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sabato 24 ottobre 2020

Storie di pagine personali

Ho un amico leghista e salviniano (non è una ripetizione) che, pur pretendendo di gestire una pagina imparziale e obiettiva, in tre anni non ha fatto un solo post su errori, indagini, reati, condanne, incoerenze dei suoi idoli e ne ha fatti decine (alcuni farciti di distorsioni, fantasie e palle) su quelli dei suoi terribili nemici, comunisti o socialisti (che vede solo lui, io ne avrò incontrato cinque o sei in tutta la mia vita escludendo quando sono davanti allo specchio), grillini (che odia dal primo giorno, quindi non in base a fatti ma a stupidi pregiudizi), piddini (che di sinistra non sono) e antenati (Prodi, Ulivo, ecc).
E questo non è l'unico difetto di detta pagina.

Si vanta di qualche decina di like garantiti da una buona cerchia di amici che avendo legittimamente perlopiù le stesse idee fa da claque (pubblicare i post solo "per amici" aiuta a fuggire le critiche) e di commenti che a volte si fanno corposi essenzialmente perché dopo due o tre battute iniziali, piuttosto standard, diventano chiacchiere piacevoli fra amici, che spesso divagano, e non sono più commenti di amici e sconosciuti sul tema in oggetto, e perché a volte io oso dire la mia scatenando un po' di reazioni a prescindere, anche se dico cose giuste e dimostrate, anzi spesso soprattutto per quello.

Pensa che questi like e questi commenti (comunque pochi a livello assoluto, ma notevolmente maggiori di quelli della mia pagina -che non li coltiva- e quindi per lui sufficienti per ergersi a maestro) diano automaticamente patente di fondatezza e autorevolezza a testi a volte ben scritti ma spessissimo di parte e smaccatamente propagandistici, quando invece il loro numero e la loro provenienza (dei like e dei commenti) non attribuiscono nessuna specifica ulteriore a testi che, per essere credibili, dovrebbero non tanto essere osannati o apprezzati sotto una finta scorza di litigiosità da amici reali o virtuali, ma essere costruiti in maniera credibile e obiettiva, cioè a dire giornalistica, se solo oggi questo termine non fosse ormai ridicolo visto il livello della maggior parte di coloro che fanno il mestiere di giornalista.

Tolta la mia voce, in effetti, (e forse quella di un altro partecipante o due, che però il nostro eroe non ha certamente intenzione di eliminare visto che si tratta comunque di suoi amici reali coi quali è abituato ad esercitarsi in schermaglie, che a volte sono anche godibili e carine ma quasi sempre per merito di queste persone e non del gestore), più che una pagina personale che tratta di argomenti vari o, meglio ancora, di una pagina prettamente politica che, nonostante una visione ovviamente di parte come hanno tutti, cerchi di affrontare i più svariati temi in maniera obiettiva e credibile, diventerebbe molto rapidamente come un gruppo, forse un gruppo chiuso, cioè un agglomerato di persone che generalmente si trovano per forza d'accordo, tranne rare eccezioni, dato che condividono interessi comuni e quegli interessi coltivano legittimamente nel gruppo.

A condire il tutto ci sono le continue e simpatiche minacce di silenziare i commenti di una persona (io) della quale peraltro il gestore stesso ha chiesto l'amicizia, commenti che non sono mai offensivi o sopra le righe (quelle poche volte che sono stati un po' più duri lo sono stati sempre in reazione a qualcosa di altrettanto duro) e quindi rispettano sempre la netiquette e le leggi vigenti, ma semplicemente sono di rado a favore e molto spesso critici, e però non sono mai lapidari ma sempre ricchi di argomentazioni.

Non ho certo la pretesa di ergermi a modello, ma ritengo sia mio diritto far notare i difetti e le incongruenze di una pagina quando sono in aperto contrasto con i principi basilari ai quali invece io mi ispiro nel gestire la mia e che ritengo siamo proprio la base di una qualunque pagina che voglia avere un minimo di credibilità. Anche perché io tengo più a questa che ai like: se tenessi molto ai like avrei già portato la soglia degli amici sui 4-5 mila, no? Al di là delle opinioni di chi la gestisce, opinioni che possono anzi devono anche essere note ma non inquinare mai il contenuto e, quando lo fanno, devono farlo non in maniera subdola ma palese.

Così si va avanti, sotto questo cielo. 

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venerdì 23 ottobre 2020

Loro

Loro non pagano le tasse, tu hai lampioni spenti, file d’attesa di mesi per gli esami, asfalto bucato, scuole allo sbando, etc.
Loro non mettono la mascherine e vanno in disco, sputazzando su tutto e tu hai il lockdown e, chissà, la malattia, il ricovero...
Loro buttano le cartacce per terra e fanno defecare i propri quattrozampe sul marciapiede, e tu hai strade e città sozze.
Loro non rispettano il codice della strada e tu hai i dissuasori che ti spaccano l’auto o ti costringono a fermarti.
Sono loro il problema di questo Paese.
I pezzi di merd@, che tolleriamo, perdoniamo. Che occupano spesso posti di rilievo. Che la fanno quasi sempre franca e appena possibile pontificano.
Che noi spesso siamo così idioti da ammirare, sotto sotto. Perché sono furbi, fregano lo Stato, fanno i cavoli loro.
 #coronavirus #Italia 

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domenica 11 ottobre 2020

COMING OUT Day


Oggi è il COMING OUT DAY.
Invito tutti coloro che non hanno un orientamento eterosessuale (o non solo) a dichiararsi, come fosse la cosa più naturale del mondo (dato che lo è).
Senza manifestazioni roboanti: basta non nascondersi più, tenersi mano nella mano e baciarsi per strada, educare i propri figli alla diversità, senza forzature non necessarie.
Non deludetemi.

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Se non dignità, almeno coerenza (e mostri lacustri)


Ribadisco: i negazionisti, se vogliono avere un minimo di credibilità (diciamo da 0, valore attuale, a 1%), dovrebbero firmare una dichiarazione in cui rifiutano le cure se colpiti da Covid.
Mi sembrerebbe il minimo. Se sei davvero convinto che il coronavirus non esiste o non uccide, e che tutto questo è un complotto di “pedofili e dittatori” (sic), non dovresti avere problemi a firmare. 
Io per esempio firmo quando vuoi una dichiarazione in cui rifiuto le cure se vengo ferito dal mostro di Lochness. 

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giovedì 8 ottobre 2020

Non respiri bene? Povera stella...




Indossare la mascherina all’aperto (tranne quando sei nel deserto, su un monte, in un bosco, in aperta campagna, in un posto qualsiasi il giorno dopo un’esplosione nucleare mondiale) è segno di intelligenza. Ecco perché molti non lo fanno.

Non respiri bene? Ovvio, hai la mascherina! Preferisci morire?

Chi ciancia di dittatura sanitaria, complotto mondiale, limitazione della libertà ha un problema serio, dal collo in su. E non è la mascherina.

La mascherina chirurgica (non quella artigianale di cotone) protegge chi la indossa solo al 20% circa, e gli altri all’80% circa.
Ma se tutti la indossano, tutti siamo protetti. Vi torna il ragionamento?
Il vostro neurone riesce a comprendere queste ultime tre righe?

Nel weekend ti fai di alcol e droghe sintetiche, fumi come un camino in Val d’Aosta a dicembre, guidi come un pazzo, mangi porcate che ti scassano il fegato e ti mandano il colesterolo sulla luna, e ti preoccupi perché le mascherine ti fanno ingoiare anidride carbonica e venire il tumore, o altre bufalate del genere? Eh? 
Prenota un check-up psichiatrico, amore bello: ne hai urgente necessità, fidati.

Nessuno ama girare con un pezzo di tessuto sulla faccia, fare la coda fuori dei negozi, dover prendere un appuntamento 5 giorni prima per andare in un ufficio o in banca, lavarsi le mani col gel 174 volte al giorno, mantenere la distanza dagli estranei, rischiare ogni giorno la quarantena per colpa propria o di altri, etc.
Ma non è questo il punto.
Il punto è che la differenza non è fra chi ama fare queste cose e chi odia farle. La differenza è tra idioti e intelligenti. Come sempre.

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mercoledì 7 ottobre 2020

Siete più scoraggianti che meschini



Non è possibile, un altro che mi posta articoli del tipo “rubava all’iper e percepiva il reddito di cittadinanza.”
Tipo: “Leggeva Kafka e uccideva le vecchiette” (Kafka fa male).
Sono quelli che l’immigrato prende 35 euro al giorno e vuole il wifi.
Sono quelli che ha difeso i nostri confini.
Sono quelli che ci rubano il lavoro e le donne.
Il pre-giudizio e l’ignoranza più crassa dei fatti stanno organizzando continui rave party nella vostra testa, da anni.
La tv e i politici di merd@ hanno ridotto il vostro cervello a un piccolo ammasso di neuroni affaticati e spompati.
Auguro a tutti quelli che votano mafiosi, corrotti, incapaci, razzisti, fascisti di pagare per quello che fanno.
Auguro a chi contesta i sussidi di finire sotto un ponte per qualche anno, per provare l’emozione.
Ragionate come criceti narcolettici ed effettuate le vostre scelte di vita sulla base di questi ragionamenti. Una betulla ha più raziocinio di voi (ehi, ci vuol poco!), e più dignità; un pesce rosso più memoria.
Un minuto di silenzio per la vostra inguaribile e profondissima scemenza.
Siete i peggiori nemici di voi stessi. Arrivereste ultimi anche correndo da soli. 

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sabato 3 ottobre 2020

Etica e codice


Vedo confusione.
Salvini potrà essere processato o no.
E assolto o no.
Quello che ha fatto non mi pare legale. Ma non mi pare nemmeno sequestro.
Ma non tocca a me giudicare, quindi non m’importa.
Solo, vorrei che l’imputato (e il suo codazzo) evitasse stronzate da circo equestre.

Il vero punto è che, in entrambi i casi (colpevole o innocente) quel che non cambierà è che il suo comportamento è stato rivoltante, ingiustificato, non collegiale (purtroppo i documenti son più forti delle sue balle) ed eticamente pessimo. E per un politico la cosa non è secondaria, rispetto all’aspetto penale.
Quindi ai leghisti che in caso di assoluzione son già pronti a definire giusta la sua condotta, vorrei dire che resterebbe una porcata in tutti i casi. Al massimo non sarà sequestro (boh), ma fa schifo. 

#Gregoretti

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Banche e Covid



La cosa è proseguita anche durante l’estate, quando il Covid aveva un po’ mollato la presa, quindi la scusa della pandemia non regge. Le Poste sono più o meno tornate agli usi consueti e così gli altri negozi, a parte il limite all’ingresso, il flacone col gel etc.
Quindi non capisco.
Da marzo per andare in banca occorre prenotarsi. A volte ti danno appuntamento anche 5 giorni dopo. Se passi senza telefonata ti guardano maleanche se l’ufficio è vuoto (anche se poi io, una volta, sono stato comunque ascoltato e alla fine sono stati cortesi). So che ufficio vuoto non vuol dire assenza di lavoro per lo sportellista, però, insomma: un minimo di servizio lo vorremmo, a fronte del canone! Per tacer del fatto che se presto soldi io ho interessi negativi se me li prestate voi li ho positivi e salati). E tutto questo solo per un libretto di assegni o un prelievo (non fattibile col bancomat che comunque mia madre non ha e non vuole).
Io so che un conto è il banchiere e un conto il bancario. So che stanno andando nella funesta direzione di chiudere sportelli e lasciare a casa gente: quindi persone in difficoltà e clienti con sempre meno servizi a fronte di costi immutati o maggiori.  Infatti mi lamento con chi ha colpa, non con chi subisce come me. Non ha senso non aver ripreso il solito tran tran (con fila all’esterno, gel etc.) Cos’hanno le banche di speciale?
Non è che ci stanno marciando?

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venerdì 2 ottobre 2020

Editori molto impuri

In Italia gli editori sono generalmente imprenditori che i soldi li fanno con le costruzioni, la sanità, le auto, le tv, etc. E che acquistano un giornale non per far soldi (sono e restano in perdita, senza finanziamenti pubblici chiuderebbero domani) o per dare le notizie, ma per ben altri motivi: perché si possono usare come strumento di influenza e come clava, a difesa e a vantaggio dei loro affari privati.
Una campagna di stampa ben orchestrata può rovinarti (macchina del fango): hai quindi un notevole potere fra le mani. Oggi molti giornali si inventano di sana pianta le notizie, oppure ne enfatizzano alcune e ne nascondono altre.
Ecco perché nove giornali su dieci non sono affidabili: dicono quel che torna comodo al padrone, attaccano i nemici del padrone, etc. Non fanno informazione.
Se li leggi hai un racconto del mondo sbagliato, falso, parziale e quindi quando devi fare delle scelte (es: il voto) fai scelte pessime.
Insomma, non acquisto la carne del macellaio che mi ha appena assicurato sul suo quotidiano che la sua è la più buona della città. 

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domenica 27 settembre 2020

Rivoluzione!




Non puoi essere sereno se sai che c’è gente che non ha da mangiare. O un tetto sulla testa.
Pensa a quando piove, o fa freddo.
Tu sei al chiuso, al caldo.
C’è chi è al freddo e ha lo stomaco vuoto.
E’ malato e non può farsi visitare, non può assumere medicine.
Non riesce a farsi una doccia.
Non ha niente e soffre.
Non ha una speranza, un futuro, nulla.
Ha figli a cui non riesce a riempire la pancia.
E’ solo, contro tutto e tutti.
Pensaci.
Anche se tu stesso fatichi, ci pensi.
Anche se tu stesso fai i salti mortali per arrivare al 31, ci pensi.
Perché sei povero ma non sei una merd@.
Come quelli che nuotano nell’oro e affogano nel lusso.
Occorre combattere le ingiustizie, togliere a chi ha troppo per dare a chi non ha nulla.
RIVOLUZIONE!

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giovedì 24 settembre 2020

Cosa siamo



C’è un’ideologia che sarebbe bellissima. Un modo di concepire i rapporti umani e la nostra presenza sulla Terra davvero intrigante. Ma, come tutte le belle teorie, e questa è la più bella, tanto che essa vive anche in una confessione religiosa che va per la maggiore in Occidente, si scontra con la natura umana, che non è fatta per le belle teorie. 

L’uomo è un essere vivente capace di cose meravigliose. La sua intelligenza, superiore a quella di qualsiasi altra creatura conosciuta, e per giunta sfruttata solo in minima parte, è capace di risultati straordinari. E la sua intelligenza emotiva è capace di gesti epici, di azioni bellissime.
Ma l’uomo ha in sè anche un seme malato, quello della cattiveria, della violenza, dell’egoismo. Quell’egoismo che è indispensabile alla sopravvivenza ma che finisce per diventare un mors tua vita mea. L’uomo ha sete di sangue e vede solo se stesso, e questo spesso cancella e rende vani, o perlomeno strazianti, i gesti epici e meravigliosi di cui pure l’essere umano è capace ogni giorno.  L’uomo è capace di orrori indicibili, che tolgono senso al suo essere uomo. E la specie umana è nel complesso miope e stupida.

Siamo grandi, spesso sfioriamo il cielo, ma alla fine ricadiamo sempre a terra e lottiamo nel fango per prevalere sul nostro simile.
Non ci meritiamo niente, se non una fine ingloriosa. Siamo talenti sprecati.
Un ragguardevole esperimento dell’evoluzione, un grazioso ma disperato incidente della storia.


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martedì 22 settembre 2020

E uno cosa deve fare?





I 5stelle in massa non li votano (sono al 33, ma di più non faranno mai, sono un movimento da 15-20 max) perché Italiano ha scarso spirito critico, si fa influenzare, ha scarsa memoria storica, è individualista e campanilista ed è più conservatore che progressista e perché è dura conquistare le masse se il 90% dei media e dei gruppi di potere ti fanno la guerra ogni giorno: i mezzi di comunicazione influenzano le coscienze, se non sai tutto e bene non puoi decidere bene della tua vita, non puoi esprimere un voto consapevole.

La sinistra governa meglio della destra, oltre ad avere quadri valoriali di riferimento accettabili, ma non ha stimolo a migliorare e spesso ha fatto e fa cose che ti chiedi se è di destra. La sbornia renziana è stata devastante e potrebbe ripetersi, l’opposizione a Papi per lo più finta, e adesso va benino ma non bene. Non è abbastanza sinistra, non lo è mai stata. Spesso la scegli per disperazione.

La destra è invotabile, per demeriti conquistati sul campo e per altri motivi che riguardano i valori fondamentali.

Il voto di bandiera a partiti dell’1-2% è nobile ma a livello pratico non incide e spesso è autolesionista (manda avanti chi peggiorerà le cose, già non ottimali). Quindi sei fiero del tuo voto ma finisci sotto un ponte e/o vedi il tuo Paese morire.

Astenersi è stupido.

Cosa deve fare uno? 
Uno che non ha rendite o patrimoni di rilievo, intendo? Che non è bianco e etero e giovane e sano e con lavoro sicuro e finanze solide? O con conoscenze utili? E che deve/vuole vivere e non sopravvivere, con i suoi diritti garantiti?

Ditemi voi cosa deve fare.

E’ ovvio che , ora come ora, vota i 5stelle e, nelle occasioni in cui il voto stellato finirebbe per favorire la destra, sceglie gli alleati di sinistra.
E’ una scelta legittima, sensata, vitale. 
Tutti sono votabili, purché non fascisti o corrotti.

I ragionamenti più fini li lasciamo a chi ha la pancia piene, o entrate da 2-3 mila euro al mese in su e nessuna preoccupazione per sé e i suoi cari. O a chi si illude di potercela fare sempre solo perchè ora sta sopra la linea dell’acqua.

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lunedì 14 settembre 2020

Bentornato, Papi!

Senti Papi, bentornato, ce l’hai fatta, adesso possiamo di nuovo ricordare a tutti chi sei e cosa hai fatto (per es. finanziare la mafia) senza che qualcuno salti su a dire che ce la prendiamo con un ricoverato; tuttavia gradiremmo assai che ci dessi un taglio con questa storia che sei stato quello con la più alta carica virale dell’Occidente o simili pacchianate. Diciamo che ti ha detto culo, che non l’hai preso a marzo quando i medici andavano quasi a caso e che sei ricco sfondato cosicché hai ricevuto cure veloci e premium.
Eddai, basta con le caxxate, hai una certa. 

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Asinoni in cattedra


Anni fa una tizia su twitter corresse un mio refuso, nel mezzo di una discussione, affermando che io nemmeno sapevo scrivere in corretto italiano. Andai sulla sua timeline e subito, tre secondi netti (record Europa Occidentale) trovai tre errori, di cui due gravi, in una riga e mezza di bio. Non volevo crederci. 
Quando capita questo, e cioè che un presunto professore mi corregge un errore che invece è un refuso e poi si dimostra facilmente asino, io ci vado giù proprio duro.

In genere io non faccio mai notare gli errori agli altri, e di certo non i refusi. Lo faccio di rado (i refusi mai), ma solo se l’autore ha già offeso e solo se semina errori come se piovesse. Altrimenti lo trovo inelegante.

Oggi è successo di peggio, mi hanno corretto un errore che invece tale non è. Mi eccita molto questa superbia tronfia dell’asino che sale in cattedra.

Io cito una definizione di Furio Colombo sul fascismo. E dico che è di Colombo.
Il tizio mi dice che è una bella idea e chiede se è mia o se l’ho trovata nel sacchetto delle patatine e, semmai, di quale marca. E già qui dimostra di aver letto il mio breve commento coi piedi. Ma passi.

Uhm...

Io rispondo facendo notare che avevo detto chiaramente di chi era la frase.
E scrivo: “Non ti applichi. L’ho scritto, è di Furio Colombo”

Il tizio mi risponde, incredibilmente, come in foto 1. Stentavo a crederci.

Io ho risposto come in foto 2.

In pratica non ha capito niente, pensa che “l’ho” sia un errore e non conosce , è palese, l’uso della virgola. Filotto. Fin qui, nulla di male: fare errori è umano, anch’io ne faccio ehehe (refusi poi non ne parliamo). Ma si erge a professore e mi bacchetta, l’asinone.
E allora si becca la raffica di risposta.

Signur, dammi la forza. 







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sabato 12 settembre 2020

Dal Mondo Che Vorrei è quasi tutto

Super tassare i ricchi.
Punire severamente gli evasori e i ladri di denaro pubblico.
Punire ferocemente i violenti e gli assassini.
Prevedere forme di sostegno universali e incondizionate.
Aumentare i salari e gli stipendi, ridurre drasticamente le prebende e le buonuscite.
Ridurre i profitti, tassare di più il capitale e meno il lavoro.
Inasprire le leggi e farle rispettare.
Irrogare pene certe.
Stroncare chi inquina e deturpa.
Massacrare chi fa del male a bambini e indifesi.
Costruire nuove carceri, nei quali la privazione della libertà sia l’unica pena.
Triplicare la pena per il sacerdote che abusa, il politico che ruba, il maestro che si approfitta, il poliziotto che viola la legge, il deputato che corrompe o si fa corrompere.
Mandare ai lavori forzati chi viola le leggi e le regole su internet.
Pagare di più tutti e in particolare chi oggi sta sotto i 1500 euro e gli insegnanti, i dottori, gli infermieri, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, etc.
Organizzare ed estendere welfare e accoglienza.
Obbligare i partiti a rendicontare le spese in maniera puntuale. Ridurre a un terzo gli stipendi dei deputati. Obbligare i partiti a pubblicare CV e casellario giudiziale dei candidati e degli eletti e obbligarli ad estromettere chi si rende indegno di rappresentare lo Stato, senza aspettare la sentenza: l’etica viene prima dell’aspetto penale.
Premiare il merito, stroncare gli abusi.
Dal Mondo Che Vorrei è quasi tutto. 

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Pullulano

Siamo circondati da incapaci.
Pullulano.
In tv, sui giornali, al mercato, in fila alle Poste, per strada, a scuola, nei bar.
Poi ci meravigliamo se i figli vengono su come molluschi o come bestie violente, se un terzo del paese vota fascisti, razzisti e corrotti, se per strada incontri gente che guida come maiali ubriachi, se appena possono ti fregano la borsa o ti accoltellano per dieci euro o per uno sguardo. E se schiere di ebeti merdosi scrivono cose orride sul web, sbagliando pure verbi, accenti e “h” come se piovesse. 

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martedì 8 settembre 2020

Abusivi dissipatori di ossigeno



Fateci caso.
Curano ossessivamente il loro corpo. Fanno palestra, pesi (magari con l’aiutino). Fanno sport violenti (boxe e fratelli della boxe: ma cosa sono, sport?). Hanno mille tatuaggi, anelli, piercing, bulloni. Auto di lusso. Vestono firmato. Sono pieni di soldi sporchi e fanno la bella vita, frequentano locali di livello pieni di vip stronxi, burini rifatti, delinquenti col papillon, galeotti mancati ripuliti per il sabato sera. Bevono e si drogano. Spesso bullizzano, ricattano, fanno racket, usura. Sono grezzi, cafoni, irrequieti, inaffidabili, traditori. Generalmente hanno idee fasciste e un livello di istruzione e cultura pari a quello di un baobab che salta le lezioni. Chi non ha idee fasciste è perché è così infimo da non avere nemmeno quattro idee base del menga, il kit standard e entry level di ogni bel bestione immondo che si rispetti. Girano in branco perché il loro neurone soffre di solitudine.

Ecco, la chiave è “girano in branco”.

Soprattutto, sono vigliacchi, codardi, conigli.
Il buon vecchio criminale, quello standard di una volta, il pezzo di cacca vintage, se ti vuole ciulare la borsetta o il portafoglio e tu fai resistenza al massimo ti colpisce una volta, ti spinge via e scappa. Se scoppia un litigio e si viene alle mani, ti affronta uno contro uno e non infierisce con l’uomo a terra. Non picchia per la voglia di spaccarti la faccia, non vuole ucciderti. Salvo eccezioni (la violenza non nasce negli ultimi decenni, riposa dentro di noi, spesso sopita, ma c’è).

Oggi girano in branco come capre, o pecore. Pecore violente, cattive, vomitevoli subumani capaci solo di menare le mani, buoni a nulla, inadatti a tutto, peso morto di qualunque comunità umana.

Non rispettano le leggi, le regole, il buon senso, le cose, la natura, gli altri. Hanno lingue biforcute e occhi porcini, sorrisi sghembi, fronti basse o inutilmente spaziose, ghigni da maiali avvinazzati, mani ossute e nodose da scimmioni. Non sorridono, ma sghignazzano sguaiatamente. Non parlano, bofonchiano. Non argomentano, alzano le mani. Non mangiano, si abbuffano. Non bevono, si sfanno. E si riempiono il naso di cocaina o peggio. Oppure si impasticcano con compresse che bruciano i neuroni a miolionate. Non interagiscono, minacciano. Non interloquiscono, grugniscono. Non discutono, ma schiamazzano con urla becere e volgari. Sono scimmie che hanno saltato qualche gradino dell’evoluzione e che però vestono come uomini.

Quando rubano, ricattano, stuprano, o picchiano, quando si ubriacano e poi se la prendono col primo che alza un sopracciglio, quando puntano uno, non lo affrontano mai da soli, ma sempre cinque o dieci contro uno. E se costui cade a terra, lo massacrano.

Sembrano e credono di essere uomini coraggiosi, forti, combattenti, valorosi, machi. Un esempio per le donne: forse per quelle idiote. Sono solo bestie immonde col coraggio di un criceto, tanto che per farti del male (e senza motivo, almeno il delinquente di una volta ti picchiava per fotterti i soldi, questi lo fanno per sport, ti uccidono per noia) devono essere in gruppo, altrimenti se la fanno sotto.
Sono un ammasso di carne e ossa senza neuroni, senza cuore, senza anima: sacchi della monnezza bipedi, scarti dell’umanità, errori dell’evoluzione, materiale per la rupe di Sparta. Una genetica sfortunata si è unita in matrimonio a un’educazione assente o distruttiva e ha formato questi campioni del vomito cosmico, questi rifiuti basati sul carbonio, questi insulsi e abusivi dissipatori di ossigeno.

Mi fa schifo solo il parlarne. Avessi un figlio così (direi impossibile, dato che io mi spendo per educarlo, ma non si sa ma) la missione della mia vita sarebbe vederlo pagare duramente per quello che ha fatto e girare poi l’Italia, le scuole, per raccontare a tutti queste cose e la sua meschina storia.

Le famiglie sconclusionate, i contesti sociali degradati, i politici ladri e corrotti, gli imprenditori evasori e sfruttatori, la mancanza di lavoro, la perdita dei valori, la televisione commerciale, il degrado della scuola, il basso livello di scolarizzazione, la poca severità dei percorsi scolastici (oggi non si boccia nessuno), un sistema giudiziario (creato dai politici, ribadiamolo) con pene insufficienti, incerte, vaghe e valanghe di sconti, premi, patteggiamenti, attenuanti, una classe dirigente zozza e cazzara  ha creato questo circo sociale di gente che davanti a un testo dopo due righe smette di leggere perché va in confusione, che non sa fare operazioni matematiche banali, non ha nozioni base di geografia e storia, non legge, non comprende un testo che sia appena più articolato, non ha una visione del mondo, non rispetta la natura e i sioi simili, non è capace di provare empatia (non nasci empatico, l’empatia si insegna; le emozioni le hai alla nascita, i sentimenti si insegnano).

E, ribadisco, sono feccia codarda, vile. Conigli tatuati. Criceti coll pannolone. Gatti puzzolenti che si credono leoni e poi si spaventano per la loro ombra.
Quando poi sono arrestati, prima di potersi affidare ad avvocati senza scrupoli che pagati a peso d’oro salveranno il loro cul*, piangono, frignano, si disperano, non volevano, avevano bevuto, sono stati provocati, sono bravi ragazzi, lavoratori, timorati di Dio, bravi imprenditori, è stato un momento di follia, chi è che non sbaglia, meritano una seconda occasione, e via giù di garantismo e di spiegazioni psicologiche d’accatto in talk show pomeridiani e serali pensati per teledipendenti lobotomizzati, o di ospitate di parenti e amici che non si capacitano e giurano per loro e di politici che ci mettono il cappello e gridano al linciaggio e al perbenismo.

No, siete solo bestie immonde irrecuperabili che fanno schifo allo schifo.
Dovete essere allontanati dalla società. Non ne siete degni e siete un pericolo.
Dovete marcire nella vostra stupidità e nella vostra disumana violenza, quella che informa di sé ogni aspetto della vostra miserabile vita di bestie impazzite.

Non vogliamo sentire scuse, spiegazioni, lagne. 
Quello che siete, quello che fate si spiega benissimo da solo.
E vi condanna all’irrilevanza, al pari di cimici spiaccicate dalle ante degli infissi.

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lunedì 7 settembre 2020

Lerci e irrecuperabili


C’e’ gente in giro (molti Italiani...) la cui vita consiste nel fare i gradassi, picchiare, intimidire, molestare, ricattare, provocare, uccidere gli altri, e spacciare e fare la bella vita con proventi illeciti. In genere sono giovinastri, merdacce subumane, bestie con indosso abiti da uomo.
Questi devono essere messi in condizione di non nuocere prima che possano fare del male.
Spesso sono soggetti noti alle forze dell’ordine.

Quando uno scatena una rissa o ricatta o picchia per motivi futili non si deve fare il discorso: è la prima volta, passi. No, la prima volta va stangato. Perché se uno è così la prima volta è solo la prima volta che è stato preso, ce n’erano molte altre prima e ne seguiranno altre, fino al morto.

Per caso puoi scivolare o puoi investire un pedone. O puoi versare il latte. 
Ma certe cose per caso non si fanno, nemmeno la prima volta.

Le carceri sono un inferno, indegno di un Paese civile, ma le leggi sono troppo buone, davvero troppo.

Occorre togliere il lerciume dalle strade, prima che scorra il sangue.

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giovedì 3 settembre 2020

Effetti collaterali


(9 Mauri su 10 consigliano la lettura di questo testo)
(3400 caratteri ca., 3 minuti e mezzo)


Avete mai letto per intero il bugiardino di un medicinale?
Sì?
Avete fatto molto male. Dio mio, ma cosa avete nella testa?

Oggi il medicinale più banale ha un bugiardino lungo 50 cm su due lati, quindi un metro. Scritto fitto e piccolo su carta velina che quindi se leggi controluce pare egizio.
Serve tempo, e pazienza, e occhiali se hai più di 45 anni. Silenzio nella stanza, assenza di cardiopatie, sedia, bicchiere d’acqua, fazzoletto per la sudorazione.
All’inizio sei felice: hai la medicina fra le mani, la stai per assumere, i tuoi problemi finiranno presto.
Dopo averlo letto tutto (almeno 6-7 minuti di angioscia crescente, alcuni passi li rileggi) butti tutto nel cesso e cerchi su Amazon un rivenditore di cappi: il suicidio non ha effetti collaterali (o perlomeno non avrai il tempo di conoscerli).

Qualunque medicina (e non parliamo di quelle un po’ più serie) elenca una serie interminabile di sostanze che non devi assumere in concomitanza con quella che stai per trangugiare: decine di nomi tecnici che ti allarmano e ti confondono, leggi: mai assumere Brignol se stai facendo una cura di pollanina e tu dici, ok, nessun problema, mai sentita ‘sta pollanina, e invece la pastiglia di Cumir che stai prendendo da sei mesi contiene come principio attivo proprio la pollanina e tu non lo sai.

Si passa poi all’elenco dei possibili effetti collaterali, da quelli comuni (interessano almeno 1 persona su 10, è scritto: già te li senti addosso e ancora non hai cominciato la cura), a quelli meno comuni a quelli rari o molto rari (sezione sfigati). 

In pratica come effetti collaterali sono elencate tutte le malattie esistenti al mondo, dalla diarrea alla lebbra, dal mal di testa a Ebola, escluse forse il gomito del tennista e l’unghia incarnita e, ovviamente, la malattia che quello specifico medicinale è chiamato a risolvere (sarebbe un paradosso). Una volta ho assunto un antibiotico che citava, come rari ma possibili effetti non graditi, la rottura del menisco (?) e la morte (un effetto mica da poco se ci pensate, per il quale la definizione di “non gradito” mi pare un tantinello soft).

Anche prendendo in esame solo i più frequenti (quelli che colpiscono 1 sfigato su 10 o su 100) non c’e’ da stare allegri: a chi piacerebbe prendere una pastiglia per facilitare il sonno o per il diabete e sapere che potrà avere le immancabili vertigini, nausea, diarrea, eruzioni cutanee, sudorazione, aumento di peso, incubi, ittero, rete4, cefalea, negazionismo?

E che dire di quelle medicine che fra gli effetti collaterali indicano manie suicide, restringimento della gola (!) -che sarà mai, ci passa solo l’aria di lì-, vomito con sangue, convulsioni, collasso, glaucoma acuto, assenza di orgasmo (le donne sono favorite), mancanza di eiaculazione, erezione (calma, leggete tutto) persistente e dolorosa, allucinazioni, incapacità di urinare o incapacità di trattenere l’urina (decidetevi, eh), aumento del rischio di fratture ossee, ulcerazione di bocca e lingua, anoressia, secchezza vaginale, sonnambulismo, disturbi visivi, alterazioni del gusto, fascismo e terrapiattismo?

Resta poi inteso che qualunque sostanza (a parte l’acido folico e l’acqua bollita) ti è proibita se sei o sospetti di essere gravida, non parliamone se sei un bambino e se stai avendo un infarto (proprio così, ho letto anche: “non asssumere durante un infarto acuto”). 

Le norme da seguire in caso da sovradosaggio hanno spesso risvolti umoristici (io pensavo che bastesse mettersi a testa in giù ma non è così) e infine tutti i medicinali possono inteferire con la guida di auto o macchinari, ma anche no, possono dare sonnolenza ma anche no, e richiedono che tu faccia vita da astemio per settimane o mesi.

Alla fine, a meno che tu non sia così messo male da poter correre qualche rischio, non la assumi: anzi, ti pare già di non averne quasi più bisogno, ti senti meglio, dici vedrai che passa da sola. 

In un certo senso, questi bugiardini fatti apposta per parare il sedere alle cause farmaceutiche, ottengono un effetto positivo: guarisci da solo senza buttar giù porcate.

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martedì 1 settembre 2020

Pecoroni



In Italia siamo (siete) così abituati al giornalista leccacul* o direttamente a libro paga del politico o dell’industriale che quando ne salta fuori uno che, bravo e talentuoso ma con idee proprie, critica tutti quelli che a suo dire lo meritano, e loda quelli che ritiene giusto lodare, senza avere datori di lavori o idoli da leccare, viene attaccato, sminuito e di volta in volta etichettato, ma con tutte le etichette, anche quelle fra loro opposte o incompatibili, a dimostrazione del fatto che il difetto è in chi etichetta e non nell’etichettato.

E’ tipico di un popolo che, sacrificati i suoi neuroni sull’altare del tubo catodico spargifango, e devastato da più di vent’anni di berlusconismo-leghismo-renzismo, ha perso lo spirito critico, la memoria storica e spesso è analfabeta, oltre a nutrirsi di pregiudizi ed essere facile preda di tranelli elementari architettati da grandi fratelli di quarta fila.




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lunedì 31 agosto 2020

Sotto questo cielo



(2344 caratteri, 3 minuti)

Confrontarmi con gli altri a volte mi fa sentire meglio, perché mi fa capire (o mi illude) di non essere mediocre. Di essere irrilevante, ma non mediocre. Illudersi di non essere mediocre sarebbe forse addirittura meglio di averne le prove. In questo i social sono utili, perché per una o due persone vere che incontro ne becco almeno cinque o sei che purtroppo rinforzano l’opinione negativa che ho del genere umano al quale appartengo (geneticamente ma non moralmente). Non che vada matto del fatto di non essere mediocre o di illudermi di non esserlo, ma insomma: dovendo finire miseramente come tutti, sapere o illudersi di avere evitato la meschina mediocrità può regalarmi un istante di luce in questo lungo e buio tunnel.

Alla fine, però, siamo tutti soli. Non c’e’ famiglia o matrimonio o amicizia che tenga. Lo so che molti di voi non saranno d’accordo, ma è solo questione di tempo: prima o poi lo sarete. Come può darmi ragione chi ora è nel fiore degli anni e sente di avere il mondo in mano? O chi è perso nei vorticosi turbinii dell’amore? O chi, bimbo, vede solo il lato buono del mondo? O chi ha scelto di credere con profitto a una spiegazione dell’esistente che lo soddisfa proprio in quanto non provata? 
Ma credetemi, ciascuno di noi è solo sotto questo cielo, di fronte all’infinito dell’universo, al mistero della sua presenza, a se stesso (un mistero altrettanto oscuro).

Pensate se un giorno vi ritrovaste in una una stanza (piuttosto grande) con tutte le persone che avete conosciuto in vita.
Non parlo dell’edicolante che vi vendeva ogni tanto il quotidiano a Lione, o della segreteria dello studio medico che una volta frequentavate al bisogno e che indossava sempre calze scintillanti.
Parlo della vostra pediatra, della maestra delle elementari, degli zii, dei nonni, dei cugini, delle ragazze o dei ragazzi che avete frequentato, dei datori di lavoro e dei dipendenti che avete avuto, degli amici e di quelli che vi hanno tradito, dei genitori, dei professori di liceo e delle medie, dei dottori, dei vicini, dei negozianti del vostro quartiere, gli amori impossibili, della commessa dell’iper che ormai dopo anni sa chi siete, di qualche cliente assiduo, dei vostri incontri di chat finiti male, delle persone conosciute durante le vacanze, in Italia e all’estero, e con le quali vi siete intrattenute un poco. Ciascuna di queste con l’età che aveva al tempo in cui è stata nella vostra vita in maniera più significativa. 
Non sarebbe una situazione alienante e intollerabile?
Invece, il fatto di avere “diluito” tutte queste persone, e queste esperienze, nel’arco di decenni, ce le fa apparire come normali e sopportabili, anche se il ricordo di alcune può essere solo debole e di altre lancinante. Ma la memoria, come si sa, scolora pian piano e ci rende sopportabile vivere. In molti casi.

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domenica 30 agosto 2020

Modeste proposte

NEL CESSO i vitalizi, i privilegi, gli incarichi plurimi, la pensione dopo due giratine in Parlamento. Basta con queste pagliacciate dei prezzi bassi per chi mangia o si fa la barba in Parlamento. Basta bonus. E tirare bene la catena.
RIDUZIONE secca del numero dei deputati, 600 sono pure troppi, ne basterebbero la metà.
RIDUZIONE del 50% degli emolumenti. 
OBBLIGO DI PRESENZA: se sei assente per più del 30%, stipendio bloccato.
LEGGE elettorale proporzionale con sbarramento e NEL CESSO il sistema dei nominati da 4-5 segretari.
OBBLIGO di redicontazione severa e puntuale delle spese.
DIVIETO DI CAMBIO CASACCA: chi si stufa, si dimette.
10 ANNI DI GALERA SENZA SCONTI  per chi corrompe o si fa corrompere: è una carica nobile, non si scherza.
OBBLIGO di rispondere ai giornalisti, SEMPRE e con educazione.
SEVERISSIMA legge sui conflitti di interesse (un conflitto di interesse non è mai potenziale o reale; se esiste in potenza, è già reale).

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Chi tifa per i temporali


(1661 caratteri, 2 minuti)

Io sono meteoropatico grave, ma le cose non cambiano: quello che sto per dire mantiene intatto il suo senso.
Quando leggo frasi Del tipo: “Allerta? Che bello, così rinfresca! O: “Ci saranno temporali? Finalmente!” Mi tocco sempre per vedere se ci sono.

Il temporale è un fenomeno naturale che può anche avere un suo fascino estetico e ispirare poesie, dirlo a me che scrivo è superfluo,  ma è anche pericoloso; è un fenomeno in cui sono in gioco forze ed energie immense, sovrumane. In un temporale la Natura si scatena, e contro la Natura non si può nulla. Di recente, poi, a causa del climate change (che tutti hanno capito tranne gli intelligentoni negazionisti), certi fenomeni sono via via sempre più frequenti e violenti. Un fulmine ti uccide in un istante, provoca incendi. Una forte raffica di vento può rovinarti la casa o farti perdere la vita, e così un nubifragio improvviso (vulgo bombe d’acqua). La grandine tipo palla da tennis può scassarti il tetto o l’auto e se la becchi in campo aperto non ne esci bene neppure tu.

Qui non si parla di pioggia. Quella pioggia che è così bello ascoltare sotto le coperte, o che ti sorprende con la tua ultima conquista e vi inzuppa felici prima di un bel bacio sotto un portico, o che ti ispira maliconia e versi. Qui si parla di temporali, quindi rovesci smodati, raffiche di vento violente, attività elettrica cospicua, possibile grandine. 
Se uno dice: piove, meno male, io dico: de gustibus, ma capisco che uno possa avere interesse a che piova, ad esempio perchè è agricoltore o perché deve ultimare da tre settimane un sonetto. Non sono certo contro la pioggia, quella moderata, quella che svuota le nubi e nutre la terra; non quella che semina rovina e disgrazie. Se io leggo rinfresca o diminuisce l’umidità, sono il primo a gioire. Ma occorre capirsi.

Tifare per un temporale vuol dire essere incoscienti, o non avere responsabilità, o non aver capito nulla. Rischiamo la vita per una rinfrescata che la maggior parte delle volte dure meno di 24 ore. 

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sabato 29 agosto 2020

La causa è nota



La pandemia sta lasciando segni forti su di noi. Su molti di noi.
Sugli adulti, più che sui bimbi.
Non è certo colpa dei governi, anche se alcuni sono miopi e assassini o dittature tout court.
Non è tanto il dover mettere lo straccetto davanti alla bocca, o la coda fuori dalla farmacia, o cinema, teatri, stadi chiusi e l’incubo perenne di dover star lontano da.
E’ proprio una subdola ansia che ti buca dentro, un foro piccolissimo ma profondissimo che scava da febbraio. E che si aggiunge a tutte le altre cause di ansia che sono l’essenza della vita dell’uomo cosiddetto moderno.
Il senso di un cambiamento radicale e di una situazione dalla quale non si intravede un’uscita.

La colpa è nostra, o meglio: SarsCov2 è un prodotto diretto e chiaro del modo di produzione capitalistico. 
Non è il primo e non sarà l’ultimo.
E’ come il #ClimateChange. E tanti altri.

Inutile dar la colpa agli dei, agli omosessuali, alla sfortuna, ai cinesi: sono tutte idiozie, partorite da menti semplici (quelle che avranno meno danni da tutto questo, per paradosso).
Il modo in cui occupiamo, viviamo, sfruttiamo questo pianeta, e in cui ci relazioniamo e ci sfruttiamo fra di noi, è causa diretta di questi orribili incubi reali.

#Pandemia #SarsCov2

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R2


Oggi vorrei essere nel settore R2.
E comunque non qui e non ora.
Sospendermi.
Non sentire, non vedere, non pensare, non provare.
Il sonno non ci scollega mai, nel sonno siamo più svegli che da svegli e da quando esiste la cosiddetta civiltà industriale, nemmeno ci ricarica.
Ci alziamo più stanchi di prima, abbiamo segni profondi ormai.
Siamo come smartphone sempre accesi.
Soggetti a usura veloce.
Vorrei staccarmi. A lungo.
E una ricarica lunga e profonda. 

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venerdì 28 agosto 2020

Senza dubbi, sì

SENZA DUBBI, SI’ Il Parlamento ha detto SI’ alla riduzione del numero dei parlamentari, pochi mesi fa, e lo ha detto a larghissima maggioranza. E’ una riforma logica, che renderà il Parlamento più efficiente (di certo non meno efficiente!) e non meno rappresentativo, ridurrà di un minimo le spese e darà un segnale. Dopo il tentativo di schiforma di Renzi (c’era dentro di tutto, 2 cose buone e 18 pessime e si stravolgeva la Carta aumentando in maniera pericolosa il potere del Governo, oltre a sdoganare un pessimo italiano), è ovvio che la strada è fare piccole riforme, per settori. Meno parlamentari vorrà dire meno caos e presumibilmente maggiore attenzione dei partiti nel selezionare i candidati. Per far sì che i candidati non siano più burattini che obbediscono all’ordine di 4 o 5 segretari di partito occorre cambiare la legge elettorale, non serve opporsi a questa riforma: ma questa è un’altra storia e solo gli ignoranti o chi è in malafede confonde le due cose. Chi oggi invita a votar no, molto spesso è chi pochi mesi ha votato sì (qualche esempio? Giachetti IV, Mulè, Napoli e Brunetta FI, Orfini e Rciti PD, Vallascas e Siragusa M5S, Borghi Lega.) Spesso, poi, chi sostiene il no, spara palle. Esempi. Santori afferma che se i deputati passeranno da 945 a 600 la politica sarà distante dai cittadini (adesso non lo è?) perché avremo un eletto ogni 150mila abitanti. Peccato siano 100mila. Prima fare i conti per bene, poi pensare, poi tacere, cara sardina. Tesauro (ex presidente Corte Cost.!) afferma che se vince il SI saremo ultimi in Europa per rapporto tra eletti e cittadini. Il che è falso. Germania, Francia e Regno Unito, per esempio, avrebbero sempre un rapporto minore del nostro. L’errore è mettere nel conto anche le Camere NON elette. Il punto è che quando una riforma è targata 5stelle, diventa pessima anche se è ottima. Ma il mio cervello giracchia ancora. Poiché: vedo solo lati positivi in questa riforma; tutti o quasi li hanno visti e hanno votato SI; chi adesso da voltagabbana dice no non porta argomenti fondati o addirittura spara palle; io continuo a non avere dubbi. SI. 


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Differenze

Io ho una sola vita, quindi non sono grillino. E non sono stato mai i partiti che ho votato. Voto una forza quando secondo me è l’alternativa migliore a quel giro. Ho spirito critico, sono informato, ho memoria, ho un sistema di valori. Esserlo, grillino, oltre che votare, forse sarebbe troppo, dato che, come ho detto, la vita è una. Allo stesso modo non sono leghista né fascista e, piccola differenza, nemmeno li voto. La vita è troppo breve anche solo per votarli, anche solo mezza volta, o per condividere certe idee anche solo per un secondo. Decisamente troppo breve per macchiarla così, in maniera stupida. Perchè ci sono idee buone, idee cattive e idee così così. E ci sono persone sincere e trappoloni. E persone che possono sorprenderti, o deluderti. Fin qui, tutto normale. Poi ci sono idee di cacca e agitatori e seminatori d’odio. C’è differenza.


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mercoledì 26 agosto 2020

Sparire


Voi davvero siete certi che tutti quelli che spariscono (alcuni dei quali poi diventano casi dell’ottima trasmissione “Chi l’ha visto”), spariscono involontariamente perché rapiti, o vittime di amnesia o simili?
Toglietevelo dalla testa. 
Una fetta non irrilevante se ne va perché vuole andarsene.
Perché non ce la fa più.
La vita, che si conclude sempre con la morte, ti massacra giorno dopo giorno: non tutti riescono a pararne i colpi, non per tutti i colpi sono forti allo stesso modo, a volte il caso si accanisce.
Sono centinaia di casi, migliaia ogni anno. 
A volte non sono spariti, si sono uccisi.
E, comunque, sparire e non tornare mai più è l’alternativa a uccidersi.

Oggi sei qui, domani no. I tuoi oggetti sono qui. Non li toccherai mai più. Sono ancora come li hai lasciati. Li hai avuti davanti agli occhi per anni, decenni. Li hai usati, forse li hai comprati. Abbandonati a se stessi per sempre. Cianfrusaglie, o lancinanti spilli del ricordo per chi resta. 
I tuoi familiari sono qui, non ti vedranno mai più e non sapranno mai più niente di te.  Avevi chiesto un preventivo, avevi un referto medico da ritirare, eri in parola con un amico per una cena, il panettiere è abituato a vederti almeno un paio di volte a settimana, i tuoi amici ti leggono sui social o comunque ogni tanto ti chiamano, la tua vicina sa che può contare su di te se  una lampada non funziona, tua madre è preoccupata per te come tutte le madri ma di certo non immagina cosa sta per precipitarle sulle spalle, tuo figlio ti cerca sempre con gli occhi e fra poco ricomincerà ad andare a scuola, i tuoi colleghi sono abituati a vederti tutti i giorni, anche l’impiegato delle Poste ti ha inquadrato dopo alcuni anni. Non ti vedranno mai più, il referto resterà là, il figlio andrà di nuovo a scuola, il panetteiere lo verrà poi a sapere, gli amici piano piano, la madre non capirà più nulla, al figlio bisognerà dire qualcosa. E tu non li vedrai mai più. Tu da stasera non ci sei più. Non come se non ci fossi mai stato, anzi l’opposto. Ma non tornerai mai più.

No, non è sempre rapimento, assassinio, amnesia, malattia, spaesamento dovuto all’età avanzata, liti familiari ricomponibili. Molte volte è qualcosa di diverso.

Molti ti dimenticheranno in pochi giorni o poche settimane. Alcuni nemmeno si accorgeranno. Alla fine, siamo niente per quasi tutti, poco per pochi, e forse tutto per pochissimi, ma mi preme mantenere il “forse”. Pochi, pochissimi non supereranno mai questo fatto, che sarà una crepa permanente nella loro vita.

Pensateci, quando si parla di una persona scomparsa da settimane o da anni.
Pensate a tutto quello che gira intorno a questo irrilevante fatto di cronaca. 

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martedì 25 agosto 2020

Grazie

Ringrazio molto tutti quelli che, amici di social e/o anche di vita reale (come, cos’è la vita reale??? E’ quella cosa che ci distoglie dai social), mi hanno esteso, via Facebook, Twitter, Instagram, mail, telefono o Whatsapp i sensi della loro più commossa partecipazione al mio dolore di compiere così tanti anni e di trovarmi in una fase così delicata della mia breve e declinante esistenza. So che confrontarsi con un caso disperato appaga, perchè ci si sente fortunati, tuttavia sono convinto che il vostro sentimento fosse sincero. Ho provato in vari modi a rinviare la data del mio compleanno, ma pare che sia un’operazione impossibile, quindi mi sono rassegnato a queste 24 ore di disperazione agonica e irrimediabile, cui seguirà un anno che si annuncia enigmatico. Lo so, finché c’e’ la salute disperarsi è ingeneroso ma, a parte il fatto che vent’anni fa non avevo tutta una serie di problemi che adesso ho (tranquilli, quello funziona ancora), è ovvio che ovunque giri lo sguardo puoi trovare qualcuno che sta peggio di te: è una constatazione desolante. Ciò tuttavia non deve toglierci il diritto di lamentarci dei nostri inghippi, anche perché scriverne o parlarne allieva il dolore. Grazie ancora, a quelli che hanno reso omaggio e a quelli che lo faranno, e a quelli che non lo faranno; anch’io a volte dimentico le cose, i miei neuroni stanno cadendo a centinaia, sotto i colpi del Generale Tempo. 

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domenica 23 agosto 2020

La rotellina


Quando non ne hai più voglia.

Di alzarti, di andare a letto.

Di mangiare, di farti la barba.

Di leggere, di scrivere.

Di uscire o di rientrare.

Di vestirti, di pulire, di organizzare.

Di darti lo smalto o pettinarti.

Di dare una forma alla tua giornata.

Di pensare agli altri.

Di pensare.

Di avere voglia.


Ti passano accanto, la moglie, i figli, la mamma, il marito, il gatto.

Sono come piante in vaso, ma si muovono.

La casa ti contiene, è tutto.

Avevi progetti, sono fermi. 

Non pensi nemmeno più al passato, non ci riesci. 

Tutto ha perso senso. L’aveva?

La tv parla da lontano, i mobili ti guardano, il vociare da fuori non ti riguarda.

Le ore sono tutte uguali, adesso che le osservi passare ad una ad una te ne accorgi.

I giorni anche, e ciascuno si ammassa sui precedenti e l’ombra del cumulo si fa sempre più grande e opprimente.

Siamo meccanismi imperfetti ma riusciamo a funzionare.

Fino a quando si rompe una piccola rotellina che blocca tutto.


Cosa può romperla? Un indugio. Il riflesso psichico di una stanchezza eccessiva. Un pensiero sbagliato. Una perdita. Un rovescio economico o lavorativo. Una delusione. Una malattia. La vita si sabota da sola, non ha bisogno di aiuto.

Diventiamo invisibili e non vediamo più niente: non ci interessa. Uno sguardo apatico non scandaglia e non coglie, scivola.

Ci chiamano stanchi, stressati, esauriti, depressi; ci dicono che abbiamo bisogno di dormire, di rilassarci, di staccare, di una breve vacanza, di una nuova vita. Non capiscono. Non potrebbero. Non abbiamo bisogno di niente perché non ci interessa più niente.

Un senso alle cose non può darlo un altro per te: quando non ci riesci più da solo, è finita.


Adesso ti osservi vivere, e quindi non riesci più a vivere.

Adesso guardi le cose e le vedi davvero, e ne percepisci la volgare e irrimediabile insensatezza.

Adesso capisci chi sono davvero le persone.

Adesso vedi cosa c’e’ dietro a quel film che ti scorreva davanti ogni giorno, fluido, e in cui tu eri attore: hai perso il copione, oppure lo leggi e non ti dice più nulla. Sei fuori parte.

Il tempo ha rallentato un attimo e tu hai guardato fuori: un errore fatale.

Non temi e non speri, tutto è uguale a tutto, guardi gli altri come pesci in acquario, poco dopo distogli lo sguardo.

La morte è sempre lì, e mantiene intatto il suo potere, ne hai ancora paura, ma non riesce a preoccuparti come prima.


Sono le cinque e aspetti le sei, è notte e aspetti il sole, la sera cala con angoscia, la mattina è un deserto.

Al telefono fingi, se ti parlano fingi. Col postino sei quello di sempre, anche al bar. Dentro di te la luce si è spenta.

Ti chiedi “perché?” E già la domanda ti destabilizza: non te la eri mai posta. Fartela, è il segno della fine. Non esiste una risposta valida, il trucco era non farsela.

Il calendario, le agende, le settimane a venire, le stagioni: un flusso indistinto. Sai che prima o poi ti chiederanno conto, sai bene che prima o poi dovrai decidere qualcosa, mettere la firma sul conto della vita, ma non ti importa: sei alla deriva, non ti curi dell’approdo o della prossima curva. Quando sarà, te ne andrai.


Siamo meccanismi imperfetti ma riusciamo a funzionare.

Fino a quando si rompe una piccola rotellina che blocca tutto. 

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domenica 16 agosto 2020

Bonus partite Iva: il caso di Rizzone (M5S).

Il deputato Marco Rizzone (M5S), uno di quelli che ha chiesto il bonus partite Iva, si arrabbia. Dice che il bonus l’ha chiesto in automatico il suo commercialista (1). Dice che finora si è tagliato più di 40mila euro dallo stipendio da parlamentare e ciò dimostra che non aveva interesse per i 600 (2).Si lamenta per la gogna mediatica (3). Afferma che il decreto è stato scritto male poichè non prevede controlli sul reddito (4) e che è stato presentato in Parlamento senza che lo si potesse modificare, una pratica contro cui in passato il Movimento andava sui tetti (5). Chiede che siano resi pubblici, come accade in 17 Paesi europei, i nomi degli evasori (6). Precisa che i soldi del bonus alla fine sono euro uguali a quelli del bonus per ristrutturare casa o rottamare l’auto e, dice, volete farmi credere che nessuno dei moralizzatori abbia mai usfruito di questi soldi (pur avendo redditi alti, aggiungo io)? (7).

Allora...
(1) può anche essere vero ma non è scusa spendibile. Al limite può far causa al commercialista, che se lo ha fatto, ha fatto una emerita caxxata.
(2) Lodevolissima la pratica che hanno i 5stelle di rinunciare a vagonate di soldi pubblici per aiutare le imprese in difficoltà o attuare altre azioni socialmente utili: lo fanno solo loro, è bene ribadirlo. E, unico partito, non prendono finanziamenti pubblici (hanno rinunciato finora a più di 60 milioni di euro). Ma  anche questa scusa secondo me non è spendibile nel caso in oggetto.
(3) Ha ragione per gli eccessi, però se fai una roba del genere è normale essere attaccato.
(4) E’ una stupidata, la legge è fatta bene: solo scritta così, quindi senza controlli (sarebbero stati fatti dopo, infatti ecco che li hanno fatti) avrebbe permesso di erogare in fretta il bonus, eravamo in pandemia.
(5) Sui tetto, certo... E’ vero, ma si era in pandemia... una situazione imparagonabile a qualsiasi altra negli ultimi 75 anni, quinbdi anche questa affermazione è debole.
(6) Ha ragione. Ma la pubblicazione dei nomi degli evasori, che anche io vorrei, non inciderebbe sul suo caso.
(7) Vero, chissà quanti con redditi altissimi acquistano l’auto usufruendo di 5-10mila euro di sconto. Ma anche questa osservazione, sensata, non incide granché sulla sua posizione.

Concludendo...
E’ vero, le dimissioni possono anche esser eccessive per un fatto del genere, in un Paese normale. Ma in Italia un 5stelle che fa questa cosa, anche se l’ha fatta il suo commercialista, deve pagare. Io posso anche credere alla storia del commercialista, ci sta (certo, che errore etico e di opportunità, per un commercialista...), ma l’errore ci fu e qualcuno deve pagare. Gli altri partiti possono permettersi di perdonare, è decenni che coccolano chi sbaglia. Per un 5stelle la politica non è una professione, ma è servizio civile, quindi se uno lascia arriva un altro. E quello che lascia torna a fare il suo lavoro. Sono gli altri partiti che hanno gente che vive di politica, pagata da noi, da 30-50 anni. La regola dei due mandati, adesso tre solo per gli amministratori locali, ha questa ratio. 
Quindi, con dispiacere, mi aspetto le dimissioni di Rizzone, da cittadino.
Me le aspetto anche dagli altri (i leghisti pare abbiano un numero di casi cospicuo, fra deputati e consiglieri regionali etc), ma qui è già più utopia. 

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