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mercoledì 30 settembre 2015

In cosa diavolo sarebbe diverso questo papa, scusa? (risp: PALLE)

(aggiornato 03.10.2015)

Ogni tanto, nei contesti più differenti, salta su uno e mi dice: questo papa (Bergoglio, quello che saluto' la folla la sera dell'elezione e che ha un accento carino) è diverso. Escludendo che sia gay, mi chiedo sempre in cosa sia diverso, forse nel fatto che è più abile mediaticamente dei predecessori (più abile di Ratzinger non ci vuol molto, eh).
Mah, dice, è più moderno, e' rivoluzionario, è profetico (queste due ultime cose le ha dette anche Scalfari ieri sera da Floris), lotta contro pedofilia e corruzione, "chi sono io per giudicare un omosessuale", etc.
PALLE.


Tutte le volte che sento affermazioni simili solo una parola occupa la mia mente, e direttamente in maiuscolo: PALLE.
Ora argomento un minimo, non mi piace essere così ermetico, per quanto chiaro.
Chiunque venga eletto papa e non sconfessi immediatamente, totalmente e incondizionatamente con pubblica dichiarazione tutte le numerosissime e indegne sconcezze ed efferatezze della storia della Chiesa Cattolica precedente la sua elezione (inclusi caccia alle streghe, inquisizione, giordano bruno, pedofilia, omofobia, corruzione, temporalismo etc), è come gli altri papi, nella sostanza. Può differire nella forma, ma della forma a noi ci importa nulla.
La Chiesa, in particolare, è contraria alle nozze gay e ha comportamenti e parole omofobe. Questo era, questo è. Quindi smettete di dire PALLE, s'il vous plait.
Poi una confessione religiosa può professare quel che vuole, anche idee inumane. Ma io ho il diritto di dirlo, e di dire che per colpa di questi qui il nostro paese quanto a diritti civili fa schifo, grazie anche ai politici merdoni e servi della chiesa che ci ritroviamo da sempre.
Tu hai diritto di dire che due omosessuali non possono fare sesso né sposarsi perchè Dio non vuole, io ho il diritto di dire che sono parole inumane e indegne e che stai pure mettendo in bocca a Dio boiate galattiche partorite dalla tua mente limitata.

L'ultima testimonianza (l'ultima di centomila):
Durante il viaggio negli Stati Uniti incontro tra Bergoglio e Kim Davis, la donna incarcerata per 5 giorni per non avere concesso la licenza per i matrimoni omosessuali.
Il Papa ha visto la signora Davis con il marito, l’ha elogiata - «stay strong», sii forte - e le ha regalato un rosario. Il Papa le ha chiesto, com’è suo costume, di pregare per lui. Sull’aereo che lo riportava a Roma, Francesco aveva difeso l’obiezione di coscienza dei funzionari pubblici. (corriere.it).
Quella tipa e' pluridivorziata, adesso ha il marito n.4, ma su questo il Papa non ha avuto nulla da dire. Gia' il fatto di averla incontrata è censurabile, il resto poi...
Ripeto: PALLE.
L'omofobia non è una malattia, è una piaga sociale immensa. E' uno dei più indegni e puzzolenti brand della merceologia umana che infesta il pianeta.
Qui parliamo di discriminazione, di violenza, di gente che per questo non vive, o si ammazza.
Smettetela di farvi infiniocchiare dal primo Berlusconi, Renzi o Bergoglio di turno che buca lo schermo.
CHi è omofobo non ha la mia stima, non è mio amico, non esiste per me.

(Spero che il Corriere si sia sbagliato)

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_30/papa-incontra-funzionaria-contro-nozze-gay-brava-continua-cosi-126b5fe6-6743-11e5-9bc4-2d55534839fc.shtml


Aggiornamento del 3 ottobre:

BERGOGLIO-DAVIS, E' TUTTA UNA COMICA
Padre Lombardi dice una cosa (http://www.huffingtonpost.it/2015/10/02/papa-francesco-kim-davis_n_8234736.html), peccato che l'avvocato dell'impiegata omofoba ne dica di molto diverse...
E poi cosa diamine vuol dire: "Il Papa non è quindi entrato nei dettagli della situazione della signora Davis e il suo incontro con lei non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione in tutti i suoi risvolti particolari e complessi"?
Allora, esagerando un po' come esempio, se incontri Hitler nel '45, gli stringi la mano, gli sorridi, gli dici stay strong, gli regali un rosario e non gli dici nulla delle efferatezze che sta compiendo in giro per l'Europa? (nota: non che la Chiesa si sia mai opposta in quegli anni, ANZI). Per una personalità pubblica fare un incontro pubblico non è MAI "non conoscere la situazione di chi incontri nei dettagli" o non avere un'opinione su di essi.
Il diritto all'obiezione di coscienza di un funzionario pubblico è un "diritto umano", fa intendere Bergoglio. Eh???? E il diritto di avere gli stessi diritti di tutti anche se ti sposi una persona del tuo stesso sesso cos'è? Escremento di vacca? E poi se hai di questi lacci mentali non fai il farmacista, l'impiegato pubblica o il dottore; vai a zappare la terra, o in catena di montaggio, o scrivi libri su un monte, insomma fai qualcosa nel quale la tua bella religione non si metta di traverso.
Comicissima poi la frenata sul fatto che il papa avrebbe, ohibò, mammasantissima, porcapaletta, incontrato anche due "GAY"... Sì, è vero, però, per come, ma... Fate ridere.
Ripeto: qualsiasi religione è, per me, malattia. E la Chiesa di Roma ha avuto e ha posizioni omofobe.
Sulla querelle Marino-Bergoglio, già che ci siamo: Marino ne sta facendo una via l'altra, ma Bergoglio, sull'aereo, poteva tranquillamente starsene zitto.
Ma come fa certa gente a pensare che possa esistere un Dio che avalla certe minchiate?


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martedì 29 settembre 2015

Ho ucciso mia nonna

Ieri ho ucciso mia nonna (motivo: mi stava sulle balle), ma oggi mi sono profondamente pentito: aveva una pensioncina così ben farcita, e dopotutto non era nemmeno troppo antipatica. Certo, protestava sempre parecchio quando gliene sgraffignavo via tre quarti a inizio mese per le mie spesucce -droga, birra, donnette, poker e auto, le solite cose insomma: le sue lamentele mi avevano stancato, spero possiate capirmi.
Mi hanno arrestato subito perché...


...oggi sono tornato a vedere cosa succedeva in casa della nonna, gironzolavo sospetto in giardino cercando di ripulire con un fazzoletto la serratura del cancello mentre i poliziotti stavano facendo le loro rilevazioni... e mi hanno fermato: ho confessato subito e ho collaborato con gli inquirenti (ho rivelato che le impronte sull'ascia erano proprio le mie, a loro non risultava ma mi hanno creduto). Signor giudice, io davvero non so come abbia potuto farlo, sarà che ero fatto di coca. Credetemi, non volevo!!! Cioè, voglio dire, con quella pensione, uno in grado di intendere e di volere l'avrebbe ammazzata? Al massimo gonfiata di botte ma non uccisa, non si secca la gallina dalle uova d'oro! Ai domiciliari adesso si sta benone, mi hanno messo qui dopo due notti in carcere un po' durette (non danno l'Europa League, roba da matti nel 2015), ora la sera scelgo io cosa vedere in tv, e basta con 'sto Gianni fai questo, Gianni fai quello, devi cercarti un lavoro, ma non è che ti droghi, etc. Tutti possono sbagliare, chi siete voi per giudicarmi, chi è senza peccato scagli la prima pietra, io ho avuto un'infanzia difficile, quella sera ero drogato e ubriaco, non trovavo lavoro (nemmeno lo cercavo) e avevo bisogno di grana, la nonna mi ha provocato impedendomi di girare sulla partita e non offrendomi un po' delle sue olive denocciolate del cacchio, ero confuso, avevo dormito poco la notte precedente, mi si era scheggiata un'unghia, avevo perso 20 euro alle slot del baretto sotto casa, mi ero macchiato di sugo la camicia presa al Lidl tre anni fa, ero stressato, avevo fame e mi è andata via la vista, pioveva forte e non avevo l'ombrello, la mia squadra aveva perso con un gol in fuorigioco al 94', insomma ho preso l'ascia per errore, credevo fosse il telecomando, davvero non volevo, chiedo di essere giudicato con clemenza, rieducato e reinserito in società, voglio un lavoro, una famiglia, un futuro, voglio che siano tutelati i miei diritti di soggetto che ha sbagliato. La società non può abbandonarmi. Forse è la volta che mi sistemo... La nonna me lo diceva sempre, dopotutto: ma Gianni, ormai hai 30 anni, quando metti la testa a posto e ti sistemi? Ecco, forse ora ce la faccio... fra 10 anni potro' anche uscire parecchie ore dal carcere e lavorero', magari sarò pure laureato, in carcere il tempo per farsi una cultura non manca. Ho deciso: metto la testa a posto! Per farcela, nonnetta cara, ho dovuto staccare di netto la tua... strana la vita!

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giovedì 24 settembre 2015

Amici per caso

D- Ciao Luca!
L -Ciao!... Ma guarda tu... ma dov'eri finito? Quanto tempo... Ma come stai???
D -Bene, bene, e tu?
L -Anch'io, più o meno...
D -Come, più o meno? Che succede?



L -Nulla, nulla..
D -Eh no, bello, adesso mi dici...
L -Ma no, tutto bene dai!
D -Su su, dai, dimmi! Siamo sempre amici no? E allora...
L -Ma niente, sai cosa... i soldi non bastano mai!
D -Eh già, beato chi ne ha tanti!
L -Eh già, un gran bel problema, essere sempre a corto...
D -Ma scusa: quanto ti serve? Sai che su di me puoi contare. Ci conosciamo da una vita... Se hai un momento di difficoltà, ti aiuto volentieri!
L -No, Daniele, figurati, mai chiedere agli amici, si rovina l'amicizia per quattro spicci.
D -Ma va là, anzi fra amici è meglio: ci si fida e non ci sono problemi su quando restituirli... e poi se non ci si aiuta fra amici, di certo non ti aiutano gli altri.
L -Ma hai vinto al lotto per caso? E guarda te che scarpe che hai! Ma quelle sono Moreschi! E' camoscio!
D -Ah, sì... e che vuoi che sia...
L -Cazz*!, costeranno 400 euro!
D -Non ricordo, comunque siam lì dai...
L -Complimenti... adesso ho meno scrupoli a farmi aiutare eh eh.. ma davvero, dimmi? Hai vinto al Super Enalotto? Eredità?
D -Seee, non dire fregnacce. Gli affari vanno benone, tutto qui, ma le scarpe sono per far scena, io poi ho la fissa dei vestiti lo sai, sempre avuta, ricordi al liceo? Se non era firmata, nisba! Poi a casa mangio un panino, però in mocassino di camoscio... Piuttosto, quanto ti serve?
L -Ma... sui duemila
D -Orcoboia, avevi detto du' spicci! Comunque nessun problema, ci arrivo.
L -Te credo che ci arrivi! Eh! Sì, ma lascia stare dai... piuttosto che chiederli a te vado a rubarli, su, non ha senso!
D -Come rubarli??? Così mi offendo!
L -Che ti avevo detto? Per i soldi si bisticcia e zac, finisce l'amicizia.
D -Porca tro*a, cosa vuol dire si bisticcia? Fai discorsi a bischero, piuttosto vado a rubare... ma che cacchio dici? Stai zitto, prendi i soldi e vedrai che si resta amici. Se si può aiutare un amico in difficoltà... (tira fuori dalla tasca posteriore dei pantaloni un mazzettino di biglietti da 50 euro legati con un elastico giallo)
L -Ma giri con pacchi di denaro in tasca? Spacci per caso? Roba buona...?
D -Ma no, è che ho appena ritirato, sai, la spesa, i bimbi, le bollette... E poi che te frega a te, adesso ti droghi pure?
L -Come "pure"? Cosa vorresti dire? Mi drogo oltre a chiedere denaro a tutti? Oltre ad umiliarmi col primo che passa? Oltre a sbavare su un paio di Moreschi? Oltre ad essere offeso a sangue da un amico??? Volevi dire questo?
D -Ma no, cretino, era un modo di dire, ma che hai oggi? Non ti fai da un po'? Eheehehe...
L -Ah ah! Che ridere! Sei un vero umorista... Ma, scusa, e adesso come paghi tutta questa roba, le bollette, le cose, e...? Mando in rovina una famiglia?
D -Ancora con 'ste fregnacce? Ma allora cerchi rogne eh? Taci e vattene, ecco qua duemila euro.
L -Bene... grazie davvero, sei un amico, proprio vero che sugli amici si può contare sempre! Anche su quelli che ti parevano più stron..., cioè su quelli che insomma, ci vediamo di rado noi, sai? Come mai? Ma...dovremmo vederci di più!, ehm...
D -Che hai detto? Cioè io sono stronz*? Ma sei di fuori stamane? Ti caccio duemila euro sull'unghia e mi dai pure dello stronz*???
L -Ma no, scherzavo, dai, è che non mi aspettavo di beccarti qui stamane e zac, in un colpo, di ritrovarmi in mano i duemila che non mi fanno dormire da dieci giorni... sono choccato!
D -Choccato, si, ma anche un po' lesionato eh. Sempre stato, se non ricordo male.
L -Cioè?
D -Sì, insomma, fai discorsi da manicomio, comunque ok così, ci sentiamo presto!
L -Uhm... già, è che sono stressato da un po', non gira niente di recente, sai che voglio dire.. va tutto per il verso sbagliato, non mi ci raccapezzo più.
D -Sì, immagino, immagino, la vita è così, alti e bassi, stai tranquillo.
L -Grazie ancora, amico...
D -...stronz*!
L -Ma no, dai... vieni qui che ti abbraccio! Grazie davvero!
D -Di nulla, ciao...
L -Grazie ancora!


(due minuti dopo, ognuno per la sua strada)

L -Ma guarda te, nemmeno me lo ricordavo più quel pezzo di merd* di Daniele! Stronz* e bastardo e figlio di putt*ana, mi ha sempre trattato come un pezzente, fin dai tempi del liceo. Si vestiva come un dandy, come una bamboletta e non passava mai durante i compiti in classe, si credeva tutto lui, povero scemo! Sì, poi s'e' laureato e ora fa l'avvocato e guadagna come un maiale, ma è rimasto un povero scemo. Vero che gli ho smarmellato la moglie per mesi, anni fa, quel gran pezzo della Mirella, e lui mai si è accorto di niente, coglionaz*o com'e', ma insomma: adesso lo becco per caso, nella merd* come sono, in questo quartiere dove di certo non abita, snob com'è, con quei cazz* di usurai che mi stanno addosso e non mi fanno respirare, e quando già pensavo di dover andare di nuovo a rubare, riesco pure in dieci minuti a scucirgli duemila euro che, eh eh sia chiaro, non rivedrà mai più, sono un genio, del male, ma un genio! Eh Eh! Povero imbecille di Daniele! Quando ti serviranno 'sti dumila ti mangerai mocassini, invece del panino, eh eh.

D -Imbecille integrale e pure figlio di putt*ana bastardo, idiota integrale, morto di fame... lo so bene che te la facevi con quella tro*a della mia ex moglie... cosa credi? Si faceva anche l'idraulico, l'edicolante e quello della differenziata porta a porta, pure con la moglie del portiere (il portiere, lui, era troppo cesso, orcobimbo!)... Era fatta così, si dava da fare, era grafomane, come si dice???... ah sì, ninfomane, oddio anche grafomane rende l'idea, le piaceva il pennarello eh eh, e non solo... io cosa credi, povero imbecillotto di un Luca, che stessi a guardare? L'ho sempre saputo. Chi credi che ti stia pian piano riducendo sul lastrico, da anni? Chi credi che ci sia dietro quel Paolone enorme e cattivo che un anno fa ti ha spedito in rianimazione per un mese e che ancora ti taglieggia e ti strozza con tassi da usura? Anni fa eri ricco sfondato, adesso rovisti nei cassonetti la sera, ti ho visto... di chi credi che sia il merito? Eh eh. Bello il mio cretino! Ti sto mandando all'inferno e mi ringrazi pure. Adesso ti segnalo alla polizia, ti troveranno con duemila euro falsi in tasca, cazz* tuoi bello! E chi ti crederà se proverai a tirarmi dentro, io stimato avvocato pluriammanigliato, tu pezzente, pregiudicato e sputtanato in ogni dove... au revoir, coglioncell*. La vendetta è un'arte, e io modestamente ho talento!









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martedì 22 settembre 2015

La vita è illusione



Voi pensate di godere della giusta considerazione presso i vostri colleghi, amici, parenti, conoscenti, superiori. Siete convinti che i vostri sforzi siano apprezzati, i vostri faticosi silenzi notati, il vostro impegno giustamente valutato, i vostri rari errori blandamente analizzati e comunque mai ingiustamente enfatizzati, i vostri slanci oltre l'ostacolo addirittura celebrati, i valori che informano le vostre azioni condivisi. Non è così.

Tuttavia non lo capirete adesso leggendo queste righe: siete troppo stanchi, superficiali, illusi o superbi per potermi credere. Lo capirete, forse, alla prima facciata contro un muro: allora vi sarà tutto chiaro, a posteriori, e penserete: come ho fatto a non capirlo prima? Naturalmente non siete tutti così, ma quasi tutti: c'è anche qualcuno che lo ha capito ben presto e senza bisogno di prendere sberle, così come c'e' anche qualcuno che pensa di saperlo da sempre, anche quando così non è, perchè è paranoico. E infine ci sono pure quelli che non lo capiranno mai, negare l'evidente è spesso la soluzione più confortevole, è una specie di autodifesa.

Voi che adesso mi state leggendo a sopracciglia lievemente inarcate pensate che se questo può valere per molti, o per tanti, di certo non vale per voi, perchè voi valete e siete circondati da persone che sanno riconoscere quanto valete: i fatti parlano per voi, questo pensate. Illusi.
Se solo riusciste a scindere l'opinione che voi avete di voi stessi da quella che gli altri hanno di voi, e soprattutto se solo voi riusciste a scindere l'opinione che gli altri hanno di voi da quella che voi ritenete che gli altri non possano non avere di voi, sareste già quasi salvi: ma è come parlare al vento.
Gli altri vedono quasi solo loro stessi, come del resto voi. Voi esistete nel loro mondo solo in funzione del loro esistere, fateneve una ragione. L'amore e l'amicizia nove volte su dieci sono drogate dalla consuetudine, dalla pigrizia, dalla convenienza, dall'affetto e dal desiderio di non ferire; sei volte su dieci almeno sono comunque sostanzialmente falsi o pesantemente bacati. Non è pessimismo, è realismo. Non fa audience e non rassicura; non vi pettina la coscienza. Vi irrita, vi infastidisce, ed ecco perchè adesso ce l'avete con me: tutto normale. Vi irrita ma è vero. Vi irrita perchè è vero.

Potete comportarvi bene, impegnarvi al massimo, dare tutto e anche di più, riuscire pure a ottenere buoni risultati: avrete fatto solo il vostro dovere, e ci mancherebbe pure. Fate un piccolo errore: vi sarà fatto notare e pesare oltre ogni limite, sembrerà essere l'unica cosa che sia possibile ricordare di voi. Più siete coscienziosi, più sembrate noiosi; più vi impegnate, più sembrate sospetti: quando sbagliate tutti ve lo fanno rimarcare. Se ottenete qualcosa di positivo, chiunque ci sarebbe riuscito; se non centrate l'obiettivo, altri non mancano di far rilevare che davvero non ci sarebbe voluto poi molto, se solo voi aveste fatto e detto etc. Se siete persone di qualità e rendete sempre ad alti livelli, sia sul lavoro che nella vita, ben presto gli altri si abitueranno e noteranno anche i più piccoli cali, nonostante voi partiate da livelli così alti da restare sempre una spanna sopra tutti anche con queste piccole defaillance. Se invece siete distratti, poco affidabili, casinisti, bugiardi e via così', paradossalmente sarete valutati e trattati meglio, alla lunga, perchè è palese che da voi non ci si può aspettare più di tanto e quindi non sarete quasi mai criticati per i vostri limiti e difetti, in alcuni casi clamorosi e insopportabili ma comunque assodati, ma più facilmente lodati per i vostri rari scatti di qualità, che su uno sfondo di mediocrità risalteranno in maniera evidentissima ponendovi per un istante sotto la luce dei riflettori. E' la rivincita del cretino, la legge del mediocre, il regno dell'idiota.
La sindrome del beneficato poi, quella che colpisce chi avete aiutato senza tornaconto e che dopo vi si ritorce contro con un livore ingiustificato e incredibile, tanto più rancoroso quanto più grande è stato il vostro aiuto, è una malattia penosa e davvero fastidiosa. E anche questa non mancherà di disturbarvi, se avete la pessima abitudine di essere tendenzialmente onesti, altruisti e generosi.

L'amico considererà normale il vostro appoggio se si si trova in una situazione difficile, ma vi farà morire di rimorso al vostro primo segno di involontaria e insignificante trascuratezza; l'amore oggi vi ama e vi idealizza oltre ogni limite di decenza, inventandosi in voi qualità delle quali voi non avete mai nemmeno sentito parlare, domani vede in voi solo i terribili difetti (quelli che avete e che prima non venivano notati, ma anche quelli che non avete) e si chiede come è mai possibile che un giorno gli possiate esser piaciuti; i parenti faranno sempre paragoni e condiranno il tutto con illazioni e previsioni menagrame; i superiori si accorgeranno di voi solo quando vi avranno perduto, anzi forse mai. A voi che credete di essere indispensabili (e magari, nel vostro ambito, familiare o lavorativo, lo siete quasi -dico quasi perchè nessuno lo è del tutto, in genere): gli altri nemmeno vi vedono, questa è la norma, rassegnatevi. E appena mollate un attimo, appena scendete di un gradino dal vostro livello di eccellenza, ecco le critiche, i sospetti, l'ingratitudine di chi considera solo gli ultimi cinque minuti e vi mette sotto esame come foste alle prime armi. Quello che avete fatto non conta nulla, se adesso toppate; ecco perchè quando un cretino azzecca la mossa, viene lodato come se per lui fosse la normalità, senza curarsi dei casini che ha fatto in precedenza e di quelli che da domani comincerà a rifare.

Lo so, voi siete superiori a tutte queste miserie. Voi agite bene perchè ci credete, non per veder riconosciuti i vostri indubbi meriti o per ricavarne -orrore!- un bieco tornaconto. Ma sotto sotto fate il bene anche per stare bene e se quello a cui fate del bene non se ne accorge o peggio, finite per stare male; inoltre sapete di valere e vi aspettate, siete sicuri che non possa non notarsi, e invece gli altri nemmeno vi vedono e non appena sembrate (non necessariamente siete) meno utili rischiate di essere messi da parte in un baleno.

Dopotutto, è anche opportuno ricordare che gli altri siamo noi. E che quindi anche molti di noi sono così. E poi, a dirla tutta, parecchi di voi, nemmeno valgono poi così tanto. Forse anch'io, tanto lo so che lo avete appena pensato, quindi vi anticipo. Ma non è questo il punto, spero lo abbiate capito. Smettete di illudervi, è bello come masturbarsi il palato con una morbida crema pasticcera, o come accarezzarsi la gola con morbido cognac, ma porta agli stessi risultati: a spappolarsi il fegato.

Qual è allora la morale o il consiglio? Non pretendo di arrivare a tanto, il mio scopo era solo farvi riflettere sulla vacuità di una delle tante illusioni che tappezzano le pareti della vostra esistenza, non la più grande forse, ma comunque una delle più potenti. Il consiglio non è certo quello di rinunciare agli altri, anche perchè non potremmo: siamo animali sociali, laddove l'uso del termine animali è particolarmente azzeccato. Dobbiamo socializzare, vantarci, millantarci presso terzi, illuderci di contare davvero per altri da noi, dobbiamo amare e odiare, invidiare e solidarizzare, siamo esseri umani dopotutto. E ho detto tutto! Quello che facciamo e diciamo lo facciamo e diciamo anche e soprattutto perché altri lo leggano o lo vedano e pensino ma quanto è bravo questo qua! Solo, sarebbe meglio essere più sgamati, onde evitare epocali delusioni che se, è vero, ci fanno crescere, ci fanno però anche male. Non è bello illuminare con l'improvvisa luce di una tardiva consapevolezza anni e anni di cammino al buio o nella semioscurità: credevamo di camminare in una galleria del Louvre, la luce ci rivela che siamo invece sempre stati in un cunicolo delle fognature.

A parte questo, tutto bene, eh.

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domenica 20 settembre 2015

Governo farlocco

Hanno in mano l'informazione e la usano per manipolare le coscienze, esattamente come faceva Berlusconi, con l'aggravante che allora vi era una buona fetta di media che si opponeva, oggi a parte qualche eccezione sono tutti allineati come servi indegni.


Diffondono dati su occupazione e Cig farlocchi, continuano a parlare di ricerca di accordo con la minoranza per mascherare il mercato delle vacche, son sicuri di avere i numeri ma se li avessero non andrebbero in giro a far compere, strumentalizzano, per dare un'altra bella stretta ai diritti dei lavoratori, la sacrosanta protesta dei lavoratori del Colosseo che non erano pagati da un anno e che hanno fatto benissimo a scioperare (quando fu chiuso il Ponte Vecchio per affittarlo a privati, ci si preoccupo' della figura di merda con gli stranieri?). Commettono le più indegne porcate poi fanno un tweet con due palle e un hashtag tipo lavoltabuona, se lo rimpallano fra premier ministri e sottosegretari e pensano di aver sistemato le cose. Un governo davvero pessimo, come quello del Pregiudicato con la differenza che non c'e il contorno di putt*ane (progresso comunque non da poco), ma il respiro, i fini e i metodi sono quelli e pure peggiorati, un Parlamento non eletto da nessuno e pure delegittimato dalla sentenza della Corte che non avrebbe nemmeno il potere di decidere del senso unico di una strada e invece sta per stuprare la Carta costituzionale eseguendo come un cane fedele, in cambio di qualcosa neanche a dirlo, i desideri di Renzi e Berlusconi. Un governo tecnicamente modesto, debole, arrogante. Un governo dell'annuncio che non fa nulla se non togliere diritti e svuotare di senso la democrazia, squartare l'equilibrio dei poteri e il sistema dei pesi e contrappesi, accentrare sempre di più il potere nelle mani di un uomo solo e trasformare il Senato in un dopolavoro per consiglieri regionali ladri che godranno così dell'immunità.

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sabato 19 settembre 2015

Quanto faccio schifo io (Parte 1)

OVVERO: come una donna che mi conosce appena e con la quale non ho mai scambiato una parola che non fosse di lavoro possa arrivare in pochissimo tempo ad offendermi in maniera così globale, circostanziata, reiterata e livorosa. Tutta questione di intuito o ha avuto solo culo?


Parte 1
Abbiamo parlato per sei-sette minuti in tutto, nella nostra vita, divisi peraltro in due occasioni, sempre alla presenza di testimoni. Ho parlato molto di più col mio edicolante. E abbiamo parlato sempre di questioni di lavoro. Mi pare di non averle nemmeno mai stretto la mano, ma non ci giurerei (ci sono persone che ti fanno la radiografia già con la stretta di mano, a me invece basta guardarle, spesso).
Ci siamo scambiati alcune mail, sempre per questioni di lavoro (in tutto sette o otto mail, anche se lei per abitudine a una mia mail lunga risponde a pezzi inviandomi anche otto mail nel giro di dieci minuti), comprendendo anche le ultime in cui lei ha "sbroccato".
Mai parlato per telefono o su whatsapp, chat o simili. Non so di preciso dove abiti, quale sia il suo numero di cellulare, dove lavori. So di lei qualche dettaglio, per sentito dire, del tipo fa questo lavoro qua, odia o ama questo regista o questo cantante qua, è di questa religione qua (mamma mia).
Siamo entrati in contatto perche' conoscente di persona che conosco bene e, si badi bene, su suo impulso e per questioni professionali (es: sapete che la moglie o la sorella di un vostro amico vende tostapane e chiedete all'amico se vi fa avere un preventivo e un consiglio, questo è il quadro).
Fin qui nulla di strano, anzi il tutto è piuttosto banale e voi, se mi state leggendo provenendo da Facebook (quel social che non riusciamo a gestire con la tranquillità necessaria perché la vita reale ci disturba e ci toglie tempo), sarete a questo punto già passati al post sottostante, quello pubblicitario con la foto di una gran gnocca scollacciata e il testo ammiccante che vi dice "Guardate Martina cosa tiene sul tavolo del salotto, veramente scandaloso!" Come darvi torto?
Questa è la parte 1, quella meno interessante dopotutto. Ma chi è quel cretino che spara tute le cartucce al primo colpo? Se interessati, sapete dove trovarmi (per ora, poi forse in galera, non so mica...)

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lunedì 14 settembre 2015

Mezz'ora di pioggia può portarci via

Abbiamo smartphone potentissimi che definire computer non è eccessivo. Possiamo andare a New York in poche ore oppure ordinare un libro a Londra e averlo sulla scrivania due giorni dopo senza muoverci da casa. Abbiamo messo la bandierina sulla Luna e scherzato con Marte. Possiamo chiacchierare con un amico che adesso sta a Calcutta, perfino vederlo in faccia come se fosse qui. Facciamo trapianti di cuore, costruiamo dighe immense ed aeroporti sull'acqua, grattacieli altissimi. Abbiamo sconfitto tante malattie, rivelato moltissimi misteri, siamo a due passi dalla clonazione, parliamo già di colonie su un altro pianeta. Ma ancora non siamo riusciti a sfamare tutti i nostri simili. E ancora ci ammazziamo come bestie per motivi ridicoli, perchè ci piace far scorrere il sangue. E mezz'ora di pioggia può portarci via per sempre come formiche su cui si versi una bottiglia d'acqua, perchè abbiamo costruito dove non si sarebbe dovuto e abbiamo violentato la natura. E una scossa di terremoto può tumularci in cinque minuti nelle nostre case costruite con la sabbia. Potete parlare di progresso, quando scoprite che il vostro Iphone dialoga con voi e addirittura trascrive quel che dite: avete ragione. Ma forse sarebbe meglio allargare lo sguardo prima di affermare che siamo progrediti. E' un progresso a singhiozzo che spesso non risolve i problemi più gravi; una patina d'oro stesa su uno strato di fango. Ad un esame superificiale, abbiamo fatto passi da gigante e siamo quasi onnipotenti; osservando meglio le cose, siamo imperdonabili perchè pur avendone le possibilità non ci siamo ancora alzati da questo fango che ormai, indifferenti a tutto, nemmeno sentiamo più appiccicato sulla pelle.

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venerdì 4 settembre 2015

Oggi Alizée compie 2 anni, ma non lo sa

Oggi Alizée Doria Primavera compie 2 anni, ma non lo sa.
Del resto, ha ancora più nomi che anni.
Non sa quasi nulla.
Ho calcolato che non sa il 99,99999998% delle cose che saprà. Forse il 99,99999999%.
Come l'ho calcolato? E' bastato togliere 4 cazzatelle dal 100%.
Infatti è felice.
Non sapere è la prima e sicura condizione della felicità.
Non sa che si nasce e che si muore. Non sa che si soffre (quattro colichette e due vaccinazioni a parte) e che la vita è dura e che siamo noi che dobbiamo cercare di dare un senso a un flusso che di suo senso non ha. Non sa che ora tutto va bene e fra due minuti tutto può andare malissimo; o anche continuare ad andar bene.
Ha sua madre e suo padre. Si illude di poterli avere per sempre. Ha la pappa. I cartoni. I giochi. Il parco e gli amichetti. Fa la cacca. Dorme e prende ancora il latte, la sera e la mattina. Il suo presente è fatto di amore e di piacere, di coccole e risate, di corse e di capricci; il futuro non sa cos'è, del passato non si cura: del resto ne ha poco, per il momento.
Ti guarda negli occhi come mai più ti guarderà. Ha solo fiducia, amore. E' limpida nel cuore e negli occhi.
Non teme nulla, se non forse quando non vede per un attimo mamma o babbo, ma non sapendo cosa di male può succedere loro, non può esserne realmente preoccupata.
Non ha responsabilità, preoccupazioni, rimorsi, rimpianti, dubbi: nemmeno sa cosa sono.
Piange spesso, ma sono temporali che subito il sole di un sorriso scaccia via.
La vera felicità è questa: quella dei primissimi anni. Non tutti i bambini sono così fortunati, è ovvio. Ma, anche in contesti peggiori, se hanno comunque da mangiare e almeno una persona che si occupa di loro con amore, sono comunque felici come mai lo saranno più nella vita.
Non sanno però di essere felici, e questo fà sì che essi possano godere di questo stato ma non appieno. E comunque non si ricorderanno di esserlo stati, se non vagamente.
Per il resto della loro vita, la felicità sarà una conquista da ottenere; spesso non ci riusciranno, se non per brevi insuperabili attimi; e quando si chiederanno se sono felici avranno già la prova che in quell'istante non lo sono.
Dite che è una visione pessimista della vita?
Non mi avete mai letto quando sono pessimista.
Buon compleanno a questo piccolo progetto di donna.

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Panico in Europa, confusione nelle nostre coscienze

L'Europa ha 1,5 milioni di rifugiati e 500 milioni di abitanti. La sola Turchia ha 1,6 milioni di rifugiati, il Libano 1,2. Gli indesiderati di quest'anno sono lo 0,07% della popolazione europea... Le cifre relative agli arrivi di profughi sono ridicole per quanto sono basse, in assoluto e rispetto ad altre migrazioni ben più corpose del passato. Eppure l'Europa è nel panico più totale. I paesi si sentono assediati. Bambini e adulti muoiono come mosche, i mari sono tombe a cielo aperto, è un olocausto. Organizzazione zero, solidarietà zero, paura a mille, egoismo in prima linea, menti che si spengono e replicano bui fantasmi di un recente passato. L'Ungheria innalza muri di filo spinato tanto inutili quanto penosi e affronta chi fugge da guerre e violenze con i gas lacrimogeni; la Bulgaria muove i carri armati; la Repubblica Ceca marchia i disperati con il pennarello (vi ricorda niente?), la Slovacchia accetta solo cristiani, l'Inghilterra è preda del terrore, l'Italia dopo aver seppellito nel Meditarreno migliaia di poveracci fa pena come al solito e specula politicamente su ogni disgrazia. Eppure questi flussi modesti di profughi, se possono creare temporanei problemi logistici nei punti di raccolta, sono un'opportunità incredibile per l'Europa e non un pericolo: forze fresche per un'area in decadenza e con una forza lavoro in diminuzione; esseri umani che dovremmo aiutare anche se la cosa fosse contro i nostri interessi e che invece, per colmo di paradosso, avremmo pure interesse ad accogliere, se solo riuscissimo a ragionare correttamente: senza cuore, ma almeno che giri il cervello. Se proprio la Ue non vuole rinunciare ad agire da bestia, si dovrebbero fare almeno due biechi calcoli di convenienza. Ma il panico impedisce al cervello di produrre esiti soddisfacenti e non ci resta che raccogliere bimbi morti lungo la riva o nella stiva di un barcone o nella pancia di un tir, urlando di paura per l'arrivo dell'invasore che invece è solo un disperato, spesso con moglie e figli, che andrebbe accolto, rifocillato e, nel caso in cui voglia fermarsi, integrato, perchè lui adesso ha estremo bisogno di noi, ma a ben vedere siamo noi ad aver bisogno di lui, se solo allarghiamo la visuale e superiamo la nostra egoistica miopia. Sono pochi, tremendamente pochi. Se ci organizziamo, siamo in grado di accoglierne civilmente venti volte tanti senza nessuna conseguenza che non sia un modesto disagio iniziale. Sono disperati e ci chiedono aiuto: noi li trattiamo come animali infetti. La Ue ha il denaro sufficiente per dare un futuro a questa gente: gente che sarà poi il suo futuro, oggi alquanto fosco. Abbiamo soldi sufficienti per fare le cose per bene, ma ci manca il cuore e l'organizzazione; la volontà di fare il bene e la capacità di farlo bene.

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giovedì 3 settembre 2015

Indignati, ma esattamente per cosa?

Le foto di bimbi morti sulla spiaggia fanno vendere e fanno salire l'indignazione... ma guardiamo tutto da una prospettiva più generale: l'umanità si nutre di sangue da sempre. La violenza, la stupidità, la sete di denaro, di successo, di potere, di sesso, la mancanza di freni morali o di un'etica anche di seconda mano, l'invidia, l'indifferenza, la cecità, l'egoismo sfrenato, il pregiudizio sono i tratti distintivi di questo genere (quello umano), che ha impregnato di sangue tutti i secoli che ha vissuto e che infesta questo pianeta un tempo bellissimo e incontaminato. Combattiamo guerre per motivi ignobili quando non inesistenti, uccidiamo per un orologio d'oro o per quattro soldi nel como' o per una precedenza non data, spacciamo morte e seminiamo dolore e adesso vogliamo far finta di stupirci del fatto che al mondo il 10% delle persone detiene il 90% delle ricchezze, l'uomo sfrutta l'uomo, centinaia di guerre sono in corso, violenze di ogni tipo accadono ovunque e in qualunque momento e ogni mese muoiono centinaia di persone in fuga da una vita impossibile? Vogliamo far credere di stupirci del fatto che giustizia, libertà e uguaglianza non abitano su questo pianetucolo? Su dieci che mi stanno leggendo in questo momento almeno sei o sette sono razzisti, omofobi, violenti, delinquenti, stupidi o tutte queste cose insieme... Non parliamo poi di chi ha deciso di rinchiudere il proprio gia' limitato cervello standard di essere umano, fallibile e comunque sfruttato solo al 10%, in una bella gabbia religiosa o in generale ideologica. Ma fateci il piacere.

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