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domenica 28 febbraio 2010

Non smetteremo mai di lottare per quello che ci spetta

Torino, 27.02.2010 - Ha partecipato commosso al matrimonio simbolico tra due lesbiche, in un locale di Torino, la Rotonda del Valentino, il sindaco del capoluogo piemontese Sergio Chiamparino. Le due donne, Antonella D'Annibale e Debora Galbiati Ventrella, conviventi da nove anni che si sono promesse amore eterno, si erano rivolte al primo cittadino nei mesi scorsi con il desiderio di istituzionalizzare il loro amore. «Non posso sposarvi perché la legge italiana non lo consente - ha detto loro Chiamparino - ma ho voluto presenziare questa bella cerimonia augurandomi che la mia presenza possa servire a far dire a tutti che siete cittadini di serie A, come tutti noi». «Vi ringrazio - ha aggiunto - per aver capito subito che questa cerimonia non poteva svolgersi in un luogo istituzionale, perché nelle istituzioni devono avvenire atti legali. Se cambiano le leggi anche le istituzioni cambiano». Ovviamente senza la fascia tricolore, il sindaco ha ancora detto: «Sono qui per mettere un sigillo simbolico su questa unione. Questo è un momento che manda un messaggio forte di felicità e di sofferenza. Di felicità perché è evidente che vi amate tanto, di sofferenza perché non vi è possibile riconoscere pienamente questo vostro amore».
(corriere.it)

Elogio Chiamparino, bacchetto il PDL e il PD e tutti gli altri partiti e partitucoli di oggi e di ieri grazie alla cui ignavia e idiozia ancora oggi non sono riconosciuti a tutti i cittadini pari diritti e doveri, senza dimenticare l'apporto notevolissimo che la Chiesa cattolica ha sempre dato affinchè si perpetuasse questa incredibile ingiustizia che ancora oggi ci sporca la coscienza di paese cosiddetto civile. Ignoro il delirante presidio di Forza Nuova che ha pensato bene di piazzarsi poco lontano dal ristorante. Forse ai razzisti è proibito sposarsi? E allora perchè proibirlo ai non eterosessuali?

Se non lo conoscete, leggetelo: "Tenetevi per mano"

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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venerdì 26 febbraio 2010

TG1 bugiardo e la querelle Santoro-Travaglio

Oggi quella fucina di disinformazione che è il TG1, ormai tristemente noto in tutto il mondo, e che ogni giorno racconta balle e omette fatti a circa 17 milioni di connazionali ormai troppo apatici per capire la differenza tra propaganda e informazione, ha per due volte affermato che Mills è stato assolto. Mentre, in realtà, l'avvocato inglese reo confesso che, stando alla sua doppia confessione, alle carte e alla sentenza di primo grado, ha preso una mazzetta di 600 milioni da Berlusconi per dichiarare il falso in alcuni suoi processi e salvargli così il culo, è stato prescritto per effetto delle vergognose leggi fatte approvare dallo stesso Berlusconi come la ex Cirielli.
La differenza tra assolto e prescritto è enorme, ma mai quanto quella tra giornalista e trombetta del regime.
Penso che solo la necessità di sfamare un figlio possa giustificare oggi un giornalista che continui a lavorare in simili fabbriche di falsità.
Questo episodio mi ha fatto venire in mente una frase che oggi ho anche ritrovato in un interessante articolo di Barbara Spinelli su "Il Fatto" e cioè: "Non esiste libertà in una comunità cui manchi l’informazione attraverso la quale può scoprire e smascherare la menzogna" (Walter Lippmann).


Premesso che il pubblico scambio di lettere tra Travaglio e Santoro e la successiva discussione che questa ha innescato è una volta di più un chiaro segno della unicità e della grandezza del "Fatto", devo dire che secondo me Santoro ha torto. In una trasmissione che voglia definirsi seria occorre impedire a una persona di rispondere a una argomentazione anzichè nel merito accusando l'interlocutore sul piano personale con accuse peraltro già dimostrate infondate mesi fa. E bisogna impedire che alcuni interrompano sistematicamente l'interlocutore al solo scopo di non farlo esprimere. Questa non è censura, è tenere chi dovesse comportarsi da maiale all'interno del recinto. Chi non riuscendo ad attaccare il ragionamento attacca, con calunnie, il ragionatore, al solo scopo di infangarlo di fronte a un'opinione pubblica disinformata e quindi disorientata, deve essere fermato, al fine di garantire un confronto civile e parità di condizioni.
Se, facendo un esempio più concreto, si parla di Bertolaso e delle gravissime accuse che pendono sulla sua gestione della Protezione civile, ritirae fuori la solita (e falsa) storia delle vacanze di Travaglio è un comportamento da condannare e da impedire. Perchè Travaglio, allora, potrebbe ricordare a Belpietro e Porro che anche loro frequentano individui pregiudicati o già arrestati più volte, i loro datori di lavoro, e, al contrario di quel che secondo loro fece Travaglio, sapendo di farlo... Ma non avrebbe senso. Se si parla di Bertolaso, si risponde nel merito. E se non se ne è capaci perchè magari Bertolaso è indifendibile, si sta zitti. Calunniare o parlare sopra, gettare merda per dimostrare che tutto è merda e quindi merda è buono è una cosa inaccettabile. Sta al buon conduttore pensarci. Quindi il valido Santoro sia meno presuntuoso e più pratico. E vengano zittiti e puniti coloro che anzichè discutere con modi civili e di fatti e opinioni rubano la scena con villania e calunniano chi non la pensa come loro, facendo leva sulla posizione di forza in cui questo squallido "1984" italiano li ha posti.

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giovedì 25 febbraio 2010

Idiozie dei nostri tempi

Io rispetto le sentenze. Ciò non impedisce di commentarle, specie quando non sei tu l'imputato o un tuo amico/collega/protetto. Quella che condanna Google per la pubblicazione del video sul disabile è semplicemente idiota. In tutto il mondo ci stanno prendendo giustamente per il culo. Sarebbe come condannare la Fiat perchè un automobilista ha investito volontariamente un passante con la sua Bravo. Questa sentenza idiota rappresenta inoltre la sponda perfetta per le azioni censorie di chi nel governo vuole eliminare i residui della libertà di espressione. Evito di dire come la penso su chi la giustifica.

A Goito, nel mantovano, il Comune (sindaco UDC) ha deciso di vietare l'asilo ai bimbi che provengono da famiglie che non condividono l'ispirazione cristiana della vita. Ho trovato un'idiozia maggiore di quella appena commentata. Un bimbo ebreo non può dunque andare all'asilo (pubblico). E forse nemmeno un figlio di separati, no? Questi sono solo ignoranti razzisti, ignoranti beninteso nel nobile senso che ignorano la storia e hanno lacune umane e culturali immense, razzisti nel senso di razzisti.

Si dimette Balducci, il suo vice, ma non Bertolaso (scena delle dimissioni respinte a parte). Un altro di quelli col sedere incollato alla poltrona che non hanno capito che servire lo Stato vuole anche dire alzare le chiappe quando le intercettazioni e le indagini evidenziano mancanza gravissime certe e responsabilità gravissime probabili nella gestione di quell'allegro carrozzone chiamato Protezione civile.

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domenica 21 febbraio 2010

Interisti, fate ancora in tempo a recuperare la faccia

(Aggiornato 23 febbraio 2010 00.50)

Quando azzecco una previsione sono contento, ma mai quanto quando azzecco il giudizio su di una persona prima ancora di conoscerla meglio. Non sono un mago, il fatto è che l'esperienza aiuta quando devi giudicare un essere umano; se poi parliamo dell'ambiente sportivo, e calcistico in particolare, il conoscerne a fondo, per passione, dinamiche e natura mi aiuta parecchio.

Parlo di Mourinho, per esempio. Stava ancora al Chelsea e io avevo già un giudizio formato su di lui, in base a comportamenti, dichiarazioni, modo di fare. Venuto in Italia, ha confermato tutto. Come allenatore ha vinto molto, allenando però quasi sempre club di alto livello, spesso con presidenti zeppi di quattrini pronti a spendere carrettate di miliardi in campagna acquisti; non è questa la sede tuttavia per disquisire di questioni tattiche e tecniche, anche perchè allenare una squadra che in A lotta per salvarsi o una di B e allenare la mega corazzata Inter che dispone in pratica di due squadre e di altissimo livello sono imprese ben differenti. Ma è l'essenza dell'antisportività. E' presuntuoso e montato oltre ogni dire, viziato. Non sa comportarsi. Non sa accettare le decisioni arbitrali e i verdetti del campo. I suoi comportamenti sono irridenti, offensivi, bambineschi, inaccettabili, al limite dell'istigazione. Cosa ci faccia un tipo così ai massimi livelli del calcio non so dire.

Leggo che gli arbitri stanno pensando a una qualche reazione ai continui atteggiamenti inaccettabili di Mourinho e di alcuni presidenti di altre squadre. Le regole ci sono, applichiamole. Se un allenatore di fascia B si permettesse simili stronzate la mannaia calerebbe su di lui impietosa.

Se è vero che Moratti, patron dell'Inter, ha telefonato oggi ad Abete per lamentarsi dell'arbitraggio di Tagliavento (ineccepibile, a detta della stragrande maggioranza degli osservatori non interisti) la mia opinione su di lui muta un po': il famoso stile che gli attribuisce da sempre chi a volte lo paragonava pure a Paolo Mantovani e che io di rado ho visto diviene automaticamente un'eresia, e quel confronto un vero e proprio sacrilegio.

Sabato sera la Sampdoria è stata pesantemente intimidita dall'atteggiamanto inaccettabile e violento dei giocatori, dell'allenatore, della panchina, dei dirigenti e del pubblico dell'Inter. Anche a questo si deve la sua difficoltà a far gioco in 11 contro 9, oltre che alla bravura dei giocatori nerazzurri che sia pur in 9 sono riusciti a difendere la loro porta in maniera efficace. L'unica "colpa" della squadra genovese è stata aver giocato un'ottima prima mezz'ora e aver assistito alla sacrosanta espulsione di due interisti (conosco il regolamento). Dopo di che il clima è stato da guerra civile, l'arbitro ha addirittura temuto un'invasione di campo, ngli spogliatoi i giocatori blucerchiati sono stati aggrediti verbalmente con una durezza inaudita, a sentire quel che trapela. Il potenziale vantaggio (meritato) di poter giocare il resto del match con due uomini in più si è trasformato in un enorme svantaggio. Spero che chi di dovere abbia compilato per bene i report e che la giustizia faccia il suo corso. Saranno campioni d'Italia di calcio, ma è tutto, a giudicare da come si comportano.
E sono gli arbitri compiacenti, inadatti o fragili psicologicamente che hanno costruito questo andazzo per cui quando arriva uno che, una sera, arbitra equamente o ci prova, riuscendoci, si scatena il finimondo da parte di chi a un arbitraggio equo proprio non è abituato.

Un plauso a Tagliavento (ha arbitrato e non ha mai perso la testa: capita molto di rado con le big, solitamente blandite e protette da arbitri che tengono alla carriera) e un plauso alla Sampdoria (staff, giocatori e tifosi, circa tremila), che non ha mai reagito e ha globalmente mantenuto un'invidiabile calma.

Il sito dell'Inter (www.inter.it), ieri, ha pubblicato una cronaca della partita che definire vergognosa è poco. Noto stasera che anche il Corriere della Sera la stigmatizza. Io ieri sera ho subito scritto all'ufficio stampa nerazzurro per protestare. Essere una delle due parti in causa non dà il diritto di redarre una cronaca parziale e piena di falsità e di interpretazioni da bar sport che un qualunque filmato del match smonta in due secondi.

Ancora mi ricordo di quando, un anno fa, l'Inter fece 1-1 a Marassi con gol di Ibrahimovic e della sua mano che diede un aiutino e del ritorno, quando Adriano diede un bel pugno secco a Gastaldello, non fu espulso perchè l'arbitro non vide il fatto (ma fu poi squalificato con la prova tv) e quindi, rimasto in campo, segnò il gol vittoria. E hanno pure il coraggio di lamentarsi, e per niente poi.

L'Inter è in silenzio stampa. Sino a martedì. ragazzi, siete ancora in tempo a scusarvi con Tagliavento, con la Samp e col mondo. Fate ancora in tempo a recuperare la faccia.

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Ecco il link a cui trovate la cronaca di inter.it (da stamane non è più lo stesso link di ieri):
http://www.inter.it/aas/news/reader?L=it&N=47416&stringa=incredibili

Ed ecco la mia lettera all'ufficio stampa dell'Inter, spedita sabato 20.02.2010 sera:

All'Ufficio Stampa di www.inter.it

1) Incredibili le decisioni arbitrali che portano alle due espulsioni
2) Al 24' Milito scatta in profondità servito da Maicon: l'arbitro fischia un fuorigioco dubbio.
3) L'intervento dell'argentino non è violento e non è una gomitata, semplicemente il difensore cerca di allargare la sua posizione di difesa
4) a quel punto Pazzini rifila una gomitata a Lucio, Tagliavento lo ammonisce
5) viene nuovamente ammonito Cordoba, perché in ritardo su Pozzi, ma il colombiano non affonda di certo il tackle. Eccessiva l'ammonizione che porta all'espulsione. Incredibile quello che sta succedendo al 'Meazza'
6) Al 10' Eto'o perde l'equilibrio in area, cade e viene ammonito dall'arbitro

Il fatto che si tratti della cronaca di Inter-Samp redatta dall'Ufficio Stampa di www.inter.it non giustifica la sua scarsa obiettività e la sua palese e davvero ridicola impostazione di parte. In una cronaca devono prevalere i fatti non le interpretazioni di parte degli stessi, anche sul sito di una delle parti in campo. Indico sopra almeno 6 punti discutibili che tratteggiano una visione dell'evento assolutamente di parte e smentita già dai replay immediatamente successivi ai fatti incriminati. Inoltre nessun accenno viene fatto al comportamento vergognoso di giocatori, allenatore e dirigenti dell'Inter (Milito merita il rosso su Palombo, intervento a martello, Eto'o il rosso perchè ringhia sull'abitro dopo aver chiesto un rigore simulato e Mourinho che ride, irride, fa il gesto delle manette meriterebbe il rosso pure lui) che credendo erroneamente di aver subito ingiustizie danno vita a un indegno can can. Davvero una cronaca pessima.

Rispondo punto per punto:

1) tutte esatte, come dimostrano i replay e come hanno osservato diversi commentatori (Caputi, Di Marzio, Bocca e Bianchi su Repubblica etc). Mi dispiace per voi ma Tagliavento è da 7.
2) il fuorigioco c'e'
3) è una gomitata da ultimo uomo e in ogni caso un semplice giallo avrebbe determinato comunque il rosso
4) quella di Pazzini è una gomitata (Pazzini che viene spintonato) e quella di Samuel no, eh?
5) Le ammonizioni di Cordoba ci stanno, la prima poi l'ha presa da stupido
6) Si butta senza essere toccato e chiede il rigore, quindi giallo: poi aggredisce verbalmente l'arbitro e viene graziato

Complimenti davvero. Leggetevi quella sul sito della Samp (obiettiva e pacata) e imparate.
http://www.sampdoria.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5937&Itemid=38

Inoltre trovo assurdo che non sia indicata sul sito un semplice indirizzo di mail al quale scrivervi e si debba invece iscriversi, con il solito dispendio di dati personali, anche solo per contattarvi. Come vedete non mi nascondo, scrivo il mio numero di cell. Ma decido io quali dati dare e quali no, se permettete.

Firma
N. di cell.

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Aggiornamento 23 febbraio 2010 00.50

Certo, l'Inter farà ricorso avverso la decisione odierna del giudice sportivo, dimostrando così di non aver capito niente.
Intanto le sanzioni comminate (Mourinho 3 giornate e 40mila euro, Muntari 2 giornate, Cambiasso 2 giornate, Oriali inibito, 30 mila euro alla società, oltre alle ovvie giornate per Samuel e Cordoba e, casa Samp, Pazzini e Pozzi -solo ammonito ma già diffidato) confermano quel che dicevo e fanno luce sulla incredibile aggressione subita da Pozzi nel tunnel: addirittura un pugno non andato a segno!
Ti aspetti meno di due giornate di stop se cerchi di colpire e aggredisci cion inaudita violenza verbale un avversario a goco fermo? Due giornate sono niente.
Fare ricorso è davvero ignominioso.

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Una giuria di pochi neuroni e tanti ormoni

Per il secondo anno consecutivo, al fondamentale Festival di Sanremo vince un Amico della De Filippi. Inoltre il trio Pupo-Principe-Canonici, che complessivamente non commento per non rischiare di andare nel penale, arriva secondo, Mengoni (X-Factor) terzo. Inoltre vengono eliminati dal podio Cristicchi, Arisa, Grandi, Noemi, Fornaciari, Malika (premio della critica) e tutti i migliori. Gli orchestrali, di fronte a tento scempio, appallottolano gli spartiti e si ribellano. Traducendo: i migliori a casa, i re di Amici e X Factor e l'improbabile trio nazionale fra gli allori.

Ma davvero dobbiamo meravigliarci? Chi vota a Sanremo, spendendo 0,75 centesimi a sms (un furto)?
Io no. Mia madre e mio fratello no. Non conosco nessuno fra gli amici o i colleghi di lavoro che lo faccia. Votano gli adolescenti, o meglio: le adolescenti, quelle in piena tempesta ormonale, più ormoni che neuroni, che se solo dici Tokyo Hotels svengono con la bava alla bocca. Sedute accartocciate sul divano o per terra, magari in compagnia, tutte ridolini e strillini, orsacchiottini e cuoricini, sparano sms col nome dell'idolo agognato dai loro costosi gadget (che fra le altre cose servono anche per telefonare) con la stessa frequenza di un bombardiere di Bush sui paesi nei quali occorre esportare la democrazia. Premiano il tipo belloccio e palestrato o tenerone cucciolone che regala loro i primi brividi orgasmatici, e lo favorirebbero anche se si presentasse a cantare le pagine gialle stonando trenta volte; non votano la musica, il testo, l'interpretazione, scordatevelo. E da loro cosa ci aspettiamo, il trionfo di Cutugno (mamma mia!) o di canzoni di qualità come quelle di Cristicchi, Malika etc (magari)?
E questo sempre che il meccanismo di voto sia regolare, perchè io dove non vedo non credo, in questi campi. Troppo facile per un soggetto X inviare un pacco di sms al fine di portarsi a casa tutto il cucuzzaro.

In ogni caso, risultato atteso. Se fai votare i gatti non potrà vincere un cane. Se votano i cani, vincerà un osso. Se votano i porci, una ghianda. Il televoto è quanto di più stupido, disomogeneo, ingiusto, non rappresentativo, antidemocratico ci possa essere.
Odio i reality, gli x-factor-amici-grandefratello-fattoria etc. Per me è pornografia sentimentale mista a trash.
La tivù italiana è un cassonetto, rare eccezioni a parte (rarissime), infracito di pubblicità idiota, autopromozioni pacchiane, personaggi privi del benchè minimo talento, volgarità, stupidità, vuoto assoluto.

Se siamo idioti è anche per colpa della tv.
Ma, francamente, stasera non me ne frega niente!

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Una cosa normale

Un giudice (Tagliavento, voto 7), una sera d'inverno, fa, inaspettatamente, una cosa normale (ma che accade di rado):arbitra una partita di calcio fra due squadre (Inter, voto 3 e Samp, voto 7) come se fossero due squadre da trattare allo stesso modo, a cui applicare in ugual misura il regolamento del gioco. E, per caso, prende una serie di decisioni clamorose ma tutte esatte, come rivelano i replay. Quello che dovrebbe essere la norma, in un mondo ideale, diventa uno scandalo e fa letteralmente perdere la testa ai giocatori, all'allenatore e ai dirigenti della squadra di casa (Inter) che si comportano in modo antisportivo e vergognoso, tanto da far dire che se Tagliavento non avesse usato buon senso e non avesse capito il "momento" degli interisti avrebbe dovuto tirare fuori almeno altri due rossi (Eto' che si butta e ringhia all'arbitro, Milito su Palombo). E che dire di Mourinho (che sportivo mai è stato) che, sentendosi vittima di inesistenti ingiustizie, ride, si dispera, irride, esaspera gli animi, mima il gesto delle manette (voto 0) e viene graziato?
Spiace sempre vedere come giocatori di squadre non avezze ad arbitraggi imparziali quando affrontano squadre medie o piccole (Juve, Inter, Milan, etc) perdano la testa letteralmente quando vengono casualmente danneggiati da errori arbitrali o, come è il caso di stasera, vengano semplicemente arbitrati in maniera equa. Per team come la Sampdoria o il Parma è normale restare in 9 dopo 30 minuti se si commettono un chiaro fallo da rosso (avendo già un giallo carico) e due falli da giallo, quando accade ai cosiddetti big è il finimondo, l'ingiustizia dei complotti, la disperazione degli impotenti.
Prima della vittoria, per me, contano impegno e sportività. Avessero fatto tutto questo i giocatori della mia squadra (un indegno can-can per decisioni sacrosante, per giunta), sarei rimasto delusissimo e indignato.

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venerdì 19 febbraio 2010

Meno male che c'è Cristicchi

Non le ho ascoltate tutte quindi non dirò "è la migliore". Ma la canzone di Simone Cristicchi presentata a Sanremo è buona davvero ("Meno male", scritta assieme a quel diavolaccio di Frankie Hi Nrg). Testo perfetto, dissacrante e irriverente quanto profondo e divertente: far sorridere delle tragedie del nostro paese è difficile, far sorridere e riflettere è roba da maestri. Gli accenni alla coca, ai videoricatti, alla chirurgia plastica sono geniali, la punturina al Papa indolore ma gustosa, il ritornello, lungi dall'essere offensivo, è eloquentissimo di un certo modo di fare (dis)informazione in Italia: bacchetta chi ci informa male e poco ma anche chi fra di noi ha perso lo spirito critico e la voglia di verità. Interpretazione riuscitissima, motivo musicale che ti acchiappa le orecchie dopo una manciata di note. Godibilissima.

Cristicchi continua il suo cammino di talento in divenire: spesso sottovalutato, specie agli inizi (la qualità stenta ad emergere, nei nostri anni, soffocata com'è dal dilettantismo e l'indipendenza di pensiero e il coraggio sono visti come fumo negli occhi), a volte censurato (almeno due volte). Voi ricorderete "Ti regalerò una rosa" (primo premio a Sanremo 2009) o "Vorrei cantare come Biagio", il tormentone di esordio, o la partecipazione a Sanremo 2008 con la "Rivoluzione" del rapper che ha buttato giù con lui "Meno Male", e fate bene. Ma Cristicchi ha cantato anche altri pezzi e tanti sono i premi e i riconoscimenti avuti in questi anni.
A proposito di coraggio e indipendenza di pensiero, ecco "Prete", liberamente disponibile sul suo sito web: risale al 2005 e demolisce la Chiesa cattolica. Fu bandita dal consesso (in)civile, merita un'ascolto: http://www.simonecristicchi.it/mp3/canzoni/prete.mp3
Impossibile non sentirsi "slacciati".

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lunedì 15 febbraio 2010

Negare sempre, negare tutto


Bertolaso giura che la storia degli incontri sessuali (o favori sessuali, che è poi la cosa che ci interessa: non chi veda Bertolaso nel suo tempo libero -cavoli suoi- ma chi veda durante l'orario di lavoro, quindi con tanto di scorta pagata da noi, come supposta contropartita di favori illeciti fatti coi nostri soldi) è falsa ed è una pura infamia.
Io posso arrivare a capire tutto, come nel caso delle escort del premier, di Noemi col karaoke e del ciarpame, di Tarantini e della sanità pugliese, ecc. Volete che non sappia a quale ingordigia di potere, sesso e denaro possa giungere l'essere umano? Ma non capisco perchè certe persone, beccate col naso nella marmellata, anzi con tutta la faccia nel vasetto, neghino tutto sapendo che fra poco tutto uscirà fuori e li ricoprirà, questa volta sì, di infamia.
Voglio dire: anche Marrazzo ha negato, ma per un giorno.
I giudici accerteranno i fatti, ma le intercettazioni sono già abbastanza chiare da poter dare un giudizio, se non ancora una sentenza.
Sento Bertolaso rassicurarci, dire che è solo fango e che non è vero niente e poi leggo i verbali delle intercettazioni (tipo questa: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/15/news/verbali_notte_con_bertolaso-2303052/) e mi chiedo se e quando la finirà anche lui di (continuare a) prenderci in giro. Le intercettazioni (che difatti lor signori stanno per proibire) sono tremende perchè scoperchiano le balle senza pietà e ti inchiodano al muro senza possibilità di fuga.
Che dire poi della frase: "me ne vado se solo il premier lo vuole"? Che il premier non è un re che ha diritto di vita e di morte su di noi e che da uno che non se ne va nemmeno dopo una sentenza che ha accertato che un tale avvocato è stato da lui pagato per dire il faso in tribunale ti aspetti un rigurgito di etica? Tu Bertolaso rispondi a noi e alla legge, non al premier (che dovrebbe rispondere a noi e alla legge pure lui, in una democrazia), quindi se hai fatto qualcosa che non va, dal dare una ripassata a una Francesca messati a disposizione da qualche beneficiato a non vigilare sui tuoi sottoposti ad altro che per ora possiamo solo immaginare, prendi la porta e salva la faccia, forse sei ancora in tempo, forse.
Bertolaso, la strada che hai deciso di percorrere una volta scoperchiata la pentola è, se possibile, più schifosa di quella che, sembra, sta bollendo in pentola.
Nel frattempo Gasparri si sta occupando del caso Morgan, la Lega propone rastrellamenti casa per casa per scovare gli immigrati clandestini e migliaia di precari della scuola hanno perso il posto, nel silenzio più assordante.

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domenica 14 febbraio 2010

Odifreddi a "Massa Scienza" con "Hai vinto, Galileo!"

L'altro ieri sera ultimo atto della rassegna Massa Scienza, al teatro Guglielmi di Massa (MS), ospite Piergiorgio Odifreddi con il suo ultimo volume "Hai vinto, Galileo", dedicato alla vita e all'opera di Galileo Galilei, il famosissimo scienziato pisano che nel corso del XVII secolo visse e studiò entrando in rotta di collisione con l'ottusità e la violenza della Chiesa Cattolica. Platea gremita, palchi occupati per tre quarti, pubblico interessato e attento anche se un po' intimidito quando alla fine si è trattato di rivolgere qualche domanda al noto matematico, logico, saggista e divulgatore, divenuto famoso soprattutto nella sua veste di paladino degli atei o, quanto meno, di "eroe" e portavoce di chi, semplicemente, vorrebbe che l'Italia fosse veramente uno stato laico e che chi crede non cercasse di imporre quello in cui crede agli altri o di contrabbandarlo come verità scientifica svalutando così la vera scienza, che non di dogmi è fatta ma di osservazioni e di deduzioni, in una ricerca che sempre si rinnova di una verità spesso solo sfiorata ma non per questo meno ambita.
Odifreddi ha parlato di Galileo, dell'uomo (non privo di difetti), dello scienziato (non esente da errori) e dello scrittore (davvero talentuoso); ha ricordato le sue osservazioni e i suoi rivoluzionari scritti e la sua battaglia, perduta ma alla fine poi vinta, per affermare verità scientifiche contrastanti con quelle presunte tali della Bibbia. E' stato chiaro e brillante nell'esposizione, da buon divulgatore, pacato e divertente quanto è bastato per rendere piacevole una materia non facilissima; ha intrattenuto per un'oretta e mezza un pubblico soddisfatto. Non sono mancati i soliti accenni pungenti ai cattolici e alle loro rigidità intellettuali, spesso provocati da maliziose domande del pubblico. Odifreddi è mal visto da molti per la sua presunta cattiveria e mancanza di rispetto nei confronti di chi crede ma francamente l'ho sempre trovato sì pungente ma mai offensivo e comunque sempre preciso, esauriente e sicuro delle proprie argomentazioni, anche di fronte ad attacchi massicci.
E' l'unico appuntamento di questa rassegna a cui mi è capitato di partecipare. In estate avevo appreso con rammarico dell'annullamento della prevista data con la meravigliosa Margherita Hack, che spero di poter ascoltare presto.

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giovedì 11 febbraio 2010

A.A.A. massaggiatrice offresi, bella presenza, si richiede pulizia e serietà

E così, dopo le escort di Berlusconi e le penose bugie smascherate dai fatti (quanto sono ostinati i fatti) eccoci di nuovo alle prese, dopo alcuni mesi, con nutrite schiere di servitori dello Stato (ramo protezione civile) che piegano la funzione pubblica ai loro interessi privati e, profittando del ruolo che ricoprono, elargiscono denaro e incarichi a imprenditori senza scrupoli (capaci pure di ridere alla notizia degli affari che il terremoto aquilano procaccerà loro) in cambio di favori economici e sessuali. Ancora una volta grazie alle intercettazioni (che difatti lor signori vogliono proibire) apprendiamo quali sconce e miserevoli condotte si nascondano dietro facciate di finta efficienza e di conclamata trasparenza, quali sordidi figuri maneggino le leve del potere e gestiscano la cosa di tutti. Allora erano signorine caste e pure invitate ad innocenti cene e di cui non si sospettava la reale professione di puttane; oggi sono massaggiatrici o fisioterapiste chiamate ad alleviare le fatiche a rifocillare i muscoli stanchi e le menti stressate di infaticabili servitori votati alla causa pubblica.

Ancora una volta, quindi, perfidi magistrati corrotti e al soldo della sinistra o di oscuri complottisti internazionali cercano di screditare il governo ed i suoi funzionari, per definizione integerrimi. E a nulla vale il fatto che vi siano fatti inoppugnabili e intercettazioni non altrimenti interpretabili. Presto, vedrete, spunteranno come funghi tanti innocenti e non punibili "utilizzatori finali".

Francamente, questo nuovo scandalo (che farà sorridere Hillary Clinton, pochi giorni fa criticata con piglio severo da chi ora deve difendersi dall'accusa di aver fruito di prestazioni sessuali in cambio di chissà quali favori e nonostante questo non si dimette -dimettersi e poi restare perchè invitati a farlo equivale a non volersi dimettere davvero, caro Bertolaso) non mi stupisce. E mi fanno sempre più pena (senza offesa s'intende) quei milioni di connazionali usi ad informarsi unicamente attraverso i telegiornali delle reti Rai e Mediaset e le principali testate giornalistiche: non sapranno mai quello che io sto venendo a sapere in queste ore, non leggeranno mai le parole degli inquisiti e degli arrestati che non sapendo di essere intercettati svelano tutta la loro nefanda indole, non conosceranno mai la verità e quindi, ignorando molti fatti, i più rilevanti, non potranno decidere in maniera fondata cosa fare della loro vita, cosa pensare di quel che accade oggi in Italia, chi votare e perchè. Crederanno che si tratti di una montatura, che la D'Addario è stata pagata dai nemici del premier per incastrarlo, che Craxi era un galantuomo ingiustamente perseguitato e via dicendo.

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mercoledì 10 febbraio 2010

Di Pietro nella bufera

Clamore e indignazione ha sollevato la decisione di Di Pietro di appoggiare il candidato PD per la Campania Enzo De Luca, rinviato a giudizio due volte per truffa allo Stato, associazione a delinquere, concussione e falso. De Magistris contesta fortemente la decisione, Di Pietro la difende parlando in soldoni di "meno peggio" e di abile scelta di realpolitik che consente di ingabbiare De Luca in una serie di condizioni (dimettersi se condannato, per esempio) e di non consegnare nelo stesso tempo la regione a Cosentino e soci. Beppe Grillo (definto tempo fa da De Luca "saltimbanco che dice idiozie") contesta, Marco Travaglio critica con ferocia e come al solito con argomentazioni inoppugnabili. In rete piovono commenti di simpatizzanti dell'IDV delusi o inferociti. Il Fatto Quotidiano (giornale che sempre più si sta imponendo grazie alle sue qualità e che, ricordiamolo, è esente dai finanziamenti pubblici per scelta) critica conn durezza la decisione di Tonino (sebbene qualche superficiale non più avezzo a concetti quali indipendenza, serietà professionale e verità dei fatti, si ostini a considerare il quotidiano un'emanazione dell'IDV).
La mia posizione è questa: non condivido l'appoggio a De Luca. Non penso che poter strappare una regione a chi la mal governerà o cercare di non rompere l'alleanza col PD possa giustificare l'appoggio a un due volte rinviato a giudizio, per quanto si sia innocenti sino a sentenza definitiva (vent'anni o giù di lì per arrivarci): ci sono tante persone capaci e senza macchia, è nostro diritto essere governati da persone competenti e senza pendenze (vero, premier?). Questa decisione, sebbene spiegata con chiarezza da Di Pietro, contrasta con quello che l'IDV ha sostenuto fino a due giorni fa sull'argomento. Ovviamente questo non fa di Di Pietro un mafioso (per via di certi scandaletti montati sul nulla dalla venduta stampa di regime) o non lo equipara a chi d'abitudine mal governa, si fa le leggi su misura, delinque e sfugge ai tribunali, candida pregiudicati, rinviati o condannati: semplicemente, è una scelta che io non condivido, e che gli creerà molti problemi. Se isolata, sarà presto dimenticata, se invece è l'inizio di un cambiamento di rotta allora per l'IDV si prospettano tempi grigi. Diciamo che, su questo punto, sono con De Magistris.

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sabato 6 febbraio 2010

Fini, Marx e la servetta

Presto verrà il giorno in cui smetterò di interessarmi di politica e mi darò all'allevamento di camaleonti (voglio cambiare hobby ma non troppo).
Accadrà la mattina in cui svegliandomi troverò Gianfranco Fini alla mia sinistra. No, non nel mio letto, non saltate a facili conclusioni, so che dopo l'exploit del premier che, comodamente adagiato nel lettone a una piazza e mezzo di Putin, si fa un registratore senza accorgersene, ormai tutto si butta in sesso, ma ancora c'è chi lo fa gratis.
A sinistra in senso politico, a conclusione di un lungo percorso che dalle affermazioni omofobiche e razziste contro gli insegnanti omosessuali e dalle rivendicazioni nere come la notte porterà il buon Gianfranco, nei weekend liberi da impegni, a dar la caccia ai nazisti nascosti in Sudamerica.

Il Colle del Quirinale, sede attuale del Morfeo Ponzio Pelato, già si profila all'orizzonte e ora che Berlusconi, per via della storia dei festini e delle puttanelle spedite a stock, è andato ai box per restarci, la strada sembra spianata davanti a Fini, che però, per raggiungere l'ambita poltrona, deve continuare con pazienza e buona lena in questa lenta e astuta opera di sgrassatura. L'uomo che pochi anni fa affermava orgoglioso che "nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista", l'uomo che sfidava il mondo e il buon senso dicendo ad alta voce che "Mussolini è stato il più grande statista del Secolo" (ma non era Berlusconi il migliore degli ultimi 150 anni?), il combattente non pago che progettava rivalse ("chi è vinto dalle armi ma non dalla storia è destinato a gustare il dolce sapore della rivincita... Dopo quasi mezzo secolo, il fascismo è idealmente vivo") e che diceva compito che "ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti" (fasi... che sia questa una di quelle?) sa bene ormai che la strada per la poltrona più alta, degno regalo di fine carriera, quella adesso scaldata da Napolitano, è ormai tutta in discesa e sa che per percorrerla tutta occorre fornire l'immagine di un politico luccicante, bipartisan, ecumenico, cosmopolita, equilibrato, tollerante, laico, capace di rinnegare il passato e di smarcarsi da un partito, il PDL, sempre più azienda e sempre meno partito: tutte cose che possono precluderti la strada per diventare presidente, ahimè!

Fino a qualche anno fa pensare a Fini come futuro presidente della Repubblica sarebbe stato ridicolo, quasi come immaginare la Banda Bassotti affacciarsi dalla finestrina del deposito di Paperone con tanto di tuba e mazzo di dollaroni in mano; oggi sembra l'unica possibilità dopo il settennato di Napolitano: da questo capite bene lo stato in cui versiamo. Non è tanto che la destra ormai è stata sdoganata e gli ebrei vittime dell'Olocausto non se li fila più nessuno se non quei decerebrati che fanno i revisionisti nelle ore d'aria dei manicomi criminali, è che Fini ha mollato i bagagli in stazione e si è incamminato da solo, lasciando i suoi vecchi camerati col cerino in mano e generando prima sconcerto poi panico e irritazione fra coloro i quali se lo sono visto scappare di mano come un'anguilla.

L'uomo per il quale pedofilia e omosessualità erano sinonimi, l'autore di quei capolavori noti come legge Bossi-Fini e legge Fini-Giovanardi (uno spinello e rischi molto di più di chi, fatto e strafatto, stupra ma poi si pente), colui che si oppose ai Dico, colui che venerava il pelato col pancione (Lui, sì) che mandò a morire in treni piombati diverse persone, oggi è illuminato, pacato, garante supremo delle istituzioni: un presidente della Camera perfetto, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Adesso, multietnico e gay nell'animo, riceve le associazioni che si battono per i diritti degli omosessuali e definisce le leggi razziali promosse dal fascismo come "male assoluto del XX secolo"; garante delle istituzioni, bacchetta ogni volta che può le buffonate parlamentari del PDL; laico e illuminista, afferma il trionfo della ragione sulla fede e si batte per i diritti delle donne, per il testamento biologico, per la RU-prendila tu. L'uomo che nel 2007 dichiarò: "non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione" e che nel 2009 guarda con fiducia alla fusione di AN e del Pdl "perché i valori sono gli stessi, sono quelli del partito popolare europeo" e subito dopo confluisce nel PDL, oggi è così diverso da se stesso da sembrare un estraneo: la mattina, prima di farsi la barba, deve passare l'iride alla fotocamera del bagno altrimenti la schiuma da barba non viene giù dal dispenser.

Solo gli stupidi, si dice, non cambiano mai idea. E' vero, ma non vorrei che noi fossimo così stupidi da credere a un cambiamento di idee di pura facciata: perlomeno, aspettiamo un po', che so, almeno altri 40 anni! Il tempo come sempre ci dirà quel che vogliamo sapere, di certo Fini non è questo, come forse non era neppure quello: ma, così a occhio, mi sembra più quello che questo!

Comunque ora ci fa fare un figurone, tanto da pensare peccato non averlo al posto di quell'imprenditore corruttore che fra un festino e il successivo passa il tempo a legiferare per il suo bene e a inveire contro gli ultimi 4 comunisti rimasti al mondo (i quattro peli di Marx di recente ritrovati sulla gonna della sua cameriera; come saprete, il buon Carletto ha scritto un'analisi del perfido capitalismo che ancora oggi fa brillare gli occhi ma, come dire, a dar retta a diverse voci, nel tempo libero tradiva la moglie spazzolandosi la servetta da cui ebbe un figlio che prese poi un altro nome per non far scoppiare un bel casino: almeno, lui, non era in politica! Dico voci perchè, all'epoca, non si registrava ancora...)

(post pubblicato su Quid est Veritas in data 11.10.2009)

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giovedì 4 febbraio 2010

Italy vs. Japan

Toyota (Giappone)
Colosso nipponico nella bufera. Perchè? Perchè ha annunciato il ritiro negli Stati Uniti di un altro milione di veicoli, portando così a oltre 7,3 milioni il numero di automobili che - dal novembre scorso - devono essere riparate in officina (e in Canada quasi 300 mila auto; 2 milioni previsti in Europa; anche quella di mio fratello...). Motivo? Pedale dell'acceleratore che puo' bloccarsi sotto il tappetino... Pedali fabbricati da una ditta nordamericana, per la cronaca. Ma forse c'entra poco. Manifestazioni, scene di panico, isteria, dichiarazioni a pioggia di concorrenti e di politici, speculazioni, minacce di multa, perdita di valore delle azioni, timori dei concorrenti del Sol Levante per una possibile pubblicità negativa sulle autovetture orientali e caos planetario; tutto il mondo gira il coltello nella piaga e la stampa italiana, maestra del ramo, sparge un po' di merda su un fastidiosissimo concorrente (fastidiosissimo perchè bravo). Che fa Toyota? Corre immediatamente ai ripari, senza accampare giustificazioni imbecilli. Si scusa anzi per il grave errore, rivede gli utili, organizza una imponente campagna mondiale di richiami, blocca addirittura la produzione per sette giorni negli USA, decisione inusuale e coraggiosa: francamente, una volta fatto l'errore, cosa potevano fare di più? Uccidersi, probabilmente. E sappiamo che, parlando di giapponesi, non si tratta di un'idea così lontana dal loro modo di concepire il senso del dovere e quello di responsabilità. Hanno reagito da giapponesi, in maniera efficiente, imponente, drastica e impeccabile e per quest'errore perderanno più di 2 miliardi di dollari. Inoltre, ribadiamolo, si sono scusati profondamente. A che servono le scuse? A niente. Ma chi allora non si scusa nemmeno o lo fa dopo un po' e con un sorriso tirato?

Fiat (Italia)
Richiamo per 500 mila Grande Punto: il difetto e' nel piantone dello sterzo. La Fiat e' stata costretta ad avviare una delle piu' grandi campagne di richiamo della sua storia. Il difetto e' nel possibile scorretto avvitamento di una vite che fissa il piantone dello sterzo che potrebbe causare la rottura dello stesso con conseguente perdita di controllo del volante.
Certo, si tratta di numeri inferiori. In assoluto però, non in termini relativi. Ma avete sentito parlare della notizia? E se sì, con la stessa risonanza? Io l'ho scoperto stasera, dopo due mesi. E vivo in Italia, non in Giappone. Inoltre, leggendo qua e là, sembra che a Torino ci abbiano messo un po' prima di ammettere la cosa ufficialmente. Se ne è parlato così poco che ancora adesso non sono del tutto sicuro che questa notizia sia vera...

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mercoledì 3 febbraio 2010

No scandaletti no Festival

Morgan rilascia una dichiarazione a XL. Fra le altre cose afferma che assume spessissimo droga a fini antidepressivi e dà un giudizio pesante sulla presunta cattiveria e brama di successo di Maria De Filippi i cui sgherri spadroneggerebbero in Rai. O perlomeno: queste due cose mi hanno colpito di quel che ho letto.
Oggi Morgan viene escluso dal Festival di Sanremo che sta per iniziare.

1. Siamo proprio sicuri che fosse per la questione della droga?....
2. Saranno fatti suoi se si droga? Povia che tratteggia i gay come malati curabili, Eminem che mima una fellatio con una bambola e alza il dito medio (Bossi style), il patron di Playboy in pigiama circondato da gnocche, Tyson definito "brava persona" da Bonolis, opsiti insulsi strapagati (coni nostri soldi) per comparsate di pochi minuti e per figure da deficienti: tutto questo è ammesso. Ma far cantare uno che ha detto che usa droga, no.

Si sono subito scatenati, come da collaudata prassi, il ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, il Codacons, il direttore di RaiUno Mauro Mazza, il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, buona parte del mondo politico, ecc. I politici nemmeno sanno cosa sia la coca, hanno dovuto informarsi su Wikipedia....

Affermazioni evitabili di una persona libera di fare quel che vuole della sua vita.
Esclusione stupida dettata dalla solita ipocrisia di merda che sempre regna sovrana.

E attenzione: a me il Morgan artista piacicchia solo un po' (sebbene ne riconosca il talento), il Morgan di X-Factor per niente: quindi questo non è il post di un fan. Tanto per chiarire.

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