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mercoledì 25 maggio 2011

Preparate il cambio di camicia, servi

Non so quanto ci vorrà, non so come se ne uscirà, ma il tracollo è cominciato. Non è detto che le sconfitte di Napoli e di Milano lo accelereranno, nè è detto che due eventuali recuperi lo freneranno. Chi in questi anni ha schifosamente bivaccato nella parte degli ingiusti prepari una camicia nuova: al momento topico la velocità nel cambiar casacca sarà fondamentale per non cadere a fondo col sultano. Chi in questi anni ha venduto la sua anima al diavolo, chi ha fatto strame della sua onestà, coerenza, obiettività, professionalità e serietà, si prepari a tempi bui: sta per avere quel che merita. I giornalisti servi che hanno nascosto e taroccato le notizie, i buffoni nominati che hanno votato le leggi ad personam e la vaccata sulla nipote di Mubarak, le escort e i fidi promossi a incarichi pubblici, i transfughi parlamentari al seguito di prebende, gli uomini senza dignità la cui faccia è ormai indistinguibile dal sedere comincino a realizzare che ormai è questione di tempo: la lercia barca zeppa di letame sta pian piano affondando nell'oceano della sua indegnità.
Piena solidarietà a Elisa Anzaldo che ha chiesto di essere sollevata dall'incarico di conduttrice del TG1 perchè il suo giornale è fazioso, ossia oscura le notizie e fa campagna politica: piccoli segnali che la misura è colma.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 22 maggio 2011

Proviamo con un ladro d'auto

Il Sultano del bunga bunga e la Falsaria Candidata, dopo l'enorme scoppola rimediata al primo turno in quel di Milano, le stanno provando davvero tutte: l'Expo' fa gola, eccome se fa gola. Dopo l'infamia morattiana della calunnia nei confronti di Pisapia in diretta tv, ecco i finti operai e i trucchetti da Amici miei coi quali si cerca di terrorizzare i milanesi paventando l'imminente invasione di rom, droga, moschee, centri sociali: le idee del centrodestra, a parte fare il cazzo che gli pare, son tutte qua, quanto a politica. Ed ecco le promesse di sanare le multe, togliere l'Ecopass, spostare due ministeri a Milano (tutte balle, risponde Alemanno). Per tacer della finta aggressione: sono patetici. Per farsi votare fra poco prometteranno anche il sole di notte. Intanto, mentre il bunga bunga conta i voti persi, Bossi as usual straparla e fa gestacci. Dopotutto, meglio un ladro d'auto amico dei rom: almeno si cambia perversione, la vita è bella SE è varia.

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Massimo Fini: la democrazia

Potrei scrivere almeno duecento righe su Fini (quello buono, Massimo, non Gianfranco eh) e ancora non sarebbero abbastanza per farvi capire quanto io stimi il giornalista, lo scrittore, il pensatore e l'uomo, anche se conosco ovviamente molto di più i primi tre aspetti che il quarto. Da sempre acuto, coerente e coraggioso, scrive da anni quel che pensa, senza preoccuparsi se a qualcuno potrà dar fastidio, e difatti è spesso stato ai margini. Terribilmente concreto, va dritto al punto e spesso ti rovescia la realtà e tu ti accorgi che guardandola da quel lato vedi molte più cose. Di recente ha per fortuna trovato alcuni spazi per la gioia di chi come me lo segue e ne vuole leggere le riflessioni: Il Ribelle, di cui è direttore politico e Il Fatto Quotidiano, a cui collabora. Poi ci sono i suoi libri, che si distinguono per chiarezza e incivisità: nutrono il cervello di buon fertilizzante. Qui posto un suo intervento sul concetto di "democrazia": un antipasto che spero vi spingerà a chiedere il menu completo. Sembra saccente e tagliente, ma non fatevi ingannare: è solo uno con le idee chiare e capace di esporle chiaramente. Dopo averlo letto sono sempre più ricco, anche quando capita che io non sia d'accordo con quel che scrive. Vi pare poco? Inoltre posto il suo intervento al V-day del 2007.






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domenica 8 maggio 2011

Se sara' retrocessione, sara' pienamente meritata

Se la stagione è nera è tutto sommato normale perdere un derby (che meritavi di vincere) al minuto 97. La classica ciliegina avariata sulla torta che sa di muffa. Attenzione, ho detto nera, non sfortunata, perchè non è stata una stagione sfortunata, quella della Sampdoria, proprio no.

La retrocessione nella serie cadetta è ormai probabile al 90%: la matematica ancora fornisce spiragli, ma è la logica a chiudere ogni porta. Tuttavia posso affermare in tutta tranquillità che in questa stagione la Sampdoria non ha avuto una particolare dose di sfortuna, né è stata danneggiata dagli arbitraggi o perseguitata dagli infortuni o dalle squalifiche in maniera particolare. E per una squadra che, non facendo parte del gruppo delle cinque o sei squadre che hanno qualche santo in paradiso (o meglio: non facendo parte del gruppo di quelle un errore a danno delle quali puà bruciare la carriera di un arbitro), è davvero singolare che un sostenitore come lo sono io ormai da 37 anni affermi, a retrocessione ormai quasi certa, che non ha senso parlare di arbitri, sfortuna o altro.

Nel decennio d'oro la Samp ha vinto ben 7 trofei e ha disputato in tutto più di 10 finali italiane ed europee e, francamente, di rado si sono viste vittorie più pulite e, altrettanto francamente, senza l'ostilità di arbitri condizionati da un sistema perverso, i titoli avrebbero potuti essere almeno 9 o 10. Tuttavia quest'anno, partito dalle soglie dei gironi di Champions e finito nel tunnel della B, la sfortuna, gli errori arbitrali, gli infortuni sono stati assolutamente nella media se non sotto: sicchè possiamo dire che se sarà retrocessione, essa sarà stata sportivamente meritata.

E' vero, nelle ultime giornate accadono sempre cose un po' strane, tipo il Cesena che passeggia a Cagliari, il Lecce terzultimo che batte Udinese e Napoli cioè due delle tre squadre più in forma d'Italia, il Bologna che si fa fregare da tutti, il Brescia e il Bari ormai retrocessi che, sebbene volenterosi, non potranno avere le stesse motivazioni di sempre nelle ultime due domeniche: ma sono storture fisiologiche, ingiuste magari, ma che sempre si presentano nei finali di torneo. Quindi ribadisco: la retrocessione incipiente sarà, nel caso, pienamente meritata da un punto di vista sportivo, dato che chi partecipa a un torneo deve accettare il fatto che se si fanno più punti di tutti si vince lo scudetto e se si è nel gruppo delle tre squadre che fanno meno punti di tutti si retrocede. Se poi, oltre a fare pochi punti, giochi in maniera obbrobriosa da mesi e perdi tutti gli scontri diretti in casa direi che c'è poco da dire. Da questo punto di vista il sampdoriano tipo è comunque avvantaggiato: educato ai valori sportivi accetta il verdetto del campo e sa bene che ciò che rende bella la vittoria è paradossalmente la possibilità sempre presente della sconfitta. Giocare senza sapere di poter perdere non avrebbe senso e non darebbe gusto. Dico apposta il sampdoriano tipo perchè anche a Genova abbiamo qualche idiota, qua e là: molti di meno che altrove, ma qualcuno c'è.

Una volta retrocessi (non voglio anticipare i tempi, aspettiamo il morto, ma insomma: forse è meglio prenotare una bara) ci si chiede giustamente perchè, o meglio: di chi è la colpa? E in questo caso, dato che escludiamo sfortuna, arbitraggi, squalifiche, complotti e infortuni, di chi cavolo è la colpa, allora? Del destino, come farebbe pensare il fatto di aver parlato di stagione "nera"? No, di nessuno di questi fattori, anche se magari un po' era anche destino. Dopotutto o io sono un mago oppure non era poi così difficile prevedere quel che io ho previsto, dato che a dicembre (si era quinti) dicevo che non c'era gioco (e senza gioco si va poco lontano; ripeto che all'epoca si era quinti) e dato che a febbraio parlavo di B e che all'avvento di Cavasin parlavo di un 30% di speranze e non di più. Siccome io non porto rogna, sta a a vedere che me ne intendo. E che qualcun altro, che a differenza di me, ha poteri decisionali, se ne intende molto meno...

Le colpe della incipiente retrocessione e della comunque ormai certa pessima stagione sono delle scelte assolutamente idiote effettuate in campagna acquisti (estate e gennaio) e in tutto l'anno da un gruppo di dirigenti che, persa la guida di un direttore esperto, hanno compiuto una serie di errori incredibili e per giunta si sono sempre mostrati arroganti nella loro manifesta incompetenza. E io non dico questo adesso che vedo i risultati, ma lo dicevo mesi fa quando certe scelte furono fatte. Nessuno mette in dubbio l'onestà e la passione di Garrone, ma l'annata 2010-2011 ha messo in luce una sua evidente incompetenza specifica, ancor meglio sua e dei suoi collaboratori (del resto scelti da lui), allenatori inclusi.

Certo, Cassano che fa il Cassano (mai creduto a un suo cambiamento, possono testimoniarlo decine di persone) e la Samp che privilegia l'etica agli affari e pur di rispettare i sani principi in cui crede chiude la vicenda in modo svantaggioso per se stessa hanno contribuito al disastro, ma che dire della vendita in un momento inopportuno e a un prezzo assolutamente ridicolo di Pazzini, della campagna acquisti estiva inadeguata se rapportata all'obiettivo Werder e di mille altre piccole e grandi vaccate? E mettiamoci dentro anche i giocatori che, se limitiamo l'analisi a quest'anno, dimenticandoci di quel che hanno fatto gli anni scorsi, hanno sicuramente mostrato limiti tecnici, tattici e psicologici abnormi. Un velo pietoso sugli allenatori, messi oggettivamente in condizioni non facili, ma altrettanto oggettivamente incapaci di fare alcunchè di buono. Gli unici a salvarsi sono i tifosi, come sempre unici; il vero patrimonio di questa Samp che risorgerà ancora e che però, adesso, è in mano a persone che di calcio, ahimè, non sanno e che, cosa questa ancor meno perdonabile e più preoccupante, non hanno più l'umiltà di ammetterlo e di chiedere scusa per le topiche compiute. E quando perdi il senso dei tuoi limiti, il baratro ti chiama a sè.

Inutile cercare scuse, quest'anno non ci hanno dato una spintarella verso la B i poteri forti, come accadde invece nel 1999. Nè sarà stato il derby a mandarci giù, come crederanno gli ingenui e tutto sommato spassosi sostenitori di quell'altra squadra cittadina che dal dopoguerra in avanti vive della nostra ombra senza vincere nulla. Quest'anno abbiamo fatto tutto noi, il (de)merito è tutto nostro, possiamo dirlo con orgoglio. Mi auguro però una reazione in stile giapponese: i dirigenti che hanno sbagliato vorremmo non vederli mai più a Genova. Quanto ai calciatori, l'unico modo per spazzar via le macerie e ripartire subito bene sarà quello di cambiarne almeno 8 undicesimi: hanno ampiamente avuto la possibilità di mostrare le loro qualità sportive e hanno fallito. Non è il caso di concedere altri appelli.

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sabato 7 maggio 2011

Ci crediamo migliori

Bombardare e uccidere tre bambini va benone, se a farlo e' la Nato e se i bimbi di cognome fanno Gheddafi. Ma ovviamente quasi nessun giornale ne parla. Siamo in guerra. Anzi no. Ma le nostre bombe squartano bimbi. Sono bombe di pace.

La storia di Osama Bin Laden non mi quadra. Lo si doveva catturare e processare. Se colpevole, condannare, a pena detentiva (ergastolo, suppongo) o alla pena di morte, a seconda dei gusti. Stanarlo, ucciderlo e via in mare (ma con rispetto, dice Obama) non è un atto che mi sarei aspettato da un paese civile che ha così tanta democrazia da volerne sempre esportare (a forza) un po'. Siamo civili e poi facciamo questo? E i garantisti cosa dicono? Per quanto probabilmente colpevole, tiranno, assassino sanguinario, mente diabolica dell'immage tragedia delle Torri Gemelle etc, anche Osama era un uomo e aveva diritto a un processo. Poi sarebbe stato legale tirargli il collo. Così no. La voglia di vendicarsi ha prevalso su tutto. Quella di giustiziare su quella di far giustizia secondo giustizia. Insomma, ci siamo comportati come loro.

Siria, repressione durissima, la polizia spara: oltre 20 morti. Continuano in tutto il Paese le proteste contro il regime di Basher al-Assad. L'esercito schiera i carri armati. In manette l'ex deputato Seif Riad. Fermato leader opposizione. (repubblica.it).
L'Occidente cosa fa? Sta a guardare, facendo finta di non vedere.
CVD.
Siamo una civiltà di ipocriti buffoncelli.

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lunedì 2 maggio 2011

Osama Bin Laden è stato ucciso ! *

Le Forze del Bene hanno infine ucciso Osama Bin Laden: si sa che alla fine i cattivi muoiono sempre e giustizia è fatta.... nei film. Abitava in una villa-bunker a una settantina di km dalla capitale del Pakistan e, pare, da lì comandava le Legioni del Male di Al Qaeda che tirarono giu' le Torri Gemelle a New York. E' per questo che siamo da dieci anni in Afghanistan, no?, sebbene non un afghano facesse parte del commando dell'11 settembre, quindi adesso dovremmo levare le tende, che dite? Appurato che gli afghani, della nostra democrazia a pezzi che vorremmo esportare, sembra proprio che non sappiano cosa farsene e appurato che ci vedono a tutti gli effetti per quel che siamo, e cioè invasori occupanti. Invece resteremo lì a fare la nostra guerra senza senso e a piangere altri caduti per niente.

Non contenti, da qualche giorno stiamo recapitando un po' di bombe sulla testa di Gheddafi e dei suoi numerosi figli. La nostra Costituzione dice che ripudiamo la guerra ecc., per dichiarare guerra a chicchessia servirebbe il voto delle Camere (una bazzecola), pur tuttavia siamo in guerra con la Libia, dato che non stiamo piu' difendendo con le armi i civili inermi massacrati da Gheddafi il cattivone (proprio lui, quello che fino a ieri era grande amico dell'Italia, vedi trattato di amicizia ancora in vigore) ma stiamo scaricando piombo sulle truppe del governo tuttora in carica in Libia. Siamo in guerra con un paese sovrano, dunque, sebbene i soliti falsari continuino a vaneggiare di missione di pace, di intervento Nato, di bombardamenti mirati.

Firmetta**, Culoflaccido*** e Celoduro**** ci hanno tirato dentro a una guerra insensata (scusate la ripetizione) senza chiederci nulla e senza nemmeno spiegarci nulla, a parte un monte di palle. Il PD come d'abitudine non esiste e, se esiste, è d'accordo coi bombaroli (c'era una volta la sinistra), il paese attonito è smarrito: è finito il Grande Fratello!


* Secondo me l'eliminazione del Bin Laden è il primo miracolo del Wojtyla da Beato. Quell'uomo è infaticabile!

** Chi se non lui, l'uomo che per quieto vivere si farebbe uccidere e che firma qualunque cosa gli presentino davanti, sia pure scuotendo il capino, esprimendo qualche piccola riserva, monitando a piacere. Ma firmando.

*** Definizione affettuosa di una delle ragazze in difficoltà che il noto mecenate di Arcore usava generosamente aiutare.

**** Il senatur, l'immortale padano che doveva cambiare l'Italia e sconfiggere Roma ladrona e che invece ha preferito associarsi al sodalizio, continuando di tanto in tanto a sbraitare un po' per tenere buona la truppa.

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