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lunedì 26 ottobre 2015

Citazioni un po' di parte

Lo sapete, su FB certe citazioni girano in tondo e ogni tot ti ricapitano sul muso, è normale. Se sono belle, è comprensibile che molti le condividano, anche più volte, o che le condividano persone da poco online che magari pensano di averle scoperte per prime. Se sono brutte, lo capisco meno ma lo accetto.


Prendiamone una che negli ultimi mesi mi vedo sfilare davanti una volta a settimana come minimo.
"L'età più bella per una donna, inizia quando smette di aspettarsi che la felicità arrivi da un uomo o dal di fuori. Quando ha rispetto di sé e non baratta la sua dignità con niente al mondo. Anche a costo di restare sola." Helen Hunt. O simili.
Il fatto che uno abbia rispetto di sè è auspicabile. Che non baratti la sua dignità con niente al mondo (quindi neanche con 12 milioni di euro puliti e in contanti ed esentasse, meglio essere chiari, "niente" ha questo significato) è ammirevole. E se una persona capisce che la felicità difficilmente può arrivare dal di fuori, ha sicuramente fatto un bel passo in avanti nella conoscenza di se stesso e nella comprensione delle cose del mondo.
Non capisco il passo riferito all'uomo, inteso come essere umano maschio. Intanto perchè fa fuori dal discorso le donne lesbiche che semmai si aspettano la felicità da una donna, ma passi. E' che non vedo perchè una simile frase non possa valere per un uomo.
Il femminismo è una gran bella cosa, mi piace. Ma è inutile far finta che in giro ci siano solo uomini schifosi, perchè anche di donne non è che girino solo modellini perfettini. Siamo esseri umani, questo dice già tutto. E' sbagliato puntare tutte le fiches su un altro, di qualunque sesso sia dei vari esistenti, perchè comunque le basi della felicità devi costruirtele dentro di te, senza stupidi e presunti revanscismi di sesso. Ci sono uomini mammoni, incapaci di assumersi una responsabilità che sia una, bugiardi traditori, etc? Verissimo. Ci sono anche donne che fanno leva solo sul fisico, mentono e puntano ai soldi. C'e' di tutto, là fuori, e non mi pare che un sesso possa far lezione all'altro.

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mercoledì 21 ottobre 2015

Affrettatevi, ultimi pezzi in offerta

(nota preliminare per chi ci crede -io no-, che toccarsi conviene: tieni una mano libera)


Servizio funebre completo di cremazione 1800 euro. Morire oggi conviene, non è più come una volta che spesso si diceva devo stare attento a non morire perché non posso permettermelo! Un tempo un funerale non da barbone ti portava via, oltre che te, anche 8-10 milioni fra corone, manifesti, bara etc... Oggi 1800 euro e via, ti riducono pure in polvere, quel che eri e ritornerai, insomma. Forse dire che morire convenga può essere eccessivo, ma insomma: morire mi costa meno che il dentista, o meno che quindici giorni in vacanza nel sud est asiatico che poi dopo due giorni sempre le stesse cose che palle: quasi quasi.. :-) Di certo, morire costa meno che vivere... se non fosse che schiatti, ci si potrebbe fare un pensierino, per il bilancio sarebbe tutta salute. Sia chiaro, io vorrei campare fino a 119 anni in perfetta salute, ma il nostro occhio da consumatori di fronte a un'offerta interessante luccica pavlovianamente, poi è chiaro si fanno due conti e si capisce che l'offerta è ottima ma magari è meglio posticipare un pochetto, che tanto, come si dice in questi casi, offerte ce ne saranno sempre...

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martedì 20 ottobre 2015

Se ti entro in casa di notte non mi aspetto caffè e pasticcini

Se uno sconosciuto entra nell'appartamento di Piero in piena notte e Piero, nell'oscurità, credendo che quello che l'intruso impugna sia un'arma, o comunque non credendo nulla ma essendo molto spaventato, spara con una pistola legalmente detenuta, ditemi voi dove la logica soffre, il punto esatto in cui soffre, le precise coordinate in cui entra in sofferenza, premesso che a nessuno fa piacere uccidere, a nessuna persona onesta e civile, diciamo.
Perchè si detiene legalmente una pistola? Per esporla in vetrina?
Certo, logica vorrebbe che tu sparassi alle gambe, ma nel buio e credendo di essere a tua volta sotto tiro, quel che succede, succede.
Se io entro in casa d'altri forzando la porta e magari di notte (ma di giorno non cambia nulla, diciamo che di notte cade pure la scusa puerile tipo "ho trovato aperto e mi sono permesso..."), sono preparato a tutto: a rubare e uscirne illeso, ma anche a finire al camposanto.
Io la vedo così.
Poi se nessuno detenesse un'arma a questo mondo e i delinquenti fossero severamente puniti e ingabbiati, e non a piede libero e sostanzialmente impuniti, sarei ancora più soddisfatto, ma questa is another story.

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domenica 11 ottobre 2015

Vatican Out

Caso del monsignor Charamsa che, alla viglia del Sinodo, si dichiara omosessuale e fidanzato, e viene spogliato di tutti gli incarichi e sottoposto ad attacchi assortiti. Ci sono due aspetti della questione su cui mi soffermo.


Primo aspetto. Leggo su Facebook e altrove interessanti post il cui succo cerchero' di riassumere: non è rilevante il fatto che sia gay, per noi cattolici, ma il fatto che sia un non cattolico o un cattivo cattolico, che sia insomma un cattivo prete, perché ha una relazione; fosse con una donna sarebbe grave allo stesso modo, la Chiesa non è omofoba. Palle: i divorziati per voi sono prassi, anche i pluri, un gay e' come il fumo negli occhi. Che sia un cattivo prete è certo; ma dal mio punto di vista non è un difetto. E' ovvio che se violi il celibato vai contro una delle regole della Chiesa; se poi stai con un uomo, ohibò: quindi come prete non ci siamo. Ma vogliamo parlare delle centinaia che fanno lo stesso e non lo dicono? Sono cattivi preti e persone ipocrite. Inoltre negare che la Chiesa sia omofoba è stupido ed inutile.
Non penso che dichiarandosi Charamsa volesse dire ehi, sono il prete migliore del mondo! Nè che volesse tener nascosta la sua relazione... Semplicemente non ce l'ha più fatta a subire la disumana cortina omofobica che permea quell'ambiente.
Quindi, con buona pace dei cattolici che siccome pensano che il loro Dio vieti ai preti di amare e ai gay pure, un prete che ama è da "licenziare" e un gay che ama da discriminare (a meno che non sia casto e non cerchi Dio, insomma a meno che non ammetta di essere in un errore in cui non è), il punto qui non è "Charamsa è un prete da 4 o da 9"?, ma il punto è che la Chiesa è omofoba e ancora oggi condiziona la politica, di fatto rendendo questo paese la barzelletta dei diritti civili fra quelli avanzati.

Secondo aspetto. Pochi giorni dopo il coming out esce su "Chi" un bel servizietto con Charamsa che nemmeno un partecipante del GF. Aria da piacione, orologione in bella mostra, sorrisone, lisciato e profumato. Foto fatte presumibilmente ante coming out. Tutti a dire: operazione mediatica! Poi va pure dalla D'Urso... adesso lo aspettiamo ad Amici col giubbino tipo Renzie.
In effetti c'e' puzza di. E non giova al suo sincero scoramento da discriminato. Ed in effetti non mi è piaciuta la cosa.
Ma cerchiamo di esser chiari: il fatto che voglia intraprendere una nuova carriera (di fatto, l'hanno licenziato) o che voglia acquisire notorietà, per quanto criticabile e un po' meschino, non inficia quel che ha detto. Avrebbe potuto dirlo meglio, ma la sostanza è salva. Anche se girando per simili programmi e giornali finirà per esporsi alla classica banalizzazione del tutto.
Quindi critichiamolo pure per "Chi", e anche tanto. Ma ricordiamoci che la Chiesa è omofoba, e che la cortina di cui sopra esiste e fa schifo.
Diciamo che ha trovato il modo sbagliato per dire cose giuste.
Ma chi non sbaglia, e spesso nella sostanza anziché nella forma? Tipo il Papa che vieta il preservativo in epoca di Aids o incoraggia l'omofoba del Kentucky al quarto marito e convinta di essere "in missione per conto di Dio"?
Dai, su, relax e buona Messa.




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sabato 10 ottobre 2015

Marino, sai che ti dico? Fai una giravolta!

Anche se sarebbe logico fare un’indagine prima di emettere giudizi e sebbene sia forte il sospetto che l’inciampo sulla carta di credito sia stato provocato da qualcuno a lui vicino per imperizia o dolo,

e tralasciando pure il fatto che lo stesso partito che giubila Marino per due cavolate sostiene De Luca e compagnia bella accusati di reati infinitamente più gravi e in alcuni casi già provati o comunque sottoposti all’analisi di un processo, in teoria due o tre spese farlocche sono più che sufficienti, nel mio modo di vedere le cose del mondo e di concepire la politica, per dimettersi.
Però qui stiamo licenziando un bravo architetto mentre la casa sta crollando solo perché ha fatto una telefonata da casa nostra senza chiedere il permesso. Quindi ci ripenso: essendo Roma in mano alla mafia, e il PD un partito di destra inaffidabile, incompetente e zeppo di gente che ha problemi grossi con la giustizia, altro che scontrini per 200 euro, Marino, con un bel coup de theatre, dovrebbe non confermare le dimissioni, restare a fare il suo lavoro e dire nelle sedi opportune tutto quello che sa su Mafia Capitale, PD etc.
Lo so, chi sbaglia paga, ma oggi non paga nessuno, e abbiamo plurindagati e processati che continuano da anni a gestire la cosa pubblica o addirittura a riscrivere, stuprandola, la nostra bellissima Carta, modificata a colpi di maggioranza da un governo sostenuto da un Parlamento di nominati illegittimo.
Se splende il sole, puoi levare la polvere dal comò, ma se infuria uno tsunami puoi anche ignorare la polvere e concentrarti su quello che può salvarti la casa (senza casa difficile tu possa spolverare gli arredi): poi, se ti salvi, potrai sempre sterminare gli acari con calma e far pagare a Marino i suoi possibili errori.
In situazioni di emergenza, possiamo chiudere un occhio su alcune irregolarità, e di certo non ha titolo per ergersi a paladino di moralità chi continua a sostenete perfetti farabutti.
Quindi invito Marino a "fregarli" tutti e a restare: in fin dei conti a Roma negli ultimi due anni la situazione, benché sia sempre in cancrena, è migliorata. Stiamo buttando via questa inversione di tendenza. D'altra parte se vai a toccare certi poteri è normale che facciano di tutto per farti fuori.
Vai avanti, Ignazio, magari facendoti un pocoletto più astuto. Ci sarà tempo e modo per farti restituire i soldi della cena con tua moglie ed eventualmente punirti per l'irregolarità se davvero da te commessa, magari a Roma liberata e civile però, non ora che infuria la tempesta...

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martedì 6 ottobre 2015

Aggiorniamoci

Che modo di salutarsi è, al telefono, "aggiorniamoci"? Cosa vuol dire? Non è meglio "ciao",  oppure "a presto"? Ero al bar. Titolare in fondo, zitto e mosca: sono le 18:30, non ne può più.  Io al tavolino. Siamo solo in tre, radio accesa, io drink e giornale.


Un terzo dopo lunga telefonata peripatetica (pare di lavoro) dice "ok, aggiorniamoci". Siamo software in cerca di update? Pagine web in attesa di refresh? Agende in attesa di nuovi impegni? O disperati al baretto?  Poi si avvicina al banco dicendo a mezza voce "suca suca". Beve il suo caffè. Dice un'altra cosa al titolare che forse annuisce o forse sta solo tremando regalando illusioni di condivisione ad avventori su di giri (dopotutto siamo in happy hour!) Ora esce dal bagno un tipo oversize che, adesso mi accorgo, c'era entrato almeno 20 minuti fa. O non trovava la carta o adesso presumo sia necessaria una bonifica radicale del servizio igienico.  Il suca suca paga e se ne va. Calzoni, camicia, cintura e scarpe nere. Presumo anche mutande (non pare tipo da boxer). Capelli pure. Sui 50. Arie da figo. L'oversize paga l'estathe di prima: è così potente? Oggi una tipa in macchina sull'aurelia mostrava il dito medio a tutti, non penso volesse condividere il vanto per un nuovo anello. Incredibile quanti giochino al lotto e alle slot e poi facciano ricariche da 5 euro. Se ci fosse da 2 farebbero quella. Un tipo ricciolino 25 nota sullo schermo un vecchio successo dei Pink Floyd e il barman ne parla come se qualche decennio fa li avesse lanciati lui; il ricciolino annuisce sognante "è un pezzo del '75...", lui che nel '75 a occhio sbavava in culla. Ora pago ed esco; il barman mi saluterà al solito modo. 


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sabato 3 ottobre 2015

Bombolette spray e ambulanze

Quante cose penso e poi dico: possibile non siano mai venute in mente a nessuno fra quelli che possono deciderle? Esempio recente la bomboletta di spray per gli arbitri di calcio: lo dico da anni, nisba. Quest'anno hanno deciso, due lire e hai risolto bene un problema serio (parlando di sport): prima sulle punizioni era un circo equestre, e conveniva far fallo, fuori area: adesso ci si pensa. Altro esempio: ambulanze.


Non ha nessun senso che un'ambulanza attivi i lampeggianti senza sirena: è cool, ma pure stupido. Se c'e' una legge che lo prescrive, è da cambiare. La sirena e i lampeggianti dovrebbero sempre essere attivati insieme e solo nei casi in cui è prevista la sirena (che, detto fra noi, sono troppi: di notte in un vialone a che serve la sirena? Basterebbero abbaglianti e lampeggianti, se passasse la modifica che ora spiego). La ragione è che a volte non sentiamo la sirena fino a quando non abbiamo l'ambulanza a 50 metri, o perchè abbiamo la radio accesa o perchè tira vento contrario, e questo è rischioso; allo stesso modo, quando vedi a 500 metri i lampeggianti accesi, non sai mai se c'e' anche la sirena o no. Non ha senso.
Se fossero attivati insieme, di notte molte volte la sirena (che disturba anziani, bambini, malati e insonni) non servirebbe; di giorno non avresti mai dubbi: appena vedi, anche in lontananza, un lampeggiante di autoambulanza, ti attivi per lasciarla passare, senza chiederti se la sirena c'e' e non la senti ancora o se proprio non c'e'.
Sul fatto poi che troppi desiderano guidare un'ambulanza, quando invece è un compito delicato, rischioso e ingrato, mi soffermerò un'altra volta. E sui controlli che secondo me latitano, nel mondo del volontariato.

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mercoledì 30 settembre 2015

In cosa diavolo sarebbe diverso questo papa, scusa? (risp: PALLE)

(aggiornato 03.10.2015)

Ogni tanto, nei contesti più differenti, salta su uno e mi dice: questo papa (Bergoglio, quello che saluto' la folla la sera dell'elezione e che ha un accento carino) è diverso. Escludendo che sia gay, mi chiedo sempre in cosa sia diverso, forse nel fatto che è più abile mediaticamente dei predecessori (più abile di Ratzinger non ci vuol molto, eh).
Mah, dice, è più moderno, e' rivoluzionario, è profetico (queste due ultime cose le ha dette anche Scalfari ieri sera da Floris), lotta contro pedofilia e corruzione, "chi sono io per giudicare un omosessuale", etc.
PALLE.


Tutte le volte che sento affermazioni simili solo una parola occupa la mia mente, e direttamente in maiuscolo: PALLE.
Ora argomento un minimo, non mi piace essere così ermetico, per quanto chiaro.
Chiunque venga eletto papa e non sconfessi immediatamente, totalmente e incondizionatamente con pubblica dichiarazione tutte le numerosissime e indegne sconcezze ed efferatezze della storia della Chiesa Cattolica precedente la sua elezione (inclusi caccia alle streghe, inquisizione, giordano bruno, pedofilia, omofobia, corruzione, temporalismo etc), è come gli altri papi, nella sostanza. Può differire nella forma, ma della forma a noi ci importa nulla.
La Chiesa, in particolare, è contraria alle nozze gay e ha comportamenti e parole omofobe. Questo era, questo è. Quindi smettete di dire PALLE, s'il vous plait.
Poi una confessione religiosa può professare quel che vuole, anche idee inumane. Ma io ho il diritto di dirlo, e di dire che per colpa di questi qui il nostro paese quanto a diritti civili fa schifo, grazie anche ai politici merdoni e servi della chiesa che ci ritroviamo da sempre.
Tu hai diritto di dire che due omosessuali non possono fare sesso né sposarsi perchè Dio non vuole, io ho il diritto di dire che sono parole inumane e indegne e che stai pure mettendo in bocca a Dio boiate galattiche partorite dalla tua mente limitata.

L'ultima testimonianza (l'ultima di centomila):
Durante il viaggio negli Stati Uniti incontro tra Bergoglio e Kim Davis, la donna incarcerata per 5 giorni per non avere concesso la licenza per i matrimoni omosessuali.
Il Papa ha visto la signora Davis con il marito, l’ha elogiata - «stay strong», sii forte - e le ha regalato un rosario. Il Papa le ha chiesto, com’è suo costume, di pregare per lui. Sull’aereo che lo riportava a Roma, Francesco aveva difeso l’obiezione di coscienza dei funzionari pubblici. (corriere.it).
Quella tipa e' pluridivorziata, adesso ha il marito n.4, ma su questo il Papa non ha avuto nulla da dire. Gia' il fatto di averla incontrata è censurabile, il resto poi...
Ripeto: PALLE.
L'omofobia non è una malattia, è una piaga sociale immensa. E' uno dei più indegni e puzzolenti brand della merceologia umana che infesta il pianeta.
Qui parliamo di discriminazione, di violenza, di gente che per questo non vive, o si ammazza.
Smettetela di farvi infiniocchiare dal primo Berlusconi, Renzi o Bergoglio di turno che buca lo schermo.
CHi è omofobo non ha la mia stima, non è mio amico, non esiste per me.

(Spero che il Corriere si sia sbagliato)

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_30/papa-incontra-funzionaria-contro-nozze-gay-brava-continua-cosi-126b5fe6-6743-11e5-9bc4-2d55534839fc.shtml


Aggiornamento del 3 ottobre:

BERGOGLIO-DAVIS, E' TUTTA UNA COMICA
Padre Lombardi dice una cosa (http://www.huffingtonpost.it/2015/10/02/papa-francesco-kim-davis_n_8234736.html), peccato che l'avvocato dell'impiegata omofoba ne dica di molto diverse...
E poi cosa diamine vuol dire: "Il Papa non è quindi entrato nei dettagli della situazione della signora Davis e il suo incontro con lei non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione in tutti i suoi risvolti particolari e complessi"?
Allora, esagerando un po' come esempio, se incontri Hitler nel '45, gli stringi la mano, gli sorridi, gli dici stay strong, gli regali un rosario e non gli dici nulla delle efferatezze che sta compiendo in giro per l'Europa? (nota: non che la Chiesa si sia mai opposta in quegli anni, ANZI). Per una personalità pubblica fare un incontro pubblico non è MAI "non conoscere la situazione di chi incontri nei dettagli" o non avere un'opinione su di essi.
Il diritto all'obiezione di coscienza di un funzionario pubblico è un "diritto umano", fa intendere Bergoglio. Eh???? E il diritto di avere gli stessi diritti di tutti anche se ti sposi una persona del tuo stesso sesso cos'è? Escremento di vacca? E poi se hai di questi lacci mentali non fai il farmacista, l'impiegato pubblica o il dottore; vai a zappare la terra, o in catena di montaggio, o scrivi libri su un monte, insomma fai qualcosa nel quale la tua bella religione non si metta di traverso.
Comicissima poi la frenata sul fatto che il papa avrebbe, ohibò, mammasantissima, porcapaletta, incontrato anche due "GAY"... Sì, è vero, però, per come, ma... Fate ridere.
Ripeto: qualsiasi religione è, per me, malattia. E la Chiesa di Roma ha avuto e ha posizioni omofobe.
Sulla querelle Marino-Bergoglio, già che ci siamo: Marino ne sta facendo una via l'altra, ma Bergoglio, sull'aereo, poteva tranquillamente starsene zitto.
Ma come fa certa gente a pensare che possa esistere un Dio che avalla certe minchiate?


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martedì 29 settembre 2015

Ho ucciso mia nonna

Ieri ho ucciso mia nonna (motivo: mi stava sulle balle), ma oggi mi sono profondamente pentito: aveva una pensioncina così ben farcita, e dopotutto non era nemmeno troppo antipatica. Certo, protestava sempre parecchio quando gliene sgraffignavo via tre quarti a inizio mese per le mie spesucce -droga, birra, donnette, poker e auto, le solite cose insomma: le sue lamentele mi avevano stancato, spero possiate capirmi.
Mi hanno arrestato subito perché...


...oggi sono tornato a vedere cosa succedeva in casa della nonna, gironzolavo sospetto in giardino cercando di ripulire con un fazzoletto la serratura del cancello mentre i poliziotti stavano facendo le loro rilevazioni... e mi hanno fermato: ho confessato subito e ho collaborato con gli inquirenti (ho rivelato che le impronte sull'ascia erano proprio le mie, a loro non risultava ma mi hanno creduto). Signor giudice, io davvero non so come abbia potuto farlo, sarà che ero fatto di coca. Credetemi, non volevo!!! Cioè, voglio dire, con quella pensione, uno in grado di intendere e di volere l'avrebbe ammazzata? Al massimo gonfiata di botte ma non uccisa, non si secca la gallina dalle uova d'oro! Ai domiciliari adesso si sta benone, mi hanno messo qui dopo due notti in carcere un po' durette (non danno l'Europa League, roba da matti nel 2015), ora la sera scelgo io cosa vedere in tv, e basta con 'sto Gianni fai questo, Gianni fai quello, devi cercarti un lavoro, ma non è che ti droghi, etc. Tutti possono sbagliare, chi siete voi per giudicarmi, chi è senza peccato scagli la prima pietra, io ho avuto un'infanzia difficile, quella sera ero drogato e ubriaco, non trovavo lavoro (nemmeno lo cercavo) e avevo bisogno di grana, la nonna mi ha provocato impedendomi di girare sulla partita e non offrendomi un po' delle sue olive denocciolate del cacchio, ero confuso, avevo dormito poco la notte precedente, mi si era scheggiata un'unghia, avevo perso 20 euro alle slot del baretto sotto casa, mi ero macchiato di sugo la camicia presa al Lidl tre anni fa, ero stressato, avevo fame e mi è andata via la vista, pioveva forte e non avevo l'ombrello, la mia squadra aveva perso con un gol in fuorigioco al 94', insomma ho preso l'ascia per errore, credevo fosse il telecomando, davvero non volevo, chiedo di essere giudicato con clemenza, rieducato e reinserito in società, voglio un lavoro, una famiglia, un futuro, voglio che siano tutelati i miei diritti di soggetto che ha sbagliato. La società non può abbandonarmi. Forse è la volta che mi sistemo... La nonna me lo diceva sempre, dopotutto: ma Gianni, ormai hai 30 anni, quando metti la testa a posto e ti sistemi? Ecco, forse ora ce la faccio... fra 10 anni potro' anche uscire parecchie ore dal carcere e lavorero', magari sarò pure laureato, in carcere il tempo per farsi una cultura non manca. Ho deciso: metto la testa a posto! Per farcela, nonnetta cara, ho dovuto staccare di netto la tua... strana la vita!

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giovedì 24 settembre 2015

Amici per caso

D- Ciao Luca!
L -Ciao!... Ma guarda tu... ma dov'eri finito? Quanto tempo... Ma come stai???
D -Bene, bene, e tu?
L -Anch'io, più o meno...
D -Come, più o meno? Che succede?



L -Nulla, nulla..
D -Eh no, bello, adesso mi dici...
L -Ma no, tutto bene dai!
D -Su su, dai, dimmi! Siamo sempre amici no? E allora...
L -Ma niente, sai cosa... i soldi non bastano mai!
D -Eh già, beato chi ne ha tanti!
L -Eh già, un gran bel problema, essere sempre a corto...
D -Ma scusa: quanto ti serve? Sai che su di me puoi contare. Ci conosciamo da una vita... Se hai un momento di difficoltà, ti aiuto volentieri!
L -No, Daniele, figurati, mai chiedere agli amici, si rovina l'amicizia per quattro spicci.
D -Ma va là, anzi fra amici è meglio: ci si fida e non ci sono problemi su quando restituirli... e poi se non ci si aiuta fra amici, di certo non ti aiutano gli altri.
L -Ma hai vinto al lotto per caso? E guarda te che scarpe che hai! Ma quelle sono Moreschi! E' camoscio!
D -Ah, sì... e che vuoi che sia...
L -Cazz*!, costeranno 400 euro!
D -Non ricordo, comunque siam lì dai...
L -Complimenti... adesso ho meno scrupoli a farmi aiutare eh eh.. ma davvero, dimmi? Hai vinto al Super Enalotto? Eredità?
D -Seee, non dire fregnacce. Gli affari vanno benone, tutto qui, ma le scarpe sono per far scena, io poi ho la fissa dei vestiti lo sai, sempre avuta, ricordi al liceo? Se non era firmata, nisba! Poi a casa mangio un panino, però in mocassino di camoscio... Piuttosto, quanto ti serve?
L -Ma... sui duemila
D -Orcoboia, avevi detto du' spicci! Comunque nessun problema, ci arrivo.
L -Te credo che ci arrivi! Eh! Sì, ma lascia stare dai... piuttosto che chiederli a te vado a rubarli, su, non ha senso!
D -Come rubarli??? Così mi offendo!
L -Che ti avevo detto? Per i soldi si bisticcia e zac, finisce l'amicizia.
D -Porca tro*a, cosa vuol dire si bisticcia? Fai discorsi a bischero, piuttosto vado a rubare... ma che cacchio dici? Stai zitto, prendi i soldi e vedrai che si resta amici. Se si può aiutare un amico in difficoltà... (tira fuori dalla tasca posteriore dei pantaloni un mazzettino di biglietti da 50 euro legati con un elastico giallo)
L -Ma giri con pacchi di denaro in tasca? Spacci per caso? Roba buona...?
D -Ma no, è che ho appena ritirato, sai, la spesa, i bimbi, le bollette... E poi che te frega a te, adesso ti droghi pure?
L -Come "pure"? Cosa vorresti dire? Mi drogo oltre a chiedere denaro a tutti? Oltre ad umiliarmi col primo che passa? Oltre a sbavare su un paio di Moreschi? Oltre ad essere offeso a sangue da un amico??? Volevi dire questo?
D -Ma no, cretino, era un modo di dire, ma che hai oggi? Non ti fai da un po'? Eheehehe...
L -Ah ah! Che ridere! Sei un vero umorista... Ma, scusa, e adesso come paghi tutta questa roba, le bollette, le cose, e...? Mando in rovina una famiglia?
D -Ancora con 'ste fregnacce? Ma allora cerchi rogne eh? Taci e vattene, ecco qua duemila euro.
L -Bene... grazie davvero, sei un amico, proprio vero che sugli amici si può contare sempre! Anche su quelli che ti parevano più stron..., cioè su quelli che insomma, ci vediamo di rado noi, sai? Come mai? Ma...dovremmo vederci di più!, ehm...
D -Che hai detto? Cioè io sono stronz*? Ma sei di fuori stamane? Ti caccio duemila euro sull'unghia e mi dai pure dello stronz*???
L -Ma no, scherzavo, dai, è che non mi aspettavo di beccarti qui stamane e zac, in un colpo, di ritrovarmi in mano i duemila che non mi fanno dormire da dieci giorni... sono choccato!
D -Choccato, si, ma anche un po' lesionato eh. Sempre stato, se non ricordo male.
L -Cioè?
D -Sì, insomma, fai discorsi da manicomio, comunque ok così, ci sentiamo presto!
L -Uhm... già, è che sono stressato da un po', non gira niente di recente, sai che voglio dire.. va tutto per il verso sbagliato, non mi ci raccapezzo più.
D -Sì, immagino, immagino, la vita è così, alti e bassi, stai tranquillo.
L -Grazie ancora, amico...
D -...stronz*!
L -Ma no, dai... vieni qui che ti abbraccio! Grazie davvero!
D -Di nulla, ciao...
L -Grazie ancora!


(due minuti dopo, ognuno per la sua strada)

L -Ma guarda te, nemmeno me lo ricordavo più quel pezzo di merd* di Daniele! Stronz* e bastardo e figlio di putt*ana, mi ha sempre trattato come un pezzente, fin dai tempi del liceo. Si vestiva come un dandy, come una bamboletta e non passava mai durante i compiti in classe, si credeva tutto lui, povero scemo! Sì, poi s'e' laureato e ora fa l'avvocato e guadagna come un maiale, ma è rimasto un povero scemo. Vero che gli ho smarmellato la moglie per mesi, anni fa, quel gran pezzo della Mirella, e lui mai si è accorto di niente, coglionaz*o com'e', ma insomma: adesso lo becco per caso, nella merd* come sono, in questo quartiere dove di certo non abita, snob com'è, con quei cazz* di usurai che mi stanno addosso e non mi fanno respirare, e quando già pensavo di dover andare di nuovo a rubare, riesco pure in dieci minuti a scucirgli duemila euro che, eh eh sia chiaro, non rivedrà mai più, sono un genio, del male, ma un genio! Eh Eh! Povero imbecille di Daniele! Quando ti serviranno 'sti dumila ti mangerai mocassini, invece del panino, eh eh.

D -Imbecille integrale e pure figlio di putt*ana bastardo, idiota integrale, morto di fame... lo so bene che te la facevi con quella tro*a della mia ex moglie... cosa credi? Si faceva anche l'idraulico, l'edicolante e quello della differenziata porta a porta, pure con la moglie del portiere (il portiere, lui, era troppo cesso, orcobimbo!)... Era fatta così, si dava da fare, era grafomane, come si dice???... ah sì, ninfomane, oddio anche grafomane rende l'idea, le piaceva il pennarello eh eh, e non solo... io cosa credi, povero imbecillotto di un Luca, che stessi a guardare? L'ho sempre saputo. Chi credi che ti stia pian piano riducendo sul lastrico, da anni? Chi credi che ci sia dietro quel Paolone enorme e cattivo che un anno fa ti ha spedito in rianimazione per un mese e che ancora ti taglieggia e ti strozza con tassi da usura? Anni fa eri ricco sfondato, adesso rovisti nei cassonetti la sera, ti ho visto... di chi credi che sia il merito? Eh eh. Bello il mio cretino! Ti sto mandando all'inferno e mi ringrazi pure. Adesso ti segnalo alla polizia, ti troveranno con duemila euro falsi in tasca, cazz* tuoi bello! E chi ti crederà se proverai a tirarmi dentro, io stimato avvocato pluriammanigliato, tu pezzente, pregiudicato e sputtanato in ogni dove... au revoir, coglioncell*. La vendetta è un'arte, e io modestamente ho talento!









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martedì 22 settembre 2015

La vita è illusione



Voi pensate di godere della giusta considerazione presso i vostri colleghi, amici, parenti, conoscenti, superiori. Siete convinti che i vostri sforzi siano apprezzati, i vostri faticosi silenzi notati, il vostro impegno giustamente valutato, i vostri rari errori blandamente analizzati e comunque mai ingiustamente enfatizzati, i vostri slanci oltre l'ostacolo addirittura celebrati, i valori che informano le vostre azioni condivisi. Non è così.

Tuttavia non lo capirete adesso leggendo queste righe: siete troppo stanchi, superficiali, illusi o superbi per potermi credere. Lo capirete, forse, alla prima facciata contro un muro: allora vi sarà tutto chiaro, a posteriori, e penserete: come ho fatto a non capirlo prima? Naturalmente non siete tutti così, ma quasi tutti: c'è anche qualcuno che lo ha capito ben presto e senza bisogno di prendere sberle, così come c'e' anche qualcuno che pensa di saperlo da sempre, anche quando così non è, perchè è paranoico. E infine ci sono pure quelli che non lo capiranno mai, negare l'evidente è spesso la soluzione più confortevole, è una specie di autodifesa.

Voi che adesso mi state leggendo a sopracciglia lievemente inarcate pensate che se questo può valere per molti, o per tanti, di certo non vale per voi, perchè voi valete e siete circondati da persone che sanno riconoscere quanto valete: i fatti parlano per voi, questo pensate. Illusi.
Se solo riusciste a scindere l'opinione che voi avete di voi stessi da quella che gli altri hanno di voi, e soprattutto se solo voi riusciste a scindere l'opinione che gli altri hanno di voi da quella che voi ritenete che gli altri non possano non avere di voi, sareste già quasi salvi: ma è come parlare al vento.
Gli altri vedono quasi solo loro stessi, come del resto voi. Voi esistete nel loro mondo solo in funzione del loro esistere, fateneve una ragione. L'amore e l'amicizia nove volte su dieci sono drogate dalla consuetudine, dalla pigrizia, dalla convenienza, dall'affetto e dal desiderio di non ferire; sei volte su dieci almeno sono comunque sostanzialmente falsi o pesantemente bacati. Non è pessimismo, è realismo. Non fa audience e non rassicura; non vi pettina la coscienza. Vi irrita, vi infastidisce, ed ecco perchè adesso ce l'avete con me: tutto normale. Vi irrita ma è vero. Vi irrita perchè è vero.

Potete comportarvi bene, impegnarvi al massimo, dare tutto e anche di più, riuscire pure a ottenere buoni risultati: avrete fatto solo il vostro dovere, e ci mancherebbe pure. Fate un piccolo errore: vi sarà fatto notare e pesare oltre ogni limite, sembrerà essere l'unica cosa che sia possibile ricordare di voi. Più siete coscienziosi, più sembrate noiosi; più vi impegnate, più sembrate sospetti: quando sbagliate tutti ve lo fanno rimarcare. Se ottenete qualcosa di positivo, chiunque ci sarebbe riuscito; se non centrate l'obiettivo, altri non mancano di far rilevare che davvero non ci sarebbe voluto poi molto, se solo voi aveste fatto e detto etc. Se siete persone di qualità e rendete sempre ad alti livelli, sia sul lavoro che nella vita, ben presto gli altri si abitueranno e noteranno anche i più piccoli cali, nonostante voi partiate da livelli così alti da restare sempre una spanna sopra tutti anche con queste piccole defaillance. Se invece siete distratti, poco affidabili, casinisti, bugiardi e via così', paradossalmente sarete valutati e trattati meglio, alla lunga, perchè è palese che da voi non ci si può aspettare più di tanto e quindi non sarete quasi mai criticati per i vostri limiti e difetti, in alcuni casi clamorosi e insopportabili ma comunque assodati, ma più facilmente lodati per i vostri rari scatti di qualità, che su uno sfondo di mediocrità risalteranno in maniera evidentissima ponendovi per un istante sotto la luce dei riflettori. E' la rivincita del cretino, la legge del mediocre, il regno dell'idiota.
La sindrome del beneficato poi, quella che colpisce chi avete aiutato senza tornaconto e che dopo vi si ritorce contro con un livore ingiustificato e incredibile, tanto più rancoroso quanto più grande è stato il vostro aiuto, è una malattia penosa e davvero fastidiosa. E anche questa non mancherà di disturbarvi, se avete la pessima abitudine di essere tendenzialmente onesti, altruisti e generosi.

L'amico considererà normale il vostro appoggio se si si trova in una situazione difficile, ma vi farà morire di rimorso al vostro primo segno di involontaria e insignificante trascuratezza; l'amore oggi vi ama e vi idealizza oltre ogni limite di decenza, inventandosi in voi qualità delle quali voi non avete mai nemmeno sentito parlare, domani vede in voi solo i terribili difetti (quelli che avete e che prima non venivano notati, ma anche quelli che non avete) e si chiede come è mai possibile che un giorno gli possiate esser piaciuti; i parenti faranno sempre paragoni e condiranno il tutto con illazioni e previsioni menagrame; i superiori si accorgeranno di voi solo quando vi avranno perduto, anzi forse mai. A voi che credete di essere indispensabili (e magari, nel vostro ambito, familiare o lavorativo, lo siete quasi -dico quasi perchè nessuno lo è del tutto, in genere): gli altri nemmeno vi vedono, questa è la norma, rassegnatevi. E appena mollate un attimo, appena scendete di un gradino dal vostro livello di eccellenza, ecco le critiche, i sospetti, l'ingratitudine di chi considera solo gli ultimi cinque minuti e vi mette sotto esame come foste alle prime armi. Quello che avete fatto non conta nulla, se adesso toppate; ecco perchè quando un cretino azzecca la mossa, viene lodato come se per lui fosse la normalità, senza curarsi dei casini che ha fatto in precedenza e di quelli che da domani comincerà a rifare.

Lo so, voi siete superiori a tutte queste miserie. Voi agite bene perchè ci credete, non per veder riconosciuti i vostri indubbi meriti o per ricavarne -orrore!- un bieco tornaconto. Ma sotto sotto fate il bene anche per stare bene e se quello a cui fate del bene non se ne accorge o peggio, finite per stare male; inoltre sapete di valere e vi aspettate, siete sicuri che non possa non notarsi, e invece gli altri nemmeno vi vedono e non appena sembrate (non necessariamente siete) meno utili rischiate di essere messi da parte in un baleno.

Dopotutto, è anche opportuno ricordare che gli altri siamo noi. E che quindi anche molti di noi sono così. E poi, a dirla tutta, parecchi di voi, nemmeno valgono poi così tanto. Forse anch'io, tanto lo so che lo avete appena pensato, quindi vi anticipo. Ma non è questo il punto, spero lo abbiate capito. Smettete di illudervi, è bello come masturbarsi il palato con una morbida crema pasticcera, o come accarezzarsi la gola con morbido cognac, ma porta agli stessi risultati: a spappolarsi il fegato.

Qual è allora la morale o il consiglio? Non pretendo di arrivare a tanto, il mio scopo era solo farvi riflettere sulla vacuità di una delle tante illusioni che tappezzano le pareti della vostra esistenza, non la più grande forse, ma comunque una delle più potenti. Il consiglio non è certo quello di rinunciare agli altri, anche perchè non potremmo: siamo animali sociali, laddove l'uso del termine animali è particolarmente azzeccato. Dobbiamo socializzare, vantarci, millantarci presso terzi, illuderci di contare davvero per altri da noi, dobbiamo amare e odiare, invidiare e solidarizzare, siamo esseri umani dopotutto. E ho detto tutto! Quello che facciamo e diciamo lo facciamo e diciamo anche e soprattutto perché altri lo leggano o lo vedano e pensino ma quanto è bravo questo qua! Solo, sarebbe meglio essere più sgamati, onde evitare epocali delusioni che se, è vero, ci fanno crescere, ci fanno però anche male. Non è bello illuminare con l'improvvisa luce di una tardiva consapevolezza anni e anni di cammino al buio o nella semioscurità: credevamo di camminare in una galleria del Louvre, la luce ci rivela che siamo invece sempre stati in un cunicolo delle fognature.

A parte questo, tutto bene, eh.

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domenica 20 settembre 2015

Governo farlocco

Hanno in mano l'informazione e la usano per manipolare le coscienze, esattamente come faceva Berlusconi, con l'aggravante che allora vi era una buona fetta di media che si opponeva, oggi a parte qualche eccezione sono tutti allineati come servi indegni.


Diffondono dati su occupazione e Cig farlocchi, continuano a parlare di ricerca di accordo con la minoranza per mascherare il mercato delle vacche, son sicuri di avere i numeri ma se li avessero non andrebbero in giro a far compere, strumentalizzano, per dare un'altra bella stretta ai diritti dei lavoratori, la sacrosanta protesta dei lavoratori del Colosseo che non erano pagati da un anno e che hanno fatto benissimo a scioperare (quando fu chiuso il Ponte Vecchio per affittarlo a privati, ci si preoccupo' della figura di merda con gli stranieri?). Commettono le più indegne porcate poi fanno un tweet con due palle e un hashtag tipo lavoltabuona, se lo rimpallano fra premier ministri e sottosegretari e pensano di aver sistemato le cose. Un governo davvero pessimo, come quello del Pregiudicato con la differenza che non c'e il contorno di putt*ane (progresso comunque non da poco), ma il respiro, i fini e i metodi sono quelli e pure peggiorati, un Parlamento non eletto da nessuno e pure delegittimato dalla sentenza della Corte che non avrebbe nemmeno il potere di decidere del senso unico di una strada e invece sta per stuprare la Carta costituzionale eseguendo come un cane fedele, in cambio di qualcosa neanche a dirlo, i desideri di Renzi e Berlusconi. Un governo tecnicamente modesto, debole, arrogante. Un governo dell'annuncio che non fa nulla se non togliere diritti e svuotare di senso la democrazia, squartare l'equilibrio dei poteri e il sistema dei pesi e contrappesi, accentrare sempre di più il potere nelle mani di un uomo solo e trasformare il Senato in un dopolavoro per consiglieri regionali ladri che godranno così dell'immunità.

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sabato 19 settembre 2015

Quanto faccio schifo io (Parte 1)

OVVERO: come una donna che mi conosce appena e con la quale non ho mai scambiato una parola che non fosse di lavoro possa arrivare in pochissimo tempo ad offendermi in maniera così globale, circostanziata, reiterata e livorosa. Tutta questione di intuito o ha avuto solo culo?


Parte 1
Abbiamo parlato per sei-sette minuti in tutto, nella nostra vita, divisi peraltro in due occasioni, sempre alla presenza di testimoni. Ho parlato molto di più col mio edicolante. E abbiamo parlato sempre di questioni di lavoro. Mi pare di non averle nemmeno mai stretto la mano, ma non ci giurerei (ci sono persone che ti fanno la radiografia già con la stretta di mano, a me invece basta guardarle, spesso).
Ci siamo scambiati alcune mail, sempre per questioni di lavoro (in tutto sette o otto mail, anche se lei per abitudine a una mia mail lunga risponde a pezzi inviandomi anche otto mail nel giro di dieci minuti), comprendendo anche le ultime in cui lei ha "sbroccato".
Mai parlato per telefono o su whatsapp, chat o simili. Non so di preciso dove abiti, quale sia il suo numero di cellulare, dove lavori. So di lei qualche dettaglio, per sentito dire, del tipo fa questo lavoro qua, odia o ama questo regista o questo cantante qua, è di questa religione qua (mamma mia).
Siamo entrati in contatto perche' conoscente di persona che conosco bene e, si badi bene, su suo impulso e per questioni professionali (es: sapete che la moglie o la sorella di un vostro amico vende tostapane e chiedete all'amico se vi fa avere un preventivo e un consiglio, questo è il quadro).
Fin qui nulla di strano, anzi il tutto è piuttosto banale e voi, se mi state leggendo provenendo da Facebook (quel social che non riusciamo a gestire con la tranquillità necessaria perché la vita reale ci disturba e ci toglie tempo), sarete a questo punto già passati al post sottostante, quello pubblicitario con la foto di una gran gnocca scollacciata e il testo ammiccante che vi dice "Guardate Martina cosa tiene sul tavolo del salotto, veramente scandaloso!" Come darvi torto?
Questa è la parte 1, quella meno interessante dopotutto. Ma chi è quel cretino che spara tute le cartucce al primo colpo? Se interessati, sapete dove trovarmi (per ora, poi forse in galera, non so mica...)

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lunedì 14 settembre 2015

Mezz'ora di pioggia può portarci via

Abbiamo smartphone potentissimi che definire computer non è eccessivo. Possiamo andare a New York in poche ore oppure ordinare un libro a Londra e averlo sulla scrivania due giorni dopo senza muoverci da casa. Abbiamo messo la bandierina sulla Luna e scherzato con Marte. Possiamo chiacchierare con un amico che adesso sta a Calcutta, perfino vederlo in faccia come se fosse qui. Facciamo trapianti di cuore, costruiamo dighe immense ed aeroporti sull'acqua, grattacieli altissimi. Abbiamo sconfitto tante malattie, rivelato moltissimi misteri, siamo a due passi dalla clonazione, parliamo già di colonie su un altro pianeta. Ma ancora non siamo riusciti a sfamare tutti i nostri simili. E ancora ci ammazziamo come bestie per motivi ridicoli, perchè ci piace far scorrere il sangue. E mezz'ora di pioggia può portarci via per sempre come formiche su cui si versi una bottiglia d'acqua, perchè abbiamo costruito dove non si sarebbe dovuto e abbiamo violentato la natura. E una scossa di terremoto può tumularci in cinque minuti nelle nostre case costruite con la sabbia. Potete parlare di progresso, quando scoprite che il vostro Iphone dialoga con voi e addirittura trascrive quel che dite: avete ragione. Ma forse sarebbe meglio allargare lo sguardo prima di affermare che siamo progrediti. E' un progresso a singhiozzo che spesso non risolve i problemi più gravi; una patina d'oro stesa su uno strato di fango. Ad un esame superificiale, abbiamo fatto passi da gigante e siamo quasi onnipotenti; osservando meglio le cose, siamo imperdonabili perchè pur avendone le possibilità non ci siamo ancora alzati da questo fango che ormai, indifferenti a tutto, nemmeno sentiamo più appiccicato sulla pelle.

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venerdì 4 settembre 2015

Oggi Alizée compie 2 anni, ma non lo sa

Oggi Alizée Doria Primavera compie 2 anni, ma non lo sa.
Del resto, ha ancora più nomi che anni.
Non sa quasi nulla.
Ho calcolato che non sa il 99,99999998% delle cose che saprà. Forse il 99,99999999%.
Come l'ho calcolato? E' bastato togliere 4 cazzatelle dal 100%.
Infatti è felice.
Non sapere è la prima e sicura condizione della felicità.
Non sa che si nasce e che si muore. Non sa che si soffre (quattro colichette e due vaccinazioni a parte) e che la vita è dura e che siamo noi che dobbiamo cercare di dare un senso a un flusso che di suo senso non ha. Non sa che ora tutto va bene e fra due minuti tutto può andare malissimo; o anche continuare ad andar bene.
Ha sua madre e suo padre. Si illude di poterli avere per sempre. Ha la pappa. I cartoni. I giochi. Il parco e gli amichetti. Fa la cacca. Dorme e prende ancora il latte, la sera e la mattina. Il suo presente è fatto di amore e di piacere, di coccole e risate, di corse e di capricci; il futuro non sa cos'è, del passato non si cura: del resto ne ha poco, per il momento.
Ti guarda negli occhi come mai più ti guarderà. Ha solo fiducia, amore. E' limpida nel cuore e negli occhi.
Non teme nulla, se non forse quando non vede per un attimo mamma o babbo, ma non sapendo cosa di male può succedere loro, non può esserne realmente preoccupata.
Non ha responsabilità, preoccupazioni, rimorsi, rimpianti, dubbi: nemmeno sa cosa sono.
Piange spesso, ma sono temporali che subito il sole di un sorriso scaccia via.
La vera felicità è questa: quella dei primissimi anni. Non tutti i bambini sono così fortunati, è ovvio. Ma, anche in contesti peggiori, se hanno comunque da mangiare e almeno una persona che si occupa di loro con amore, sono comunque felici come mai lo saranno più nella vita.
Non sanno però di essere felici, e questo fà sì che essi possano godere di questo stato ma non appieno. E comunque non si ricorderanno di esserlo stati, se non vagamente.
Per il resto della loro vita, la felicità sarà una conquista da ottenere; spesso non ci riusciranno, se non per brevi insuperabili attimi; e quando si chiederanno se sono felici avranno già la prova che in quell'istante non lo sono.
Dite che è una visione pessimista della vita?
Non mi avete mai letto quando sono pessimista.
Buon compleanno a questo piccolo progetto di donna.

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Panico in Europa, confusione nelle nostre coscienze

L'Europa ha 1,5 milioni di rifugiati e 500 milioni di abitanti. La sola Turchia ha 1,6 milioni di rifugiati, il Libano 1,2. Gli indesiderati di quest'anno sono lo 0,07% della popolazione europea... Le cifre relative agli arrivi di profughi sono ridicole per quanto sono basse, in assoluto e rispetto ad altre migrazioni ben più corpose del passato. Eppure l'Europa è nel panico più totale. I paesi si sentono assediati. Bambini e adulti muoiono come mosche, i mari sono tombe a cielo aperto, è un olocausto. Organizzazione zero, solidarietà zero, paura a mille, egoismo in prima linea, menti che si spengono e replicano bui fantasmi di un recente passato. L'Ungheria innalza muri di filo spinato tanto inutili quanto penosi e affronta chi fugge da guerre e violenze con i gas lacrimogeni; la Bulgaria muove i carri armati; la Repubblica Ceca marchia i disperati con il pennarello (vi ricorda niente?), la Slovacchia accetta solo cristiani, l'Inghilterra è preda del terrore, l'Italia dopo aver seppellito nel Meditarreno migliaia di poveracci fa pena come al solito e specula politicamente su ogni disgrazia. Eppure questi flussi modesti di profughi, se possono creare temporanei problemi logistici nei punti di raccolta, sono un'opportunità incredibile per l'Europa e non un pericolo: forze fresche per un'area in decadenza e con una forza lavoro in diminuzione; esseri umani che dovremmo aiutare anche se la cosa fosse contro i nostri interessi e che invece, per colmo di paradosso, avremmo pure interesse ad accogliere, se solo riuscissimo a ragionare correttamente: senza cuore, ma almeno che giri il cervello. Se proprio la Ue non vuole rinunciare ad agire da bestia, si dovrebbero fare almeno due biechi calcoli di convenienza. Ma il panico impedisce al cervello di produrre esiti soddisfacenti e non ci resta che raccogliere bimbi morti lungo la riva o nella stiva di un barcone o nella pancia di un tir, urlando di paura per l'arrivo dell'invasore che invece è solo un disperato, spesso con moglie e figli, che andrebbe accolto, rifocillato e, nel caso in cui voglia fermarsi, integrato, perchè lui adesso ha estremo bisogno di noi, ma a ben vedere siamo noi ad aver bisogno di lui, se solo allarghiamo la visuale e superiamo la nostra egoistica miopia. Sono pochi, tremendamente pochi. Se ci organizziamo, siamo in grado di accoglierne civilmente venti volte tanti senza nessuna conseguenza che non sia un modesto disagio iniziale. Sono disperati e ci chiedono aiuto: noi li trattiamo come animali infetti. La Ue ha il denaro sufficiente per dare un futuro a questa gente: gente che sarà poi il suo futuro, oggi alquanto fosco. Abbiamo soldi sufficienti per fare le cose per bene, ma ci manca il cuore e l'organizzazione; la volontà di fare il bene e la capacità di farlo bene.

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giovedì 3 settembre 2015

Indignati, ma esattamente per cosa?

Le foto di bimbi morti sulla spiaggia fanno vendere e fanno salire l'indignazione... ma guardiamo tutto da una prospettiva più generale: l'umanità si nutre di sangue da sempre. La violenza, la stupidità, la sete di denaro, di successo, di potere, di sesso, la mancanza di freni morali o di un'etica anche di seconda mano, l'invidia, l'indifferenza, la cecità, l'egoismo sfrenato, il pregiudizio sono i tratti distintivi di questo genere (quello umano), che ha impregnato di sangue tutti i secoli che ha vissuto e che infesta questo pianeta un tempo bellissimo e incontaminato. Combattiamo guerre per motivi ignobili quando non inesistenti, uccidiamo per un orologio d'oro o per quattro soldi nel como' o per una precedenza non data, spacciamo morte e seminiamo dolore e adesso vogliamo far finta di stupirci del fatto che al mondo il 10% delle persone detiene il 90% delle ricchezze, l'uomo sfrutta l'uomo, centinaia di guerre sono in corso, violenze di ogni tipo accadono ovunque e in qualunque momento e ogni mese muoiono centinaia di persone in fuga da una vita impossibile? Vogliamo far credere di stupirci del fatto che giustizia, libertà e uguaglianza non abitano su questo pianetucolo? Su dieci che mi stanno leggendo in questo momento almeno sei o sette sono razzisti, omofobi, violenti, delinquenti, stupidi o tutte queste cose insieme... Non parliamo poi di chi ha deciso di rinchiudere il proprio gia' limitato cervello standard di essere umano, fallibile e comunque sfruttato solo al 10%, in una bella gabbia religiosa o in generale ideologica. Ma fateci il piacere.

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sabato 29 agosto 2015

Intervista a Ottonello


Abbiamo incontrato Ottonello un pomeriggio di agosto, nella sua villa ai Parioli. Ci ha accolti con cortesia nel triclinio, al quale si accede, passando fra due pilastri imponenti, da una sala stupendamente affrescata; ecco aprirsi allo sguardo un patio ombreggiato che dà su uno stupendo giardino all'italiana. Appena entrati ci saluta affabile mentre pilucca pigramente un grappolo d'uva, affiancato da due seducenti e servizievoli schiave. A un cenno del padrone di casa, ci accomodiamo davanti a lui.

D: Ottonello, fra pochi giorni è il suo compleanno, uno degli ultimi prima di quello non banale del mezzo secolo: ottima occasione per fare un bilancio della sua vita, non pensa?

R: ... (pilucca e scherza mollemente la schiava che docile si presta)

D: Ehm... se le chiedessero di sintetizzare la sua vita con alcune brevi pennellate, come affronterebbe la vergine tela?

R: ... vergine, eh, dice?... (rivolto a Domitilla: passami il vino, cara... ) secondo lei c'e' ancora qualcosa di vergine, in giro? ahahahahahahahaha (breve risata volutamente sguaiata e poi rapido ritorno ad espressione seriosa...) ...rivolto a me con sorriso complice e un po' brillo: vuole favorire un sorso di questo nettare delli castelli? sapesse quant'è bono, va giù come il brodo!

D: Be', sì grazie.

R: Dicevamo, scusi?

D: ... Eh, ehm, sì, le chiedo: i momenti che meglio ricorda in questi quattro decenni abbondanti di vita?

R: Dunque, sono felice che mi abbia fatto questa domanda (si dice così, no?), ricordo verso il settimo mese che mi si era impigliato il cordone ombelicale sotto il braccio sinistro, e questo mi innervosiva parecchio, dato che già ero costretto a muovermi in uno spazio piuttosto umido e angusto, tuttavia...

D: Sì, ma, scusi se la interrompo... pensavo a qualcosa di più recente, insomma, non so, il liceo, i primi amori, le prime affermazioni sul lavoro...

R: Ah, certo, comprendo (a Domitilla: ancora vino, su, presto! non farmi aspettare! versa, versa), certo... be', ricordo che il primo giorno di asilo uscimmo io e mamma sotto un diluvio che...

D: No, ma dico: pensando agli anni dell'adolescenza, che sempre sono centrali nella formazione di uno spirito? O comunque a qualcosa di non così lontano negli anni, insomma!

R: Ah, capisco,... insomma, ieri sera mi sono fatto du' spaghi e una frittatina con quattro amici, poi siamo usciti a rimorchiare, ecco quanto!

D: Ottimo, esauriente, grazie. E invece, le chiedo ora: quali valori ha avuto modo di apprezzare, dopo aver percorso un così lungo cammino di vita ed aver sicuramente conosciuto tante persone diverse?

R: Well... ho sempre apprezzato in un individuo la sobrietà, la caparbietà, la bontà, la malvagità, la...

D: Come, scusi? la malvagità? Può spiegare meglio?

R: Be', sì, sa qual è il punto? Che io apprezzo i valori che finiscono in "tà", e quindi...

D: Ho capito, anzi per niente, ma insomma: c'è anche l'onestà, la generosità...

R: Certo, ma anche la malvagità, ne converrà.

D: Sì, come no, capisco (gocce di sudore mi imperlano la fronte, a un cenno di Ottonello Ludmilla mi si avvicina ancheggiando come una che si sia appena slogata le cosce e con un fazzoletto di seta irachena mi asciuga la fronte guardandomi un po' troppo, questa c'ha due occhioni che stendono proprio, li mortacci sua...)

R: Quindi, dicevamo?...

D: Ah, eh (non riuscendo a distogliere lo sguardo dai due metri di gambe di Ludmilla, al che Ottonello infastidito le fa cenno di andar via)... dunque, qual è stato il giorno più importante, più felice della sua vita?

R: Questa è facile! La so! Nel 1991, il mio primo e per ora unico scudet... (si intravende l'ombra di una gonna dietro alla porta a vetri che separa il triclinio dalla stanze più interne della villa), be', certamente il giorno del mio matrimonio! una data indimenticabile... l'8, il 15.... il 24 di settembre, agosto, penso marzo, forse il 32 alle 5 di sera, comunque in primavera, o al massimo autunno, tardo autunno, in ogni caso era un giorno di festa, adesso non saprei, comunque lo scude..., ehm, le nozze, senza dubbio!

D: Bene, bene, è quello che le nostre lettrici si aspettavano di sentire. Molto bene... e, mi dica: come mai un solo figlio, lei che si dice adori i bambini?

R: Ma saranno cazzi mi... cioè, un solo figlio dice eh? ah, sì, bè, certo, intende di ufficiale eh (fa l'occhiolino, inguardabile l'espressione sgangherata che addobba il suo volto), mah, insomma, le pare questo un mondo che inviti a mettere al mondo povere creature? la violenza, l'egoismo, le guerre, l'inquinamento, e poi non è che ti si può rompere il guantino due volte in una vita no? sarebbe davvero una sfiga da pau.. cioè, il controllo delle nascite è importante, denota l'uomo responsabile. Come diceva quello spot? La prova d'amore la deve dare lui no? ahahahahahah (a momenti si strozza con l'acino, adesso tossisce per cinque minuti, poi Domitilla gli porge un calice di vino e anche due rotondità difficilmente mimetizzabili, non ricordavo schiave così procaci nei film dell'antica Roma)

D: Dunque, Ottonello, non posso non chiederle se rifarebbe tutto quello che ha fatto, insomma, se la sua serenità è a volte rigata da qualche rimpianto (so' poeta eh?)

R: Ma rigata sarà tua sorel... ehm, dunque, mi lasci pensare... be', in verità sì, se ripenso a quella punizione dal limite al settantanovesimo della ripresa, senza dubbio se fossi partito prima l'avrei presa, invece si infilò nel sette e addio coppa... ma ero coperto, e poi sono cose che capitano, se lei gioca a calcio mi capirà

D: Intendevo un rimpianto più bruciante, per quanto una coppa, capisco...

R: Ah, ok, eccone un altro che del calcio nun je frega nulla, va bè... da piccolo volevo fare il papa, sa? mi affascinava la possibilità di sparare sciocchezze sesquipedali vestito da donna e senza che mamma ti tirasse un ceffone perchè te stai a sporgere troppo dalla finestra... poi la concorrenza era forte, e il posto a vita... ho rinunciato e ho aggiunto l'accento e adesso faccio il papà...hahahahaha a parte gli scherzi, tutti a dire che volevano fare il pompiere, ma tutti eh? ma dico io, che è sta mania? se davvero poi tutti l'avessero fatto, adesso avremmo pompieri anche nel letto (... si lo so Domitilla che a te la cosa non dispiacerebbe...), e i piromani sarebbero fottuti, invece poi da grande il pompiere non lo vuol fare nessuno, come le bimbe: da piccole tutte pentolini e padelline, poi da grandi manco un uovo sodo te fanno, ibbola!

D: Ibbola? What is "ibbola"?

R: Si, lasci stare, io ho viaggiato, caro il mio, so le lingue, cosa vuole, a volte penso in inglese mentre parlo in italiano, a volte bestemmio in turco, a volte mi salta fuori il massese... parlo molte lingue, purtroppo tutte insieme e nessuno ci capisce mai un caz..., niente insomma.. eh eh Gradisce ancora del vino?? Belandi quant'è bono eh? Domitilla, vino all'ospite, ma non te chinare troppo eh che gli fai saltare la vena a sto' povero figliolo eh? ahahahahahahahaha (davvero insopportabile questa risata tutta disordinata)

D: Dunque... ancora qualche domanda poi la lasciamo ai suoi ozi romani...

R: Che fa, allude?

D: Eh? cioe'?

R: No, dico, ma come si permette, l'ozio padre dei vizi, eccetera, ma cosa dice? Io sono una persona molto attiva, pensi che spesso l'uva la mangio da solo, quando Domi e Ludmi sono stanche...

D: Sì sì, certo, non intendevo, mi sono espresso male...

R: Uhm...

D: Insomma, il sesso senza amore è sesso o amore?

R: De che????

D: Sì, insomma.... (riprendo a sudare, ma della serva bona non c'è traccia) il sesso senza amore è squallido sesso o è sempre anche amore, un pò?

R: Ah bello, ma tu una donna da quant'è che nun la vedi? è merce che non tratti più? ihihihihi scusa se mi impiccio, ma fai certe domande del belino... comunque, il sesso con l'amore eh? ma dico io, che c'entra l'amore con il sesso??? (la solita ombra dietro la vetrata...) e come no??? il sesso senza amore è brutto, bruttobruttobrutto, certo che de sì, mai fatto sesso se non volevo sposarmela, sono una persona seria eh! (e poi, sottovoce) mai fatto sesso se non volevo ... spassarmela! ehehehehehehehehehe (solita risata da suicidio rituale, e poi sorsone di vinello e palpatina alla Domi)

D: Si dice che lei ami leggere, è vero?

R: Certo che sì, ma per chi mi hai preso? Solo che io già scrivo tanto, non posso pure leggere, ma de che? devo da fare tutto io qua? Comunque io leggo e rileggo!

D: Capisco, non si accontenta di una prima lettura, d'altra parte di un classico ad ogni lettura si scoprono nuove sfaccettature, nuovi scenari...,

R: Ma de che, aho? Leggo e rileggo e rileggo, perchè alla prima non capisco gnente!... ahahahahaha Leggo e bestemmio!

D: Ehhh? perchè??

R: Quando leggo le bollette, sentissi che roba tiro giù...

D: Le bollette, dice... ma i classici? preferisce i classici o i moderni? il romanzo dell'800 o la narrativa degli anni duemila?

R: ma, non saprei... cosa costa meno?

D: Lo sport! ecco cosa!

R: Lo sport costa meno?

D: No, no.... dicevo: lo sport! Adesso la vedo appesantito, ma sicuramente negli anni ruggenti avrà brillato in alcune discipline fra quelle che vanno per la maggiore, ce ne vuole parlare?

R: (bicchiere colmo in mano e sguardo luccicante e opaco) A parte che appesantito ce sarai te, bello de mamma, che voi sape' degli anni urgenti?

D: "anni ruggenti".... quand'era sulla cresta dell'onda... ci parli dello sport praticato....

R: Ma io non sono praticante, i preti me li magnerei tutti, so' magnapreti, le suore invece nun sai cosa je farei, ce ne sta una qui ai Parioli, alta e secca, biondina, mamma mia, che quando la vedo je dico sempre ah bon...

D: Ottonello! per favore! lasci stare le suore... gli sport, dicevamo...

R: Ah sì, be' ho giocato a pallacanestro, pallamano, pallavolo, ma du' palle... poi a calcio, bello questo, annnavo forte, me credi? ero er furmine della fascia, poi mi sono stufato, spesso nella mia vita mi sono stufato, per esempio adesso, ma quando finisce 'sta intervista?

D: Ottonello, siamo alla fine di questa intervist...

R: Ma no? ma di già? ma dai!!!! Che sfiga però! (fiuuu, Giulio Cesare ti ringrazio, 'sto supplizio sta per finire)

D: ... e vorrei chiudere con una domanda di carattere più generale...

R: Ma sì, figliolo bello, c'hai ragione... annamo sul generale, basta parlare di me, sempre di me... parliamo un po' di te: tu, cosa pensi di me? ahahahahahahahahahah (....)

D: Ehm, mah!... dicevo... quali sono secondo lei i mali di questo mondo? Cosa eliminerebbe, se potesse, fra le grandi problematiche che affliggono l'umanità?

R: friggono cosa?

D: "affliggono"

R: ah.... e parla come magni, no? Anvedi questo .... ha fatto du' esami all'università e se crede Zichico... Dunque, a me piacciono i mali dell'umanità...

D: Ehhh???

R: Cioè, volevo dire, mi piacerebbe eliminare (altro bicchierozzo delli Castelli), eliminare l'umanità...

D: Ehhh????????

R: No, i mali, i mali, eliminare i mali dell'umanità. I mali.

D: Ah, ecco, me pareva...

R: Ahò, damme tregua, ah bello.... dunque, eliminarli si diceva, perchè so' tanto brutti questi mali, eeeehhh.. non trova anche lei?

D: Sì, certo, ma quali sono, secondo lei?

R: Senti, ma capìmose... te devo da dire sempre tutto io eh?

D: ?

R: Quali sono... be', la fame nel mondo, la fama nel mondo,

D: ???

R: Aho', guarda che anche essere famosi è due cogli*oni belli eh?

D: Sì, ho capito, ma qui bisognerebbe volare più alto...

R: Volare, dici eh? Ma io piglio sempre il treno, non me fido dei piloti d'aereo, metti che becco un tedesco depresso eh! ihihihihih Comunque.... i mali dici eh? volare alto, eh? (piccolo singhiozzo da rosso delli Castelli)... dunque, i problemi de noi umani...la fame sulla Terra, ma anche sulla Luna o su Marte, se ci fosse la fame pure là, eh, non voglio sembrare razzista...

D: (ma che c'entra, dico io...)

R: ... e poi le guerre, mamma le guerre, quante ce ne sono ancora, e l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e.. del vino (oh, anche il vino conta eh), e il disboscamento (se dice così no?), e poi il fatto che tutti gli anni a luglio vai al super e non si trova più un ventilatore, porca zozza, e poi le rotonde a doppia corsia, la fame nel mondo...

D: gia' detta! già detta!

R: oddio, e che so', squalificato adesso? ahahahahahahahahaghahahha

D: ....

R:... e l'effetto serra, il buco nello zono, e l'indifferenza, ahò, quella è grave, l'indifferenza è una brutta piaga, mo' te spiego perchè, tu ce stai a provà con la gran gnocca del piano de sotto e quella, nahhhh, manco te caga de striscio, fa l'indifferente... è brutta l'indifferenza, sà? Te riga dentro!

D: Ma che c'entra... su Ottonello, si concentri...

R: Ma non m'hai dato le cuffie come da Carlo Conti ahahahahahaha... dunque, il buco nello Zono (è maiuscolo Zono, no?), e poi anche che la sera non se trova mai parcheggio, e che Scai Sport costa troppo!

D: Bene, bene, vedo che ci siamo riusciti eh?....

R: Che credevi aho', mica son scemo! Ho solo bevuto du' sorsetti (Domitilla, versa... versa!)

D: Ok, cari lettori, l'intervista finisce qua, presumo non sia il caso di chiedere a Ottonello da dove viene e dove sta andando, almeno dove sta andando lo si capisce, verso una bella sbornia ehehehe

R: Ah bello, ma ce lo sai che mi stai simpatico 'na cifra? Quanto sei pulitino e smortetto, e datte una svegliata porco cane! e fatti un altro bicchiere, dai: Domitilla, vino al ragazzo... e fatte tocca' un po' dai, che porello questo non vede una gnocca da decenni me pare, eh daiiiii facciamo una bella cena elegante stasera... eh, ce vieni? ce vieni? eh dai, una bella cena elegante, dai! facciamolo!!!!!!

D: ....


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domenica 23 agosto 2015

Le mamme di oggi


Oggi le mamme non sanno più sacrificarsi. I babbi nemmeno ma loro non hanno mai saputo farlo più di tanto. Come tutte le generalizzazioni, anche questa conosce eccezioni, ma centra l'essenza del problema, che poi è il nostro scopo.
Per oggi intendo l'epoca attuale, paragonata a quelle precedenti, in particolare agli anni '50-'70 (un'altra epoca che conosco bene, oltre a questa).

Una volta se decidevi di mettere al mondo un figlio sapevi che la tua vita sarebbe cambiata e la tua vita cambiava effettivamente. Se pensi che questo cambiamento, tirate le somme, dia un totale negativo, perché diavolo fai un figlio? E se lo hai scoperto a tue spese dopo il primo, perché raddoppi o triplichi? Non riesci a controllarlo?
Il totale è positivo, ma il quadro cambia come dal giorno alla notte, e tu non sei preparato a questo, mio caro. Acquistare un condom no, che fa perdere di sensibilità (ma de che?) o che vuol dire che allora lui mi considera una di quelle (neuroni difettati), ma fare un figlio e poi annaspare per dieci anni quello sì, vero? complimenti. Continua con il coito interrotto, equivale grosso modo a un guantino rotto, ne ha messi al mondo più lui che l'ostetrica più instancabile.
Nasce una creatura che ha bisogno di te 24 ore al giorno e di cui ti dovrai occupare massicciamente per i primi vent'anni, tendenzialmente per sempre. Non hai più il tempo libero che avevi prima, se poi lavori fuori casa non ne parliamo. Devi dire addio alla vita di prima fatta tutta di uscite con gli amici, disco, cinema, scampagnate, shopping, notti bianche, raid in moto, concerti e happening, cene e cenette. Certo, qualche volta uscirai, ma dovrai organizzare bene la cosa ed essere pronta ai più imprevedibili imprevisti dell'ultima mezz'ora capaci di far saltare un progetto di giorni; qualche volta potrai lasciare il bimbo ai nonni, o al marito, o a una baby-sitter, ma quel che prima era norma ora diventa eccezione. Conquistare due ore di libertà al giorno adesso è un'impresa, prima era la tua vita.
Non puoi pretendere di portare il bimbo piccolo a teatro, in disco, alla notte bianca o comunque sempre con te: ha le sue esigenze, deve mangiare a una certa ora, fare la cacca, andare a dormire presto, non parliamo poi delle coliche dei primi mesi, delle febbriciattole dei primi anni, dei vomiti in auto, dei capricci che sono sempre in agguato e che a volte durano decine di minuti e per fronteggiare i quali, in pubblico, hai sempre poche armi a disposizione. E delle sue esigenze, che non sono propriamente quella di godersi Ibsen o gli One Direction a 100 decibel o i fuochi d'artificio alle undici della sera in mezzo a una calca immane e immonda.
Ma tu, quando decidi di fare un figlio, devi sapere che la vita è un percorso a fasi e adesso ne comincia un'altra, fatta di gioie e sacrifici prima sconosciuti, ma diversissima da quella precedente tutta ca*zatelle. Una cenetta con le amiche prima era la base, adesso una perla settimanale. Un aiuto da tuo marito e due ore di libertà sono il paradiso, prima un riempitivo fra il nulla e il niente.

Chi ha compreso bene questi concetti? Quasi nessuno, diciamo 1 o 2 persone su 20 ad essere ottimisti.
Oggi le mamme fanno un figlio, o due, o tre, ma non vogliono rinunciare a niente, compreso il mare a palla d'estate o la crociera in capo al mondo. Portano il figlio ovunque, o lo mollano a chiunque (nonni in primis, che sono nonni e non genitori, hanno altre età, e un motivo ci sarà no?). Se lavorano, a maggior ragione, come fanno a rinunciare a qualche occasione sociale? E se lavorano in casa, come si può star sempre ad accudire i figli senza mai potersi divertire un pò? Tenuto conto che i mariti in genere sono poco collaborativi o comunque, se anche lo fossero, lavorano otto ore al giorno quindi la sera sono distrutti come e più delle mamme e poi, in genere, molti non sanno neppure interagire con pargoli sotto gli otto anni, ecco che il quadro si fa completo e ha pure una bella cornice.

Il punto è che se hai un figlio non è che devi murarti viva in casa, certo che no, ma devi prendere atto che tante ca**ate non le puoi più fare. Quel che era consuetudine, adesso diventa conquista; quel che era dovuto e poco goduto, adesso e' sudato e molto apprezzato. Allora, portare il mare al figlio tutti i giorni e per tutto il giorno, specie se e' piccolo, e' assurdo; portarlo alla notte bianca o a vedere i fuochi o sempre in giro di qua e di là, per monti e per mari, anche di notte, non ha senso. Portarlo al ristorante e tenerlo al tavolo per ore e' ridicolo, così come eventualmente rovinarsi la cena e rovinarla ad amici e clienti per via dei suoi ciclopici capricci. Puoi farlo una volta, ma deve trattarsi di una volta.
Parlo dei bimbi piccoli, con particolare riferimento alla fascia 0-2 anni, anche se molte cose che scrivo valgono pure per chi di anni ne ha 3, 4 etc.
Devi cambiare vita: adesso sei mamma (o babbo). La vita ti è cambiata, ma tu spesso sei rimasto sempre il deficientello di prima.

Tutto questo vale anche per gli uomini che sono tutto birrette, calcetto, palestra, motoretta e automobile, Champions League e videogame, brico e giretti, etc: si rientra a casa ad aiutare la moglie e magari a darle un'ora di libera uscita, anche se accudire il figlio dopo un giorno di lavoro e' sicuramente massacrante: ma necessario, dato che lo hai messo al mondo. E comunque bello, aggiungo.

Se vuoi godertela alla grande, non fare un figlio prima dei 35 anni (farlo dopo i 40 ha conseguenze negative di altro tipo), strizzati come un limone, prova tutto e più volte, poi però metti la testa a cassetta, oppure non farlo proprio e così risolviamo la questione alla radice.

Un bambino ha bisogno di prendere aria ma anche se non esce tutti i giorni cresce bene lo stesso, specie se fuori fa freddo o c'e' un sole spaccapelle; ha bisogno di interagire con i suoi simili ma non ha senso portarlo la sera in giro dicendo che così si diverte (sei tu che vuoi divertirti) o mollarlo sempre dai nonni, che spesso finiscono per crescerlo più di quanto non faccia tu. Va bene ogni tanto un po' di tv, altrimenti il genitore finisce dritto alla neuro, ma il ragno non deve avere il tempo di tessera una tela fra il musetto dell'infante e lo schermo del tivi'... Un bambino ha soprattutto bisogno di pace e amore, di un'educazione equilibrata e, ok, di stimoli nuovi, ma non quelli dello shopping del sabato sera o dell'apericena con amiche schiamazzanti e struscio sabatino sesquipedale. Valgono più due ore al parco con gli amichetti, anche ogni due o tre giorni, che tutte le sere passate fra apericena e boiatine adolescenziali. Il bimbo deve dormire molte ore, e non deve coricarsi a mezzanotte, nè svegliarsi alle dieci; ha bisogno di orari regolari e di una vita stimolante ma tranquilla. Il sole ammazzapelle del mare di luglio e agosto fa solo male. Inutile che camuffi per sue esigenze le tue esigenze di ragazzo o di ragazza non cresciuta.

Oggi invece vedi mamme che portano i figli ovunque e non rinunciano a nulla. Si vantano, come a dire: sono in grado di portarlo con me ovunque, riesco a fare tutto, e lui si diverte. Dovrebbero invece vergognarsi: sono incapaci di calarsi nella nuova realtà, che hanno scelto.
Sui babbi mi sono dilungato meno, ma qui il caso e' ancora più disperato, perché se su 100 mamme 95 si occupano tanto del figlio (con tutti gli errori citati, magari), su 100 maschi a occhio ne vedo 20 che si dan da fare, e di questi 4 o 5 che valgono più di una mamma; sugli altri meglio non pronunciarsi: fanno meno errori perché fanno meno.

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venerdì 21 agosto 2015

Sei mesi al gabbio per un ceffone


Il caso del babbo che, esasperato per il torrone che ha messo su il figlio (12 anni) che da un bel po' urla e strepita come un ossesso perchè quel giorno non vuole seguire i genitori ma vuole "uscire da solo", gli molla un ceffone e, intervenuta la polizia su segnalazione di un vicino, si becca una denuncia e rischia sei mesi di galera, è curioso. Dice: c'e' una legge, va rispettata. Giusto, anche se pure quella razziale era una legge, e col cavolo che io l'avrei rispettata, all'epoca. Dice: i figli non vanno sfiorati: giusto. Chi lo dice offra però un'alternativa valida al sano ceffone in casi come questo; astenersi preti o chi ancora non è babbo o illusi o figli minorenni. Dice: lascialo uscire. A 12 anni? E se succede qualcosa? E anche se non succede, ti pare una scelta possibile?
Ora, il ceffone sarebbe da evitare. Ma a i nostri tempi ha mai ucciso qualcuno? No, ha fatto solo del bene. Parlo del ceffone educativo, terapeutico, occasionale, di quello che te lo strappano proprio via dalle mani quel giorno che proprio il capriccio si incacrenisce fino ad arrivare all'ossesso, non delle violenze sistematiche, gratuite, immotivate o esercitate per ogni nonnulla etc: è bene precisare perchè altrimenti qualche genio fra chi mi legge che decide di saltar su lo trovo di sicuro.
Ci si concentra sulle famiglie in cui si commettono violenze fiiche o psicologiche sui figli, e si fa bene, perchè di casi ce ne sono eccome, anche perche' filiare possono quasi tutti,ma bravi genitori lo sono in pochi. Ma non ci si concentra sul 90% delle famiglie restanti: in queste, e' spesso il genitore a subire violenza dai figli.
Certo, in quel caso anzichè il ceffone, se proprio il figlio aveva sbroccato al punto da urlare in modo tale che un vicino si è allarmato (...), occorreva cercare di farlo ragionare e semmai pacatamente minacciare le sanzioni del caso (la via che preferisco: esposizione chiara e ripetuta delle regole, punizione severa in caso di violazione, con spiegazione del motivo, stile arbitro di calcio inglese insomma, e nessuna pietà); ma in certe situazioni occorre trovarcisi.
Curioso come in una società in cui se ti stuprano sul bus a mezzogiorno nessuno fa una piega e, dopo, quando la polizia cerca testimoni, trova solo persone sorde e cieche, trovi un vicino che, sebbene poi tutti ammettano che trattasi di famiglia per bene, quel giorno si fa i cazzettini degli altri e chiama la polizia per un capriccio per quanto drammatico del mocciosetto: a volte la vita è strana.
Dai, diamogli sei mesi di carcere duro!!! Anzi, togliamogli il figlio e diamolo... alla coppia dell'acido!
In Svezia, dal 1979, se ti beccano a dare una carezza educativa al pargolo che a 12 anni pretende di fare il viveur ti staccano la testa sul posto e la consegnano a tua moglie avvolta nel cellophane, quindi in Italia ti va ancora di lusso.
O tempora o mores, diceva quel tale.

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