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martedì 27 gennaio 2026

No other choice


Pensavo di andare al cinema a vedere un film che mi interessa. Ultimi dieci minuti davvero fantastici.
Vado solo. Non c'è altra scelta. La cosa non mi disturba, lo faccio spesso. Faccio spesso molte cose da solo: voglio dire, la compagnia è un po' cinica e disillusa, ma di qualità. E poi la conosco molto bene...
Non c'è altra scelta. Che poi è il titolo del film.
Il calzone era standard, un po' sotto la media, il dolce okay, il prezzo troppo alto come è di moda da qualche anno (difatti locali vuoti).
Sì, io spesso mangio anche da solo, del resto ho più personalità e tutte interessanti. Da un punto di vita scientifico, intendo.
Pensavo: potrei invitare un amico, al cinema. Ma sta a decine di km. di distanza, non verrebbe mai, specie con un preavviso minimo, ma anche con un preavviso di mesi.
Poi ho pensato a un altro amico, che abita in zona, ma va a letto alle 23 e alle 23 il film finisce: non è comodo. Io mi alzo alle 4 e vado a letto a mezzanotte o all'una, ma io morirò prematuro: epperò so già cosa far scrivere come epitaffio, l'ho indicato nel testamento, che redassi prima dei trent'anni, quindi già in ritardo.
Un'idea ce l'avevo, invitare un'amica (uso questo termine perché sono un romantico, ma i tempi son mutati e non è la parola giusta, proprio no), ma è sposata, signori miei, eh lo so, ma non fate quelle facce tristi: non verrebbe mai, esattamente come una che fosse in carcere a scontare una pena; non le darebbero il permesso o non sarebbe opportuno chiederlo o evadere. Ovviamente troverebbe scuse di facciata, ma io saprei la ragione.
E poi ho pensato, ma così per sport, eh, perché io con me stesso mi trovo benone, a un'altra donna, ma non vuole avere più a che fare con gli uomini, figurati uscirci anche solo per un film senza manovre nelle ultime file: forse c'è l'ha anche con le donne, nel senso che ce l'ha con tutti gli esseri umani, che in effetti fanno schifo, ma insomma, occorrerebbe trovare una misura se si vuole vivere ancora una manciata di decenni senza ritirarsi sulla vetta di un monte.
Certo, son sposato pure io, ma sapete che io le cose le vedo un po' diversamente in molti campi: anche se sono esperienze affini, riesco a distinguere tra carcerazione e vita matrimoniale.
Insomma, nessuna delusione (non puoi riempire una brocca colma), io mi son trovato benone, era solo per ragionare di fronte a un bicchiere di buon malto, che però non c'è. Ragionare sulle assurdità alle quali ci siamo abituati al punto da chiamarle ovvietà.

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mercoledì 21 gennaio 2026

Avevo visto bene


Alla data di oggi non esiste un solo rapporto umano che mi soddisfi appieno. E nemmeno uno che mi soddisfi abbastanza.
A questo punto è evidente la conclusione a cui sarete giusti, ragionando per logica e statistica: è colpa tua.
E io confermo: sì, è colpa del modo in cui io intendo i rapporti umani.
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Certo, alcuni potrebbero definirsi soddisfacenti. Ma in genere sono quelli più giovani, quelli nati da poco e per forza di cose ancora acerbi. Alcuni di questi sono davvero ottimi, per esempio con alcuni colleghi di lavoro: ma appunto il futuro è da scrivere. Qualcuno potrebbe dire: funzionano perché ancora poco profondi. Può essere, chissà. Ma parliamo invece adesso di quelli meno acerbi, più "consolidati".
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Non ne salvo nessuno.
Il mondo è cambiato, ma le cose non vanno bene nemmeno con le persone conosciute quattro decenni fa.
Io non sono cambiato? Forse no.
E' un difetto? Chissà.
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Potrei scriverne per ore, ma eviterò. So che avete la serie che vi aspetta.
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Mi limiterò a dire che se due amici non abitano in nazioni diverse e o parecchi km di distanza e non si vedono quasi mai l'amicizia è teorica. Non esiste.
Amicizia è sentirsi spesso, certo. Scriversi, certo. Ma anche condividere esperienze, fare cose insieme, guardarsi negli occhi, respirarsi, ridere delle stesse cose, un caffè, mangiare assieme, passeggiare, un film, imbiancare una parete, fare un progetto, un viaggio, avere un segreto, parlare di un libro, etc. Toccarsi, viversi. 
Whatsapp è eccezionale se è un mezzo in più. Se è il solo mezzo fa schifo.
Se gli impegni quotidiano, le convenzioni, i matrimoni (una sciagura) ci allontanano, non è amicizia. E' una conoscenza, che è tutt'altra cosa.
Io conosco anche molti animali e vi assicuro che mi danno di più.
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Un anno e mezzo fa feci un'analisi su uno di questi rapporti. Mi si disse che avevo torto.
Certo, qualcosa è cambiato. Ci sentiamo di più.
Io tengo a te. Forse tu in qualche modo tieni a me.
Io farei molto per te, io ci sarò sempre.
Ma tu non ci sei del tutto neppure ora, dai, è evidente.
E allora abbi il coraggio di ammetterlo. Questi quindici mesi hanno confermato quel che dicevo e tu contestavi.
Non vedo un futuro, non vedo un progresso, non sento vicinanza.
Il tempo passa, la vita scivola via, tutto è incolore.
Lacciuoli sociali ti impediscono di vivere più a fondo questa cosa? O forse non ti importa di viverla davvero. Non hai il coraggio o la voglia.
Non so, ma è così.
Ed è un peccato. L'ennesimo di una vita da alieno.
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