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giovedì 21 marzo 2019

Fabio, un amore che nasce nel 2006

Quando è tornato a Casa (febbraio 2016), dopo tre partite ho detto a mio fratello: "non è tornato per svernare, ne ero certo". E' un uomo fantastico, sempre stato. E, badate, quell'anno ha fatto solo due gol in 3 mesi (dandoci però un aiuto clamoroso per tirarci fuori dalle secche) e l'anno dopo 12, tanti ma non infiniti come i 19 del terzo anno e i 21 di oggi. Gli exploit realizzativi, ininfluenti per il mio giudizio, sono di ben due anni dopo, quando tutti gli altri si sono accorti di lui. Già nel 2006, al primo anno di #Samp, era entrato nei nostri cuori: là dove stanno le persone vere, non solo i grandi calciatori. E dove, quando uno entra, resta per sempre.
E' una persona vera, che dà tutto per la maglia. Serio, onesto, affidabile. Lo senti a pelle. Ti fidi di lui, come persona. Sai che lui c'e' sempre, con la testa. Con lui in campo sei coccolato, sei felice, sei sampdoriano. Anche se non segna, c'e'. Anche se per 15 minuti non tocca palla, c'è. Lo senti. Corre, è sempre sul pezzo. Non pensa al conto in banca, all'auto di lusso, alle boiate. Gioca per darci gioia e per darsi gioia. Ha una parola per il compagno più giovane, uno sguardo per quello agitato. Ha una mente superiore, è la mente che lo rende fuoriclasse. E poi, d'improvviso, spunta fuori e trafigge il portiere, o confeziona un assist che sbagliare non puoi. Oppure non fa nulla di tutto questo, ma lui c'è, il suo remo è sempre bagnato di sudore. E' #Quagliarella. Ha difeso i nostri colori, ha vestito lo scudo di Genova e il sorriso blucerchiato per 161 volte, sempre con onore e stile. E tante partite ancora ci aspettano. E' un esempio di sport e di vita. Siamo orgogliosi che porti il nostro nome, i nostri 4 colori, la città che ci ha cresciuti in giro per l'Italia e il mondo. Dal 2007 ti aspettavamo. Appartieni alla generazione dei Vialli, dei Pari, dei Mancini, dei Lombardo, dei Cerezo, dei Boskov: uomini superlativi, e poi grandi sportivi. Grazie per essere tornato tre anni fa senza alcuna garanzia di vittoria, tutt'altro, solo perché insieme stiamo bene. Noi non chiediamo coppe o scudetti, che pure ci piacciono e che abbiamo vinto. Siamo un po' diversi. Noi chiediamo cuore e gioia, onore e lealtà, coraggio e voglia. E due occhi come i tuoi.

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(fonte immagine gazzetta punto it)


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mercoledì 20 marzo 2019

Vinile

Mettere un vinile sul piatto e alzarsi tre volte per risentire la stessa canzone: un gesto che sa di altri tempi ma che il tuo corpo, la memoria del tuo corpo, trova normale.
Siamo una generazione fortunata, analogica e digitale insieme: il meglio di due epoche. Non superati, anzi al passo coi tempi, ma più consapevoli e più completi, perché non senza memoria di un passato più caldo, più pieno (e che spesso dovevamo riempire noi).

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(fonte immagine: tvzap punto kataweb punto it)

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martedì 19 marzo 2019

Ma Nobel de che?

Greta #Thunberg nel mirino degli haters: «Buon segno, mi temono»
Dite a questa tenera ragazza che la stanno manipolando e che gli effetti del suo impegno su chi comanda sono e saranno pari a zero.
Va così.

Inoltre evitiamo boiate tipo il Nobel per la Pace. Già mi parve esagerato quello a Obama (di cui apprezzai l'elezione a Presidente, occhio, e che come uomo apprezzo) soprattutto perché assegnato prima di ogni ragionevole tempo.
Poi, se vogliamo darlo anche a Tizio e Caio, okay. Io ho un posto libero sopra al camino, giusto accanto alla targa terzo posto torneo di rubamazzo.
Ma insomma, io ero rimasto a Martin Luther King, non so se rendo l'idea.

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(fonte immagine artspecialday punto com)

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È arrivato

Lo sentite il lunedì? E' qui già da tre ore. Pensavate fosse l'abbacchio rimasto sullo stomaco? La salsina di nonna? Il tempo grigio? La pressione bassa? La débacle della vostra squadra del cuore? No...
E' il lunedì, che come sempre verso l'una o le due arriva, prende a calci la domenica e la rinchiude nell'armadio a pane e acqua e si installa comodo comodo sul divano bianco panna della vostra mente, con le scarpe sporche di fango a sfregare sui braccioli.

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Sento la chiamata, la sento!!! (E il modo ancor m'offende)


Non li ho ancora visti bene, ma mi fido dei giornali (come no) e noto che la Gazzetta dello Sport scrive che ci sono due rigori per la Juve, non dati ("alla Juve mancano due rigori").
Opperbacco acciderbolina poffarbacco! E lo dicono così? Senza scatenare i peggiori demoni dell'inferno? Senza vomitare tonnellate di rancorosa bile sugli astanti? Senza tirare in ballo l'intero catalogo ufficiale dei Santi e dei Beati? Senza rovesciare il tavolo e promettere lingue di fuoco sugli sventurati che tanto osarono? Senza gridare allo scandalo, al complotto, minacciare, inveire e accennare al fatto che son pure in Borsa e un rigore in meno turba il prezzo delle azioni?

Non mi colpisce tanto che la Juve abbia perso secco a Genova (io so che perdere è uno dei tre esiti possibili di un match e comunque sapevo che avrebbe sofferto), ma mi stupisce in maniera esorbitante che abbia perso e rivendichi due rigori con questo tono molle, pacato, sobrio, superiore, quasi timido, di scusa, da dama inglese all'ora del tè (ah sì, caro, poi ci sarebbero quei due rigorini, ma solo se hai tempo eh...), mentre in altre circostanze lasciare tre punti a Genova con due rigori mancati (lo dice la Gazza che mancano due rigori) avrebbe scatenato i dirigenti torinesi oltre ogni limite e sarebbe scoppiato un drammone nazionale che al confronto l'Apocalisse sarebbe semplicemente diventato uno dei possibili epiloghi del mondo conosciuto e nemmeno il peggiore.

Ora, premesso che:

-la Gazzetta non mi pare abbia in antipatia la Juve (diciamo così);
-di solito alla Juve e, più o meno, ad altre squadre "importanti", un rigore dubbio, nel dubbio, si dà, mentre alle squadre da quattrostracci (tipo Samp e Genoa, o Fiore e Torino) quando incontrano una top, un rigore dubbio, nel dubbio, non si dà;

resto scettico e annoto che il Genoa (ripeto, prestazione superlativa quanto a nervi ed approccio, e vittoria meritata) è riuscito nell'incredibile record non solo di battere la Juve a Marassi 3 volte nelle ultime 5 e non solo di fare 4 punti su 6 quest'anno con i bianconeri, ma anche di riuscire a non farsi dare contro due possibili rigori!!!

Siamo in zona miracolo.

Ripensando al rigore fischiato al centrale blucerchiato a Torino (braccia incollate al corpo, direi quasi dentro al fegato, tanto erano aderenti, un rigore che definire inventato di sana pianta è offendere gli inventori di professione) e al Saponaramood degli istanti di recupero (detto anche: ricerca chirurgica del pelo fino a risalire alle guerre puniche, mentre la goccia di sudore scivola lenta sulla fronte asciutta dell'Agnelli che già twittava sul 2-1), piango di felicità.

Di certo ieri, al di là di una Juve poco cinica e un po' sfavata e di un Genoa, compatto, famelico e tosto, son successe cose che non si vedono spesso...
In vita mia ho visto migliaia di match, il mio naso è sensibile.

La serie A ogni giorno ci stupisce, è davvero il torneo più incredibile del mondo.

Presto mi convertirò, sento che è l'ora. Sento la chiamata.
Andate in pace, fratelli.

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Under the tree (L'albero del vicino), di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson

UNDER THE TREE, L'albero del vicino, 2017, Islanda, regia di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson.
Potrei dire che è la storia di una famiglia in cui le cose non sono più come prima da quando un figlio è scomparso e non ha più dato notizie di sé e si presume che si sia suicidato; potrei dire che è la storia di una moglie che scopre il tradimento virtuale del marito e ha una reazione irrazionale e sproporzionata, comincia a fargli terra bruciata intorno, gli impedisce di vedere la figlia e così facendo pone le basi di quella che può facilmente svilupparsi in una classica tragedia; infine potrei dire che è anche la farsesca e tragica storia di una lite tra vicini che parte da niente e degenera fino alle estreme conseguenze.... ma in realtà è tutto questo e di più, è un film notevolissimo, veramente ben girato, un pugno in faccia che rappresenta al meglio certi tratti peculiari veramente nefasti dell'essere umano, una tragedia greca in salsa nordica. Desolazione dell'animo e desolazione del luogo, spoglio, preciso, solitario e freddo. Cieca escalation e tragico fato distruggono tutto, e poi per niente. Una commedia nera velata di humour nero che gira come un motore ben oliato. Alla fine viene voglia di applaudire, anche per riprendersi un po'.


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sabato 16 marzo 2019

Greta sì, ma prese per il sedere no

Da moltissimi anni esperti di fama italiana e mondiale mettono in guardia cittadini e governi contro i rischi dell'inquinamento, dati alla mano.
Generalmente vengono ignorati o trattati come luddisti o fastidiose cassandre.
I governi non fanno nulla, i cittadini pensano ai cavoli loro.
Oggi, siccome Greta ha avuto una felice idea, tutti sono a favore del pianeta, si indignano, manifestano, mettono magliette colorate, fanno cartelli. Bene.
Finirà presto. E' una moda, purtroppo.
Ma, ragazzi, acuite il vostro spirito critico: lo fanno per distrarvi da altre cosucce.
Ecco perchè tutto d'un botto tutti sono per un pianeta pulito.
Ma tanto ci cadrete, lo so.

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venerdì 15 marzo 2019

Sul maiale

Buon ultimo, ma non sarà sicuramente l'ultimo, a pronunciare la caxxata intramontabile ed evergreen per definizione è Tajani, Presidente del Parlamento UE:
"Mussolini fece anche cose buone".
Olè.

Nella mia vita l'ho sentita e letta diverse volte ma, credetemi, ogni volta è come la prima. Sono sinceramente emozionato perché ogni volta che si sente dire da una personalità spesso di rilievo una bestialità di questo genere ti prende una sensazione indescrivibile, capisci di essere non solo una persona intelligente ma addirittura superlativa.

D'altra parte, come negarlo? In così tanti anni di (inutile, anzi dannosa) vita il noto maiale avrà aiutato una vecchietta (ariana) ad attraversare la strada, avrà dato una volta una carezza a un bambino (bianco), avrà centrato due o tre volte il water nel fare pipì, avrà deciso di rinunciare all'ultimo momento, così, per capriccio, a una guerra sanguinosa di cui magari non sappiamo nulla... chissà, potrebbe anche avere azzeccato il colore dei calzini, di tanto in tanto, e fatto le scale a due a due senza inciampare.

Non mi voglio certo soffermare su quelle grandi imprese celebrate in tutti i libri di storia come per esempio far arrivare i treni In orario o simili.

Insomma qualcosa di buono avrà sicuramente fatto. Del resto, anche Tajani qualcosa di buono ha sicuramente fatto, ma non è stato il giorno in cui ha detto quella frase cretina.


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Becco sempre l'esperto

Una cosa che mi ha fatto sempre morire dal ridere è che spesso sui social, ed in particolare su Twitter, quando discuti di un determinato argomento e la discussione si fa piuttosto calda guarda caso la persona con cui stai discutendo si manifesta ad un certo punto come un massimo esperto della materia oggetto del contendere

Faccio un esempio. L'altro giorno stavo parlando del Tav è stato ribattendo colpo su colpo, dimostrando quanto fossero inconsistenti le conclusioni del mio interlocutore e a un certo punto questi ha detto che lui è ingegnere quindi ha ragione lui. Oggi stavo discutendo con uno sconosciuto sulla situazione del Venezuela e siccome a lui non stava bene la mia visione delle cose ha detto che lui in America Latina ci abita e che io probabilmente mi informavo su Topolino, riguardo alla situazione in Venezuela...

Cioè, è possibile che se io parlo di baseball dopo poco scopro che sto a parlare con un esperto mondiale di questo sport, e se parlo di Cile becco guarda caso il massimo storico cileno, e se parlo di un ponte salta su l'ingegnere, e se parlo di una ricetta ecco lo chef famoso, e se parlo di calcio è un ex calciatore...
Oppure c'è quello c'è un certo punto, senza essere stato minimamente offeso (ma avendo offeso), sentendosi all'angolo comincia a dire che ti querelerà e solo perché non la pensi come lui; un tale un giorno, visto che avevo scritto che i partiti che ci hanno governato per decenni sono marci ha detto che mi avrebbe querelato, al che io ho chiesto: ma a nome di chi, dei "partiti"?

È una situazione veramente divertente... vedi proprio la gente avvitarsi e, un attimo prima di esplodere, tirare fuori questa carta dalla manica; pensano sia un asso, in realtà è un due di picche.

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Come volevasi dimostrare...
sto discutendo da due giorni su Twitter con un tale presumo venezuelano a proposito delle sanzioni Usa che stanno strangolando l'economia del Venezuela e della intricatissima situazione che si sta vivendo in quel paese con Maduro e con il suo rivale che si è autoproclamato presidente, quando dopo un po' di tweet, finora devo dire abbastanza civili e ragionevoli, viene fuori che lui è avvocato venezuelano!!! e quindi sa valutare se la posizione di Guaidò è legittima o no.
E lo sapevo, io! ci avrei giurato...
Mi aspettavo che fosse un funzionario governativo o un avvocato o magari un ex funzionario ONU..


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domenica 10 marzo 2019

Vescovi (e) parassiti

I vescovi si rileggano la Costituzione (artt. 1,36,38) e si occupino della loro missione, senza disprezzare chi è povero.
Inaudito.

I vescovi che danno dei parassiti ai poveri... questi qui il messaggio evangelico non hanno mai saputo che cosa è... mi sono sempre chiesto cosa ci stanno a fare perché la Chiesa è perfettamente inutile anzi dannosa e tradisce ogni giorno in maniera clamorosa il messaggio di Gesù a cui dice di ispirarsi.

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Aridaje

Un altro amico (virtuale) se ne va. Che poi mai ho capito perché avesse chiesto l'amicizia, visto il passato (virtuale). Ma io sul momento l'avevo concessa, del resto pensavo e penso si potesse coesistere benissimo, rispettando entrambi la Verità.

Ma al di là di questo, è la conferma che dire quel che si pensa, senza offendere e senza raccontar palle, alla lunga stressa certi rapporti, virtuali o virtuali-reali, fino al punto di rottura. Questa è una grande verità.
Per dire, non è che se Renzi mente e fa l'arrogante, o Salvini mena fendenti al governo o Di Maio cede sul Diciotti io devo per forza concordare, eh.

L'alternativa è fingere, tacere, accomodare o diventare adepti del ma-anchismo veltroniano. Eh no, non è roba per me. Io se sto qui e su altri social e piattaforme è per dire quel che penso, cercando ovviamente di non violare la netiquette. Altre attività non mi interessano. Se questo vuol dire perdere qualche pezzo, ok.

Sono le mie idee che fanno di me quel che sono, non i like o il numero di follower, qui come su twitter, sul blog, etc. Delle mie idee sono orgoglioso, non dei like o dei follower, anche perché se volessi potrei moltiplicarli con due o tre tattichette, ma ripeto: non mi interessa avere un seguito infinito, magari pochi ma buoni, o comunque pochi ma convinti.

Se si sta qui, del resto, non sarà per ritrovare il gattino scomparso o per lamentarci del caldo, no? Almeno, non solo per questo, no?


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sabato 9 marzo 2019

Il Duce era filo-ebraico (e Berlusconi è alto 1,85)

Oggi è giornatina, ragazzi. Chissà il pomeriggio con cosa mi allieterà, visto l'andazzo.

Un tale che conosco di nome: "...sei fuori strada, le leggi razziali non le ha fatte il Duce, il Duce era filo ebraico."

Che cul* gli ebrei ad avere un Duce dalla loro eh? Senza, chissà quanti ne sarebbero stati discriminati, deportati e uccisi!

Mi ricorda quel tale che mi chiedeva di dimostrare la Shoah su Twitter.

La Natura è schizofrenica. Concede l'uso di occhi, orecchie, lingua e, vista l'epoca in cui siamo, dita a persone che faticano a metterne insieme due, quando si fa l'appello dei neuroni.

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Tav, lancio una provocazione abbastanza seria

Ormai la questione del Tav si può così descrivere.

Da una parte:
-dati oggettivi
-analisi costi-benefici
-autorevoli pareri fondati sui numeri;

dall'altra:
-suggestioni
-preferenze
-ipotesi strampalate
-dati vecchi e superati oppure manipolati
-invenzioni di sana pianta
-balle pazzesche
-schiera infinita di persone, partiti e media che fino a poco tempo fa erano notav e ora sono pro, senza argomenti seri a sostenere tale punto di vista
-pressioni di ogni tipo
-atteggiamenti irrazionali e fideistici.

Quindi poiché non se ne esce, ed è ovvio che se dovessimo decidere sulla base della logica, del buon senso e dei numeri il tav non si dovrebbe fare, io propongo questo:

facciamo comunque pagare le tangenti, che poi mi sembra quello che sta a cuore ad alcune persone...facciamole pagare comunque, così almeno le persone che ora si agitano si tranquillizzano e non facciamo l'opera, almeno non distruggiamo una valle... in questo modo lo Stato sopporta sempre un costo ma inferiore a quello che dovrebbe sopportare nel caso di realizzazione dell'opera, e l'opera stessa non si fa, salvando la valle e la logica.

Pensateci.

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Una legge per una decina di persone

Da giorni giornaloni e tv non fanno che parlare della legge sulla legittima difesa che, giusta o sbagliata che sia, cambia ben poco e, attenzione, riguarda un numero di italiani che definirei ridicolo. Tanto è vero che i magistrati si sono occupati nel 2013 solo di 8 casi di legittima difesa, di 1 (uno) solo nel 2014!, 4 nel 2015 e 2 nel 2016... quindi ore e ore di discussione feroce su una legge che in 4 anni ha riguardato 15 (quindici) persone....
Al contrario, di una legge importantissima come quella sul voto di scambio mafioso, che preoccupa molto i corrotti partiti italici e che e è stata appena approvata dalla Camera su spinta propulsiva dei 5 Stelle, non parla nessuno.

Confermo che uno dei più grandi problemi che abbiamo in questo paese, se non il principale, e comunque un problema gravissimo da cui ne discendono moltissimi altri, è quello di una stampa e di una TV che per il novanta per cento sono assolutamente incompetenti, non indipendenti quando non addirittura volontariamente servi e, quindi, inaffidabili; non solo inutili ma anche dannosi.

Il bello è che qualcuno paragona molti (tele)giornalisti a pu***ne. È assurdo. Queste ultime sono rispettabilissime.

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martedì 5 marzo 2019

Un affare di famiglia, di Hirokazu Kore'eda

Voi pensate di sapere cosa è una #famiglia.
Ma ne sapete solo una parte.
Molti di voi, di fatto, nulla.
Per esempio quelli che manifestano in piazza per essa.
Vi serve "Un affare di famiglia" di Hirokazu Kore'eda, 2018, Japan ("Shoplifters")

Un vero film vi costringe a pensare quel che non avreste immaginato di poter pensare.
Niente è come sembra.
Il legame di sangue è un falso mito, liberatevene.
La parentela è una questione legale. Formale.
Non conta niente. Anzi, spesso è un ostacolo.

E la vita non ha una spiegazione plausibile che sia una.

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lunedì 4 marzo 2019

Opere e autori

Se Hitler fosse stato anche poeta, e avesse scritto liriche assurde, tipo quelle di Montale o di Ungaretti, o un'opera tipo Delitto e Castigo, magari in gioventù... e oggi qualcuno proponesse di fare una statua allo scrittore, o di celebrarne le opere immortali, secondo voi sarebbe contrario il 90 o il 95%%?
Non voglio far polemica. Del resto è noto che io generalmente definisco adolfo e benito due maiali.
Chiedo. Perchè è una questione spionosa, di non facile soluzione.
Ci sono scrittori che, senza aver progettato e realizzato olocausti o aver sparso sangue italico per vent'anni, hanno lasciato opere ragguardevoli ma in vita, magari, hanno comnmesso furti, o violenze domestiche, o che erano adulteri, o bugiardi, o ladri. In questo caso?
Scendendo di livello (non di qualità, ma di malefatte) pare che Marx si lavorasse la governante di casa.
Ha senso distinguere la vita dell'artista da ciò che crea?
Ha senso identificare le sue malefatte con le sue opere?


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"Van Gogh" glasses

Da qualche mese uso occasionalmente occhiali da lettura +1,50, dato che leggo tanto e comincio a fare un po' di fatica (il che, detto fra noi, a 51 anni è comunque ottimo -le donne facciano 2+2).
Per farla breve, sono comunque occhiali da quattro soldi e oggi, maneggiandoli, mi è rimasta una bacchetta in mano: troncata di netto.
Però ho notato che la mancanza di un orecchio (meglio: del supporto di un orecchio) non impedisce un uso degli occhiali soddisfacente, essendo sufficiente la presenza dell'altro orecchio e in particolare del naso.
Ragion per cui sto continuando a usare questi occhiali, che ho subito ribattezzato modello "Van Gogh".
Yes, I know: it's bum style!

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