Non voglio cambiare operatore di gas, luce, telefonia, né assicurazione, banca. Sono un tipo abitudinario: mi piace farmi derubare dalle stesse persone, ché poi cambi e non sai in che mani ti trovi.
Non voglio vendere oro, né approfittare delle sconvolgenti promozioni di un qualsiasi grande magazzino, e nemmeno fare test gratuiti dell’udito, della vista e di chissà cos’altro (...) o approfittare della promozione due occhiali al prezzo di uno per chi ha passato i cinquanta. Né voglio vendere la mia auto vecchia a chi, poco selettivo, si dice disposto a comprarne di qualsiasi tipo o sottoscrivere abbonamenti a quotidiani e periodici servi del potere dominante, e neppure, direi, partecipare a raccolte fondi o iniziative di beneficienza per gli orsi spelacchiati del Polo o per la lotta a una delle duecentomila malattie che ci decimano da secoli senza che nessuno abbia mai trovato un rimedio.
Parimenti non ho bisogno di una qualsivoglia religione, avendo per fortuna un’etica in buono stato ed essendo perfettamente in grado di fabbricarmi illusioni poderose in proprio.
Infine non cerco amori della vita, né amici per la pelle: quanto al primo punto ho già dato e, come dire, l’impresa è tale che è bene che venga in qualche modo portata avanti senza distrazioni; quanto al secondo, l’amicizia è un concetto bello ma ancor più infido dell’amore, che almeno si può nutrire, nei momenti di magra, dell’impulso animalesco definito correntemente come sesso, e io ritengo di avere pretese forse eccessive (o così normali da sfiorare la stravaganza?) e che comunque già hanno avuto il loro poco fruttuoso confronto con la meschinità del reale.
Per tutto il resto, parliamone, ma a distanza e/o con mascherina.
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