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domenica 26 febbraio 2023

Telenovela di un incontro al super



(È stato veloce ma bello)
[testo imperdibile, non lo dico per vantarmi, sarebbe come promuovere un cocktail ghiacciato nel deserto).

Al super incontro una ricciola nera giovane non alta con mascherina nera (chirurgica). Cappottino lungo spigato, maglia mi sembra nera, pur non essendo vestita da femme fatale né da milf sadomaso ha un atteggiamento serioso del tipo “so tutto io e tu che sei maschio sei solo un verme misero e d3ficiente, un invertebrato buono solo per pulire i c3ssi, striscia ai miei piedi adesso brutto bast@rd0 o ti scortico quella pelle di merd@ che ti ritrovi con una cinghia di cuoio nuova di pacca e ti riduco il kulo a una focaccia rossa come il tuo conto in banca” (che, per dire, io avrei pure accettato, eh). Evidentemente ha colto in me una certa appena accennata sissy attitude, chissà.

Questo (il fatto di avere la mascherina)  le evidenzia ancor di più gli occhi, davvero belli. A momenti ci scontriamo davanti al reparto yogurth ma io mi fermo e con perfetto gesto cavalleresco (son signore) la faccio passare trattenendo il respiro fino all’ipossia pur di apparire slanciato e di liberare il passo dal pancione. Gli yogurth, specie quelli parzialmente scremati, si fanno scappare un risolino, questi secchielli di latte marcio pieno di bifidus. Fine primo tempo. E’ iniziato un amore?

Piano di sopra. La ribecco tre volte per puro caso fra le corsie e me la studio bene, da dietro e di fianco, che occhi mamma mia santissima. E poi quell’atteggiamento un po’ arrogante che per me è tipo il miele per gli orsi. Già mi schifa, lo sento, vorrebbe calpestarmi, le faccio pena, è una domina che ha individuato il suo slave, siamo quindi a buon punto! Ottimo!

Alla cassa, dopo un quarto d’ora, mi giro e lei  è dietro di me che ho una ventina di prodotti, lei tre (3). Ma allora mi segue! Non può essere un caso, l’ho agganciata questa furbetta. (Delirio). Per un maschio accoppiato tenersi in esercizio nelle tecniche di seduzione è basilare (consigliato da 9 medici su 10, e il decimo è un coglionaxxo): se un giorno resti solo e non ti sei mai esercitato per anni, fai la fine di quei gattini domestici che si trovano per strada per la prima volta nella vita e in due ore muoiono.

Allora faccio il galante, come mi è naturale (ci si nasce, raga, lasciate perdere, fareste ridere) proponendole di passare (devo ammettere, lo faccio anche come test, perché se una donna alle 19,40 con tre prodotti in mano rifiuta di passare avanti vuol dire che le stai sulle balle). Sono sposato e c’era pure mia figlia ma, come ho spiegato a lei dopo, essere sposati non vuol dire non poter guardare, apprezzare, scherzare con altre donne (con la cassiera, molto simpatica e sciolta, tutte le sere è un mezzo show a cielo aperto), eventualmente sbavicchiando un poco. E poi questo era un test! Roba scientifica, insomma. Mi sacrifico sempre volentieri per il bene dell’umana specie...

Io dunque mi offro con un beau geste di farli passare avanti, questi occhi acchiappini... E lei rifiuta! Sta gran fia... Dice che non importa. Te possino...
Ma no, non me la prendo, scherzo... anzi: ne apprezzo la superbia. Mi capita a volte che donne rifiutino, son quelle che pensano che ci provi o che sono antimaschi e non tollerano questi gesti cavallereschi (che io, noto provolone, spesso però faccio anche con uomini etc.)
Ma... sorpresa! (Mauro never dies)

Appena ho pagato si fa avanti alla grande, aprendo quegli occhi acchiappamaschi come due fari nella notte e mi chiede di poter usare la mia carta del super (per poter avere sconti sui prodotti, lei non l’ha -che sia antisistema? o l’ha lasciata a casa -o solo svagata?). Ha un modo tutto suo di chiederlo, un po’ paraculo, come se fosse lei a farmi un favore e non io. Siccome se presti la carta a un altro lui si becca gli sconti ma tu i punti, lei non dice: puoi prestarmi la carta?, ma dice, ‘sta furbacchiona: se vuoi puoi usare la tua carta sui miei prodotti! Io accetto, son gentiluomo, è noto, lei sorride, alla fine mi saluta pure. Insomma, ho recuperato dopo il 90’ e da 0-1 son passato a vincere 3-1. 

Che poi questa frase “puoi usare, se vuoi (...), la tua carta sui miei prodotti” ha un che di chiaramente sessuale, è esplicito il riferimento (amore, usa la tua carta dai! proprio qui, e qui, sui miei prodotti... ahhhhhhh).

La rivedrò? Probabilmente mai. E’ stato un amore fugace, ma profondissimo!

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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