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domenica 31 gennaio 2010

L'ultimo assalto

Tristi figuri ripetono da tempo di voler cambiare la Costituzione, che nella loro mente limitata e distorta fu partorita nel dopoguerra da manipoli di comunisti a caccia di passatempi tra un piatto di bambini bolliti e una battuta di caccia al borghese. Non la conoscono oppure la conoscono troppo bene. Non hanno rispetto per i sacri valori in essa enunciati e per il sangue che l'ha partorita. Non ne apprezzano l'equilibrio e la saggezza e l'abile costruzione di poteri bilanciati. La vivono come un fastidio, come un ostacolo ai loro loschi traffici e alle loro manie di grandezza, come un limite alla loro brama di potere e di ricchezza. Sono gli stessi che coi decreti legge, con il ricorso sistematico alla fiducia, le leggi ad personam, gli attacchi violenti a tutte le istituzioni e a tutte le persone che osino fare il loro dovere e con il finto esercizio di una sterile e in realtà complice opposizione hanno minato in questi anni l'impianto democratico, sfruttando i suoi pochi pertugi e trasformandoli in falle sempre più grandi, e tutto questo agendo in modi formalmente democratici ma sostanzialmente affini alle peggiori tirannie. Hanno svuotato la scatola della democrazia, che ora fa bella mostra di sé sullo scaffale ma non contiene più quasi nulla. E ora stanno dando l'ultimo assalto al fortino. Una casta corrotta che in nome di finti ideali di destra, di centro o di sinistra è al tramonto ma che, prima di cadere nel suo stesso lerciume, sta per lanciare un ultimo disperato e pericoloso assalto alle nostre residue libertà di tele-cittadini anestetizzati e apatici.

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venerdì 29 gennaio 2010

Ci stiamo (anzi: vi state) abituando a tutto...

La ormai mitica frase di S. Berlusconi ("meno immigrati significa meno criminalità") non solo è falsa, ma è un interessante e purissimo concentrato di idiota razzismo. Il post più breve del mio blog per una delle mascalzonate più grosse di Papi.

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Caro collega, Papi ha bisogno di te

"Caro collega, da martedì prossimo 2 febbraio a partire dalle ore 10 voteremo la legge sul legittimo impedimento. Non serve ricordarti l’importanza che questo appuntamento ha per il PDL, il Presidente Berlusconi e il Governo e ti preghiamo pertanto di garantire la presenza per tutta la prossima settimana senza eccezione alcuna. Cordialmente.
Firmato On. Fabrizio Cicchitto e On. Italo Bocchino."


Questa è la (ormai nota) lettera inviata a tutti i deputati PDL in vista della votazione su una legge che, a sentire i TG servi di regime, dovrebbe essere importante per tutti gli Italiani e che invece sappiamo bene essere estremamente importante per uno solo.

"Senza eccezione alcuna". Come dire: le altre volte, cioè quando si discute e si vota su problemi del Paese e non su problemi giudiziari del premier, vieni o resta a casa, fai un po' quel che ti pare.

Un Parlamento di nominati e non di eletti, che quindi devono rispondere non a noi ma a chi li ha nominati, non potrà che rispondere presente e votare come richiesto.

Democrazia italiana, anno 2010: la cacca ci fa una figura migliore; intanto è naturale, poi è sincera, indi è utile.

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mercoledì 27 gennaio 2010

Italiani brava gente

Oggi, nel giorno della Memoria, non ricorderò cosa è opportuno non dimenticare: nell'epoca di Internet chiunque può rinfrescarsi le idee, se davvero non ricorda. Vorrei invece sottolineare come l'Italia abbia fattivamente contribuito all'Olocausto nazista, con buona pace di chi la mena sempre col mito degli Italiani brava gente. Non è necessario aver teorizzato e messo in pratica lo sterminio degli ebrei per essere considerati responsabili dell'Olocausto, è sufficiente quel che abbiamo fatto. Non abbiamo costruito forni crematori sul nostro suolo, ma abbiamo mandato a morire migliaia di persone in quelli eretti dai nazisti. Il nostro paese è sempre stato bravo ad autoassolversi ma i fatti sono la cosa più ostinata del mondo.
L'italia fascista fu profondamente, anche se in una prima fase ambiguamente, razzista e antisemita. Le vergognose leggi razziali, firmate da Vittorio Emanuele III, non sono state un episodio: ci rappresentano molto più di quanto siamo disposti ad ammettere e confermano, esaltandolo, un tratto incancellabile della nostra storia e della nostra natura. Il nostro razzismo viene da lontano, ha radici storiche profonde, e ancora oggi non può dirsi debellato.
Le leggi razziali, promulgate verso la fine degli anni '30, non suscitarono sdegno e riprovazione, non provocarono rivolte, non fecero perdere consensi al regime. Furono viste come una buona occasione per far fuori fastidiosi concorrenti o per regolare conti personali. La stessa Chiesa non si oppose più di tanto a questo scempio inumano. Dall'Italia partirono treni carichi di ebrei mai più tornati. Certo, molti di noi aiutarono amici e conoscenti ebrei a nascondersi; ma molti altri si abbandonarono alla delazione e alla denuncia. Il nazismo ai suoi esordi si ispira al fascismo, poi è il fascismo a elaborare teorie razziste e antisemite in parte ad imitazione di quello che sta accadendo in Germania. Vi dice nulla il Manifesto della razza? E la rivista La Difesa della razza? Inutile fare distinguo, anche noi abbiamo avuto i nostri campi di concentramento, anche in Etiopia, per tacere dell'uso dell'iprite e delle foto con i corpi penzolanti degli impiccati e con le ceste piene di teste mozzate.
Qui, in Italia, appena una settantina di anni fa, persone come noi vennero private del lavoro, allontanate dagli incarichi pubblici, depredate dei loro beni, ignobilmente sottoposte a varie forme di discriminazione e di vessazione, deportate solo perchè di razza ebrea. Lo stesso cristianesimo ha profonde radici nel pregiudizio antigiudaico.
Ricorderemo davvero solo quando smetteremo di aggiustare la storia per assolverci da simili orrendi misfatti.
Ecco perchè oggi, giorno della Memoria, faccio gli auguri a tutti quegli idioti che si nutrono di pregiudizi e a tutte quelle forze politiche, siano essere rappresentate in Parlamento oppure no, che dell'intolleranza, del razzismo, della xenofobia fanno la loro bandiera giorno dopo giorno, con gli scritti, con le parole e coi fatti. Spero che i nostalgici muoiano per la nostalgia.

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martedì 26 gennaio 2010

A volte un post nasce anche così

A volte un post nasce anche così, in auto, al semaforo o durante un'attesa, su un foglio di fortuna come quello ritratto a lato. Anche se sono sempre più rare le volte in cui dalla carta si passa poi al pc, che ormai la fa da padrone quando si tratta di scrivere, riscrivere, archiviare. Ormai, per quanto mi riguarda, la scrittura coinvolge quasi solo il pc, la lettura invece avviene ancora su carta per il 90 per cento dei casi. Immagino che tutto questo vi abbia interessato molto! (foto: la bozza di "Falsari" del 21 gennaio 2010)

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domenica 24 gennaio 2010

A single man (di Tom Ford)

Decidi di spendere sette euro per l'esordio di Tom Ford alla regia e capisci che per fare un film ci vuole impegno, serietà e capacità, ma senza un po' di talento (quella cosa che non si impara) vai poco lontano: ecco perchè uno che fino a ieri faceva lo stilista di successo oggi è il regista, sceneggiatore e produttore di un'opera prima incredibile. "A single man", diciamolo subito, non è un bel film, ma di più. E' un film che quanto a bellezza toglie il respiro.

(attenzione: questa recensione potrebbe rivalarti qualche particolare che potresti non voler conoscere prima di assistere al film)

Girato in stato di grazia, ti avvolge come un incantesimo. La perfezione formale notevolissima e la maniacale cura dei dettagli che lo caratterizza e della quale si è molto parlato soddisfa certamente l'occhio ma non serve a mascherare, come spesso accade, una mancanza di contenuti; esalta invece il profondissimo significato dell'opera, tratta dal libro di Christopher Isherwood. Se a tutto questo aggiungete una padronanza tecnica del mezzo davvero inaspettata in un esordiente, una sorprendente capacità di fare poesia e di arrivare al cuore dello spettatore manovrando una macchina da presa e la recitazione meravigliosa di Colin Firth e di Julianne Moore, risulta evidente come non potesse uscirne che un'opera di altissimo livello. E se ve lo dice uno che non ha tanto in simpatia gli stilisti e che è molto severo con i neofiti, potete crederci. Certo, se siete persone che non riescono a seguire nulla di più lento di un action movie o che si fanno prendere dal mal di testa se per cinque minuti non c'è dialogo o se entro i primi quindici non c'è un conflitto a fuoco, o peggio ancora se siete tipi superficiali e razzisti, allora non è il film che può rendervi la serata memorabile e, detto fra noi, nell'ultimo caso non meritate assolutamente di avere serate così.

Penso che non sia eccessivo dire che la morte ha un ruolo da assoluta protagonista nel film. La morte che pone fine alla vita e toglie il senso della stessa a chi rimane. E l'amore, che dà un senso alla vita e, proprio perchè più forte della morte, rende impossibile viverla quando questa irrompe in un'esistenza. E per amore intendiamo l'amore, senza stupide distinzioni o paletti buoni solo per gli idioti. Solo chi ha un cuore libero da sporcizia può in effetti godersi questa storia nella sua straziante e commovente bellezza, nella sua angosciante e così vera tristezza, nel suo profondissmo significato: gli altri possono solo sghignazzare, o sentirsi inadeguati (e hanno ragione a sentirsi così perchè lo sono) o apprezzare parti del tutto (la cura formale, la recitazione, ecc.) ma non il tutto. La morte è protagonista perchè spezza un amore e svuota di senso una vita; viene poi cercata ma senza successo; riappare alla fine quando non è più voluta e quando in ogni caso niente è più come poco prima.

Davvero un pezzo di bravura il montaggio alternato che caratterizza il film, con continui flashback in ralenty e musica che non appaiono mai come inutili virtuosismi ma invece, funzionali alla narrazione, gettano chi guarda direttamente nell'abisso di dolore e solitudine in cui sprofonda quella sera il professor Falconer, consolato da una Julianne Moore che di abisso personale ha il suo. Un'unione struggente di due disperate solitudini che fingono felicità e cercano di tirare avanti facendosi forti l'uno della capacità di fingere dell'altro. Davvero straziante l'atmosfera che si respira la sera della cena a casa della Moore: difficile rendere così bene e con così tanta naturalezza sentimenti così forti senza strafare ma semplicemente riuscendo a farli fluire con naturale pienezza sino al cuore di chi guarda: siamo parte del vuoto che il professor Falconer sente dentro di lui e attorno a lui, non vi stiamo solo assistendo; sentiamo anche noi quel senso di inutilità e di insignificante vuoto che rendono un inferno le sue giornate, ogni singolo attimo di quelle. La forza del film è questa straordinaria capacità di coinvolgerci e di risucchiarci al suo centro: lo vivi, più che guardarlo; Falconer sei tu, potresti essere tu, forse lo sei stato e ne sei uscito, magari in modo diverso, oppure ci sei ancora dentro a questo abisso di non-vita in cui il passato ti tormenta in modo insopportabile, il presente è un'impresa insostenibile e il futuro non riesci più a vederlo.

E' anche un film sull'omosessualità e sulla grande forza d'animo e sicurezza di sè che sono necessarie per vivere liberamente il proprio amore in una società che discrimina ed emargina i diversi: il dolore del professore è acuito dalla circostanza di non poterlo mostrare, di doverlo vivere di nascosto, senza poter nemmeno partecipare al funerale "riservato ai familiari". Era l'America degli anni '60, e se guardiamo alla società di oggi ci accorgiamo che ben poco è cambiato. Ed è un film sulla bellezza: sulla bellezza dell'amore, sulla bellezza delle cose che molto spesso non notiamo ma che a volte, se colta, può essere così forte da farci male e può ridare un significato a una vita che sembrava non averne più.

Che dire poi della stupenda lezione universitaria sul tema della paura? La paura come contrario della conoscenza, come arma usata dai governi e dai poteri in generale per spaventare la gente e per poterla controllare, seminare il terrore del diverso da te per poter giustificare qualsiasi virata reazionaria.

Il professor Falconer, che non trova più alcuna ragione per continuare a vivere, impara in questa piccola odissea personale ad apprezzare la vita e le piccole cose, che sono le più importanti. La lezione che ci dà è quella di vivere senza paura e di imparare ad apprezzare i momenti e le cose che sembrano insignificanti ma che invece spesso si rivelano come i più importanti. Cerca la morte senza trovarla, poi la morte trova lui, ma a quel punto trova un Falconer diverso da quello dell'inizio, un uomo che forse adesso può anche morire perchè ha capito il senso della vita, perchè ha finalmente capito che si può andare avanti nonostante tutto e perchè, dopotutto, dalla vita ha avuto quello che molti, per avverso destino o perchè impuri di cuore, non riescono ad avere nel corso di un'intera esistenza.

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A Single Man
U.S.A., 2009, 99'
Regia: Tom Ford
Cast: Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode, Ginnifer Goodwin, Nicholas Hoult, Paulette Lamori, Lee Pace, Keri Lynn Pratt, Ryan Simpkins, Teddy Sears, Ridge Canipe
Trama (da filmup.leonardo.it):
Ambientato a Los Angeles nel 1962 durante la crisi dei missili successiva all’invasione USA a Cuba, "A Single Man" è la storia di George Falconer, un professore inglese di 52 anni che cerca di dare un senso alla propria vita dopo la morte del suo compagno Jim. George indugia nel passato e non riesce a immaginarsi un futuro, ma una serie di eventi e di incontri lo porteranno a decidere se ci sia o no un significato nel vivere senza Jim...
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Di questo film, dopo averlo visto e dopo averne scritto, ho letto diverse critiche. Alcune negative (è normale), altre, anche di penne prestigiose, davvero insulse per la visione superficiale con la quale lo hanno giudicato: un vetro appannato non ti fa vedere con chiarezza. Sono queste ultime che accetto a fatica, perchè a differenza delle prime criticano un'opera senza saperne evidenziare limiti o pecche, mostrando chiaramente di non averla apprezzata soprattutto per il fatto di non averla saputa o voluta capire. Il fatto di dover giudicare un esordiente o un neofita che comunque già gode di fama planetaria in un altro settore dello show business non deve inquinare l'occhio con cui guardi a una nuova creazione. Resta poi sempre vero che la bellezza è (anche) nell'occhio di chi guarda. Non intendo criticare chi di questo film scrive giudizi negativi o giudizi mestamente positivi, ci mancherebbe: ma contro chi giudica senza aver capito, e lo mostra con chiarezza in quel che scrive.

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La favoletta dell'accanimento degli orologiai

Ieri il mio amico Francy ha preso una multa perchè alcune settimane fa, parcheggiando in pieno centro, tratto in inganno dal colore bianco delle strisce del parcheggio, non aveva esposto per distrazione il disco orario: 38 euro. Non è la prima che becca, tutte per cavolate (nessuna autostrada contromano a 150 insomma), ma è un habitué della contravvenzione: dovrebbero dargli una medaglia per quanto constribuisce economicamente a rimpinguare le casse del comune in cui risiede e di quelli in cui occasionalmente si reca. E ha ricevuto il preavviso di pagamento dei 38 euro proprio venti minuti dopo aver parlato male, con amici al bar, di alcuni politici locali che malversano. Non mi è mai venuto in mente che soffre di distrazione patologica o che guida come una capra zoppa, direi invece che analizzando a fondo la questione e considerando che negli ultimi sei anni ne avrà collezionato una quindicina, di multe (non sono poche), si tratta con evidenza di accanimento giudiziario: lui vota Udc e dà fastidio alla giunta del comune che è retto dalla sinistra, quindi i vigili e gli organi preposti si accaniscono contro di lui solo per calcolo politico. Una gli è arrivata due anni fa proprio alla vigilia del suo compleanno, una, se non ricordo male, due giorni dopo la nascita del nipotino e un'altra (vado sempre a memoria) qualche ora prima di recarsi alle urne per le regionali: si tratta evidentemente di giustizia a orologeria, non del fatto che prendendo sanzioni a pioggia è normale che queste arrivino un po' a casaccio durante l'anno. Ieri si è fatto sentire anche suo figlio: ha detto chiaro e forte che è in atto una campagna d’odio (automobilistico?) il cui evidente fine è quello di colpire suo padre.
Fino a quando non avremo eliminato da questo paese tutti i comunisti (stalinisti, parassiti e mangia bambini) e tutti i giudici (mentalmente disturbati e non umani) non potremo dire di vivere in un paese libero. Forza Italia!
Questa storia vi ricorda qualcosa? No, è solo un'impressione, state tranquilli.

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giovedì 21 gennaio 2010

Falsari

Questa sistematica, indegna e globale riabilitazione a padri della patria di delinquenti comuni e assassini alla quale stiamo assistendo dai tempi di "Mangano è un eroe" in poi, questa opera di stupido e vomitevole revisionismo di vita e opere di un politico che ha rubato miliardi di lire per il partito e per sé e che, scoperto, è fuggito all'estero per sottrarsi all'unico giudizio possibile, quello della magistratura della repubblica alla quale aveva giurato fedeltà, morendo latitante e non esule e con alcune condanne sulle spalle e altre in arrivo, è il frutto di una vera e propria contraffazione politica, storica, culturale, della quale sono biechi autori e servili complici la quasi totalità dei media e dei politici, con l'augusto avallo di chi dovrebbe essere il garante di tutti gli Italiani, difensore della democrazia, custode della verità. E tutto questo mentre questi insulsi crapuloni stanno apparecchiando la tavola della democrazia con la ventesima legge ad personam (il processo breve), che spacciano per riforma della giustizia e che invece oltre che essere inutile è l'ennesima legge studiata apposta per salvare il premier dai suoi notevoli guai giudiziari. Sto rivalutando Giuda.

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martedì 19 gennaio 2010

San Bettino

Di Benedetto Bettino Craxi, del decennale della sua morte, dei soldi che non ha rubato / ha rubato ma per il partito / ha rubato per il partito e per sé, amici, amanti e familiari, di Craxi che è morto esule e perseguitato da giudici al soldo della Cia e cattivi / è fuggito per non essere processato ed è morto latitante, di Craxi che è giusto dedicargli una strada essendo stato un grandissimo statista / è una vergogna il solo proporlo si è parlato molto, in questi giorni e in questi dieci anni. E' in atto il tentativo di riabilitare un condannato e latitante che non c'è più al fine di legittimare alcuni inquisiti, processati, condannati e prescritti che ci sono ancora: il disegno è palese.
Io lo votavo, Craxi, prima che si sapesse quel che faceva. La sua politica aveva tratti che mi piacevano. Lui mi piaceva. Ma non conoscevo i suoi conti esteri e tutto il resto. Quando l'ho saputo, per me la questione si è chiusa.
Quanto alle parole di Napolitano, che dire? Inesatte e leggermente vergognose, e non dico altro, è meglio.
Direi che una battuta apparsa su voglioscendere.it a firma Max e ripresa da Il Fatto raffigura bene la mia posizione sull'argomento:
"Il mio elettricista mi ha rubato l'argenteria e tutti i risparmi, però devi vedere che impianto elettrico mi ha fatto. Quasi quasi gli dedico una strada".

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lunedì 18 gennaio 2010

L'ennesima brunettata

Brunetta (ministro) propone una legge per obbligare i figli ad uscire di casa a 18 anni ed evitare così il proliferare dei bamboccioni, figura così definita da quell'altro gran pensatore di Padoa-Schioppa qualche anno fa. Dico gran pensatore perchè non si curava minimamente di riflettere sul fatto che se uno resta in casa è perchè non c'è lavoro, gli affitti e il prezzo delle case sono alle stelle, ecc. e non solo perchè è un mammone (anche se qualche mammone esiste di certo). Ma lasciamo stare, se non ci arrivano da soli, a certe conclusioni banali e alla saggia decisione di pensarci dieci volte prima di parlare e dopo decidere di star zitti, non saremo noi a incaricarci di farceli arrivare: i ministri sono loro, no? E' evidente che Brunetta spara assurdità a cacchio col solo fine di avere visibilità, ormail il gioco s'e' capito. Tuttavia rispondo: innanzitutto la abbinerei a una legge che prevedesse dimissioni immediate per chi, parlamentare, rilascia due dichiarazioni cretine in un anno solare o una affermazione razzista nello stesso periodo (in questo modo ci saremmo liberati già di Brunetta, della Carfagna e di mezza Lega); in secondo luogo mi fa piacere apprendere che, come ha dichiarato lui stesso a RTL, a 30 anni Brunetta non sapeva rifarsi il letto: capisco, come dire... tante cose.

PS 1: Non classifico il post come "politica", non lo merita... uso "società-attualità-costume", è meglio.
PS 2: se li prende in casa lui, i 18 enni? O usiamo le ville di Papi?

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Mia moglie si sposa (di Richard Sale)

Un tempo chi realizzava un film lo faceva, generalmente, perchè ispirato. Per via del suo talento, insomma. Così chi scriveva, chi dirigeva, chi recitava. Questa mia considerazione si applicava a tutti i campi dello spettacolo e dell'arte. Cercava di piacere al pubblico, ovviamente, ma a guidarlo era il talento, quel che sentiva e la sua capacità di esprimerlo, senza condizionamenti. In questo modo la qualità era quasi sempre assicurata. Chi decideva cosa produrre aveva certamente un occhio al mercato, d'altra parte non è che uno può fare il benefattore, sebbene un tempo vi fossero più mecenati; ma i criteri erano altri e soprattutto non era solo il mercato, il profitto, come invece accade oggi, fatte salve rarissime anche se significative eccezioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: film scritti male, recitati male da attori che fino a ieri erano scemi del grande fratello o ignoti incapaci, diretti col piede sinistro in fretta e furia; fiction senza anima, farcite di vecchie glorie e con sceneggiature piatte come una tavola, fatte solo per avere un riempitivo tra una raffica di spot e la successiva.
Queste considerazioni mi sono state ispirate da un film del 1951 per la regia di Richard Sale che mi è capitato di rivedere con estremo piacere l'altra sera: Mia moglie si sposa ("Let's make it legal"). Benchè il Morandini lo snobbi ("inconsistente") e ne definisca debole la sceneggiatura, io l'ho trovato baciato da una scrittura davvero di prim'ordine. Non è obbligatorio condividere sempre l'opnione del Morandini. Recitazione buona, ritmo, storia interessante e anche se non del tutto originale condita di elementi che ne impreziosiscono la struttura, dialoghi davvero eccezionali. Un buon prodotto, davvero. Assistere a un film così ti eleva, ti lascia qualcosa, oltre a un vago senso di soddisfazione e alla consapevolezza di aver impiegato bene 80 minuti. Se penso ai film di oggi (non necessariamente a "Natale a Beverly Hills") mi cadono le braccia. Ve lo consiglio. Una buona storia e buoni dialoghi sono già metà film; se poi avete persone che sanno recitare anche solo discretamente e un regista che, senza essere un fenomeno, sa fare il regista il gioco è fatto: oggi, questi ingredienti, latitano e davvero rarissimo è trovarli comunque tutti insieme nella stessa pellicola. Domina il dio denaro, l'arte per l'arte è solo un ricordo, ci propinano prodotti sempre più scadenti per assecondare il nostro senso del gusto che loro stessi contribuiscono decisamente a deprimere sempre di più. Ma provate a chiedere in videoteca "Let's make it legal", in noleggio o anche in vendita: vi guarderanno come se foste pazzi, invece i pazzi sono loro, che hanno tutti gli ultimi film, compresi quelli di qualità pessima, ma non hanno se non un titolo qua e là un Hitchcock, un Kubrick, un Allen, un Weir, un Chabrol. Un po' come in libreria: l'ultima perdibile creazione di Vespa ti assilla da tutti gli scaffali, un volume di Dostoevskij che non sia Delitto e castigo o di Goethe che non sia il Faust vi obbliga a girare quattro o cinque negozi o ad ordinarlo, quando vi va bene. Questo è mercato, non è cultura. Cosi' qualcuno fara' certamente i quattrini, ma globalmente, come società, non si ha futuro.

Let's Make it Legal - Mia moglie si sposa
Regia: Richard Sale
Cast Claudette Colbert, Macdonald Carey, Marilyn Monroe, Robert Wagner, Zachary Scott
1951, Stati Uniti d'America, 77 min.
Benché sia già nonna, Miriam si sente ed è ancor giovane e poiché si sente trascurata dal marito, decide di divorziare. In realtà il marito, che da qualche tempo vive separato dalla moglie, frequenta ancora assiduamente la sua casa, dove, insieme a Miriam, vive la figlia Barbara, sposata a sua volta e madre. Le pratiche per il divorzio sono già ben avviate ed entro un dato termine, la cui scadenza è imminente, la sentenza di divorzio diverrà definitiva ma Barbara fa il possibile per portare i genitori ad una riconciliazione. A contrastare i piani della figlia riappare sulla scena un amico del marito, Victor Mc Fralan, antico pretendente di Miriam. Victor, che ha fatto fortuna, rivede Miriam e... (trama tratta da http://it.movies.yahoo.com/m/mia-moglie-si-sposa/index-151138.html)

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domenica 17 gennaio 2010

Rassegna stampa prima dei ravioli domenicali

-Sarah e Veronica del Grande Bordello (Fratello) si sbaciucchiano a palla, altro che bacio-provocazione per la fine dell'anno, come gli incauti avevano subito detto, qui c'è del piccante: la storia lesbo farà schizzare gli ascolti, presumo. Attendo una ferma presa di posizione della Chiesa, che mi pare stia sottovalutando quel che sta accandendo (un bel peccato in diretta). A parte il fatto che Veronica, a quanto leggo, nelle settimane precedenti ha baciato praticamente tutti, loro due, le amanti, le due raviolone rinchiuse nella casa, lo sanno che "per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare" (Mara Carfagna, ministro, 2007)? Come pensano di poter procreare?
-Nel frattempo "Amici è sotto choc" (così leggo) per la defezione di Davide Flauto, uno dei concorrenti, per motivi "personali" che verranno chiariti in diretta. Sono maledettamente vicino alle adolescenti in lacrime. Che vuoi che sia il terremoto di Haiti, al confronto. Sono vicino ma non quanto sarebbe auspicabile, come direbbe il professor Humbert Humbert! (questa è per pochi, per gli altri c'è Google).
-Sempre in queste ore la magica triade Frattini/Sacconi/Brunetta si è recata ad Hammamet per celebrare il decennale della morte di Bettino Craxi, perseguitato da magistrati deviati e costretto a morire all'estero pur non avendo mai sottratto un soldo per scopi personali. I morti si rispettano ma sarebbe bene non falsificare la verità, sempre che anche i vivi che lo fanno desiderino essere rispettati. Le favole mi sono sempre piaciute, ma solo prima di addormentarmi, non sui giornali a giorno fatto.
-Moncalieri, esplosione in una villetta, due morti, forse un tentato suicidio. Di certo ancora non si sa nulla, ma quelli che per uccidersi (manovra lecita e per certi versi condivisibile, anche se "Questa parvenza di vita
ha reso antiquato il suicidio. Questa parvenza di vita, signore,non lo merita...solo una migliore) uccidono pure altri mi sono sempre stati sulle scatole, per usare un eufemismo.
-Settimane bianche, genitori in rivolta. "Chi non parte ha diritto a andare a scuola". Naturale, altrimenti ti ritrovi il figlio a casa e devi prendere ferie. Non biasimo chi chiede questo, è un'esigenza reale. Biasimo la società in cui viviamo che porta a questa e altre storture.
-Aumenti ai prof di religione. È la "sorpresa" di Tremonti. Nella busta paga del mese di maggio troveranno circa 220 euro in più. Una notizia carina per chiudere. Carina soprattutto per "quasi 12 mila insegnanti di religione a tempo determinato attualmente in forza alle scuole italiane. Per il rinnovo del contratto degli insegnanti, invece, i sindacati hanno chiesto un aumento di 200 euro mensili da erogarsi in tre anni, ma il ministro della Pubblica amministrazione è disposto a concederne appena 20. E non solo. Vorrebbe agganciare gli aumenti di stipendio dei docenti al merito." A me torna tutto, non so a voi. Forse non sapete come vengono nominati e quali privilegi hanno gli insegnanti di religione (cattolica) pagati dallo stato italiano (laico, no?) ma scelti dalla Chiesa ecc. ecc. Viva l'Italia, giardino del Vaticano.

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sabato 16 gennaio 2010

Ancora non ho famiglie da rovinare, peccato...

In attesa della riforma fiscale promessa e poi rimangiata dai soliti capoccioni sparapalle della politica (due sole aliquote = meno tasse per i fottuti ricchi, stesso brodo di sempre per i tipi comuni che però se la bevono - piove, governo ladro) oggi ho giocato per la quarta o quinta volta nella mia vita al gioco truffa Win for Life (spesa: 2 euro) e ho vinto la spasmodica e caleidoscopica cifra di 9,67 euro avendo totalizzato la bellezza di 2 punti. Il mio profitto ammonta dunque a 7,67 euro (devo dichiararli o sono esentasse? 7,67 = 9,67 - 2,00, per le teste dure). Perchè ci giochi se è un gioco truffa? E perchè ogni giorno mangiamo due o tre volte quel che ci potrebbe bastare per vivere bene, perchè ascoltiamo le palle dei tg annuendo beoti o continuiamo a credere alla menata dell'anima gemella e alle bufale degli oroscopi? Io comunque ho vinto, domani incasso. Ho notato che l'estrazione delle ore 10 e quella delle 20 sono le più fortunate (non è vero, che stronzata). Quasi quasi vado in taxi ad incassare. Perchè gioco truffa? Perchè dice che vinci 4000 euro al mese per decenni e invece può essere molto meno di 4000 euro (dipende) e perchè come tutti i giochi simili non è equo, serve solo ad ingrassare lo Stato porco e a rovinare qualche famiglia. Ma a noi non interessa, infatti ci giochiamo con entusiasmo (ancora non ho famiglie da rovinare, peccato... almeno non le ho nel senso classico del termine). Penso che userò 2 di quei 9,67 euro per rigiocare subito e tentare un'altra botta (tipico). Alla fine se non vinco anche domani mi resteranno, netti, 5,67 euro. Un crodino con noccioline al tavolo di un bar: ma a che serve dopotutto desiderare di più, i soldi non danno la vera felicità ecc. ecc.? (frase tipica del morto di fame; ecco perchè mangiamo tre volte di più...). Però vinci (una miseria) e ci rigiochi, perchè vuoi vincere di più. Se vincevo 120 miliardi al superenalotto lo trovavo il tempo di fare un post su un tema qualunque (di certo non per fare coming out, belli) o per imparare i verbi? (ma è linguaggio colloquiale, si può omettere l'avessi vinto, l'avrei trovato). Forse si', lo trovavo. Da Rio. No, non è vero, se vinco una paccata di stra-miliardi non mi muovo da qui, dimenticate i film, col cavolo che parto, a che serve? Non cambio di un pelo le mie abitudini per sei mesi (così dicono tutti, poi il giorno dopo sono già a chiedere quando arriva la Ferrari che hanno ordinato), poi quando la situazione si è calmata compro Kakà così mi sgamano tutti. Ho detto Kakà così per dire, potevo dire compro l'Australia, o il buco dell'ozono (dicono siano grandi uguali). Secondo me quel bar mi porta buono (vaccata). Domani compro anche un gratta e vinci e coi restanti 0,67 euro telefono a UPS solo per sentire la mitica voce registrata. Una cifra sotto i 10 euro non impedisce di fare progetti, come vedete. Dice quello: che cavolo, potevi mandare due euro ad Haiti con un sms o aiutare la ricerca sul cancro, no? Dico io: fatti i casi tuoi, no? E comunque, come no, aggiungo: la villa di qualche "primario" o "servitore dello stato" (qui cito il Maestro) ha bisogno di rifiniture eh? Un consiglio: se volete aiutare fatelo sempre direttamente, mai per interposta persona o ente: che le ville abusive se le finiscano da soli. Offrite la colazione a un mendicante, se proprio vi sentite in vena: è lo stesso una buona azione. Gli euro voglio vedere dove finiscono, raramente arrivano tutti nelle tasche dei bisognosi, diciamo che un po' si perdono per la via... Poi se vinco 120 miliardi un sms lo faccio, dai, e chiamo pure Telethon (per dire: ho più soldi di voi, tiè!). Ok, domani si incassa, ce la farà lo Stato porco a sopportare il salasso? Mi tremano i polsi al pensiero (no, è per via di quelle pasticche rosse che ho preso dieci minuti fa). 'Notte.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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giovedì 14 gennaio 2010

Raipalle

Il direttore del TG1, Minzolini, ha sferrato stasera un duro attacco a Tangentopoli, a dieci anni dalla scomparsa del leader socialista Craxi. "Un vulnus alterò i rapporti politica-magistratura e ha lanciato nell'agone politico i magistrati che ne erano stati protagonisti" "[Craxi fu] uno statista, non serve riabilitazione".
Lui era serio e tutto compreso, io provavo un senso di vomito misto a una irrefrenabile risata.

Non guardo più il Tg1 da mesi (se non quando devo commentarne le malefatte): è un megafono gracchiante e ridicolo del potere, racconta alcuni fatti e altri no, li distorce, fa pura disinformazione, non è indipendente: ha una credibilità pari a zero, tutta conquistata sul campo. Come telegiornale non serve a un cazzo: non informa. Come una pila scarica: a che serve? Si butta. Magari il TG1 può servire come pelapatate, non so, ma come mezzo informativo davvero no. Ogni giorno racconta palle a 17 milioni di teleutenti molti dei quali poi da teleutonti votano come votano: se hai informazioni sbagliate ti formi opinioni sbagliate e magari, che so, voti un delinquente e pensi male di un onest'uomo.

il Tg1, generalmente, racconta balle o omette i fatti. Questo è il TG1 di Minzolini, l'unico TG al mondo a dichiarare di non voler parlare del più grande scandalo politico italiano di sempre, di cui parlano i media di tutto il pianeta, perchè a suo dire è solo gossip.
L'editoriale di Minzolini di stasera su Craxi è quanto di più falso e stupido vi possa essere. Devo replicare nel merito? No, Minzolini non lo merita, giusto qualche cenno per chi ancora non lo sapesse. Craxi ha rubato a mani basse, ha ricevuto varie condanne alcune delle quali definitive per reati che per un presunto statista sono gravissimi, ha accumulato miliardi su diversi conti esteri personali, è fuggito all'estero per evitare di sottoporsi al giudizio delle istituzioni della Repubblica alla quale avave giurato fedeltà e da latitante è morto. Prima di questo può anche aver fatto miracoli politici o resuscitato morti, ma niente può cancellare questa ignominia. Chi lo riabilita o racconta i fatti diversamente è disinformato o venduto e dice il falso. Di più, davvero, non è il caso di dire.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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mercoledì 13 gennaio 2010

Medico, hai sbagliato mestiere

Le negano la pillola del giorno dopo e lei denuncia la Asl

Teramo - Ha trascinato la Asl in tribunale con l’accusa di non averle dato la pillola del giorno dopo. Per questo ha dovuto affrontare una maternità non voluta: ora una donna di 37 anni chiede che l’azienda sanitaria di Teramo le paghi un risarcimento danni di mezzo milione di euro.
(...)
La donna, oltre alla maternità non voluta, ha dovuto far fronte anche alla decisione del partner di non riconoscere il bambino che è nato da quel rapporto sessuale.
(...)
Tutto inizia tre anni fa, quando durante un rapporto sessuale all’uomo che è con la donna si rompe il preservativo, causando così la dispersione del liquido seminale. Quando la giovane si accorge della lacerazione del profilattico, inizia una sorta di pellegrinaggio tra strutture sanitarie e ambulatori medici, per chiedere la pillola del giorno dopo ed interrompere così quella gravidanza non programmata. Per prima cosa prova a chiedere aiuto alla guardia medica di Tortoreto, che però si rifiuta di prescriverle l’anticoncezionale. Il giorno dopo, secondo quanto denunciato dalla donna nell’atto di citazione, tenta la strada del pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova. I medici del pronto soccorso, dopo averla visitata, la indirizzano al reparto di ginecologia. Qui arriva un nuovo categorico no alla pillola. Lo stesso succede anche alla guardia medica di Giulianova dove è stata mandata dai medici. Solo dopo qualche giorno ottiene da un medico ginecologo la ricetta per l’acquisto del farmaco. Ma è troppo tardi: è trascorso troppo tempo tra l’avvenuto rapporto sessuale e l’assunzione della pillola del giorno dopo.
(da "Il Centro", 13 gennaio 2010)

Ho idee piuttosto chiare in proposito, che si applicano a tutti i casi simili a quello appena citato. Un medico che si rifiuta di prescrivere la pillola del giorno dopo perchè obiettore deve indicare per legge alla paziente dove puo' reperirla in tempo utile. Quindi quei medici hanno violato la legge.
Inoltre, un medico che, dichiarandosi obiettore, fa questo, per quanto mi riguarda commette un'azione paragonabile a chi investe una persona e non si ferma. E' la dimostrazione di quanto la religione possa infettare come un virus la ragione, l'umanità, il senso del dovere e la capacità di agire per il bene e non per idee preconfezionate. Di quanto la religione metta l'uomo contro l'uomo. Chi fa questo non è degno di fare il medico. Se fai il medico lo fai e basta, rispetti il paziente e la legge; altrimenti vai a fare l'eremita o a coltivare fagioli. Spero che i colpevoli vengano condannati duramente. Chi poi si rifiuta di vendere preservativi, benchè l'emergenza non sia certo paragonabile, commette solo un'idiozia bella e buona. Ma d'altra parte pochi mesi fa lo stesso Ratzinger (il Papa, ndr) disse in parole povere che i preservativi non ostacolano la diffusione dell'Aids, dimostrando in un colpo solo ignoranza, arretratezza e irresponsabilità.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 10 gennaio 2010

La rivolta degli schiavi

Cosa sta succedendo a Rosarno (paese commissariato per infiltrazioni mafiose)? Che decine di immigrati, costretti a vivere ammassati l'uno sull'altro in capannoni fatiscenti e in condizioni igieniche pessime, insomma in posti dove nemmeno gli animali vorrebbero stare, e sfruttati da imprenditori senza scrupoli che li impiegano dalle 12 alle 18 ore al giorno nella raccolta della frutta o attività simili per una paga giornaliera di soli 15-20 euro minacciandoli, se non acconsentono a farsi sfruttare, di denunciarli come clandestini, il tutto con l'ombra della 'ndrangheta, e per giunta vittima nei giorni scorsi di agguati con arma da fuoco e di un vero e proprio tiro al bersaglio da parte di alcuni cosiddetti cittadini regolari, hanno deciso che è giunta l'ora di ribellarsi e di farsi sentire un po'.
Francamente, non vedo il motivo di tanto stupore. Se hai schiavi in casa, se schiavizzi le persone, se le sfrutti, le umili, le ricatti e le costringi a vivere come neanche le bestie, puoi aspettarti una rivolta prima o poi, no?

Sono assolutamente dalla parte ddegli immigrati che hanno detto basta e che hanno scatenato un po' di casino e dei cittadini che mai hanno fatto nulla contro di loro e magari ora si ritrovano senza colpa a vivere barricati: effetti collaterali di situazioni come queste, in territori che lo Stato non ha sotto il suo controllo. Mi fanno schifo gli imprenditori che sfruttano gli immigrati, chi si nutre di germi razzisti, lo Stato che sta a guardare e non ci pensa nemmeno a punire la riduzione in schiavitù e il lavoro nero, i politici razzisti, collusi o incapaci.
In Italia, anno 2010, abbiamo ancora la schiavitù. In zone completamente in mano alla criminalità decine di neri vivono come topi nei locali di una ex fabbrica; fuori sono presenti i Medici Senza Frontiere con un presidio sanitario d'emergenza, identico a quelli che di solito troviamo nelle zone più difficili del mondo,come lo Zimbawe, il Darfur, ecc. In Italia, ci pensate? E nessuno ne parla, se non quando succede il finimondo.

Quanto a Maroni (min. Interni, ndr) e alle sue parole, anche qui, perchè stupirsi? Maroni è leghista, no? La Lega fin dalle sue origini ha sempre avuto atteggiamenti razzisti e xenofobi e ha sempre usato parole violente, sempre per dividere e per sobillare, mai per unire e pacificare. Ecco perchè mai la voterò, fra le altre cose. Prende voti, certo, ma anche Craxi li prendeva, facendo i dovuti distinguo anche Hitler li prese, circa 33 milioni! I voti legittimano a governare (non a violare leggi e Costituzione o a farsi leggi su misura, però); ma se un partito, o molti dei suoi esponenti, o molte delle sue decisioni e del suo programma, è razzista e xenofobo e omofobico, tale resta, i voti presi o il tempo che scorre non sanano certe schifezze. E se anzichè affrontare una questione che si trascina da anni i suoi esponenti preferiscono usare parole strumentali e insulse e soffiare sul fuoco, ok: ma ripeto, da dove nasce lo stupore?

Ora trasferiscono gli immigrati nei carceri temporanei, insomma li deportano da una prigione all'altra; poi li butteranno fuori dall'Italia, i riflettori si spegneranno e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo potrà ricominciare; la tv ricomincerà ad occuparsi del Grande Fratello e della campagna d'odio che angustia Berlusconi, il quale potrà continuare nell'ombra a confezionarsi leggi e leggine con l'aiuto della finta opposizione che non si oppone.

E, ciliegina sulla torta, mentre in pieno Occidente, nel nostro civilizzato paese, nel 2010, accade tutto questo, e decine di persone come noi sono costrette a lasciare il lurido buco in cui vivevano per paura di essere uccisi a fucilate da bianchi in regola che la domenica vanno a messa, Maroni chiede di fermare le partite di calcio ai primi cori razzisti e Abete gli va dietro: diamo pure il potere di fermare le partite a questi idioti, forza! Anzi, perchè per risolvere il caso di Rosarno non proibiamo da domani in tutta Italia la raccolta della frutta? A a ben vedere l'idiozia maggiore non è la loro.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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venerdì 8 gennaio 2010

Affanculo gli sterili, e tre!

"Non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili. [...] Per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare."

Sono parole pronunciate da Mara Carfagna (ministro, ndr) nel febbraio del 2007. Sarebbero, dice lei, una citazione del presidente onorario del Comitato di bioetica. Se uno dice una cosa vuol dire che ci crede, anche se cita altri, quindi lasciamo perdere di chi sono queste parole: lei hai dette, ministro, quindi sono tue, e fanno schifo.

Ricapitolando: se non puoi procreare non puoi voler bene. E quanto ai non etero, possono andare affanculo, dal punto di vista dei diritti, dato che a sentire il ministro sono sterili. Quindi a fanculo anche gli sterili etero, no?
Di chi siano o non siano, queste parole sono spazzatura. Solo aver pensato davvero anche per un solo istante una cosa così mi spingerebbe al suicidio.

Una domanda: se due etero si sposano in chiesa e poi non hanno figli (non vogliono, non ci riescono, non possono), non possono dunque volersi bene, mancando il "requisito fondamentale"?

Ministro delle Pari opportunità, Italia, anni duemila.

Non sai se indignarti, stupirti, rispondere argomentando. E' la frase perfetta perchè ti lascia nell'indecisione di cosa fare. Io penso sia inutile fare alcunchè, in questi casi. Davvero inutile, ogni possibilità è persa.

Un ministro delle pari opportunità che spara una cosa così e poi anche la difende è come un elastico rotto: a che serve? e cosa può fare per le pari opportunità?

Nel 2009 ne ho sentite a milioni di vaccate, ma secondo me questa stravince anche il premio 2009, tre trofei di fila. E dire che la concorrenza in Italia è agguerritissima. Adesso però la ritiro altrimenti mi stravince anche il 2010.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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lunedì 4 gennaio 2010

Gli ostinati dei petardi

E' la sera del 3 gennaio e ancora sento botti in lontananza, di tanto in tanto. Sono quelli che ne hanno comprato così tanti che la sera del 31 (e i giorni prima per le indispensabili e rituali prove) non sono riusciti a finirli tutti, nonostante si siano impegnati allo spasimo. E quindi, perchè non risulti agli atti che hanno buttato dei soldi dalla finestra (come se acquistare grandi quantità di fuochi d'artificio già non lo fosse), si affannano a finirli ora, col risultato di rompere le scatole ancora per qualche giorno a chi già a fatica sopporta l'imbecillità scoppiettante dell'ultimo giorno dell'anno.
Lo so quel che state pensando: ma perchè ce l'hai così tanto con chi fa scoppiare due petardetti il 31 dicembre? Ma lo sai a quanti toglieresti lavoro se proponessi di proibirne la vendita? So tutto, e quindi so anche che ogni anno decine di persone restano gravemente offese da questi innocui petardi e che spesso ci scappa pure il morto (quest'anno no e la cosa è stata salutata dai tg del primo dell'anno come una notizia incredibilmente buona, della serie: solo 500 feriti, olè). E so anche che se applicassimo lo stesso ragionamento a tutto allora dovremmo essere anche favorevoli alle guerre, a pensare a quante fabbriche chiuderebbero e a quanti operai rimarrebbero senza occupazione se d'improvviso "scoppiasse" ovunque la pace...
Ancora un botto, proprio ora. Abbastanza vicino... dubitavo già per altri motivi dei miei vicini, vedi che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina? Eccone un altro, più lontano...
Sono quelli che proprio non sanno rassegnarsi ad avere ancora tutte e due le mani attaccate ai polsi a inizio 2010, o tutte e dieci le dita ben salde al loro posto, o tutti e due gli occhi funzionanti. Alla non ottimale salute del cervello hanno invece già fatto il callo.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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