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mercoledì 30 dicembre 2009

Buon anno, ma solo a chi si merita un anno buono

Un applauso a chi, per la fine dell'anno:

non userà fuochi d'artificio o cavolate simili;
non si ritroverà in un pronto soccorso o in un obitorio vittima della sua scempiaggine o non vi manderà qualcuno al posto suo;
non lascerà che la sua gioia (?) per l'inizio di un nuovo anno tracimi nell'imbecillità, nell'irresponsabilità e nella mancanza di rispetto nei confronti di chi ama festeggiare Capodanno senza assumere per forza atteggiamenti da scimmia demente e mi scuso con le scimmie affette da demenza (in minor numero degli umani affetti dalla stessa patologia, comunque);
non danneggerà cose non sue;
non si metterà al volante ubriaco o morto di sonno o drogato;
non lancerà cose nel vuoto, in aria o contro altri;
non si comporterà insomma da perfetto e pericoloso imbecille.

Si può festeggiare senza fare insensatezze o vere e proprie stronzate, senza rompere le palle agli altri e senza rischiare la propria vita e quella degli altri, lo sapevate? Eccedere non è trasgredire, è dimostrarsi idioti al 100%. La vera trasgressione è ben altra e non è mai quella sbracata, urlata o esibita con gesti insulsi e volgarmente banali. Davvero mi sfugge perchè persone che si dimostrano imbecilli durante tutto l'anno sentano il bisogno di ribadirlo con forza e a quante più persone è possibile anche la sera del 31. Se proprio non ce la fate a stare con le mani in mano e se stappare una bottiglia di spumante è troppo poco per voi, ci sono sempre trombette, coriandoli e simili, no?

Buon anno a quei quattro gatti che rientrano nel profilo appena tratteggiato (vulgo: pallosi). E soprattutto buon anno a chi ha intenzioni buone e pensieri positivi, per il 2010; un pessimo anno, di cuore, a tutti gli altri. Perchè augurare un buon anno a tutti, a chi lo merita e a chi meriterebbe ben altro, davvero non ha alcun senso: è fare un torto ai primi. Buon anno alle brave persone.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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lunedì 28 dicembre 2009

Natale è già roba passata, mi spiace

Natale è già roba passata, mi spiace. Ogni anno è così: sebbene fin da metà novembre i centri commerciali ti propongano panettoni, luci colorate, torroni e mega vaccate a prezzi da furto, sebbene i babbi natale di pezza che tentano invano di suicidarsi sui muri della case ti ricordino a ogni piè sospinto che è quasi Natale e tu no, sebbene i previdenti comincino già al 10 di dicembre a farti gli auguri o a chiederti cosa fai a Capodanno (dormo sino alle tre del pomeriggio, no?), sebbene in tv sia tutto un consigliarti su come festeggiare e su cosa fare e cosa no, ogni anno ci arrivi con l'acqua alla gola per via del lavoro che ti assorbe fino all'ultimo secondo e per via della maratona dei regali da comprare e quasi senza accorgerti te lo ritrovi già alle spalle. Se poi un lavoro non ce l'hai nemmeno te lo sto a dire: non c'è la crisi, perchè se ci fosse il telegiornale ne parlerebbe, no?, ma qualcosa deve esserci là fuori se sei stato scaricato e non trovi uno straccio di lavoro; d'altra parte che sei in condizioni disperate già lo sai da solo e il periodo delle feste è per te come per un topo assistere dalla gabbia al festival del formaggio. Non voglio parlare dell'aspetto religioso della festa, del tutto secondario per 99 persone su 100 e francamente ridicolo ormai. Hai mangiato troppo e anche cose che francamente potevi ignorare, hai passato ore a far chiacchere insulse con parenti che ti stanno su quelle che hai appeso all'albero o a perdere gli ultimi avanzi di tredicesima al pokerino con gli zii e i cugini, che si gioca sempre a piccole cifre ma poi ti partono duecento euro come niente, e hai speso "x" euro per regali che non potevi non fare, pena il passare da asociale, da ingrato e e da tirchio, ricevendo in cambio doni per un analogo valore (ma se tu butti dalla finestra 100 euro e i tuoi parenti fanno altrettanto, voi siete un branco di idioti che si passano di mano 100 euro in beni sopravvalutati ma il PIL aumenta di 200 euro), ricevendo, dicevo, doni per un analogo valore ma perlopiù doppi, stupidi o non monetizzabili, se sei proprio sfigato neppure riciclabili (tipo fazzoletti con le iniziali e tu ti chiami Zoias Zedd). Ora ti resta solo la sera del 31 per fare l'allegro idiota senza motivo o per farti staccare un braccio o spegnere un occhio da un petardo difettoso o maneggiato da un cervello difettoso e accogliere come merita un nuovo anno, che all'inizio fa promesse come tutti e poi si trascina stancamente per 12 mesi. Che un anno nuovo, di buono, ha solo questo: che per quanto penoso sarà, non durerà mai più di 350 giorni abbondanti. Nel 2012 finirà il mondo, precisamente il 12 dicembre, a star a sentire i Maya, ma insomma un problema alla volta: prima c'è questo 2010 da affrontare e da prendere con le molle.
Domani se mi va pubblico la versione per gli ottimisti del bicchiere mezzo pieno, anche se a loro non serve, già si credono al settimo cielo, non hanno bisogno di aiuto. Questo blog c'ha una cosa di bello, che se può metterci una buona parola lo fa.

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mercoledì 23 dicembre 2009

Ballarò, tu quoque...

Martedì 22, stasera guardo Ballarò. Crozza diverte come sempre, poi inizia la discussione. Parla Bonaiuti. Poi Floris dà la parola a Padellaro. Bonaiuti, come è consuetudine dei politici di centrodestra (da un po' di mesi a questa parte in maniera sistematica), comincia subito ad interrompere, non lo fa parlare. E' una tattica scorretta e volgare che ho già osservato in molte trasmissioni con politici ospiti in studio: non basta loro avere il 90% delle tv in mano, devono anche spadroneggiare. L'opposizione in questo modo è ancora più schiacciata e ridotta a niente... no, non sta parlando del PD, ho detto "opposizione"... Floris si guarda bene dal richiamarlo, non sia mai! Anzi, interrompe Padellaro e fa partire un video in cui Berlusconi poco prima di essere colpito semina dal palco la quotidiana dose di odio e di accuse senza prove contro le varie istituzioni della Repubblica, quelle che di volta in volta contrastano i suoi disegni, naturalmente pensati per il bene di tutti noi. Tornati in studio, Bonaiuti ricomincia ad impedire a Padellaro di parlare. Floris non interviene a difesa di Padellaro, anzi quasi il contrario, poi interrompe Padellaro, cui di fatto è stato impedito di dire alcunchè a risposta del pistolotto di Bonaiuti, e dà la parola a chi? A Belpietro. Chiudo la tv disgustato, non voglio perdere la serata ad assistere a questo sconcio e non voglio rischiare che quel che ne esce possa macchiarmi il tappeto.

Ballarò passa per trasmissione equilibrata o addirittura di opposizione (non pro-PD, dunque) solo perchè non è disinformazione pura come Porta a Porta (dove gli ospiti possono dire balle mostruose senza che nessuno li corregga, nè i giornalisti presenti nè quello che conduce la saga) o come il TG4 che di fatto è megafono arcoriano. Ma è come dire che la torta che mia nonna ha fatto due anni fa è buona rispetto alla cacca di cavallo.

Una trasmissione in cui non si fanno quasi mai domande scomode, in cui non si fa notare a chi parla le incongruenze di quel che dice, in cui non si incalza il politico alla ricerca della verità, in cui non si penalizza chi impedisce agli altri di parlare, in cui non ci si mostra sempre equi, equidistanti, garanti dei diritti di tutti, in cui non si ha paura di parlare a fondo di un tema anche se scomodissimo per una delle due parti, alla quale i politici partecipano volentieri non è una trasmissione giornalistica; le parole non cambiano di significato col passare degli anni. O, se lo è, è condotta malissimo, fate un po' voi. Biagi era un giornalista, Massimo Fini e Travaglio lo sono, e Beha e alcuni altri. Montanelli lo era. Pochi ma ottimi. Persone coerenti, seire, oneste, indipendenti. Gli altri nemmeno sanno cosa sia, esserlo. Queste non sono trasmissioni giornalistiche, sono talk show addomesticati, nel migliore dei casi, o patacche di regime, nei peggiori che ho citato.

Lo so, è anni che assistiamo a queste schifezze e ormai ci siamo abituati. Anzi, vi siete abituati. Io ancora so cosa è giornalismo e ancora so riconoscere il servilismo, nelle sue forme estreme ma anche in quelle lievi. Floris ha paura di perdere il posto e possiamo capirlo, perchè se facesse per due ore il giornalista serio (ne è capace secondo me, eccome) lo perderebbe. Posso capire che se uno sa che dopo due ore come dico io è fuori dalla Rai (e da Mediaset) ci pensa su e cerca di tenere il vascello in piedi. Santoro è in tivù, ricordiamolo, solo perchè una sentenza di un giudice ha stabilito che deve starci e Travaglio c'è solo perchè lo vuole Santoro. Loro non hanno paura di perdere il posto. Luttazzi non ha paura di perderlo, infatti l'ha perso.

La dignità è merce rarissima. Meglio star dentro al circo inghiottendo bocconi amari o spudoratamente leccando la veste dei potenti, o anche solo conducendo in modo per niente soddisfacente una trasmissione, piuttosto che fare i censurati dignitosi ma esclusi dal giro che conta. Floris non fa cose pessime, sia chiaro, ha pure scatti memorabili e aperture degne di rilievo, e si impegna moltissimo, e non dubitiamo della sua onestà, è peggio quello che non fa di quello che fa, diciamo che è da 5, altri e sapete chi sono da espulsione; tuttavia è da 5 sparato e col 5 a giugno non si passa.

E la gente beve senza indugi tutte queste mistificazioni, dimostrando un livello di idiozia davvero sconcertrante e una mancanza di spirito critico letale.

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giovedì 17 dicembre 2009

Il tramonto non porterà subito a un nuovo giorno

Il fatto che Berlusconi sia stato ferito al volto da uno squilibrato è un episodio da condannare. La violenza, di qualsiasi tipo (verbale, psicologica, fisica) è da rigettare. Tartaglia sarà processato e sarà punito secondo quanto stabilito dalla legge e già questo dettaglio lo differenzia enormemente dalla persona che ha ferito in Piazza Duomo.

Ma il fatto che Berlusconi sia stato ferito al volto da uno squilibrato non modifica di un pelo il giudizio che ho su di lui, la sua condotta profondamente antidemocratica, la sua storia giudiziaria assolutamente incompatibile con qualsiasi carica pubblica, il suo passato oscuro, le sue menzogne, le sue reticenze, la sua condotta privata e pubblica del tutto indegna di un uomo di stato, le sue continue violenze verbali e delegittimazioni e le sue nefandezze. E il fatto che abbia modificato più volte le leggi per sfuggire ai processi, comportandosi di fatto come un colpevole e come un golpista mascherato. Riassumendo: l'aver ricevuto una statuetta sul volto non fa di lui un uomo migliore, quindi al dispiacere che sempre si prova quando assistiamo a un atto di violenza non segue nessun altro sentimento che possa mutare il nostro giudizio, come è giusto che sia. Per i suoi servi sciocchi sostenere questo equivale a essere i mandanti morali di quell'atto. Resta da chiarire chi siano i mandanti morali delle emerite cazzate che in questi giorni diversi esponenti della maggioranza hanno trovato il modo di dire. Affermare che Marco Travaglio è un terrorista mediatico e il mandante di quell'aggressione (Cicchitto) è una idiozia colossale, parlare di terrorismo di sinitra (Carfagna) è ridicolo.

Davvero fa vomitare poi vedere il modo in cui il centrodestra con le sue tv ha utilizzato e sta utilizzando a fini mediatici la vicenda. I tg ormai sono insopportabili megafoni del potere, inaffidabili e patetici. La sera apprendiamo le ultime su Berlusconi ricoverato, la mattina come ha passato la notte. Bonaiuti che ci racconta come se la passa il premier è stucchevole come un dolce in cui sia finito per errore l'intera scatola di zucchero.

Merdoso è poi il tentativo di sfruttare la vicenda per mettere finalmente la mordacchia a Internet, l'unico media ancora libero (e quindi pericoloso). I veri golpisti sono quelli che fanno queste cose, non i giornalisti che raccontano la verità (scomoda) o i magistrati che fanno il loro dovere.

Anche questo modo di fare politica è violenza. Non si differenzia da quella di Tartaglia, che è solo un esagitato o uno svitato e quindi va scusato, a differenza di chi ci governa, che non ha scuse. Anche dire che non c'è crisi quando la gente perde il lavoro o non ce la fa a pagare il mutuo è violenza. Anche farsi le leggi secondo i propri comodi e mortificare la democrazia è violenza. Chi è cattivo maestro si astenga dal dare lezioni agli altri.

Quando Berlusconi tramonterà, ci vorranno anni e anni per eliminare le scorie e gli effetti negativi di questo modo di fare e di intendere la politica. Il nostro paese era già disastrato, adesso è seriamente compromesso. L'illegalità è diffusa e vissuta come normale, la democrazia in pericolo, l'informazione manipolata dal potere al 90 per cento. Dispiace vedere connazionali, accecati da pregiudizi e fanatismi di parte, incapaci di rendersi conto di palesi verità come queste, delle nostre tristissime condizione e prospettive.

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lunedì 14 dicembre 2009

Non meravigliarsi è diverso da non condannare

Prima di essere colpito al volto da quella statuetta Berlusconi aveva come d'abitudine gridato più volte "vergogna!" a chi legittimamente (e con qualche ragione?...) lo contestava. E aveva parlato comicamente di certa gente che si prende troppo sul serio, che non sa amare, che non è portata al dialogo, senza rendersi conto della comicità e della irrealtà delle sue frasi.

Giustifico la violenza? No, mai. O meglio: quasi mai, perchè, faccio un esempio, per salvare un bimbo che sta per essere ucciso io sono pronto a uccidere.
Ma la violenza è anche dire certe parole. E' violenza esattamente come tirare una statuetta. Violenza è anche dire che non c'e' la crisi e intanto migliaia di persone perdono il lavoro e sono alla fame. E' mentire spudoratamente. E' non governare e badare agli affari propri mentre centinaia di padri di famiglia sono disperati. E' far approvare i lodi salvachiappe in pochi giorni e far marcire in parlamento le altre leggi. E' svilire il parlamento marciando a decreti legge e colpi di fiducia. E' raccontare balle su balle 24 ore al giorno tramite tv e giornali. E' avere società off-shore, evadere o eludere le tasse o corrompere testimoni o comprare giudici e sentenze. E' lodare in pubblico dittatori stranieri che governano col terrore in patria. E' distorcere la verità e umiliare chi soffre. E' farsi 18 leggi per non essere processato per i reati di cui si viene accusati. E' fare festini porno in sedi istituzionali e premiare i favoriti con cariche e candidature pubbliche. E' negare l'evidenza di certe foto e di certi nastri registrati. E' denigrare sempre e comunque chi la pensa diversamente da te. E' gettare merda su tutte le istituzioni. E' pisciare sulla Costituzione alla quale hai giurato fedeltà.

Se poi qualcuno perde il controllo ci si può meravigliare? No. Fra l'altro si tratta di una persona che ha qualche problema di salute. Ma anche fosse stata una persona del tutto sana, ci si sarebbe davvero potuti meravigliare tanto? No.
Ma non meravigliarsi è diverso da non condannare. La violenza è sempre da condannare. Ma tutti i tipi di violenza. E' violenza anche favorire con leggi e leggine le imprese che assumono giovani a 3 euro l'ora e poi li buttano via dopo pochi mesi o che sfruttano gli stagisti per far profitto. E' violenza anche non voler arrivare alla verità sulle stragi di stato. E' violenza usare lo stato come se fosse una cosa tua. E' violenza anteporre i tuoi interessi a quelli pubblici.

In un paese civile chi compie un atto violento deve essere punito a dovere. E non abbiamo dubbi che Tartaglia lo sarà. Sarà vivisezionato dai media, squartato, distrutto, giudicato e condannato prima ancora che processato. Non si dirà che i problemi di salute lo giustificano, non si parlerà di accanimento di magistrati cattivi. A differenza di altri che stuprano una ragazza e dopo due giorni sono a casa perchè pentiti e collaborativi, o a differenza di chi deruba migliaia di famiglie e nasconde tesori immensi e poi fa una manciata di giorni di galera e quasi si aspetta le nostre scuse.

In un paese civile chi compie un atto violento deve essere punito a dovere.
In un paese civile però chi viola la legge o comunque viene sottoposto a processo o comunque mente anche una sola volta dovrebbe sentire l'urgenza sociale e la dignità di dimettersi dalle cariche pubbliche ricoperte e di difendersi in aula come un cittadino qualunque. La legge insomma dovrebbe essere uguale per tutti e non un po' più uguale per alcuni i quali in virtù delle cariche che indegnamente ricoprono pensano di poter schivare la legge per supreme ragioni nazionali.

Tutti contro Di Pietro che condanna l'atto di violenza ma dice che il premier coi fatti e con le parole "istiga". Ma sono vere l'una e l'altra cosa. Istigare non giustifica il lancio di una statuetta, ma è comunque istigare. Possiamo per una volta essere obiettivi e civili a un tempo o ciò è precluso a chi vive in queso bailamme di paese?

Ripeto: in un paese civile chi viola la legge va punito.
Ma noi non siamo in un paese civile.

Sicchè le solite voci di idioti e di venduti, o di idioti venduti, che adesso, dai giornali e dalle tivù e dai salotti buoni, dopo questa incredibile e vile aggressione domenicale a un uomo inerme, si leveranno con alti strepiti e indignate litanie, sarano per me il solito indistinto brusio di chi la dignità nemmeno sa cosa sia.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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martedì 8 dicembre 2009

Fra i due litiganti il terzo sbaglia

Domenica, dopo Genoa-Parma 2-2, lite furibonda Panucci-Preziosi. Non conosco gli antefatti fra i due, e non mi piace nessuno dei due, se devo dire la mia, l'uno proprio per niente per il modo di fare complessivo (Preziosi), l'altro (Panucci) solo per certe ruvidezze di carattere; in ogni caso non posso giudicare e se potessi non mi farei influenzare dalle mie personali opinioni. Ma è assodato (ci sono testimoni) che nel parcheggio dello stadio Panucci incrocia Preziosi e gli parla (si lamenta del fatto che in estate si erano quasi accordati per un passaggio al Genoa e poi non se n'era fatto più nulla, e fin qui nulla di strano, ma Panucci non era stato nemmeno più contattato, giusto per dirgli vaffanculo, toh! e qui parliamo della scortesia di persone che evidentemenmte non sanno stare al mondo) e Preziosi per tutta risposta gli dà una manata sul collo. Al che Panucci lo spinge via. E inoltre sembra confermato da diverse persone che in effetti in estate Panucci fu contattato, fatto andare a Milano e fatto restare lì per due giorni in vista di un incontro e poi nessuno si prese la briga di dirgli "non ci interessi piu', ciao".
Indagherà chi di dovere e saranno prese le misure del caso. Però se Gasperini (allenatore del Genoa) evitasse di dire stupidate in tivù (afferma papale papale che ha sbagliato Panucci quando testimoni affermano che Preziosi lo ha assalito fisicamente) forse sarebbe meglio. Preziosi sappiamo che storia ha, nel bene e nel male; non si devono mai dimenticare gli errori del passato, non per acrimonia o accanimento, ma perchè uno sbaglio grave (o più di uno) resta tale, per onestà nei confronti di chi non sbaglia, altrimenti dopo un po' chi ha sbagliato e chi no sono tutti sullo stesso piano e non è giusto, anche se in questo paese ve tanto di moda.Ma Gasperini, francamente, a dare torto a Panucci così su due piedi, senza motivazioni, freddo e prevenuto, su un fatto cui non ha assistito e relativamente al quale sembra vi siano testimonianze variegate e concordi di segno opposto, ha fatto una figura davvero pessima, su questo non vi sono dubbi. Si fosse astenuto sarebbe stato meglio.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 5 dicembre 2009

Attendibile come Feltri

A volte leggere altri blog è utile, persino se sono zeppi di tendenziose falsità. A volte qualcuno riporta infatti chicche di verità che altrimenti ti sarebbero sfuggite, come Igor.

Dal fascicolo, sottolinea Feltri, «[Boffo, ex direttore di Avvenire] non risulta implicato in vicende omosessuali, tanto meno si parla di omosessuale attenzionato. Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire». «Personalmente - spiega Feltri - non mi sarei occupato di Dino Boffo, giornalista prestigioso e apprezzato, se non mi fosse stata consegnata da un informatore attendibile, direi insospettabile, la fotocopia del casellario giudiziario che recava la condanna del direttore a una contravvenzione per molestie telefoniche. Insieme, un secondo documento (una nota) che riassumeva le motivazioni della condanna. La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali»

Leggo questo sul Corriere di oggi. E ripenso a quando scrivevo che su Boffo Feltri aveva scritto un mare di calunnie e di balle al solo scopo di infangarlo.
Aveva cioè usato il manganello mediatico messogli a disposizione da Berlusconi, in spregio ai più elementari doveri del buon giornalista.
Ora lo stesso Feltri riconosce di aver pubblicato come nota allegata a un casellario giudiziario un documento anonimo senza alcun valore; conferma dunque di aver commesso un errore colossale, che avrebbe dovuto fargli sentire il dovere di dimettersi e di sparire: invece insistette per giorni a spargere merda sinchè Boffo decise di dimettersi. Voleva pareggiare il conto con le voci (queste basate su fatti però) di Berlusconi puttaniere.

Ricordo ora la discussione avuta su questo blog con Amilcare (e quelle avute su altri blog con patetici portatori di paraocchi mentali). Come vedete, avevate torto. Io avevo scritto cose che oggi non devo smentire, a differenza di Feltri. Spiace vantarsi, ma devo dire: ehi ragazzi, io l'avevo detto subito forte e chiaro:
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/08/breve-rassegna-stampa-sulla-patacca-di.html
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/08/il-manganello-di-vittorio-feltri.html

Questi si credono giornalisti. "Un informatore attendibile, direi insospettabile." Attendibile come Feltri.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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mercoledì 2 dicembre 2009

Razzismo e finto buonismo: datemi il primo

Stiamo forse dicendo che i cori dei tifosi juventini (di alcuni o di molti fra essi) contro Balotelli sono simpatici? No. Stiamo forse sostenendo che sono accettabili? No. E stiamo forse dubitando del fatto che certe menti use a tifare sono de-menti? Ancora una volta la risposta è no. Ma francamente abbiamo sempre temuto una cosa molto più del razzismo: il finto buonismo che lo stigmatizza. Che forse quando allo stadio gridiamo "arbitro cornuto" si tratta di una cortesia? O non è piuttosto una pesante insinuazione sulla moglie dell'arbitro, alla quale diamo della puttana? E quando gridiamo "devi morire" al giocatore che si sbuccia il ginocchio, che forse davvero speriamo che muoia? Che dire poi di "arbitro venduto"? Gli stiamo dando del corrotto e per un giudice si tratta di un'offesa pesantissima. Ma nessuno in quei casi ha mai proposto la demenziale idea di sospendere la partita o di ritirare la squadra o peggio ancora di punire con penalità varie la squadra i cui tifosi urlano queste piacevolezze. E allora non diciamo eresie neppure nel caso Balotelli. Non so se si tratti di razzismo (che in Italia c'e' da sempre e di recente è pure fomentato da certi partitucoli al governo) o di goliardia o di semplice idiozia: forse di tutte e queste tre cose insieme. Ma proporre di punire un milione di persone se cento dicono o fanno una stronzata è la più grossa stronzata di tutte. I cervelloni che fanno queste pensate sono dei veri idioti, allo stato vergine: da loro potrebbe estrarsi il gene dell'idiozia. Certo, sarebbe molto più difficile individuare i responsabili degli atti di violenza (o, se si crede, degli slogan inaccettabili) e punirli (la responsabilità penale non era personale?), magari con pubblico ludibrio, qualche mese di gattabuia e qualche decennio di esclusione dagli stadi, ma guarda caso sarebbe pure più logico e più giusto. In Italia preferiamo proibire gli striscioni e permettere poi che entrino lame e bombe carta sugli spalti... così come Tanzi e Berlusca con la legge sul processo breve saranno graziati mentre un povero diavolo sorpreso a rubare un mela, se recidivo, marcirà in galere disumane che neanche nel quarto mondo.
Fino a quando proporremo idee così balzane dimostreremo che non vogliamo risolvere davvero il problema della violenza negli stadi e che in ogni caso siamo inadatti a farlo. E lo dice uno che di certo non tifa Juve, che considera peggio di escrementi i responsabili di certi cori e soprattutto di certe azioni e che neppure, pero', apprezza il comportamento atipico del Mario interista, immaturo e inaccettabile e insopportabile. E lasciateli gridare, due minuti che gli ignoriamo e già si saranno stufati, quelle mele bacate che stanno appollaiate sugli spalti la domenica.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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martedì 1 dicembre 2009

Figli e figliastri

Roma - Francesco Totti non chiude alla possibilità di tornare a vestire la maglia dell'Italia. Il prossimo sarà l'anno del Mondiale e il capitano della Roma, che ha lasciato la nazionale dopo il successo del 2006 in Germania, non esclude un ripensamento. "Tutti parlano di un mio ritorno in nazionale per il mondiale - ha detto Totti in occasione della presentazione del suo nuovo sito internet -, ma alla fine deciderò io insieme con Lippi. Marzo o aprile sarà il mese decisivo per vedere come sto". (repubblica.it)

Francesco Totti ha rivelato di aver ricevuto telefonate da diversi veterani della nazionale e Fabio Cannavaro conferma di essere tra coloro che hanno cercato di convincere il capitano della Roma a tornare in azzurro per i mondiali dell'estate prossima. (repubblica.it)

E io che credevo che fosse il commissario tecnico a decidere chi convocare... Ora scopro che le convocazioni le decidono c.t. e giocatore assieme, faranno un briefing, che ne so. E scopro che partecipano alla scelta, sponsorizzando o mettendo veti, i componenti il clan (mai termine fu più adatto...) azzurro. Anche chi ha deciso di lasciare la Nazionale e quindi ha potuto evitare tutte le noiose partite di qualificazione e le inutili amichevoli può all'improvviso cambiare idea e rifarsi sotto: basta chiedere un appuntamento a Lippi e con lui prendere la decisione. Poi c'e' Antonio Cassano che sogna da una vita di giocare in nazionale, che non l'ha mai rifiutata, che non ha mai sputato a un danese (...), che nonostante sia dipinto come un serial killer ha beccato solo due rossi in 200 e passa partite di A (!) e che negli ultimi tre anni è pure migliorato enormemente sotto il profilo caratteriale, oltre che essere da sempre inarrivabile sotto quello tecnico, e che comunque avrà anche lui il diritto che tutti hanno di perdere le staffe, a volte (magari quando viene massacrato di botte sotto gli occhi ciechi dell'arbitro, vedi ultimo derby). Ma lui no, lui non viene convocato a priori. Nè lo sarà nemmeno se dovesse fare 200 gol o 400 assist da qui a giugno. Nè qualcuno dello staff tecnico nazionale si scomoda ad andare a vedere giocare la Samp. E potrei pure fare l'elenco dei giocatori scorretti o degli animali che nonostante una condotta da 3 sono stati spesso convocati.

Forse il problema è che nel gruppo azzurro nessuno ha chiesto a Cassano di venire. Sì, deve essere questo...

Cassano non viene convocato per problemi psicologici. Abbiamo molto presto compreso di chi fossero questi problemi.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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