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giovedì 28 luglio 2011

Ci avete rotto le palle, siete indegni

Io non so cosa ne pensate voi, e nemmeno mi interessa più di tanto: fra di voi c'è anche chi ha votato per anni decine di delinquenti, secessionisti, bugiardi conclamati e razzisti, quindi figurati un po' se mi interessa il parere di questi elettori campioni della stronzata. Perciò dico la mia e basta: ne ho le palle piene di questi leghisti imbecilli con la cravattina verde e il cervello a spasso che da anni fomentano odio, seminano zizzania, calpestano la Costituzione (sulla quale hanno giurato), operano per la secessione, agiscono e parlano da razzisti, predicano bene (nemmeno tanto per la verità) e votano le leggi ad personam, si riempono la bocca di roma ladrona e poi magnano più degli altri, si puliscono il culo con la nostra bandiera, cercano di dividere l'Italia. Per una roba così in Jugoslavia hanno finito per massacrarsi. Adesso la vergognosa buffonata dei ministeri al Nord. Basta con questi idioti da noi stipendiati. Questi sono atti eversivi, che ci fa certa gente sulla poltrona di ministro o su quella di deputato dell'Italia unita?? Meritano solo calci in culo. Se sono contro l'Italia unita restituiscano tutto il denaro italiano che si sono intascati come deputati di un paese che non riconoscono e si mettano a fare gli eversori da comuni cittadini: troppo facile parlare a vanvera e poi intascarsi la mega indennità da parlamentare, o, per esempio, mordere un poliziotto alla gamba ed essere per questo condannato in via definitiva e poi chiedere pene durissime per chi protesta perchè non vuole che la TAV distrugga la sua valle (vero Maroni?). Ci avete rotto le palle, Bossi e banda. Fate ridere i polli, ma siete anche pericolosi. Come cittadino italiano io sono offeso e indignato. Voi (che siete i miei dipendenti) mi danneggiate, non mi rappresentate, usurpate il vostro titolo, agite nell'interesse contrario a quello per cui dovreste, venite meno agli impegni presi, tradite i vostri giuramenti, compromettete il mio nome, il mio paese, il mio presente e il mio futuro: siete indegni del ruolo che ricoprite, è l'ora che ve andiate al diavolo. Vi licenzio. E' abbastanza chiaro o serve il disegnino, e lo chiedo per esempio a quel campione fra di voi che sottoscrive le idee (al netto della violenza eh, sia chiaro: che stronzata, come se si potesse dire: mi piaceva Hitler, al netto dei lager) di quel bestiale decerebrato sanguinario che ha ucciso cento innocenti a Oslo per dar retta alle sue idee di merda di cristiano fondamentalista (e poi dicono dell'Islam).

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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lunedì 25 luglio 2011

Di[zion]ario erotico, Massimo Fini

Vi consiglio il "Di[zion]ario erotico" di Massimo Fini (manuale contro la donna a favore della femmina). Uscito undici anni fa resta una lettura da fare.
Massimo Fini (Fini, ok, ma quello buono eh?) è un giornalista e uno scrittore che ha delle idee (sembra poco ma è tutto) e che ha sempre il coraggio delle stesse (hai detto nulla). Quel che scrive è quel che pensa, non c'è nulla di artefatto o di esibito: solamente una versione lucida e cruda, ma vera di quel che gli passa per il capo. Sono cose che si avvertono a pelle, difficile mentire su questo aspetto, così come non è difficile sgamare, per chi è un tantinello avveduto, chi recita o sforna artifizi. Condivisibile o meno, Fini è però sempre interessante e solo una lettura superficiale può definire questo libro antifemminile, semmai è antifemminista, e a ragione! (si può essere femministi e ragionevoli nello stesso tempo?) Alcune defizioni sono davvero brucianti, taglienti, inaspettate e spesso la profondità di certe riflessioni ti sorprende là dove non ti saresti aspettato di trovarla. Fini non è volgare ma non usa di certo eufemismi, pertanto può urtare le anime belle: si consiglia la lettura a quegli imbecilli che si indignano per un "cazzo" e poi tollerano pacificamente ingiustizie che urlano al cielo; la si consiglia perchè guarda mai che il loro cervello cominciasse a girare nel verso giusto! Questo libro e' il suo modo di vedere la donna e il rapporto uomo-donna, arricchito dal valore aggiunto di una vita ricca di esperienze; il tutto mediato da una mente non comune, affilata come poche, sempre in grado di farti riflettere. Date un'occhiata alla bibliografia di Fini, scegliete a caso e non resterete delusi.

Ecco l'incipit di "Di[zion]ario erotico":
Atto sessuale (Coito). In sè non ha nulla a che vedere con l'erotismo. L'erotismo è un fatto mentale, scopare un fatto fisiologico, un mero sfregar di mucose. Diventa erotico -ma perchè ciò avvenga bisogna che la società e l'individuo abbiano raggiunto un certo livello culturale- quando viene percepito come atto che degrada la donna a femmina, ad animale. Spiega Georges Bataille in un fondamentale passaggio de "L'erotismo": "La bellezza (l'umanità) di una donna concorre a rendere sensibile -e sconvolgente- l'animalità dell'atto sessuale. Nulla di più deprimente, per un uomo, della bruttezza di una donna sulla quale la laidezza degli organi sessuali e dell'atto non risalti. La bellezza conta in primo luogo perchè la bruttezza non può essere sciupata. Laddove l'essenza dell'erotismo risiede appunto nella profanazione".

Una fra le tante chicche:
Se le donne continuano a sbatterci in faccia le loro tette, i loro culi, le loro pipì e persino i loro pannolini non possono poi pretendere che ci venga anche duro. (voce "mestruazioni", pag. 104)

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giovedì 21 luglio 2011

E non è nemmeno nostro padre

Se io, poniamo, corrompo un giudice per vincere una causa e, poniamo, appropriarmi indebitamente di un preziosissimo bene altrui sul quale poi costruisco le mie immense fortune, e se una sentenza passata in giudicato riconosce chiaramente che ciò è accaduto e dice anche per opera di chi è accadauto, nell'interesse di chi e a danno di chi, dite che è normale aspettarsi, dopo venti anni!, che una sentenza stabilisca un risarcimento danni adeguato a carico di chi ha commesso il fatto e a vantaggio di chi ha subito il danno? Davvero stupida l'arroganza con cui i personaggi coinvolti, i loro dipendenti e i loro familiari, affermano con voce stridula trattarsi di risarcimento ingiusto che non sarà versato. Inaccettabile arroganza di persone fuori dalla realtà, di individui che si credono padroni del mondo e non comuni cittadini e che per di più sono gravati da infiniti guai giudiziari che avrebbero già dovuto imporne l'allontanamento da ogni carica pubblica e l'assoggettamento a regolare giudizio processuale, dato che il voto degli elettori non pone nessuno al di sopra della legge. Non so se in me vince l'indignazione o lo schifo. Di cosa parlo, chiedete? Ma di un caso assolutamente inventato ed ipotetico, ovvio... E due giorni dopo lei era ancora arrabbiata. Sai quanto ce ne importa, se non ti passa l'arrabbiatura. Pensa alla nostra, e non è nemmeno nostro padre.

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domenica 10 luglio 2011

Pensieri di un tredicenne

Ecco cosa scrivevo all'età di 13 anni sul tema "Perchè crediamo vera la nostra religione?". Rileggendolo intravedo, sia pure a tratti, il nocciolo acerbo della mia posizione attuale.

"Uno dei motivi per cui noi crediamo vera la nostra religione è che da piccoli la religione non è mai una propria scelta ma è un'educazione legata alla famiglia; pertanto ognuno di noi professa la religione dei suoi genitori. Solo da adulto ognuno di noi potrebbe fare eventualmente una scelta diversa, anche se penso che ciò avvenga raramente. Un altro motivo è che basta guardarsi attorno, osservare la natura, gli animali, gli uomini così diversi fra loro per essere portati a credere in un essere superiore che sembra aver dato una così tangibile impronta di sè. Tuttavia non nascondo che a volte possano sorgere dubbi sul mistero che circonda la creazione del mondo, senza considerare poi le evidenze scientifiche, e che sarebbe bello sapere qualcosa di più sull'argomento. Le persone che hanno veramente una fede profonda affrontano senza dubbio le dure prove della vita con maggiore serenità e trovano una spiegazione logica a certi fatti che spesso sembrano inspiegabili e crudeli."

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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martedì 5 luglio 2011

Per la libertà

Contro ogni manovra liberticida adottata o ispirata da questa immonda casta di nominati incompetenti e pregiudicati che violano ogni giorno i nostri valori fondanti e compromettono il nostro futuro di lavoratori e di uomini liberi. Per la libertà di parola e di pensiero, per la legge uguale per tutti, per la meritocrazia, contro questa deriva. Perchè ogni giorno deve combattere per la libertà chi ad essa tiene; deve farlo per se stesso, per i suoi figli e per chi prima di lui ha dato la vita per questo. Deve farlo perchè la libertà non è mai acquisita definitivamente, c'è sempre qualcuno che cerca di togliertela. Contro tutte le leggi vergogna ad personam e ad aziendam, contro tutti i razzismi, contro tutte le norme liberticide. Per un'informazione libera. Contro chi vuole agire nell'ombra e coprire le proprie malefatte di essere meschino e indegno. Sempre.

Leggi e sottoscrivi: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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sabato 2 luglio 2011

Così va il mondo

(aggiornato 3 lug 2011, 12.30)
Prima lo arrestano sull'aereo come un delinquente qualunque e pure in fuga dopo il delitto, lo ammanettano davanti alle telecamere, lo rinchiudono in carcere, lo dipingono come un orribile mostro, compatiscono la moglie che si schiera dalla sua parte, gli rivolgono accuse per circa 70 anni di prigione complessivi, fissano per il suo rilascio una cauzione altissima (che lui paga), lo mettono ai domiciliari con il bracciale elettronico, lo costringono di fatto a dimettersi dalla carica di presidente del Fondo Monetario Internazionale (dopo Obama è l'uomo più potente del mondo) e compromettono la sua corsa all'Eliseo, con Sarkozy felice come una pasqua.
Adesso d'improvvisano lo liberano, via il collare, esci pure di casa, rieccoti la mega cauzione e tante scuse, puoi girare dove ti pare per tutti gli Stati Uniti (ma ancora non espatriare), la cameriera che ti sei fatto (perchè sul fatto che il rapporto ci sia stato son tutti d'accordo) ha detto un sacco di balle, è pure coinvolta in brutti giochi di droga e di soldi, conosce un bel po' di feccia, inoltre prima di denunciare lo stupro ha continuato a pulire altre stanze (eh bè) e quindi tutto è cambiato nella "sostanza". Ancora non cadono le accuse penali, eh no, ma, insomma, sei messo molto meglio di prima, prenota pure lo champagne.
Sono tutti matti, giudici, giornalisti e compagnia bella?
Facciamo un po' di chiarezza. L'accusa di stupro da parte di Ophelia ancora c'è. Certo che il fatto di essere una signora nessuno, di avere raccontato alcune balle sul suo passato, di avere amicizie pessime e troppi soldi sospetti sul suo conto gli gioca contro e ne mina (direi abbastanza comprensibilmente) la credibilità: hanno cosi' buon gioco i mega avvocati strapagati di Strauss-Kahn nel mettere all'angolo l'accusatrice dopo averle fatto le pulci al fine di screditarne la deposizione. E' così che accade in America, chi può pagare gli avvocati più forti ha più chances.
Il fatto di essere nera, sconosciuta, cameriera, coinvolta in loschi traffici, di avere mentito alcune volte sul suo passato, di aver mentito durante la deposizione su alcuni dettagli e di aver effettuato discorsi sospetti al telefono dopo il fattaccio con un tipo che risulta averle versato centomila dollari sul suo conto in passato, ovviamente la rende meno credibile di quanto non lo fosse alcune settimane fa. Si è dunque trattato di un complotto internazionale (ordito da chi ha in odio la Grecia o ama la Francia) o stupro ci fu? Ho l'impressione che non lo sapremo mai.
Conclusione: se lo stupro non c'è stato, massima vergogna su Ophelia (punitela come merita) e viva la giustizia americana e viva Strauss-Kahn (che non mi sta simpatico però, ma questo non c'entra). Ma se c'è stato davvero, questo stupro del potente ai danni dell'infima cameriera, col cavolo che ora quella poveretta, violentata, data in pasto ai media esattamente come lo Strauss-Kahn (ma della sua privacy nessuno si è preoccupato, al contrario di quella del presidente) malata, magari pure delinquentella e bugiarda, col cavolo, dicevo, che riuscirà a provarlo e ad avere giustizia. In fin dei conti anche se fosse povera, delinquente e bugiarda, sarebbe sempre vittima di uno stupro esattamente come se fosse ricca, sincera e onesta: ma se non salteranno fuori altre prove oltre alla sua testimonianza, di fatto la sua accusa perderà di valore fino a sfiorare lo zero assoluto col risultato di ricacciarla all'inferno salvando in tromba il Kahn.
Così va il mondo, è bene ricordarlo.
Ma cos'è, poi, la "verità"?

Segnalo l'intervista a Erica Jong: http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_03/farkas_erica-jong-vecchio-copione-donna-vittima-imputata_c9988680-a54b-11e0-980c-35d723c25df8.shtml

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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