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domenica 28 agosto 2011

Il vizio di chi sta in gabbia

Ho assistito al confronto Hack-Binetti su La7. Intanto sono di parte, Margherita Hack è oggetto della mia stima incondizionata da sempre, ne apprezzo pensiero, parole, modi. Ma qui non si tratta di Hack brava e Binetti cattiva, o di Hack immorale e Binetti papa-girl, qui si tratta di mente razionale, libera e senza lacciuoli e mente imprigionata in una gabbia (in questo caso, religiosa). La Hack ha ribattutto con frasi secche ma disarmanti per la difficoltà di poter replicare ad esse qualcosa di sensato. Quando la Hack dice la vita è mia e non di Dio e chi crede in Dio non ha il diritto di imporre a chi non ci crede di considerare la vita un dono di Dio, i cervelli sciolti e ben oliati hanno tosto un bell' orgasmo. E quando dice che se una persona in stato vegetavivo aveva detto di preferire la morte a una simile eventualità, la morte le va concessa, perchè nessuno oltre a quella persona ha il diritto di prendere una tale decisione, la ragione trionfa sull'oscurantismo di chi vorrebbe che la vita di tutti fosse regolata dai principi in cui lui crede per atto di fede (che è poi un vizio dei cattolici e di chi è preda di una fede in genere). E' quel che dico da sempre a chi fa parte di quella grande setta che fa capo a Ratzinger: se tu credi che il fiore l'ha creato Dio, che l'embrione è come un uomo, che l'unico fine del sesso è quello di procreare e che gli omosessuali sono deviati o comunque in peccato, ok, libero di credere a quel che ti pare, ma uniforma la tua vita a simili ideuzze, non la mia, please...

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 21 agosto 2011

Norwegian Wood (Tokyo Blues) di Murakami Haruki

Ho letto diverse recensioni di Norwegian Wood: si dividono sostanzialmente in due categorie, quelle che lo considerano per svariati motivi un capolavoro imperdibile, un fantastico e delicato romanzo di formazione, una storia struggente e malinconica che racconta in maniera unica ed eccezionalmente coinvolgente molto di ciascuno di noi e della nostra fondamentale inadeguatezza alla vita, e quelle che lo stroncano senza appello perchè banale, piatto, ricco di dettagli inutili, vuoto di significato, con troppe scene di sesso. Penso che chi lo stronca non sia ahimè in grado di cogliere le infinite, meravigliose, travolgenti, multiformi sfumature di questo delicato e nello stesso tempo crudo viaggio nell'anima umana, o non sia ancora in grado di farlo. Molto dipende, spesso, dal momento della nostra vita in cui un libro ci coglie, dopotutto: a volte quel che oggi ci pare banale fra dieci anni ci avvincerà magicamente. E molto dipende dalla sensibilità di chi legge, dai suoi valori, da quel che per lui è importante e da cosa rappresentano per lui la vita e la morte, l'amore e l'amicizia, l'adolescenza e la maturità, la paura del futuro e lo strazio del passato. La scrittura di Murakami, sempre abile ad affascinarci, qui è addirittura irresistibile, giovandosi parecchio del diabolico e letale meccanismo del ricordo. Preferisco linkarvi una delle recensioni che più mi sono piaciute, invitandovi ovviamente con decisione ad affrontare Norwegian Wood (Tokyo Blues) di Murakami Haruki quanto prima.
Leggi qui: http://rossellamartielli.blogspot.com/2011/01/norwegian-wood-tokyo-blues-murakami.html?showComment=1313924166804#c3411760271955269666

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domenica 14 agosto 2011

Leggere aiuta sempre

La vita non è quasi mai rose e fiori, ma leggere aiuta SEMPRE. Leggere ti migliora: su questo non vi è dubbio, chi non è d'accordo o è già il migliore del pianeta o legge pensando ad altro. E non ha valore il discorso di chi dice ma a cosa serve leggere se poi dopo due anni di un libro non ricordo che un'impressione e di certo non i nomi dei protagonisti o i dettagli della storia, perchè leggere ti migliora per il solo fatto di leggere, senza che tu te ne accorga. Arricchisce il tuo linguaggio, espande il tuo pensiero, ti apre l'anima verso orizzonti sempre nuovi. E' come una medicina: la prendi e anche se non assisti all'azione chimica dei principi contenuti nella pastiglia pur tuttavia essa ti guarisce. Un libro ti guarisce da brutte malattie come la gabbia mentale, il razzismo, la mancanza di fantasia, la grettezza, l'ignoranza, l'incapacità di immedesimarti in altre persone e in altri contesti, la difficoltà di trovare una nuova via di fuga quando ti sembra di essere in trappola. Aumenta la tua conoscenza delle cose del mondo e dell'anima delle persone, ti dà quella sottile ironia senza la quale affrontare la vita è duro supplizio, relativizza tutto dando però importanza assoluta a quel che la merita, fa esplodere le tue potenzialità e fa venire alla luce quelle che non pensavi di avere. Alla peggio ti fa passare un'oretta, oh!:-) Tutti i subumani che conosco leggono a malapena la lista della spesa. Ovviamente non vale il contrario (chi non legge è subumano), non sarebbe neppure il caso di precisarlo. Puoi vivere bene anche senza leggere, specialmente se sei una persona di valore, ma perchè non vivere meglio? Ps: non ho proventi da diritti d'autore, non sono editore.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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lunedì 8 agosto 2011

La ragazza dello Sputnik, Murakami Haruki

"E in quel momento capii. Eravamo state meravigliose compagne di viaggio, ma in fondo non eravamo che solitari aggregati metallici che disegnavano ognuno la propria orbita. In lontananza potremmo anche essere belle a vedersi, come stelle cadenti. Ma in realtà non siamo che prigioniere, ognuna confinata nel proprio spazio, senza la possibiltà di andare da nessun'altra parte. Quando le orbite dei nostri satelliti per caso si incrociano, le nostre facce si incontrano. E forse, chissà, anche le nostre anime vengono a contatto. Ma questo non dura che un attimo.Un istante dopo, ci ritroviamo ognuna nella propria assolata solitudine. Fino al giorno in cui bruceremo e saremo completamente azzerate. (La ragazza dello Sputnik, Murakami Haruki, pagg. 134-135).

(...) E questo della solitudine, inevitabile per chi non trova lo scatto necessario per amare, sembra essere il motivo e il significato nascosto di questo libro apparentemente semplice, ma che si presta a diversi livelli di lettura, e nel quale Haruki Murakami non manca di trasmettere la sua passione estetica per la cultura edonistica occidentale, dalla musica onnipresente, alle belle macchine ed eleganti vestiti, al vino.
(...)
I satelliti, che ruotano silenziosi e incessanti nel cielo, senza alcuna apparente relazione l'uno con l'altro, sono comunque un'altra metafora della solitudine.
(http://www.musicaememoria.com/haruki_ragazza_dello_sputnik.htm)

Un altro consiglio di lettura. Se non conoscete Murakami, potete cominciare con questo o con Norwegian Wood (Tokyo Blues). Se lo conoscete, meglio per voi!


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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lunedì 1 agosto 2011

L'inconveniente di essere nati, E. M. Cioran

La lucidità non estirpa il desiderio di vivere, tutt'altro, rende solo inadatti alla vita. (pag. 156)

Se un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?", ora mi pongo lo stesso interrogativo davanti a ogni vivo. (pag. 23)

Ogni volta che non penso alla morte ho l'impressione di barare, di ingannare qualcuno in me. (pag. 34)

Non vale la pena uccidersi, dato che ci si uccide sempre troppo tardi. (pag. 35)

Ha convinzioni solo chi non ha approfondito niente. (pag. 123)

Alberi massacrati. Sorgono case. Facce, facce dappertutto. L'uomo si estende. L'uomo è il cancro della terra. (pag. 154)

(Adelphi, 1991, 187 pagg., traduzione di Luigia Zilli)

Quell'inganno che è la vita, quella sconfitta che è la nascita. Disincantato, disilluso, oltre il pessimismo più estremo, Cioran è lucido e cosciente dell'inganno di cui parla. Sa che è tutto un inganno, spesso vi cade, ma riemerge e quando riemerge vede con chiarezza il gioco, tutto è per lui illuminato a giorno. Aforismi partoriti dall'insonnia, taglienti come bisturi, estremi che spiazzano ma ai quali non riesce dar torto. Contro la moda imperante Cioran nega il valore vacuo della vita, ne svela l'assenza di senso, rivela il vuoto che non vediamo. Una lettura necessaria, anche se brutale e terrificante; un'autopsia ineludibile. Una riflessione atemporale e una scrittura che lascia il segno.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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