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venerdì 13 settembre 2019

Cuoco cassato

Tu non hai di me rispetto
sì lo so: non me lo aspetto

ma pensavo veramente
te lo dico senza gente

di riuscir senza riserve
con talento e un po' di verve

ad affascinarti il cuore
coi miei rotoli al vapore

dimostrarti almeno un poco
come sono come cuoco

ma non riesci a superare
quella pasta senza sale

te l'ho detto è distrazione
non pensar sia aberrazione

faccio un rostbeaf che il vegano
piange implora e si converte

e il suo gusto insano inverte
altro che fagioli e verze.

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fonte immagine: recipetineats com


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mercoledì 11 settembre 2019

Avete incrinato le gonadi

E su qualunque sito web vai la solita menata fracassapalle dei cookie da accettare (bella legge del menga). E su Youtube: prova questo e prova quello, no grazie, nel caso ti chiamo io eh?


E su Google: accesso alle ore 11.11 del giorno 11, eri tu? Sicuro? Ma da Follonica? E come mai? Ma che, c'hai mica la ganza? Marpione che non sei altro! Comunque se eri tu tutto ok, saluta la tipa, se non eri tu, occhio, era qualcun altro!


E Tim che ti propone a notti alterne 3 giga in piu' a soli 3 euro, ignara del fatto che hai con loro un contratto da 50 GB e ne usi mediamente 10, o che ti propone kit super convenienti di 1000 sms quando ne fai al massimo 2 al mese perché hai Uozapp. E che devo fare, spamming, bombing o simili?


E poi,ovunque: aggiorna, installa, scarica, accetta, leggi le variazioni contrattuali, fa' un segno qui, metti una spunta qui e qui, fa' un saltino là, alza le mani, muovi la testa, strizza l'occhietto, dicci la tua, facci sapere, come te butta, eh li mortac*i tua...


E apri la casella di posta e trovi Sabrina che ti ricorda che dovresti vergognarti, la dottoressa Qualcosa che ti propone peni eretti in etermo o belli lunghi (odio le fughe di notizie), il dr. SoUnaSega che ha soluzioni imprescindibili per diventare ricco col trading online, il finto amico che ti chiede dove sei finito, il finto Paypal che lacrima perché non spendi più una rava da due mesi, e finte banche e poste che in un Italiano da slavo brillo cercano di convincerti a digitare pin, codici e password varie.


Ma anche no.

Che strapalle.

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Ansia

Tutti gli esseri umani non idioti o amebe hanno l'ansia (naturalmente questo non vuol dire che chi è ansioso è per forza di cose intelligente). La Vità è Ansia, soprattutto perché il Senso delle Cose è indecifrabile, il Dolore imperversa e la Morte incombe. Ansia è proprio il suo vero nome, Vita è un alias.

Non tutti ne sono colpiti o inficiati nella stessa misura, è vero. Alcuni ne sono infastiditi, altri paralizzati. La qualità della vita cambia di parecchio. Ma l'Ansia ci accompagna sempre, anche quando non sembra.
E' nascosta molto bene in quello che diciamo, nei pensieri che affollano la nostra mente come le nuvole di passaggio il cielo, nel modo in cui vediamo le cose.
Quindi dire che si ha l'ansia vuol dire che si ha un livello di ansia tale da non riuscire a fingere di vivere.
Ma l'ansia è di tutti, non è di pochi.
Quando parliamo con un'altra persona, sono due ansie che cercano faticosamente di comunicare.

Per non averla occorre essere morti. E, per essere franchi, non ne sono del tutto sicuro (nel caso, vi saprò dire).

Poi esistono, pare, alcune cause fisiche dell'ansia (infiammazione cervicale, etc). Ma questo è un altro piao di maniche. L'ansia di cui parlo io, amici, è nostra immutabile compagna di vita, occorre solo rassegnarci (o assumere qualcosa che obnubili la coscienza).

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fonte immagine: corso-mental-coaching it

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mercoledì 4 settembre 2019

La felicità, a-ha! (Happiness... But what are you talking about?)

(ita-eng)

La felicità non esiste. Smettete di parlarne.
La confondete con la serenità, la gioia, la soddisfazione, l'appagamento, che ne sono aspetti o componenti.
"La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri" (Garzanti), figurarsi!

Se la felicità esiste, o almeno qualcosa di simile, è possibile provarla solo nei primissimi anni di vita, generalmente i primi otto-dieci, più spesso i primi sei.
Perché essere davvero felici richiede di non essere consapevoli.

Consapevoli della vita, delle cose brutte della vita, dei pericoli, del dolore. Non aver cognizione della morte. Non saper di poter perdere tutto in un istante. Non sapere che ci attende un'unica notte e potrebbe cominciare domani. Non sentire sulla pelle l'estrema fragilità del filo a cui siamo appesi.
Acquisita questa consapevolezza, la felicità ci è preclusa.


Certo, anche il neonato piange perché ha fame, ha sonno, vuole essere cambiato o desidera la mamma. E anche il bimbo di tre anni si dispera come se lo stessero uccidendo quando lo portate via da un parco dopo tre ore di divertimento. Ma anche se in quel momento è disperato, non è la disperazione dell'adulto, che è irrisolvibile e totale, capace di macchiare ogni istante della vita come una carta da parati orribile è capace di rendere peggiori tutte le giornate che viviamo in quella casa. Quello del bimbetto che frigna e' un abisso momentaneo che dopo un minuto, basta uno scherzetto, si trasforma nel più radioso e ottimista dei sorrisi.




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Epicuro classifica i piaceri dividendoli in tre grandi categorie:

"Naturali e necessari", come: l'amicizia, la libertà, il riparo, il cibo, l'amore, il vestirsi, le cure ecc.
"Naturali ma non necessari" come: l'abbondanza, il lusso, case enormi oltre il necessario, cibi raffinati ed in abbondanza oltre il necessario.
"Non naturali e non necessari", come il successo, il potere, la gloria, la fama ecc.

Soddisfare piaceri naturali e necessari è molto importante per la felicità, avere accesso a piaceri naturali ma non necessari può essere positivo se per procurarceli non ci votiamo ad un sacrificio eccessivo, mentre i piaceri non naturali e non necessari sono nella stragrande maggioranza dei casi fonte più di infelicità che di felicità. Secondo Epicuro, infatti, l'uomo dovrebbe concentrarsi sul vivere quegli aspetti della vita connessi alla sua natura e coltivare con impegno l'amicizia, elemento assolutamente positivo della nostra esistenza. La filosofia epicurea invita l'uomo a godere senza affanni di ciò che può procurarsi senza sforzo eccessivo e a vivere la vita stringendo salde e durature relazioni interpersonali.
(Wikipedia)
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HAPPINESS...BUT WHAT ARE YOU TALKING ABOUT?
Happiness does not exist. Stop talking about it.
You confuse it with serenity, joy, satisfaction, fulfillment, which are aspects or components of it.
"Happiness is the positive state of mind (emotion) of those who consider all their desires satisfied" (Garzanti), but when can something like this happen?
If happiness exists, or at least something similar, it is possible to experience it only in the earliest years of life, generally the first eight to ten, more often the first six.
Because being really happy requires you not to be aware.
Happiness requires not knowing that each of us can lose everything in an instant. Not knowing that one night awaits us and could start tomorrow. Don't feel on the skin the extreme fragility of the thread to which we are hanging.
Once this awareness has been acquired, happiness is precluded to us.
Of course, even the baby cries because he is hungry, sleepy, wants his mother, or his diaper is dirty. And even the three-year-old child is desperate as if you were killing him when you take him away from a park after three hours of fun. But even if at that moment he is desperate, it is not the desperation of the adult, which is unsolvable and total, capable of staining every moment of life as a horrible wallpaper is capable of making all the days we live in that house worse. The whimpering little boy has the painful feeling of a momentary abyss that, however, after a minute -a trick is enough- turns into the most radiant and optimistic of smiles.



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Ma di cosa state parlando?

Pensate a una cittadina che deve decidere come impiegare una cifra X e ha, supponiamo, due opzioni: un piccolo parco pubblico con giochi per i bimbi o una palestra.
Si consulta la cittadinanza via pc, si vota e via.
Questa è l'idea di Rousseau.
Cosa ci sia da criticare, davvero non so.
Una consultazione come questa si può fare anche una volta la mese.
Certo, il progetto è all'inizio, ha volte a problemi. Migliorerà. Sta già migliorando.
Ieri ha battuto un nuovo record.
Ma lo pagate voi, Rousseau? No. Lo Stato? No.
Lo pagano gli stellati, e quindi?

Hanno fatto decidere a 70mila persone (ma gli iscritti alla piattaforma sono 115mila) se l'accordo col Pd era da fare o no. So anch'io che sono troppo pochi, è ovvio, aumenteranno. Ma nel PD questa decisione l'ha presa la Direzione (e dopo aver deciso l'opposto 15 giorni prima): di quante decine di persone è formata una direzione?
In LegaNord Salvini è stato eletto segretario con 6600 voti e la base non viene consultata per decisioni come questa.
In Forza Italia Papi è presidente da sempre e nessuno lo ha mai eletto (mai tenuto un congresso in 25 anni).

Chi critica, ha titoli per farlo?
Chi critica, sa quel che dice?

I 5 stelle non prendono finanziamenti pubblici o rimborsi elettorali. Rinunciano (tutti) a metà stipendio. Hanno abolito i vitalizi, dimezzeranno il numero dei parlamentari. Sono più attenti ai rimborsi spse. Se sgarri con la legge, ti cacciano su due piedi. Si pagano da soli le campagne elettorali (fatte al risparmio, Di Maio e Dibba giravano con un furgoncino e riprendevano i comizi con un cellulare per mandarli live sui social).

Ma di cosa state parlando?
Fate pace col cervello, su.

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fonte immagine: Wikipedia

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martedì 3 settembre 2019

AAA Cercasi...

Ho bisogno di amare
e di non essere corrisposto

Un disperato bisogno di dare
senza ricevere

l'amore infelice
tragico
incompiuto
irrisolto
non ricambiato
unilaterale
contrastato
disperato
sognato
mitizzato
vagheggiato
ma non realizzato

l'amore
che ti consuma
e mai ti ristora
ma ti soddisfa nell'anelito
e ti esalta per lo sforzo
la forza con cui brami
e mai ottieni
ma brami ancor di più
un amore come questo
senza speranza
senza futuro
senza ragione d'essere
e che non avrà mai ragione
di ciò che desidera
è quello che mi serve per migliorare ancora nella qualità di quello che scrivo

se ci sono volontari/volontarie, che si facciano avanti

non è solo una questione sentimentale, ma anche e soprattutto letteraria, spero che ne comprenderete appieno la portata


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lunedì 2 settembre 2019

Supercoppa




Oggi, 28 anni fa, vincevamo il nostro 6° trofeo.
Io ero allo stadio.
Una serata indimenticabile, due mesi dopo lo scudetto indimenticabile. Una delle tante serate indimenticabili. Ogni volta che gioca la Samp è da brividi.
Un altro calcio. Una Samp unica. Un Presidente, Paolo Mantovani, che mai nessuno avrà.
Alla fine del match dissi a mio fratello: “adesso stiamo vincendo troppi trofei”. Un po’ scherzavo un po’ no. Per dire quale era il mood e quale era l’andazzo.
A noi non è mai importato accumulare coppe. E fino al 1985 non ne abbiamo mai avute. Comunque 7 le abbiamo, fra quelle maggiori. E sono ricordi dolcissimi.
Abbiamo dimostrato che “si può vincere anche da gentiluomini, forse bisogna solo aspettare un po’ di più”.
Grazie Paolo per averci insegnato ad essere sportivi veri. Quindi uomini veri.

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img: wikipedia




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Big Brother

Dunque. Due pc in rete nella casa materna. Uno mio, uno del fratello.
Il fratello naviga in Decathlon e osserva alcuni zaini fucsia.
Mi chiede un parere.
Io sul mio pc non sono su Decathlon né faccio richerche su zaini o simili.
Naturalmente sul mio pc (non sul suo) ho vari social aperti. Lui non ha social.
Oggi, con Fb aperto, su un altro pc, non in quella rete, mi viene proposta la pubblicità di quello zaino preciso.
Tirate le vostre conclusioni.

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Ogni 3 Mojito

Ai grandi soloni che gridano al ribaltone (fuffa verbale di berlusconiana memoria) ricordo che le "trattative" fra PD e Mov. sono una dinamica perfettamente logica e legittima, in una democrazia parlamentare con legge elettorale praticamente proporzionale; pensiamo che 14-15 mesi fa si sono addirittura messi d'accordo lega e 5stelle, due partiti molto diversi e che negli anni passati se ne erano dette di tutti i colori, esattamente come PD e 5stelle.
Quindi alla fine sono solo discorsi, al voto si deve andare quando non esistono maggioranze e possibilmente ogni 5 anni, non ogni 3 mojito solo perché un Capitan Ganassa, dopo aver fatto campagna elettorale per un anno e mezzo, ritiene di dovere capitalizzare un presunto consenso e manda tutto all'aria per motivi futili, dei quali del resto dopo poche ore si pente strisciando senza dignità per tornare indietro.


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Spalla


Ai compleanni, alle feste in generale, bisognerebbe sempre andare in compagnia o individuare in fretta quella persona che un po' conoscete e che è molto sensibile alle vostre battute, cosicché rida quasi a ogni cosa divertente che dite. Si sa, risata tira risata, e poi anche se non fate ridere l'intero uditorio comunque chi non vi può sentire del tutto per la distanza o per il frastuono ma vede che un'altra persona ride continuamente avrà sicuramente di voi una gradevole impressione.
Non che le mie battute non facciano ridere, aha, anche se effettivamente non tutti ridono (questo potrebbe essere un segno, dite?). Ma come in tutte le cose ci vuole la persona giusta.
Emilia stasera lo è stata. E non è la prima volta. Non vuole nemmeno mai essere pagata.
Anche quando a un certo punto mi ha chiesto se davvero io fossi sposato.



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Voce

La mia #voce registrata non mi piace, ma capita a tutti, c'e' una spiegazione scientifica. Invece la mia voce ascoltata dal vivo non mi dispiace, ma spesso non mi emoziona perché so già cosa dirà (...).

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Non sempre va come vorresti

Non sempre va come vorresti.
Non sempre va come speravi.
Gli altri da noi a volte ci tengono a rimanere altro da noi.

Non puoi importi, sarebbe vincere alla Pirro. Non puoi imporre un sentimento. Puoi piantare il seme. E dargli acqua, e accudirlo. Ma è lui a dover crescere e dar vita a qualcosa. Se lo imponi puoi riuscirci ma avrà radici fragili e superficiali.

Non sei Superman. Non puoi salvare il mondo.
Il tuo aiuto può essere prezioso, ma non gradito. O comunque non accettato.

Occorre sapere quando fermarsi.
L'egoismo di un sentimento rischia di oscurarne la forza e la purezza.
E invece quello che senti deve restare immenso e bello.
Un pacchettino respinto dal destinatario non è detto che contenga cose meno belle per il fatto di essere stato respinto.

Non sempre va come vorresti.

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Il senso di una cosa




Ha senso provarci? Assolutamente sì. Non cambio idea per qualche difficoltà o un probabile flop.
Ha senso insistere? Forse. D’altra parte il premio non è irrilevante, tutt’altro.
Ma ha senso continuare su questo binario?
Se pensi alla vita, alla sua fragilità, alle malattie, alla morte: no, su questo binario no. Sarebbe offendere le cose che contano (fra le quali vi è anche quel “premio”) e attirarsi la malvagità di quelle che possono ucciderti.
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Sto parlando di un mio vecchio pallino, cioè provare a costruire un rapporto di amicizia, in generale, fra due persone, anzi qualcosa di più di un'amicizia, non perché io intenda amore (che è comunque da dimostrare che valga di più dell'amicizia) o sesso (che è una cosa di importanza limitata e comunque non legata necessariamente e solamente all'universo amore), ma perché oggi il termine amico è inflazionato: esci per una birretta e sei "amico". Non è così, semmai l'uscita è conseguenza di un rapporto, mai causa. Fate bene il conto di quanti amici avete, ma pensate bene a cosa vuol dire amico. Se superate i cinque, siete un caso raro. Come tutte le costruzioni ("la costruzione di un amore"), si tratta di un progetto che richiede pazienza e tempo, oltre alla volontà ferrea di provarci da parte di tutti i soggetti coinvolti, e l'esito è incerto, il successo improbabile. Perché alla fine, se è vero che siamo animali sociali, è anche vero che in noi imperano individualismo ed egoismo. L'altro da noi è altro.

Ma sono idee mie, io sono strano, le mie idee sono strane, non datemi retta, non ne vale la pena. E poi è probabile che io sia anche concausa dei miei fallimenti


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Su, forza, liberate posti

Se qualcuno critica Grillo (ahahaha) o ritiene che la condotta dei 5stelle stia tradendo qualche promessa (?), può essere affetto da scarsa memoria o insufficiente conoscenza delle dinamiche della politica e della situazione parlamentare, costituzionale ed elettorale italiane; in ogni caso, anzichè rigare l'apparato riproduttivo giorno e notte, può semplicemente smettere di votare per il Movimento.
Dopotutto, è facile.

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Rose o rovi?

Avere avuto un passato con qualche difficoltà o segnato da esperienze negative con alcune persone (chi non le ha avute?) non autorizza e non giustifica la durezza nei rapporti coi nostri simili, specialmente quando essa è la norma, è eccessiva e informa di sè il nostro essere sociale.

Certamente, il nostro DNA e l'ambiente in cui siamo cresciuti, le esperienze fatte e l'educazione ricevuta sono i fattori che determinano il nostro carattere, ma una persona matura ed equilibrata dovrebbe riuscire in ogni caso a comportarsi in maniera socialmente apprezzabile e corretta, al di là del carattere, altrimenti si tratta solo di alibi troppo facili costruiti apposta per potersi comportarsi secondo gli umori della Luna, senza l'impegno che la convivenza sociale richiede a ciascuno di noi. Non sto idolatrando l'ipocrisia, ma valutando per quel che merita il saper vivere.

Non penso neppure che il principio per cui se una persona è ostica da conquistare o è particolarmente dura nel suo modo di relazionarsi agli altri questo voglia necessariamente significare che è una persona migliore, penso anzi che la durezza non motivata sia un ostacolo e denoti sempre un problema.
Può anche accadere che sia così, cioè nulla vieta che una persona con un passato difficile sia una persona valida e lo sia anche per questo (quel che non mi uccide mi rende più forte), ma farne una regola è piuttosto assurdo.

Non è necessario maltrattare i nostri simili senza ragioni plausibili o lasciare segni su un’altra persona per dimostrare che si è persone vere o migliori.

La durezza (non motivata o eccessiva) ferisce, distrugge e non costruisce, non consola, non avvicina. Non ha senso alcuno. Non è garanzia di alcunché. Non ha cittadinanza in un mondo umano fatto di rapporti umani.

Questo non vuol dire che non si debba reagire a violenze altrui, ma sempre se indispensabile e rispettando il criterio della proporzionalità tra offesa e risposta.

È più difficile opporre dolcezza, è più facile essere duri.

Nulla comunque impedisce di esserlo, è legittimo entro certi limiti; è bene tuttavia sapere che difficilmente piantando semi in terreni brulli si otterrano frutti sani e abbondanti.

(img: pixabay)

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