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domenica 20 novembre 2011

Amore e rispetto, a parole siamo tutti bravi

"Vorrei rivolgermi con affetto - ha detto il pontefice nella messa che conclude il suo viaggio in Africa - a tutte le persone che soffrono, ai malati a quanti sono colpiti dall'Aids o da altre malattie, a tutti i dimenticati della società. Abbiate coraggio!". "Ogni malato, ogni povero - ha aggiunto - merita il nostro rispetto e il nostro amore". 20.11.2011

Senti Ratzinger, poche storie:

1. La trasmissione dell'Aids potrebbe essere notevolmente ostacolata dall'uso del condom, che tu demonizzi.
2. La povertà? Dai l'esempio. Un uomo di Dio dovrebbe vivere di niente, non negli ori del Vaticano. La parola senza l'esempio conta poco.
3. E dei non eterosessuali, non sposati o divorziati che dici? Anche loro meritano rispetto e amore? Sì? Allora smettila di fare di tutto da sempre per impedire che tutti abbiano gli stessi diritti civili. Se sei in buonafede chiedi a gran voce e subito che lo Stato italiano, al quale spesso inoltri suggerimenti (...), permetta a TUTTI di sposarsi (eh gia', pure agli omosex -scusi il termine eh...) e riconosca diritti anche a chi non lo fa. Matrimonio civile, ovvio. Quello religioso puoi naturalmente riservarlo a chi diavolo ti pare.

Altrimenti, sua santità, le sue sono solo parole senza senso: confezione luccicante ma scatola vuota.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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