Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * FONTI *


.
Se trovi interessante quel che scrivo non sai cosa ti perdi su Twitter e Facebook.
Se non mi trovi interessante, lo accetto, ma hai un problema! :-)

mercoledì 20 febbraio 2019

Poltrone, giudici giocherelloni e giustizia double face


POLTRONA
Quella dei grillini attaccati alla poltrona è divertente. Restituiscono una fraccata di soldi pubblici ogni mese e hanno il limite dei due mandati.
Inventatene un'altra, su.
Tipo quella che ci governa la Casaleggio, è già più carina.

GIUDICI GIOCHERELLONI
Altrettanto spassosa è la teoria che i sinistri hanno buttato là: i giudici hanno arrestato ieri i Renzis solo per coprire mediaticamente il voto della Giunta sul Diciotti. E certo, prima i giudici creano il caso Salvini poi ne creano un altro per coprirlo: non sarebbe stato sufficiente non creare il primo?

L'UOMO NUOVO
Bellissima l'affermazione del figlio coi genitori arrestati che dice che i giudici agiscono per fermarlo, lui che sta cambiando l'Italia. Ma quando? Da quando? Come? Con quale ruolo? Ehhh? La commenterei oltre se non fosse ridicola: ho rispetto e mi astengo.
Berlusconi puro. Del resto ha governato coi volti di Alfano e Verdini e col Papi ci ha fatto l'amore alla Locanda detta "Nazareno".

VOTI POCO CONVINTI
Infine quelli che dicono li ho votati ma adesso non li voto più: non era un voto convinto, quindi meglio perderlo, la penserei così se fossi Di Maio. Chi vota da 30 anni i partiti marci senza fare un plissé e poi, dopo pochi mesi di governo in cui sono state fatte cose buone, adesso (senza nemmeno tener conto della dififcoltà oggettiva di agire con questa Lega, un partito furbo, esperto, che non vuole cambiare più di tanto, che è sempre in campagna elettorale, che ha un elettorato che digerisce tutto e col rutto, e che si muove secondo dinamiche vecchie) cambia idea per una cosa tipo il voto sulla Diciotti non è tipo da votare per il cambiamento, fidatevi. E' magari un deluso pd che tornerà all'ovile quando Renzi schioccherà le dita o è una persona poco realista e poco informata oppure di idee variabili; comunque non una persona convinta del voto espresso.
Io il 4 marzo avevo 1000 motivi per votare 5s e 8 milioni di ragioni per non votare pd, fi, lega, fdi e banda. Ora, dopo il voto sul Diciotti che non condivido, come non condivido alcuni (alcuni) aspetti del decreto sicurezza, ne ho 999. Ma per non votare i restanti partitucoli ne ho 16 milioni adesso, non più 8, visto come hanno tutti, all'unisono, e berlusconiscamente, reagito ieri alla notizia sui Renzis, attaccando la Magistratura.

GIUSTIZIA DOUBLE FACE
Se nel mirino c'e' Salvini, è sicuramente colpevole e quasi non serve processarlo: forca diretta.
Se nel mirino ci sono i genitori delll'Uomo Nuovo, le accuse sono false, gli arresti una misura inaudita, la giustizia un golpe etc.
Spassoso. E berlusconico.

SALVINI
Pensa alla Lega e a prender voti. Poi, forse, al Contratto di Governo. Il Movimento vuole cambiare le cose, è lì per questo, non per fare 40 anni di vita politica. La Lega vuole cercare di contenere al massimo questa spinta al cambiamento.
Per mesi ha detto sono qui, processatemi, mi immolo, perchè so di aver agito correttamente.
Poi di botto, senza avvisare gli alleati, scappa e rifiuta il processo.
Non volete chiamarla fuga? Ok. Voltafaccia allora.
Urla ogni giorno, e mette ogni giorno in difficoltà il premier e gli alleati. Parla alla pancia degli Italiani.
Sarebbe bene rientrasse nei ranghi e si ricordasse di aver firmato un pezzo di carta.

M5S
Non mantengono tutte le promesse ma solo 8 su 10? Sono non espertissimi, ancora ingenui, troppo entusiasti? A volte cambiano idea, motivando la cosa? Ok.
Lo sapevamo.
E' che prima avevamo uno schifo totale.
SI cerca di migliorare.
Vedremo di quanto, ma a tempo debito.

SIETE VOI?
Se quelli che adesso M5S mai più per una quisquilia avessero detto, a suo tempo, Berlusconi mai più dopo la prima legge ad personam (una enormità inaudita), adesso non saremmo a questi punti.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 19 febbraio 2019

Repetita iuvant (se non sono boiate, però)

Chi mi ripete dal 4/3/2018 sera (alcuni persino dal 2009) che i #5stelle (da me considerati l'unica proposta votabile senza ridere, oltre a Potere al Popolo, alle ultime elezioni) sono "come gli altri" perché non smette di ripetermelo (l'ho capito) e continua a votare gli altri? Alla fine, se è vero il vostro mantra, votiamo dopotutto offerte gemelle, no? Fateci un pensierino, guys. Due neuroni dovrebbero farcela a dipanare questa semplice matassa.


A quelli invece che dicono che io ho votato soggetti peggiori di quelli che essi votano da decenni, ribadisco semplicemente che io la vedo in maniera diametralmente opposta: sempre se mi permettono di farlo, è ovvio.


A chi infine ritiene che i 5stelle siano venuti da Marte e si è sempre detto convinto che avrebbero trasformato questo paese marcio e in declino in una nazione felice e prospera in un mese o qualche anno, come per magia, e pur avendo magari tutti contro, compreso i c.d. alleati, consiglio di fare quel che faccio io:
1) analizzare le offerte di volta in volta in campo
2) sposare una causa (endorsement, una strategia che 9 su di 10 di voi temono come la peste)
3) senza però perdere lo spirito critico (obiettività) e
4) senza sognare favolette da bambini (realismo: se ti aspetti l'impossibile, sai già che resterai deluso).


E, soprattutto: ne riparliamo quando chi ho votato io sarà peggiore di chi c'era prima. Credetemi, hanno record quasi imbattibili, i fenomeni degli ultimi decenni. E, comunque, al momento, siamo ben lontani (eufemismo) da certi discorsi, almeno se avete una capacità di memoria superiore ai 6 mesi.


Odio i somari che da dietro la lavagna fanno la lezione a coloro che adesso sono in cattedra: voglio dire, magari ci sono maestri migliori, ma non fra i somari, eh no...


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 12 febbraio 2019

Vinto perso pareggiato

Se uno sta dietro a cinque punti in più o in meno ad ogni amministrativa e si comporta avendo come fine principale quello di smuovere la pancia degli elettori e di acchiappar voti di rabbia, protesta, razzismo o fascismo è un partito old style, non un Movimento che vuole cambiare qualcosa in questo disgraziato paese. Quindi avanti a fare cose, basta parlare di elezioni. In Italia si vota ogni due mesi, questo gioco lasciatelo a Salvini, che lo sa fare bene. Il Movimento è nato per fare altro, e ha preso una marea di vota nel 2013 e nel 2018 per fare altro. Ci aspettiamo che continui a farlo.

Fosse per me, si vota SI al caso Diciotti, si butta il TAV (mai iniziato) nel cesso e si procede finalmente col carcere duro per gli evasori e con qualche investimento.

E se qualcuno vuol far cadere il governo per questo, che si accomodi: ci sono poltrone libere, e Papi è sempre pronto a salvare il Paese. Fare il gradasso e urlare, senza fare fatti, paga moltissimo nel breve e forse medio, ma nel lungo periodo poi scoppi (il Bomba è scoppiato nel medio, per dire). E comunque non val la pena di snaturarsi per prendere i voti di qualche ondivago magari deluso dal Pd ma pronto a tornare all'ovile al primo fischio di Renzi, o di qualcuno ancora affascinato dopo trent'anni da un delinquente bollito o da un partito che odia(va) i terr*ni e rubava i soldi pubblici.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 10 febbraio 2019

Boicottiamo Macron!

Vista la crisi con la Francia del Macron (mi scuso per il termine), ho deciso che:

-domani andrò all'ufficio anagrafe e cambierò il nome di mia figlia da Alizée in Alizea
-non acquisterò più brie o champagne (e quando mai?)
-disconoscerò la buonanima di mia nonna, nata a Marsiglia e di genitori galletti
-non userò più i francesismi a me cari tipo "ça va sans dire"
-rinnegherò il mio 30 a "Francese III"
-depennerò dalla mia rubrica tutte le amanti francesi (anche te, Alphonsine, c'est la vie...)
-non userò più parole che richiamino la Francia in qualche modo (francamente, Franco, Franciacorta, franciaising...)
-butterò nel cassonetto i dischi di Aznavour e organizzerò pubblico rogo dei libri di Balzac, Hugo, Proust e Voltaire, oltre che del dizionario ita-fra
-con le forbici taglierò l'orrida France dalla mappa che ho in bella vista sulla scrivania e ahimè anche tutte le sue colonie (mi ci vorrà un'ora)

Meno male che non ci siamo presi con Portogallo, India o Inghilterra. Non avrei più potuto fare il portoghese sui bus, fare l'indiano o filarmela all'inglese da una festa poco riuscita...

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 5 febbraio 2019

"Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio"

La domenica non è il più bel giorno della settimana, forse è il peggiore, è peggiore anche del lunedì.
Perché almeno il lunedì non si camuffa: si presenta col suo vero volto, sempre con quel ghigno.
La domenica invece è una poco di buono; si veste da giorno di riposo e di spensieratezza, di risvegli senza sveglia, di passeggiate in centro e vuote chiacchiere sul corso, e poi il ritorno a casa sul far dell'una con quattro pastarelle al dito, il fiocco giallo in bella vista, e il giornale sottobraccio; e si veste, o almeno così pare all'incauto durante la mattina, di pomeriggi di ozio e giocosità. Ma sotto questa veste da carnevale dei poveri nasconde gli abissi dell'inferno.

In realtà, una volta che ti sei svegliato e hai fatto colazione, guardi l'orologio e sono le 11. Generalmente poi hai un lieve mal di testa, un cerchio insopportabile che ti renderebbe quasi desiderabile dare capocciate contro il muro pur di alleviare il fastidio: non sei abituato a dormire così tanto, oppure sono i bicchierini della sera prima. Ed è brutto tempo: o piove o il sole è così pallido che ti scatta l'impulso di passargli il termometro.
Il pranzo arriva in un attimo e, dopo, sullo stomaco non hai solo l'abbacchio a toglierti il respiro, ma già il lunedì, che prende possesso della domenica pomeriggio come se fosse roba sua: è roba sua. Perché il lunedì "arriva sempre di domenica pomeriggio".

Il sabato è una giornata nettamente più gradevole, se non lavori o se almeno il pomeriggio sei libero, perché la prospettiva domenicale gli dà tono e respiro, lo rende davvero un momento di illusoria ma, sia pur con tutti i limiti, appagante gioia. E la sera non hai pensieri, ti sembra di vivere la vigilia di un anno di vacanza. Quando scatta la domenica, invece, ti ritrovi in casa già il lunedì che, vestito a festa in maniera dozzinale, cerca di farti divertire con squallidi mezzucci che non frenano l'angoscia, anzi la moltiplicano. La domenica pomeriggio è un lunedì, anzi è qualcosa di più insopportabile del dolore: l'attesa del dolore. E' l'attesa del lunedì che immancabile sta arrivando e ti investirà senza frenare.
Nulla ha più senso la domenica pomeriggio, tutto è già rosicchiato da questo freddo e famelico mostro che svolge con perfido e sadico piacere il ruolo di starter della settimana lavorativa.
La sera poi ti trascini come una larva dalla camera al salotto, dal salotto alla cucina: vorresti morire, perché sai che la morte ti farebbe soffrire meno di così.

E così il pomeriggio della domenica, tra un'occhiata alle poche partite che ormai si giocano l'ultimo giorno della settimana, la digestione complicata, la moglie che, piena di energia e frizzante come un prosecco col ballo di San Vito, vuole uscire e con i figli che sembrano tarantolati, e gli appisolamenti assassini sul divano col libro che hai cominciato a leggere tre mesi fa e che scivola per terra orrendamente sgualcendosi è una lunga via crucis con in fondo, ben chiara, l'immagine del lunedì mattina e della settimana che sta per iniziare, con tutti i suoi problemi, le sue angosce, il venerdì così lontano e molto spesso il freddo e la pioggia: aghi freddi che, appena uscito di casa col caffè sullo stomaco, ti feriscono il volto per un vero supplizio verso il Golgota del lavoro e delle responsabilità.

Ah, se solo si potesse lavorare la domenica pomeriggio... Sarebbe meglio. Non ci credete? Eppure... pensateci bene. Lavorereste il pomeriggio, ma dopo una mattina di riposo e magari dopo una lunga dormita, e avreste la prospettiva di riposarvi di nuovo il lunedì pomeriggio, dopo un lunedì mattina al lavoro. Tutto tornerebbe ad avere un senso, almeno in parte.

Ma il lunedì non cederà mai a questo giochetto di puro autocompiacimento e meschina gratificazione: vuoi mettere il gusto di inquinarvi la domenica con quel suo sorriso sghembo e schifoso?

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 3 febbraio 2019

Le ciabatte uccidono l'infanzia

Mia moglie una settimana fa ha deciso autonomamente e d'improvviso che l'infanzia di mia* figlia dovesse finire quel pomeriggio stesso.
Mia* figlia ha cinque anni e qualche mese (meglio non dire tutto sui social, mi dice sempre mamma).
(*nostra figlia, per quelle del #metoo)

Una mattina di sole, di ritorno, assieme all'innocente creatura di seguito denominata "vomito dell'Inferno", dall'asilo oggi detta scuola dell'infanzia, mia moglie (Moglie, per il #metoo) si è fatta irretire da un'offerta commerciale piuttosto bieca e ha incautamente acquistato il prodotto che, se indossato, avrebbe posto fine, come detto, a quella bellissima fase della nostra vita che ricordiamo tutti con affetto (da Erode in poi), la c.d. infanzia, e che precede quella che invece ci uccide lentamente, l'adolescenza.

Di cosa si tratta?
Di un paio di ciabattine rigide di color rosa.
Per bambini di 5 anni.
Avete presente quelle tipiche ciabattine da casa che vi fanno venire in mente l'anziano ospedalizzato?
Quelle..., però piccoline e rosa, quindi apparentemente carine e giuste.
Ma giuste non sono. E' come regalare un sacchetto di cubetti di ghiaccio a un lappone.
Per carità: carine ed economiche, lo ripeto. Ma, come dire: assurdamente inutili. Anzi: dannose.
Non sono quelle ciabattine fatte a scarpetta, quindi chiuse con una fibbia o comunque avvolgenti e fisse; no, sono pantofole classiche, che ti scappano dal piede dieci volte all'ora anche se non ti muovi.

Nostra figlia passa la giornata a saltare: sembra quasi che, in anticipo su quelle che saranno le tendenze e necessità di un prossimo futuro, si nutra di insetti, in particolare di grilli. Corre come un'invasata, saltella, fa le giravolte, fa i gradini tra cucina e salotto volando, cappotta, sbatte contro muri e mobili come all'autoscontro, e questo per 16 ore, fino a quando crolla. Indossa, dal primo giorno di vita eretta, un paio di calze antiscivolo.
Intendiamoci, non le stesse da quel giorno: gliele cambiamo di tanto in tanto, quando sono sporche. Ricordo perfettamente di avergliele cambiate giusto 13 settimane fa, domani provvederò.

Passare al nuovo regime (calzine di cotone sottili e pantofole, come un adulto posato e garbato) vorrebbe dire complicare non poco le operazioni di vestizione e svestizione, senza pensare ai pit stop in bagno (che spesso sono dei pet stop, soste animalesche), data la sua esuberanza paragonabile a quella di una lattina di coca che abbiate messo una mezz'ora in lavatrice poco prima di stapparla. E vorrebbe dire, di fatto, trasformarla in una pensionata pigra e sfavata di cinque anni.

Ho fatto subito notare la cosa, dato il mio proverbiale acume, ma non sono stato preso sul serio.
I primi giorni le pantofole si sono attirate diverse tonnellate di maledizioni, anche se la bimba, stranamente collaborativa, si è prestata all'esperimento, forse più per perversa curiosità che per innata docilità.

Dopo quattro giorni siamo tornati alla normalità. Me ne sono accorto per caso una sera, di ritorno dal mondo esterno.
Da allora giacciono in un angolo, solitarie e tristi. Ma fiere nella loro dignità di aggeggi inutili.

L'infanzia è salva.

Essendo un vero gentleman, ho evitato di infierire.

Come prossimo passo, in questa via crucis dell'orrore inutile, mi aspetto il vestaglione di flanella (io ce l'avevo: avrei preferito l'editto di Erode, e somigliare a Gesù).


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...