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domenica 2 agosto 2026

Finiamola con le commedie




Io lo dissi due anni fa, più o meno. Lo pensavo da tempo. Lo dissi direttamente a chi avrei dovuto, senza giri di parole o infingimenti, perché secondo me era giunto il momento di scoprire le carte. Lo dissi come chi rivela una realtà evidente, sì ok è evidente ma qualcuno lo deve dire, e certo non ha colpe se lo dice, non più di quelle che ha il termometro nell' indicarti che hai la febbre.
Ma sembrò un'offesa, alla persona a cui lo dissi, una cosa inaudita, falsa, una mia invenzione senza senso, e dovetti non fare marcia indietro, ma abbozzare: pareva che avessi detto un'enorme assurdità, smentita dai fatti. 
Tornai un poco sui miei passi, poco convinto. Ma curioso.
Epperò in questi due anni scarsi, anche se qualcosa è cambiato (poco), i fatti, che sono la cosa più ostinata del mondo (cit. Biagi) sono tornati a fare male.
E io, come ahimè spesso accade, mi sono accorto che avevo ragione.

Io forse non so bene cos'è l'amore (o forse lo so perfettamente), ma so che così come è idealizzato non esiste. Può esistere quello per i figli, ma è tutto, e anche lì è in parte proiezione. E' una grande illusione, questo benedetto amore, ma lungi da me l'intenzione di avversarla: le illusioni aiutano a vivere, e vivere è un'impresa colossale. Stimo chi ne è preda, stimo chi ne è succube: è superiore a me.

L'amicizia penso di conoscerla meglio e, a differenza dell'amore (pura utopia), penso che possa esistere: è rara ma a volte batte un colpo. Però è argomento che mi riguarda poco: forse ho standard troppo alti, o forse gli altri hanno parametri basici, non saprei: di fatto non c'è possibilità di intesa.

Parlando di questo secondo aspetto, il rapporto che avevo osato denudare a metà estate 2024 era per l'appunto un qualcosa che girava con la targa "amicizia" ma non ne aveva il diritto. Era già nudo. Né pareva essere qualcosa di passibile di evoluzione in forme diverse, tipo amore o relazione sessuale. Quindi non aveva chiaramente speranze di crescere e diventare una vera amicizia, né di evolvere verso forme differenti. Aveva la prospettiva di uno stagno: stagnare. Era semplicemente un rapporto debole, stanco, senza prospettive, a a volte senza senso. Non si intravedeva la voglia di coltivarlo o almeno io non vedevo questa voglia nella controparte. E allora perché continuare a fingere, mi chiesi? Ed è lì che scatenai una reazione quasi offesa e comunque piccata. 

Del resto io la vedo così: un rapporto che ha già scritto in faccia che mai evolverà (indipendentemente da come evolverà) è, per quanto mi riguarda, già sepolto. Un rapporto vivo può evolvere, o no; può cambiare del tutto o poco, questo non lo si può sapere, ma se sai già che non si muoverà è meglio se lo secchi subito perché non è un rapporto vivo, ma una lapide.

In due anni qualcosa è cambiato, ma poi la verità viene a galla. L'amicizia è condivisione, è vicinanza, è contatto sia fisico che spirituale costante: il che non implica vedersi tutti i giorni, o applicare tutte le posizioni del Kamasutra, ma sapere comunque sempre tutto o quasi della vita dell'amico. Perché l'amicizia, in questo, a volte sa essere più pervasiva dell'amore. L'amico o l'amica che invece divorzia e tu non lo sai, cambia lavoro e tu non lo sai, parte e tu non lo sai non è un amico, basta con le minchiate, di grazia. Finiamola di prenderci per il sedere, con questa storia dell'amicizia, su.

Per qualche ragione misteriosa a lui o a lei piaci un minimo (il minimo sindacale, sia chiaro, e non in senso fisico, sia chiaro pure questo, lì c'è disgusto) e quindi ci tiene a mantenerti attivo nelle sue relazioni, ma alla stregua di un asciugacapelli, che usi quando hai fatto lo shampoo e per il resto vive riposto in un armadietto col filo tutto orrendamente arrotolato. Sei arruolato quando servi, sei un contatto "stagionale" (ti chiamano se il fatturato pare poter crescere), sei una risorsa a richiesta, utile quando l'altra persona è sola o triste o annoiata o quando chissà perché prova nostalgia di qualche pregio di questo amico che per lei amico non è se non a gettone.

Ma perché estremizzare? Perché non posso vivere i rapporti per come sono, sia quelli capaci di evolvere sia quelli stanchi e finiti? Perché non accetto quel che viene e cerco di prendere il meglio da ogni cosa?
Perché alla mia età non ho più voglia di fare finta che, di tenere in giardino piante che non fanno fiori. Le ipocrisie ormai mi infastidiscono. Sono più ragionevole e paziente, a quest'età, ma anche più secco: quel che non va si pota, chi non mi vuole vada altrove. Avrà tempo e modo di pentirsene. O no. Sinceramente, non mi interessa.
Non ho più voglia di fare buon viso a cattivo gioco, di continuare questa eterna commedia che è la vita.

Essere amici è mettersi in gioco, è darsi, è rischiare.
Altrimenti è commedia.

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(IMG funeraliroma it)

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sabato 1 agosto 2026

Guidati dai peggiori


Il livello di istruzione è quel che è. I discorsi non se li scrivono da soli. In geografia e storia sono carenti, non parliamo poi di economia e finanza. Matematica e statistica queste sconosciute. Non hanno nessuna competenza specifica né un accettabile livello di cultura generale, non parlo qui di lauree o titoli. Non hanno visione, sono incoerenti, in malafede, bugiardi, opportunisti, quando non corrotti o peggio. Vivono alla giornata, l'obiettivo è essere rieletti, non certo il bene del Paese. 
Sono ipocriti. Cambiano idea su tutto a seconda di come gira il vento. Sono in campagna elettorale permanente. Non governano, non sanno farlo. Vogliono dominare. Né sono così umili da capire di aver bisogno di aiuto. Non parlano al popolo, fanno comizi. Infangano gli avversari. Occupano i media e li usano come clave. Non hanno cultura costituzionale né democratica, da questo punto di vista sono analfabeti. Parlano alla pancia delle persone, agitano spettri, alimentato paure, creano pericoli immaginari, ci porteranno in guerra. Non uniscono ma dividono, non operano per la pace ma per la guerra, non cercano di eliminare le disuguaglianze, anzi: le incentivano. Sono complici dei peggiori criminali internazionali e hanno le mani sporche di sangue. Cercano di trasformare la democrazia in una forma di governo autoritaria. Non mantengono le promesse, del resto irrealizzabili: specchietti per le allodole buona in prossimità dell'urna. Hanno simpatie per il fascismo e contatti con i movimenti di ultradestra. Sono inadatti, vergognosi, impresentabili.
Ci governano, ed è cosi' da decenni, tranne brevi e rimpiante parentesi che il Sistema ha subito trovato il modo di eliminare grazie alla leva di utili idioti prezzolati.
Siamo ostaggio di una classe di coglioni spesso con la faccia da imbecilli al soldo dei grandi gruppi finanziari internazionali, che orientano le politiche di tutti i Paesi e sono in grado di fare cadere qualsiasi governo.
Le elezioni sono una farsa. I mezzi di informazione megafoni stonati e vili propalatori di menzogne. Le leggi elettorali trucchi incostituzionali studiati per arraffare il potere senza il consenso.
Vogliono avere mano libera e impunità. Proteggono i politici e i ricchi, usano il pugno di ferro coi ladri di galline. Coccolano gli assassini e stroncano i poveri e i migranti. Non hanno regole, non hanno dignità. Sono feroci e pericolosi folli al comando di un'auto che andrà a sbattere e noi con lei.
Sono xenofobi, razzisti, nostalgici, omofobi. Sono sempre dalla parte sbagliata della storia. 
E i giornalisti sono i loro servi immondi: anime vendute che permettono il perpetuarsi di questo grande inganno.

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