Lascia andare le cose.
Io in verità sono sempre stato per agire. Ho sempre pensato che se non prendi il volante tu lo prende qualcuno che guida a cane oppure nessuno e si va a sbattere. Quindi mi è sempre piaciuto dirigere. Incidere sul reale, non subirlo. Affrontare i problemi e risolverli, non aspettare.
Ma adesso, a cinquanta e passa, se parliamo di rapporti personali, lascio andare.
Lascia andare le cose.
In verità è una tattica che applico da parecchi anni. Perché se ho un dono è quello di capire presto le persone. A volte poi non do retta al mio dono e sbaglio, ma questo è un altro discorso. Cioè, ho altri doni, ma adesso parliamo di persone.
Lascia andare le cose.
E' inutile fare circhi equestri per conquistare una donna o un uomo: più dovrai fare per avere il suo cuore o solo il suo corpo, più scadente sarà la tua conquista e prima ti si scioglierà tra le mani.
Se una persona non ti ama, o non ti stima, o nemmeno ti tratta da amico, lasciala andare, lasciala alla sua vita.
Anni fa avrei detto lasciala alla sua vita di merda, ma adesso non lo dico, perché non ha senso. Anche tu fossi il migliore sulla Terra, non sarai nessuno per chi non sa riconoscere il meglio. E se poi nemmeno fossi il migliore?
Ognuno ha il diritto di frequentare chi vuole. Di avere per miti dei perfetti scimmioni imbecilli e di provare disprezzo per te. Tu pensi che sia stupida una persona che ti ignora e magari idolatra un gatto o un cretino da palestra col neurone di destra. E lo è, siamo d'accordo. Ma ha diritto di essere stupida e, soprattutto, ti svelo una cosa: se non le piaci, se nemmeno come amico le vai bene, vuol dire che è fatta in un certo modo, e quel modo non potrebbe mai andarti bene, alla lunga: fidati. Quindi lascia andare. Eviti di soffrire. Eviti di fare un errore.
Se non è all'altezza di quel che provi, che cosa potrà mai avere a che fare con te? Se cerca altro e ti snobba, a cosa ti serve insistere? E' perdere la tua vita per dare a un altro quel che mai potrà capire, gradire, apprezzare. E per cosa? Vuoi forse soffrire a tutti i costi?
Sì lo so, dai suoi occhi ti sembrava una persona di un altro tipo. Ma ti sei sbagliato. Non è come credi, è diversa da come credi, non hai letto Pirandello?
La vita è solo una e dura sempre troppo poco e spesso finisce presto, e comunque finisce sempre, e sempre male, e in maniera imprevedibile, e nemmeno sai quando, magari adesso, o fra trent'anni, e magari dopo venti anni di dolore.
Lei ha deciso di non dividere niente con te, niente di più di due messaggi o due parole di persona dieci volte l'anno, per lei non esisti se non quando non sa che fare, e comunque sei solo un accessorio, che alla fine nemmeno usa poi tanto, per dire lo schifo che le fai. Qualcosa di te la attira, ma sarebbe meglio dire la incuriosisce: insomma, sei un giocattolino per i momenti di noia.
Assecondala. Lasciala andare al suo destino.
Che non sarà diverso dal tuo.
Ma ci arriverete separati e mai più vi vedrete: quindi, cominciate da adesso, Cosa sono dieci, trent'anni ancora, rispetto all'eterno e freddo buio che vi attende?
Quindi evitare di fingere ancora, negli ultimi momenti che vi restano su questo pianetucolo, e cominciare già da ora a dimenticarsi...
Sì, lo so, fa male all'inizio, ma tu sei abituato, tu conosci presto le persone, e hai passato i cinquanta. A volte ti piace ignorare la tua saggezza e dar credito a chi non ti merita e non lo merita, ma lo fai per sfida o passatempo.
Smetti, è inutile, è crudele e ti fa male.
Lascia andare.
Lasciala andare.
--
Lo so, rinuncio a molto. Io.
A tutto quello che potevo comunque avere, a tutto quello che puoi avere ammirando un quadro che non potrai mai avere in casa tua, o aiutando e sostenendo una persona che non potrai mai frequentare davvero. Una persona che non potrai mai avere nemmeno come amica (orrore il solo pensarlo, per carità scusate la blasfemia). A tutto quello che ho avuto e potrei ancora avere solo pensandola. Parlandole di sfuggita dieci volte l'anno, forse meno. Omaggiandola. Mitizzandola. Non è poco, certo che no.
Per anni mi sono detto che poteva bastare eccome. Perché per me era comunque tanto. E' stato tanto, E' tanto tuttora. Ma con un ma.
Adesso qualcosa è cambiato.
--
Adesso penso che se quel che provo non dico non è ricambiato, perché sarebbe troppo facile, ma non ha nemmeno un piccolo riflesso, anche piccolissimo, forse il tutto è sì bello, spesso, ma privo di senso, sempre.
Alla fine io ho perso aderenza a forza di volare e quindi preferisco svoltare.
Mi ha convinto il fatto che in tre lustri non vi è stato un progresso anche minimo, anche irrilevante. Voglio dire, panta rei, ma qui no.
E allora vuole dire che tutto quel che ho dentro di me, e che è tantissimo, non dico sia sprecato (non è mai sprecato) ma picchia contro un muro e fin qui potrebbe pure starmi bene, ma il muro neppure si accorge più, e allora adieu.
Non posso star qui a dispetto dei santi. Tutti allontanano dalla propria vita chi non è abbastanza gradito; siccome non lo fa lei, lo farò io.
--
Hai legittimamente impostato la tua vita in questo modo così chiuso. Ok. Quindi non soffrirai particolarmente per questo. Non dico che non soffrirai come me, perché sappiamo che a te, se paragoniamo quel che provi alla mia situazione, non importa nulla. Dico che supererai la cosa molto agilmente, fidati.
In quindici anni se ti fosse importato qualcosa di questa vertigine, anche al punto di dare solo un'occhiata fin laggiù, senza caderci beninteso, lo avresti fatto.
Quindi inutile mentire adesso, perfino a se stessi.
--
In un'altra vita? No, non ci sono altre vite. E' in questa che scegliamo quel che secondo noi merita difendere a costo di fare scelte coraggiose, e quel che non merita sforzi particolari.
--
Nessun commento:
Posta un commento