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lunedì 26 novembre 2012

Il senso di una fine, Julian Barnes

Il senso di una fine è una riflessione sul tempo, sulla percezione che ne abbiamo. Su come "costruiamo" il nostro ricordo e su come raccontiamo la nostra vita a noi stessi e agli altri, facendone una narrazione - una delle tante possibili. Omaggiando Frank Kermode e il suo Il senso della fine, richiamando Ricoeur e la sua opera Tempo e racconto, Barnes analizza in un romanzo avvincente e raffinato il senso che diamo al tempo e alla fine, che ci impone di dare un significato alla vita vissuta. Un senso e una forma che sia narrabile. Un intreccio coerente che renda umano il tempo che, nonostante tutto, al di là di noi, fluisce e passa inquieto. (fonte: http://www.wuz.it/recensione-libro/7000/senso-fine-julian-barnes-man-booker-prize-2011.html)
Julian Barnes - Il senso di una fine
Titolo originale: The Sense of an Ending
Traduzione di Susanna Basso
150 pagg. Edizioni Einaudi 2012

Un capolavoro, o quasi un capolavoro. Di certo un'opera formalmente quasi perfetta, scritta con grande maestria, ricca di pensieri stupendi. Un romanzo che non vorresti finisse mai e invece le 150 pagine finiscono presto. Una prima parte migliore della seconda, ma si tratta di preferire il platino all'oro. Forse un romanzo troppo breve, forse con un finale non all'altezza, lo concedo. Con una prima pagina da rileggere appena arrivati in fondo al romanzo. Anche se forse da rileggere e' tutto il romanzo, e subito dopo averlo finito. E infatti io l'ho riletto. Parla del tempo, del ricordo di quello che abbiamo vissuto, della discrepanza tra realtà e percezione della realtà, tra passato e ricordo del passato. Della vita di ciascuno di noi, del senso della vita, del senso di ogni storia, di ogni cosa che ci capita, di ogni inizio e di ogni fine. Una storia venata di amara ironia, di pacato e rassegnato disincanto, di tristezza. Una collezione di frasi che colpiscono al cuore e aprono la mente: ti fermi, le rileggi, poi vai avanti, ma lentamente, per non perdere nulla mentre cammini fra queste pagine costruite con grande talento. Un romanzo con i suoi difetti ma davvero di livello assoluto, fa venire una irrefrenabile voglia di Barnes proprio mentre gli altri suoi scritti sono quasi tutti introvabili o in ristampa da mesi. Un libro che crea dipendenza, anche se capire tutto, alla fine, non è facile, davvero no. Ancora adesso mi chiedo delle cose e non so bene cosa rispondermi. Anch'io non ci arrivo, come Tony. Dare un senso a tutto non è facile, letta l'ultima riga. Come non è facile farlo alla fine di una vita.

Ricordo in ordine sparso:
-un lucido interno polso;
-vapore che sale da un lavello umido dove qualcuno ha gettato ridendo una padella rovente;
-fiotti di sperma che girano dentro uno scarico prima di farsi inghiottire per l’intera altezza di un edificio;
- un fiume che sfida ogni legge di natura, risalendo la corrente, rovistato onda per onda dalla luce di una decina di torce elettriche;
- un altro fiume, ampio e grigio, la cui direzione di flusso è resa ingannevole da un vento teso che ne arruffa la superficie;
- una vasca da bagno piena d’acqua ormai fredda da un pezzo, dietro una porta chiusa”.
L'ultima immagine non l'ho propriamente vista, ma quel che si finisce per ricordare non sempre corrisponde a ciò di cui siamo stati testimoni.
(incipit)

La storia è quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione. (pag. 18)

...il ricordo è ciò che pensavamo di aver dimenticato. (pag. 65)


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domenica 25 novembre 2012

E' alle secondarie che falliscono, in genere

Nei giorni in cui Napolitano si conferma un pessimo presidente affermando inesattezze su Monti e pretendendo, con l'ennesima invasione di campo, di decidere il prossimo premier e quali leggi debbano essere approvate, si tengono le primarie del centrosinistra, lodevole iniziativa di una coalizione abbastanza impresentabile e corresponsabile dello sfascio odierno. Io non voto alle primarie del centrosinistra perche' alle secondarie, se ci fossero oggi, non voterei PD o simili. Per lo stesso motivo mi asterro' dal prendere parte alla farsa delle primarie del centrodestra se mai si faranno (non si fanno da 20 anni, non vedo perche' il condannato plurindagato pluriprescritto dovrebbe consentirle ora: Angelino rassegnati). Prima di sapere chi vincera' dico il mio ordine di preferenza, premettendo che io non posso scegliere i candidati (se potessi i 4/5 non li avrei scelti) ma solo scegliere il migliore (meno dannoso) fra di loro: Vendola-Puppato-Tabacci-Bersani-Renzi. Sul primo ho pochi dubbi, sulla seconda qualche certezza, sul terzo piu' stima che affinita', sul quarto una pacata rassegnazione, il quinto e' un leader di centrodestra che rispetterei.

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lunedì 19 novembre 2012

Il gatto e la volpe

Juve ed Inter hanno francamente fracassato le palle. La Juve con la vaccata dei 30 scudetti: se avevate una scorta di medicinali pazzesca, peggio di una farmacia, e se i vostri dirigenti truccavano interi campionati che colpa ne abbiamo noi? E l'Inter con la sua presunta immacolatezza che neanche la vergine Maria, quando diverse ombre aleggiano su Palazzo Durini e il processo ai tempi di Calciopoli fu evitato per un soffio. Cari interisti, vi hanno danneggiato con la Juve e con il Cagliari? E' vero. Come hanno danneggiato noi a Parma, col Napoli, a Inter e a Roma. Ma che dire di quando invece vi hanno favorito con la Samp (rigore generoso, rosso generoso a Costa, terzo gol irregolare): dove eravate? Sentire Juve e Inter che si lamentano, quando invece spesso un arbitro, a causa dei condizionamenti psicologici generati da un sistema sbagliato, tende inconsciamente, diciamo, a non sfavorirle, e' davvero scocciante, per chi non ha, al contrario di questi due club piagnucoloni, santi in paradiso. Sentire Moratti furioso e Agnelli lunare dopo un po' stufa. Io non ricordo un errore arbitrale a mio favore, contro queste "grandi" squadre, da secoli. Per anni abbiamo assistito a campionati fasulli. Adesso assistiamo a piagnistei continui. Dateci un taglio. Se davvero voleste ripulire il secchio dal marcio, lottereste per: moviola in campo e riforma sistema arbitrale. Ma non lo fate perchè dopotutto conviene lasciare le cose come stanno. Perchè poi, la moviola e l'arbitro indipendente, ci sarebbero non solo per Inter-Juve, ma anche per Juve-Udinese e per Inter-Samp...

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domenica 18 novembre 2012

Che c'entri il buon Oswald?

I lacrimogeni di via Arenula in Roma non sono stati lanciati contro la folla dall'alto dalle finestre del Ministero di Grazia e Giustizia, ma si stratta di lanci effettuati dal basso che hanno rimbalzato contro la parete dell'edificio generando quindi la fallace impressione che bla bla bla..., ok, ok, ci credo. Ma il prossimo passo sara' dire che li ha lanciati Lee Harvey Oswald*...
Tuttavia la Severino dovrebbe spiegarci perche' la polizia si e' accanita 40 minuti contro una folla in fuga (fare una carica o respingere un tentativo di forzare un blocco non significa dare la caccia a manifestanti inermi per più di mezz'ora) o perche' un poliziotto brutalizzava un ragazzo a terra o un suo collega ne colpiva un altro di spalle o col manganello sulla testa...
Resta il fatto, come ho scritto più volte, che, mentre mi aspetto che ogni mille manifestanti incazzati ma civili ce ne siano due o tre che vogliono solo far casino o delinquere, e compito della polizia e' impedire che cio' avvenga e tutelare gli altri 997, non mi aspetto che un uomo in divisa, che rappresenta lo Stato, possa agire da delinquente o da belva (vedi G8). Rispondere pertanto, come ha fatto la Severino, che occorre guardare tutte le foto e non solo alcune, mi pare una stupidata immane.
Ricordo che questo governo di tecnici continua ad avere un unico pregio: essere migliore del precedente governo, e ho detto tutto.

* colui che avrebbe ucciso Kennedy...
** 70 o 300 idioti armati di sassi o cocci non possono oscurare 50.000 manifestanti pacifici e le loro sacrosante ragioni, a meno di non avere media di regime.



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domenica 11 novembre 2012

Obama, solo Obama

"Se sei disposto a lavorare duro, non importa chi tu sia, e dove tu sia nato, che tu sia uomo o donna, bianco o nero, ispanico, asiatico o nativo americano, giovane o vecchio, ricco o povero, abile o disabile, etero o omossessuale, riuscirai a farcela in questo paese e a vedere realizzato il tuo sogno.”
Obama qualche errore l'ha fatto. Per esempio ancora sta in Afghanistan. Tuttavia è il miglior presidente americano da quando sono nato. Pensa le cose giuste, è un tipo giusto; dopo quattro anni non ho cambiato idea. Se poi lo paragoniamo all'alternativa (Romney), be' sarei andato bene pure io nello Studio Ovale. Di Obama si può essere fieri anche quando lo si critica; di altri a volte basta una frase per chiedersi se una vita sara' loro sufficiente per vergognarsi.

If you’re willing to work hard, it doesn’t matter who you are or where you come from or what you look like or where you love. It doesn’t matter whether you’re black or white or Hispanic or Asian or Native American or young or old or rich or poor, able, disabled, gay or straight, you can make it here in America if you’re willing to try.

Questa è musica. Le parole e i pensieri non bastano, dite? Vero. Ma chi nemmeno ha quelli, di giuste, di certo non serve alla causa di questo umanità.

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lunedì 5 novembre 2012

Mi butto su Vespa

Julian Barnes. Il suo "Il senso di una fine" e' notevolissimo. Nasce la voglia di studiare "Amore, ecc", "Amore dieci anni dopo", "Una storia del mondo in 10 capitoli e 1/2"... Io se becco un filone lo percorro tutto in cerca di pepite. Ma siamo in quel meraviglioso paese che è l'Italia, avete presente quello stivale che affonda nel fango? Poca cosa, lo so, una questione di libri se pensiamo ai pazienti lasciati morire in ospedale, ai morti per mafia o ai politici marci e corrotti, ai premier cacciaballe coinvolti in decine di processi, ma sono tutte pennellate di un quadro osceno, tutte importanti per capire dove viviamo. Se vai in una libreria e chiedi i libri di Vespa, Volo o di qualunque altro autore contemporaneo famoso (talentuoso o no) trovi l'ultimo e i precedenti; se cerchi le cinquanta sfumature, le ricette della Parodi o la guida di Totti trovi pile di volumi a destra e sinistra; se chiedi Il sosia di Dostoevskij o Fuga nelle tenebre di Schnitzler ti guardano come si guarda un unicorno che pascolasse in centro, o come un potenziale rompiballe che non si accontenta di quel che c'e' sul banco. Lo devi ordinare, se è disponibile. Nel caso di Barnes tu chiami quattro o cinque librerie, poi vai su Ibs, Deastore, Bol, perchè pensi che se una libreria non ritiene conveniente ordinare Dostoevskj se non sul venduto un bookstore online non dovrebbe avere problemi e invece trovi una bella sfilza di "non ordinabile", "non disponibile", "non". Leggerò Vespa, le vaccate di Berlusconi cominciano a mancarmi. Vespa è una certezza, scusate se è poco!

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domenica 4 novembre 2012

E sono sei

A Chievo, col Cagliari, con l'Atalanta sono arrivate per la Samp sconfitte meritate: assenza di gioco, mancanza di compattezza, grinta, determinazione, voglia. Insomma, un comportamento indegno per qualsiasi squadra, fosse anche la piu' scarsa del mondo. Modulo di gioco (presunto 1-4-3-3) secondo me non adatto (quante settimane occorreranno ancora a Ferrara per prenderne atto?), scelte tecniche opinabili, sostituzioni spesso sbagliate o tardive, errori individuali e di squadra, approccio psicologico orribile (motivazioni cercansi: va bene non drammatizzare, ma stare calmi come un gatto morto quando la barca affonda e' piu' da irresponsabili che da santoni). E le sconfitte sono arrivate contro avversarie dirette, come ama dire Ferrara. A Inter e a Parma stessa solfa con pero' un po' di compattezza e grinta in piu', ma, in questi due match, errori arbitrali pesantissimi a nostro danno: alla fine l'esito e' stato lo stesso. Alla fine si può dire che con arbitraggi equi oggi avremmo 2-4 punti in piu', e non sarebbero pochi, proprio no, ma giocando da squadra ne avremmo probabilmente 8-10 in piu' (e sarebbero tantissimi), sicchè non è da ricercare nelle direzioni di gara (comunque sciagurate in qualche occasione) la ragione principe delle sei sconfitte di fila. E comunque ad essere tartassati quando giochiamo con inter-juve-milan-roma siamo abituati sin dalla nascita: è immondo ma non puo' servire come scusa per coprire un atteggiamento di squadra inaccettabile. Anche oggi sconfitta meritata, 6 occasioni per l'Atalanta contro 2 o 3 doriane maturate tutte nei 10 minuti finali per la disperazione (sino a dieci minutui dalla fine eravamo sei a uno); quanto a gioco espresso, intendo non figlio della disperazione, uno schifo assoluto e Atalanta (ho detto Atalanta, non Barca) padrona del campo per 80'. Non ho mai discusso l'errore sotto porta, la sfortuna, la bravura dell'avversario (ci sta),la vaccata dell'arbitro succube dei poteri forti (in Italia ci sta); ma gioco, cuore e voglia sono per me valori essenziali. Se ci sono, tutti i risultati mi vanno bene, se mancano non mi va bene neppure una vittoria. Tuttavia, come ho sempre detto, la sconfitta e' un valore. La adoro. E' filosoficamente entusiasmante, appaga molto piu' di una vittoria, sotto parecchi aspetti. Se non fosse possibile perdere non guarderei una partita. E' la possibilita' di perdere che rende avvincente giocare e provare a vincere e che rende appagante la vittoria. Adoro anche il gelato, comunque, ma se me ne fanno mangiare 23 kg in una mattinata finisco al pronto soccorso. Chi ha saputo cogliere, ha colto.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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