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domenica 24 agosto 2014

Mendicanti e Cappelle Sistine

Non parlo di chi in ogni caso preferisce rubare o elemosinare anziche' lavorare: tipi cosi' ci sono sempre stati e sempre ci saranno, esistono delinquenti naturali ed esistono scansafatiche cronici. Tolti questi casi particolari, ecco che una persona che al semaforo ti chiede uno spicciolo o che sotto il sole cerca di venderti accendini e' la perfetta reclame dell'inglorioso fallimento dell'ingloriosa specie umana. Cosi' come un senzatetto che dorme avvolto nei cartoni e che d'inverno ci lascia la pelle per il gelo o che fa della panchina di marmo di una stazione il suo letto, o un padre che ruba il tonno al supermercato per far mangiare il figlio. Una specie che esplora lo spazio e studia le cellule ma non riesce a dare un pezzo di pane e un tetto a tutti i suoi componenti che schifo di specie e'? Parliamo dell'uomo comune, che qualcosa potrebbe fare e spesso non fa, ma parliamo soprattutto di quelli che, ai piu' diversi livelli, hanno avuto e hanno la possibilita' di fare qualcosa per cambiare le cose e invece nulla fanno, tranne che delinquere, gozzovigliare, inquinare e distruggere, farsi corrompere, malversare e riempirsi le tasche e la bocca di quattrini. Ogni volta che si fanno discorsi come questo salta su quello che dice: ma l'uomo e' riuscito anche a fare cose buone e mirabolanti e, come esempio, mi cita la Cappella Sistina, o tutta una serie di azioni buone e giuste e di sant’uomini che hanno fatto il bene. Ma per favore... dare un tetto e il pane a tutti varrebbe migliaia di cappelle sistine. Siamo seri.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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domenica 10 agosto 2014

Scegli la tua religione: il catalogo e' questo...

In questi giorni stanno dando la caccia ai cristiani d'Iraq. L'ennesimo inconcepibile pazzesco assurdo abituale familiare gia' dimenticato massacro. Oggi muoiono i cristiani, l'altro ieri gli armeni, poi i valdesi, gli sciiti, gli ebrei. Basta aprire Google e scrivere "massacro z" dove "z" puo' essere scelto a vostro gusto, tanto ce n'e' per tutti i gusti.

Potrei dire che la religione e' il male del mondo, e avrei ragione. Ma il fatto e' che la bestia umana e' assetata di sangue, da sempre. Se non e' la religione e' il denaro, se non e' il denaro e' il sesso, o la diversa etnia, l'invidia, la gelosia, una questione di confine, l'acqua del vaso che cola sul terrazzo di sotto, un parcheggio rubato, uno sguardo sgradito, perfino la fede calcistica...
Abbiamo bisogno del nemico, del diverso, di qualcuno cui dare la colpa dei nostri mali e dei nostri dolori, delle nostre disgrazie e della nostra miseria, soprattutto spirituale. Abbiamo bisogno di sentirci nel giusto e di dare addosso a chi e' nel torto, cioe' non la pensa come noi, e per questo insidia la nostra vita, la nostra famiglia, il nostro appartamentino.
Negare questo aspetto dell'uomo e' stupido: il sangue deve scorrere, l'uomo si nutre di sangue. E' sempre stato cosi', e' e sara' sempre cosi'.

Poi certo resta quel che ho detto della religione (QUALSIASI): una poderosa e strutturata gabbia mentale, a tratti affascinante per quanto complessa e seducente, che impedisce al gia' limitato cervello umano (limitato di suo e di norma in uso per un 15% massimo) di ragionare liberamente.
Liberi di pensarla diversamente e di seguirne una, di religione: ce ne sono di carine nel catalogo; vi auguro di cuore che sia quella giusta, perche' di giuste al massimo ce n'e' una (lo scopriremo solo... morendo), per me addirittura NESSUNA.

Quello che i credenti vari non comprendono e' che senza un Dio fra quelli legalmente autorizzati si puo' comunque seguire una via nel mondo, vivere credendo in qualcosa, si possono avere comunque valori sani, si puo' comunque vivere secondo principi validi; la contrapposizione fra Dio e il Male mi fa semplicemente ridere (c'e' caduto pure il buon Bergoglio in un recente tweet). Non c'e' bisogno di un Dio col copyright per fare il bene o per essere dalla parte giusta, anzi senza e' pure meglio.
La religione e' il male semplicemente perche' e' una creazione dell'uomo. Risponde a un suo bisogno atavico, assoluto e comprensibile, al quale non si puo' in nessun caso dar completa soddisfazione: avere certezze di fronte all'angoscia dell'infinito che circonda questo pianetucolo e alla paura del dolore e della morte che fa a pezzi la nostra vita.
Fornisce un set di gradevoli certezze, regala un kit di comode illusioni, ti accarezza con miraggi e ti avvolge di morbide sicurezze; e' il passamano della ringhiera che costeggia una scala paurosamente ripida e tremendamente scivolosa, proiettata sul baratro nero che ci attende bramoso e perfidamente sogghignante: ci si aggrappa con tutta la forza che si ha in corpo, che altro si puo' fare di fronte al nulla del vuoto che sembra volerci inghiottire e che toglie un senso a tutto? O ti abbandoni alla disperazione o usi il passamano.
Ma da qui a dire che il passamano da' un senso al tutto ce ne corre...

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