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lunedì 29 giugno 2020

Non sono superbo, né prolisso, né montato, anche se posso sembrarlo


Non mi piace passare per superbo. Perché non lo sono.
Del resto dico sempre che non ho talenti specifici, e che sono più orgoglioso delle mie idee (meravigliose) che dei miei talenti "pratici" (pochi).
Sintetizzando: posso imparare a fare moltissime cose, questo sì, ma di mio mi considero un minimo capace solo in tre o quattro cose: bimbi, scrivere, precisione, organizzazione. Non mi pare superbia, mi pare autolesionismo!
Non ricordo post in cui parlo bene di me senza scherzare: ma qualcuno ci sarà...

Non mi piace nemmeno passare per sprezzante o cinico. Perché non lo sono (cinico forse un po' sì). Ma siccome sono riservato, e secco e sicuro quando dico la mia, ci sta che ciò accada.

Tuttavia quando io scrivo un post di 50 righe, voglio farlo.
Quando lo faccio di 3-10 righe (sono la maggioranza), voglio farlo.
Sono scelte.
Ci sono cose che per essere spiegate bene richiedono più parole. Perlomeno a me. Usarne meno equivarrebbe a essere più fraintendibili o meno chiari o non esaustivi.
Ce ne sono altre invece in cui essere secchi aumenta l'efficacia, o sulle quali non ho molto da dire.

Scrivo moltissimi tweet (hanno un tetto di caratteri), qualche haiku, pensieri brevi, aforismi, citazioni altrui, battute. E su dieci miei post o commenti a condivisioni generalmente almeno 7 o 8 possono definirsi brevissimi o medio-brevi. Poi ci sono anche testi più lunghi, ma difficilmente i più lunghi richiedono più di qualche minuto di tempo per essere letti. E, notiziona, non vi è obbligo di lettura.

Fra i libri che riposano nel mio cassetto, accanto ai sogni e alle mutande, non ce ne sono di superiori alle 200 pagine.

Questa NON è la risposta isterica e mascherata a un'osservazione che mi è stata fatta da una persona cara che, anche se non frequento, conosco da tantissimi anni, perché quando io voglio rispondere a una persona ho l'abitudine di farlo alla persona stessa direttamente; semplicemente, fra tutto quello che io scrivo in un giorno vi sono anche cose che sono ispirate da quello che mi accade e questo post è una di queste.

Avrei potuto scrivere questo post con meno caratteri?
Certamente sì. Ma non sarebbe venuto così bene, a mio giudizio.
Avrei potuto scriverlo usando più caratteri?
Eccome, soprattutto se non avessi il dono della sintesi, dono che invece ho, ma semplicemente decido scientificamente di non applicare In alcune circostanze.

Sono permaloso? Poco
Polemico? Un po'.
Bugiardo o traditore/scorretto? No.

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domenica 28 giugno 2020

Rileggere aiuta

Se tu commenti un post di utente facebook con notevole seguito e osi farlo scrivendo ben sei o sette righe, in un discorso articolato e ragionato, con magari con qualche subordinata, ecco che almeno otto persone su dieci non capiranno nulla, anzi capiranno l’opposto. E, sdegnate, di quello sdegno che ti irrita perché deriva da incapacità di capire il comprensibile, ti attaccheranno. Ci sarà un diluvio di pregiudizi e stereotipi, un’esondazione di luogi comuni; una carneficina di buon senso, un festival dell’orrido e dell’idiota.

Il problema tuttavia non è mio. O perlomeno, lo è nella misura in cui continuo a illudermi che la comprensione di un testo scritto di media difficoltà sia alla portata di quasi tutti. In fin dei conti prima di vergare una risposta idiota esisterebbe sempre la possibilità di rileggere due o tre volte quel che non si è capito e semmai, persistendo la nebbia, di lasciar perdere.

Perchè se essere poco chiari non è un difetto odioso, offendere perché non si è compreso lo è. E comunque io poco chiaro non sono.
Preferisco passare per poco modesto, piuttosto che per poco chiaro essendo invece in grado di scrivere opinioni perfettamente comprensibili.

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venerdì 26 giugno 2020

Due domande all’onorevole Riccardi

Attendiamo di sapere dall’onorevole Riccardi cosa in particolare l’abbia convinta a passare dal Movimento 5 Stelle addirittura direttamente alla Lega, soprattutto in questa fase in cui il Movimento ha, dal Governo, ben gestito la crisi più grande degli ultimi 75 anni e la Lega ha, dai banchi dell’Opposizione, dato pessime e assolutamente vergognose prove di sé, confermando vieppiù la sua ineadeguatezza a salvare un Paese che ha fattivamente contribuito ad affossare con le politiche di questi ultimi decenni.

Attendiamo di conoscere nel dettaglio le motivazioni, se l’ha stregata la capacità di Salvini di affrontare il Covid19 digitando su Twitter, o la sua nonchalance nell’ingurgitare ciliegie durante la drammatica conferenza stampa di Zaia, o la estrema competenza e abilità amministrativa dei politici lombardi, o chissà cos’altro, e dove siano finite tutte le sue idee che l’avevavo portata a farsi eleggere due anni fa appena nelle file di un Movimento che persegue obiettivi in gran parte diversi da quelli della Lega ExNord e che comunque, pur in presenza di qualche punto di contatto (quelli su cui è sopravvissuto a fatica il governo naufragato al Papeete) ha una visione delle cose del mondo quasi opposta.

Ce lo deve, per amore di chiarezza, per tacitare chi già fa illazioni, chi parla di vitalizi etc, e per spiegare anche perché uno che cambia idea radicalmente in questo modo (legittimo ma stranissimo) non decida invece, per coerenza e trasparenza, di dimettersi rinunciando al Parlamento e ai relativi emolumenti, dato che è stata mandata lì da Lucio per fare bianco e adesso starà lì nelle file del partito votato da Piero per cercare di fare nero. Chi lo spiega ai Lucio di questo Paese?

Si può cambiare idea? Sì.
Si può farlo in due anni? Forse sì.
Si può passare da una posizione a una radicalmente opposta o quasi? Uhm...
Si può farlo senza spiegare nel dettaglio e in maniera convincente e fondata il perché? Uhm...
Si può nonostante questo restare in Parlamento, guadagnare i soldi pubblici (non pochi) per condurre le battaglie a cui è contrario l’elettore che lì l’ha mandata due anni fa? Io dico di no.

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Santa Azzolina non fa miracoli

Nel primo anno scolastico post Covid19 (vale a dire dopo la più grande emergenza che l’Italia abbia dovuto affrontare negli ultimi 75 anni) si chiede ad Azzolina di predisporre un piano INNOVATIVO (non ci siamo mai dovuti confrontare con simili problemi), efficace e che accontenti tutti (cosa notoriamente impossibile) e di risolvere nel contempo i giganteschi problemi della scuola che si trascinano da decenni e che nessun ministro prima di lei (non grillino, quindi competente, eh eh) è riuscito mai nemmeno lontanamente a fare. E tutto questo in 3-4 mesi.
Siccome si chiede una cosa folle, e non la si avrà, è legittimo attaccarla, e anche offenderla: è donna, è vero, e oggi non si potrebbe, ma è grillina, uno stato che si pone al di là del sesso e legittima le peggiori porcate dei peggiori media di questo Paese, immerso per tre quarti nel fango.

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Abolire il contante


Il contante fa comodo solo a chi evade, a chi corrompe e si fa corrompere, ai mafiosi e ai delinquenti, a chi fa lavorare in nero.
Abbassare il tetto del contante aiuta, ma effetti notevoli si avrebbero solo eliminando il contante (o ridicendolo a valori infimi e rendendolo meno conveniente).
Se tutto è tracciato, i furbetti ce l’hanno dove si sa.
Certo, rimarrebbe qualche porticina aperta, ma come dice Gabanelli qualche furbo ce la farà sempre ma intanto chiudiamo casa con una buona serratura, poi si vedrà.
Il contante non sarà mai eliminato, perché ai potenti un canale su cui far veicolare le zozzerie serve come il pane. Già oggi vediamo le resistenze che si levano quando si parla di abbassare il tetto (cosa che il governo Conte sta meritoriamente facendo, adesso 2000 euro, già prevsito il tetto a 1000).
La scusa “ma poi gli anziani come fanno” è idiota: con le social card (ridicole) ce l’hanno fatta, quindi ce la farebbero eccome.
La scusa “eh ma le commissioni bancarie” è stupida: c’e’ il modo di risolvere il problema.
La scusa “eh ma così freghi chi campa di lavoretti e chi chiede l’elemosina” ha un senso, ma si possono trovare agevolmente i rimedi. Senza contare che nell’ottica del reddito universale di base (inevitabile approdo di un percorso cominciato con Rei e Rdc) il problema nemmeno si porrebbe.
Oggi abbiamo 190 miliardi di sommerso.

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giovedì 25 giugno 2020

Siamo umani, è tutto


Alla fine, se ci pensate, è sempre il solito meccanismo.

Quando la tempesta ci colpisce in faccia, e infetti e morti crescono vertiginosamente, e ci ritroviamo improvvisamente chiusi in casa in compagnia dell’angoscia per il presente e per il futuro (Mi ammalerò? Morirò? Quando finirà? Perderò il lavoro?), il problema lo abbiamo ben presente: ci pensiamo giorno e notte, la tv non fa altro che parlarne, il problema investe la nostra vita, è la nostra vita, lo trovi sui giornali, nei programmi della mattina e del pomeriggio, sui social, ne parli con parenti e amici, ne scrivi, ne sogni.

Poi passano i mesi e il trascorrere del tempo, unito a un andamento delle curve decisamente migliore in molte regioni (ma non perfetto e non in tutte), fa sfumare quell’attenzione che per me due mesi è stata una fissazione.
E quindi, adesso, il mese di marzo e quello di aprile ci sembrano lontani, ci pare impossibile che i nostri figli non vadano a scuola da inizio marzo, ci siamo abituati anche alle paranoie della spesa alimentare e (quasi) all’odiosa mascherina, e degli altri Paesi (Usa, Brasile, India...) ancora alle prese col virus e con numeri drammatici ci interessa così poco...

Tutto questo è umano.
Forse siamo già rassegnati a un secondo lockdown in autunno, o forse ci illudiamo che non avremo più problemi.
La memoria corta e l’istinto di vivere hanno sempre il sopravvento, quando si parla di esseri umani.
Siamo così perfetti, così meravigliosi e sorprendenti, ma anche così stupidi, così meschini, così prevedibile e banali.

#sarsCov2

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martedì 23 giugno 2020

Fango su carta



Che l’informazione in Italia sia gestita da incompetenti al soldo di questo o di quello è noto.
Non si fa nulla per rimediare a questa vergogna, che da sola è causa di tanti problemi, anche insospettabili. E’ il classico caso di magagna risolvendo la quale andrebbero a posto molti altri tasselli, da soli.
Pensate solo a quello che è accaduto qualche giorno fa: il 95% dei giornali e dei media in genere ha pubblicato, senza fare una sola verifica (o decidendo di non farla) una notizia su Casaleggio Senior e sul M5S assolutamente falsa, basata su un documento che appare subito come taroccato. E, anzi, lo ha fatto spacciandola come vera, e nei giorni successivi ha cercato di contestualizzare la bufala, anziché cercare di individuarne gli autori.
Un giornalista non si comporta così. Un servo senza dignità sì.
Una notizia del genere avrebbe dovuto essere presentata senza clamori e mettendone in evidenza le palesi incongruenze, non strombazzandola per vera omettendo di analizzarne le specifiche.

Chi si informa male, pensa male e decide male. Non ha gli elementi corretti per poter decidere, gliene mancano alcuni e ne ha sottomano di fasulli: ecco quindi che le nostre vite risultano falsate, eterodirette.
Occorre agire per eliminare questo inquinamento delle idee, che ha conseguenze gravissime.
Non tutti sono in gradi di distinguere un giornale affidabile da uno che propala scientificamente fake news e il cui unico scopo è quello dis ervire una parte politica danneggiando in tutti mofi quella avversa. Non tutti sono in grado di accorgersi se una notizia è vera o fasulla.
Lo Stato deve agire nell’interesse di tutti e aprotezione dei più deboli, e questo vale nel campo della sanità, in quello dell’istruzione e in quello dell’informazione.






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lunedì 22 giugno 2020

L’avidità è miope

Affamate gli operai, sfruttate gli operatori dei call center, usate senza ritegno i contratti a termine, costringete al part time padri di famiglia, negate ferie e malattia, fate firmare in anticipo lettere di licenziamento in bianco, tiranneggiate il lavoratore, imponete orari ferrei a chi dovrebbe potersi gestire per legge, prendete per il collo le partite iva, licenziate non appena il mercato vi dice culo, ricorrete al nero, disponete delle persone come se fossero cose.

Poi le vostre cazzo di lavatrici, le vostre cazzo di auto, i vostri cazzo di profumi ve li comprate fra di voi, cavasangue idioti, prenditori senza arte nè parte, sanguisughe stataliste.

#AnalisiEconomica #VersioneDaSalottoPerBene



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mercoledì 17 giugno 2020

L’ennesima menzogna spacciata per notizia


Ogni tanto posto uno dei motivi per i quali da anni e anni non acquisto quotidiani se non il Fatto.
Ne ho postati già tanti...
Oggi un altro, dopo i mancati riferimenti alla situazione delle cliniche di Angelucci da parte dei giornali di proprietà di ... Angelucci (Tempo e Libero).

Dunque.
Il Fatto chiede un normale prestito bancario. Lo chiede perché, data la situazione post pandemia, teme ritardi nei pagamenti da parte dei debitori. E non può permettersi sbilanciamenti nei flussi di cassa. E’ un prestito chiesto a scopo precauzionale.
E’ un banale prestito, chiesto a Unicredit, come quello che chiedono migliaia di aziende.
E’ disciplinato da una legge del 1996, che lo fa garantire dal Medio Credito Centrale.
Essendo un prestito, fra l’altro, verrà restituito, come tutti i prestiti classici.

Sui giornali (Libero, Il Riformista, ll Giornale, Dagospia, Porro, Feltrini e perfino Lucia Annunziata) questa notizia diventa la solita fake news buona per attaccare un giornale (il Fatto) scomodo e in grandissima salute (recente boom di abbonamenti). Si dice che il Fatto ha ceduto e prende finanziamenti dallo Stato, o meglio: sfrutta l’aiuto di Stato del Decreto Liquidità. Ed e’ una balla evidente.
Stupisce che giornalisti seri si macchino di azioni così stupide. Stupisce meno che lo facciano certi giornali senza credibilità.

Il Fatto non ha mai preso e non prende finanziamenti pubblici, al contrario di altri giornali che, senza i nostri soldi, chiuderebbero in due ore, non avendo lettori sufficienti per stare in piedi. Radio Radicale vive di soldi pubblici, Fca prende prestiti garantiti dallo Stato e ha sede all’estero, e ha succhiato miliardi su miliardi allo Stato in questi decenni sotto forma di aiuti e ammortizzatori, Libero campa coi nostri soldi da 20 anni, etc.L’elenco dei giornali e delle aziende che campano coi soldi pubblici sarebbe molto lungo.
Il Fatto no, campa perché... c’e’ chi lo acquista.

Scusate se non butto denaro e non perdo tempo a leggere o ascoltare diffusori di palle professionisti o incauti veicolatori di fake news: oggi nessuno verifica più le notizie tranne i pochi giornalisti seri; molti le producono addirittura di sana pianta.

Ecco perché non do fiducia a chi non la merita, quindi al 90 e passa per cento di giornali e tv. Manipolano le notizie o se le inventano, e nascondono quelle scomode.

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martedì 16 giugno 2020

Topi di fogna

Lotta dura e senza paura contro l’uomo che sfrutta l’Uomo.
Si tratta di parassiti succhiasangue che rubano la vita e il futuro alle persone.
Si tratta di orpelli della società, utili come una lampadina fulminata e dannosi come la peste.
Sono zavorre.
Sono maiali grassi e stolidi coi quattrini anche in bocca.
Sono convinti di avere il sangue blu perché qualche deficiente ancora li chiama conti o principi.
Sono convinti di essere ricchi sfondati per meriti propri, ma appena il mercato gli dice culo vanno a frignare dallo Stato e a battere cassa, lamentandosi per i “soldi a pioggia” sui poveri.
Sono essere immondi, virus inarrestabili che distruggono tutto ciò che di buono e puro esiste al mondo.
Sono senz’anima.
Sono feccia.
Non sono degni di essere chiamati uomini.
Sono ratti immondi. Luridi topi di fogna.
Hanno occhi neri, piccoli e cattivi, appuntiti come spilli.
Campano sul sangue dei poveracci, si fanno belli con la pelle degli altri.
Ridono sguaiatamente, occhi porcini e grasso che cola.
Teste enormi piene di niente che valga la pena tenere.
Non si guadagnano il pane e lo elemosinano agli altri.
Insozzano tutto e tutti.
#uguaglianza
#rivoluzione
#giustiziasociale

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Mezze cicche

Menti semplici che trovano frasi di studiosi dell’Ottocento e le bollano come omofobe, senza tener conto dell’epoca in cui vissero, nel contempo venerando cialtroni del 2020 che sono omofobi fatti e completi e nessun talento hanno, e dimenticando che anche la Chiesa lo era e lo è, laddove esserlo oggi non è perdonabile per chiunque.
Menti basiche che applicando lo stesso metro, da ferramenta dei neuroni bacati, darebbero tout court dei pedofili agli antichi Greci e di sicuro lo faranno non appena lo scoprirarnno per caso nel loro peregrinare su siti infetti compilati da cervelli rozzi.
Cialtroni che adorano mezze cicche e si ergono a giudici di morale.
Mezzi destri mai compiuti, inadatti anche come semplici fanatici del dittatorello coi baffetti di turno.
Un economista di due secoli fa può scontare qualcosa all’omofobia dell’epoca, se mi azzecca la teoria; un politico del ventesimo secolo no, tanto più che incide dulla mia vita e su quella di chi ha scelte sessuali insindacabili, e proporio da simili cialtronetti inutili e molesti riceve sostegno elettorale.

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lunedì 15 giugno 2020

Da dieci anni sta per esplodere: deve avere una miccia lunga km...

E’ 10 anni che il Movimento deve esplodere, a sentire i tizi della merdosa Casta che ci hanno venduto anche le mutande per farsi le ville e i loro servi giornalisti. Avvisatemi quando accadrà, eh.
E’ sempre lì lì per sparire, svanire, disfarsi, esplodere. E’ cambiato, ci ha tradito, ci fregherà.
Come no.
Avvisatemi, eh.
Nel frattempo partendo da zero, senza tv e senza media in generale, usando solo internet, senza spendere soldi pubblici ma solo autofinanziandosi, il Movimento ha ottenuto per due volte consecutive più voti di tutti alla Camera e governa pure da due anni,ed è riuscito pure a realizzare alcuni importanti obiettivi di sempre (alcuni attesi da decenni), ha affrontato bene la peggior emergenza degli ultimi 75 anni e tuttora sta lavorando agli altri obiettivi. E non governa da solo solo perché i partiti, pochi mesi prima delle elezioni, hanno confezionato una legge elettorale su misura per danneggiarlo: questi sono fatti, non mie opinioni, sia chiaro.Inoltre ci ha regalato il miglior premier degli ultimi decenni.
Avvisatemi eh, comunque.
Ahahahahahaha.

#IoNonVotoFarabuttiFascistiRazzistiEMafiosi, Sorry.

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venerdì 12 giugno 2020

Io non credo al karma

Stasera non ho tempo di approfondire. Ma presto lo farò.
Per la gioia di chi mi legge.
Adoro rallegrare minoranze.
Tuttavia è palese che i bastardi hanno quasi sempre sorte migliore, nell’arco della vita, rispetto a chi si uniforma a valori superiori.
Credere che non sia così aiuta a vivere ma è come la religione: ti consola, non ti dice la verità.
E poi, a dirla tutta, molti interpretano il karma come causa e reazione in questa vita, quando invece il concetto del karma investe più vite, nel ciclo della reincarnazione (che, dopotutto, dovendo credere a qualcosa, non è poi così assurdo).

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Non puoi essere così idiota

Io penso che alcuni politici lo facciano apposta ad apparire stupidi e bugiardi.
Perché, sebbene quelli che ho in mente stupidi e bugiardi lo siano proprio, e alcuni pure disonesti, a volte fanno o dicono cose tali che è davvero difficile credere che siano sincere.
Lo fanno apposta perché la gente ti vota di piùse sei stupido. O, perlomeno, non ha bisogno di sapere altro per votarti. Un idiota rassicura. Un bugiardo, un ladro ti conforta: è come me, dici. Se può, frega lo Stato. Propio come me ha pensieri razzisti, ce l’ha su con gli immigrati, fa battute sessiste, dice oggi bianco e domani nero, tradisce appena conviene, va a braccio. E spesso spara bischerate. Io sono anche migliore di lui. Non c’e’ invidia, non c’e’ competizione.
Lo riconosci come uno dei tuoi. Fa parte della tua squadra. E’ come te. Quindi, se eletto, farà i tuoi interessi e fregherà gli altri.
E’ bugiardo, è ladro, è stupido, è incapace come te.
Lo voti.

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domenica 7 giugno 2020

Giorni


Fra tutti i giorni il lunedì è quello che gode della peggior fama.
Ma nessun giorno sa essere sottilmente crudele come la domenica.
Il lunedì fiacca, snerva, incupisce.
La domenica, piano piano, uccide.


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Il peggio ci stava aspettando senza fretta

Spesso ci accade, vivendo: il peggio non è mai quello che pensiamo, e così il meglio.
Il periodo delle restrizioni di legge alla libertà di movimento pareva essere davvero brutto, specialmente nel primo mese. Non è facile digerire l’idea di non poter uscire senza vincoli, e restare a casa tutto il giorno è terreno fertile per ansia e depressione, che spesso ci accompagnano già nella nostra vita di sempre.
Alla fine, chi è riuscito a non ammalarsi (la stragrande maggioranza, per fortuna) si è abituato al nuovo regime casalingo e di uscite centellinate e faticose.
E alcuni, terminato il periodo di cosiddetto lockdown, hanno scoperto che il peggio li stava pazientemente aspettando dietro l’angolo.
Non lo dico solo perché so cosa vuol dire; quando scrivo, il fatto che ciò di cui scrivo riguardi anche me o no è spesso irrilevante.
Altrimenti, tanto per dire, non dovrei avere a cuore la causa degli essere umani non bianchi.
Alla fine, marzo è stato un mese cupo, aprile meno, anche se l’ansia non ci ha mai lasciato, è stata solo l’abitudine a portarci un po’ di sollievo. Maggio ci ha visto ripartire e, come detto, il peggio era lì da un po’.
Adesso per molti comincia il vero periodo nero. A differenza di quello causato dal Coronavirus, questo non ha una durata stimabile, purtroppo. E non basta tenersi alla larga da qualcosa per salvarsi.

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martedì 2 giugno 2020

Scrittori si diventa, serial killer non so


Di quello che scrivo ogni settimana solo una minima parte finisce sui social o sul blog: esattamente quella che vi agevola il vomito, si direbbe.
Quello che scrivo potrebbe essere senza valore o avere un valore; essere robaccia o parole con un loro intrinseco e non disprezzabile senso. Mi riferisco a tutto, non solo ai post politici, sportivi o di attualità. Io scrivo davvero di tutto, siete fortunati a imbattervi solo in una minima parte di quel che scrivo.
E’ evidente che sui social è più facile che finisca il post politico o di attualità rispetto al brano intimista o all’haiku, ma spesso faccio eccezioni, come sapete bene se solo fate mente locali sui vostri incubi ricorrenti.
Se volete materiale diverso, è necessario che ci frequentiamo, ma capite bene che il gioco potrebbe non valere la candela: sono un tipo poco “normale”, scusate se mi vanto.

Perché pubblico? Esibizionismo, complesso di superiorità, scarsa conoscenza dei miei limiti, esistenza di contratti adsl a buon prezzo?
No. E’ la stessa ragione per la quale leggo e scrivo. Devo.
Un pittore (o uno che si crede tale) deve dipingere. Un dittatore nazista deve sterminare le persone e seminare il terrore. Un falegname si sogna la notte il tavolino che realizzerà il giorno dopo. Io scrivo. Magari poi il tavolino traballa, ma non è questo il punto.

Cosa determina il valore di quello che uno scrive, o del tavolino? Il gradimento del pubblico sotto forma di vendite? Il gradimento tout court sotto forma di elogi e commenti positivi? La (non imparziale) opinione dell’autore? Probabilmente nulla di tutto questo. Vendere non vuol dire aver scritto qualcosa di valido, anche se può eccezionalmente capitare di scrivere qualcosa di buono e di riuscire a venderlo bene: ma son casi rari. D’altra parte non bisogna cadere nell’errore opposto: non è che se non vendi o non ti legge nessuno sei un nuovo Dostoevskij: sarebbe troppo facile e io allora sarei a un passo dal Nobel.
L’opinione degli altri ha certamente un valore indicativo ma si deve sempre distinguere il giudizio spassionato dalla cortesia di chi ti è amico o non vuole comunque ferirti.; in questo senso è maggiormente indicativo il disprezzo, che si manifesta nel non leggere o nel giudicare apertamente come scarico di fogna quello che si è letto. L’opinione dell’autore, infine, può essere fondata, ma non sarà mai presa troppo sul serio: il macellaio si vanta sempre della freschezza della sua carne.

Io intanto scrivo. Poi potrebbe capitare che mi uccida e, si sa, nulla è come un suicidio per (ri)valutare un autore e passarlo da palloso imbrattacarte a imperdibile Vate. Del resto, il destino dei Grandi è spesso quello di morire sconosciuti e ricoperti di contumelie, fra l’indifferenza di eredi che poi si ritrovano ad essere sommersi di diritti d’autore come se piovesse.

Insomma, direte voi: avresti potuto dire fin da subito che scrivi per tua figlia...

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lunedì 25 maggio 2020

Solo io?


Solo io riesco a vedere l'infinita e insanabile tristezza che si nasconde dietro tutte le cose, dietro molti dei vostri sguardi, in molte foto, in tanti momenti della vostra vita?

Solo io riesco a vedere negli occhi di un bambino quello che potrà essere da grande, e il modo con cui penserà a quando era piccolo e alle cose e alle persone che non ci saranno più, agli attimi persi, alle sicurezze svanite, alle promesse sfumate?

Solo io riesco a vedere in ogni attimo del presente i segni e I guasti del passato, e i segni e le anticipazioni di quello che potrà fare di brutto e di mesto a questo presente l'incombente futuro?

Solo io riesco a sentire che, nonostante le apparenze, i grandi discorsi e i simulacri di felicità, siete, siamo tutti persi, senza un'origine certa, senza un senso che riesca a resistere ad una riflessione appena più profonda dell'usuale, senza una meta, e che andiamo avanti a tentoni, sbattendo di qua e di là, ma non lo facciamo vedere e, per la gran parte della nostra vita, riusciamo a nasconderlo anche a noi stessi?

No, non sono il solo a vedere, a sentire, a capire tutto questo, ma siamo in pochi, e la nostra condanna è ancora maggiore, la consapevolezza ci uccide più ferocemente e prima.

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sabato 23 maggio 2020

Sul mestiere di bibitaro e altre piacevolezze

PREMESSA
Fare il bibitaro non è una cosa che ti squalifica. Il bibitaro è un lavoro. Nessun lavoro, se legale, squalifica chi lo fa. Mi scuso per aver usato la parola “legale”, so che per molti -specie a destra ma non solo!- è termine urticante, adesso ci vorrà la pomata). A essere squalificato è l’idiota che pensa di offenderti dicendo che fai o hai fatto il bibitaro.
PRECISAZIONE
Di Maio non ha mai fatto il bibitaro. Ha fatto lo steward, oltre ad altri lavori (riparatore di pc, muratore,ecc).
TESTO
Perché l’esser stato bibitaro (falso) o steward farebbe di Di Maio un incapace assurto a ruoli politici apicali (dopo regolare elezione supportata da nessun finanziamento pubblico ma solo microdonazioni volontarie) e invece l’avere precedenti penali non deve influire sul giudizio di una persona che magari a suo tempo è stata eletta perché ha investito alcuni miliardi nella sua personale campagna elettorale, peraltro organizzata allo scopo di salvarsi il culo alla vigilia di probabili fallimenti aziendali e sicure indagini giudiziarie?
AGGIUNTA
E perché per Di Maio è squalificante aver fatto lo steward (per gli idioti: bibitaro) e per Meloni non rileva che abbia fatto la cameriera (nessuno dice sguattera però!) e la babysitter? E perché per Bellanova il passato da bracciante è addirittura una medaglia?
CONCLUSIONE
Nella migliore delle ipotesi chi fa certi discorsi è stupido dalla nascita (un minuto di silenzio e il rispetto che si deve ai malati). Nella peggiore, è classista, razzista e ipocrita.


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domenica 17 maggio 2020

Giornata contro l’omofobia, vi rendete conto?

Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia.
E’ una giornata triste.
Perché è triste che vi debba essere una giornata così.
Pensate se domani fosse la giornata mondiale contro gli assassini di bambini, o contro chi per divertirsi con gli amici buttasse gli anziani giù da un burrone: non sarebbe tristissimo e addirittura vomitevole?
Quanto agli omofobi, che dire? Ne siamo circondati, lo è anche la vecchietta del terzo piano, fidatevi, non solo il testa rasata e neuroni agonizzanti che con la giubba di pelle fa il macho in piazza. Sono esseri inguaribili (specialmente se hanno più di vent’anni), inutile accanirsi, non esistono terapie. Quindi devono essere discriminati, eh sì, ma per una ragione fondata: sono pericolosi. In pratica vanno isolati, resi innocui, e perseguitati se persistono. Si pongono essi stessa al di fuori della comunità umana, discriminando in maniera violenta alcuni dei suoi membri, quindi devono essere trattati come nemici dell’Umanità. Creano sofferenza, dolore, morte. Devono essere trattati alla stregua dei germi. Nessuno può accusarmi di razzismo se combatto un germe e odoro una rosa, vero? Il tollerante deve essere intollerante con gli intolleranti, altrimenti è un corto circuito, un suicidio che alla fine premia i germi.

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venerdì 15 maggio 2020

Lo stress brucia i neuroni

Stai su FB. Ok.
Hai una pagina che fa propaganda e non lo ammette. E che pubblica anche fake news, a volte così crasse da lasciare basiti.
Ciò riduce la credibilità della tua pagina a livelli minimali ma la cosa non è una tua priorità.
Non parli mai male di chi idolatri (nemmeno se commette abomini) e sempre male di chi è avversario dei tuoi idoli, a priori.
Ti offendi e minacci se uno commenta un tuo post (la pagina è mia e quindi decido io chi entra in casa mia, affermi).
Hai dunque lacune anche per quanto riguarda il funzionamento degli strumenti che usi.
Leggi giornali che io non userei nemmeno come carta da sedere (il mio sedere ha una sua dignità minima).
Distorci i fatti come un bimbo ciuccia latte.
Voti gente razzista che fa l’amore coi fascisti e ha il QI di un criceto lesionato.
Stai bene economicamente e disprezzi i poveri e le misure volte ad aiutarli.
Della storia passata ricordi quel che ti conviene. Sei classista e lobbista. Sei zeppo di stereotipi.
Hai l’ossessione dei barconi, degli immigrati, dei comunisti, dei cinesi.
Hai sbalzi umorali.
Sei allergico ai fatti.
Io però ti capisco.
La vita è difficile.
Lo stress brucia i neuroni.
Devo stare attento pure io.
Ma io ci stavo e ci starò, attento.

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mercoledì 13 maggio 2020

Esame di stato

Il candidato illustri i collegamenti logici e ragionevoli che è possibile riscontrare tra la liberazione di un cittadino italiano ostaggio di guerriglieri da 18 mesi e, a scelta:
1) la sua confessione religiosa passata o presente;
2) il suo eventuale stato di gravidanza;
3) il tipo di abbigliamento col quale si è presentato in Italia dopo un anno e mezzo di privazione della libertà;
4) gli eventuali usi alternativi nei quali si sarebbero potuti impiegare i supposti 4 milioni di euro di riscatto.
In merito a quest’ultimo punto, il candidato illustri con adeguati calcoli matematici quanto è invece costato alla collettività istruire quegli uomini politici attuali che parlano di soldi buttati o che vomitano becere assurdità come l’equazione tra terrorismo e una particolare religione.
Se leghista di fede ganassica, sovranista, fascista o nazista, il candidato si alzi e raggiunga l’aula B, in cui sarà chiamato a risolvere un quesito meno complesso (1+1=?)
—-
#silviaromano

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Ok i fake, ma anche voi..


Indubbiamente chi scrive cose false (fake) sui social è un delinquente o un idiota, a seconda dei casi.
Ma anche chi ci cade una bella revisionata forse dovrebbe farsela dare.
Perché 9 fake su 10 sono riconoscibili dopo 5 secondi, e sono proprio quelle in cui la stragrande maggioranza cade. La decima, essendo più complessa, spesso non viene nemmeno “capita”, quindi viene condivisa molto meno.
Il quadro è questo.
Cerchiamo di migliorarlo con la cornice...

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Come è stato questo lockdown?


Marzo è stato agonico.
Dall’11 al 31 son passati due mesi minimo.
Non avevo nemmeno voglia di fare tutte quelle cose che puoi fare quando ti obbligano a non lavorare: leggere, scrivere, pulizie, ordine, meditazione, lavoretti, sacrifici rituali, uncinetto, post contro i fascisti.
Aprile è volato, specie da Pasqua al Primo Maggio. Non mi è pesato il sole che beffardo splendeva sulle nostre auto incatenate.
Piu’ ore di sonno, e quindi più sogni, avendo dato più spazio alla fase REM, crescente abitudine ai domiciliari, meno ansia, maggior abitudine all’innaturale silenzio, maggior lucidità, lavoretti utili vari portati a compimento. Nessuna angoscia sul futuro: una volta realizzato che non ne abbiamo più.
Maggio va benino, ma non più benone, anzi: riprendere porterà ansia.
Conte fa’ pure con comodo. Lo so, economicamente è una sciagura (non vivo di rendita neppure io) ma mi è pure passata la voglia di uscire e di vedervi, guarda.
Quale personcina col kit di neuroni completo e integro può desiderare di dover andare dal barbiere prenotando, o al mare prenotando, o all’iper facendo venti minuti di coda sotto il sole agostano del climate change?
Proprio vero che l’uomo si abitua a tutto, col tempo.
Non sto parlando di matrimoni, su, fate i seri.
#unlock #coronadays

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lunedì 11 maggio 2020

Gli scudetti dell’Andrea Doria, genitore della Samp-Doria

GLI SCUDETTI DELL’ANDREA DORIA, GENITORE DELLA SAMPDORIA

Ogni tanto se ne riparla, e a ragione.
Nei primi anni del secolo in Italia si giocano due campionati paralleli, uno organizzato dalla FIF Federazione Italiana Football e l’altro dalla FIGN, Federazione Italiana Ginnastica Nazionale. Questi ultimi sono tutti italiani (senza stranieri) e all’epoca sono i più rinomati.
Non verranno poi riconosciuti dalla FIGC, nonostante fossero regolari e ufficiali, e questa è stata semplicemente una decisione arbitraria e irragionevole. A questo si somma l’ingiustizia patita dall’Andrea Doria da parte del regime fascista, che ne impose lo scioglimento nel ‘27 (torto poi riconosciuto dalla FIGC).

La sezione calcio della Società di Ginnastica Andrea Doria (che è poi quella che, fondata nel 1900, unendosi nel 1946 alla Sampierdarenese darà vita all’attuale Unione Calcio Samp-Doria) ha vinto 4 titoli in quel periodo: 1902, 1910,1912, 1913.
E’ assurdo che non siano stati riconosciuti.
Fra l’altro è l’Andrea Doria a dare il primo capitano all’Italia: Calì, nella partita di esordio della Nazione Italiana il 15 maggio 1910.
Si tratta di “scudetti” che si giocavano fra poche squadre in tornei che avevano breve durata, esattamente come quelli della FIF (alcuni dei quali addirittura si assegnavano in un weekend) e che applicavano lo stesso regolamento e quindi devono essere riconosciuti, esattamente come lo sono alti quelli della FIF poi FIGC. All’epoca in cui si giocavano erano “ufficiali”.

Alla fine, sebbene si tratti di scudetti diversi da quelli attuali (si vincevano giocando poche partite, oggi ci vogliono diversi mesi), devono essere riconosciuti, come lo sono quelli FIF: anche il Genoa, la Juve, il MIlan hanno nel loro palmares scudetti vinti in due giorni o giocando 2 o al massimo 4 partite: per esempio il Milan nel 1901, la Juve nel 1905, la Pro Vercelli nel 1908, il Genoa nel 1900, 1902 etc. Del resto, anche la Coppa Italia trent’anni fa si giocava nell’arco di 14 partite, oggi basta giocarne 4 o 5 per portarsi a casa la Coppa. Il criterio deve essere uniforme, se sono scudetti quelli di Genoa, Pro Vercelli, Milan e Juve dei primi anni del secolo scorso, lo sono anche quelli dell’Andrea Doria e delle altre squadre che trionfarono nei tornei FIGN.

Alla fine può sembrare un’assurdità ma non lo è affermare che la Sampdoria ha nel suo palmares 5 scudetti e non 1. Così stanno le cose, nella sostanza. Non sulle carte, per via di arbitrarie decisioni che non hanno appunto ragione di essere.

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sabato 9 maggio 2020

Se non lo sanno loro...

I “fratelli d’Italia l’Italia s’è destRa” e i “leghisti del nord adesso solo leghisti perché devono pigliar voti pure al sud” alzano il ditino e mettono in guardia sul #Mes, con quel fare da professoroni cui ben si adatta l’occhiale nuovo di zecca del Ganassa del Mojito: non c’è da fidarsi, non basta certo una lettera del Conte Gentiloni, è una trappola per topi, adesso più raffinata, ma sempre trappola.
Tutto ragionevole. e io li sto a sentire, perché essi il Mes lo conoscono molto bene, avendo partecipato alla sua creazione. E addirittura c’e’ chi, quel giorno in cui il Parlamento si accingeva a discutere se approvare o no tale trappola, si permetteva di essere assente. La destra non è mai stata particolarmente astuta; il fatto è che per gabbare il popolo basta poco, e difatti la destra quel poco ci mette, sempre quello, ché di più non ne ha per dna.
#MemoriaDiUnPesceRosso

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mercoledì 6 maggio 2020

Amico caro...

Amico caro... (è un inizio alla Razzi-Crozza, lo so)

Io sui miei social, blog etc. critico X e dico perché, lodo Y (quindi mi ESPONGO) e dico perché, dico per chi voto e perché, per chi non voto e perché; critico chi ho lodato, se sbaglia, e lodo chi critico, se per caso ne azzecca una. Commento il commentabile, spesso a caldo, RISCHIANDO.
Tu... fai solo propaganda. Lodi X, sia che faccia bene sia che faccia schifo. Attacchi Y, sempre e comunque, a priori. Diffondi fake news. Distorci i fatti, ricordi quel che ti torna comodo, ometti lo scomodo. Decontestualizzi, screditi. Fai, nel tuo piccolo, disinformazione.
La tua non è una pagina corretta, è propaganda che non si dichiara come tale, è disinformazione. Nel suo piccolo, spazzatura.
Io magari sono noioso o scrivo male, ma sono corretto, trasparente e cerco di essere coerente. Inoltre non diffondo palle. Se mi capitasse di farlo per errore, chiederei scusa.
Giusto per chiarire, eh.

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domenica 3 maggio 2020

Critiche a prescindere

In pratica coloro che hanno distrutto il sistema sanitario italiano e scassato le nostre finanze si candidano a Salvatori della Patria, cercando di spodestare, senza alcuna ragione fondata e in maniera illegittima, e con l’appoggio di media compiacenti, un governo che sta ben operando e un PDC il cui unico difetto è quello di non essere figlio di quel sistema marcio che trama nell’ombra per perseguire i suoi biechi interessi e poter poi mettere le mani sulle ingenti risorse che saranno destinate alle ricostruzione. Ok.
#coronadays

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venerdì 1 maggio 2020

Forse ho capito cosa intende l’Agnelli*


Loro non sono l’Inter. Quindi non accetterebbero mai lo scudetto 2019/20.
Uhm...
Un beau geste? Non direi.
A parte il fatto che, l’ho già detto, una squadra che ne vince 9 in 10 anni ha più interesse a rifiutarlo, questo scudetto, perché sarebbe lo scudetto Covid e a livello di immagine un brutto colpo e Agnelli non è scemo e lo sa (solo che pensa che siamo noi gli scemi a non saperlo), a parte questo fatto, dunque, la frase “non siamo l’Inter”, cui Agnelli mette un like, non mi piace, benché io sia interista allo 0%. O forse il senso è: non siamo l’Inter, che non trucca interi campionati come noi per vincerli?
Ah, saperlo...
—-
Non crediate che io ce l’abbia con la Juve, solo ipotizzarlo mi fa ridere. Ma è vero che aborro (termine non casuale) la filosofia che ispira il comportamento dei suoi dirigenti, del suo staff etc.
E’ semplice. D’altra parte sono libero di avversare una visione dello sport che è opposta a quella che ho e che nulla ha a che fare con lo sport. Sia essa b/n o a colori.

#Juve #Covid19 #NonSonoLInter
* La meditazione orientale con me ha fallito

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Io non sono immortale

IO NON SONO IMMORTALE (cioè, presumo di no: lo preciso perché se si scoprisse che lo sono mi scoccerebbe venir accusato di falsità).
E quindi ho paura del dolore, di morire, etc. Come tutti voi (anche chi crede e quindi dovrebbe gioire al pensiero di passare alla Vera Vita, ma tant’è).
Detto questo, la paura non deve impedirci di vivere, perché sarebbe come custodire in garage una Maserati ma non usarla mai per paura di rigarla: a che pro? Lo stesso è non vivere per paura di morire.
E’ un paradosso, ma rende l’idea.
Concludendo (niente grappa Bocchino*): se stiamo a 3 metri e abbiamo la mascherina, se evitiamo di metterci le mani in bocca/naso/occhi quando siamo in giro, se ci laviamo spesso le mani, il rischio è davvero minimo (non dico zero, ma insomma: vivere è mortale, sappiatelo). Sicché cominciamo a fare le nostre cose, in questa vita limitata e da incubo, ma cominciamo, altrimenti tutto perde quel poco di senso che ha sempre avuto.

*questa la capisce 1 su 5; vabbè vi aiuto: https://youtu.be/1sXq1Fq6Jh4


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