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giovedì 10 giugno 2010

La terapia della locandina

E' mattina e una ragazza che sta passando in bicicletta dall'altra parte della strada mi osserva a lungo. Non mi stupisco: ci sono abituato. Ma davvero insiste. Poi mi accorgo che per una volta una donna che sembra guardare me in realtà non sta guardando me. E' malata? E' lesbica? (Mi scuso con i razzisti coglioni subumani che per come la pensano vedranno nelle due domande appena poste una ripetizione). No, il fatto è che io avevo appena comprato "Film TV" (pubblicità palese, anzi già che ci sono: leggete in ultima pagina l'imperdibile Labranca!) e quindi ero ancora nei pressi dell'edicola, e più in particolare vicino alla locandina di un noto giornale locale. Ecco cosa guardava la ragazza! Le notizie del giorno la distraevano dal mio fascino, certo dovevano essere notizie davvero sconvolgenti tipo maremoto a Vienna o neve nel Sahara. In ogni caso inutile piangerci sopra, è successo: per una volta una ragazza che sembrava guardarmi e che aveva tutte le possibilità (e, ca va sans dire, le ragioni) per farlo, non lo stava facendo: il mondo è strano. Posso capire che di primo mattino una notizia possa suscitare interesse, ma insomma: l'istinto dovrebbe prevalere sul desiderio di informarsi (informarsi? ma quando, coi giornali che girano??).

Più tardi, al bar, sorseggiando un crodino ricolmo di cubetti di ghiaccio e inframezzandolo a svogliati gesti della mano dal vassoio dei salatini alla bocca, riflettevo e da questo accadimento ho tratto due conclusioni. La prima è che se una persona si trova nel bel mezzo di una fase di disistima o di depressione, dovrebbe considerare l'ipotesi di sostare ogni mattina nei pressi di una locandina di quotidiano in una zona trafficata: cinque di queste sedute e ritroverete la stima di voi stessi. La seconda è che, a pensarci bene, è un po' come se io, in effetti, di norma, girassi sempre con una locandina al collo...

La modestia, dite? Credetemi, avrei potuto esagerare in questo post ma non l'ho fatto, non mi piace fare lo "sborone", meglio attenersi ai nudi fatti! A proposito, vi ho mai detto di quella volta che ho fermato le onde del mare? No? Dunque, è andata così: era un pomeriggio di novembre ed ero appena tornato da... (to be continued)

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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