E' UN VOTO POLITICO E ANTIFASCISTA
E' un voto politico e il primo a caricarlo di significato politico è stato il governo.
E' una vittoria antifascista, come lo sono tutte quelle contro i maldestri e rozzi tentativi di stravolgere la Costituzione, antifascista per nascita.
E' una vittoria degli Italiani, perché non è Italiano chi è fascista e non riconosce la Carta.
L'Italia resta un Paese di c0glioni che non alzano il culo dal divano e che in maggioranza, sia pure risicata, votano a destra. E' un popolo che appare "buono" ma in realtà è pervaso da razzismo ed egoismo oltre che da un diffuso senso di illegalità. Un popolo di pecore che amano l'uomo forte e invidiano chi è furbo, non chi è onesto.
Per fortuna quando è messo nel mirino il cuore pulsante della Carta la maggioranza silenziosa, come dice Travaglio, si sveglia e, aiutata da una sorta di "provvidenza laica", salva il tutto.
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MAI ABBASSARE LA GUARDIA
Adesso fate attenzione alla legge elettorale che la destra ha in mente. Altrettanto pericolosa perché, chiunque vincesse le elezioni, metterebbe il Parlamento completamente nelle mani del Governo (giò adesso lo è in misura pericolosissima), per non parlare del prossimo inquilino del Quirinale.
Il punto è che questi governi hanno un solo scopo: modificare in senso sovversivo l'impianto della Repubblica (autonomia differenziata, riforma della magistratura, premierato). Non si occupano di governare; semmai di essere rieletti dopo cinque anni per continuare a mettere le mani su tutto, senza essere intralciati dagli altri poteri dello Stato.
Oggi abbiamo salvato la Carta da uno dei peggiori attentati mai pensati, ma la lotta non finirà mai, perché gli eversori non molleranno mai.
Una riforma costituzionale dovrebbe essere elaborata da una commissione aperta a tutte le forze politiche, eletta col proporzionale, e formata da persone colte e competenti, senza precedenti penali (precisazione oggi necessaria). E alla discussione non dovrebbe mai prendere parte il governo. Qui, invece, proprio il governo ha pensato, scritto coi piedi e propagandato a suon di menzogne e di porcate (il voto negato ai milioni di studenti fuori sede) una riforma pessima, quindi il risultato è politico e un premier degno, proprio per essersi imbarcato in prima persona in questa tragedia (per conto terzi, dato che i mandanti sono gli eredi politici del delinquente di Arcore), dovrebbe dimettersi (Renzi lo fece, anche se non mantenne la promessa di lasciare la politica). Ma questi non hanno dignità e lo si vede dal fatto che non fanno dimettere neppure ministri o altri funzionari accusati di reati gravissimi o addirittura già condannati: per loro l'art. 54 è carta straccia, La Costituzione è carta straccia.
Stasera hanno continuato con le bugie (ho notato che Bocc*ino sulla "7" ha fatto ancora più fatica a non prendersi del bugiardo, l'aria forse è un poco migliorata?), con le analisi lunari, cercando di minimizzare, di trovare giustificazioni assurde. Il fatto è che non se l'aspettavano e le hanno buscate sode. Danno la colpa alla propaganda bugiarda del No, quando hanno invaso TV, giornali e social di menzogne vergognose per settimane (Garlasco, pedofili, stupratori, Tortora ecc) e di stravolgimenti della storia (han fatto parlare i morti) e delle opinioni altrui, gettando peraltro tonnellate di fango su chi osava opporsi e argomentare nel merito quanto fosse pericolosa e idiota questa riforma.
Dall'errore di Renzi non hanno imparato nulla. Meloni non si dimetterà perché questi non sono servitori dello Stato, pensano di avere il diritto di esercitare il potere per sempre, al di là della legge e oltre ogni tempo o accadimento. Non sono servitori dello Stato ma sono domestiche stupide della Casa Bianca e del Boia di Hell Aviv. Il progetto che fu di Gelli e poi di Papi, e che adesso FdI si era incaricata di portare a compimento per ricompensare FI per la partecipazione al governo (la Lega chiedeva l'autonomia differenziata, che però è poi naufragata), è fallito miseramente. Ma da domani non cominceranno a governare, non illudetevi. Ci aspetta un anno di campagna elettorale permanente. Un anno rischioso, dato che siamo di fatto in guerra contro l'Iran e contro la Russia senza alcuna ragione; un anno in cui diventeremo ancora più poveri, e vedremo i ricchi diventare sempre più ricchi; un anno che ci squalificherà sempre di più agli occhi del mondo, complici come siamo di un massa -cratore di bambini e di un pazzoide guerrafondaio e molto probabilmente invischiato fino al collo in orride storie di pedofilia.
Io personalmente mi attendo domattina, come minimo, le dimissioni di Delmastro, Santanché, Montaruli, Nordio, Bartolozzi, Meloni. Ma so che si dimette solo chi ha la dignità per farlo.
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