tutti quelli che ancora hanno un vago ricordo di me dopo anni e anni e anche quelli per i quali magari sonno solo il coglione pelato che abita vicino al super. 1500 su 59 milioni di Italiani (0,000025%) e su 8,3 miliardi di esseri umani -ci metto dentro anche i fascisti, faccio un'eccezione- (0,00000018%)
E' questa, precisamente, la ragione per cui posso scrivere o dire qui su Meta quel che voglio (subendo a volte qualche censura, ma nessuna conseguenza fisica o economica) e posso farlo anche sul mio blog, su Twitter (ora devastato e diventato X grazie a quel genio che vuole trasferirsi su Marte), su Istagram, su Whatsapp, Telegram, spesso ma non sempre sui quotidiani nella rubrica delle lettere e al bar. Non perché viviamo in un mondo libero o perché si considera sacro l'art. 21 (valido, ricordo, in Italia, erga omnes, esclusi i fascisti, sempre quelli).
Dicendolo in un altro modo: se fossi un poco più conosciuto, non dico a livello di un politico nazionale, di un attore di successo, di un calciatore o di un fottuto presidente degli Usa, ma anche a livello di un giornalista, di un imprenditore di medio successo o di uno sportivo che non tiri calci a una sfera di cuoio, o se avessi non 2 like a post e 300 follower ma qualche migliaia di appassionati (e quindi fossi in grado di muovere voti, di influenzare idee, di disturbare chi manovra anche a livello locale) sarei oggetto di offese, attacchi e minacce, censure e magari conseguenze più gravi (vedi Saviano che ha la scorta da anni, o Gratteri, o Albanese, o Assange e gli esempi sarebbero centinaia, alcuni li trovate al camposanto, chiedere a Mussolini, Hitler, Netanhyau, Stalin, Pinochet, Putin etc.). In alcuni ambienti o contesti, a seconda del tema, rischierei appunto pure la vita. Alla fine mi salva il fatto di non essere conosciuto da nessuno e di essere letto da pochissimi coraggiosi (o carenti quanto a criteri selettivi). Come del resto capita ad alcuni di voi, fra quelli che come scrivono esattamente quel che circola tra le due orecchie, senza cautele: perché per i voltagabbana, i conformisti, i leccapiedi, i cerchiobottisti e i paraculo i rischi sono minori o assenti.
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