In un paese in cui molti scrivono e quasi nessuno legge, tutti parlano di tutto e specialmente di argomenti che non conoscono, in cui ci sono orde di novax, provita, integralisti religiosi o semplici bigotti, complottisti, terrapiattisti, negazionisti, in cui due elettori su dieci votano, otto decenni dopo l'Apocalisse, i fan del fascismo, un terzo non capisce il senso di quel che legge e più di metà lo capisce ma non sa che farsene, qualsiasi referendum, anche uno che proponesse la distruzione dell'intera nazione per sabato prossimo, prenderebbe una certa quota di sì. Occorre fare i conti con la triste realtà: dopo decenni di TV spazzatura e di disinvestimenti su scuola e ricerca è normale trovarsi con un popolo imbottito di cretini.
Lungi da me l'intenzione di dileggiare il cretino: lo siamo tutti in una certa misura. Io, per esempio, apparirò tale ad alcuni, in questo momento, lo so bene. Nessuno di noi sa tutto, nessuno di noi capisce o ricorda tutto e chiunque qualche volta fa la figura del cretino. Ma io parlavo dei cretini veri, quelli professionali, che stanno sotto la soglia di accettabilità, quelli che lo sono in pianta stabile, quelli la cui cretineria è conclamata e pericolosa per tutti.
Da notare che la percentuale di cretini veri fra coloro che hanno incarichi di responsabilità aumenta, rispetto al tasso di cretini della gente normale.
Ebbene, io non ho mai definito in termini offensivi chi vota diversamente da me solo per il fatto che vota diversamente da me, come fece invece il delinquente di Arcore, perché non possiamo avere tutti la stessa idea e perché anche alcune delle mie potrebbero essere sbagliate (credici, fascista). Non l'ho mai fatto, a parte un'eccezione: chi vota partiti chiaramente fascisti, razzisti, omofobi, che non riconoscono la Costituzione e che sono infarciti di malfattori è inferiore a me e, più precisamente, un cretino o un malvagio.
Quindi non dirò che se voti sì al referendum che si avvicina (orami sviscerato in tutti i modi e, credetemi, importantissimo) sei un cretino. Non lo dirò anche se ti temo, ti considero potenzialmente (e magari involontariamente, certo) pericoloso, nocivo, per me e per molti. Non lo farò perché per me un cretino voterebbe sostanzialmente a caso e quindi alcuni cretini finirebbero pure per votare no. Però dico che non si tratta di un voto politico (se domani il premier si schiera per i no, io continuo a votare no) e dico che dopo tutto quello che si è detto, se voti sì ricadi necessariamente in una o più di queste categorie:
-fanatico = voti sempre e solo e in ogni caso quel che caldeggia il tuo partito di riferimento, fosse anche la cosa più orrida di sempre; non hai quindi indipendenza di pensiero né spirito critico, sei, con rispetto parlando, un pupazzetto indottrinato, una pecorella;
-carente in istruzione di base e cultura generale, con problemi di comprensione di un testo e con vaghe nozioni di storia e politica = non hai ancora capito bene i termini della questione, quindi voti senza essere consapevole della questione su cui ti esprimerai ma pensi di aver capito tutto e bene;
-ti piacciono i regimi autoritari, gli stati di polizia, l'uomo forte, le dittature, i regimi oppressivi, la soppressione dei diritti, la negazione della libertà, gli abusi di potere, le ingiustizie, il clientelismo, i fascismi, e quindi trovi opportuna una riforma scritta male, che stupra la Carta che non ti è mai piaciuta e che apre una porta bella ampia al passo successivo, quello del controllo politico sulla magistratura;
-sei un delinquente o uno che vuole delinquere e quindi ce l'hai su con forze dell'ordine e magistrati, sei allergico a regole e leggi, credi nella legge del più furbo o del più forte;
-sei una persona che ha incarichi istituzionali (o amico o parente di chi li ha) e, avendo violato la legge o avendo intenzione di farlo, non vuoi correre rischi in futuro per te o per altri e pensi di essere esente dal dover rispettare le leggi data la posizione che occupi.
Forse ho dimenticato qualche categoria, semmai suggeritemela. Non era mia intenzione offendere, credetemi, però le cose vanno dette altrimenti si passa forse per educati ma per miopi o ipocriti: se uno, per fare un esempio, idolatra la carne, non può pretendere poi di passare per vegano; occorre avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome e di assumersi la responsabilità di quel che si pensa, si dice e si fa.
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