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lunedì 31 luglio 2017

Regolare ma senza senso

Nantes-Genoa  "Da segnalare nel Genoa l’esordio di Izzo, in campo nonostante la squalifica grazie alla deroga concessa per le amichevoli dalla Lega di serie A."
Se lo hanno fatto vuol dire che è possibile, quindi tutto in regola. Io mi chiedo solo se ha senso.
Un nome su tutti: Flachi, ma ce ne sarebbero tanti. Usava droga (che non dopa). E comunque io l'ho attaccato pubblicamente per questo. Squalificato per anni, impossibile perfino assistere a una partita! Assistere.
Izzo è stato giudicato colpevole di doppia omessa denuncia.
Sebbene chi denunci venga poi praticamente emarginato a vita da questo bell'ambientino che è lo sport professionistico, omettere di denunciare, e dico in bella teoria, sarebbe una cosa gravissima, se ancora abbiamo a mente i valori dello sport eh.
Segnalo la cosa, che ripeto: legale. Ma assurda, per quanto mi riguarda, indipendentemente da chi dovesse toccare nemmeno a dirlo.
 
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domenica 30 luglio 2017

E Luca come sta?

Qualunque cosa POVIA dica su qualunque tema riesce sempre a dire la cosa piu' assurda, peggiore, banale, sbagliata, indifendibile, offensiva e ovviamente destinata a fare scandalo e, neanche a dirlo, a ottenere numerose condivisioni convinte.
Un metro à penser, e non e' un refuso o l'ennesimo scherzo del T9, ma proprio nel senso che in tutti questi chilometri di testi, di idee, di posizioni, di esternazioni che negli anni ci ha srotolato io al massimo ho trovato giusto un metro di cose sensate..., forse dette per errore.
A proposito, Luca come sta? Ha preso atto di essere bisessuale, o forse solo paraculo?
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venerdì 28 luglio 2017

Il genio del giorno

Oggi si è raggiunta un'altra vetta di perspicacia assoluta... stavo discutendo su Twitter a proposito dell'obiezione di coscienza e del fatto che secondo me se uno ha di questi "problemi" non dovrebbe fare il dottore o il farmacista o altre professioni di pubblica utilità, perché esercitando il suo diritto (?) all'obiezione di coscienza lede l'aspettativa legittima di un cittadino a vedere applicata una legge e riconosciuto un suo diritto (d'altra parte se io soffro di vertigini non faccio l'acrobata), quando un tizio con cui discutevo se n'è uscito con l'affermazione curiosa secondo la quale visto che lavoro in un negozio e quindi non sono esperto della materia dell'obiezione di coscienza devo stare zitto, non posso parlare... probabilmente il tizio commercia in obiezioni di coscienza.
Ovviamente poi, come sempre accade quando si discute col 95% delle persone, il tizio ha condito le sue affermazioni deliranti con le solite offese tipo "cane" e giù di lì, dimostrando così a tutti quello che del resto era già evidente anche ai pochi dotati di maggiore intuito e cioè che era provvisto di ben pochi argomenti e quasi nessuno valido.

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sabato 8 luglio 2017

Mora con chignon

Oggi ho avuto un altro piacevole incontro, dopo quello della bionda del baretto di ieri che si è quasi uccisa per il dispiacere di avermi trattato male. Se vi siete persi la puntata, potete ancora rimediare, non è mai troppo tardi per farsi una cultura, leghisti e fascisti a parte.


Classica ragazza giovane (max 25), in forma, abbronzata a puntino, capello nero raccolto con perizia in uno chignon dalle dimensioni perfette, camicetta nera, impeccabile, pelle lucida e tirata (dorme poco?), su maggiolone nero. Vista dallo specchietto retrovisore davvero non male, magari un po' rompiballe, ha l'aria di quelle efficientine, tipo quelle che dopo aver fatto sesso rimboccano subito il lenzuolo agli angoli del letto, secche e sempre in movimento, che vestono senza un pelo fuori posto anche per andare dal salotto al cesso, poche ore di sonno e tendenzialmente vegetariane e di destra, ma non si può avere tutto.

Al semaforo, tutta piegata a sinistra, si controllava aspetto e trucco nello specchietto esterno, non in quello interno: inusuale. Faceva un sacco di smorfie, pareva la classica insicura-tuttofare, che hai sempre l'istinto di incoraggiare, nelle pause in cui non la mandi a quel paese per la sua mania di mettere il becco su tutto. Stava andando a un colloquio di lavoro? Non penso, una così il lavoro ce l'ha (bella questa eh?), magari andava a un briefing o a un appuntamento di lavoro con un cliente di un certo rilievo (meno probabile un brain storming, visto come guida); magari era solo la futura suocera, primo incontro, in questo caso solidarizzo e in parte giustico il nervosismo.

Poi al semaforo successivo mi sono fermato al giallo (andando a 50 all'ora e potendo frenare in assoluta sicurezza, io ai gialli mi fermo; passo solo quando son sotto l'incrocio oppure quando valuto che l'idiota che mi sta incollato alle chiappe potrebbe sfondarmi il baule: non ho voglia di dover interagire con idioti, sia pure per constatazioni amichevoli a bordo strada).

Lei frena (ho calcolato che avrebbe potuto farlo senza problemi, e infatti, da precisina, lo ha fatto) e poi, pensando di non essere vista, mi fulmina con chirurgica precisione con quei due piccoli occhi scuri dardeggianti e sbuffa due volte gonfiando le gote in modo poco sexy, devo dire. Non ci giurerei ma sbatte anche le mani sul volante. Non fa quel che avrebbero fatto 10 uomini su 9 però: strombazzare, urlare, bestemmiare, provare ad affiancarti (invano perchè ormai son troppo sotto, possono solo specchiarsi i denti marci nel mio pulitissimo paraurti). So già che mi ha condannato e che proverà a sorpassarmi appena possibile, benché a occhio non si possa per almeno altri tre o quattro chilometri. Ha fretta, come tutte le efficientine sempre in ritardo, e come gli uomini pensa di poter mettere a rischio la sua e la nostra vita con sorpassi azzardati solo per arrivare un minuto prima: sono quelle che le devi svegliare con duecento euro di multa o magari con un incontro ravvicinato con un muro, senza coinvolgimenti di altri, perchè da sole non ci arrivano: in questo, sono come quegli idioti di maschi di cui parlavo prima.

Al verde partiamo civilmente, da veri anglosassoni, ma è solo una parvenza. Benchè io proceda a velocità giusta, si vede che freme (io le donne le faccio fremere), sbuffa, si agita, si allarga e rientra in corsia più volte solo per mettere pressione psicologica, sta a due millimetri dal mio tubo di scappamento, chissà quanto benzene si spalma sulle pareti dei polmoni senza saperlo (dovrebbe avere due polmoni così seducenti, a occhio...).
Dopo due curve trova il pertugio e mi passa (senza freccia), tutta contenta la ritrovo al rosso cinquanta metri più in là, coi denti posati sull'auto davanti e la bava che cola sulla targa dell'ignara o ignaro che era già fermo al rosso. Poi si riparte, e dopo un chilometro faccio la curva e vedo la scena cambiata, la mia eroina ha fatto un altro sorpasso, questa è meglio di Hamilton. Poi io devo girare, e la nostra storia finisce così, senza nemmeno un bacetto, o almeno un suo bel fuck you mimato (quanto avrei gradito) con quel braccio secco e scuro e, ma qui immagino, unghie lunhe e perfette, smalto rosso o arancio (una così con quello nero o altri colori non ce la vedo, la mattina): mi scuso con chi non ama i finali tristi.

Anche se la considero un'idiota (odio chi guida non in sicurezza, uccidere una persona è un attimo), il mio prevalente lato maschile non può non esserne sedotto, evidente. Idiote, avete speranze!

Un consiglio: per non avere fretta, basta partire in tempo. Io in genere ci riesco. E quella volta in cui non ci riesco e ho fretta, guido appena appena un po' più sportivo, non da maiale patentato; magari evito di analizzare giovinette con chignon, d'accordo, e di farmi filmini sui loro due polmoni, ma mantengo sempre un certo aplomb (sbrocco solo se becco il classico "salottino": 4 donne a chiacchiera su Fiat 126 a velocità di crociera 25 km/h), altrimenti sto sempre nei limiti, e non faccio sorpassi azzardati, appunto perchè guidare non è uno scherzo. E poi so per esperienza che su 10 km, guidare come un pazzo su tracciati urbani o semiurbani fa arrivare al massimo 2 minuti prima, non 35. vale la pena morire o ammazzare per 2-3 minuti? Direi nemmeno per 35, no?

Che sia amica della bionda del baretto?



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venerdì 7 luglio 2017

Sei stata davvero molto gentile a volerti quasi uccidere per me, biondina del baretto all' angolo forse…


SEI STATA DAVVERO MOLTO GENTILE A VOLERTI QUASI UCCIDERE PER ME,
BIONDINA DEL BARETTO ALL' ANGOLO FORSE GIRATA PER I FATTI TUOI O PIÙ
PROBABILMENTE E MOLTO PIÙ SEMPLICEMENTE SOLO UN PO' SCONTROSA E STRONZ@
(Questo è il titolo, ecco perchè è tutto in maiuscolo, non stavo
urlando).


Prendo un cappuccino e una scatoletta di caramelle golia, pago 3,30, allungo banconota bluette da 20, cassiera apre cassa mi guarda cerca e non trova sbuffa cambia gamba di appoggio apre gli occhi al massimo della potenza poi mi restituisce banconota grigetta da 5 e un bel po' di spiccioli.. nel mentre io, intuendo il forte disagio esistenziale, dico per rassicurare che può darmi tranquillamente monetine non mi danno fastidio, lei mi dà il resto mi guarda ancora e poi dice "beh mi hai portato via tutti gli spiccioli"... peccato era la prima volta che la vedevo e per i primi due o tre minuti mi era sembrata pure carina, cioè se non hai da farmi il resto a €20 alle 8:30 di mattina non è certo colpa mia non ti ho mica pagato un caffè con una banconota da €200, e nemmeno ti ho chiesto di cambiarmi un assegno da un milione di euro che ho bisogno di spiccioli per il distributore automatico di profilattici... secondo me si tratta di una nuova tattica veramente innovativa per attirare i nuovi clienti quelli che entrano per la prima volta.. perché se sei gentile e sexy e ammicchi vogliosa tra le tazze e le briosce è facile, se invece all'inizio sorridi un tantinello poi fai la scontrosa per quattro spiccioli e mi congedi col sorriso sghembo di chi sta pensando se denunciarmi per stalking o lasciar correre in effetti il cliente è portato a ritornare (un certo desiderio di ritornare a dir la verità ce l'ho pure io) per vedere se veramente sei così stronz@ come sei apparsa negli ultimi secondi in cui ci siamo visti o se invece sei la donna più carina e gentile sexy bella clamorosa del mondo e c'avevi solo i tuoi 5 minuti e per fatti da me indipendenti e nonostante io ti sia piaciuto subito sin dall'inizio e ci sia stato subito un bel feeling e tu sia stata veramente colpita nel profondo dal mio fisico dalla mia cortesia della mia disponibilità dal mio sorriso non sei riuscita a trattenerti e mi hai trattato male e appena sono uscito ti sei subito pentita sei corsa in bagno a piangere e volevi quasi rincorrermi per chiedermi scusa e sei uscita di corsa dal bar in lacrime sulla strada tutta spettinata tra gli astanti curiosi ti sei guardata in giro e non riuscivi a vedermi perché avevo già girato l'angolo e quasi ti volevi uccidere per l'errore che avevi fatto e solo un passante che ti ha distolto da questo tremendo intento ti ha permesso di continuare a vivere. Vedi che funziona se ho voglia di ritornare? Ora vedo... la prima mattina che mi alzo girato e che si prospetta una giornata di merd@ faccio un passo tanto rischio poco non mi può capitare nulla di peggio... potrebbe pure nascere una bella amicizia ovviamente vengo con un cinquantino e massimo mi faccio una tazza di caffè.

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martedì 4 luglio 2017

Essere persone

Se ciascuno di noi desse un ricambio di abiti, e un pasto al giorno (anche autoprodotto) per 15 giorni, a un migrante, ogni anno, potremmo accogliere, confortare e rifocillare alemo 25 milioni (!) di persone l'anno. Che poi potrebbero decidere se restare (e se non tollerassimo il lavoro nero, resterebbero solo se davvero ci fosse lavoro) o proseguire (e generalmente proseguirebbero). Alle cure mediche eventuali penserebbe ovviamente lo Stato (tu elimina corruzione, sprechi e enti inutili e soldi ne hai pure troppi per aiutare chi ha bisogno di aiuto). Non resterebbero per delinquere, i delinquenti fra questi, se avessimo una sistema giudiziario che funziona (non funziona per colpa della politica). Alla fine, è il fatto di essere un paese fatto male che ci crea problemi, non il numero (comunque basso) di persone che chiedono semplicemente una mano. Perché per essere civili, per essere persone, i mezzi li avremmo.

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domenica 2 luglio 2017

Provax

Oggi ho beccato un tenace provax. O meglio, un fissato col quale non si può discutere, a favore dei vaccini senza se e senza ma, tutti e 12 i vaccini sono utili, senza effetti collaterali, testati random da enti indipendenti e seri e non esistono conflitti di interessi di sorta (peccato che gli stessi che sono in conflitto di interessi lo dichiarino spesso implicitamente nelle loro pubblicazioni scietnfiche). Erano 4 quelli obbligatori, ora sono 12, anche se li portassero a 67 andrebbe benone lo stesso, tanto è solo un neonato quello che se li puppa. Non importa se ci sono conflitti di interessi grandi come case, se chi li sceglie ha legami con chi li vende e ci guadagna, etc. Di solito nel weekend o la sera becco l'antigrillino mononeuronico, oggi il provax che si fida sempre dello Stato, ha detto propri così (questo è già indice di un qualche problema). Il primo mi dà regolarmente del fascista dopo due tweet (sono prevedibili), e si rivolge a me con "voi", "siete", "dite"... il provax mi dà del minatore di salute pubblica (la sua privata è andata, mi sa) e anche lui si rivolge a me col plurale maiestatico. Entrambi a un certo punto ti chiedono di dimostrare quel che dici. Via twitter. Tu posti articoli, argomenti, ma niente: ti chiedono le prove. Prove? Io via twitter non riesco a dimostrarti nemmeno che ci sono stati i lager, quindi questo vuol dire che il nazismo non è esistito? Ahahah. Nemmeno posso dimostrarti che Parigi è in Francia, come faccio? Potrei averla scritta io la pagina di wikipedia che ti posto... Nemmeno il mio nome posso dimostrarti, perché se ti posto la mia carta di identità potresti dire (giustamente) che è falsa. Sono i professionisti dell'aria fritta del web, webeti ma molto po' più strutturati, spesso pure pagati per fare propaganda via social: di trombe politiche a libro paga ne incontro tantissime, son quelli che ti rispondono e intanto indirizzano il tweet anche al personaggio noto di turno, per intimidirti o vantare agganci: una pena che non vi dico. Una cosa riesco a dimostrarla, che discutere con simili persone è un po' divertente (però per poco, bel gioco dura poco) ma del tutto inutile.


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