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sabato 24 settembre 2016

Cacasotto


-Ci ho pensato, penso che ti ucciderò.

-Eh? Ma che dici?

-Sì, non ho scelta, credimi.

-Ma...

-Non è più tempo per i se e per i ma, è deciso, altre vie non ci sono, del resto.

-Ma come? quando? E perché poi?

-Eh, adesso ancora non so, pensavo presto, entro fine mese. Il perché lo sai.

-Ma tu dimmi, dopo tanti anni in cui ci conosciamo, che fretta c'e'? Un mese in più che cambia?

-E' che devo farlo, è necessario, ci ho pensato bene, d'altra parte anche tu lo avevi capito negli ultimi tempi, non fare il sorpreso...

-Ho capito, ma non si può pensare a qualcosa di meno radicale? Voglio dire, mai uno schiaffo, o meglio: mai due schiaffi di fila, e poi di botto la morte, proviamo qualcosa di medio, che so: un fortissimo litigio, tre ore di tortura (non rischi neppure nulla, penalmente) o l'amputazione di un arto...

-Io in verità pensavo a una forma di morte ufficiale, con manifesti, corone e corteo, che però in qualche modo non ti impedisse del tutto di continuare a vivere.

-Ehhh? Ma che dici?

-Sì, insomma, sai bene che il modo si trova, lo fanno in tanti. Non è certo un problema, basta entrare nella logica della cosa.

-Nella logica di uno che muore e continua a vivere, sia pure in parte?

-Sì, come ti ho detto lo fannno in tanti, non se ne accorgerà nessuno, se muori ma continui a vivere; la gente ha altro a cui pensare, ognuno si fa gli affaracci suoi e noi potremo fare i nostri.

-Mah, che dirti? Mi sembra di prendere in giro le persone, farle soffire, non mi piace proprio. Non è superstizione, figurati, con te posso essere franco, hai appena deciso di uccidermi, siamo intimi adesso, ma è che non voglio infrangere certe regole sociali, e magari certe leggi. Non sono il tipo, e poi tengo famiglia. Lo so che morendo della famiglia finirei di preoccuparmi, ma come dici tu continuerei a vivere almeno per metà, quindi sarebbe davvero un problema, qualcuno potrebbe aver qualcosa da ridire, niente di più facile, è una cosa troppo grossa, verrebbe fuori con certezza...

-Uff, davvero non mi dai grandi scelte... Non ti facevo così cacasotto! Davvero sei indisponente, non collabori, non combinerai mai nulla nella vita ragionando così.

-Eh, che devo dirti, non che tu mi abbia consultato prima di decidere della mia morte eh! Senza contare che uccidendo me metteresti in grave difficoltà altre due persone come minimo...

-Ma lo sto facendo ora.

-Cosa stai facendo?

-Consultarti, no?

-Mi pare che tu mi abbia detto di volermi uccidere, non che tu mi abbia chiesto se io ho voglia di morire, tralasciando quella roba della morte ufficiale.

-Comunque ne sto parlando con te, non mi sono presentato con la pistola in mano e il cane alzato.

-Sì, ma adesso non vale, hai già deciso: anche un coma profondo di sei anni potrebbe essere accettabile, se tu me lo proponessi, in rapporto alla morte. Adesso tutto perde senso, come si può valutare una proposta quando
l'alternativa è morire?

-Non so davvero che dirti, non capisco perchè tu non voglia fare una cosa che fanno tutti, comunque ci penso su. Mi costringi a cambiare piani...

-Uhm, ma mi uccidi o no?

-Ti ho detto che devo pensarci.

-Prima eri certo di doverlo fare, hai cambiato idea?

-Sai, uno parla, si confronta, nascono nuove soluzioni.

-Be', fortuna che ne abbiamo parlato allora...

-Già, ma ancora non so, non ci sono grandi alternative in ballo, te l'ho detto.

-Siamo di nuovo lì, non so che dire. Hai detto che devi pensarci, qualcosa c'e' allora. Se non ci fossero alternative, ci sarebbe ben poco a cui pensare.

-Non so, ora ci penso, chiedo, vediamo, non sono chiuso a proposte di terzi.

-Terzi... qui siamo in due e ti ho proposto io una cosa, ma non vorrei che ora si pensasse che io godo a farmi tagliare il braccio sinistro.

-Non è questo il punto, il sinistro o il destro, la situazione è complicata e va affrontata in fretta, altrimenti si rischia, così non si può andare avanti.

-Ok, ma io che faccio? Vado avanti, io?

-Vedremo, insomma.

-Ma devo saperlo...

-Quanta fretta.

-Fretta io?

-Insomma, ho chiesto cose ad altri, per valutare per bene, sto aspettando anch'io una risposta...

-Aspettiamo di sapere se devo morire.

-Ora non mi dirai che non puoi aspettare...

-... e vivere bene lo stesso? Certo che no, posso eccome...

-La vita non è facile.

-Non dirlo a me, e poi è anche cagionevole, parrebbe...

-Magari si pensano altre cose, ma devo vedere, le cifre cambiano, le prospettive anche.

-E uno magari vive ancora, con una gamba sola.

-Sì, se non vuole vivere da morto ufficiale, può essere. Se uno ha paura di tutto!

-Magari anche di morire eh?

-Morire, morire, cha parolone... Morire ma vivere, vivere da morto insomma, vivere e no, ma vivere, certo non come se fossi vivo, ma nemmeno come se fossi morto! E' difficile da dire, ma da fare è facile!

-A sentirlo non si direbbe facile, e comunque è sempre un po' morire...

-"Tutti ci aspetta un'unica notte".

-Bella, è tua? non mi pare, comunque può ancora aspettare un po' questa notte unica, che dici?

-Non è escluso.

-Ma neppure certo.

-Infatti, aspetto risposte, devo fare un incontro, vedere due cose.

-E io aspetto.

-Vai avanti come prima, che cambia?

-Cioè, scusa?

-Be', tutti dobbiamo morire, fra due minuti o fra quarant'anni [si sfiora le parti intime con gesto malaccorto], e non sappiamo quando accadrà, ma non per questo ci fermiamo e restiamo in attesa, no?

-Che dire? Hai ragione, tuttavia io sono per chiudere le cose, non dico in fretta altrimenti oggi sarei già morto da un po', ma in tempi meno che biblici.

-Biblici eh? La religione aiuta a vivere.

-Intendi dire che potrei averne bisogno?

-Ancora non so, devo fare un incontro, parlare, avere risposte, vedere due conti.

-E io aspetto.

-Come tutti.

-Quindi sei Dio.

-Non dire eresie, il paragone non regge. La vita è così.

-La morte potrebbe essere meglio, dopotutto.

-Non so, devo pensare, vedere due persone, aspetto una risposta.

-Da Dio?

-Ma che dici, sai com'è la situazione, la conosci bene.

-Aspettiamo quindi. Fino a?

-Devo vedere due cose, fare un discorso, te l'ho detto.

-Ah ok. Aspettiamo.

-Non c'è altro da fare.

-Ma sino a quando più o meno?

-Non so, devo vedere e fare cose, cosa cambia? Devi ragionare nel medio-lungo, porca vacca.

-Uno che forse muore domani deve ragionare nel medio-lungo?

-Ma tutti siamo appesi a un filo.

-Si ma il mio ce l'hai in mano tu e le forbici sorridono scintillanti dal tavolo poco distante.

-I dettagli non sono importanti.

-Ma i tagli possono esserlo...

-In ogni caso presto vedremo.

-Ma darmi un'idea?

-Devo vedere gente, fare due calcoli, aspetto una risposta.

-Ah ok. Aspettiamo.

-Bel sole oggi eh?

-Eh sì, ci voleva, è un po' troppo afoso ma non lamentiamoci.

-Già. Certo Zaza come lo ha tirato quel rigore eh?

-Mah. Comunque la Germania ha giocato un filo meglio, dopotutto.


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VAR

La VAR o moviola in campo, che quest'anno partità a livello di sperimentazione anche in serie A (ogni settimana due soli match), così come è strutturata è ovvio che non va bene.
Tanto per dire: puo' essere attivata solo dall'arbitro in campo, che quindi può ignorarla in certi casi.
La moviola in campo, pensata in modo tale da non riguardare tutti gli aspetti del gioco ma solo 5 o 6 ben definiti, e pensata anche in modo tale da non creare ssospensioni del gioco e del giudizio superiori a pochi secondi, per essere equa dovrebbe contemplare questi principi guida, perlomeno:
-le immagini di cui dispongono gli arbitri in cabina devono essere poi girate a tutte le tv
-queste immagini devono essere riprese e gestite da ente terzo
-l'intervento della moviola in campo deve essere a richiesta di uno dei due team o di entrambi (per un numero di volte prefissato) e non solo dell'arbitro.
E poi, di grazia, mettiamo anche i time-out. Uno per tempo a testa (se attivato), durata anche solo 60'', mai negli ultimi 10'. Se poi facciamo pure il tempo reale, fermando il gioco solo per alcuni definiti episodi (es: barella in campo; sostituzione; rigore) facciamo 31 e non solo 30.
Riusciremo a vincere la resistenza delle cosiddette grandi squadre all'introduzione di una VAR degna di questa nome?

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giovedì 22 settembre 2016

Come previsto, Renzi annaspa

Davvero pessima la prestazione di Renzi a Otto e mezzo. Come del resto pessima è stata la sua azione di governo dall'inizio ad oggi. Penosa addirittura, quando un premier per ribattere a un'osservazione del direttore di un giornale risponde non nel merito ma dicendo che il giornale vende meno (tra l'altro, falso): all'estero una cosa così farebbe ridere, se fossero in grado di comprenderla. Il solito rosario di bugie, alle quali Travaglio ha opposto il muro dei numeri e dei fatti. Verso i tre quarti della puntata, Travaglio, infastidito, ha inferto 3-4 colpi al cuore al premier eletto da nessuno, specie quando ha dato a Renzi del bugiardo dicendo che tutti i politici che mentono dovrebbero dimettersi, a cominciare da lui (testuale!), o quando gli ha dato del "bomba", o quando gli ha ricordato che mentre lui chiedeva le dimissioni di chiunque abbia mentito (da Muraro dei 5S a Sala del PD) il PD stesso decideva di non far dimettere nessuno dei suoi indagati (decine e decine), anzi di mandarli, se passa la schiforma, in Senato! Penosa la solita bugia sui dati del Jobs Act, dell'Expo e del Bicameralismo che resta invece che sparire; assurda la premessa sulle ragioni del no alle Olimpiadi di Raggi.  Davvero l'Italia è l'unico paese al mondo in cui un premier anzichè rispondere ai rilievi di un giornalista, peraltro corretto, documentato e professionale, arzigogola, si arrampica sugli specchi, la mette sul personale e spare balle spaziali, come quella dei 500 milioni di risparmio garantiti a suo dire dalla riforma (la ragioneria dello Stato li ha stimati in 50-60, non 500, quindi una bazzecola). Una sola cosa hanno in comune Travaglio e Renzi: nessuno li ha eletti.
In tutta sincerità, anch'io stasera avrei saputo rispondere a tono a Renzi, tanto sono state prevedibili, scontate, stupide e spesso false le sue argomentazioni; di certo Travaglio ha fatto molto meglio, ma davvero a trovare il verme nella mela di ogni suo discorso ci sarei riuscito pure io, e non penso per meriti miei, dopotutto.

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Sangue freddo

 

SANGUE FREDDO

Sento strani discorsi dopo lo 0-2 di Bologna, gara nella quale peraltro, per la prima volta quest'anno, non siamo riusciti ad esprimere un gioco accettabile se non per 20'. Non abbiamo un fatturato di 350 milioni, ma di 35. Non abbiamo bacini di utenza immensi paragonabili a quelli di Juve, Manchester, Real, Barca o quote di diritti tv fantasmagoriche. Non possediamo quotidiani, tv, grandi imprese. Non siamo in grado e non eserciteremmo mai influenze di vario tipo. Non abbiamo alla presidenza grandi Padri della Patria o Encomiabili Imprenditori. Semplicemente, giochiamo a calcio. Coi nostri valori, con la nostra fantastica maglia, con la stessa gioia di quando negli anni '60 in sala trofei non c'era nulla.

Abbiamo rivoluzionato parecchio la rosa, in estate: ci vuole tempo. Ciò nonostante Giampaolo ci ha già dato un'impronta definita di gioco in due mesi. Non abbiamo in rosa campionissimi affermati del "valore" di 50-100 milioni cadauno e con stipendi di 7-10 milioni annui, mi pare che il nostro stipendio maggiore sia 1,2. Abbiamo una serie di giovani promesse, potenzialmente talentuosissime, ma appunto ancora promesse. Potrebbero esplodere, ma ci vuole pazienza e tempo.
Non abbiamo speso 100 milioni di euro per costruire una squadra da primi tre posti, e nemmeno 50; non li abbiamo, e di certo non ci indebitiamo come hanno fatto negli ultimi anni Parma, Lazio, Milan, etc. Non intendiamo fallire e noi, se fossimo in difficoltà, falliremmo in due secondi, non avremmo reti di salvataggio nazionali...
L'obiettivo, oltre a quello di divertirci e divertire, e di onorare i colori, la città, la regione, quest'anno è la salvezza tranquilla; se possibile la colonna di sinistra. Quel che verrà in più, verrà. Lo scopo è divertirsi e crescere.

Al momento, dopo aver giocato un bel calcio a Empoli e con Atalanta (6 punti), abbiamo giocato un primo tempo magnifico a Roma, soffrendo poi molto nella ripresa, e una bella partita (migliore degli avversari) col Milan: 0 pti, per via anche di due errori arbitrali piuttosto chiari.
Poi ieri sera abbiamo per la prima volta giocato maluccio e, comunque con la complicità di un'autorete e di un'interpretazione discutibile dell'abitro, meritatamente perso (0 pti).
Cinque partite, 6 punti. Ne avremmo meritato 8-10. Ma non 15. 10 sarebbero stati eccezionali, dato quel che ho spiegato sopra. 6 sono comunque buoni, sebbene si sia a secco da 3 match.

Solo per chiarire, eh. I risultati si giudicano a metà anno e poi a fine anno e vanno sempre rapportati alle risorse impiegate e ad altre variabili, non si possono mai giudicare in assoluto: non avrebbe alcun senso. Un ottavo posto preso spendendo qualche milione vale come uno scudetto preso movimentando centinaia di milioni, anzi di più. Se la Juve o il Barcellona, con la potenbza economica e di altro tipo che hanno, arrivano seconde, falliscono la stagione (così dicono loro per primi, specie la Juve), se il Milan e l'Inter stan fuori dalle Coppe pure, se noi quest'anno arriviamo ottavi-decimi è davvero un bel risultato. Non puoi pretendere i risultati di chi ha fatturati dieci volte maggiori. Il calcio è talento, capacità dirigenziale, buona sorte, ma ci vogliono i soldi. Un ottimo dirigente con 2 spicci può fare grandi cose ma non miracoli; un dirigente bravino con paccate di milioni a disposizione e una forza di mercato preponderante può vincere tutto.

Perfettamente sereni e felici (blucerchiato è sinonimo di felice), andiamo avanti, ci aspetta una trasferta che per noi è spesso stata molto ostica, per quelle cose extra logica che non si possono spiegare. Ma davvero non abbiamo paura, d'altra parte per non perdere un metodo ci sarebbe: non giocare. Ma a noi sgambettare su un prato verde con addosso l'arcobaleno interessa proprio!

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mercoledì 21 settembre 2016

La buona politica

Traduzione per i non ipocriti (servizio gratuito):
-Ce ne sbattiamo dei poveracci  che muoiono come mosche  in fuga da guerra persecuzioni e miseria perché  assumere adesso le decisioni che servirebbero per salvarli ci farebbe perdere le prossime elezioni.-
Bello eh? Ha pure il coraggio di dirlo senza che nessuno si indigni.
Quindi migranti morite pure nel Mediterraneo ché noi leader (?) europei c'abbiamo le elezioni.

"La verità - confessa [Renzi] in uno sfogo - è che manca la volontà politica di trovare una soluzione all'ondata migratoria nel Mediterraneo". Una circostanza che il capo del governo italiano attribuisce anche alla complicata congiuntura internazionale: "Siamo quasi tutti sotto scopa elettorale, in Germania, in Francia e anche noi abbiamo il referendum..." Come dire, ciascuno dei leader protagonisti non vuole entrare in rotta col proprio elettorato.


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sabato 17 settembre 2016

Galateo del nuovo millennio (e di quello vecchio)

Se una donna scrive un'opinione che non ti garba, zittirla subito con frasi tipo escile o zitta brutta trXXX o sucxxxxxx sto cxxxx, assolutamente senza entrare nel merito di quel che ha detto, ché tanto è una donna, da quando in qua una donna dice cose che hanno un senso per chi donna non è?

Se un uomo scrive un'opinione che non ti garba, zittirlo con frasi tipo zitto froXXX o che caxxxo vuoi brutto strxxx?, ciccione di merd@ o altro a piacere, magari sfrtuttando un suo presunto difetto fisico (nano, storto, zoppo, col coso corto) senza entrare nel merito di quel che ha scritto.

Se un uomo nero scrive un 'opinione che non ti garba zittirlo con frasi tipo tornatene a casa tua neXXX di meXXX, cosa vieni a fare qua a rubarci il lavoro, senza entrare nel merito (evitare qui il discorso del coso corto).

In ogni caso mai cercare di capire cosa il tuo interlocutore ha detto e mai provare a controbattere in maniera argomentata e civile, ché qui non abbiamo tempo da perdere.

E non dimenticarsi di condire il tutto con espressioni vintage tipo viva il du**, o "a noi" o evergreen tipo l'italia agli italiani o il bellissimo prima gli italiani. Aggiungere un pizzico di sani sessismo/razzismo/omofobia e non mettere tutte le h davanti alle voci del verbo avere.
Se poi muore una persona Y, darle addosso senza ritegno con offese generiche, anche se magari è morta anche in conseguenza di simili offese ricevute in passato a pacchi di 1000 per volta.

Chiudere con un quando c'era lui i treni erano puntuali (anche quelli per i campi).

Adesso potete scendere a pisciare il cane, ovviamente senza guinzaglio, museruola e sacchettino per raccogliere i cadeau al cioccolato dell'amico a 4 zampe. Non dimenticate di guidare a caxxo, senza cintura e assicurazione e telefonando o mangiando nel frattempo, evadere le tasse che si possono evadere, parcheggiare in doppia sempre e comunque, passare davanti alle persone in fila alle poste o al market, delegittimare gli insegnanti agli occhi di vostro figlio, minacciare una causa legale per i più futili motivi, molestare i vicini di casa con comportamenti belluini, buttare cartacce per terra, suonare il clacson senza motivo in pieno centro, rompere le palle al prossimo in tutti i modi umanamente possibili e, qualora qualcuno osi lamentarsi replicare con tono arrogante cosa caxxo vuoi scimmia io pago le tasse e e faccio quel che mi pare. Se poi in tasca avete un coltello o una pistola, usarla non appena se ne presenta la necessità senza indugio (una precedenza non data, uno sguardo di troppo, ecc).

D'estate girare a petto nudo e peli fluenti in pieno centro (per le donne: con due mezze natiche a prendere aria), urlare tutto il giorno sulla spiaggia, giocare a palla sulla battigia fregandosene dei divieti, dire a una donna che è stata violentata che vestita com'era se l'e' cercata e se per caso aveva uno scafandro che comunque doveva stare attenta e non uscire da sola, non pagare il biglietto del bus, adornare i muri delle case con graffiti che rivelano per intero la vostra pochezza cerebrale, scaricare divani sfondati, tivù al tubo catodico bombardate, mobili ed elettrodomestici morti accanto ai cassonetti, sui marciapiede, nottetempo, andare a scaricare la monnezza nel comune vicino se il tuo fa già la differenziata, picchiare una persona solo perché tifa per una squadra che non è la tua, scrivere indegne minchiate sui social e poi fingere che ti hanno violato l'account o che hai un social media manager che è impazzito o che scherzavi e non credevi, votare sempre gli stessi politici che tanto non cambierà mai niente o meglio non andare a votare che tanto rubano tutti, sporcare prati e boschi, trattare tutti con estrema confidenza e cafonaggine per fare il simpatico, distorcere il passato e mentire sempre e comunque.

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La morale è sempre quella...

Serenamente perdo due partite in 5 giorni, una per un gol al 92', una per un gol all'86'. Il primo su rigore farlocco, il secondo su errore sfortunato di un nostro giocatore. Due partite che come gioco avrei potuto vincere, a ben vedere. Ok: è il gioco, la sfortuna è un elemento.
Quel che non dovrebbe esserlo, invece, sono gli errori sospetti dei direttori di gara. Ho detto errori sospetti, non errori. A Roma la perdo su un rigore burla. Per non parlare di altri tre comportamenti dell'arbitro che sono da censurare.
Col Milan stasera sarebbe potuta finire 1X2 anche se obiettivamente s'e' giocato di più noi e si sono avute più occasioni, tra cui un palo sanguinoso. Ma anche qui qualcosa che disturba:
1) Torreira subisce 5 falli in 27' e non ci sono gialli per il Milan: ce ne stavano almeno due. I gialli ti condizionano, cambiano il match. Noi a San Siro abbiamo quasi sempre il centrale ammonito nei primi 30'. Niang meriterebbe il giallo nel primo tempo con tutta evidenza: graziato. E fanno 3 gialli mancati.
2) Ci viene annullato un gol di Barreto assolutamente regolare. Poi ci viene annullato un gol di Muriel per tocco di braccio, che in effetti c'e', ma si vede solo al replay, ok. Ma quello di Barreto era gol. L' anno scorso, guarda caso, col Milan, ci viene annullato un gol di Dodò che c'e'! Quando io dico che c'e', c'e'. Insomma, per fare un gol al MilaN, dobbiamo farne almeno tre, pare.
3) Poteva starci un rigore per il Milan, non nettissimo, verso la fine, sullo 0-0. Non nettissimo, ma rigore all'80%. Un rigore di quelli che a noi non danno, eh sia chiaro.
Ma se tu dai tre gialli al Milan nei primi 45' e poi ci dai il gol che c'e', la partita cambia; poi dai pure il rigore al Milan, se proprio credi..., ma magari noi stiamo già sul 2-0...
La morale è sempre quella, la penso e la dico da 40 anni: fino a quando la carriera di un arbitro dipenderà dagli eventuali errori che potrebbe fare a danno dei club più influenti, le partite non saranno mai regolari, perché l'arbitro, tutt'altro che sereno, deciderà sempre, in quel decimo di secondo, nel modo meno pericoloso per se stesso.

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venerdì 16 settembre 2016

Una distinzione sottile ma fondamentale; anzi, nemmeno tanto sottile

Ecco perchè non sempre un politico indagato deve dimettersi. In questo caso era in corso un'indagine, non c'era ancora il rinvio a giudizio, il reato non sarebbe stato grave e, soprattutto, l'indagine, era nata da un esposto di un senatore Pd. Sarebbe troppo facile far dimettere uno con un esposto (non parlo di questo caso, ma in generale). Altre volte, invece, potrebbe non servire nemmeno un'indagine per pretendere che un politico si dimetta. Esempio? Un'intercettazione che rivela in modo inequivocabile un suo comportamento eticamente ancorchè non penalmente insostenibile.
Questa distinzione non l'ha chiara (o fa finta di non averla chiara) quasi nessuno.
Il caso del sindaco di Parma ci serve per fare questa precisazione.

Teatro Regio, il gip archivia Pizzarotti
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2016/16-settembre-2016/nomine-teatro-regio-gip-archivia-pizzarotti-240903783543.shtml

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domenica 11 settembre 2016

Marotta col budget del Chievo

Al di là del fatto che è la Juve, e quindi non deve certo temere ostacoli che invece tante altre mettono in conto (e aggiungo: purtroppo), non vedo cosa ci sia da stupirsi se gioca bene, spesso molto bene, e vince quasi sempre, se non sempre.

Anche il fatto che ieri in 27' abbia schiantato il Sassuolo ci sta.
So benissimo che non sempre chi ha i soldi riesce a costruire squadre da scudetto (es: l'Inter di Moratti ottenne ben poco per anni, in rapporto al denaro investito), ma di sicuro chi non li ha non può farlo, inutile menare il can per l'aia. Ed è anche ovvio che Ibra va al Milan e non al Lecce non per la bellezza della città o la bella faccia del dirigente o per il calore del pubblico ma, fondamentalmente, per i soldi dell'ingaggio e la possibilità di vincere un trofeo.
La Juve, oltre ad avere dirigenti capaci, una notevole struttura societaria, una forte mentalità vincente, ha un fatturato stellare, che gli permette di ingaggiare e strapagare i giocatori migliori. Quindi, perché stupirsi? Una società che fattura un ottavo di quello che fattura la Juve non può giocarsi lo scudetto, ma non perché i suoi dirigenti sono meno capaci; perché mancano i soldi. Un Chievo quest'anno non vincerà il titolo, ma la colpa non è della minor bravura dei suoi dirigenti... Che magari sono pure meno bravi, ma non è certo questa la discriminante.

Sarebbe davvero interessante (e più giusto) se alla serie A partecipassero società con limiti di spesa, di numero di compravendite/anno e un'ampiezza di rosa definiti e uguali per tutti, al di là di un piccolo spread legato al bacino di utenza: allora sì che conterebbe solo, e non anche, la bravura del dirigente, quella del calciatore, e quella dell'ambiente. Allora sì che diventerebbe decisivo saper acquistare un calciatore quando ancora deve esplodere e costa 3 milioni e non sai se val la pena investirli o no, e non quando è già uno dei migliori al mondo, costa 80 e guadagna 8 l'anno. D'altra parte in Formula 1 partecipano solo vetture con uguale cilindrata...

Oggi, invece, a parità di bravura, il denaro comanda. Lo scudetto possono vincerlo solo tre o quattro squadre, quelle con più soldi, inutile girarci intorno.
Ogni tanto tenetene conto. Non vincete, voi juventini o interisti o romanisti o napoletani, perché siete stati più bravi a scegliere i dirigenti migliori o i giocatori più forti, ma perché le disponibilità finanziarie vi consentono di pagare ingaggi stellari ai giocatori più forti e già formati, senza dover puntare sui giovani individuandone con bravura il talento futuro. Poi è ovvio, se la Juve vince e il Milan no, a parità più o meno di quattrini, la differenza la fa magari Marotta che opera meglio di Galliani O Higuain che gioca meglio di Bacca o la mentalità vincente; ma fra una Juve e un'Udinese la differenza la fanno o solo o in maniera assolutamente preponderante i quattrini.

Marotta col budget di un Chievo non lo vince lo scudetto; ma, essendo capacissimo, probabilmente arriva nono, che per un Chievo è storia. Ma scudetto: no no no :-)
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sabato 10 settembre 2016

E' meglio vincere o perdere?

 

E' MEGLIO VINCERE O PERDERE?

Vincere diverte eccome, diverte a pelle, al primo botto. Ti esalta, opacizza le difficoltà, rende più flebile il dolore di vivere, stende petali di rosa sul prato dell'avvenire, ti fa credere che tutto sia possibile, che basta provarci. Gli ostacoli che sono dietro l'angolo ti sembrano poca cosa, sei positivo, ottimista, irrefrenabile.
Chi non direbbe che vincere è meglio che perdere?

E' chi vince che urla di gioia, si abbraccia, salta, intona cori, apre bottiglie, ordina pasticcini. Chi perde riflette, o si arrabbia. E comunque non ha voglia di far baldoria, al massimo si rasserena in poco tempo, ma senza coriandoli e tappi che saltano.

Poi nella vita ti accorgi che quando fai sport, o segui i tuoi beniamini farlo, perdere è bello, e insegna molto di più, pur restando sempre bello anche vincere.
Cioè, non fosse che i tre punti servono, perdere sarebbe meglio di vincere, non ho dubbi (arrivare a 30-40 anni serve a tante cose), pur potendo vincere di tanto in tanto, tanto per vedere l'effetto che fa e giusto per dare un senso agli sforzi, specie a chi ha bisogno di un senso per farli, ché non tutti ci riescono altrimenti.

Insomma un merengue, un blaugrana, un bianconero, un bavarese si divertono, certo (non parlo del bel gioco che diverte: il bel gioco lo faceva anche il Chievo di Del Neri, molte squadre di Zeman, etc), perchè vincere diverte, ma secondo me si diverte più un viola, un laziale, un cagliaritano, un genovese: perchè lo juventino, il madridista, il catalano guardano un film e sanno già come va a finire, in genere, gli altri hanno il brivido puro dell'1 X 2, oltre a tutti gli altri piaceri del bel gioco, del senso di appartenenza etc. E poi i primi hanno la storia alle spalle che li spinge, la tradizione, l'abitudine e tutto a favore e quasi niente contro, tutto liscio, il trascurabile sempre enfatizzato, il brutto minimizzato, insomma un tappeto rosso sul pavimento della vita sportiva, al lordo di qualche inciampo sempre possibile quando il tappeto si ingrippa.

Non parlo poi dell'appartenenza territoriale, che spesso per i "grandi club" (grandi nel sendo di ricchi) esiste molto meno e per pochi, avendo più seguaci sparsi in tutta la nazione, e anche l'appartenza territoriale, ragazzi, dà gioie incredibili, a prescindere dal risultato, che molti juventini, merengue, blaugrana etc non conoscono. Ma, lo so, si consolano girando per la sala trofei, nulla da dire, ognuno la vede a suo modo, io la vedo nel mio, e modestamente penso sia quello giusto! Io ci vado di rado in sala trofei (prima del 1985 non l'avevo neppure, al suo posto c'era una stanza ripostiglio con qualche Viareggio importantissimo), quando ci vado ci metto meno tempo a girarela tutta, ma così ho più tempo per pensare e scrivere post come questo!

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Allenatori sulla giusta riva del Bisagno

Zenga era ed è sampdorianissimo (oltre che interista e bandiera Inter), uno di noi. Lo ha scelto Ferrero, lo ha segato Ferrero. Ha fatto bene? Non benissimo, ma si era all'inizio. Ha fatto male? Non si può dire, si era all'inizio, come ho detto. Abbiamo di lui ricordi incredibilmente ottimi come calciatore, buoni come allenatore, a parte il primo passo, ma capita.
Mihajlovic mi piace per come gestisce l'aspetto caratteriale del gruppo. Ma sapevo che aspira sempre quindi fermo non sta, da questo punto di vista inaffidabile, lo capimmo già quando giocava per i nostri colori. Che poi aspirare sempre lo porti più in alto, è da vedere.
Montella è una brava persona e un bravo allenatore, è Samp in pieno. La sua filosofia di gioco mal si sposa ad entrare in corsa, a stagione avviata. Poi non so, il Milan lo ha chiamato e lui è andato, ok, a Ferrere andava bene così.
Giampaolo, che come Del Neri, Zeman e qualcun altro apprezzo da tempo, è l'uomo su cui puntare almeno 4-5 anni. Ce la farà Ferrero? Dal punto di vista umano Giampaolo è Samp. Anche la faccia è tremendamente Samp. Senza un progetto medio lungo non ha senso. Giampaolo sa, insegna, ha idee chiare, ha valori importanti e tutti da sempre ben accetti in casa nostra.

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mercoledì 7 settembre 2016

Juventini, finitela di prenderci per il culo; grazie.

Da alcuni anni metà degli Italiani sta prendendo per il culo me e l'altra metà.
Parlo del 90% dei tifosi della squadra di calcio della Juventus, che sostengono in sintesi queste teorie:
a) Calciopoli non è esistita, si tratta di un complotto dell'Inter o di chissà chi per danneggiare la Juve
b) è esistita ma il vero colpevole è l'Inter, la Juve fece nulla o poco
c) la Juve era più forte avrebbe vinto comunque
La prima è negare l'evidenza, la seconda è negare l'evidenza e cercare di giustificare quel che si è fatto con l'affermazione che anche altri lo hanno fatto (notare: anche), la terza è "e allora perché compravi le partite se eri più forte"?

Francamente, la cosa mi ha stufato.
Io ho letto tutte le intercettazioni dell'epoca. Un terzo di quelle sarebbe stato sufficiente, in base alle leggi attuali (che non approvo perché puniscono i tifosi e non i dirigenti, ma che finché ci sono devono essere applicate), per radiare la Juve o per sbatterla nei dilettanti. Nel mio mondo i dirigenti avrebbero fatto la galera, ma le leggi dicono che se Mr. X ruba e lavora per la squadra Y, a pagarla sono i tifosi della squadra Y. Anziché radiazione, fu solo retrocessione e revoca di due scudetti. A me non interessa chi dice ma anche l'Inter, ma anche mio nonno: io non so se l'Inter fece cose illegali, se le fece vorrei che fosse punita, ma se non ci sono prove o se intervenne la prescrizione non so che farci (la prescrizione è pure quella bella cosa che salvò la Juve dal processo per doping, cerchiamo di ricordarcelo, altra bella vergogna). Io so che le prove contro la Juve c'erano ed erano I-M-M-E-N-S-E. E grazie alle intercettazioni non ho dubbi, come invece avrei avuto in un processo senza intercettazioni.

Non è colpa dei tifosi bianconeri, ovvio, se quei dirigenti compravano le partite, anche se chi oggi nega è complice, perché negare l'evidenza è da idioti. Il gruppo di dirigenti di allora falsò clamorosamente, scientificamente e vergognosamente interi campionati (aggiungo io: chissà quanti, oltre ai due esaminati, ma questa è una mia personale, sebbene comprensibile e ragionevole, opinione). La colpa è di quei dirigenti marci e corrotti, e di chi fra Federazione, arbitri, giornalisti partecipò a quello schifo. Si taroccavano le partite, le designazioni, i cartellini gialli e rossi, perfino le moviole alla tivù!!! Per anni io e moltissimi altri tifosi abbiamo assistito a partite truccate, siamo stati presi per il culo, truffati. E, ripeto, le intercettazioni sono inequivocabili e, per loro stessa natura, incontestabili. Queste persone non hanno nulla a che fare con lo sport.
Negare è da idioti. Dire che però l'Inter se l'e' cavata può essere vero come no. Che ne so io? Puo' aver comprato le partite anche la Roma, il Chievo o mio zio, ma io giudico di quel che so, delle prove, non di aria fritta, e in ogni caso se io rubo e vengo beccato io devo pagare, anche se, poniamo, il mio vicino di casa ruba e la sfanga. E sul fatto che i dirigenti di quel periodo alla Juve taroccassero le partite non ci sono dubbi, oltre a esserci sentenza.
Fateci un favore , finitela di rendervi ridicoli.
I dirigenti di oggi, ogni volta che cianciano di 34 scudetti o difendono i dirigenti di allora, dimostrano per ciò stesso idiozia e complicità, quantomeno ideale, con quei figuri. E lo stesso i tifosi.

Anche a me scoccerebbe parecchio se per colpa delle truffe di un dirigente della mia squadra mi levassero una coppa vinta sul campo: sarebbe terribile. Ma io, di fronte a prove schiaccianti, me la prenderei con quel farabutto, non con le altre squadre...
Se un dirigente della mia squadra facesse una roba simile, io lo aspetterei sotto casa.
Se un dirigente della mia squadra avesse fatto una roba del genere, la mia squadra sarebbe stata radiata o spedita nei dilettanti, altro che B. Il Genoa finì in C per aver tentato di comprare una partita. Tentato e una, non riuscito e decine.

Quanto alla richiesta di risarcimento di 444 milioni che la Juve vorrebbe vedersi pagare dalla Federazione e da chissà chi per il danno di immagine subito, richiesta che ieri è stata per l'ennesima volta respinta, dico solo una cosa: ma siete fuori di testa o cosa? Dovrebbe la Juve, e ancor meglio quei dirigenti personalmente, pagare 1000 milioni a noi per aver gettato merda sul nostro campionato.

Davvero non ne posso più, siete assurdi. Informatevi. Curatevi. Non so che dire. Purtroppo ci sono le prove, per due anni i vostri dirigenti hanno comprato i campionati. Per due anni, è dimostrato... Se anche altri hanno partecipato al magna magna e l'hanno sfangata, è male, ma a voi che vi toglie? voi avete rubato, voi dovete pagare. Pensare a un risarcimento è follia.
I tifosi che prendono atto di questo e con la morte nel cuore odiano i marci e corrotti che hanno fatto questo scempio, non hanno colpe e hanno la mia assoluta simpatia e solidarietà. Gli altri, si fottano.

Io andavo allo stadio, il lunedì al bar dicevo però questa cosa non mi torna, questa neppure, e tutti a dirmi eh, sei sempre a lamentarti, hai perso e basta, son più forti. E' vero, erano più forti. Ma baravano. E noi eravamo costantemente presi per il culo, dai dirigenti Juve, dagli arbitri, dai giornalisti e dagli uomini della Federazione che taroccavano tutto, e anche da quelli della Fiorentina che all'ultimo provò a farlo per un malinteso senso di difesa, e da quelli del Milan, della Lazio, della Reggina, etc. Se il Milan, la Lazio e la Fiorentina hanno pagato poco, è stato per far pagare poco anche la Juve: secondo voi come avrebbe preso mezza Italia una Juve nei dilettanti?
Che schifo.

Togliete quel 34 che fa ridere i polli, smettete di cianciare, se provate rabbia rivolgetela contro chi vi ha gettato merda addosso, a voi e a noi.
E quanto ai ricorsi, sarebbe ora che chi chiede un risarcimento di X milioni e perde, perché il ricorso è talmente infondato da far ridere, pagasse lui questi X milioni: qualcuno ci penserebbe un po' prima di fare il gradasso in tribunale forte dei suoi soldi e del suo potere.
io non tifo Inter, né Roma, né Torino, né Milan... Io amo lo sport, odio i corrotti, mi sta sulle palle già la cosiddetta sudditanza -quella dei conigli, per capirci-, non penso che vincere sia l'unica cosa che conta (frase da vomito), e mi sono stufato di chi nega l'evidenza perché mononeuronico o disonesto o disinformato o partigiano.

I tesserati che parlano e scrivono 34 o che con parole o atti negano sentenze di quel mondo sportivo che però quando assegna loro uno scudetto è ok, andrebbero multati, mi pare ovvio. Invece qui tolleriamo queste carnevalate da anni. La legge non è uguale per tutti, evidentemente.
Ho tanti amici juventini, ma questo che c'entra?

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Propaganda di regime

Da giorni i media hanno come prima notizia Roma, Raggi e i 5 Stelle. Per carità, Roma è la capitale (ma lo era pure quando era governata da zozzoni eh) e i 5S hanno fatto qualche errore (errore, non scempi tipo pd e destre eh), sono ingenui, alle prime armi (ma fino a prova contraria pulitissimi) ma di Sala che a Milano ne fa di ogni non sento mai nulla, sui media (servi): strano! Quando dai importanza eccessiva a una notizia secondaria e ci batti per giorni e giorni ossessivamente, trascurandone di più importanti, vuol dire una sola cosa: sei servo e fai propaganda. Che poi Il PD dia lezione ed enfatizzi errorini quando prima di Raggi a Roma hanno fatto tante belle cose (ehhh), colora la vicenda di una nuance di grottesco.

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sabato 3 settembre 2016

Tutto ha un prezzo

Tutto ha un prezzo, anche la vita: è la morte.
Anche la libertà di espressione, quindi. Non vi può essere democrazia se non c'e' libertà di espressione. Il prezzo da pagare qual è? 
Una vignetta difficile da capire o magari bruttina.
Ma anche un pezzo satirico crudo, che fa male come un pugno nello stomaco.
E anche politici che offendono i cittadini del Meridione, politici che offendono coloro che non hanno un'orientamento eterosessuale, o politici che fanno affermazioni false solo per ingannare le persone.
Tutto ha un prezzo.
Poiché accettiamo come prezzo inevitabile queste ultime cose, possiamo anche accettare una vignetta grandemente significativa (anche se non per tutti facile da capire), sebbene un po' cruda.
Se accettiamo che un senatore annunci di volersi pulire le nobili natiche con la nostra bandiera, e che un altro definisca orango un ministro di colore della Repubblica, e che un altro spacci per risparmi determinati dalla riforma della Carta 500 milioni quando al più saranno 57, possiamo sopportare quei talentuosi e scostumati mattacchioni di Charlie.

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O vegano

O mio vegano succhiati un cardo
io sono a cena da chef Riccardo;
fatti l'amore col ravanello
che io mi mangio un coniglio bello;
coccola fiero di soia la fettina
io preferisco 'na gran fiorentina;
adoro salsicce salami e prosciutti
il tofu e il tempeh mi paiono brutti;
seitan mi dà tan un occhio ti cade
sul ragù di nonna: Satan retro vade!


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Non nascondete i cavi dopo aver bevuto due vodka

 

Questa mattina cercavo i cavi ai frutti di bosco che ieri sera ho noleggiato per tre giorni da un salumiere curdo che per hobby scrive short stories porno. Ci sono quasi diventato matto, ho guardato in ogni dove, anche nel reparto sanguisughe del frigo, alla fine mi sono ricordato che li avevo riposti accanto alla copia autografata del De Rerum Natura. Sollevato, ho rinunciato a uscire di casa perché non riuscivo a infilarmi le scarpe, e camminare a piedi nudi sui carboni ardenti non è mai consigliabile, dopo aver mangiato note a margine per colazione.

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venerdì 2 settembre 2016

Aridaje con Charlie

Passa il tempo e siamo sempre qui a parlare di Charlie Hebdo. Tralasciando il fatto che i giornalisti e i disegnatori che vi lavoravano sono stati trucidati pochi mesi fa da un branco di fanatici, il punto è che la satira non può avere limiti quindi può, sì, scherzare su tutto, anche sulla morte. Anzi: deve. Se ha limiti, non siamo in un paese libero. Quando un disegnatore o un giornalista commettono un reato, possono e devono essere applicate le leggi che già esistono: tutto il resto è fuffa, ipocrisia bella e buona. Una vignetta può essere bella o brutta, può far ridere una persona e non piacere a un'altra, può anche indignare o scandalizzare persone bigotte o sensibili o prive di senso dell'umorismo, ma la libertà di pensarla e di pubblicarla non può essere messa in discussione. Quella sui terremotati italiani è bruttina, ma il diritto di realizzarla è incontestabile. E' inutile che facciamo finta di essere tutti Charlie Hebdo quando nel mirino ci sono i musulmani se poi ci indigniamo quando prendono di mira il terremoto di casa nostra. Riflettiamo piuttosto sul fatto che è crollata una scuola, e che in generale , nella gestione dei finanziamenti, sta emergendo un bel po' di marcio come di solito accade in Italia quando si scava in cerca della verità: queste sono cose che meriterebbero indignazione, e rivoluzioni, non una vignetta bella o brutta. Chi la vuole vietare è illiberale, e a noi gli illiberali non piacciono. Preferiamo di gran lunga vignette dure o sgradevoli, anche se magari meno riuscite di altre.

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sabato 27 agosto 2016

Anche i morti fanno Pil, comunque

Leggo di Fico (vigilanza) incazzato come una biscia perchè Vespa e i suoi ospiti hanno detto in diretta che il terremoto fa crescere il PIL. Da notare che Vespa è quello, limitandoci ai casi recenti, dei Casamonica e del figlio di Riina. Reazioni immediate da parte di Vespa e di tanti altri che negano, accusano di aver estrapolato frasi, di aver stravolto il senso del discorso, e poi alla fine Vespa dice che è vero quel che ha detto, e cioè che la ricostruzione fa crescere l'economia.
Infatti nessuno nega che sia così, ma dirlo, e in quel modo, e in quel contesto, è di gusto pessimo. Che poi a dirlo sia uno dei più celebrati (non da me) giornalisti italiani e da un ministro, dà la misura del disgusto.
Anche la precedente boutade del Vespa sull'industriale friulano "felice" perché la sua fabbrica è crollata mi ha fatto cadere l'apparato riproduttivo sul ginocchio, l'ho preso al volo.
Allora potremmo anche dire che più morti ci sono più aumenta il fatturato delle pompe funebri, non è forse vero?
Sono frasi incredibili e inescusabili. Pronunciate non da due imbecilli brilli al bar ma da Vespa e Del Rio, e adesso difese da legioni di servi sciocchi.

Non volevo crederci. ho verificato.

Resoconto testuale:

(parlando di terremoto, mappa sismica, ricostruzione)

VESPA
...Ingegnere, fra l'altro questa sarebbe una bella botta di ripresa per l'economia, perché pensi l'edilizia che cosa non potrebbe fare, insomma, cioè, una cosa virtuosa...

DEL RIO
...beh adesso L'Aquila è il più grande cantiere d'Europa, di fatto, e anche l'Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà Pil... (subito avevo capito "gola" invece pare sia pil)

VESPA
.. ci lavora un sacco di gente...


Video:

https://www.youtube.com/watch?v=SQRW04CyVyM

L'idiozia di chi difende 'sta roba fa PIL? E il disgusto?



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Orgogliosi di cosa, esattamente?

Siamo orgogliosi di essere Italiani, perchè quando c'e' una tragedia accorriamo tutti e ci diamo da fare, e chi non si reca sui luoghi colpiti devolve denaro, invia cibo e vestiti, organizza raccolte fondi. Viva l'Italia, questo popolo di santi, poeti e navigatori, sempre pronto ad aiutare il prossimo in caso di bisogno.
Mi risulta che non siamo i soli a farlo, comunque. La solidarietà non è nata in Italia; tanto per fare un esempio mi pare che se ne veda ben poca nei confronti dei disperati che sbarcano sulle nostre coste.
Non vedo nemmeno tanta solidarietà nei confronti di chi cade a terra nella corsa ad ostacoli di questa vita organizzata secondo i freddi canoni di un capitalismo maturo, o di chi viene discriminato per bazzecole quali il colore della pelle o il sesso del suo compagno di vita.
La stessa Chiesa di Roma, così affranta per il recente sisma, vive nell'oro, tiene bordone ad impostori e pedofili e propugna ogni giorno idee inumane e inzuppate del peggior bigottismo.
Sono poi italiani, se non erro, anche quelli che non pagano le tasse o fregano lo Stato (e quindi fregano tutti noi, il "prossimo") in ogni modo possibile; quelli che fanno gli sciacalli fra le rovine; quelli che vanno là solo per curiosare e farsi un selfie; quelli che ci hanno governato per decenni senza fare nulla di nulla al fine di evitare disgrazie simili (in un paese civile un sisma del 6 non provoca morti, di solito); quelli che pensano e dicono che tutto questo è un castigo di Dio per i nostri peccati; quelli che costruiscono le case con la sabbia o che tirano su case antisimiche che due anni dopo crollano; quelli che costruiscono new town che pochi anno dopo sono inagibili; quelli che si rifiutano di applicare le leggi dello Stato perché obiettori e così facendo pregiudicano i sacrosanti diritti di inermi cittadini; quelli che intrallazzano, corrompono e rubano; quelli che ridono la notte alla notizia di un altro terremoto; quelli che ogni giorno, sul lavoro come a casa, si comportano in modo razzista e omofobo; quelli che col microfono o con la penna in mano si comportano peggio degli sciacalli; quelli che stuprano la Costituzione spacciandola per riforma essenziale ma non si occupano della normale amministrazione di un paese alla deriva; quelli che una volta preso il potere hanno come unico scopo quello di non perderlo.
Eviterei dunque queste eccessive esaltazioni per il nostro gran cuore, non siamo certo i migliori quanto a spirito di solidarietà, e siamo fra i peggiori quanto a senso civico. Diamo il meglio di noi stessi quando le cose vanno male? Può essere, anche se si tratta di una reazione piuttosto comune. Il punto è che qui le cose vanno peggio che altrove, è la colpa è solo nostra. Il terremoto non è colpa di Dio, o dei Fantastici Quattro, è un fenomeno naturale, terribile certo, ma reso ancor più terribile dalla immensa stupidità e dall'insanabile egoismo della ignobile razza che infesta questo pianetucolo perso nello spazio, che è causa del suo mal.
E chi viola le leggi, calpesta l'ambiente, mette a rischio vite umane in nome del dio quattrino, non è peggiore di chi dovrebbe ben legiferare e non lo fa, di chi dovrebbe ben vigilare e non lo fa.
Scaviamo, aiutiamo, ma evitiamo autocelebrazioni inopportune. Mi aspetto ricostruzioni celeri, trasparenti ed efficaci, non i soliti pastrocchi di costruttori assassini benevolmente blanditi da uno Stato complice. Mi aspetto investimenti in prevenzione, non in F-35. Mi aspetto politici che operino per il bene delle generazioni future, non per acchiappare i facili voti di quelle attuali (es: 80 euro). Mi aspetto fatti e non parole. Mi aspetto case antisismiche e non TAV o ponti sullo stretto, opere idiote sponsorizzate da farabutti e idioti. Perchè un popolo che tutto l'anno si comporta male e che elegge o sopporta buffoni ai posti di comando, e poi scende in piazza con le maniche rimboccate solo quando il mondo è crollato, non sono poi così sicuro che meriti il nostro rispetto e le nostre vacue e vanagloriose celebrazioni. All'estero lo sanno che siamo dei cazzari, non illudetevi. Appare chiaro a tutti, là fuori, e qui dentro a coloro i quali hanno conservato un minimo di lucidità e di civiltà.

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sabato 20 agosto 2016

La prossima sarà l'estate del burkini

Le donne devono essere libere di scegliere se indossare il burkini o no, indipendentemente che lo scelgano per costrizione maschile o, come molte fanno, per aderenza a principi religiosi: ribadito che a me sembrano entrambe le ragioni risibili. Lo Stato non può proibire il burkini, Valls ha preso una decisione immensamente stupida: così facendo rinfocola le tensioni, accresce le discriminazioni e le separazioni culturali e, banalmente, impedisce a molte donne di andare al mare...
Opportunamente oggi Travaglio pubblica una foto che dimostra come i suoi parenti di inizio secolo indossassero al mare i burkini senza saperlo.
Io prevedo comunque che l'anno prossimo molte occidentali sceglieranno il burkini, per ragioni di moda. Lo ha inventato una musulmana, l'anno prossimo potrebbe sfondare.
Io allora non posso andare al mare vestito di tutto punto o sì? Un Hare Krishna cosa può fare?
Fra l'altro la religione cattolica proibirebbe il sesso fuori dal matrimonio (uso il condizionale perchè mi vien da ridere): come mai Valls non salta su a dire che questa costrizione è illiberale e obbliga parecchie persone a contenersi contro la loro volontà?
E cosa diciamo dei mariti che sono contrari a che la moglie metta il due pezzi o si trucchi troppo? Anche questa è costrizione... facciamo una legge che metta fuorilegge il costume intero e il trucco blando? E i padri che non vogliono che le figlie si vestano con la mini?
Da qualunque punto di vista la vedi, è una scelta immensamente stupida. Come ha fatto notare Padellaro (se non erro), ci sarebbe voluto più rigore nel controllo dei tir di gelati (sic) parcheggiati per 9 ore in zona vietata a Nizza (...), altro che divieto di andare al mare troppo vestiti! Nel frattempo i bimbi in Siria muoiono come mosche, ma l'Europa fa il suo: vieta il burkini, che non si dica che noi stiamo con le mani in mano di fronte alle tragedie del mondo.

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martedì 16 agosto 2016

Dal burkini al mercato dei voti

Io questa storia del divieto del burkini sulle spiagge non la capisco.
E se non la capisco io che considero qualsiasi religione come una iattura, è tutto dire.
In altre parole: se vado al mare io con un rosario in mano, la Bibbia nell'altro e una croce d'oro enorme al collo, violo qualche legge? Perché il sindaco di Cannes, o meglio il provvedimento, dice: "L'abbigliamento da spiaggia che manifesta ostentatamente la propria appartenenza religiosa, in un momento in cui la Francia e i luoghi di culto sono oggetto di attacchi terroristici, può portare al rischio di turbamento dell'ordine pubblico".
Ma dico io: se ci siamo abituati (e bene, direi...) a orde di femmine che in riva al mare fanno vedere culi e tette con gran generosità, cosa vuoi che sia se una donna si veste un po' più morigeratamente... Per non parlare delle pance da gravidanza isterica multigemellare di molti uomini.
Poi vorrei sapere chi ha detto che il burkini è "simbolo d'estremismo islamico". Mah!
Stessa cosa per il velo: ma se ti sei abituato ai calzoncini corti (anche delle tredicenni oh yeah) che fanno vedere mezzo sedere (a proposito: continuate così, siete un po' ridicole, ma vi si guarda con piacere dopotutto, dico alle maggiorenni eh: le altre han genitori minorati, che vuoi fare?), perchè ti urta il velo?
Posso capire certi discorsi solo laddove sia impedito il riconoscimento della persona (tipo niqab ): ma questo è già vietato a tutti, da sempre non si può uscire di casa a volto coperto (anche se qualcuno farebbe meglio a coprirselo), anche a Carnevale in teoria (poi si sa come vanno certe cose in Italia).
E tutto questo lo dice uno che sarebbe per impedire qualsiasi manifestazione esteriore della religiosità (esempio: velo, sì, ma anche crocifisso in aula e simili), che è e deve restare un fatto privato (per me spiacevole, ma questo è un altro discorso, eh eh). La laicità come unica soluzione logica e unico rimedio ai fanatismi.
La solita vecchia logica: se sei cattolico non usare il preservativo, ma non fare una legge che ne impedisca la vendita a un prezzo ragionevole (che c'entrano gli altri con le tue idee?); se sei vegano rosicchia un cardo ma non mi stressare le pallette se addento un abbacchio; se sei del pd usa la Costituzione per accenderti il sigaro ma non mi sconciare quella di tutti a colpi di maggioranza risicata e ricatti e riccattucci e voti comprati qua e là al mercatino. Comprati in senso buono eh: si chiama ripensamento, io mi faccio eleggere dal Partito Rosso poi passo a quello Verde e il giorno dopo voto i provvedimenti di quello Blu, ma son sempre fedele a quello Rosso, anzi guarda: ci ritorno oggi!

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Ciao social

Mi fanno sempre tenerezza quelli che prendon su e si cancellano da un social perché un altro o molti altri lo prendono a secchiate, a torto o a ragione.
L'ultimo caso è quello del Bieber, ma penso a tanti, celebri e signornessuno.
Mi fanno tenerezza perché se non sai navigare non prendere il largo, a mare piatto siam tutti bravi, si alza il vento e vai in paranoia.
Chiudere l'account è un po' stupido: al massimo non rispondere, lascia sfogare, rispondi a tutti con due righe, tanto se un decerebrato (ehi! là fuori pullulano) scrive una cosaccia il responsabile resta il decerebrato medesimo.
Se poi sei una celebrità, non ti capisco per niente: nemmeno ti do quelle attenuanti che potrei riconoscere allo sconosciuto poco avezzo alle chiacchere 2.0.
E' risaputo che se ti prendono di mira possono metterti in difficoltà, come nella vita: si chiama bullismo, ma la traduzione più fedele sarebbe idiota vigliaccheria (chi attacca in gruppo è per prima cosa un vigliacco). Poi in genere non hanno argomenti, solo offese, e hanno pure torto: le peggio robe della vita che battono le zampe su una tastiera.
Oggi tutti hanno uno smartphone (telefono intelligente, il telefono però, non loro) e tutti hanno facebook, twitter, whatsapp, tinder, messenger, etc. Un po' come se tutti avessero un elicottero: avremmo cento stragi all'ora.
Il web è democrazia, ma è anche un formidabile veicolo dell'idiozia e della violenza. Non ha senso demonizzarlo, è uno strumento. Come un coltello: io lo uso per tagliare la fettina, un altro per informarci ad alta voce che il suo dio sarebbe grande: ma la colpa non è del coltello.
Infatti io non incolpo l'era dell'internet, dico solo che potenzia ed enfatizza gli scemi, tutto qui.

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domenica 14 agosto 2016

Sul suicidio, sempre più di moda

Va molto di moda il suicidio e ancor di più l'omicidio-suicidio. Non posso giudicare il caso singolo, non ho elementi. Non sono contro il suicidio, da un punto di vista teorico, e so bene che quello che porta un essere umano a uccidersi è spesso così complesso e insondabile da non poter essere liquidato con due frasi sciocche e banali. Rispettiamo le scelte altrui anche quando ci paiono incomprensibili. Ma c'e' un ma: per essere rispettate devono essere rispettabili.
In generale, mi stupisco infatti di come faccia una persona a uccidersi e uccidere, sapendo per esempio che così facendo lascia solo al mondo suo figlio. E' come tradire un impegno che hai preso. Escludo ovviamente i casi di malattia mentale, rari ma in grado di giustificare anche atti assurdi.
Se non hai figli, se pensi che tua moglie e i tuoi genitori o amici non soffriranno più di tanto per la tua scomparsa, o se proprio non hai moglie o genitori, se non hai in piedi attività che se improvvisamente private della tua presenza fallirebbero causando danni ad altre persone, e se davvero ritieni che ucciderti sia la soluzione alla tue sofferenze, ok: in caso contrario il suicidio è un atto scorretto.
E purtroppo quello che va sempre più di moda è l'omicidio del coniuge unito al tuo suicidio col figlio che resta solo al mondo; o il tuo suicidio con moglie e figli che ti sopravvivono.
Pochi capiscono che fare un figlio, sebbene possa essere un infortunio (si fa per dire) e non una scelta, è un impegno umano di importanza capitale che devi onorare sino all'ultimo, anche col mare in tempesta (col mare piatto siam tutti marinai provetti, no?).
Ecco quindi quello che non approvo: il suicidio-omicidio perché è comunque un omicidio, e il suicidio in sé quando, motivato o no, è frutto di egoismo.
Chi ha un legame non è più padrone della sua vita, non può disporne come chi è libero.
D'altra parte nessun dottore ordine di sposarsi o di mettere al mondo un bambino, che io sappia.
E' un egoismo figlio dei tempi, della disperazione e della chiusura di questi tempi bui, in cui la paura dell'altro è alta e così l'incertezza del futuro, in cui le disuguaglianze sociali ed economiche ti mettono all'angolo della vita. Siamo una società solo sulla carta, in realtà non c'e' solidarietà, condivisione, unità di intenti, c'e' ingiustizia e violenza, egoismo e intolleranza, paura, povertà e disperazione. Siamo un insieme di persone, non "facciamo" società. Siamo mele in un cesto, ma non siamo un cesto di frutta. Uno si sente abbandonato, e lo è.
Questo non giustifica l'estremo egoismo di chi abbandona un figlio, può solo contribuire a spiegarlo. Alla fine, chi è genitore e abdica dimostra di essere indegno del compito che si è assunto.
Avere un figlio (o una moglie, una madre, ma soprattutto un figlio, non c'e' paragone) è incompatibile col suicidio, qualsiasi cosa ti accada. Spiace che molti non sentano questo nel loro cuore insensibile (fare un figlio non vuol dire essere persone sensibili o valide) e vieppiù indurito da un'esistenza che può anche diventare insopportabile.

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Crimea, Putin scalda i motori

Putin ha voglia di menare le mani, d'altra parte chi ha tante armi da parte ogni tanto deve usarle, è normale, un esercito si intristisce se fa sempre esercitazioni, e le armi invecchiano, e non hanno mai verifiche sul campo. La guerra invece rivitalizza un paese, rinfocola l'orgoglio nazionale, stimola l'economia e nel caso in cui si concluda con la conquista di un territorio offre nuove possibilità di sviluppo. Il leader che mostra i muscoli vede rinsaldata la sua leadership e incrementato il suo consenso, il paese dimentica i problemi interni di crescita economica insoddisfacente e forte disuguaglianza sociale e si compatta per far fronte al nemico esterno che qualcuno si è inventato. La guerra è un toccasana, tranne che per quelli che partono in divisa e tornano in un sacco nero. La stessa logica sta dietro le cosiddette missioni di pace che sono in realtà illegittime ingerenze in un paese straniero effettuate al solo scopo di difendere interessi economici anche a scapito di vite umane. L'uomo ha sete di sangue, solo che adesso le chiama missioni di pace.

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Lode all'idiota

Domani è Ferragosto, gli idioti dei gavettoni avranno il loro giorno di gloria. Questa ricorrenza mi spinge a riflettere sul fatto che questa è senza dubbio l'epoca degli idioti: davvero non saprei quale altra epoca potrebbe essere migliore per nascere, per un idiota. Occupano posti di responsabilità, decidono della tua via, guadagnano bene, hanno successo sui social: una pacchia. Alcuni governano addirittura o si candidano ad elezioni presidenziali!
Un tempo l'idiozia era un limite, adesso un atout; un tempo definiva le tue possibilità, oggi le potenzia; un tempo era benevolmente compatita, oggi è celebrata.
Nascevi un po' idiota, eri lo scemo del villaggio; oggi lo nasci ma soprattutto lo diventi coltivando per bene l'idiozia e sei il villaggio.
Se sono uomini e li chiami idioti, pare che tu sia invidioso perché loro guadagnano dai 200mila l'anno in su e abbronzati e tiratissimi si godono l'estate fra happy hour e donne facili mentre tu vestito da straccione fai la spesa al supermarket; se sono donne e osi criticarne l'idiozia sei un maiale sessista; se sono neri e idioti sei razzista.
Secondo me invece son proprio loro che sono idioti, ma io non sono un medico, potrei sbagliarmi eh.
Lo vedi da come parlano, da cosa scrivono, da come guidano, da cosa pensano: li riconosci subito. Sono idioti che ce l'hanno fatta: quindi occorre complimentarsi, se si vuol essere sportivi. Ce l'hanno fatta non a diventare normali, no: a far prevalere il loro brand in un epoca con scarsi punti di riferimento e farne così il loro habitat.
Sono molto più pericolosi dei cattivi, che pure non scherzano in questa fase, perché a differenza dei cattivi sono imprevedibili.
Sono l'esempio da seguire, quelli che ce l'hanno fatta e se ce l'hanno fatta loro voglio farcela anch'io che penso di essere abbastanza idiota dopotutto (o forse no? ahimè che sciagura non esserlo), altro che fare il pompiere.
Hanno ragione loro, sono in maggioranza, e comandano: lode a chi ce l'ha fatta a peggiorare la società invece che a migliorare se stesso.
I nostri figli rischiano fortemente di emularne le gesta; l'educazione familiare, quella scolastica e quella diffusa tramite i media sono fatte apposta per formarne nuove leve.
Il mondo non perirà, ha un futuro. Idiota, ma ce l'ha. Chissà, forse val la pena provare, al limite rovineremo ridendo dell'idiozia che ci circonda, sempre meglio che rovinare colmi di tristezza.

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sabato 13 agosto 2016

Ancora sui padroni di cani, ahimé

In questo periodo leggo di tanti casi di cani che azzannano bimbi.
A me non interessa sapere se il bimbo ha fatto qualcosa o no (nell'ultimo caso per esempio par proprio di no).
Noto che nessuno si indigna.
Parliamo di cani che ti assaltano con ferocia e spesso senza ragionevole motivo, che ti prendono alla
testa, alla gola, alla bocca, sull'occhio, che ti mandano al creatore o ti sconciano orrendamente. Spesso le vittime sono bambini.
Ma i cani godono di un buon ufficio marketing presso la specie umana: quella che sarebbe dovuta restare una sana alleanza tra l'essere umano e un animale fedele, intelligente e servizievole (come quella coll'asino, col cavallo o con la mucca, molto più utili fra l'altro) è diventata una patologia.
Cani di media stazza in 70 mq, spese folli per cibo, veterinari, etc, maleducazione nell'imporre ad altri il proprio animale (avere un cane non è un diritto e comunque non deve arrecare disturbo a nessuno).
Persone che sono incapaci di badare a se stesse e che hanno un cane. Persone che non sono in grado di badare a un figlio e che hanno un cane. Persone che lo prendono e poi si stufano, e lo abbandonano, o lo trattano male (non farlo passeggiare abbastanza o tirarlo per il collo quando fa il giretto e vuole annusare ovunque è maltrattarlo).
Nella città in cui vivo per esempio non esiste in centro un parco per bimbi propriamente detto, con due giochini etc. ma solo una piazza "adibita" a zona bimbi (l'area prevista è comunque invasa da cani anche liberi).
Per il resto solo asfalto.
Ma esiste un'area sgambatura cani: follia.
Ma il guinzaglio? E soprattutto la museruola???
Io sono contrario ad avere cani con bimbi, ma è una mia opinione. Ho valutato i vantaggi (molti) e gli svantaggi (forse di meno, ma pesanti): e ho deciso per il no.
E' indubbio che un cane è imprevedibile, come e più di un uomo. Questo nessuno puo' negarlo.
E' un animale. Uno di quelli che mi piacciono di più, dopo la mucca.
Caruccio, fedele. Lo abbiamo addomesticato. Ma resta un animale. Il cui habitat non è un appartamento.
E che non può ruzzolarsi tutto il giorno a terra con neonati o bambini: la situazione è per definizione rischiosa.
Avere un cane senza un giardino è sempre, ripeto: sempre una forzatura.
Spessissimo si incontrano cani senza padrone che girano per la città. Spesso col padrone ma senza guinzaglio. Museruola? Ahahaha.
Marciapiedi zeppi di deiezioni, muri, pali e pneumatici bagnati.
Le frasi ma è buono, non farebbe male a una mosca, non ha mai fatto male a nessuno sono frasi idiote: un cane non fa male a nessuno finché non lo fa. Come tutti. E lo dice uno che metteva la mano in bocca a un cane, non mio: mi fidavo, ma decidevo io di fidarmi, non lo decidevate voi! Non ditele certe frasi, fate pena.
Se tu hai un cane non devo calpestare il suo regalino, io; non devo essere costretto a prendere in braccio mia figlia, io; non devo temere per la sua incolumità, io. Non mi devi scassare le cosiddette perché tu hai un cane. Perché allora io prendo una tigre e poi la porto in centro (col guinzaglio eh): è buona, non ha (ancora) sbranato nessuno. Oppure compro un gallo che alle 5 tutte le mattine ti impedisce il sonno. O mi doto di un termitaio.
Ci vuole rispetto.
E l'amore per gli animali non deve diventare né patologia né mancanza di rispetto per gli esseri umani, che vengono sempre prima degli animali, e chi non la pensa così ha seri problemi.
Fra l'altro se il tuo cane fa del male a un terzo, spero tu sia assicurato. E in ogni caso ti si apre un tunnel di cause, risarcimenti e spese che nemmeno ti immagini: pensaci bene prima di non usare guinzaglio e museruola, rovini qualcuno e ti rovini da solo.

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Sassuolo - Stella Rossa

Sassuolo - Stella Rossa del 18.8, invito ai negozianti della zona a tener chiusi gli esercizi a causa dell'arrivo di 1000 tifosi serbi, probabile ordinanza anti-alcol, città blindata etc.
Classiche domande:
1) è giusto che paghi la collettività per blindare una partita di calcio (che dovrebbe essere una festa di pace e fratellanza)?
2) non sarebbe stato meglio non far venire i serbi?
Risposte
1) sì, perchè se allo stadio trovi avanzi di galera la colpa è di chi fa le leggi, quindi dello stato: la violenza negli stadi è eliminabile, solo occorre volerlo... I delinquenti son sempre quelli, basterebbe stroncarli, non blandirli come si fa ora. Adesso la risposta è punti di penalità alla squadra i cui pseudo tifosi matteggiano, la risposta intelligente sarebbe chi matteggia vada a marcire in fondo a una cella, facile no? E gli stadi tornerebbero a essere oasi di pace e amore, al limite con qualche sfottò e qualche sano vaffanculo.
2) No, sarebbe come chiudere le autostrade perché ci muoiono persone: occorre sbriciolare chi viola il codice della strada, anche qui la soluzione sarebbe semplice, ma non la si vuole.

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domenica 7 agosto 2016

Poligamia come diritto civile

Il fondatore dell'Ucoii pone un'interessante questione.

Riporto, da repubblica.it:

"Se è solo una questione di diritti civili, ebbene la poligamia è un diritto civile". Lo scrive sulla sua pagina Facebook Hamza Roberto Piccardo, fondatore dell'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche italiane, postando una foto del sindaco Giuseppe Sala a Palazzo Reale insieme con una delle prime coppie unite civilmente a Milano. Sopra l'immagine, il commento di Piccardo: "Anche la poligamia è un diritto civile".
Il post ha aperto una lunga discussione sulla pagina del social network, nella quale Piccardo spiega in altri post che "noi chiediamo la poligamia secondo la Rivelazione e tradizione. Le forme diverse non ci riguardano". E ancora: "Io e milioni di persone non condividiamo la relazione omosex e tuttavia essa è lecita e ne rispettiamo gli attori. I soggetti interessati sono comunque una minoranza, come lo sarebbero i poligami. L'intera società può accettarli tutti".

Lo so, sette persone su dieci risponderebbero "sei in Italia, ti devi adeguare alle nostre usanze e leggi, vattene a casa tua, etc." E due non sono sicuramente arrivate a leggere fino a questo punto il mio post. Ne resta una, provo a ragionare con questa (sfida possibile) e a cercare di convincere le altre sette (difficile impresa).

Il discorso secondo il quale se vai in un paese X devi rispettare le sue leggi mi piace. E anche le usanze. Questo non vuol dire che tu non possa mantenere anche le tue, ci mancherebbe. In pratica: puoi non bere alcolici, ma non puoi incavolarti se io mi sbronzo. Si chiama convivenza (e anche alcolismo, magari:-) Se però una tua usanza è quella di uccidere un gatto sul terrazzo ogni venerdì, te lo scordi. Quindi le tue usanze sì ma non devono andar contro le nostre leggi.
Detta così, se ne dedurrebbe che ti puoi scordare la poligamia (in Italia è reato). Però le leggi possono anche essere cambiate; possono essere ingiuste. Esempio: le leggi razziali. O quella che definisce il reato (sic) di clandestinità.

Io la chiudo qui ma il tema andrebbe dibattutto a lungo, non è banale come menti banali potrebbero giudicarlo (se vuoi più mogli resta nel tuo paese).
Il punto è: perchè non permettere la poligamia, se regolata? Se un uomo, per esempio, decide (è così pazzo da decidere di) sposare due donne, e ne assume gli impegni relativi (quelli del normale matrimonio civile omo o etero), e le due donne lo sanno (meglio precisarlo) e sono d'accordo, e non vi è coercizione, dove sta il problema? Figli tutelati, etc. Tanto più che la poligamia interesserebbe una minoranza.

Naturalmente, per uguaglianza, dovrebbe trattarsi non solo di poliginia: e qui non so se all'Ucoii andrebbe bene. In pratica il diritto dovrebbe essere riconosciuto a tutti, anche alle donne... e regolato in una qualche misura dato che per natura tende ad aumentare un po' il disordine sociale, nel senso non di mancanza di ordine ma nel senso di maggiore intreccio di relazioni.

Ripeto, occorre parlarne. La richiesta pare assurda, buttata lì così. Ma forse del tutto assurda non è. La democrazia, la laicità, la libertà sono esercizi bellissimi ma complicatissimi.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/08/06/news/unioni_civili_milano_poligamia-145477509/?ref=HREC1-4


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