Alla data di oggi non esiste un solo rapporto umano che mi soddisfi appieno. E nemmeno uno che mi soddisfi abbastanza.
A questo punto è evidente la conclusione a cui sarete giusti, ragionando per logica e statistica: è colpa tua.
E io confermo: sì, è colpa del modo in cui io intendo i rapporti umani.
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Certo, alcuni potrebbero definirsi soddisfacenti. Ma in genere sono quelli più giovani, quelli nati da poco e per forza di cose ancora acerbi. Alcuni di questi sono davvero ottimi, per esempio con alcuni colleghi di lavoro: ma appunto il futuro è da scrivere. Qualcuno potrebbe dire: funzionano perché ancora poco profondi. Può essere, chissà. Ma parliamo invece adesso di quelli meno acerbi, più "consolidati".
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Non ne salvo nessuno.
Il mondo è cambiato, ma le cose non vanno bene nemmeno con le persone conosciute quattro decenni fa.
Io non sono cambiato? Forse no.
E' un difetto? Chissà.
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Potrei scriverne per ore, ma eviterò. So che avete la serie che vi aspetta.
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Mi limiterò a dire che se due amici non abitano in nazioni diverse e o parecchi km di distanza e non si vedono quasi mai l'amicizia è teorica. Non esiste.
Amicizia è sentirsi spesso, certo. Scriversi, certo. Ma anche condividere esperienze, fare cose insieme, guardarsi negli occhi, respirarsi, ridere delle stesse cose, un caffè, mangiare assieme, passeggiare, un film, imbiancare una parete, fare un progetto, un viaggio, avere un segreto, parlare di un libro, etc. Toccarsi, viversi.
Whatsapp è eccezionale se è un mezzo in più. Se è il solo mezzo fa schifo.
Se gli impegni quotidiano, le convenzioni, i matrimoni (una sciagura) ci allontanano, non è amicizia. E' una conoscenza, che è tutt'altra cosa.
Io conosco anche molti animali e vi assicuro che mi danno di più.
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Un anno e mezzo fa feci un'analisi su uno di questi rapporti. Mi si disse che avevo torto.
Certo, qualcosa è cambiato. Ci sentiamo di più.
Io tengo a te. Forse tu in qualche modo tieni a me.
Io farei molto per te, io ci sarò sempre.
Ma tu non ci sei del tutto neppure ora, dai, è evidente.
E allora abbi il coraggio di ammetterlo. Questi quindici mesi hanno confermato quel che dicevo e tu contestavi.
Non vedo un futuro, non vedo un progresso, non sento vicinanza.
Il tempo passa, la vita scivola via, tutto è incolore.
Lacciuoli sociali ti impediscono di vivere più a fondo questa cosa? O forse non ti importa di viverla davvero. Non hai il coraggio o la voglia.
Non so, ma è così.
Ed è un peccato. L'ennesimo di una vita da alieno.
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