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lunedì 31 agosto 2009

Breve rassegna stampa sulla patacca di Feltri

Rassegna stampa: oggi riporto alcuni passi davvero illuminanti sugli eventi delle ultime ore. Alcuni pezzi che mi sono piaciuti per capacità di sintesi e lucidità di visione.

Cominciamo con Marco Travaglio, come sempre limpido e puntuto.

"Feltri si installa al Giornale e comincia a fare il suo mestiere, quello di sempre: picchiare. Picchiare chi? Solo ed esclusivamente quelli che lui ritiene essere i nemici di Berlusconi. Naturalmente l'uomo ha una certa età quindi non ha una grande dimestichezza con il calendario, infatti pesta alcuni obiettivi sui quali si va sul sicuro, De Benedetti, la famiglia Agnelli – tanto gli Agnelli sono tutti morti a parte Margherita, a pestare i morti il rischio è zero. Pesta gli Agnelli per instaurare il teorema secondo cui l'Avvocato era peggio del Cavaliere dunque il Cavaliere è buono, come se nell'ipotesi, trovando un altro ladro, lo metti vicino al ladro tuo e dici: “visto che c'è anche un altro ladro allora il mio è meno ladro”. In realtà abbiamo due ladri, non è che un ladro cancella l'altro: un ladro in più si assomma a quello precedente. Lo stesso vale per tutta questa campagna contro i cosiddetti moralisti: se si scopre che ci sono dei moralisti immorali vuol dire che abbiamo più gente immorale di quella che pensavamo, non vuol dire che visto che il direttore dell'Avvenire sarebbe immorale allora Berlusconi è più etico. Semmai abbiamo due sporcaccioni invece di uno, ammesso e non concesso che si possano usare queste espressioni."


Ecco ora un intermezzo di puro divertimento, grazie infinite a Gabriele Villa che su "Il Giornale" spara una boiata mostruosa:

"Le chiacchiere non bastano a crocifiggere una persona, o meglio bastano, sono bastate solo nel caso di due persone: Gesù Cristo per certi suoi miracoli e più recentemente Silvio Berlusconi per certi suoi giri di valzer con signore per la verità molto disponibili".
Bello il paragone fra Cristo e l'Unto dal Signore, vero? Spassosissima la definizione "molto disponibili": sta a vedere che Berlusconi è stato violentato da una donnaccia.


Travaglio su Boffo (direttore dell'Avvenire):

"...il direttore dell'Avvenire che, dopo avere fiancheggiato spudoratamente, biecamente il Berlusconismo, dopo aver taciuto per anni e anni di fronte a tutte le vergogne, i rapporti con la mafia, le corruzioni dei giudici, le corruzioni della Guardia di Finanza, i fondi neri, le evasioni fiscali, le leggi vergogna... vi ricordate che cosa scriveva il direttore dell'Avvenire, o che cosa non scriveva, mentre l'Italia veniva massacrata sul piano della legalità, della Costituzione, del conflitto di interessi, delle leggi canaglia, all'improvviso ha scoperto che Berlusconi, forse, dovrebbe darsi una regolata e c'è voluto questo sventolio di mutande, slip e reggiseni per farlo destare dal lungo letargo."
(...)
"Devo dire: l'unico che, secondo me personalmente, non merita la solidarietà che sta ricevendo in questi giorni è proprio il direttore di Avvenire perché il fatto che abbia patteggiato una pena per aver molestato una tizia che era la compagna di un tizio col quale lui stava – questa è la vicenda come pare sia stata ricostruita dai giudici di Terni – è vero."
(...)
Cosa ha fatto il Giornale? Ha pubblicato la sentenza, fatto vero, e l'ha accompagnata con una serie di frasi volutamente ambigue facendoci credere che di Boffo o i giudici o qualcuno che accompagna il loro rinvio a giudizio scrivono che è un “noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni”, cioè che è un habitué degli ambienti omosessuali e che la Polizia non fa altro che attenzionarlo perché è meglio tenerlo d'occhio.
Se questo facesse parte di un verbale di Polizia o magistratura sarebbe un atto ufficiale da mettere nel cassetto, ma se è una lettera anonima come può essere pubblicata su un giornale senza la minima verifica, spacciata addirittura per un documento allegato a un atto giudiziario, mentre è stato allegato a un atto giudiziario nella busta anonima che ha raggiunto i Cardinali ed evidentemente anche il Giornale."


Ancora un intermezzo satirico, questa volta by Vittorio Feltri:

Dice Feltri: “Quando la politica si trasforma e si svilisce scadendo nel gossip – questo sarebbe lo scandalo di quest'estate: il gossip -, quando gli addetti all’informazione si rassegnano a pescare sui fondali del pettegolezzo spacciando per notizie le attività più intime degli uomini e delle donne, - pensate [commenta Travaglio], una prostituta che ha la registrazione di un suo rapporto col presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli, nel lettone di Putin e che finisce subito dopo nelle liste elettorali del Popolo della Libertà alle elezioni comunali di Bari è gossip, secondo lui -


Edmondo Berselli, interessante analisi sullo stato dell'informazione in Italia:

"Esploso in questi mesi come una battaglia di verità, davanti alle contraddizioni e alle bugie del premier, lo scandalo Berlusconi diventa oggi un problema di libertà, come sottolineano tutti i grandi quotidiani europei, evidenziando ancor più il conformismo silente dei giornali italiani. Prima la denuncia giudiziaria delle 10 domande di "Repubblica", un caso unico al mondo: un leader che cita in giudizio le domande che gli vengono rivolte, per farle bloccare e cancellare, visto che non può rispondere. Poi l'intimidazione alla stampa europea, perché non si occupi dello scandalo. Quindi il tentativo di impedire la citazione in Italia degli articoli dei giornali stranieri, in modo che il nostro Paese resti all'oscuro di tutto. Ecco cosa sta avvenendo nei confronti della libertà di informazione nel nostro Paese.
A tutto ciò, si aggiunge lo scandalo permanente, ma ogni giorno più grave, della poltiglia giornalistica che la Rai serve ai suoi telespettatori, per fare il paio con Mediaset, l'azienda televisiva di proprietà del premier. È uno scandalo che tutti conoscono e che troppi accettano come una malattia cronica e inguaribile della nostra democrazia. E invece l'escalation illiberale di questi giorni conferma che la battaglia di libertà si gioca soprattutto qui. La falsificazione dei fatti, la mortificante soppressione delle notizie ridotte a pasticcio incomprensibile, rendono impossibile il formarsi di una pubblica opinione informata e consapevole, dunque autonoma. Anzi, il degrado dei telegiornali fa il paio con il pestaggio mediatico dei giornali berlusconiani. Molto semplicemente, il congresso del pd, invece di contemplare il proprio ombelico, dovrebbe cominciare da viale Mazzini, sollevando questa battaglia di libertà come questione centrale, oggi, della democrazia italiana."


Infine Vittorio Zucconi, addirittura esemplare:

"Vorrei capire che cosa importa a me se, per dire, il direttore di un settimanale per vegetariani è uno che ogni sera si fa una fiorentina al sangue. Al massimo, smetterò di comperare quel settimanale, ammesso che lo abbia mai letto e che abbia mai influito sulla mia vita e penserò che il direttore è un ipocrita, come un po’ siamo in fondo tutti. Leggermente diverso è scoprire che una persona responsabile del governo dell’intera nazione, dunque anche di governare me e la mia famiglia indipendentemente dalle nostre simpatie politiche e dai nostri voti, è un mascalzone, un bugiardo patologico, un puttaniere e uno che vuole impedire a me di criticarlo per come si comporta. E’ chiara la differenza? Ma il trucco è sempre quello classico, tentato dal prestigiatore Bettino Craxi per salvarsi: se riesco, sollevando un colossale polverone, a convincervi che sono tutti ladri, nessuno è ladro. Ecco dove il qualunquismo dei vaffanculisti serve al gioco di quelli che si difendono sostenendo che “sono tutti uguali” (meno noi, naturalmente, noi siamo garantiti extra vergine)."

Così, giusto per condividere alcuni ragionamenti che ho trovato non banali e stimolanti. Un saluto al Giornale: se pubblicare una lettera anonima spacciandola per atto giudiziario e tutto questo al solo scopo di gettare fango su una persona che giustamente critica Berlusconi per il suo stile di vita profondamente contrario ai valori cristiani, può ancora definirsi giornalismo, allora mi devo essere perso qualcosa. E precisamente il passaggio che ci ha portato dal buon giornalismo indipendente, serio e che verifica le fonti a quello squadrista che al servizio di un padrone accumula dossier su chi la pensa in maniera diversa e poi li diffonde per giunta taroccati per delegittimare l'avversario e per linciarlo mediaticamente. Insomma, pura cacca.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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Che scoperta che ho fatto!

Ragazzi, ho beccato il blog di un tipo che mi ha censurato. Una cosa che non mi è mai capitata in dieci anni e più di web, come beccare un Gronchi rosa, o un raro tipo di insetto che si credeva estinto. Allo schifo si aggiunge la curiosità, in quel che provo per questo evento. Lo frequento da un paio di mesi, ne frequento parecchi: esistono per questo, i blog. Si parla di politica e società. Abbiamo idee agli antipodi ma, fin qui, niente di male. Un flash: per lui Craxi era innocente, pago' comunque per tutti, non accumulo' tesori, i magistrati sono tutti farabutti e sovversivi: ma è solo un flash, bisognerebbe leggerlo. Al di là delle opinioni, che sono legittime anche quando strampalate o quando negano i fatti storici, è però bene precisare che i miei commenti sono sempre stati corretti, nemmeno a dirlo. Certo, ho detto la mia, argomentando sempre. Magari i miei commenti non sono stati tutti ermetici, gli argomenti trattati richiedevano a volte post articolati, ma del resto anche le risposte spesso si dilungavano. Mai ricorso a offese personali, bestemmie o simili: non mi appartengono. I suoi commenti invece sono sempre stati generalmente incivili e sempre offensivi a livello personale, da subito (non so chi sia). I giorni in cui è in buona questo signore generalmente dà della "merda" all'interlocutore: un vero esprit de finesse, insomma. Un tipo da invitare in salotto quando vi manca la macchietta che si agita, straparla, offende, dice parolacce, provoca scandalo, sgomenta le vecchiette e tien viva la chiaccherata davanti a una fetta di torta della nonna.
Da ieri mi censura, cioè toglie i miei post dal suo blog senza dire nulla. Parlavamo del caso Boffo - Feltri, ha sparato un pacchetto di assurdità, gliel'ho fatto notare con garbo usando citazioni e fatti un po' scomodi (scomodi in quanto sbertucciavano le sue affermazioni): non sapendo a cosa attaccarsi, ha preferito cancellarmi. Mi ha censurato cinque sei commenti ieri e uno questa mattina. E, udite udite, leggendo il blog in queste settimane ho appreso che è in politica. Ha fatto il consigliere comunale di un paese. Non vi dico chi è, per ora. Stiamo a vedere. Seguiranno aggiornamenti, non voglio privarvi del piacere di una scoperta così rara: un individuo di (penso) 40-50 anni, politico, che apre un blog e insulta fin da subito chi scrive opinioni a lui non gradite, fino a censurarlo: ragazzi, come avere scoperto un nuovo pianeta! E' emozionante. Un tipo che si dà una patina di politico opinionista con un blog di approfondimento e poi si comporta come un tiranno un po' rozzo: ti insulta e ti censura. Credevo che tipi così non esistessero più, o comunque non usassero il web. E, comunque, non fossero in politica, a gestire la cosa pubblica. (to be continued...)

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Materazzi rosso... di rabbia

Roma, 31 agosto 2009, 13:46 - CALCIO: MATERAZZI DENUNCIA 'L'ISPETTORE COLIANDRO'- Il difensore dell'Inter Marco Materazzi ha denunciato 'L'ispettore Coliandro'. A confermarlo è Marco Manetti dei Manetti Bros. durante la conferenza stampa di presentazione della prossima serie della fiction Rai. "Abbiamo ricevuto una denuncia dal giocatore perché durante un episodio della scorsa stagione una persona, perdendo al Fantacalcio, ha commentato rivolgendosi al giocatore: "Si è fatto espellere un'altra volta". Materazzi ha chiesto un euro per ogni spettatore contattato.

L'ho letta tre volte per capire se è vera o se è una notizia del Fantacalcio, un po' come quando leggi su repubblica.it notizie tipo questa: "vince al Fantacalcio: a Siena primo premio. Seconda giornata del nostro fantacampionato: in gara quasi centomila squadre" e ci metti due o tre secondi per capire che non è una news di calcio ma una news del gioco "fantacalcio".
Invece è vero: la denuncia, Materazzi, l'ha fatta davvero. Non dico nulla, visto che sembra avere la denuncia facile. Anche perchè io non potrei permettermi non solo di essere denunciato ma neppure di denunciare: gli avvocati costano parecchio. Tanto, quello che avrei da dire su questa iniziativa del Materazzi, lo capite da soli... E poi, se denunciato e costretto a pagare un euro per ogni visitatore del mio blog, da recenti statistiche evinco che sarei costretto a tirar fuori non più di 30 euro:-)

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 30 agosto 2009

Il manganello di Vittorio Feltri

IL MANGANELLO MEDIATICO DI VITTORIO FELTRI
Vittorio Feltri, di cui recentemente Travaglio ha ricordato -citazioni alla mano- alcune incresciose incongruenze e contraddizioni (vedi: Feltri. Uahahahahahah ) che contribuiscono a definirlo con precisione agli occhi di chi certe cose non ricordava più, Feltri, dicevamo, usa il Giornale di Famiglia (di proprietà di Paolo Berlusconi, ricordiamolo per farci quattro risate) per bastonare mediaticamente in modo ignobile chi osa avanzare legittime critiche all'operato del governo e del premier, invece che per fare quel che ogni buon giornalista dovrebbe fare e cioè pretendere che il premier faccia chiarezza su tutto quel che lo (ci) riguarda e decida, come un comune cittadino, di sottoporsi al giudizio della magistratura, abbandonando nel frattempo le cariche che ricopre e che ragioni non solo giudiziarie ma anche di opportunità politica lo rendono non più idoneo a ricoprire. Feltri afferma di voler punire quelli che definisce "moralisti" mostrando che anche loro, spesso, hanno o hanno avuto comportamenti immorali ed è per questo che, a sentir lui, ha deciso di rivelare quella vicenda torbida presente, sempre a suo dire, nel passato di Boffo, direttore dell'Avvenire; Boffo si era permesso di criticare lo stile di vita di Berlusconi e le sue frequentazioni, mettendo dunque il premier stesso in cattiva luce presso l'elettorato cattolico a cui ovviamente tiene parecchio: è risaputo, non è una gran nota di merito nel mondo cattolico farsi beccare con due o tre escort nel "letto grande" la notte in cui Obama fa svoltare la storia del mondo o con una minorenne napoletana quando si è sfilato a petto in fuori al Family Day e si è tuonato più e più volte contro la prostituzione, lo stalking, la pedofilia e ci si è fatti paladini dei sacri valori della famiglia. Quindi la vita di Boffo andava spulciata e, trovato un appiglio, basato peraltro su un documento che ora scopriamo taroccato e, sembra, di nessun valore, si doveva usarlo per denigrare, degradare e insozzare chi osava mettere in cattiva luce un uomo di così grande moralità e prestigio (ehi, sto parlando di Berlusconi, lo preciso altrimenti non capite). Peccato che Feltri, come quasi sempre gli accade, abbia torto marcio, perchè la vita privata di Boffo è vita privata, quindi tirare fuori rivelazioni di questo tipo è voler spargere fango su una persona scomoda al premier, è un chiaro tentativo di delegittimare chi accusa Berlusconi senza preoccuparsi di rispondergli nel merito ma accusandolo a sua volta di ignominie e immoralità assortite al solo scopo di deleggittimarne le fondate critiche e osservazioni: un comportamento ignobile che ricorda quello delle più buie dittature. Interessarsi alla vita privata del premier invece non è ingiusto, non è persecutorio, non è gossip, anzi è doveroso, per l'estrema importanza del ruolo che Berlusconi riveste e per il fatto che rappresenta tutti noi in Italia e nel mondo: se la vita privata di un politico e' fortemente in contrasto con il suo programma politico e con le sue dichiarazioni pubbliche, se vi sono inchieste, nastri, foto, testimonianze che sollevano sul suo conto decine di gravi interrogativi, se vi sono persino dubbi sulla sua salute psichica (avanzati dalla moglie) e sospetti su possibili frequentazioni di ragazze minorenni, se vi sono processi, condanne, inchieste di vario tipo per i reati più diversi che pendono sul suo capo e che sono state disattivate ma non cancellate da leggi ad personam e in ultimo dal lodo salvatutto che porta il nome di Alfano e che regala a Berlusconi impunità totale, ebbene è doveroso rivolgere domande al premier e volerne sapere di più: è preciso dovere-diritto di ogni cittadino e quindi anche dei giornalisti, almeno di quei pochi che ancora si ricordano cosa vuol dire essere giornalisti. A me non interessa sapere se Boffo è omosessuale (e allora?) o se ha subito una condanna per molestie telefoniche, o meglio: puo' anche interessarmi saperlo, se leggo l'Avvenire, e difatti quegli eventi non furono tenuti nascosti all'epoca, ma non ricoprendo Boffo cariche politiche la rilevanza di certe accuse è del tutto limitata e non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella di certe accuse che pendono sul capo del premier di uno dei paesi del G8; altra cosa infatti è sospettare che il premier dell'Italia molestasse telefonicamente una minorenne, o la frequentasse, o corrompesse commercialisti inglesi per convincerli a dichiare il falso in processi a suo carico, o candidasse alle poltrone di parlamentare europea o italiana showgirl e amichette varie, o organizzasse festini con varie escort in palazzi nei quali durante il giorno entrano ed escono politici italiani e stranieri, o sentisse per telefone anche dieci volte al giorno quel tale che queste feste gli organizzava su due piedi, o trasportasse con aerei di Stato amici e invitati vari alle sue feste, o evadesse le tasse, ecc. ecc. Senza contare che Boffo si fece processare perchè a differenza di Berlusconi non disponeva di un lodo Alfano...
In sintesi: se Boffo critica Berlusconi per un determinato fatto, sapere che Boffo ha avuto una condanna non inficia la sua critica e non libera Berlusconi dal dovere di rispondere nel merito. Una delle principali tattiche usate dagli alfieri del centrodestra di fronte all'impressionante mole di accuse di sospetti che gravano sul premier e di cui tutto il mondo (maggioranza dei media italiana esclusa) parla da mesi è stata, oltre a quella di non parlarne, quella di cercare sistematicamente di delegittimare chi quelle accuse avanzava (la D'Addario è una puttana -ma era stata candidata nel PDL fino a due minuti prima e invitata dallo stesso Berlusconi a casa sua, tramite il Tarantini, è ovvio!-, la D'Addario mente, è pagata dalla sinistra, è pagata da Murdoch, è pagata dai giornalisti, Noemi è stata male interpretata, il suo ex fidanzato si è sbagliato, il padre di Noemi si è confuso, la zia chissà cosa, Mills si è spiegato male, i giudici fanno parte di un complotto, Boffo è omosessuale e -pure lui, parrebbero quasi dire!- molestatore, Ezio Mauro, direttore di Repubblica, non ha pagato le tasse sull'acquisto della sua casa -pure lui evade, dunque?-, Travaglio frequenta mafiosi -pure lui!- ecc. ecc.). E non si rendono conto che delegittimando chi quelle accuse porta non delegittimano le accuse, perchè al più, se fosse vero quel che dicono, e non lo è, vorrebbe dire che a muovere certe accuse sono colleghi e non estranei, visto che anche Berlusconi è stato accusato/indagato/condannato/prescritto/salvato/assolto grazie a leggine su misura/ per reati simili a quelli appena citati...

SOSPETTI DI BUFALA
Vi è poi un altro aspetto della vicenda che merita attenzione. Non solo l'attacco di Feltri è inopportuno, vergognoso, perfidamente orchestrato al fine di colpire un avversario politico non nel merito di quel che dice ma sollevando dubbi campati per lo più in aria sulla sua vita privata e sulla sua presunta omosessualità (il solito vizietto della destra omofobica), non solo è una dimostrazione di pessimo giornalismo e di inquietante squadrismo su carta, ma, sembra, è pure taroccato, basato cioè su alcune affermazioni fasulle, tipo quella relativa alla provenienza, alla rilevanza e al contenuto di quello che, da documento ufficiale e giudiziario, sembra ormai essere diventato, invece, un semplice foglietto imbrattato da qualche calunniatore anonimo.
Troppi indizi avallano in queste ore l'ipotesi che Feltri l'abbia fatta fuori dal vasetto. La nota informativa di cui parla il Giornale non è nel fascicolo giudiziario del Tribunale di Terni; in quel processo non c'è mai stato un solo riferimento alla presunta "omosessualita'" di Boffo. Come risulterà ufficialmente tra poche ore, la nota informativa che Feltri agita al vento per spargere per bene il suo fango non esiste, non è tale, non è agli atti, è una semplice velina passata da qualcuno a qualcun altro, se non una lettera anonima che all'epoca pervenne alla Fondazione Toniolo e che fu ovviamente cestinata. La nota informativa con cui Feltri si riempe la bocca non è documento giudiziario, non parla di omosessualità, è probabilmente una velina scritta da chissà chi, non ha nessun valore. Tutto insomma è una bufala e se così fosse si tratterebbe di un infortunio enorme per il "quotidiano del fratello del presidente del consiglio". Senza contare che ad aver fatto le molestie sembra essere stato non Boffo ma un ospite della comunità di recupero che usò, non autorizzato, il cellulare di Boffo e che Boffo preferì coprire, così dice lui, e senza contare, soprattutto, che tutto questo non incide minimanente sulla condotta censurabile del premier, sui sospetti che gravano su di lui e sulla sua vita, sulla sua arroganza, sulla sua manifesta avversione per le regole di base di una democrazia. Illminante è a questo proposito leggere cosa scrive oggi un D'Avanzo particolarmente ispirato su Repubblica (uno dei pochissimi giornali che in questi mesi si sta comportando da media libero o almeno ci prova):

--E' una "velina" e dietro la "velina" ci sono i miasmi infetti di un lavoro sporco che vuole offrire al potere strumenti di pressione, di influenza, di coercizione verso l'alto (Ruini, Tettamanzi, Betori) e verso il basso (Boffo). È questo il lavoro sporco peculiare di servizi segreti o burocrazie della sicurezza spregiudicate indirizzate o messe sotto pressione da un'autorità politica spregiudicatissima e violenta. È il cuore di questa storia. Dovrebbe inquietare chiunque. Dovrebbe sollecitare l'allarme dell'opinione pubblica, l'intervento del Parlamento, le indagini del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), ammesso che questo comitato abbia davvero la volontà, la capacità e soprattutto il coraggio civile, prima che istituzionale, di controllare la correttezza delle mosse dell'intelligence. Quel che abbiamo sotto gli occhi è il quadro peggiore che Repubblica ha immaginato da mesi. Con la nona delle dieci domande, chiedevamo (e chiediamo) a Silvio Berlusconi: "Lei ha parlato di un "progetto eversivo" che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?".

E, ancora D'Avanzo:

--Se si guarda e si comprende quel che capita al direttore dell'Avvenire, è proprio quel che accade: il potere che ci governa raccoglie dalla burocrazia della sicurezza dossier velenosi che possano alimentare campagne di denigrazione degli avversari politici. Stiamo al "caso Boffo". La scena è questa. C'è un giornalista che, rispettando le ragioni del suo mestiere, dà conto - con prudenza e misura - del disagio che nelle parrocchie, nei ceti più popolari del cattolicesimo italiano, provoca la vita disordinata del capo del governo, il suo modello culturale, il suo esempio di vita. È un grave smacco per il presidente del Consiglio che vede compromessa credibilità e affidabilità in un mondo che pretende elettoralmente, indiscutibilmente suo. È un inciampo che può deteriorare anche i buoni rapporti con la Santa Sede o addirittura pregiudicare il sostegno del Vaticano al suo governo. Lo sappiamo, con la fine dell'estate Berlusconi decide di cambiare passo: dal muto imbarazzo all'aggressione brutale di chi dissente. Chiede o fa chiedere (o spontaneamente gli vengono offerte da burocrati genuflessi e ambiziosissimi) "notizie riservate" che, manipolate con perizia, arrangiate e distorte per l'occasione, possono distruggere la reputazione dei non-conformi e intimidire di riflesso i poteri - in questo caso, la gerarchia della Chiesa - con cui Berlusconi deve fare i conti. Quelle notizie vengono poi passate - magari nella forma della "lettera anonima" redatta da collaboratori dei servizi - ai giornali direttamente o indirettamente controllati dal capo del governo. In redazione se ne trucca la cornice, l'attendibilità, la provenienza. Quei dossier taroccati diventano così l'arma di una bastonatura brutale che deve eliminare gli scomodi, spaventare chi dissente, "educare" i perplessi. A chi altro toccherà dopo Dino Boffo? Quanti sono i dossier che il potere che ci governa ha ordinato di raccogliere? E contro chi? E, concluso il lavoro sporco con i giornalisti che hanno rispetto di se stessi, a chi altro toccherà nel mondo della politica, dell'impresa, della cultura, della società? --

Mi sento di sottoscrivere in pieno la sua analisi e le sue paure.

OMOSESSUALI "ATTENZIONATI"
Infine l'ultimo aspetto, ridicolo e inquietante anch'esso nello stesso tempo. Scrive il Giornale: "Il Boffo - si legge nell'informativa - è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla onde lasciasse libero il marito con il quale Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione."
Innanzitutto vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa significa di preciso essere "attenzionato": si tratta di un'espressione davvero bruttina chiamata a tradurre su carta un pensiero del resto idiota.
Poi vorrei che Maroni, il ministro degli Interni, ci confermasse che in questo paese, oltre a raccogliere informazioni sugli avversari, a manipolarle e a usarle per screditarli, si ha anche la prassi, da parte questa volta delle forze dell'ordine, di SCHEDARE coloro che si presume siano non eterosessuali: sarebbe interessante saperlo.


QUINDI, A BEN VEDERE...
Ricapitolando: la nota informativa sbandierata dal Giornale non è un documento giudiziario, non fa parte del fascicolo, ha una provenienza dubbia, contiene alcune falsità. Mi pare che basti per dire che si tratta dell'ennesimo (e maldestro) tentativo di intimidire e delegittimare le persone che osano rompere il muro di silenzio o di conforme approvazione che circonda questo premier e questo governo, attraverso campagne di stampa basate sul nulla o su documenti di cui si ritocca la fonte e l'importanza, aventi come unico scopo quello di delegittimare e denigrare i personaggi scomodi. Se fosse vero, sarebbe uno scenario da dittatura.

Le cose ci stanno scappando di mano, credetemi.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 29 agosto 2009

Lenta sarà la fine

Ecco le dieci domande. Le domande che per la prima volta nella storia del mondo sono state denunciate (con richiesta di risarcimento di 1 mln di euro) da un premier in bilico perenne tra dittatura e buffonata. Di fronte a un individuo su cui gravano mille ombre e decine di certezze e che ricopre una carica pubblica e ciò nonostante non ritiene sia suo preciso ed inderogabile dovere rendere conto di quel che fa a coloro che dovrebbe rappresentare con onestà e rettitudine, che lo hanno eletto e che lo ricompensano per il suo incarico, lo sconcerto fa a gara con l'indignazione. Il cittadino informato e responsabile, di parte ma non fazioso, che ama il proprio paese e la libertà, che rispetta gli altri e le leggi, sente che tutto quello in cui crede, tutto quello che ama è adesso in pericolo, è sotto i colpi di un sistematico attacco mortale. Solo chi è accecato dalla partigianeria più bieca ed inutile e ha perso ogni barlume di spirito critico vive gli eventi attuali come normali, schiavo della sua piattezza mentale, della sua anoressia di spirito critico, del suo deficit di ragione, vittima della manipolazione mediatica messa in atto da un regime che, prima ancora che i diritti e le le libertà, ha intaccato i cuori e le coscienze inquinandoli di nefandi disvalori.
Silvio Berlusconi si è dapprima rifiutato di rispondere alle legittime e cruciali domande avanzate dalla stampa e relative a tutta una serie di scandali, inchieste e comportamenti poco chiari che lo hanno direttamente coinvolto come uomo e come premier, poi ha fornito con malcelata irritazione e improvvida arroganza versioni incomplete, poco credibili, contrastanti, contradditorie, fasulle, ridicolmente deboli, poi ha invitato gli sponsor a togliere i fondi ai giornali che non gli lisciano il pelo, indi ha accusato uno di questi di portare avanti un progetto eversivo, infine lo ha denunciato chiedendo un maxi risarcimento per il solo fatto di aver posto alcune ovvie e legittime domande e di aver riportato quanto da mesi la stragrande maggioranza dei giornali esteri scrive a proposito di questa gravissima ed incredibile crisi della democrazia in Italia.

Questa si chiama intimidazione. E' un atto gravissimo, oltre che lo sconsiderato autogol di un dittatore dilettante. Questo è l'ultimo capitolo, in ordine di tempo, di un attacco alla libertà di stampa e ai valori fondanti della nostra democrazia che la banda che governa questo paese, o meglio che spadroneggia in questo paese, sta portando avanti da tempo, nell'inane indifferenza di un'opposizione complice o rimbambita.
Stiamo scivolando dalla democrazia, conquistata col sangue a metà del secolo scorso, verso una forma di governo che democratica non è, i segnali sono ormai chiari, inequivocabili, persino ridondanti: chi conosce la storia è giustamente allarmato.

Sento quindi il dovere di evidenziare pure io su questo blog le dieci domande di Repubblica che hanno portato ieri Berlusconi ben oltre la soglia del ridicolo e che hanno provocato un compatto e deciso coro di incredule e feroci critiche a livello mondiale. Non sono tutte quelle che vorrei fare io, ma sento che è diventato un dovere pubblicarle. E invito la stampa libera di tutto il mondo a non mollare la presa, a starci vicino, ad aiutarci in questa drammatica fase della nostra storia.
Il prossimo passo di questo uomo pericoloso sarà quello di chiudere i giornali che già non possiede o che non si piegheranno servilmente ad omaggiarne le assurdità e ad occultarne o banalizzarne le nefandezze?

A tutti quelli che miopi e beoti, o complici e colpevoli, continuano imperterriti a sotovalutare la situazione o a tappezzarla con la falsa moneta dell'idolatria indiscussa, acritica e demente, auguro un risveglio amarissimo e un'espiazione crudele: hanno avuto mille occasioni per svegliarsi dal sonno della ragione, per aprire gli occhi, e le hanno perse: non meriteranno la nostra compassione, dunque.


Ecco le dieci domande di "Repubblica" al premier Silvio Berlusconi:

- le domande....
http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-altre-dieci-domande-a-silvio-berlusconi/2009/06/25/le-dieci-nuove-domande-al-cavaliere/

- il video...
http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-altre-dieci-domande-a-silvio-berlusconi/2009/06/26/condividi-il-video-sul-tuo-sito-o-blog/


Ed ecco le prime dieci domande:
(video) http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/2009/05/14/dieci-domande-il-primo-video/

Pubblicatele anche voi, ovunque.
Non è una questione di destra o sinistra.
E' in gioco la nostra libertà, il nostro paese, il nostro futuro, quello di chi lasceremo su questa terra.
Se pensate che io stia esagerando, è segno che siete destinati ad accorgervene quando ormai sarà troppo tardi.

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Censure di Stato

Videocracy (di Erik Gandini) è un film (un docu-film, meglio) come tanti e, come tanti, è in uscita ai primi di settembre. Ciò che da qualche giorno lo ha reso diverso dagli altri, regalandogli un'improvvisa (e ancora non sappiamo se meritata) notorietà è l'idiota censura di cui è stato vittima il trailer cinematografico di questa pellicola su Mediaset e, soprattutto, sulle reti pubbliche italiane (RAI).

Se in Rete cercate notizie su questo film, potete leggere che si tratta di "uno spietato ritratto degli ultimi trent'anni della televisione italiana, dall'avvento delle tv private al primo decennio del 2000, per dimostrare quanto il sistema televisivo e alcuni suoi protagonisti abbiano influenzato la società, i costumi e soprattutto la politica del nostro paese". (it.movies.yahoo.com). Qui potete invece ascoltare direttamente Erik Gandini: http://mmedia.kataweb.it/video/7334285/videocracy-il-film-fa-paura

Ecco il trailer che Mediaset e Rai hanno censurato: http://www.youtube.com/watch?v=-9AXQGGkgK8

Motivazione (verbale) di Mediaset: "film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non [è] opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset". Che dire? Il ragionamento non fa una grinza. D'altra parte che Mediaset non fosse una tv indipendente già si sapeva, non vi era bisogno di una conferma.

Motivazione della Rai, la tv di tutti noi, pagata col nostro denaro di cittadini: "si tratta di un messaggio politico, non di un film" e "anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro [non state sognando, hanno scritto così] e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto".
Si tratta di una censura idiota (le censure sono sempre idiote, per definizione, e rivelatrici di paura e debolezza) e di una motivazione estremamente stupida e inconsistente: che sia stata scritta dai vertici Rai e non dal primo passante sorprende davvero molto.
In pratica se io fossi regista e girassi un film sulla vita di Toto' Riina, il trailer del mio film non potrebbe essere trasmesso fino a quando non si renderà disponibile il trailer di un film girato da Cosa Nostra sullo stesso tema; così, un film su Hitler dovrebbe attendere la realizzazione di un film prodotto sul medesimo dittatore dai gruppi neonazisti che oggi in lui si riconoscono, o di un film su Stalin.

L'ho già detto: censurano, e va bene, anzi: non va bene, ma così facendo si qualificano da soli: sono media inaffidabili e di parte, quindi di fatto inservibili, come un frullatore che non giri o una lampadina bruciata. E così facendo si coprono di ridicolo. Ma non si fermano qui: motivano la cosa con elucubrazioni che sembrano studiate apposta per prenderci per il sedere perchè ditemi voi se io posso prendere sul serio simili ridicolaggini. Censurano e non hanno il coraggio di ammetterlo.
Comunque vi ho messo il link del trailer, buona visione (http://www.youtube.com/watch?v=-9AXQGGkgK8). Il 4 settembre vedremo com'è il film (o lo censureranno anche nei cinema?)

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giovedì 27 agosto 2009

Sogno o forse no

Dopo pranzo dormo due ore (raro che ciò accada). Sogni confusi. No, niente premonizioni di morte stavolta (chi mi segue sa a cosa alludo). Mi sveglio, vado al pc. Leggo le notizie. Ma, mi chiedo, sono sicuro di essermi svegliato o per caso sto ancora sognando, e precisamente di essere al pc e di leggere immani boiate?

UN BACIO FASTIDIOSO
Pochi giorni fa un tipo di quarant'anni, una vita passata a violare il codice penale, un foglio di seminfermità mentale in mano e quindi sempre libero, anche se socialmente pericoloso, perchè "incompatibile col regime carcerario", qualunque cosa questa frase assurda voglia dire, detto "Svastichella", se guardate la foto capite molto, uso a fregarsene delle forze dell'ordine anzi ad irriderle, in passato spacciatore, ladro d'appartamenti ecc., ha assalito in piena notte due persone, con un coltello a serramanico e una bottiglia, ferendone una gravemente (ha rischiato seriamente la vita ed è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico) e scappando poi su un'auto. La loro "colpa"? Si stavano baciando (alle 4 di notte) ed erano due uomini, non un uomo e una donna: cio' lo ha "infastidito" (8) e lo ha spinto ad intervenire perchè in giro potevano esserci bambini (7). Ora ditemi: potrebbe essere sempre la continuazione del mio sogno, no? Oggi il tipo in questione, che subito nemmeno era stato arrestato ma solo denunciato (perchè non colto in flagranza, lo sapete che la legge è stupida, d'altra parte di recente a fare le leggi sono direttamente i delinquenti, sicchè cosa vogliamo aspettarci?: se rubi uno spillo e ti beccano mentre lo fai vai in gattabuia, se quasi uccidi una persona ma ti beccano qualche ora dopo ti denunciano e ti lasciano libero), oggi, dicevamo, il tipo in questione, che poi "a furor di popolo" (siamo in Italia, non dimenticatelo) è stato arrestato (ma, come detto, se la caverà pure stavolta), ha dichiarato, trovando subito organi di stampa prontissimi a dare spazio ai suoi offensivi e farneticanti sproloqui: "Non ho nulla contro i gay, anzi ho molti amici omosessuali" (1), "Quei due non si stavano solo abbracciando: si scambiavano effusioni piuttosto esplicite, ed erano in pubblico" (2), "Quei gay mi hanno provocato" (3), e' stato un "incidente" (4), "l'ho fatto dopo essere stato insultato davanti ai miei amici e alla mia fidanzata (5). Alemanno, sindaco di Roma, città allo sbando, di rinforzo aggiunge: "Non c'entra con la destra" (6)[chissà, forse c'entrerà con la sinistra]
Stai a vedere che ora le due vittime dell'aggressione ("quei gay", come li definisce al punto 3, dimostrando ciò che cerca di negare cioè di essere razzista) dovranno chiedergli scusa, dal letto d'ospedale: per essersi baciati ed abbracciati alle 4 di notte col rischio di essere visti da bambini (alle 4 di notte bambini in giro non ce ne sono e poi da quando un abbraccio e un bacio turbano un bambino? Di solito turbano solo adulti idioti, che io sappia) e per averlo offeso davanti agli amici e alla fidanzata (punto 5), oltre che "infastidito" (punto 8). Anche se subito dopo Svastichella parla di incidente (4), e davvero non capisco cosa vi possa essere di incidentale nel fatto che "due gay" si abbracciano e si baciano dunque ti infastidiscono e tu decidi di aggredirli verbalmente e poi, di fronte alle loro giustamente piccate risposte (tipo: bambini in giro alle 4 di notte?) tu decidi di colpirne uno con una bottiglia in testa e di mandarne quasi all'altro mondo un altro ferendolo con una coltellata. D'altra parte i gay lo hanno provocato (punto 3), quindi doveva pure far qualcosa, una zucca vuota armata che si trovasse a passar casualmente di lì, poco fuori il Gay Village (vi andava per amore di conoscenza?). La frase (1), "Non ho nulla contro i gay, anzi ho molti amici omosessuali" è infine fantastica: mi ricorda la Carfagna quando disse che non si sarebbe occupata, come ministro delle pari opportunità, dei gay, perchè lei ha molti amici gay e davvero non le risulta che in Italia essi siano vittime di discriminazioni legali o di fatto. Quanto ad Alemanno (6), a volte potrebbe pure stare zitto, almeno potremmo dimenticarci chi è il sindaco di Roma, città marcia di microcriminalità che la destra ha promesso di sanare ma poi, vinte le elezioni, nulla è ovviamente cambiato, perchè che io sappia le promesse elettorali da sole non hanno mai risolto nulla. Vorrei infine organi di stampa, come dire, un po' più critici nel presentare le farneticanti dichiarazioni di un uomo che ha aggredito come una bestia due persone che si baciavano in un parco, ma forse voglio troppo.

LA VERGOGNA DI NON PROVARE VERGOGNA (come dice Beha)
La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy, il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo. Un film come tanti, che fra l'altro si basa su documenti ufficiali e che comunque andrà giudicato, come tutti i film, da quelli di Vanzina a quelli di Kubrick, dopo averlo visto. Anche Mediaset lo ha rifiutato. Motivazione della Rai: "si tratta di un messaggio politico, non di un film" e "anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro [non state sognando, hanno scritto così] e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto". Aspettiamo dunque che esca un film di segno opposto... che buffonata. Come se per mandare in onda un film sulla vita di un boss mafioso si dovesse aspettare l'uscita di un film sullo stesso argomento ma prodotto e girato da Cosa Nostra! Questa non è par condicio, che del resto la Rai nemmeno sa cos'è, è censura motivata in maniera stupida. Io dico: censurate pure, già lo fate notte e giorno, ma dovete per forza prenderci per il sedere? La Rai, il servizio pubblico, che si inchina servilmente a Berlusconi ogni giorno. Appunto. Questi censurano e pure lo dicono, come se io rubassi e annunciassi il colpo alla stampa: non esiste più nemmeno la vergogna, in questo paese. Quanto a Mediaset, una comunicazione verbale di Publitalia afferma che "film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non [è] opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset". Ancora la Rai: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso". Ma no, e chi potrebbe pensare simili assurdità?
In soldoni, viene censurato il trailer di un film in uscita, dai canali di Berlusconi e da quelli a lui asserviti benchè pagati coi nostri soldi, quindi facendo il conto da tutti i canali maggiori di questa repubblica delle banane. Non so se certe persone più mi indignano o più mi fanno schifo, devo pensarci su un pochetto.

PRIEBKE, HAI SBAGLIATO TUTTO!
"Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa". Lo sostiene una pagina Facebook chiamata "Lega Nord Mirano" a cui sono legati da "amicizia" oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali della mitologia del Carroccio come "Attila flagello di Dio" e "Padano guerriero", troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio Renzo, ideatore del gioco "Rimbalza il clandestino" (poi tolto da Facebook dopo la denuncia di Repubblica.it). Tra i nomi che si fanno notare, nella lista degli amici di questa pagina, anche Enzo Erminio Boso, già parlamentare leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera. Che dopo il divampare delle polemiche si è cancellato: "L'amicizia su Facebook si dà in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo essere responsabili delle condotte altrui".
Caro Priebke, sai cosa ti ha fregato? Non hai saputo inventarne di così buone, al processo.

Mentre l'ennesima strage di migranti in mare suscita sdegno e sgomento, su Facebook gli internauti leghisti si divertono a far sparire con un clic le barche con gli immigrati a bordo. Vince chi riesce a rimandare indietro più extracomunitari. Ogni volta che un barcone viene respinto, si viene avvisati con il suono di una campanellina. Si chiama "Rimbalza il clandestino", ed è un'applicazione sviluppata all'inizio di questa estate e disponibile sulla pagina ufficiale su Facebook della Lega Nord. Da qui può essere condivisa e pubblicizzata su ogni profilo.
Ad amministrare la pagina del Carroccio è il figlio di Umberto Bossi, Renzo, classe 1988, affiancato nell'opera da Fabio Betti, un altro leghista doc.

Che dire? Ogni volta ci si stupisce. E di cosa? La Lega da sempre ha atteggiamenti razzisti, violenti, xenofobi, secessionisti, antinazionali. E alura? Molti la votano e ciò sembra poter sanare tutto, in Italia, dalle leggi disumane contro i clandestini, alle proposte razziste tipo autobus per soli milanesi, alle azioni imbecilli tipo pulire con alcol i sedili del treno su cui si sono sedute alcune prostitute (vero, Borghezio mon amour?), al voler punire per legge clienti e prostituite e poi scoprirsi cliente di prostitute, al magnificare e omaggiare un tiranno sanguinario come Gheddafi. Dai ragazzi, è l'Italia degli anni duemila!

Se stavo ancora sognando o no, decidete voi.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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martedì 25 agosto 2009

Errore di madre

Sul caso dell'educatrice trentenne arrestata per avere avuto rapporti sessuali con un tredicenne che doveva aiutare negli studi si è detto molto. Per legge i rapporti sessuali con un minore di 14 anni sono violenza anche se l'adolescente e' consenziente; le leggi a volte hanno ingiuste rigidita', ma devono pur porre dei paletti. D'altra parte chi dice che non ha senso parlare di violenza se non vi e' costrizione non considera che la legge va rispettata ma, umanamente, non ha torto. Ragionando senza condizionamenti di nessun tipo (ne' legali ne' morali) e' indubbio che l'educatrice abbia una colpa grave, quella di aver abusato della sua posizione: in quelle ore lei era un'educatrice, non una donna. Ha violato la legge e va punita, ma da un punto di vista umano un giudizio sensato non puo' prescindere dal fatto che, a sentire le dichiarazioni dei due, c'era amore, o comunque sentimento reciproco, quindi nessuna violenza.
C'e' pero' una cosa che non mi va giu'. Il ragazzo, si legge, aveva qualche piccolo problema di adattamento. Ora, posto che tu, madre, ti accorgi che qualcosa non va e scopri, spiando nel cellulare di tuo figlio, che ha una relazione con l'educatrice che dunque ha tradito la tua fiducia, che cavolo di senso ha farli sorprendere a letto dai carabinieri? Nessuno, significa solo regalare un bel trauma a tuo figlio, evitabilissimo. Bastava denunciare la donna. Magari la polizia avrebbe faticato un po' di piu' a dimostrare il fatto, non avendo la flagranza, ma la salute di tuo figlio, forse, conta di più.
E, fino a prova contraria, lui ha detto che lo faceva per amore.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
(*)

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Sentenze che fanno ben poca luce

25 agosto 2009 - G8, la sentenza della Corte Europea: "Giuliani ucciso per legittima difesa". I giudici di Strasburgo hanno accettato la versione delle autorità italiane su come si sono svolti i fatti durante il G8 di Genova del Luglio 2001. Mario Placanica, il carabiniere che nel luglio del 2001 uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, avrebbe agito per legittima difesa. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo in una sentenza resa pubblica oggi. I giudici di Strasburgo hanno dichiarato la non violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo in tre casi sui quattro in esame.
(...)
I giudici poi hanno anche ritenuto che, a differenza di quanto sostenuto dalla famiglia Giuliani, il governo italiano abbia cooperato sufficientemente con la Corte, consentendo di condurre un appropriato esame del caso.
(...)
La Corte ha dato invece ragione ai familiari di Carlo Giuliani riconoscendo come l'Italia avrebbe dovuto svolgere un'inchiesta per stabilire se il fatto potesse essere ascrivibile a una cattiva pianificazione e gestione delle operazioni di ordine pubblico. Secondo i giudici, quando uno Stato ospita un evento come il G8, considerato ad alto livello di rischio, è necessario prendere ogni misura di sicurezza necessaria anche per salvaguardare i diritti di chi protesta e la libertà di espressione: l'italia nel pianificare e preparare le misure di pubblica sicurezza, avrebbe "minimizzato" i rischi.
(...)
I giudici hanno stabilito che lo Stato dovrà risarcire 40.000 euro ai genitori di Carlo Giuliani.
(repubblica.it)

Condivido il timido accenno che i giudici fanno alla pessima organizzazione dell'evento da parte dello stato italiano e alla mancanza di una seria indagine sui fatti di quel tragico G8 (leggi: insabbiamento): ormai, a distanza di otto anni, le colpe dello Stato e delle forze dell'ordine sono emerse con evidente chiarezza e queste, francamente non ce le aspettavamo in un paese democratico e civile; quelle di alcuni manifestanti e di molti teppisti e infiltrati già si sapevano e per quanto esecrabili potevamo anche aspettarcele, dopotutto, anche se furono senza dubbio amplificate da un comportamento delle forze dell'ordine che definire allucinante sarebbe riduttivo.
Quanto alla legittima difesa, penso che sia opportuno per il padre di Giuliani fare ricorso perchè si tratta di una sentenza zoppa, che, solo per citare una mancanza, non tiene per niente conto delle "violenze che le forze dell'ordine hanno fatto sul corpo di Carlo subito dopo la sua morte, per cercare di fare credere che il colpo fosse stato deviato".

Ricordo inoltre che già un tribunale italiano aveva riconosciuto con chiarezza come buona parte della reazione dei manifestanti fosse stata motivata da un comportamento violento delle forze dell'ordine, del resto confermato senza ombra di dubbio da prove fotografiche e da chiare ammissioni degli stessi appartenenti alle forze dell'ordine.

Quindi, anche senza ricordare i depistaggi che, subito dopo quel luglio, si sono verificati ai più alti livelli per cercare di salvare gli autori della macelleria messicana del G8 e i loro mandanti, rimasti a tutt'oggi impuniti, e facendo finta di dimenticare la creazione da parte delle forze dell'ordine di false prove al solo scopo di giustificare a posteriori il loro immondo comportamento e le vergognose, ingiustificabili e barbare azioni compiute da bestie in divisa senza più controllo (se vuoi rinfrescarti le idee leggi qui: http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2009/01/vi-abbiamo-massacrato-ma-come-se-non-lo.html), troviamo la sentenza, benchè da rispettare come tutte le sentenze, zoppa e non condivisibile. Mi pare una sentenza che cerca di far luce in una enorme stanza immersa nel buio più fitto usando una lampadina da appena 20 watt: qualcosa si intravede, per un attimo, ma il più resta al buio e compromette il giudizio sul tutto.
La possibilità del ricorso esiste per questo, credo.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 22 agosto 2009

Illustri fancazzisti


Guardate il video che linko a fine post. Non è il migliore dei video possibili, proprio no, è solo uno dei tanti che si possono montare: il girato d'altra parte è sempre di prima qualità, quando si riprende una delle due Camere. E' comunque un video significativo. Non concentratevi sulle parole, lasciatele fluire, ignoratele, come un sottofondo poco importante. Fate cioè esattamente quello che stanno facendo moltissimi parlamentari in quei momenti. Guardate le immagini, astraetevi dall'audio (del resto pieno di assurdità, a tratti). Se vi concentrerete sulle immagini, dopo tre o quattro minuti comincerete ad avvertire piano piano, ma indubitabilmente, la percezione di un irresistibile crescendo che si dipana davanti a voi. Poltrone vuote, deputati che vanno e vengono come al mercato, fancazzisti pagati a peso d'oro coi nostri soldi di sudditi cornuti (e idioti) per telefonare, chiaccherare, sbadigliare, scrivere sms, ridere, frugare nella borsetta, spostarsi di banco per andare a far visita al compagnuccio o all'amichetta, pensare ai propri casi, inciuciare, scherzare, cazzeggiare. Nessuno o quasi attento e composto, a sentire l'oratore del momento. I più seri guardano nel vuoto pensando a chissà che o leggono chissà cosa; tutti gli altri cazzeggiano allegramente a nostre spese, con lo sguardo assente, una risata stupida sulla faccia e la mente altrove, oppure fanno passerella. E' un ritratto vergognoso di un manipolo di sanguisughe non elette, di una banda di lavativi nominati dai segretari di partiti in base a criteri soggettivi e inaccettabili e che coi nostri soldi pure in bocca se la spassano. E ci scusino quei pochi che invece, raro esempio di attaccamento allo Stato e di senso del dovere, fanno quel che devono: è che siete così pochi che non vi si vede, nascosti da questa massa di scolari asini e turbolenti. Ora, naturalmente, qualora un parlamentare vedesse questo video (che non è mio) o leggesse queste righe avrebbe anche la spudoratezza di offendersi, dimenticando che è un nostro dipendente e che è nostro diritto criticare chi ci rappresenta così male, chi così male adempie ai suoi doveri (fra i quali vi è anche quello della decenza), chi ci sputtana così in tutto il mondo.

E voi, miei cari concittadini, miei cortesi connazionali, davvero sperate in cuor vostro che le cose, in questo paese che scivola veloce sul declivio di un'inevitabile, tristissimo e meritato declino, possano cambiare? Che il PD, vincendo le prossime elezioni, possa dare una svolta? Che Bersani rappresenti il nuovo? Ma dove vivete, con quale testa ragionate, con quella stessa testa che la sera vi spinge a guardare il TG1-TG2-Tg3-Tg4-Tg5-Tg6-Tg7 convinti di informarvi davvero su quel che accade nel mondo mentre in realtà non state facendo altro che il pieno di bugie, di notizie taroccate e di omissioni e nemmeno ve ne rendete conto? Con quella stessa testa che d'estate lasciate rosolare al sole per ore e d'inverno prendete a martellate a suon di bagaglino-grandefratello-amici? Con quella stessa testa con la quale nel segreto dell'urna premiate ogni volta con idiota insistenza i ladroni a cui siete affezionati? Ma avete fatto mente locale su chi ci governa? E su chi siede sui banchi dell'opposizione? Avremmo maggiori probabilità di salvezza se ci giocassimo ogni decisione importante a testa o croce: lì, almeno, avremmo il 50% di probabilità di fare la cosa giusta.

Lo so, molti di voi non si scandalizzeranno, nel vedere questo filmato. Faranno spallucce e tireranno dritti. Perchè molti di voi sono come loro: fancazzisti. Molti di voi hanno qualche conticino aperto con la giustizia, molti di voi evadono le tasse, parcheggiano in seconda fila, comprano SUV costosissimi e inquinanti e cambiano auto ogni tre anni, guidano come criminali e uccidono innocenti, rubano non appena si presenta l'occasione, trascurano la moglie nei feriali e vanno a puttane nel weekend, buttano la carta straccia per terra e discriminano stranieri e diversi per poi dire la preghierina la domenica alla messa, falsi più di Giuda. Molti di voi mentono, rubano, corrompono o si fanno corrompere, violano le leggi, usano violenza, si girano dall'altra parte quando conviene far finta di niente, si fanno gli affari propri fregandosene di tutto. Molti di voi non hanno senso dello stato e non hanno cura dei beni pubblici. Molti di voi se ne fregano degli altri. Molti di voi fanno schifo come loro, si riconoscono in loro, danno a loro il voto, ecco perchè mai nulla cambierà, perchè, globalmente presi, siamo maiali a cui piace sguazzare in questo fango, e poco possono sperare di fare quei pochi valorosi e degni cittadini e quei pochissimi uomini politici che, di fronte a questo sconcio, non possono fare a meno di ribellarsi, che non sanno rassegnarsi, che ancora ci provano a lottare contro i mulini a vento di questa democrazia malata in cui a tutti è riconosciuta la libertà di morire di fame o di delinquere per emergere e provare a realizzare qualche sogno, fosse anche solo quello di avere un lavoro da sfruttati per 1000 euro al mese e un lurido buco in cui vivere, strozzati vita natural durante dal cappio di un mutuo e angosciati giorno e notte da una precarietà che dal lavoro si è trasferita a tutto diventando precarietà dell'esistenza, espropriando non più solo la nostra forza lavoro ma anche la nostra dignità, i nostri sogni, il nostro futuro e quello dei nostri cari.

Godete e gioite finchè potete. Convinti di essere liberi e invece schiavi di un sistema che vi tira via fino all'ultima goccia di sangue imbottendovi la testa di fandonie per anestetizzarvi quel residuo di cervello che ancora potreste pericolosamente usare (pericolosamente per loro); felici pellegrini di quei moderni santuari del capitalismo che si chiamano centri commerciali; idioti e passivi teleutenti; egoisti e miopi individualisti.

Godete e gioite perchè il momento in cui, dopo aver banchettato, vi porteranno il conto, non è più tanto lontano e quel giorno non saremo tutti uguali, anche se saremo tutti nella merda: voi non potrete nascondervi e far finta di aver sempre saputo e di aver capito tutto dall'inizio, non illudetevi. Gli errori, preso o tardi, si pagano; la miopia si sconta; la stupidaggine si maledice.

Ecco il video:
http://www.youtube.com/watch?v=_nk41wuC81Q

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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Cos'è un giornalista?

Marco Travaglio si è dimostrato, sino ad oggi, un ottimo giornalista: equilibrato, indipendente, lucido, inattaccabile perchè circostanziato, brillante. E non semplicemente e genericamente uno dei migliori fra quelli in attività, perchè a ben vedere ci vorrebbe ben poco ad eccellere fra questa marmaglia. Fanatico dell'archivio, che è poi il vero tesoro di un buon giornalista, sa dove pescare e sa dove tirare: il colpo è sicuro e deciso e il bersaglio è sempre centrato; smentirlo è pressochè impossibile, poichè Travaglio ama condire i suoi testi con una quantità tale di dati, citazioni, atti, documenti e sentenze da rendere la verità, spesso eterea e sfuggente, un piatto alla portata di molti, anche se non di tutti (non c'è peggior sordo...) e quando sembra che sia possibile smentirlo viene sempre fuori che si tratta o di falsità travestite da verità che però crollano al primo soffio di vento, o di attacchi personali infondati, o di semplici insulti belli e buoni o di obiezioni relative a minuzie, su cui i nemici giurati del vero costruiscono castelli di carte utili per impressionare i teleutenti ma fatti di niente e nel niente destinati a tornare.
Marco Travaglio sa quel che dice, dice quel che pensa e non guarda in faccia a nessuno: vi pare poco?

Anticipando le obiezioni prevedibili di tutti quelli che lo odiano solo perchè mette in evidenza le malefatte del premier, come se fosse logico prendersela con il termometro anzichè con la febbre (e dimenticano di proposito la ferocia con cui è uso criticare l'opposizione), possiamo tranquillamente affermare che raramente ha sbagliato, e quando lo ha fatto (ricordo una o due circostanze, sulle quali vi sarebbe comunque da discutere) si è sempre trattato di peccati veniali e di distrazioni scusabili e involontarie, del resto possibili quando si scrive al ritmo con cui Travaglio scrive: un po' come se io stasera dessi per errore del ladro di polli a Hitler e venisse fuori che Hitler non ha mai rubato polli e quindi il Fuhrer volesse farmi causa perchè ho leso il suo buon nome... Legittimo, da parte sua: ma anche così divertente e irrilevante...
Inoltre, il che non guasta, scrive bene: è anche importante dirle con bello stile, le verità!

Cos'è un giornalista, questa figura umana e professionale ormai scomparsa o quasi? Uno che racconta i fatti, servendo solo la verità e nessun padrone. E che quando commenta distingue i fatti dalle opinioni. Ma allora, direte voi, Fede-Vespa-Feltri-Giordano-Minzolini cosa sono? Non intendo rispondere. Sono giornalisti, no???

Potrei citare decine di articoli di Travaglio da cui emergono le evidenti qualità di questo giornalista che, se non si perderà per strada, è destinato a lasciare un segno nel giornalismo italiano profondo quanto quelli vergati da Montanelli e da Biagi. Oggi vi segnalo il suo ultimo articolo, in cui compie un'azione importantissima, del resto abituale per lui, come ben sa chi lo segue: scava negli archivi (nemmeno tanto vecchi e polverosi, ma si sa: la memoria storica degli Italiani dura 90 giorni al massimo) per dimostrare, fatti alla mano, come Vittorio Feltri, neo direttore de "Il Giornale" (quotidiano di Paolo Berlusconi, che nulla ha a che vedere col fratello, sia chiaro, altrimenti l'Autorità che vigila sul conflitto di interessi sarebbe già intervenuta, no?), sostenga oggi posizioni assolutamente incompatibili con qualle sostenute pochi anni fa, come si smentisca spudoratamente più volte e da solo contando sulla nostra smemoratezza e come quel che scrive oggi sia un campionario veramente nutrito di inesattezze e assurdità.
Senza Travaglio ci resta il Tg1, il Tg4 e compagnia bella: come dire, scordiamoci di sapere le cose.

A questo serve un giornalista: a farci sapere, a farci ricordare, a farci ragionare.
Non a imbrattare carte per servire, spesso volontariamente, un padrone come invece fanno molti "colleghi" di Travaglio che magari godono anche di ampia visibilità televisiva.

Se poi, ripeto, domani vien fuori che Travaglio uccide le vecchiette e ci sono foto e nastri che lo dimostrano (aspetto una vecchietta che abbia lo stesso stile della D'Addario!), dalle pagine di questo blog sconfesserò pubblicamente questo ottimo giornalista affermando che si tratta purtroppo di un serial killer della terza età: non sono certo il tipo che si arrampica sugli specchi e nasconde la testa come gli struzzi davanti alla verità, io!, e chi mi conosce lo sa. Ma aspetto fatti, non fandonie partorite da menti in cui pochezza e malafede fanno a gara e finiscono sempre a pari merito.

Ecco l'articolo di Travaglio che ho citato nel mio post:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/08/22/feltri_uahahahahahah.html

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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giovedì 20 agosto 2009

Siete imperdonabili e non sarete perdonati

Oggi ho deciso che il politicamente corretto fa sciopero e quindi colgo subito la palla al balzo. Vorrei rivolgere un veloce e garbato saluto a tutti quei dementi che pensano che l'omosessualita' sia una malattia (curabile) o una scelta (sbagliata, ovviamente), anzichè uno dei possibili, normali, naturali orientamenti sessuali presenti in natura, come testimoniato (se mai ce ne fosse bisogno) da chiare evidenze scientifiche e da banalissimo e comune buon senso. E che non perdono occasione, nella vita, sul lavoro, nello sport per discriminare, penalizzare, ridicolizzare e svillaneggiare coloro che ritengono non eterosessuali o per inculcare simili idiozie nelle menti ancora vergini e pulite dei loro sfortunati figli. Vi augurerei di ritrovarvi con un figlio gay o con una figlia lesbica, non lo faccio solo perchè so che per i vostri figli sarebbe un inferno sulla terra avere un genitore come voi. Siete ignoranti e omofobici, razzisti e con profondissime lacune umane e culturali. E generalmente siete incurabili. Inoltre fate un po' schifo, ma sotto sotto lo sapete pure voi; nei vostri occhi, sotto la grassa ignoranza e l'insulso odio che li accendono, si legge chiaramente la consapevolezza del vostro errore. Siete imperdonabili e non sarete perdonati, il vostro peccato è mortale. A parte questo, siete ok. E naturalmente i non eterosessuali (e gli eterosessuali sani, cioè non quelli che la pensano come voi) vi amano, perchè è giusto amare anche chi pensa e vive da bestia. Ogni epoca ha le sue escrescenze, voi siete una di quelle che viene da lontano e che ancora permane in quest'epoca. Preso o tardi di voi ci sarà solo il ricordo, anche se certe idee, quanto più sono marce, tanto più sono dure a morire. Siete la gramigna nel giardino del mondo. Siete inquinati e inquinanti. Commettete uno dei crimini più riprovevoli e nemmeno ve ne rendete conto. Quando prendete come riferimento una religione o un Dio per alimentare i vostri insulsi pregiudizi siete ancora più vigliacchi. Il buio abita nei vostri cuori, non è vero amore quello che provate, non sapete cos'è l'amore, morirete senza averlo mai conosciuto e senza sapere quel che vi siete persi. Siete infimi e ributtanti come i vostri pregiudizi. Non vale le pena perdere tempo a spiegarvi dove sbagliate, tanto non servirebbe a niente se non a rinforzarvi nelle vostre fetide idiozie. L'ignoranza vi guida, il pregiudizio vi anima, la violenza vi arma. Riuscire a capire, anche per un solo fugace istante, il significato e la piena portata di quello che state facendo sarebbe una punizione severissima per voi, ma non accadrà mai che la luce della verità, della tollerenza, dell'amore riesca a penetrare gli oscuri e afosi anditi del vostro oppresso e opprimente cuore.
Ciò non toglie che, nonostante le vostre puzzolenti idee, sia sacrosanto che voi dobbiate avere gli stessi identici diritti delle persone che così stupidamente discriminate: purtroppo sono loro che ancora oggi, nel 2009, in diversi paesi del mondo, fra cui clamorosamente e vergognosamente quel paese ricco di storia e di cultura che risponde al nome di Italia, non si vedono riconosciuti per legge i vostri stessi diritti di uomini e sono trattati, di fatto, come persone di serie B, o come animali.
Sono stato troppo duro? Ma se questa era solo l'introduzione...
Oddio, ora tutti penseranno che sono gay-lesbico-transgender-bisessuale-trisessuale etc. Roba da non dormirci la notte, eh? Ho già un sonno...

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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mercoledì 19 agosto 2009

De André canta De André (Cristiano De André in tour, 2009)

A dieci anni di distanza dalla scomparsa di Fabrizio De André, indimenticato poeta e cantautore fra i più magici, il figlio Cristiano decide finalmente di portare in giro per l'Italia le canzoni del padre, finora cantate un po' da tutti tranne che da lui, per farci rivivere quelle emozioni e per proseguire un sogno che non può finire. Ne vien fuori un concerto inaspettato, una lunga collana di perle vive più che mai, inframezzate con garbo dai ricordi dolci e profondi raccontati da quello che di Fabrizio De Andrè è l'erede reale, non solo musicale ma anche morale.

Cristiano non è il classico figlio d'arte, ragazzotto dal talento incerto, acerbo o solo supposto, che tante volte incontriamo sulla scia del ricordo di padri che furono grandi. Cristiano è un musicista completo, maturo. Studia musica da sempre, si è diplomato al Conservatorio, ha cantanto con suo padre fin da giovanissimo, ha un talento sorprendente, una solida formazione, un futuro luminoso. Ha un'identità precisa, che si è via via consolidata nel tempo, sebbene ricordi per molti aspetti, tra cui la voce, e l'afflato, il padre. Non imita Fabrizio, non lo riproduce, non lo ricalca: sul palco c'è Cristiano De André e non il figlio di Fabrizio De André e anche se le canzoni ci fanno pensare di continuo a Fabrizio davanti abbiamo Cristiano, che semplicemente lo ricorda, senza però svanire in questo ricordo, ma anzi ritagliandosi in esso una figura dai contorni decisi.

La scaletta è intrigante, la scenografia e le luci di buon livello, la band ottimamente composta. Cristiano è ispirato, consapevole, perfettamente padrone della scena e dei suoi mezzi. Lo spettacolo conquista piano piano e, al di là del delirio di un pubblico inaspettatamente numeroso, risulta essere di fattura davvero pregevole. Note e poesia si mescolano con antico e sapiente mestiere e salgono al cielo come già accadeva con Fabrizio, che in Cristiano rivive, trasformato eppur sempre se stesso.

Cristiano esegue molti successi del padre e qualcosa di suo; per ben due volte è costretto a riuscire sul palco per un bis. Lo spettacolo ha entusiasmato e lui lo sa, lo ha capito ben presto. E' felice e si vede. Il pubblico gli tributa quello che vuole essere un giusto e scrosciante grazie ma anche un caloroso e deciso incoraggiamento per il futuro, affinchè Cristiano si lasci finalmente alle spalle le titubanze del passato e prosegua senza indugi il cammino di una carriera che si preannuncia di grande livello.

Piace il modo in cui Fabrizio rivive in lui, ma piacciono anche le sue creazioni musicali, e la sua presenza scenica, il modo garbato di raccontare alcuni gustosi aneddoti del passato, il suo notevolissimo talento di polistrumentista (suona chitarra, violino, pianoforte...), il suo lato squisitamente umano, la sua evidente e profonda interiorità che emerge come un fatto naturale, come già accadeva col padre, la sua evidente sincerità di artista e di uomo.

Un musicista che ha un grande passato dietro di sè e, adesso, un grande futuro davanti.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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martedì 18 agosto 2009

Premonizioni poco carine

Penso sia meglio scriverlo sul blog, così se oggi o domani muoio (o, a ben vedere, anche nei prossimi giorni) avrò per lo meno la postuma e forse vana soddisfazione di aver previsto la mia morte, il che non è poco, con presumibile e conseguente picco di accessi sul blog stesso: andiamo a vedere che tipo era quello che ha detto sto per morire e poi, sano come un luccio, è morto davvero! Forse dovrei tradurre questo post anche in inglese, anche se , sono sicuro, ci penseranno con sollecitudine le redazioni dei giornali esteri.

Inutile dire che non mi ucciderò nei prossimi giorni al solo scopo di divenire famoso da morto come indovino, ma so già che nel caso in cui davvero mi toccasse a breve di passare a miglior vita (se è migliore, perchè nessuno vuole mai passarci?), nei giorni successivi molti avanzerebbero sospetti e chiederebbero autopsie: prego, fate pure, ma prima di roteare il bisturi lucente sopra le mie carni sinceratevi che io sia morto per davvero; per esserne sicuri potrebbe essere sufficiente urlare vicino al mio orecchio "Berlusconi finalmente si è dimesso e accetta di sottoporsi al giudizio della magistratura" e studiare la reazione: assenza di reazione significherebbe morte certa. A proposito, che peccato, eh? Morire proprio quando finalmente quell'uomo si rende conto (ormai solo lui e pochi altri devono ancora rendersene conto) che la corda è stata tirata con troppa forza ed è ora di salvare la residua dignità.

Tornando ad argomenti più allegri (si fa per dire, parlo della mia morte, ma tutto è più allegro della situazione politica italiana attuale), il fatto è che oggi mi sono sorpreso a pensare alla morte più spesso e con maggiore insistenza di quanto di solito non faccia. Come, di solito? Eh sì, io ci penso parecchio, anzi potrei dire che il pensiero della morte è costantemente nei miei pensieri, ma non disturba più di tanto: se ne sta lì, buono buono, silente, ma c'è. In altre parole: non ne parlo spesso della morte, anzi quasi mai (ne parlo comunque più di quanto facciate in media voi), nè sto chiuso in casa o sono paranoico, mi comporto normalmente (anche se, essendo io un tipo eccezionale, la mia normalità è spesso vissuta dagli altri come anormalità), vivo come tutti, ma, a differenza di tutti, o di molti, c'è sempre in me presente, sotto sotto, il pensiero che la morte esiste e potrebbe da un momento all'altro, zac!, vibrare il colpo decisivo. Molti mi dicono: pensare sempre alla morte non è normale. Mah, permettetemi di dissentire: alla vita una persona pensa 24 ore al giorno, nel senso che vive: pensa, parla, sogna, cammina, mangia, ecc. Se anche pensasse alla morte per 10 minuti totali al giorno, un minuto qua, dieci secondi là, due secondi adesso, tre stanotte, cosa sarebbero mai, dieci minuti, rispetto ai restanti 1430 che compongono un ciclo giorno-notte? Niente, e d'altra parte vorremmo pure pensare alla morte almeno uno 0,7 per cento del nostro tempo vitale, tanto più che la morte non è proprio una bazzecola, visto che è l'unico evento in grado di toglierci di botto tutto quello che possiamo classificare come vita, e per sempre (ipotesi salvifiche delle varie religioni escluse)? Spero che sarete d'accordo con me.

E poi, come ho detto, non si tratta di un pensiero innaturale o che compare d'improvviso e mi rovina quel che sto facendo o pensando in quel momento. Cioè, non è che sia proprio felice di essere sorpreso dal pensiero della morte mentre mi faccio due spaghetti o mi guardo un film, ma insomma: intanto è sempre meglio essere sopresi dal pensiero della morte che dalla morte stessa, e poi, lo ripeto, non è una forzatura, nè una moda ispirata dal desiderio di apparire decadente o à la page: è un pensiero naturale di sottofondo, che c'è sempre in me, da sempre ( per lo meno dai docici-tredici anni, toh!), in ogni cosa che faccio o penso, senza però apparire, senza influenzare più di tanto la mia vita e le mie scelte (semmai rendendole più meditate e sensate, quello sì) e senza che io, spesso, neppure me ne accorga. E, ca va sans dire, senza complicare o rovinare la vita agli altri. Ecco perchè ho sempre vissuto la cosa con normalità stupendomi anzi di chi afferma di non pensarci mai: per me è normale averne il pensiero costante, la morte ci segue passo passo sin dall'istante in cui vediamo la luce (sempre che i nostri genitori non si siano dimenticati di pagare la bolletta, presi come dovevano essere dall'imminente parto), magari ci lascia in pace fino al compimento dei 96 anni, oppure ci rapisce in culla dopo tre mesi, ma comunque c'è. Chi dice di non pensarci mai mi fa lo stesso effetto di chi dice di non aver mai fatto autoerotismo, mi sa tanto di balla grande quanto il Colosseo. Poi c'è chi se la va a cercare la morte, beffardo, e beffardamente non la trova (ma magari la trovano altri, tipo il criminale al volante che beve come una spugna poi gira la chiave e ne ammazza quattro, salvando la pelle), o chi se la va a cercare e tosto la trova: sorridente, lo taglia in due con la sua falce. E non sono di quelli che ritiene che il pensarci spesso o il parlarne a ogni piè sospinto sia un metodo infallibile per allontanarla da sè (eh sì, vuoi vedere che muoio proprio oggi che ho detto che sarei morto? Improbabile!): la morte è democratica (colpisce il ricco quanto il povero) ma è anche una gran figlia di pu... ehm, è anche un po' bastarda, insomma: capacissima di venire da te proprio per una questione di principio, anche se non era previsto, solo per dimostrarti che è sempre lei la più forte e che, come negarlo, è sempre lei che può dire l'ultima parola.

Perchè insomma ho scritto questo post? Perchè oggi ho avuto una strana sensazione, dico davvero, una sensazione non passeggera ma che è già passata nel momento in cui scrivo (anche se, forse, non proprio del tutto). E' apparsa verso le due, subito dopo pranzo (no, niente peperoni, anzi pranzo leggero: fettina, pomodori, uva, pera) ed è scomparsa verso le cinque, ma insomma: si è fatta sentire. Ero sul letto a riposare ed è comparsa, lasciandomi però una sensazione strana, come se in realtà si trattasse di un pensiero già attivo dalla mattina e che non aspettasse altro che un attimo di qiuete per cominciare a rosicchiare le pareti del mio cervello, impegnato a sonnecchiare. Non è che abbia proprio dormito, si è trattato di un sonno leggerissimo, di un dormiveglia disturbato dall'insopportabile caldo umido di queste settimane, con la comparsa però di un sogno, un sogno veloce ma che si è fatto ricordare con nitidezza al risveglio: io che ero sotto operazione, non so se in anestesia locale (parlavo con il chirurgo) o in anestesia totale (immaginavo di parlare col chirurgo), per un problema serissimo al braccio, e lui che apriva e tagliava e scuoteva la testa e toglieva e apriva sempre più e io che un po' sentivo male e un po' lo vedevo rabbuiarsi sempre più e in me sentivo crescere la certezza che si trattasse della mia fine, stupida e dolorosa fine, proprio stasera che ho i biglietti (già pagati, dunque!) per un concerto: morire con uno spreco, ancora più insopportabile! Anche perchè non è che i tuoi parenti, la sera in cui muori, possano dire va bè, allora ci vado io al concerto, ed evitare così lo spreco, questo sempre a meno di non avere parenti piuttosto schifosi, si intende.

A proposito, la sto facendo troppo lunga, non vorrei morire senza aver pubblicato questo testo, sai che beffa? Devo affrettarmi, devo sfruttare la premonizione che oggi mi ha fatto visita. E, pensavo, se si incazza per come la tratto, la premonizione intendo, cioè per il fatto che la sto trattando con superficialità decidendo pure di scriverne in scioltezza e quindi, irritata, decide per dispetto di darmi buca e non avverarsi? Tanto meglio, no? Passerò per cazzaro o per indovino del mio calzino, ma sarò ancora vivo, e poi potrò sempre dire a mio discapito che le premonizioni a volte non si avverano e comunque non sono sempre facilmente interpretabili, e morta lì (scusate il modo di dire). Tornando al chirurgo, che poi era una chirurga (c'è sempre una donna nel mio destino, anche la morte è femmina, no?, ah… il mio fascino irresistibile, un altro mio problemuccio di cui parlerò in un post futuro, sempre se ci sarò ancora, eh eh), non sapei dire con esattezza di che operazione si trattasse o come sia andata a finire (i miei sogni finiscono spesso prima dei titoli di coda, specialmente oggi che il sonno era leggerissimo e sofferto), tuttavia mi lasciava una sensazione di irrimediabile ed infinita angoscia, la classica sensazione di chi sa che sta per morire. Ora, direte voi, e che ne sai tu di questa sensazione? Sei già morto e adesso scrivi in questo blog da resuscitato? No, o almeno, non mi sembra (coi karma meglio andarci cauti), ma non è questo il punto: non devo buttarmi davvero da un ponte per sapere che mi farò male, certe cose si sentono, si sanno. Ma questa sensazione bruttissima non era la premonizione in sè, ne era parte: prima e dopo il sogno mi sentivo alquanto strano (dopo, magari, si può capire, ma perchè prima?), come se, e qui permettetemi la licenza poetica, il respiro della morte, che sempre avverto sulla nuca come un tiepido refolo, oggi soffiasse insistentemente come una fastidiosa corrente d'aria, e come se qualcosa di invisibile eppure di chiaramente avvertibile mi opprimesse come una cappa di afa insopportabile, schiacciandomi al suolo e rendendomi più faticoso anche il semplice camminare. No, niente droghe leggere questa settimana, pensatene un'altra. E nessun film di paura, ieri sera.

In ogni caso per ora sono ancora vivvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv... piacuto lo scherzo? Non negate, già pensavate a me caduto stecchito sulla tastiera del pc (e precisamente con la guancia a premere per l’eternità sulla lettera "v"), irrimediabilmente morto e dunque clamorosamente nel giusto con le mie previsioni, eh? Mi dispiace, sarà per un'altra volta, magari fra dieci minuti o dieci ore, chi lo sa?

La morte, perchè pensarci eh? Con i tanti bei pensieri che si possono fare... la suocera che apre la bocca ma non riesce a dire nulla, il vigile che vi vede passare col rosso ma si dimentica la targa per un attacco improvviso di smemoratezza, la vostra fidanzata che finalmente si fa convincere dalla teoria che cercate di propinarle da cinque anni invano e cioè quella secondo la quale l'uomo può tradire, è ammesso (tanto è solo sesso, non è sentimento) e la donna invece no, perchè è incapace di farlo senza cuore e davvero non sarebbe carino, quella sì che sarebbe vera infedeltà, oppure, sempre elencando i tanti bei pensieri che si possono fare, una bella tavola piena di ogni ben di dio e, di fianco al piatto, un quotidiano con su in bella vista la notizia del giorno secondo cui è stata sconfitta per sempre la pancia maschile quindi si può mangiare a rotta di collo mantenendo sempre il 48 di vita, ecc. Lo so, non è il pensiero più gradevole di questo mondo, la (brrr...) morte, ma mica si scelgono sempre, i pensieri! E comunque, lo ripeto ancora una volta: la morte può togliere la vita, quindi sarà anche giusto tenerla un filino in considerazione, che ne dite? Può sorprenderci all'improvviso, magari mentre stiamo per completare un puzzle che ci ha impegnato per diciotto settimane, o farsi annunciare con incredibile anticipo, ma alla fine ci frega sempre e ci toglie tutto, con buona pace di chi crede che in realtà, così facendo, ci dia tutto (intendendo per tutto la vita eterna al cospetto di Dio): non dico che non possa essere vero, ma insomma, siamo uomini, la materialità che ci viene brutalmente e improvvisamente sottratta ci inquieta un po' di più di quanto non ci allieti, in quel momento supremo, l'idea di poter pascolare nei campi celesti: è umano, direi.

In effetti non odio la morte, semplicemente non mi piace il suo modo di lavorare, diciamo così, non mi va giù che possa sorprenderti nel momento peggiore della tua vita o anche nel migliore, o magari proprio quando hai alcune cosucce importanti in sospeso, o quando ti sei appena sposato o sei diventato padre, o magari in uno di quei momenti in cui la morte non ti piacerebbe proprio, una di quelle circostanze della tua esistenza in cui non ce la vedresti per niente bene, magari un discorso di Calderoli sì, se proprio non se ne può fare a meno pur di continuare a respirare, ma la morte proprio no, ecco! Questo suo colpire (apparentemente) nel mucchio, questo suo falciare casuale, questo suo baciare sia il mafioso pluriassassino che il bimbetto innocente, sia il novantenne che il quindicenne, sia il bravo che il malvagio insomma, mi infastidiscono, mi irritano, più che farmi paura. Mi disturbano infinitamente, non al punto da impedirmi di vivere, perchè l'istinto di sopravvivenza e la voglia di vita è sempre fortissima in noi, ma insomma, magari al punto da farmi vedere le cose della vita in una luce diversa, sì (forse quella più giusta, dopotutto?). Ecccheccavolo, avvisa almeno prima, no? L'ho sempre pensato: sacrificherei cinque anni di vita (quindi accetterei di morire a 99 anni anzichè a 104) pur di sapere in anticipo la data della mia morte. Lo so, ora direte, scandalizzati: ma cosa stai dicendo, è un'assurdità, come si potrebbe vivere serenamente, sapendo che il tal giorno ti verrà a prendere quella poco simpatica signora col mantello e il volto nero come la pece? Come si potrebbe progettare il futuro, sposarsi, fare un figlio? Mah, non so che dirvi. Intanto si eviterebbe di sottoscrivere un abbonamento annuale due mesi prima di schiattare e poi, tornando seri, ditemi un po' una cosa: si potrà ben vivere sapendo che si deve morire quel tal giorno, se dopotutto riusciamo a vivere con l'incubo di poter morire in qualsiasi, ma davvero qualsiasi, momento, no?

Ehi, sono ancora vivo! Allora pubblico subito questo testo. Fama imperitura, aspettami: sto arrivando (spero di no!).

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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