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sabato 27 agosto 2016

Anche i morti fanno Pil, comunque

Leggo di Fico (vigilanza) incazzato come una biscia perchè Vespa e i suoi ospiti hanno detto in diretta che il terremoto fa crescere il PIL. Da notare che Vespa è quello, limitandoci ai casi recenti, dei Casamonica e del figlio di Riina. Reazioni immediate da parte di Vespa e di tanti altri che negano, accusano di aver estrapolato frasi, di aver stravolto il senso del discorso, e poi alla fine Vespa dice che è vero quel che ha detto, e cioè che la ricostruzione fa crescere l'economia.
Infatti nessuno nega che sia così, ma dirlo, e in quel modo, e in quel contesto, è di gusto pessimo. Che poi a dirlo sia uno dei più celebrati (non da me) giornalisti italiani e da un ministro, dà la misura del disgusto.
Anche la precedente boutade del Vespa sull'industriale friulano "felice" perché la sua fabbrica è crollata mi ha fatto cadere l'apparato riproduttivo sul ginocchio, l'ho preso al volo.
Allora potremmo anche dire che più morti ci sono più aumenta il fatturato delle pompe funebri, non è forse vero?
Sono frasi incredibili e inescusabili. Pronunciate non da due imbecilli brilli al bar ma da Vespa e Del Rio, e adesso difese da legioni di servi sciocchi.

Non volevo crederci. ho verificato.

Resoconto testuale:

(parlando di terremoto, mappa sismica, ricostruzione)

VESPA
...Ingegnere, fra l'altro questa sarebbe una bella botta di ripresa per l'economia, perché pensi l'edilizia che cosa non potrebbe fare, insomma, cioè, una cosa virtuosa...

DEL RIO
...beh adesso L'Aquila è il più grande cantiere d'Europa, di fatto, e anche l'Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà Pil... (subito avevo capito "gola" invece pare sia pil)

VESPA
.. ci lavora un sacco di gente...


Video:

https://www.youtube.com/watch?v=SQRW04CyVyM

L'idiozia di chi difende 'sta roba fa PIL? E il disgusto?



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Orgogliosi di cosa, esattamente?

Siamo orgogliosi di essere Italiani, perchè quando c'e' una tragedia accorriamo tutti e ci diamo da fare, e chi non si reca sui luoghi colpiti devolve denaro, invia cibo e vestiti, organizza raccolte fondi. Viva l'Italia, questo popolo di santi, poeti e navigatori, sempre pronto ad aiutare il prossimo in caso di bisogno.
Mi risulta che non siamo i soli a farlo, comunque. La solidarietà non è nata in Italia; tanto per fare un esempio mi pare che se ne veda ben poca nei confronti dei disperati che sbarcano sulle nostre coste.
Non vedo nemmeno tanta solidarietà nei confronti di chi cade a terra nella corsa ad ostacoli di questa vita organizzata secondo i freddi canoni di un capitalismo maturo, o di chi viene discriminato per bazzecole quali il colore della pelle o il sesso del suo compagno di vita.
La stessa Chiesa di Roma, così affranta per il recente sisma, vive nell'oro, tiene bordone ad impostori e pedofili e propugna ogni giorno idee inumane e inzuppate del peggior bigottismo.
Sono poi italiani, se non erro, anche quelli che non pagano le tasse o fregano lo Stato (e quindi fregano tutti noi, il "prossimo") in ogni modo possibile; quelli che fanno gli sciacalli fra le rovine; quelli che vanno là solo per curiosare e farsi un selfie; quelli che ci hanno governato per decenni senza fare nulla di nulla al fine di evitare disgrazie simili (in un paese civile un sisma del 6 non provoca morti, di solito); quelli che pensano e dicono che tutto questo è un castigo di Dio per i nostri peccati; quelli che costruiscono le case con la sabbia o che tirano su case antisimiche che due anni dopo crollano; quelli che costruiscono new town che pochi anno dopo sono inagibili; quelli che si rifiutano di applicare le leggi dello Stato perché obiettori e così facendo pregiudicano i sacrosanti diritti di inermi cittadini; quelli che intrallazzano, corrompono e rubano; quelli che ridono la notte alla notizia di un altro terremoto; quelli che ogni giorno, sul lavoro come a casa, si comportano in modo razzista e omofobo; quelli che col microfono o con la penna in mano si comportano peggio degli sciacalli; quelli che stuprano la Costituzione spacciandola per riforma essenziale ma non si occupano della normale amministrazione di un paese alla deriva; quelli che una volta preso il potere hanno come unico scopo quello di non perderlo.
Eviterei dunque queste eccessive esaltazioni per il nostro gran cuore, non siamo certo i migliori quanto a spirito di solidarietà, e siamo fra i peggiori quanto a senso civico. Diamo il meglio di noi stessi quando le cose vanno male? Può essere, anche se si tratta di una reazione piuttosto comune. Il punto è che qui le cose vanno peggio che altrove, è la colpa è solo nostra. Il terremoto non è colpa di Dio, o dei Fantastici Quattro, è un fenomeno naturale, terribile certo, ma reso ancor più terribile dalla immensa stupidità e dall'insanabile egoismo della ignobile razza che infesta questo pianetucolo perso nello spazio, che è causa del suo mal.
E chi viola le leggi, calpesta l'ambiente, mette a rischio vite umane in nome del dio quattrino, non è peggiore di chi dovrebbe ben legiferare e non lo fa, di chi dovrebbe ben vigilare e non lo fa.
Scaviamo, aiutiamo, ma evitiamo autocelebrazioni inopportune. Mi aspetto ricostruzioni celeri, trasparenti ed efficaci, non i soliti pastrocchi di costruttori assassini benevolmente blanditi da uno Stato complice. Mi aspetto investimenti in prevenzione, non in F-35. Mi aspetto politici che operino per il bene delle generazioni future, non per acchiappare i facili voti di quelle attuali (es: 80 euro). Mi aspetto fatti e non parole. Mi aspetto case antisismiche e non TAV o ponti sullo stretto, opere idiote sponsorizzate da farabutti e idioti. Perchè un popolo che tutto l'anno si comporta male e che elegge o sopporta buffoni ai posti di comando, e poi scende in piazza con le maniche rimboccate solo quando il mondo è crollato, non sono poi così sicuro che meriti il nostro rispetto e le nostre vacue e vanagloriose celebrazioni. All'estero lo sanno che siamo dei cazzari, non illudetevi. Appare chiaro a tutti, là fuori, e qui dentro a coloro i quali hanno conservato un minimo di lucidità e di civiltà.

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sabato 20 agosto 2016

La prossima sarà l'estate del burkini

Le donne devono essere libere di scegliere se indossare il burkini o no, indipendentemente che lo scelgano per costrizione maschile o, come molte fanno, per aderenza a principi religiosi: ribadito che a me sembrano entrambe le ragioni risibili. Lo Stato non può proibire il burkini, Valls ha preso una decisione immensamente stupida: così facendo rinfocola le tensioni, accresce le discriminazioni e le separazioni culturali e, banalmente, impedisce a molte donne di andare al mare...
Opportunamente oggi Travaglio pubblica una foto che dimostra come i suoi parenti di inizio secolo indossassero al mare i burkini senza saperlo.
Io prevedo comunque che l'anno prossimo molte occidentali sceglieranno il burkini, per ragioni di moda. Lo ha inventato una musulmana, l'anno prossimo potrebbe sfondare.
Io allora non posso andare al mare vestito di tutto punto o sì? Un Hare Krishna cosa può fare?
Fra l'altro la religione cattolica proibirebbe il sesso fuori dal matrimonio (uso il condizionale perchè mi vien da ridere): come mai Valls non salta su a dire che questa costrizione è illiberale e obbliga parecchie persone a contenersi contro la loro volontà?
E cosa diciamo dei mariti che sono contrari a che la moglie metta il due pezzi o si trucchi troppo? Anche questa è costrizione... facciamo una legge che metta fuorilegge il costume intero e il trucco blando? E i padri che non vogliono che le figlie si vestano con la mini?
Da qualunque punto di vista la vedi, è una scelta immensamente stupida. Come ha fatto notare Padellaro (se non erro), ci sarebbe voluto più rigore nel controllo dei tir di gelati (sic) parcheggiati per 9 ore in zona vietata a Nizza (...), altro che divieto di andare al mare troppo vestiti! Nel frattempo i bimbi in Siria muoiono come mosche, ma l'Europa fa il suo: vieta il burkini, che non si dica che noi stiamo con le mani in mano di fronte alle tragedie del mondo.

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martedì 16 agosto 2016

Dal burkini al mercato dei voti

Io questa storia del divieto del burkini sulle spiagge non la capisco.
E se non la capisco io che considero qualsiasi religione come una iattura, è tutto dire.
In altre parole: se vado al mare io con un rosario in mano, la Bibbia nell'altro e una croce d'oro enorme al collo, violo qualche legge? Perché il sindaco di Cannes, o meglio il provvedimento, dice: "L'abbigliamento da spiaggia che manifesta ostentatamente la propria appartenenza religiosa, in un momento in cui la Francia e i luoghi di culto sono oggetto di attacchi terroristici, può portare al rischio di turbamento dell'ordine pubblico".
Ma dico io: se ci siamo abituati (e bene, direi...) a orde di femmine che in riva al mare fanno vedere culi e tette con gran generosità, cosa vuoi che sia se una donna si veste un po' più morigeratamente... Per non parlare delle pance da gravidanza isterica multigemellare di molti uomini.
Poi vorrei sapere chi ha detto che il burkini è "simbolo d'estremismo islamico". Mah!
Stessa cosa per il velo: ma se ti sei abituato ai calzoncini corti (anche delle tredicenni oh yeah) che fanno vedere mezzo sedere (a proposito: continuate così, siete un po' ridicole, ma vi si guarda con piacere dopotutto, dico alle maggiorenni eh: le altre han genitori minorati, che vuoi fare?), perchè ti urta il velo?
Posso capire certi discorsi solo laddove sia impedito il riconoscimento della persona (tipo niqab ): ma questo è già vietato a tutti, da sempre non si può uscire di casa a volto coperto (anche se qualcuno farebbe meglio a coprirselo), anche a Carnevale in teoria (poi si sa come vanno certe cose in Italia).
E tutto questo lo dice uno che sarebbe per impedire qualsiasi manifestazione esteriore della religiosità (esempio: velo, sì, ma anche crocifisso in aula e simili), che è e deve restare un fatto privato (per me spiacevole, ma questo è un altro discorso, eh eh). La laicità come unica soluzione logica e unico rimedio ai fanatismi.
La solita vecchia logica: se sei cattolico non usare il preservativo, ma non fare una legge che ne impedisca la vendita a un prezzo ragionevole (che c'entrano gli altri con le tue idee?); se sei vegano rosicchia un cardo ma non mi stressare le pallette se addento un abbacchio; se sei del pd usa la Costituzione per accenderti il sigaro ma non mi sconciare quella di tutti a colpi di maggioranza risicata e ricatti e riccattucci e voti comprati qua e là al mercatino. Comprati in senso buono eh: si chiama ripensamento, io mi faccio eleggere dal Partito Rosso poi passo a quello Verde e il giorno dopo voto i provvedimenti di quello Blu, ma son sempre fedele a quello Rosso, anzi guarda: ci ritorno oggi!

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Ciao social

Mi fanno sempre tenerezza quelli che prendon su e si cancellano da un social perché un altro o molti altri lo prendono a secchiate, a torto o a ragione.
L'ultimo caso è quello del Bieber, ma penso a tanti, celebri e signornessuno.
Mi fanno tenerezza perché se non sai navigare non prendere il largo, a mare piatto siam tutti bravi, si alza il vento e vai in paranoia.
Chiudere l'account è un po' stupido: al massimo non rispondere, lascia sfogare, rispondi a tutti con due righe, tanto se un decerebrato (ehi! là fuori pullulano) scrive una cosaccia il responsabile resta il decerebrato medesimo.
Se poi sei una celebrità, non ti capisco per niente: nemmeno ti do quelle attenuanti che potrei riconoscere allo sconosciuto poco avezzo alle chiacchere 2.0.
E' risaputo che se ti prendono di mira possono metterti in difficoltà, come nella vita: si chiama bullismo, ma la traduzione più fedele sarebbe idiota vigliaccheria (chi attacca in gruppo è per prima cosa un vigliacco). Poi in genere non hanno argomenti, solo offese, e hanno pure torto: le peggio robe della vita che battono le zampe su una tastiera.
Oggi tutti hanno uno smartphone (telefono intelligente, il telefono però, non loro) e tutti hanno facebook, twitter, whatsapp, tinder, messenger, etc. Un po' come se tutti avessero un elicottero: avremmo cento stragi all'ora.
Il web è democrazia, ma è anche un formidabile veicolo dell'idiozia e della violenza. Non ha senso demonizzarlo, è uno strumento. Come un coltello: io lo uso per tagliare la fettina, un altro per informarci ad alta voce che il suo dio sarebbe grande: ma la colpa non è del coltello.
Infatti io non incolpo l'era dell'internet, dico solo che potenzia ed enfatizza gli scemi, tutto qui.

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domenica 14 agosto 2016

Sul suicidio, sempre più di moda

Va molto di moda il suicidio e ancor di più l'omicidio-suicidio. Non posso giudicare il caso singolo, non ho elementi. Non sono contro il suicidio, da un punto di vista teorico, e so bene che quello che porta un essere umano a uccidersi è spesso così complesso e insondabile da non poter essere liquidato con due frasi sciocche e banali. Rispettiamo le scelte altrui anche quando ci paiono incomprensibili. Ma c'e' un ma: per essere rispettate devono essere rispettabili.
In generale, mi stupisco infatti di come faccia una persona a uccidersi e uccidere, sapendo per esempio che così facendo lascia solo al mondo suo figlio. E' come tradire un impegno che hai preso. Escludo ovviamente i casi di malattia mentale, rari ma in grado di giustificare anche atti assurdi.
Se non hai figli, se pensi che tua moglie e i tuoi genitori o amici non soffriranno più di tanto per la tua scomparsa, o se proprio non hai moglie o genitori, se non hai in piedi attività che se improvvisamente private della tua presenza fallirebbero causando danni ad altre persone, e se davvero ritieni che ucciderti sia la soluzione alla tue sofferenze, ok: in caso contrario il suicidio è un atto scorretto.
E purtroppo quello che va sempre più di moda è l'omicidio del coniuge unito al tuo suicidio col figlio che resta solo al mondo; o il tuo suicidio con moglie e figli che ti sopravvivono.
Pochi capiscono che fare un figlio, sebbene possa essere un infortunio (si fa per dire) e non una scelta, è un impegno umano di importanza capitale che devi onorare sino all'ultimo, anche col mare in tempesta (col mare piatto siam tutti marinai provetti, no?).
Ecco quindi quello che non approvo: il suicidio-omicidio perché è comunque un omicidio, e il suicidio in sé quando, motivato o no, è frutto di egoismo.
Chi ha un legame non è più padrone della sua vita, non può disporne come chi è libero.
D'altra parte nessun dottore ordine di sposarsi o di mettere al mondo un bambino, che io sappia.
E' un egoismo figlio dei tempi, della disperazione e della chiusura di questi tempi bui, in cui la paura dell'altro è alta e così l'incertezza del futuro, in cui le disuguaglianze sociali ed economiche ti mettono all'angolo della vita. Siamo una società solo sulla carta, in realtà non c'e' solidarietà, condivisione, unità di intenti, c'e' ingiustizia e violenza, egoismo e intolleranza, paura, povertà e disperazione. Siamo un insieme di persone, non "facciamo" società. Siamo mele in un cesto, ma non siamo un cesto di frutta. Uno si sente abbandonato, e lo è.
Questo non giustifica l'estremo egoismo di chi abbandona un figlio, può solo contribuire a spiegarlo. Alla fine, chi è genitore e abdica dimostra di essere indegno del compito che si è assunto.
Avere un figlio (o una moglie, una madre, ma soprattutto un figlio, non c'e' paragone) è incompatibile col suicidio, qualsiasi cosa ti accada. Spiace che molti non sentano questo nel loro cuore insensibile (fare un figlio non vuol dire essere persone sensibili o valide) e vieppiù indurito da un'esistenza che può anche diventare insopportabile.

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Crimea, Putin scalda i motori

Putin ha voglia di menare le mani, d'altra parte chi ha tante armi da parte ogni tanto deve usarle, è normale, un esercito si intristisce se fa sempre esercitazioni, e le armi invecchiano, e non hanno mai verifiche sul campo. La guerra invece rivitalizza un paese, rinfocola l'orgoglio nazionale, stimola l'economia e nel caso in cui si concluda con la conquista di un territorio offre nuove possibilità di sviluppo. Il leader che mostra i muscoli vede rinsaldata la sua leadership e incrementato il suo consenso, il paese dimentica i problemi interni di crescita economica insoddisfacente e forte disuguaglianza sociale e si compatta per far fronte al nemico esterno che qualcuno si è inventato. La guerra è un toccasana, tranne che per quelli che partono in divisa e tornano in un sacco nero. La stessa logica sta dietro le cosiddette missioni di pace che sono in realtà illegittime ingerenze in un paese straniero effettuate al solo scopo di difendere interessi economici anche a scapito di vite umane. L'uomo ha sete di sangue, solo che adesso le chiama missioni di pace.

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Lode all'idiota

Domani è Ferragosto, gli idioti dei gavettoni avranno il loro giorno di gloria. Questa ricorrenza mi spinge a riflettere sul fatto che questa è senza dubbio l'epoca degli idioti: davvero non saprei quale altra epoca potrebbe essere migliore per nascere, per un idiota. Occupano posti di responsabilità, decidono della tua via, guadagnano bene, hanno successo sui social: una pacchia. Alcuni governano addirittura o si candidano ad elezioni presidenziali!
Un tempo l'idiozia era un limite, adesso un atout; un tempo definiva le tue possibilità, oggi le potenzia; un tempo era benevolmente compatita, oggi è celebrata.
Nascevi un po' idiota, eri lo scemo del villaggio; oggi lo nasci ma soprattutto lo diventi coltivando per bene l'idiozia e sei il villaggio.
Se sono uomini e li chiami idioti, pare che tu sia invidioso perché loro guadagnano dai 200mila l'anno in su e abbronzati e tiratissimi si godono l'estate fra happy hour e donne facili mentre tu vestito da straccione fai la spesa al supermarket; se sono donne e osi criticarne l'idiozia sei un maiale sessista; se sono neri e idioti sei razzista.
Secondo me invece son proprio loro che sono idioti, ma io non sono un medico, potrei sbagliarmi eh.
Lo vedi da come parlano, da cosa scrivono, da come guidano, da cosa pensano: li riconosci subito. Sono idioti che ce l'hanno fatta: quindi occorre complimentarsi, se si vuol essere sportivi. Ce l'hanno fatta non a diventare normali, no: a far prevalere il loro brand in un epoca con scarsi punti di riferimento e farne così il loro habitat.
Sono molto più pericolosi dei cattivi, che pure non scherzano in questa fase, perché a differenza dei cattivi sono imprevedibili.
Sono l'esempio da seguire, quelli che ce l'hanno fatta e se ce l'hanno fatta loro voglio farcela anch'io che penso di essere abbastanza idiota dopotutto (o forse no? ahimè che sciagura non esserlo), altro che fare il pompiere.
Hanno ragione loro, sono in maggioranza, e comandano: lode a chi ce l'ha fatta a peggiorare la società invece che a migliorare se stesso.
I nostri figli rischiano fortemente di emularne le gesta; l'educazione familiare, quella scolastica e quella diffusa tramite i media sono fatte apposta per formarne nuove leve.
Il mondo non perirà, ha un futuro. Idiota, ma ce l'ha. Chissà, forse val la pena provare, al limite rovineremo ridendo dell'idiozia che ci circonda, sempre meglio che rovinare colmi di tristezza.

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sabato 13 agosto 2016

Ancora sui padroni di cani, ahimé

In questo periodo leggo di tanti casi di cani che azzannano bimbi.
A me non interessa sapere se il bimbo ha fatto qualcosa o no (nell'ultimo caso per esempio par proprio di no).
Noto che nessuno si indigna.
Parliamo di cani che ti assaltano con ferocia e spesso senza ragionevole motivo, che ti prendono alla
testa, alla gola, alla bocca, sull'occhio, che ti mandano al creatore o ti sconciano orrendamente. Spesso le vittime sono bambini.
Ma i cani godono di un buon ufficio marketing presso la specie umana: quella che sarebbe dovuta restare una sana alleanza tra l'essere umano e un animale fedele, intelligente e servizievole (come quella coll'asino, col cavallo o con la mucca, molto più utili fra l'altro) è diventata una patologia.
Cani di media stazza in 70 mq, spese folli per cibo, veterinari, etc, maleducazione nell'imporre ad altri il proprio animale (avere un cane non è un diritto e comunque non deve arrecare disturbo a nessuno).
Persone che sono incapaci di badare a se stesse e che hanno un cane. Persone che non sono in grado di badare a un figlio e che hanno un cane. Persone che lo prendono e poi si stufano, e lo abbandonano, o lo trattano male (non farlo passeggiare abbastanza o tirarlo per il collo quando fa il giretto e vuole annusare ovunque è maltrattarlo).
Nella città in cui vivo per esempio non esiste in centro un parco per bimbi propriamente detto, con due giochini etc. ma solo una piazza "adibita" a zona bimbi (l'area prevista è comunque invasa da cani anche liberi).
Per il resto solo asfalto.
Ma esiste un'area sgambatura cani: follia.
Ma il guinzaglio? E soprattutto la museruola???
Io sono contrario ad avere cani con bimbi, ma è una mia opinione. Ho valutato i vantaggi (molti) e gli svantaggi (forse di meno, ma pesanti): e ho deciso per il no.
E' indubbio che un cane è imprevedibile, come e più di un uomo. Questo nessuno puo' negarlo.
E' un animale. Uno di quelli che mi piacciono di più, dopo la mucca.
Caruccio, fedele. Lo abbiamo addomesticato. Ma resta un animale. Il cui habitat non è un appartamento.
E che non può ruzzolarsi tutto il giorno a terra con neonati o bambini: la situazione è per definizione rischiosa.
Avere un cane senza un giardino è sempre, ripeto: sempre una forzatura.
Spessissimo si incontrano cani senza padrone che girano per la città. Spesso col padrone ma senza guinzaglio. Museruola? Ahahaha.
Marciapiedi zeppi di deiezioni, muri, pali e pneumatici bagnati.
Le frasi ma è buono, non farebbe male a una mosca, non ha mai fatto male a nessuno sono frasi idiote: un cane non fa male a nessuno finché non lo fa. Come tutti. E lo dice uno che metteva la mano in bocca a un cane, non mio: mi fidavo, ma decidevo io di fidarmi, non lo decidevate voi! Non ditele certe frasi, fate pena.
Se tu hai un cane non devo calpestare il suo regalino, io; non devo essere costretto a prendere in braccio mia figlia, io; non devo temere per la sua incolumità, io. Non mi devi scassare le cosiddette perché tu hai un cane. Perché allora io prendo una tigre e poi la porto in centro (col guinzaglio eh): è buona, non ha (ancora) sbranato nessuno. Oppure compro un gallo che alle 5 tutte le mattine ti impedisce il sonno. O mi doto di un termitaio.
Ci vuole rispetto.
E l'amore per gli animali non deve diventare né patologia né mancanza di rispetto per gli esseri umani, che vengono sempre prima degli animali, e chi non la pensa così ha seri problemi.
Fra l'altro se il tuo cane fa del male a un terzo, spero tu sia assicurato. E in ogni caso ti si apre un tunnel di cause, risarcimenti e spese che nemmeno ti immagini: pensaci bene prima di non usare guinzaglio e museruola, rovini qualcuno e ti rovini da solo.

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Sassuolo - Stella Rossa

Sassuolo - Stella Rossa del 18.8, invito ai negozianti della zona a tener chiusi gli esercizi a causa dell'arrivo di 1000 tifosi serbi, probabile ordinanza anti-alcol, città blindata etc.
Classiche domande:
1) è giusto che paghi la collettività per blindare una partita di calcio (che dovrebbe essere una festa di pace e fratellanza)?
2) non sarebbe stato meglio non far venire i serbi?
Risposte
1) sì, perchè se allo stadio trovi avanzi di galera la colpa è di chi fa le leggi, quindi dello stato: la violenza negli stadi è eliminabile, solo occorre volerlo... I delinquenti son sempre quelli, basterebbe stroncarli, non blandirli come si fa ora. Adesso la risposta è punti di penalità alla squadra i cui pseudo tifosi matteggiano, la risposta intelligente sarebbe chi matteggia vada a marcire in fondo a una cella, facile no? E gli stadi tornerebbero a essere oasi di pace e amore, al limite con qualche sfottò e qualche sano vaffanculo.
2) No, sarebbe come chiudere le autostrade perché ci muoiono persone: occorre sbriciolare chi viola il codice della strada, anche qui la soluzione sarebbe semplice, ma non la si vuole.

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domenica 7 agosto 2016

Poligamia come diritto civile

Il fondatore dell'Ucoii pone un'interessante questione.

Riporto, da repubblica.it:

"Se è solo una questione di diritti civili, ebbene la poligamia è un diritto civile". Lo scrive sulla sua pagina Facebook Hamza Roberto Piccardo, fondatore dell'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche italiane, postando una foto del sindaco Giuseppe Sala a Palazzo Reale insieme con una delle prime coppie unite civilmente a Milano. Sopra l'immagine, il commento di Piccardo: "Anche la poligamia è un diritto civile".
Il post ha aperto una lunga discussione sulla pagina del social network, nella quale Piccardo spiega in altri post che "noi chiediamo la poligamia secondo la Rivelazione e tradizione. Le forme diverse non ci riguardano". E ancora: "Io e milioni di persone non condividiamo la relazione omosex e tuttavia essa è lecita e ne rispettiamo gli attori. I soggetti interessati sono comunque una minoranza, come lo sarebbero i poligami. L'intera società può accettarli tutti".

Lo so, sette persone su dieci risponderebbero "sei in Italia, ti devi adeguare alle nostre usanze e leggi, vattene a casa tua, etc." E due non sono sicuramente arrivate a leggere fino a questo punto il mio post. Ne resta una, provo a ragionare con questa (sfida possibile) e a cercare di convincere le altre sette (difficile impresa).

Il discorso secondo il quale se vai in un paese X devi rispettare le sue leggi mi piace. E anche le usanze. Questo non vuol dire che tu non possa mantenere anche le tue, ci mancherebbe. In pratica: puoi non bere alcolici, ma non puoi incavolarti se io mi sbronzo. Si chiama convivenza (e anche alcolismo, magari:-) Se però una tua usanza è quella di uccidere un gatto sul terrazzo ogni venerdì, te lo scordi. Quindi le tue usanze sì ma non devono andar contro le nostre leggi.
Detta così, se ne dedurrebbe che ti puoi scordare la poligamia (in Italia è reato). Però le leggi possono anche essere cambiate; possono essere ingiuste. Esempio: le leggi razziali. O quella che definisce il reato (sic) di clandestinità.

Io la chiudo qui ma il tema andrebbe dibattutto a lungo, non è banale come menti banali potrebbero giudicarlo (se vuoi più mogli resta nel tuo paese).
Il punto è: perchè non permettere la poligamia, se regolata? Se un uomo, per esempio, decide (è così pazzo da decidere di) sposare due donne, e ne assume gli impegni relativi (quelli del normale matrimonio civile omo o etero), e le due donne lo sanno (meglio precisarlo) e sono d'accordo, e non vi è coercizione, dove sta il problema? Figli tutelati, etc. Tanto più che la poligamia interesserebbe una minoranza.

Naturalmente, per uguaglianza, dovrebbe trattarsi non solo di poliginia: e qui non so se all'Ucoii andrebbe bene. In pratica il diritto dovrebbe essere riconosciuto a tutti, anche alle donne... e regolato in una qualche misura dato che per natura tende ad aumentare un po' il disordine sociale, nel senso non di mancanza di ordine ma nel senso di maggiore intreccio di relazioni.

Ripeto, occorre parlarne. La richiesta pare assurda, buttata lì così. Ma forse del tutto assurda non è. La democrazia, la laicità, la libertà sono esercizi bellissimi ma complicatissimi.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/08/06/news/unioni_civili_milano_poligamia-145477509/?ref=HREC1-4


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sabato 6 agosto 2016

Non siamo soli, in compenso siamo idioti

Da quando mi hanno staccato il cordone ombelicale (forse anche prima) sono intimamente convinto dell'esistenza di altre forme di vita nell'universo. Molte altre forme di vita, anche estremamente diverse, al punto da dover rivedere il concetto di forme di vita. Non parlerei nemmeno di convinzione: scientificamente potremmo definirla certezza, visti i numeri in gioco. Diciamo che è immensamente irragionevole presupporre di essere soli nell'universo.
Questo video aiuta a capire come il nostro immenso pianeta sia meno grande di un pulviscolo quasi invisibile di polvere in una stanza di 20 metri quadri.
http://video.corriere.it/ecco-quanto-siamo-piccoli-rispetto-all-universo/92fa7e58-5a9a-11e6-bfed-33aa6b5e1635
Quello che mi ha sempre fatto ridere è che milioni di persone credono in divinità che non esistono, delle quali non si ha la minima prova né la minima ragione statistica che possa giustificare in qualche modo la loro esistenza (del resto, sono tante e così diverse le divinità che abbiamo creato che o l'universo ne è pieno come le Poste il primo del mese oppure tutte le cosiddette religioni tranne una hanno preso granchi colossali; oppure ancora, tutte hanno preso granchi colossali). Non facciamo la minima fatica a credere in un dio che dovrebbe spiegare l'origine del mondo e tutto quello che di bello e brutto accade nelle nostre vite (e laddove non sia chiara la spiegazione, la ragione è che l'uomo non è in grado di conoscere il disegno imperscrutabile del creatore) e invece neghiamo con arrogante leggerezza la possibilità di non essere soli.
Rassegnatevi, non siamo soli. Il che non vuol dire che il disco volante avvistato dal fanatico o dallo sbronzo di turno sia sempre tale, né che prima o poi incontreremo qualcuna di queste forme di vita diverse.
Rassegnatevi, contiamo meno di zero. I vostri problemi fanno già ridere qua sulla terra, appena ti allontani di un po' fanno scompisciare da tanto sono irrilevanti nel quadro complessivo.
Continuate pure a discettare di inferno e paradiso, peccato e virtù, castità e omosessualità, ortodossia ed eresia: un modo di passare il tempo come un altro.
Continuate ad uccidervi come animali fra di voi, ad inseguire successo e denaro, a desiderare tutto quello che non avete.
Una sola notte ci aspetta, e avremmo buttato nel casso anche questa misera, corta e insignificante vita, invece di provarne a ricavare qualcosa di infinitamente piccolo ma buono.
Non siamo soli, è certo. Siamo gli idioti dell'universo, è altrettanto certo.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

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mercoledì 3 agosto 2016

Vuoi vedere il mio profilo su Facebook?

Al supermarket due giovincelli leticano col cassiere: vogliono acquistare alcolici ma non hanno documenti da mostrare. A occhio possono essere maggiorenni come no. Evidentemente si tratta degli unici due minorenni che non hanno trovato un amico maggiorenne da mandare ad acquistare due vodke al posto loro. Il cassiere non ci sente, non vuol prendersi responsabilità. Mi pare una posizione condivisibile: l'alcol non è la pasta, puoi farne a meno, hai tutta la vita davanti per ubriacarti. Insistono, alzando un po' la voce (la guardia giurata osserva da lontano; i colleghi del cassiere si scambiano occhiate; io ripongo la spesa nei sacchetti e guardo di squincio). Dicono: ma il tuo collega l'altra volta ci ha fatto passare. Ribadiscono: siamo maggiorenni! E poi portano la prova regina: se vuoi ti faccio vedere (dicono, rivolti al cassiere) il mio profilo su facebook (...). Poi sono usciti brontolando assai
Lo sapevate che sono Napoleone, vero? Vi faccio vedere il mio Facebook, se non ci credete.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

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