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giovedì 30 marzo 2023

Sporcano un sogno


Ci sono società sportive (tutte tranne una o due) che non possono dire di no a quella società. Non possono rifiutare un affare, un movimento, una proposta. Non possono effettuare un movimento di mercato sgradito a quella società. Pena: l’emarginazione (se accettano il premio è la benevolenza o addirittura il trattamento di favore, in ogni caso non l’emarginazione). Se scatta la f@ -tw@, nessuno vorrà più fare affari con te per paura di analogo trattamento. I giudici, si spera, ne terranno conto. Il ganglio era dominato da quella società, totalmente. E lo è tuttora.
Guardate quell’allenatore di origine non italiana, famoso per la spregiudicatezza del suo gioco offensivo, quanto ha penato... Nessuno può ingaggiarlo o quasi, pena diventare nemico di chi è meglio non avere mai come nemico. Basta un’occhiata, una telefonatina.E’ un sistema drogato, marcio. Che ha rovinato lo sport, il calcio italiano. Che falsa i tornei e ci fa apparire corrotti agli occhi del mondo. Che umilia i valori più puri dello sport. I corrotti e gli affaristi devono essere radiati, oltre che sanzionati e penalmente puniti in maniera feroce. Sporcare il sogno di un bambino, o di un fan adulto (che è sempre un po’ bambino) è un peccato irrimediabile. 

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mercoledì 29 marzo 2023

Analisi semiseria di alcuni comandamenti

(è un testo che io leggerei più volte, se non l'avessi già così magnificamente scritto)
(nel pezzo parlo anche direttamente con Dio -dandogli del tu, perché siamo gggiovani-, ma il mio psichiatra lo sa)
Esaurite le boiate sesquipedali (Esodo. 20,17: "Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" [prima di vederla non so come è messa, e quando la guardo se mi piace la cosa è immediata, come impedire a uno di visualizzare un elefante rosa nella mente se gli dici "non pensare a un elefante rosa!", su, Dio, un po' di sano realismo eh...]), boiate, dicevo, che mi sanno di psicopolizia o Minority Report, esaminiamo il comandamento number 9, un evergreen delle Tavole della Legge.
---Non desiderare la donna d'altri---
Non lo trovate un filino sessista?
Intanto non esiste il comandamento "non desiderare l'uomo d'altri", e passi (si fa per dire, stava dettando Dio, un po' di precisione la si potrebbe pure pretendere). Per fortuna il nono è messo prima del decimo, pare quindi che la donna non sia "roba" e conti più della stessa, è già qualcosa. Ma poi se leggo sempre l'Esodo mi cascano le braccia: "Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo": moglie e buoi dei paesi tuoi, insomma. Certo che Dio ha un senso altissimo del diritto di proprietà, il contrario di Carletto Marx.
Anche se non penso che l'ordine numerico rifletta un ordine di importanza, altrimenti saremmo messi malissimo, dato che santificare le feste (eh???) vien prima di non uccid3 -re: (è un kill3r spietato, ma la domenica si riposa e va a Messa, quindi prosciolto").
E poi quanto è bruttarella, eh Dio, quell'espressione "donna d'altri". Tu non ti vedi o hai una relazione con una donna, ma la possiedi, è tua, e se tu desideri la mia donna sei un peccatore e io ti vengo a cercare (non nel senso che intendeva Battiato, però). Dio, mi sa, ha fatto primarie non eccezionali, è un po' grezzo quando si esprime (detto con pardon, comunque oggi eviterò di uscire, caso mai decidesse di scagliare qualche fulmine avanzato).
Io (ecco l'hybris che ispira Mauro a sostituirsi a Dio al tavolo dello studio) avrei scritto: "Non insidiare una donna o un uomo se ha una relazione affettiva con altri, ufficiale o ufficiosa ma comunque da te conosciuta o, se ci provi, bricconcello, fermati se la persona che desideri manifesta irritazione" ma capisco che così Mosè non ci avrebbe capito nulla e ci avrebbe messo duemila anni per scolpire le tavole della legge (già Mosè era balbuziente, no so come se la cavasse sotto dettatura, e immagino con uno scalpello, mica con una penna a gel).
So perfettamente che in realtà i comandamenti sono più lunghi (Dio era prolisso?) e che sono stati ridotti per venire incontro alle facoltà mentali del fedele medio, appunto ridotte, ma mi piaceva giocarci.
So anche che secondo il Libro dell'Esodo nella Torah, queste leggi sarebbero state scritte sulle tavole di pietra «dal dito stesso di Dio» [anvedi che atto di forza, un filo vanaglorosio, ehi Dio è peccato, eh!]; ma secondo un'altra tradizione biblica, sono state scritte dallo stesso Mosè [nessuno ci vuol mettere la faccia, insomma: lo capisco...vabbè, dai lo prendo io il cerino, le ho scritte io, ma copiavo da Satana, solo che ho copiato male].
Wikipedia riferisce che "I moderni bibliologi discutono ancora oggi se Dio abbia comunicato i suoi dieci comandamenti direttamente al popolo d'Israele o se la notizia sia stata portata al popolo da Mosé": appena lo appuriamo, vi faremo sapere. Forse potremmo chiedere alla nota bibliologa Meloni, che di profeti che dividono le acque e NON prosciugano fiumi pare intendersi.
Il sesto mi fa spanciare. "Non commettere atti impuri". Dire non ti toccare o non fare sporcellerie pareva brutto. "Tieni le mani sul tavolo" non l'avrebbero capito tutti (se segui una religione non sei sveglissimo, eh!). Per atto impuro il Creatore intendeva, mi sa, l'adulterio (aridaje, ma c'hai la fissa, eh...: hai avuto brutte esperienze? Dai, su racconta, apriti...), però i preti vi ricomprendono anche le manovrine sospette in zona genitali, che del resto, secondo la nota Scuola di Francoforte, possono anche essere visti (i genitali, intendono) come un "giocattolo a costo zero che abbiamo sempre con noi [sic], pronto alla bisogna nei momenti di noia o quando NON c'è la pubblicità su rete4".
Dio comunque aveva una certa opinione di se stesso, lo dimostra il primo comandamento. Del resto, quando tutti dicono che hai creato l'Universo non puoi non montarti la testa...
 
 
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domenica 26 marzo 2023

Io non dimentico




Mi ricorderò di tutto quello che mi fate o non mi fate.
Non avrò il tempo di rendervi la pariglia, probabilmente, perlomeno non a tutti e nella misura che sarebbe più equa: il Tempo corre e la Morte si sporge già un poco. Ma non è detto. Io sono un tipo che non dimentica, per me la vendetta, sebbene inutile a fini pratici, è un valore e io mantengo la stessa ferocia nel rivalermi sul colpevole anche dopo decenni. Per me il Tempo attenua il dolore, sbiadisce il ricordo, sfuma le asperità, ma non intacca il desiderio di farla pagare a chi lo merita: penso di essere stato chiaro.

Mi ricorderò di chi mi ha mentito (da Chiara -menzogna lieve ma evitabile- a tanti altri). 
Di chi mi ha tradito o diffamato (non pochi, forse la prima è stata una ingenua e già cattiva Alessia quand’ero ancora ampiamente minorenne).
Di chi ha rotto amicizie lunghe anni per ragioni futili dopo aver usato con me a piene mani superficialità e ingratitudine (ciao Federico). 
Di chi ha fatto promesse vuote e appena è riuscito a “sistemarsi” (anche grazie a un mio piccolo aiuto) mi ha cancellato dalla sua vita (ehi, Sara...). 
Di chi è sparito, così, semplicemente, perché si è stufato o perché fingeva.
Di chi si divertiva a usarmi come bersaglio fin quando non l’ho sepolt0 sotto una riga nera (Dino, e poi quel tale di quinta che si permetteva -io, matricola- di importunarmi, etc).
Di chi ho dovuto lasciare in mare aperto perché razzista o sostanzialmente idi0ta (Carmela, chi si rivede! Ehi, c’è pure Aldo!)
Di chi ha preferito troncare i rapporti con me per servilismo emotivo e assenza di indipendenza nei confronti di chi mi aveva fatto un torto (una bella S., l’unica che preferisco non citare nemmeno per nome, sarebbe troppo identificabile).
Di chi ha parlato alle mie spalle e mi ha usato per anni (ciao Paolo). 
Di chi mi ignora salvo quando servo (non pochi). 
Di chi si accorge di me solo quando sbaglio (non spesso, ma accade) e sottovaluta il mio apporto quotidiano (stesso discorso: F.)
Di chi non ha avuto fiducia in me (alcuni sono insospettabili, eppure sono colpevoli; una, in particolare, R., non sarà mai scusata, e mi è molto vicina, ma mi ha tolto una cosa non recuperabile). 
Di chi ti tratta come uno strumento, o come se fossi invisibile (di base, quasi tutti).
Di chi stravolge i ricordi e i fatti (una legione).
Di chi ti giudica, e non ha l’altezza per farlo (due legioni, fra cui due ingressi recenti, discretamente insospettabili).
Di chi non ti sta a sentire, e invece dovrebbe per gli impegni liberamente presi (argomento delicato). 
Di chi infrange i patti e manda all’aria tutto senza ragione, e lo ha già fatto nella sua vita (...).
Di chi cambia radicalmente e pretende di andarti comunque a genio.
E chissà quante fattispecie di sottosviluppati emotivi dimentico.

E andando avanti sarà sempre peggio, perché la vecchiaia è una malattia orrida e perché le persone invecchiando non migliorano, anzi: generalmente peggiorano, e figuratevi cosa accade quando già facevano schifo da giovani... E parallelamente tu diventi invisibile, sempre meno utile, sempre più da evitare, un rifiuto molesto.

Accetto la reciprocità, naturalmente: ricordatevi pure dei miei sgarbi e dei miei torti. Però trovatevi anche qualcos’altro da fare, perché ce ne sono stati pochi pochi... 

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mercoledì 22 marzo 2023

Il lavoro si paga, le persone non sono cose


Qui pare che il favore lo faccia chi ti offre la possibilità di un lavoro.
Mentre lo fa, SEMPRE, chi lo presta.
La forza lavoro prestata infatti è SEMPRE pagata meno di quel che vale, anche quando non a livello di schiavitù (il che accade comunque non di rado).
So bene che andare avanti è dura, a causa di concorrenza, tasse, burocrazia, crisi economica generale, costo del lavoro. Ma la risposta non può mai essere ridurre la sicurezza sul lavoro o pagare la forza lavoro meno di quel che vale; se la risposta è questa, dovresti chiudere e fare altro.
Presupponendo parità di serietà e professionalità da ambo le parti, questo è. 

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mercoledì 15 marzo 2023

Letto matrimoniale cosa?



 

Il letto matrimoniale, finiamola di chiamarlo così. Lo usano anche quelli che non si sposano in chiesa, o non si sposano affatto: convivono, oppure arriva l'idraulico (o la corriera, non nel senso del bus eh) e, finita la riparazione o la consegna, decidi di fargli o farle vedere la camera (per completezza, sia chiaro), oppure due amici e tre sambuche e la serata prende una piega un po' così, oppure due amici che per non creare equivochi e non prender pieghe (sia con che senza sambuche) mettono a metà la classica fila di borsoni (in gita quante volte...). Lo usa anche chi è single, a volte: perché se lo è trovato o ritrovato o perché gli piace star comodo o perché riceve in quantità. Diciamo letto a due piazze, letto grande, letto a due posti, lettone (vedi Sputin e Papi), letto queen (si dice pure così, sapevatelo...). Eviterei giaciglio, talamo, alcova, cuccia, materasso per fare le cosacce, "scann@toio", garçonnière.
E già che ci siamo, diciamo che quello standard è troppo piccolo (160x190); 193x203 se è grande -king size-, e qui andiamo già meglio; il queen in realtà è 150X200. Sarà che non peso 50 chili (forse sì se un piede lo lascio fuori dalla bilancia) ma lo trovo angusto, specie se lo usi durante il dì per fare altro (lavoro, sognare a occhi aperti, etc) e specie durante le grandi manovre (gli sposati posso saltare il paragrafo). Perché se per dormire è ok (a meno che il sonno non sia super agitato), mica lo usi solo per dormire, il letto (ma davvero?). Lo usi anche per morirci (toccatevi pure in libertà, non mi formalizzo, io non credo che toccarsi serva -non per scaramanzia, almeno...-, ma se volete dare una veloce lustratina ai gioielli per sicurezza -non è vero ma ci credo o simili-, non ve lo impedisco: la maggior parte della gente muore in un letto, sapevatelo anche questo), lavorare, mangiare (io no, odio le briciole o le macchie di cibo sulle lenzuola -ciò pare denoti una mentalità paranoica, secondo il mio strizzacervelli che saluto con affetto -ciao doc, ci vediamo domani come al solito), riposare durante il giorno, leggere, fare zum zum (ops). E specialmente in quest'ultimo caso, essendo varie le tipologie di spostamento truppe che possono essere necessarie, e (ma qui lo diciamo sottovoce) il numero di soldatini (non necessariamente prefissato) coinvolti, le misure risicate infastidiscono, c'è sempre "un pezzo che spunta di fuori" (detto in termini altamente tecnici). E' anche vero che la camera non deve essere piccola per ospitare un letto king size e la mia non è grande (ho capito: orge escluse, scambi di coppia da valutare). Certo, se privilegi il lato lungo hai meno fastidi ma sai che noia, e poi a volte, specie in primavera, i movimenti si improvvisano un po' e ti ritrovi messo in vari modi, che non sto a precisare (non trovo il goniometro, non lo uso dalle medie).
Io poi ho rialzato i piedi in fondo di 12 cm con apposito rialzino (tipo scarpe di Papi col tacco nascosto), mossa consigliata per la circolazione (fa bene anche ai ggiovani, inutile far battute: difatti è così da anni, il mio letto, spiovente verso la zona cuscini, tipo tetto). Questo all'inizio ti disturba, per due o tre giorni, ti sembra di essere su una rampa di decollo e hai la "sindrome del conto alla rovescia" (countdown syndrome, scoperta dalla dottoressa Naltra Boutade), poi ti abitui e non ci fai caso, a volte puoi sfruttarlo per assecondare certi movimenti se quel giorno sei più pigro del solito (yup). Ma attenzione, se hai le doghe (ehi, non è un refuso, la "r" non ci vuole): escono di sede con facilità, se scambi il letto per una palestra, o si rompono (e in quel cosa conoscere la lista dei santi ufficiali rende le imprecazioni più professionali e meno ripetitive).
Alla fine, chi ti demonizza se non ti sposi in chiesa, vorrebbe che non si chiamasse matrimonio quello officiato in un comune, e di certo che non si chiamasse così quello (oddiomio) tra due appartenenti allo stesso sesso (scandalo!) Io son pure d'accordo, basta però che diamo pari diritti a tutti, eh, etero, omo, bi e specialità varie, e poi possiamo chiamarlo anche fetta al latte, invece di matrimonio. A maggior ragione, basta con 'sta storia del "letto matrimoniale" (ma il letto a una piazza e mezzo è una trovata commercile, serve per i ciccioni casti o per chi è magrolino e riceve solo pesi piuma?).

 

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sabato 11 marzo 2023

Riflessioni di scafista


Mi metto nei panni di uno scafista e tremo. Sono una brutta persona, pessima. Per denaro sfrutto la disperazione della povera gente, e spesso li mando pure all’inferno, solo per avidità e cattiveria. Non me ne frega niente da dove arrivano e dove vogliono andare, basta che paghino. Non mi interessa se sono uomini o donne, giovani o vecchi, sani o malati, bambini o adulti. Non mi interessa se fuggono dalla fame o dalla guerra, se sono perseguitati, se hanno subito torture. Non mi interessa neppure se arriveranno a destinazione sani e salvi (non facile, con le mie bagnarole). Una volta che ho incassato, io sono tranquillo, e spesso nemmeno li accompagno (son mica matto).
Ma al mondo di brutte persone ce ne sono tante: ai vertici (politici, bancari, finanziari) ci sono figuri in giacca e cravatta, e non vestiti di stracci come me, che condannano molte più persone di me ogni giorno, e con un clic. E che fanno profitti immensi, non le somme sia pur cospicue che io devo cercare di mettere insieme faticando sul campo e rischiando di persona (almeno questo me lo riconoscerete, spero).
Tuttavia non nego di essere un verme, un essere assolutamente schifoso.
Anche se io sfrutto disperati e poveracci che altri hanno creato. Lo so, potrei aiutarli, invece di affossarli; o fare il giardiniere, invece che quello che li manda su zattere per somme assurde e spesso li condanna. Ma ve l’ho detto che sono un verme, no?
Prima, a fare questo “lavoro”, rischiavo trent’anni in Italia, se acchiappato: è dura prendermi, so come muovermi, non ce l’ho scritto in faccia di essere scafista e chi bruta-lizz0 e taglie-ggi0 non testimonia contro di me, perché essendo indagato per immigrazione clandestina (ah, il mondo quanto mi fa ridere) può legalmente mentire (ah, l’Italia e la sua legislazione), e quindi non farà mai il mio nome per non rischiare, ehm... ritorsioni (sono vendicativo).
Adesso, dopo la stretta fascist@, rischio... trent’anni, come prima. Ma hanno detto che le cose cambieranno con un tono così feroce... poco importa che nulla cambi, di fatto.
Una cosa però non mi lascia dormire la notte, da due giorni: dove mi nasconderò, se questi hanno davvero intenzione di stanarmi cercando in tutto il “globo terracqueo”?
Ahahahahahahahah.
Che Paese assurdo, l’Italia.
Ciao, alla prossima. 

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martedì 7 marzo 2023

La Festa della Donna





Se non la festeggi, sei un essere insensibile, gretto, grezzo. Un maschio dei peggiori. Un potenziale padre padrone e marito padrone. Un immondo essere di sesso non femminile. Meriteresti il confino. Bleahh...

Se invece la festeggi sei un essere insensibile, gretto, grezzo. Un maschio dei peggiori. Un potenziale padre padrone e marito padrone. Un immondo essere di sesso non femminile. Meriteresti il confino. Bleahh...

Perché nel primo caso ignori il significato della ricorrenza (non banale) e dimostri di non rispettare la Donna.
E nel secondo caso fai il paraculo, ti fai i cavoli tuoi e tratti male le donne tutto l’anno e poi pensi di rimediare l’otto di marzo con un penoso mazzettino di mimosa da tre euro ché sono pure allergica e dovresti saperlo, vedi che non mi conosci e non t’importa di me? torno da mia madre!

Maschi, non se ne esce.
Consiglio di fingere un attacco cardiaco, funziona sempre.
Se non sapete fingere un malanno, dite che siete stati rapiti da una navicella spaziale e che gli alieni (verdi con due antenne, mi raccomando) vi hanno rilasciato dopo dieci ore di esperimenti medici che vi hanno devastato nel fisico e nel morale. 


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Chi prende 500 euro (nostri) al giorno ne dà 375 al mese a chi non ha lavoro


       Vi spiego in due parole la riforma del RDC. Si chiamerà MIA.
       Viene ridotto a cifre ridicole (375 euro; gli altri Paesi lo aumentano), così:
-si risparmiano un po’ di soldi che servono per finanziare il condono ai b@st@rdi che non pagano le tasse (gli altri Paesi li sbattono in gabbia, noi li premiamo):
-si permette agli imprenditori di offrire lavoro da schiavi a 5-700 euro senza vedersi opporre giusti rifiuti (gli altri Paesi hanno il salario minimo, es. la Germania a 12 euro, ho detto 12), che poi è il vero scopo della riforma: permettere lo schiavismo;
-dura solo un anno, dopo di che puoi andare a farti fott3r3 (altrove dura fin quando ne hai bisogno, da noi se hai una malattia ti curano un anno poi se non guarisci ti seppelliscon0);
-d’ora in poi chi non ha lavoro non è disoccupato, è occupabile (i governanti per esempio non sono incapaci, sono migliorabili);
-nessuna formazione, questo era prevedibile, erano tutte balle.
       Fate schif0 ai cani. Siete incapaci, indegni, f@scisti. 
       Ma lo so, per voi son complimenti. 

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