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giovedì 28 aprile 2011

Habemus Papam (di Nanni Moretti)

La CEI (Conferenza Episcopale Italiana, i vescovi insomma) lo ha definito un film "superficiale": probabilmente prima ancora di vederlo. Su "Libero" si è scritto di un Moretti "finito": strana idea, specie se espressa da chi non lo ha mai accreditato di un inizio. Vittorio Messori ha detto laconico che non c'e' stata una conversione (?) di Moretti: resta da capire chi se l'aspettasse e perchè. I Papaboys lo hanno coperto di insulti affermando che in ogni caso da Moretti non è mai lecito aspettarsi un'opera d'arte: il secondo giudizio, irreale, toglie ancora più forza al primo. Avvenire ha invitato a boicottarlo: viva la libertà di espressione.

Nanni Moretti non ha risposto per fortuna a questi fini recensori se non con un'innocua battuta e ha fatto bene: sono giudizi un po' sospetti la cui assurdità e scarsa fondatezza non hanno bisogno di essere evidenziate oltre, spesso sono addirittura pre-giudizi. La realtà è che Habemus Papam è davvero un buon film, per certi versi addirittura sorprendente, e di certo non offensivo o superficiale. Il talento di Moretti fa bella mostra di sè e fa a gara con la superba interpretazione di Michel Piccoli: è grande cinema. Ma quel che fa di Habemus Papam un film da ricordare e che vincerà diversi premi è, oltre al finale inaspettato, l'abilità non comune con cui il tragico e il comico sono intrecciati e concorrono, senza mai darsi noia, a tratteggiare una storia che fa sorridere senza perdere la sua forte carica drammatìca. Sembra una miscela alla portata di tutti ma così non è: padroneggiarla senza sbavature riesce solo ai più grandi. La CEI, come sempre arrongantemente arroccata sulle sue indiscutibili posizioni, commette un grande errore: confonde la superficilità con la leggerezza. Capita, a chi è abituato a difendere posizioni più che a giudicare a mente aperta.

Il tono del film è quello di una commedia ma il tema è tragico: un cardinale, appena eletto Papa, non si sente in grado di affrontare questo immane compito e, fra lo stupore degli altri cardinali, ben felici di non essere stati prescelti al suo posto, rinuncia a un incarico che avverte superiore alle sue forze di uomo più adatto ad essere guidato che a guidare. Moretti ci fa vedere un Papa che è soprattutto un uomo, con i suoi limiti, le sua paure, la sua inadeguatezza. Altro che infallibile vicario di Cristo, altro che rappresentante di Dio in terra: Melville sarà stato anche scelto da Dio ma davvero non si sente all'altezza. E così si tira indietro, prende tempo, fugge e si perde per le vie di Roma, mentre la Chiesa e il mondo intero trepidanti aspettano, senza capire cosa sta succedendo e con la curiosità che cresce ad ogni ora.

E' un film che tratta un tema di grande attualità: il peso della responsabilità. In un mondo in cui tutti pensano di poter fare tutto, specialmente quello che non sanno fare, e in cui nessuno si sente mai inadeguato al compito a cui è chiamato, il Papa di Moretti rappresenta una salutare eccezione: avverte il peso del compito assegnatogli e lo sente superiore alle sue forze; quindi, dopo aver riflettuto, umilmente rinuncia.

Una recensione, fra quelle che ho letto dopo aver visto il film, suggerisce l'ipotesi che sia tutto un sogno, da quando Piccoli si apparta per riflettere fino al momento in cui è chiamato ad affacciarsi e comunica la sua scelta al mondo: se così fosse sarebbe per certi versi ancora più sorprendente, poichè si attribuirebbe una valenza decisiva a un percorso onirico.

Un vero artista riesce sempre ad aprirci una prospettiva nuova e Moretti con Habemus Papam lo fa. Ci porta dentro la Chiesa e percorre i sentieri meno battuti, che poi sono spesso i soli in grado di farci scoprire cose nuove. Osserva un mondo chiuso in se stesso e lo raffigura con un tocco lieve, a tratti ingenuamente poetico, mai offensivo. Il film scorre lieve senza intaccare la drammaticità dell'evento, che porterà poi al sorprendente epilogo.

Il film può essere criticato sotto diversi aspetti ma, francamente, il novanta per cento dei giudizi negativi che ho letto sono figli di preoccupanti chiusure mentali più che di fondate analisi tecniche.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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lunedì 25 aprile 2011

Una politica del Bunga

Gheddafi è un amico del nostro popolo e un grande leader e il nostro rapporto di amicizia con lui è di enorme importanza per entrambi i paesi, segue baciamano e visita del tiranno a Roma con abbigliamento stile Michael Jackson con medagliere incorporato, tenda piantata in pieno centro, amazzoni e convegno burla a ragazze pagate 70 euro per sentir parlare del Corano; spettacolino delle Frecce Tricolori a Tripoli, montagne di denaro di risarcimento alla Libia per riparare i presunti torti coloniali, il trattato Italia-Libia è vantaggioso per entrambi i paesi, con annessa mega fornitura di armi italiche e impegno di non belligeranza e anzi di assistenza militare in caso di bisogno, Gheddafi è buono e resterà in sella a lungo, i ribelli si ribellano ma Gheddafi ha la situazione in pugno, Gheddafi sta bombardando un po' di civili (anche con le nostre armi) quindi non lo chiamo per non disturbarlo, ma cosa sta facendo Gheddafi, non stara' mica bombardando civili inermi?, dai si parte a far la guerra a ruota del fulmineo Sarkozy, il Trattato è sospeso, Gheddafi è un dittatore sanguinario, Gheddafi deve lasciare il potere, ormai Gheddafi è finito, partecipiamo alla missione ma, sia chiaro, non bombardiamo, bombardiamo ma solo le postazioni antiaeree, non è una guerra, non siamo assolutamente in guerra con la Libia, la Costituzione non c'entra nulla questa è una missione Nato, i nostri aerei volano e basta, non sganciano bombe, da stasera ok ai bombardamenti mirati.
Piccolo sunto della posizione politica del governo di Bunga Bunga sulla vicenda Libia.
"Pagliacci" rende l'idea?

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Giovanardi Carlo, dacci un taglio!

Uno spot IKEA pubblicizza due giovani uomini che si tengono per mano e recita: "Siamo aperti a tutte le famiglie. Noi di Ikea la pensiamo proprio come voi: la famiglia è la cosa più importante". E: "(quello) che cerchiamo di fare è rendere più comoda la vita di ogni persona, di ogni famiglia e di ogni coppia, qualunque essa sia".
Giovanardi Carlo, sottosegretario alla Famiglia del governo Bunga-Bunga, non nuovo ad uscite di stampo omofobico, il giorno prima di Pasqua non rinuncia a farci sapere ancora una volta che è vittima di una visione della vita e dell'amore che definire retrograda e infarcita di pregiudizi vergognosi è un eufemismo e afferma che IKEA sarebbe contro la Costituzione italiana e contro il concetto di Famiglia in essa espresso.

Detto per inciso che questa classe dirigente sputa sulla Costituzione, si fa beffe delle Istituzioni democratiche e violenta la Legge ogni giorno, il punto centrale è comunque che Giovanardi Carlo proprio non riesce a capire che un conto è la sua visione delle cose (bigotta e reazionaria), del tutto legittima se personale, un altro è il governo di uno Stato laico, un compito a cui nessuno lo obbliga, peraltro. La confusione che Giovanardi Carlo sempre fa fra questi due aspetti che nemmeno dovrebbero sfiorarsi è figlia della confusione tremenda che ha in testa.
Giovanardi Carlo faccia quel che vuole della sua vita, ne ha facoltà. Se non vuole innamorarsi di un uomo non lo faccia. Ma la smetta di cercare di imporre il suo credo personale a tutti, in virtù del suo ruolo pubblico che non per questo motivo occupa.

Ce la fa, Giovanardi Carlo, ad uniformare la sua esistenza ai valori in cui legittimamente crede (e che a me fanno legittimamente schifo) senza pretendere che tutti gli altri, che quei valori aborriscono, lo debbano pedissequamente seguire in questo delirio personale?

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giovedì 21 aprile 2011

Volontari dell'idiozia

Ai tempi di Tangentopoli, i tiggi' davano le notizie. Piu' di adesso, insomma. Ecco perchè Craxi, politico straordinario ma col vizio del furto, dopo un avviso di garanzia dovette dimettersi. Ecco perchè fu preso a monetine da una folla inferocita. Ecco perchè decise di scappare senza sottoporsi al giudizio di quelle istituzioni che fino a un secondo prima aveva rappresentato nel mondo. Oggi i tiggi' sono il megafono del regime. E il popolo bue tace. Non sa quello che accade perchè chi dovrebbe raccontarlo non lo fa, essendo servo di chi quelle cose le commette. I media sono lo strumento principale con cui formi l'opinione dei cittadini. Se li controlli, è fatta. Il controllo die principali tg vale diecimila volte di più di quello di due o tre quotidiani, o di internet, che raggiunge ancora pochi e che comunque fa sempre più paura ai lestofanti che ci governano: con il TG1 raggiungi 17 milioni di persone in 24 ore, con un quotidiano un milione o nemmeno. Ecco perchè gli italiani, per tre quarti almeno, si stanno comportando da perfetti idioti ciechi e autolesionisti da anni. Non che voglia giustificarli con questo. Volevo solo spiegare perchè ci sono ancora imbecilli che difendono un delinquente che ha commesso decine di reati e che, avendo la consapevolezza di quel che ha fatto, sta cercando da due decenni, riuscendoci, di evitare processi e sentenze cambiando la legge a suo uso e consumo. Altrimenti sembriamo tutti imbecilli dalla nascita. Non è così. Siamo predisposti all'imbecillità, ma siamo anche vittime di questo enorme conflitto di interessi che ha trasformato una democrazia moderatamente corrotta in un puttanaio oligarchico. Il nostro premier lo conosciamo bene. Io lo conosco benissimo dal 1988 almeno. Non puoi restare deluso da chi non può che deluderti. Ma gli italiani, ahimè, stanno facendo la figura degli idioti in tutto il mondo. Che pena mi fanno quelli che per soldi o cieco furore politico difendono l'indifendibile, negando i fatti e sputando sullo stato di diritto, con capriole da voltagabbana che non sfigurerebbero al circo. Parlo dei politici, dei giornalisti, dei blogger, della gente comune: fate pena. Venduti o disinformati o idioti. Naturalmente, mentre abbiamo un premier accusato di corrompere minorenni, di comprare giudici e testimoni, di farsi leggi su misura, io dovrei, secondo qualche solone, parlare di Montezemolo che predica bene e razzola male o delle fantomatiche case di Di Pietro; dovrei cioè oscurare fatti, alcuni dei quali di gravità inaudita (intercettazioni, foto, testimonianze, riscontri, confessioni, tabulati e presenze dei cellulari in determinate celle a determinate ore), per dare corpo a voci di fatti minori mai sfociate in indagini o processi. Ripeto: l'idiozia cresce bene quando il fertilizzante sono i media di potere. C'e' chi pagherebbe per vendersi, recita una frase famosa. E difatti molti di questi disinformatori lo fanno per puro spirito di volontariato. Spero che abbiano pronto un cambio di camicia veloce, perchè quando il velo su questo marcio puttanaio crollerà, ci saranno pochi istanti utili per passare dalla parte della ragione dopo aver bivaccato per decenni in quella del torto.

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mercoledì 20 aprile 2011

Minus habens? No, è una strategia.

Un giorno le stronzare del sultano sporcaccione contro comunisti e magistrati. Il giorno dopo il manifesto idiota sulle br nelle procure. Il giorno dopo ancora un gruppo di pazzi che propone di raddoppiare i finanziamenti ai partiti. E poi, a seguire, quelli che propongono di abolire il divieto di ricostituzione del partito fascista (tiriamo fuori dalla naftalina anche le leggi razziali?), quelli che vogliono impedire le intercettazioni, annullare i processi a carico del premier, mettere il bavaglio alla stampa. Quelli che propongono di mandare gli immigrati fuori dalle balle e quelli che direttamente propongono di sparare agli immigrati. Oggi è il turno di quello che vuol cambiare l'articolo 1 della Costituzione. In piu' oggi è il compleanno di quel macellaio pazzo come un cavallo di nome Hitler e tutta una schiera di idioti testa di cavolo , in Italia e nel mondo, non perdono occasione per farsi dare dell'idiota testa di cavolo.
Solo minus habens in libertà? Forse. Ma soprattutto UNA MINCHIATA AL GIORNO per distogliere l'attenzione degli elettori dal processo che vede imputato BERLUSCONI SILVIO (tessera P2 numero 1816) per i poco simpatici reati di PROSTITUZIONE MINORILE e CONCUSSIONE.

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martedì 19 aprile 2011

Scaricabarile

E' iniziato il processo che ci rendera' ancora piu' ridicoli agli occhi del mondo civile e che vede imputato per due reati gravissimi un barzellettiere che da anni, ben saldo alla sua poltrona di premier, si fa letteralmente i "casi" suoi e che nel tempo libero modifica le leggi per non farsi processare, tanto ha la coscienza pulita. E cosa succede? Quello che era facilmente prevedibile, e siamo solo all'inizio di questo circo, vedrete cosa accadra' andando avanti... Parlo di uno degli sport più praticati dagli italiani, assieme al salto sul carro del vincitore, e cioè lo scaricabarile. Minetti, quella che faceva l'igienista dentale poi è stata eletta (non da noi) e infine si occupava nottetempo di salvare prostitute finite in Questura, dice che erano Lele Mora ed Emilio Fede a portare le ragazze ad Arcore, in specie quelle minorenni, lei no di certo. Fede replica che quel che manca a Minetti e al suo legale è un buon psichiatra e dice che fu Mora a portare Ruby, lui di certo no (sebbene Ruby dica che è stato proprio lui). Lele Mora infine da' del boccalone al Fede e dice in pratica che quasi nessuno è mai atto ad Arcore, anche Berlusconi forse non c'è mai stato, e lui comunque poche volte.
Sta a vedere che c'era solo Ruby, nelle Arcore's nights. Chissà come si sarà annoiata tutta sola, poverina. Magari avra' ammazzato il tempo dando una scorsa agli estratti conto.

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domenica 17 aprile 2011

Magari il cretino che scrive non è un cretino...

Appurato che il cretino che scrive:

-da ottobre afferma che questa squadra (Samp, ndr) non ha gioco (a dicembre si era QUINTI, ma io lo dicevo ugualmente, sai com'e': sono cretino);
-da gennaio sostiene che i dirigenti, da luglio in avanti (partito Marotta insomma), hanno fatto una serie di errori enormi ingiustificabili e incredibili e non hanno nemmeno avuto la modestia di fermarsi e di riconoscere le colossali stronzate compiute (adesso lo dicono tutti che è stato un suicidio di Garrone, io lo dicevo a gennaio: dire le cose adesso è troppo facile);
-da inizio stagione è moderatamente scettico su Di Carlo (mentre aspettava da dieci anni Del Neri, e appena lo ha "avuto" si è fatto quarti con una squadra da decimo posto);
-ha subito storto la bocca su Cavasin (scelta sbagliata in questo momento);
-ha subito detto che la cessione di Pazzini è stata sbagliata come tempi e assolutamente ridicola come cifra;
-ha subito detto che Cassano andava punito in maniera dura, certo, ma diversa;
-pur apprezzando le gioie che ci ha regalato (ma anche le stronzate che ci ha rifilato) e pur riconoscendo che la Samp è stata l'unica squadra che è riuscita a gestirlo per qualche anno, era contrario all'acquisto di Cassano fin dal primo giorno (ci sono testimoni) e di lui aveva un'opinione pessima sin dai tempi della Roma (anche qui i fatti mi hanno dato ragione, appunto perchè sono un cretino);
-ha detto fin da settembre che a questa squadra mancano un portiere, un vice Cassano, un difensore centrale in piu', due ali che sappiano fare le ali;
-ha da subito criticato la scelta di giocare col Werder e poi semmai rinforzare (mentre sarebbe stato più logico rinforzare per passare col Werder e poi, semmai, vendere -tanto poi lo si è fatto a casaccio mesi dopo);

se ne conclude che forse il cretino di cui sopra non è cretino, ma semplicemente sa di calcio e sa fare quattro ragionamenti in croce. Sapienza come frutto di esperienza (esperienza messa a frutto), s'intende: è uno sport che seguo da una vita, ne conosco le dinamiche, psicologiche prima ancora che tecniche, di testa prima ancora che di campo. A me non la si fa, in fatto di calcio.

E se ne conclude che forse i cretini sono altri, magari quelli che arrogantemente sfasciano tutto per crassa incompetenza, o quelli che essendo uomini piccoli grandi cose non possono proprio riuscire a fare, o quelli che scendono in campo da zombie e sanno solo parlare e parlare e parlare, o quelli che, tifosi, sono dalla parte di Cassano o pensano sempre ai genoani, da una vita dietro a inseguire e a rosicare, quest'anno sommamente ridicoli ma gonfi d'orgoglio solo perchè c'è chi ha fatto peggio del loro peggio.

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martedì 12 aprile 2011

Uomini e merde

Davvero ne ho le palle stragonfie di sentire tutti i giorni queste emerite facce di merda, alla radio in tivu' e sui giornali, che affermano come un mantra imbecille cose illogiche, insensate, infondate, conseguenze che non seguono a nessuna premessa, teorie che non dimostrano nulla, ipotesi truffaldine che portano a conclusioni ancor più truffaldine; burattini maleodoranti con facce brutte e deformate dal vizio della bugia che fanno ragionamenti che non stanno in piedi, che dicono cose palesemente false, che negano o omettono fatti veri, che interrompono di continuo l'interlocutore o la presentatrice del programma con quella voce stridula da serva isterica, che fingono di credere a stronzate a cui nemmeno un bambino idiota crederebbe, tipo che uno per salvare una ragazza maggiorenne e nipote di capo di stato dalla prostituzione la affida, violando la legge, alla tutela di un'altra persona -la affida perchè minorenne...- e la rimette nelle braccia di una prostituta rissosa nel giro di un'ora. Fate tutto questo per difendere a spada tratta e contro ogni evidenza quello sporcaccione, bugiardo e penoso sultano da cui dipendono i vostri lauti stipendi, le vostre prebende, le vostre serate con le puttane, i vostri privilegi schifosi pagati coi soldi pubblici, le vostre posizioni di prestigio immeritate e usurpate. Senza il vostro benefattore sareste solo quel che siete, dei falliti pronti a vendersi per cento lire. Se non vi fate schifo da soli vuol dire che ormai siete irrecuperabili come persone. Quando finirà questo assurdo teatrino sentiremo i vostri piagnucolosi lamenti, le vostre umilianti prese di distanza, le vostre penose sconfessioni, le vostre infamanti marce indietro con la coda tra le gambe, le vostre ignominiose fughe. Avete perso ogni residua dignità, siete il peggio di questo paese, mille volte peggio di chi scende in piazza e come un idiota vi difende contro la verità dei fatti. Siete un branco di servi che per portare a casa quelle migliaia di euro che ci cavate dalle ossa voterebbe qualsiasi minchiata, sosterrebbe qualunque assurdità, si farebbe paladino di qualunque crociata, anche della più stupida e falsa. Avete il culo saldato alla poltrona e solo per questo distinguibile dalla faccia di merda di cui sopra. Siete, voi sì che lo siete, il cancro della democrazia, nel senso che siete i frutti malati e putridi della sua degenerazione, le marce escrescenze a cui, democraticamente sia chiaro, la democrazia violata ci ha portato, seguendo un sentiero perverso formalmente democratico ma sostanzialmente eversivo. Qui non si tratta di destra o sinistra, qui si tratta di delinquenti e di persone oneste, di bugiardi e di persone sincere, di persone degne e di figuri indegni, di uomini di stato e di loschi trafficanti, di uomini per bene e di fantocci senz'anima, per farla breve di uomini e di merde.
Ovviamente ogni riferimento a fatti o persone reali è clamorosamente voluto. E altrettanto ovviamente la realtà puzzolente che ci circonda supera di gran lunga, quanto ad assurdità e a grado di putrefazione, quella che io ho tratteggiato in queste poche pacate e gentili righe.


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sabato 9 aprile 2011

"Il mondo che vogliamo"

Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse [...]

Leggi il seguito... E' il manifesto di Emergency (www.emergency.it). Se ti viene il desiderio di dare qualche soldo per una causa nobile, sostieni chi da 16 anni opera per il bene nel mondo, senza fini religiosi, politici, economici, ma solo per fare il bene per il bene. Se non ne hai, e visti i tempi non mi stupisco, non ne dare, ma abbi ben presente che ci sono e che tutti noi dobbiamo ringraziarli, fosse anche con un pensiero o una mail. Se un giorno questa umanità derelitta sarà migliore sarà stato anche per merito di idee come quella che da così tanto tempo ispira Gino Strada e Emergency.

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martedì 5 aprile 2011

Si puo' dire: unici.

...le strade e il cielo della città hanno gli stessi colori
il mare ha proprio quel blu
e il bianco è quello del suo sale
il nero di un temporale che si allontana nel sole
se aggiungi il rosso del cuore andrai...
oltre i limiti dell'impossibile
delle parole inutili
più in alto delle nuvole...

(A. e V. De Scalzi, C.Guidetti)


Si dice spesso che la tifoseria di calcio della Sampdoria è, se non unica, perlomeno del tutto singolare nel panorama calcistico italiano e mondiale. Questo non vuol dire che tutti i tifosi della Samp siano per ciò stesso speciali, e non vuol dire che anche fra le sue fila non si annidino dei sostenitori comuni e banali o addirittura dei teppisti, ma quando la percentuale di mele bacate, sul totale di una consistente massa di persone, è pesantemente sotto il minimo l'evento è sempre così straordinario da meritarsi l'appellativo di singolare. E la stessa cosa si puo' dire per l'incondizionato, appassionato, inestinguibile, inimmaginabile, ogni volta sempre più stupefacente e sempre sommamente creativo attaccamento che tale tifoseria sempre ha dimostrato per questi colori, in tutte le circostanze, in quelle fortunate come in quelle avverse, si trattasse di una finale di coppa campioni o di una squallida partita di B giocata con l'incubo della C.

E' facile tifare per squadre che ogni anno trinciano dai 50 ai 100 milioni di euro e che spendono per lo stipendio di un singolo giocatore quanto altre spendono per remunerarne ventidue: vincere, in quel caso, diventa un obbligo e davvero non so quale gusto possa dare, dopotutto. Cosa diversa è amare una società di calcio (che tale solo non è, attenzione) perchè i suoi colori, i più belli del mondo, sono i tuoi colori e sono quelli della tua terra, e se per l'ottanta per cento della sua storia piu' che di coppe si è parlato di sconfitte o di pareggi, bè, davvero questo non conta proprio un bel niente, per chi è tifoso col cuore. Chi ama le cose facili tifi pure Milan, anche se è nato a Vercelli, libero di farlo. Adesso però sto parlando d'altro.

Quest'anno la Samp è partita dalla Champions ed è finita a lottare per salvarsi. Capita, a chi partecipa a un gioco, ma non è questo il punto. Le colpe sono varie, ma al 90%, quest'anno, sono da ricondurre direttamente o indirettamente ai massimi dirigenti, autori in soli 5 mesi di una serie incredibile e davvero sconcertante di scelte errate, arroganti e indifendibili, tipiche di un incompetente allo sbaraglio. Gli stessi che anni fa avevano fatto cose egregie si sono macchiati in questi ultimi mesi di obbrobri difficili anche da raccontare. La buona fede con cui sono stati compiuti non puo' impedirci di evidenziare gli errori commessi.

Pur tuttavia a Verona sono andati quasi 5.000 tifosi, e Verona non è propriamente dietro l'angolo per chi abita a Genova o in Liguria. Si lotta per non andare in B, si gioca da male a malissimo a seconda delle domeniche, si costruiscono due azioni stiracchiate in 90 minuti, si tira in porta solo per errore, non si segna una rete da settimane, si perde quasi sempre, ma loro si sono trasferiti in massa a casa Chievo, dopo aver realizzato nelle scorse settimane tutta una serie di inizitiave che, data la situazione poi, hanno dell'incredibile, buona ultima il video fatto girare in rete, sempre con l'entusiasmo alle stelle, sorretti e guidati da un amore che non ha mai fine. Un esodo degno di una semifinale di coppa per una partita della disperazione che si preannunciava bruttissima e soffertissima e che è stata bruttissima e soffertissima. Ma l'amore vero va oltre.

Sia chiaro, Cassano nemmeno lo considero in questa analisi, difatti sto parlando di cose serie...: lo preciso perchè so bene che il pensiero di chi legge va subito a lui. Non puoi aspettarti niente da chi non è affidabile e quindi non puoi restare davvero deluso o considerarti danneggiato se un giorno ti arriva quel che potevi aspettarti. Lui è davvero l'unico che con questo discorso ha poco a che fare: deve ancora maturare, come ama spesso affermare, ma noi non possiamo aspettare in eterno che un adulto maturi.

Chi ha sbagliato e, presuntuoso, crede ancora di aver fatto tutto bene, rifletta per bene su fatti come questo. E ritrovi i fretta il lume della ragione o perlomeno quello della modestia che ti fa avere sempre ben presente i tuoi limiti. I tifosi che hanno invaso Verona sono in massima parte persone che lavorano tutta la settimana e per le quali una trasferta incide non poco da un punto di vista economico. E i giocatori, che quest'anno (caso raro nel calcio) hanno qualche colpa ma tutto sommato non così grave (parlo dei presenti, è ovvio, gli assenti non meritano menzioni), si diano una mossa, perchè è giunta l'ora di smetterla di scherzare e di tirare fuori anche quello che non si ha. A maggio poi si faranno i conti e qualcuno, eh già, dovrà vedersela con l'oste. Nel calcio, come in tutti i campi, non ci si improvvisa. E se si sbaglia e si risbaglia da ciechi presuntuosi non si ha nemmeno diritto al perdono.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 2 aprile 2011

La merdaccia non si dimette

Ieri, durante l'indegna rissa scatenata dai nostri indegni parlamentari, mentre la deputata Ileana Argentin (disabile) stava per prendere la parola, dal settore leghista qualcuno ha urlato «Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo! (o di merda, le versioni contrastano)». Lo ha riferito anche la stessa Argentin. Non so chi sia stato di preciso, si vociferava di un esponente del PDL, poi ho letto da piu' parti che l'autore di questa vaccata sarebbe stato un leghista, ma non saprei dire.
Chiunque sia stato, un invito: cara merdaccia, dato che non puoi dimetterti da uomo, dimettiti da parlamentare, leva le mani dai nostri soldi, lascia la politica e vaffanculo per sempre. Sei il re dei maiali rissosi che stanno ditruggendo il nostro paese. Chi rappresentano questi indegni figuri non eletti da nessuno?
Oggi è il primo di aprile, è passato un giorno e la merdaccia è ancora lì. Allora ha proprio la faccia come il culo.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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