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domenica 16 dicembre 2012

Il buon cattolico

Non voglio guastare il weekend parlando ancora del ritorno dei buffoni: un sistema democratico malato lo consente, quindi benvenuti al circo equestre. Succede in particolare quando non si tira per bene la catena.
Parliamo del Ratzinger, che invece e' un caso serio, molto serio, per quanto formalmente estero.
Fatto 1. La presidente del Parlamento dell'Uganda ha detto che a Natale gli anti gay (esistono idioti simili, si') avrebbero ricevuto un bel regalo: una legge contro l’omosessualità – da approvare – che tra le ipotesi prevede la pena di morte e che, tanto per dire, prevede fino a 14 anni di galera per chi dovesse vivere con una persona dello stesso sesso. Non lo dico per l'Uganda, le cui leggi attuali in materia fanno gia' vomitare, ma per il cosiddetto papa, che lungi dal condannare simili bestialita', ha ricevuto con tutti gli onori tale presidente in Vaticano. Obama ha definito questa legge "odiosa": non che Barack si sia sprecato, ma almeno ha battuto un colpo. Il Ratzinger invece ha benedetto la presidente. Cosa abbia a che fare il personaggio storico Gesu' e le sue idee con simili soggetti che a lui si rifanno mi sfugge.
Fatto 2. Il Papa ha affermato di recente che i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna sono “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.
Si tratta di due fatti, gli ennesimi, che avvalorano la ormai acclarata equazione cattolico = omofobo. Se sei un buon cattolico non puoi discutere cio' che sparacchia il Papa e quindi sei un buon omofobo.
Di fronte all'atteggiamento che la Chiesa Cattolica ha nei confronti dell'omosessualita' si prova solo disgusto e pena: sono i ragionamenti da razzisti mentecatti che giustificano le discriminazioni e fomentano l'odio tra gli uomini, come se gia' non avessimo abbastanza casini.
Viva il Ratzinger, autore fra l'altro dell'imperdibile libello di fresca uscita che ha messo in mobilita' il bue e l'asinello (di asini in effetti ne avremmo fin troppi).

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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