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domenica 17 luglio 2016

Demo-che?

Quella di Erdogan non è democrazia. Oppure io ho scordato cosa è democrazia. Governo eletto democraticamente, ma cosa? E' un regime autoritario che sta studiando da feroce dittatura. Quindi chi insiste col refrain "sventato golpe militare, ristabilito ordine democratico" o è un mentecatto o un fascista. Erdogan male minore? Tutto da vedere. E comunque, anche fosse, sempre di un male si tratterebbe. Anzi, adesso, sfruttando questo golpe (autoprodotto? colpo di fortuna? Chissà eh...) si sta scatenando per ridurre ulteriormente libertà e diritti e per far fuori un po' di oppositori e di persone che gli sono scomode. In pratica sta facendo lui un "golpe" mascherandolo da antigolpe. Non vorrei essere un turco, francamente. Naturalmente a Obama, Merkel, Ue e Hollande sta bene così, e pure a Putin. Anche se nella notte del golpe i primi quattro e il governo italiano hanno dato vita a un teatrino esilarante. La Turchia è tutt'altro che un partner affidabile, ma naturalmente il concetto di affidabilità dipende da quale visione del mondo si ha.

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sabato 16 luglio 2016

Lupo solitario forse, ma radicalizzato

Tutti quelli che pensavano che l'Isis non c'entrasse nulla con l'attentato di Nizza e che il merd@ avesse falciato trecento persone solo per depressione, debiti e problemi familiari resteranno delusi. La motivazione è sempre quella, la lotta all'infedele, l'avversione per lo stile di vita occidentale, il martirio, le vergini etc. Anche fonti dell'intelligence (intelligence si fa per dire) cominciano a fare le prime ammissioni, si tratterebbe di un individuo che si è radicalizzato rapidamente, senza bisogno di particolari addestramenti o senza un vissuto da combattente in loco. D'altra parte, come già ho detto, l'infezione religiosa attacca facilmente e rapidamente cervelli deboli o malati, e una persona stressata, sotto psicofarmaci (adesso o in passato), con problemi finanziari e familiari notevoli, magari scarsamente integrata, depressa, e violenta di suo (vedi precedenti) è la vittima ideale di una simile infezione che non impegna molte risorse per trasformare un plotone di neuroni allo sbando in un delizioso banchetto.

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Ogni 10 minuti, tutti i giorni, per tutto il giorno

Su una linea a binario unico sulla quale si è scelto di non investire in sicurezza (es: scmt) e di ritardare per motivi ignobili e di anni il già finanziato raddoppio (ma ovviamente l'unico a pagare sarà chi ha alzato la paletta) passavano 50 treni al giorno, adesso ne passano 140 con punte di 190. 140 treni in 19 ore. Ogni 10 minuti si deve ripetere l'assurda pratica del fonogramma, nel 2016. A questo punto io non mi stupisco che sia successo questo orribile disastro, ma che non sia successo prima. Non è possibile pensare di far lavorare la gente in simili condizioni: l'errore è in agguato, controlli incrociati non ce ne sono, un attimo e decine di innocenti volano via.

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Stupefacente idiozia

Nizza - Il trentunenne era solo a bordo del camion, che ha fatto sostare prima dell'attentato per nove ore in una zona vietata ai mezzi pesanti per via della festività. Fermato dalla polizia , si è giustificato dicendo che stava consegnando gelati.
In che mani siamo?
Se io metto un tir lungo quanto L'albero degli zoccoli in zona vietata un giorno che c'e' uno spettacolo dopo 15 minuti sono circondato e se non lo sposto mi portano in caserma.
Quel bastardo sta 9 ore in sosta vietata. Quando un poliziottò (è francese) gli chiede che ci fa lì, dice: consegno gelati. E il poliziottò se ne sta. Mi pare una scusa palusibile, forse una migliore sarebbe potuta essere solo: sto aspettando un rapimento alieno, a proposito l'orologio al polso ti funziona ancora?
Sarebbe bastato insospettirsi un 5%, farlo scendere, chiedere il ddt, o un permesso, fargli aprire il tir e avremmo salvato 84 persone dalla morte, 200 dal dolore e altre migliaia dal lutto. In 9 ore quanti gelati consegni, a proposito? Non so se il tir avesse la cella frigorifera, perché in caso contrario lo scandalo sarebbe duplice.
Sono questi coloro che dovrebbero proteggerci? Nessuno mette in dubbio il loro coraggio e spirito di sacrificio, muoiono per noi ogni giorno. Ma qui l'idiozia ha permesso la strage.


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martedì 12 luglio 2016

Semplicemente buffoni

Incidente ferroviario in Puglia, 25 morti, dato non definitivo. Nel 2016 è impossibile che non vi possano essere sistemi di sicurezza tali da impedire simili errori: è ovvio che si tratta di un incidente evitabile, accade non per colpa di un destino cinico e baro ma perchè viviamo in un paese schifoso governato da decenni da buffoni schifosi. Inoltre, abbiamo ancora tratti a binario unico (fra l'altro con raddoppi già finanziati: perchè i lavori non sono inziiati? dove sono finiti i soldi?) e da anni parliamo di TAV, si tratta di idioti e bastardi al 100%. Come sempre, cadono innocenti.Ma mi raccomando, da ottobre se vince il si cambia tutto, avremo una nuova costituzione eh! Buffoni.

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lunedì 11 luglio 2016

La Chiesa cattolica è sempre la stessa, non fatevi infinocchiare

Il Fatto Quotidiano di oggi ospita un interessantissimo articolo di Marco Marzano che mi spinge a ricordare alcune verità di cui non parlo da troppo.
Il succo è: nonostante Bergoglio sappia vendersi meglio e mediaticamente sia un asso, specie se paragonato a Ratzinger che per il palcoscenico era negato, l'uno e l'altro sono omofobi e la Chiesa cattolica ha sempre le stesse meschine e putride idee su sesso, amore, etc. Quindi, caro Bergoglio, plaudiamo alle tue trovate da circo (es: "chi sono io per giudicare?"), ma la sostanza, che è poi quella che conta, è sempre la stessa da secoli: avete idee inumane, scritte da uomini col cuore impuro, sotto dettatura di nessun dio, semmai del diavolo.

Catechismo della Chiesa Cattolica

Articolo 2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

Articolo 2358  Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

Articolo 2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

Combatto e combatterò sempre queste affermazioni inaudite, disumane, violente, deliranti. Bergoglio o no, la Chiesa è questa: una setta che influenza pesantemente con le sue idee le leggi di uno stato laico, che inquina le coscienze, che aizza l'uomo contro l'uomo, che usa violenza nei confronti di tutti quelli che hanno un orientamento sessuale non eterosessuale. Per non parlare dell'ipocrisia di un clero farcito di gay. Il dio dei cattolici, che non esiste, non ha mai detto queste cose; se le avesse detto, non rappresenterebbe nulla per me proprio in ragione di esse.



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domenica 10 luglio 2016

"Ho firmato per noi!"

Torino, 19 maggio 1988, alla fine di Torino-Sampdoria, con la Samp che vince la sua seconda coppa Italia grazie a una partita incredibile tutto cuore e al gol di Salsano che al 112' con un tiro immaginifico risistema tutto dopo che s'era messa male (due autoreti!), curva in delirio, Vialli lacrime di felicità, il solito giornalista idiota che anziché chiedere a Vialli del match appena giocato, della coppa appena conquistata, etc. gli chiede dove andrà l'anno prossimo. Provate a chiederlo a un Pogba il giorno in cui alza una coppa poi vediamo se potete ancora lavorare nella UE...
E insiste, dove andrai, per chi hai firmato, mentre Vialli ha nel cuore solo la Samp, la Coppa, e i tifosi in delirio verso i quali sta correndo. All'epoca era così, eravamo forti e simpatici, vincevamo senza diventare antipatici e senza perdere in giocosità, e tutti ci stavano addosso, per soffiarci le stelle, ma noi siamo andati avanti, molti giocatori hanno rifiutato contratti milionari per restare a Genova quando ancora non s'era vinto nulla e non c'era la benché minima certezza di riuscire a vincere mai nulla, e alla fine sono stati premiati con un decennio di trionfi. E quello a chiedere dove vai adesso, per chi hai firmato.... E Gianluca Vialli, immenso, a rispondere con una frase che ha fatto storia. "Ho già firmato", dice Luca per levarselo dalle balle in questo momento di festa (secondo trofeo per una società che nata nel '46 mai nulla aveva vinto e mai ha avuto santi in paradiso). E il giornalista: Per chi? E Vialli.: "PER NOI" !!!!!!!!!

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giovedì 7 luglio 2016

Giampaolo alla Samp

Marco Giampaolo è il nuovo allenatore della Unione Calcio Samp-Doria. Sappiamo chi è.
Penso che come persona sia l'ideale per l'ambiente Samp: parlo dei valori, del modo di fare, delle sue idee generali, della sua coerenza: il passato parla di lui. Purtroppo Ferrero è molto lontano dallo stile Samp che in Giampaolo invece secondo me vive bene. E' Ferrero (entusiasta, simpatico, innamorato, guascone) a dover adeguarsi ancora, dopo due anni, a quello che noi siamo. Perchè noi eravamo, siamo e saremo Samp: qualcosa di diverso. Ecco perché temo di perderlo presto, uno come Giampaolo, che invece, ai tempi in cui lo stile Samp era incarnato dalla dirigenza, avrebbe avuto le carte in regola per aprire un ciclo di anni.
E non parlo (ancora) delle sue idee calcistiche, sia chiaro. Io ragionavo dell'uomo. Mi ha sempre convinto, anche se a volte la coerenza che lo anima sfiora l'autolesionismo.
Benvenuto. Fai riferimento a noi, se puoi. Non a quelli, fra noi, che trollano e sparano minchiate sui social. A quelli che cantano 90 minuti anche quando si perde. A quelli che ci sono sempre. A quelli che sono la Samp, sempre. A quelli che Wembley o Varese ma è sempre Sampd'oro.


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Je suis se mi va

Nove italiani uccisi in Bangladesh dai soliti fanatici del Corano che nemmeno hanno letto e se hanno letto di certo non hanno capito indignano e commuovono, ma meno dei morti del Bataclan (Parigi è in Europa e poi ci siamo un po' assuefatti); entrambi i casi scuotono le coscienze molto di più della discoteca per GAY di Orlando (sono gay... e poi non ci sono italiani). I 250 morti di Bagdad del 3 luglio quasi per niente, ma non c'erano italiani, mi pare chiaro che ce ne fotte poco. Je suis se mi va, altrimenti vaffanculo non è che posso cambiare profilo di facebook ogni giorno. Emmanuel ucciso senza ragione a Fermo da un razzistello nostrano muove poco: la violenza è da condannare, dicono i soliti leghisti razzisti fascisti, ma. E in quel "ma" c'e' tutta la merda che ci cola ogni giorno dalla tv sul tappeto del salotto. I razzisti, fascisti, omofobi che ogni giorno incontro sono stati educati da voi e, lasciatemelo dire, avete fatto un lavoro da vomito. Siamo un paese razzista che giustifica il razzismo. Mi viene in mente il caso della foto di classe scattata escludendo la ragazza con disabilità, o i casi di giovani lasciati a casa in occasione di gite scolastiche per via degli stessi motivi: quando ci sono educatori così, puoi aspettarti che l'educazione sia buona? A Salvini auguro di diventare un profugo, perchè le proprie idee bisogna testarle sul campo ogni tanto.

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Una medaglia, subito

Fra qualche giorno verrà proposto di premiarlo, per aver cercato di sventare un furto. Da buon cittadino cercava di impedire un furto e, volgarmente aggredito da un nero, si difendeva legittimamente.
Peccato che altre testimonianze dicano cose molto diverse.
Come mai la Lega non si è ancora offerta di pagare le spese legali? Pare proprio sia legittima difesa di derubato, o di onest'uomo che con immenso senso civico (scimmia!) salvaguarda gli interessi di un terzo che sta per essere derubato.
Avvocati alacremente al lavoro, per dimostrare che si è difeso, non voleva uccidere, ha dato solo un pugno. Voleva accarezzare ma gli è scappata la mano. Adesso è distrutto dal dolore. Peccato che Emmanuel sia distrutto e basta.
Io direi che tutto sommato la vera vittima è lui.
Che schifo.
Spero ci siano testimoni, un video.
Siete Emmanuel tutti, vero? Ehhhhhh, ipocriti. Je suis ipocrita.
D'altra parte era un bravo ragazzo, già indagato a piede libero ma che sarà mai.
Ripeto: che schifo.
Dategli una medaglia e chiudiamola lì, tanto ci vorranno dieci anni per un processo, e al massimo prenderà qualche annetto.
Mi rassicura sapere che baldi cittadini vigilano sulle auto parcheggiate e sono pronti a rischiare la vita pur di sventare furti ad opera di scimmie.
Naturalmente siamo tutti innocenti sino al novantesimo grado di giudizio, e se va male anche al novantesimo siamo perseguitati da giudici cattivi e comunisti.
Il razzismo è una merda che riposa dentro la tua testa, rubando posto al cervello, e che cola da tuoi occhi e dalla tua lingua.

http://www.huffingtonpost.it/2016/07/07/profugo-ucciso-ultra_n_10852734.html?1467880702&utm_hp_ref=italy

La difesa dell'ultrà: "Pensavo che volessero rubare una macchina, sono stato aggredito"
Ora il tifoso di estrema destra Amedeo Mancini, indagato a piede libero per l'omicidio del profugo nigeriano Emmanuel Chidi Mbadi, prova a raccontare la…
HUFFINGTONPOST.IT

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Piaghe sociali da combattere con tutta la forza possibile

Il razzismo e l'omofobia sono piaghe sociali. Non sono opinioni, non sono idee, è violenza, è merda che hai nel cervello, frutto di un baco che ti accompagna dalla nascita o che è stato allargato e reso più forte da educazioni e frequentazioni malate.

Siamo circondati da persone malate. Ma non vanno curate o compatite: vanno combattute e rese inoffensive. Altrimenti moriranno innocenti. Un razzista non lo cambi, puoi provarci ma è tempo perso. Se lo lasci parlare in omaggio alla sacra libertà di espressione, le sue parole faranno però danni, porteranno a violenza. Sono generalmente individui ignoranti, il che non vuol dire poco istruiti. Hanno l'anima ignorante, grezza, ruvida. Sono involucri che camminano, non esseri umani: cioò che pensi diventa ciò che fai e ti qualifica, sempre.
Non dobbiamo avere pietà, non c'e' posto nell'umanità, in un'umanità che voglia potersi chiamare tale, per individui infettati da simili vomitevoli idee e putridi pregiudizi. Dobbiamo emarginarli, far capire loro che non vi è posto fra nboi per simili idee, punirli severamente, dissuadere certi percorsi mentali disturbati.
Non è libera espressione di un'opinione, è violenza a tutti gli effetti.
Quando poi a macchiarsi di simili abomini è un rappresentate delle istituzioni o comunque una persona nota ai più, la responsabilità è triplicata.

Siete merde con le gambe. E il mio non è razzismo, io non voglio che stiate a casa vostra né voglio il vostro male: voglio il nostro bene, ecco quindi che è necessario farvi capire che siete in errore e, se persevarate, rieducarvi pesantemente, oppure emarginarvi, impedirvi insomma di nuocere, come si fa con un virus.

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Altre due saleh, per favore

Salah, l'unico terrorista di merda sopravvissuto alle stragi del 13 novembre a Parigi (presunto terrorista di merda, naturalmente, sino all'ultimo grado di giudizio siamo tutti gigli di campo), dispone, nel carcere francese in cui è recluso, di tre stanze, una delle quali ha voluto fosse adibita a palestra, con tanto di attrezzatture. Si alza alle 11, guarda molta tv, cucina, si allena, legge. Ultimamente è taciturno e ha anche avuto uno scatto d'ira. Guarda poco Euro 2016. Pare non abbia ancora collaborato con gli inquirenti. Non può entrare in contatto con gli altri detenuti, indovinate il perché. Si lamenta del fatto di essere sottoposto a videosorveglianza 24 ore su 24: diamine, è davvero scocciante, ne convengo: e il diritto alla privacy?
Firma qui sotto se vuoi che la sua suite sia dotata anche di una sala giochi e di una sala cinema. Non sarebbe poi male permettergli di usufruire di qualche gita premio, ogni tanto, altrimenti c'e' il rischio che faccia pure lui causa allo stato e la vinca, come quel pazzo indemoniato fascista di Breivik.

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mercoledì 6 luglio 2016

"E adesso, scusa, tu dove sta?"

Tu, sfruttata di call center, mi chiami per propormi internet su linea fissa. Sei una delle icone di questi tempi post capitalistici di merda che fanno tanto Jobs Act e partiti di sinistra che puzzano più di quelli di destra.
Ti dico che sto cercando casa: quando l'avrò, ci penserò. Anch'io come icona non sono da buttare.
Non molla. Mi dice:" e adesso, scusa, tu dove sta?"
Ok, vuole fare conversazione, sebbene sia un po' frenetica, stile macchinetta, più frenetica che affabile. E' della categoria: non mollo, te lo scordi, analizzo tua scusa e contrattacco.
Dico che sto da mia madre, temporaneamente, e che per qualche mese stavo in affitto, e magari ci torno, nell'attesa.
Lo squalo ha sentito l'odore del sangue, ma non ha capito che il corpo che sanguina è nell'altra vasca, non nella sua: capita quando sei pressata da superiori succhiasangue, perdi le misure ti dibatti a vuoto.
Tua madre ha linea fissa, mi dice. Io confermo: ce l'ha, sai com'è, è donna vecchio stampo. Lei dice: puo' fare lei internet, c'e' adesso offerta incredibile 15 euro tutto compreso (arriverà presto il giorno che ci pagheranno per navigare, fidatevi). Io ribatto: sono lì temporaneamente, sto cercando casa, lei nemmeno lo vuole, internet, mi pare che la cosa non abbia senso.
Per lei ce l'ha, difatti insiste. Il teatro dell'assurdo era robetta al confronto.
Tu puoi dire lei di offerta, incredibile 15 euro tutto incluso.
Io ribadisco: non ha senso, io fra poco me ne vado, a lei non interessa, che faccio, le mollo un contratto di uno o due anni? Non interessa a me fare questo, adesso sto cercando casa.
Insiste. Mi parla sopra. Io taglio dicendo guardi, la saluto, buon lavoro. Lei sta continuando a snocciolare con buona veemenza.
Ripeto i saluti e appendo.
Va bene insistere, è il segreto del buon venditore. Anche essere un po' noioso, sebbene con gli anziani possa parlarsi spesso di stalking più che di offerta commerciale. Ma perdere le misure no, è ridicolo e inaccettabile. Certo, tu cara non hai del tutto colpa: fai la cafona per vivere, perchè questa società non offre molto di più e comunque non ti paga per intero il valore del lavoro che presti. Ma sei tu che mi rompi le scatole, sebbene per conto di terzi. E chiami al mio cellulare un pomeriggio alle tre, magari quando io ho un problema, o più di uno, e non sono dell'umore, e con voce a macchinetta ti arrampichi sugli specchi e insisti.
Di solito quando dico che sto cercando casa salutano, alcuni fanno gli auguri (solidarietà fra morti di fame presumo). Questa no. Mi dispiace che non mi abbia salutato, ma non li sentiva i miei saluti: il movimento della lingua le disabilitava temporaneamente la funzione dell'ascolto.

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Piero non sa molte cose

Piero di lavoro fa il magazziniere. Guadagna 1000 sesterzi. Piero è sposato con prole: è un proletario.
Da domani Piero farà il magazziniere, solo per metà tempo. E guadagnerà 500 sesterzi.
Avrà più tempo libero, lo utilizzerà in parte per cercare di capire se di aria si campa (esiste già, sebbene sia un segreto, l'auto ad acqua, quindi tutto è possibile).
Piero è un cretino, se ci avesse pensato prima avrebbe potuto avere molto prima metà giornata libera: se con 500 sesterzi si vive, perchè guadagnarne 1000 e non fare altro che lavorare? Piero è ingenuo e cretino, e dire che non è il tipo che non pone limiti ai suoi desideri: sa bene quanto sia importante il tempo e non è malato di ambizione.
Se, come teme, l'aria si rivelerà non nutriente, Piero potrà sempre seguire il consiglio che subito gli ha dato chi gli vuole bene: cercare qualche altro magazzino, in modo da tornare a fare il magazziniere per tutto il tempo, magari in magazzini diversi. Piero sa che per come vanno le cose non avrà l'imbarazzo della scelta, probabilmente nemmeno la scelta.
Piero sa fare quello ma non si può dire che abbia qualcosa in mano. Non è troppo qualificato per certi mestieri, ma sa fare cose che molti possono fare dopotutto. Il fatto che magari sappia farle bene non è giustamente rilevante. E non è che tuo cugino ti chiama il sabato sera per dirti guarda ho un magazzino che ha bisogno un attimo di te e tu un po' ti rompi ma poi ci vai e arrotondi quel che è sempre troppo quadrato.
Forse questo mondo non è fatto per molti e anche un po' per Piero.
Piero è circondato da persone che hanno capito cose che lui non ha capito. Ma per sua fortuna gliele dicono.
Sesterzi, rallenta, ché uscire di strada è un attimo.


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domenica 3 luglio 2016

Su Pellè, capro espiatorio, e su Conte che saluta e se ne va

Si vince e si perde in 11. Soddisfatta la forma, entriamo nel dettaglio della sostanza.
Se ne possono dire tante. Per esempio che la Germania ci avrebbe finito già nei 90 se solo Buffon non avesse preso il tacco immaginifico di Gomez o se solo Boateng non ci avesse confezionato un incredibile regalo di natale in piena area. E che comunque i tedeschi hanno giocato un filo meglio. Ma lasciamo stare.
Premesso che il piccolo show pre-rigore del Pellè non mi è piaciuto (io adoro il fairplay, sai com'è), direi che, sostanzialmente, a sbagliare sono stati Conte (a far entrare Zaza a freddo e solo per i rigori, manco fosse Maradona), Zaza stesso (rincorsa ridicola e tiraccio), Pellè (gesti insani e rigoraccio), Darmian e Bonucci. Ma se adesso tutti si scagliano su Pellè, oltre che per il gesto assurdo (non che la rincorsa di Zaza sia sana) è perché ha un difetto che spicca fra gli altri: non è bianconero. Ieri ha giochicchiato, ma ieri tutta la squadra non ha brillato, pur avendo giocato benino e quasi sempre alla pari coi più forti tedeschi. Pellè è uno che negli ultimi anni in Nazionale su 17 partite ha timbrato 7 volte, e a livello di club ha gonfiato la rete più di 70 volte su 130 presenze. Voglio dire: essere carino non è la sua dote numero 1. Ha sbagliato un rigore, come altri. E siamo fuori. Pellè è un centravanti forte fisicamente, molto dinamico, tatticamente astuto, gran colpitore di testa e buon piede, con gran fiuto della rete; un giocatore moderno che in campo si sente. Un gol ogni tre match in carriera non è male, direi, oltre al lavoro che fa in campo. Inoltre ha un'ottima intesa con Eder, un'altro che molti criticano ma che, oltre a non essere proprio un principiante in fatto di gol, corre per tre e quando gioca male è da 6.
Quanto a Conte, io son coerente. Non mi piace quel che dice, come lo dice e come si comporta. Non mi piacciono i trascorsi. Non mi entusiasma la sua idea di gioco, sebbene il lato tecnico e tattico sia quello che mi irrita di meno. Ha sbagliato alcune convocazioni, secondo me. Direi questo anche se avessimo vinto l'Europeo (lo dio da sempre). E quindi non ho problemi a dire che, nonostante abbia deciso lui di andarsene dalla nazionale (sbagliando, ma è fatto così), in questi due anni ha ottenuto ottimi risultati per quanto riguarda la capacità di dare un'anima, uno spirito di gruppo, un'incredibile voglia di sacrificarsi a una squadra che ha giocato davvero da squadra, pur non essendo al livello delle due o tre migliori.

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sabato 2 luglio 2016

La mia idea di calcio e Euro 2016

A chi come me pensa che nel calcio il talento e la cifra tecnica siano importanti ma non decisivi Euro 2016 sta regalando qualche soddisfazione. Nessuno vuole discutere sul fatto che sia meglio avere in squadra Van Basten piuttosto che Persichetti, ma se al talento non abbini altri fattori non vinci, alla lunga, mentre se questi altri fattori ci sono anche squadre senza campionissimi possono ottenere vittorie prestigiose e non episodiche.

Se ne deduce che una squadra ricca di giocatori talentuosi che riuscisse anche ad essere compatta, ben organizzata, unita, e che corresse in campo dando tutto, e fosse ben allenata, e capace di credere all'impossibile e di non mollare mai potrebbe essere potenzialmente quasi imbattibile, e comunque destinata a mietere successi in serie; ma questo accade di rado, sia perchè il talento non sempre abita in giocatori disposti a sacrificarsi per il gruppo, sia perchè quando hai talento tendi inconsciamente a credere che la vittoria possa essere ottenuta quasi solo facendo leva su quello, sia infine perchè le vittorie, la gloria, i complimenti ti rendono satollo, fiacco, molle e sempre meno capace di metterti al servizio degli altri, specialmente se ne hanno meno di te. Cento uomini organizzati avranno sempre la meglio su mille disorganizzati; se poi ci aggiungi il cuore oltre l'ostacolo e la forte motivazione di chi sente l'onore e l'onere di rappresentare nel mondo i colori che indossa, il cerchio si chiude.

Ho sempre pensato che i piedi siano importanti nel calcio, ma la testa di pù, anche perchè questa muove quelli e non viceversa. Ecco perchè sono squadre nel vero senso della parola solo quelle i cui componenti sono davvero solidali e uniti fra loro, e ciascuno sinceramente disposto sempre a mettere se stesso al servizio del gruppo senza mai cadere preda di gelosie, invidie o di quel meccanismo perverso per il quale pensi tanto ci penserà qualcun altro a correre e alla fine non correrà nessuno. Se a questo unisci qualità morali pregevoli, "fame sportiva", rispetto per la maglia che indossi e per chi la sostiene, oltre che per le regole del gioco che giochi e per gli avversari, e quindi una sana cultura sportiva, oltre alla capacità di divertirsi giocando, e condisci il tutto con un allenatore fine psicologo e abile stratega tattico, e magari con un ambiente che dà il giusto peso alle vittorie e alle sconfitte e per il quale ben altri sono i valori di riferimento nella vita come nello sport, ottieni alchimie stupefacenti che possono portarti a sfiorare il cielo pur non disponendo di fenomeni del pallone fra le tue fila.

Perché se ti piace vincere ma sai che non è la cosa più importante, e sei una brava persona, e credi nei tuoi compagni e in quello che fai, e ti diverti giocando, hai già "vinto", e potresti addirittura arriva a vincere anche il trofeo. E nel caso in cui non ci riuscissi, sai che non sarebbe un dramma, perché è un bellissimo gioco.

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domenica 26 giugno 2016

Le civette sul comò

Ma la figlia del dottore e le civette adesso, con la nuova legge sulle unioni civili, possono sposarsi, ancorché non adottare?
Siamo sempre nel dubbio se il dottore si ammalò come conseguenza di questa bizzarra relazione sessuale fra la figlia e le civette (e su di un comò poi) o se per altri motivi; di certo, se già malato, non dovette fargli bene il venire a sapere che la figlia, per la quale probabilmente presumeva un futuro da dottoressa, si intratteneva in pratiche poco chiare e comunque lussuriose con non dico una ma ben tre civette (sesso di gruppo), non sembrando rilevante a questo punto se di civette o di scimmiette si trattasse, come paiono indicare versioni alternative della medesima filastrocca.

« Ambarabà ciccì coccò
tre scimmiette/civette sul comò
che facevano l'amore
con la figlia del dottore;
il dottore si ammalò:
ambarabà ciccì coccò! »

Ancora da chiarire poi è se "Ambarabà ciccì coccò" è una formula senza senso il cui scopo è solo quello di essere gioiosa e musicale introduzione e chiusa della filastrocca, al pari di "Cavallino arrì arrò", o se magari è tesa a riprodurre onomatopeicamente il rumore prodotto su un comò da queste bizzarra specie di ammucchiata tra la figlia di uno stimato professionista e tre civette di dubbia moralità.

Nulla di preciso può dirsi infine sulla figura materna di questa figlia ninfomane; forse anzi è proprio da ascrivere all'assenza di una figura di riferimento la china poco stimabile che codesta fanciulla pare prendere in tenerà età, approfittando, si presume, anche dell'infermità del padre che, unita alla mancanza della madre (forse morta o forse fuggita con un altro uomo), danno alla ragazza evidentemente diverse opportunità di intrattenersi in tutta libertà e nella stessa camera matrimoniale della casa con tre civette in atteggiamenti lascivi, senza curarsi che tali acrobazie possano venir scoperte da visitatori occasionali o dalla servitù, senza contare che non si hanno salde certezze riguardo alla maggiore o minore propensione alla riservatezza di codeste civette.

Non possiamo nemmeno avere certezze sul prosieguo della triste e pruriginosa vicenda: non sappiamo se il dottore, venuto a sapere dell'infoiamento della diletta figlia per queste bestioline porcelline, abbia ritenuto opportuno assumere provvedimenti o invece non ci sia riuscito per via del suo cagionevole stato di salute e magari abbia preferito non rendere pubblica la dolorosa vicenda (non è carino che mentre tu soffri tua figlia si sollazzi con civette e/o scimmiette sull'arredo di casa).

Di certo pare disdicevole il comportamento di codesta figlia che non solo trascura il padre infermo e i suoi doveri, ma si trastulla allegramente senza curarsi che il sentore di questo scandalo possa arrecare dispiacere o danno di immagine al dottore suo padre: se proprio si ha desiderio di farsi qualche civetta, si possono scegliere luoghi certamente più riservati oltre che comodi.

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domenica 19 giugno 2016

Un'unica grande stagione

Gli sfortunati sono coloro che non possono decidere quando prendere i classici quindici giorni di ferie: questa estate che tarda può fregarli. Gli altri, quelli che tanto in ferie non ci vanno mai se non qualche weekend o due giorni a Capri, non hanno ripercussioni: se fa un giugno bastardo e un luglio penoso magari farà un ottobre bellisismo (come nel 2013), cambia poco. E ancor meno problematica sarà l'estate di chi in vacanza è da una vita o di chi può andarci quando vuole. Ormai occorre rassegnarci, esistono due grandi stagioni, molto simili. L'auterno e l'estate tropicale. Più o meno si dividono l'anno, 6-8 mesi per l'auterno toh! In auterno fa freddino ma mai davvero freddo: in un anno i giorni di vero freddo ormai sono 20-30 non di più. Perlopiù piove, e spesso con violenza (cfr. bombe d'acqua auterniche). Spesso fa quasi caldo. La neve si fa desiderare. In estate tropicale temporali cattivi sono sempre in agguato, con relativi sfracelli (cfr. bombe d'acqua estivo-tropicali), in compenso per un due mesi almeno fa un caldo che si schiatta (nel vero senso della parola), un caldo malato, e per un altri due un caldo afoso che ti appiccica la camicia al polmone. L'estate tropicale può andare da giugno ad agosto, ma anche da agosto a ottobre, non c'e' più una regola. Sintetizzando, in un anno abbiamo, variamente distribuiti, diverse bombe d'acqua, poco freddo e due-tre mesi di caldo invivibile. Piante che sbocciano fuori stagione, animali che non riescono più a gestire il letargo. Alla fine, un'unica grande stagione di merda, più calda che fredda, più umida e afosa che asciutta e secca, con in agguato variegati sfracelli improvvisi. Questo volendo essere positivi, sia chiaro.

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sabato 18 giugno 2016

I padroni di cani

Avevo annunciato un testo su questo tema un annetto fa; lo so, ve l'eravate scordato: i santi proprietari di animali che pretendono che voi socializzate col loro animale anche quando questo è una bestia immonda che sbrana per puro divertimento qualsiasi cosa che si muove sulla terra, padrone escluso (per convenienza, altrimenti addio casa, pappa e cure: il cane è un animale, ma non è scemo) o che pur non avendo intenzioni assassine, anzi tutt'altro, è così coccolone che vi ricopre da capo a piedi una spessa coltre di bava filamentosa che neanche quella acida con cui un ragno involtina la mosca prima di mangiarsela. Abituale premessa per i poco svegli: amo molto natura e animali (ma non ho fissazioni in materia).

Se volessi un cane in casa, lo acquisterei (che brutta parola, allora è mercimonio!); non lo voglio (l'habitat di un cane non è un appartamento), non ce l'ho (so che non ce la farei a dedicarmi a un cane come un cane merita, cioè tanto). Quindi se ti incontro e tu hai al tuo fianco un cane-cavallo il cui garrese ti sfiora l'ascella e con denti lunghi quanto un mio braccio, forse non voglio accarezzarlo, anche se mi assicuri, pigolando beota, che è bravo. E non voglio che si avvicini a meno di 20 metri da mia figlia di due anni e rotti, che quel cane potrebbe mangiarsi senza nemmeno accorgersene, così come io mangio moscerini quando giro in bici. Il motivo è semplice: nessuno può sapere cosa passa per la testa di un cane, così come nessuno può sapere cosa passa per la testa di un uomo, pensa al vicino che si arruola nella "giad" e che tu avresti detto pauroso anche delle farfalle o al tizio del portone di fronte che un giorno esce di casa con un'ascia e uccide tre passanti a caso. E un cane (come un uomo) è buono fin quando non diventa un assassino. Decine di casi di cani che hanno azzannatto adulti e bambini (spesso uccidendoli) senza motivo o con un motivo per loro plausibile per noi molto meno confortano la mia tesi. D'altra parte se io passeggiassi per il centro e un tale che non conosco ma che pare conoscere il mio padrone mi accarezzasse con sguardo cretino, non escludo che potrei anche incazzarmi di brutto, sicché... Le cose non cambiano se il tuo animaletto da compagnia è un cane-topo alto 3 cm che urla a diecimila decibel: può sempre addentarmi la caviglia, eppoi i piccoletti sono sempre i più bastardi (senza offesa eh). Inoltre, anche supponendo che tu non abbia un cane ma un San Francesco reincarnatosi in un quadrupede, non voglio che mi faccia le feste e mi sporchi così il vestito con bava, terra e chissà cos'altro: non sempre posso permettermelo, immagina che stia andando a un colloquio di lavoro, a un funerale o a un rendez-vous con una squinzia agganciata ieri: che faccio, torno a casa a cambiarmi? E' mancanza di rispetto, ma non dell'animale, vostra: i cafoni siete voi. La vostra (quella di avere un cane in salotto) è una scelta che deve rimanere tale, cioè vostra, a meno che io, quel giorno particolare, o sempre come indole (vesto come un homeless o mi piace frequentare i pronto soccorso) non decida (ma io, non voi o il cane) di farla diventare pure mia e mi sottoponga alle conseguenze del comportamento del vostro animale, da una sbavasciata immonda sui calzoni di gabardine a un arto che penzola fra schizzi di sangue. Stessa cosa quando vi invito a casa e vi presentate con un cane: invitatemi voi, verrò con una vedova nera, o con un topo al guinzaglio.

Vi ho davanti, con quelle facce un po' idiote, che sorridendo a mezza bocca dite: e dai, alla tua età hai ancora paura dei cani..., su accarezzalo, è bravo, dai Fuffi, saluta Mauro, su. Che spettacolo indegno. Siete come quello che vi entra in casa con in mano un barattolo di vernice che cola, o che finito di masticare piazza la gomma sotto il tavolo della vostra sala; solo che lui lo sa di essere un maiale, voi credete di essere Konrad Lorenz.
Ma sai quali vantaggi avrebbe tua figlia a crescere con un animale in casa, fosse anche un gatto? Lo so, e dico davvero. Lo so benissimo. Ma ci ho pensato: gli svantaggi (e i rischi potenziali) vincono. D'altra parte per me una casa non è il luogo in cui tenere un animale, così come il mio habitat non è una cuccia all'aperto; poi, per carità, io posso vivere anche in un buco nella terra (datemi un libro però), e un alano in un bilocale, è chiaro.

Questo non vuol dire che io non rispetti chi ha un animale: è lui che spesso non mi rispetta.
Potete salvare il mondo anche senza un cane, eh.
Alla fine è questione di buona creanza.

E non tollero che cani e canoni girino in città senza guinzaglio e museruola: se volete liberarli, lo fate nel vostro giardino o in campagna, in una zona non frequentata. Come non tollero i marciapiedi pieni di deiezioni canine (merd@, dai), conseguenza di padroni stronzi o di cani randagi (il Comune un tempo li catturava, ora?). Perchè voi potete girare con un cane che abbaia contro i passanti ed è libero e io devo preoccuparmi di scansarmi o prendere in braccio la bimba, e io non posso girare con al guinzaglio (di carta) un ghepardo? Vi assicuro è buono, non ha mai (ancora) sbranato nessuno, si chiama Fuffi, com'e' carino eeeehhh, e dai non avrai paura di Fuffi, su...
Perchè il vostro cane può fare la cacca davanti al negozio di arredi e io no? Perchè il vostro cane può marchiare il territorio (imbrattare di piscio) la mia gomma e io no, se, poniamo, mi scappa?) Perchè io non posso girare con un pony? (lo sapete vero quanto le fa grandi un pony?)
Rispettate il prossimo e la città in cui vivete, per favore. Abbiamo già mille problemi, non costringetemi a preoccuparmi anche di queste idiozie che padroni intelligenti potrebbero potare alla radice adottando comportamenti civili.
Ma un cane con la museruola, dai... Ah sì, certo, un'iguana allo zoo no, ma un alano in 50 mq sì, eh?

Fra l'altro, spero sappiate che un cane può ridurvi sul lastrico in due secondi. Vabbè, come un figlio, ok.
Ma non torniamo su vecchi discorsi: se in mare si dibattono Hitler e un cane, e io posso salvare tutti e due, forse, ma se parto da uno dei due si riduce la probabilità che possa tirar su anche l'altro, io parto comunque da Hitler, anche se è il mio cane. Poi prendo il cane. Certo, alla fine massacro quel pazzo criminale assassino (non sto parlando del cane, state tranquilli...), ma prima lo salvo. Perché un essere umano è sempre più importante di un animale. Chi non la vede così ha altri problemi, altro che il guinzaglio o il sacchettino per la cacca lasciato a casa.

Bau.

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Previsioni permalose ma utili

La vera utilità del servizio prestato dal sito meteo non istituzionale, che da tempo consulto al fine di gestire l'ansia da previsioni del tempo e allerte assortite, non consiste tanto nel fornire previsioni spesso azzeccate e depotenziare così, quando è il caso, le allerte distribuite a piene mani sugli angoli bui delle nostre anime dalla Regione in cui vivo. Consiste più nel collocare temporalmente gli eventi previsti, con un certo grado di affidabilità, oltre ovviamente ad indicarne la presunta intensità. Il tutto condito dalla permalosità di facciata del personaggio che stila le previsioni e dal fatto che il suddetto comunica solo in dialetto.
Faccio un esempio. La Regione dirama allerta meteo di livello base per due giorni consecutivi e per l'intera regione. Che faccio? Mi barrico in casa per 48 ore? Rinvio la partita a calcetto e gli altri impegni? Ok, poi tutto il primo giorno c'e' sole a palla e temperatura mite, con contorno di brezzolina; la sera dalle 21 alle 23 piove mediamente forte, senza fare sconquassi. Ho perso un'occasione.
Consulto il sito di cui sopra. La fascia interessatta parrebbe essere 20-24. Esco e mi godo la giornata. poi magari comincia a piovere alle 19, ma insomma: almeno so che fino a sera non si prevedono rischi, e magari so pure che questi non sono altissimi.
Dite che è poco? Per me è tanto. E' quel che voglio da una previsione meteo locale. Così come da un giornale vorrei fatti raccontati con completezza e obiettività, e opinioni sui fatti separate dai fatti: sembra poco, è tutto.
D'altra parte soprattutto quando hai prole non è che di fronte a un'allerta giallo o arancio non ci pensi se sia il caso di prendere la macchina (con l'arancio ti chiamano pure a casa...): restarci è un attimo, da qualche anno a questa parte, stante il tempo incattivito e il territorio sconciato dalla sapiente mano di quella stupida razza alla quale geneticamente appartengo.
Inoltre la previsione, su quel sito, non viene diramata alle 11 del mattino e dimenticata sino al giorno dopo, ma viene rivista se è il caso: alle 11 magari si prevede un armageddon per le 22, poi alle 16 si capisce che passerà più in giù e quindi almeno per questa volta noi saremo tranquilli. Con la Regione, uno aspetta sempre il disastro, che ogni tanto (per fortuna di rado) avviene, ma spesso non succede nulla, sicché dopo un po' non ti aspetti più nulla e magari vien la volta buona che ti prende in faccia. Avete presente la storia di quel tale che gridava sempre al lupo al lupo?
Certo, il tipo delle previsioni con fascia è un po' sui generis, e non sempre emette il bollettino (anche se quasi sempre), ma ragazzi, il servizio è gratis e ottimo, se fosse pure h24 sarebbe sospetto. E poi ce l'ha un po' su coi cugini di oltre foce, ma insomma: è fatto così. In ogni caso aiuta pure quelli, anche se sarebbe più per aiutarli "a casa loro". Eppoi è permaloso, ma per esigenze di scena. Usa classificazioni e termini non proprio accademici (per esempio pisciate, mezze pisciate per dire pioggetta: ce lo vedete un mezzobusto Rai a prevedere pisciate sulla costa per il giorno dopo?) ma di meteo capisce eccome. E' ruspante ma preciso, artigianale ma professionale, misterioso (io non so chi sia e non mi interessa) ma presente. Se fosse per lui farebbe le previsioni per il suo giardino al massimo, ma poi si fa buono e allarga lo sguardo di qualche km. In compenso ha uno stile tutto suo che di sicuro gli attira preferenze anche da parte di chi non soffre di ansia meteo.
Buona ansia a tutti.

(img: Aimee Mann)

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venerdì 17 giugno 2016

Allerta permanente

Per la regione: allerta 24 ore (tutto giovedì) e annunciata tutto venerdì (per un totale di 48 ore), quest'ultima poi tolta di fretta stamane. Livello giallo, temporali forti e rischio idrogeologico, 48 ore!, TUTTA la regione.
Per un sito non istituzionale: allerta 2 ore (23,30 del giovedì - 01,30 del venerdì), ma per quattro gocce, temporali non probabili.
Realtà per Massa e Carrara costa e città: pioggetta dalle 23 alle 01, nessun temporale. Chi aveva ragione?
Questa cosa capita non sempre, ma spesso, troppo spesso. Per un temporale possibile non puoi dare tutta la regione e due giorni e due notti, che roba e'? E' come dire a uno: non uscire di casa tutte le mattine perchè prima o poi muori. Quello lo so pure io, ma che faccio, sto a casa sempre? Si muore anche lì, arrivati a 100 anni.
Anche questa volta la regione ha emanato un'allerta eccessivo per estensione temporale e territoriale, senza rivederlo nel corso della giornata. E' un modo di fare assurdo. Non serve a niente, anzi fa danni.
Non si può far vivere i cittadini sotto allerte continue generalizzate di 24 ore: dopo un po' all'allerta nessuno farà caso, neppure quando sarà il caso.
Devi via via rivedere l'allerta ogni 6 ore restringendo sempre più fasce orarie e zone. Questa è la soluzione, io non critico solamente, propongo.
Come mai un sito non istituzionale (e direi affidabile, l'affidabilità l'ha dimostrata sul campo) ha detto che sarebbero state quattro gocce? Come mai ha saputo dire, fin dalla mattina del giovedì, che comunque i problemi non ci sarebbero certo stati sino alle 22? Come mai, dopo pranzo, ha saputo escludere ogni problema su Massa e Carrara costa e città e, verso le 21, addirittura limitare la fascia di minimo rischio alle due ore a cavallo della mezzanotte? Vuol dire che è possibile farlo, e che se uno non lo fa o non vuole o non ci riesce o è vittima di procedure sbagliate.
Anche quel sito di cui parlo sbaglia, a volte (poche), ma quello che io contesto qui non è un errore previsionale, sempre possibile (anche se meno probabile se rivedi le cose ogni 6 ore), è un errore di metodo.

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sabato 11 giugno 2016

Mi dicono

E' sabato, mi dice la lunga fila rassegnata all'autolavaggio.
E' domenica, mi dicono le persone con l'ostia in bocca e l'odio nel cuore.
E' lunedì, mi dicono le vostre facce grigie, gli occhi spenti e i colpi nervosi di clacson sul viale.
E' venerdì mattina, mi dice il vostro sorriso accennato prima di lavarvi i denti.
E' venerdì pomeriggio, mi dicono le vostre gambe veloci e i vostri occhi scintillanti.
E' sabato, mi dicono le vostre scie di profumo o i sacchetti della spesa stracolmi.
E' sabato sera, mi dicono i vostri occhi dipinti e i vostri capelli scolpiti, su camicie stirate e ginocchia scoperte.
E' domenica sera, mi dice l'agonia che vi leggo fra le pieghe del viso.
E' mercoledì sera, mi dice la pizza ordinata alle otto per la partita di coppa.
E' domenica mattina, mi dicono gli uomini con il fiocco del vassoio delle paste che pende dal dito e sottobraccio il quotidiano con l'inserto.
E' lunedì mattina, mi dicono le voci degli ambulanti che montano il banchetto.
E' mercoledì pomeriggio, mi dicono i molti negozi bui.
E' sabato, mi dice la fila alle Poste e la ressa dalla parrucchiera.
E' quasi ora cena, mi dicono le vostre corse in canotta, volti paonazzi e laghi di sudore.
E' domenica mattina, mi dicono i ciclisti in tenuta da corsa a due a due sui tornanti.
E' sabato pomeriggio, mi dicono i palloncini colorati e le frecce compleanno di Luca.
E' sabato notte, mi dicono le auto che sfrecciano veloci sull'asfalto come impazzite a sfidare la morte.
E' domenica pomeriggio, mi dicono i divani sfondati che sopportano le vostre complicate digestioni dalla nonna.
E' la fine della scuola, mi dicono le ragazzine che sciamano allegre fresche di shampoo con zaini leggeri sulle spalle.
E' primavera, mi dicono i vostri starnuti, le candele al naso e gli occhi rossi.
Gioca l'Italia, mi dicono le strade deserte tipo day after.
E' il generale inverno, mi dicono i vostri calzoni zuppi e i capelli incollati alla testa.
E' l'ora della ricreazione, mi dicono gli schiamazzi giocosi e squillanti di voci giovani e fresche.
E' il tramonto, mi dicono i serpentoni di auto di ritorno dal mare, pelle bruciata e sabbia fra le dita.
E' l'alba, mi dice il profumo del pane fresco e gli anziani con la sporta.
E' pausa pranzo, mi dicono i giovani col toast in bocca fuori dal bar e le giovani con due foglie d'insalata che si inseguono nel piatto.
E' giorno di interrogazione, mi dicono le fanciulle col dito a scorrere sul libro sulle scale del liceo.
E' vigilia di esami, mi dicono le borse sotto gli occhi, le labbra nervose che ripetono la lezione come un mantra, le mani mai ferme.
E' giorno di voti appesi in bacheca, mi dicono le vostre unghie mangiate.
E' tempo di mare, mi dicono gli scooter in due col costume sotto gli short.
E' la fine di un weekend d'estate, mi dicono le centinaia di scatole di latta in fila sull'autostrada rovente.
E' ora di dormire, mi dicono gli uomini in canottiera che portano la monnezza al cassonetto o il cane a fare i suoi.
E' tempo di gite, mi dicono i grappoli di genitori intorno a un pullman.
Non è ancora rientrato e sono le due, mi dice l'abat-jour della mamma accesa in piena notte.
Sto rientrando che è quasi mattina e spero non mi becchino, mi dicono i ragazzi sulle scale con le scarpe in mano.
Mi amerà davvero?, mi dicono i tuoi occhi chiari di fanciulla cresciuta tutto d'un botto.
Dove sei papà?!?, urlano i tuoi grandi occhi di bambina nel supermercato quando per un attimo fra la folla non mi vedi più.
E sarà comunque il caso che mi compri un calendario.

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venerdì 10 giugno 2016

Femminicidio, solo fuffa

La parola femminicidio per me non ha senso. Uomo e donna sono esseri umani, pare* con uguali diritti e doveri. E allora si applichino le leggi che già esistono sull'omicidio. Si metta la magistratura in grado di istruire e concludere i processi velocemente (la lentezza della giustizia è colpa dei governi e dei parlamenti, non dei giudici), si applichino con severità e certezza le pene previste, si snellisca l'iter penale -un solo grado di giudizio, possibilità di aggravio della pena per chi appella, basta cavilli e inferno delle notifiche, stop alla prescrizione con il rinvio a giudizio, etc- e la si finisca di riempire giornali e tv con questa fuffa del femminicidio, quando si tratta di omicidi, spesso brutali.
Anticipo le obiezioni: so bene il significato del neologismo, l'uso che ne hanno fatto Caputi, Russell, Lagarde etc e non sottovaluto la sua implicazione di violenza di genere. Ma chi ne parla, sui media, 9 volte su 10 non sa di cosa sta parlando. E poi non ha senso prevedere pene specifiche, basterebbero quelle per l'omicidio, se il nostro sistema funzionasse, cosa che non è.
* il "pare" è ironico, lo preciso per i limitati.

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martedì 7 giugno 2016

Buonanno

Chi esulta per la morte di Buonanno, il cinquantenne parlamentare vittima di un incidente d'auto, sicuramente fa schifo; non si può essere felici per la morte di una persona, basti pensare ai figli che lascia, alla moglie, ecc. E' un essere umano che non c'e' più. Ma non mi piace neppure il ragionamento di chi dice che lo si ciritica per partito preso perchè era della Lega o di chi, ancora peggio, afferma che le opinioni vanno rispettate. Il fatto che sia morto non cancella le sue posizioni omofobe e razziste, che fanno vomitare. E l'omofobia non è un' opinione, è violenza. Io ho sempre trovato inaccettabili e vergognose molte sue affermazioni; tali restano anche dopo la sua morte. Un conto è essere civili, un altro è dimenticare quel che non è giusto dimenticare. E' un uomo che ha fatto errori gravi e inaccettabili. Ci dispiace che sia morto, ma se devo giudicare il suo pensiero, ebbene questo mi fa schifo adesso come prima.

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La corsa a fare politica

Mi sono sempre spiegato poco tutta questa frenesia del candidarsi, del voler essere eletti. Del festeggiare come matti se si viene eletti. Essere eletti è una responsabilità enorme, significa dimenticare i propri interessi e fare quelli della comunità, impegnarsi al massimo per fare le cose bene, avere le spalle larghe per sopportare le critiche di chi non sarà contento di quello che decidi di fare, avere la forza morale necessaria per resistere alle scorciatoie e ai mezzucci, e per non essere sedotti dall'illegalità o dal fascino dell'abuso del potere. Significa notti insonni e preoccupazioni perenni, alta tensione morale e fronte sudata. E invece vedo gente che festeggia come se avesse dato finalmente una svolta alla propria vita (tipo vincita alla lotteria) o come se comunque fossero tutte rose e fiori. E vedo poi gente che una volta occupata la poltrona si comporta con arroganza e incompetenza e ha come unico fine quello di non perdere il consenso. Vedo insomma più onori che oneri, e invece far politica (quella vera) dovrebbe proprio essere l'opposto. Difatti, non dovrebbe esserci la corsa a fare politica, ma la volontà, da parte di alcuni, magari in possesso di qualche competenza o almeno di qualche dote, di dedicare 5 o 10 anni della propria vita (non di più) alla comunità, per poi tornare alle occupazioni di prima, senza essersi arricchiti (anzi) o senza aver sistemato qualcuno. Fare politica è un impegno gravoso, anche fastidioso, che una persona si assume perchè ama la sua gente, la sua terra, perché crede in qualcosa e crede di poter fare qualcosa, non una gara che vinci e una volta vinto festeggi perchè adesso sei a posto, o almeno: festeggiando così è questa l'impressione che dai.
C'e' qualcosa che non torna, e io il perchè lo so.

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domenica 5 giugno 2016

Tristi e bugiardi

Li vedrete in TV con le facce tristi, stasera. Per la bassa percentuale di votanti, al di là di chi ha vinto e chi ha perso. Sono tutti bugiardi: meno persone votano più sono contenti, ricordatevelo. Se voi vi fate i fatti vostri, loro sono più liberi di farsi i loro. Andate al mare, su. E dedicate i vostri cinque minuti di indignazione giornaliera all'uccisione del gorilla dello zoo di Cincinnati. Sarà la miglior garanzia che tutto andrà come prima. E come va ora piace a molti, non pensate che tutti siano scontenti della crisi: c'e' chi sta ingrassando a dismisura grazie alle difficoltà altrui.

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Il balletto degli 80 euro

Se avessero determinato la platea degli aventi diritto agli 80 euro basandosi sul reddito (determinato) dell'anno precedente, anzichè su quello indeterminato dell'anno in corso, avrebbero evitato questo spettacolo indecoroso e indegno di persone che devono adesso e di botto restituire tutti gli 80 euro di un anno perchè alla fine dell'anno è venuto fuori che, per vari motivi fra cui ma non solo i licenziamenti, contrariamente alle previsioni hanno guadagnato piuì di 26mila euro lordi (quindi son troppo ricchi) o meno di 8mila euro lordi (quindi son troppo poveri). Sarebbe bastata questa astuzia.
Ma a questi soloni che nessuno ha eletto, è bene ricordarlo, e che in ogni caso fanno parte di un Parlamento illegittimo, non è venuta in mente questa astuzia, anche perchè gli aspetti negativi di una qualsivoglia manovra non avranno mai gli stessi effetti, in termini di popolarità e di impatto sull'opinione pubblica, degli eventuali aspetti positivi, e questo perché i primi sono omessi o minimizzati e i secondi inclusi ed enfatizzati nella narrazione del buon governo strombazzata a destra e a manca dai media asserviti di questo paese.

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sabato 4 giugno 2016

Benigni, lenta agonia

La Costituzione è la più bella del mondo, è meravigliosa ed è scritta benissimo; occorre difenderla, proteggerla. //La riforma Boschi è pasticciata ed è scritta malissimo: ma meglio di niente [cioè meglio della Costituzione bellissima e scritta benissimo e che occorre proteggere, che diventa il niente]. //  La Costituzione farebbero bene ad attuarla, prima di cambiarla. // Ma votare No sarebbe conformismo dell'anticonformismo [quindi il Sì è conformista]. //Sì', risolutamente (fine gennaio). // Sarei orientato a votare No, per proteggere la Costituzione (inizio maggio). // Ho dato una risposta frettolosa e voterò Si, il cuore dice No, la mente sceglie il Sì (un mese dopo). //
Senti Benigni, vota un po' quel che ti pare, la figura di merda l'hai fatta, e le argomentazioni con cui sostieni il tuo Sì fanno ridere, quindi vanno bene, visto che è il tuo mestiere e sei bravissimo.

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Il 10 si comincia con Euro 2016 (che sulla Rai vedremo a pezzi e bocconi)

A proposito della Nazionale di calcio due cose le dico, altrimenti se poi le dico a cose fatte perdono valore, e l'Europeo incombe.
Conte aveva detto che non avrebbe considerato i panchinari e invece lo ha fatto: sarebbe bastato non dirlo, dopotutto.
E' una fase, quella attuale del nostro calcio, alquanto critica per mille aspetti; dal punto di vista tecnico, per carenza di qualità, e di questa cosa non si può incolpare Conte, come non lo si può incolpare dell'indisponibilità di Marchiso, Verratti etc, ma di alcune scelte bizzarre sì.
Non do la mia lista dei 23, non sono presuntuoso fino a questo punto, osservo giusto due cosette, come se fossimo al bar (prima di aver bevuto però). Criticare dopo sarebbe troppo facile, e comunque lo faremo.
Io Pavoletti lo avrei convocato (è dire che è genoano, eppure...-): non perchè sia già convintissimo delle sue qualità, deve confermarsi eccome, ma perchè ora come ora ha il piede caldo, ha fatto un ottimo torneo e non abbiamo attaccanti in grado di garantire tanti gol: lo avrebbe meritato e a noi sarebbe servito.
Thiago Motta non lo avrei convocato. Totti sì, stesso discorso di Pavoletti: ci serve. Uno così nell'ultima mezz'ora ti può far vincere la partita, lasciarlo qui è autolesionista e presuntuoso.
Sono stati ignorati alcuni giocatori di squadre cosiddette non grandi (?), per es. del Sassuolo... oppure Soriano (8 gol, qualità, corsa e tempi di inserimento), De Silvestri (terzini come lui scarseggiano pure, ed è affidabile)
Viviano almeno nei 23 avrebbe meritato di finirci, ma comunque titolare è giustamente Buffon. Bernardeschi lo devi provare al centro dietro le punte, non sempre sulla fascia. Su Immobile non sono convinto del tutto. E Poi Berardi, Sansone... perchè non convocarli?
Il ct non sono io, quindi ok così. Certo è più facile lasciare a casa i giocatori del Sassuolo, del Genoa o della Samp piuttosto che quelli della Juve o quelli che comunque godono di buona stampa, crea meno tensioni, e di tensioni non abbiamo bisogno, alla vigilia dell'Europeo. Ma secondo me fare le scelte in totale libertà mentale è un'altra cosa, e questa è una critica che ho rivolto alla gran parte dei ct degli ultimi decenni.


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venerdì 3 giugno 2016

Facebook è rock

A Mr. Facebook non va tanto giù il fatto che uno non cambi ogni tanto immagine di profilo e di copertina: ecco forse spiegato perché alcuni di voi sembrano aver imparato solo quello!
In pratica, non è gradevole considerarle alla stregua di un logo aziendale, come faccio io; si deve considerarle come top del momento, quindi una come immagine che meglio ti rappresenta ora (se hai bevuto due vodka lemon a stomaco vuoto e ti sei messo in testa le mutande, è meglio questa foto di quella di 5 anni fa in giacca e cravatta a un meeting di lavoro: l'attualità vince, poco importa se al meeting non ti vorranno più, al lavoro chissà); l'altra come immagine di un'esperienza attuale o di qualcosa che ti emoziona o ti interessa adesso (tipo: sei stata sulla Torre Eiffel e hai sparso le ceneri del tuo criceto in faccia al tuo vicino -complice il vento-, ecco la foto del momento!).

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